Ha un nome e un volto la vigile del fuoco che, con pazienza ed empatia, è riuscita a conquistare la fiducia del 17enne con sindrome dello spettro autistico allontanatosi ieri dalla sua casa di Villa Potenza. Si chiama Nicoletta Raggi, ha 32 anni, è originaria di San Severino Marche e presta servizio al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Macerata. Nei prossimi giorni sarà ricevuta in Comune dal sindaco Rosa Piermattei, che vuole rivolgerle il grazie dell'intera comunità settempedana.
La storia dell'intervento ve l'abbiamo raccontata ieri: il ragazzo, dopo essersi allontanato dalla propria abitazione, era stato individuato dai soccorritori mentre camminava lungo una strada, nella frazione. A quel punto, però, la fase più delicata dell'operazione era appena iniziata.
Nicoletta Raggi si è avvicinata al giovane con cautela, senza forzare il contatto e rispettando i suoi tempi, iniziando a parlargli tranquillamente. Per quasi mezz'ora ha costruito progressivamente un rapporto di fiducia, fino a convincerlo a incamminarsi verso casa e a ricongiungersi con i familiari.
Un approccio che ha fatto la differenza e che ha permesso di trasformare un intervento di ricerca e soccorso in un momento di ascolto, pazienza e relazione.
Per il comune di San Severino Marche, quello della giovane vigile del fuoco è un esempio che va oltre la professionalità tecnica. "La nostra comunità è orgogliosa dell'azione portata a termine da Nicoletta Raggi - sottolinea il sindaco Rosa Piermattei -. Il suo intervento non dimostra soltanto una grande preparazione tecnica ma evidenzia una sensibilità e un bel coraggio. Con la sua prontezza ha evitato che una situazione di grande pericolo potesse trasformarsi in tragedia".
Piermattei annuncia, quindi, l'incontro con la giovane vigile del fuoco, al quale intende portare il ringraziamento dell'intera comunità: "A nome dell'intera comunità credo sia giusto ringraziarla per il suo esempio virtuoso di altruismo, dedizione e spirito di servizio a favore degli altri".
Quella di Nicoletta Raggi è, del resto, una storia di servizio alla comunità iniziata ben prima di indossare la divisa. È stata la prima donna vigile del fuoco di San Severino Marche e la sua vocazione è maturata anche attraverso l'esperienza vissuta all'indomani del terremoto del 2016.
All'epoca Raggi prestava attività di volontariato con gli scout settempedani, impegnati nel supporto logistico alle squadre dei vigili del fuoco provenienti da tutta Italia e impegnate nelle aree colpite dal sisma.
Quell'esperienza ha contribuito a rafforzare la volontà di trasformare l'impegno per gli altri in una professione. Nicoletta Raggi ha, quindi, affrontato il concorso pubblico e completato il percorso di formazione alle Scuole Centrali Antincendi di Roma Capannelle e al polo didattico di Senigallia.
Nel 2023 ha coronato il sogno di vestire la divisa operativa dei vigili del fuoco. Oggi, a distanza di pochi anni, il suo nome è legato a un intervento nel quale la preparazione professionale si è unita a una qualità altrettanto importante nei soccorsi: la capacità di comprendere chi si ha davanti e di trovare il modo giusto per raggiungerlo.
Ed è proprio questo aspetto che San Severino Marche vuole celebrare, accogliendo in Comune Nicoletta Raggi per dirle, a nome della città, semplicemente grazie.
Dopo quasi dieci anni torna finalmente pienamente fruibile uno dei tesori più preziosi di Tolentino. Giovedì 10 settembre, alle 12.15, sarà ufficialmente riaperto il Cappellone della Basilica di San Nicola, al termine dei lavori di consolidamento e restauro resi necessari dagli effetti del sisma.
Il capolavoro trecentesco di scuola giottesco-riminese, messo in sicurezza dopo il terremoto e per lungo tempo non completamente accessibile a fedeli e visitatori, torna così a essere protagonista della vita della Basilica e del patrimonio culturale della città.
Alla cerimonia saranno presenti il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, il priore della Comunità Agostiniana di San Nicola padre Massimo Giustozzo, il vescovo di Macerata e Tolentino monsignor Nazzareno Marconi, il commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, il padre provinciale degli Agostiniani padre Gabriele Pedicino e il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.
Dopo i saluti istituzionali interverranno la direttrice dei lavori Ilaria Persico e Katiuscia Faraoni, Rup e responsabile dei Lavori pubblici del Comune di Tolentino.
A concludere la mattinata sarà la lectio di Marta Paraventi, docente di Storia dell'Arte Medievale all'Accademia di Belle Arti di Macerata e assessore alla Cultura del Comune di Ancona, dal titolo “Il Medioevo ritrovato. Il Cappellone di San Nicola torna a parlare”.
Considerate le dimensioni del Cappellone, gli ospiti che non potranno accedere direttamente alla sala potranno seguire la cerimonia dalla navata centrale della Basilica attraverso appositi monitor.
La riapertura restituisce alla città un ambiente di straordinario valore artistico. Il Cappellone conserva infatti un imponente ciclo di affreschi trecenteschi, caratterizzato da colori intensi e dal particolare sfondo blu. Le decorazioni raffigurano i quattro Evangelisti, ciascuno affiancato da uno dei Dottori della Chiesa, oltre a episodi della vita della Madonna, di Gesù e di San Nicola da Tolentino.
L'intero percorso pittorico culmina nella Crocifissione di Cristo, collocata sopra un piccolo altare marmoreo, e costituisce uno dei più importanti esempi di pittura trecentesca presenti nel territorio.
Il completamento dei lavori segna dunque un momento particolarmente atteso per Tolentino e per il patrimonio culturale delle Marche. Dopo anni di limitazioni legate alla sicurezza e agli interventi post-sisma, il Cappellone torna a essere pienamente valorizzato e restituito alla comunità.
Giovani volontari da tutta Italia al lavoro nel Maceratese per prendersi cura del territorio. Si è concluso ieri a Tolentino “GenerAzione ambiente”, l’unico campo di volontariato organizzato da Legambiente nelle Marche e ospitato dal circolo locale. Protagonisti ragazze e ragazzi tra i 14 e i 18 anni, arrivati da diverse regioni italiane e impegnati per alcuni giorni in attività di tutela, riqualificazione e conoscenza del territorio.
Il lavoro dei giovani volontari ha interessato diversi spazi naturali pubblici della provincia di Macerata. Tra gli interventi principali quello nell’area verde del Ponte del Diavolo, dove i ragazzi hanno provveduto alla rimozione dei graffiti e alla manutenzione del verde. Attività di riordino e riorganizzazione hanno interessato anche la sede del circolo Legambiente di Tolentino.
Il campo ha portato i volontari anche sulla costa, nell’area faunistica dunale di Civitanova Marche, ambiente di particolare valore per la conservazione dell’ecosistema costiero e per la protezione della duna sabbiosa. L’area ospita anche il corriere piccolo, specie che nidifica lungo questo tratto di costa. Un'altra giornata di attività è stata dedicata alla cura delle rive del fiume Fiastra.
Non solo lavoro sul campo. L’esperienza è stata anche un'occasione per conoscere più da vicino il patrimonio storico, culturale e produttivo del Maceratese. I partecipanti hanno visitato l’Abbadia di Fiastra, l’Hotel Interno Marche e alcune importanti realtà dell’industria locale, tra cui Poltrona Frau e Nuova Simonelli.
Le visite hanno permesso ai ragazzi di entrare in contatto con realtà diverse, dal patrimonio storico e architettonico fino al mondo dell'impresa, approfondendo temi come l'innovazione, la sostenibilità e la responsabilità sociale. Particolare attenzione è stata dedicata al valore del lavoro artigianale, racchiuso nel concetto di “intelligenza delle mani”, e alle iniziative capaci di produrre ricadute concrete sul territorio.
Un percorso che, secondo gli organizzatori, ha avuto un valore formativo anche al di là delle singole attività svolte. Il lavoro fisico, la collaborazione e la gestione autonoma delle diverse esperienze hanno permesso ai giovani di confrontarsi con nuove responsabilità e di vedere concretamente i risultati del proprio impegno.
Il campo “GenerAzione ambiente” si è così concluso dopo aver unito volontariato, educazione ambientale e scoperta del territorio, lasciando ai partecipanti non soltanto l'esperienza del lavoro svolto, ma anche la consapevolezza di aver contribuito in prima persona alla cura di alcuni luoghi del Maceratese.
La prima edizione della “Giornata dello Sport Settempedano” ha trasformato lo stadio comunale "Gualtiero Soverchia" di San Severino Marche in un pomeriggio di festa, gioco e condivisione.
Un vero e proprio open day all'aperto che nella giornata di ieri, 6 settembre, ha reso l'impianto cittadino un grande villaggio multidisciplinare, accogliendo tanti bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 12 anni, ma anche più piccoli, insieme alle rispettive famiglie.
L' iniziativa, promossa dal Comune di San Severino Marche ed organizzata dall'Asd San Severino Volley in stretta collaborazione con le associazioni sportive locali, è stata l'occasione per la promuovere lo sport di base, la socializzazione e l'inclusione.
Pallavvolo, pallacanesteo, calcio, ma anche tennis, pattinaggio e pugilato, fino ad arrivare alla danza e al ballo e ad altre discipline: istrutturi qualificati e tecnici delle diverse realtà associative del territorio si sono messi a completa disposizione dei più piccoli per guidarli nel battesimo delle differenti attività che hanno preso piede sul rettangolo verde, sulla pista di atletica e nei vari spazi dello stadio.
Presenti con i propri spazi informativi e promozionali anche l'Avis comunale e la biblioteca comunale "Francesco Antolisei", ad evidenziare il valore integrato tra pratica sportiva, promozione della salute e crescita culturale.
A garantire la sicurezza e l'assistenza sanitaria lungo l'intero svolgimento delle attività è stato il personale del Comitato locale della Croce Rossa Italiana.
Alla manifestazione hanno presenziato il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e l'assessore comunale allo Sport, Paolo Paoloni, che hanno voluto rivolgere il proprio saluto a tutti i giovani atleti, ai dirigenti e ai volontari: "Lo sport rappresenta uno strumento fondamentale di aggregazione, crescita equilibrata e prevenzione del disagio giovanile – è intervenuto il sindaco - Attraverso il gioco e il movimento riusciamo a trasmettere fin dall'infanzia sani stili di vita, rispetto delle regole, disciplina e un forte spirito di squadra. Vedere il nostro stadio comunale animato da tanti bambini che provano nuove discipline con entusiasmo è la dimostrazione di quanto il tessuto associativo settempedano sia vivo e coeso".
È il sindaco di Pieve Torina e presidente della Provincia, Alessandro Gentilucci, a replicare alla protesta del Comitato No Discarica di Montefano, arrivato ieri in paese per manifestare contro l’ipotesi di realizzazione di un nuovo impianto (leggi qui).
Una protesta che, secondo il primo cittadino, avrebbe scelto il luogo sbagliato. Gentilucci sottolinea infatti come Pieve Torina, a quasi dieci anni dal terremoto, sia ancora alle prese con la ricostruzione e con numerosi cittadini che vivono nelle SAE.
«Ci sono luoghi deputati a ospitare manifestazioni, altri dove occorre rispetto e silenzio. Pieve Torina è tra questi», afferma Gentilucci, raccontando di aver trovato, insieme ai manifestanti, anche una folla di cittadini del paese.
«Quando i manifestanti del Comitato No Discarica di Montefano sono arrivati in paese hanno trovato, oltre a gru e cantieri, una folla di miei concittadini ad attenderli. Concittadini che, a dieci anni dal sisma, ancora vivono nelle SAE».
Secondo il sindaco, il confronto con i cittadini avrebbe portato i rappresentanti del comitato a riconoscere l’inopportunità della scelta. «I manifestanti sono tornati con i piedi per terra e si sono scusati. Ho accettato le scuse del presidente e del portavoce del Comitato No Discarica di Montefano», riferisce Gentilucci.
Il primo cittadino entra quindi nel merito della questione discarica e del ruolo di Pieve Torina nel processo decisionale. «Ho spiegato loro come stanno le cose, chiarendo che i siti idonei a ospitare la discarica li ha stabiliti l’Università Politecnica delle Marche e che il Comune di Pieve Torina conta in assemblea ATA meno dell’1%. Dunque, la loro protesta era mal indirizzata».
Gentilucci ribadisce di non mettere in discussione il diritto a manifestare, ma contesta la scelta del luogo. «È legittimo manifestare, ma avrebbero dovuto farlo nelle sedi opportune, non in un paese che è ancora un cantiere a cielo aperto».
Il sindaco ricorda inoltre la situazione attuale della gestione dei rifiuti: «Ad oggi, l’unica discarica autorizzata è quella di Cingoli, e lo sarà fino al 2033».
Nel suo intervento Gentilucci ringrazia anche il sindaco di Montefano Michele Vittori per la collaborazione e il comportamento tenuto nella vicenda, mentre critica quella che definisce una strumentalizzazione politica della protesta. «Purtroppo, non posso dire altrettanto di chi ha strumentalmente utilizzato sul piano politico la buonafede di tanti montefanesi», sostiene.
Per il primo cittadino di Pieve Torina, la questione dovrebbe essere affrontata soprattutto nelle sedi istituzionali. «La questione va affrontata sul piano istituzionale e non fomentando proteste, tanto che, alla fine, la vera manifestazione l’hanno fatta i cittadini pievetorinesi mettendo in difficoltà chi era venuto per provocare».
Gentilucci rivolge quindi un ringraziamento alle forze dell’ordine e alla cittadinanza. «Ringrazio il maresciallo dei carabinieri Montanaro che, insieme a un collega, ha garantito l’ordine pubblico e ringrazio i miei concittadini per la maturità dimostrata».
Infine, il sindaco ribadisce la propria disponibilità al confronto, ma pone una condizione precisa: «Da parte mia, rimarco la disponibilità a incontrare tutti nelle sedi preposte e senza ulteriori strumentalizzazioni».
Nel post-gara di Maceratese-Teramo, il mister della Rata Sante Alfonsi legge il risultato comunque notando i diversi lati positivi evidenziati dai suoi ragazzi: «È stata una partita comunque combattuta, non voglio dire alla pari perché loro hanno forse un tasso tecnico maggiore del nostro e in ripartenza davano sempre la sensazione di far male. È stata una sconfitta troppo pesante nel complesso: la squadra ha lottato, ha combattuto e ha creato occasioni, dove forse siamo stati pari, ma loro hanno fatto gol e noi no. Fino allo 0-2 la squadra è rimasta comunque in partita. Dobbiamo essere un po' più cinici e cattivi sotto porta ed eliminare qualche ingenuità di troppo commessa dietro».
Alcune polemiche per la rete annullata a Didio sullo 0-1, ventilate nel post-match, ma che Alfonsi liquida così: «Rivedremo le immagini nel post-partita, ma sinceramente ormai non contano nulla, dato che è andata così. Dobbiamo solo pensare a noi stessi e alla prossima sfida adesso».
Un primo approccio con la Serie D non semplice quello di ieri, ma che non cambia ciò che in casa biancorossa si dovrà fare: «Oggi abbiamo visto che sarà un campionato difficile e che bisogna salvarsi il prima possibile. Restiamo fiduciosi, non dobbiamo buttarci giù, perché sapevamo che l'inizio con il Teramo sarebbe stato difficile».
Dall'altra parte, il tecnico teramano Marco Pomante si presenta ai microfoni soddisfatto della prestazione dei suoi, ma conscio che la stagione è solo all'inizio: «Nulla è scontato. Contro la Maceratese non è stato semplice, anche se il risultato può trarre in inganno, ma non è così: è stata una partita tosta e abbiamo sofferto quando c'era da soffrire».
All'Helvia Recina Pino Brizi è stato Teramo che ha saputo stringere i denti nel momento più difficile e che ha dovuto e saputo sopperire anche a mancanze importanti "Ho dovuto ridisegnare la squadra vista l'assenza di Pietrantonio che mi avrebbe permesso di giocare in un altro modo, ma i ragazzi sono stati comunque bravi ad assorbire il nuovo modulo quest'oggi".
Si è partiti bene, ma vi sono alcune cose da sistemare come si è visto nei novanta di gioco "Ho fatto i complimenti ai ragazzi a fine partita, però non abbiamo fatto ancora nulla. Sicuramente dobbiamo ancora crescere ad esempio sul possesso palla: sia sul 2-0 che sul 3-0, si deve evitare di subire dei contropiedi".
Massimi firma la Stramacerata di settembre
Era una grande scommessa, la Stramacerata di quest’anno. Costretta a spostarsi dalla sua abituale collocazione primaverile, la corsa più importante della città marchigiana ha trovato nuovi spazi ma anche un nuovo mercato, nuovo clima. Alla fin fine la scommessa si può considerare vinta e testimonia il grande amore che la creatura della Polisportiva Acli è riuscita a ritagliarsi nel corso degli anni.
Con 230 atleti al via solo per la prova competitiva il risultato è anche oltre le aspettative, ma anche la qualità ha avuto il suo peso con la doppietta dell’Atletica Vomano. Successo finale per Stefano Massimi che ha coperto i 10 km previsti in 33’52” staccando Lorenzo Dell’Orefice di 10”. Terza posizione per Marco Cecchetti (Atl.Avis Sarnano) a 27” davanti a Matteo Collini (Pod.Moretti Corva) a 34” e Leonardo Storani (Atl.Avis Macerata, la società organizzatrice) a 49”.
A Francesca Bravi la prova femminile. La portacolori del Grottini Team Recanati ha chiuso in 40’10” precedendo di 15” Beatrice Costantini (Cus Macerata), terza a 1’39” Caterina Cavarischia (Bike Team Monti Azzurri), più staccate Serena Scuppa (SEF Stamura Ancona) a 5’04” e Beatrice Scrilatti (Space Running) a 6’36”.
Alla fine la scelta è stata indovinata, grazie anche al supporto del Comune di Macerata che non ha fatto mai mancare il suo sostegno e invito ma insistere pur in una stagione difficile come anche Unimc, Università di Macerata. Grazie anche all’ACLI Nazionale e delle Marche, come anche ai tantissimi sponsor che hanno contribuito a onorare il quarantennale di un evento che è un caposaldo irrinunciabile del podismo marchigiano.
Cambiamenti climatici al centro dell’attenzione. Ussita si prepara ad accogliere una delegazione internazionale di studenti e giovani ricercatori nell’ambito della scuola avanzata organizzata dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa).
L’iniziativa, in programma dal 7 all’11 settembre 2026, è dedicata allo studio del ciclo dell’acqua, degli eventi idrologici estremi e della siccità attraverso l’utilizzo dei dati satellitari e delle più innovative tecniche di osservazione della Terra.
Uno degli appuntamenti della scuola sarà proprio a Ussita. Mercoledì 9 settembre circa 40 partecipanti raggiungeranno il territorio comunale per una visita didattico-scientifica che avrà come fulcro l’area del torrente Ussita e il laboratorio all’aperto realizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) per il monitoraggio del ciclo dell’acqua.
Prima della visita sul campo, i partecipanti saranno accolti nella Sala Polivalente di Ussita, dove verranno illustrate le caratteristiche del territorio e del bacino idrografico. Successivamente il gruppo si sposterà nell’area del torrente, dove saranno presentati gli strumenti scientifici installati e le attività di monitoraggio in corso.
Particolare attenzione sarà dedicata all’osservatorio Sinczone, alla strumentazione utilizzata per la raccolta dei dati e alle attività di ricerca che consentono di analizzare il comportamento del bacino e i fenomeni legati al ciclo dell’acqua.
La giornata rappresenterà anche un’occasione per far conoscere a una platea internazionale le peculiarità ambientali e idrologiche di Ussita e il lavoro scientifico che il Cnr sta portando avanti sul territorio.
Alla base dell’iniziativa c’è anche la collaborazione costruita negli anni tra il Comune di Ussita e il Cnr, che ha permesso di ospitare sul territorio la strumentazione necessaria alle attività di ricerca e monitoraggio. L’Amministrazione comunale ha deciso di concedere il patrocinio gratuito alla visita.
«Siamo particolarmente orgogliosi che Ussita possa ospitare una visita scientifica di questo livello – sottolinea il sindaco Silvia Bernardini –. La presenza di studenti e giovani ricercatori provenienti da diverse parti del mondo rappresenta un’importante occasione per far conoscere il nostro territorio, le sue peculiarità ambientali e il lavoro di ricerca che viene svolto sul torrente Ussita».
Per il Comune, l’appuntamento assume quindi un significato che va oltre l’aspetto strettamente scientifico. La presenza di ricercatori e professionisti impegnati nello studio delle risorse idriche e degli eventi climatici estremi consente infatti di mettere Ussita in relazione con una rete internazionale di ricerca e conoscenza.
«La collaborazione con il Cnr dimostra come anche un territorio montano possa diventare un punto di riferimento per attività scientifiche di rilievo internazionale», aggiunge Bernardini.
Lo studio del ciclo dell’acqua assume del resto un peso sempre maggiore alla luce delle trasformazioni climatiche in corso. La possibilità di monitorare con precisione siccità, precipitazioni intense ed eventi idrologici estremi è considerata fondamentale per migliorare la conoscenza dei fenomeni e rafforzare le capacità di prevenzione.
In questo scenario, il laboratorio del Cnr sul torrente Ussita rappresenta una risorsa per la comunità scientifica e, allo stesso tempo, un punto di incontro tra ricerca e territorio.
La visita del 9 settembre si inserisce dunque in un percorso che punta a valorizzare Ussita non soltanto per le sue caratteristiche ambientali e paesaggistiche, ma anche come luogo in cui si incontrano scienza, innovazione e tutela delle risorse naturali.
Il Comune ha infine rinnovato il proprio ringraziamento al Cnr, confermando la disponibilità a proseguire la collaborazione anche attraverso future attività di ricerca e divulgazione. Un percorso che, questa volta, porterà Ussita sotto i riflettori di una platea internazionale di giovani studiosi chiamati a confrontarsi sulle sfide legate alla gestione e alla tutela dell’acqua.
Un passo decisivo verso la rinascita dell’Abbazia di Roti. L’Unione Montana Potenza Esino Musone ha indetto la gara per l’affidamento dei lavori di restauro e valorizzazione dello storico complesso monastico medievale, nel territorio comunale di Matelica.
L’intervento rientra nel programma della ricostruzione pubblica post-sisma 2016 ed è finanziato attraverso l’ordinanza del commissario straordinario alla Ricostruzione numero 137 del 2023. Il finanziamento complessivo ammonta a circa 3,5 milioni di euro, mentre l’importo posto a base di gara è di 2.565.595,79 euro, oltre Iva.
Per l’Abbazia di Roti, immersa nella Riserva naturale regionale del Monte San Vicino e del Canfaito, si tratta di un passaggio particolarmente importante in vista del recupero e della futura riapertura del complesso, bene storico e architettonico di grande pregio sottoposto a tutela.
Il progetto prevede un articolato intervento di consolidamento strutturale, restauro conservativo e adeguamento funzionale dell’intero aggregato monastico. I lavori interesseranno sia gli edifici sia gli spazi esterni.
Tra le opere previste ci sono il restauro e la manutenzione degli immobili tutelati, interventi strutturali, il consolidamento delle murature e delle fondazioni e il miglioramento sismico di alcune parti del complesso. Sono inoltre previsti il rifacimento di coperture e solai, degli impianti elettrici e tecnologici e interventi di messa in sicurezza.
Una parte significativa del progetto riguarda anche la valorizzazione del complesso e la sua futura fruizione. Gli spazi esterni saranno sistemati con la realizzazione di percorsi destinati ai visitatori, mentre uno degli edifici sarà rifunzionalizzato come punto di ristoro.
La procedura di gara sarà gestita interamente in modalità telematica. L’aggiudicazione avverrà attraverso il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sulla base del miglior rapporto tra qualità e prezzo.
Le imprese interessate avranno tempo fino al 28 settembre per presentare le proprie offerte.
Responsabile unico del progetto è l’ingegner Iole Anna Folchi Vici D’Arcevia, mentre il direttore dei lavori sarà l’architetto Massimo Fiori.
Questa mattina Macerata saluta due importati figure dell’arma dei Carabinieri: il tenente Colonnello Giorgio Picchiotti, comandante della Compagnia di Macerata e il maggiore Giulia Maggi, comandante della Compagnia di Tolentino.
“Così come c'è particolare attenzione alla novità quando arrivano dei nuovi comandanti, per me bisogna dare altrettanta attenzione anche a un saluto perché è ciò che permette di verificare quanto ci si è attenuti a quella che era l'idea del primo giorno”.
Così il colonnello Raffaele Ruocco li ha ringraziati per il lavoro svolto nel territorio maceratese, ricordando che la collaborazione tra le due compagnie, assieme a quelle del territorio limitrofo, ha rappresentato l’elemento centrale per la buona riuscita dell’operato di questi anni.
Giorgio Picchiotti ha guidato la Compagnia di Macerata dal 2022 ed ora andrà al comando del reparto operativo provinciale dei Carabinieri di Arezzo. In questi quattro anni la necessità di interventi eclatanti non è stata particolarmente necessaria “però questo non vuol dire che non c’è stato impegno costante, anzi, tutt’altro” – afferma il tenente colonnello – “Abbiamo cercato di puntare molto e soprattutto sull’aspetto preventivo, di aumentare la proiezione esterna dei servizi del controllo sul territorio con l’apertura delle caserme al cittadino, con l’ascolto e mettendoci a disposizione della comunità”.
Facendo riferimento a questo tipo di intervento si ritiene particolarmente soddisfatto, perché è proprio da questa presenza sul territorio che le problematiche riscontrate si sono poi potute risolvere.
Il maggiore Giulia Maggi è stata la prima donna ufficiale nella provincia di Macerata, ruolo che ha ricoperto per cinque anni e che lascia per l’ufficio logistico del comando regionale Carabinieri Umbria, dove sarà capo sezione antinfortunistica e ambiente.
Le parole che spende per descrivere i suoi anni al servizio della città di Tolentino sono ricche di gratitudine verso una comunità che, con il sisma del 2016 prima, e con l’avvento della pandemia poi, non ha smesso di essere presente e collaborare.
Il maggiore ripercorre l'impegno della Compagnia sugli aspetti più critici del territorio: “Sul fronte stupefacenti abbiamo cercato di affrontare il fenomeno con metodo. Siamo un terminale variegato, perché lo stupefacente riguarda tutte le classi sociali e le età – afferma il maggiore – “È un problema che va affrontato con impegno e spero che i risultati degli ultimi mesi, dello scorso anno e quello recente che ha portato al carcere per lo spaccio di cocaina, siano dei segnali che dimostrino come abbiamo lavorato tanto su questo fronte”.
Le parole sono anche di ringraziamento per il lavoro corale, per la sinergia interna e con le altre forze di polizia che hanno caratterizzato gli interventi sul territorio di questi anni.
A sostituire il colonnello Picchiotti sarà il capitano Francesco Grasso, proveniente dal Comando di compagnia di Schio, mentre a prendere il posto del maggiore Maggi sarà il capitano Paolo Petruccelli del nucleo investigativo di Palermo.
Cambio al vertice per Poltrona Frau. Giovanni Baldi è il nuovo Chief Executive Officer dell’azienda, con decorrenza dal 1° settembre 2026. Baldi prende il posto di Nicola Coropulis, che dopo diciotto anni in Poltrona Frau, dieci dei quali alla guida dell’azienda, lascia le responsabilità esecutive ma continuerà a collaborare con il gruppo in qualità di Strategic Advisor.
Una successione pensata nel segno della continuità, mentre Poltrona Frau si prepara ad affrontare una nuova fase di sviluppo internazionale. Il mandato affidato al nuovo Ceo punta infatti al consolidamento della presenza del marchio sui mercati esteri, alla crescita nei Paesi strategici e al rafforzamento del posizionamento di un brand che dal 1912 rappresenta nel mondo il design e l’artigianalità italiana.
Baldi porta in azienda una lunga esperienza nel settore del lusso. Più recentemente ha ricoperto il ruolo di President EMEA di Dolce&Gabbana, con la responsabilità delle attività retail e wholesale nell’area. In precedenza ha trascorso oltre vent’anni in Gucci, ricoprendo incarichi di crescente responsabilità nelle aree Finance, Regional Management e Global Business Development.
Per Coropulis si chiude invece un lungo capitolo professionale alla guida di Poltrona Frau. Nel corso dei suoi dieci anni come amministratore delegato, l’azienda ha consolidato la propria presenza internazionale, sviluppato nuovi mercati e rafforzato il proprio ruolo nel panorama dell’arredamento di alta gamma.
«Desidero esprimere a Nicola la più profonda gratitudine, a nome mio e dell'intero Gruppo, per il contributo dato a Poltrona Frau nel corso di quasi due decenni», commenta Dario Rinero, Ceo di Haworth Lifestyle. «La sua conoscenza del business, la passione e la qualità della sua leadership hanno accompagnato l’azienda in un percorso di crescita e di evoluzione profonda».
Coropulis non uscirà dunque completamente di scena. Nel ruolo di Strategic Advisor affiancherà Baldi durante la fase di transizione, mettendo a disposizione la conoscenza dell’azienda, dell’organizzazione e dei principali interlocutori.
«È stato un privilegio accompagnare Poltrona Frau per diciotto anni e contribuire, insieme a un team straordinario, alla crescita di un’eccellenza italiana riconosciuta nel mondo», sottolinea Coropulis. «Lascio le responsabilità esecutive con la consapevolezza che l’azienda disponga oggi di basi solide e di importanti opportunità per il futuro».
Il nuovo Ceo guarda invece soprattutto alla prossima fase di crescita. «È un grande privilegio assumere la guida di Poltrona Frau, un marchio che rappresenta nel mondo la cultura del design italiano, la creatività e l’eccellenza artigianale», afferma Baldi.
Tra le priorità indicate per il nuovo corso ci sono lo sviluppo dei mercati chiave, il rafforzamento delle relazioni con clienti e partner e l’evoluzione dell’esperienza offerta dal brand, mantenendo al centro l’identità costruita in oltre un secolo di storia.
«Insieme ai nostri team continueremo a rafforzare le relazioni con clienti e partner, creando al contempo nuove opportunità nei mercati internazionali», aggiunge Baldi, con l’obiettivo di «valorizzare i valori fondamentali e l’autenticità di Poltrona Frau e accrescerne la rilevanza per il futuro».
La successione, sottolinea l’azienda, è stata organizzata per garantire continuità a dipendenti, clienti, partner e stakeholder, con Coropulis che accompagnerà il nuovo amministratore delegato nella fase di ingresso e di passaggio di consegne.
È iniziata il 5 settembre la stagione venatoria 2026-2027 e, con l'apertura della caccia, sono partiti anche i controlli sul territorio maceratese. A svolgerli sono le Guardie Venatorie Volontarie della Federcaccia Provinciale di Macerata, coordinate dalla Polizia Provinciale come previsto dalla normativa regionale.
Tra gli aspetti verificati durante i servizi di vigilanza ci sono soprattutto le distanze di sicurezza da strade e abitazioni, previste dalla normativa per tutelare la pubblica incolumità. I primi controlli, secondo quanto riferito dalla Federcaccia, hanno evidenziato il rispetto delle disposizioni da parte dei cacciatori.
L'attività di vigilanza è stata preceduta da una campagna di informazione rivolta ai cacciatori. Prima dell'apertura della stagione, infatti, sono state organizzate assemblee nelle sezioni comunali di Porto Recanati, Montelupone, Macerata, Civitanova Marche, San Ginesio, Sforzacosta, Montecassiano, Potenza Picena, Montecosaro, Pollenza, Strada Regina e Apiro.
Gli incontri sono serviti a illustrare le disposizioni contenute nel calendario venatorio 2026-2027 e quelle relative al prelievo in deroga di storno, piccione e tortora dal collare, oltre a chiarire i dubbi dei cacciatori sulle regole da rispettare.
Per Federcaccia, l'informazione preventiva e la possibilità di rivolgersi al coordinamento provinciale delle Guardie volontarie per eventuali chiarimenti hanno contribuito a favorire un'attività venatoria conforme alle norme.
L'associazione interviene anche sul tema del bracconaggio, invitando a non sovrapporre due fenomeni distinti. «Il bracconiere non rispetta la normativa», sottolinea Federcaccia, ribadendo la propria condanna verso ogni forma di attività illegale e ricordando il ruolo delle proprie Guardie volontarie nei controlli specifici.
Diversa, secondo l'associazione, è la posizione di chi pratica la caccia nel rispetto delle regole. «Il cacciatore esercita l'attività venatoria come espressamente previsto dalla normativa vigente, nel pieno rispetto della stessa», ribadisce Federcaccia.
A Macerata quasi un titolare di impresa individuale su sei ha almeno 70 anni. Sono 2.977 gli imprenditori ultrasettantenni, pari al 16,3% del totale: un dato che porta la provincia al settimo posto in Italia per incidenza degli over 70 e al primo nelle Marche.
È il dato che emerge dal dossier CNA “Imprese senza ricambio”, dedicato al rischio di mancato passaggio generazionale che interessa il tessuto produttivo italiano. Un fenomeno particolarmente evidente nel Maceratese, dove la quota di imprenditori anziani supera sia la media nazionale, ferma al 10,7%, sia quella regionale, pari a circa 14,2%.
Il dato diventa ancora più significativo se confrontato con quello di dieci anni fa. Nel 2015 i titolari con almeno 70 anni erano 3.486, il 14,6% del totale. Oggi sono diminuiti in valore assoluto, ma la loro incidenza è aumentata di 1,7 punti percentuali, arrivando al 16,3%.
Alle spalle dell'invecchiamento degli imprenditori c'è anche una platea sempre più ridotta di potenziali successori. Tra il 2015 e il 2026, infatti, in provincia di Macerata i residenti tra i 20 e i 39 anni sono diminuiti del 15,5%.
Il problema riguarda un territorio nel quale le piccole imprese hanno un peso particolarmente rilevante: quasi tre imprese attive su dieci sono artigiane. E il ricambio generazionale appare complicato anche guardando al dato regionale: nelle Marche, nell'arco di dieci anni, le imprese giovanili sono diminuite del 36,7%.
A livello nazionale, tra i settori maggiormente esposti all'invecchiamento dei titolari ci sono il manifatturiero, con il 9,6% di ultrasettantenni, il trasporto e magazzinaggio con l'8,4% e il commercio con il 7,8%. Nello stesso periodo, le imprese giovanili sono calate del 38,7% nelle costruzioni, del 36,2% nel commercio e del 35,9% nell'industria.
Il rischio, secondo CNA Macerata, non è soltanto quello della chiusura di una singola attività. «Quando un'impresa sana chiude perché non c'è qualcuno nelle condizioni di continuarla non perdiamo soltanto un'attività economica», sottolinea il presidente CNA Macerata Simone Giglietti. A sparire possono essere competenze, professionalità, rapporti con clienti e fornitori e, soprattutto nel mondo dell'artigianato, mestieri costruiti in decenni di lavoro.
Da qui la richiesta di una politica strutturata per favorire il passaggio delle imprese dalle generazioni più anziane a giovani imprenditori o ad altri soggetti interessati a rilevarle. CNA propone incentivi per chi subentra, credito agevolato, garanzie, sostegno agli investimenti e strumenti per accompagnare il trasferimento delle competenze. Tra le ipotesi anche la possibilità di favorire il subentro dei dipendenti nelle aziende.
L'associazione guarda in particolare al modello già utilizzato nel settore agricolo per favorire l'ingresso dei giovani. «Servirebbe un vero e proprio “Pacchetto ricambio d'impresa”», propone Giglietti, con risorse dedicate a chi rileva un'attività esistente e strumenti per consentirne il rilancio.
Per il presidente di CNA Macerata la questione riguarda quindi non soltanto le singole famiglie imprenditoriali, ma il futuro economico del territorio. «Favorire il ricambio generazionale significa difendere capacità produttiva e occupazione», afferma Giglietti, ma anche «preservare il tessuto economico dei piccoli Comuni e delle aree interne».
Un arrivano successi per le squadre della provincia impegnate quest’oggi tra Eccellenza e Promozione. Dopo la vittoria nell’anticipo dell’Aurora Treia, 2-1 ad Urbino, pareggiano a reti bianche il Tolentino, in casa contro la Fermignanese, e il Trodica, sempre a domicilio, con il Castelfidardo. A Matelica, invece, il Montefano pareggia 1-1: Iurato al 55’ risponde al gol, realizzato al 29’ su rigore da Spagna.
Cade invece il Chiesanuova, che al Sandro Ultimi cede 1-2 contro la Fermana: Perpepaj illude al 17’, ma Thiakane al 47’ del primo tempo impatta e Hussein nel finale confeziona la beffa.
Fragorosa la sconfitta della Sangiustese, piegata 4-2 dalla Jesina sotto i colpi di Massei, Minnozzi (doppietta) e Perri, mentre Toro e Ausili fissano solo il risultato.
Il Fano supera infine 2-0 l’Osimana, mentre il Montegranaro espugna 0-1 il campo della neopromossa Lunano.
In Promozione, infine, la Civitanovese cade in casa contro il Camerino (Ulivello al 45’ su rigore e Marchionni al 67’), mentre Potenza Picena e Settempeda si dividono la posta in palio: Tulli al 48’ risponde a Brandi, a segno al 9’.
Urbino Aurora Treia 1-2 (25’ Bardeggia, 33’ Buonavoglia, 54’ Alla)
Tolentino Fermignanese 0-0
Trodica Castelfidardo 0-0
Matelica Montefano 1-1 (29’ rig. Spagna, 55’ Iurato)
Chiesanuova Fermana 1-2 (17’ Perpepaj, 47’ pt. Thiakane, 90’ Hussein)
Jesina Sangiustese 4-2 (32’ Massei A., 46’ pt 57’ Minnozzi, 72’ Perri, 91’ rig. Toro, 93’ Ausili)
Alma Juventus Fano Osimana 2-0
Lunano Montegranaro 0-1
Promozione Girone B
Civitanovese Camerino 0-2 (45’ rig. Ulivello, 67’ Marchionni)
Potenza Picena Settempeda 1-1 (9’ Brandi, 48’ Tulli)
(“Foto SS Matelica Calcio”)
Tre minuti per parlare, recitare, cantare o semplicemente dire qualcosa che si ha dentro. Nessun provino e nessuna selezione. È la formula scelta da Clandestina APS per “Dateci Voce”, la serata che mercoledì 9 settembre riaprirà a Civitanova Marche la stagione dei laboratori teatrali gratuiti del progetto VOCE – Visioni in Scena: una cittadinanza incarnata.
L'appuntamento è alle 21 allo Chalet La Bussola, con ingresso libero. Sul palco ci sarà Caterpillar, al secolo Marco Giannini, attore, performer e agitatore culturale, fondatore della casa editrice Sem Plumas. Con lui anche Oscar Genovese, attore e regista diplomato alla Scuola del Teatro Stabile delle Marche, insegnante di recitazione per teatro e cinema e formatore di public speaking.
Ci sarà spazio anche per una figura legata alla storia culturale della città. Chiara Barabuglini darà infatti voce a Sibilla Aleramo, al secolo Rina Faccio, che proprio a Porto Civitanova, più di un secolo fa, trovò nella scrittura uno strumento per affermarsi e rompere gli schemi.
A chiudere la serata sarà l'open mic, aperto a ragazze e ragazzi che vorranno mettersi in gioco. Tre minuti a testa, senza provini: sul palco potranno arrivare versi, canzoni, monologhi, rap o qualsiasi altra forma di espressione.
L'appuntamento segna anche il passaggio a una nuova fase del progetto. Dopo un anno di incursioni nelle scuole, i laboratori avranno infatti una sede stabile all'Oratorio Salesiano di San Marone, in via San Marone 5.
Il percorso è gratuito e rivolto ai giovani tra i 15 e i 30 anni. Gli incontri saranno settimanali e non si limiteranno al teatro: spazio anche a danza, musica, scrittura, poesia, rap, video e arti visive, con l'obiettivo di costruire insieme uno spettacolo finale.
Dal percorso partirà inoltre la strada verso Speakers' Corners Civitanova 2027, l'appuntamento previsto per maggio del prossimo anno durante il quale studentesse e studenti saranno chiamati a prendere la parola in piazza per parlare del futuro della città.
Le iscrizioni ai laboratori sono già aperte e sarà possibile aderire anche durante la serata del 9 settembre.
A 45 anni dalla realizzazione dell’ultimo edificio scolastico a Recanati, è stata inaugurata questo pomeriggio, domenica 6 settembre, la scuola dell’infanzia di via Fratelli Farina, appartenente all’Istituto comprensivo Beniamino Gigli e con una capacità massima di 120 bambini e bambine: 105 quelli che saranno accolti già da lunedì 14, con la prima campanella del nuovo anno scolastico. Un traguardo particolarmente significativo per la Recanati, che dopo quasi mezzo secolo torna ad aprire le porte di un plesso interamente costruito da zero: una struttura moderna, sicura e tecnologicamente avanzata, pensata per il benessere dei più piccoli e destinata a diventare uno dei fiori all’occhiello del patrimonio scolastico recanatese.
Alla cerimonia hanno preso parte il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Recanati Emanuele Pepa, il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Roberto Bartomeoli, insieme all’intera giunta, alle autorità cittadine, ai rappresentanti del mondo scolastico, al personale docente e alle famiglie. Presente anche la senatrice Elena Leonardi e i consiglieri regionali Luca Marconi e Leonardo Catena. Al taglio del nastro anche don Dario Malavè, che impartito la benedizione all’edificio e ai presenti.
La nuova struttura nasce dall’accorpamento delle scuole dell’infanzia Mariele Ventre e di via Kennedy, fino ad oggi ospitate nei plessi di Palazzo Lorenzini e Villa Teresa, immobili non di proprietà comunale. I lavori sono iniziati nell’ottobre del 2024 e sono stati portati a termine in meno di due anni, con un investimento complessivo di 2 milioni e 588mila euro.
"Dopo 45 anni Recanati torna a inaugurare una scuola nuova e questo è un segnale importante di fiducia nel futuro – ha dichiarato il sindaco Emanuele Pepa – Una scuola è futuro, perché accoglie e forma i cittadini di domani, ma è anche presente: sono i bambini, le loro famiglie e gli insegnanti che hanno diritto oggi a spazi sicuri, accoglienti e belli. Investire sulla scuola significa investire sulla città che vogliamo essere".
"Un istituto scolastico è un bene che si tramanda alle prossime generazioni - ha commentato il governatore Francesco Acquaroli - Per questo ritengo che è importante sempre continuare ad investire nelle strutture che sono garanzia di sicurezza per i nostri figli e ragazzi. La scuola ha un ruolo fondamentale nella nostra società e altrettanto importanti sono le infrastrutture che ne sostengono l'attività e che contribuiscono a mettere al centro i bambini e le loro famiglie. Quando ci sono investimenti sugli edifici scolastici e sulla scuola, è indice del buon governo delle istituzioni comunali’.
La scuola di via Fratelli Farina è stata progettata secondo criteri particolarmente avanzati dal punto di vista della sicurezza, dell’efficienza energetica, della sostenibilità e del comfort. L’edificio è in classe energetica A4 ed è stato realizzato nel rispetto delle normative antisismiche, energetiche, impiantistiche, antincendio e acustiche, delle disposizioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche e della normativa ambientale nazionale ed europea.
Tutti i materiali utilizzati rispettano inoltre i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e le prescrizioni in materia di sicurezza, igiene e tutela della salute dei bambini: pavimentazioni antiscivolo di ultima generazione, ampi infissi con vetri a controllo solare, elevate prestazioni energetiche e acustiche e riscaldamento a pavimento. Grande attenzione è stata dedicata anche agli spazi esterni, con due aree verdi che complessivamente cubano 1.000 mq che potranno essere destinate ad ogni sezione e come spazi comuni. La scuola sorge inoltre in una zona tranquilla e particolarmente panoramica della città, con affaccio verso il mare: un contesto nel quale sicurezza e funzionalità si accompagnano alla qualità e alla bellezza degli spazi.
"È un edificio tecnologicamente avanzato, sicuro, efficiente e pensato in ogni dettaglio per i bambini – ha sottolineato il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Roberto Bartomeoli – Vederlo oggi finalmente aperto è una grande soddisfazione e rappresenta uno dei risultati più importanti del lavoro portato avanti sull’edilizia scolastica cittadina".
Si è aperta a Tolentino la manifestazione “Sul Ponte del diavolo… tra storia e leggenda”, l’atteso appuntamento che ogni anno riporta in vita atmosfere, tradizioni e suggestioni legate al Duecento. La rassegna è organizzata dall’associazione artistico-culturale “I Ponti del diavolo”, presieduta da Carla Passacantando, in collaborazione con il comune di Tolentino, il Consiglio di contrada Ributino-Pianciano-Ancaiano-Calcavenaccio-Parruccia e l’Unione Montana Monti Azzurri. L’inaugurazione si è svolta qualche sera fa nell’area verde del Ponte del diavolo, dove è stata celebrata la messa presieduta da monsignor Giancarlo Vecerrica, vescovo emerito di Fabriano-Matelica, insieme a don Ariel Valentin Veloz, con la rievocazione delle “Antiche canestrelle”, una tradizione risalente al Duecento.
Il rito rappresentava un momento di ringraziamento alla Madonna alla cattedrale dell’epoca, la chiesa di Santa Maria, oggi inagibile a seguito del sisma. I fedeli offrivano al parroco del grano per ringraziare per l’avvenuta edificazione del Ponte del diavolo, costruito nel 1268, dopo una lunga attesa. La celebrazione è stata dedicata alla memoria dei residenti, degli ex aderenti o vicini al Consiglio di contrada Ributino, Pianciano, Ancaiano, Parruccia e Calcavenaccio e all’associazione “I Ponti del diavolo” che sono scomparsi. Numerosissime le persone che hanno partecipato all’apertura della manifestazione.
Erano presenti anche il sindaco Mauro Sclavi e il presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi. Il prossimo appuntamento è fissato per 10 settembre alle 21 in piazza della Libertà, dove sarà consegnato il Premio “Ponte del diavolo” al cittadino tolentinate dell’anno. Il riconoscimento vuole valorizzare chi si è distinto per meriti sociali, culturali o professionali e che abbia dato un contributo significativo alla comunità tolentinate. Il momento clou della manifestazione sarà il 12 settembre. La serata prenderà il via alle 20 con l’angolo food allestito nei pressi del Ponte del diavolo.
Alle 21 partirà il corteo storico da piazza Don Bosco, diretto verso piazza della Libertà, dove è previsto uno spettacolo. Successivamente il corteo proseguirà fino al Ponte del diavolo, luogo simbolo della manifestazione, dove verrà rievocata la celebre leggenda legata alla costruzione del ponte. Alla rievocazione prenderà parte il gruppo storico, mentre le cinque contrade saranno protagoniste di una spettacolare gara tra sbandieratori. Spazio anche alla tradizione sportiva marchigiana con l’esibizione del gioco della ruzzola, resa possibile dalla partecipazione del Comitato provinciale di Macerata della Figest, la Federazione italiana giochi e sport tradizionali. Un appuntamento pensato per coinvolgere il pubblico e riportare alla memoria una delle espressioni più autentiche della cultura popolare locale.
Grande attesa anche per la presenza dell’attore e regista Giorgio Pasotti, testimonial della serata, che vestirà i panni del narratore e accompagnerà il pubblico nel racconto della leggenda del Ponte del diavolo. Durante la manifestazione il centro storico sarà animato da sfilate in costume, dai tamburini del “Gruppo tamburini” e dagli sbandieratori di Offagna, che porteranno musica, colori e atmosfera medievale nelle vie della città. A completare la serata sarà, come da tradizione, una degustazione di prodotti tipici locali, occasione per riscoprire i sapori autentici del territorio e accompagnare la rievocazione storica con le eccellenze della tradizione gastronomica.
La manifestazione rappresenta così non soltanto un momento di spettacolo, ma anche un’importante occasione per riscoprire e tramandare la memoria storica e culturale di Tolentino, attraverso un ponte che, da oltre sette secoli, continua a intrecciare storia, fede e leggenda. Un ringraziamento va all’Assm, Terme di Santa Lucia, Panificio Montanari, Rhutten, Associati Fisiomed, Talamonti, Crucianelli Rest Edile, Erreuno, Ciavaroli, Avis, Cooperativa Agricola Valle del Chienti di Tolentino, Vissani Macchine, Cantina Serboni, Floridea, Varnelli, Nerea, Tre Mori e Cartoleria Filelfo.
Comincia con una sconfitta il campionato della Maceratese. Il Teramo è troppo forte e vince 3-0 all’Helvia Recina Pino Brizi. I biancorossi in realtà fanno una buona partita nonostante il risultato sembri dire l’opposto, ma alcuni dettagli e dall’altra parte una formazione da altre categorie fanno il resto. Il Teramo si conferma una delle favorite della stagione e si impone con una grande prova di maturità: lezione assimilata dai biancorossi, che dovranno farne tesoro per la prossima trasferta di Ascoli contro l’Atletico Ascoli. Grande cornice di pubblico all’Helvia Recina Pino Brizi, 1800 presenti di cui 350 da Teramo.
In avvio ci prova subito Pampano per la Rata, che servito a destra da Ruani da fuori chiama alla parata in presa Cingolani. All’8’ replica Njambe su punizione dal limite sfiorando la traversa. All’11’ viene annullato il gol a Carpani, pescato da un cross di Njambe in area piccola ma al di là della linea. Un minuto dopo i locali sfiorano il gol: Pampano crossa per Didio che anticipa tutti di testa in area e sfiora il palo a Cingolani battuto. Al 19’ il Teramo applica la legge del calcio però: su un cross di Njambe da sinistra Pavone aggancia in area e batte da posizione ravvicinata Grillo.
La Maceratese tenta la replica e si vede annullare il pareggio immediato di Pampano per fuorigioco dopo una giocata di Ciattaglia. Poi gli abruzzesi prendono il pallino del gioco: Njambe tiene in scacco la linea difensiva biancorossa provandoci prima dal limite costringendo alla parata Grillo, poi sfiorando il palo. La Rata però non dorme mai e al 41’ va a centimetri dal pareggio: Simonelli va via sulla destra e crossa, Didio arriva di testa costringendo alla parata Cingolani ma Ruani in tap-in manda fuori a porta vuota. L’ultima emozione la regala una bandierina di calcio d’angolo che non si riesce a sistemare e che causa 9 minuti di recupero. Si riprende e la ripresa si indirizza subito col raddoppio del Teramo: minuto 52, Njambe verticalizza per Carpani che passa per vie centrali e buca col destro imparabilmente Grillo.
Poco dopo Simonelli potrebbe riaprire tutto ma Cingolani lo mura, poi nella ripartenza Pavone viene liberato davanti Grillo che però imita il collega e ferma l’avversario. Al 66’De Santis scherma la conclusione di Pampano da posizione ravvicinata. Al 72’ Grillo chiude sul primo palo sul tentativo di Diakite ma al 77’ commette un’incertezza in coabitazione con Conson che costa lo 0-3: i due non si capiscono, Toure irrompe e ringrazia per fare tris. Didio e Ciattaglia cercano di diminuire il passivo ma Cingolani prima e la sfortuna poi lo impediscono. L'ultima emozione la regala il palo colpito dal neo entrato di De Negri.
MACERATESE: Grillo, Ciattaglia, Batassa, D’Aloia, Conson, Ruggeri (86' Baraboglia), Simonelli (73' Pesaresi), Baumwallspinner, Didio, Ruani (56' Brunet), Pampano. All. Alfonsi.
TERAMO: Cingolani, Njambe (59' Toure), Vitali (90' De Nigro), Pavone, Carpani, De Santis, Salustri, Mariani, Pierfederici (73' Cipolletti), Bruni, Marconato (63' Diakite). All. Pomante.
Arbitro: Velocci di Frosinone.
Assistenti: Foglietta e Innocenzi di Foligno.
Reti: 19' Pavone, 52' Carpani, 77' Toure.
Note: ammoniti Marconato, Ciattaglia, Brunet, Re, Batassa. Corner: 4 a 5. Recupero: 9, 6
Foto: Tartari
In una torrida domenica di inizio settembre si è aperto, con un pareggio, il campionato del Tolentino. Nell'atto iniziale della stagione 2026/27 di Eccellenza Marche i cremisi impattano 0-0 contro la Fermignanese. Il match non si è mai davvero acceso, ma ha mostrato due squadre organizzate destinate a ben figurare.
LE FORMAZIONI - Per il suo primo undici dell'anno Passarini non propone troppe variazioni rispetto a quanto provato nelle amichevoli estive. Papavero (con la pesante maglia numero 10) e Latini vengono schierati come 'under', davanti la coppia d'attacco che tanto bene ha fatto nel precampionato: Rotondo e Bonvin. Ed è proprio l'attacco il reparto a cui prestare maggiore attenzione degli ospiti: Cordella, a lungo capocannoniere della scorsa stagione, e l'ex Montegranaro Tonuzi hanno nei piedi numerosi gol.
LA CRONACA - La partita pare sin da subito avere un canovaccio chiaro: il Tolentino a gestire il possesso palla, la Fermignanese pronta ad agire in ripartenza. Il caldo, in maniera inevitabile, condiziona ritmo ed idee dei 22 in campo. Al 13' un calcio di punizione di Tonuzi dalla trequarti sinistra impegna Ajradinosky, che si sporca i guantoni.
Al 18' doppia chance per i padroni di casa. Azione avvolgente dei cremisi che attaccano il campo in ampiezza e sfondano sulla sinistra grazie al grande lavoro di Papavero: finta ubriacante e cross liftato del numero 10 su cui piomba Tizi di testa ma Marcantognini toglie letteralmente il pallone dalla porta. Sulla palla vagante si avventano ancora i cremisi e la zuccata di Bonvin termina alta di poco.
Il pericolo corso desta gli ospiti, che si fanno più intrepidi. Al 25' è d'obbligo il cooling break. Alla ripresa del gioco subito Bonvin in evidenza su imbeccata di Capponi: il suo rasoterra viene respinto dall'ottimo Marcantognini. Al 35' ancora Tolentino: gran uso del piede perno di Rotondo, che si libera per la conclusione eludendo una triplice marcatura, ma manca la potenza al suo tiro.
Al 43' pazza idea di Cordella che vede il portiere cremisi fuori dai pali e tenta di sorprenderlo con una bomba dalla distanza che termina non distante dall'incrocio dei pali.
SECONDO TEMPO - Al rientro dagli spogliatoi parte meglio la Fermignanese che colleziona tre corner nell'arco di otto minuti. Passarini sceglie di cambiare e lancia nella mischia Nunes De Melo. Il brasiliano si mette subito in luce con un tocco di suola che attiva la sovrapposizione di Diouane, il cui cross affilato non trova puntuale alla deviazione in rete né Panichelli né Rotondo.
Replica immediata degli ospiti al 60'. Arduini si trova sul piede il pallone buono all'altezza della lunetta di rigore, dopo una serie di deviazioni: il suo tiro scheggia la traversa.
Al 73' altra chance per il Tolentino. Il neo entrato Giuli sfonda al centro e libera Nunes De Melo a tu per tu con Marcantognini: conclusione alle stelle.
Al 79' Arduini sguscia tra le maglie della difesa locale e lascia partire un diagonale che fa la barba al palo. All'88' debole colpo di testa di Rotondo.
Nel finale di partita i tentativi di Gabellini e Giuli sono infruttuosi. Al "Della Vittoria" la prima stagionale si conclude a reti bianche.
Tabellino Tolentino - Fermignanese 0-0
TOLENTINO: Ajradinosky, Diouane, Tizi, Rodriguez, Tomassetti, Latini (72' Giuli), Capponi (77' Garcia), Panichelli, Papavero (85' Pietrangeli), Bonvin (55' Nunes De Melo), Rotondo. All. Passarini
FERMIGNANESE: Marcantognini, Mariotti, Labate, Grea, Dal Compare, Bozzi (75' Giovannelli), Saidykhan, Bellucci (85' Cleri), Arduini (91' Bravi), Cordella, Tonuzi (72' Gabellini). All.Pazzaglia
Arbitro: Alessio Giustozzi di Macerata Assistenti: Mirko Ciccioli di Fermo e Simone Tidei di Fermo
Reti: nessuna ammoniti: Bozzi, Papavero; espulsi: nessuno; corner 1-8; recupero: 2' (1°T) e 4' (2°T).
Il Comitato No Discarica Montefano interviene dopo l’iniziativa organizzata a Pieve Torina, dove si è svolto un confronto con il presidente della Provincia di Macerata e dell’ATA 3, Alessandro Gentilucci. Il Comitato ricostruisce le ragioni della presenza sul posto, chiarisce e torna sui criteri adottati per la valutazione delle aree destinate a ospitare il nuovo impianto, sottolineando al tempo stesso l’importanza del dialogo avviato con il Presidente.
"L’iniziativa di oggi, così come tutte le precedenti promosse dal Comitato No Discarica Montefano, è stata un momento pacifico di confronto e di dialogo.
Il nostro obiettivo era incontrare il Presidente della Provincia e dell’ATA 3, Alessandro Gentilucci, che, nonostante i nostri inviti (dimostrabili dalle e-mail inviate dalla casella e-mail del Comitato alle caselle e-mail istituzionali) a partecipare alle nostre iniziative e a confrontarsi direttamente con noi cittadini di Montefano, non ci aveva mai incontrato né convocato."
Il Comitato si è soffermato quindi su quanto accaduto all’arrivo a Pieve Torina e sul confronto con i cittadini presenti sul posto.
"Appena arrivati sul luogo della manifestazione e appresa la presenza di un gruppo di cittadini di Pieve Torina, abbiamo ritenuto doveroso scusarci con loro, ancor prima di confrontarci con il Presidente. Il nostro intento non era in alcun modo di provocare o urtare la sensibilità di una comunità che conosciamo e rispettiamo, consapevoli delle difficoltà che il Comune sta affrontando a seguito del terremoto.
La nostra unica intenzione era poter avere un confronto sereno e civile con il Presidente. Proprio per questo abbiamo immediatamente accolto la proposta di spostare l’iniziativa dal Percorso delle Acque al Parco delle Rimembranze e abbiamo scelto di non portare festoni né cantare slogan."
Il momento centrale della giornata è stato poi l’incontro con Gentilucci, durante il quale sono state esposte le rispettive posizioni.
"Finalmente, il confronto con il Presidente c’è stato. Il Presidente Gentilucci ha illustrato le proprie ragioni, spiegando di non aver potuto intervenire sulla questione poiché, a suo dire, all’interno della Provincia il suo peso decisionale sarebbe limitato allo 0,1%."
Da parte sua, il Comitato ha ribadito le proprie contestazioni rispetto ai criteri utilizzati per la valutazione delle aree.
"Abbiamo spiegato le ragioni per cui riteniamo che alcuni criteri adottati nella valutazione delle aree, a nostro avviso, siano stati condizionati da logiche politiche e abbiano finito per privilegiare il peso degli amministratori di maggioranza all’interno dell’ATA rispetto alla tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. Tra gli elementi che ci preoccupano maggiormente ci sono, ad esempio, la riduzione del peso di criteri che, come quello della presenza di falde acquifere, riteniamo fondamentale per garantire un’adeguata tutela del territorio e delle risorse idriche."
Nel corso del confronto è stata quindi posta una domanda diretta al presidente dell’ATA 3: "Abbiamo quindi posto al Presidente una domanda precisa: condivide o meno i criteri politici che hanno contribuito alla definizione della graduatoria? Purtroppo, a questa domanda non abbiamo ricevuto né un sì né un no."
Nonostante le distanze espresse, il Comitato ha giudicato positivamente l’avvio di un confronto diretto dopo i precedenti tentativi.
"Riteniamo comunque importante che, dopo diversi tentativi, sia stato finalmente possibile instaurare un confronto diretto. Il dialogo, soprattutto su questioni che riguardano la salute, l’ambiente e il futuro delle nostre comunità, è sempre un valore.
Abbiamo infine accolto con piacere la proposta del Presidente di invitarlo nel nostro Comune, presso il sito della discarica, per portarlo a vedere i due siti al primo e secondo posto, cosa che sicuramente faremo."
"Terminata la manifestazione- conclude il Comitato- siamo poi andati al Percorso delle Acque per una passeggiata in uno splendido ambiente naturale, un vero unicum nella nostra Regione, che invitiamo tutti a conoscere e a visitare almeno una volta nella vita".