Sanità Marche, Acquaroli ad Atreju: "Dobbiamo ricostruire un modello". Intanto arrivano i dati Agenas, tra conferme e criticità
"La sanità marchigiana è chiamata a una trasformazione profonda. Noi dobbiamo ricostruire un modello territoriale che rimetta al centro il territorio e alleggerisca la pressione sugli ospedali". È il messaggio lanciato dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, intervenendo ad Atreju, dove ha sottolineato la necessità di ricostruire un modello territoriale capace di fare filtro, riducendo l’inappropriatezza delle prestazioni e garantendo risposte più adeguate ai cittadini.
Secondo Acquaroli, gli ospedali devono tornare a occuparsi principalmente "dei casi più gravi e complessi, mentre negli anni è venuto meno quel sistema fatto di distretti, poliambulatori e medici di base che in passato intercettava gran parte dei bisogni quotidiani. Una deriva che ha portato molte richieste direttamente nei pronto soccorso".
Da qui la rivendicazione delle scelte compiute dalla Regione, dalla riorganizzazione delle aziende sanitarie alla riscrittura del piano socio-sanitario, impostato sul fabbisogno reale. "Dobbiamo rispondere con la programmazione - ha concluso - che comporta capacità di scelta e dialogo. I risultati li vedremo tra dieci anni, ma questo è il grande sforzo che dobbiamo mettere in campo, lavorando su prevenzione, assistenza domiciliare e solo così riusciremo a riequilibrare un sistema che comunque può essere considerato uno dei migliori sistemi sanitari nel mondo".
A sostenere la narrazione di una sanità regionale di qualità arrivano i dati Agenas del Programma nazionale esiti 2025, che collocano le Marche tra le realtà più performanti a livello nazionale. Spicca in particolare l'Azienda ospedaliera Umberto I - Lancisi di Ancona, che raggiunge livelli alti o molto alti in sette aree cliniche, dal cardiocircolatorio alla chirurgia oncologica.
Risultati che, secondo Acquaroli, sono "merito del lavoro quotidiano di medici, infermieri e operatori socio-sanitari e che si inseriscono nel percorso di potenziamento delle strutture, dei servizi e delle reti territoriali avviato negli ultimi anni". L'assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro, pur riconoscendo che il lavoro da fare resta significativo, ha parlato di "un dato nazionale che certifica la presenza di numerose eccellenze, indicando però come priorità ancora aperta il tema delle liste d'attesa".
Il dettaglio del PNE mostra un trend di miglioramento costante negli ultimi quattro anni, con progressi nelle aree cardiovascolare e neurologica e livelli elevati confermati in chirurgia oncologica, osteomuscolare, nefrologia e nell’area gravidanza e parto. Prestazioni di alto livello emergono anche in altri presidi regionali, come Macerata per la chirurgia oncologica e diversi ospedali per l’ambito osteomuscolare. Secondo la direttrice dell'Asur, Flavia Carle, nel 2024 le Marche hanno registrato valori superiori alla media nazionale in molte aree cliniche, con bassi tassi di mortalità dopo infarto e ictus e una riduzione del ricorso al taglio cesareo.
Accanto a questo quadro, però, emerge una lettura critica proposta dalla Cgil Marche, basata sui dati Agenas 2023 rielaborati dal proprio ufficio studi. Tra il 2019 e il 2023, le prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale nelle Marche sono diminuite del 17,1 per cento, pari a 285 mila prestazioni in meno, a fronte di un aumento nazionale del 2,5 per cento. Un calo che ha favorito il ricorso alle prestazioni in intramoenia, con la regione ai primi posti in Italia per incidenza del privato nelle strutture pubbliche. In alcuni casi i numeri sono emblematici: oltre il 55 per cento delle visite gastroenterologiche e il 38 per cento di quelle cardiologiche vengono effettuate in regime privato. Anche i ricavi da intramoenia per mille abitanti superano nettamente la media nazionale.
Per il sindacato, questi dati raccontano una realtà fatta di criticità evidenti, che smentirebbero l’idea di una sanità senza problemi e indicano la necessità di un cambio di passo. Da qui la richiesta alla Regione e al nuovo assessore di un’inversione di marcia, capace di rafforzare il servizio pubblico e garantire un accesso equo alle cure.

cielo sereno (MC)
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