Nella mattinata odierna a Montecassiano, Giuseppa Ortenzi una 89enne del luogo, mentre si trovava in strada è stata colta da malore. Sul posto sono intervenuti prontamente i carabinieri e i sanitari che non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna avvenuto per cause naturali.
La salma è stata poi restituita ai familiari.
Personale e mezzi dei Vigili del Fuoco sono intervenuti alle ore 15.15 circa, nel Comune di Matelica lungo la SP 256 al km 28.800, per un incidente tra due autovetture. Non si registrano fortunatamente feriti.
L’intervento della squadra è valso alla messa in sicurezza delle auto e del luogo dell’incidente.
Continuano gli interventi a Pollenza in seguito al crollo dell'edificio nella cerchia cittadina.
Il crollo è tuttora in atto e rende altamente pericolosa la struttura rimasta e le due costruzioni attigue.
È in corso l'alleggerimento da parte del personale dei Vigili del Fuoco sulla struttura crollata e contemporaneamente sono al lavoro i tecnici del Gas e dell'Enel per il distacco delle forniture. Opera resa difficile dal crollo delle cabine di fornitura e quindi si stanno tracciando le linee per interrompere le linee a monte.
Il Sindaco, interpellato, ha confermato l'opera di abbattimento nell'immediato. L'immobile parzialmente crollato e le strutture attigue, infatti, insistono su due arterie di passaggio (una per Passo di Treia, una verso il Parco Hotel) che non avrebbero alternative di transitabilità.
Corre quindi l'obbligo di metterle in sicurezza e l'unica possibilità risiede nell'abbattimento delle strutture.
Disperati i proprietari degli immobili vicini, sgomberati appena 15 giorni fa a causa delle avvisaglie di cedimento.
A detta degli stessi, la situazione è peggiorata dopo che la porzione crollata era stata messa in sicurezza.
Sul posto, oltre ai Vigili del Fuoco, i Carabinieri e la Polizia Municipale di Pollenza
(Foto : G.Scodanibbio)
Si tratta di un edificio già reso inagibile qualche giorno fa. Situato nel centro storico di Pollenza, l'edificio è crollato sulla strada sottostante.
I vigili del fuoco intervenuti escludono la presenza di persone all'interno in quanto l'edificio era stato sgomberato pochi giorni fa e transennato per impedire l'accesso. Sul posto Vigili del Fuoco, carabinieri e polizia municipale
Attualmente risultano chiuse sia la strada con direzione Passo di Treia che la strada che porta al Parco Hotel. Sembra che proprio al ristorante Parco Hotel ci sia un pranzo in atto e si stanno studiando metodi per far evacuare i commensali visto che c'è il pericolo di crollo anche per altre case, a causa del vento forte.
La casa era stata segnalata da tempo per cedimenti evidenti, tanto che 15 giorni fa era stata sgomberata l'abitazione posta a fianco per motivi di sicurezza.
L’intervento della squadra dei Vigili del Fuoco è valso alla salvaguardia delle persone abitanti nella vicina casa oltre alla messa in sicurezza della strada. Sono intervenuti con l'ausilio di mezzi quali un'autopompa, un'autoscala ed una campagnola dalla sede centrale di Macerata.
L
Con l'avvicinarsi del Natale, le telecamere del telegiornale di Mediaset, sempre sensibili ai problemi dei terremotati, sono tornate nel maceratese, per raccogliere delle testimonianze su problemi ormai cronici, che sembrano non riuscire a trovare una soluzione, dopo molte segnalazioni e lamentele da parte delle persone che si trovano a vivere situazioni di vero disagio.
"Qualche addobbo si vede nelle casette ma la voglia di festeggiare è ancora poca", inizia così il servizio che parte dai container collettivi di Tolentino, che da gennaio 2017 ospitano più di 200 persone. E' Flavia Giombetti del Comitato 30 ottobre Tolentino a illustrare la non facile situazione di quanti sono costretti a vivere dentro quelle lamiere, dove si è costretti a condividere bagni, mensa e perfino le docce, con una privacy veramente ridotta. Nelle stanze spartane e molto piccole, vivono persone fragili che andrebbero meglio tutelate, come disabili, anziani e bambini. La struttura in effetti, preferita alle Sae, doveva essere temporanea, a causa della scelta dell'amministrazione di puntare su una "ricostruzione veloce", ma sta perdendo questo carattere di provvisorietà, a causa di una ricostruzione rimasta sulla carta, persa nella burocrazia.
A chi invece una casetta è stata consegnata, non è detto che sia andata meglio. "Sono stati accertati 400 casi tra muffe, funghi e pavimenti bagnati - lamenta Francesco Pastorella, coordinatore dei Comitati Terremoto Centro Italia -. Questo il terzo inverno, siamo disperati e se verrà accertato che si tratta di un problema di progettazione o aerazione, pretenderemo che verranno risistemate tutte le casette".
Ussita come Norcia, Amatrice o Muccia, dove oltre alle muffe si sono verificati molti casi in infiltrazioni di acqua dai tetti delle Sae, arrivando pericolosamente vicino alle prese di corrente. Alloggi cari e consegnati con notevoli ritardi i cui abitanti sono esausti degli ulteriori nuovi trasferimenti che sono costretti a subire ora per le riparazioni. Natale è arrivato ma per i terremotati pace e serenità sembrano sempre più distanti.
Questa mattina intorno alle ore 11:00 il questore di Macerata Antonio Pignataro ha ricevuto i rappresentati della stampa locale per uno scambio di auguri in vista delle festività natalizie, al termine di un anno difficile come quello che sta per concludersi.
Il questore ha voluto tracciare un bilancio dell'attività svolta ad iniziare dalle indagini che hanno succeduto il brutale omicidio di Pamela Mastropietro: "Tutti insieme dobbiamo ricercare la verità. Da voi giornalisti dipende la serenità del contesto sociale di Macerata. Chiunque svolga funzioni pubbliche deve farlo con disciplina e onore. Noi come Polizia l'abbiamo dimostrato in occasione di un contesto difficile come quello dell'uccisione di Pamela Mastropietro, e voi come stampa avete raccontato null'altro che la verità".
"Dalla nostra onestà e caparbietà congiunta - continua Pignataro - dipende il destino dei nostri figli. Dobbiamo percorrere insieme la strada della verità per migliorare il tessuto sociale della città. Macerata non è la citta della paura, ma è la città delle risposte: l'abbiamo dimostrato".
L'improvvisa ondata di gelo mista al forte vento a folate di questi giorni sono probabilmente la causa di tutto.
Da stamane, i Vigili del Fuoco di Tolentino, unitamente all'autoscala di Macerata stanno ininterrottamente lavorando per mettere in sicurezza numerosi alberi a Tolentino.
Da questa mattina, infatti, imperversano sul paese fortissime folate di vento che mietono impietosamente i centenari alberi a margine delle strade, la cui salute era già fortemente minata da edere e siccità
Il personale dei Vigili del Fuoco sta monitorando la situazione ed intervenendo nelle situazioni di maggiore pericolo, nella zona del ponte del diavolo e nella zona industriale.
--- IN AGGIORNAMENTO ---
I Carabinieri hanno un deferito in stato di libertà un quarantanovenne algerino, autore del furto di un computer presso un Bed&Breakfast di Civitanova Marche. Tutto succede intorno alle ore 21.00, quando il ladro, senza fissa dimora, viene riconosciuto dal titolare del B&B e nel tentativo di fuggire dall'inseguimento del titolare veniva bloccato da un'appuntato dei carabinieri libero dal servizio che ha immediatamente provveduto ad allertare il 112.
I militari sono riusciti a risalire dalle immagini delle telecamere all'autore del furto, compiuto nell'arco della mattinata stessa. La refurtiva è stata ritrovata nell'appartamento in cui l'algerino momentaneamente vive: il computer è stato così riconsegnato al suo legittimo proprietario.
I carabinieri hanno deferito in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria una donna quarantaseienne accusata di aver incassato indebitamente due buoni fruttiferi del valore complessivo di 9.000 mila euro nei mesi di agosto e settembre 2017, dopo denuncia della sorella.
Tali buoni erano cointestati alla zia di Recanati della donna, all'epoca già defunta. Gli accertamenti hanno evidenziato come la donna, operaia e coniugata, abbia totalmente omesso le procedure di successione previste con gli altri eredi.
Grande paura a Civitanova Marche nelle prime ore del mattino. Un boato ha scosso il centro città intorno alle ore 6:45, con l'eco dello scoppio che si è propagato in tutta la città. Ad innescare attimi di puro panico è stata l'esplosione di una bomba carta nel vicolo Nettuno, una traversa di via Nave che si trova dietro al palazzo della Galleria.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri ed i vigili del fuoco, che hanno rintracciato i resti della bomba carta sotto una grondaia. Il boato ha provocati numerosi danneggiamenti: sono state colpite le finestre di un negozio di elettronica e il pub La Gioconda. Le indagini per capire gli autori materiali dell'esplosione sono in corso, non si registrano feriti.
Dalla prima mattinata di oggi da Piediripa si registrano continue chiamate al 115 a causa di una forte esalazione presente nell'aria. L'odore acre, la cui causa si presume derivi da una fuoriuscita di una sostanza ancora in corso di accertamento, ha fatto allertare i residenti di via Domenico Annibali - davanti alla sede della Motorizzazione - che dalle prime ore di questa mattina hanno allertato i Vigili del Fuoco.
A causa del vento il forte puzzo si sta propagando anche in zone limitrofe, con conseguente aumento delle segnalazioni.
I Vigili sono prontamente intervenuti sul posto dalle ore 7:30. Sono ancora in corso le valutazioni per chiarire di quale sostanza si tratti, con la puzza che rimane ancora fortemente presente nell'aria. Dalle prime segnalazioni si presume che la perdita possa provenire dalla Orim, ma non si hanno prove certe al riguardo.
Aggiornamento ore 10:26
Sul posto si sono recati altri mezzi dei Vigili del Fuoco (tra cui la macchina di comando e il nucleo NBCR) e la Polizia Provinciale, fondamentali per accertare causa e provenienza della fuoriuscita: al momento sono stanziati proprio davanti alla sede della Orim.
SERVIZIO IN AGGIORNAMENTO
Scontro frontale tra due veicoli stasera in via Maffeo Pantaleoni.
Per cause ancora al vaglio delle autorità, due veicoli si sono scontrati all'altezza della scuola media.
Cinque i feriti, per i quali si sono rese nevessenec due ambulanze ed una automedica, quattro dei quali trasportati al Pronto soccorso.
Sul posto anche la polizia municipale per i rilievi di legge
Succede a Gagliole, un pensionato ha attraversato i binari della ferrovia Civitanova - Albacina per cause ancora in accertamento senza accorgersi del sopravvenire del treno. In verità, l'uomo aveva quasi completato di attraversare quando è stato colpito di striscio dal locomotore che aveva comunque rallentato la corsa.
I soccorsi giunti sul posto hanno recuperato l'uomo che è poi stato trasportato in urgenza all'ospedale Torrette di Ancona date le sue gravi condizioni. Durante il tragitto verso l'ospedale l'uomo, settantaduenne di Morrovalle, non ce l'ha fatta e si è spento intorno alle ore 23:00.
Personale e mezzi del Comando dei Vigili del Fuoco di Macerata sono intervenuti oggi nel primo pomeriggio, nel Comune di Bolognola in località Pintura a seguito di una chiamata del personale dei Carabinieri Forestali per soccorere dieci cavalli fuggiti da una stalla e rimasti bloccati nella neve, da due giorni in una zona impervia.
L’intervento della squadra insieme ai Forestali, con l’ausilio di un elicottero, è valso a portare delle balle di fieno vicino ai cavalli stessi.
(foto : G.Scodanibbio)
Mentre in redazione si batteva la notizia dello smemorato, emergevano enormi similitudini con un fatto simile accaduto nel Lazio.
La notizia battuta parlava infatti di un uomo ritrovato vagante lungo la statale 16 all'altezza di Porto San Giorgio, senza nome né storia. Unici indizi: un dizionario italiano - Tedesco, dimestichezza con i macchinari e le procedure del mondo ospedaliero (leggi qui la dinamica del ritrovamento).
Nelle consuete ricerche per verificare la notizia, ci siamo imbattuti su un caso avvenuto nell'ottobre del 2016, un episodio analogo che parlava di un uomo ritrovato a Tarquinia, senza documenti, forte accento tedesco che, per dimostrata capacità, probabilmente era un medico.
Una rapida ricerca e si scopre che quell'uomo, senza fissa dimora, diceva di chiamarsi Michel Colombani mentre in realtà poteva trattarsi di Hans Jurghen. Lo stupore aumenta quando dal sito di "Chi l'ha Visto", la trasmissione chiamata in aiuto dalle autorità fermane, esce la scheda dell'uomo che fisicamente sembra molto simile all'uomo fermato a Porto San Giorgio.
Non sappiamo se le due persone siano in realtà una sola, sappiamo solo che molte sono le coincidenze tra le due storie, ed abbiamo voluto raccontarvele.
"Lei non sa chi sono io!" una frase molto spesso abusata, ma che avrebbe calzato perfettamente quando i poliziotti hanno chiesto i documenti ad un uomo.
L'uomo, infatti, era stato notato vagare sulla statale 16 all'altessa di Porto San Giorgio e gli agenti sono intervenuti per capire chi fosse, nel contesto dell'intensificazione dei controlli per il periodo Natalizio.
Ma l'uomo, apparentemente sui 50 anni, ben nutrito ed in ottime condizioni, non aveva con sè alcun documento, nè altri indizi circa la sua identità e si è chiuso nel più ferreo mutismo tanto che si è reso necessario accompagnarlo al commissariato per ulteriori accertamenti.
Ma anche li, l'uomo è risultato un perfetto sconosciuto. Nessun riscontro con le impronte digitali ne alcuna risposta dalle banche dati nazionali. Di certo si sa che non ha precedenti nè è dedito al crimine.
Si sa anche che ha dimestichezza con l'ambiente medico. Dopo l'inesitato riconoscimento, l'uomo era stato infatti accompagnato al locale ospedale per accertamenti nonostante dimostrasse ottima salute e lì l'uomo siè palesato un ottimo conoscitore dei materiali e delle tecnologie ospedaliere.
Unico indizio, ad oggi, un dizionario Tedesco-Italiano nelle sue tasche. Nulla di più. Per questi motivi la Polizia ha chiesto aiuto alla nota trasmissione "Chi l'Ha Visto" affinchè la notizia possa essere divulgata il piu possibile per tentare di dare un nome a quello che è divenuto "lo smemorato di Fermo"
Chiunque abbia notizie o informazione sull'uomo, è pregato di attivarsi per aiutare le autorità
Ecco le ultime notizie sulla possibile identità dell'uomo
Con un lungo post sulla pagina Facebook "La voce di Pamela Mastropietro", la famiglia della giovane uccisa a Macerata, commenta le notizie diffuse dai giornali su una probabile intitolazione del parco di via Spalato alle donne vittime di violenza e non rispetto, come sarebbe logico, alla loro familiare violentata e uccisa nel condominio antistante.
"Quanto accaduto a Pamela non è stato un femminicidio - si legge nel post -, ma un qualcosa di demoniaco, messo in pratica da esseri che definire semplicemente “pusher”, come pure qualcuno ha fatto, è molto fuorviante", dato che la diciottenne "è stata violentata ed uccisa e, sicuramente, depezzata chirurgicamente, scuoiata, disarticolata, scarnificata, esanguata, lavata con la varechina e messa in due trolley, per poi essere abbandonata sul ciglio di una strada".
Il post si conclude con un suggerimento provocatorio indirizzato all'amministrazione maceratese: "Se proprio non lo si vuole intestare a Pamela, lo si dedicasse a tutti gli esseri umani vittime di atrocità. Ecco, così, forse, da una parte ci si avvicinerebbe a quanto realmente accaduto in quella casa di Via Spalato, e dall'altra potrebbe ritenersi salvo il “politicamente corretto” (chissà le coscienze). Ed il martirio di Pamela servirebbe davvero a ricordare un qualcosa di più ampio".
Di seguito il testo integrale del post
+++NIENTE IPOCRISIE SULLA MORTE DI PAMELA+++
Abbiamo aspettato un po’ di giorni, prima di intervenire sulla questione della intitolazione del parco antistante il condominio di Via Spalato, a Macerata, diventato tristemente noto per i fatti del 30 gennaio scorso, allorquando una ragazzina di poco più di 18 anni è stata violentata ed uccisa (secondo l’ipotesi accusatoria, che condividiamo) e, sicuramente, depezzata chirurgicamente, scuoiata, disarticolata, scarnificata, esanguata, lavata con la varechina e messa in due trolley, per poi essere abbandonata sul ciglio di una strada.
Sulla stampa abbiamo letto che, al dunque, il suddetto spazio verde verrà, forse, intestato alle donne vittime di violenza, e non a Pamela: per noi va bene, nel senso che nulla chiediamo e nulla pretendiamo e che anche la tematica richiamata merita la sua importanza (a patto che venga correttamente inquadrata e non, come pure accade, abusata) e se, quanto avvenuto, possa servire a tenerla sempre a mente, ben venga.
Ma, ottenuto questo risultato, e premesso che non è una targa di cui, come famiglia, abbiamo bisogno per ricordare Pamela (il cui martirio, invece, faremo di tutto affinché possa servire a far venire fuori tutto il marcio che c’è dietro la sua tragica fine) non possiamo che specificare alcuni particolari che forse sfuggono.
Quanto accaduto a Pamela non è stato un femminicidio, ma un qualcosa di demoniaco, messo in pratica da esseri che definire semplicemente “pusher”, come pure qualcuno ha fatto, è molto fuorviante. Solo chi ha visto le fotografie raffiguranti il corpo, o quel che ne rimane, di Pamela può ben comprendere quello che stiamo scrivendo, e certamente, costui, potrà convenire sul fatto che nessuna violenza è, nei fatti, equiparabile a questa.
Non è, chiaramente, una gara macabra a chi abbia subito maggior danno, ma occorre analizzare distintamente i diversi fatti di sangue (tutti dolorosi, per chi ne rimane vittima ma, poi, soprattutto, per i parenti che sono chiamati a sopravvivere) per andarne ad analizzarne le origini, le cause, e, possibilmente, evitare, per il futuro, il ripetersene.
Non bisogna annacquare e fare di tutta un’erba un fascio, come si suol dire: come è vero che non tutti gli immigrati siano cattivi, o che tutti gli italiani siano mafiosi, occorre però distinguere gli accadimenti, chi li provoca, come e perché, se davvero si vuole affrontare il problema e cercare di risolverlo o, quantomeno, di correre ai ripari.
Anche il terrorismo, in linea generale prevede fatti di sangue e di violenza, ma al suo interno si hanno diverse matrici, ognuna con le sue peculiarità, che indirizzano e condizionano i relativi strumenti di prevenzione, lotta e contrasto. Idem per le mafie e via dicendo.
Ebbene, per tornare a Pamela, le carte processuali non parlano di un femminicidio, ma di tutto un mondo in cui agiscono personaggi che, a vario titolo coinvolti, appartengono ad un retaggio “culturale” (ah, quanto è difficile usare questo termine e non altri, che forse renderebbero meglio quello di cui effettivamente si tratta”) dove non è solo la vendita di morte (alias droga), il problema, ma proprio una concezione della vita umana molto diversa dalla nostra e derivante da un modo di pensare e di sentire agli antipodi, rispetto al nostro.
“Il capo e i visceri addominali risultano contenuti in differenti sacchetti di plastica. Il capo, da solo, era riposto in una doppia busta di plastica per rifiuti, di colore azzurro. Nell'altra, singola ed identica, erano contenuti i visceri addominali": questo, ad esempio, è quello che riferisce il medico legale alla Procura, all’indomani del ritrovamento del corpo di Pamela.
Ed è uno dei passaggi meno macabri, vi assicuriamo. Per il momento preferiamo non dilungarci oltre, ben consapevoli anche dell’inutilità di aggiungere ulteriori dettagli che, per chi non vuol sentire o vedere, nulla aggiungerebbero o nulla cambierebbero.
Siamo consapevoli che Pamela sia un caso scomodo, e che noi forse non siamo simpatici a qualcuno, per la battaglia che stiamo facendo. Ma proprio con la consapevolezza della forza che ci deriva dal voler portare tutto alla luce (e piano piano qualche risultato sta arrivando), e del fatto che, di contro, ci sono moltissime persone che ci sostengono (anche e soprattutto a Macerata), ci permettiamo di lanciare un provocatorio suggerimento: se proprio non lo si vuole intestare a Pamela, per evidenti timori politici che non sfuggono neanche alla più ingenua delle persone, o economici (sì, perché abbiamo sentito, da qualcuno, anche di una temuta svalutazione delle case in quella via, qualora lo spazio in questione fosse chiamato, ad imperitura memoria, a ricordare effettivamente quanto di drammatico lì avvenuto), lo si dedicasse (si fa ancora in tempo) a tutti gli esseri umani vittime di atrocità.
Ecco, così, forse, da una parte ci si avvicinerebbe a quanto realmente accaduto in quella casa di Via Spalato, e dall'altra potrebbe ritenersi salvo il “politicamente corretto” (chissà le coscienze). Ed il martirio di Pamela servirebbe davvero a ricordare un qualcosa di più ampio.
Le trovano droga e un coltello in macchina: denunciata una donna di 36 anni.
La perquisizione, effettuata dai Carabinieri, è avvenuta ieri pomeriggio a Civitanova. La donna, residente a Montecosaro, è stata perquisita a bordo della sua auto, una Fiat 500 e trovata in possesso di 4 dosi di eroina, hascisc, un coltello a serramanico è una tessera sanitaria rubata.
Ci sono altri due indagati nell'inchiesta della Procura di Ancona per la calca della discoteca Lanterna azzurra in cui morirono sei persone: si tratta di Marco Cecchini, uno dei dj del locale, figlio di Quinto Cecchini, uno dei soci della Magic srl che gestisce la discoteca (anche lui indagato), e dell'addetto alla sicurezza Gianni Ermellini, di Rimini. L'accusa ipotizzata è concorso in omicidio colposo aggravato, come per gli altri 7 indagati adulti: tre gestori e i 4 proprietari dell'immobile. E' indagato anche un minorenne sospettato di avere usato spray al peperoncino. Dei due nuovi indagati si è appreso in sede di conferimento dell'incarico a due periti: l'ing. Costanzo Di Perna, docente di fisica tecnica ambientale di Univpm, e il ten. col. Marcello Mangione, un ingegnere civile del comando generale dell'Arma dei carabinieri. Saranno supportati dal Racis e dovranno tra l'altro verificare la presenza del principio attivo del peperoncino nel locale. Domani il primo sopralluogo.
(Fonte Ansa)
Intensificati i servizi di controllo del territorio in tutta la provincia come disposto dal Questore Antonio Pignataro, in vista delle imminenti festività di fine anno al fine di prevenire e reprimere i reati specie quelli di natura predatoria, sia quelli connessi al traffico di sostanze stupefacenti.
Nel corso dei controlli, che nella giornata di ieri hanno interessato anche la città di Macerata con l’impiego di agenti sia in divisa che in borghese nonché di agenti del Reparto Prevenzione Crimine di Perugia e del Reparto Cinofili Antidroga, gli agenti della Squadra Mobile all’interno della Stazione ferroviaria hanno proceduto all’identificazione di svariate persone tra le quali un cittadino nigeriano residente in provincia, che all’atto del controllo mostrava subito segni di nervosismo.
Sottoposto a perquisizione, veniva trovato in possesso di alcune dosi di eroina ed alcune decine di euro probabilmente frutto dell’attività di spaccio. Rinvenuto anche un telefono cellulare sottoposto anch’esso a sequestro poiché ritenuto utile al proseguo delle indagini. Il giovane, 24 anni, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Nel corso dei servizi svolti in ambito provinciale, nella giornata di ieri sono state identificate 278 persone e sottoposti a controllo 240 veicoli.