"Parlando con amici che hanno figli piccoli, mi ha colpito il fatto che il loro primo pensiero non è stato per se stessi, ma quello di salvare i bambini, di precipitarsi nelle loro camerette". Nasce così "Se non hai...", scritta da 'Stake', nome d'arte di Valerio La Fontana, artista maceratese 32enne che, a un mese dalla scossa di terremoto di magnitudo 6.5, ha lanciato la canzone con un video su Youtube. "Quando si subisce un evento così violento e incontrollabile - dice Valerio, agente immobiliare a Sarnano - la vita di tutti i giorni non è più la stessa. Le vite di moltissimi dei miei amici sono state completamente sconvolte. In particolare di quelli che avevano un figlio da difendere. Sono stati i loro racconti, le loro paure ma anche la gioia di aver protetto i loro bambini a guidarmi". "Il senso di questa canzone è far capire alla popolazioni colpite che non sono sole - spiega -. Molte cose sono andate perse, la disperazione è tanta, ma le vite, i rapporti e gli affetti si stanno consolidando". (Ansa)
Ottiene un'altra pronuncia giudiziaria favorevole l’amministrazione comunale di Civitanova, stavolta per recuperare la disponibilità di un bene che appartiene al suo patrimonio disponibile. Entro il 31 dicembre il Comune infatti potrà tornare in possesso dell’immobile di sua proprietà sito in via D’Azeglio 24/A, ex sede, tra l'altro, della gelateria Waikiki. La struttura è oggetto di un contenzioso instaurato dal Comune contro la Reval Snc di Ripa Valter e Di Giangiacomo Andrea e C. dinanzi al Tribunale di Macerata in ordine al contratto di locazione dell'immobile finalizzato ad ottenere il recupero sia della disponibilità dei propri locali che del credito vantato nei confronti della nominata ditta a titolo di affitti non pagati per l’importo di oltre 48.000 euro (da febbraio 2015 a luglio 2016). Il giudice, Paolo Properzi, ha accolto le tesi del Comune e pronunciato un’ordinanza, non impugnabile, in base alla quale la Reval dovrà riconsegnare al Comune l’immobile di via D’Azeglio 24/A entro fine anno. Il giudice si è riservato inoltre di esaminare le questioni oggetto dell'opposizione della Reval, concedendo ad entrambe le parti 15 giorni di tempo per introdurre la procedura di mediazione e fissando l’udienza al 29 marzo del 2017. Dunque, il Comune può notificare alla Reval l’ordinanza del Giudice del Tribunale di Macerata ed ottenere il rilascio del locale, mentre per il recupero degli affitti non pagati si dovrà attendere l’esito del giudizio di merito.
Incidente fortunatamente senza conseguenze questa mattina lungo la strada che da Villa Potenza porta ad Appignano. Un camion, per cause in corso di accertamento, si è ribaltato mentre stava percorrendo un tratto rettilineo. L'autista non ha riportato traumi gravi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco.
"In un momento drammatico quale quello attuale, più che mai, le professioni del nostro territorio sono chiamate a condividere responsabilmente tutte le proprie risorse e competenze al fine di affrontare in sinergia l'impatto dell'emergenza ed il processo della ripresa. - inizia così una lettera indirizzata a Renzi, al presidente Ceriscioli; al capo della Protezione Civile Curcio, al commissario straordinario Errani ed infine al direttore regionale per la ricostruzione, Cesare Spuri - Non a caso il Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, ha invitato tutti gli Ordini e Collegi professionale ad un tavolo permanente ove coordinare le azioni tra questi, la Protezione Civile e l'Amministrazione. Gli Ordini e Collegi professionali della Provincia di Macerata, -continua la missiva - la più duramente colpita dal sisma, nel mettersi immediatamente a disposizione, si sono tra loro confrontati sulle specifiche necessità, a cui dover adeguatamente rispondere.Come già individuato dal Governatore, il primo enorme ed imprescindibile passo da compiere è quello di procedere tempestivamente ai controlli certificati degli innumerevoli edifici coinvolti dai ripetuti fenomeni sismici. E' dato certo, però, che il numero dei certificatori che stanno operando, abilitati a redarre una scheda Aedes, di Rilevamento danno, pronto intervento, agibilità, sia assolutamente insufficiente rispetto ad un fenomeno dalle sconfinate proporzioni come quello con cui facciamo i conti, non paragonabile minimamente ad altro del passato, a memoria. Con le disponibilità attuali i controlli necessiterebbero addirittura di qualche anno, prima di esaurirsi, come ha confermato l'Ing. Cesare Spuri, appena nominato Direttore dell'Ufficio Speciale per la Ricostruzione post sisma 2016, in occasione del convegno organizzato sul tema della ricostruzione dal Collegio dei Geometri di Macerata. Nel frattempo - si legge ancora - si sfalderebbe irrimediabilmente il tessuto socio economico di un territorio, che morirebbe definitivamente. Per tutto questo tempo rimangono interdetti gli immobili anche agibili, non si può procedere ai lavori di rimessione in pristino di qualsivoglia entità, le zone rosse impediscono l'accesso a chicchessia, l'accoglienza lontana dai territori di origine per i residenti si prolunga a tempo indefinito, non parte la ricostruzione, non riprendono le attività delle imprese, degli esercizi commerciali, delle aziende agricole, delle professioni. I danni sarebbero incalcolabili, letteralmente, ed irreparabili. Le responsabilità conseguenti. E' indifferibile dunque che si adotti senza esitazione una soluzione, o più soluzioni, così da procedere velocemente senza con ciò abdicare in nessun modo alla qualità e conformità dei controlli, posto che di tecnici disponibili e competenti ve ne sarebbero più che a sufficienza, come garantiscono appunto i rispettivi Ordini e Collegi professionali degli Architetti, Ingegneri e Geometri. E' necessario che formalmente si permetta agli stessi di operare tempestivamente attraverso una specifica regolamentazione emanata dagli enti preposti, attingendo agli strumenti giuridici garantiti dallo stato di emergenza. Le soluzioni ipotizzabili potrebbero essere diverse, quali: l'utilizzo di squadre miste, affiancando ad un certificatore abilitato un professionista competente, seppur non in possesso di detto titolo; l'autorizzazione a detti tecnici di accedere nell'immediato ad una formazione ad hoc, compatibile con le esigenze dell'urgenza; l'introduzione della modulazione motivata della valutazione espressa con le schede Fast, ipotizzando diverse casistiche che superino le categorie apodittiche dell'inutilizzabilità ovvero dell'agibilità.Le categorie professionali qui rappresentate, all'unisono, nell'offrire il proprio incondizionato sostegno, reclamano pronte iniziative in tal senso.Ovviamente, accanto a questo pregiudiziale aspetto, occorre affrontare anche l’impatto economico, finanziario e fiscale dei soggetti coinvolti dal sisma, prevedendo norme specifiche e chiare che non si limitino a semplici sospensioni ma diano segnali forti ai soggetti economici e ai cittadini per una speranza concreta di poter riattivare le proprie attivita’ duramente colpite.Serve dunque - conclude il documento - fare chiarezza al più presto in merito ai territori inseriti nel cratere, in modo da stabilire con precisione l'applicazione dei vari interventi di sospensione." Seguono le firme dei presidenti degli ordini e dei collegi professionali della provincia di Macerata e Camerino:Enzo Fusari Presidente ordine Architetti Maria Cristina Ottavianoni Presidente Ordine Avvocati Giorgio Piergiacomi Presidente Ordine ODCEC Riccardo Russo Presidente Ordine Consulenti del Lavoro Andrea Pignocchi Presidente Ordine Geologi delle Marche Marcello Seri Presidente Collegio Geometri Paola Passeri Presidente Collegio Geometri Fabio Massimo Eugeni Presidente Ordine Ingegneri Michele Gentilucci Presidente Distretto Notarile Stefano Bartolucci Collegio Periti Agrari Pesaro- Urbino, Ancona, Macerata Francesco Stronati Associazione Nazionale Tributaristi
Questa qui è una brutta vicenda che vede come protagonisti Riccardo Milani, un ragazzo di 32 anni di Pievetorina ed un farabutto qualsiasi, sicuramente italiano, ma di chissà dove.Riccardo ha 32 anni, un anno fa ha perso il lavoro e, giusto un mese fa, con il terremoto, pure la casa. I suoi, per dire, stanno ancora pagando il mutuo del sisma del 1997.Però non si rassegna a trasferirsi giù al mare come hanno fatto tanti suoi conterranei. Adesso è impegnato con il gruppo di protezione civile, quindi ha qualche animale domestico da cui non si vuol separare. Eppoi le case, da queste parti, si cominciano a trovare solo da Tolentino in giù. Per giunta a prezzi proibitivi.Riccardo cerca allora una roulotte su quei siti specializzati in annunci di vendite. Ha sentito dire che i modenesi (vittime pure loro qualche anno fa del sisma) sono particolarmente solidali con i terremotati ed allora si mette in cerca da quelle parti.Qualche canaglia deve avere avuto la sua stessa idea e ne ha approfittato per imbastirci sopra una truffa.Riccardo ed il truffatore si sentono per telefono, si scambiano opinioni, concordano il prezzo. Il ragazzo riceve pure sul cellulare le foto degli interni della roulotte. Sono in quattro in famiglia e c’è posto per tutti.Il prezzo, per le ottime condizioni e per un mezzo del 2011 è di favore: cinquemila euro. Addirittura il furfante si offre di portare la roulotte fino a Senigallia.Una volta che si sono accordati sul prezzo, cominciano a capitare imprevisti: la moglie del furfante ha qualche problema di salute e bisogna rinviare di un giorno. Il giorno successivo c’è un altro imprevisto. Poi ne capita un altro. Da martedì fino a sabato è un fiorire di complicazioni. Nel frattempo Riccardo ha effettuato il suo pagamento attraverso una post – pay.Sabato sera poi, il truffatore stacca il telefono definitivamente e di lui si perde ogni traccia.Io a Riccardo lo avevo conosciuto tempo fa a Pievetorina. Ci avevo parlato un po', mi raccontava della sua situazione e della volontà di restare lì. Perché quello - diceva - era il suo paese e non voleva andarsene. Allora dormiva in tenda e faceva già freddo.Ieri l’ho rivisto davanti alla caserma dei Carabinieri di Castelraimodo. Stava per fare la denuncia. Era tutto imbacuccato, col giubbotto giallo fluo della protezione civile. Mi ha raccontato quello che gli è successo. Di come non abbia ancora per dormire e in più sia senza il becco di un quattrino.Volevo chiedergli come ci fosse cascato così ingenuamente, ma mi ha fermato subito e mi ha detto: “Lo so che sono stato un cretino, che non dovevo fidarmi ciecamente. Però pensi che, in questi casi, nessuno si approfitterebbe di un terremotato. E poi quando hai bisogno, dopo mesi di stanchezza e di vita precaria non ci stai più nemmeno tanto con la testa. Ti fidi e ti affidi…”Non ho avuto la forza di chiedergli più niente. Ci siamo solo stretti forte la mano per un altro arrivederci. Era buio, pioveva fitto e faceva un gran freddo. Lui avrebbe compilato il suo verbale e poi sarebbe tornato di nuovo a dormire in tenda. Col freddo e all’umidità.Il suo sogno di una roulotte, ha incrociato i disegni criminali di un dannato figlio di puttana che adesso vorrei volentieri avere tra le mani per una buona mezz’oretta…
“Lo sciacallaggio subito dalla scuola ‘Don Bosco’ di Tolentino è vergognoso. Ho dato disposizioni alla task force del Miur che si occupa delle aree terremotate di provvedere a riacquistare quanto è stato ingiustamente sottratto ai ragazzi”. Così ha dichiarato all'Ansa il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, all’Ansa.Come noto, la notte scorsa la scuola era stata vittima di un furto da oltre ventimila euro, con un bottino composto da 25 tablet, 10 pc portatili e diverso materiale di cancelleria, oltre a 50 euro in contanti di fondo cassa (qui).
Ladro melomane viene colto in flagranza mentre ruba strumenti in un magazzino di Villa Potenza. Nei guai è finito un 38enne di Macerata, denunciato per furto.Nelle ultime settimane le Volanti della Questura hanno intensificato i controlli sul territorio. Ed è anche grazie a questa rafforzata strategia di contrasto alla microcriminalità che ieri pomeriggio, poco prima delle 17, sono intervenute in un magazzino a Borgo Peranzoni di Villa Potenza, destinato alla vendita on line di strumenti musicali e relativi accessori. Un collaboratore dei proprietari, notando aperto un cancello laterale che permette l’accesso nel retro del predetto magazzino, si è insospettito. Da un controllo più approfondito è emerso che la luce del piano superiore del magazzino era accesa e la porta di entrata posteriore, dove erano stati stipati tanti scatoloni da ostacolarne il passaggio, era inspiegabilmente aperta. Il collaboratore allora, prima di ispezionare ulteriormente i locali, ha avuto la prontezza di allertare subito il “113”, che ha disposto l’invio dei poliziotti diretti dal Commissario Capo Dott. Sandro Tommasi. La Volante nel giro di un paio di minuti è arrivata sul posto e all’interno del magazzino è stato sorpreso un 38enne di Macerata, con alle spalle piccoli precedenti, che stava trafugando due fisarmoniche e tre microfoni. Quest’ultimo, pochi istanti dopo è stato accompagnato in Questura, dove è stato poi denunciato per furto.
Un’App per tenersi in contatto e coordinarsi durante i controlli anti sciacallaggio nelle varie zone della città e, soprattutto, nelle tante frazioni del Comune di San Severino Marche. Armati di smartphone i volontari che ogni notte svolgono una preziosa opera di presidio del territorio adesso hanno a loro disposizione uno strumento in più. L’applicazione è stata sviluppata da Michele Cipolletti del PitBull SoftAir Club, una delle tante associazioni che si sono messe a servizio, da giorni ormai, della comunità settempedana. Nessuna ronda in azione ma controlli mirati a supporto della puntuale presenza delle forze dell’ordine aumentata grazie anche all’intervento della Prefettura. Carabinieri e Polizia Municipale, in particolare, hanno organizzato turni specifici, con tante più pattuglie rispetto al normale, ma poi ci sono anche i volontari.“Grazie al lavoro delle forze dell’ordine e dei volontari ma anche alla collaborazione dei cittadini, fino ad oggi non abbiamo registrato episodi di sciacallaggio - spiega il comandante della Polizia Municipale del Comune di San Severino Marche, capitano Sinobaldo Capaldi - Tra l’opera delle forze dell’ordine e quella dei volontari, che sono almeno una quindicina ogni sera e che si muovono dinamicamente su tutto il territorio comprese le frazioni, abbiamo una copertura pressoché totale”.Un ringraziamento per il lavoro fin qui svolto arriva anche dal consigliere comunale delegato alla sicurezza, Jacopo Orlandani: “I volontari, che operano opportunamente coordinati con le forze dell’ordine, ogni notte sono a fianco della popolazione. E’ un lavoro impegnativo perché il Comune ha uno dei territori più vasti fra tutti i Comuni delle Marche, misura esattamente 195 chilometri quadrati. Servono tante pattuglie e tante squadre per arrivare ovunque e presidiare tante zone”.Diversi i gruppi e le associazioni del volontariato impegnati nei controlli: dall’Anc, l’Associazione Nazionale Carabinieri, al PitBull SoftAir Club, dai gruppi di Controllo del Vicinato al Black Scorpions Biker Group, all’associazione di fuoristradisti Prima Ridotta. La loro è una presenza costante che va avanti dalla notte del 30 ottobre, la prima notte del terremoto che ha duramente colpito anche il territorio del Comune di San Severino Marche.
Un bottino di oltre ventimila euro composto da 25 tablet, 10 pc portatili e diverso materiale di cancelleria, oltre a 50 euro in contanti di fondo cassa: è questo il bottino che una banda di sciacalli è riuscito a portare via la notte scorsa dai locali della scuola "Don Bosco" di Tolentino.I malviventi, dopo essersi introdotti nell'istituto, dove il secondo piano è stato dichiarato inagibile a causa degli eventi sismici (il primo piano è stato riaperto soltanto ieri), hanno raggiunto la segreteria e dopo aver forzato la cassaforte hanno fatto razzia di quanto era contenuto al suo interno. Il materiale non è coperto da assicurazione e l'area non è videosorvegliatra.Sul posto, per i rilievi di rito, i carabinieri della Stazione di Tolentino.
Costruire un Quartiere delle Associazioni per ricostruire Camerino. È l'idea dell'associazione dei volontari IoNonCrollo, nata nella città ducale a seguito dei drammatici eventi sismici di ottobre che hanno devastato il centro storico. Oltre a migliaia di abitazioni, le strutture municipali, universitarie, tutti gli edifici sacri e dell'arcidiocesi, i musei, il teatro Marchetti, il cinema e tutte le attività commerciali e professionali che sono state gravemente lesionate dalle scosse, creando un danno inimmaginabile per Camerino, città di storia millenaria e di antica tradizione culturale, il terremoto ha danneggiato anche le numerose associazioni attive in città, che da sempre davano forte impulso alle innumerevoli attività socio-culturali (teatrali, musicali, ricreative, educative, sportive...).Sono infatti attualmente oltre cento le associazioni presenti a Camerino, la maggior parte delle quali aveva la propria sede e organizzava le proprie attività nel centro storico, vero cuore pulsante della vita cittadina, centro di aggregazione e teatro del ricco calendario annuale delle manifestazioni, ed oggi almeno i 3⁄4 delle associazioni non hanno più le proprie sedi (molte delle quali erano ospitate negli edifici del Comune, dell’Ateneo e dell’Arcidiocesi). Le strutture cittadine ancora agibili sono ormai tutte occupate, vista l’emergenza abitativa e la necessità di spazi per le attività commerciali e le scuole. Per questo ad oggi è pressoché impossibile per le associazioni, linfa vitale della città, riuscire a trovare nuovi posti per riunirsi e continuare ad organizzare tutte le proprie iniziative.È da queste premesse, e con negli occhi l'immagine della propria città distrutta dal sisma, che i volontari dell'Associazione IoNonCrollo hanno deciso di concentrarsi su questo progetto; essere, in sostanza, l'associazione che unisce le associazioni di Camerino e ridare al tessuto sociale della città quell'impulso necessario a restare in piedi e più forte e unito che mai.Per questo è nato il progetto del Quartiere delle Associazioni, patrocinato dal Comune di Camerino e dall'Università di Camerino. Un vero e proprio quartiere che possa ospitare le attività di tutte le altre associazioni che ne faranno richiesta, per favorire la ricostruzione della comunità camerte e di tutto il territorio montano, che ha come punto di riferimento Camerino. Non una sola struttura ma un Polo, con edifici antisismici, ecosostenibili e tecnologicamente all’avanguardia nel campo dell’acustica, risparmio della luce, recupero acqua..., che possa costituire il nuovo cuore pulsante delle associazioni indispensabile per la ricostruzione del tessuto sociale di Camerino. In accordo con l’Amministrazione Comunale sarà individuata un'area idonea ad ospitarlo. “L'idea – ha spiegato il presidente Cingolani – è quella di costruire un centro polifunzionale, di almeno 1000mq, con funzione di auditorium per eventi culturali, teatrali, musicali, sportivi e di intrattenimento, affiancargli un numero adeguato di strutture più piccole, dai 60 ai 100mq, da utilizzare come sedi delle Associazioni per riunioni, attività, corsi formativi e altro ed una o più strutture esterne per attività sociali e spettacoli. Inoltre, in accordo con lo statuto dell’Associazione IoNonCrollo le strutture, in caso di necessità, saranno messe a disposizione delle autorità cittadine competenti, per poter essere utilizzate durante eventuali nuove emergenze, a scopo ricreativo e ricettivo. Conclusa l’attuale emergenza (sisma ottobre 2016), il Quartiere rimarrà a disposizione delle associazioni di Camerino con una gestione comunitaria in base alle esigenze, fermo restando che spetterà all’Associazione “IoNonCrollo” concordare con il Comune di Camerino ogni altro fine di utilità sociale, a cui le strutture potrebbero essere destinate. Tutti potranno contribuire ad aiutarci a ricostruire il nostro futuro e a realizzare il nostro sogno, tutte le informazioni per poterlo fare sono reperibili sul nostro sito web www.iononcrollo.org”.
Contributo sì, contributo no, forse prima ma poi se lo tolgono... Com’è nostra consuetudine, cerchiamo ancora una volta di fornire delle informazioni precise e serie alle tante persone che si trovano nella condizione di “sfollati”, fuori, se non lontani, dunque dalle proprie abitazioni, costrette a sobbarcarsi i costi di un affitto non preventivato e senza un chiaro orizzonte temporale di riferimento.
Ed ora, dopo il danno la beffa? Stavolta no. O meglio. Non sarà così. Ci spieghiamo.
Il contributo per l’autonoma sistemazione assolve alla funzione di permettere a chi ha dovuto lasciare la propria abitazione non per propria volontà ma per effetto di una ordinanza sindacale di inagibilità della stessa o di dichiarazione dell’intero quartiere o abitato come “zona rossa”.
Dalla data di emanazione del provvedimento del Sindaco che impedisce al legittimo proprietario o all’affittuario di rientrare in casa propria anche solo per recuperare i beni di prima necessità, da allora dunque si ha diritto o ad un alloggio sostitutivo o al contributo previsto dall’ordinanza del Capo della Protezione civile Nazionale per la Ricostruzione n.388 del 26 agosto 2016 e poi innalzato negli importi fino ad un massimo di 900 euro per nucleo familiare dalla recente ordinanza n. 408 del 15 novembre 2016.
Nello specifico:
“Il Contributo di Autonoma Sistemazione destinato alle famiglie la cui abitazione sia stata distrutta in tutto o in parte, oppure sia stata sgomberata a seguito del terremoto è elevato, a partire dalla data di entrata in vigore dell’ordinanza, a un massimo di 900 euro mensili. In particolare, il contributo ammonta a 400 euro per i nuclei familiari composti da una sola unità, 500 euro per quelli composti da due unità, 700 euro per quelli composti da tre unità, 800 euro per quelli composti da quattro unità e 900 euro per quelli composti da cinque o più unità.
Nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti persone di età superiore ai 65 anni, o portatrici di handicap, o disabili con una percentuale di invalidità non inferiore al 67%, è concesso un contributo aggiuntivo di 200 euro mensili per ciascuna persona, anche oltre il limite massimo dei 900 euro mensili previsti per famiglia, come già disposto dall’ordinanza 388/2016.
Le disposizioni relative al contributo di autonoma sistemazione si applicano anche agli studenti iscritti agli anni accademici 2015/2016 e 2016/2017 presso Istituti universitari ed Istituti superiori di grado universitario che rilasciano titoli di studio aventi valore legale con sede nei comuni interessati dagli eventi sismici.
Saranno i Comuni, che effettuano l’istruttoria e gestiscono le attività correlate all’assegnazione dei contributi per l’autonoma sistemazione, a rideterminare i contributi secondo le nuove disposizioni, anche quelli in via di erogazione”.
Il problema postosi di recente circa la successiva conferma dello stato di inagibilità a mezzo della redazione della scheda Aedes non va a toccare quanto di spettanza per il periodo di cui sopra.
Il contributo, anche se non ancora erogato, spetta di diritto “alle famiglie la cui abitazione sia stata distrutta in tutto o in parte, oppure sia stata sgomberata a seguito del terremoto”.
Abitazione distrutta, anche parzialmente, oppure sgomberata, quindi con ordinanza appunto di “sgombero”.
Laddove invece la scheda Aedes riscontrasse un esito difforme dalla valutazione del sindaco, e dunque in caso di dichiarata agibilità dell’abitazione sia possibile per i proprietari o affittuari rientrarvi, si verificherà un contrasto tra i due provvedimenti riguardo ad oggi al quale non sussiste pacifica soluzione.
Deve prevalere cioè la scheda Aedes sulla precedente valutazione del tecnico comunale oppure il primo provvedimento rappresenta la base da cui la successiva valutazione non può comunque discostarsi come presupposto di partenza e da cui magari può variare solo in termini di grado di inagibilità?
A prescindere dall’esito circa tale disputa, in nessun caso potrà essere messo in discussione retroattivamente il diritto già acquisito di ricevere il contributo per l’autonoma sistemazione per il periodo di dichiarata inagibilità dell’abitazione.
Contributo che invece cesserà, ma solo successivamente, laddove vi sia un provvedimento che dichiari la definitiva agibilità dell’abitazione.
Dubitiamo invece che il problema si ponga per le c.d. zone rosse.
Se infatti anche una o qualche abitazione fosse dichiarata agibile, non sarebbe possibile tornare ad abitarvi prima che tutta la zona sia resa sicura attraverso la ricostruzione degli edifici inagibili.
E dunque, a nostro avviso, il contributo di autonoma sistemazione in questo caso spetta anche nel caso in cui la propria abitazione sia agibile.
La ratio infatti alla base del contributo è quella di permettere a chi non può più abitare nella propria casa di sistemarsi altrove, sia nel caso di dichiarata inagibilità, sia in caso di pericolosità di tutta l’area su cui insiste l’abitazione, eventualmente anche agibile.
Ovviamente sarebbe auspicabile una nota di chiarimento in merito da parte delle autorità competenti al fine di fugare ogni dubbio.
È partita da qualche giorno “Centro ospitalità bambini”, l’iniziativa voluta da Poltrona Frau per agevolare i dipendenti del sito di Tolentino con bambini in età scolare obbligatoria tra i 6 e 13 anni. L’iniziativa è nata per andare incontro in modo concreto ai collaboratori che, a seguito della recente attività sismica e della rimodulazione degli orari delle scuole, si trovano in difficoltà logistiche e organizzative per la gestione del propri figli.L’azienda ha messo a disposizione in via sperimentale fino al prossimo 7 dicembre un servizio di ospitalità che si svolge in due turni: uno al mattino dalle ore 08.00 alle ore 12.30 e uno nel pomeriggio dalle 14.00 alle 18.00, di ogni giorno feriale. Il servizio prevede attività di doposcuola ed intrattenimento, che si tengono presso il Poltrona Frau Museum, sotto la supervisione di educatori e animatori. Nell’area libreria del Museo sono stati posizionati un grande tavolo per svolgere compiti, tappeti e tavolini bassi per facilitare le attività ludiche e ricreative. Al momento la risposta è stata molto positiva con circa 20 bambini iscritti che, hanno la possibilità di dedicarsi alla spensieratezza e allo svago. L’iniziativa è stata apprezzata sia dai bambini, quindi, sia dai loro genitori, che, nonostante gli inevitabili disagi personali e familiari hanno proseguito l’attività lavorativa senza alcuna sospensione. Visto il successo, l’azienda sta valutando la possibilità di estendere l’iniziativa fino a prima dell’inizio delle vacanze natalizie. È una attività importante che conferma l’attenzione e la sensibilità di Poltrona Frau nei confronti dei dipendenti e il suo importante ruolo all’interno del territorio di appartenenza.
Per la sistemazione del cavalcavia ferroviario alla fine di viale Vittorio Veneto, per circa un mese si viaggerà a senso unico alternato.Infatti, a seguito della richiesta presentata dalla Rete Ferroviaria Italiana, Gruppo Ferrovie dello Stato italiane, con la quale si comunicavano lavori di urgenza di ripristino danni sottovia a travi incorporate, a seguito dei recenti eventi sismici, che verranno eseguiti dall'Impresa Railway Enterprise , il Comando di Polizia Locale ha ritenuto necessario, al fine di evitare pericoli alla pubblica e privata incolumità, emettere una ordinanza con la quale da lunedì 28 novembre 2016 per una durata di circa 24 giorni e comunque fino al termine dei lavori, è disposta la chiusura al traffico veicolare e pedonale di entrambe le corsie del sottovia tra viale Vittorio Veneto, viale della Repubblica, via Rovereto.Nello specifico, nella prima fase verrà chiusa la corsia di marcia direzione Viale Vittorio Veneto e successivamente nella seconda fase verrà chiusa la corsia di marcia direzione Viale della Repubblica. Tale modifica alla circolazione stradale in entrambe le direzioni, dovrà essere regolamentata con impianto semaforico mobile o con movieri. Lungo il tratto interessato dai lavori, l'apposizione della segnaletica mobile di cantiere è a carico della ditta esecutrice dei lavori che provvederà anche alle necessarie deviazioni di traffico fino al ripristino della completa fruibilità della sede stradale.
I carabinieri di Saltara hanno arrestato due ragazzi della provincia di Macerata in flagranza di reato per possesso ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e condotti in carcere in attesa della convalida dell'arresto. I due, un 22enne di Montecosaro e un 21enne di Pollenza, erano in auto con due ragazze nel parcheggio di una discoteca dove era in programma un rave party. Quando i militari hanno aperto la portiera, il passeggero ha buttato fuori dall'abitacolo un involucro.E' scattata una perquisizione e i carabinieri hanno rinvenuto complessivamente 30 grammi di ketamina, dieci grammi di hascisc e una ingente somma di denaro, sproporzionata in relazione al fatto che nessuno dei quattro aveva un'occupazione, ritenuta provento di spaccio. Allertati i carabinieri del Maceratese, che hanno effettuato perquisizioni domiciliari a casa degli arrestati, sequestrando altra ketamina, altro denaro e materiale per confezionare le dosi. (Ansa)
Rinviata a domani l'ispezione cadaverica sui corpi di Noemi Avicolli, studentessa 19enne di Unicam, e Lucia Pietrangelo, nonna e nipote decedute a seguito dell'incidente stradale avvenuto sabato sera sulla A1, nei pressi di Arezzo, mentre rientravano da Milano a Isernia (qui).Il medico legale, incaricato dalla Procura aretina, ha dovuto rinviare, per altri impegni professionali, l'esame fissato per oggi e necessario prima del nulla osta ai funerali. Rinviato anche l'intervento chirurgico agli arti per Giovanni Avicolli, il giornalista, figlio e padre delle vittime, ricoverato al San Donato di Arezzo dopo l'incidente. Il 56enne guidava l'auto su cui viaggiava anche suo fratello minore che è stato dimesso. La famiglia Avicolli era andata a Milano per partecipare alla laurea di Matteo, fratello maggiore di Noemi. (Ansa)
Agevolazioni tariffarie per le utenze ricadenti nei comuni colpiti dal sisma. E’ quanto l’Aato 3 Macerata chiede all’ AEEGSI (Autorità per l’energia Elettrica, il gas ed il sistema idrico), dopo il violento terremoto che ha profondamente colpito molti comuni maceratesi, soprattutto con riferimento ai comuni montani e pedemontani.Un ulteriore aiuto concreto, dunque, dopo la sospensione delle bollette di luce, gas e acqua emesse a partire dal 26 ottobre 2016 per tutte le utenze che si trovano nei comuni danneggiati dal sisma.Nel cratere sismico, infatti, ben 32 comuni sui 48 totali che appartengono all’ATO 3 di Macerata: Acquacanina, Apiro, Belforte del Chienti, Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo di Fiastrone, Castelraimondo, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Cingoli, Corridonia, Fiastra, Fiordimonte, Fiuminata, Gagliole, Macerata, Montecavallo, Muccia, Pievebovigliana, Pieve Torina, Pioraco, Poggio San Vicino, Pollenza, San Severino, Sefro, Serrapetrona, Serravalle del Chienti, Tolentino, Treia, Ussita,Visso.“E’ indubbio - spiega Francesco Fiordomo Presidente dell’Aato 3 Macerata - che il sisma abbia provocato un impoverimento del tessuto produttivo locale con conseguente compromissione delle fonti di reddito primarie e, solo grazie ad un efficace meccanismo di agevolazioni tariffarie, da estendere per un congruo periodo temporale, sarà possibile diminuire le ripercussioni negative dovute agli eventi sismici sui bilanci delle famiglie”.L’Ente, dopo una lettera inviata all’ AEEGSI, andrà in missione a Milano per incontrare i responsabili dell’autorità ed ottenere un importante risultato per tutta la comunità maceratese.L’AEEGSI (Delibera n. 618/2016), infatti, a seguito degli eventi sismici del 26 e 30 di ottobre del 2016 che hanno colpito tutto il maceratese, ha disposto la sospensione del pagamento delle bollette per la fornitura di energia elettrica, gas e quelle relative al servizio idrico integrato.“Mi preme ringraziare tecnici e operai – dice il Presidente dell’AAto 3 Francesco Fiordomo – che in questi giorni drammatici stanno lavorando incessantemente per garantire il servizio idrico. Le aziende di gestione operanti nel territorio montano (ASSEM di San Severino Marche e ASSM di Tolentino), in stretto coordinamento con le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e la Protezione Civile si sono prontamente attivate per garantire un adeguato livello dei servizi idrici, non solo nei comuni direttamente gestiti ma in tutte le realtà duramente colpite dal terremoto”.
A far sentire il proprio calore alla popolazione terremotata di Caldarola, ieri, è stato il comune di Busca (CN) che, sentite le necessità della cittadina, ha portato in dono diversi giochi per esterni dedicati ai bambini, gazebo, tavolini e panchine in legno. Altro materiale sarà spedito nei prossimi giorni.I cittadini di Busca, inoltre, hanno donato al Sindaco Luca Maria Giuseppetti una felpa della squadra di Volley che milita in B1 per una sorta di gemellaggio con il volley caldarolese da sempre fiore all'occhiello della realtà sportiva del posto, 8 casse di mele, prodotto tipico del territorio cuneese e un libro dedicato alla cittadina.Tutti insieme hanno pranzato nel tendone Molise e poi hanno visitato la zona rossa. Durante il sopralluogo hanno potuto constatare la violenza del sisma e i danni inferti anche alle storiche chiese, letteralmente messe in ginocchio, in modo particolare San Martino, San Gregorio, il Castello Pallotta e il Monastero.Infine, durante i saluti di commiato hanno promesso di rispondere con altrettanta solerzia e calore ad ogni futura richiesta del territorio e fatto i complimenti per la gestione della situazione emergenziale.Partita la delegazione di Busca, il sindaco ha effettuato un sopralluogo con i tecnici per valutare lo stato delle cose all'interno del container che sarà adibito ad urna elettorale per il referendum del prossimo 4 dicembre, un altro tassello per riportare un segno di normalità e avvicinare ancora di più i caldarolesi al loro paese, a tal proposito il sindaco ci tiene ancora una volta a salutare quelli che sono ancora fuori esprimendo il desiderio di riaverli quanto prima a Caldarola.
Sale sul tetto della casa terremotata in località Casavecchia di Pieve Torina per mettere una copertura provvisoria, ma scivola e precipita a terra. E' successo questo pomeriggio, quando un uomo originario di Roma ha raggiunto Pieve Torina con l'intento di apporre un telo sul tetto della sua casa danneggiata dal sisma.Improvvisamente, mentre era intento a posizionare la copertura, l'uomo ha perso l'equilibrio ed è precipitato a terra. A trovarlo sono state le forze dell'ordine che, in giro per i consueti controlli, hanno notato la porta dell'abitazione aperta. Sono entrati e, dalla parte opposta a quella che dà sulla strada, hanno trovato l'uomo riverso a terra. Immediatamente sono scattati i soccorsi e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118: le condizioni del ferito sarebbero gravi, ma non verserebbe in pericolo di vita.
Un appello accorato. La legittima richiesta di non essere dimenticati. A lanciarlo è la dottoressa Nadia Moreni, abitante di Muccia che nella sua qualità di farmacista locale ben interpreta anche lo sgomento di chi vuole continuare ad espletare il suo prezioso servizio alla popolazione pur tra mille difficoltà.I ritardi nell'arrivo dei moduli, per non parlare dell'oscura tempistica delle pubblicizzate casette di legno, stanno allontanando le speranze di ripresa e soprattutto il ritorno della popolazione da quello che sempre più sembra un esodo forzato e senza prospettive."La mia situazione" spiega la dottoressa Moreni "è la stessa di molte altre degli abitanti dei piccoli comuni limitrofi, Pievebovigliana, Pieve Torina, Visso, Castelsantangelo sul Nera, Ussita...Mi sento di lanciare questo appello perché, ad un mese dal sisma, l'attenzione mediatica che ci era stata riservata è decisamente diminuita.Purtroppo non possiamo dire che siano diminuite anche le nostre necessità... anzi, le situazioni drammatiche sono aumentate con l'aumentare della consapevolezza che "la normalità a cui eravamo abituati" forse non tornerà più... le nostre vite sono radicalmente cambiate in quei pochi secondi e sarà davvero dura ritornare come eravamo.Ero stata intervistata il 31 ottobre da un referente AGI e tuttora continuo la mia battaglia. Non potrei fare altrimenti... il mio servizio costante ai clienti, soprattutto in questo momento di maggiore bisogno, è imprescindibile.L'emergenza non è affatto finita. Sono riuscita ad ottenere dalla Federfarma nazionale un piccolo container da posizionare nell'area allestita a Muccia e in cui trasferirò l'attività di somministrazione dei farmaci. La stessa area diventerà il nuovo centro del paese, ospitando anche la scuola elementare, il municipio, l'ufficio postale, la banca e l'ambulatorio medico...Nonostante ciò, ad un mese dal sisma, parlare di normalità è davvero difficile. La gente che è tornata dalla "deportazione" lungo le coste è davvero poca. Questa spiacevole situazione" dice ancora la dottoressa Moreni "ha fatto sì che molti abbiano scelto definitivamente di trasferirsi altrove: chi per aprire la propria attività commerciale (chi aveva la struttura danneggiata ha pensato che visto la scarsità di clienti, sarebbe stato inutile acquistare/noleggiare un container), chi per iscrivere i propri figli alle scuole di Loreto, Recanati, Civitanova Marche, ed evitare che essi frequentino l'anno scolastico in un tendone.La situazione di incertezza che ci pervade ci fa sentire davvero abbandonati dalle istituzioni. Ancora non sappiamo quando verranno consegnati moduli abitativi, figuriamoci le casette di legno. Chi può, si sta organizzando a proprie spese acquistando o costruendosi una casetta sul proprio terreno. Gli altri, come ho detto prima, si sono già trasferiti in cerca di un "nuovo futuro" - altrove.Un'altra immensa emergenza è quella degli anziani non autonomi. Molte case di riposo/accoglienza sono state lesionate e hanno lasciato senza tetto i propri ospiti, come mia madre Felicetta: costretta a letto da metà ottobre per una frattura al bacino, è stata inizialmente spostata in una mensa (ormai in disuso - della ditta che stava eseguendo i lavori della superstrada) e poi trasferita in una sala convegni insieme a molti altri sfollati. Purtroppo tale sistemazione non è definitiva, il responsabile della struttura ha già posto un termine al suo soggiorno forzato e Felicetta, che ora inizia a muovere i primi passi con il girello, non riesce ancora a trovare un tetto sicuro dove poter stare tranquilla. Così come lei anche molti altri suoi analoghi, i cui parenti hanno la casa lesionata e non possono permettersi di ospitare i loro cari, non avendo loro stessi un posto dove andare. Aiutateci a fare in modo che su questa nostra situazione possa riaccendersi un faro".
“Ho perso mia madre lo scorso anno, Liana un mese fa. Mi sento mutilato, senza due madri ho davanti una vita da orfano”. Vittorio Sgarbi, il critico d’arte più famoso d’Italia, parla a cuore aperto nella Giornata in ricordo di Liana Lippi, l’ex soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggisti delle Marche scomparsa a 72 anni a causa di un male incurabile. La Città di San Severino Marche ha dedicato a questa sua illustre concittadina, donna di grande cultura e profonda conoscenza, una serata al teatro Italia preceduta da una santa messa celebrata dal cardinale Edoardo Menichelli, vescovo di Ancona – Osimo, originario di Serripola di San Severino Marche. Lo stesso Menichelli ha portato in sala poi la sua testimonianza insieme al sindaco, Rosa Piermattei, all’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, al direttore della Direzione generale educazione e ricerca del Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo e già soprintendente delle Marche, architetto Francesco Scoppola, al presidente della Fondazione Salimbeni, professor Stefano Papetti, all’ex sindaco di Civitanova Marche, Ivo Costamagna.“La professoressa Liana Lippi – ha ricordato nel suo saluto d’apertura il sindaco Piermattei – ha dato molto a questa comunità. Ho avuto poco tempo per conoscerla ma è stato sufficiente per capire la sua bontà, la sua voglia di dare e di fare, il suo impegno per far conoscere al mondo i tesori d’arte settempedani”.“Purtroppo ci accorgiamo delle persone che ci stanno vicine quando non sono più abbracciabili – ha sottolineato, invece, il cardinal Menichelli per aggiungere subito dopo – Liana era una persona che prendeva le cose di petto, ci lavorava cercando di essere sempre fedele al suo compito. Era di una onestà e di una rettitudine molto particolari, queste doti erano la sua caratteristica. E poi aveva un grande amore per questa città”.“La professoressa Lippi – ha fatto eco l’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, monsignor Brugnaro – è stata una delle prime persone che mi hanno raccontato delle bellezze di San Severino Marche. Nelle ultime settimane di vita, piagata dalla malattia, l’ho vista piangere e mi ha fatto piangere ma aveva ritrovato una profonda fede”.Commosso il ricordo dell’ex collega di lavoro, il soprintendente Francesco Scoppola: “Liana aveva qualcosa di speciale, non pensava né alla popolarità né al lustro. Liana era attenta all’interesse generale e lo faceva anche nel dubbio, aveva anche il dubbio di sbagliare talvolta. Oggi avrebbe detto smettetela di ricordarmi e vediamo che si può fare per le Marche”. Di una figura “portatrice di valori e non di dogmi - ha invece parlato l’ex primo cittadino di Citanova Marche, Ivo Costamagna – Ha fatto iniziare l’attività politica a Vittorio Sgarbi, sapeva che con lui la città di San Severino Marche sarebbe entrata in un circuito internazionale”.Il primo degli abbracci più sentiti in sala lo riserva a Liana Lippi l’amico “professore” Stefano Papetti: “Ho conosciuto la prima volta Liana – confida – nella condizione sfortunata di insegnante della figlia. Poi è nato il sodalizio a tre con lei e Sgarbi. Un sodalizio che funzionava perché Sgarbi immaginava la storia, Liana la metteva in pratica e poi arrivavo io a fare da mediatore e riparare. E’ stata sempre una situazione di squilibrio – equilibrio che ha perfettamente funzionato. Il terremoto ha risparmiato Liana dal veder rovinati monumenti e opere d’arte ma ci ha privato di una mente che ci avrebbe offerto un grande aiuto”. Papetti, Libbi e Sgarbi hanno organizzato, a San Severino Marche e non solo, tantissime mostre di successo.A chiudere la serata all’Italia è stato, da ultimo, il ricordo più atteso, quello dell’amico di sempre Vittorio Sgarbi: “Ho voluto personalmente questa serata, ho sentito discorsi sottili e laici – ricorda Sgarbi, prima di sottolineare subito dopo – La vostra città, la città di San Severino Marche è anche la mia. Il 3 novembre dello scorso anno ho perso mia madre, Liana l’ho persa un mese fa. Mi sento mutilato, senza due madri ho davanti una vita da orfano. Con lei mia madre si amava, lei poteva essere la sua supplente. Molte cose le ho dimenticate, lei era un pezzo della mia memoria. E’ una mutilazione grande”.Sul palco e nella sala del teatro Italia c’erano gli amici di sempre. Con loro anche le figlie di Liana, Michela e Cristina e l’amata nipotina. La città di San Severino Marche ha già deciso che alla professoressa Lippi saranno tributate altre iniziative nel segno dell’arte e della cultura, settori cui lei ha dedicato la vita intera.