"Abbiamo manifestato interesse sulla gestione degli impianti di Frontignano e attendiamo di ricevere un incontro con il Commissario per approfondire la questione e illustrare la nostra proposta gestionale." Ad annunciare la notizia è Francesco Cangiotti che gestisce già gli impianti Bolognola Ski.
Un annuncio che arriva dopo la denuncia di qualche giorno fa di Filippo Campanile che, da tempo, insieme all'Associazione Pro.Frontignano, denuncia l'abbandono e il disinteresse da parte delle istituzioni che hanno riguardato gli impianti a fune di Frontignano di Ussita.
"Abbiamo preso questa decisione perchè riteniamo di poter fare un buon lavoro gestionale e di rilancio della località - ha aggiunto Cangiotti -; oltre che magari promuovere uno skipass stagionale unificato tra Bolognola Ski e Frontignano che sicuramente sarebbe appettibile per gli sciatori sia marchigiani sia umbri."
"Vogliamo la ricostruzione e non i concerti". "Godetevi pure i concerti ma almeno risparmiateci quella ipocrita commedia di dire che lo fate per noi. Noi vogliamo la ricostruzione delle nostre case e non i concerti". "Se veramente volete aiutare i terremotati scendete con noi in piazza, altro che andare ai concerti gratuiti fingendo di farlo per aiutarci". "Al di là dello spettacolo e della bella musica, stringi stringi rimane tutto fermo e nulla cambia per le popolazioni delle zone terremotate. Quindi a che serve tutto questo?". Sono solo alcune delle grida di rabbia e di aiuto disperato che si levano dalle pagine social del gruppo Facebook "La terra trema noi no", in merito alla terza edizione di RisorgiMarche, il festival ideato da Neri Marcorè.
L'articolo pubblicato da "Il Metauro", che riporta i malumori dei terremotati risale al 2 agosto ma ancora oggi, soprattutto a tre anni di distanza dalla prima scossa che ha colpito il Centro Italia, i sentimenti delle popolazioni colpite dal sisma sono gli stessi.
“C’è stato un terremoto che ha distrutto decine di migliaia di abitazioni. Fatto morti e feriti, il peggior disastro che ha colpito l’Italia negli ultimi anni. La ricostruzione dovrebbe essere la priorità delle priorità." Gli appartenenti al gruppo social criticano anche la lenta e farraginosa burocrazia che non permette loro di ricostruire e di poter dare una speranza al futuro di queste terre.
Il Commissariato straordinario per la ricostruzione Piero Farabollini ha assegnato ieri le 200 unità di personale previsto dal decreto Sblocca cantieri.
116 sono quelle destinate alle Marche, 30 all'Abruzzo e 27 ciascuna a Lazio e Umbria.
"L'accordo raggiunto per la ripartizione del personale destinato alla ricostruzione dal dl sblocca cantieri - commenta Farabollini - innesta linfa vitale nei processi istruttori e rappresenta un'ulteriore occasione per ribadire che la ricostruzione non prescinde dalla condivisione di intenti e risorse nel comune sforzo di dare risposte ai territori".
L'allarme arriva dalla voce di Filippo Campanile, facente parte dell'associazione Pro.Frontignano. Una denuncia che ha dei precedenti. Anche nel febbraio di quest'anno, la richiesta era sempre la stessa: una maggiore attenzione per gli impianti a fune che rappresentano una opportunità di rilancio per Ussita e per l'intero territorio.
"Tra gli impegni che avevo preso all’atto della costituzione della nostra associazione, c’era quello di aggiornarmi e riferire sul tema degli impianti a fune. In questi giorni mi sono riattivato, nel tentativo di capire perché ancora non si muove nulla, nemmeno sul lato puramente tecnico. Ho perciò intervistato alcune persone che hanno responsabilità diretta su questi aspetti, per poi tentare di ricomporre i tasselli di un puzzle che si è rivelato indecifrabile e paradossale. A questo punto un sospetto sorge spontaneo: forse è più comodo giocare a nascondino, che crearsi la grana di avere una o due seggiovie agibili e collaudate, magari in tempo utile per le prime nevicate invernali?". Non usa giri di parole Campanile che chiede maggiore attenzione da parte delle istituzioni per una delle maggiori attrazioni turistiche, localizzata a Ussita, di quel Centro Italia tanto colpito dal sisma.
"Fino a qualche mese fa era ancora facile mascherare comportamenti scorretti e dannosi dietro la comoda scusa della burocrazia, perseverando nell’anteporre la sterile scaramuccia politica all’interesse pubblico. Ora però i prestigiatori dovrebbero aver vita più difficile, poiché da quasi 4 mesi è stata ufficializzata la finalizzazione del progetto esecutivo, e la messa in atto di tutte le procedure necessarie per il passaggio alla fase tecnica operativa - spiega uno dei rappresentanti dell'associazione Pro.Frontignano -. Anche le figure professionali sono tutte individuate ed appositamente retribuite: progettista, geologo, società per la direzione d’esercizio, consulenti tecnici esterni, collaboratori a contratto, oltre allo staff comunale diretto (dirigenti e funzionari dell’ufficio tecnico, responsabili dei servizi I-II-III-IV-V, capo servizio, operai, etc.) che rimane attivo al proprio posto. Con questi presupposti la mera rifunzionalizzazione tecnica, teoricamente, dovrebbe procedere con le proprie gambe come ordinaria amministrazione, indipendentemente da questioni di carattere politico."
"Ci troviamo invece alle porte dell’autunno e, come sempre, gli impianti a fune e il loro contorno si trovano in una situazione che definire offensiva nei confronti delle decine di migliaia di utenti che si erano creati un’aspettativa di riapertura, sarebbe riduttivo! Non è possibile per noi spettatori stabilire chi, tra le numerosissime figure citate o non citate, abbia maggiori o minori responsabilità. Tuttavia, se queste figure si stanno realmente coordinando, certamente a brevissimo potremo consultare nel sito del Comune le delibere di affidamento alle ditte aggiudicatarie dei vari lotti del lavoro (affidamenti che ci auguriamo vivamente esser già stati perfezionati da tempo) e, entro poche settimane, vedremo finalmente tecnici all’opera nella zona delle Saliere - osserva Campanile -. Se queste figure non si stanno coordinando, significa che lo status quo fa comodo un po’ a tutti, e continueremo ad oltranza ad assistere al nulla."
"Non dimentichiamo che dal novembre 2017 è disponibile uno stanziamento di 8 milioni di euro per la rifunzionalizzazione di tutti gli impianti di risalita di Frontignano, e che da ben due anni Ussita sta facendo di tutto per lasciarselo scappare. Consultando i prospetti pubblici relativi ai trasferimenti di denaro dalla Regione ai Comuni, ad oggi di quei milioni non risulta bonificato nemmeno un centesimo, troppo comodo incolpare la Regione di questo, non è assolutamente colpa della Regione!" conclude.
Il ritmo del respiro, passo dopo passo, nota dopo nota. Dopo il successo delle edizioni precedenti, “Il Jazz italiano per le terre del sisma” torna con un’edizione rinnovata in prima linea nelle terre del cratere delle quattro regioni coinvolte – Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria - confermando l’impegno e l’organizzazione della Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano” – con il coordinamento operativo della Associazione I-Jazz – insieme a Mibac, il Main Sponsor SIAE-Società Italiana degli Autori ed Editori, NuovoIMAIE e ai molti partner tecnici coinvolti. Un’edizione, questa del 2019, che conferma la grande maratona musicale all’Aquila (con inizio la sera del 31 agosto e concerti in molteplici location della città domenica 1° settembre) preceduta da una settimana di concerti e trekking nel cuore delle Terre del Sisma tra le regioni citate organizzata da I-Jazz attraverso i propri soci Musicamdo, Young Jazz e Fara Music in collaborazione con Associazione Movimento Tellurico, Trekking, ecologia e Solidarietà.
Dal 24 al 31 agosto, infatti, il progetto, cui capofila è Musicamdo, prende la forma di un percorso di musica e trekking, un viaggio a piedi alla scoperta dell’entroterra di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, per esprimere solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma, sostenere la micro-economia locale e mantenere alta l’attenzione attraverso un cammino a passo lento, uniti dalla passione e dall’amore per il linguaggio universale della musica.
Lasciata Fiastra, la marcia solidale partita sabato da Camerino, si dirige verso Ussita. Un percorso che si snoda per 20 chilometri e mezzo su un dislivello che tocca punte di 1000 metri e che si prospetta come uno tra i più belli del cammino. Il percorso procede lungo crinali panoramici circondati da verdi pascoli montani. Si discende poi verso Fonte Troncaccia. Si risale verso la cresta che separa la Valle d’Alfi da Camponomo per poi ridiscendere verso l’altopiano di Macereto in cui si trova l’omonimo Santuario.
Da qui si percorre un breve tratto di strada asfaltata per ridiscendere verso la valle di Ussita, dominata dallo splendido massiccio dolomitico del Monte Bove. E sarà proprio ad Ussita, presso il parco giochi di via Acquatina, che si aprirà alle ore 18.30 il concerto di Ambrogio Sparagna, uno dei più importanti musicisti della musica popolare europea con all’attivo numerosi progetti realizzati in collaborazione con importanti e prestigiose istituzioni, concertistiche e non, nazionali ed internazionali e con artisti italiani e solisti da tutto il mondo. Dal 2004 al 2006 è Maestro concertatore del Festival La Notte della Taranta. Dal 2007 è fondatore e direttore dell’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, un grande gruppo strumentale stabile che raccoglie tanti interpreti provenienti da tutte le regioni della Penisola, allo scopo di promuovere e valorizzare il repertorio della musica popolare italiana.
Lei è Silvia Bonomi, allevatrice di ovini che insieme al suo compagno gestisce una piccola azienda a Ussita e che, con il sisma del 2016, ha perso prima la casa e con le scosse successive anche la stalla. Ricordando i tre anni trascorsi dalla scossa del 24 agosto, l'allevatrice ha pubblicato un lungo post nella pagina social della propria attività, in cui fa un bilancio impietoso della situazione post-sisma, analizzando vari aspetti, dalla situazione che definisce "cristallizzata", allo spopolamento probabilmente irreversibile, fino alle problematiche psicologiche che hanno fatto impennare il consumo di psicofarmaci e spinto i soggetti più deboli al suicidio.
Di seguito il post pubblicato sulla pagina Facebook dell'azienda agricola "La Sopravissana dei Sibillini".
Il tempo si è fermato.
Il 23 agosto 2016 fu l'ultimo giorno di normalità del Centro Italia. L'ultimo giorno prima che la notte si tingesse di sangue, di morte, di distruzione. Il dramma, infatti, sembra essersi cristallizzato a tre anni dalle scosse dell'alba apocalittica del 24 agosto 2016.
Le maledette 03:36 del mattino, due minuti dopo un altrettanto macabro orario, quello delle 03:34 del 9 aprile 2009, ricorrenza del mortale terremoto de L'Aquila. "L'ora del Diavolo", la chiama qualcuno. Ma qui l'orario non c'entra, non è questione di orario...Non è MAI stata questione di orario. La terra è un corpo vivo, che si muove, si scuote. E noi, piccoli, impotenti sopra di essa.
La terra si è sempre mossa e sempre si muoverà. Dalle sue viscere continuerà a ribollire il magma, che continuerà a far muovere le placche, le faglie, finché la terra stessa avrà respiro. E non possiamo farci nulla, se non costruire e ricostruire nella maniera più idonea ad i nostri luoghi, altrimenti non se ne esce. Non se ne uscirà mai. Ogni volta piangeremo nuove vittime di nuovi terremoti e poi tutti, tutti noi, sempre più numerosi, cadremo nel dimenticatoio dove ci ha relegato lo Stato Italiano, i vari Governi e Commissari Straordinari che si sono succeduti. Una corsa alle poltrone penosa, vergognosa, fatta di promesse, le solite, senza fondamento e mai, mai, mai mantenute.
Arrampicandosi sempre sugli specchi, sempre gli stessi, addirittura affermando eresie come quella che "non si può cancellare l'ordinanza 189 dell'allora Commissario Straordinario alla ricostruzione Vasco Errani...", ovvero quella, che di fatto, paralizza la ricostruzione. Non si può? Non si può??? Ma siamo sicuri? Perché fino a prova contraria le leggi le fa chi governa...
Siamo stanchi di bugie, rassegnati allo spopolamento intenzionale dei nostri paesi, che più di qualcuno vorrebbe eleggere a "riserva speciale", non comprendendo appieno quanto sia L'UOMO e non gli animali, a rischio estinzione, da queste parti!
Paesi, frazioni, case, scuole, edifici rasi al suolo. Tutto è rimasto com'è. In una parola: la ricostruzione non c'è.
La perdita più immensa, inconsolabile ed insuperabile, quella di coloro che oltre alle proprie case ed al proprio lavoro, hanno perso familiari, amici, vicini di casa, conoscenti. Quelle perdite lacerano dentro, scarnificano il cuore. Si vive, si, ma come? Un trauma del genere è, a volte, insuperabile. Oltre alle centinaia di morti del 24 agosto, si contano innumerevoli suicidi da chi, almeno da quella notte, ne era uscito vivo. L'abbandono, l'incertezza per il futuro, il senso di smarrimento l'hanno fatta da padrone, infiltrandosi nella già fragile psiche di chi il terremoto lo aveva sentito sulla propria pelle. Ciò ha portato ad un innalzamento drastico del consumo di psicofarmaci (soprattutto antidepressivi e sonniferi, anche molto pesanti) e, nei casi più gravi, al suicidio. Per tutte queste persone che hanno posto fine alla loro vita, esiste sono una spiegazione: omicidio di Stato. Il totale disprezzo da parte dei politici, che di noi non parlano MAI, il loro menefreghismo, il falso e solo temporaneo interesse in campagna elettorale, ha fatto si che le persone più sensibili, emotivamente più fragili, amplificassero il loro dolore e le loro problematiche, fino a compiere il salto nel buio più profondo, togliendosi la vita.
Ecco, a tutti i politici, senza distinzione di sorta, di pensiero, di partito, di ideologia, oggi rivolgo il mio più profondo schifo e ribrezzo per la gestione dell'intera faccenda, dalla prima emergenza alla NON RICOSTRUZIONE.
Fateci un favore, ve lo chiediamo col cuore in mano sapendo che forse è l'unica promessa che potete farci: non venite il 24 agosto. Non venite nei nostri territori. Risparmiatevi le passerelle sceme, i segni della croce, il cruccio sulle labbra, le lacrime fasulle agli occhi. Non venite. Continuate ad ignorarci, continuate tranquillamente a far finta che non esistiamo. Continuate come avete fatto per 3 anni a simulare preoccupazione per noi, ma fatelo comodamente dalle vostre case, voi che le avete ancora, e dato che non avete mai, mai avuto un briciolo di compassione vera, rimanete sereni lì, dove siete. Lasciate le persone nel proprio dolore, tra le macerie delle proprie case, in quelle scatole di cartone o lamiera che avete il coraggio di chiamare "casette". Coraggio, si. Perché ci vuole coraggio a dire di aver dato a tutti un tetto. Quanto durerà questo tetto? Con la neve, il freddo...?
Abbiamo capito, sapete, dal primo giorno che non avremmo più visto la ricostruzione delle nostre case. Lo abbiamo capito subito ma lo abbiamo negato a noi stessi, perché non volevamo accettare l'abbandono così palese da parte dello Stato cui dovremmo appartenere.
Lo abbiamo capito da come rapidamente vi siete dimenticati del territorio, relegandolo a qualche trafiletto qua e là sui giornali o a 2 minuti nelle rubriche Tg. D'altronde, eravate impegnati ad arraffare le poltrone, quelle calde comode e danarosamente profumate poltrone per cui vi accapigliate con tanta foga, trasformandovi miracolosamente in coalizione pur essendo di fazioni diverse. Ma quanto vi piace? Quanto vi piace il denaro? Anche quello fatto sulla pelle della povera gente, a giudicare dagli appalti Sae, dalla loro stessa iniziale progettazione, agli appalti per qualsiasi cosa legata all'emergenza sisma.
Siete stati e siete penosi. Tutti. E dal più profondo del cuore possiamo ormai solo sperare in Dio, che vi ripaghi con la giusta moneta. A voi, e tutti quelli come voi, per il vostro menefreghismo, la vostra incompetenza, il vostro desiderio di arraffare, di speculare, di mangiare, di guadagnarci su. Che Dio vi ripaghi, e con la stessa moneta che avete riservato a noi. Che Dio vi ripaghi per la vostra mancanza di decenza e di pudore. Vi ripaghi.
La pagina, per rispetto di tutti i terremotati d'Italia dimenticati da questi governucoli, domani non pubblicherà nulla.
Un giorno di silenzio per tutte le vittime del terremoto, figli e figlie di questa povera Italia bistrattata, nonché orfani di qualcuno veramente in grado di amministrarla.
24 Agosto 2016: 299 vite spezzate.
Silenzio.
Scivolata con la mountain bike per un uomo di 34 anni questa mattina, intorno alle ore 11:00, a Frontignano di Ussita. Dopo la caduta che lo ha coinvolto, visti i traumi riportati dopo aver battuto violentemente con la schiena al suolo, il ciclista stesso ha provveduto immediatamente ad allertare i soccorsi che sono giunti sul posto a piedi, a causa del sentiero dissestato in cui è avvenuto l'incidente, non percorribile con l'ambulanza.
Dopo le prime manovre di stabilizzazione in barella, è stato richiesto anche l'intervento dell'elisoccorso, atterrato al campo sportivo di Ussita. L'uomo è stato trasportato all'ospedale di Macerata per accertamenti, non si trova in gravi condizioni.
Sarà Giuseppe Fraticelli il nuovo commissario prefettizio al Comune di Ussita, in seguito alle dimissioni dell’ormai ex sindaco Vincenzo Marini Marini.
Fraticelli, nel 2018, ha avuto già un’esperienza come vice commissario al Comune di Montefano.
Una vicenda travagliata ,dunque, per il piccolo comune montano duramente colpito dal sisma del 2016, che si trova nel giro di pochi anni commissariato per la seconda volta. Già nel 2017, infatti, l’allora sindaco Marco Rinaldi aveva rassegnato le proprie dimissioni.
L’arrivo del commissario comporterà il decadimento del Consiglio comunale. Sul ritorno al voto ci sono diverse ipotesi in atto, come primavera o estate prossime, ma è ancora prematuro stabilire con certezza una data.
A tre anni dalla prima scossa, quella del 24 agosto del 2016, il tempo sembra essersi fermato nelle zone del centro Italia colpite dal sisma e la ricostruzione è praticamente bloccata mentre i paesi muoiono. È quanto riporta il settimanale Panorama in un lungo articolo dedicato al sisma che ha cambiato per sempre la vita di migliaia di cittadini dei nostri territori.
Nessuno si azzarda più nemmeno a fare pronostici su quanto tempo servirà per ricostruire i paesi devastati del centro Italia e gli abitanti delle Sae, consegnate dopo due anni e con molti problemi, sono molto sfiduciati verso il loro futuro che vedono nelle casette di legno per ancora molto tempo, forse fino alla fine dei loro giorni. Di politici non se ne vedono più da queste parti e dopo quello che hanno promesso e non realizzato, forse è meglio così.
Anche i media nazionali ormai non parlano più del terremoto se non, purtroppo, per riferire di nuove scosse, come quella di qualche giorno fa, distintamente avvertita dalla popolazione. "Secondo le ultime rilevazioni - riporta il settimanale -, resta da smaltire quasi il 40 per cento dei detriti. Cambiano governi e commissari straordinari, le ordinanze si moltiplicano ma tutto resta bloccato. Le zone rosse sono ancora transennate e nulla si muove in attesa delle pianificazioni urbanistiche. Visso, Ussita e Amatrice sono nel mezzo di parchi naturalistici dove anche per spostare un sasso occorrono mille autorizzazioni. Prima di mettere la firma su una delibera, prima di decretare un lavoro, il funzionario di turno e il sindaco vogliono essere sicuri al cento per cento di non incorrere in qualche illecito. La paura di trovarsi, magari tra qualche anno, sotto il faro della Corte dei conti o della magistratura, paralizza. E allora meglio tirarla per le lunghe, nascondersi dietro i cavilli".
Le cifre della (non) ricostruzione sono impietose: quella pubblica non è mai iniziata mentre quella privata conta un numero esiguo di cantieri su 76 mila immobili lesionati o distrutti. E non è questione di soldi perché i fondi stanziati sono di ben 22 miliari che non si riescono a spendere. Secondo gli ultimi dati del commissario straordinario, sono pervenuti 8.168 progetti cioè il 10 per cento degli immobili danneggiati. Questo significa che in tre anni la stragrande maggioranza dei proprietari non si è preoccupata di avviare le procedure per la ricostruzione e a questa lentezza, si sommano i tempi della burocrazia: di 8.168 richieste di fondi pubblici presentate, ne sono state approvate 2.420, cioè una su tre.
C'è anche da dire che i sopralluoghi sui danni non sono ancora ultimati e nelle Marche gli uffici tecnici stanno esaminando le rimanente 7 mila schede Fast, che a dispetto del nome (la tradizione di fast, dall'inglese, è veloce) procedono tutt'altro che spedite. Nel frattempo il tessuto sociale si sgretola e i paesi si spopolano, con molte attività che sono state spostate in altre zone e che difficilmente torneranno nei luoghi di origine.
Un altro grosso ostacolo alla ricostruzione, secondo Panorama, è rappresentato dalle macerie, di cui resta da smaltire ancora il 30/40% con paradossali intoppi burocratici che vietano di usare gli stessi siti di stoccaggio per quelle pubbliche e quelle private e la cosa, come facilmente intuibile, non va certo a favore della velocità. Come se quanto elencato fin'ora non bastasse, ci sono anche discordanze tra le norme emanate per i terremoti del 2009 e del 2016 che in alcuni casi contrastano tra di loro, bloccando le istruttorie delle pratiche per mesi. C’è infine un altro fattore che frena la ricostruzione secondo Panorama: a novembre si vota per il rinnovo del Consiglio regionale in Umbria, mentre le Marche sono chiamate ai seggi a maggio 2020. E nell’attesa meglio non prendere decisioni.
''Una situazione che mi ha sconvolto. Pur venendo da Amatrice, visitando questi due centri del maceratese, ne sono rimasto rattristato. C'è un ritardo atavico, forse ancora di più, perché se si considera i cosiddetti centri commerciali (negozi a tempo) che erano frutto di donazioni, i quali sono stati inaugurati dopo due anni e mezzo, noi ad Amatrice li abbiamo aperti dopo neanche un anno e sono ripartite tutte le attività che erano andate sottoterra''. Lo ha affermato Sergio Pirozzi, già sindaco di Amatrice e Presidente della Commissione Grandi Rischi, Terremoto, e assetto del suolo del Consiglio Regionale del Lazio, dopo aver visitato nella giornata di ieri Visso ed Ussita. Ad accompagnarlo il segretario regionale di Federcontribuenti Maria Teresa Nori.
L’ex primo cittadino di Amatrice nella visita ha incontrato il sindaco di Visso, Luigi Spiganti, Angelo Cipro già tecnico in comuni del cratere, l'ingegnere Filippo Sensi del Comune di Visso e il responsabile tecnico degli impianti di Frontignano, Tonino Falconetti. ''Questo - ha tenuto a sottolineare Pirozzi - purtroppo è un cratere troppo vasto e deve essere ristretto ai comuni che hanno il 50 per cento più uno di edifici dichiarati inagibili. Il fallimento di questi tre anni, al di là della solidarietà straordinaria, è che non si ha avuto il coraggio di perimetrare questo cratere ai comuni che hanno avuto la vera distruzione, 28 comuni tra cui appunto Ussita e Visso. Il cratere doveva essere ristretto e il commissario doveva avere poteri straordinari come il sindaco di Genova''.
Paradossale poi, per Sergio Pirozzi la situazione degli impianti sciistici di Frontignano: ''Sono fermi e penso che ci sia una responsabilità oggettiva. Un rifugio chiuso da prima del terremoto, ma così si i rischia di vanificare gli sforzi finanziari ed è un peccato che quelle strutture che potrebbero portare un po' di sollievo alle attività sono abbandonate a se stesse''. L’ex sindaco di Amatrice tornerà nelle prossime settimane su questi territori per fare una visita anche al comune di Castelsantangelo sul Nera.
"Le risorse per gli alunni delle scuole del cratere del sisma sono aumentate per il prossimo anno scolastico. Non pare quindi trovare rispondenza nella realtà quanto pubblicato nei giorni scorsi da alcuni organi di informazione." Ad annuncialo è il MIUR.
"Due dati emergono infatti dalle rilevazioni effettuate dall’Ufficio scolastico regionale per le Marche. Innanzitutto, la popolazione scolastica nelle aree terremotate ha subito una flessione di poco inferiore al dato regionale (-0,75% contro il -0.89% dell’intera regione), segno che gli eventi sismici non hanno determinato un abbandono delle aree interessate e questo è un segnale positivo rispetto al declino lamentato dalle comunità residenti - prosegue la nota stampa del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca -. L’altro dato riguarda le risorse impegnate dall’amministrazione scolastica. Mentre il quadro delle scuole secondarie di II grado è in via di definizione, per il primo ciclo di istruzione, settore più colpito in tutta la regione dagli effetti del calo demografico, si può evidenziare come la diminuzione degli iscritti non abbia determinato una diminuzione altrettanto consistente sia delle sezioni e classi che dei docenti. Scendendo nel particolare, nella scuola dell’infanzia e primaria si è registrato, nelle zone del terremoto, un calo, rispettivamente del 3,95 e 1,67%, di iscrizioni, contro un aumento degli alunni della scuola secondaria di primo grado dello 0,52%. Complessivamente si registra dunque un calo dell’1,61% nelle scuole del primo ciclo. A fronte di questi dati, il numero delle sezioni e classi autorizzate e dei docenti è diminuito in misura minore, rispettivamente del 2,43 e dell’1,71% alla scuola dell’infanzia e dello 0,64 e dello 0,06% alla scuola primaria, mentre, in controtendenza, il numero di classi e posti è cresciuto nella secondaria di I grado dell’1,67 e dell’1,64%. Il che ha portato a un miglioramento percentuale sia del rapporto alunni/classi che di quello tra alunni e insegnanti."
"Percentuali che comportano, nei tre ordini di scuola, incrementi della spesa per alunno rispettivamente dell’1,9, dell’1,5 e dello 0,9%. Dati apparentemente poco rilevanti che non consentono tuttavia di parlare di taglio delle risorse, ma che evidenziano l’attenzione dell’amministrazione alle esigenze poste dalle scuole a garanzia del regolare funzionamento del servizio istruzione sul territorio. Va peraltro aggiunto, in proposito, che, in fase di adeguamento degli organici alla situazione di fatto, per il prossimo anno scolastico, sono state in questi giorni autorizzate, a livello regionale, 14 nuove classi delle scuole secondarie (3 per il I e 11 per il II grado) e l’istituzione di 232 posti di personale ATA in deroga" conclude il Miur.
L'incidente si è verificato nel pomeriggio di oggi, qualche minuto prima delle 17:00, in zona Casali di Ussita.
Due alianti, mentre si trovavano in volo, provenienti da Rieti, sono precipitati nel territorio montano; ancora da chiarire l'esatta dinamica di quanto accaduto anche se da una prima ricostruzione sembra che i due velivoli si siano scontrati mentre si trovavano in cielo.
Dopo lo scontro uno dei due mezzi aerei è riuscito a ripartire quota, facendo ritorno a Rieti, mentre per l'altro si sono rese necessarie le operazioni di recupero in quanto è precipitato a terra e non riusciva a ripartire. Immediato l'arrivo sul posto dei sanitari del 118. I militi della pubblica assistenza hanno deciso di allertare l'eliambulanza che poi non si è resa necessaria.
Le condizioni infatti del pilota alla guida del velivolo che è finito a terra non sono preoccupanti. L'uomo, che si è buttato con il paracadute, è stato recuperato dalla squadra del Soccorso Alpino di terra di Macerata.
Vinicio Capossela è stato il protagonista del gran finale dell'edizione 2019 di RisorgiMarche. Il verde prato del santuario di Macereto ha ospitato il concerto dell'eclettico cantautore che ha richiamato fan da tutta Italia nell'incantevole scenario posto al confine dei Comuni di Pieve Torina, Ussita, Valfornace e Visso.
Capossela si è esibito trasportando il pubblico nelle oniriche atmosfere della sua musica per poi far scatenare nelle danze i presenti con canti ripresi da diverse tradizioni popolari regionali. Momenti di intensa poesia uniti a psichedeliche ritmiche dal sapore bucolico. Presente al concerto anche il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci. Sotto il profilo organizzato nessun problema è stato riscontrato, confermando quella di quest'anno come una delle edizioni più riuscite sotto questo profilo.
Di seguito la fotogallery che racconta la giornata:
Anche la terza edizione di RisorgiMarche sta giungendo al termine. L'edizione 2019 del Festival ideato da Neri Marcorè per la rinascita dei luoghi colpiti dal sisma si concluderà domani a Macereto, tra i comuni di Pieve Torina, Ussita, Visso e Valfornace, dove l'anno scorso si esibì Francesco De Gregori il 3 agosto, con il concerto di Vinicio Capossela.
Un'edizione fortunatissima come le due precedenti quella che è andata in scena quest'anno nei fantastici luoghi dei Monti Sibillini colpiti dal sisma di tre anni fa. Al debutto Nek che si è esibito l'11 luglio a Poggio San Romualdo. A seguire il concerto a sorpresa di Stefano Bollani e Hamilton De Holanda che hanno cantato a Fosso Vallonica il 15 luglio. E ancora Tosca che ha incantato i Piani di Monte Torroncello il 18 luglio e Pacifico che tre giorni dopo si è esibito sul Monte Fraitunno. Il 30 luglio in 20mila hanno assistito al concerto attesissimo di Marco Mengoni in località Fontanelle e il giorno dopo Edoardo Bennato si è esibito sui Piani di Monte Gemmo. Penultimo appuntamento ancora un concerto a sorpresa con Arisa che ha cantato a Spelonga il 2 agosto. Domani attesissimo Vinicio Capossela che si esibirà appunto a Macereto.
La terza edizione ha anche ampliato per la prima volta il format del Festival arricchendo la proposta dei classici concerti con appuntamenti al tramonto nei borghi ed escurioni che hanno fatto registrare un sold out dopo l'altro.
Domani sarà possibile raggiungere il luogo del concerto attraverso tre percorsi, puntualmente segnalati dagli organizzatori di RisorgiMarche e chissà che Neri Marcorè non annuncerà anche la quarta edizione del Festival.
Procedono i lavori di ripristino delle strade nelle zone colpite dal sisma del 2016. Ieri pomeriggio è stata inaugurata la riapertura del tratto della strada provinciale 96 che collega il centro abitato di Pieve Torina alla frazione di Fiume e che conduce poi a Colfiorito.
Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza del Governatore Luca Ceriscioli, del sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci, del Presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari e dell’ingegnere Fulvio Soccodato dell’ANAS. Insieme a loro anche l’ingegnere della Provincia Alessandro Mecozzi, Fabrizio De Franciscis e Luca Cerato dell’ANAS, il parroco Don Candido Pelosi.
“Un territorio meraviglioso che da oggi si riprende un’infrastruttura in più. Numerose strade provinciali in questa zona erano interrotte, o del tutto o in modo parziale - afferma Pettinari - e ora le stiamo ripristinando quasi tutte: ogni collegamento che diventa di nuovo disponibile segna un passo avanti per il rilancio di queste zone, non si può pensare alla ricostruzione senza neppure avere le strade per accedere al nostro entroterra. Ci sono ancora strade chiuse come la “Ussita - Casali”, la “Castelsantangelo - Castelluccio” che apre sono nel fine settimana per permettere durante la settimana ai cantieri di procedere spediti con i lavori, e la “Frontignano - Castelsantangelo”. Queste strade devono essere riaperte il prima possibile e c’è tutto il nostro impegno. L’obiettivo si potrà raggiungere contando sull’attuale collaborazione tra enti locali, Provincia, Regione, il soggetto attuatore che è la Protezione Civile con l’ing. Soccodato, e la struttura ANAS”.
Mancata distribuzione dei quotidiani nell'area del cratere sismico. In un'interrogazione presentata questa mattina il consigliere regionale Enzo Giancarli chiede al presidente della Giunta regionale di valutare la possibilità che sia la Regione a finanziare il servizio.
"Sappiamo quanto l'informazione sia un aspetto fondamentale di libertà e democrazia per i cittadini – afferma Giancarli –. Pertanto è indispensabile che, come stabilito anche dal secondo comma dell'articolo 3 della Costituzione italiana, venga rimosso qualsiasi ostacolo che possa limitare la libertà e l'uguaglianza dei cittadini e possa impedire il pieno sviluppo della persona umana".
A lanciare l'allarme della mancata consegna di quotidiani e giornali in molte delle località colpite dal sisma del 2016, il Sindacato giornalisti marchigiani che ha segnalato, in particolare, i casi di Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera e Arquata del Tronto. "In questi territori – riprende Giancarli – molti dei residenti rimasti o delle persone che li frequentano sono anziani che generalmente utilizzano i tradizionali mezzi di informazione cartacei, che rappresentano, dunque, il principale strumento di conoscenza di quanto accade non solo a livello locale, ma anche nel nostro Paese e nel mondo. È noto, inoltre, che la viabilità in alcune zone continua ad essere piuttosto disagiata e comporta dei tempi di percorrenza più lunghi rispetto a quelli possibili prima del terremoto. Tutto questo, purtroppo, ha fatto sì che l'agenzia di distribuzione dei giornali in quest'area ritenesse non più remunerativo prestare il servizio. Un assenza di servizio – prosegue Giancarli – al quale ritengo, in questa situazione, possano e debbano porre rimedio le istituzioni pubbliche poiché il diritto all'informazione dei cittadini è garanzia di democrazia. Un cittadino informato, infatti, può elaborare proprie idee e posizioni, e quindi scegliere liberamente ogni qualvolta venga chiamato a decidere nel contesto della partecipazione democratica alla vita del Paese. Pertando tale diritto va assicurato anche laddove le regole economiche del libero mercato non permettono l'incontro fra la domanda e l'offerta. Per questo – conclude il consigliere – chiedo al presidente della Giunta regionale se è a conoscenza del problema e se non ritenga necessario compartecipare con risorse finanziarie della Regione Marche alla sua soluzione".
Non c'è pace per il comune di Ussita. È di oggi la notizia delle dimissioni del sindaco Vincenzo Marini Marini. Il dimissionario primo cittadino era stato eletto appena lo scorso anno, prima di lui il Comune era stato retto da un commissario, per via delle dimissioni del precedentente sindaco, Marco Rinaldi.
Ha maturato la decisione nel tempo, come spiega in una nota, e oggi l’ha formalizzata. Tra i motivi, spiega, "il fatto che non gli è possibile essere presente nella cittadina se non una volta a settimana, ma anche le critiche dello scorso gennaio su di un contributo offerto al Comune per la realizzazione del centro di comunità Papa Francesco".
Il primo cittadino dimissionario si dice "rammaricato e deluso sia perché avevo sinceramente creduto, e con forza, nell’incarico di sindaco di Ussita, sia perché queste dimissioni sono la presa d’atto dell’insuccesso di una iniziativa (quella del centro di comunità Papa Francesco), ma ritengo che quando si constata, come per me è avvenuto, che non sì riesce a realizzare ciò che si voleva, se ne debba prendere atto e trarne con determinazione le conseguenze".
"Il nuovo sindaco- continua Marini - troverà un Comune senza disavanzo e con la possibilità di utilizzare pressochè liberamente le consistenti somme rivenienti dal risarcimento assicurativo per i danni da terremoto".
Il ritmo del respiro, passo dopo passo, nota dopo nota. Dopo il successo delle edizioni precedenti, “Il Jazz italiano per le terre del sisma” torna con un’edizione rinnovata in prima linea nelle terre del cratere delle quattro regioni coinvolte – Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria - confermando l’impegno e l’organizzazione della Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano” – con il coordinamento operativo della Associazione I-Jazz – insieme a Mibac, il Main Sponsor SIAE-Società Italiana degli Autori ed Editori, NuovoIMAIE e ai molti partner tecnici coinvolti.
La conferenza stampa di ieri a Roma al Mibac, avvenuta alla presenza anche del sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività culturali Gianluca Vacca, del direttore artistico Paolo Fresu, della SIAE nella persona di Gaetano Blandini, del Presidente del NUOVOIMAIE Andrea Miccichè e del Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, ha visto anche la partecipazione al tavolo dei conferenzieri di Daniele Massimi, Presidente di Musicamdo Jazz.
Un’edizione, questa del 2019, che conferma la grande maratona musicale all’Aquila (con inizio la sera del 31 agosto e concerti in molteplici location della città domenica 1° settembre) e pone all’attenzione del pubblico due vere rivoluzioni che ne caratterizzano il rinnovamento: una settimana di concerti e trekking nel cuore delle Terre del Sisma tra le regioni citate organizzata da I-Jazz attraverso i propri soci Musicamdo, Young Jazz e Fara Music in collaborazione con Associazione Movimento Tellurico, Trekking, ecologia e Solidarietà e il focus al femminile del programma concertistico dell’Aquila
Dal 24 al 31 agosto, infatti, come spiega Massimi in conferenza stampa che è capofila di questa novità, il progetto prende la forma di un percorso di musica e trekking, un viaggio a piedi alla scoperta dell’entroterra di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, per esprimere solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma, sostenere la micro-economia locale e mantenere alta l’attenzione attraverso un cammino a passo lento, uniti dalla passione e dall’amore per il linguaggio universale della musica.
L’iniziativa propone una marcia itinerante solidale e musicale con tappe nei luoghi simbolo delle terre colpite dal sisma. Ogni giorno sarà caratterizzato da concerti gratuiti aperti al pubblico e un percorso escursionistico - da 2 a 7 giorni di cammino - che, partendo da Camerino attraversa Fiastra, Ussita, Castelluccio, Norcia, Accumoli, Amatrice per arrivare a L’Aquila, percorrendo sentieri, strade di campagna, alcuni tratti di strade asfaltate in prossimità dei paesi, con viste panoramiche che spaziano dagli Appennini, ai Monti Sibillini fino ai piedi del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.
Un programma innovativo di musica, trekking e solidarietà diffuso nelle terre mutate dal sisma, per scoprire luoghi di alto interesse paesaggistico e naturalistico e conoscere le specificità enogastronomiche locali, con concerti diffusi e percorsi escursionistici che permetteranno a turisti e appassionati, di viaggiare a piedi nelle Terre Mutate, insieme a una carovana itinerante.
Un’idea progettuale portata avanti da I-Jazz insieme a Musicamdo (capofila), Young Jazz e Fara Music è realizzata in collaborazione con le amministrazioni locali, le società di guide e organizzazioni culturali/artistiche, associazioni volontarie che con le loro idee stanno già operando in questo territorio (Movimento Tellurico, TAM, RisorgiMarche, Legambiente, Terre di Mezzo Editore e tutti gli operatori nel settore turismo sostenibile quali Active Tourism e molti altri).
Presentata oggi presso la Sala Consiliare del Comune di San Ginesio, la prima edizione de "La Terra Tremano", un festival che si snoda intorno alle parole chiave: Memoria e Territorio, realizzato in collaborazione tra dieci dei Comuni della Provincia maceratese particolarmente coinvolti dal sisma del 2016, e con l'Assessorato alla Cultura e Turismo della Regione Marche.
Il regista ed autore teatrale Giorgio Felicetti, ideatore del Festival, ha presentato il progetto, ed il programma generale del Festival: ”Oggi vede la luce un progetto nato in realtà tre anni fa, subito dopo il sisma, quando abbiamo iniziato ad incontrare le persone più colpite dal sisma; abbiamo prodotto uno spettacolo, che doveva necessariamente essere allestito lì dove tutto era successo. Questo festival è l’occasione per far arrivare "La Terra Tremano" in quasi tutto l’alto maceratese, fuori dai teatri, ma dentro i paesi feriti. Era molto importante per noi, abbiamo costruito allora un format Festival che oltre allo spettacolo teatrale, propone durante le dieci giornate altri appuntamenti artistici, intorno alle parole memoria e territorio. Nasce un festival che certo richiamerà un turismo culturale, ma che, per ricreare quel senso di comunità, si rivolge soprattutto alle popolazioni residenti e resistenti, specie quelle delle giovani generazioni, e degli anziani, particolarmente presenti, per capire insieme com’è cambiato, come sta cambiando e come cambierà ancora il paesaggio umano ed ambientale nelle Marche, dopo il sisma.
È un festival che nasce dai territori - ha continuato Felicetti - , in uno scambio vero tra ospiti, pubblico, turisti e residenti. E per questo il festival entrerà nel cuore dei paesi, proprio dentro ai centri storici: abbiamo scelto, insieme ai Sindaci, i siti più importanti e significativi per le nostre comunità, come a San Ginesio, dove sabato 27 prossimo, riapriremo al pubblico il Chiostro di San’Agostino; a Valfornace saremo nella centrale Piazza Vittorio Veneto; a Fiastra, nella notte di San Lorenzo, saremo in riva al lago, proprio a san Lorenzo di Fiastra; a Bolognola, ci godremo il tramonto sui Sibillini, salendo a Pintura, luogo simbolo dell’attività turistica e paesaggistica del paese; a Sarnano saremo nella centralissima Piazza Alta e nella Chiesa di Santa Maria, appena riaperta; a Visso, a tre anni esatti da Amatrice, allestiremo una versione speciale dello spettacolo dentro la storica e bellissima piazza Martiri; nel borgo antico di Monte Cavallo saremo nella piazzetta del Comune; ad Ussita saremo nel cuore delle comunità residenti, il Parco Giochi del Paese; anche a Camporotondo allestiremo nella piazza del centro storico; infine a Pieve Torina, a chiusura festival, abbiamo scelto un luogo molto particolare: la piazza dei nuovi insediamenti SAE, un luogo che significa il presente della nostra gente, lo stato attuale, ma che da lì vuole far partire uno sguardo verso un futuro diverso e pieno di speranza".
È intervenuto anche l'Assessore Regionale per l'area Cultura e Turismo, Moreno Pieroni, il quale ha sottolineato che il Festival si pone come "Bellezza nella bellezza", quale evento che valorizza cultura e turismo nei territori duramente colpiti dal sisma del 2016 con l'obiettivo di coinvolgere direttamente la cittadinanza dei Comuni interessati.
Pieroni ha evidenziato come:” il Festival sia un buon esempio di sinergia tra Regione Marche ed Amministrazioni Comunali dei paesi coinvolti dal sisma, al fine di mandare un messaggio ai concittadini di rinascita, volgendo lo sguardo ad una dimensione futura per la vita di questi territori”.
Il Sindaco di San Ginesio Giuliano Giabocco, insieme al Sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia, e il Vicesindaco di Camporotondo Leonardo Roselli, hanno sottolineato il contributo fondamentale da parte della Regione Marche, che ha permesso la realizzazione di questo Festival attraverso il bando MiBact, riconoscendo l’eccellenza di una rete costruita dai dieci Comuni. Il Sindaco Ciabocco ha inoltre evidenziato come, nell’estrema difficoltà che, dal 2016, i cittadini dei paesi colpiti si trovano tuttora a fronteggiare, ed in una situazione di stallo burocratico, è un importante segnale di forza organizzare questo festival per la memoria del territorio, che fa sentire la popolazione vicina, e riconosce l'immensa forza d'animo che, a dispetto delle avversità, ancora sostiene le popolazioni "resistenti".
Il programma si svilupperà in dieci giornate: a San Ginesio comune capofila, il 27 luglio, poi Valfornace il 3 agosto, Fiastra il 10 agosto,Bolognola il 14 agosto, Sarnano il 18 agosto, Visso il 24 agosto, Monte Cavallo il 28 agosto, Ussita il 31 agosto, Camporotondo di Fiastrone il 7 settembre, ed infine Pieve Torina il 15 settembre.
Oltre agli spettacoli teatrali, sono previsti incontri a tema Memoria e Territorio dell’Appennino, con scrittori, giornalisti, concerti musicali, visite guidate, e ristorazione con prodotti tipici dei Sibillini, ed altre iniziative per l’infanzia, per gli anziani, per le comunità rimaste, in collaborazione con le realtà presenti nel territorio.
ALCUNI OSPITI:
Memoria e Territorio sono le parole chiave che hanno portato a scegliere gli ospiti di questo Festival, come in apertura, il 27 luglio a San Ginesio, gli straordinari Fratelli Mancuso, i maggiori cantori di quella Sicilia antica che, nella sua cultura e nella sua storia conserva tracce di millenarie culture mediterranee, una Sicilia che ben conosce la forza distruttrice dei terremoti.
La scrittrice Lucia Tancredi, invece, porterà il pubblico in viaggio tra le maggiori opere d’arte presenti nel cratere sismico marchigiano.
La scrittrice Simona Vinci, già vincitrice del Premio Campiello, e divenuta madre proprio sotto le scosse del terremoto di Finale Emilia, ha scritto pagine bellissime e toccanti dopo la sua esperienza, dialogherà ancora con Lucia Tancredi su Coraggio e Paura.
Ci sarà lo scrittore Umberto Mangani che presenterà il suo "Veda dei Sibillini".
Valerio Corzani, Erica Scherl, Lorenzo Marquez ed Olena Kurkina proporranno un reading esilarante, leggero, e raffinatissimo, da "Le Galline Pensierose" di Luigi Malerba.
Dalla Basilicata e dall’Irpiniaci sarà il più grande uklulelista al mondo insieme di un genio delle percussioni, ovvero il concerto del formidabile duo Danilo Vignola e Giò Di Donna.
Altri ospiti si stanno aggiungendo proprio in questi giorni, e saranno svelati prima di ogni data.
Ma è nello spettacolo che dà nome al festival,la Terra Tremano che si vivrà il senso vero di una comunità che si ritrova per ascoltare la propria storia, il proprio accaduto, il proprio vissuto, nella catarsi collettiva. Personaggi a testa in giù: i pastori sotto le stelle che vedono implodere Amatrice, gli uomini e le donne in disperata fuga dai loro paesi, i bambini di Pescara del Tronto, e gli sradicati, gli spaesati, le tante, troppe voci strappate da Visso o San Ginesio o Pieve Torina, fanno de La Terra Tremano un urlo, una testimonianza, un punto di memoria, un’invocazione, una preghiera, una lettera aperta, scritta proprio con le lacrime e la forza di chi, nonostante tutto, resta ancora aggrappato alla sua terra. C’è forte, la voglia di andare avanti, oltre le macerie. Oltre la rabbia. In questi luoghi dell’Appennino, nel centro dell’Italia, in mezzo e sopra la natura, si può vivere, perché è bellissimo. Ma è urgente e necessario scegliere come farlo. Allora è il tempo di raccontare e di ascoltare questa storia. Perché riguarda tutti noi. Nessuno escluso.
La Terra Tremano Festival è gemellato con Rive Festival, tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito.
Venerdì scorso, 12 luglio, si è svolto un incontro con i Comuni facenti parte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini che ha avuto l’obiettivo di conoscere la disponibilità di ciascun ente in merito alla possibilità di interventi di efficientamento energetico del proprio patrimonio immobiliare nell’ambito del progetto del Ministero dell’Ambiente che finanzia lavori finalizzati alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici.
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è destinatario, insieme ad altri Parchi, di un importante finanziamento da parte del Ministero dell’Ambiente, pari a circa 3 milioni e 800 mila euro.
All’incontro, tenutosi a Visso presso la sede del Parco, hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni di Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Montegallo, Pievetorina, Preci, Ussita e Valfornace. Durante il confronto è emersa l’attenzione e la disponibilità dei Comuni presenti sui temi dell’efficienza energetica e della produzione di energia da fonti rinnovabili e, nel contempo però, l’indisponibilità di gran parte del patrimonio immobiliare pubblico a seguito degli eventi sismici.
“Sono 760.000 euro i fondi destinati dal Consiglio Direttivo del Parco all’efficienza energetica del patrimonio comunale” sottolinea Alessandro Gentilucci, presidente pro tempore del Parco e sindaco del Comune di Pieve Torina, “una cifra importante che potrebbe innescare ulteriori effetti moltiplicatori e rendere questo scenario innovativo ancor più interessante poiché apre a prospettive di sviluppo del territorio in linea con quelle che sono le priorità del Parco”.
Entro il 23 luglio ciascun Comune potrà presentare le sue proposte progettuali che verranno valutate e discusse nel prossimo Consiglio Direttivo del Parco.