Manovra 2026, Zes e Transizione 5.0 al Senato: servono altri 3,5 miliardi
Le sessioni dedicate alla legge di bilancio riservano spesso colpi di scena e anche quella sulla manovra 2026 non fa eccezione. Al senato questa mattina ha preso forma un nuovo capitolo quando il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si è presentato davanti all’ufficio di presidenza della commissione Bilancio per annunciare che servono 3,5 miliardi di euro aggiuntivi.
Il punto centrale riguarda la Zes Unica del Sud, per la quale il Governo è chiamato a trovare 1,3 miliardi necessari a evitare un taglio secco del 39,62% ai crediti d’imposta già prenotati dalle imprese. Senza questo intervento, le aziende che hanno programmato investimenti contando sugli incentivi fiscali della Zona economica speciale si troverebbero con benefici drasticamente ridotti, mettendo a rischio piani industriali e cantieri già avviati. Le risorse dovrebbero arrivare da una combinazione di nuove coperture e rimodulazioni di fondi esistenti, in un quadro complessivo che mantiene invariati i saldi di deficit e debito.
Sul tema delle Zone economiche speciali si inserisce anche il dibattito aperto nelle Marche, dove il Partito democraticoha presentato in Consiglio regionale una proposta per aiutare i Comuni, soprattutto del centro-nord della Regione, rimasti esclusi dai benefici Zes, in particolare dal credito d’imposta per gli investimenti e dagli aiuti di Stato. I dem chiedono di utilizzare subito risorse già disponibili della programmazione regionale 2021-2027, pari a quasi 800 milioni di euro non ancora impegnati, tra fondi Fse, Fesr e Fondo di coesione. Secondo la capogruppo Valeria Mancinelli, si tratta di una cifra molto superiore ai fondi aggiuntivi Zes assegnati dopo l’ingresso di Marche e Umbria, che potrebbe sostenere sia le aree in difficoltà sia quelle già competitive, trasformandole in motore di sviluppo. La proposta nasce anche dalle richieste delle associazioni imprenditoriali e punta a un’iniziativa che parta dalle Regioni e dal Governo nazionale.
Gli altri miliardi richiesti dal correttivo alla manovra servono innanzitutto a finanziare le imprese rimaste escluse da Transizione 5.0, per un importo stimato tra 1,7 e 1,8 miliardi, necessario a coprire la lista d’attesa creatasi dopo l’esaurimento delle risorse. Una parte dei fondi è inoltre destinata a rafforzare il fondo per il caro materiali, come sollecitato dalle aziende dell’edilizia, e a compensare le minori entrate dell’Inps legate alla scelta dei lavoratori di aderire alla previdenza complementare. Sul fronte delle coperture, il Governo guarda a un superacconto dell’85% del contributo obbligatorio al servizio sanitario nazionale versato dalle assicurazioni sulle polizze di responsabilità civile, a un possibile contributo delle Regioni per circa 200 milioni e alla rimodulazione temporale di alcune grandi voci di spesa già previste.

cielo coperto (MC)
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