Grande impegno da parte del corpo della Polizia municipale del Comune di San Severino Marche in questo periodo di emergenza terremoto. In aiuto alla struttura, coordinata dal comandante Sinobaldo Capaldi, da alcuni giorni sono arrivate pattuglie inviate dalla Regione Emilia Romagna che si avvicenderanno per un periodo dandosi il cambio ogni settimana.Uomini e mezzi sono utilizzati per il pattugliamento dinamico del centro storico e delle tantissime frazioni del Comune. La prima pattuglia di supporto, facente parte del corpo di Polizia Municipale dell’Unione Pedemontana Parmense e composta dall’ispettore capo Stefano Sassi e dall’agente scelto Matteo Pio Impagnatiello, è stata salutata al momento della partenza dal sindaco, Rosa Piermattei, che ha ringraziato gli agenti per la preziosa opera prestata a favore della popolazione colpita dal terremoto.
Sconcerto e cordoglio nell'ambiente universitario di Camerino per l'improvvisa e tragica scomparsa di Noemi Avicolli, studentessa diciannovenne di Unicam originaria del Molise morta in un tragico incidente stradale dove ha perso la vita anche la nonna Lucia Pietrangelo di 81 anni.Il tragico incidente si è verificato in Toscana in autostrada, all'altezza dell'area di servizio di Lucignano ovest, sulla corsia sud: coinvolta l'auto a bordo della quale si trovavano Noemi e i suoi familiari e un autotreno. Fatale probabilmente la nebbia.La famiglia Avicolli aveva appena festeggiato a Milano la laurea del fratello di Noemi: in macchina c'erano, oltre alla 19enne, anche la nonna e il papà Giovanni Avicolli, giornalista che lavora al Consiglio Europeo di Bruxelles. Mentre stavano facendo ritorno a casa, sulla A1 il tragico schianto.Anche l'Associazione IoNonCrollo si stringe nel dolore per l'improvvisa scomparsa di Noemi "che sin da subito si è unita a noi e ci è rimasta affianco in questo momento, e della nonna Lucia. Lo stesso vogliamo fare noi con i loro cari, basiti e profondamente addolorati per questa notizia terribile".
Anche la storica barbieria di piazza della Libertà a Tolentino viene costretta a chiudere i battenti per le conseguenze del terremoto.Dopo 44 anni di ininterrotta attività (ma la barbieria era lì anche da prima), il titolare Ivano Farroni deve abbandonare il suo locale dichiarato inagibile, ma non si ferma e già da martedì prossimo è pronto a ripartire in una nuova location. E domenica mattina, ha fatto le ultime barbe in piazza spostando una poltrona all'esterno del locale, ormai in fase di trasloco."E' un dolore grandissimo. Qui lascio un pezzo di cuore" dice con un pizzico di emozione Farroni "perchè in questo locale nel 1972 ho iniziato a lavorare come apprendista barbiere e da allora ho sempre esercitato qui. Il terremoto ci costringe a lasciare una storica sistemazione, punto di riferimento per tanti tolentinati, ma non ci perdiamo certamente d'animo: da martedì siamo pronti a ricominciare e abbiamo attrezzato un nuovo locale in viale Bruno Buozzi 50, a fianco della gelateria Hola. Sono certo che i nostri affezionati clienti ci seguiranno anche nella nuova sistemazione". [video width="640" height="352" mp4="http://picchionews.it/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6335.mp4"][/video]
Sono tante le persone che sto conoscendo e tante le cose che ho visto nei giorni trascorsi con la gente nei luoghi disastrati. Un’umanità composita, ma ricchissima di storie. Piccole, magari apparentemente insignificanti, in condizioni normali. Ma che assumono un valore straordinario ed inestimabile in situazioni particolari come questa del terremoto. Storie che, vivendole in prima persona, ti entrano dentro la carne viva. Ti accompagnano, di ritorno in macchina, nell’ormai sbiadita luce della sera e ti inducono a riflettere su di un sacco di cose.Quella che sto per raccontare è una di queste ed è capitata proprio l’altro giorno a Castelsantangelo. Siamo lì già dal mattino presto perché vorremmo vedere e documentare le condizioni della strada che sale fino al valico e quindi condurre a Castelluccio. Chiediamo ai vigili e pazientemente aspettiamo che il nostro “angelo custode” ci prenda in consegna, come ogni volta, per accompagnarci in quella zona rossa. Incontriamo pure i geologi della Sapienza, immersi fino alla vita nelle acque del Nera. Ci salutiamo, lei mi fai i complimenti per il pezzo dell’altra volta (stavolta si lasciano fotografare), quindi vado a “molestare” i tecnici della regione appena dieci metri più in alto, intenti nella stessa operazione.I vigili del fuoco ci danno appuntamento per le 14.30. Con puntualità svizzera siamo lì all’orario convenuto, ma la sorpresa e l’amarezza prendono subito il sopravvento. Con il cambio turno, sono cambiate pure le modalità. Insomma per oggi salta tutto. Imbarazzati i vigili del fuoco ci dicono che c’è un recupero oggetti nella parte alta del paese e se i proprietari ci autorizzano possiamo assistere. Partiamo dal campo base con tre mezzi: noi con i vigili del fuoco e loro in automobile. Un loro conoscente ha portato pure un furgone per portare via gli oggetti più grandi. La strada più breve è impraticabile per pericolo di crolli, quindi occorre passare dalla frazione di Nocria. Al volante della campagnola c’è Claudio di Pistoia, nemmeno trent’anni, al suo fianco Tomislav di Prato, solo un paio di anni di meno. Saliamo su per la strada, di qua e di là i grossi massi caduti dalla montagna ci costringono ad una specie di gimkana. In alto svetta il Monastero di san Liberatore, completamente inagibile. Da nemmeno troppo lontano da dove ci fermiamo, possiamo vedere un notevole crollo del muro di cinta. Poi parte la processione silenziosa verso la casa, e guidata dai vigili del fuoco. I proprietari sono lì per la prima volta e non sanno, se non dai racconti di qualche amico, come è conciata la loro abitazione. Sono marito e moglie piuttosto anziani, c’è la loro figlia con il marito ed il loro figlio quindicenne. Tre generazioni che camminano sull’erba bagnata, scavalcano recinti e scansano pietre per poter recuperare qualche bene. Noi restiamo indietro in disparte. Una secca svolta a sinistra e ci appaiono due abitazioni costruite in aderenza. Alla prima è crollato interamente il tetto. Il crollo ha provocato danni pure alla seconda casa. Ma la seconda casa – che sarebbe poi quella dei signori – è completamente sventrata. Praticamente manca la facciata davanti. Si vede il letto ed il pavimento sottostante è visibilmente pericolante. Aspettiamo dai vigili l’ordine di dietro front. In queste condizioni già sostare nei pressi dell’edificio può essere pericoloso. La signora anziana ha i capelli biondi ed indossa un piumino imbottito beige. Dice che a lei interessano solo due fichi di alabastro. Sono un ricordo importante. Ha la voce rotta e quando comincia a raccontare quello che per lei rappresentano, si commuove. C’è un silenzio pesante, la tensione emotiva, si taglia con il coltello. Ci guardiamo negli occhi con i vigili del fuoco, poi Claudio di Pistoia ci fa un cenno come a dire: “aspettate” ed in un balzo è dentro al primo piano. È un susseguirsi di sguardi, espressioni, volti che non pronunciano una sillaba. Abbiamo tutti netta la sensazione che pure il suono di una parola potrebbe far crollare da un momento all’altro tutto l’edificio. Solo il click della macchina fotografica rompe, ogni tanto, quel surreale silenzio che ci ha stretto a tutti un nodo alla gola.Quindi Claudio esce e si dirige verso Tomislav. Parlottano tra di loro poi, assieme e contemporaneamente, scompaiono dentro quel buco nero che li ingoia.Si sentono rumori, i passi degli scarponi rimbombano. Ecco Tomislav con un comodino. Esce impolverato, cammina tra le pietre e lo appoggia sul giardino. Rientra dentro, chiede alla signora dove deve andare. Nell’armadietto che gli è stato indicato non trova niente. Però – dice – è caduto ed il contenuto potrebbe stare per terra. Claudio è salito al secondo piano. Cerca un album fotografico con un portamatite. Entrambi degli inizi del secolo scorso. Sta bene attento a non appoggiarsi sul pavimento. Da fuori si vede tutto. E sappiamo che se dovesse venire anche una piccola scossa, per quei due ragazzi potrebbe essere fatale.Le scosse nel silenzio delle zone rosse fanno paura. Sono un colpo secco che vibra, più o meno lungo. Poi ti paralizzi per un po’ come un cane da caccia. Aspetti di sentire un rumore di ciottoli che cadono e l’odore di polvere di pietra. Per esorcizzare la paura, riprendi a camminare e ci fai qualche battuta sopra. Loro due però stanno ancora dentro, accidenti... E pensi che dovrebbero starci il meno possibile. E allora mandi al diavolo le regole, le direttive impartite, le disposizioni di sicurezza da rispettare. Ci guardiamo negli occhi con il ragazzo del furgone e ci mettiamo pure noi a lavorare. Un passamano veloce e silenzioso. Con i vigili che ci ordinano di allontanarci, mentre continuano a passarci sedie e scatole di plastica.Infine eccolo Tomislav con i due fichi di alabastro. Claudio, di sopra ha trovato pure l’album fotografico e la scatola di legno. Escono tutti impolverati, ma sorridono.La signora si lancia al collo di Tomislav per abbracciarlo in un pianto dirotto. Tutti guardano altrove, si sentono solo i singhiozzi ed il tirare su con il naso. Fa freddo e cielo è coperto da una leggera foschia.Poi la signora prende l’album fotografico. È uno di quelli vecchi con la copertina di pelle e le pagine nere. “Questo è il primo proprietario di questa casa – ci dice, indicando la prima foto, adesso che si è pure calmata un po' – questo è il secondo e quindi il terzo che è mio padre. I fichi di alabastro sono il ricordo di mio bisnonno per l’acquisto di questa casa ed io sentivo il dovere di trasmettere questi oggetti a quelli che vengono dopo di me.” Il nipote gironzola lì attorno e, da quell’altezza forse ignaro di tutto, guarda il panorama di sotto di un paese devastato dalle scosse di terremoto. Sua madre raccoglie una pietra dalle macerie e se la mette in borsa. Strappo un ramo di rosmarino piantato proprio vicino alle mura castellane crollate e le dico che potrebbe piantarlo a Roma e riportalo qui il giorno che avrà riparata la casa. Mi sorride e mi dice che forse il rosmarino non attecchisce una volta strappato dalla terra.Le rispondo che se anche non è vero, ci deve credere: qui oggi, grazie a Caudio di Pistoia e Tomislav di Prato ho visto il passato diventare futuro. La speranza va coltivata. A volte ne vale la pena...
Malore o gesto volontario, ma anche la pista dell'overdose: sono queste le ipotesi al vaglio dei carabinieri dopo il rinvenimento questa mattina a Macerata del corpo senza vita di una studentessa di 22 anni, H.E.A., di famiglia non italiana ma nata a Pesaro, iscritta al corso di Mediazione Linguistica dell'Università del capoluogo.La ragazza è stata trovata morta in una delle stanze al primo piano del collegio universitario gestito dall'Ersu in via Martiri della Libertà. A dare l'allarme è stato il padre della 22enne che da ieri sera non riusciva a mettersi in contatto con la figlia. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco che hanno sfondato la porta trovando il corpo senza vita della giovane. Malgrado l'intervento immediato dei sanitari, per la ragazza ormai non c'era più niente da fare.I carabinieri hanno dato avvio alle indagini, escludendo fin da subito l'ipotesi dell'omicidio.
Nel tardo pomeriggio di ieri 25 novembre 2016, i Carabinieri di Camerino guidati dal Capitano Vincenzo ORLANDO, nel corso di specifici servizi antisciacallaggio, di concerto con il superiore Comando Provinciale di Macerata, su tutto il territorio colpito dalle recenti scosse sismiche, hanno individuato e successivamente bloccato un’autovettura Volkswagen Golf con a bordo cinque persone, tre uomini e due donne, tutti di origine romena e residenti fuori regione, che erano stati notati aggirarsi con fare sospetto, prima nei comuni di Pioraco e Castelraimondo e successivamente in quello di Matelica.Immediatamente identificati e sottoposti a perquisizione personale e veicolare, i Carabinieri hanno trovato a bordo del mezzo diversi prodotti specifici per autoveicoli (lattine di olio motore, liquido lavavetri, additivi vari per carburanti) che da successivi accertamenti risultavano provento di un furto perpetrato qualche ora prima presso un distributore di benzina situato nella zona di Pioraco. Gli stranieri, pertanto, tutti gravati da diversi precedenti di polizia, specie per reati contro il patrimonio, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Macerata per furto aggravato in concorso e sottoposti, tramite la Questura di Macerata, alla misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno, per tre anni, in tutto il territorio colpito dal terremoto. La refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario.
Si terrà lunedì 28 novembre presso l’Aula magna dell’Istituto tecnico Agrario di Macerata l’incontro del progetto “Contraffazione? Io non compro il falso” organizzato dall’Adiconsum di Macerata con la collaborazione della Camera di commercio di Macerata e la partecipazione del Colonnello Amedeo Gravina, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Macerata. All’iniziativa, che inizierà alle ore 11.00, saranno presenti gli studenti dell’Istituto tecnico agrario.Alessandra Fioravanti dell’Adiconsum di Macerata descriverà l’iniziativa e il ruolo dell’ Adiconsum in riferimento al fenomeno della contraffazione, alle conseguenze dal punto di vista sanzionatorio, economico e sociale per il consumatore e illustrerà i motivi per non acquistare un falso. Claudia Guzzini, responsabile Area Tutela del mercato della Camera di commercio Macerata, spiegherà le funzioni della CCIAA sulla sicurezza dei prodotti con particolare attenzione al fenomeno della contraffazione nel settore agroalimentare e l’etichettatura corretta dei prodotti alimentari. Il Colonnello Gravina parlerà dell’azione di contrasto messa in atto dalla GdF facendo riferimento anche a casi concreti verificatisi nel territorio.Dai questionari rivolti ai giovani degli istituti di II grado, è emerso che i giovani acquistano in maniera automatica, oppure on-line, tenendo in considerazione il basso prezzo e la marca, e senza alcuna riflessione in merito al gesto che compiono. È dunque necessario rendere il consumatore sempre più consapevole e responsabile negli acquisti di beni, fornendo strumenti di conoscenza che permettano lo sviluppo del senso critico e quindi forme di prevenzione e di autotutela, nonché alimentando il senso civico di ognuno su un fenomeno che riguarda non solo lo sviluppo della nostra economia, ma che attiene direttamente alla salute del consumatore.La forza del contrasto, per raggiungere risultati visibili, necessita a priori di un’azione sinergica a livello provinciale, una ampia alleanza tra imprese, soggetti sociali e associazioni di categoria, consumatori e forze dell’ordine, finalizzata ad un forte investimento culturale per accrescere la cultura della legalità, della salute e della sicurezza, mettendo in atto azioni comuni di prevenzione.
Ancora gesti di generosità verso i cittadini di Tolentino vittime del sisma. Nei giorni scorsi il carabiniere Vito Capone, in servizio presso la Stazione di Sarnano, accompagnato dal Maresciallo Lorenzo Ceglie, ha consegnato e donato presso il punto raccolta e stoccaggio aiuti in piazza della Libertà, dieci scatoloni di vestiario invernale e diversi piumoni, raccolti dai componenti del Coro della chiesa San Domenico a San Vito dei Normanni.
Dopo la chiusura per inagibilità dello stabile del reparto di Dialisi di Tolentino a causa del sisma del 30 ottobre, i pazienti si sono spostati a Macerata per continuare le loro cure.Lunedì, 28 novembre, dopo circa venti giorni di lavoro, riaprirà il reparto riallestito nella parte agibile così da poter offrire ai 48 pazienti la possibilità di poter rimanere a Tolentino e non spostarsi a Macerata. Un esempio di efficienza e buona amministrazione in un periodo di emergenza.Già da due settimane per i pazienti era possibile passare la notte in ospedale a Tolentino dopo la dialisi grazie al rifacimento di una porzione di impianto dell’acqua in tempi ripidissimi. Bisogna tener presente che molti dei pazienti sono persone anziane e alcuni senza una casa a cui far ritorno perché crollata o inagibile. Aver potuto offrire un letto dopo la terapia è stato un grande aiuto per queste persone.“Vedere il reparto chiuso per inagibilità è stato un gran dolore” spiega il primario, dottor Sopranzi “Avevamo inaugurato il reparto poco più di un anno fa e non è stato facile affrontare la situazione di emergenza, ma grazie ad un ottimo lavoro di collaborazione tra il direttore Maccioni, l’ufficio tecnico e le aziende che si sono incaricate dei lavori, nel giro di poco tempo abbiamo di nuovo riportato i pazienti a Tolentino”.La difficoltà dei lavori, svolti in tempi rapidissimi, è dovuta al fatto che il reparto è stato trasferito in una palazzina che ospitava uffici e ambulatori medici. La dialisi, oltre ad avere macchinari complessi, necessita di una predisposizione di un’impiantistica particolare per poter effettuare la terapia.“La collaborazione tra le varie figure a lavoro subito dopo il sisma, ha permesso di limitare i disagi per i pazienti e i loro familiari” continua il dottor Sopranzi “fortunatamente una stanza è rimasta agibile ed è stata messa in funzione dopo una settimana dalla grande scossa. Non sappiamo quando potremmo riaprire l’ala inagibile, ma ora ciò che conta è che per una volta si deve sottolineare una buona notizia, una buona sanità che si è impegnata per essere efficiente”.Intanto, ieri sera sono stati risolti in brevissimo tempo i problemi causati dal malfunzionamento di un ascensore all'ospedale di Macerata. Il guasto è stato segnalato alle 18.23 e l'ascensore è stato liberato alle 18.45. Il normale funzionamento è stato ripristinato alle 19.40. Un esempio di efficienza, con la persona liberata in 22 minuti e il guasto riparato in 55 minuti, consentendo di tornare alla normalità in brevissimo tempo.
Oggi, come noto, ricorre la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ricorrenza istituita nel dicembre del 1999 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite che invita ogni anno i governi, le organizzazioni internazionali e le Istituzioni ad organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in questo giorno.In linea con le in iniziative già promosse dalla Polizia di Stato contro la violenza sulle donne connesse al progetto denominato “…questo non è amore”, si è colta l’occasione della ricorrenza per dare seguito all’attività della Questura di Macerata su questo delicato fronte con l’obiettivo diffondere una sempre più incisiva cultura della legalità e di avvicinare progressivamente le vittime di questi reati.Nella convinzione infatti che quello della violenza sulle donne sia un fenomeno culturale che va affrontato e combattuto attraverso una corretta informazione rivolta alle persone e soprattutto ai giovani, questa mattina personale specializzato della Questura di Macerata in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne ha incontrato gli studenti del liceo scientifico "Galileo Galilei" di Macerata.Presenti all’incontro, il Dirigente della Squadra Mobile di Macerata Vice Questore Aggiunto Dr. Alessandro Albini, l’Avv. Bianca Verrillo del Centro Anti violenza nonché personale specializzato della sezione reati contro la personale della Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine.Agli studenti, che si sono mostrati molto interessati agli argomenti trattati, è stato illustrato il progetto promosso dalla Polizia di Stato “… questo non è amore” e quali sono ad oggi gli strumenti messi in campo dalle Istituzioni ed in particolare dalla Polizia di Stato, per la prevenzione ed il contrasto al triste fenomeno della violenza sulle donne.Altre iniziative promosse dalla Polizia di Stato su questo tema sono in programma anche per il prossimo mese di Dicembre sia a Macerata che in altri comuni della provincia.
L’appello al primo cittadino, Romano Carancini, arriva da Facebook. In via Marchetti ignoti avvelenano i gatti lasciando esche lungo la strada. Un pericolo, non solo per i mici ma anche per i bambini che possano venirne a contatto.A mettere in luce il pericolo per gatti e persone anche il dottor Raul Brambatti che chiede l’intervento del sindaco per trovare i colpevoli e punirli “in modo esemplare come prevede la legge”.Anche l’associazione Zampa Amica ha lanciato l’allarme sul gruppo Facebook “Sei di Macerata se…” denunciando la morte dell’ennesima vittima felina con una polpetta avvelenata, mercoledì scorso, sempre nella zona tra via Marchetti e via De Amicis.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato in visita ad Ussita per dimostrare la sua vicinanza a questo territorio profondamente ferito dal sisma.Dopo la visita a Camerino il 2 novembre, in cui aveva dichiarato “Prometto lavoro e impegno fino alla fine”, questa mattina è sceso dall’auto nella piazza di Ussita e poi è salito per la via che porta al municipio. Di fronte a ciò che resta del comune Mattarella si è fermato in un religioso silenzio, poi ha fatto una piccola passeggiata ai confini della zona rossa."Siate forti, non vi abbandoneremo e ricostruiremo tutto". Così il presidente della Repubblica si è rivolto alla gente che lo stava aspettando. "Non ho più niente se non l'orgoglio di essere italiano" ha detto al presidente un anziano del paese con le lacrime agli occhi. Mattarella l'ha rincuorato sussurrandogli di resistere tenendogli le mani. Il presidente, dopo un giro nel centro di Ussita, si è recato in visita all'azienda Roana che produce acque minerali. Il capo dello Stato ha voluto accogliere l'invito per dare un segno di vicinanza alle imprese del luogo messe a dura prova dal sisma."Al presidente Mattarella chiediamo di aiutarci a creare un modello Ussita finalizzato a una fiscalità che permetta la rinascita economica e imprenditoriale del nostro territorio": a dirlo è il sindaco Marco Rinaldi in occasione della visita del capo dello Stato nelle zone terremotate. "Chiediamo la possibilità di imbastire un tavolo tecnico con i ministeri preposti - aggiunge il sindaco - in cui si individuino le soluzioni per una fiscalità privilegiata che preveda la detassazione per le imprese che vorranno investire qui e agevolazioni per quelle già presenti".Presenti anche molte autorità politiche regionali ad accompagnare il capo di Stato: Il commissario straordinario Vasco Errani, il presidente della giunta regionale Luca Ceriscioli, l'assessore alla protezione civile Angelo Sciapichetti, Antonio Mastrovincenzo, presidente del consiglio regionale, Francesco Micucci, consigliere regionale, assieme a molti altri sindaci del territorio.[video width="576" height="320" mp4="http://picchionews.it/wp-content/uploads/2016/11/video-1480065102.mp4"][/video]
I vigili del fuoco nella giornata odierna, in collaborazione del sistema S.A.P.R. (sistema aeromobili pilotaggio remoto), sono intervenuti a Visso nella strada provinciale Valnerina per monitorare la frana del 30 ottobre che blocca la viabilità. Il drone ha sorvolato la zona, successivamente le immagini sono state passate al personale specialistico per le valutazioni del caso.
Continua incessantemente il lavoro dei vigili del fuoco che stanno cercando di fare tutto il possibile nel campo della sicurezza e nel salvataggio dei beni artistici.
Nella giornata di ieri, a Ussita, sono state recuperate alcune opere sacre nella frazione della Pieve. Chiesa della Pieve dedicata a Maria SS. Assunta, venne costruita in stile gotico nel 1300. Interessante il trecentesco fonte battesimale in pietra calcarea attribuito alla scuola dei pietraioli vissani. Di rilievo il quadro dell’Assunzione posto dietro l’altare maggiore ed opera di Camillo e Fabio Angelucci (1584), mentre lungo le pareti si trovano affreschi più o meno deteriorati raffiguranti “il battesimo di Gesù”, una “Madonna e Bambino tra S. Sebastiano e S. Rocco”, un “Crocifisso S. Girolamo e la Madonna”.
Sempre giovedì, i vigili del fuoco, in collaborazione del sistema S.A.P.R. (sistema aeromobili pilotaggio remoto), sono intervenuti a Visso nella strada provinciale Valnerina per monitorare la frana del 30 ottobre che ancora blocca la viabilità. Il drone ha sorvolato la zona, successivamente le immagini sono state passate al personale specialistico per le valutazioni del caso.
https://www.youtube.com/watch?v=-vY_caU_B80
https://www.youtube.com/watch?v=KwncvD7U4-U
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà nelle Marche il 30 novembre.Lo si è appreso dal sindaco di Pesaro e vice presidente del Pd Matteo Ricci. Il programma della visita del premier è ancora da definire, ma stando a indiscrezioni Renzi dovrebbe fare un incontro istituzionale nel centro sud della regione, focalizzato sul terremoto e la ricostruzione, e un altro incontro sul referendum.
"Non nascondiamo la forte preoccupazione in una fase che per i beni culturali è ancora in piena emergenza e sappiamo tutti quanto aver investito in cultura, in particolare per i vostri territori, significhi restituire economia, lavoro, turismo. Per questo vogliamo tenere alta l'attenzione e costruire un percorso condiviso". Così l'assessore regionale Moreno Pieroni in un incontro con gli assessori alla Cultura e i sindaci dei comuni danneggiati."Vogliamo ricalibrare i messaggi di comunicazione - ha continuato - per fondare le basi di una ricostruzione qualitativa, attraverso iniziative culturali di respiro nazionale e internazionale per valorizzare il patrimonio delle aree interne colpite. Intanto la proposta è creare un gruppo di lavoro ristretto, operativo da subito, tra gli amministratori locali e la Regione Marche. L'idea è anche quella di coinvolgere la Conferenza episcopale marchigiana dal momento che gran parte del patrimonio colpito dal sisma è di proprietà ecclesiastica" (ANSA).
L'emergenza legata al sisma non si arresta. E se da un lato prosegue quella legata ai molti aspetti della vita da "sfollato", dall'altro sono numerose le problematiche legate alla ricostruzione.Una ricostruzione che deve passare per la compilazione delle schede AEDES, senza valutazione delle quali non si può effettuare nessun intervento. Schede che a loro volta devono essere compilate da tecnici qualificati che operano in maniera del tutto volontaria e che sono un numero irrisorio rispetto all'estensione del territorio da verificare.Ora l'emergenza legata a questi tecnici che, ricordiamo, devono provenire da fuori regione per non entrare in conflitto con le successive assegnazioni legate alla ricostruzione, assume anche altri connotati. Vengono segnalati, infatti, alcuni tecnici che hanno rilasciato ai cittadini biglietti da visita e contatti di ditte edilizie o studi tecnici e questo è un aspetto della vicenda assolutamente fuori controllo.I tecnici, infatti, non dovrebbero assolutamente operare in maniera commerciale, ma semplicemente compilare la scheda di valutazione AEDES. L'appello che arriva anche dagli ordini professionali è, per questo motivo, di non affidarsi a chiunque capiti in casa e di segnalare eventuali situazioni non chiare all'indirizzo e-mail sismacentroitalia2016@gmail.com.
Farà tappa a Ussita, nelle Marche, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella sua visita di venerdì 25 novembre nelle zone terremotate dell'Italia centrale. La conferma oggi dal sindaco della cittadina del Maceratese Marco Rinaldi.''E' un grande onore per l'amministrazione comunale e per la nostra popolazione - dice all'ANSA - che il Presidente venga nella nostra terra. Sarà mio impegno illustrargli la situazione di grande difficoltà che vive la Valle del Nera, in attesa di una ricostruzione che ridia slancio anche alle attività turistiche e produttive''. A Ussita quasi tutti i 420 abitanti sono rimasti senza casa, e sono sfollati sulla costa o in alloggi alternativi. Inagibile anche il Municipio. (Ansa)
Cesare Spuri è stato nominato dalla giunta regionale direttore dell'Ufficio speciale per la ricostruzione post sisma 2016. Spuri manterrà ad interim l'incarico della Posizione di funzione Dipartimento per le politiche integrate di sicurezza e per la protezione civile, e si occuperà di tutti gli adempimenti relativi alla ricostruzione. Spuri ha maturato una grande esperienza tecnica in materia di protezione civile.Ha ricoperto l'incarico di Commissario delegato per gli interventi di protezione civile dal 2 ottobre 1997 al 31 ottobre 1998. Fino al 2005 ha diretto l'unità operativa di Muccia (Genio civile sisma Province di Macerata e Ascoli Piceno) e ad interim l'ufficio Difesa del suolo presso il servizio decentrato opere pubbliche e difesa del suolo di Ancona (genio civile Provincia di Ancona). Dal primo dicembre 2015 al 31 marzo 2016 ha ricoperto l'incarico di posizione di funzione Attività tecniche di Protezione civile. (Ansa)
“Ringrazio tutti per la disponibilità dimostrata nella situazione di emergenza che si è venuta a creare in seguito agli eventi sismici degli ultimi due mesi e che abbiamo affrontato tutti insieme, istituzioni, genitori, insegnanti e dirigenti scolastici con grande spirito di collaborazione e responsabilità”.Ad affermarlo è il sindaco Romani Carancini riferendosi alla situazione delle scuole maceratesi che sono tornate quasi tutte alla normale attività didattica.Fanno eccezione, infatti, gli studenti della Dante Alighieri che dovranno frequentare lezioni pomeridiane per altre due settimane all’Istituto Matteo Ricci e ritornare sui banchi al mattino dal prossimo 12 dicembre.La decisione è scaturita dalla riunione congiunta del Consiglio di istituto con l’Amministrazione comunale rappresentata dal sindaco Carancini, dagli assessori alla Scuola e all’Edilizia scolastica rispettivamente Stefania Monteverde e Paola Casoni e dal dirigente dei Servizi tecnici Tristano Luchetti.“Sono dispiaciuto di non poter riportare i ragazzi a scuola al mattino ma in questo modo abbiamo evitato di smembrare le classi. Undici di queste , infatti, sarebbero state trasferite alla Enrico Fermi già pronta ad accoglierle ma per le restanti 9, destinate al Pannaggi, i tempi si sono allungati a causa della sistemazione dei laboratori di chimica che debbono ospitare i ragazzi”.
Nella tarda serata di ieri, martedì 22 novembre, ignoti si sono introdotti in una farmacia comunale della periferia maceratese.Attraverso l'effrazione della porta posteriore, dopo aver manomesso le telecamere evitando così di farsi riprendere, i ladri sono riusciti ad introdursi nell'esercizio commerciale e ad aprirne la cassaforte dalla quale hanno asportato denaro per oltre tremila euro.Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Macerata che stanno indagando sull'accaduto.