Nelle prime ore della mattinata di venerdì 29 ottobre, i poliziotti delle Squadre Mobili di Macerata e di Ancona, hanno arrestato due uomini, padre e figlio, responsabili di detenzione ai fini di spaccio di un grosso quantitativo di hashish, marijuana e droghe sintetiche.
Dopo aver accertato che i due indagati erano molto attivi nell’approvvigionamento di droga a pusher anconetani che, successivamente, la spacciavano nella piazza dorica, gli investigatori hanno predisposto una perquisizione in un casolare nelle campagne di Recanati, luogo di domicilio degli spacciatori.
All’atto dell’irruzione i poliziotti hanno rivenuto e sottoposto a sequestro 5 barattoli in vetro nascosti in una legnaia contenenti complessivamente quasi un chilogrammo di marijuana e 24 panetti di hashish per un peso complessivo di quasi 3 chili. Di questi, un panetto veniva rinvenuto all’interno di un camino, mentre gli altri 23 all’interno di un frigorifero in funzione, collocato nel garage.
Sono stati, inoltre, rivenuti una decina di grammi di droga sintetica tra Mdma ed exstasy. Gli agenti, durante l’operazione hanno sequestrato anche la somma di 4730 euro, ritenuto provento della fiorente attività di spaccio intrapresa da padre e figlio, nonché 3 bilancini di precisione, buste di cellophane e rotoli di nastro adesivo, coltelli e cutter: tutto materiale utilizzato per tagliare e confezionare lo stupefacente da destinare allo spaccio.
Visti i gravi indizi probatori riscontrati dalla polizia durante l’attività di indagine, padre e figlio sono stati arrestati e, su disposizione della Procura della Repubblica di Macerata, collocati in carcere a Montacuto – Ancona, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.
Fuori dall'orario di servizio non ci pensa due volte a mettere al sicuro una donna in pericolo. L'eroe della porta accanto è un pompiere, intervenuto per domare un incendio che ha interessato, nella mattinata di oggi, un appartamento nel comune di Aquasanta Terme, in località Pozza.
Le fiamme sono divampate all'improvviso nell'abitazione, dopo essere scaturite da una bombola di Gpl. Il vigile del fuoco, residente nella zona, non ha esitato un secondo a prestare soccorso alla proprietaria dell'immobile che aveva lanciato l'allarme, portandola in salvo e poi sedando le fiamme provenienti dalla bombola.
Nel frattempo i suoi colleghi del presidio di Arquata del Tronto, in collaborazione con la squadra di Ascoli Piceno, hanno provveduto a spegnere il rogo che ha avvolto una parte dell'appartamento e a mettere in sicurezza l'area dell'intervento.
Auto contro bici: grave un 46enne trasportato all'ospedale di Macerata.
È il bilancio di un incidente che si è verificato nel pomeriggio odierno,intorno alle 17, lungo l'arteria che da Vallecascia conduce a Montecassiano.
Per cause ancora in fase di accertamento, l'uomo, in sella alla bici, è stato urtato da un'auto ed è caduto rovinosamente a terra.
Lanciato l'allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118 che hanno trasportato il ciclista all'ospedale di Macerata. Le condizioni del 50enne risultano essere gravi.
Precipita da una parete rocciosa: muore Francesco Gentilucci, arrampicatore 34enne di Matelica.
Incidente mortale questo pomeriggio alla falesia denominata "La spiaggia" nel territorio comunale di Pioraco.
Alle 15.45 dalla centrale operativa del 118 è scattata l'attivazione della Stazione del Soccorso Alpino e Speleologico di Macerata, per un arrampicatore precipitato.
Il giovane, durante la discesa, per cause in fase di accertamento, è precipitato per più di 15 metri impattando violentemente con il suolo. Le sue condizioni sono subito apparse molto gravi ed è stato richiesto il decollo dell’elisoccorso e nel frattempo il ragazzo è stato stabilizzato ed imbarellato.
Purtroppo, le lesioni riportate non hanno lasciato scampo al giovane, che è deceduto poco dopo l'atterraggio dell'aeromobile. Sul posto i carabinieri di Pioraco per gli accertamenti di rito.
Torna ad infuocarsi la polemica legata all'utilizzo del telelaser in superstrada (SS 77 della Val di Chienti), nel tratto compreso tra i comuni di Caldarola e Belforte del Chienti. La nostra redazione, nella giornata di oggi, è stata tempestata dalle segnalazioni di automobilisti inferociti nel constatare come la misurazione della velocità da parte della Polizia locale non conosca sosta nemmeno con i lavori in corso.
Lavori che già presuppongono un limite di velocità fissato a 40 chilometri orari e un doppio senso di marcia in unica carreggiata poco prima dell'uscita di Belforte del Chienti, in direzione monti. L'accusa, proveniente dai più, è che il telelaser sia stato piazzato non dove serva veramente, ma in quei punti dove è più "facile" pizzicare chi calca troppo sull'acceleratore, superando i limiti di velocità.
"Si tratta soltanto di un modo per fare cassa - ci dice uno dei cittadini che ha contattato la nostra redazione -. A ciò si aggiunga il pericolo che una situazione del genere comporta, con il rischio che una brusca frenata possa facilmente generare un incidente stradale, visto l'incolonnamento di auto presente nei due sensi di marcia".
Peraltro, proprio in superstrada, nella mattinata di ieri si è verificato un incidente, all'altezza dello svincolo di Montecosaro, per via di un'inchiodata improvvisa dovuta alla presenza di un autovelox mobile (leggi qui).
Questa mattina, alle 8 e 30 circa, la squadra del Soccorso Alpino e Speleologico della Stazione di Pesaro e Urbino è stata attivata dalla centrale del 118 per il recupero di un cacciatore in località Fonti Abete, nel comune di Borgo Pace.
Durante una battuta di caccia, l’infortunato si è sporto da un ripido pendio per richiamare il cane, perdendo l’equilibrio e precipitando rovinosamente per più di novanta metri. Durante la caduta, ha impattato ripetutamente contro i numerosi alberi presenti riportando diversi traumi su tutto il corpo.
L’eliambulanza, decollata nel frattempo dall'aeroporto di Ancona, è riuscita a vericellare nelle vicinanze dell’incidente l’elisoccorritore del Soccorso Alpino e Speleologico e l’equipe sanitaria mentre da terra arrivavano altri cinque tecnici della Stazione di Pesaro e Urbino.
La fitta vegetazione non ha permesso di evacuare rapidamente il ferito ed è stato, quindi, necessario imbarellarlo per recuperarlo sulla sommità del ripido pendio con tecniche alpinistiche.
Da qui poi, da una piccola radura poco distante, è stato evacuato con il verricello dall’elicottero con destinazione l’ospedale Torrette di Ancona. Presenti sul posto Carabinieri del Nucleo Forestale e Vigili del Fuoco.
Torna a tremare la terra nelle Marche.
Una scossa di terremoto magnitudo 4.3 è stata registrata alle 12.53 di questa mattina dall'Ingv a una profondità di 38 km nella zona di Montefelcino, in provincia di Pesaro e Urbino.
Il movimento tellurico è stato avvertito in maniera distinta anche nel Maceratese, in particolare lungo la costa.
Pochi minuti dopo, alle 12:56, è stata registrata un'altra scossa questa volta di magnitudo 2.7 della scala Richter con epicentro a Serrungarina (sempre nel Pesarese) a una profondità di 37 km. A questa ne ha fatto seguito un'altra di magnitudo 2.3 con lo stesso epicentro.
Centinaia le telefonate ai vigili del fuoco, sono in corso le verifiche su edifici, soprattutto pubblici, per determinare danni.
Quella delle 12.53 è stata la scossa più forte registrata quest'anno nelle Marche (in precedenza, il 18 ottobre la magnitudo era stata del 3.7 a Visso) ed è seconda per entità a quella del 10 aprile 2018, quando la terra tremò a Muccia e la magnitudo fu di 4.6.
Grande paura tra la popolazione per le scosse odierne arrivate in concomitanza con il quinto anniversario dallo sciame sismico che ha raso al suolo interi comuni marchigiani, tra il 26 e il 30 ottobre 2016.
Stop ai treni: sospesi tra Rimini e Ancona e tra Falconara e Fabriano: LEGGI QUI LA NOTIZIA
Incidente in superstrada, traffico bloccato. L'impatto è avvenuto poco dopo le 8:15 di questa mattina in prossimità dello svincolo di Montecosaro, direzione monti.
Secondo le prime ricostruzioni, il tamponamento sarebbe avvenuto tra tre autovetture per la presenza in superstrada di un autovelox mobile che avrebbe portato gli automobilisti a una frenata improvvisa e al successivo tamponamento. Lanciato l'allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118. Dopo un breve controllo da parte dei sanitari, non è stato necessario il ricovero in strutture mediche per nessuno degli automobilisti coinvolti nell'incidente.
Presenti sul uogo dell'impatto anche i Vigili del Fuoco per la messa in sicurezza del tratto interessato dal sinistro, con la circolazione che è stata regolata dall'intervento di una volante della Polizia Stradale. Inevitabili i disagi alla circolazione, considerato l'orario di punta. Si sono formati circa 3 km di coda tra gli svincoli di Montecosaro e quello di Morrovalle, con il traffco che è stato smistato lungo la strada provinciale.
Il tratto superstradale interessato dall'incidente è rimasto chiuso fino alle 10:00 per consentire ai soccorsi di ultimare tutte le operazioni di pulizia della carreggiata e per ripristinare la normale circolazione su tutta l'arteria interessata dal violento impatto.
Incendio alla lavanderia a causa del corto circuito di un macchinario: evacuato il supermercato Oasi di Tolentino. I vigili del fuoco sono intervenuti con due squadre (da Tolentino e Macerata) attorno alle ore 18:00 di oggi, in via Sandro Pertini.
Una volta giunti sul posto con dieci uomini e quattro automezzi, i pompieri hanno immediatamente provveduto a spegnere l’incendio. Il denso fumo che si era sviluppato all’interno del locale adibito a lavanderia, ha reso necessaria l'evacuazione di tutti i clienti e del personale, oltre che la chiusura del supermercato Oasi sino a questa sera.
L'intervento di messa in sicurezza dei vigili del fuoco è ancora in atto, ma fortunatamente non si segnalano nè feriti nè intossicati. L'incendio, oltre alla lavanderia, non sembra aver coinvolto anche gli altri negozi presenti nel supermercato.
Un cavallo le sferra due calci e la colpisce al fianco: una giovane di 23 anni soccorsa in eliambulanza. Brutto incidente quello avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi, attorno alle ore 17:30, in contrada Vallememoria, nel territorio comunale di Recanati, presso il maneggio "Le tre coste".
Immediato l'intervento del personale del 118 che, dopo una prima valutazione dei traumi riportati dalla giovane, ha subito allertato il supporto dell'eliambulanza, atterrata in un campo adiacente al maneggio. La ventitreenne è stata trasferita in codice rosso, tramite elisoccorso, al nosocomio dorico.
Mascherine senza il marchio CE: scatta il sequestro.
Oltre 280mila mascherine chirurgiche sprovviste del marchio CE sono state sequestrate al porto di Ancona dall'Agenzia delle Dogane e dalla Guardia di Finanza. I dispositivi erano a bordo di un tir con targa bulgara appena sbarcato dalla Grecia. L'apposizione del marchio CE, sottolinea una nota dell'Agenzia, è obbligatoria in base alla normativa comunitaria di settore, e viene attestata dal produttore per mezzo della dichiarazione di conformità ai requisiti di sicurezza e salute previsti dalle relative disposizioni europee.
La marcatura costituisce quindi una certificazione di qualità con la quale il fabbricante, sotto la propria responsabilità e in conseguenza delle opportune verifiche, dichiara che la merce è conforme a tutti i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa. Alla ditta responsabile dell'immissione in commercio è stata contestata la violazione delle norme con l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria che da 21.400 euro a un massimo di 128.400 euro.
(Fonte Ansa)
Blitz all’Hotel House: un arresto e diverse denunce.
Nel pomeriggio di ieri, un incursione all’Hotel House ha consentito ai militari della Stazione di Porto Recanati, diretti dal comandante interinale Maresciallo Roberto Dia Biasio, di procedere all’arresto di un cittadino bengalese, R.A. di 48 anni, colpito da un provvedimento di cattura emesso dalla Corte d’Appello de L’Aquila, poiché resosi responsabili dei reati connessi all’immigrazione clandestina.
Nella medesima operazione è stato altresì deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata, un ragazzo italiano di 24 anni A.M., in quanto sorpreso a girovagare nel complesso condominiale, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari in un appartamento situato in un piano diverso.
L’attività, coordinata dalla Compagnia dei carabinieri di Civitanova Marche, ha visto impegnate anche alcune pattuglie del nucleo operativo radiomobile che, nel corso del controllo alla circolazione stradale delle vie prossime all’Hotel House, hanno sequestrato a un cittadino di Castelfidardo e a un altro di Potenza Picena alcuni grammi di marijuana. Ad entrambi, fermati alla guida delle loro autovetture, è stata ritirata la patente di guida ed è scattata la prevista segnalazione alle Prefetture di Ancona e Macerata.
Si complica la vicenda giudiziaria sull'omicidio di Rosina Carsetti, la 78 enne uccisa nella sua villetta a Montecassiano la notte del 24 dicembre dello scorso anno. Per il delitto sono tre gli imputati, la figlia Arianna Orazi, il nipote Enea Simonetti e il marito Enrico Orazi.
Stando a quanto è trapelato sembrerebbe infatti che lo scorso 30 settembre il 21enne Enea sia stato sentito dal gip Giovanni Manzoni su richiesta dei due legali Andrea Netti e Valentina Romagnoli. La richiesta dell'interrogatorio è legata alla volontà di ottenere la scarcerazione per lo stesso sulla base delle risultanze delle perizie dei Ris che hanno confermato l'assenza del dna del ragazzo sul corpo di Rosina. Confermando la sua assenza in casa al momento dell'omicidio, Enea ha poi puntato il dito nei confronti del nonno, Enrico Orazi, figura finora ritenuta dagli inquirenti marginale nel delitto.
L'ordinanza del Gip ha tuttavia respinto la richiesta di scarcerazione sulla base di un quadro giudiziario e probatorio ancora piuttosto confuso. Le dichiarazioni del nipote hanno comportato anche un avvicendamento nella difesa di Enrico Orazi, dal momento che non risulterebbe più possibile tutelare gli interessi di entrambi gli imputati viste le differenti posizioni processuali.
A sostenere la fondatezza del quadro probatorio finora ricostruito spetterà allora al giudice nell'Udienza Preliminare, primo vero banco di prova per ottenere l'avvio o meno del processo. La data fissata è quella del 19 novembre.
L’uomo è accusato di 8 omicidi premeditati, 4 tentati con i farmaci. Ha preso il via ieri davanti alla Corte d'Assise di Macerata il processo a carico di Leopoldo Wick, l'infermiere di Ascoli Piceno accusato di 8 omicidi premeditati e 4 tentati omicidi premeditati in relazione alle morti sospette avvenute nella Rsa di Offida.
I decessi oggetto dell'inchiesta della Procura di Ascoli Piceno sono avvenuti tra il 2017 e il 2018, l'ipotesi è che ci stata una indebita somministrazione di farmaci. All'uomo sono contestate le aggravanti dell'aver commesso i fatti con mezzi insidiosi, ripetute somministrazioni indebite di insulina e psicofarmaci.Sostanze farmacologiche che, per dosi ampiamente superiori ai range terapeutici e per la loro stessa tipologia, secondo l'accusa, erano assolutamente controndicate e tali da poter causare, come in effetti accaduto, il decesso dei pazienti. Nel procedimento è presente quale responsabile civile la Asl, ovvero l'Asur Marche Area Vasta 5.
Sono 46 le parti civili; si tratta di parenti degli anziani deceduti e di quegli anziani (e i loro congiunti) per cui Wick è accusato di tentato omicidio. Il dibattimento entrerà nel vivo in occasione della prossima udienza del 3 novembre quando verranno sentiti i testimoni d'accusa.
(Fonte Ansa)
Nuovo capitolo del caso giudiziario delle cosiddette "Spese Facili" in Regione Marche. Una vicenda che ha visto il rinvio a giudizio per quattro persone, l'ex Governatore della Regione Gian Mario Spacca, l'ex vice presidente del Consiglio regionale Giacomo Bugaro, l'ex consigliere Massimo Binci e l'ex addetto al gruppo Pd Oscar Roberto Ricci. Di fatto la corte di appello di Perugia ha sancito la colpevolezza dei primi due indagati, l'ex Governatore Spacca e l'ex vice presidente Bugaro, per alcuni episodi di peculato.
Piuttosto complesso è stato l'iter giudiziario, con ben due assoluzioni per tutti gli imputati sancite dalla Corte d'Appello di Ancona annullate dalla Suprema Corte di Cassazione, che aveva rinviato il giudizio proprio alla Corte di Appello di Perugia. Condanna dunque a 1 anno e 8 mesi per Spacca e ad un 1 e 6 mesi per Bugaro. Assolti invece gli altri imputati perchè il fattto non sussite (Francesco Comi), perchè non costituisce reato (Oscar Roberto Ricci), e per esistinzione dei reati contestati ( Massimo Binci, deceduto alcuni mesi fa).
Gli episodi contestati si riferiscono alle due legislature di Spacca a partire dal 2008 e riguardano l'utilizzo di risorse a disposizione dei gruppi consiliari per attività, secondo la corte, non istituzionali. Si tratta di spese per corrispondenza postale, per la partecipazione a convegni e per l'abbonamento a due periodici. Attesa per la motivazione della sentenza che sarà depositata ex lege tra 90 giorni.
(Fonte Ansa)
Precipita dal ponte facendo un volo di 10 metri: muore un giovane.
Il drammatico episodio è avvenuto nel pomeriggio di oggi a Matelica.
Secondo la ricostruzione, un ragazzo di 32 anni del posto è precipitato dal ponte di San Rocco in via Roma.
Ad accorgersi del corpo una passante che ha subito chiamato i soccorsi. Sul posto sono prontamente giunti gli operatori sanitari del 118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso del 32enne.
Accorsi sul luogo dell'accaduto anche i vigili del fuoco che si sono occupati di recuperare il corpo.
I rilievi e le indagini del caso sono spettati ai militari dell'Arma. Da quanto emerso si è trattato di un gesto volontario.
(Foto di archivio)
Quattordicenne si allontana volontariamente da una comunità: il luogotenente Pasquale Cariulo, vicecomandante della stazione dei carabinieri di Morrovalle, grazie alla sua sensibilità paterna, la convince a tornare.
IL FATTO - A denunciare la scomparsa della giovane lo scorso 22 ottobre era stata l'educatrice di una comunità che si trova tra Civitanova Marche e Morrovalle. A carabinieri la donna aveva detto come, dopo essere uscita alle 7:00 di mattina per andare a scuola, la giovane non avesse più fatto rientro nel centro.
I carabinieri hanno anche appreso che la ragazza - tramite un messaggio inviato ad una parente - aveva fatto sapere di stare bene ma, al contempo, palesava l'intenzione di non voler fare più rientro nella comunità. Trattandosi di un allontanamento volontario, ma da parte di una minore, i militari hanno immediatamente posto in atto tutte le procedure previste in questi casi, compresa l'attivazione del piano di ricerche in Prefettura.
Il cellulare della giovane è risultato, sin da subito, spento e nessuno tra i parenti e gli amici ha fornito ulteriori informazioni utili alle ricerche.
LA SVOLTA - Tutti i carabinieri si sono impegnati attivamente nelle ricerche. In particolare, un maresciallo, con figli della stessa età della giovane scomparsa, ha monitorato in maniera costante l'utilizzo del telefono da parte dell'adolescente e, nella mattinata di ieri, accortosi del fatto che fosse acceso, è riuscito ad entrare in contatto con lei attraverso un social network.
La conversazione, via chat, è stata inizialmente complicata visto che la giovane era riluttante al dialogo ma, col passare delle ore, il maresciallo è riuscito a conquistarne la fiducia grazie a parole paterne. La quattordicenne si è aperta con il carabiniere spiegando le ragioni del suo allontanamento e ricevendo a sua volta rassicurazioni di come tutti i problemi sarebbero stati affrontati una volta che avrebbe fatto ritorno.
Nella tarda serata di ieri la ragazza ha comunicato al maresciallo di trovarsi a Sirolo e di voler incontrare soltanto lui. La giovane, ospitata per qualche giorno da un conoscente, si trovava in ottime condizioni di salute all'arrivo sul posto del maresciallo, che ha provveduto a riaccompagnarla presso la caserma dei carabinieri di Civitanova Marche dove, ad aspettarla, c'era sua mamma.
Silenzio, quiete apparente, il battito d'ali delle colombe che cercano riparo dal freddo. Tra queste vallate, durante l'inverno, le colonnine di mercurio scendono spesso sotto lo 0 e la nebbia avvolge tutto e sospende spazi e tempi, come in paesaggi appartenenti ai migliori racconti di Jules Verne. Solo che siamo ad ottobre, l'inverno non è ancora arrivato, ma da qui, da cinque anni a questa parte, sembra non essersene mai andato. E' così che si presenta il centro storico di Camerino nel giorno del quinto anniversario del terremoto che ha inghiottito sogni e speranze di un popolo. Camerino era e resta una bomboniera incastonata nelle valli del maceratese, qui dove l'Università è stata fondata nel 1377 per concessione di Benedetto XII e dove tanti giovani studenti provenienti da ogni parte d'Italia continuano ad alloggiare nei residence ripristinati dall'Unicam. A poche centinaia di metri da loro, un po' più a valle, sulla strada provinciale che conduce al comune di Muccia, le casette costruite in via emergenziale post terremoto e che hanno dato vita a una new town.Un controsenso degno di una metropoli e che regna, visibile, con una commistione che questo popolo ha compreso e accettato, alzando la testa e provando a tornare alla normalità. "Su oltre 41.000 sfollati delle zone terremotate del centro Italia, 12.000 di loro sono già tornati nelle proprie case, per 13.000 entro un anno dovrebbe essere tutto risolto". Le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni sono di Giovanni Legnini, Commissario straordinario di Governo per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto nel 2016 e nel 2017, in visita a Camerino nel giorno del quinto anniversario da quella notte del 26 ottobre 2016 che distrusse sogni e speranze di chi, in questo comune era nato e cresciuto. Due le piccole botteghe che hanno riaperto in un centro storico dichiarato zona rossa e nel quale, come affermano molti abitanti della zona, mai una gru si è levata per intervenire e ripristinare l'esistente nel corso di tutti questi anni. I militari qui fanno compagnia alle transenne e si accertano che nessuno si aggiri tra vicoli fantasma. Ma è in mezzo a quei vicoli guidati da sanpietrini che due commercianti - Giuseppe Capradossi e Roberto Frirì - hanno cercato di non arrendersi all'esistente e riaprire appena è stato loro concesso: più una ripartenza psicologica che economica (sei mesi fa li abbiamo intervistati). Un messaggio di speranza è quello che appartiene all'arcivescovo di Camerino e San Severino Marche, Francesco Massara, che ci ha accompagnato alla scoperta di questi luoghi e della cattedrale che è stata da non molto sgombrata dai detriti e nella quale vorrebbe presto tornare a celebrare messa: "Ciò che spero davvero è che gli anziani che oggi si ritrovano nelle casette abbiano la possibilità di tornare a rivivere luoghi che sono loro appartenuti. Noi potremo tornare ad essere felici solo quando rivedremo i nostri figli giocare per le vie del paese".
Il nostro reportage e le interviste video dal centro storico di Camerino:
Doveva scontare una pena residua di cinque anni e sette mesi di reclusione per truffa e bancarotta fraudolenta: arrestato lunedì scorso un cittadino maceratese di 58 anni.
Ad eseguire l’ordine di carcerazione nei confronti dell'uomo, G.I., emesso dalla Procura della Repubblica presso la Corte di Appello di Perugia, sono stati i carabinieri della stazione di Corridonia. I reati commessi dal 58enne fanno riferimento agli anni che vanno dal 2001 al 2005.
L’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Fermo.
Incidente all'altezza della rotatoria di via Donato Bramante, a Piediripa, attorno alle ore 17:30 del pomeriggio di oggi. Una donna, per ragioni ancora in corso di accertamento, ha perso il controllo del proprio autoveicolo finendo sopra un cordolo.
Sul posto, una volta scattato l'allarme, sono intervenuti i sanitari del 118 con un'ambulanza e un'auto medica. La conducente del mezzo è stata trasportata all'ospedale di Macerata in codice giallo: al momento dell'arrivo dei sanitari risultava cosciente.
Ai rilievi per ricostruire esattamente quanto avvenuto procedono le forze dell'ordine.