L’allerta gialla emessa dalla Protezione Civile delle Marche si è tradotta in una nevicata che ha interessato soprattutto le zone dell’entroterra maceratese e ascolano. Colpiti dalle precipitazioni, in particolare, i paesi terremotati a ridosso dell'Appennino marchigiano. Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera sono ricoperte da circa 20 centimetri di neve, caduta abbondante soprattutto ad alta quota, nel giorno in cui dovevano riaprire gli impianti sciistici di Frontignano (Leggi qui).
Riapertura rinviata forse a domani a causa delle forti raffiche di vento che stanno interessando la catena montuosa, come fa sapere la società che di è aggiudicata la gestione delle seggiovie. Le previsioni meteo, stando al Centro Multirischi Marche, danno ancora nevicate per la giornata di domani su tutto il settore Appenninico. Nella mattinata di oggi si sono verificate, inoltre, interruzioni di corrente elettrica a Cingoli, Camporotondo, Serrapetrona, in alcune zone di Castelraimondo e Treia.
Continuano gli incontri della Polizia con gli studenti della provincia di Macerata. Molte le scuole che anche quest’anno hanno aderito all’iniziativa, denominata “scuole sicure”, volta alla prevenzione del consumo di sostanze stupefacenti, pianificata nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Il 4 febbraio si è tenuto un incontro presso l’Istituto Scolastico delle “Giuseppine” di Macerata, l'8 e il 10 febbraio si sono tenuti altre speciali lezioni presso l’Istituto Scolastico “Convitto” anch’esso di Macerata e il 24 febbraio scorso è stata la volta dell’Istituto Comprensivo “Tacchi Venturi” di San Severino Marche.
Tutti e quattro gli incontri, seguiti con molto interesse sia dagli studenti che dagli insegnanti, sono stati tenuti dal dirigente della squadra mobile della Questura di Macerata Matteo Luconi, collaborato nella circostanza dal Sovrintendente Giuseppina Pinna.
Trovato in possesso di oltre 200 grammi di hashish pronti per essere spacciati: arrestato pusher maceratese. È l’esito di un’operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Tolentino.
IL FATTO - Già dall’estate scorsa i militari avevano concentrato la loro attenzione sull'uomo, ritenendo che fungesse da fornitore per clienti residenti a Tolentino e Urbisaglia. In particolare il 26 agosto scorso, a Urbisaglia, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile avevano effettuato servizi di osservazione di un giovane del posto riscontrando un via vai sospetto nei pressi della sua abitazione.
All’esito dell'attività era emerso che effettivamente l’uomo deteneva in casa e in un capanno attiguo diversi tipi di sostanze stupefacenti. L’operazione aveva condotto all’arresto del pusher e al sequestro di 6 piante di cannabis, 250 grammi di hashish, 50 grammi di oppio e altrettanti di Mdma, oltre a funghi allucinogeni.
Le successive indagini sulla provenienza della sostanza hanno fatto emergere indizi a carico di un soggetto domiciliato a Macerata. Gli elementi informativi portati all’attenzione del Pubblico Ministero hanno condotto all’emissione di un decreto di perquisizione a suo carico.
Così nella prima mattinata di venerdì i carabinieri lo hanno fermato mentre si trovava a bordo di un’auto, guidata da un amico, trovato in possesso di due dosi di eroina. L’indagato deteneva invece un grammo di hashish all’interno della bustina del tabacco.
Le operazioni di perquisizione successive, presso la casa dell’uomo, condotte con l’ausilio del Nucleo Carabinieri Cinofili di Pesaro, hanno portato al sequestro di circa 200 grammi di hashish.
I militari hanno infatti trovato sul tavolo della cucina 22 grammi di sostanza posizionati sopra il bilancino di precisione, un panetto di hashish del peso di un etto circa e un altro di 81 grammi, incellofanati e custoditi in barattoli cilindrici custoditi sulla mensola della camera da letto, oltre a materiale per il confezionamento dello stupefacente, la triturazione, la preparazione e la pesatura delle dosi.
L’uomo è stato pertanto tratto in arresto e condotto ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Il conducente dell’auto è stato invece segnalato alla Prefettura di Macerata come assuntore.
Scoppia rissa tra giovani in una nota discoteca di Matelica: intervengono i carabinieri. Il litigio, secondo quanto ricostruito dai militari della Compagnia di Camerino, sarebbe scaturito dalle offese rivolte ad alcuni camerieri del locale.
La discussione si sarebbe poi estesa arrivando ad interessare anche il personale di sicurezza, che non è riuscito a sedare gli animi. Nel corso dei disordini un ragazzo è stato ferito, in maniera fortunatamente non grave.
Inevitabile l’arrivo sul posto dei carabinieri che, dopo essere stati allertati, sono intervenuti in gran numero riportando la normalità. Le successive indagini hanno consentito di individuare i responsabili dei tafferugli. Si tratta di sette giovani, di cui cinque residenti a Matelica e di età compresa tra i 38 ed i 23 anni, tutti denunciati per il reato di rissa.
Macerata ha raccolto l'appello. L'Italia, c'è. Più di duecento persone hanno preso parte oggi alla manifestazione che si è tenuta in Piazza Cesare Battisti - in pieno centro storico - per gridare "stop alla guerra in Ucraina".
Presenti nel sostenere la comunità ucraina anche i rappresentanti dei sindacati CGIL, CISL e UIL, movimenti studenteschi della Provincia e varie altre associazioni come Libera, Emergency e Amnesty.Una manifestazione pacifica, iniziata in perfetto orario come da programma (h.11). Sulle note amplificate di "Imagine" di John Lennon - e sotto un'inaspettata nevicata, giunta come fosse un "segno del cielo" -, tutti i partecipanti si sono stretti (anche attraverso i social) attorno al popolo ucraino. Per provare a credere insieme a un "domani di pace", senza più guerre.
A scandire l'evento sono stati vari interventi e appelli delle associazioni, poesie e slogan, adesioni che giungevano in tempo reale.
"Vi prego, aiutateci - grida una delle tante donne della comunità ucraina presente nelle Marche - I miei genitori e il mio nipotino sono a Kiev e hanno paura. Si nascondono, hanno fame, vogliono fuggire via da lì. Abbiamo bisogno del vostro aiuto".Di seguito FOTO e VIDEO della diretta:
Continua la "costante regressione della curva epidemica nelle Marche" con un miglioramento degli indicatori che potrebbe, secondo ipotesi di stima della Regione, riportare già da oggi la regione entro i parametri da zona bianca.
In attesa dei dati su ricoveri e delle percentuali di occupazione Covid dei posti letto, intanto, si registra un ulteriore calo dell'incidenza dei positivi ogni 100mila abitanti: in 24 ore 1.268 casi e incidenza che scende da 720,79 a 684,49.
I tamponi analizzati nell'ultima giornata sono 4.928 (3.524 nel percorso diagnostico, in cui si registra il 36% di positivi, e 1.404 nel percorso guariti). Dai test antigenici sono emersi 1.081 casi di positività. Tra i nuovi positivi 288 persone con sintomi, 419 casi di contatti stretti di positivi, 322 contatti domestici, 31 in setting scolastico/formativo, 3 in ambiente lavorativo, 5 in ambiente di vita/socialità, 2 in setting assistenziale e 1 sanitario; approfondimento epidemiologico in corso su 193 casi.
A livello provinciale, 374 positivi ad Ancona, 289 a Macerata, 200 ad Ascoli Piceno, 180 a Fermo e 178 a Pesaro Urbino; 47 casi da fuori regione. Il numero più alto di positivi ancora nella fascia 25-44 anni (347), seguita da 45-59 anni (310), 14-18 anni (114), 60-69 anni (106), 6-10 anni (90).
Ancora il discesa il numero di ricoveri per Covid-19 nelle Marche: 10 degenti in meno nell'ultima giornata. Restano ricoverate nelle strutture marchigiane 239 persone di cui 26 in Terapia intensiva (-1), 50 in Semintensiva (-2) e 163 in reparti non intensivi (-7). Quattro le persone decedute, tutte con patologie pregresse: si tratta di un 82enne e una 84enne di Tolentino, un 80enne di Fano e un 61enne di Porto Sant'Elpidio.
Il 29 marzo 2021 a Roncitelli di Senigallia aveva sparato e ucciso il figlio al culmine dell'ennesimo litigio in famiglia nella casa colonica di via Sant'Antonio: la Corte d'Assise di Ancona ha condannato Loris Pasquini, 73 anni, a 22 anni di carcere per la morte del 26enne figlio Alfredo. La sentenza dei giudici, poco dopo le 12.30 di venerdì, dopo una camera di consiglio durata due ore e mezza.
Pasquini, ferroviere in pensione, risiedeva a pianterreno della casa colonica, insieme alla compagna, mentre il figlio abitava al piano superiore. Dopo il fatto aveva ammesso ai carabinieri del Reparto operativo e della Compagnia di Senigallia di aver sparato al figlio ma per legittima difesa.
La condanna è arrivata per omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela con la vittima e per la detenzione illegale dell'arma, una pistola Beretta cal. 9 con la quale è stato esploso il colpo, illegalmente detenuta. La Procura aveva chiesto una pena di 15 anni di reclusione.
Tentata rapina pluriaggravata a San Ginesio: due uomini sottoposti alla misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Sono indagati per tentata rapina pluriaggravata in concorso i due uomini tratti in arresto nella mattinata di oggi dai carabinieri, in esecuzione della misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Macerata.
Il fatto si è verificato in San Ginesio e risale allo scorso 29 ottobre, quando uno dei correi si era introdotto clandestinamente all’interno di una privata abitazione; il complice, visto che l’anziano proprietario stava per rientrare in casa, ha tentato di ostacolargli l’accesso cercando di trattenerlo a parlare all’esterno, con delle banali scuse.
Ma la vittima non si è fatta ingannare e, avvicinandosi, ha notato la presenza in casa di un estraneo che rovistava tra le sue cose. A questo punto l'anziano ha compreso la situazione e ha cominciato a chiamare a gran voce i parenti sperando di indurre i due uomini a cessare l’azione criminosa.
Effettivamente, a questo punto, i complici si sono rapidamente allontanati e hanno raggiunto l’autovettura, parcheggiata ai confini della proprietà. Il solerte proprietario li ha però seguiti, annotando su un foglietto il numero di targa del mezzo. Accortisi del fatto, i due sono riscesi dall’auto, hanno immobilizzato le braccia della vittima e gli hanno preso dalla tasca il biglietto, per poi allontanarsi a forte velocità.
Il malcapitato si è quindi rivolto ai carabinieri della Stazione di San Ginesio, ai quali ha puntualmente fornito il numero di targa, ormai memorizzato. Ha quindi sporto denuncia per la tentata rapina. Le successive attività informative svolte dai carabinieri nel territorio, oltre che nella limitrofa regione Umbria, hanno consentito di ipotizzare che gli attori della vicenda fossero due stranieri domiciliati nell’hinterland perugino che hanno talvolta in uso proprio l’autovettura individuata, una Opel Adam, intestata a un terzo.
I primi di gennaio, in località Piaggiole di Camerino, un cittadino del posto, che abita in zona isolata, ha notato una Opel Corsa che aveva affiancato la sua auto, parcheggiata davanti al cancello di casa. Anche in questa circostanza il proprietario si è avvicinato e ha visto un uomo seduto sul sedile della sua auto, mentre l’altro era rimasto alla guida della Opel.
Come avvenuto a San Ginesio, uno dei correi ha tentato di addurre una scusa, ovvero che era interessato alla vendita dell’auto della vittima, per poi allontanarsi rapidamente con il complice, lasciando il cruscotto aperto, da cui aveva estratto e rovistato un portafoglio. Il proprietario dell’auto, annotata la targa, si è recato a sporgere denuncia dai carabinieri della Stazione di Pioraco.
Un episodio simile si è verificato il giorno successivo in località Ormagnano di Seppio e sempre in zona isolata. Una signora, nel fare rientro a casa, ha notato un’auto con un uomo alla guida, ferma nei pressi del garage della propria abitazione, mentre un altro soggetto tentava di introdursi in casa da una scalinata antistante la porta di ingresso del primo piano.
Contestualmente la donna ha visto che il garage era stato aperto e all’interno, per terra, era stato lasciato un borsone. Anche in questo caso il giovane, addotta rapidamente una scusa per la propria presenza, è risalito nell’auto e si è allontanato con il complice.
Gli accertamenti svolti, anche mediante individuazione fotografica, dai carabinieri della Stazione di Pioraco, hanno consentito di addivenire all’individuazione di uno dei responsabili dei due tentati furti aggravati, correo anche nella tentata rapina verificatasi in San Ginesio.
Il Pubblico Ministero titolare delle indagini, sulla base degli elementi portati alla sua attenzione con le informative di reato, ha richiesto al competente GIP del Tribunale di Macerata, misure cautelari nei confronti degli indagati, a fronte del concreto pericolo di reiterazione delle condotte, caratterizzate da un collaudato modus operandi, connotato anche dalla scelta di vittime fragili e zone isolate per la commissione dei reati.
In data odierna i Carabinieri di Tolentino e Camerino, con la collaborazione dei colleghi della Compagnia di Perugia, hanno dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, nei confronti di entrambi i soggetti, rintracciati presso un domicilio alla periferia del capoluogo umbro.
A seguito di perquisizione, in casa e nel garage, sono stati individuati e posti sotto sequestro, numerosi attrezzi da scasso, una cospicua somma di denaro in contanti, oltre a vario materiale (biciclette, frullini, pompe idrovore, trapani, tagliasiepi, motoseghe, saldatrici, batterie etc) ritenuto provento di furto. I due uomini saranno pertanto deferiti all’Autorità Giudiziaria per il reato di ricettazione.
Questa notte i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Macerata hanno ritirato la patente ad un operaio 44enne.
L’uomo, fermato in via Bramante ad Appignano, alla guida di una Jeep, è risultato positivo all'esame alcolemico con tasso di 1,95 g/l. Per l’uomo è scattato anche il ritiro del mezzo.
Sono state rese note, nel pomeriggio di ieri dal Tribunale di Pesaro, le motivazioni per cui è stato accolto il ricorso proposto da Umberto Carriera, tramite l'avvocato del Movimento "Io Apro" Lorenzo Nannelli, in merito alle multe ricevute per le aperture serali fatte dall'imprenditore pesarese in zona gialla ed in zona arancione (Leggi qui la notizia).
Un Dpcm, quello del 3 dicembre 2020 sulle misure per la pandemia da Covid 19, senza motivazioni, come se fosse stata scritta un'opinione e non un provvedimento amministrativo basato su dati scientifici, dove "non ci sono mai specifiche indicazioni sulla gravità ed incidenza della diffusione del virus tali da rendere congrue, proporzionate ed adeguate le misure adottate" che vanno a comprimere libertà costituzionalmente garantite.
È quello che in sintesi scrive il giudice Flavia Mazzini del Tribunale civile pesarese nelle motivazioni della sentenza emessa quindici giorni fa su ricorso del ristoratore e fondatore del movimento IoApro Umberto Carriera. Sentenza con la quale ha annullato le sanzioni a carico del ristoratore, multato dalla polizia il 15 gennaio 2021 per aver violato il lockdown tenendo aperto di sera il suo ristorante La Grande bellezza di Mombaroccio (Pesaro Urbino) per ospitare trenta commensali tra cui Vittorio Sgarbi. La polizia elevò un verbale di 800 euro a carico di Carriera, che lo impugnò avanti al tribunale civile.
"Il giudice Flavia Mazzini, ha disapplicato i Dpcm di Giuseppe Conte dichiarandoli illegittimi, perché essendo il Dpcm un atto amministrativo, lo stesso doveva essere motivato - spiega il legale -. Nessun verbale del Cts (Comitato tecnico scientifico) motivava le chiusure dalle 18 in poi, delle medesime attività (in questo caso i ristoranti) che potevano rimanere aperte a pranzo e non a cena. Inoltre non si comprende dai verbali del Cts per quali motivi nello stesso periodo le aree di servizio potessero rimanere aperte con servizio a tavolo, così come i ristoranti degli alberghi.
Ora Umberto Carriera, potrà richiedere al governo il risarcimento dei danni subiti per le chiusure dei ristoranti nelle varie fasce a colori". Nelle motivazioni del giudice Mazzini, il presupposto su cui basa la sua decisione di 'disapplicazione' del Dpcm 3 dicembre 2020 è che "non ci sono mai specifiche indicazioni sulla gravità ed incidenza della diffusione del virus tali da rendere congrue, proporzionate ed adeguate le misure adottate".
(Fonte Ansa)
Questa mattina, intorno alle ore 11.30, per la rottura di una tubazione, si è sviluppato un incendio presso la raffineria API di Falconara, che ha coinvolto olio combustibile e gasolio pesante (leggi qui). L’incendio è stato prontamente domato dai Vigili del Fuoco che tuttavia sono ancora presenti presso l’installazione al fine di escludere ed evitare lo sviluppo di eventuali ulteriori focolai.
“Arpam, presente sul posto – dichiara l’assessore all’Ambiente Stefano Aguzzi - sta monitorando la situazione e verificando i dati delle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria presenti a Falconara, nelle prossime ore sarà quindi in grado di riferire circa i risultati di tali indagini e di formulare le prime valutazioni. Tuttavia, la durata temporale limitata dell’incendio e l’altezza del pennacchio che si è sviluppato, sembra in un primo momento non costituire motivo di preoccupazione circa il potenziale inquinamento della qualità dell’aria”.
Video tratto dalla pagina Facebook Siamo Falconara
Per tutta la mattinata, gli agenti della Polizia Locale di Tolentino, coordinati dal Comandante David Rocchetti, hanno svolto un servizio di controllo e prevenzione su tutto il territorio comunale, anche con l’ausilio dell’unità cinofila.
Il cane Billy e gli agenti hanno iniziato gli accertamenti nei pressi dell’istituto Filelfo e nella zona del centro commerciale La Rancia, con l’intento di intercettare eventuali spacciatori nei pressi della scuola.
I controlli sono poi continuati lungo via Nazionale dove sono stati fermati numerosi veicoli con l’intenzione di verificare il trasporto di sostanze stupefacenti. In totale sono stati controllati circa 20 mezzi e sono state elevate diverse sanzioni. Anche il cane Billy ha compiuto ispezioni all’interno delle auto. Nel complesso, il servizio - protrattosi per oltre 4 ore - ha coinvolto 6 agenti di Polizia Locale e due automezzi.
"È nostra intenzione promuovere all’interno del nostro territorio comunale – sottolineano il sindaco Pezzanesi, l’assessore Gabrielli e il comandante Rocchetti – queste azioni di controllo che vogliono garantire sicurezza. È in pratica la prima volta che l’unità cinofila è stata utilizzata sul campo. Molto importante anche la collaborazione degli studenti che hanno accolto positivamente i controlli e la presenza del cane Billy".
"L’operazione fa parte di un progetto più ampio volto al contrasto e allo spaccio delle sostanze stupefacenti. Da rilevare che diverse persone fermate si sono complimentate e si sono messe a disposizione per farsi controllare anche dall’unità cinofila, auspicando servizi e una presenza sempre maggiore sul territorio per combattere lo spaccio e quindi l’uso di droghe" concludono.
(foto Giorgio Leggi - Archivio comunale)
Erano ricercati dalle Procure di Ancona e Isernia: fermati e arrestati due pregiudicati, in provincia di Macerata. È l'esito di un'operazione compiuta dai carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche nelle prime ore della mattinata di oggi.
Il primo ad essere finito in manette è S.I., quarantacinquenne senegalese. È stato rintracciato dai militari di Civitanova Marche. Risultava essere colpito da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Isernia per introduzione e commercio in Italia di prodotti con segni falsi: nei suoi confronti era stata emessa una condanna a otto mesi di reclusione. Dopo l'arresto, l'uomo è stato condotto alla casa circondariale di Fermo.
Il secondo arrestato è un giovane di 24, K.S., italiano. È stato fermato dai Carabinieri di Morrovalle. Sul ragazzo pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Minorile di Ancona, a seguito di varie condanne per delitti contro il patrimonio, commessi quando era minorenne. I militari lo hanno condotto presso il carcere per i minori di Bari, dove dovrà scontare una pena di quattro anni di reclusione.
Un incendio scaturito da una pompa di carica di "Cracking termico", con il quale si producono idrocarburi paraffinici leggeri è divampato alla raffineria Api di Falconara Marittima: le fiamme, già sotto controllo secondo quanto filtra dall'azienda, sono state poi domate. Già il Comune di Falconara aveva rassicurato sull'assenza di persone ferite e, in base a informazioni ricevute dall'azienda, di situazione "sotto controllo".
Intanto però una alta e densa nube di fumo nero si è alzata, visibile anche da lunga distanza, e ha allarmato i cittadini. Sul posto si stanno comunque recando i vigili del fuoco. "L'incendio è classificato categoria 1 - ha riferito l'amministrazione comunale - e ha fatto scattare la fase di preallarme. Nel frattempo l'azienda ha chiesto il blocco dei treni".
I vigili del fuoco proseguono il monitoraggio sul posto per escludere ed evitare eventuali focolai residui. Stanno intervenendo circa 18 unità dei Vigili del Fuoco da varie sedi della zona (Ancona, Jesi e Senigallia) con cinque mezzi. Sul posto anche sanitari del 118, polizia e carabinieri per tutte le verifiche e gli accertamenti del caso. Anche gli addetti dell'Arpam (Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche) erano già presenti per un sopralluogo quando si sono propagate le fiamme.
Incidente stradale in piena notte: interviene il 118. A scontrarsi frontalmente - quando erano circa le 5:30 - sono stati un furgone e un'autovettura, lungo la SS 16, nel territorio comunale di Civitanova Marche.
Agli occupanti sono state immediatamente prestate le prime cure da parte dei sanitari intervenuti sul posto. Presenti anche i Vigili del fuoco con una squadra del comando locale, intervenuta con due autobotti.
I pompieri hanno provveduto alla messa in sicurezza dell'area dell'intervento. Ancora da accertare la dinamica del sinistro, la cui ricostruzione spetterà ai Carabinieri di zona.
Confermata dalla Corte di Cassazione la condanna all'ergastolo per Innocent Oseghale, 32enne pusher nigeriano, per l'omicidio della 18enne romana Pamela Mastropietro uccisa e fatta a pezzi il 30 gennaio 2018 a Macerata.
La suprema corte ha però annullato la sentenza d'appello con riferimento al reato di violenza sessuale, disponendo su questo un appello bis che si terrà a Perugia.
La condanna definitiva nei confronti di Innocent Oseghale, che anche la Cassazione ha ritenuto colpevole dell'omicidio di Pamela Mastropietro, verrà determinata all'esito del nuovo processo d'appello che la Suprema Corte ha disposto venga celebrato a Perugia, solo con riferimento all'accusa di violenza sessuale.
Se, in ipotesi, i giudici di secondo grado dovessero ritenerlo non responsabile dello stupro, la pena finale potrebbe essere diversa da quella dell'ergastolo, inflittagli dalla Corte d'Assise d'Appello di Ancona, confermando la sentenza di primo grado. Secondo i legali di Oseghale, infatti, questo potrebbe portare una rideterminazione della pena, che potrebbe scendere a 30 anni.
Tra i familiari della ragazza non si nasconde la delusione per la decisione presa oggi dalla Suprema Corte dopo alcune ore di camera di consiglio. "La madre di Pamela è amareggiata, per lei è un supplizio" commenta il legale Marco Valerio Verni, zio della ragazza.
Oseghale aveva incontrato Pamela, che si era allontanata da una comunità di recupero, il 30 gennaio 2018, mentre lei era alla ricerca di droga. I due andarono poi nell'appartamento dell'uomo, dove la ragazza morì: per overdose secondo Oseghale, che ha sempre negato di averla violentata e di averla uccisa, ammettendo però di avere fatto a pezzi il cadavere per disfarsene.
Secondo l'accusa invece, lui avrebbe abusato di lei mentre era sotto l'effetto dell'eroina e poi l'avrebbe uccisa a coltellate, per impedire che lo denunciasse. La Procura generale aveva chiesto l'inammissibilità in toto del ricorso presentato dai legali di Osghale, Umberto Gramenzi e Simone Matraxia.
Cerca di sfondare la porta dell'appartamento di una conoscente nel tentativo di entrare, poi picchia i poliziotti intervenuti per placarlo: arrestato un civitanovese di 41 anni. A lanciare l'allarme nel tardo pomeriggio di martedì è stata la donna, terrorizzata da quanto stava avvenendo. Sul posto, in via Quasimodo, sono intervenuti i poliziotti della "Volante".
Alla vista degli agenti l'uomo ha tentato di allontanarsi ma, subito raggiunto, anziché esibire i propri documenti così come richiesto dai poliziotti, dapprima li ha insultati con frasi ingiuriose dopodiché si è scagliato fisicamente contro i due operatori. A fatica gli agenti sono riusciti a bloccarlo, per poi condurlo in Commissariato.
Uno dei due poliziotti, a seguito della colluttazione, ha riportato lesioni giudicate guaribili in alcuni giorni, mentre l’altro ha riportato fratture costali con una prognosi di oltre venti giorni.
In Commissariato il 41enne, già conosciuto per i suoi trascorsi legati a svariati reati, è stato tratto in arresto per violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. L'uomo è stato quindi trattenuto, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.
Scippa una 96enne, agli arresti domiciliari un giovane di 27 anni. È l'esito di un'operazione compiuta dai Carabinieri della stazione di Matelica, nel pomeriggio di lunedì.
IL FATTO - L'anziana donna, come era solita fare, si stava recando presso la chiesa Regina Pacis per la messa pomeridiana quando le si è avvicinato un ragazzo di 27 anni, matelicese, già gravato da precedenti. Il giovane, con un gesto fulmineo, è riuscito a strappare la borsa che la signora portava a tracolla e a fuggire nelle vie circostanti.
Una pattuglia della locale stazione dei Carabinieri, già presente all'interno del centro storico, si è lanciata immediatamente all'inseguimento del 27enne per poi - con l'ausilio dei colleghi prontamente allertati - accerchiarlo. Il giovane è stato prontamente arrestato, mentre la borsa è stata subito restituita alla legittima proprietaria.
Il ragazzo è stato successivamente tradotto presso le camere di sicurezza nell'attesa del processo per direttissima svoltosi nella mattinata di oggi al tribunale di Macerata. Il giudice ne ha convalidato l'arresto, disponendo i domiciliari.
Vasta operazione di servizio della Guardia di Finanza su tutto il territorio provinciale: sequestrati oltre 15.000 articoli insicuri per il consumatore, duro colpo all’economia illegale. Nei giorni scorsi, i Reparti del Comando Provinciale hanno svolto, nell’ambito del controllo economico del territorio, una vasta operazione di servizio a contrasto del commercio di prodotti recanti marchi contraffatti o insicuri per la salute pubblica nonché, più in generale, dell’abusivismo commerciale.
L’attività in questione si è sviluppata su tutto il territorio provinciale e ha riguardato sia gli esercizi commerciali in sede fissa che quelli in forma ambulante nei mercati settimanali. Nello specifico, il gruppo di Macerata, nel corso di un controllo a un grande magazzino, ha sottoposto a sequestro circa 2.000 articoli, tra prodotti per la casa e bigiotteria, in quanto privi dei requisiti previsti dalla normativa in materia di sicurezza prodotti.
I finanzieri della Tenenza di Camerino, invece, a seguito dei riscontri eseguiti in un esercizio commerciale, hanno sottoposto a sequestro circa 6.000 articoli, di cui circa 2.500 collegati alla celebrazione della festa di San Valentino, anch’essi insicuri per la salute dei consumatori, e oltre 3.500 accessori da fumo posti in vendita in assenza della preventiva autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e in completa evasione dell’imposta di consumo, introdotta a partire dal 1° gennaio 2020.
Inoltre, nel corso del controllo economico del territorio hanno scoperto, presso altro esercente, due lavoratori “in nero”, intenti a mansioni di pulizia e servizio ai tavoli, peraltro sprovvisti della certificazione verde Covid-19.Infine, la Tenenza di Porto Recanati ha operato nell’ambito dei mercati settimanali, procedendo al sequestro, a carico di quattro ambulanti, di circa 7.500 articoli, tra tessuti, abbigliamento e prodotti per la casa, poiché difettanti dei requisiti previsti dal Codice del Consumo.
Complessivamente, sono oltre 15.000 gli articoli sottoposti a sequestro. I relativi responsabili sono stati segnalati alla Camera di Commercio e all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per l’adozione dei provvedimenti di competenza sotto il profilo amministrativo.
Impiego di manodopera in nero e gravi violazioni in materia di sicurezza: scattano i sigilli su due cantieri della ricostruzione. I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Macerata, con l’ausilio dei militari della Stazione di Pieve Torina, hanno eseguito una serie di controlli presso cantieri edili siti nel cratere della ricostruzione post sisma, procedendo alla sospensione dell’attività imprenditoriale di due unità operative.
Più precisamente i militari hanno proceduto alla sospensione di due cantieri edili riscontrando le seguenti violazioni: omessa visita medica dei lavoratori; omessa consegna dispositivi individuali di protezione, omessa informazione dei lavoratori, impiego di manodopera irregolare, per aver utilizzato andatoie destinate al trasporto di materiali con una larghezza inferiore ad 1,20 metri; omessa redazione del PIMUS (piano montaggio uso e smontaggio del ponteggio); omessa difesa delle aperture. I militari hanno quindi elevato sanzioni amministrative per un totale di 12.000,00 euro circa e ammende per un totale di 30.000 euro.
(Foto di repertorio non riferibile a uno dei due cantieri oggetto della sospensione)