Il Tolentino domina il Chiesanuova e consolida la propria posizione nella griglia playoff. Allo stadio "Sandro Ultimi", di fronte a un'ottima cornice di pubblico, la sfida tra la terza e la quarta forza del campionato si rivela a senso unico.
I cremisi si impongono per 5-1 e ottengono una vittoria che consente di accorciare la distanza in classifica dai biancorossi (ora di 4 punti), mentre i padroni di casa crollano in maniera roboante e inattesa. Il primo posto ora appare un miraggio per la squadra del presidente Bonvecchi, autrice comunque di una stagione da incorniciare.
Mobili ritrova al centro della difesa la prestanza di Monaco, mentre per sostituire Tempestilli sceglie di lanciare Russo dal primo minuto. In avanti confermatissimo il tridente Sbarbati, Mongiello, Persiani. Gli ospiti non fanno a meno della coppia d'attacco Moscati-Lovotti.
L'argentino, peraltro, è fresco di conferma dopo aver rispedito al mittente le sirene di mercato (leggi qui). Alle loro spalle agisce Capezzani, preferito a Peluso. Torna in cabina di regia Badiali, ex della sfida, assente 7 giorni fa contro il Fabriano.
LA CRONACA - Si gioca su ritmi alti sin dalle prime battute. All'8' Moscati prova a sorprendere Ajradinoski col tiro al volo: palla alta. A tenere le redini del possesso sono i cremisi, con il Chiesanuova che si mantiene corto tra i reparti in attesa della ripartenza giusta.
Il meritato vantaggio degli ospiti arriva al 21'. Tortelli disegna una gran parabola colpendo di controbalzo, conclusione imparabile per il portiere di casa. La reazione del Chiesanuova è immediata e rabbiosa. Mongiello si porta a spasso mezza difesa avversaria e va vicino al palo con un pallone messo in mezzo in maniera velenosa (23').
Pareggio che arriva subito dopo. Sbarbati svetta sugli sviluppi di corner e batte di testa l'incolpevole Bucosse (26'). Nell'occasione l'attaccante dei locali viene colpevolmente lasciato senza adeguata marcatura dalla difesa cremisi.
Il Tolentino si riaffaccia in avanti al 30', ma la zuccata di Becker è debole e imprecisa. Due minuti più tardi è Capezzani a liberare il destro, deviato in angolo. Sempre ospiti pericolosi al 35', ma il giovane Manna non trova la porta da posizione favorevole dopo un bel lavoro di Moscati in area di rigore.
Al 44' c'è il raddoppio cremisi, al termine di un'azione avvolgente. Capezzani è bravissimo a trovare il pertugio giusto nel traffico della difesa biancorossa e a siglare il 2-1. Il primo tempo si chiude su questo risultato, riflettendo il predominio territoriale dei ragazzi di Passarini.
SECONDO TEMPO - Al rientro dagli spogliatoi il Chiesanuova trova il pareggio, ma la rete viene annullata per fuorigioco (47'). Ad andare a segno era stato Mongiello, approfittando di un'uscita avventata di Bucosse. La partita si gioca su ritmi nuovamente selvaggi.
Al 58' il Tolentino cala il tris. Sugli sviluppi di una rimessa laterale Tortelli lascia partire un diagonale imprendibile per Ajradinoski. Doppietta personale per il centrocampista cremisi.
La reazione del Chiesanuova non perviene. I cremisi calano persino il poker. Al 69' Tortelli corona la sua partita da sogno insaccando di testa il 4-1 su spizzata di Strano dal corner pennellato da Capezzani.
Il Tolentino non cala i giri e sfiora persino il quinto gol al 72' con Lovotti, fermato dall'uscita di Ajradinoski. L'appuntamento è solo rimandato. In campo c'è solo una squadra. Peluso insacca il 5-1, scavalcando nuovamente il portiere ospite e infiocchettando l'ennesima manovra da applausi (73').
I restanti minuti sono pieno garbage time, prendendo in prestito un'espressione cestistica, con Mongiello che è il più volitivo dei suoi nel tentare di ridurre il passivo, senza successo. Il triplice fischio arriva dopo quattro minuti di recupero. Il Tolentino ottiene il successo più convincente della stagione e propone più di una seria candidatura per i play-off.
Tabellino Chiesanuova - Tolentino 1-5
TOLENTINO (4-3-1-2): Bucosse; Stricker, Tomassetti, Strano, Tizi (85' M. Salvucci); Badiali (63' Peluso), Tortelli, Manna; Capezzani (77' Massini); Moscati (74' Cicconetti), Lovotti (85' Giandomenico). All: Passarini
CHIESANUOVA (4-3-3): Ajradinoski, Ciottilli (54' Perini), Canavessio, Monaco, Russo (72' Sfasciabasti); Palladini, Pasqui (63' Vitucci), Tanoni; Sbarbati (75' Morettini), Mongiello, Persiani. All: Mobili
Arbitro: Antonuccio di Roma 1
Reti: 21' Tortelli (T), 26' Sbarbati (C), 44' Capezzani (T), 58' Tortelli (T), 69' Tortelli (T), 73' Peluso (T)
Ammoniti: Ciottilli, Persiani, Tizi, Mongiello, Palladini, Bucosse Espulsi: nessuno.
Angoli: 5-7. Recupero: 1', 4'
I miracoli sono tali perché non si ripetono. E la Climacalor, dopo quello dell’andata, in una gara che la vide prevalere sul Basket Macerata per 77-66 dopo tante magre precedenti negli scontri diretti, non si è ripetuta sul parquet del capoluogo. Al termine il punteggio è severo: 68-46 e testimonia ancora una volta la scarsa vena in attacco, mentre la fase difensiva dei biancorossi di coach Campetella tiene costantemente botta. «È una sconfitta che ci poteva stare – ammette il diesse della Climacalor, Gabriel Cingolani -, ma dovevamo lottare di più, come abbiamo fatto nel quarto d’avvio in cui abbiamo giocato alla pari».
Con il procedere dell’incontro la forbice invece si è aperta. «Abbiamo pian piano perso la bussola – continua nella sua analisi Cingolani -, più che altro in attacco, e sofferto i ripetuti rimbalzi catturati dai nostri avversari e l’ottima serata di Montanari (top scorer con 28 punti di bottino personale, ndr). Il divario è progressivamente aumentato e non riusciti a reagire con incisività. Di qui il -22 conclusivo». Il diesse biancorosso archivia il derby maceratese e rilancia: «È necessario migliorare in attacco e ribadire la buona difesa vista al Palavirtus perché tenere Macerata sotto i 70 punti in casa loro non è da tutti, ed avere maggiore fiducia nei nostri mezzi. Se nel girone d’andata abbiamo chiuso nelle posizioni di alta classifica non è stato un caso.
Purtroppo non possiamo contare su Sorci (infortunio serio al ginocchio..., ndr), che è per noi un elemento fondamentale, ma Vissani è rientrato ed abbiamo una rosa per continuare ad ambire a posizioni di vertice, perciò dobbiamo avere fiducia, mantenere la serenità e continuare a lavorare con impegno». Archiviato il derby maceratese, ora c’è il Basket Fermo nel mirino. All’andata la Climacalor di Campetella di impose per 64-57. Venerdì 7 febbraio, alle 21.45, al palas Ciarapica il quintetto biancorosso tenterà il bis.
BASKET MACERATA CLIMACALOR 68-46
BASKET MACERATA: Cotellessa, Stellon 4, Spina 5, Tiberi 9, A. Severini 4,
Atodiresei, Torresi, Serrani 1, Nardi 6, Montanari 28, Capodaglio, Pozzetti 11
All. Pozzetti
CLIMACALOR: Magnatti 2, Bottacchiari, Belli 3, Corvatta, G. Severini 6,
Potenza 12, Uncini, Della Rocca 2, Tiranti, Ortenzi 4, Vissani 13, Strappaveccia 4
All. Campetella
Note: parziali: 18-16/17-10/21-12/12-8; progressivi: 18-16/35-26/56-38/68-46;
nessun uscito per 5 falli.
Add. stampa Luca Muscolini
Da Porto Sant'Elpidio a Civitanova Marche, arrestati due uomini dopo un rocambolesco inseguimento. È quanto avvenuto la scorsa notte, quando due uomini sono stati bloccati dopo aver cercato di eludere un controllo della polizia.
Era circa l'1:30 di notte quando una volante della Questura di Fwrmo ha intimato l'alt a un'auto sul ponte che separa Fermo, Lido Tre Archi e Porto Sant'Elpidio. Invece di fermarsi, il conducente del veicolo ha accelerato, dando inizio a un rocambolesco inseguimento che ha coinvolto le vie del centro di Porto Sant'Elpidio e la trafficata statale Adriatica.
Nonostante il tentativo di fuga, i poliziotti non hanno mai perso di vista il veicolo. La corsa è proseguita per diversi chilometri, fino a quando l'auto non è stata finalmente fermata a Civitanova Marche, dove gli agenti sono riusciti a bloccarla in sicurezza.
A bordo del veicolo sono stati trovati due uomini di origini nordafricane, ora oggetto di accertamenti da parte delle forze dell'ordine. Al momento, non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla loro identità o sul motivo della fuga, ma le indagini sono in corso per chiarire la dinamica e le ragioni dell'accaduto.
La Civitanovese annuncia un nuovo rinforzo per la propria rosa: l’esterno sinistro, classe 2005, Leo Di Martino si unisce ufficialmente al club rossoblù.
Il giovane talento campano, cresciuto nel settore giovanile dell’Avellino, ha già maturato importanti esperienze nel calcio dilettantistico italiano. Dopo aver militato in Serie D con il Lamezia, nella scorsa stagione ha giocato con la Pianese, contribuendo alla vittoria del campionato nel girone E.
Nel campionato in corso, Di Martino ha vestito la maglia del Ravenna, ma con uno scarso minutaggio ha deciso di cambiare aria per trovare maggiore continuità. L’opportunità offerta dalla Civitanovese rappresenta per lui una nuova sfida, dove potrà mettere a disposizione la sua velocità e la sua duttilità tattica.
Con questo innesto, la squadra rossoblù aggiunge qualità e freschezza alla corsia sinistra, puntando su un giovane dalle grandi prospettive.
Nei giorni scorsi, si è celebrata, come ogni anno, la giornata della memoria legata alla tragedia di Auschwitz, tragedia che, come è noto, ha riguardato, oltre agli ebrei, comunisti e omosessuali, rom e dissidenti. Liliana Segre, senatrice a vita e a suo tempo vittima delle persecuzioni naziste, ha asserito che, di questo passo, in futuro il ricordo della Shoah sarà cancellato.
A mio giudizio, corriamo un rischio forse anche maggiore, se mai è possibile: quello dell’utilizzo della memoria in chiave ideologica per giustificare le contraddizioni del presente. Basti ricordare il fatto che la Russia, anche quest'anno, è stata vergognosamente esclusa dalle celebrazioni ufficiali della giornata della memoria: si tratta di un paradosso evidente, che oltretutto si pone come una offesa alla memoria stessa, considerato il fatto che furono proprio i carri armati sovietici a liberare Auschwitz il 27 gennaio del 1945.
Giornata della memoria corta, verrebbe da dire. La propaganda hollywoodiana sta già da tempo cancellando la memoria, riscrivendo e riplasmando orwellianamente la storia a proprio uso e consumo e, naturalmente, celebrando i soli americani come liberatori dell'Europa.
L'obiettivo di Washington oltretutto non è soltanto quello di estromettere la Russia dal ricordo della liberazione ma di impiegare il ricordo stesso della liberazione per giustificare la propria permanenza eterna sul territorio europeo in qualità di dominatori. Come a dire "noi americani vi abbiamo liberati e ora abbiamo il diritto di occupare in eterno con le nostre basi il vostro territorio".
Non sfugga poi che nei discorsi ufficiali tenuti in Italia nei giorni scorsi, come ad esempio in quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, non si è fatto cenno nemmeno per sbaglio al genocidio in atto a Gaza. Eppure a Gaza si sta verificando quello che non possiamo definire altrimenti se non genocidio, e ci scuserà la senatrice Segre, che in più occasioni si è peritata di precisare che il termine non può essere applicato in relazione a ciò che sta accadendo a Gaza.
Non saprei davvero trovare un sinonimo o un termine egualmente appropriato. Non dovrebbe la memoria storica anzitutto educarci a non ripetere le tragedie del passato e, se si ripetono, a condannarle e ad agire per fermarle il prima possibile? Era questa la funzione che giustamente assegnava alla memoria Theodor Adorno, il quale si avventurava a dire che, dopo Auschwitz, tutta la cultura è spazzatura: tesi esagerata, indubbiamente, che rimodulerei sostenendo che è spazzatura tutta la cultura che usa la memoria del passato per giustificare le atrocità del presente.
Aveva ragione Gramsci, allorché sosteneva che la storia insegna, ma non ha scolari, e proprio per questo siamo condannati a ripeterla con tutti i suoi supplizi e con tutte le sue atrocità. In occasione della recente celebrazione della giornata della memoria, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha spiegato solennemente, senza peraltro fare un solo cenno a quel che sta accadendo a Gaza, che il nazifascismo è una "tentazione che torna".
Abbiamo ancora una volta l'epifania del logoro ritornello dell'antifascismo in assenza di fascismo; ritornello funzionale alla tenuta dell'ordine neoliberale. L'abbiamo ripetuto più volte e lo sottolineiamo anche ora: l'antifascismo in presenza di fascismo, come fu quello di Gramsci, era doveroso ed eroico. Ma qual è la funzione dell'odierno antifascismo in assenza di fascismo, del tutto inaccostabile al nobile antifascismo di Gramsci?
A mio giudizio, l'antifascismo in assenza di fascismo figura oggi come una patetica fiction volta sostanzialmente a puntellare ideologicamente e a santificare la società della violenza economica dei mercati. Svolge una parte sostanzialmente apotropaica, dacché dirotta lo sguardo rispetto alla contraddizione principale del market system, lasciando intendere che la società così com'è sia in sé giusta e buona, da difendere rispetto al ritorno del fascismo, a sua volta identificato propagandisticamente con ogni anelito di trasformazione della società realmente data.
Inutile sottolineare che oggi la violenza subita da giovani e lavoratori non sia più quella del manganello fascista, per fortuna morto e sepolto da diversi decenni, ma quella del libero mercato concorrenziale e della competitività planetaria, che va riducendo ogni giorno le condizioni di vita e di lavoro delle masse popolari, esercitando su di esse una violenza inaudita.
L'unico senso che potrebbe avere oggi l'antifascismo sarebbe quello di determinarsi come anti-capitalismo, ma è esattamente quello che non avviene, dato che, in maniera contraria, l'antifascismo viene utilizzato come alibi per giustificare il capitalismo stesso nella sua forma finanziaria e precarizzante.
Proprio così, l'antifascismo in assenza di fascismo permette alla massima parte delle forze politiche di non dover essere anti-capitaliste in presenza di capitalismo e anzi di farsi paladine del capitalismo stesso, mutato ideologicamente in società democratica che deve essere difesa appunto dal ritorno del fascismo per fortuna completamente estinto.
Il paradosso oltretutto sta nel fatto che viene santificata come progressista e democratica la posizione di chi difende la società della asimmetria capitalistica, celebrata come non plus ultra della democrazia, e viene viceversa demonizzata come fascista la posizione di chiunque aspiri a superare il capitalismo (gli stessi Marx e Lenin, se tornassero in vita, sarebbero oggi additati come fascisti dall'ordine discorsivo dominante).
Il capitalismo, che un tempo si servì del fascismo, oggi non ne ha più alcun bisogno e può utilizzarne la memoria come clava ideologica per giustificare se stesso nella sua nuova fase deregolamentata e finanziaria, anarchica e postmoderna. Giusto ricordare il passato e le sue atrocità: ma la memoria deve anzitutto educare a non riprodurre e a non giustificare le atrocità che tornano a realizzarsi.
"Sogni d’oro e che Dio ti benedica". In una frase, l’intimità di un mondo familiare che inconsapevolmente si perpetua per generazioni. Ogni sera, da bambina, sotto le coperte attendevo impaziente quella promessa, sicura che non sarebbe mai stata disattesa.
In una manciata di secondi si consumava un gesto d’amore che racchiudeva in sé un senso di eterno. Nel buio silente, che precedeva il sonno, la luce soffusa che filtrava dal corridoio portava con sé la voce calda e rassicurante di mia madre che, affacciata sull’uscio della porta della camera, mi avvolgeva come un mantello magico per condurmi nel mondo dei sogni.
Un rituale che negli anni non ci ha mai lasciato, è stato sempre lì ogni giorno, assumendo forme diverse, accompagnando così la mia crescita. Un patto d’amore rinnovato ogni sera, lei non era una donna dai grandi abbracci, non li aveva mai ricevuti, così provava una sorta di pudore nel lasciarsi andare alle smancerie, ma in quelle poche parole mi svelava il suo universo intero.
Ogni volta era come se mi dicesse: "dormi serena e sogna ...sogna caldi soli e cieli azzurri, fiori gialli e romantici tramonti...lasciati andare al sonno con dolci pensieri, io sarò sempre al tuo fianco e ti proteggerò". E così è stato finché ha potuto, poi un giorno non ce l’ha fatta e quella sera c’è stato il silenzio.
Un silenzio assordante, nessuna parola, il vuoto, un buio freddo. Ho supplicato che quella porta si aprisse, che quella luce morbida arrivasse a me come miele per il cuore, ma non successe, in quel momento il mio mondo si spense.
Ora sono una mamma e non c’è sera in cui non mi avvicini a mia figlia per sussurrarle all’orecchio: "Sogni d’oro amore mio e che Dio ti benedica". Ogni volta in cui pronuncio questa frase, sento la voce di mia madre che me la ripete dolcemente e nel pronunciarla io mi riconosco mamma e ritorno ad essere figlia.
Sento la forza di un bene che prende intensità nel suo replicarsi e trasmettersi di generazione in generazione e comprendo che l’amore è un’energia che non conosce tempo e spazio. In questa nuova consapevolezza la sera, prima di abbandonarmi al sonno, lascio che la luce torni a riscaldarmi.
La connessione che attraversa le generazioni è un sottile filo rosso invisibile che si tramanda di padre in figlio attraverso i secoli, intessuto nei gesti, nelle parole, nei rituali quotidiani, in ogni piega di una vecchia tovaglia stirata esattamente in quel modo.
Un legame che contribuisce a delineare le dinamiche psicologiche che ci porteranno a ripercorrere gli stessi binari già tracciati moltissimo tempo prima di noi.
Siamo un tutt’uno con il passato e conoscere la storia di chi ci ha preceduto ci può far ritrovare un senso di completezza ed un’armonia che nasce dal riconoscere il nostro posto in una trama senza fine.
(Credit foto: Steve Allen / Shutterstock.com)
L’infanzia e l’adolescenza sono da sempre le fasi della vita più sensibili all’ambiente e al contesto dove i bambini e i ragazzi vivono con riflessi nella loro psiche e nella formazione del loro carattere. La fragilità e la vulnerabilità di quelle età è stata sempre molto attenzionata dalle scienze sociali e mediche. L’adulto avrà delle caratteristiche che quasi sempre hanno radici proprio nei primi anni di vita.
Tutto questo nelle varie fasi storiche tende a subire dei cambiamenti e delle evoluzioni che devono essere sempre molto ben evidenziate e studiate per far sì che i bambini e i giovani crescano nella maniera migliore. Nel periodo che stiamo vivendo le problematiche sembrano ancora più accentuate.
Ne parliamo con la dottoressa Nelia Zamponi, specialista pediatra e neuropsichiatra infantile, già direttore Sod Neuropsichiatria Infantile e Centro Regionale Epilessia Infantile Ospedali Riuniti Ancona, oggi consulente presso Associati Fisiomed.
- Dott.ssa Zamponi di che cosa si occupa il Neuropsichiatra Infantile?
"La Neuropsichiatria Infantile o, più correttamente, la Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’ adolescenza, è una branca specialistica della Medicina che si occupa della diagnosi e del trattamento dei disturbi neurologici e neuropsichiatrici che insorgono nella fascia di età compresa fra 0-18 anni".
- Quali sono le patologie neuropsichiatriche più frequenti in questa fascia di età?
"Per quanto attiene la patologia neurologica, le epilessie e le cefalee rappresentano i disturbi che più frequentemente richiedono una consultazione specialistica a causa della loro prevalenza nella popolazione pediatrica e della peculiarità dei loro aspetti rispetto all’età adulta.
Anche il disturbo da tIc, le lipotimie, le sincopi, le vertigini, i disturbi muscolari sono motivo piuttosto frequente di consultazione ambulatoriale. A livello ospedaliero accedono, invece, la patologia neurologica acuta e le patologie neurologiche / neuromuscolari di maggiore complessità (traumi cranici, tumori, epilessie gravi, ictus, paralisi cerebrali infantili, malattie degenerative…).
Per quanto attiene la patologia neuropsichiatrica, i disturbi del neuro sviluppo e i disturbi psichiatrici sono i motivi di presa in carico diagnostica e terapeutica di maggiore rilevanza.
I disturbi del neurosviluppo sono molteplici e di gravità variabile, richiedono una individuazione precoce e una tempestiva presa in carico multidisciplinare (ritardi di sviluppo psicomotorio, disturbo del linguaggio, disturbo di spettro autistico , disturbi specifici di apprendimento,disturbi comportamentali..) al fine di garantire una evoluzione neuropsichica positiva, un adeguato raggiungimento degli obiettivi accademici e una piena autonomia personale".
- L’incidenza delle patologie neuropsichiatriche è stabile nel tempo?
"No. Negli ultimi anni si è assistito a un sostanziale aumento della incidenza dei disturbi di neurosviluppo e dei disturbi psichiatrici in età adolescenziale. Sono soprattutto aumentate le diagnosi e le richieste di intervento per i disturbi specifici di apprendimento (DSA).
Le stime epidemiologiche collocano i DSA tra il 5% e il 12% dei pazienti in età scolare. Si tratta di situazioni in cui si rilevano difficoltà nell'acquisizione e utilizzazione della lettura, della scrittura e del calcolo a fronte di una normale dotazione intellettiva. L’origine è di natura neurobiologica, il riconoscimento è indispensabile ai fini di mettere in atto tutte le misure compensative/dispensative previste dalla legge finalizzate al raggiungimento di adeguati livelli di apprendimento e di un armonico sviluppo della personalità.
Sono altresì in aumento le diagnosi di Disturbo da Deficit di attenzione con iperattività (ADHD) e le diagnosi di Disturbo di Spettro Autistico (ASD). L’incremento riguarda anche e in maniera molto consistente i disturbi psichiatrici in età adolescenziale.
Ansia, depressione, disturbi della condotta, dipendenze, disturbi del comportamento alimentare (DCA), sono purtroppo divenute motivo di consultazione molto frequente con enormi difficoltà di trattamento e presa in carico territoriale e ospedaliera".
- Quali sono le cause della aumentata incidenza di disturbi psichiatrici e di disturbi del neurosviluppo?
"Vengono chiamati in causa molti elementi interconnessi fra loro: la rapidità dei mutamenti sociali, il crollo di modelli e valori di riferimento, i social media, la rete, l’intelligenza artificiale, il lockdown pandemico hanno comportato un cambiamento rapido con conseguente enorme fatica a riconoscere l’autorità, a confrontarsi con i pari e con un’altissima ansia sociale.
Il bullismo, il cyberbullismo, la dissociazione tra l’immagine sui social e l’immagine di sè reale rappresentano esperienze negative sempre più frequenti e precoci. Le amicizie virtuali vengono preferite alle più faticose relazioni amicali del mondo reale, tanto da determinare frequentemente un vero e proprio ritiro sociale.
Anche per quanto riguarda le funzioni neuropsicologiche, l’esposizione precoce a smartphone e social media induce mutamenti importanti: questi ragazzi, fin da piccoli, mostrano tempi attentivi molto più brevi, sono molto più veloci, ma surfano sulle informazioni, non vanno in profondità.
La realtà diviene quella della rete: tutto è veloce, le risposte arrivano subito, senza interesse di approfondimento, senza sforzo di memorizzazione, senza interiorizzazione.
Alla lunga, queste modalità possono interferire notevolmente con le tecniche di insegnamento tradizionale e con le richieste della scuola generando disagio psicologico e difficoltà di apprendimento".
(Credit foto dott.ssa Zamponi: Giusy Marinelli)
Nell'anticipo valevole per il quindicesimo turno del campionato di Eccellenza femminile, la capolista CF Maceratese impatta per 0-0 contro la Pink Arzilla, terza forza del girone.
Le biancorosse si presentano all'appuntamento fortemente rimaneggiate con le assenze di Silvestrini, Tedeschi e Crispini che costringono mister Claide Torresi a ridisegnare completamente la squadra. La Pink Arzilla cambia quattro interpreti rispetto all'ultima gara vinta contro la Giovane Offagna.
Nel primo tempo iniziano le ospiti a fare la partita per lasciare poi spazio alla manovra delle padrone di casa che collezionano due buone palle goal. La CF Maceratese ha l'occasione per sbloccare con Marangoni che mette a lato dopo essersi ritrovata viso a viso con Felicissimo.
Nella ripresa la CF Maceratese cambia assetto tattico passando dal 3-5-2 al 4-2-3-1. Il cambio di modulo permette alle ragazze del capoluogo di tenere meglio il campo e prendere le redini del gioco. Le pesaresi si difendono con ordine senza, però, riuscire a creare particolari problemi alla retroguardia ospite.
Le occasioni più limpide passano dai piedi di Stollavagli e Giustozzi che però non riescono a cambiare le sorti dell'incontro. Da segnalare per la Rata l'ingresso della classe 2010 Gloria Rita che ha saputo ben destreggiarsi sulla fascia. Finisce a reti bianche un match equilibrato tra due buone squadre che allungano le rispettive strisce positive.
(Credit foto: Pink Arzilla Calcio Femminile)
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica riguardante i rapporti tra la coppia e nello specifico dell’utilizzo del telefonino. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Recanati che chiede: "Appropriarsi del cellulare della propria compagna comporta un reato?".
Il caso di specie ci porta ad affrontare una condotta sempre più presente all’interno delle coppie soprattutto per gelosia o per altri residuali scopi. A tal proposito ci è utile riportare un caso giudiziario nel quale l’imputato aveva sottratto con prepotenza alla ex fidanzata il telefono cellulare, al fine di rivelare al padre della donna, la relazione sentimentale che questa aveva instaurato con un altro uomo.
La Corte di Cassazione ha ritenuto sussistente il dolo specifico richiesto quale elemento soggettivo del reato di rapina, in quanto il profitto richiesto può concretarsi in ogni utilità, anche solo morale, nonché in qualsiasi soddisfazione o godimento che l'agente si riprometta di ritrarre, anche non immediatamente, dalla propria azione, purché questa sia attuata impossessandosi con violenza o minaccia della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene.
Alla luce di ciò, ha statuito il seguente principio di diritto "nel diritto di rapina sussiste l'ingiustizia del profitto quando l'agente, impossessandosi della cosa altrui (nella specie un telefono cellulare), persegua esclusivamente un'utilità morale, consistente nel prendere cognizione dei messaggi che la persona offesa abbia ricevuto da un altro soggetto, trattandosi di finalità antigiuridica in quanto, violando il diritto alla riservatezza, incide sul bene primario dell'autodeterminazione della persona nella sfera delle relazioni umane" (Cass. pen., Sez. II, 10 marzo 2015, n. 11467; Cass. pen., Sez. II, 10 giugno 2016, n. 24297).
Pertanto, in risposta alla nostra lettrice risulta corretto affermare che "sottrarre di prepotenza lo smartphone della propria compagna per poter dare un'occhiata a rubrica telefonica e messaggi comporta la commissione del reato di rapina in quanto l’ingiusto profitto richiesto può consistere anche in un vantaggio di natura morale o sentimentale" (Cass. Pen, Sez. II, 10 dicembre 2021, n. 45557).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Non tutti sanno che Cristiano Ronaldo è un grande appassionato di sport da combattimento. Il campione portoghese ha catalizzato l'attenzione alla UFC Fight Night, svoltasi la scorsa notte all'ANB Arena di Riad, in Arabia Saudita.
L'evento aveva in programma alcuni degli incontri più attesi del panorama internazionale, tra cui il match tra Israel Adesanya e Nassourdine Imavov. Tuttavia, la presenza di CR7 aveva un significato particolare: il sostegno all'amico Shara Magomedov, impegnato nel combattimento contro Michael Page.
I due si sono incontrati nei giorni scorsi, scambiandosi maglie e discutendo della sfida imminente. L'attaccante dell'Al-Nassr ha espresso tutto il suo supporto al fighter russo, assicurandogli il suo tifo a bordo gabbia.
Oltre alla sua passione per le arti marziali miste, Ronaldo ha brillato per la sua eleganza. Per l'occasione, il campione portoghese ha scelto un raffinato completo firmato Tombolini, brand maceratese di alta sartoria con oltre 60 anni di eccellenza nel settore. La scelta di Ronaldo non è casuale: Tombolini ha recentemente ufficializzato la sua partnership con l'Al-Nassr, club in cui il fuoriclasse milita attualmente, allenato da Stefano Pioli.
L'eleganza e il carisma di Ronaldo hanno conquistato il pubblico dell'evento, dimostrando ancora una volta il suo status di icona non solo sportiva, ma anche di stile.
(Credit foto: Ufc)
Nella serata di sabato, i carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Civitanova Marche hanno condotto un’operazione finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti nel cuore della città. Durante il servizio, i militari hanno individuato un uomo di 30 anni, cittadino tunisino senza fissa dimora, che si aggirava con atteggiamento sospetto nei pressi di un bar situato lungo Corso Umberto.
Alla vista delle forze dell’ordine, l’uomo ha tentato di disfarsi di un involucro in cellophane e si è dato alla fuga a piedi, riuscendo a far perdere le proprie tracce nelle vie circostanti. I carabinieri hanno immediatamente recuperato l’involucro, all’interno del quale sono stati rinvenuti 10 grammi di cocaina e 4 grammi di hashish. Le sostanze sono state sequestrate e poste a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Nonostante la fuga, l’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel frattempo, i carabinieri stanno proseguendo le ricerche per rintracciare il soggetto e assicurarlo alla giustizia.
Sabato 1 febbraio, Macerata ha festeggiato il Capodanno Cinese con una colorata e partecipata manifestazione che ha coinvolto cittadini e studenti universitari, dando vita a una vera e propria festa di primavera nel cuore della città. L’evento, organizzato dall’Istituto Confucio dell’Università di Macerata, ha visto il coinvolgimento di oltre cento figuranti, tra cui numerosi studenti, che hanno dato vita a un corteo che ha attraversato le vie del centro storico.
Il Capodanno cinese, che segna l’ingresso nell'Anno del Serpente di Legno, è ormai una tradizione consolidata che lega Macerata alla cultura cinese, un legame che affonda le radici nel lavoro di Matteo Ricci, missionario e sinologo maceratese che nel XVI secolo fu uno dei principali artefici del dialogo tra Occidente e Oriente. La festa, infatti, non è solo un’occasione di celebrazione, ma anche un simbolo di apertura culturale e di scambio tra i popoli.
Il pomeriggio è stato arricchito da esibizioni di danza, canti, arti marziali e da una serie di attività pensate per coinvolgere il pubblico di tutte le età. Piazza Mazzini si è trasformata nella “Città dei Draghi”, con spettacoli dal vivo, esibizioni di calligrafia cinese, truccabimbi e la possibilità di degustare tè e ravioli cinesi, il tutto mentre il corteo di draghi, leoni e tamburini si snodava nel centro della città.
John McCourt, rettore dell’Università di Macerata, ha sottolineato l’importanza dell’evento: “Quest’anno vediamo una partecipazione importante. Tantissimi giovani, studenti e non. È un modo di capire meglio un’altra cultura e aprirci verso il mondo. È anche un modo per guardare verso il futuro perché i legami con la Cina sono e saranno forti. L’università continuerà ad impegnarsi nell’insegnamento della cultura cinese. È un bene anche per tutta la regione avere giovani che sanno parlare questa lingua. Oggi festeggiamo. È l’anno del serpente di legno, il mio anno perché sono nato in un anno uguale. Può portare dei grandi cambiamenti, speriamo in positivo".
Il direttore dell’Istituto Confucio, Giorgio Trentin, ha invece evidenziato il significato dell’Anno del Serpente di Legno: “L’anno del serpente può portare grandi cambiamenti. È un po' come l’anno del drago. Però l’elemento del legno fa sperare, perché è un elemento positivo. Speriamo che sia un buon segno. Siamo contenti che Macerata ha accolto il nostro invito e ha partecipato a questo evento. Il primo anno, 12 anni fa, eravamo in 50 persone con la voglia di stare insieme e tessere qualcosa con questa città. Anno dopo anno siamo qua e siamo contenti di questo bellissimo risultato”.
L'evento, che ha visto una grande affluenza di pubblico, si conferma come un'importante occasione per avvicinare le persone alla cultura cinese, celebrando al contempo il legame storico e culturale che unisce Macerata alla Cina attraverso la figura di Matteo Ricci.
Impresa storica del Santo Stefano Kos Group di Porto Potenza Picena che si qualifica per i quarti di finale di Champions Cup di basket in carrozzina grazie al secondo posto nel Gruppo B, svoltosi questo fine settimana a Madrid. I marchigiani del presidente Mario Ferraresi hanno vinto tre delle quattro partite in agenda staccando così uno dei due biglietti in palio per il passaggio del turno della più prestigiosa competizione europea.
Gara d’esordio al “Tenple de Madrid” e subito derby contro l’altra italiana dell’Asinara Waves di Porto Torres regolata da capitan Bedzeti e soci con il punteggio di 71 a 63. L’entusiasmo viene parzialmente sopito dalla sconfitta in gara due dove i neroverdi adriatici hanno ceduto il passo contro i fortissimi padroni di casa dell’Ilunion per 74 a 56. Poi lo scatto d’orgoglio con le due vittorie di fila nei confronti dei tedeschi del Colonia (69 - 44) e dei francesi del Lannion (73 – 42). Secondo posto nel girone, dietro ai madrileni, e passaggio ai quarti in programma il mese prossimo in Turingia o ad Albacete (si saprà ufficialmente prossima settimana).
“Passare il turno di Champions e arrivare tra le otto squadre più forti d’Europa è indubbiamente motivo di grande gioia – ha detto l’allenatore del Santo Stefano, Roberto Ceriscioli – sono contento di come tutta la squadra ha giocato ma abbiamo ancora molto potenziale da esprimere che potrebbe farci fare, davvero, il salto di qualità".
"Per ora ci godiamo questo traguardo ma da martedì subito testa al campionato e, ovviamente, al prosieguo di Champions”. Uno dei primi a congratularsi per il passaggio del turno è stato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, già sindaco di Potenza Picena, che aveva ricevuto la squadra del Santo Stefano in Regione proprio alla vigilia della partenza per la Spagna. Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore allo Sport del Comune potentino, Giuseppe Castagna e dal presidente del Comitato Paralimpico Marche Luca Savoiardi
“I dati sulle presenze turistiche certificano il fallimento della politica della maggioranza”. Lo si legge in una nota di Insieme per Sarnano, il gruppo di minoranza guidato da Giacomino Piegentili: "Malgrado i tanto decantati sforzi, le autocelebrazioni, i 'mega eventi' che la maggioranza ha narrato in questi mesi, i dati sulle presenze turistiche per il 2024 sono deludenti. Solo 1.300 presenze in più rispetto al 2023, un incremento che a livello statistico è irrilevante. I numeri certificano un fallimento nella politica turistica estiva e autunnale, tanto contestata in passato dalla stessa maggioranza, ma ora presentata come il salvatore dell'economia locale".
Il gruppo di minoranza, che non risparmia critiche all'attuale amministrazione, sottolinea anche come l'arrivo della neve a Natale, un fenomeno che non si verificava da quindici anni, non sia stato sfruttato come opportunità per il rilancio del turismo. "I dati escono proprio nella settimana in cui il sindaco ha finalmente nominato l'assessore al Turismo, dopo sette mesi dall'insediamento. È plausibile che questi numeri fossero già noti, e non vorremmo che la nomina di Eleuteri serva come capro espiatorio per scaricare le colpe di questo flop".
La nota si conclude con un giudizio severo sull'operato della mgioranza: "Non c'è un vero progetto di sviluppo per Sarnano, solo ordinaria amministrazione. I fatti e i proclami sono due cose ben diverse".
Inaugurata ieri (venerdì 31 gennaio) la casetta Book-Crossing presso i giardini pubblici, alla presenza della scuola primaria e secondaria di Castelraimondo. Questa casetta dei libri, la quale è stata pitturata e abbellita dal Centro Primavera, che come sempre accoglie con entusiasmo le iniziative a favore del territorio che abitano, mira a promuovere la salute e a combattere le dipendenze digitali. È intervenuto all’inaugurazione del Book-Crossing anche Juri Muccichini, assistente sociale del Dipartimento Dipendenze Patologiche Ast di Macerata, che ha spiegato come l’iniziativa di occupare con dei libri i luoghi pubblici e accessibili sia un’iniziativa che si inserisce a contrasto della dipendenza digitale.
Oggi sempre di più i giovani sono a contatto con smartphone e strumenti digitali, e dobbiamo dunque favorire una cultura di un buon utilizzo, non di un utilizzo esclusivo. Il libro appunto è una di quelle competenze che dobbiamo favorire, che vanno non solo nell’ottica di previsione alla dipendenza digitale, ma anche delle competenze sociali per una relazione positiva con l’altro. Per l’amministrazione comunale di Castelraimondo presenti il sindaco Patrizio Leonelli, il consigliere regionale Renzo Marinelli e il vicesindaco Roberto Pupilli. L’Assessore alla Salute e ai Servizi Sociali Ilenia Cittadini ha sottolineato l’importanza della sensibilizzazione nei confronti di queste tematiche:
“L’amministrazione comunale ha subito sposato con piacere il progetto presentato dal Dipartimento Dipendenze Patologiche di Macerata tramite la Cooperativa Coss Marche per il nostro territorio. Occuparsi di prevenzione è fondamentale, come in questo caso, coinvolge non sono gli organi pubblici della salute e sanità ma anche tutte le realtà associative e cooperative che si occupano dei servizi alla persona. La mattinata - ha aggiunto - è stata un esempio calzante di quanto siano importanti le azioni di prevenzione di promozione del benessere. Si ringrazia soprattutto la partecipazione della scuola primaria e secondaria di Castelraimondo. A nome di tutta l’amministrazione comunale ci tengo a ringraziare per l’attenzione e la collaborazione che maestre e professori mostrano sempre di fronte a queste tematiche.
La scelta di inserire la casetta che contiene libri all’interno dei giardini pubblici - come sottolinea l’assessore Ilenia Cittadini - non è una scelta casuale, in quanto per il nostro territorio i giardini sono non solo centrali alla scuola ma accolgono il tempo libero dei ragazzi e delle loro famiglie, e dunque anche dei bambini più piccoli accompagnati da genitori e nonni, inoltre sono un luogo di incontro frequentato da tanti adolescenti. Un ringraziamento alla dottoressa Chiara Maria De Leone che ha presentato per la Cooperativa Coos Marche questo progetto e ne ha permesso la realizzazione".
"La dottoressa ricorda come sia importante liberare l’utilizzo del libro non solo nell’ambiente scolastico ma anche per l’accrescimento di competenze per stimolare nel giovane, così come nell’adulto, la creatività. Il Book-Crossing permette a chiunque di prendere un libro e di leggerlo, tenerlo o restituirlo, in base al proprio piacere ed inoltre è una casetta che accoglie tutti quei libri già letti per poter creare nuove storie ad altri che li prenderanno. Emergono i valori di condivisione e scoperta. Un sentito ringraziamento inoltre agli operai comunali che collaborano sempre con piacere alla realizzazione di iniziative rivolte alla comunità”. Le scuole di Castelraimondo da diversi anni partecipano ad un progetto di lettura, quest’anno hanno creato presso il plesso scolastico “Nazareno Strampelli” anche una casa del libro interna alla scuola dove i ragazzi possono consegnare i libri già letti e prenderne dei nuovi per scoprirli.
Poco meno di un mese e scatterà il nuovo senso di marcia a Castelnuovo. Partirà infatti dal 27 febbraio il progetto di nuova viabilità studiato dall’Amministrazione comunale di Recanati per mitigare il traffico veicolare nel centro abitato del quartiere della città leopardiana. Un progetto che è stato presentato dal sindaco Emanuele Pepa, dal vicesindaco con delega alla viabilità Roberto Bartomeoli e illustrato nel dettaglio dal comando deella polzia locale in un’affollata assemblea pubblica che si è svolta ieri sera (31 gennaio, ndr) presso il Circolo Ricreativo e Culturale ‘B. Gigli’ di Castelnuovo e che ha visto la partecipazione anche dell’assessore Maurizio Paoletti e dei consiglieri comunali Marzioli, Brizi e Miccini.
Il progetto nasce a seguito di uno studio di fattibilità condotto anche con prove su strada, che aveva già riscontrato il parere favorevole del Comitato di quartiere. L’assemblea pubblica di ieri è stata l’ultimo passaggio che l’Amministrazione ha voluto compiere nell’ottica della massima condivisione con i cittadini, prima di portare a compimento il progetto.
“È stata un’occasione importante e necessaria per scambiarsi idee e opinioni, che naturalmente possono essere discordanti – ha commentato Pepa a margine dell’incontro - ma abbiamo visto grande partecipazione e coinvolgimento da parte di tutti i presenti, che hanno posto molte domande relative al progetto”. La proposta di modifica della viabilità avanzata dal Comune interessa il tratto tra via Porta d’Osimo e la Strada Comunale Fonte di Castelnuovo, zona attualmente percorribile in doppio senso di marcia. “Dopo aver studiato numerose ipotesi, la soluzione che abbiamo individuato è la più ottimale per smaltire il traffico nel centro abitato di Castelnuovo e contemporaneamente mantenere invariati gli accessi ai residenti – ha spiegato l’assessore Bartomeoli ai presenti – Si tratta di rendere a senso unico via Porta d’Osimo a scendere, e la S.C. Fonte di Castelnuovo, resa percorribile solo in direzione “mare/monti”. La Strada comunale Fonte di Castelnuovo riceverebbe così tutto il traffico proveniente sia da via Porta d’Osimo sia da S.C. Pelliccetto”.
Secondo Bartomeoli, dunque, sarebbero molti gli effetti positivi garantiti dalla modifica: “Riduzione del traffico nel centro di Castelnuovo, si eviterà il passaggio degli automobilisti in arrivo da Bagnolo-Cerretano che usano il percorso attuale per accorciare il tragitto – ha specificato – Ci sarà inoltre un miglioramento generale della viabilità, poiché si risolve le difficoltà d’incrocio tra due veicoli nella S.C. Fonte di Castelnuovo, che presenta una carreggiata troppo stretta. Possiamo dire, considerato questo, che i cittadini abbiano ben recepito le finalità e le ragioni di questo progetto ed hanno fornito interessanti spunti di riflessione”.
Nella serata di ieri, la Compagnia carabinieri di Macerata ha attuato operazione di controllo del territorio. Essa ha visto l'impiego di 9 pattuglie, che hanno effettuato verifiche in punti sensibili della città e lungo le principali arterie stradali.
I controlli, condotti dalle stazioni carabinieri e dal nucleo operativo e radiomobile, si sono concentrati sulla prevenzione di reati contro il patrimonio, sul traffico di sostanze stupefacenti e sulle violazioni del Codice della Strada. Nel corso dell’operazione, sono stati identificati 73 individui, di cui 35 con precedenti di polizia e 33 stranieri, e sono stati ispezionati 56 veicoli, esercizi pubblici e obiettivi sensibili.
Un arresto significativo è stato effettuato dalla stazione carabinieri di Pollenza, che ha dato esecuzione a una misura di detenzione domiciliare nei confronti di un pregiudicato di 32 anni. L'uomo dovrà scontare 4 mesi di reclusione per oltraggio a pubblico ufficiale, commesso nel 2017 a Macerata. La detenzione domiciliare è stata disposta dopo il respingimento della richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali.
Durante i controlli, sono state elevate 4 contravvenzioni al Codice della Strada, con il ritiro di una patente di guida e una carta di circolazione, segno del costante impegno dei Carabinieri nella tutela della sicurezza stradale.
Sono aperte le registrazioni ai primi appuntamenti di orientamento promossi dall’Università di Macerata in vista del nuovo anno accademico. Si comincia con il tradizionale Salone d’Orientamento, in programma per lunedì e martedì, 10 e 11 febbraio: due giorni per scoprire tutti i servizi e l’offerta formativa dell’Ateneo, ma anche per visitare i dipartimenti e i luoghi dell’Università, attraverso tour guidati. È già possibile iscriversi online e consultare il programma sul sito www.unimc.it/salone. Un’occasione importante per entrare nel mondo universitario e per conoscere i corsi di studio offerti dall’Università di Macerata, un’opportunità per confrontarsi direttamente con docenti, tutor e staff dell’orientamento. A questo si aggiunge il progetto Orientation School organizzato dalla Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi” rivolto a 30 studenti e studentesse degli ultimi anni delle superiori e con almeno 18 anni: un soggiorno di tre giorni, dal 20 al 22 febbraio, con vitto e alloggio gratuiti, per conoscer i corsi di laurea, assistere alle lezioni, partecipare a laboratori. È possibile candidarsi entro il 12 febbraio. Per informazioni: scuolastudisuperiori.unimc.it/
Per quanto riguarda il Salone d’Orientamento, sarà possibile scegliere se partecipare il lunedì o il martedì. il programma, identico in entrambe le giornate, si aprirà la mattina alle 8:15 con l’accoglienza dei partecipanti alla Loggia del grano in via Don Minzoni per i corsi ospitati in centro storico - cioè quelli dei Dipartimenti di Economia e diritto, Giurisprudenza, Scienze politiche, della comunicazione e relazioni internazionali e Studi Umanistici - e al Polo Bertelli in contrada Vallebona per il Dipartimento di Scienze della Formazione, beni culturali e turismo. Nel corso delle giornate, saranno messi a disposizione autobus navetta gratuiti con fermate ai Giardini Diaz, Rampa Zara e Polo Bertelli. Il rettore John McCourt saluterà i partecipanti insieme alla delegata per l’orientamento Rosita Deluigi e alla direttrice della Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi”, Carla Danani.
Saranno tre le repliche previste per la presentazione dei corsi di laurea che gli studenti potranno ascoltare tra le 10 e le 13.15 direttamente nelle sedi dei Dipartimenti. I partecipanti avranno la possibilità di usufruire del servizio mensa ritirando i buoni pasto ai punti di accoglienza durante la mattinata, vivendo così la realtà universitaria a tutto tondo. Tutor e staff dell’orientamento saranno inoltre disponibili agli stand per approfondimenti riguardo le iscrizioni, gli importi e le agevolazioni, le borse di studio, gli alloggi e i servizi.
Eccellenza didattica, multimedialità, percorsi innovativi e inclusivi sono i punti di forza dell’Ateneo. UniMC offre 14 corsi di laurea triennale, due a ciclo unico e 16 magistrali. L’offerta formativa è in costante evoluzione, con un’attenzione particolare all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità. Il Dipartimento di Studi Umanistici è un punto di riferimento per lo studio delle Lingue, con un focus su cinese, arabo e altre lingue europee, e ora anche sulla lingua dei segni. Ha una grande reputazione anche per i corsi in Lettere, Storia e Filosofia. Il Dipartimento di Giurisprudenza, riconosciuto come “di Eccellenza” dal Ministero, si è rinnovato con corsi nei campi del management sportivo, del diritto dei trasporti, dell’innovazione tecnologica e digitale, oltre ai percorsi più tradizionali. Il Dipartimento di Scienze della formazione, dei Beni culturali e del Turismo e il Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali offrono tra i migliori corsi in Italia secondo le classifiche Censis. Il Dipartimento di Economia e diritto si distingue tra i suoi omologhi per il grado di internazionalizzazione. Per il prossimo anno, l’Ateneo sta anche lavorando a un nuovo corso di laurea magistrale interdipartimentale in “Integral Ecology and Sustainable Development”.
Al via i lavori di ampliamento dei marciapiedi in via Principe di Piemonte e nuovo asfalto alla rotatoria il Castellaro. Lunedì 3 febbraio prenderanno il via i lavori di ampliamento del marciapiede lato est di via Principe di Piemonte e il rifacimento del manto stradale della rotatoria del Castellaro.
L’intervento, affidato alla ditta Renzi Fernando di Renzi Fabrizio e Francesco di Pollenza, con subappalto alla Edilasfalti & C di Camerino, avrà una durata prevista di 30 giorni e un costo complessivo di 106 mila euro.
“Ogni strada riqualificata racconta il nostro impegno per la viabilità cittadina - sottolinea il sindaco Fabrizio Ciarapica - Di recente, abbiamo migliorato la sicurezza e la percorribilità di molte strade cittadine. Penso a Viale Vittorio Veneto, Corso Garibaldi, le rotatorie di via Aldo Moro, di San Marone e di Santa Maria Apparente, così come ai nuovi asfalti nella Città Alta, in via Martiri di Belfiore, sul lungomare sud e in via Aldo Moro. Lunedì iniziano i lavori in un’altra rotatoria molto importante, quella del Castellaro:l’ampliamento del marciapiede - spiega il sindaco - garantirà maggiore sicurezza per i pedoni, mentre il rifacimento del manto stradale della rotatoria migliorerà la fluidità del traffico, rendendo la viabilità più scorrevole e sicura”.
I lavori si svolgeranno senza modifiche alla viabilità, garantendo sempre due corsie per ogni senso di marcia. L’asfaltatura della rotatoria del Castellaro, invece, sarà effettuata in orario notturno, per ridurre al minimo le interferenze con il traffico. La data esatta dell’intervento verrà comunicata successivamente.
Dal suo insediamento nel 2018, l'amministrazione Ciabocco di San Ginesio ha intrapreso un cammino di recupero e rilancio del territorio che ha saputo coniugare la ricostruzione post sisma con un’attenta valorizzazione del patrimonio culturale e turistico locale. Un percorso che ha messo al centro la bellezza del borgo, non solo come valore storico e paesaggistico, ma anche come motore di sviluppo per il futuro.
“Siamo partiti subito appena eletti nel 2018 e abbiamo definito un piano bellezza. Recuperare in funzione di una ricostruzione intelligente tutte quelle che erano le potenzialità che San Ginesio poteva mettere in mostra e diciamo che ne abbiamo abbastanza”, afferma il sindaco Ciabocco. In questo contesto, l'amministrazione ha puntato a un recupero responsabile del patrimonio, trasformando il danno subito dal terremoto in un'opportunità per la crescita. Non è un caso che San Ginesio sia stato scelto dalle città creative dell’Unesco come comune pilota per la ricostruzione. Questo riconoscimento ha rappresentato un punto di partenza per una serie di progetti, tra cui la partecipazione a numerosi bandi finalizzati a intercettare finanziamenti per la rigenerazione del territorio.
Tra i progetti più significativi, si distingue il contratto istituzionale per lo sviluppo, un bando che ha consentito la realizzazione di un parco lineare, pensato per valorizzare la cinta muraria medievale del borgo. “Grazie alla vittoria di questo bando andremo a realizzare un parco lineare, attraverso il quale andremo a valorizzare quella che è tutta la cinta muraria. Con un percorso ciclopedonale fruibile a tutti”, sottolinea Ciabocco, evidenziando come il progetto sia anche un modo per rendere il patrimonio accessibile a tutti i cittadini e i visitatori, promuovendo un turismo sostenibile e rispettoso dell'ambiente.
Accanto alla valorizzazione del patrimonio, l’amministrazione ha investito nel miglioramento dell’offerta turistica con iniziative innovative. “Cito poi, il bando borgo accogliente, un finanziamento che abbiamo ottenuto per un albergo diffuso, un progetto che abbiamo messo insieme ai comuni di Gradara e Ripatransone. È un progetto che vede la collaborazione tra pubblico e privato. Questo progetto sarà replicabile in tutti gli altri comuni bandiera arancione delle Marche”, aggiunge Ciabocco. Un esempio di come il lavoro congiunto tra enti locali e imprenditori possa generare valore, promuovendo al contempo l'accoglienza turistica e l’economia locale.
Il lavoro svolto dall'amministrazione non è passato inosservato a livello internazionale. Oltre alla riconferma della bandiera arancione e al titolo di uno dei "Borghi più belli d’Italia", San Ginesio ha ricevuto dall'UNWTO il prestigioso premio di miglior villaggio turistico nel 2019, un riconoscimento che ha dato al comune una visibilità mediatica straordinaria, aprendo la strada a nuovi progetti di rigenerazione e sviluppo. "In quell’anno, nel 2019, San Ginesio era l’unico comune a rappresentare l’Italia. Questo ci ha dato una riconoscibilità mediatica notevole, dando il via a una serie di iniziative importanti, soprattutto nell’ambito della rigenerazione del borgo", afferma Ciabocco, concludendo che questo premio ha avuto un impatto positivo non solo sul turismo ma anche sulla cultura locale.
Tra le iniziative più emblematiche in ambito culturale, la ricostruzione dell’Auditorium Sant’Agostino rappresenta un esempio di “ricostruzione intelligente”. Il recupero dell’edificio ha consentito il ritorno a San Ginesio delle opere d'arte che, a causa del sisma, erano state spostate nel Palazzo Campana di Osimo. “Questo ha portato di nuovo le persone a visitare San Ginesio per la Cultura, e questo ha fatto la differenza”, sottolinea il sindaco. Un progetto che ha dato un nuovo impulso al turismo culturale, facendo sì che San Ginesio diventasse nuovamente un punto di riferimento per gli amanti dell'arte e della storia.
In sintesi, l'amministrazione Ciabocco ha saputo trasformare le difficoltà derivanti dal sisma in una straordinaria occasione di sviluppo per San Ginesio, lavorando su più fronti: dalla valorizzazione del patrimonio storico e culturale, alla creazione di nuove opportunità turistiche, fino alla promozione di modelli di collaborazione tra pubblico e privato. Il comune di San Ginesio, grazie a un approccio lungimirante e alla capacità di attrarre risorse, è oggi un esempio di come una ricostruzione ben pianificata possa diventare un volano di crescita e innovazione.