Visso, dalla Conferenza regionale arriva il via libera a un passaggio chiave per il recupero del ponte Spagnolo, nel cuore del centro storico. L’organismo ha infatti approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per i lavori di riparazione del danno e consolidamento della struttura, insieme al ripristino e all’adeguamento della stradina di collegamento con via Giuseppe Rosi.
L’intervento, inserito nell’ordinanza commissariale 137 del 2023, è finanziato con un contributo di 500.000 euro e rientra nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma 2016. Un tassello che, oltre alla messa in sicurezza, punta a restituire continuità e qualità a uno dei percorsi più riconoscibili del paese.
“Il recupero del ponte spagnolo non è solo un intervento strutturale, ma un’operazione di rigenerazione urbana che punta a valorizzare il percorso pedonale tra le vie storiche e il parco dei Giardini del Lago, restituendo alla comunità un bene identitario e sicuro - spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Mi preme ringraziare come sempre il contributo puntuale dei Comuni, dell’Ufficio Speciale Ricostruzione e della Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli”.
Sulla stessa linea il sindaco di Visso, Rosella Sensi, che richiama il valore simbolico e culturale dell’opera: “Come ha sottolineato il commissario, non si tratta soltanto di un recupero strutturale, ma della restituzione alla comunità di un bene storico che è importante per Visso e per l’Italia intera. Il Ponte Spagnolo è parte della nostra identità e del patrimonio culturale nazionale, e tornerà ad essere vissuto e attraversato in sicurezza. Un ringraziamento va al commissario Guido Castelli per l’attenzione costante alla tutela della storia e dei tesori dei nostri territori”.
Il Ponte Spagnolo è un arco in pietra di grande fascino, costruito nel XV secolo per volere di Alfonso d’Aragona: scavalca il torrente Ussita e rappresenta da secoli un collegamento naturale tra il centro storico e la viabilità esterna. Dopo il sisma del 2016/2017, la struttura è stata dichiarata inagibile. Il progetto approvato mira ora a restituirle piena fruibilità, preservandone il valore storico-artistico e incrementando gli standard di sicurezza.
Nel dettaglio, le opere previste comprendono la rimozione e il recupero della pavimentazione in acciottolato, con pulizia e reintegro delle parti deteriorate; il consolidamento della volta con soletta in cemento e calce armata, rinforzi in Gfrp e tessuti strutturali Fibrenet; la realizzazione di pali speciali di piccolo diametro per migliorare la stabilità; il restauro dei parapetti con rialzo per l’adeguamento alle norme di sicurezza e il ripristino delle copertine in pietra; l’installazione di corrimano e ringhiera metallica sul lato monte, in continuità con gli elementi già presenti.
Non solo: è prevista anche un’illuminazione scenografica con faretti a incasso e proiettori radenti, oltre a due lanterne lungo la stradina, e il rifacimento della pavimentazione della via di collegamento con ricorsi in pietra calcarea a spina di pesce e acciottolato di fiume. Un insieme di interventi che, passo dopo passo, punta a riportare il ponte Spagnolo al centro della vita quotidiana di Visso, coniugando tutela, sicurezza e valorizzazione del percorso urbano storico.
Un intervento d'urgenza ha impegnato i Vigili del Fuoco nella serata di ieri, poco prima delle ore 21:00, lungo la Strada Statale Regina, nel comune di Potenza Picena. L'allerta è scattata a causa di un incendio sprigionatosi dalla canna fumaria di una residenza locale, che ha richiesto l'invio immediato dei soccorsi per evitare conseguenze peggiori.
Sul luogo del rogo è intervenuta tempestivamente la squadra del distaccamento di Civitanova Marche. I pompieri hanno operato con rapidità per domare le fiamme ed evitare che il calore eccessivo compromettesse la tenuta del tetto o si estendesse ai locali interni dell'edificio. Al termine delle operazioni di spegnimento, i tecnici hanno provveduto alla messa in sicurezza dell'area e alla verifica dell'integrità del condotto.
Un abitante dell'mmobile è stato soccorso dal 118, ma le sue condizioni non sono gravi.
Il Consiglio comunale ha dato il via libera al Bilancio Preventivo per il triennio 2026-2028 e alla revisione ordinaria delle società partecipate. Una manovra che l’assessore al Bilancio, Oriana Piccioni, ha definito frutto di "politiche virtuose", capace di tenere insieme investimenti strutturali e protezione sociale nonostante lo scenario economico internazionale e i vincoli europei.
Il dato politico più rilevante riguarda la destinazione delle risorse: oltre il 26% della spesa corrente è riservato al Welfare e alle Politiche Sociali. «Una scelta che conferma l'attenzione della città verso le persone fragili», ha sottolineato l'assessore. Parallelamente, il Comune guarda al futuro del territorio con uno stanziamento di 77 milioni di euro per nuove opere pubbliche, destinate ad accrescere il patrimonio dell'ente.
L’amministrazione ha dovuto far fronte a pesanti aumenti di spesa: dal 2021 a oggi, il costo per il supporto agli studenti con certificazione di difficoltà è quasi triplicato. A questo si aggiungono 1,3 milioni di euro di costi aggiuntivi per il personale legati ai rinnovi contrattuali. Nonostante ciò, il Comune è riuscito a evitare l'aumento delle imposte locali. Come? Grazie a una maggiore efficienza nella riscossione (in particolare delle sanzioni stradali) e a un'operazione di "pulizia" dei residui che ha liberato risorse preziose. Inoltre, l'estinzione anticipata di due mutui nel 2025 permetterà un risparmio costante di circa 250mila euro annui sulla spesa corrente dal 2026 in avanti.
Sul fronte delle società partecipate, il piano di razionalizzazione ha portato alla chiusura di realtà come Macerata Cultura, alla conclusione delle liquidazioni di SMEA e Centro Agroalimentare, e alla ridefinizione dell'Associazione Sferisterio. Cruciale il passaggio sul servizio idrico integrato: l'anno che si chiude ha visto l'avvio del cronoprogramma per il gestore unico, con l'approvazione delle delibere di fusione nella maggioranza dei comuni dell'ambito territoriale.
«Abbiamo superato gli impatti della pandemia, del caro energia e della guerra — ha concluso la Piccioni — affrontando ora il ritorno della spending review imposta dall'UE con un bilancio solido e orientato ai bisogni della comunità».
Cambio al vertice nella SLC CGIL Macerata, il Sindacato dei Lavoratori della Comunicazione. L'Assemblea Generale della categoria, riunitasi nella giornata di oggi, 16 dicembre, ha eletto all'unanimità Carlo Cesca come nuovo segretario generale.
Già noto nel panorama sindacale locale per aver ricoperto il ruolo di Segretario Generale della FIOM di Macerata, Cesca raccoglie il testimone lasciato da Stefano Tordini, il quale conclude il suo mandato triennale alla guida della categoria per assumere un nuovo incarico.
L’elezione, avvenuta per unanimità, è stata il momento culminante di una riunione molto partecipata che ha visto l'intervento di numerosi lavoratori e lavoratrici in rappresentanza dei diversi settori coperti dalla SLC: dalla carta e cartotecnica, al settore grafico, fino ai delegati dello spettacolo e di Poste Italiane.
Carlo Cesca ha espresso gratitudine all'Assemblea per la fiducia accordata e ha tracciato le linee guida del suo futuro operato.
“Ringrazio l'Assemblea per la fiducia ribadendo l'impegno a proseguire sulla strada della tutela dei diritti e degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori dei settori della comunicazione,” ha dichiarato Cesca nel suo intervento. Ha poi sottolineato le sfide cruciali che attendono la categoria: “Con particolare attenzione alle sfide poste dalla digitalizzazione e dalla precarietà.”
Il neo-eletto segretario generale ha inoltre ribadito l'importanza del lavoro congiunto, auspicando un “forte coinvolgimento delle delegate e dei delegati dei luoghi di lavoro che mi affiancheranno costantemente in questo nuovo percorso.”
Alla conclusione dei lavori dell’assemblea generale, a Carlo Cesca sono giunti gli auguri di buon lavoro da parte del coordinatore SLC Marche Carlo Cimmino e del Segretario Organizzativo della CGIL di Macerata, Biagio Liberati.
Un'emozionante cerimonia svoltasi il 12 dicembre presso la sala consiliare di Bergamo ha trasformato il ricordo di una tragedia in celebrazione di vita e talento giovanile. Il Premio Riboli 2025, conferito alla presenza delle istituzioni locali e dei rappresentanti di Intesa Sanpaolo e della famiglia Riboli, ha visto un protagonista indiscusso: la delegazione dell’Istituto d'Istruzione Superiore "Bonifazi Corridoni" di Civitanova Marche, capace di ottenere tutti i principali riconoscimenti nazionali in palio.
Il Premio nasce per onorare la memoria di Maria Riboli, giovane professionista vittima dell'attentato terroristico di Dacca nel 2016. La famiglia e gli enti promotori (I.I.S. Caterina Caniana, Comuni di Bergamo, Borgo di Terzo, Solza e Vigano San Martino) hanno voluto che il concorso diffondesse, attraverso la moda, i valori di libertà, rispetto della vita e identità personale.
L’edizione 2025 ha sfidato i giovani designer sul tema: "Ripensare l’abito da sposa (o l’outfit per il ‘grangiorno’) tra tradizione e contemporaneità: candore, lusso, identità personale, nuove forme di celebrazione dell’amore".
Sotto la guida della docente di progettazione moda, la professoressa Giuliana Compagnucci, le studentesse marchigiane hanno saputo interpretare la complessità del tema con preparazione tecnica e straordinaria sensibilità concettuale.
L'istituto ha letteralmente fatto "incetta" delle borse di studio nazionali. Vittoria assoluta: Anisa Shah (4º anno Moda) con il progetto “Whispers of Eternity” (Sussurri di Eternità), aggiudicandosi la borsa di studio da 800 €. Secondo posto: Martina Totò con la creazione “Diversa trasparenza” (borsa di studio da 500 €).
Il momento più emozionante della cerimonia è stato il conferimento della menzione speciale a Laura Shtrezi (5º anno Moda). Ex vincitrice assoluta dell'edizione precedente e impossibilitata a competere nuovamente, Laura ha comunque presentato un progetto fuori concorso, un vero e proprio atto d'amore ed empatia.
La sua creazione è stata dedicata specificamente alla figlia di Maria Riboli, una bambina che non ha mai potuto conoscere la madre. Questo gesto profondamente significativo ha meritato una menzione speciale e una borsa di studio simbolica di 300 €, evidenziando come l'arte possa trasformarsi in un linguaggio universale di consolazione e speranza.
La cerimonia ha riaffermato il valore del Premio Riboli come piattaforma per la creatività giovanile, onorando la memoria di una vittima e incoraggiando i talenti futuri, con Civitanova Marche protagonista assoluta.
"La sanità marchigiana è chiamata a una trasformazione profonda. Noi dobbiamo ricostruire un modello territoriale che rimetta al centro il territorio e alleggerisca la pressione sugli ospedali". È il messaggio lanciato dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, intervenendo ad Atreju, dove ha sottolineato la necessità di ricostruire un modello territoriale capace di fare filtro, riducendo l’inappropriatezza delle prestazioni e garantendo risposte più adeguate ai cittadini.
Secondo Acquaroli, gli ospedali devono tornare a occuparsi principalmente "dei casi più gravi e complessi, mentre negli anni è venuto meno quel sistema fatto di distretti, poliambulatori e medici di base che in passato intercettava gran parte dei bisogni quotidiani. Una deriva che ha portato molte richieste direttamente nei pronto soccorso".
Da qui la rivendicazione delle scelte compiute dalla Regione, dalla riorganizzazione delle aziende sanitarie alla riscrittura del piano socio-sanitario, impostato sul fabbisogno reale. "Dobbiamo rispondere con la programmazione - ha concluso - che comporta capacità di scelta e dialogo. I risultati li vedremo tra dieci anni, ma questo è il grande sforzo che dobbiamo mettere in campo, lavorando su prevenzione, assistenza domiciliare e solo così riusciremo a riequilibrare un sistema che comunque può essere considerato uno dei migliori sistemi sanitari nel mondo".
A sostenere la narrazione di una sanità regionale di qualità arrivano i dati Agenas del Programma nazionale esiti 2025, che collocano le Marche tra le realtà più performanti a livello nazionale. Spicca in particolare l'Azienda ospedaliera Umberto I - Lancisi di Ancona, che raggiunge livelli alti o molto alti in sette aree cliniche, dal cardiocircolatorio alla chirurgia oncologica.
Risultati che, secondo Acquaroli, sono "merito del lavoro quotidiano di medici, infermieri e operatori socio-sanitari e che si inseriscono nel percorso di potenziamento delle strutture, dei servizi e delle reti territoriali avviato negli ultimi anni". L'assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro, pur riconoscendo che il lavoro da fare resta significativo, ha parlato di "un dato nazionale che certifica la presenza di numerose eccellenze, indicando però come priorità ancora aperta il tema delle liste d'attesa".
Il dettaglio del PNE mostra un trend di miglioramento costante negli ultimi quattro anni, con progressi nelle aree cardiovascolare e neurologica e livelli elevati confermati in chirurgia oncologica, osteomuscolare, nefrologia e nell’area gravidanza e parto. Prestazioni di alto livello emergono anche in altri presidi regionali, come Macerata per la chirurgia oncologica e diversi ospedali per l’ambito osteomuscolare. Secondo la direttrice dell'Asur, Flavia Carle, nel 2024 le Marche hanno registrato valori superiori alla media nazionale in molte aree cliniche, con bassi tassi di mortalità dopo infarto e ictus e una riduzione del ricorso al taglio cesareo.
Accanto a questo quadro, però, emerge una lettura critica proposta dalla Cgil Marche, basata sui dati Agenas 2023 rielaborati dal proprio ufficio studi. Tra il 2019 e il 2023, le prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale nelle Marche sono diminuite del 17,1 per cento, pari a 285 mila prestazioni in meno, a fronte di un aumento nazionale del 2,5 per cento. Un calo che ha favorito il ricorso alle prestazioni in intramoenia, con la regione ai primi posti in Italia per incidenza del privato nelle strutture pubbliche. In alcuni casi i numeri sono emblematici: oltre il 55 per cento delle visite gastroenterologiche e il 38 per cento di quelle cardiologiche vengono effettuate in regime privato. Anche i ricavi da intramoenia per mille abitanti superano nettamente la media nazionale.
Per il sindacato, questi dati raccontano una realtà fatta di criticità evidenti, che smentirebbero l’idea di una sanità senza problemi e indicano la necessità di un cambio di passo. Da qui la richiesta alla Regione e al nuovo assessore di un’inversione di marcia, capace di rafforzare il servizio pubblico e garantire un accesso equo alle cure.
Di fronte alle dinamiche sfide tecnologiche, organizzative e manageriali che stanno caratterizzando il panorama assistenziale (in cui farmaci e dispositivi medici giocano un ruolo imprescindibile) del nostro paese, una grande responsabilità investe l’Università, chiamata a guidare i processi evolutivi in atto. Una sfida “ad intensità crescente” che Unicam ha voluto raccogliere organizzando la quinta edizione del convegno nazionale “Nuove sfide e strategie professionali per il Farmacista Ospedaliero e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie”, che si è svolta a San Benedetto del Tronto dall’11 al 13 dicembre: un appuntamento che ha offerto un’opportunità di riflessione sull’intero percorso dell’anno ormai concluso e rilanciare le priorità su cui affrontare gli impegni futuri.
“Assegnando all’edizione 2025 il titolo Innovazione e governance farmaceutica nella cornice di sostenibilità data dal modello universalistico abbiamo voluto offrire un contributo concreto – ha sottolineato il responsabile scientifico e ideatore del convegno, professor Carlo Cifani, direttore della Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera e della XXIII Edizione del Master “Manager di Dipartimenti Farmaceutici” di Unicam – alle competenze professionali e manageriali di una figura chiave nei percorsi di cura sanitari, quella del farmacista che opera nel Servizio Sanitario Nazionale, in un quadro di assoluta criticità di risorse e di rispetto e a difesa del modello universalistico che caratterizza il nostro SSN”.
“Attraverso un filo conduttore che identifica gli ambiti di maggiore interesse, innovazione, cronicità, elevata specializzazione e rapida evoluzione, - ha proseguito il professor Cifani – è stato possibile esplorare modelli e percorsi di gestione delle terapie nella continua focalizzazione sulla presa in carico del paziente, dall’ospedale al territorio. Sono state infatti le istituzioni, AIFA e Società Italiana di Farmacista Ospedaliera ad aprire il dibattito e le patologie prese in esame nelle sessioni successive hanno fornito il tracciante per definire strumenti di valutazione e di governo in linea con le aspettative organizzative ed economiche del sistema. L’alternanza di esperienze e professionalità, sono intervenuti infatti oltre 35 relatori provenienti da tutta Italia, e gli ampi spazi di discussione hanno potuto garantire una visione a trecentosessanta gradi delle diverse problematiche”.
“Guardare inoltre oggi alla farmacia clinica, approccio che focalizza l’attenzione sul paziente e sul suo percorso di cura, significa aprirsi al territorio in continuità e coerenza con l’esperienza ospedaliera: anche questa direzione nell’evoluzione organizzativa è stata centrale nelle proposte di dibattito del convegno” – ha sottolineato la professoressa Maria Vittoria Micioni Di Bonaventura, responsabile scientifico del convegno e membro della Commissione di Ateneo per l’Alta Formazione di Unicam.
L’evento ha visto la partecipazione di 350 farmacisti che operano nelle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali e fra i suoi protagonisti non sono mancate le principali aziende del settore, integrate a pieno titolo fra gli interlocutori strategici del sistema. Il percorso dei lavori è iniziato con una riflessione tra i diversi livelli di governo, tra ministero (AIFA), competenze regionali e locali, una suddivisione di compiti costantemente da riarticolare di fronte all’evoluzione delle tecnologie e del conseguente impianto normativo europeo, come suggeriscono le recenti applicazioni comunitarie sull’Health Technology Assessment (HTA), per evitare inutili duplicazioni e dare valore ai diversi livelli.
Incrociando le tematiche relative alle diverse patologie “paradigmatiche” delle diverse condizioni, cardiovascolare e psichiatria, obesità, broncopatie ostruttive e oncologia con alcuni argomenti di carattere normativo e organizzativo (gestione dispositivi medici, ruolo delle unità di allestimento, applicazioni di HTA in ambito di malattie rare e applicazione codice degli appalti in ambito biosimilari) l’intero programma è stato sviluppato coerentemente con gli ambiziosi obiettivi. Clinici, tecnici di istituzioni e accademici hanno affiancato le numerose esperienze proposte dai farmacisti esperti provenienti dai diversi sistemi regionali.
“Il convegno annuale Unicam dedicato alla farmacia clinica – ha sottolineato il professor Gianni Sagratini, direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute – è perfettamente inserito in un percorso didattico che caratterizza storicamente l’impegno di questa Università nei confronti di una figura professionale chiave per il successo dei processi di assistenza dei diversi sistemi regionali”.
“Ai corsi universitari, caratterizzati nel contempo da una antica tradizione e da una rapida capacità di evolversi verso le materie più attuali – ha evidenziato il Rettore Unicam professor Graziano Leoni si affiancano il Master di secondo livello, formalmente riconosciuto a livello nazionale come titolo di accesso alla direzione di strutture complesse e altri corsi di perfezionamento in un clima di interazioni e collaborazioni con Istituzioni e strutture sanitarie di eccellenza, come quelle storiche con l’ospedale di San Benedetto del Tronto e di Bergamo”.
Il convegno si è tenuto nella sala convegni dell’Hotel Calabresi, valorizzando l’elevato livello di ospitalità che la città di San Benedetto del Tronto continua a garantire, a testimonianza delle grandi opportunità di sinergia che si possono costruire tra accademia e territorio.
Si accende il dibattito sulla programmazione turistica dell’estate 2026 a Civitanova Marche. Dopo l’articolo pubblicato da Picchio News sull’incontro tenutosi a Palazzo Sforza tra il sindaco Fabrizio Ciarapica, l’assessore al Turismo Mara Orazi e alcune rappresentanze cittadine, arriva una nota critica dell’associazione Viviamo Civitanova Aps, che chiede spiegazioni all'amministrazione comunale sui criteri adottati per il coinvolgimento delle realtà del territorio.
In una presa di posizione netta, la presidente Manola Gironacci esprime "forte stupore" per l’esclusione dell’associazione dall’incontro, sottolineando come al tavolo sia stata invitata unicamente la presidente di Centriamo, indicata come rappresentanza del commercio cittadino. Una scelta che, secondo Viviamo Civitanova Aps, non terrebbe conto della maggiore base associativa nel settore commercio e del ruolo attivo e progettuale che l’associazione rivendica sul territorio.
Secondo Gironacci, l’esclusione non sarebbe casuale ma rientrerebbe in un metodo politico ormai evidente, basato sull’ascolto di una sola voce, quella "meno scomoda" e meno incline a sollevare criticità. "Viviamo Civitanova – si legge nella nota – ha una propria identità, idee e proposte concrete", spesso incentrate su temi ritenuti non più rinviabili, come la carenza di parcheggi, l’assenza di una strategia turistica strutturata, eventi ridotti a spot mediatici e la mancanza di politiche capaci di generare veri flussi turistici e commerciali.
L’associazione punta il dito anche sui risultati complessivi del comparto, definendoli lo specchio di un modello fondato su "tanta comunicazione e poca strategia", più orientato all’immagine che alla costruzione di un futuro economico solido per la città.
A rendere il quadro ancora più critico, secondo Viviamo Civitanova Aps, è il fatto che da oltre un anno l’associazione abbia "presentato richiesta di iscrizione all’Albo comunale delle associazioni senza aver mai ricevuto una risposta ufficiale. Un silenzio che oggi viene interpretato come parte di una esclusione sistematica dai tavoli di confronto".
Per questi motivi, l’associazione chiede formalmente all’assessore al Turismo chiarimenti sui criteri di rappresentanza, sulle ragioni della mancata convocazione e sui tempi di definizione della richiesta di iscrizione all’Albo. Pur ribadendo la disponibilità al confronto, Viviamo Civitanova APS dichiara di non accettare un modello che "divide, esclude e seleziona gli interlocutori in base alla loro docilità".
"Civitanova Marche - conclude la nota - ha bisogno di pluralità, visione e coraggio, non di tavoli apparecchiati solo per chi non disturba". Un intervento che riapre il confronto politico e associativo sul futuro turistico della città.
L’Unione Montana Potenza Esino Musone, ente gestore della Riserva naturale regionale del monte San Vicino e del monte Canfaito, ha disposto un rafforzamento dei sistemi di sicurezza e controllo del territorio per contrastare atti di vandalismo, reati ambientali e altre attività illecite che, purtroppo, continuano a verificarsi all’interno dell’area protetta.
Il potenziamento prevede l'impiego di tecnologie avanzate e discrete, tra cui fototrappole di ultima generazione, spycam e anche un drone per il monitoraggio aereo, pensato per l’osservazione delle zone più difficilmente raggiungibili. Strumenti che consentiranno un controllo più capillare e tempestivo del territorio.
L’obiettivo è identificare e perseguire comportamenti illeciti come la circolazione con mezzi a motore in aree vietate, l’abbandono di rifiuti, l’accensione di fuochi non autorizzata, il danneggiamento della flora e della fauna e gli atti vandalici alle strutture della Riserva, garantendo una tutela più efficace di un patrimonio naturale e storico di grande valore.
Istituita nel 2009 e estesa su circa 4.000 ettari, la Riserva del Monte San Vicino e Canfaito racchiude una straordinaria diversità paesaggistica. È celebre in particolare per la faggeta di Canfaito, considerata tra le più spettacolari e antiche d’Europa, con alberi secolari che superano i 500 anni e raggiungono i 30 metri di altezza. In autunno, il suggestivo foliage richiama migliaia di visitatori da tutta Italia.
L’area ospita inoltre un ecosistema ricchissimo, con numerose specie faunistiche e floreali di pregio che rendono la Riserva un vero e proprio scrigno di biodiversità. "La Riserva Naturale è un bene di tutti e la sua protezione richiede la partecipazione di ogni singolo visitatore - spiega Denis Cingolani, presidente dell’ente comunitario -. L'introduzione di nuovi strumenti di sorveglianza ci permette di essere più efficaci nel contrasto ai reati, ma la collaborazione delle persone resta fondamentale". Da qui l’appello a segnalare comportamenti sospetti o situazioni anomale alle autorità competenti.
Un impegno condiviso, quello tra istituzioni e cittadini, ritenuto essenziale per preservare la bellezza e l’integrità di una delle oasi naturalistiche più preziose della provincia di Macerata.
Il Judo Club Urbisaglia continua a mietere successi a livello nazionale, confermandosi fucina di talenti. Dopo lo straordinario oro conquistato da Alessandra Raponi ai Campionati Italiani Juniores, è il turno di Tommaso Nori che ha dominato la categoria 66 kg ai Campionati Italiani Assoluti A1 Esordienti B, svoltisi nella prestigiosa cornice del PalaPellicone di Ostia.
Per il panorama del judo, la vittoria di Tommaso Nori non è una sorpresa, dato che era già in cima alla ranking list italiana. Tuttavia, il metallo più pregiato arriva come consacrazione dopo il bronzo dell'anno precedente, testimoniando un percorso di costanza e sacrificio. Il giovane atleta ha affrontato quattro incontri di alto livello con una maturità da veterano.
Il trionfo assume un significato ancora maggiore se si considera che Nori rientrava da un mese di stop forzato dovuto a un infortunio. Dimostrando un carattere e una resilienza eccezionali, ha superato l'ostacolo con umiltà e determinazione, trasformando un momento difficile nella spinta per raggiungere la vetta nazionale.
I successi di Nori e Raponi non sono eventi isolati, ma il frutto tangibile del lavoro quotidiano svolto nella piccola palestra di Urbisaglia. Il Judo Club, sotto la guida esperta del Maestro Mauro Contigiani e di sua figlia Giorgia, è riconosciuto come una vera e propria scuola di vita.
Qui, l'attività sportiva è un veicolo per forgiare non solo atleti di successo, ma soprattutto cittadini maturi e responsabili. Attraverso gli allenamenti, i giovani apprendono l'importanza fondamentale della disciplina e del rispetto reciproco. Il tatami diventa metafora della vita: insegna a gestire la sconfitta analizzando la battuta d'arresto per trasformarla in un punto di forza.
Come sottolineato dal sindaco Riccardo Natalini, “I trionfi di Tommaso Nori e Alessandra Raponi sono l'orgoglio di Urbisaglia e di tutta la regione. Sono la prova che, anche in un piccolo centro, un'associazione sportiva che crede nei valori dello sport può diventare un incredibile motore di crescita, identità e valori per tutta la comunità. Il futuro? È già in buone mani”.
Le sessioni dedicate alla legge di bilancio riservano spesso colpi di scena e anche quella sulla manovra 2026 non fa eccezione. Al senato questa mattina ha preso forma un nuovo capitolo quando il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si è presentato davanti all’ufficio di presidenza della commissione Bilancio per annunciare che servono 3,5 miliardi di euro aggiuntivi.
Il punto centrale riguarda la Zes Unica del Sud, per la quale il Governo è chiamato a trovare 1,3 miliardi necessari a evitare un taglio secco del 39,62% ai crediti d’imposta già prenotati dalle imprese. Senza questo intervento, le aziende che hanno programmato investimenti contando sugli incentivi fiscali della Zona economica speciale si troverebbero con benefici drasticamente ridotti, mettendo a rischio piani industriali e cantieri già avviati. Le risorse dovrebbero arrivare da una combinazione di nuove coperture e rimodulazioni di fondi esistenti, in un quadro complessivo che mantiene invariati i saldi di deficit e debito.
Sul tema delle Zone economiche speciali si inserisce anche il dibattito aperto nelle Marche, dove il Partito democraticoha presentato in Consiglio regionale una proposta per aiutare i Comuni, soprattutto del centro-nord della Regione, rimasti esclusi dai benefici Zes, in particolare dal credito d’imposta per gli investimenti e dagli aiuti di Stato. I dem chiedono di utilizzare subito risorse già disponibili della programmazione regionale 2021-2027, pari a quasi 800 milioni di euro non ancora impegnati, tra fondi Fse, Fesr e Fondo di coesione. Secondo la capogruppo Valeria Mancinelli, si tratta di una cifra molto superiore ai fondi aggiuntivi Zes assegnati dopo l’ingresso di Marche e Umbria, che potrebbe sostenere sia le aree in difficoltà sia quelle già competitive, trasformandole in motore di sviluppo. La proposta nasce anche dalle richieste delle associazioni imprenditoriali e punta a un’iniziativa che parta dalle Regioni e dal Governo nazionale.
Gli altri miliardi richiesti dal correttivo alla manovra servono innanzitutto a finanziare le imprese rimaste escluse da Transizione 5.0, per un importo stimato tra 1,7 e 1,8 miliardi, necessario a coprire la lista d’attesa creatasi dopo l’esaurimento delle risorse. Una parte dei fondi è inoltre destinata a rafforzare il fondo per il caro materiali, come sollecitato dalle aziende dell’edilizia, e a compensare le minori entrate dell’Inps legate alla scelta dei lavoratori di aderire alla previdenza complementare. Sul fronte delle coperture, il Governo guarda a un superacconto dell’85% del contributo obbligatorio al servizio sanitario nazionale versato dalle assicurazioni sulle polizze di responsabilità civile, a un possibile contributo delle Regioni per circa 200 milioni e alla rimodulazione temporale di alcune grandi voci di spesa già previste.
Secondo i dati territoriali sull’inflazione di novembre resi noti oggi dall’Istat, l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città italiane con l’aumento più significativo del costo della vita. Macerata si colloca al 16° posto a livello nazionale, con un rincaro annuo per famiglia di 354 euro, un dato superiore a città più grandi come Roma e Milano. Non solo, la città si posiziona come la più cara delle Marche, dove il trend dell’inflazione è in linea con la media nazionale (+1,1%).
Nella classifica nazionale delle città più costose in base all’aumento della spesa annua per una famiglia tipo, Macerata registra un’inflazione tendenziale pari all’1,6%. Questo incremento dei costi si traduce in una maggiore spesa di 354 euro per una famiglia media.
Per le Marche, la rilevazione ha riguardato tre province su cinque. La città più virtuosa è Ancona (67esimo posto a livello nazionale), con un’inflazione pari allo 0,6% e un rincaro annuo di 142 euro, mentre Ascoli Piceno (35esimo posto a livello nazionale) si mantiene in linea con la media nazionale (+1,1% e 244 euro). Complessivamente, la regione Marche si colloca al 10° posto tra le regioni italiane, con un aumento medio annuo delle spese per famiglia di 252 euro, leggermente sotto la media nazionale di 276 euro.
A livello nazionale, la città con l’inflazione più alta resta Siena (+2,9%, 784 euro annui in più), seguita da Bolzano (+2%, 664 euro) e Pistoia (+1,9%, 514 euro). Sul versante opposto, la città più economica d’Italia risulta Campobasso, l’unica con inflazione pari a zero e quindi nessun aumento della spesa.
I dati confermano come l’aumento del costo della vita non riguardi solo le grandi città o i capoluoghi di regione più popolosi, ma interessi anche centri di dimensioni medie come Macerata, che si colloca tra le città italiane dove vivere comporta un incremento significativo delle spese familiari.
Eddy Mengo non è più l’allenatore del Montegranaro. A comunicarlo è stato lo stesso club calzaturiero attraverso una nota ufficiale, nella quale è stata resa nota la decisione del tecnico di rassegnare le proprie dimissioni.
«L’Mcc Montegranaro Calcio comunica di aver ricevuto le dimissioni dall’allenatore in carica Eddy Mengo. La società, preso atto della decisione, a malincuore saluta e ringrazia il tecnico che ha fatto parte del sodalizio dalla stagione 2024/25. Ad Eddy vanno i migliori auguri per il suo futuro calcistico e personale. Grazie Mister», si legge nel comunicato.
Si chiude così il rapporto tra il Montegranaro ed il tecnico ex Porto Sant’Elpidio e Montegiorgio, durato una stagione e mezzo. Nella passata annata Mengo era riuscito a guidare la squadra ad un positivo settimo posto nel campionato di Eccellenza, sfiorando l’accesso ai playoff. Più complicato invece il cammino in questa stagione, con i veregrensi scivolati in zona playout: 18 i punti conquistati in 15 giornate. Il girone d’andata si è chiuso con la sconfitta interna per 1-0 contro il Chiesanuova, ultimo atto della gestione Mengo sulla panchina gialloblù. Ora l’attenzione si sposta sul futuro: la società è al lavoro per individuare il nuovo allenatore, chiamato a guidare la squadra nella delicata fase della stagione.
Le dimissioni di Mengo arrivano a poche ore da un altro caso simile in Eccellenza: lunedì sera, infatti, aveva lasciato la guida del Matelica anche l’allenatore Ciattaglia (LEGGI QUI), segnando un doppio scossone sulle panchine del campionato regionale.
Intanto il Montegranaro ha già comunicato l’anticipo dell’ultima gara dell’anno solare: il match contro l’Osimana si giocherà sabato 20 dicembre alle ore 14:30 allo stadio “La Croce”. Un appuntamento importante, che potrebbe già segnare l’inizio di un nuovo corso.
Il questore di Macerata Luigi Mangino ha disposto la sospensione della licenza per 7 giorni nei confronti del circolo Jungle Club di Macerata, in esecuzione dell'articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.
Il provvedimento è il risultato di un’istruttoria accurata condotta dalla Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Macerata, che ha fatto emergere la reiterata violazione delle norme che disciplinano l’attività dei circoli, la presenza di avventori non iscritti al registro dei soci, la frequentazione di persone pregiudicate e un episodio violento recentemente accaduto all’interno dei locali.
Si tratta di un'aggressione risalente allo scorso mese di novembre: un giovane di 19 anni aveva riportato una frattura al setto nasale e una ferita alla testa, dopo essere stato colpito con una chiave inglese in pieno volto.
La sospensione dell’autorizzazione, prevista dall’articolo 100 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza, è volta a tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, garantendo che le attività sociali si svolgano nel rispetto della legge e della comunità locale.
Un’operazione strategica che segna una nuova fase per il settore alimentare locale e nazionale: questa mattina, presso lo studio del Notaio Benedetto Sciapichetti di San Severino Marche, è stata ufficializzata l’acquisizione del Pastificio Granarolo da parte del Gruppo Entroterra S.p.A., il cui marchio principale è quello de La Pasta di Camerino. L’accordo, concluso con successo attraverso la firma dell’accordo quadro e la fase di closing, avvia l’integrazione industriale e commerciale tra le due realtà.
La transazione, condotta in collaborazione con Granarolo S.p.A. e seguita dai consulenti Francesco Pallotta, il team Contax srl e Euromerger, insieme agli avvocati Pietro Masetti, Annafilomena Guercio e Enrico Bigi, coinvolge anche i soci dei Fratelli Mattei di Massimo & Marco Mattei.
L’acquisizione rappresenta un passaggio strategico per il Gruppo Entroterra, che consolida la propria posizione nel segmento main-stream della pasta all’uovo. Grazie all’integrazione delle capacità produttive e del portafoglio prodotti di Pastificio Granarolo, Entroterra si afferma come il più grande gruppo produttore di pasta all’uovo in Italia, rafforzando la propria leadership qualitativa e distributiva sia sul mercato nazionale sia internazionale.
Il progetto prevede un rilancio industriale e la piena valorizzazione di un marchio storico, attraverso l’adeguamento degli impianti, l’ottimizzazione dei flussi produttivi, investimenti in tecnologie innovative e la tutela della tradizione artigianale. L’obiettivo è garantire ai prodotti del pastificio nuovi canali di vendita, dalla grande distribuzione al normal trade e all’Horeca, senza perdere l’identità storica e la qualità che contraddistinguono il marchio.
Tra le priorità del piano di integrazione figura il capitale umano. Entroterra dichiara l’impegno a garantire piena operatività e stabilità occupazionale nello stabilimento, promuovendo il dialogo con le organizzazioni sindacali e sostenendo progetti di formazione e riqualificazione interna per uno sviluppo industriale sostenibile nel tempo.
Commentando l’operazione, Federico Maccari, amministratore e direttore commerciale di Entroterra, ha affermato: "Con questa acquisizione avviamo una nuova fase di crescita e valorizzazione delle nostre competenze nella produzione di pasta secca di alta qualità. La visione strategica è chiara: integrare le eccellenze produttive, assicurare centralità a un marchio storico come Pastificio Granarolo e creare valore per clienti, consumatori e comunità locali".
Soddisfazione anche da parte di Gianpiero Calzolari, presidente del Gruppo Granarolo, che ha sottolineato l’importanza di garantire la continuità italiana della proprietà e di collaborare con un’azienda solida e di tradizione, concentrata sul mercato della pasta.
Una Polizia Locale attenta, presente e vicina ai cittadini: è questo il bilancio dei recenti controlli svolti a Civitanova Marche in concomitanza con il maggiore afflusso di persone legato alle festività. L’operazione, mirata alla tutela del consumatore, ha concentrato l’attenzione su attività commerciali e pubblici esercizi, verificando il rispetto delle norme su trasparenza, correttezza commerciale e la regolarità degli strumenti di misura utilizzati per la vendita a peso.
Nel corso dei controlli, un esercizio commerciale del centro cittadino dedito alla vendita di prodotti alimentari è stato sanzionato a causa di diverse irregolarità amministrative, per un totale di 4.500 euro.
Tra le violazioni contestate figurano la mancata esposizione degli orari di apertura al pubblico, l’assenza del titolo abilitativo per la vendita di prodotti del settore non alimentare e l’omessa revisione periodica della bilancia, quest’ultima considerata particolarmente grave e che ha comportato il sequestro amministrativo dello strumento a tutela della fede pubblica e dei consumatori.
Il giro di vite si è esteso anche ai "finti" circoli privati: gli agenti hanno scoperto un circolo che somministrava alimenti e bevande a soggetti esterni non soci, operando di fatto come un pubblico esercizio senza titolo abilitativo. Per questa violazione è scattata una sanzione di 5.000 euro. Inoltre, è stato accertato lo svolgimento di intrattenimento pubblico senza SCIA, per il quale sono previste sanzioni tra 258 e 1.549 euro.
Il dirigente della Polizia Locale, Cristian Lupidi, ha sottolineato il valore etico e amministrativo dei controlli: "L'attività svolta dal Corpo non ha finalità meramente repressive, ma mira a ristabilire le condizioni di legalità necessarie per la tutela del consumatore e del libero mercato. Verificare che una bilancia pesi correttamente o che un'attività abbia le carte in regola significa proteggere i cittadini e tutelare gli imprenditori onesti".
I controlli della Polizia Locale di Civitanova Marche proseguiranno nelle prossime settimane per garantire il mantenimento degli standard di legalità e sicurezza sul territorio, rafforzando così la fiducia dei cittadini e la qualità dell’offerta commerciale.
Esperienze, emozioni, ampia partecipazione di pubblico e buone pratiche territoriali hanno caratterizzato l’incontro pubblico di giovedì 11 dicembre presso l’Hotel Miramare di Civitanova Marche, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. L’evento, dal titolo “La città dell’inclusione: pensarla e costruirla insieme” è stato promosso e organizzato dall’Assessorato alle Politiche Sociali ed Educative del Comune di Civitanova Marche, nell’ambito del progetto “Civitanova Città con l’Infanzia”, ed ha rappresentato un’importante occasione di confronto e condivisione sui temi dell’inclusione, dell’accessibilità e della costruzione di una comunità capace di valorizzare le differenze.
La serata ha messo al centro esperienze significative, progettualità innovative e buone pratiche presenti nel territorio, con l’obiettivo di riflettere su come costruire una città realmente inclusiva, in grado di rispondere ai bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie attraverso il lavoro di rete tra istituzioni, servizi e realtà del terzo settore.
Durante i saluti istituzionali, l’assessore alle Politiche Sociali ed Educative Barbara Capponi ha condiviso una poesia creata da Sara, una ragazza non verbale, offrendo fin da subito un segnale concreto di attenzione alla pluralità delle forme comunicative e stimolando una riflessione sull’importanza di riconoscerle e valorizzarle per abbattere ogni barriera. L’incontro è stato reso accessibile grazie al servizio di interpretariato in Lingua dei Segni Italiana (LIS), a cura di Diletta Coppola, a conferma dell’attenzione dell’Amministrazione comunale ai temi dell’inclusione e della partecipazione.
L'assessore Capponi ha sottolineato: «Una grande partecipazione di pubblico dimostra il grande interesse della nostra comunità a formarsi sempre di più, con l’obiettivo di rendere, ciascuno per la propria pertinenza, la città sempre più accessibile e inclusiva nella quotidianità. Insieme, in rete, si stanno costruendo nuove forme sia di servizi che di pensiero, tanto necessarie quanto ancora da esplorare e implementare. Abbiamo ascoltato esperienze straordinarie, molte nate anche in sinergia con l’Assessorato, a riprova del fatto che solo attraverso le sinergie si può rendere Civitanova davvero per tutti e di tutti».
Nel corso della serata si sono poi susseguiti numerosi interventi. Claudio Bellandi (Anffas – Il Camaleonte) ha illustrato il progetto “La Casa con le Ali”, realizzato da Anffas in collaborazione con l’Ambito Territoriale Sociale 14, una delle buone pratiche più innovative del territorio, che promuove percorsi di coabitazione per adulti con disabilità, ponendo le basi per una reale autonomia abitativa e sociale. Roberto Ricci (Anffas) ha sottolineato con forza la necessità di rendere gli interventi sempre più concreti e strutturati, evidenziando l’importanza della sinergia tra enti e professionisti che da anni affiancano le famiglie, affinché le progettualità possano avere una ricaduta reale e significativa nella vita quotidiana dei ragazzi con disabilità.
Particolarmente toccante l’intervento di Kety Paglialunga (Omphalos), che ha condiviso la propria esperienza genitoriale nell’affrontare una diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Un racconto intenso che ha messo in luce la forza di tante madri che scelgono di unirsi, trasformando le difficoltà in progettualità condivise e creando spazi riabilitativi costruiti su misura per i propri figli. Paolo Taibi (ASP Paolo Ricci) ha presentato “Spazio senza età – Ci pensa Paolo. Laboratorio per tutte le età”, un ambiente dedicato ad attività laboratoriali rivolte a minori e anziani, pensato per favorire l’incontro e lo scambio intergenerazionale. Tra gli elementi più innovativi del progetto, la stanza Snoezelen, uno spazio multisensoriale progettato per stimolare i sensi in modo controllato e favorire benessere, rilassamento e regolazione emotiva.
Renzo Morreale ha illustrato l’esperienza dell’Orchestra Parallela, un’orchestra inclusiva che valorizza le capacità musicali di ogni ragazzo coinvolto, dimostrando come la musica possa diventare uno strumento potente di espressione, relazione e inclusione. Di grande interesse anche il contributo di Maria Grazia Pierluca, responsabile dell’inclusione per l’Ufficio Scolastico Provinciale di Macerata, che ha offerto una lettura approfondita dei dati relativi agli alunni con disabilità nei diversi ordini di scuola. Un’analisi che ha evidenziato come la scuola si trovi spesso ad affrontare anche sfide culturali complesse, rendendo sempre più necessaria una risposta territoriale condivisa.
Luciano Laloni ha presentato il progetto “L’autismo ci sta a cuore”, nato in sinergia tra il Centro Commerciale Cuore Adriatico e l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Civitanova Marche, che prevede giornate di shopping dedicate alle famiglie con figli con disturbo dello spettro autistico, favorendo una maggiore inclusione nei contesti di vita quotidiana. Rachele Villotti ha infine raccontato il lavoro svolto dall’Associazione Cavalli delle Fonti, illustrando i percorsi di interventi assistiti con il cavallo e i progetti di inclusione socio-lavorativa per adulti con disabilità.
A moderare l’incontro Agostino Basile, responsabile scientifico del progetto biennale Autismo dell’Assessorato alle Politiche Sociali ed Educative, che ha accompagnato il confronto valorizzando le diverse esperienze e sottolineando il ruolo fondamentale della rete territoriale. A conclusione della serata, Basile ha dichiarato: «All’incontro di giovedì abbiamo ascoltato le esperienze di alcune delle eccellenze presenti nella nostra città. È stata un’occasione importante per tutti. Ringrazio coloro che hanno accettato di partecipare con il loro racconto: storie quotidiane che hanno stimolato la nostra riflessione».
L’iniziativa ha confermato l’impegno dell’Amministrazione comunale e delle realtà del territorio nel promuovere una forte sinergia tra istituzioni, famiglie e professionisti, affinché l’inclusione diventi un elemento concreto, quotidiano e condiviso della vita cittadina.
Il sindaco Fabrizio Ciarapica e l’assessore al Turismo Mara Orazi hanno incontrato Luca Giustozzi, presidente di Federalberghi, e Debora Pennesi, presidente di Centriamo, per gettare le basi della stagione turistica 2026.
L’incontro ha rappresentato il primo passo di un percorso condiviso, finalizzato alla costruzione di una programmazione strutturata basata sulla valorizzazione dell’identità cittadina e delle sue eccellenze.
"In questa fase iniziale, che prenderà il via subito dopo le festività natalizie, l’attenzione sarà concentrata su una promozione social mirata della città - ha spiegato l’assessore Mara Orazi - per poi costruire, passo dopo passo, un progetto più ampio e condiviso che ci accompagni fino alla stagione 2026. Una promozione che ci consentirà di rafforzare la visibilità del territorio, intercettare pubblici diversi e stimolare interesse e curiosità verso la città".
L’assessore Orazi ha inoltre ricordato il primo appuntamento imminente, rappresentato dalla BIT di Milano, considerata un’occasione strategica per iniziare a raccontare la città e il suo sistema di accoglienza. “È fondamentale presentarsi in modo unitario e coordinato insieme agli operatori del settore – ha sottolineato – Ringrazio la Pennesi e il Giustozzi per questo incontro proficuo, che ci vede uniti nel costruire un percorso condiviso a sostegno dello sviluppo turistico ed economico del territorio”.
Il Sindaco Fabrizio Ciarapica ha ribadito l’importanza di una visione integrata del turismo, capace di trasformare la collaborazione tra pubblico e privato in una leva concreta di sviluppo per l’intero territorio.
A conclusione dell’incontro, Luca Giustozzi ha evidenziato la necessità di presentarsi in maniera compatta sui principali palcoscenici promozionali, mentre Debora Pennesi ha sottolineato come il commercio rappresenti una componente essenziale dell’esperienza turistica, contribuendo significativamente al racconto e all’accoglienza della città.
È visitabile fino al 31 dicembre, a Palazzo Benadduci di Tolentino, la mostra fotografica "Intimi Orizzonti – La forma dei Sibillini" della giovane fotografa marchigiana Benedetta Micheli (classe 2000). L’esposizione, promossa da Hub 62029 con il patrocinio del Comune di Tolentino, presenta una selezione di opere realizzate interamente in fotografia analogica.
Il progetto nasce da un legame profondo con il territorio dei Monti Sibillini, luogo d’origine dell’artista e punto di partenza della sua ricerca visiva. Attraverso la pellicola, Micheli restituisce un paesaggio intimo e sensoriale, in cui luce, tempo e materia diventano strumenti per raccontare il rapporto tra natura, memoria e appartenenza.
La mostra raccoglie immagini realizzate esclusivamente su pellicola, stampate in camera oscura, e propone un approccio lento e consapevole alla fotografia. Per l’artista, i Sibillini non sono un soggetto da rappresentare, ma una presenza da sviluppare, come avviene nel processo analogico.
L’esposizione include inoltre uno spazio interattivo dedicato alla pellicola, con provini, negativi, fogli di contatto e materiali originali utilizzati nel progetto, offrendo al pubblico la possibilità di approfondire i processi della fotografia analogica.
Grande successo per la quinta edizione di BCinCin Recanati, l’evento enogastronomico natalizio promosso dalla Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano, che si è svolto sabato 13 dicembre sotto il loggiato comunale e all’interno dell’atrio comunale di Piazza Leopardi.
Sin dall’inizio dell’evento, una straordinaria partecipazione di pubblico ha animato il cuore della città, confermando ancora una volta BCinCin come uno degli appuntamenti più attesi del periodo natalizio. Soci e clienti hanno risposto con entusiasmo, trasformando il loggiato comunale in un luogo di incontro, dialogo e brindisi.
Protagoniste della serata sono state le eccellenze enogastronomiche del territorio marchigiano, presentate direttamente dai produttori locali attraverso un percorso di sapori capace di raccontare tradizione, qualità e identità del territorio. Un’esperienza che ha valorizzato il lavoro delle aziende marchigiane e rafforzato il legame profondo tra la Banca e la comunità in cui opera.
Nel corso della serata sono stati presentati gli stand che hanno aderito all’iniziativa, offrendo al pubblico l’occasione di conoscere da vicino le realtà produttive coinvolte. Non è mancato un momento istituzionale, con i saluti dell’Amministrazione comunale, del Presidente della BCC di Recanati e Colmurano, Gerardo Pizzirusso, e del Direttore Generale, Davide Celani, che hanno sottolineato l’importanza dell’evento come occasione di incontro, condivisione e valorizzazione del territorio.
Ad accompagnare l’evento, l’intrattenimento musicale dal vivo del duo Dave & Mauro Orlando, che ha contribuito a creare un’atmosfera calda e coinvolgente, rendendo la serata ancora più partecipata e sentita.
BCinCin si conferma così un aperitivo natalizio dal forte valore simbolico ed emozionale per la Banca e per l’intera comunità: un momento di incontro e condivisione che, grazie alla partecipazione e all’apprezzamento del pubblico, consolida l’evento come appuntamento di riferimento nel calendario natalizio cittadino e come espressione autentica dei valori di prossimità, cooperazione e attenzione alle persone che da sempre contraddistinguono la BCC di Recanati e Colmurano.