In un fine settimana esaltante, quello delle Giornate di Primavera del FAI, migliaia di cittadini in fila e in trepidante attesa per entrare nei beni aperti come di consueto ogni anno dal Fondo Ambiente Italiano, si sono recati alla scoperta o riscoperta del nostro territorio. Centinaia di volontari mossi da passione e radicato senso civico li hanno accolti e affidati alla guida di giovani studenti Apprendisti Ciceroni che, con garbo e sapienza, li hanno accompagnati in un percorso di conoscenza ben preparato in mesi di lavoro nelle scuole insieme ai loro insegnanti.
Una macchina impressionante, e sempre più oliata ed efficace, che garantisce il pacifico e festoso svolgimento di questo atteso appuntamento di primavera nella provincia di Macerata così come in tutt’Italia.
Solo nelle Marche 81 beni aperti, 3.300 Apprendisti Ciceroni, 650 Volontari, 5 Delegazioni, 6 Gruppi FAI per un totale di 56.159 visitatori in due giorni e una raccolta fondi che contribuirà al recupero e all’apertura al pubblico dell’Orto delle suore di Recanati, vero Colle dell’Infinito e primo bene FAI nelle Marche.
Un’occasione straordinaria sempre più apprezzata e partecipata, che quest’anno ha condotto a Macerata nei fasti del settecentesco Palazzo De Vico, sulla terrazza mozzafiato del Palazzo degli Studi, ora sede della Provincia, e alle sale antiche della biblioteca comunale Mozzi Borgetti con l’affascinante Sala degli specchi.
Un tour che ha toccato anche i luoghi leopardiani di Recanati con la panoramica Torre del Borgo, il Palazzo Comunale e l’esclusivo Palazzo Passari solo per gli iscritti FAI; un percorso che non ha trascurato neppure l’interno del territorio provinciale, dedicando un’intera giornata solo a Visso, Castelsantangelo sul Nera e Ussita, territorio che rischia di essere dimenticato visto lo stallo istituzionale in cui ancora versa a tre anni dal terremoto.
Un “territorio fragile”, come ha avuto modo di sottolineare il prof. Augusto Ciuffetti del Politecnico delle Marche, durante la conferenza organizzata domenica 24 marzo dalla Delegazione FAI di Macerata nella sala polifunzionale del Comune di Castelsantangelo dedicata ad arte, storia, cultura ed economia di questo importante territorio montano; un territorio storicamente fragile, ma non per questo privo di risorse e di vitalità, anche adesso che il terremoto (fenomeno costante nella sua storia) è tornato a devastarne i borghi.
La visita alla zona rossa di Visso, dal forte valore simbolico di denuncia, e le passeggiate naturalistiche nella zona del Parco nazionale dei Sibillini del territorio vissano hanno dimostrato con una straordinaria affluenza di partecipanti, come persino un’area così martoriata possieda ancora risorse per risollevarsi. Non complesso di macerie da esibire e fotografare, dunque, ma storia e cultura che trasuda da ogni pietra e da ogni angolo di paesaggio. Turismo solidale, ma ripagato dalle qualità e dalla bellezza comunque sempre intatte di questi luoghi, avvezzi a reinventarsi e rilanciarsi con tenacia nei secoli. Un segno di speranza e di rinascita, dunque, ma anche di invito, da parte della Delegazione di Macerata, a non trasformare la vicinanza al cratere in un evento episodico, ma in una frequentazione costante e sinergica.
Il FAI dal 2019 riserva alle aree montane un progetto specifico denominato “Alpe. L’Italia sopra i 1000 metri”, che impegnerà la fondazione nei prossimi 10 anni e che rappresenta primo progetto organico di restauro, valorizzazione e gestione di Beni nell’Italia delle terre alte e delle aree interne: dalle Alpi agli Appennini fino ai Nebrodi, alle Madonie, al Gennargentu, lungo la linea dorsale del Paese. Perché, come affermato dal presidente del FAI Andrea Carandini nel recente convegno nazionale della Fondazione a Brescia, “È l’Italia interna, che costituisce la spina dorsale della Patria”.
Il mondo dell’Alpe, inteso in senso ampio come alpeggio, è dunque un patrimonio dell’Italia che contraddistingue tutte le regioni, che presentano ovunque elementi geografici, culturali, antropologici, ambientali ed economici affini, pur nelle specifiche declinazioni in cui non solo i caratteri “genetici”, ma anche le problematiche sono simili: la crisi dell’economia tipica della montagna a dispetto di una prevalente economia legata al turismo talvolta molto invasiva; l’abbandono dei pascoli e delle tradizioni legate alla pastorizia; l’emarginazione di borghi e paesi che si vanno spopolando; il rischio del collasso totale di un’architettura di montagna; l’inevitabile dissesto idrogeologico causato dall’abbandono del territorio da parte di chi lo manteneva – con le drammatiche conseguenze che in anni recenti hanno riempito le pagine di cronaca, come frane, alluvioni, incendi, crolli – che sta condannando le comunità montane a un destino di marginalità, al ruolo di “nuove periferie”.
Per questa edizione delle GFP così riuscita La Delegazione di Macerata desidera esprime ringraziamenti sentiti a tutti coloro che l’hanno resa possibile.
Un primo ringraziamento va a tutti i volontari e Apprendisti Ciceroni che rappresentano la vera anima del FAI.
Si ringrazia per il supporto locale delle aperture di Macerata: Comune di Macerata, Sindaco di Macerata: Avv. Romano Carancini, Vicesindaco di Macerata: prof. Stefania Monteverde, Rettore dell’Università di Macerata: prof. Francesco Adornato, Presidente della Provincia di Macerata: dott. Antonio Pettinari, Dirigente Biblioteca Mozzi-Borgetti: dott. Gianluca Puliti, Responsabile Biblioteca Mozzi-Borgetti dott. Renato Pagliari e tutto il personale della biblioteca, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici: prof. Carlo Pongetti, Direttore della Scuola di Studi Superiori “G. Leopardi”: prof. Luigi Alici, responsabile Biblioteca di Scienze archeologiche e storiche dell’antichità dott. Federica Cancrini, Dirigente I.I.S. “Bramante-Pannaggi” e I.I.S. “Garibaldi”: prof. Maria Antonella Angerilli, Dirigente I.T.E. “Gentili”: prof. Pierfrancesco Castiglioni, Dirigente I.I.S. “ Matteo Ricci” prof. Rita Emiliozzi, Dirigente Liceo Classico Linguistico “Leopardi” prof. Annamaria Marcantonelli, Stefano Parcaroli del ristorante, bar e caffetteria Vere Italie.
Per le aperture di Recanati si ringraziano: tutti i volontari del Gruppo FAI di Recanati, Amministrazione Comunale e Sistema Museo. Un particolare ringraziamento ai proprietari di Palazzo Passari ed all’Avv. Piergiorgio Moretti.
Per le aperture di Visso: Comune di Visso, Comune di Ussita, Comune di Castelsantangelo sul Nera, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in particolare dott.sse Donatella Rosi, Margherita Lemmi e Noemi Orazi, Comando dei Vigili del Fuoco di Visso, Polizia Municipale di Visso e Castelsantangelo, in particolare Ernesto Martini e Andrea Pagliarini, Dirigente I.C. “Mons. Paoletti”: prof. Maurizio Cavallaro, prof. Maura Antonini, Luca Tombesi, prof. Augusto Ciuffetti (Politecnica delle Marche), prof. Marco Moroni (Politecnica delle Marche), prof. Giuseppe Capriotti (Università di Macerata), Renato Marziali, Michela Paris, Proloco di Visso, Ussita e Castelsantangelo, Distilleria Varnelli, Contram, Acqua Nerea, Bar Sibilla, Pasticceria Vissana, Norcineria Altonera, Alimentari Falcioni, Albero del pane. Un particolare ringraziamento all’ Ing. Giulio Rosi e a Enrico Franconi, appassionato d’arte e conoscitore di Visso.
Si arricchisce il calendario degli appuntamenti di Sferisterio Live Macerata, la rassegna nata da un progetto dell’assessorato alla Cultura del Comune di Macerata in collaborazione con l’Associazione Sferisterio che ogni estate offre ghiotte occasioni per vivere i live dei più grandi artisti di fama nazionale e internazionale.
Dopo Loreena McKennett grande cantautrice e polistrumentista di fama mondiale che il 24 luglio si esibirà allo Sferisterio con il suo Lost Souls Tour e Maneskin, il gruppo amatissimo dal pubblico che continua a mietere successo e riconoscimenti, presenti in Arena il 25 agosto, nel meraviglioso teatro all’aperto maceratese il 22 agosto sarà di scena Levante, l’icona di stile naturale e versatile del nuovo pop italiano.
“Stiamo costruendo uno Sferisterio Live Macerata di grande qualità – interviene il sindaco Romano Carancini - capace di parlare a tanti pubblici diversi. Perché tutti possano godere della magia della musica all’arena Sferisterio. E le sorprese non sono finite”
Dopo 3 album di successo per pubblico e critica e due libri bestseller, Levante torna con un nuovo singolo in uscita il 5 aprile per Warner Music, primo passo del suo nuovo percorso discografico.
“Andrà Tutto Bene”, questo è il titolo del nuovo brano, una fotografia dei fatti di cronaca che stanno cambiando il mondo e la coscienza individuale e sociale che parla di futuro senza memoria ed elenca lo spaventoso presente ma si aggrappa alla promessa che “andrà tutto bene.”
Non è solo un notiziario, è una presa di coscienza, ritrovarsi grandi e sentirsi comunque piccoli davanti a catastrofi ambientali, politiche disumane e indifferenza quasi pornografica, da censura. L’uomo del presente ha dimenticato gli uomini del passato, quelli delle grandi rivoluzioni, delle grandi evoluzioni e senza un’idea di futuro indietreggia per paura nelle scelte sbagliate, issa muri e allontana ciò che non comprende.Levante, grazie all’organizzazione della Best Eventi (085.9047726 – www.besteventi.it) ha incluso nel suo tour estivo in alcune delle arene storiche italiane anche quella di Macerata, una “piazza” diventata molto appetibile e che negli ultimi anni ha fatto registrare un grande successo di pubblico e critica grazie ai grandi interpreti che hanno scelto lo Sferisterio per i loro tour.
I biglietti saranno in vendita dalle ore 10 di lunedì 1 aprile su TicketOne e da giovedì 4 aprile sui circuiti Ciaotickets e VivaTicket e presso la Biglietteria dei Teatri di piazza Mazzini (tel. 0733.230735 - 0733.233508/fax 0733.261570| e mail boxoffice@sferisterio.it, aperta dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, domenica e lunedì chiuso).D
Questi i prezzi inclusi i diritti di prevendita: Settore Platino + Oro: 40,25 euro, Verde + Blu: 36,80 euro, Rosso 34,50 euro, Giallo. 32,20 euro, Balconata:28,75 euro.
Cena di beneficenza al Much More di Matelica nella serata di sabato 6 aprile. Il locale matelicese organizza infatti una cena di gala dedicata al mondo dell’imprenditoria locale e alla Fondazione Ospedale Salesi Onlus, che dal 2004 si occupa di progetti e attività a supporto dell’omonimo ospedale pediatrico di Ancona. La direzione del locale donerà infatti il guadagno dell’appuntamento alla suddetta fondazione, con decine di imprenditori che hanno già dato la propria adesione all’iniziativa.
La cena sarà curata da Ristorart e durante il servizio ci saranno diversi interventi e momenti di spettacolo, con la conduzione affidata al presentatore Marco Moscatelli. Da sottolineare la collaborazione con la cantina Belisario, azienda matelicese che abbinerà ad ogni portata della cena un suo vino. La nottata proseguirà poi con l’evento “Hollywood”: protagonista la nota vocalist Tanja Monies, resident da anni nelle discoteche Peter e Villa delle Rose di Riccione. Anche durante la serata sarà possibile effettuare delle donazioni grazie a un banchetto allestito sempre dalla Fondazione Salesi.
“La nostra stagione non è ancora finita, ma essendo entrati nell’ultima parte non potevamo non dedicare un appuntamento alla solidarietà – spiegano i giovani proprietari del Much More – Abbiamo riaperto questo locale a ottobre e da tutti abbiamo ricevuto attestati di stima e affetto, ci sembrava giusto contraccambiare organizzando qualcosa di utile per una causa che ci sta particolarmente a cuore”.
Concerto fuori programma sabato 30 marzo, alle 18,30, presso l’Auditorium del Centro Mondiale della Poesia.
Le Serate Musicali, stagione concertistica promossa dalla Civica Scuola di Musica B.Gigli e dal Comune di Recanati Assessorato alle Culture, hanno il piacere di ospitare un trio italo-giapponese in occasione del 40° anniversario del loro sodalizio artistico. Il trio è formato da musicisti straordinari. Dante Milozzi, diplomato in flauto a Roma con il massimo dei voti, si è perfezionato con Konrad Kemm, Gustav Scheck e Peter Lukas Graf , in musica da camera con Riccardo Brengola e Dino Asciolla e in direzione d’orchestra con Lu Ja e Alun Francis. Dall’86 è 1° flauto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Ha collaborato con la “Scala”, “Santa Cecilia” “Maggio Musicale Fiorentino”, “Teatro Comunale di Bologna”, “Teatro Regio e Orchestra Toscanini di Parma” e con i più famosi direttori come Giulini, Muti, Mazeel, Temirkanov, De Burgos. E’ stato docente di flauto in vari Conservatori italiani e ha tenuto molte master class in Italia e all’estero. Alterna l’attività di concertista con quella di direttore d’orchestra. Yukako Hayashi (pianoforte) e Toshiaki Hayashi (violoncello) si sono conosciuti al Toho Gakuen School of Music di Tokyo, fondando il duo Hayashi nel 1973. Nel 1977 si sono trasferiti in Europa per approfondire la loro maturazione musicale.
Al Teatro Vaccaj torna la rassegna “A Teatro con mamma e papà”, promossa da Compagnia della Rancia e Comune di Tolentino.
Gli ultimi due appuntamenti vedranno come protagonista la Compagnia Teatro Verde di Roma, che dal 1986 si dedica interamente al teatro ragazzi, con spettacoli originali che si avvalgono di una tecnica mista (attori, burattini, pupazzi, clownerie, giocolerie, ombre, proiezioni…) prediligendo la musica, i colori e la fantasia.
Domenica 31 marzo è la volta de "La bella Addormentata", spettacolo ha vinto il premio “Silvia – Molfetta 2007”. La storia è nota. Una Strega, arrabbiata per non essere stata invitata alla festa per la nascita della figlia del re, lancia una maledizione: quando la ragazza compirà 18 anni si pungerà con un fuso e morirà. Grazie all’intervento di tre fate la terribile profezia viene mitigata: Aurora non morirà, ma dormirà per cento anni, finché un bacio di vero amore la risveglierà. Ma per giungere dalla bella addormentata occorre prima superare tre terribili prove: una foresta incantata, un terribile orco e un re bugiardo. Gegè, il principe vanesio, lascerà che sia Zero, lo scudiero, ad affrontare le re terribili prove. Ma da solo è impossibile... per fortuna che ci sono i bambini in sala ad aiutarlo!
Musica, canzoni, mistero e risate accompagnano e scandiscono i tempi di questa tenera e ironica favola. Il 7 aprile è la volta, invece, de "I vestiti nuovi dell’imperatore", la favola che ci suggerisce di non fermarsi alle apparenze, presentata in maniera originale in un connubio di immagini, testo, musica.
I bambini vengono coinvolti nella storia, la musica dal vivo accompagna tutto il racconto che alterna alle parti narrate quelle cantate. Oggetti, figure e parole si muovono insieme alla storia. La fiaba diventa voce, narrazione, musica, figura, movimento… ci suggerisce di non fermarsi alle apparenze. Un re vanesio e civettuolo pensa unicamente a cosa indossare. Un giorno due imbroglioni lo convincono a comprare un tessuto straordinario per bellezza ed eleganza. Questa stoffa ha una piccola particolarità: la può vedere solo chi è intelligente. Chi non la vede vuol dire che è uno stupido. Con questa scusa i due furfanti fanno finta di tessere tessuti meravigliosi e nessuno, per paura di passare da stupido, osa confessare che non vede niente. Alla fine il re si mostrerà nudo al suo popolo, che loderà le meraviglie di un abito inesistente. Tra tanta gente solo un bambino ha il coraggio (o l’incoscienza) di dire la verità e di urlare a tutti che il re è nudo.
Domenica 31 marzo volge al termine a Recanati "La domenica al Persiani", rassegna di teatro per ragazzi promossa dal Comune con l’AMAT.
L’ultimo appuntamento è con "Bu Bu settete! Fammi ridere che io non ho paura" di ATGTP, ideazione e regia di Gianfrancesco Mattioni, Silvano Fiordelmondo, Diego Pasquinelli con Silvano Fiordelmondo e Simone Guerro.
Quanti sono disposti a confessare le proprie paure? Pochi, quasi nessuno. Tutti abbiamo paura, ma non dobbiamo aver paura di ammetterlo! A volte basta una risata per vincere la paura! È proprio questo il percorso che faranno due strani individui: il professor Aristide Menelao Fanfulla da Lodi, studioso di “paura” e il suo aiutante Miro Vladimiro, timoroso quanto basta a scatenare processi di identificazione nei bambini. I due professori hanno la pretesa di liberare chiunque da qualsiasi paura e lo faranno tramite la narrazione di storie originali e racconti che si perdono all’alba dei tempi fino all’epilogo finale, dove il buon Vladimiro supererà definitivamente le sue e le vostre paure.
Il Teatro Pirata, con la solita ironia, i pupazzi e le scenografie di Marina Montelli, una colonna sonora originale, mette in scena magiche suggestioni e momenti indimenticabili in cui le paure più profonde e inconfessate si sciolgono grazie ad un divertente gioco teatrale. Le musiche originali dello spettacolo sono di Simone Guerro e Nicola Paccagnani, le scene e i costumi di Marina Montelli. Inizio spettacolo ore 17.
I Musei civici di Palazzo Buonaccorsi “adottano” il Museo di Valfornace, inagibile dopo il sisma del 2016, ospitando nella cappellina al piano nobile dell’immobile settecentesco, la pregevole scultura in terracotta raffigurante la Madonna con Bambino in attesa che l’opera possa tornare nella propria terra.
La presentazione dell’opera, di proprietà di Adriano Chiodi Cianfarani, ambasciatore italiano in Croazia, è avvenuta questa mattina a Palazzo Buonaccorsi alla presenza dello stesso, del sindaco Romano Carancini, del vice sindaco e assessora alla Cultura Stefania Monteverde e del sindaco di Valfornace Massimo Citracca. Tra le autorità presenti anche il vice prefetto Salvatore Angeri, l’ex sindaco di Pievebovigliana Sandro Luciani e il comandante provinciale dei carabinieri Michele Roberti.
Fino al terremoto del 2016, che lo hanno reso inagibile, il museo di Valfornace ha rappresentato, con i suoi diversi allestimenti, all’intera storia sociale ed artistica del territorio comunale, dall’età preistorica ad oggi. La Madonna con Bambino, qui depositata dalla famiglia Chiodi Cianfarani, di origini romane ma da sei generazioni legata a Valfornace, è stata danneggiata dal sisma e da oggi magistralmente restaurata e consolidata con una struttura di sostegno al fine di renderla più resistente alle eventuali vibrazioni future, torna visibile nei Musei di Palazzo Buonaccorsi come testimone e simbolo della valorizzazione del museo di origine e del territorio di riferimento.
“E’ un bellissimo giorno – ha detto il sindaco Carancini dando il benvenuto ai presenti – è un evento semplice ma profondo per l’anima di un territorio e per la vicinanza con la comunità di Valfornace. In un momento di difficoltà i Musei del territorio si sono parlati, insieme abbiamo costruito la possibilità di dare ospitalità a Palazzo Buonaccorsi a un’opera pregevole. Attraverso il dialogo istituzionale, iniziato prima con l’ex sindaco di Pievebovigliana Sandro Luciani e poi con l’attuale primo cittadino di Valfornace Massimo Citracca, abbiamo ragionato sulla possibile valorizzazione della statua e allo stesso tempo su quella di offrire un servizio ai cittadini che ora possono fruire dell’opera. L’aver accolto a Macerata la Madonna con Bambino consentirà di valorizzare il Museo di Valfornace e allo stesso tempo di arricchire Palazzo Buonaccorsi, rendendolo ancora più appetibile. In questi mesi abbiamo lavorato tanto e in sinergia all’interno della nostra Marca Maceratese scavalcando il campanilismo. Un ringraziamento particolare va ad Adriano Chiodi Cianfarani per l’attenzione dimostrata e per l’attaccamento alla nostra terra”.
“Veniamo da 30 mesi di duro lavoro per riportare la gente nelle nostre splendide terre e la stessa cosa stiamo facendo per ridare al nostro Museo il suo splendore – ha detto il sindaco di Valfornace Massimo Citracca -. Oggi siamo felici di rivedere la nostra Madonna con Bambino più solida ospitata a Macerata che ringrazio per l’accoglienza. L’auspicio per la nostra comunità è che si possa tornare a esporla nel nostro paese.”
“Oggi sono in veste di comune cittadino – ha affermato l’ambasciatore italiano in Croazia Adriano Chiodi Cianfarani - residente a Valfornace, paese a cui la mia famiglia è molto legata. Sono felice che la statua sia stata restituita alla pubblica fruizione dopo il restauro compiuto da Andrea Simoni.
Contento che ora sia in questo bellissimo luogo come simbolo di valorizzazione del museo di origine, del nostro territorio, della nostra identità, non solo marchigiana, ma nazionale. Esprimo la mia ammirazione nei confronti delle autorità di Macerata e Valfornace per la loro capacità di fare sistema, di unire le forze e fare di Macerata città di accoglienza e di adozione.”
Il vice sindaco e assessore alla Cultura Stefania Monteverde a conclusione della presentazione ha affermato: “Siamo felici del nostro ruolo nel territorio che non è solo quello di mero contenitore. Subito dopo il sisma abbiamo tamponato immediatamente l’emergenza e insieme ad altre città abbiamo fatto un’esperienza di comunità che ci lega ad un tema a noi molto caro, quello di patrimonio come eredità di comunità. I Musei Civici hanno ospitato le opere messe in salvo dalla chiesa delle Vergini di Macerata e quelle del Museo di Camerino. Abbiamo anche partecipato a un progetto europeo con tanti Paesi della Regione Adriatica per la digitalizzazione del patrimonio in un’ottica di turismo sostenibile”.
Per quanto riguarda la statua Madonna con Bambino l’iconografia della Vergine, madre colta con le mani giunte in atto di preghiera volta a contemplare il Bambino adagiato sulle sue ginocchia, è tipica dell’osservanza francescana dalla metà del XV secolo ai primi decenni del XVI secolo che ha ricordato Giuliana Pascucci di Macerata Musei. Variamente attribuita a maestranze abruzzesi (da Francesco Gagliardelli a Saturnino Gatti) si collega ad altre opere simili presenti nel territorio quali quelle della Pinacoteca civica di Ascoli Piceno riferita a Silvestro dell’Aquila e quella del Museo civico di Ripatransone attribuita a Gagliardelli. L’opera di Valfornace, di proprietà della famiglia Chiodi Cianfarani è composta da nove blocchi di cottura e da tre elementi lignei (probabilmente posteriori) rappresentati dalle mani della Vergine e dal Bambino.
La scultura è stata ricomposta e restaurata nel 2015, come ha ricordato lo stesso restauratore Andrea Simoni, in occasione del suo deposito presso i Musei di Valfornace. A seguito dei recenti eventi sismici ha subito gravi danni con la caduta di alcuni blocchi di cottura. In modo particolare il capo della Vergine, cadendo rovinosamente a terra, si è spezzato in numerosi frammenti. Dopo un attento restauro effettuato sotto l’egida della Soprintendenza si è deciso di dotare l’opera di una struttura di sostegno al fine di renderla più resistente alle vibrazioni di natura sismica.
La valorizzazione dell’opera Madonna con Bambino a Palazzo Buonaccorsi rientra nel progetto “Adotta un Museo” lanciato da ICOM per i 34 musei colpiti dal terremoto nell’Italia centrale a seguito delle devastanti scosse di agosto e di ottobre del 2016 e ancora in difficoltà.
Icom Italia ha attivato, infatti, una rete di relazioni che pone in contatto le tante offerte di aiuto di istituzioni, enti e privati con le esigenze dei musei, danneggiati non solo nelle strutture e nelle collezioni, ma anche nei territori e nella psicologia delle comunità dove operano
La città di Pavia, il 3 e il 4 aprile prossimi, dedica due giornate agli archivi di Eugenio Montale, poeta e scrittore italiano, Premio Nobel per la Letteratura nel 1975. Molte lettere, foto, autografi e note dell’autore di Ossi di Seppia, furono conservati dal suo grande amico Giorgio Zampa, giornalista e critico letterario nato nel 1921 a San Severino Marche che, giovanissimo, conobbe Montale al caffè delle Giubbe Rosse di Firenze guadagnandone subito la fiducia fino a diventarne proprio l’archivista ma anche il collaboratore più stretto.
A Zampa il poeta Montale affidò la cura delle opere complete nei Meridiani. Zampa fece stampare a San Severino Marche, era il 1966, la prima edizione degli Xenia scegliendo la tipografia settempedana dei fratelli Bellabarba. Quell’opera, cui il Comune e l’Archivio storico tipolitografia Bellabarba hanno dedicato una serie di iniziative in questi anni, ad oggi risulta essere uno dei componimenti più celebri del Nobel.
L’aver scelto questa periferica e “autorevole” tipografia, ponendola al “centro” della memoria poetica, questo sentimento forte e autentico che Eusebio (così gli amici più intimi chiamavano Eugenio) volle “stampare” non è solo casuale o una “occasione”, è in qualche modo un tributo e una “ricordanza” per la nostra terra.
La storia degli “Xenia”, infatti, lega il poeta alla città di San Severino Marche in modo indissolubile. Il 20 ottobre 1963 moriva Drusilla Tanzi, moglie e compagna di tutta una vita di Eugenio Montale. Tre anni dopo lui faceva stampare in città la raccolta dedicata a sua moglie in pochi esemplari da regalare ad amici e parenti in una edizione semplice “da curato di campagna”. Quell’opera, tuttavia, era di enorme importanza per i temi e il linguaggio. La mostra “Amare un’ombra” ha ricordato a San Severino Marche, di recente, proprio questa grande importanza.
Sarà facile, dunque, trovare in occasione dell’apertura delle porte del Fondo manoscritti dell’Università di Pavia tracce di una storia già raccolta, custodita e raccontata in quella che fu la seconda casa di Montale, in quella San Severino Marche crocevia di cultura e poesia in un passato assai recente.
Da cosa nasce la poesia? Che cosa spinge un ragazzo a 17 anni a spendere denaro, tempo ed energie per pubblicare un libro di poesie? È a partire da queste domande che il Centro Nuova Cultura di Macerata desidera incontrare il giovane poeta ascolano Davide Colletta, autore di Sogni di cartapesta (17 anni per tutta la vita). L’incontro si terrà giovedì 4 aprile alle ore 21.15 presso la Sala Padre Matteo Ricci (Macerata, Piazza Strambi 4).
Insieme con i docenti Gabriele Codoni e Nicola Campagnoli, anch’egli poeta, Davide leggerà alcune poesie e dialogherà con loro e con alcuni suoi colleghi universitari sul senso della sua prima silloge poetica Sogni di cartapesta. Un dialogo che si prospetta interessante per capire se la poesia descrive ancora «I moti dell’animo. / L’immateriale. / L’intangibile», a cui ciascuno di noi, volente o nolente, anela costantemente, come descrive Colletta in una sua poesia.
Per la felicità di tutti i bambini, da venerdì 29 marzo al cinema Rossini di Civitanova Marche viene proiettato il nuovo film Disney live action Dumbo, diretto da Tim Burton.
Sessantotto anni dopo, torna sul grande schermo la storia dell'elefantino nato con le orecchie troppo grandi e preso in giro dai suoi simili e dagli esseri umani. Cast notevole con Colin Farrell, Michael Keaton, Danny De Vito, Eva Green e Alan Arkin e la voce di Elisa solo per citarne alcuni. Orario: venerdì 20.30-22.45; sabato 16.00-18.15-20.30-22.45; domenica 16.00-18.15-20.30; mercoledì 21.15.
Nella giornata di martedì 2 aprile Dumbo viene sostituito dalla diretta via satellite dal The Royal Opera House di Londra. Alle 19.15 ci sarà La Forza del destino, opera di Giuseppe Verdi, con protagonista il soprano russo Anna Netrebko nel ruolo di Leonora. A dirigere Sir Antonio Pappano (biglietto unico ridotto a 10 euro).
Da domani 28 marzo, invece, al cinema Cecchetti c’è il film di Justin Baldoni: A un metro da te. Il titolo fa riferimento alla distanza fisica che occorre mantenere da un individuo affetto da fibrosi cistica, malattia genetica di cui soffrono i giovani protagonisti della storia, una vicenda che mescola amore adolescenziale e gravi problemi di salute. Orario: giovedì 21.15; venerdì 22.30; sabato 18.15; domenica 16.00.
La ricca programmazione della settimana si conclude con Alexander McQueen – Il genio della moda. Il film diretto da Ian Bonhôte e Peter Ettedgui, è un documentario su una delle figure che più hanno dominato la moda contemporanea, Alexander McQueen; dalla crescita nei quartieri della East London fino all’imposizione sul mercato del fashion come stilista e anche come artista. Al cinema Cecchetti martedì 2 e mercoledì 3 aprile, alle 18.30 e alle 21
Gli sguardi, le rughe, le anime di chi ogni giorno abita la strada, corre per un appuntamento, si affanna per andare a lavoro, chi manifesta, elemosina e ama. Sabato 30 marzo alle ore 17,30 verrà inaugurata al Politeama di Tolentino la mostra fotografica di Paolo Cudini, Oltre il muro. Il foyer ospiterà gli scatti che raccontano, partendo dalla strada, l’umanità nelle sue mille sfaccettature. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 17,00 alle 20,00 con ingresso libero, fino al 20 aprile 2019.
Scrive Giorgio Cipolletta: “[…] l’obiettivo di Paolo Cudini cattura la bellezza autentica di ogni città “invisibile” attraverso i volti e i dettagli delle persone che la attraversano e i suoi interstizi. Anime ribelli, gioiose, malinconiche, distrutte o felici emergono in un ritratto vivo, pulsante. La strada ha quel sapore felliniano acuto e intelligente che abbraccia in maniera genuina la poetica neorealista. Lo scatto divora l’attimo straordinario, lo assorbe per poi riversarsi su chi guarda le foto e ne viene coinvolto, perfino meravigliato. Oltre il muro è un viaggio fotografico plurale che parte dalla “strada”, quella più intima, e si eleva al cielo con ali di gabbiano odorando di libertà, la stessa conquistata da Jonathan Livingston o quella disperata del gabbiano di Checov. Un atlante umano, una geografia dei volti e della natura che danzano insieme, come un volo d’ape che raccoglie il succo della vita. Le storie, i luoghi, gli spazi di Paolo Cudini sciolgono persino la neve e riscaldano i cuori più freddi. La geografia visiva e visuale del fotografo supera le barriere e i muri innalzando un inno alla libertà con un grido che disperatamente strattona l’anima come dentro la canzone My Way interpretata da Frank Sinatra”.
Paolo Cudini nasce a Macerata il 23 maggio 1963 e all’età di 15 anni scopre la fotografia guardando un programma alla tv dove qualcuno affermava che è più importante fotografare le persone perché i monumenti restano mentre le persone cambiano; prende la macchina fotografica dei genitori e comincia ad entrare nel suo mondo di scatti e immagini. Iniziano i primi scatti, a volte imperfetti a volte particolari. Nel 2005 in preda ad una vera e propria crisi esistenziale decide di chiudere con il passato e brucia l’intero suo archivio fotografico lasciando solo qualche foto. Ma la passione cova sotto la cenere e nel 2010 riprende in mano una macchina fotografica, questa volta digitale e la sua avventura continua fino ai nostri giorni. Il suo lavoro ben si inserisce nel contesto della “Street Photography”, scrive di lui Armando Ginesi: “[…] Paolo Cudini è uno “scippatore” di verità che imprigiona, sin dall’intimità più profonda, i soggetti scelti, li rapisce e chiama tutti noi a compartecipare alla gioia, al dolore, all’indifferenza, all’espressione maligna, invidiosa, divertita, di chi diventa ignaro oggetto del suo obiettivo fotografico.
Un soggetto tra i soggetti, il quale agisce dentro situazioni emozionali che vive, registra e dona. Fotografo di strada perché è principalmente nelle strade che va a cercare stimoli di ogni tipo per soddisfare il suo desiderio di raccontare (raccontarci) l’umanità nelle sue mille sfaccettature”.
Accogliere è amare, domenica 31 marzo alle ore 18 presso il Teatro Mestica di Apiro si terrà un Concerto della Opus 1 Big Band di Pantiere di Castelbellino per e con l’Associazione Refugees Welcome Italia.
L’organizzazione del concerto è stata resa possibile dal Comune di Apiro che ha messo a disposizione il Teatro e dallo sponsor sostenitore Fileni, azienda leader del territorio, sensibile all’inserimento lavorativo e all’integrazione sociale di extracomunitari. Ha inoltre il patrocinio dell’Istituto Comprensivo Coldigioco di Apiro e del Comune di Castelbellino.
La Opus 1 Big Band (Direttore: Antonangelo Giudice) è una formazione di appassionati, nata dieci anni fa nella scuola musicale Opus di Pantiere (Direttori artistici: Stefano Coppari e Samuele Garofoli), da un progetto dell'amministrazione comunale di Castelbellino per un utilizzo "culturale" dell'edificio della ex scuola elementare. Il repertorio è quello tradizionale delle grandi Big Band della “Swing era” ma si muove anche verso altri stili e epoche ripercorrendo la storia di capolavori intramontabili come “Summertime”, “New York New York”, “Somewhere Over the Rainbow” , “Tu si ‘na cosa grande” e “Don’t know why".
Per l'occasione la Band sarà onorata dalla presenza di musicisti straordinari: Massimo Morganti, Paolo del Papa, Gianpiero Ruggeri, Gabriele Giampaoletti e Davide Guazzo.
Il concerto “Accogliere è amare” è organizzato con Refugees Welcome (alla quale sarà devoluta la raccolta solidale della serata), associazione impegnata nell’accoglienza di migranti, che ha come obiettivo la loro inclusione sociale (http://refugees-welcome.it/ ).
Refugees Welcome, presente in Italia dal 2015, vuole infatti diffondere sul territorio nazionale una nuova modalità di accoglienza in famiglia per promuovere una piena integrazione facendo leva sulle relazioni, quelle relazioni che rendono più semplice trovare un lavoro, imparare la lingua, stringere amicizie, affittare una casa.
Torna sul palcoscenico la Compagnia Valenti con una nuova commedia dal titolo RENGRAZIÈNNO DDIO! : saranno quattro le serate al Teatro comunale di Treia a partire dal debutto di sabato 30 marzo, alle 21.30. Poi domenica 31 alle 17.15 e poi l’altro fine settimana, sabato 6 aprile alle 21.30 e domenica 7 aprile alle 17.15.
Un ritorno che avviene con un titolo beneaugurante per una commedia brillante dialettale in due quadri di Fabio Macedoni, curata dalla regia di Francesco Facciolli.
Il tema proposto è, invero, inconsueto, pure se la storia si dipana attraverso la vita, non sempre agevole, di due famiglie contadine che cercano di “tirare avanti”; appellandosi a tutte le risorse disponibili, proprio tutte, nessuna esclusa. Dalle note dell’autore:
“Rengrazziènno Ddio! è un contratto, un continuo con-trattare su tutto, Santi compresi. Attraverso le vicissitudini dei due contadini Gujermo e Rosetta, coltivatore diretto lui, mezzadra lei, e delle rispettive famiglie, la commedia attraversa un campo irto di ostacoli che rappresentano la realtà vera e quotidiana dei contadini di un tempo e, nello stesso istante, di tutti i tempi.
Unica ed indispensabile finalità da raggiungere è quella di far quadrare il bilancio domestico: dai raccolti dei campi agli animali domestici, dalle provviste alimentari alla sistemazione dei figli, tanto più se avanti con l’età. E non importa se, per raggiungere questi scopi, ci si dovrà servire dei mezzi più disparati: dalla preghiera alla raccomandazione, dalla fattucchieria alla mediazione, dal dialogo aspro alla quantizzazione delle orazioni”.
Queste le note di regia:
“Rengrazziènno Ddio! è una visione, è il disegno di una visione. Tutto si muove e si disegna nello spazio e nel tempo come mosso da energie e meccanismi eterni ma quotidiani; metafisici, ma estremamente terreni. Il disegno è trasfigurazione della realtà e realtà stessa. Il teatro è finzione ma è narrazione della realtà. Siamo fatti di terra, ma aspiriamo alle stelle. Siamo metafisici e terreni, “siamo fatti della stessa materia dei sogni”, però a volte i pensieri del quotidiano non ci fanno dormire. Ma Rengrazziènno Ddio! in un modo o in un altro le cose poi si aggiustano sempre”.
Gli attori che vestiranno i panni dei protagonisti sono: Sara Angeletti, Virginia Ceccherini, Nazareno Epiri, Antonella Macedoni, Fabio Macedoni, Alice Menichelli, Gianfranco Piccinini e Gaetano Tartarelli. Le scene di Francesco Facciolli ed i costumi di Scilla Sticchi, entrambi realizzati da Marco Facciolli; luci e audio Giorgio Roselli e Tonico Service; trucco di Antonella Macedoni e Scilla Sticchi, foto archivio Nerio Ceccherini ed aiuto regia Lorenzo Macedoni.
La commedia si giova del patrocinio del Comune di Treia e del sostegno delle aziende Infissi Design e Oro della Terra.
Per info e prenotazioni si possono chiamare i numeri: 335/7681738 o 339/2304624.
Wine bloggers e travel bloggers si sono dati appuntamento per un fine settimana insieme alla più grande community di appassionati di fotografia paesaggistica delle Marche per andare alla scoperta del territorio dell’Unione Montana Potenza Esino Musone. Questa l’esperienza vissuta da un gruppo di professionisti molto “social” grazie all’iniziativa Marche Tasting Retreats che, nel week-end, ha fatto tappa a Villa Teloni, dimora storica settempedana dalla quale è nato il progetto di incoming per stranieri Homelike Villas (www.homelikevillas.com), iniziativa nata per rilanciare l’economia delle zone colpite dal terremoto grazie anche alla nascita del nuovo tour operator Villas in Italy.
Scopo del tour che ha fatto tappa a San Severino Marche, con la visita alla bellissima piazza Del Popolo, al borgo medievale di Elcito, alla millenaria faggeta di Canfaito ma anche all’abitato di Braccano di Matelica, reso famoso dai murales che abbelliscono le facciate delle case, e al centro di Matelica “Capitale del Verdicchio” con tanto di escursione nei sotterranei del teatro Piermarini, è stato quello di promuovere l’enogastronomia e i luoghi di interesse di un territorio fuori dalle mete ordinarie ma sempre più capace di catturare, con il suo fascino, il turismo straniero.
L’iniziativa ha coinvolto la community di appassionati di fotografia paesaggistica dedita alla promozione di territori regionali “Yallers”, ben sei wine bloggers e poi i travel bloggers di “Italy_You_Dont_Expect” e l’organizzazione di promozione enogastronomica “Wine Salad”.
Ad organizzare le visite e l’accoglienza sul territorio, con tanto di degustazioni e visite ai siti produttivi ma anche ai monumenti e ai luoghi simbolo delle realtà visitate, sono stati Villa Teloni, la cantina La Monacesca, l’Adriatica autonoleggi che ha messo a disposizione i mezzi di trasporto, l’azienda agricola Fontegranne, l’azienda agricola Lu Conde, la cantina Casale Vitali e la cantina Lumavite insieme a diverse istituzioni tra cui l’Unione Montana Potenza Esino Musone e i Comuni di San Severino Marche e Matelica.
“La promozione del turismo per noi passa anche attraverso i nuovi mezzi utilizzati soprattutto dai giovani per fare comunicazione – sottolinea il presidente dell’Unione Montana, Matteo Cicconi – Anche il nostro territorio deve sfruttare le vetrine social per farsi conoscere nel mondo”.
“È sempre più crescente l’interesse delle community per i luoghi non convenzionali. Le nostre zone interne, le stesse che abbiamo scelto per dare vita al nostro progetto di incoming - spiega l’imprenditore Sandro Teloni, a capo dell’organizzazione di HomelikeVillas - sono ricche di tesori unici ma anche locations, come le nostre moderne ville e le nostre dimore storiche, che permettono di soggiornare in strutture uniche ma che presentano un ottimo rapporto qualità prezzo. I nostri affitti settimanali anche per la stagione 2019 permetteranno a tanti stranieri di arrivare qui da noi”.
Musicultura, il Festival della canzone popolare e d’autore italiana ufficializza i nomi dei 16 artisti finalisti della XXX edizione del prestigioso concorso che dal 1990 garantisce trasparenza dei criteri di selezione e contribuisce attivamente al ricambio artistico-generazionale della musica di qualità nazionale.
“Scoprirete nelle canzoni di queste ragazzi e ragazze tanta varietà di approcci musicali, tanta ricchezza di sguardi sulla vita, nessuna tentazione di rifugiarsi artisticamente parlando in calcio d’angolo - ha dichiarato Piero Cesanelli, Direttore Artistico del Festival-
Direi che questa è la notizia, una buona notizia”.
Tra i finalisti la marchigiana Emi (Margherita Principi) di Pesaro.
La dura selezione, cominciata nell’autunno scorso, ha coinvolto inizialmente 719 partecipanti, tutti autori dei loro brani ed ognuno dei quali ha ricevuto una risposta scritta argomentata. Le 54 proposte apparse più meritevoli sono state convocate da Musicultura per esibirsi alla fase “Audizioni Live”, svoltesi davanti al pubblico dal 15 febbraio al 10 marzo scorso al Teatro della Filarmonica di Macerata. Alla commissione d’ascolto di Musicultura sono servite poi un altro paio di settimane per soppesare le scelte ed infine comunicare oggi i nomi e le canzoni dei 16 finalisti dell’edizione 2019 del concorso:
Luca Bocchetti (Roma) – Furius; Noemi Bruno (Cosenza) - Pezzi di passato; Cane Sulla Luna (Terni) - Dateci le brioches; Emi (Pesaro) - Punto e virgola; Foscari (Roma) - Stabile non è; Roberto Michelangelo Giordi (Napoli) - Cronache globali degli anni zero; Francesco Lettieri (Giugliano, NA) - La mia nuova età; Lo Straniero (Asti) - Quartiere italiano; Lucrezia (Bologna) - Su questa pianura; Lavinia Mancusi (Roma), – Ninù; Alberto Nelli (Pisa) – Elena; Numa (Sant’Oreste, RM) - Radio Numa; Paolantonio (Catania) - Questa assurda storia; Gerardo Pozzi (Vittorio Veneto, TV) – Badabum; Enzo Savastano (Benevento) - Le mogli dei cantanti famosi; Francesco Sbraccia (Teramo) - Tocca a me.
I “magnifici sedici” si esibiranno in concerto in anteprima nazionale il prossimo 6 aprile al Teatro Persiani di Recanati, con l’amichevole partecipazione e testimonianza artistica di Gianluca Grignani. A condurre la serata sarà per Rai Radio 1, media partner storico di Musicultura, John Vignola. Nelle settimane seguenti sarà proprio Radio 1, con la supervisione di Gianmaurizio Foderaro, a prendere in consegna le canzoni finaliste e a proporle ai radioascoltatori.
La fase successiva del concorso porterà alla selezione degli otto vincitori che accederanno alle serate conclusive di Musicultura 2019, in programma all’Arena Sferisterio di Macerata, dal 20 al 23 del mese di giugno. I vincitori saranno scelti dal popolo del web (che ne designerà due) e dal prestigioso Comitato Artistico di Garanzia di Musicultura (che ne indicherà sei) formato da Claudio Baglioni, Vasco Rossi, Brunori Sas, Luca Carboni, Gino Paoli, Ron, Enrico Ruggeri, Antonello Venditti, Francesca Archibugi, Enzo Avitabile, Paolo Benvegnù, Alessandro Carrera, Guido Catalano, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Teresa De Sio, Niccolò Fabi, Giorgia, Alessandro Mannarino, Dacia Maraini, Mariella Nava, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Willie Peyote, Federico Zampaglione.
Nel corso della serata di spettacolo finale, al vincitore assoluto andranno in premio 20.000 euro. I biglietti per il concerto del 6 aprile sono disponibili presso le biglietterie del Teatro Persiani, dei Teatri di Macerata, e AMAT, oltreché su vivaticket.it
La figura di Giuseppe Tucci sarà protagonista della puntata di questa sera del programma "Italiani", in onda su Rai Storia alle 21.45, e dedicato ai grandi personaggi del nostro Paese.
Il maceratese Giuseppe Tucci è stato un grande esploratore, orientalista e storico delle religioni, tra il 1933 e il 1948 ha sostenuto ben 14 spedizioni tra Tibet e Nepal e dopo la Seconda Guerra Mondiale è partito per missioni antropologiche in Afghanistan, Iran e Pakistan.
Fu autore di circa 360 pubblicazioni, tra articoli scientifici, libri ed opere divulgative, condusse diverse spedizioni archeologiche in Tibet, India Afghanistan ed Iran. Durante la sua vita, era unanimemente considerato il più grande tibetologo del mondo. Nel 1933 fondò assieme a Giovanni Gentile l'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente di Roma.
Nel 1936- 37 fu inviato in missione culturale in Giappone come rappresentante del Governo Mussolini, col titolo di ministro, da qui fu identificato come l'Esploratore del Duce, come documentato in un libro della studiosa Enrica Garzilli, ma Giuseppe Tucci è stato molto di più di questo.
La persona di Tucci è sicuramente legata a Macerata, città dove è nato il 5 giugno del 1894 e dove ha frequentato il Liceo Classico "Leopardi", qui produceva già da allora scritti e saggi impensabili per un adolescente e mostrava fin dalla giovane età interesse per L'Oriente, decifrando nel tempo libero lingue come il cinese, l'Hindi e molte altre. Ma Macerata fu solo l'inizio di una lunghissima vita trascorsa viaggiando; una vita che lo condusse negli spazi estremi dell'Oriente, laddove nessuno era mai stato prima.
Nella puntata inedita di questa sera intitolata “italiani, Giuseppe Tucci sull’altare della terra” , in onda su Rai Storia dedicata all'esploratore e orientalista, ci sarà una breve intervista all'avvocato maceratese Gianfranco Borgani, grande studioso e appassionato della figura di Tucci, in merito a una sua esplorazione fatta nel 2003- in compagnia di alcuni amici - nel Tibet occidentale, per ripercorrere una delle spedizioni condotte dall'illustre orientalista. In uno dei luoghi esplorati, è stata posta dallo stesso Borgani ed alcuni amici una targa in memoria di Tucci.
La figura di Tucci rimane sicuramente molto attuale, visti i recenti accordi commerciali fatti dal governo italiano con quello cinese, e valorizzarla significa ricordare l’enorme lascito fatto al nostro Paese. Come l’ISIAO l’Istituto Italiano per l’Africa e L’Oriente creato da Tucci stesso insieme a Giovanni Gentile nel ’33, per curare i rapporti culturali, ma anche economici e commerciali tra l’Italia e i Paesi asiatici.
Il 29 marzo 2019 avrà luogo presso l’Istituto Professionale “Ercole Rosa” di San Severino Marche la cerimonia di intitolazione dell’Aula Magna a Marta Bellomarì, una donna appassionata e coraggiosa, che è stata capace di lasciare una traccia indelebile nella società settempedana e nelle vite di chi l'ha amata, conosciuta o solo incrociata nell'arco della sua poliedrica esistenza.
La proposta di intitolazione nasce dalla partecipazione della classe 2^ PIA al concorso "Sulle vie della parità nelle Marche" con la video inchiesta "Women at work. Le Marche si raccontano" che si è aggiudicata il “Premio speciale per le scuole del cratere”.
Il lavoro, realizzato interamente dai ragazzi, è stato seguito e supervisionato dalle professoresse Monia Caciorgna e Silvia Casilio.
Alla cerimonia di intitolazione, oltre al dirigente scolastico prof. Oliviero Strona, al corpo docente dell'istituto e agli studenti, parteciperanno i familiari di Marta Bellomarì ed altre personalità.
Saranno presenti Loredana Guerrieri per l'Osservatorio di Genere, associazione promotrice del concorso, Valentina Ugolinelli in rappresentanza della Commissione Pari Opportunità della Regione Marche,ente patrocinatore del concorso, il Consigliere regionale Sandro Bisonni e tutte le donne intervistate dai ragazzi per la realizzazione della video-inchiesta sul lavoro delle donne:la sindaca di San Severino Rosa Piermattei, la Presidente del Consiglio delle donne di Macerata Ninfa Contigiani, l'amministratrice delegata della Distilleria Varnelli Orietta Maria Varnelli e le sue collaboratrici Maura Calvigioni e Carla Epifani, la segretaria provinciale del NIDIL-CGIL Rossella Marinucci, l'ex deputata Irene Manzi, la carabiniera Veronica De Angelis in rappresentanza del Comando dei Carabinieri e Alice Lanzoni, unica studentessa iscritta all'IPSIA "E. Rosa" indirizzo meccanica.
La targa che verrà affissa sarà realizzata dagli studenti dell’Istituto, coordinati dal prof. Massimo Martinelli.
Dopo l'8 marzo ad Ancona, questa del 29 marzo è una ulteriore tappa che i ragazzi effettueranno prima di recarsi a Roma il 30 aprile per partecipare alla cerimonia di premiazione del concorso nazionale "Sulle vie della parità", indetto da Toponomastica femminile, a cui quello regionale è legato.
Daniela Di Pippo è un soprano che ha calcato i palchi di varie parti del mondo. Ha debuttato a Roma nel 1985 da giovanissima, ha registrato molto per la RAI, è considerata dalla stampa Americana la piu’ bella voce di oggi della lirica e la stampa francese la definisce “ la nuova Divina”.
Sabato 23 la soprano , che vanta particolari amicizie all’interno della Coldiretti e già l’anno scorso si era esibita a Fiastra in un concerto di beneficenza, ha voluto festeggiare il suo compleanno con una serie di imprese agricole del cratere per mostrare affetto e vicinanza.
L’incarico per l’organizzazione, su indicazione della Direzione Provinciale Coldiretti ,è caduto su Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana Montiazzurri che con molta maestria ha saputo scegliere sul territorio un gruppo di giovani imprese sicuramente estranee alla tradizionale forma di agricoltura .
Nulla lasciato al caso, infatti è stato scelto l’agriturismo Le Sodere della Presidente Coldiretti di zona.
Ben 12 giovani coppie, cui è stato dato un attestato dal proprio sindaco, non solo per la loro resilienza ma per anche per la scelta del loro ritorno in agricoltura pur nella difficoltà del sisma ed ogni sua conseguenza.
Dallo zafferano, al vino cotto, dalla coltivazione della lavanda alla particolare pasta integrale fino ai formaggi ed al luppolo per la birra artigianale oltre all’ortolano e due produttori di olio coroncina, una bella e diversificata realtà giovane di reti di impresa.
La soddisfazione della soprano che ha aperto la cena da lei totalmente offerta con la bandiera tricolore e l’inno di Mameli con tanto di violino e piano e la presenza di tante fasce tricolori.
Naturalmente il Presidente ed il Direttore provinciale coldiretti hanno ringraziato per l’occasione offerta ed hanno omaggiato con prodotti tipici la soprano Di Pippo attraverso le mani della rappresentante provinciale dei giovani agricoltori Alba Alessandri .
“Ho fortemente voluto festeggiare e unirmi a voi, raccolti in una grande tavolata - ha detto la Di Pippo - per farvi sentire tutta la mia vicinanza, il mio affetto e non solo. Ho voluto semplicemente regalarvi un momento di gioia con la mia arte lirica come uno strumento a corde nato dall’amore di Dio per la sua piu’ perfetta creazione, fatta a sua immagine e somiglianza, un dono di Dio che ritengo doveroso condividerlo con voi in questo difficile momento che state attraversando. Vi stringo forte tutti al mio cuore".
A Recanati oltre mille persone hanno celebrato L’Infinito di Giacomo Leopardi durante la Giornata mondiale della poesia, dal 21 al 24 marzo. Quattro giorni di eventi organizzati dal Comune di Recanati e Sistema Museo dove si è ragionato sul tema dell’infinito in tutte le sue arti, dalla matematica alla filosofia, dalla pittura, passando per la scienza e la musica. Un successo di presenze in tutti gli appuntamenti del ricco calendario nelle location del teatro Persiani e i musei civici di Villa Colloredo Mels come confermato anche dal tutto esaurito che hanno registrato alcuni degli eventi.
A partecipare come ospiti sono stati il ministro dell’Istruzione, università e ricerca Marco Bussetti, Vittorio Sgarbi, Umberto Bottazzini, Sergio Givone, Samuel from Subsonica, Davide Rondoni e Megahertz, Antonino Zichichi, Remo Anzovino, Paolo Crepet. Il portale Italytolive, che ha gestito le prenotazione agli eventi, tutti ad ingresso gratuito, ha ricevuto mille richieste.
“Non posso che esprimere gioia per queste iniziative - ha riferito il sindaco Francesco Fiordomo - che ci permettono di entrare nel vivo di questo 2019. Quelli di questi giorni sono stati momenti di incontro, di approfondimento e di divertimento e che hanno coinvolto anche tanti giovani. Momenti che rimaranno nella storia della città. L’aver completato l’allestimento dei musei civici di Villa Colloredo Mels con la sezione leopardiana prima e ora con quella archeologica, storica e delle ceramiche, va a completare un’offerta culturale di straordinario valore”.
“Sono molto soddisfatta del grande successo di pubblico, ottenuto in queste 4 giornate per celebrare "L'Infinito" ha detto l’assessore alle Culture e turismo Rita Soccio - Recanati, Città della Cultura, in questa occasione è stata capace di catalizzare le diverse discipline umanistiche e scientifiche in nome di Leopardi e de "L'Infinito".
Queste giornate, aperte dal Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, sono state un'occasione di studio per riflettere sul concetto dell'infinito a tutto tondo, ma anche un'opportunità per far visitare la nostra città ai tanti turisti accorsi per gli eventi. Ancora una scommessa vinta in nome della cultura e del turismo”.
Ma gli eventi per celebrare i 200 anni dalla stesura de L’Infinito di Giacomo Leopardi non finiscono qui. Venerdì 18 maggio i musei civici di Recanati festeggeranno la Notte dei musei mentre da giugno taglio del nastro della seconda parte delle celebrazioni per il bicentenario con il via a due nuove mostre a Villa Colloredo Mels.
Una straordinaria testimonianza di vita per cercare di condividere l’idea che non solo possiamo affrontare il dolore ma che le sofferenze e le difficoltà che incontriamo nel nostro percorso esistenziale, ci possono rendere migliori. Perché quello che oggi sembra farci cadere, può essere quello che domani ci aiuterà a stare in piedi.
E’ da queste considerazioni che muove il doppio incontro che Gianpietro Ghidini, padre di Emanuele morto suicida a soli 16 anni e fondatore dell’associazione “Ema” Pesciolino Rosso che da anni tiene incontri agli studenti contro le dipendenze, terrà a San Severino Marche mercoledì 27 marzo alle ore 11 al teatro Italia. L'iniziativa sarà riservata alle scuole e poi alle ore 20,30, nell’auditorium dell’Istituto comprensivo “Padre Tacchi Venturi”, l’evento sarà aperto a tutti.
L’incontro è promosso dall’associazione Help SOS Salute e Famiglia, dall’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini”, nell’ambito del progetto di educazione, sicurezza e prevenzione, e dall’Istituto comprensivo “Padre Tacchi Venturi” e si avvale del patrocinio del comune di San Severino Marche.
Papà Gianpietro tornerà ancora una volta a parlare del suo “Ema”, così ha sempre chiamato suo figlio Emanuele, per portare avanti il suo ricordo, il suo amore. Durante ogni incontro, nelle scuole, negli oratori, nei teatri, le parole autentiche e dolci della sua voce entrano nel corpo di chi le ascolta come se Emanuele fosse lì ad abbracciare e a comunicare a tutti che suo padre sta donando la vita ai giovani, a tutti i giovani che vogliono vivere e iniziare ad apprezzare la vita per la sua interezza, senza artifizi. In questi anni straordinari, Gianpietro ha tenuto oltre mille interventi e dato vita all’associazione Pesciolino Rosso che ha come scopo principale il sostegno dei giovani nella forma di divulgazione e sostegno di attività di sviluppo e crescita.
Una realtà che è divenuta anche una community di migliaia di persone, in crescita costante, dove genitori e giovani si scambiano idee, pensieri e condividono riflessioni su temi come l’adolescenza, il futuro, la scuola e ovviamente il rapporto tra genitori e figli.