Tragica scoperta nella tarda serata di ieri a Tolentino, dove un uomo di 65 anni è stato trovato privo di vita all’interno della propria abitazione in via dell’Aquila.
La vittima, venditore ambulante di origini senegalesi, è stata rinvenuta distesa sul letto. A fare la drammatica scoperta è stato il proprietario dell’immobile che, non riuscendo a mettersi in contatto con l’inquilino da alcuni iorni, ha deciso di entrare nell’appartamento, trovandosi di fronte alla situazione.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Tolentino, che hanno effettuato i rilievi di rito per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.
Secondo i primi accertamenti, il decesso sarebbe avvenuto circa due giorni prima e sarebbe riconducibile a un malore improvviso, ma saranno gli ulteriori accertamenti a chiarire definitivamente le cause della morte.
La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale di Macerata, dove verrà eseguita l’ispezione cadaverica disposta dalle autorità competenti.
"Via libera a un'importante operazione di riequilibrio economico nel sistema provinciale di gestione dei rifiuti". Dopo l'esito positivo della conferenza dei servizi che ha approvato il progetto della discarica di Cingoli, l'Assemblea territoriale d'ambito (ATA 3) ha compiuto un passo decisivo approvando un provvedimento che consentirà di cancellare oltre 10 milioni di euro di extra cap, ossia quei costi sostenuti da Cosmari che non potevano essere recuperati a causa del limite agli aumenti tariffari imposto da Arera, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.
L'approvazione, arrivata con il voto favorevole della quasi totalità dei sindaci, apre anche alla prospettiva di una riduzione delle tariffe a partire dal 2031, con l'obiettivo di alleggerire nel tempo il peso economico sui cittadini.
«La quasi unanimità dei sindaci – commenta il presidente della Provincia di Macerata, Alessandro Gentilucci – ha sancito un lavoro capillare che attesta il superamento delle criticità strutturali che hanno penalizzato il gestore Cosmari negli ultimi anni, riportando i servizi ambientali del territorio su binari di stabilità e sostenibilità economica».
Secondo Gentilucci, i risultati raggiunti dimostrano l'efficacia del percorso di risanamento avviato negli ultimi anni. «Cosmari sta finalmente tornando a essere un'azienda pubblica virtuosa e ben gestita e i frutti di questo risanamento si vedono già dall'applicazione delle nuove tariffe. Il piano di efficientamento, realizzato grazie alla collaborazione tra il gestore e la Provincia, sta funzionando e garantirà la stabilità dei conti, limitando al tempo stesso l'impatto fiscale sui cittadini».
L'operazione rappresenta uno dei principali interventi economico-finanziari degli ultimi anni per il sistema di gestione dei rifiuti provinciale e punta a consolidare la sostenibilità del servizio, assicurando al tempo stesso una maggiore solidità ai conti di Cosmari e prospettive di contenimento delle tariffe per utenti e amministrazioni locali.
La Ares Safety Macerata torna a mani vuote dalla delicata trasferta sul campo della Lacomes New Bollate, valida per la quattordicesima giornata del campionato di Serie A1 di softball. Le padrone di casa si sono aggiudicate i due match del programma domenicale con i risultati di 9-3 in rimonta e 4-1, conquistando così il quarto posto solitario in classifica, mentre la formazione maceratese non riesce a incrementare il vantaggio sull'ultimo posto per allontanarsi dalla zona calda dei play-out. L'unica nota lieta per il club marchigiano è rappresentata dal tanto atteso ritorno in campo di Giorgia Cacciamani, rimasta ferma per lunghi mesi a causa di un infortunio.
L'avvio di Gara 1 aveva illuso le ospiti, capaci di portarsi in vantaggio per 0-3 grazie alle giocate di Giudice, Tittarelli, al singolo di Farley e al doppio di Carter che avevano spinto a casa base i punti di Fagioli e Farley. La spinta offensiva di Macerata si è però spenta dopo il terzo inning e la Lacomes ha avviato la sua progressione prima accorciando le distanze con Kortokrax e Giorgia Colino, per poi operare il sorpasso al quarto grazie a Di Lauro e Giulia Colino. Al quinto attacco le lombarde hanno dilagato con un parziale da 5 punti, inaugurato da un fuoricampo di Kortokrax, fissando il punteggio sul definitivo 9-3.
In Gara 2 il copione è stato differente, con la New Bollate subito avanti al primo inning e capace di raddoppiare al quarto sfruttando un errore difensivo delle maceratesi. La Ares Safety ha provato a riaprire l'incontro al quinto portandosi sul 2-1 grazie a Carter, ma le padrone di casa hanno immediatamente ristabilito le distanze approfittando di un lancio pazzo, per poi chiudere i conti sul 4-1 al sesto inning con un doppio di Giulia Colino. Sabato prossimo la Ares Safety Macerata cercherà il riscatto sul diamante amico di via Cioci ospitando la corazzata MKF Saronno, in un turno di campionato che ha visto le campionesse in carica del Quick Mill Bollate aggiudicarsi il derby con Caronno e Saronno centrare la doppietta contro Collecchio.
Sono bastate alcune settimane di indagini per dare un volto ai presunti autori della scorribanda notturna che, all'alba del 28 maggio, aveva messo in allarme il centro di San Severino Marche. La Polizia Locale ha denunciato a piede libero due minorenni, entrambi diciassettenni, ritenuti responsabili di furto aggravato e tentato furto.
L'attività investigativa, condotta dagli agenti del Comando di Polizia Locale guidato dal vice commissario Adriano Bizzarri, ha permesso di ricostruire nei dettagli quanto accaduto grazie a un accurato lavoro di analisi dei filmati del sistema comunale di videosorveglianza, al confronto incrociato dei fotogrammi e a una testimonianza rivelatasi decisiva.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i due giovani avrebbero trascorso diverse ore a muoversi nelle vie del centro prima di entrare in azione in viale Eustachio, dove sarebbero riusciti ad aprire un'auto in sosta. Dall'abitacolo avrebbero sottratto un borsone e vari effetti personali, configurando così l'ipotesi di furto aggravato.
La loro azione non si sarebbe fermata lì. I due si sarebbero poi diretti verso la zona della stazione ferroviaria, dove avrebbero tentato di introdursi in un esercizio commerciale senza riuscire a portare a termine il colpo. Nel corso della stessa notte sarebbero stati registrati anche altri tentativi di effrazione ai danni di attività commerciali del centro cittadino, episodi che avevano destato forte preoccupazione tra i commercianti.
Al termine degli accertamenti, i due diciassettenni sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona, che dovrà ora valutare le rispettive posizioni.
Le indagini, però, non sono concluse. La Polizia Locale sta infatti proseguendo gli accertamenti per individuare i responsabili dei recenti atti vandalici che hanno colpito la segnaletica stradale e il patrimonio comunale durante le ore notturne. Anche in questo caso, le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza potrebbero rivelarsi determinanti per arrivare all'identificazione degli autori.
Dal 10 al 18 luglio Civitanova Marche ospiterà la nuova edizione del "Si Yoga Tour", la manifestazione dedicata al benessere integrale della persona promossa dall'associazione Surya Om Candra Scuola di Yoga. L'edizione 2026 sarà dedicata al tema "Nel segno del sole", simbolo di energia, vitalità e fonte della vita.
L'iniziativa è organizzata dall'associazione con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Civitanova Marche – Assessorato al Turismo e Cultura – e dello stabilimento balneare Lido Cristallo, inserendosi nel calendario degli eventi estivi dell'Amministrazione comunale.
Il programma prevede appuntamenti in alcune delle location più suggestive della città: il Faro Rosso del Molo Est, la spiaggia del Lido Cristallo e la sede della scuola di yoga Surya Om Candra, in via Fabio Filzi 72, dove si alterneranno incontri, lezioni e momenti di approfondimento dedicati alla disciplina e alla crescita personale.
L'inaugurazione è in programma venerdì 10 luglio alle ore 18, presso il Lido Cristallo, con l'incontro di presentazione dal titolo "Tantra, le radici dello Yoga", condotto da Stefano Sattwa Pagnanelli, Yoga Master.
In occasione della presentazione dell'evento, Pagnanelli ha espresso un ringraziamento al sindaco Fabrizio Ciarapica, all'Assessorato al Turismo e Cultura, agli uffici comunali e al Lido Cristallo per la collaborazione nell'organizzazione della manifestazione.
La partecipazione a tutti gli appuntamenti è gratuita, ma è richiesta l'iscrizione preventiva attraverso l'apposito modulo disponibile sul sito dell'associazione. Il programma completo dell'evento è consultabile sul portale della scuola di yoga, dove è possibile effettuare anche la registrazione.
Giovedì 9 luglio il TAU / Teatri Antichi Uniti, rassegna regionale di teatro classico promossa da Regione Marche, AMAT, Ministero della Cultura e da quindici Comuni del territorio, fa tappa all’Anfiteatro Romano di Urbisaglia con Sette a Tebe di Eschilo, in una rilettura contemporanea di Gabriele Vacis sulla guerra e sulla paura dell’altro. Gli interpreti di Potenziali Evocati Multimediali, accompagnati dalla scenofonia di Roberto Tarasco, trasformano la tragedia in un’esperienza intensa dove mito e attualità si intrecciano, mostrando come il vero nemico possa avere il volto di un fratello.
Al centro della scena il vissuto corale dei cittadini di Tebe fa da cassa di risonanza a quanto accade al di là dalle mura della città e fa accadere in scena i rumori dell’assedio, i colori e le immagini terrificanti del nemico, dell’estraneo, dell’altro che da fuori spinge, e minaccia l’ordine della città dalle sette porte. Ma l’“altro” - come ci rivela l’inaspettato scontro alla porta settima tra i fratelli nemici Eteocle e Polinice - ha sempre le sembianze del fratello: la guerra è, sempre, guerra civile.
Il copione è costruito incastonando nel testo di Eschilo brani di voci attuali, che portano sulla scena dati tecnici sulle armi in uso nel nostro tempo, ma anche considerazioni storico-culturali sull’immanenza della guerra a ogni latitudine, geografica e cronologica, della nostra civiltà. Sulla trama di un testo così costruito, i giovani attori/autori di PoEM si prendono la responsabilità di rappresentare, di far accedere alla realtà aumentata del teatro, i desideri, i punti di forza e di debolezza della generazione dei ventenni: in scena riflettono l’esperienza della guerra nei pensieri, nei gesti, sui corpi dei giovani loro coetanei. In questo la tragedia di Eschilo si dichiara come “necessaria”, la matrice giusta che genera una presentazione adeguatamente complessa del nostro tempo. In un’altalena che oscilla tra le parole di Eschilo e le domande del presente su cosa sia, allora come oggi, la guerra, si attiva un cortocircuito energetico tra antico e contemporaneo, complici molti autori, di epoca e cultura diversa, chiamati in causa: Henri Laborit, Sun Tzu, Franklin J. Schaffner, Bertolt Brecht e, soprattutto, James Hillman che orienta la prospettiva mai retoricamente buonista sul tremendo impasto di amore e di ferocia che ha il nome divino di Ares, e innesca la concentrazione di uno sguardo e la direzione di un pensiero mai scontato sulla terribile vitalità di ogni guerra.
I cori sono a cura di Enrica Rebaudo, la produzione dello spettacolo è di PoEM Impresa Sociale, con il supporto di 76° Ciclo Spettacoli Classici Teatro Olimpico di Vicenza, ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale, Fondazione ECM Settimo Torinese.
Biglietti e informazioni: ufficio turistico Urbisaglia 0733 506566, circuito AMAT vivaticket anche on line, biglietteria all’Anfiteatro Romano la sera di spettacolo dalle ore 19. Inizio spettacolo ore 21.30.
Dal 9 all'11 luglio Morrovalle torna ad essere uno dei punti di riferimento della musica indipendente del Centro Italia con la tredicesima edizione del Fool Festival. L'evento, organizzato dall'Associazione Culturale PrimaVera Morrovalle, conferma una formula che negli anni ha saputo richiamare oltre 15mila persone per edizione, mantenendo un elemento sempre più raro nel panorama dei grandi eventi musicali: l'ingresso completamente gratuito.
In un periodo in cui il costo dei concerti continua ad aumentare, il Fool Festival sceglie di puntare sull'accessibilità, proponendo tre giornate dedicate alla musica, alla cultura e alla socialità. L'obiettivo resta quello di creare occasioni di incontro e valorizzare il territorio attraverso un progetto costruito grazie all'impegno di volontari, associazioni, artisti e cittadini.
Anche per il 2026 il cartellone propone un programma capace di attraversare generi e generazioni, dal rap al rock, fino al punk e alle nuove sonorità indipendenti, affiancando ai nomi più affermati artisti emergenti ospitati sul PrimaVera Stage.
Ad aprire il festival, giovedì 9 luglio, sarà il rapper Dani Faiv, tra i protagonisti della scena hip hop italiana. Sul Main Stage si esibiranno anche Esseforte, Rikymp3 e Luca Moretti con il suo DJ set, mentre sul PrimaVera Stage spazio ai Cheese Shop.
Venerdì 10 luglio sarà la volta de I Ministri, storica band del rock italiano, accompagnati da Elephant Brain, OSAG2 e dalla Silent Disco. Sul palco dedicato agli emergenti saliranno invece i Project Czar.
Gran finale sabato 11 luglio con i Bull Brigade, formazione di riferimento del punk rock italiano. La serata vedrà inoltre esibirsi Magazzini della Comunicazione, Low Quality Life, Jon Tanfo e DJ Sert, oltre alla tradizionale Silent Disco. Sul PrimaVera Stage sarà protagonista il progetto Eternauta.
Il Fool Festival non sarà soltanto musica dal vivo. Per tutta la durata della manifestazione Piazzale Borgo Marconi ospiterà mercatini, esposizioni, stand gastronomici e numerose iniziative collaterali, trasformandosi in uno spazio di aggregazione dove il pubblico potrà vivere il festival ben oltre i concerti.
«In provincia sarebbe più facile arrendersi e accettare l'idea che certe cose accadano sempre altrove. Noi invece continuiamo a credere che la cultura possa nascere ovunque ci siano persone disposte a costruirla insieme. Crediamo che la provincia possa essere un luogo di produzione culturale e non soltanto di consumo», spiegano gli organizzatori.
Una filosofia che accompagna il Fool Festival fin dalla sua nascita e che, dopo tredici edizioni, continua a fare di Morrovalle una tappa sempre più riconoscibile nel panorama della musica indipendente italiana.
Tragico pomeriggio in via Goffredo Mameli a Macerata, dove una donna di 72 anni ha perso la vita dopo essere precipitata dalla finestra di un’abitazione.
L’allarme è scattato immediatamente, intorno al pomeriggio di oggi. Sul posto sono accorsi i sanitari del 118 con l’automedica e un'ambulanza, supportati dalle squadre dei Vigili del Fuoco. Il personale medico ha tentato a lungo di rianimare la donna, ma le lesioni riportate a causa dell'impatto si sono rivelate troppo gravi e non è rimasto altro da fare che constatarne il decesso.
In via Mameli sono intervenute tempestivamente anche le forze dell'ordine per i rilievi di rito. Gli agenti sono ora al lavoro per ricostruire l'esatta dinamica della tragedia e chiarire le cause del drammatico gesto. L'ipotesi più probabile è che si sia trattato di un gesto volontario.
Ci sono amicizie capaci di sfidare il tempo e che, anche dopo mezzo secolo, mantengono intatta la stessa straordinaria freschezza degli anni della giovinezza. Lo sanno bene gli ex studenti della 5ª B dell’Istituto Tecnico Commerciale "Luigi Einaudi" di Tolentino, che sabato 4 luglio si sono ritrovati per festeggiare un traguardo davvero speciale, ovvero i cinquant'anni dal conseguimento del diploma di ragioniere.
La storica classe si è riunita per l'occasione presso il ristorante "da Lorè", nella splendida cornice del lago di Caccamo. È stata una giornata indimenticabile, interamente dedicata all'emozione dei ricordi e caratterizzata da una travolgente allegria, rimasta esattamente la stessa che un tempo animava le loro mattinate passate tra i banchi di scuola. Tra aneddoti, risate e il piacere di riavvolgere il nastro dei ricordi, gli ex compagni di classe hanno dimostrato che i legami veri non vanno mai in pensione.
All'appello per questo felice anniversario hanno risposto con entusiasmo: Roberto Bucossi, Paolo De Angelis, Paolo Del Bello, Romana Filoni, Mariella Marucci, Giuditta Sopranzetti, Antonio Pazzelli, Novella Domizi, Cecilia Ricottini, Giancarlo Cecchini, Michela Biondi, Rosina Ruffini, Augusta Spurio Giuseppetti, Emanuela Pelacani e Ivana Pascucci.
È ormai tutto pronto per la terza edizione del Los Passo Festival, in programma dal 10 al 12 luglio 2026 a Passo di Treia. Per tre giorni il Campo Sportivo "Giovanni Compagnoni" tornerà ad essere il cuore pulsante di una delle manifestazioni più attese dell'estate, con un ricco calendario di eventi dedicati alla musica, allo sport e all'intrattenimento per tutte le età.
Anche quest'anno l'organizzazione è affidata all'Associazione Passo Dopo Passo, che rinnova la collaborazione con Euphoria Eventi e Azure Club. Grazie all'esperienza e alla sinergia tra le realtà coinvolte è stato realizzato un programma capace di coniugare spettacolo, sport e momenti di aggregazione, offrendo un'esperienza coinvolgente per residenti e visitatori.
Il programma sportivo, concentrato nelle giornate di sabato 11 e domenica 12 luglio, propone numerose attività e dimostrazioni: spettacolari esibizioni di auto da drift e moto da cross, prove di tiro con l'arco e scherma, sessioni di acroyoga dedicate al benessere psicofisico, tornei di ping pong e beer pong. Tra le esperienze più suggestive spicca inoltre la possibilità di salire a bordo di una mongolfiera per ammirare dall'alto il tramonto sui colli treiesi.
Grande protagonista sarà anche la musica, con un cartellone che vedrà alternarsi artisti di rilievo nazionale e internazionale. A inaugurare il festival, venerdì 10 luglio, sarà Andrea Mattioli, DJ e produttore discografico attivo dal 1995, che nel corso della sua carriera ha collaborato con numerosi artisti di primo piano della scena musicale italiana.
Sabato 11 luglio saliranno sul palco i Marnik, duo formato da Alessandro Martello ed Emanuele Longo, tra i nomi più conosciuti della scena dance internazionale. Celebri per il loro sound che fonde melodie di ispirazione trance con sonorità EDM, hanno pubblicato brani per etichette prestigiose come Spinnin' Records, Revealed Recordings e Dim Mak, esibendosi nei principali festival internazionali, tra cui Tomorrowland, Creamfields e Sunburn Festival.
La serata conclusiva di domenica 12 luglio vedrà protagonista Francesco Luv, DJ e produttore italiano che dagli inizi degli anni Duemila si esibisce nei più importanti locali e festival della Riviera Adriatica e non solo. Nel corso della sua carriera ha condiviso il palco con artisti di fama internazionale come Steve Angello, Ilario Alicante, Steve Aoki, Bob Sinclar, Sven Väth e Fatboy Slim. A chiudere il festival, come da tradizione, sarà Notti Indie, il format dedicato alla migliore musica indie italiana, affidato a tre DJ accomunati da percorsi ed esperienze artistiche differenti.
Per tutta la durata della manifestazione saranno attivi gli stand gastronomici all'interno del Campo Sportivo "Giovanni Compagnoni", dove il pubblico potrà gustare specialità gastronomiche e drink in un'atmosfera di festa e convivialità.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alle famiglie, grazie a un'area interamente riservata ai bambini con giochi gonfiabili e attività pensate per il loro divertimento.
Il Los Passo Festival si conferma un evento inclusivo, aperto a tutti e a ingresso gratuito: tre giornate all'insegna della musica, dello sport, della socialità e della voglia di stare insieme, capaci di valorizzare il territorio e offrire occasioni di incontro e condivisione.
L'Associazione Passo Dopo Passo invita tutta la cittadinanza e i visitatori a partecipare alla terza edizione del Los Passo Festival, pronta a regalare emozioni, spettacolo e divertimento in uno degli appuntamenti più attesi dell'estate marchigiana.
Entra nel vivo il mercato estivo nel campionato di Eccellenza Marche, con le formazioni della provincia di Macerata pronte a recitare un ruolo da assolute protagoniste nella stagione 2026/2027. A guidare le danze in queste ore è la SSD Montefano Calcio, che ha perfezionato un doppio innesto di grandissimo spessore per lo scacchiere del confermato mister Lorenzo Bilò.
Il primo volto nuovo per la mediana viola risponde al nome di Pedro Costa Ferreira, centrocampista portoghese classe 1991 reduce da un'ottima annata a Trodica condita da 7 reti. Il calciatore vanta un curriculum di assoluto prestigio con trascorsi nei vivai di Inter e Sassuolo, prima di esplodere tra i professionisti in Serie B con la Virtus Entella e in Serie C con piazze storiche del calibro di Lecce, Trapani, Messina, Teramo e Potenza.
Insieme a lui, il reparto avanzato del Montefano si arricchisce dell'ala destra Alessandro Cognigni, classe 2004 proveniente dalla Sangiustese VP ma già protagonista nelle stagioni scorse in Serie D con l'Atletico Ascoli e in Eccellenza con la maglia del Castelfidardo, dove si era messo in mostra siglando 5 gol.
Non resta a guardare il Chiesanuova Calcio che, dopo aver definito lo staff tecnico, ha inaugurato ufficialmente la propria campagna acquisti regalando a mister Roberto Monteneri il bomber Lorenzo Grassi. Il centravanti moderno classe 2004, cresciuto nel settore giovanile della Fermana con cui ha anche debuttato e segnato tra i professionisti, rappresenta il primo grande tassello piazzato dal neo direttore sportivo Ivan Falcioni.
Grassi è reduce dalle felici esperienze con Sammaurese, Brindisi e soprattutto con la Sangiustese VP, compagine con la quale si è laureato capocannoniere del massimo torneo regionale nella stagione 2024/2025 firmando ben 15 reti, prima delle 6 marcature messe a segno nell'ultima annata agonistica.
Restando a Treia, la neopromossa e ambiziosissima Aurora comunica ufficialmente di aver acquisito le prestazioni sportive del portiere Matteo Barbacani per la stagione sportiva 2026-2027.
Classe 2007, per un’altezza di 185 cm, Barbacani è un estremo difensore giovane ed affidabile pronto a difendere i pali dell’Aurora per il prossimo campionato di Eccellenza.
Il giocatore ha iniziato il suo percorso agonistico giovanile nella Curi Pescara, per poi proseguire con il Pescara, partendo dall’Under 14 fino ad arrivare a disputare presenze importanti con la Primavera 2. Nella stagione 2025-2026 ha militato tra le file del Teramo nel Campionato di Serie D.
Anche il Matelica Calcio lancia un chiaro segnale di ambizione per il proprio centrocampo formalizzando l'ingaggio del forte Angelo Brunetti. Il classe 2002, originario della Campania ed ex Lanciano, si trasferisce in biancorosso dopo quattro stagioni e mezza vissute da capitano all’Olympia Agnonese nell'Eccellenza molisana, un'esperienza straordinaria certificata da ben 45 gol e circa 50 assist complessivi.
L'operazione, condotta in porto grazie al lavoro della presidentessa Sabrina Orlandi, del dg Andrea Scandurra e del capitano della squadra Paolo Ginestra, metterà a disposizione di mister Giuseppe Santoni un profilo di assoluto livello. La dirigenza matelicese ha già preannunciato che la rosa verrà ulteriormente potenziata a partire dalla prossima settimana con nuovi annunci e importanti conferme.
(Credit foto: SSD Montefano Calcio, SS Matelica, Chiesanuova Calcio)
Pomeriggio di alta tensione nel pieno centro di Civitanova Marche, dove un normale controllo delle forze dell'ordine è degenerato in un'aggressione ai danni dei militari operanti. I carabinieri dell’aliquota radiomobile della Compagnia locale hanno denunciato a piede libero un cittadino nigeriano di 35 anni, residente a Fermo e già noto alle forze dell'ordine, ritenuto responsabile dei reati di resistenza, lesioni personali aggravate e oltraggio a pubblico ufficiale.
L'episodio ha avuto inizio intorno alle ore 19:30 in Corso Umberto I, a seguito di alcune segnalazioni giunte al numero di emergenza 112 che indicavano un uomo intento ad arrecare forte disturbo all'interno di un pubblico esercizio. Intercettato poco dopo in via Duca degli Abruzzi, il 35enne è apparso subito in evidente stato di alterazione alcolica, spingendo i militari a richiedere l'ausilio del personale del 118.
Durante le procedure di identificazione, l'uomo ha repentinamente cambiato atteggiamento: ha sputato in pieno volto a uno dei carabinieri e ha opposto una violenta resistenza attiva. Nel disperato tentativo di sfuggire al fermo, l'aggressore ha iniziato a compiere atti di autolesionismo battendo ripetutamente il capo contro il palo di un segnale stradale, per poi darsi a una precipitosa fuga a piedi tra le vie limitrofe.
Nonostante sia riuscito momentaneamente a far perdere le proprie tracce, i successivi e immediati accertamenti hanno permesso ai militari di identificarlo e deferirlo all'autorità giudiziaria, mentre il personale in divisa ha riportato lievi lesioni personali a causa della condotta violenta del soggetto.
Sul fronte dei controlli straordinari del territorio, l'azione dei carabinieri è proseguita senza sosta anche nel capoluogo di provincia nei punti di maggiore aggregazione giovanile. A Macerata, i militari del nucleo operativo e radiomobile hanno intercettato un cittadino camerunense di 22 anni, residente a San Severino Marche, mentre si trovava all'interno dei Giardini Diaz.
L'atteggiamento guardingo del ragazzo ha insospettito la pattuglia, che ha deciso di approfondire l'accertamento con una perquisizione sul posto. All'interno di un pacchetto di sigarette sono stati rinvenuti due pezzi di hashish per un peso complessivo di quasi 10 grammi.
La sostanza stupefacente è stata posta sotto sequestro amministrativo e il giovane è stato prontamente segnalato alla Prefettura per detenzione di stupefacenti per uso personale non terapeutico.
Oggi nella mia rubrica voglio presentare un progetto su cui stiamo lavorando da tempo. “La cultura della salute” è un progetto che dalla sua denominazione evoca la necessità di una diffusa informazione medico-scientifica organizzata, che si avvale delle fonti più autorevoli, degli operatori più preparati e con più esperienza, nel coinvolgimento generale per un principio ed un valore universale.
È infatti assolutamente auspicabile che tutti i cittadini, di qualsiasi ceto e grado di cultura, abbiano la cognizione basilare di come funziona il nostro corpo, di come dobbiamo comportarci per salvaguardarne la massima efficienza, come chiedere aiuto e a chi quando percepiamo segnali negativi, come meglio sfruttare le opportunità che la società ci concede per la salvaguardia della salute e la ricerca del benessere.
Sembrerà strano a prima vista, ma per una grande percentuale delle persone l’argomento salute ha bisogno di alfabetizzazione, di partire quasi dall’ignoranza più assoluta. Una grande analogia ed esempio calzante può essere il grande impegno che nel dopoguerra fu profuso per eliminare l’analfabetismo. I mezzi di comunicazione allora limitati furono però utilizzati con grande profitto.
“Non è mai troppo tardi” una trasmissione della TV nazionale ancora giovane, che avvalendosi dell’empatia del bravo maestro Alberto Manzi, insegnò a leggere e a scrivere a tantissimi italiani. I tempi sono cambiati, i mezzi di comunicazione si sono moltiplicati e sono diventati molto potenti, occorre solo la volontà di organizzare bene, di credere, far risaltare ad ogni livello politico ed amministrativo che la diagnosi e cura della malattia sono importanti ed indispensabili, ma le fondamenta della salute sociale ed individuale sono nella prevenzione.
Proprio della costruzione delle fondamenta vuole occuparsi il progetto “La cultura della salute”.
L’idea non è nuova; da tempo queste considerazioni sono dibattute ed evidenziate sia dal mondo scientifico degli operatori sanitari più illuminati, sia dagli operatori specifici della comunicazione e dalle autorità politico-amministrative.
Da qualche tempo si sta ragionando in un territorio compreso tra le province di Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno di come mettere in campo un servizio che possa essere utile a queste aspettative.
Chi scrive, Fabrizio Scoccia, giornalista medico-scientifico iscritto ASMI (Associazione Stampa Medica Italiana), già redattore delle pagine di medicina di gruppi editoriali importanti come il gruppo Gazzette, il Centro, il Messaggero, già presidente per più di dieci anni dell’Associazione Terme delle Marche, attualmente responsabile della comunicazione medico-scientifica dell’ importante gruppo medico Associati Fisiomed, ha coinvolto tanti attori possibili del mondo medico e della ricerca, rappresentativi ed autorevoli, dirigenti del Servizio Sanitario pubblico ed anche quelli del privato aperto a questa tematica, gli amministratori dei Comuni, i possibili supporter ed anche sponsor del progetto.
La sintesi è un programma che sarà presentato in una serata organizzata appositamente nel comune di confine tra le due province, Massa Fermana. Gli amministratori e gli abitanti del piccolo comune sono stati coinvolti e si dimostrano entusiasti dell’opportunità. Saranno presenti rappresentanti delle strutture sanitarie pubbliche e delle istituzioni locali e regionali.
I principi fondanti del progetto sono stati definiti anche se continuamente aperti al contributo di chi ha a cuore l’argomento.
Utilizzo settimanale di due rubriche giornalistiche già operative: “Sano a sapersi” di Picchio News Macerata e “La cultura della salute” di Vivere Fermo, Vivere San Benedetto, Vivere Ascoli Piceno. Inoltre la trasmissione radiofonica “Salute oggi” ogni lunedì su Radio Nuova Macerata. Questi gli appuntamenti fissi che godono già di grande seguito, con la collaborazione del mondo medico-scientifico territoriale.
Il progetto ha una redazione ed un comitato scientifico che si riserva di coinvolgere tutti i mezzi di comunicazione territoriali per argomenti di particolare importanza ed attualità.
Le amministrazioni comunali saranno stimolate, già alcune hanno aderito, ad organizzare manifestazioni con la partecipazione di specialisti conosciuti ed apprezzati. Nel 2026 sono previste 10 manifestazioni in altrettanti Comuni.
Indubbiamente il lavoro è molto impegnativo e necessita della passione costante di operatori in una struttura ben organizzata con l’ambizione di un sempre più ampio servizio. Tale progetto è inserito nell’attività dell’Associazione ai fini sociali denominata “Progetto comune APS” con sede nel comune di Monte San Pietrangeli.
Sono stati richiesti i patrocini delle istituzioni sanitarie pubbliche, la collaborazione delle AST e di tutti i loro operatori, il patrocinio del consiglio della regione Marche e quello dell’ordine dei giornalisti ed il coinvolgimento del terzo settore associativo operante nei territori. L’organizzazione ha bisogno del supporto economico di enti ed aziende che credono nel progetto con donazioni volontarie ed anche sponsorizzazioni di chi vuole legare il proprio marchio ad un simile progetto.
“La cultura della salute” ha già avuto una sua applicazione molto apprezzata nelle attività divulgative del centro medico Associati Fisiomed ed è stato un corso di punta dell’UNI3 Macerata.
L’impegno è di rendere quanto già sperimentato positivamente al servizio di tutti i cittadini che ne vogliono approfittare. “La cultura della salute” ha una direzione, un comitato scientifico di valutazione e sicurezza ed un’associazione no-profit di riferimento.
Nella prossima settimana sarà comunicata la data di presentazione a Massa Fermana.
a comunità di Loro Piceno ha celebrato un traguardo straordinario e ricco di emozione. Maria Sorbatti ha compiuto cento anni di vita, spegnendo le candeline circondata dall'affetto e dalla gratitudine di ben tre generazioni.
Nata il primo luglio del 1926, Maria è storicamente conosciuta in paese come la sarta di Loro Piceno, una donna descritta dai familiari come di piccola statura ma dotata di una grandissima levatura morale, con un carattere forte e saldo forgiato nelle responsabilità e nella dedizione quotidiana verso i suoi cari.
Nel corso del suo lungo cammino, Maria ha rappresentato una guida costante per l'intera cerchia familiare. Ha accudito il padre con profondo amore filiale, è stata un punto di riferimento insostituibile per i fratelli e la sorella e ha sostenuto il marito nei momenti più difficili della malattia.
Con le sue mani laboriose non ha soltanto confezionato abiti con precisione e pazienza, ma ha metaforicamente cucito e rammendato i legami e le difficoltà della propria famiglia, trasmettendo un'eredità fondata sul valore del lavoro, del sacrificio, della tenacia e della dignità.
La sua casa è stata il fulcro in cui ha cresciuto con dedizione tre figli, vedendo poi rifiorire il proprio operato e i propri principi morali nella nascita di sei nipoti e sette pronipoti.
La speciale ricorrenza è stata suggellata da una cerimonia ufficiale e molto partecipata alla quale ha preso parte il sindaco di Loro Piceno, che ha voluto omaggiare la neo centenaria consegnandole personalmente l'attestato di nascita originale a nome di tutta la cittadinanza.
Accanto al primo cittadino era presente anche il parroco don Luca, che ha unito la comunità nella benedizione e nei festeggiamenti. I parenti hanno voluto dedicarle una toccante lettera per ringraziarla di essere stata una guida silenziosa ma costante, un punto fermo capace di incarnare la memoria vivente di un intero secolo speso interamente per il bene della famiglia.
Si schianta con la moto su una pecora e la "trascina" in tribunale; il giudice gli da parzialmente ragione e "condanna" la pecora a risarcire il danno. È ovviamente una versione romanzata di un fatto accaduto realmente e che ha origine nel 2013 a Cingoli.
Un motociclista in sella la sua Honda stava percorrendo via Cicerone, a Cingoli, quando, dopo aver affrontato una curva, si era trovato improvvisamente di fronte una pecora fuoriuscita da un gregge lì vicino. Lo sventurato motociclista non aveva avuto il tempo né di frenare né di cambiare la sua traiettoria ed aveva colpito in pieno l'animale.
A seguito dell'incidente rilevato dai carabinieri, lo sfortunato centauro aveva citato il pastore responsabile del gregge per il risarcimento del danno stimato in circa 107 mila euro.
Il giudice aveva, però, rilevato nell'imprudenza del centauro la responsabilità del sinistro, vista anche la mansuetudine dell'animale. È così che il motociclista è ricorso in appello lamentando il fatto che il primo giudice non avesse valutato elementi importanti quali, ad esempio, la sanzione elevata dai carabinieri al pastore, sanzione mai opposta (evidenziando una ammissione di colpa implicita da parte del pastore).
Sulla base dei nuovi elementi, il giudice ha riformulato la sentenza stabilendo che vi è stato un concorso di colpe con il 60% in capo al pastore che avrebbe omesso di custodire diligentemente il gregge. Inevitabile, quindi, il risarcimento al motociclista nella misura del 60% del richiesto ovvero 84.851 euro a cui vanno tolti gli 8000 euro già versati.
Al momento non è noto se l'allevatore proporrà ulteriore ricorso verso questa pronuncia della corte di Appello, ma è facile ipotizzare che ci sarà un seguito a questa vicenda.
C’è un’ansia contemporanea che tende a voler analizzare ogni istante della nostra esistenza. Viviamo con l’esigenza della spiegazione immediata, della risposta istantanea. Eppure, la nostra vita emotiva più profonda rifiuta la linearità. Vi sono incontri o deviazioni del destino che accadono senza un apparente motivo razionale, momenti in cui avvertiamo un’energia o un’inquietudine di cui non riusciamo a comprendere il reale significato.
La nostra reazione automatica è il controllo. Vogliamo capire subito, aggiustare il tiro, incasellare l’imprevisto nei confini rassicuranti della razionalità. Ma voler chiarire tutto troppo presto significa spesso ridurre il mistero a una realtà ben più banale di quella che stiamo effettivamente vivendo.
È in questi frangenti che ci viene richiesta una specifica competenza emotiva: la capacità di vivere nella realtà per quella che è, sapendo abitare il dubbio e sostare nell’incertezza. Forzare gli eventi per dare loro un senso immediato significa impoverire l’esperienza stessa. Il poeta John Keats la definiva «capacità negativa» (Negative Capability), ovvero l'abilità di persistere nel mistero e nel disagio del non sapere, senza l’ossessione di dover raggiungere una certezza razionale.
Dobbiamo uscire dalla pretesa di consumare tutto rapidamente, persino i significati, perché le transizioni più importanti della nostra vita hanno bisogno di oscurità per operare la loro metamorfosi. Se la luce della ragione è troppo forte e precoce, finisce per accecarsi anziché illuminarci.
La vita richiede il rispetto di una sintassi precisa: non possiamo pretendere la spiegazione prima del vissuto. Il senso profondo di ciò che ci accade emerge soltanto dopo che l’esperienza ha attraversato le quattro stazioni del suo flusso naturale.
La prima è l'intuizione. Accade qualcosa che non riusciamo a comprendere, avvertiamo una sottile confusione. Riusciamo soltanto a percepire un’energia nell’aria, ma la logica è ancora cieca. È quel «non so che» che ci lascia sospesi. In questa fase, il tentativo di razionalizzare è un errore: l’intuizione non va spiegata, va protetta, accettando il disagio di avvertire qualcosa che non sappiamo ancora nominare.
Poi, quell'energia si traduce in sentimento, in risonanza emotiva. Cominciamo a sentire l'evento prima ancora di pensarlo. Può manifestarsi come una forma di malinconia, o al contrario come un’euforia immotivata, una sensazione di estraneità o di profonda attrazione. È la fase in cui l'esperienza si incarna.
Saper «stare nel sentimento» significa non anestetizzarlo, non cercare una giustificazione logica per farlo svanire, ma accoglierlo come una transizione necessaria.
Segue la metabolizzazione nel silenzio. È un processo sotterraneo, lento e invisibile. La realtà ci ha colpito, il sentimento ci ha attraversato, e ora l'esperienza deve essere assimilata dal nostro essere. Richiede tempo, un tempo non negoziabile che non risponde alle logiche industriali dell'efficienza. In questo stadio sembra non succedere nulla, e invece sta succedendo tutto. È qui che si sperimenta la vera forza: quella di permettere alla vita di esprimersi.
Infine, si approda alla comprensione. Al termine di questo viaggio interiore emerge una rivelazione spontanea: la situazione si spiega a noi da sé, assumendo naturalmente la sua forma corretta. A questo punto non abbiamo semplicemente trovato una risposta a un quesito, ma siamo cambiati noi attraverso il processo.
Accettare che alcune esperienze siano dei passaggi intermedi – ponti di cui non conosciamo la destinazione – richiede il coraggio di una passività feconda. Significa saper dire a noi stessi: «Non capisco cosa stia succedendo, ma resto qui a guardare». Solo quando l’ansia da controllo si sarà finalmente placata, la realtà si svelerà da sé, donandoci il senso profondo di ciò che ci abita.
Torna come ogni domenica la rubrica curata dall’avvocato Oberdan Pantana "Chiedilo all'Avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la disciplina delle successioni ereditarie e, in particolare, le conseguenze derivanti dal possesso dei beni ereditari da parte del chiamato all'eredità e dalla successiva rinuncia.
Ecco la risposta dell’avvocato Oberdan Pantana alla domanda posta da un lettore di Macerata che chiede: “Se dopo la morte di un genitore continuo a utilizzare un immobile ereditario, posso comunque rinunciare all'eredità in un secondo momento?”.
Sul punto è recentemente intervenuta la Suprema Corte, la cui vicenda trae origine da una controversia definita in primo grado dal tribunale di Ragusa e confermata presso la corte d’appello di Catania, dichiarando inefficaci le rinunce all’eredità presentate da uno dei chiamati alla successione, ritenendo che quest’ultimo avesse già acquisito la qualità di erede in forza dell’art. 485 c.c., essendo risultato nel possesso di beni appartenenti all’asse ereditario senza avere provveduto, nei termini stabiliti dalla legge, alla redazione dell’inventario; la decisione aveva inoltre riconosciuto la sua qualità di proprietario dei beni caduti in successione, con tutte le conseguenze derivanti sul piano patrimoniale.
Contro tali pronunce era stato proposto ricorso presso la Cassazione, sostenendo che il possesso dei beni ereditari non fosse stato adeguatamente dimostrato e che il chiamato non avesse mai posto in essere atti di disposizione, né esercitato poteri tipici del proprietario, evidenziando come la semplice residenza anagrafica presso uno degli immobili appartenenti all’eredità non potesse costituire elemento sufficiente a dimostrare l’esistenza del possesso richiesto dall’art. 485 c.c., e affermando, inoltre, che la sua presenza nell’immobile fosse stata soltanto occasionale.
A tal proposito si osserva come il possesso rilevante ai fini dell’applicazione dell’art. 485 c.c. non richieda necessariamente l’esercizio di atti di gestione o di amministrazione del patrimonio ereditario, essendo sufficiente una relazione materiale con il bene che consenta al chiamato di utilizzarlo concretamente, mentre la volontà di accettare o rinunciare all’eredità risulta del tutto irrilevante, trattandosi di un effetto che la legge collega automaticamente alla mancata redazione dell’inventario entro il termine previsto.
A ciò vale il richiamo del consolidato orientamento giurisprudenziale di legittimità secondo cui l’acquisto della qualità di erede previsto dall’art. 485 c.c. non rappresenta una forma di accettazione tacita dell’eredità né una presunzione della volontà del chiamato, ma costituisce un acquisto che si verifica direttamente per effetto della legge, la quale collega tale conseguenza al mancato adempimento dell’obbligo di inventario quando il chiamato si trovi, anche solo in parte, nel possesso dei beni ereditari.
Pertanto, in risposta al nostro lettore, si può affermare che: "Il chiamato all'eredità che si trovi nel possesso dei beni ereditari e non provveda a redigere l'inventario entro tre mesi dall'apertura della successione acquista automaticamente, per effetto della legge, la qualità di erede puro e semplice e non può successivamente rinunciare validamente all'eredità, anche se non abbia compiuto atti di disposizione dei beni o manifestato la volontà di accettarla" (Cassazione civile, sezione I, sentenza del 01.04.2026, n. 480).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
La città di San Severino Marche ha celebrato la riapertura ufficiale al pubblico del Castello di Pitino, uno dei siti storici e archeologici più rilevanti dell'entroterra maceratese, restituito alla fruibilità in totale sicurezza dopo un complesso intervento di restauro e valorizzazione.
L'opera è stata interamente finanziata attraverso i fondi comunitari europei nell'ambito del Piano Nazionale Complementare (Pnc) per le aree colpite dal sisma, per un importo complessivo di 1 milione 731 mila euro, gestiti dall'ufficio del commissario straordinario per la ricostruzione. Per la municipalità settempedana si tratta del quarto e ultimo cantiere inserito nella programmazione strategica del fondo a giungere a compimento.
I lavori hanno richiesto una complessa sinergia tecnica ed edilizia per operare su un'area che custodisce oltre duemila anni di storia, sorgendo sulla sommità di un colle a 660 metri di altitudine dove si sviluppò il più importante insediamento piceno dell’entroterra provinciale tra il VII e il V secolo a.C.
Il cantiere ha visto la rimozione delle macerie e della vegetazione infestante, il consolidamento delle mura perimetrali e la ricostruzione filologica del fabbricato d'ingresso, oggi adibito a biglietteria e punto informazioni, rivestito con le pietre originarie posate a secco.
Parallelamente si è intervenuti sulla chiesa di Santa Maria della Pietà, la cui facciata rischiava il ribaltamento; grazie a speciali scansioni del sottosuolo sono state individuate e messe in sicurezza alcune cavità ipogee che stavano cedendo, consentendo poi il restauro degli affreschi interni. Recuperata anche la chiesa di Sant'Antonio Abate, liberata dai crolli e riaperta nel suo antico ingresso originario.
Tutta l'area esterna è stata ridisegnata realizzando percorsi pedonali in cemento drenante per evitare il fango, strutturati completamente senza barriere architettoniche per garantire l'accessibilità a chiunque. Il sito è stato inoltre dotato di un moderno impianto di illuminazione per le aperture serali e di un sistema di videosorveglianza collegato alla polizia locale contro gli atti vandalici.
"La riapertura del Castello di Pitino è un traguardo che ci riempie di orgoglio – ha sottolineato il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei –. Oggi riconsegniamo a tutti un pezzo straordinario della nostra anima collettiva che torna finalmente a vivere". Il primo cittadino ha inoltre colto l'occasione per chiedere ulteriori fondi utili a completare il recupero delle restanti mura storiche.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dal commissario straordinario alla ricostruzione, il senatore Guido Castelli, che ha rimarcato l'importanza del presidio culturale: "La riapertura conferma come la ricostruzione possa diventare occasione di rigenerazione, tutela e valorizzazione del patrimonio. Pitino è un presidio culturale, un simbolo dell'identità settempedana e un balcone affacciato sulle Marche capace di raccontare il legame profondo tra uomo, territorio e bellezza. La ricostruzione significa anche consegnare alle nuove generazioni luoghi sicuri, accessibili e capaci di continuare a custodire la memoria collettiva".
L'inaugurazione del castello, che nel Medioevo fu al centro di dispute tra i comuni limitrofi e che subì l'ultimo assedio nel 1426, si è conclusa con la benedizione religiosa e un ideale brindisi della comunità alla propria storia.
Dopo i lavori di ricostruzione e recupero seguiti agli eventi sismici del 2016, la Pinacoteca di Serrapetrona torna ad aprire le sue porte, restituendo alla comunità e ai visitatori un luogo che si propone come vero e proprio scrigno di arte, memoria e identità locale. Un ritorno atteso, che segna non solo la riapertura di uno spazio espositivo, ma anche un passaggio simbolico di rinascita per il territorio.
All’interno della Pinacoteca trovano posto opere d’arte sacra e contemporanea, il Museo dell’Uomo – custode di strumenti e testimonianze legate alle arti e ai mestieri dell’età preindustriale – oltre a una suggestiva sezione dedicata alla mostra ornitologica. Un percorso museale articolato che restituisce la complessità della vita rurale e culturale del territorio.
A sottolineare il valore simbolico e comunitario dell’iniziativa è intervenuta per prima il sindaco di Serrapetrona Silvia Pinzi, che ha richiamato il significato profondo del legame tra comunità e territorio: «Pavese in La luna e i falò disse che un paese vuole dire non sentirsi soli, nel paese ci sono le nostre radici. Questo è quello che rappresenta questo luogo».
Come ben si sa, il sisma segna un prima e un dopo, ed è proprio il “dopo” quello che la Pinacoteca significa per Serrapetrona: la restituzione alla comunità di un luogo così identitario rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di rinascita che le popolazioni del cratere stanno costruendo giorno dopo giorno. «Oggi parliamo di rinascita, non di resilienza. Resilienti lo siamo per natura», ha affermato il primo cittadino. «Siamo come la vernaccia, vitigno prepotente coltivato in un piccolo pezzo di terra: il chicco è duro, ma diventa amabile da chi sa come trattarlo». Un’immagine efficace per raccontare la capacità di trasformazione della natura e delle persone.
Tra gli interventi tecnici, Luca Vallesi ha evidenziato la funzione del museo come spazio di trasmissione della memoria: «Un museo ha il compito di tramandare, fare in modo che le radici non si perdano». Il percorso espositivo, ha spiegato, restituisce pienamente questo intento, esprimendo la ruralità del territorio attraverso tre sezioni capaci di raccontare l’eterogeneità dell’entroterra marchigiano.
Sul versante venatorio è intervenuto il presidente provinciale di Federcaccia, Nazzareno Galassi, che ha sottolineato quanto la caccia e la salvaguardia della fauna selvatica siano radicate nella cultura locale. Ne è testimonianza proprio la sezione museale di ornitologia, che conserva tracce e documenti di questa tradizione.
Il direttore artistico dell’Appennino Foto Festival, Stefano Ciocchetti, ha invece rimarcato il valore simbolico del tema scelto per l’edizione: «Il tema è rinascita e questo luogo lo incarna in pieno. Anche noi proviamo a portare rinascita attraverso piccoli eventi».
La giornata inaugurale è stata arricchita anche dall’apertura della mostra temporanea “Quello che resta”, del poeta e fotografo Emiliano Cribari, inserita nel programma dell’Appennino Foto Festival. Lo stesso Cribari ha offerto una riflessione sul senso del suo lavoro: «Attraverso la fotografia cerco di ascoltare ciò che i luoghi comunicano. L’arte serve a far passare il sangue della ferita, ma anche la luce della rigenerazione».
Momenti di forte partecipazione hanno accompagnato anche l’intervento dell’ex sindaco e presidente dell’Unione Montana, Giampiero Feliciotti, che ha espresso soddisfazione per il percorso di recupero e per il ruolo svolto dalle associazioni e dal volontariato nella gestione degli spazi pubblici.
La chiusura istituzionale è stata affidata al senatore e commissario straordinario per la ricostruzione Guido Castelli, che ha richiamato il valore trasformativo degli eventi sismici: «La catastrofe lascia cicatrici ma anche segni di vitalità». E ancora: «Da questi piccoli borghi, grazie alla concretezza che vi contraddistingue, si schiude una capacità operativa che diventa anche sorriso». Un invito a non cedere alla rassegnazione: «Il nostro solo nemico è la rassegnazione».
La giornata si è conclusa con la benedizione di don Osman e il ringraziamento a don Aronne, in un clima di partecipazione corale che ha suggellato il ritorno della Pinacoteca alla vita pubblica. A chiudere simbolicamente la cerimonia, un brindisi ideale alla comunità e alla sua identità: «Viva Serrapetrona, viva la vernaccia».
Un sabato sera di intenso lavoro per le forze dell'ordine a Civitanova Marche, dove l'abituale servizio di vigilanza della polizia di stato contro il degrado urbano e la criminalità diffusa ha dovuto far fronte a gravi episodi legati all'abuso di alcol e a risse sfiorate tra giovanissimi.
L'intervento più delicato ha riguardato un ragazzo minorenne trovato svenuto in un giardino pubblico, dopo aver perso completamente i sensi a causa dell'eccessivo consumo di sostanze alcoliche. Il giovane è stato soccorso dagli agenti e dal personale del 118, che lo ha trasportato d'urgenza al pronto soccorso, dove è stato successivamente affidato alla madre, rintracciata nel corso della notte.
La tensione è salita ulteriormente a partire dalle ore 4:00, in coincidenza con la chiusura delle discoteche e dei locali. Gli operatori sono dovuti intervenire ripetutamente per sedare sul nascere diversi focolai di rissa durante il deflusso della movida.
La situazione più critica si è registrata in pieno centro cittadino, dove due folti gruppi di giovani si sono affrontati per futili motivi mentre attendevano i rispettivi autobus per tornare a casa. Soltanto il tempestivo interposizionarsi delle pattuglie ha evitato che la discussione degenerasse in una maxi rissa.
Le forze dell'ordine hanno calmato gli animi e scortato i ragazzi a bordo dei mezzi, uno diretto a Tolentino e l'altro a Senigallia, monitorando la loro rapida partenza. Poco prima, gli agenti erano già intervenuti all'esterno di un locale per allontanare alcuni soggetti in evidente stato di alterazione a cui la sicurezza privata aveva giustamente negato l'ingresso.
Nel corso della notte è scattato l'allarme anche per un tentato furto all'interno di uno chalet del litorale. Un equipaggio dei carabinieri è piombato sul posto constatando il taglio del telo esterno della struttura: l'attivazione dei sistemi di sicurezza e il rapido arrivo dei militari hanno costretto i malviventi alla fuga prima che potessero asportare qualcosa.
L’operazione ad alto impatto, disposta dal questore di Macerata in conformità con le linee guida del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha visto l'azione congiunta del commissariato locale, della guardia di finanza e dell'arma dei carabinieri. I
l bilancio complessivo dell'attività di prevenzione ha registrato 137 persone controllate, di cui 22 di nazionalità straniera e 18 già note alle forze di polizia per precedenti specifici. Nel corso dei 9 posti di blocco stradali sono stati inoltre ispezionati 36 veicoli ed eseguite 2 perquisizioni personali, che hanno dato esito negativo.