In merito alle notizie diffuse nei giorni scorsi sulla situazione della strada statale 78 in località Callarella, sollevate dal consigliere Andrea Merli, il Comune di Sarnano interviene per chiarire la propria posizione.
Secondo quanto comunicato dall’Ufficio Stampa del Comune,"l’amministrazione si è attivata tempestivamente già dall’estate scorsa, richiedendo formalmente l’intervento dell’Anas a seguito della caduta di massi sulla carreggiata". "Le sollecitazioni sono state ribadite più volte attraverso colloqui istituzionali e comunicazioni ufficiali, l’ultima delle quali inviata solo pochi giorni fa".
Attualmente, i lavori sulla statale risultano fermi da mesi, con conseguente regolamentazione della viabilità tramite impianto semaforico e senso unico alternato. Una situazione che continua a generare disagi per automobilisti e residenti.
“Al di là delle sterili polemiche, vogliamo sottolineare che l’ufficio tecnico comunale mantiene un costante dialogo con i responsabili dell’Anas per concordare e sollecitare l’avvio degli interventi nel più breve tempo possibile”, si legge nella nota del Comune.
Il Comune evidenzia inoltre come la riapertura recente della strada provinciale 120, avvenuta a inizio dicembre con il congiungimento delle gallerie verso Sassotetto, abbia richiesto ulteriori coordinamenti istituzionali, "dimostrando l’impegno dell’amministrazione nel garantire la sicurezza e la viabilità sul territorio".
La pazienza lungo la Statale 78 sembra essere arrivata al limite. Il nodo della discordia è il restringimento di carreggiata in località Callarella, nel territorio comunale di Sarnano, dove da mesi un semaforo regola il traffico a senso unico alternato a causa della caduta di alcuni massi da una parete adiacente. Una situazione di stallo che ha spinto Andrea Merli, consigliere comunale di minoranza della lista "Insieme per Sarnano", a passare dalle segnalazioni verbali ai fatti, inviando una formale diffida alla direzione dell’Anas.
"Da mesi è presente un semaforo che riduce la viabilità a senso unico alternato perché da una parete sono caduti alcuni sassi, e da mesi nessuno ha mai fatto nulla", spiega Merli, sottolineando come il disagio stia colpendo duramente la comunità locale e chiunque si trovi a percorrere l'arteria che collega l'entroterra.
Nella diffida inviata ai vertici della società che gestisce la rete stradale, il consigliere entra nel merito dei rischi legati alla sicurezza: "Lungo la SS 78, in località Callarella, persiste ormai da diversi mesi un restringimento di carreggiata regolato da impianto semaforico a senso unico alternato; tale limitazione della circolazione sta causando gravissimi disagi alla cittadinanza, ai pendolari e alle attività economiche locali, protraendosi ben oltre i tempi ragionevoli per un intervento di ripristino ordinario", scrive Merli nel documento.
Il timore principale riguarda la gestione delle emergenze, poiché quel tratto di strada è vitale per il transito delle ambulanze e dei mezzi antincendio: "La presenza del semaforo rappresenta un concreto ed elevato rischio per la sicurezza pubblica: le code e l'attesa prolungata ostacolano sensibilmente il transito dei mezzi di soccorso (ambulanze, vigili del fuoco, forze dell'ordine), potendone compromettere la tempestività d'intervento sia in fase di arrivo nel Comune di Sarnano, sia nel trasporto d’urgenza verso i presidi ospedalieri", si legge nel testo della diffida.
Merli punta il dito anche sulla mancanza di trasparenza riguardo al cantiere, che al momento apparirebbe fermo: "La durata della limitazione, in assenza di cantieri attivi o di una chiara tempistica di risoluzione, configura una potenziale omissione nella corretta manutenzione e gestione del sedime stradale".
L'istanza presentata dal consigliere si conclude con una richiesta perentoria di risposte e un avvertimento sulle possibili conseguenze legali. "Si richiede di conoscere formalmente le motivazioni tecniche che hanno impedito finora la risoluzione del problema e il cronoprogramma definitivo dei lavori di messa in sicurezza”, conclude Merli, precisando che "in caso di danni a persone o cose derivanti direttamente o indirettamente dalla permanenza del suddetto impianto semaforico o da ritardi nei soccorsi causati dal blocco della viabilità, la responsabilità ricadrà interamente su codesta Società (Anas, ndr) e sui responsabili della gestione del tratto stradale in oggetto".
In occasione dell’ottocentenario della morte di San Francesco d’Assisi, VianDante Ass. Culturale / Arte Nomade, in collaborazione con i Comuni di Venarotta, Comunanza, Sarnano, Valfornace e Serravalle di Chienti, promuove “Festival in Cammino”, il primo festival culturale itinerante lungo il Cammino Francescano della Marca, in programma dal 30 maggio al 6 giugno 2026, da Ascoli Piceno ad Assisi.
L’iniziativa propone un’edizione speciale del cammino francescano marchigiano, inserita in un progetto condiviso con tutti i cammini francescani d’Italia. L’obiettivo è quello di celebrare l’Ottocentenario attraverso un pellegrinaggio collettivo che, come i raggi di una ruota, vedrà idealmente convergere ad Assisi percorsi, persone e comunità diverse, unite dal messaggio universale di San Francesco.
Cuore del progetto è il Festival in Cammino, un format culturale diffuso che accompagnerà i partecipanti lungo il percorso o al termine delle singole tappe. Il programma prevede musica, reading, teatro, conferenze e interventi artistici ispirati alla figura di San Francesco e al francescanesimo, trasformando il cammino in un’esperienza che intreccia spiritualità, cultura e partecipazione.
Il percorso si svilupperà in otto tappe, con partenza da Ascoli Piceno il 30 maggio e arrivo ad Assisi il 6 giugno, attraversando Venarotta, Comunanza, Sarnano, Montalto di Cessapalombo, Pievebovigliana, Serravalle di Chienti e Pale. Il cammino potrà essere percorso esclusivamente a piedi, integralmente o per singole tappe, e si svolgerà al raggiungimento di un minimo di trenta partecipanti, fino a un massimo di settantasei.
Sono previste due modalità di partecipazione. L'opzione comfort, a numero chiuso, comprende pernottamenti in strutture di accoglienza e pasti organizzati. L’opzione francescana, più essenziale, prevede invece la sistemazione in tenda o bivacco, con spazi di campeggio temporaneo autorizzati dai Comuni di fine tappa e dotati di servizi igienici, sia in aree all’aperto sia in strutture comunali. Nei pressi dei punti di accoglienza dei pellegrini saranno presenti stand gastronomici a cura di food truck o Pro Loco locali, con consumazioni a carico dei partecipanti.
Il Cammino Francescano della Marca ripercorre l’itinerario seguito da San Francesco nel 1215 durante le sue predicazioni nelle Marche meridionali e collega idealmente il sepolcro di Sant’Emidio, ad Ascoli Piceno, con la tomba del Santo ad Assisi. Lungo i suoi circa 166 chilometri, il percorso attraversa territori di straordinario valore naturalistico e storico, toccando quattro parchi naturali – Monte Subasio, Altolina, Colfiorito e Parco Nazionale dei Monti Sibillini – e offrendo una grande varietà di paesaggi, dalle sorgenti e dai corsi d’acqua agli altopiani, dai boschi alle forre, fino ai crinali panoramici che si affacciano sull’Adriatico.
Il cammino interesserà anche aree colpite dal sisma del 2016, di cui ricorre il decennale, assumendo così un significato ulteriore di memoria e vicinanza alle comunità locali, e toccherà importanti centri di interesse storico e artistico come Ascoli Piceno, Amandola, Sarnano, Foligno, Spello e Assisi. Per informazioni e adesioni è possibile scrivere all’indirizzo camminofrancescano@gmail.com.
Non è soltanto un anniversario, ma il racconto di una comunità che ha saputo crescere guardando al futuro. Il prossimo 13 gennaio 2026, il Liceo Scientifico dell’Istituto Omnicomprensivo “A. Gentili – V. Tortoreto” di Sarnano festeggerà i suoi cinquant’anni di attività, celebrando mezzo secolo di formazione, innovazione e passione educativa.
Dalle prime lezioni avviate nel 1975 fino ai laboratori digitali e alle nuove frontiere della didattica contemporanea, il Liceo ha accompagnato generazioni di studenti, diventando un punto di riferimento culturale e formativo per l’intero territorio. Per celebrare questo importante traguardo, la scuola ha organizzato una giornata-evento aperta alla comunità, ricca di contenuti, ospiti di prestigio e momenti di forte valore simbolico.
La mattinata, in programma dalle 8.30 alle 12.30 presso la Sala Congressi di Sarnano, sarà dedicata alla riflessione e al confronto. Dopo i saluti istituzionali delle autorità regionali e della dirigente scolastica, Brigida Cristallo, si susseguiranno quattro lectio magistralis affidate a esponenti di primo piano del mondo accademico e della ricerca.
Il professor Massimo Sargolini affronterà il tema della rinascita dei territori e del ruolo della formazione nelle aree fragili; il professor emerito Fulvio Esposito (OCSE) offrirà una lettura critica e consapevole delle tecnologie emergenti; il professor emerito Filippo Mignini (Accademia dei Lincei) guiderà il pubblico attraverso la storia del pensiero come chiave per comprendere il futuro; mentre la professoressa Francesca Spigarelli parlerà di cooperazione internazionale e crescita inclusiva.
Momento particolarmente significativo sarà il dialogo tra le prime generazioni di studenti del 1975 e i maturandi del 2026, un simbolico passaggio di testimone che unirà passato e futuro in un confronto carico di emozione.
Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 17.30, l’attenzione si sposterà all’interno del Liceo con l’iniziativa “Scuola Aperta”, un percorso esperienziale guidato direttamente dagli studenti. I visitatori potranno immergersi nei laboratori STEM, scoprire i progetti di multilinguismo e conoscere da vicino le attività didattiche che caratterizzano l’offerta formativa dell’istituto. L’intera giornata sarà raccontata in diretta dalla Web Radio di Istituto, con la conduzione di David Romano, rendendo l’evento ancora più partecipato e condiviso.
Un anniversario che non celebra solo la storia di una scuola, ma l’identità di un territorio che continua a investire nella conoscenza come strumento di crescita e futuro.
Infortunio sulla pista di pattinaggio a Sarnano: soccorsa una bambina di tre anni. L'incidente si è verificato nella mattinata di sabato, intorno alle ore 12:00. Secondo le ricostruzioni dell'accaduto, la piccola sarebbe caduta mentre si trovava sulla superficie ghiacciata; nello stesso istante, un uomo che pattinava nelle vicinanze l'avrebbe colpita accidentalmente alla mano sinistra con la lama del pattino.
L'impatto ha causato la lesione profonda di una falange del mignolo. Immediato l'intervento dei sanitari del 118 che, dopo aver prestato le prime cure sul posto e valutato l'entità del trauma, hanno predisposto il trasferimento della minore all'ospedale pediatrico Salesi di Ancona.
Nel pomeriggio di ieri, la bambina è stata sottoposta a un intervento chirurgico presso il presidio pediatrico specializzato, finalizzato alla ricostruzione del dito lesionato.
L'inverno a Sassotetto è partito con il piede giusto, dimostrando che la voglia di montagna va ormai oltre le semplici previsioni del tempo. Alla Baita Solaria, la stagione procede con un entusiasmo che conferma quanto le vette marchigiane sappiano essere attrattive anche fuori dai canoni tradizionali. Grazie a un equilibrio tra accoglienza calorosa e capacità di reinventarsi, la struttura, gestita da Giulia Antonelli, è diventata un punto di ritrovo fondamentale: tra i celebri "pranzi spettacolo" e una programmazione attenta alle nuove esigenze del pubblico, la baita racconta oggi un modo nuovo e originale di vivere il turismo d'alta quota.
L'andamento della stagione ha beneficiato di un avvio anticipato, garantendo una continuità nelle presenze fin dai primi freddi. Giulia Antonelli spiega: "Non ci possiamo lamentare; avendo iniziato con la neve già da fine novembre, siamo riusciti a riempire fin da subito sia gli impianti che le baite. Anche in questo fine settimana, pure senza neve, è stato quasi pieno”.
In vista del calendario natalizio, la scelta è stata quella di modulare l'offerta alternando momenti di quiete a grandi appuntamenti collettivi. La gestione sottolinea: "Il 24, 25 dicembre vorremmo mantenere un'atmosfera più calma e tranquilla. Per il 26, però, abbiamo in programma un grende evento e siamo già abbondantemente sopra con le prenotazioni".
Proprio la domenica è diventata il baricentro dell'animazione a Sassotetto, con un format che fonde enogastronomia e intrattenimento. Sulla natura di questi appuntamenti, Antonelli dichiara: "Le domeniche sono sempre all’insegna dei pranzi spettacolo: un pranzo lungo che inizia dall’ora di pranzo e va a finire verso le 16:30 o le 17:00. Tra una portata e l’altra ci sono vari momenti di intrattenimento dove si balla".
L'ottima risposta del pubblico si riflette chiaramente anche nelle prenotazioni per l'ultima notte dell'anno, che registrano numeri vicini alla capienza massima. In merito al prossimo Capodanno, viene precisato: "Siamo già quasi sold out. Per l'ospitalità delle camere siamo pieni, mentre per il cenone sono rimasti gli ultimi posti a disposizione. Anche la navetta siamo riusciti a riempirla tutta”.
L'affluenza a Baita Solaria rivela inoltre una doppia anima, capace di attrarre target differenti a seconda del periodo della settimana. Sulla tipologia di clientela, la gestrice osserva: "Il fine settimana è più vivo, con un pubblico giovane e ragazzi che ballano. Durante la settimana, invece, è una montagna più da passeggiata, più autentica".
Infine, l'analisi si sposta sulla necessità di ripensare il modello economico della montagna per far fronte alle incertezze climatiche. Riguardo alle difficoltà gestionali, Giulia Antonelli conclude: "Il clima è drasticamente cambiato, per questo stiamo puntando sulla destagionalizzazione. Se la montagna restasse impostata solamente per la parte invernale, non riuscirebbe più a essere sostenibile".
Una giornata importante per il Comune di Sarnano che a quasi 10 anni dal sisma che nel 2016 ha segnato il territorio sarnanese e il centro Italia ha assegnato la cittadinanza onoraria a tre personalità non residenti nel paese che si sono distinte "per il loro particolare impegno morale, civile e umanitario a favore della comunità di Sarnano".
Durante la cerimonia ufficiale che si è tenuta in mattinata nella sala congressi “Manfredo Gentili” a Sarnano è stata conferita la cittadinanza onoraria a Veronica Berti, vicepresidente della Andrea Bocelli Foundation, ad Arianna Roberta Alessi, vicepresidente della Only The Brave Foundation, e a Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia.
"Il riconoscimento è motivato dal profondo gesto di solidarietà compiuto dal giorno successivo del sisma del 2016 che ha colpito duramente il paese rendendo inagibili numerose edifici pubblici e scuole. Nello specifico, grazie al lavoro e al sostegno della Protezione Civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è stato possibile, in soli 114 giorni, ricostruire la scuola dell’infanzia “Benedetto Costa”, costruita con criteri moderni, antisismici ed ecosostenibili".
Va, invece, all’Andrea Bocelli Foundation e alla Only The Brave Foundation, per l’impegno diretto delle rispettive Vicepresidenti che si sono fatte promotrice della Scuola Secondaria di primo grado “Giacomo Leopardi”, il riconoscimento per aver portato a termine in soli 150 giorni, con un progetto innovativo, funzionale e sicuro la ricostruzione della scuola, restituendo così un luogo di crescita e speranza agli studenti di Sarnano.
Interventi importanti per la comunità che non solo hanno garantito la continuità del diritto allo studio in un momento difficile per la cittadinanza, ma hanno rappresentato un atto di vicinanza, altruismo e lavoro condiviso. Con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e delle associazioni Andrea Bocelli Foundation e della Only The Brave Foundation si è mantenuta viva la comunità locale permettendo ai giovani e alle famiglie di rimanere sul territorio avendo un sostegno concreto.
Proprio per esprimere pubblicamente riconoscenza e gratitudine il Comune di Sarnano ha voluto organizzare una cerimonia per premiare chi ha saputo "interpretare il senso più alto del servizio alla collettività, trasformando un gesto di solidarietà in un legame permanente con il nostro territorio. Un momento solenne e partecipato e condiviso".
Un vasto incendio è divampato nel pomeriggio di oggi, intorno alle ore 16:00, nelle campagne di Sarnano, in località Fonte Birilli. Le fiamme, stando alle prime ricostruzioni, sarebbero scaturite da un trattore per poi propagarsi rapidamente a un cumulo di rotoballe di fieno o paglia, creando un rogo.
L'episodio ha richiesto un massiccio intervento dei Vigili del Fuoco. Sul posto sono giunte diverse squadre, supportate da ben quattro autobotti, per fronteggiare la potenza delle fiamme e scongiurare che potessero coinvolgere ulteriormente l'area circostante.
Il rogo è divampato nelle immediate vicinanze di un casolare agricolo, generando momenti di apprensione. Fortunatamente, grazie al pronto intervento dei soccorsi, non si registrano feriti o intossicati.
Le operazioni di spegnimento sono risultate lunghe e complesse a causa del materiale altamente infiammabile coinvolto. Al momento, si sta lavorando per la completa messa in sicurezza dell'area, mentre si ipotizza che un guasto meccanico o un surriscaldamento del mezzo agricolo possa essere la causa scatenante dell'incendio.
Si accende il clima politico sotto le festività natalizie. A parlare è Federico Dari, consigliere comunale e segretario del Partito Democratico di Sarnano, che interviene dopo le critiche ricevute da Fratelli d’Italia durante l’ultimo consiglio comunale. Il Pd locale è stato infatti definito «ondivago» e «corresponsabile delle scelte sbagliate prese», una lettura che Dari respinge con decisione, accusando la maggioranza di voler «nascondere il vero problema per Sarnano e i suoi cittadini: l’immobilismo più totale di questa giunta, frutto della continua litigiosità della maggioranza».
Dari parla apertamente di «lotta fratricida tra i vincitori delle elezioni» che, a suo avviso, starebbe paralizzando la capacità amministrativa: «Questa lotta fratricida nuoce a Sarnano. Come forza di opposizione potrei cercare di trarre politicamente vantaggio da questa situazione. Avrei potuto attaccare, scrivere, sentenziare come fanno altri. Sono invece molto dispiaciuto perché siamo tutti noi cittadini a farne le spese».
Il segretario PD rivendica inoltre la piena autonomia del suo ruolo istituzionale rispetto alle posizioni di partito: «Pur essendo segretario del PD, il voto che esprimo da consigliere comunale viene studiato di volta in volta per garantire il massimo beneficio per il paese e non per seguire direttive di partito». E chiarisce di non voler essere trascinato nelle tensioni interne alla maggioranza: «Non ho nessuna intenzione di prendere parte a questa lotta tra Forza Italia e Fratelli d'Italia».
Dari arriva anche a chiedere un’assunzione di responsabilità da parte della giunta: «Se non sono in grado di governare, dopo che si sono presentati ai cittadini con questo obiettivo, chiedano tutti scusa e si dimettano».
Uno dei punti più duri dell’intervento riguarda la questione Terme, tema ricorrente nel dibattito politico cittadino: «È l'unica cosa che da un anno e mezzo pongono sul tavolo e quando si arriva al voto decisivo Fratelli d'Italia neppure si presenta per votare quello che da sempre sostiene! Siamo alla schizofrenia politica».
Dari elenca poi quelle che ritiene le conseguenze dell’immobilismo amministrativo: «Intanto tutto il resto crolla: strade dissestate o chiuse, un paese vuoto di turisti e residenti, con una programmazione natalizia su cui non infierisco solo perché, appunto, a Natale siamo tutti più buoni». E aggiunge che molte criticità gli vengono segnalate quotidianamente dai cittadini: «Questo paese è fermo, deserto, buio e stanco».
Il consigliere conclude con un appello diretto alla maggioranza: «Fateci un regalo: rilanciate il paese come avete promesso se ne siete in grado e vedrete che avrete anche il mio appoggio e quello di tanti cittadini che non vi hanno votato. Ammesso che abbiate ancora quello di chi ha riposto fiducia in voi».
Nel pomeriggio di venerdì si è tenuta l’Assemblea della Sarnano Terzo Millennio Srl, convocata dal nuovo amministratore per aggiornare i soci sulla situazione patrimoniale riscontrata dopo il suo insediamento nel mese di settembre. Alla riunione hanno preso parte anche gli advisor nominati dalla società, "favorendo un ampio dibattito e un confronto approfondito", sottolinea l'amministrazione comunale di Sarnano.
"Nei mesi scorsi il socio di maggioranza aveva indicato come strada preferibile il ricorso a un concordato preventivo in continuità diretta. L’attuale amministratore, invece, sulla base delle valutazioni emerse e delle indicazioni del nuovo revisore dei conti, ritiene più adeguato avviare una procedura di composizione negoziata della crisi - si legge in una nota diffusa dal Comune -. Lo scenario emerso dal lavoro di ricognizione del bilancio e dall’analisi delle manifestazioni d’interesse ricevute, infatti, risulta diverso da quello inizialmente ipotizzato con il precedente organo amministrativo".
La situazione patrimoniale rimane comunque grave: i debiti superano i 3 milioni di euro e manca una reale continuità aziendale. "Ciò rende urgente l’avvio di una procedura che salvaguardi la società e che consenta di individuare un soggetto terzo, solido e affidabile, capace di garantire un nuovo futuro all’impresa, come richiesto dallo stesso socio di maggioranza - sottolinea il Comune -. È stato inoltre evidenziato come, nonostante la crisi fosse nota da tempo, in passato non sia mai stata attivata alcuna procedura né approfondita la possibilità di una privatizzazione: un elemento che desta particolare sconcerto".
"La nuova gestione, al contrario, ha ritenuto necessario intervenire tempestivamente. È in corso la redazione di una perizia di valutazione che, nell’ambito della procedura di composizione negoziata, verrà sottoposta al Tribunale per assicurare trasparenza, correttezza e oggettività dei valori. Tale documento costituirà anche la base d’asta per la valutazione dei piani industriali che verranno presentati dai soggetti interessati - conclude il Comune -. Rimane chiaro che occorre procedere con rapidità, superando l’immobilismo del passato, con l’auspicio di individuare al più presto un interlocutore realmente motivato a rilevare e risanare la società".
Macerata ha reso omaggio ai suoi migliori atleti nel suggestivo "Teatro della Filarmonica", durante la tradizionale Festa dello Sport, evento che raccoglie ogni anno i protagonisti dello sport provinciale. Tra i premiati di quest’anno spiccano due giovani talenti originari di Sarnano: il pilota Marco Gentili e la ginnasta Anna Piergentili, entrambi insigniti del Diploma al Merito Sportivo per i risultati eccezionali conseguiti nel 2025.
Marco Gentili ha conquistato quest’anno il campionato italiano velocità salita autostoriche classe 1600 (gruppo 5 Silhouette) e si è imposto come primo classificato assoluto del terzo raggruppamento. Un risultato di grande prestigio, considerando che il terzo raggruppamento include vetture storiche di periodi simili, molte delle quali più performanti della sua. La vittoria non solo conferma le sue qualità di pilota, ma ne rafforza la reputazione nel panorama nazionale delle corse automobilistiche storiche.
Anche Anna Piergentili ha vissuto un anno straordinario nel mondo della ginnastica ritmica. Dopo essere passata alla categoria senior e aver fatto il suo ingresso nel Team Italia e nel progetto ROG Road to Olympic Games, Anna ha ottenuto importanti successi internazionali. All’Olimpia Cup di Sofia, Bulgaria, ha vinto oro alla palla, argento al nastro e bronzo all-around. Con la Ginnastica Fabriano si è laureata vicecampionessa italiana nel campionato di Serie A, mentre alla Bosphorus Cup di Istanbul ha conquistato oro a clavette, palla e all-around.
Il suo debutto ai Campionati Assoluti Italiani, riservati alle migliori 25 individualiste italiane, ha visto Anna classificarsi sesta all-around, con tre finali di specialità: bronzo al cerchio e alle clavette, e quarto posto alla palla. Inoltre, al torneo internazionale Prize of Julieta Shismanova di Burgas, in Bulgaria, come atleta del Team Italia, ha vinto oro a palla e clavette, e argento all-around, al nastro e al cerchio.
La consegna del Diploma al Merito Sportivo ha rappresentato il giusto riconoscimento per due atleti che, con impegno e passione, continuano a portare in alto il nome di Sarnano, dimostrando quanto la provincia di Macerata possa vantare talenti di livello nazionale e internazionale.
Domani, venerdì 5 dicembre, verrà riaperto al traffico il tratto della Strada Provinciale 120 che congiunge Sarnano e Bolognola (dal km 5+300 al km 12). Questo tratto era stato provvisoriamente chiuso dal 15 settembre per consentire un intervento urgente di messa in sicurezza. Lo rende noto Anas.
I lavori sono stati realizzati dal soggetto attuatore per il ripristino della viabilità, operante su mandato della Protezione Civile e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e attuati tramite Anas – Struttura Territoriale Marche, in stretto coordinamento con la Provincia di Macerata, proprietaria della strada.
L'investimento complessivo per i lavori ammonta a 3,6 milioni di euro. L'intervento più significativo è stata la costruzione di una nuova galleria artificiale paramassi, lunga circa 50 metri e posizionata strategicamente tra due gallerie preesistenti. Questa è parte essenziale del programma di ripristino e consolidamento del corpo stradale e del versante, previsto nell'ambito della ricostruzione post-sisma.
Le opere realizzate hanno incluso l'installazione di reti e barriere paramassi, la costruzione della nuova galleria artificiale, il consolidamento della sede stradale mediante muro di contenimento e paratia di pali, il rifacimento completo dell’attraversamento idraulico e, infine, le opere di protezione dal rischio valanghe, come le barriere ferma-neve e il rimboschimento.
L'obiettivo prioritario, condiviso tra Anas e Provincia di Macerata, era ripristinare la circolazione prima dell’arrivo della stagione turistica invernale, consentendo la ripresa della viabilità ordinaria e la regolare fruizione del territorio montano.
Inoltre, è stata posta una particolare attenzione al contesto ambientale. Trovandosi il tratto all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, area di elevato pregio naturalistico, le opere sono state realizzate con l'obiettivo di salvaguardare l’integrità dell’habitat e tutelare la fauna autoctona. Tra i soggetti di tutela figura il Rupicapra pyrenaica ornata, in particolare un esemplare maschio noto per frequentare il rilievo interessato dagli interventi.
L'intervento urgente, finalizzato al ripristino delle condizioni di sicurezza ante-sisma, ha così consentito non solo di garantire la funzionalità della strada per la collettività, ma anche di preservare le caratteristiche ambientali del territorio, minimizzando l’impatto sull’ecosistema e assicurando il rispetto delle esigenze di tutela faunistica. Con il completamento delle opere di consolidamento delle pendici rocciose e della sede viaria, la S.P. 120 torna oggi alla piena transitabilità.
"Un anno e mezzo per tornare al punto di partenza". È quanto sostengono i consiglieri di minoranza Stefano Battaglioni, Cristina Tartabini e Andrea Merli in merito alla vicenda delle Terme di Sarnano. "La procedura di composizione negoziata della crisi, oggi votata dall’Amministrazione Fantegrossi con revoca del concordato preventivo e con l’obiettivo della privatizzazione della struttura, era stata proposta già nell’estate del 2024 dal consigliere Battaglioni, all’epoca delegato alle società partecipate, quando Fratelli d'Italia era ancora organica alla maggioranza", si legge in una nota stampa.
Secondo i tre consiglieri di opposizione, “con tutto il prezioso tempo che si è colpevolmente perso, dopo avere spaccato la maggioranza ed imbarcato sul carrozzone il capogruppo di minoranza Piergentili Giacomino e l'ondivago Pd, per lo più in stato confusionale tra voti con la maggioranza, voti contro (pochi) e presenze per garantire il numero legale salvo astensioni dalla votazione come Ponzio Pilato, il sindaco Fantegrossi vorrebbe far passare il suo dietrofront - imposto magari da dritte di consulenti finalmente del mestiere ma soprattutto dal ricorso al TAR contro quella delibera di ammissione al concordato promossa dai consiglieri di FdI Tartabini e Battaglioni, oltreché dal consigliere Merli, unico e vero rappresentante dell'opposizione - addirittura come una sua conquista, come un'illuminazione improvvisa, quando invece si tratta solo di un doversi rimangiare la parola obtorto collo".
I consiglieri proseguono evidenziando come "la revoca di quella delibera illegittima è stata sollecitata e auspicata proprio dal Tar, che ha rinviato appositamente la decisione sul ricorso al fine di consentire al Comune il ritiro della delibera sul concordato".
I tre consiglieri di minoranza sottolineano inoltre che "non scherziamo: se tale delibera fosse stata corretta, quale giudice o tribunale ne avrebbe auspicato la revoca?" e ricordano che, già al consiglio comunale del 20 agosto 2025 e durante le assemblee dei soci di STM Srl, "sia il sindaco che il suo nuovo alleato e capogruppo di minoranza Piergentili hanno più volte affermato che l'unica strada tutelante per la società e per il Comune era la procedura di concordato preventivo".
I consiglieri contestano anche le dichiarazioni del sindaco sui motivi del cambio di rotta: "E' risibile che invece ora lo stesso sindaco, in alcuni recenti articoli di stampa, al fine di mascherare il proprio dietrofront sul concordato sostenga che l'attuale valutazione di convenienza della procedura di composizione negoziata sia frutto di un'attività di ricognizione e analisi della situazione economico-finanziaria della società da parte del nuovo amministratore unico e del nuovo revisore dei conti, dalla quale sarebbe emersa la possibilità di intraprendere un tale percorso. Quali sarebbero le novità economico-finanziarie?".
Secondo la minoranza, "il concordato preventivo è l'anticamera del fallimento, forse c'è stato un periodo in cui questo era il vero obiettivo del sindaco, dell'amministrazione comunale e del capogruppo di minoranza Piergentili; le lotte sostenute a gran voce da FdI in consiglio comunale, in assemblea dei soci delle Terme e da ultimo anche in sede giudiziaria, hanno drizzato le orecchie alla cittadinanza e non solo, creato dubbi e più di qualche malcontento, reso di difficile gestione un'operazione che sarebbe dovuta passare sottovoce e alla cheticella: il fallimento della Sarnano Terzo Millennio Srl e la vendita all'asta della struttura termale con tutti i suoi beni, con qualche avvoltoio pronto a fare festa sul cadavere delle Terme".
L’Amministrazione comunale di Sarnano ha celebrato oggi la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità con un incontro molto partecipato presso il Palazzetto dello Sport, un momento di condivisione, ascolto e sensibilizzazione dedicato ai temi dell’inclusione, dei diritti e della piena partecipazione alla vita sociale.
All’evento era presente iSono intervenuti anche il dottor Agostino Basile, pedagogista, e la dottoressa Barbara Capponi, psicologa, che hanno offerto spunti di riflessione importanti sul valore delle relazioni educative e sul ruolo della comunità nel supportare ogni persona nel proprio percorso di crescita, autonomia e autodeterminazione.l sindaco Fabio Fantegrossi, che ha aperto la mattinata sottolineando l’impegno costante del Comune nel promuovere politiche inclusive e reti di collaborazione sul territorio.
Hanno partecipato inoltre: Adriano Macchiati, da anni attivo nei percorsi educativi e sociali; I ragazzi del COSER Monti Azzurri; l'associazione ANFFAS Sibillini, protagonista di molte iniziative inclusive nel territorio; gli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo di Sarnano (Leopardi – Frau – De Magistris), accompagnati dalla dirigente scolastica, che ha condiviso parole sentite sull’importanza dell’educazione alla diversità come elemento fondante della scuola; gli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo di San Ginesio (Gentili – Tortoreto); l’ASD Santo Stefano Sport, che ha portato al palazzetto alcuni giocatori della Serie A di basket in carrozzina, offrendo ai ragazzi una testimonianza concreta di sport, impegno e talentoLa presenza di realtà educative, sportive e associative così diverse ha trasformato l’evento in un vero incontro di comunità, capace di mettere in dialogo esperienze, competenze e storie personali. Grande entusiasmo ha suscitato soprattutto la partecipazione degli atleti, che hanno mostrato come lo sport possa essere un linguaggio universale, capace di superare barriere e pregiudizi.L’Amministrazione comunale ringrazia tutte le persone e le organizzazioni intervenute per aver contribuito a una giornata ricca di significato, ribadendo la volontà di continuare a lavorare per una Sarnano sempre più inclusiva, attenta e accogliente.
È stato inaugurato sabato mattina, alle ore 11:30, il murale "In Cantico", realizzato in Via Benedetto Costa grazie alla collaborazione tra il Comune di Sarnano e l’Accademia di Belle Arti di Macerata, nell’ambito della scuola di Decorazione & Public Art e del Dipartimento di Arti Visive.
Il progetto, curato dai docenti Paola Taddei, Paolo Gobbi e Nicola Alessandrini, è stato pensato, progettato e realizzato dalle studentesse e dagli studenti dei corsi di Decorazione & Public Art e di Pittura del Contemporaneo (biennio). Alla realizzazione hanno partecipato: Bisconti Lorenzo, Carsetti Filippo, Castellano Chiara, Cecchi Martina, Chanoufi Sara, Cirioni Dora, Massicci Marianna, Bianchini Roberta, Marchetti Ilaria, Yu Shillong, Yuan Hao Yin, Cao Xinrui, Zhang Qianfen, Sterlacchini Goliardo, Deda Alessandro.
L’opera trae ispirazione dal simbolo del Serafino, donato secondo la tradizione locale da San Francesco e divenuto emblema di pace per la comunità sarnanese. Gli studenti hanno reinterpretato paesaggi, forme naturali ed energie vitali attraverso un linguaggio artistico contemporaneo fatto di colori, astrazioni, campiture dense e ritmi visivi fluidi, creando un dialogo simbolico tra elementi animali, vegetali, umani e paesaggistici.
All’inaugurazione hanno preso parte gli studenti dell’Ipsia Renzo Frau, l’amministrazione comunale, i docenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, oltre a numerosi cittadini. La cerimonia si è conclusa con la benedizione impartita da Don Marcello Squarcia, che ha sottolineato il valore comunitario e spirituale dell’opera.
"Il comune di Sarnano ringrazia l’Accademia di Belle Arti di Macerata, i docenti, gli studenti e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di un intervento artistico destinato ad arricchire il patrimonio visivo e culturale del territorio", sottolinea il sindaco Fabio Fantegrossi.
Intervento complesso nel pomeriggio di ieri per i vigili del fuoco, chiamati alle 17:30 circa in località Gianpereto, nel comune di Sarnano, per il recupero di due cani da caccia in difficoltà.
Gli animali, lanciatisi all’inseguimento di un cinghiale, sono finiti in un canalone particolarmente impervio. Neve e ghiaccio hanno poi reso impossibile la risalita autonoma, costringendo il proprietario a chiedere aiuto.
Sul posto è intervenuta la squadra dei vigili del fuoco di Tolentino, che ha raggiunto l’area con mezzi 4x4. I soccorritori si sono calati nel canalone utilizzando tecniche SAF (Speleo Alpino Fluviale), riuscendo a recuperare entrambi i cani e a metterli in sicurezza nonostante le condizioni del terreno.
Una volta riportati a valle, gli animali sono stati consegnati al loro proprietario, spaventati ma in buone condizioni. L’intervento si è concluso positivamente grazie alla rapidità e alla professionalità delle squadre del Comando provinciale dei vigili del fuoco di Macerata.
Sarnano, 1980
Sono trascorsi esattamente quarantacinque anni da quel 30 novembre del 1980, quando Sarnano si era svegliata coperta da una spessa coltre bianca che, oltre ad ammantare i comignoli e i sanpietrini di un paesino a 539 metri sul livello del mare, celò, forse per sempre, la soluzione di un mistero ancora oggi rimasto irrisolto: la morte di Gabriella Guerin e di Jeannette Bishop May.
Chi vive in queste zone lo sa, che le prime nevi possono iniziare ad affacciarsi già durante la fine dell’autunno, prima che il freddo rigoroso dell’inverno cominci a dettare i ritmi delle piccole realtà arroccate sulle pendici dei Sibillini. Si tratta di nevicate passeggere, a cui quella gente è abituata: si continua ad andare al lavoro, nel peggiore dei casi a piedi, le scuole restano aperte, e la vita di tutti i giorni prosegue indisturbata.
Giorgio Tassi, fotografo, scrittore e conoscitore delle cime sibilline che tante volte ha immortalato con la sua macchina fotografica, conserva il ricordo di quegli eventi con la lucidità di chi li ha vissuti indirettamente, di chi è rimasto ad ascoltare e ad osservare lo svolgimento di una vicenda oscura, tutt’altro che limpida: una storia il cui finale è stato dissolto, a poco a poco, insieme a quella cortina di neve caduta nella notte tra il 29 e il 30 novembre del 1980: “A quell’epoca avevo 15 anni e rammento perfettamente lo scalpore che suscitò questa storia, perché la scomparsa di qualcuno era un fatto estremamente anomalo da queste parti. Ho un ricordo vividissimo del 29 novembre, impresso nella mente come una fotografia: una coperta scurissima di nubi che, vista dal paese, si appoggiava sulle montagne rotolando giù per i pendii, sospinta da un fronte caldo. Il fronte caldo, si sa, anticipa sempre quello freddo, e infatti quella notte ci fu una nevicata indimenticabile. La mattina successiva, che era una domenica, andai a fare sci di fondo a Garulla. Il clima era totalmente cambiato: da nord veniva un vento freddissimo, al punto da non riuscire più a sentire un lato del viso per il gelo. Nevicò fino a tarda sera, e poi nei giorni seguenti: dovettero chiudere le scuole per 6-7 giorni”.
Il ricordo di quel periodo, però, è ancora vivido nella memoria collettiva di una comunità avvezza alla calma piatta del tipico paesino in cui “non succede mai niente”, non soltanto per lo spettacolo bianco che si ritrovò davanti al risveglio, quanto per il rapido susseguirsi di eventi così torbidi e inspiegabili da non riuscire a passare del tutto inosservati. Non senza prima aver fatto un po’ di rumore.
Chi erano Jeannette Bishop May “Rothschild” e Gabriella Guerin
La scomparsa della Bishop e della Guerin nella notte tra il 29 e il 30 novembre del 1980 è stato un fatto di cronaca nera dalla portata internazionale, sia per le origini britanniche di colei che, negli anni seguenti, ha dato il nome a quello che è stato ricordato nell’immaginario collettivo, ma anche nei titoli delle più importanti testate giornalistiche come “Il caso de Rothschild”, sia perché, proprio come si evince dal cognome con cui volle continuare a firmarsi anche dopo la fine del suo precedente matrimonio, si trattava proprio dell’ex moglie del rampollo di una delle più conosciute - e potenti - famiglie dell’alta finanza mondiale.
Sembra infatti che Jeannette Bishop, nonostante si fosse risposata con Stephen May - dirigente della catena di magazzini “John Lewis” -, avesse voluto continuare ad utilizzare il cognome del suo ex marito, il barone Evelyn Rothschild, proprio perché si trattava di un lasciapassare per moltissimi ambienti di élite, compreso quello dell’antiquariato - un settore di nicchia e piuttosto pericoloso, pullulante di ladri di opere d’arte e di malavitosi interessati a ripulire il denaro sporco attraverso la compravendita di esemplari di valore. Per muoversi con facilità in quel mondo, occorreva avere le conoscenze giuste, i contatti giusti e, soprattutto, il nome giusto.
I Rothschild non hanno certo bisogno di presentazioni: banchieri di origine ebraica aschenazita, sono stanziati in diverse zone dell’Europa, compreso il Regno Unito, dove hanno ottenuto l’elevazione alla nobiltà con il titolo della baronia. Stando ad alcune “teorie del complotto”, la loro egemonia sarebbe addirittura così incontrastata da poter essere annoverati a giusto titolo tra i cosiddetti “poteri forti”, quelli che nascostamente decreterebbero a tavolino le sorti del mondo.
Gabriella Guerin era italiana - friulana, per essere precisi -, e negli anni Sessanta si era trasferita in Inghilterra insieme al marito, in cerca di fortuna. Lì aveva conosciuto Jeannette, che era ancora una Rothschild a tutti gli effetti, e aveva iniziato a lavorare per lei come cuoca. Ma quella tra le due donne, più che un rapporto tra titolare e dipendente, era una vera e propria amicizia. Verso la fine degli anni Settanta, quando Gabriella rimase vedova e con due figli da crescere, la Bishop le chiese di farle da interprete durante i lavori di ristrutturazione di una casa acquistata in Italia: di fronte a questa nuova opportunità, la donna decise di non tirarsi indietro.
Il giallo dei Sibillini: l'antefatto
La casa in questione era quella in località Schito, a Sarnano. L’entroterra delle Marche è spesso meta di stranieri interessati all’acquisto di rustici troppo grandi o troppo costosi per la gente del posto: non è raro scoprire, nelle zone più panoramiche e isolate, lussuose ville decontestualizzate dal paesaggio, con tanto di piscina e alte siepi a coprire la proprietà dagli sguardi indiscreti. Schito, però, non rientra di certo tra le frazioni più gettonate per compravendite di questo genere. Si tratta di una località che sorge fuori dal centro abitato, un piccolo agglomerato di case al di sotto della strada provinciale. È una zona rurale, umida e nascosta. La casa scelta da Jeannette nel 1978 si trovava ancora più in basso di questo abitato, proseguendo su quel sentiero.
Perciò, quando nel novembre del 1980 era tornata a Sarnano per controllare l’andamento dei lavori di ristrutturazione condotti dal geometra Nazzareno Venanzi, frequentava già da tempo quelle zone. Le due donne avevano annunciato allo stesso Venanzi di voler fare una gita in montagna nel pomeriggio e durante la giornata del 29 novembre furono avvistate da diversi testimoni. Secondo le dichiarazioni di chi le ha viste con certezza e di chi, invece, sostiene di aver riconosciuto la loro auto - la famosa Peugeot 104 nera targata Siena -, sarebbero salite verso Sassotetto per poi ridiscendere in paese circa due o tre volte nell’arco di poche ore. È vero, alcuni dei testimoni potrebbero essere stati suggestionati dal clamore mediatico di quei giorni e dal desiderio di dare una mano, ma è comunque assai insolito che due donne poco abituate ad escursioni “estreme” abbiano deciso di avventurarsi verso la montagna dalle 17.00 del pomeriggio (l’ora in cui furono viste, per l’ultima volta, di fronte all’albergo “Ai Pini”, dove alloggiavano) in poi: si può immaginare che, quando arrivarono a destinazione, il sole fosse già sceso oltre le cime. Per di più, l’aria si stava facendo gelida, preannunciando l’arrivo della neve.
Sta di fatto che la loro automobile fu trovata solo il 19 dicembre. Stazionava a circa 1400 metri di altitudine, completamente sommersa dalla neve, nella zona di Fonte Trocca, non molto distante dal rifugio per pastori che prende il nome di casa Galloppa, dove furono trovate stoviglie sporche e i resti di un fuoco. Sotto le ruote della Peugeot, nulla: era evidente che il veicolo fosse stato parcheggiato prima dell’inizio della bufera. Ma allora, perché mai non tornare indietro? Che si sia trattato, come ha ipotizzato il giornalista Fabio Sanvitale, di un’avventura tra amiche finita in tragedia?
I corpi di Jeannette e di Gabriella, o quello che ne restava, saranno rinvenuti più di un anno dopo, il 27 gennaio del 1982, in un boschetto che sorge indisturbato lungo il corso del Rio Bagno, nella frazione di Podalla (comune di Fiastra). Le ipotesi, allora, furono molteplici: dalla morte bianca, avvenuta per assideramento, a quella del sequestro finito male.
La pista dell’antiquariato
Il caso fu archiviato nel 1982, poi riaperto, e infine chiuso con una sentenza, quella del 1989, che però non escluse l’ipotesi del duplice omicidio. La mancanza di prove o, forse, la presenza di una sovrabbondanza spropositata di eventi che sembrano sfiorare e talvolta incastrarsi quasi perfettamente con la scomparsa delle due donne, ha fatto sì che le acque si confondessero ancora di più. Tra questi, il furto avvenuto alla casa d’aste Christie’s, con sede in Piazza Navona, a Roma, consumatosi nella notte tra il 30 novembre e il 1° dicembre del 1980.
Il 6 dicembre, esattamente una settimana dopo la scomparsa, un misterioso telegramma fu recapitato presso l’albergo Ai Pini: era indirizzato a Jeannette May e le dava indicazioni per un appuntamento presso via Tito Livio 3, appartamento 130. Il mittente si firmava come “Roland”. Telegrammi dal contenuto simile erano stati inviati anche al direttore della casa d’aste Christie’s e ai familiari di Valerio Ciocchetti - imprenditore del marmo rapito il 3 dicembre e trovato morto nel Tevere solo qualche mese più tardi -, rispettivamente il 3 e l’8 dicembre. Il nome che compariva alla fine di ogni messaggio era familiare, ma mai lo stesso: Roland, o Rodrigo, o Myrna de Cespedes Rodriguez. Il minuzioso lavoro di qualcuno che, avendo notato la risonanza mediatica della scomparsa di Jeannette, era interessato a focalizzare l’attenzione delle indagini sul furto di Christie’s, o un elemento chiave nella risoluzione del caso? Ancora oggi, non ci è dato saperlo.
Le indicazioni fornite nei telegrammi conducevano tutte allo stesso indirizzo, a Roma, dove si scoprì essere situato il residence La Ginestra. L’interno 3 dell’edificio - dettaglio che non veniva specificato nel telegramma indirizzato alla Bishop, ma solo negli altri due - corrispondeva all’appartamento del direttore del residence, tale Oioli: direttore che, a quanto pare, in passato aveva lavorato anche a Sarnano, nell’hotel Hermitage, dove la stessa Jeannette aveva occasionalmente pernottato. Il mondo è piccolo, si sa.
Durante le indagini dell’epoca, emerse anche un nome che fece la sua fugace comparsa in questa storia, giusto il tempo di un paio di brevi interrogatori di routine, per poi dissolversi insieme a moltissimi altri fatti che parvero irrilevanti agli inquirenti di allora. Si tratta di Giorgio Cefis, figlio dell’ex presidente della Montedison e del presunto fondatore della loggia massonica P2, Eugenio Cefis.
L’uccisione di Roberto Calvi, a seguito del “crack” del Banco Ambrosiano, l’assassinio di Sergio Vaccari (personaggio tutt’altro che limpido legato al mondo dell’antiquariato, e non solo), lo IOR (Istituto per le Opere di Religione) di Marcinkus, le strane dinamiche di quegli anni collegate alle ingerenze della massoneria e dei servizi segreti negli eventi che hanno scritto la storia del nostro Paese nel quadro della guerra fredda, la ramificazione della criminalità organizzata come strumento esecutorio di quelle stesse macchinazioni: tutti questi elementi, oltre a rendere la vicenda ancora più intricata e insondabile, non fanno altro che accrescere la consapevolezza che “il caso de Rothschild” è un mistero inesorabilmente destinato a rimanere tale.
Un caso ancora aperto
La riapertura delle indagini dello scorso anno sembra aver risvegliato l’interesse della stampa e degli appassionati della cronaca nera. La domanda è una, ed è forte e insistente: perché mai scomodarsi, di nuovo, per un caso di più di quarant’anni fa?
“Con questa iniziativa della Procura di Macerata, si fa sempre più strada l’ipotesi che non sia stato un caso di morte bianca, ma che sotto possa esserci qualcosa di più” - ha affermato Francesco Torresi, autore del libro “Il mistero de Rothschild - La verità dietro al Giallo dei Sibillini” - .“Purtroppo, si è persa la possibilità di chiarire dal principio i legami con gli avvenimenti più loschi di quel periodo storico. Bisognava dissipare quelle nebbie sin da subito, per dimostrare che le due donne fossero morte assiderate, e non assassinate. Sono domande che ormai ci poniamo da 45 anni e che forse sono destinate a non trovare mai una risposta. Personalmente, tendo a non propendere per nessuna delle due tesi: la sentenza del 1989 è una verità giudiziaria e ci dice chiaramente che non è possibile escludere l’ipotesi del duplice omicidio, né quella della morte bianca. Per quanti elementi io abbia trovato nel corso delle mie ricerche, devo riconoscere che ancora oggi non ho alcuna certezza sulla risoluzione di questo giallo. Il mio intento è quello di raccontarne gli avvicendamenti, affinché ognuno, sulla base di ciò che legge, possa farsi un’idea più chiara e lucida rispetto a chi è emotivamente coinvolto nel caso”.
L’ex capo della squadra mobile di Macerata, Giorgio Iacobone, ha da sempre seguito la vicenda con l’interesse di chi, in quel 1980, c’era: “Personalmente, sono più incline a sostenere la tesi della morte bianca. A quel tempo lavoravo a Macerata e facevo parte dell'allora Ufficio Politico. Ricordo che, quando uscì fuori il fatto che si trattava dell’ex moglie di un Rothschild, ci fu un certo clamore e dovetti accompagnare sul posto il console inglese competente per le Marche. Le ragioni per cui in molti ritengono che possa trattarsi di un reato sono molteplici, ma credo che possano essere scardinate a una a una. Prima di tutto, ha sollevato qualche dubbio il fatto che le due donne siano andate a Sassotetto proprio nel momento in cui si prevedeva una bufera di neve. Grazie alla testimonianza del geometra Venanzi, però, sappiamo che questa passeggiata rientrava nei loro programmi. Poi, restano alcuni interrogativi su come siano rimaste intrappolate in questa bufera di neve e sulla loro permanenza a casa Galloppa: ci si chiede perché abbiano deciso di uscire dal rifugio nonostante fosse impossibile, con tutta quella neve, farsi strada fino a un centro abitato. Dal mio punto di vista, però, è piuttosto plausibile che l’eccezionalità della situazione abbia spinto le due donne a gesta disperate, dettate dall’istinto di sopravvivenza e da quell’adrenalina che sopraggiunge in ognuno di noi nelle condizioni più estreme”.
Sta di fatto che lo scorso anno la Procura di Macerata ha deciso di rispolverare i fascicoli di un caso già chiuso da decenni, e che iniziative di questo genere non vengono prese per caso: qualcosa, nel frattempo, deve essersi mosso. Si vocifera di una confessione fatta da qualcuno sul letto di morte, ma nulla di confermato. I testimoni sono stati interrogati, di nuovo, a distanza di 45 anni dalla prima volta; il tempo, si sa, può giocare brutti scherzi e la probabilità che qualcuno di loro abbia perso la nitidezza di quei ricordi è molto alta. Nei giorni scorsi, inoltre, è trapelata la notizia di una intercettazione dalla quale emergerebbe una omertà concordata in caserma tra alcuni ex cantonieri che avrebbero dovuto essere sentiti dai carabinieri.
Intanto gli anni passano, le tracce si cancellano, la gente dimentica - chi non dimentica, se non altro, finge di averlo fatto per evitare ulteriori grattacapi. Resta una sola certezza: l’enigmatica morte di due donne scomparse in una notte di bufera e ritrovate, mesi dopo, quando di loro non rimaneva quasi più nulla. Si dice che tutto ciò che si nasconde sotto la neve, prima o poi, viene svelato: il sole la scioglie a poco a poco, lasciando che le cose si mostrino di nuovo per ciò che erano. Che valga anche per i casi irrisolti?
Il borgo medievale di Sarnano si appresta a vivere un Natale ricco di eventi e iniziative, che animeranno le festività dal 29 novembre al 6 gennaio. Dopo il successo delle manifestazioni estive e autunnali, concluse martedì scorso con l’ultimo appuntamento della rassegna "GeneriaAMO Cultura", l’amministrazione comunale ha presentato un calendario variegato e denso di appuntamenti per tutte le età.
Tra i momenti più significativi spicca il Conferimento delle Cittadinanze Onorarie alla Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, alla Andrea Bocelli Foundation e alla Only the Brave di Renzo Rosso. Il borgo, il Parco Giochi di Viale Benedetto Costa, la rinnovata Galleria del Loggiato “E. Mariotti”, la Sala Congressi e il Polo Museale saranno i principali palcoscenici delle numerose iniziative.
Sono 23 gli eventi in programma, tra conferme e novità. Tra le tradizioni più amate ci sono le Luminarie Natalizie dislocate in tutto il paese, con due alberi in Piazza della Libertà e Piazza Alta, e la Pista di Pattinaggio su ghiaccio di 450 metri quadrati, che ospiterà la consueta Tombola la sera di Santo Stefano, a cura dell’Associazione Turistica Pro-Sarnano. Non mancherà la 19^ edizione della Corsa di Babbo Natale, organizzata dall’Atletica Avis Sarnano.
Tra gli eventi confermati con successo lo scorso anno, torna il Presepe Vivente, uno dei momenti più suggestivi e sentiti del Natale a Sarnano, e la Tombolissima di Capodanno con un montepremi di 2.300 euro, proposta dall’Associazione Sportiva S.S. Sarnano, preceduta dallo spettacolo “Magica Mente” di giocoleria, ventriloquismo e illusionismo.
Novità di quest’anno è il “Capodanno in Piazza”, organizzato dall’Associazione Abbadia 6.5, che si svolgerà il 31 dicembre in Piazza della Libertà a partire dalle 17. L’evento proporrà area Drink & Food, spettacoli per bambini con Clown Penny e Truccabimbi, aperitivo con DJ Steff (Rimini), concerto live dei Frutti Freschi, e da mezzanotte console rosa con Giorgia Palombi, Greta Tedeschi e DJ Steff con la voce di Lady Jane, Miglior Vocalist Italiana ai Dance Music Awards 2023.
Tra le iniziative dedicate ai più piccoli, ritorna anche quest’anno il “Santa Claus Bus” il giorno di Santo Stefano, mentre per gli appassionati di musica e cultura ci saranno tre concerti – tra cui quello della Corale Grace Choir e Swingle Kings in Swing Christmas – due mostre (Sarnano ‘900 e Visioni su Associazione Elementare) e la presentazione dei libri “Dolci Borghi” di Ilaria Cappellacci e “Ma la memoria è dolce” di Federica Sargolini.
Il programma prevede anche eventi legati alle tradizioni locali come “Lu Focaracciu”, la Festa di fine anno del Circolo di Piazza Alta, il 1^ Trofeo Ciclocross e l’iniziativa “Aspettando la Befana”.
Si parte sabato 29 novembre con l’inaugurazione dei Murales in via Benedetto Costa, seguita dall’apertura di “Sarnano On Ice” e dall’accensione delle Luminarie Natalizie nel pomeriggio, dando ufficialmente il via alle feste.
Si è svolta con grande partecipazione e coinvolgimento la Festa dell'Albero, promossa dai carabinieri della forestale che hanno coinvolto il comune di Sarnano e l'Istituto Omnicomprensivo Leopardi-Frau-De Magistris.
L'iniziativa, tenutasi nella mattinata di venerdì 21 novembre, in occasione della giornata della Festa dell’Albero, al campo sportivo Maurelli, ha visto la piantumazione di alberi per celebrare i nuovi nati a Sarnano, in un gesto simbolico che unisce la bellezza della natura al valore della vita.
L’evento ha rappresentato un momento di grande significato per l’intera comunità: bambini, famiglie, insegnanti e cittadini hanno partecipato attivamente a una mattinata dedicata all’ambiente, alla sostenibilità e all'amore per il territorio. Un gesto semplice ma profondo, che rafforza il legame tra le nuove generazioni e il paesaggio che le circonda.
L'amministrazione comunale ringrazia i carabinieri della Forestale per l'idea dell’iniziativa e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della giornata rinnovando così il proprio impegno per la promozione di manifestazioni volte alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del patrimonio naturale del territorio. Un grazie particolare ai carabinieri della Forestale e all’Istituto Omnicomprensivo Leopardi-Frau-De Magistris per il loro prezioso supporto.
Sarnano si prepara a vivere la magia del Natale con l’apertura della pista di pattinaggio su ghiaccio, prevista per sabato 29 novembre. Un’occasione imperdibile per tutti di immergersi nell’atmosfera delle feste, tra musica, luci e tanto divertimento.
La pista sarà aperta tutti i giorni fino al 6 gennaio, offrendo un’esperienza unica nel cuore del paese. Nei fine settimana, l’area si animerà con musica e spettacoli per rendere ancora più speciale ogni momento trascorso sul ghiaccio.
Sono previste anche aperture straordinarie con la possibilità di prenotare la pista per scuole o feste di compleanno. Il Direttivo dell’Associazione Turistica Prosarnano APS, recentemente riconfermato alla, invita tutta la cittadinanza e i visitatori a partecipare: per pattinare insieme e vivere un mese all’insegna dello sport, dell’amicizia e del divertimento. Per rimanere aggiornati su programma, orari di apertura e iniziative speciali è possibile seguire i canali dell’Associazione Turistica ProSarnano APS.