La Civitanovese firma un’impresa pesantissima espugnando il Comunale di Urbania, campo dove in stagione nessuna squadra era riuscita a vincere, e conquista tre punti fondamentali in chiave salvezza. Il match si chiude sull’1-0 per i rossoblù, deciso dal calcio di rigore trasformato da capitan Visciano all’8’ del primo tempo.
Una vittoria meritata e legittima, costruita con una prova solida e ordinata, nonostante il grande brivido a inizio ripresa quando l’Urbania ha colpito un palo su punizione con D’Urso. Per il resto la Civitanovese ha concesso pochissimo, confermando numeri difensivi di alto livello che la vedono miglior difesa del campionato insieme al Montegranaro. Resta invece il rammarico per le numerose occasioni fallite, soprattutto quella clamorosa capitata a Marietti, che avrebbe potuto chiudere anzitempo la gara.
Con questo successo, il terzo in trasferta della stagione, i rossoblù salgono a 20 punti, raggiungendo Chiesanuova e Fabriano Cerreto e portandosi a quattro lunghezze dalla salvezza diretta. Sugli spalti del “Giuseppe Guerra” non è mancato il sostegno di un nutrito gruppo di tifosi civitanovesi, protagonisti di un tifo continuo.
Nel prepartita, i nuovi arrivati Ardemagni, Pensalfini e Sciarra partono dalla panchina, mentre Mendes si unirà al gruppo nei prossimi giorni. Assenti per squalifica D’Ancora e Lorenzoni, sostituiti da Marietti e Candia; Calvet torna tra i convocati, con Franco inizialmente fuori dall’undici. Mister Daniele Marinelli, squalificato e costretto a seguire la gara dagli spalti con Mercuri in panchina, sceglie un modulo a due punte, schierando De Oliveira accanto a De Arriba.
L’approccio della Civitanovese è subito convincente e al 7’ arriva l’episodio che decide il match: fallo di Olivi in area e calcio di rigore per gli ospiti. Dal dischetto Visciano è freddissimo, sinistro rasoterra e angolato che batte Casadei nonostante l’intuizione del portiere. L’Urbania prova a reagire con Fagotti, che da posizione defilata colpisce l’esterno alto della rete, ma la gara resta saldamente in mano ai rossoblù.
Alla mezz’ora la Civitanovese va più volte vicina al raddoppio: Casadei è decisivo con un doppio intervento al 28’, poi al 31’ Marietti sfiora il palo con il sinistro. I padroni di casa si rendono pericolosi al 35’ con una conclusione di D’Urso che termina di poco sopra la traversa. L’occasione più grande arriva però al 38’, quando Marietti si presenta solo davanti al portiere ma si fa respingere il tiro con i piedi, errore pesante nell’economia del match. La prima frazione si chiude con la Civitanovese avanti di una rete, ma il punteggio poteva essere più ampio.
Nella ripresa l’Urbania prova ad aumentare i giri del motore inserendo Vrioni, e al 52’ va a un passo dal pari con la punizione di D’Urso che si stampa alla base del palo. Scampato il pericolo, la Civitanovese gestisce con lucidità e al 66’ fa esordire Ardemagni, accolto immediatamente dal coro della tifoseria ospite. Dopo il legno, i padroni di casa non riescono più a creare vere occasioni, mentre i rossoblù controllano e ripartono con ordine.
In pieno recupero un colpo di testa di Sanchez rimbalza a terra ed esce di pochissimo, ultima emozione di una gara che si chiude con il triplice fischio liberatorio e l’esultanza di squadra e tifosi per un successo che può pesare tantissimo nel cammino salvezza.
Finisce 2-2 la sfida tra Montefano e Urbino, al termine di una gara intensa e ricca di occasioni, con i viola avanti di due reti e raggiunti nel finale dagli ospiti. Un pareggio che lascia sensazioni contrastanti dopo una prestazione a lungo convincente della formazione di casa.
Nel primo tempo il Montefano parte con buona aggressività e al 17’ Palmucci sfiora il gol colpendo di testa in anticipo sul primo palo su calcio d’angolo di Bambozzi, con la palla che termina di poco alta. L’Urbino risponde al 21’ con una pericolosa azione sulla destra: De Sanctis punta la porta e lascia partire un destro potente verso il palo lontano che esce di pochissimo. Al 37’ è ancora Palmucci a rendersi pericoloso con una grande giocata al limite dell’area, entrando tra due avversari e costringendo Bagli a respingere con i pugni. Un minuto dopo, sugli sviluppi di un altro angolo di Bambozzi, Bonacci svetta più in alto di tutti ma non trova la porta. Il vantaggio del Montefano arriva al 43’: Palmucci riceve sulla destra al limite, rientra sul sinistro e lascia partire un tiro violento che sorprende il portiere e vale l’1-0.
Nella ripresa i viola ripartono forte. Al 3’ azione sulla sinistra con Strupsceki che entra in area e serve Bonacci, il cui colpo sotto porta viene salvato sulla linea da Tamagnini. Al 9’ Palmucci ispira ancora l’azione, scaricando per Ferretti, che calcia in diagonale con potenza ma senza trovare lo specchio. Il raddoppio arriva all’11’ con una prodezza: su angolo di Bambozzi, Ferretti si coordina al volo di prima intenzione con il destro e manda la palla a fil di palo per il 2-0, un vero eurogol.
Il Montefano continua a spingere e al 29’ Palmucci prova la conclusione a giro verso l’incrocio, ma la palla termina alta. Quando la gara sembra sotto controllo, l’Urbino riapre il match al 34’ sfruttando un errore difensivo: retropassaggio corto, rinvio di Talozzi che colpisce Fiorani e la sfera finisce in rete per il 2-1. Gli ospiti ci credono e al 40’ trovano il pareggio: punizione laterale di Natale, cross in area e stacco di testa di Morelli sul primo palo che supera il portiere e fissa il risultato sul 2-2 finale.
Il Tolentino riesce a stoppare la marcia del Trodica. I cremisi si impongono per 2-0 allo stadio "Della Vittoria" contro la squadra allenata da mister Buratti, ex di turno. A decidere la sfida valevole come quinto turno del girone di ritorno del campionato di Eccellenza Marche sono le reti di Lovotti e Rotondo, arrivate nel secondo tempo. Tre punti che consentono ai padroni di casa di tornare a nutrire ambizioni playoff, mentre il sogno della promozione diretta coltivato dai bianco-celesti ospiti subisce una brusca frenata dopo una striscia di imbattibilità aperta da ben sette giornate.
LE FORMAZIONI - Il Tolentino è in emergenza: non può contare su capitan Tizi, squalificato per due turni dopo il rosso rimediato a Civitanova dalla panchina, e su Tomassetti e Moscati. Anche mister Passarini segue la partita da una postazione sopraelevata improvvisata all'esterno dello stadio: dovrà, infatti, rimanere lontano dal campo per un mese per via della decisione del giudice sportivo (leggi qui), a guidare la squadra è il vice Corradini. Confermato Diouane nel ruolo di terzino, mentre davanti non si prescinde dalla fantasia di Capezzani a suggerire per l'inedita coppia d'attacco composta da Lovotti e Rotondo.
Il Trodica si presenta al "Della Vittoria" con una rosa infarcita di nomi di alto calibro e ben altra categoria, grazie a un mercato no-stop (quasi 50 le operazioni tra entrate e uscite) ricco di "here we go", tanti da poter far 'ammattire' persino uno come Fabrizio Romano (il calembour era troppo ghiotto, ci perdoneranno le 'Teste Matte', ndr). Buratti cambia un solo giocatore rispetto alla squadra che ha battuto sette giorni fa il Montegranaro: in difesa torna Passalacqua. Cognigni e Vanzan, due totem della promozione della Maceratese dello scorso anno, sono titolari.
LA CRONACA - A partire meglio sono i cremisi, scesi in campo con l'atteggiamento giusto e più decisi nei contrasti. Il Trodica agisce, perlopiù, in ripartenza affidandosi alle sponde di Spagna, bravo nei suoi movimenti incontro al pallone. Il terreno, reso pesante dalle piogge dei giorni scorsi, non favorisce lo spettacolo. Sono molteplici i giocatori che perdono aderenza e scivolano nei primi 20 minuti di gioco.
La prima azione pericolosa del match, degna di figurare sul taccuino, è la potente conclusione di Passalacqua che termina a lato della porta difesa da Roberto al 22'. Due minuti più tardi la connection ex Maceratese accende ancora il Trodica. Cognigni crossa, Vanzan tira di prima intenzione dal cuore dell'area: Roberto blocca la sfera con sicurezza.
Il Tolentino risponde con la punizione dalla distanza di Capezzani, ben neutralizzata da Baldi al 26'. Alla mezz'ora esatta Panichelli sfugge sulla fascia destra alla marcatura di Tortelli, riadattato nei tre di difesa, e suggerisce per Costa Ferreira: cross pennellato e volée di Tardini, fuori.
Al 41' Rotondo viene lanciato in profondità da un bel filtrante di Garcia, l'attaccante a tu per tu con Baldi spara troppo sul portiere. Palla deviata in corner. Dall'angolo susseguente null'altro accade. Al 44' cambio obbligato per i padroni di casa: Garcia accusa un fastidio muscolare, al suo posto Rozzi.
La chance più importante della prima frazione arriva nel primo minuto di recupero. Rotondo fa tutto alla grande, girandosi e aprendosi un varco per il tiro nella morsa di tre avversari, la palla si impenna e bacia la traversa.
SECONDO TEMPO - Al rientro in campo Tolentino nuovamente a condurre le danze. Lovotti se ne va sulla destra e suggerisce al centro per Rotondo, il cui tentativo è respinto dalla difesa ospite (47').
Al 53' arriva, improvviso, un calcio di rigore per il Trodica. Vanzan pesca Spagna in area, ottimo il controllo e il rientro sul piede preferito. Al minimo contatto con l'avversario, d'esperienza, l'attaccante si getta a terra. Per l'arbitro è penalty, decisione assai generosa. Dal dischetto Cognigni si fa, però, ipnotizzare da Roberto.
È lo slinding doors della partita. Quattro minuti più tardi, infatti, sugli sviluppi di una punizione dalla trequarti saltano totalmente le marcature difensive del Trodica. Lovotti viene dimenticato e lasciato a tu per tu con Baldi. Il puntero argentino non perdona: vantaggio cremisi.
Al 63' ancora Tolentino. Pallone dolcissimo di Capezzani, su cui Lovotti riesce solo a sfiorare, palla che termina di un soffio a lato. Replica ospite al 67' con il tap-in di Tardini, salvato sulla linea da Strano.
Replica cremisi al 77' con la botta di Nunes De Melo che termina alta. Sempre il brasiliano, subentrato ad Alberione, ha sui piedi la palla del raddoppio su assist di Lovotti, ma trova solo l'esterno della rete.
All'86' Cognigni corona, si fa per dire, la sua pessima partita con un colpo proibito al giovane Fontana, che gli costa l'espulsione diretta. L'arbitro decreta cinque minuti di recupero.
Nel finale il Tolentino suggella la sua impresa con il gol di Rotondo, arrivato al 93'. L'attaccante cremisi si invola da solo verso la porta e fredda Baldi con una conclusione chirurgica. Poco dopo arriva il triplice fischio e scoppia la festa del tifo locale.
Tabellino Tolentino - Trodica 2-0
TOLENTINO: Roberto, Diouane, Strano, Fontana, Alberione (76' Nunes De Melo), Giandomenico, Garcia (44' Rozzi), Tortelli, Capezzani, Lovotti, Rotondo. All. Passarini
TRODICA: Baldi, Tomassini, Passalacqua, Cantarini, Tardini (75' Gigli), Emiliozzi (83' Bulgaro), Vanzan (59' Gobbi), Panichelli (75' Peralta), Cognigni, Costa Ferreira (75' Tringali), Spagna. All. Buratti
Arbitro: Luigi Ascione di Torre del Greco Assistenti: Fabio Catani di Fermo e Fabio Federici di Ascoli Piceno
Reti: 57 ' Lovotti (T), 93' Rotondo (T) ammoniti: Alberione, Passalacqua, Cantarini; espulsi: Cognigni; corner 6-0; recupero: 2' e 5'.
La Maceratese rialza la testa e lo fa nel modo migliore, conquistando una vittoria pesantissima in chiave salvezza sul campo della Sammaurese. Un successo netto e mai in discussione che permette ai biancorossi di cancellare la sconfitta con il Sora, tornare a vincere dopo 42 giorni e affrontare con maggiore fiducia un calendario impegnativo che attende la squadra nelle prossime settimane. Per la Rata si tratta anche del primo successo del 2026 e della prima vittoria esterna dopo oltre un girone, visto che l’unico precedente risaliva alla gara d’andata proprio a Sora.
La formazione di Possanzini ha imposto per tutta la gara una chiara superiorità tecnica e di palleggio, risultando molto più concreta sotto porta rispetto ad altre occasioni stagionali. Le uniche note stonate arrivano dall’ammonizione di Sabattini, che essendo diffidato salterà la sfida con il Teramo, e dall’ennesimo rigore fallito, problema che continua a pesare sul cammino dei biancorossi. Dagli undici metri sbagliano però anche i padroni di casa, rendendo meno amara la statistica.
La Sammaurese, profondamente rinnovata rispetto all’andata e guidata ora da Antonioli, arrivava all’appuntamento forte di una lunga striscia positiva e senza sconfitte interne dal 7 dicembre. Il match si gioca al campo Macrelli, impianto raccolto e poco adatto alle caratteristiche della Maceratese, con spalti popolati esclusivamente da tifosi romagnoli vista la terza trasferta consecutiva vietata ai sostenitori biancorossi. Per la Rata è il secondo scontro diretto salvezza dopo quello perso con il Sora, alla vigilia di un ciclo durissimo contro Teramo, Notaresco, L’Aquila e Ancona.
Nonostante l’assenza a centrocampo dello squalificato De Angelis, sostituito da Ambrogi, la Maceratese parte con personalità in un pomeriggio freddo e grigio. Dopo un primo tentativo della Sammaurese, i biancorossi colpiscono in contropiede: recupero palla, triangolazione Osorio-Gagliardi e assist per Ruani, che si inserisce centralmente e batte Pollini per lo 0-1. L’errore dei locali in fase offensiva viene pagato a caro prezzo. Poco dopo Osorio sfiora il raddoppio con un pallonetto che si stampa sulla traversa, mentre il successivo tap-in di Gagliardi viene annullato per fuorigioco.
La Maceratese controlla il gioco e al 30’ trova il 2-0 con una bella azione sulla sinistra rifinita da Osorio, che da posizione angolata firma il suo settimo gol stagionale. Al 39’ arriva anche l’occasione per il tris dal dischetto, ma Gagliardi calcia centrale e si fa ipnotizzare da Pollini, chiudendo un primo tempo dominato ma con il rammarico di non averlo chiuso definitivamente.
Nella ripresa la Sammaurese prova ad alzare il ritmo con alcuni cambi, ma la Rata resta micidiale nelle ripartenze. Al 7’ Marras, servito da Sabattini, salta l’uomo e lascia partire un sinistro potente che vale il 3-0. Al 16’ fa il suo esordio Ciabuschi, e bastano pochi minuti al nuovo acquisto per trovare la gioia personale: controllo in area, protezione della palla e conclusione deviata che si insacca per il 4-0.
Nel finale non mancano altre occasioni, con la Maceratese che sfiora il quinto gol e la Sammaurese che spreca un rigore calciando alto. Il triplice fischio certifica una vittoria larghissima e meritata, frutto di una prestazione solida e convincente in ogni reparto, che rilancia con forza le ambizioni salvezza della Maceratese.
INTER SAMMAURESE-MACERATESE 0-4
Inter Sammaurese (4-2-3-1):
Pollini, Cenci, Dimitri (27' st Volonghi), Federico Valentini, Ramires, Brigidi (1' st Larhrib), Nisi (27' st Magnanini), Carlini (1' st Merlonghi), Filippo Valentini, Bertani, Varriale (30' st Vasconcellos). All: Mauro Antonioli
Maceratese (4-3-3):
Gagliardini, Perini, Ciattaglia (24' st Papa), Lucero, Siniega, Ambrogi, Sabattini (8' st Nasic), Ruani (16' st Mastrippolito), Marras (28' st Cirulli) Gagliardi, Osorio (16' st Ciabuschi). All: Matteo Possanzini
Arbitro: Giorgino Piernicola di Milano
Reti: Ruani 11' pt, Osorio 30' pt, Marras 6' st, Ciabuschi 24' st
Note: Spettatori 200 circa. Ammoniti Sabattini, Nisi, Gagliardini
Intervento di soccorso intorno alle 12.00 nella zona delle Lame Rosse, dove un escursionista è rimasto infortunato a un arto inferiore durante un’uscita in montagna. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Camerino insieme all’elicottero Drago 155 del Reparto volo di Pescara, oltre al personale del Soccorso Alpino e Speleologico Marche (CNSAS) e al 118.
La persona soccorsa è un ragazzo classe 2005, che non è riuscito a proseguire l’escursione a causa di una forte distorsione al ginocchio. Considerata la zona impervia, è stato necessario l’intervento dell’elicottero: l’uomo è stato recuperato con il verricello, utilizzando il pannolone, e trasportato in sicurezza fino al punto in cui era presente l’ambulanza del 118, che ha poi provveduto al trasferimento all’ospedale di Camerino.
Nel frattempo i tecnici del Soccorso Alpino hanno assistito e accompagnato a valle il compagno di escursione, garantendo la sicurezza dell’intera operazione. Al termine dell’intervento, il CNSAS ha ricordato l’importanza di pianificare con attenzione gli itinerari, valutando preparazione personale e condizioni fisiche, di dotarsi di equipaggiamento adeguato e di considerare sempre tempi di rientro e condizioni del terreno prima di affrontare un’escursione.
Schianto nella tarda mattinata lungo la provinciale 78, all’incrocio che conduce alla superstrada, nel tratto compreso tra l’Abbadia di Fiastra e Colbuccaro di Corridonia. L’incidente è avvenuto intorno alle 11.45, nel punto che si trova al termine del rettilineo subito dopo la rotatoria di Colbuccaro. Cinque le persone rimaste ferite, tra cui un bambino di un anno e mezzo, fortunatamente senza gravi conseguenze.
Per cause ancora in fase di accertamento si sono scontrate due vetture. Su una Alfa Romeo Stelvio viaggiavano una giovane mamma di 23 anni, il padre di 32 anni e il loro bambino. Sull’altra auto, una Suzuki, si trovavano invece un uomo di 52 anni e la figlia di 17 anni. L’impatto è stato particolarmente violento: la Stelvio ha riportato gravi danni alla parte anteriore e, dopo lo scontro, si è fermata di traverso sulla carreggiata, occupandola anche oltre la linea di mezzeria.
La Suzuki è stata colpita sulla fiancata lato passeggero e, a seguito dell’urto, si è ribaltata su un lato, quello del conducente, terminando la corsa con il muso disposto parallelamente alla strada e in parte sul prato adiacente. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, personale del 118 con più ambulanze e automedica, la polizia stradale di Camerino per i rilievi, la polizia locale e il soccorso ACI Carlini. L’incidente si è verificato nel territorio al confine tra i comuni di Tolentino e Corridonia.
I sanitari hanno prestato assistenza a tutti e cinque gli occupanti dei veicoli, che sono stati successivamente trasportati al pronto soccorso di Macerata. Le ferite riportate sono risultate di lieve entità. Per permettere le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dell’area, la strada è rimasta temporaneamente chiusa al traffico.
Nella notte tra venerdì 30 e sabato 31 gennaio, Macerata si è svegliata con il cuore rivolto a otto anni fa, a quel crimine atroce che ha segnato per sempre la storia della città e dell'Italia intera. Una delegazione di giovani, insieme ad Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, si è ritrovata nel luogo più simbolico e doloroso della vicenda: quel palazzo di via Spalato che, secondo i partecipanti, sembra essere diventato un tabù per la memoria istituzionale cittadina.
Il gesto simbolico della notte scorsa ha voluto rompere un silenzio giudicato "inquietante". In una nota diffusa dal gruppo, la critica verso le amministrazioni che si sono susseguite è frontale: "Siamo qui per lanciare un segnale e un invito alle istituzioni". Sebbene ogni anno venga organizzata una cerimonia ufficiale ai Giardini Diaz, i giovani la percepiscono come un atto formale svuotato di vera partecipazione. "Organizzare un ricordo alle 11:30 di un giorno lavorativo, senza preavviso alla cittadinanza, significa voler mantenere una facciata pulita senza alimentare un vero ricordo collettivo", si legge nel duro comunicato.
Il racconto di chi è sceso in strada descrive una ferita ancora aperta ma spesso ignorata: "Davanti al palazzo dove Pamela incontrò i suoi 'orchi', le tapparelle si abbassano e gli sguardi si voltano. Ci è stato detto che la gente vuole voltare pagina, che parlarne svaluta il valore degli immobili". Per i ragazzi, assecondare questo atteggiamento spostando le celebrazioni lontano dal luogo del delitto è un errore profondo: "Assecondare questo silenzio omertoso è un errore profondo. Un silenzio che abbiamo deciso di rompere ancora una volta, esponendo il nostro striscione in quel maledetto posto".
Richiamando le parole del prefetto Giovanni Signer, secondo cui la sicurezza si alimenta coltivando la coscienza dei singoli e non solo con uno "stato di polizia", i giovani lanciano un ultimo, accorato appello: "Pamela, quella notte, ha incontrato persone che invece di aiutarla hanno scelto di approfittare della sua fragilità. Oggi, non possiamo permettere che la città continui a girarsi dall’altra parte".
Unire la promozione del territorio alla solidarietà concreta: è questo l'obiettivo centrato ancora una volta dalla shopper "Esplora Tolentino". In occasione della festa di San Giovanni Bosco, si è svolta una cerimonia breve ma intensa per la consegna dei proventi ricavati dalla vendita della borsa celebrativa, destinati interamente all'oratorio cittadino.
L’incontro, moderato da Solidea Vitali, ha avuto luogo in uno spazio dedicato ai più piccoli, simbolo di quel luogo dove - come sottolineato durante gli interventi - si educa quotidianamente "con il cuore". Alla consegna del ricavato hanno partecipato Silvia Luconi, sottosegretario alla presidenza della Regione Marche, don Ariel, l'ideatore dell'iniziativa e titolare della Linotype Gionata Del Pupo, ed Edoardo Mattioli, presidente della Pro Loco TCT.
Grazie alla sinergia tra numerosi collaboratori e al sostegno di diversi sponsor privati, la raccolta ha raggiunto la cifra di 1.000 euro. Quella che era nata come una strenna natalizia si è dunque trasformata in un aiuto tangibile per la comunità. "Come insegnato da San Giovanni Bosco, qui cerchiamo di educare con il cuore e con il sorriso. Siamo grati per questo gesto importante", ha dichiarato con emozione don Ariel, accogliendo la donazione.
Anche Silvia Luconi ha voluto rimarcare l'importanza del supporto del mondo adulto verso le nuove generazioni, evidenziando il ruolo fondamentale delle famiglie e di centri educativi vitali come gli oratori. Dal canto suo, Gionata Del Pupo ha rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a vario titolo alla riuscita del progetto, confermando di essere già al lavoro per una nuova iniziativa solidale a beneficio della città.
Negli ultimi anni si registra un aumento delle patologie gastrointestinali, dai disturbi funzionali fino alle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI). Un trend che riguarda anche le Marche.
Ne parliamo con il dottor Giovanni Falzetta, medico gastroenterologo ed endoscopista digestivo che attualmente svolge la professione di dirigente medico presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria dell’Ospedale regionale di Torrette, consulente del centro medico Associati Fisiomed.
Dottore, c’è davvero un aumento globale delle patologie intestinali?
"Sì, osserviamo un incremento generale dei disturbi gastrointestinali. Accanto ai problemi più comuni, come gonfiore e irregolarità intestinale, stiamo diagnosticando con maggiore frequenza anche patologie più complesse, che hanno alla base un’alterazione del sistema immunitario, comprese le MICI".
A cosa è dovuto questo aumento?
"Le cause sono diverse. Da un lato c’è una maggiore attenzione e capacità diagnostica, dall’altro incidono fattori ambientali, alimentazione, stress e stili di vita che possono favorire l’insorgenza di queste malattie. Un ruolo importante è svolto anche dagli squilibri del microbiota intestinale, cioè l’insieme dei batteri che vivono nel nostro intestino e contribuiscono al suo equilibrio".
Cosa sono le MICI e chi colpiscono?
"Le malattie infiammatorie croniche intestinali colpiscono soprattutto persone giovani e in età adulta. Si tratta di patologie che richiedono un monitoraggio costante e un approccio specialistico in centri di riferimento regionali".
Quali segnali non vanno sottovalutati?
"Dolore addominale persistente, diarrea cronica, ma anche stitichezza estrema, dimagrimento non intenzionale e stanchezza marcata. In presenza di questi sintomi è importante rivolgersi al medico".
Si può intervenire in modo precoce?
"Sì, certamente. Una diagnosi tempestiva consente di impostare terapie efficaci e migliorare la qualità della vita dei pazienti".
Un messaggio ai lettori?
"Quello di non sottovalutare i primi sintomi e di non rimandare i controlli. Riconoscere i segnali che l’organismo ci manda è fondamentale per una corretta gestione di queste patologie".
Si è chiusa con un bilancio estremamente positivo l’ottava edizione del Torneo “Angeletti Nazareno – Gilberto Cartechini Group”, gara regionale serale a coppie che ha trasformato Passo di Treia nel cuore pulsante delle bocce marchigiane per un'intera settimana. La manifestazione, organizzata dalla ASD Bocciofila Passo di Treia, si è confermata un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati delle categorie B, C e D.
I numeri dell'evento testimoniano la vitalità del movimento boccistico locale: dal 26 al 31 gennaio, ben 116 atleti si sono sfidati sulle corsie treiesi. Suddivisi in 15 gironi, il torneo ha visto la partecipazione di 46 coppie nella categoria B e 70 nella categoria C. Sabato 31 gennaio si è svolto l'atto conclusivo, con i vincitori dei vari raggruppamenti che si sono affrontati nei turni finali sotto la direzione del giudice regionale Lorenzo Feola Nisetto.
A sollevare il trofeo più prestigioso è stata la coppia della ASD Bocciofila Castelfidardo, formata dai giovanissimi Nicola Principi e Lorenzo Ciprietti. I due talenti fidardensi hanno sfoderato una prestazione magistrale in finale, imponendosi con un netto 12-2 su Dario Paolorossi e Aldo Capomagi della Bocciofila Chiaravallese. Una gioia doppia per Nicola Principi, originario proprio di Passo Treia, che ha potuto festeggiare la vittoria davanti ai propri concittadini.
Il podio è stato completato dal terzo posto della coppia composta da Franco Leandrini e Matteo Pergolesi della Bocciofila Morrovalle, mentre la quarta posizione è andata a Giancarlo Richichi e Renato Livieri del Passo Ripe.
Al termine delle premiazioni, il presidente della bocciofila locale, Giammario Balloriani, ha espresso grande soddisfazione: "Voglio ringraziare sentitamente tutti gli sponsor, i collaboratori, il numeroso pubblico e i membri del direttivo per l’impegno e la dedizione dimostrati". Un ringraziamento non scontato, necessario per la gestione di una kermesse così articolata. La società treiese guarda ora con ottimismo al resto del 2026, un anno che si preannuncia ricco di eventi nazionali e sfide organizzative di alto livello.
“Saggio è colui che sa di non sapere”: il filosofo greco Socrate, con queste parole, si rivolgeva a tutti quegli individui che, con l’illusione di conoscere tutto, credevano di avere ogni certezza. Invitava loro ad abbandonare le convinzioni con cui erano cresciuti e a ricercare, invece, la vera conoscenza con curiosità ed approfondimento.
Soltanto chi dubita del proprio sapere è spinto ad indagare.
Nell’attuale società, che si nutre di sicurezze preconfezionate e dove ogni affermazione contiene in sé la presunzione di verità, ci viene chiesto di liberare la mente dai pregiudizi, per cogliere il reale nella sua complessità. Oggi le nostre conoscenze sono fondate su informazioni, a volte superficiali, provenienti dai social, che diffondono notizie frammentate di cui spesso non si conosce la fonte e quindi l’attendibilità.
Molte nozioni vengono inoltre alterate dai Bias Cognitivi, che producono una visione parziale della realtà. Al riguardo, approfondiamo per comprendere meglio.
Cos’è un Bias Cognitivo?
Sono errori mentali “evoluti” che aiutano a prendere decisioni rapide in contesti incerti, portando però a valutazioni imprecise. È una scorciatoia mentale inconscia, con cui il cervello costruisce una realtà soggettiva basata su poche informazioni disponibili.
I social fanno leva proprio su questi Bias per creare una sorta di aggancio. In particolar modo viene utilizzato il Bias di conferma.
Come si comporta il Bias di Conferma?
Si parte da una convinzione personale e, invece di analizzarla con spirito critico, cerchiamo solo le informazioni che confermano la nostra credenza, trascurando quelle che la confutano.
Cosa succede sui social media?
I nostri like, scroll e condivisioni istruiscono l’algoritmo che ci mostrerà notizie in linea con i nostri punti di vista, rafforzando i preconcetti e facendoci perdere una visione completa della realtà. Di conseguenza, l’individuo rimane sempre più radicato nella propria polarità e meno propenso a un confronto costruttivo.
L’algoritmo amplifica i nostri bias di conferma, avvolgendoci in una bolla informativa che porta a:
- ricevere contenuti che rinforzano la nostra opinione
- vedere opinioni opposte non per conoscere, ma per screditarle.
In questo contesto diventa fondamentale mettersi in discussione e privilegiare una ricerca di conoscenza verticale, più profonda, rispetto a quella orizzontale e superficiale. Se osservassimo il mondo senza pregiudizi, potremmo cogliere sfumature che una mente condizionata non riesce a vedere.
Ammettere con umiltà la propria ignoranza alimenta curiosità, ascolto e creatività nella ricerca di nuove soluzioni. Ci spinge a reinventarci con flessibilità, senza paura del cambiamento.
Il desiderio di oltrepassare i propri limiti è più importante della conoscenza in sé. In un mondo veloce e imprevedibile, adattabilità e apertura all’apprendimento restano le vere chiavi del successo.
CAMERINO – La macchina organizzativa della Corsa alla Spada e Palio ha ufficialmente scaldato i motori in vista della sua 45ª edizione, puntando tutto sul rigore scientifico e sulla fedeltà storica. Sabato 31 gennaio, la Sala consiliare del Comune di Camerino ha ospitato una giornata di formazione d'eccezione dedicata all'approfondimento della moda e della vita quotidiana del secondo Quattrocento.
L'evento, nato dalla stretta collaborazione tra l'Associazione Corsa alla Spada e Palio, i Terzieri Sossanta, Di Mezzo e Muralto e il gruppo delle Soavi Allegrezze dei Da Varano, è stato condotto da Federico Marangoni, stimato Reenactment Advisor a livello nazionale. "La giornata formativa è stata pensata come un momento di confronto e crescita per le varie anime della nostra rievocazione storica, per i costumisti e i responsabili del corteo" ha spiegato la presidente dell'Associazione, Donatella Pazzelli. L'obiettivo dichiarato è ambizioso: "Elevare il livello qualitativo e scientifico della rievocazione, nel rispetto delle fonti storiche e iconografiche".
Federico Marangoni, specialista nello studio della cultura materiale e dell'abbigliamento tra tardo Medioevo e Rinascimento, ha guidato gli addetti ai lavori attraverso le complesse metodologie della ricostruzione filologica. Il suo contributo è stato fondamentale per fornire strumenti pratici a chi, ogni anno, lavora dietro le quinte per rendere autentico il grande corteo storico di maggio.
Questa attività seminariale rappresenta solo il primo passo di un percorso che coinvolgerà l'intera cittadinanza. Accanto alla formazione per gli specialisti, è stato infatti annunciato un incontro aperto al pubblico che si terrà durante i giorni clou della manifestazione, in programma a Camerino dal 13 al 24 maggio 2026. Sarà un'occasione imperdibile per avvicinare visitatori e residenti ai segreti della vita quotidiana del XV secolo.
Con questa iniziativa, la Corsa alla Spada e Palio ribadisce il proprio impegno non solo come momento di spettacolo, ma come vero e proprio centro di ricerca e divulgazione culturale. La sinergia tra i Terzieri e le Soavi Allegrezze conferma la volontà di offrire una rievocazione che sia, prima di tutto, consapevole e autentica.
Il dibattito sul decoro urbano e sull'attrattività del cuore antico della città di Macerata si accende prepotentemente a seguito della proposta di mantenere attive, per tutto l'anno, le luminarie decorative nel centro storico. Una scelta che ha spinto il Comitato centro storico di Macerata a intervenire con una nota ufficiale estremamente critica, volta a tutelare l'identità architettonica del capoluogo.
"C’è chi le chiama 'atmosfera', chi 'accoglienza', chi semplicemente 'allegria'. Ma la proposta di installare lucette stile festa di quartiere per tutto l’anno nel centro storico di Macerata solleva più di un dubbio, soprattutto quando si sposta lo sguardo dall’effetto immediato alle conseguenze sul lungo periodo" esordisce il Comitato, mettendo subito in guardia contro un approccio giudicato superficiale.
Secondo i rappresentanti dei residenti, l'estetica della città non può essere trattata come un elemento ornamentale qualsiasi, poiché "il centro storico di Macerata non è una scenografia neutra da riempire a piacere. È un tessuto urbano di grande valore architettonico, fatto di palazzi storici, chiese, scorci e prospettive che già oggi sono valorizzati da un’illuminazione pubblica studiata appositamente per metterne in risalto forme, materiali e volumi".
Il Comitato sottolinea come l'attuale assetto sia "un progetto pensato, non casuale, che dialoga con la storia della città e ne restituisce identità e prestigio", un equilibrio che risulterebbe compromesso da interventi estemporanei.
La critica si fa particolarmente serrata nei confronti delle motivazioni che avrebbero spinto alcuni esercenti a caldeggiare l'iniziativa. "Inserire in modo permanente lucette decorative, per l'idea quantomeno balzana di alcuni commercianti convinti di attrarre clienti con effetti non tanto speciali, rischia di ottenere l’effetto opposto: invece di valorizzare, coprire. Invece di esaltare l’architettura, appiattirla" si legge nella nota.
Il timore principale è quello di uno snaturamento dell'area: "Il centro storico potrebbe finire per assomigliare più a una sagra permanente che a uno dei luoghi simbolo della città, perdendo quella sobrietà elegante che lo distingue".
Oltre al piano estetico, la nota affronta con decisione il tema economico e la gestione delle risorse collettive. "C’è poi un altro aspetto, tutt’altro che secondario: il costo. Anche ammettendo che la spesa per l’energia elettrica sia 'solo' di un migliaio di euro, resta il fatto che si tratta comunque di denaro pubblico" incalza il Comitato.
Pur ammettendo che si tratti di una cifra modesta, i firmatari pongono una questione di principio etico e amministrativo: "È giusto che i cittadini paghino, in bolletta, un’illuminazione decorativa permanente che non risponde a esigenze di sicurezza né a un reale progetto culturale o urbano?".
In chiusura, il Comitato centro storico tiene a precisare che la posizione assunta non deriva da un pregiudizio verso lo sviluppo economico della città, ma da un profondo senso civico. "La questione, dunque, non è essere contrari alla vivacità o all’attrattività del centro. Al contrario: è proprio per rispetto verso Macerata che vale la pena chiedersi se la strada delle lucette tutto l’anno sia davvero quella giusta". La riflessione finale è un invito a guardare con occhi diversi il patrimonio esistente: "Forse la vera bellezza sta già lì, nelle pietre, nelle facciate, nelle luci pensate per raccontarle. E forse basterebbe non coprirla".
Era il 6 febbraio 1972 quando, presso la Balera di Pianello Vallesina, le vite di Liliana Mecarelli e Furio Severini iniziarono a intrecciarsi per non separarsi mai più. Furio, che all'epoca era un giovanissimo istruttore alla Scuola della Stradale di Cesena, approfittava delle domeniche libere per tornare a casa a Monteroberto e proprio in quella sala da ballo scattò la scintilla.
Tra timidi approcci e la scoperta di conoscenze comuni, come la parentela con zia Nunzia, vicina di casa di Liliana, ebbe inizio una storia che ha attraversato cinquant'anni di vita coniugale.
Il fidanzamento è durato quattro anni, fino a quando la coppia ha approfittato del cambiamento delle norme interne alla Polizia, che abbassò l’età minima per contrarre matrimonio da 28 a 26 anni. Appena un mese dopo il ventiseiesimo compleanno di Furio, il 1° febbraio 1976, i due sono convolati a nozze.
Dopo il matrimonio la coppia si è stabilita a Corridonia, comune dove la famiglia Severini risiede tuttora. La loro unione è stata allietata dalla nascita di due figli, Moreno (1977) e Maurizio (1986). Un dettaglio curioso lega quest'ultima nascita alla storia locale, poiché Maurizio è stato uno degli ultimi bambini nati nell’ospedale cittadino prima della chiusura definitiva.
Negli anni la famiglia si è allargata con l’arrivo delle nuore Maria Giovanna ed Eleonora e dei due amati nipoti, Matilda e Geremia, che oggi rappresentano il vanto di Liliana e Furio e il frutto di un amore solido e duraturo.
Furio ha concluso la sua onorata carriera nella Polizia di Stato con la qualifica di Ispettore Superiore e oggi, insieme alla sua Liliana, si gode la meritata pensione. Nonostante il passare degli anni, i due non hanno perso la passione che li ha fatti incontrare: ogni fine settimana continuano a frequentare le sale da ballo della zona, segno che quel primo incontro in balera ha lasciato un’impronta indelebile.
La loro storia rappresenta un esempio bellissimo per le nuove generazioni, testimonianza di come un legame nato quasi per caso possa trasformarsi in una solida realtà capace di resistere al tempo. A Liliana e Furio vanno i più sinceri auguri per questo straordinario traguardo dei 50 anni di matrimonio.
Scoppia la polemica politica a Tolentino all'indomani della presentazione del libro di Andrea Muccioli presso il Politeama "Franco Moschini". In una nota congiunta diffusa dai capigruppo di maggioranza - Fabio Montemarani (Tolentino Popolare), Alba Mosca (Riformisti Tolentino) e Luigino Luconi (Tolentino Civica e Solidale) - viene espresso un durissimo atto di accusa per quanto accaduto durante l'evento organizzato dall'associazione Tolentino Arte e Cultura.
Sotto la lente dei firmatari è finita la partecipazione attiva dei consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Silvia Luconi e Silvia Tatò, intervenute durante la mattinata dedicata alle scuole. "Quanto accaduto rappresenta un grave e inaccettabile scivolone istituzionale - dichiarano i tre capigruppo nella nota ufficiale -. Alcuni genitori ci hanno segnalato che nel corso dell’iniziativa, organizzata senza il patrocinio dell’amministrazione né il coinvolgimento del Sindaco, sono intervenuti i consiglieri di Fratelli d’Italia in un contesto che avrebbe dovuto mantenere un carattere esclusivamente culturale e apolitico".
Secondo la ricostruzione della maggioranza, il problema risiederebbe proprio nella natura dell'uditorio, composto da studenti delle scuole superiori. "I genitori dei ragazzi e delle ragazze hanno dato l’assenso per l'ascolto di un prestigioso relatore, ma nulla sapevano dell’intervento dei consiglieri comunali" proseguono Montemarani, Mosca e Luconi.
I rappresentanti delle liste civiche e riformiste sottolineano come la presenza politica abbia alterato lo spirito dell'incontro: "È evidente che chi ricopre una carica politica non può intervenire in simili occasioni senza attribuire al suo intervento una valenza politica, del tutto fuori luogo e in contrasto con le finalità dichiarate".
La critica dei firmatari si sposta poi sulla gestione dei saluti ufficiali. "I saluti istituzionali sarebbero dovuti essere affidati esclusivamente ai dirigenti scolastici" incalzano i capigruppo, aggiungendo che "se l’intento era dare visibilità a qualcuno, ci saremmo aspettati che a intervenire fosse stato il sindaco".
La nota sottolinea inoltre lo stupore per il coinvolgimento degli istituti scolastici in un format giudicato poco trasparente: "A sorprendere è che ciò sia avvenuto alla presenza degli studenti senza garantire pluralismo e apertura a tutte le espressioni. Sinceramente siamo molto stupiti perché a Tolentino mai si era verificata una circostanza del genere".
In conclusione, Montemarani, Mosca e Luconi lanciano un monito per il futuro: "Chiediamo che quanto accaduto non si ripeta e che tutti i soggetti politici si assumano la responsabilità di rispettare il principio di neutralità in simili iniziative".
La segreteria provinciale del SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) di Macerata, per voce del segretario generale provinciale Damiano Cioppettini, ha espresso totale solidarietà e profonda vicinanza al poliziotto vittima del "brutale linciaggio avvenuto a Torino".
"Le immagini del poliziotto a terra, accerchiato e colpito con ferocia criminale, non sono solo un attacco a un singolo operatore, ma un insulto a tutto lo Stato" ha dichiarato fermamente Cioppettini, sottolineando come il legame con quanto accaduto in Piemonte sia per la polizia maceratese diretto e profondamente sentito. Gran parte del personale che oggi garantisce la sicurezza nella provincia di Macerata, tra questura, commissariati e specialità, ha infatti prestato servizio per anni proprio presso i reparti mobili di tutta Italia.
"Molti di noi sanno perfettamente cosa significa stare in quella linea – ha sottolineato il segretario – conosciamo la delicatezza e l’estrema difficoltà del servizio di ordine pubblico; abbiamo vissuto sulla nostra pelle la tensione di chi deve difendere la democrazia tra il fango e le pietre".
Secondo Cioppettini, vedere un collega trattato in quel modo colpisce ogni operatore del territorio maceratese, poiché "sotto quella divisa sporca di sangue c’è la stessa storia e lo stesso sacrificio" che molti poliziotti hanno vissuto in prima persona. Il segretario ha poi ribadito con forza che il diritto a manifestare non può e non deve mai diventare una "licenza di caccia all'uomo", aggiungendo che "chi scende in piazza con il volto coperto e la volontà di linciare un servitore dello Stato è un delinquente che va perseguito senza esitazioni".
Un pensiero particolare è stato rivolto ai numerosi agenti rimasti coinvolti negli scontri: "Siamo vicini ai quasi 70 colleghi feriti. La loro professionalità e il loro equilibrio, mantenuti nonostante l'aggressione subita, sono il vanto del nostro Paese".
La ferma condanna del SIULP nasce anche dalla memoria ancora fresca di quanto accaduto proprio nel maceratese il 10 dicembre 2023, in occasione dell'incontro Maceratese-Osimana, dove le forze dell'ordine furono bersaglio di un ininterrotto lancio di bottiglie per oltre mezz'ora."Sebbene la matrice sia differente, politica a Torino e sportiva a Macerata, la violenza non ha colori né scuse e va condannata sempre". ha ribadito il segretario.
"Non permetteremo che la divisa diventi un bersaglio per sfogare frustrazioni ideologiche o tifoserie malate – ha concluso Damiano Cioppettini – la tutela dei nostri colleghi deve tornare a essere una priorità assoluta per le istituzioni".
I carabinieri della compagnia di Macerata - nell'ultimo fine settimana - hanno intensificato i controlli sul territorio per contrastare lo spaccio di stupefacenti, la guida pericolosa e i reati predatori, presidiando con particolare attenzione i centri urbani e le principali arterie stradali della provincia.
L’operazione più significativa è stata portata a termine dai militari della stazione di Treia, i quali hanno arrestato un 38enne di origini tunisine residente in città in esecuzione di un ordine di carcerazione. L'uomo deve scontare una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per i reati di rapina, lesioni e porto di armi o oggetti atti ad offendere, commessi in concorso nel 2022; al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato condotto presso la casa circondariale di Fermo.
Parallelamente, il nucleo operativo e radiomobile è intervenuto sul fronte della sicurezza stradale a seguito di alcuni sinistri avvenuti tra Macerata e Monte San Giusto. In un primo episodio, un giovane di 21 anni è stato deferito in stato di libertà poiché, dopo essere rimasto coinvolto in un incidente con feriti, è risultato positivo ai cannabinoidi a seguito degli accertamenti clinici. Sorte simile è toccata a un 51enne di Monte San Giusto che, protagonista di un incidente che ha causato danni ai soli mezzi, è stato trovato con un tasso alcolemico di 1,77 g/l (oltre tre volte più alto rispetto al limite di legge). Per l'uomo sono scattati immediatamente il ritiro della patente, il sequestro del veicolo e la denuncia all’autorità giudiziaria.
L’attività di prevenzione si è estesa anche al centro di Pollenza, dove i carabinieri della locale stazione hanno controllato un cittadino argentino di 30 anni residente nel capoluogo. L’uomo, fermato durante la notte, è stato trovato in possesso di circa due grammi e mezzo di hashish per uso personale, circostanza che ha fatto scattare il sequestro della sostanza e la segnalazione amministrativa alla prefettura.
Continua il bel momento di Beatrice Costantini. La giovane atleta del Cus Macerata nella gara dei 10 km su strada appena disputata ad Assisi, ha tagliato il traguardo col tempo di 39’31’’.
Non solo primato personale, ma soprattutto crono inferiore a 39’50’’’, la soglia di sbarramento che la Fidal impone per partecipare ai campionati nazionali di cross.
Che significa? Che Beatrice è dentro e potrà prendere parte a Marinella di Selinunte, nel comune di Castelvetrano (Trapani), alla manifestazione che assegnerà i titoli italiani di cross lungo individuali assoluti, promesse, juniores, allievi e cadetti, il trofeo per regioni cadetti e i titoli delle staffette assolute e master. I tricolori si terranno nel weekend del 21 e 22 febbraio.
Ad Assisi, anzi per la precisione a Santa Maria degli Angeli, l’evento è stato organizzato da Assisi Runners ed è stato valido come 16° Memorial “Vincenzo Cavanna”. La Costantini ha chiuso la sua prova al 4° posto assoluto tra le ragazze, un risultato spettacolare considerando che in totale erano 950 gli atleti, maschi e femmine, al via.
Solo due settimane fa Beatrice aveva ottenuto un gran 3° posto al Campionato Regionale Cross Country allestito all’Abbadia di Fiastra.
Una Settempeda praticamente perfetta fa suo il derby con il Camerino espugnando il Livio Luzi” con un perentorio e netto 3-0. Biancorossi autori di una grande prova che culmina in una vittoria meritata che porta in dote tre punti molto importanti ai fini della classifica. Settempeda ottima sotto ogni aspetto: tattico, tecnico, di concentrazione, di attenzione, di personalità. Squadra che ha dato prova di maturità ed ha fatto la partita richiesta per affrontare un match che rappresentava un passaggio cruciale del campionato ed il segnale lanciato è stato forte per gioco e prestazione(secondo successo di fila con sette gol segnati e zero subiti). Insomma un pomeriggio da incorniciare per Pierantoni ed i suoi che mantengono il passo lanciato delle prime tre rimanendo agganciati al treno che viaggia verso i play off. Per il Camerino un derby amaro ed una sconfitta pesante, ma le recriminazioni devono essere poche perché i ducali, da salvare impegno e volontà, si sono trovati di fronte un avversario per l’occasione più forte che ha saputo limitarlo concedendogli davvero poco. Adesso per la Settempeda sarà necessario proseguire la striscia positiva e cercare di sfruttare il momento favorevole: obiettivo i tre punti contro il Monticelli(sabato 7 febbraio al Soverchia ore 15.00).
LA CRONACA
E’ il giorno del derby tra Camerino e Settempeda. Teatro il “Livio Luzi”. Mister Pierantoni conferma lo stesso undici del turno precedente, mentre il suo collega Giacometti opera una scelta tattica precisa che consiste nella difesa a tre e nell’accentramento dell’under Staffolani per schermare Pagliari. Da sottolineare proprio la splendida prova del regista biancorosso faro del centrocampo e impeccabile con e senza palla, ovviamente ben coadiuvato da tutti i compagni a cominciare da bomber Tulli(due reti per andare in doppia cifra in campionato a quota 10) e da capitan Quadrini(gol anche per il compleanno festeggiato ieri) .
Primo quarto d’ora di gioco molto equilibrato e con le squadre molto attente a studiarsi e nel non lasciare spazi. Il primo tentativo è di marca camerte con l’esterno Corazzi che si aggiusta al meglio il pallone al limite per poi calciarlo con il destro. Attento e pronto Giulietti a fermare la sfera in due tempi. Pensiero comune in tribuna è che un episodio possa variare l’andamento della gara e così è perché al 23’ una azione che si sviluppa sulla destra vede arrivare in area un pallone che Guermandi devia al volo trovando il braccio di Ferretti. Questo decide l’arbitro che, ben appostato e con fischio immediato, indica il dischetto. Il rigore per la Settempeda viene trasformato perfettamente da Marco Tulli che infila rasoterra spiazzando l’ex Bartoloni. Passano pochi minuti e la Settempeda colpisce di nuovo dando una bella botta ad un Camerino ancora scosso dallo svantaggio. Ripartenza micidiale e perfetta iniziata sulla sinistra da Dolciotti, appoggio centrale per Tulli, apertura immediata verso destra per l’accorrente Quadrini che controlla in bello stile per poi superare Bartoloni con un rasoterra forte e preciso che gonfia la rete. 2-0.
Prova a reagire il Camerino ma non trova il modo di rendersi pericoloso tranne che per un destro dalla distanza di Cicci che Giulietti gestisce al meglio. Si va al secondo tempo e la gara non muta fisionomia dato che la Settempeda rientra con la testa giusta mantenendo piglio e attenzione non dando modo ai locali di poter rientrare in corsa. Anzi, i biancorossi ospiti mettono al sicuro risultato e verdetto con il tris che cade al minuto 18. Altra ripartenza letale che condanna il Camerino che si fa trovare scoperto: Tulli parte dalla propria metà campo palla al piede, giunto al limite prova a servire Guermandi, la palla viene intercettata da un difensore e diventa buona per Russo che dal limite scarica il sinistro rasoterra che Bartoloni in tuffo respinge, arriva Tulli che scaraventa in porta. Per il resto della frazione c’è ben poco da segnalare se non i cambi(10 in totale) effettuati dalle due panchine. Nella Settempeda c’è spazio anche per far debuttare il neo arrivato Bonifazi mentre vengono chiamati fuori, per non correre rischi, gli ammoniti. Nel Camerino si tenta di cambiare le carte in tavola con alcune scelte offensive(Raponi) e con qualche giovane. La partita, però, non cambierà e sembra decisa e ben indirizzata verso la Settempeda. Il Camerino manovra, ci prova, ma non trova praticamente mai il modo di impensierire una difesa biancorossa mai distratta e mai in difficoltà. La formazione biancorossa arriva così al triplice fischio senza problemi mantenendo una vittoria meritatissima e convincente.
CAMERINO-SETTEMPEDA 0-3
MARCATORI: pt 24’ Tulli su rigore, 26’ Quadrini; st 18’ Tulli
CAMERINO: Bartoloni, Barilaro, Corazzi(36’st Falzetti), Gubinelli(26’st Recchioni), Carnevali(16’st Raponi), Ferretti, Frinconi, Cicci(39’st Raffaelli), Maccioni, Jachetta, Staffolani(20’st Marchionni). A disp. Spitoni, Petrelli, Ucciero, Rosi. All. Giacometti
SETTEMPEDA: Giulietti, Brandi(37’st Eugeni), Montanari, Pagliari, Zappasodi, Dutto(14’st Russo), Quadrini, Borgiani(14’st Sfrappini), Guermandi, Dolciotti(14’st Bonifazi), Tulli(20’st Compagnucci). A disp. Marchegiani, Monachesi, Meschini, Ammora. All. Pierantoni
ARBITRO: Caporaletti di Macerata. Assistenti: Miano di AP e Salvatori di MC
NOTE: ammoniti Gubinelli, Tulli, Brandi, Dutto, Frinconi, Borgiani, Ferretti. Angoli: 3-5. Recupero: st 3’
Nel confronto politico sulla gestione dei rifiuti e sull’individuazione del nuovo sito di discarica provinciale interviene l’onorevole Mario Morgoni, che in una presa di posizione pubblica critica duramente tempi, modalità e responsabilità delle decisioni in corso. Al centro dell’intervento, le ricadute economiche sui cittadini, le prospettive del Cosmari e il rischio di una crisi strutturale del sistema.
"Invece di coprirsi dietro la foglia di fico del termovalorizzatore, come ha fatto di recente nella conferenza stampa con l’Ordine dei giornalisti, Acquaroli intervenga per far cessare il gioco delle tre carte di cui la destra della nostra provincia si sta rendendo protagonista con la procedura dell’individuazione del sito della nuova discarica"
Secondo Morgoni, a pagare il prezzo di questa situazione sarebbero cittadini e lavoratori: "Un gioco di cui pagano il conto salato i cittadini che tra il 2026 e il 2027 subiranno ulteriori aumenti della Tari, nell’ordine, ben che vada, del 15%, e le centinaia di dipendenti del Cosmari che guardano con legittima preoccupazione al loro futuro".
Inoltre, ricorda come gli strumenti tecnici per arrivare a una decisione siano già disponibili e si pone critico nei confronti della maggioranza: "La graduatoria dei siti è stata stilata dall’Università Politecnica delle Marche ed è a disposizione dell’assemblea dei sindaci dell’ATA.
La destra ha una maggioranza schiacciante nell’assemblea, la smetta di esercitarsi in manovre dilatorie dal sapore francamente tragicomico, assolva ai suoi doveri e si prenda la responsabilità di decidere, evitando di continuare a prendere per il naso l’intera comunità provinciale, come hanno fatto di recente gli imbarazzanti responsabili provinciali di Fratelli d’Italia e della Lega.
In mancanza dell’individuazione del sito che dovrà subentrare a quello del suo Comune, il sindaco di Cingoli, Vittori, ha già pubblicamente e ufficialmente chiarito, a pieno diritto, che non ci sarà alcun ampliamento della discarica di Cingoli".
Secondo l’onorevole, questo scenario avrebbe conseguenze immediate sull’intero sistema provinciale: "Questo vuol dire che il sistema sarà condannato al fallimento, visto che a fine anno non sarà più disponibile, in quanto esaurita, neanche la discarica di Corinaldo. Sarebbe una disfatta che ricadrebbe direttamente sul Cosmari, in quanto già oggi l’azienda ha maturato crediti milionari non fatturati verso i Comuni soci, crediti destinati a lievitare in modo esponenziale, trascinando il Cosmari verso una grave crisi finanziaria".
Da qui l’invito ad agire rapidamente: "Gravi danni sono stati già fatti, bisogna correre velocemente ai ripari. In questa situazione paradossale, cosa aspetta il presidente del Cosmari a porre con la dovuta drammaticità e in termini ultimativi la questione, anziché lanciare sottovoce timidi appelli per non mettere a disagio la destra che lo ha premiato per la sua fedeltà?"
La conclusione è un appello rivolto agli amministratori locali e agli organi di controllo: "E cosa aspettano i sindaci più responsabili ad alzare la loro voce per far cessare questo teatrino? O dobbiamo attendere la valutazione della Corte dei Conti sulle risorse impegnate per la progettazione della nuova vasca di Cingoli e per l’individuazione del nuovo sito, visto il rischio concreto che siano risorse sperperate che non produrranno alcun effetto?".