Pareva un horror, ma il finale è stato dolce come quello delle fiabe. Il Tolentino sbanca Fabriano per 2-1 nella sfida valevole come ottava giornata di ritorno del campionato di Eccellenza Marche. Ai cremisi basta giocare solo un tempo, il secondo, per rimontare i padroni di casa e conquistare tre punti che rivoluzionano il modo di guardare al finale di stagione.
Una vittoria arrivata in extremis che, nelle modalità, ricorda da vicino quella conquistata a Monturano un anno fa. Ora la zona playoff dista un solo punto, il terzo posto del Trodica soltanto due. Per i cartari, invece, resta l'amarezza per quel che poteva essere e non è stato con il conseguente ultimo posto solitario in classifica.
LE FORMAZIONI - In casa Fabriano debutta in panchina il neo allenatore Marco Bonura, scelto in settimana per provare a risollevare le sorti della squadra. Nessuno stravolgimento nell'undici iniziale rispetto alla formazione di 7 giorni fa a Matelica, con gli unici inserimenti del portiere Palazzo (ex cremisi) e Di Cato sull'out sinistro offensivo. Tolentino senza diversi infortunati e costretto a rinunciare a Fontana, squalificato. Come under viene promosso titolare dal 1' Papavero. Nella linea a tre di difesa viene arretrato Rozzi.
LA CRONACA - Al 14' ottima percussione sulla fascia sinistra di Bologna, pescato di prima intenzione da un lancio di Bracciatelli. Il cross del terzino di casa trova indisturbato Gnahe che manda alto il suo colpo di testa da posizione ravvicinata. Replica immediata di Tortelli, con una staffilata da lontano che chiama alla parata con una mano Palazzo.
Al 19' i locali passano in vantaggio. Su un cross proveniente dalla trequarti, la difesa cremisi sonnecchia. Ndiaye viene lasciato libero di svettare e beffare Roberto con un'incornata precisa. Tolentino punito da un approccio alla partita troppo molle.
Un altro, apparentemente innocuo, lancio lungo mette in crisi la retroguardia ospite al 34'. Stavolta Ndiaye non è impeccabile nel controllo e si allunga la palla: Roberto può uscire in presa bassa.
Un debole colpo di testa di Lovotti fotografa la flebile pericolosità ospite (40'). Episodio discusso al tramonto del primo tempo. Diouane sfiora il pareggio colpendo in tuffo. La palla fa la barba al palo, ma nell'occasione il terzino cremisi viene preso per la maglia in maniera abbastanza evidente. Una trattenuta che gli impedisce di coordinarsi al meglio. Per l'arbitro non c'è nulla da eccepire e Strano viene ammonito per eccessive proteste. Al riposo si va col Fabriano avanti 1-0.
SECONDO TEMPO - Al rientro dagli spogliatoi il Tolentino appare di nuovo troppo impreciso a livello tecnico. Specchio perfetto ne è la prestazione di Giandomenico, molto al di sotto dei suoi consueti standard.
Il Fabriano ne approfitta e si invola in contropiede. Al 52' Di Cato fa tutto benissimo, compreso il pungente diagonale che chiama alla parata non semplice Roberto.
Al 55' gli ospiti provano a destarsi. Sul corner di Tizi, Strano anticipa l'uscita di Palazzo ma non riesce a inquadrare la porta. Al 67' Giandomenico prova a cancellare una partita poco brillante con una fucilata su punizione che sfiora l'angolino basso alla destra di Palazzo. Un minuto più tardi la conclusione potente di Moscati dà soltanto l'illusione della rete: la palla termina fuori d'un soffio.
Tolentino avanti alla garibaldina in questa fase del match. Lovotti tenta di sorprendere Palazzo con un pallonetto al 70': alto. Il Fabriano patisce l'alto ritmo imposto al match nel primo tempo e subisce gli avversari.
La volée di Alberione è imprecisa al 74'. Cinque minuti dopo il diagonale masticato di Moscati colpisce la zolla sbagliata del terreno e termina fuori proprio quando sembrava ormai indirizzato in porta.
Ospiti padroni del campo e che, oramai, meriterebbero il pari. All'85' Tortelli accomoda la sfera per il più agevole dei piazzati a Nunes all'altezza del dischetto, ma il brasiliano calcia alle stelle.
Il momento buono per l'1-1 arriva all'89' con la travolgente percussione personale di Alberione, capace di bucare Palazzo a tu per tu. Al 93' clamorosa chance per il controsorpasso del Fabriano. Sugli sviluppi di punizione Brevi ha tutto il tempo per scaricare in porta da ottima posizione, ma bada soltanto alla potenza e non alla precisione.
Non è finita. Al 96' Rozzi si riprende il pallone con grinta leonina sradicandolo agli avversari e mette in mezzo un cioccolatino su cui Tortelli si avventa di testa: la palla colpisce il palo e poi carambola su Lovotti che da due passi non può sbagliare. Sorpasso del Tolentino proprio al fotofinish. Tre punti di platino per nutrire ancora speranze playoff.
Tabellino Fabriano - Tolentino 1-2
FABRIANO: Palazzo, Gnahe, Perrini, Malagrida, Brevi, Stortini, Di Cato (60' Palmieri), Bracciatelli (75' Merciari), Ndiaye, Mendes Donzelli (60' Trillini), Bologna (75' Crescentini). All. Bonura
TOLENTINO: Roberto, Diouane (55' Nunes), Strano, Rozzi, Alberione, Giandomenico, Tizi, Tortelli, Papavero (64' Romitelli), Lovotti, Moscati. All. Corradini
Arbitro: Leonardo Crincoli di Ascoli Piceno Assistenti: Mario Petrone di Pesaro e Andrea Narcisi di San Benedetto del Tronto
Reti: 19' Ndiaye (F), 89' Alberione (T), 96' Lovotti (T); ammoniti: Giandomenico, Strano, Brevi, Alberione; espulsi: nessuno; corner 3-4; recupero: 1' e 8'.
E’ stata un’edizione della Ultramaratona del Conero Memorial Mimmo Strazzullo da ricordare per mille motivi. Oltre al record di iscritti, 1.400, è il valore tecnico della manifestazione a fare notizia: lo svizzero Rueeger Pascal frantuma il record della gara e sigla la nuova Migliore Prestazione Svizzera in 6h18m27s nella 100km, l’inglese Sarah Webster uguaglia il record europeo della 100km Donne con il nuovo primato della manifestazione con 7h03m48s. Federica Moroni vince il Campionato Italiano della 50km con la nuova Migliore Prestazione Italiana in 3h24m00s.
A vincere però sono stati tutti coloro che si sono messi al collo la medaglia destinata a chi ha concluso la gara alla quale si sono iscritti, indipendentemente dal risultato, dalla distanza, dalla categoria.
La medaglia, anzi la Coppa, va a tutta la straordinaria organizzazione dell’evento a cura del Grottini Team presieduto dall’infaticabile Paolo Bravi che, con tutto lo staff, ha organizzato un’iniziativa perfetta grazie alla collaborazione concreta del Comune di Porto Recanati, Regione Marche, ed i main sponsor Romcaffè e Amazing Thailand e l’apporto degli straordinari volontari. Si è partiti alle 8.00 con lo start ai 183 partecipanti iscritti alla 100 Km da Piazza Brancordi, per poi dare il via alle gare delle altre distanze, 50km che assegnava il campionato italiano, 30km, 10km senza e la staffetta 10x10.
Quindi le premiazioni. La gara è stata anche un evento mediatico trasmesso per oltre 10 ore in diretta su Oasport con spettatori collegati da tutta Europa anche perché il percorso omologato Silver Label ha reso il risultato omologabile per i corridori stranieri nei propri paesi di appartenenza. La gara dei 10 km è stata vinta dall’atleta del Grottini Team Marsel Provenziani con 31’38’’ mentre tra le donne ha trionfato Nausica Barberini Magnani della Cesena Thriathlon con il tempo di 36’43’’. Nella 30Km primo tempo tra gli uomini per Alessio Milani della Fincantieri Monfalcone con 1h45’18’’ mentre tra le donne Giulia Sommi della Cus Pro Patrima Milano con 1h59’ netti. Ottima Silvia Luna terza con 2h 08’11’’.
Nella 50km il campione italiano è Alessio Terrasi del G.P. Parco Alpi Apuane con 2h 55’50’’ mentre tra le donne Federica Moroni dell’Atl. Rimini Nord Santarcangelo ha battuto quasi in volata l’altra romagnola Sara Ceccolini e ha stabilito il nuovo record mondiale categoria SF50. Nella 100km primo degli italiani e secondo al traguardo Matteo Zucchini del Grottini Team che ha preceduto di quasi un minuto il tedesco Martin Mueller. 5’ al traguardo l’ucraino Serhii Popov. Tra le donne dietro Sara Webster la finlandese Noora Honkala a oltre 23 minuti. Prima delle italiane Elisa Tosi giunta quarta a due ore dalla vincitrice. La staffetta 10x10 l’ha vinta l’IronTeam Sirolo con il tempo di 6h 25’ 10’’ "Ringrazio tutti, atleti, staff, sponsor, volontari perché è stata un’edizione fantastica e anche il meteo ci ha assistito con una giornata fresca ma assolata" – ha detto il presidente Paolo Bravi.
"In un evento così lungo, che dura tante ore con tanti atleti in gara per tanto tempo non è facile gestire tutto ma siamo veramente orgogliosi di come sia andata e grati per l’impegno di tutti. Un grazie particolare al Comune di Porto Recanati, al sindaco Michelini che ha creduto in questo evento e ci sostiene in tutte le esigenze per rendere l’evento perfetto".
Il Grottini Team non si ferma perché domenica 26 aprile ci sarà la Conero Running e il sogno resta lo stesso. "Lavoreremo – conclude Bravi – fin da subito – per portare qui all’Ultramaratona l’assegnazione del titolo Europeo per la prossima edizione".
Esistono momenti in cui le istituzioni smettono di essere palazzi distanti per diventare case aperte al futuro. È quello che è accaduto ieri nella Sala Consiliare di Urbisaglia, dove il primo Consiglio Comunale dei Ragazzi ha trasformato un impegno formale in una lezione di partecipazione civile che resterà impressa nella memoria della comunità.
L’immagine della sala gremita dagli studenti della Scuola Secondaria non era solo una cornice suggestiva. Negli sguardi attenti dei ragazzi e nelle loro mani alzate si leggeva la voglia di essere protagonisti, non semplici spettatori. Per quasi due ore, il tempo sembra essersi fermato: niente distrazioni, solo un confronto serrato, appassionato e, soprattutto, autentico. I giovani consiglieri non si sono limitati ai saluti di rito. Hanno incalzato la Giunta Comunale con domande dirette e avanzato proposte concrete, confrontandosi con determinazione anche con la Polizia Locale. Una dinamica che ha rivelato una maturità sorprendente, capace di nobilitare il concetto stesso di politica.
L’iniziativa nasce da una scommessa precisa: dare ai giovani uno spazio di parola reale, un luogo dove la voce di chi domani abiterà il territorio conti oggi quanto quella degli adulti.
"Ragazzi, avete tracciato una strada," ha dichiarato il primo cittadino Riccardo Natalini, visibilmente orgoglioso dell'esito dell'incontro. "Una strada fatta di coraggio e responsabilità. È questa la politica che sogniamo per Urbisaglia: una politica che non si limita a parlare ai giovani, ma che sceglie di ascoltarli e coinvolgerli davvero."
Il messaggio uscito dalla sala consiliare è chiaro: il futuro non è un traguardo lontano da attendere con pazienza, ma un cantiere aperto da vivere quotidianamente. La serietà con cui gli studenti hanno preso parte alla seduta dimostra che, quando viene offerto loro un terreno fertile, i ragazzi sanno rispondere con una responsabilità che emoziona e sprona l'amministrazione a fare meglio. Questo primo incontro è solo l'inizio di un viaggio. Il cammino di partecipazione intrapreso ieri proseguirà "fianco a fianco", con la consapevolezza che costruire una comunità più inclusiva e attenta alle nuove generazioni non è solo un dovere istituzionale, ma una sfida entusiasmante che Urbisaglia ha deciso di vincere insieme ai suoi cittadini più giovani.
Lunedì 23 febbraio, salvo imprevisti meteorologici, avranno inizio i lavori per il rifacimento delle fognature sulla rotatoria di Sambucheto. L’intervento comporterà la chiusura alternata delle corsie di marcia, con la corsia che rimarrà libera riservata esclusivamente alla direzione da Macerata (Villa Potenza) verso Recanati.
Per quanto riguarda il traffico proveniente da Recanati e Porto Recanati, è prevista una deviazione completa all'altezza di via della Repubblica, nei pressi dell'Ufficio Postale. I veicoli proseguiranno in via E. Fermi, dove verrà invertito il senso di marcia, per poi attraversare via Don Milani e via D. Pietro Medici prima di immettersi nuovamente sulla Strada Statale 77. In caso di necessità, il traffico leggero proveniente da Villa Potenza potrà usufruire di una deviazione appositamente segnalata all'altezza di Viale dei Mori.
L'amministrazione comunica inoltre che il collegamento con Madonna del Monte rimarrà interrotto per tutta la durata del cantiere e che la fermata del pullman verrà temporaneamente spostata in via E. Fermi, in prossimità del Monumento ai Caduti.
Tutto pronto per la partenza dei lavori per il rifacimento della pavimentazione del centro storico, che inizierà nelle prossime settimane con l’intervento in via Sant’Angelo. Il Comune si occuperà dell’intervento sul fondo stradale, mentre l’Apm opererà sulle condutture idriche poste al di sotto di esso.
Considerando che nel centro storico sono presenti grotte, cavità sotterranee, cisterne e pozzi che in alcuni casi trovano posto al di sotto della sede stradale, il Comune chiede preventivamente ai proprietari di segnalare l’eventuale presenza di questi ipogei in modo tale che la ditta esecutrice dei lavori possa operare in sicurezza ed evitando di danneggiarli. Il Comune provvederà nei prossimi giorni a contattare anche di persona i titolari degli edifici che si affacciano su via Sant’Angelo in modo da avere una mappatura il più possibile fedele della situazione al momento del via degli scavi.
Non si placa il dibattito dopo la sentenza del Tribunale di Macerata che ha assolto Fabrizio Pascucci, il bancario arrestato a Civitanova lo scorso gennaio, riconoscendo la "particolare tenuità del fatto" per la resistenza a pubblico ufficiale e il non doversi procedere per le lesioni. A intervenire con una nota durissima è il SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), che esprime «rabbia, amarezza e forte preoccupazione» per l'esito del procedimento.
Secondo la ricostruzione sindacale, l'episodio – avvenuto alle 2 di notte – non può essere derubricato a fatto di lieve entità.
«Si rimane allibiti di fronte a tali sentenze», dichiara Damiano Cioppettini, segretario generale del Siulp Macerata. «Apprendere che non fermarsi all’alt, darsi alla fuga mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti e aggredire dei poliziotti rappresenti un reato di tenue entità tale da portare all’assoluzione, lascia un intero comparto attoniti e disorientati».
Il sindacato richiama anche le recenti parole del Presidente della Repubblica sulla necessità di tutelare chi rappresenta lo Stato: «Quando si delegittima un’articolazione dello Stato, si delegittima l’intera azione pubblica e salta il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Noi non siamo né forcaioli né per l’aumento indiscriminato delle pene, ma decisioni come questa aumentano la convinzione di impunità in chi non rispetta le regole».
La nota si conclude con un pensiero rivolto agli operatori della Polizia Stradale rimasti coinvolti nella vicenda: «Esprimo la mia totale solidarietà ai colleghi vittime di questa situazione beffarda. Auguro una pronta guarigione al collega ferito. Siamo vicini a tutti i poliziotti che hanno giurato fedeltà a uno Stato dal quale si attendono vicinanza e sostegno, non "colpi bassi" che disincentivano l'impegno quotidiano».
Un percorso artistico che, in pochi mesi, l'ha portata dal cuore delle Marche fino alla vetrina più prestigiosa della musica italiana. Camilla Ruffini, 22 anni, cantautrice maceratese, si prepara a vivere la sua "settimana santa" della musica: martedì 24 febbraio sarà infatti tra i protagonisti de “I Festival canori marchigiani a Sanremo”, un evento che celebra le eccellenze del territorio proprio nei giorni del Festival della Canzone Italiana.
Il trampolino di lancio per la giovane artista è stato il contest musicale "Voci al Futuro", promosso dalla Uil Marche. Lo scorso ottobre, in una gremita Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno, Camilla era riuscita a sbaragliare la concorrenza di 40 iscritti, trionfando nella finale tra i 10 migliori artisti selezionati.
Quella vittoria non è stata solo un premio, ma l'inizio di una nuova opportunità che ora la vedrà esibirsi in due momenti chiave della giornata inaugurale di Sanremo: alle ore 15 a Casa Sanremo, il salotto culturale che accoglie i protagonisti del Festival, e alle ore 18 al Villaggio del Festival, presso la splendida cornice di Villa Ormond.
Grande soddisfazione è stata espressa da Claudia Mazzucchelli, segretaria generale della Uil Marche, che ha sottolineato il valore sociale dell'iniziativa: «Siamo davvero felici per Camilla. Con "Voci al Futuro" abbiamo voluto dimostrare che il sindacato non è solo rivendicazione, ma anche costruzione di comunità e opportunità per i giovani. Vedere Camilla su quei palchi è la dimostrazione che investire sull'energia e sulla voglia di esprimersi dei ragazzi porta a risultati concreti».
Per la 22enne maceratese si tratta di una tappa fondamentale di crescita, un’occasione per mettere alla prova il proprio talento davanti a una platea nazionale nel momento di massima visibilità per la musica leggera italiana.
Il mondo del commercio maceratese e nazionale piange la scomparsa di Dino Gironzi, storico imprenditore del settore ortofrutticolo, venuto a mancare all'età di 86 anni dopo un lungo periodo di malattia.
Figura carismatica e stimata, Gironzi è stato una personalità chiave del settore fino ai primi anni 2000, legando indissolubilmente il suo nome alla nascita di una delle realtà più importanti del territorio: l'Oro della Terra.
La storia professionale di Dino inizia lontano, radicata nella passione trasmessa dai genitori sin dall'infanzia. Dai primi anni '70, grazie a un eccezionale spirito di iniziativa e successivamente alla collaborazione con il socio Federico Ortenzi, era riuscito a creare un modello imprenditoriale di successo.
Gironzi era un profondo conoscitore dei mercati nazionali e internazionali: acquistava prodotti d'eccellenza dalla Sicilia fino alla Spagna, senza mai dimenticare il legame con i mercati locali, per poi rifornire i principali negozianti e supermercati del centro Italia.
Ciò che ha sempre distinto l'operato di Dino Gironzi è stata la sua lungimiranza. Sotto la sua guida, l'azienda è stata tra le prime a livello nazionale ad avviare l'informatizzazione dei processi operativi, anticipando tendenze che sarebbero diventate standard solo molti anni dopo. Un innovatore che ha saputo coniugare la tradizione del commercio "di una volta" con le sfide della modernità.
Nel 2001 aveva deciso di ritirarsi a vita privata per dedicarsi interamente alla sua famiglia e ai suoi affetti più cari. La notizia della sua scomparsa ha destato profondo cordoglio in tutto l'ambiente ortofrutticolo, dove era conosciuto per la sua correttezza e la sua profonda competenza.
La salma è attualmente esposta presso la casa funeraria Croce Verde di Sforzacosta. I funerali si terranno domani, lunedì 23 febbraio, alle ore 15:30 presso la chiesa di Piediripa, dove la comunità potrà stringersi attorno alla famiglia per l'ultimo saluto.
“Il mago del Cremlino”: è questo il titolo, demenziale e programmatico, della nuova pellicola uscita su Vladimir Putin, anzi contro Vladimir Putin. L’ennesimo capolavoro dell’ideologia e della propaganda di un Occidente nichilista che deve in ogni modo demonizzare la Russia di Putin, colpevole di non piegarsi alla americanizzazione imperialistica del pianeta e, di più, di organizzare intorno a sé la resistenza multipolare.
Proprio vero, l’industria culturale e la macchina della propaganda non dormono mai: e sempre di nuovo provano a far sì che scambiamo gli amici per nemici e i nemici per amici, abituandoci ad amare le nostre catene e a odiare ogni possibile tentativo di evasione dalla platonica caverna. Gli organi della propaganda continuano a ripetere a tambur battente che la Russia di Putin è una minaccia per il mondo “libero” dell’occidente, quando in realtà le cose stanno in maniera diametralmente opposta: è l’occidente nichilista che si sta con zelo impegnando per accerchiare la Russia e per farla capitolare, cosa che oltretutto con Gorbaciov prima e con Eltsin dopo sembrava stesse realmente per accadere.
La colpa di Putin, agli occhi di Washington, risiede proprio nella resistenza che da subito egli ha fatto valere contro la libido dominandi della civiltà del dollaro e della sua smania di comandare il mondo. Il nuovo film non fa altro che dare voce a questa logora narrazione ideologica, volta a capovolgere il rapporto tra realtà e discorso e a giustificare l’ingiustificabile imperialismo dell’Occidente a stelle e strisce.
Come accade nella caverna caliginosa di Platone, vediamo scorrere sul fondo dell’altro le immagini e le scambiamo per la realtà, convincendoci della bontà dello spazio blindato che ci tiene prigionieri. Così, nel discorso di Platone, replica a Socrate l’interlocutore: “strana immagine quella che proponi, e strani i prigionieri: assomigliano a noi”. E intanto il Cremlino ha recentemente dichiarato che quello del 2014 in Ucraina fu un vero e proprio colpo di stato orchestrato e gestito dall’occidente.
Nulla di nuovo sotto il sole, a dire il vero: ma, variando il noto detto, anche l’ovvio vuole la sua parte. E dire la verità, in tempi di menzogna universale, risulta effettivamente un gesto rivoluzionario. Euromaidan, letteralmente Piazza Europa, fu nel 2014 un vero e proprio colpo di stato che portò l’Ucraina sempre più vicina alla Nato e alla dominazione occidentale, preparando il terreno all’ascesa del guitto di Kiev, l’attore Nato, il prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood.
Che vi fossero state ingerenze vistose da parte dell’occidente era ovvio a tutti, almeno a quanti non continuino a compiere il noto gesto dello struzzo, che nasconde la testa sotto la sabbia per non vedere ciò che gli sta intorno. Euromaidan fu un momento decisivo del lungo processo di accerchiamento occidentale della Russia, processo principiato fin dagli anni novanta, con la fine ingloriosa dell’Unione Sovietica.
A motivo di ciò, come non ci stanchiamo di sottolineare ad nauseam, la guerra in corso non è la guerra della Russia contro l’Ucraina, come viene sempre presentata dagli autoproclamati professionisti dell’informazione: è, invece, la guerra che l’occidente a stelle e strisce sta conducendo in maniera strisciante contro la Russia fin dagli anni novanta, secondo un piano inclinato che ci conduce fino al nostro tumultuoso presente.
Dobbiamo più che mai oggi decolonizzare il nostro immaginario, affrancandolo dalla martellante propaganda che mira sempre e solo a giustificare l’imperialismo dell’occidente sotto cupola atlantista. La colpa della Russia di Putin, agli occhi di Washington, risiede nel non genuflettersi servilmente alla dominazione della civiltà dell’hamburger e, di più, nell’organizzare intorno a sé una resistenza multipolare contro l’americanizzazione coatta dell’intero pianeta. Come sempre, occorre supportare i popoli e i governi che, per una via o per un’altra, giungono alla resistenza contro l’imperialismo a stelle e strisce.
Il blasone dell’Anthropos Civitanova brilla più che mai nel panorama dell’atletica leggera paralimpica italiana. In occasione della 21esima edizione dei Campionati italiani indoor, svoltisi nel fine settimana tra il Pala Casali e il Campo Italico Conti di Ancona, la società guidata dal presidente Nelio Piermattei ha dominato la scena, portando ben otto atleti sul gradino più alto del podio per il titolo assoluto.
A trascinare la spedizione civitanovese è stata, come da tradizione, l’inossidabile Assunta Legnante. La plurimedagliata paralimpica ha firmato un vero e proprio tris tricolore, imponendosi nel getto del peso (11,44 mt), nel lancio del disco (28,37 mt) e nel giavellotto (19,92 mt). Non è stato da meno l’oro di Parigi, Rigivan Ganeshamoorthy, che si è confermato campione nel disco con una misura di 26,58 mt.
Il settore lanci ha regalato altre soddisfazioni con l’oro di Fausto Morlacco nel getto del peso categoria F11 (11,31 mt). Grandi prestazioni sono arrivate anche dai salti: Anna Maria Mencoboni ha conquistato il titolo nel lungo per la categoria non vedenti (3,98 mt), mentre Alessandro Gabaldi ha stabilito il nuovo primato nella categoria T12 con un eccellente balzo da 5,60 mt.
La sorpresa più lieta della rassegna è stata la giovane velocista fermana Greta Antolini. Al suo debutto assoluto in maglia Anthropos e nelle competizioni paralimpiche, la ragazza ha conquistato il titolo di campionessa italiana nei 200 metri, segnando un "esordio col botto".
Soddisfatto il presidente Nelio Piermattei, che ha sottolineato la doppia valenza dell'evento: «La prima soddisfazione è stata organizzare per la quattordicesima volta consecutiva i campionati ad Ancona, un onere e un onore per cui ringrazio la Fispes. La seconda è arrivata dai risultati: i nostri atleti si sono confermati ai vertici, ponendo l'Anthropos come una delle realtà paralimpiche più importanti d’Italia».
La manifestazione, resa possibile dal sostegno del CIP, della Regione Marche e del Comune di Ancona, ha visto ancora una volta la sinergia vincente tra la Asd Anthropos, la Fidal Marche, la Protezione Civile e l’Anpas Marche.
I capelli sono un elemento del nostro corpo che ha avuto fin dalle fasi evolutive del genere umano un ruolo di protezione del cranio e per la sua esposizione anche una valenza estetica. Questa loro naturale incidenza nella caratterizzazione del nostro corpo ha finito per determinare anche una definizione generale, è infatti frequente definire una persona dal colore dei capelli più che da altre caratteristiche come occhi, statura ecc…
Storicamente per sottolineare il valore fisico e psicologico della capigliatura ci sono anche dei racconti mitologici come quello per esempio di Sansone che perse tutta la sua straordinaria forza quando i lunghi capelli gli furono tagliati. E’ chiaro che ognuno di noi tiene ai propri capelli e si preoccupa per la loro salute.
Ne parliamo allora con chi nel mondo della scienza medica si è dedicato alla loro buona conservazione: la tricologia medica ha assunto con studi dedicati alla diagnosi e cura la giusta rilevanza, il medico tricologo è la figura professionale a cui rivolgersi.
Oggi parliamo della salute dei capelli con il dottor Andrea Cardini che da sempre dedica la sua professione a questa branca e che presta la sua collaborazione in più centri medici del nostro territorio.
Dr. Cardini, che cos'è la tricologia medica?
"La tricologia è quella disciplina medica che ha come obiettivo la diagnosi e la cura delle malattie del cuoio capelluto e del capello. Essa è stata oggetto di studi medico-scientifici fin dagli esordi della medicina stessa, ma è solo negli ultimi anni, grazie alla scoperta dei meccanismi che regolano le funzioni dei follicoli capilliferi e l’introduzione di nuovi principi attivi efficaci nelle diverse forme di caduta dei capelli, che questa branca della medicina ha avuto un impulso notevole e ha permesso il raggiungimento di risultati precedentemente impensabili".
Quali sono le forme di caduta dei capelli più diffuse tra i pazienti?
“Le tipologie di “caduta dei capelli” più frequenti sono rappresentate dalla cosiddetta “Alopecia Androgenetica” o calvizie declinata sia al maschile che al femminile, e il “Telogen Effluvium” che si caratterizza per una perdita diffusa dei capelli. La calvizie colpisce più frequentemente il genere maschile in quanto tra le sue cause annoveriamo l’effetto alopecizzante dell’ormone di tipo androgeno diidrotestosterone (DHT).
Nelle donne questa forma di calvizie coinvolge soprattutto coloro che si trovano nella fase post-menopausale, anche qui principalmente per una modificazione del quadro ormonale caratterizzato dal decremento degli ormoni estrogeni che portano benefici ai capelli.
Utile puntualizzare che la calvizie consiste non in una caduta eccessiva dei capelli, ma in una progressiva regressione della struttura dei capelli della parte alta della testa, che si trasformano in 'peli' (miniaturizzazione). Il Telogen Effluvium, invece, consiste nella caduta dei capelli diffusa su tutta la testa, solitamente visibile al lavaggio, spazzolamento o sul cuscino, dovuta ai cambi di stagione, stress, diete, stati carenziali in vitamine e minerali oppure a diverse alterazioni patologiche di diversi organi o apparati".
Si possono trattare efficacemente tali problematiche tricologiche?
"Per quanto riguarda il capitolo della terapia in tricologia, si sottolinea la sempre maggiore necessità di coniugare le metodiche farmacologiche più usate in questa disciplina con trattamenti a base di principi attivi di origine vegetale, che uniscano caratteristiche di efficacia accanto a quelle di una buona tollerabilità da parte del paziente.
A questo proposito è doveroso menzionare l’efficacia degli oli essenziali sia nel trattamento della calvizie sia nel Telogen Effluvium, efficacia comprovata sia da numerosi studi clinici internazionali pubblicati negli ultimi 10-15 anni, sia dai risultati osservati nella pratica clinica quotidiana. Anche l’estratto di Serenoa Repens , possedendo la proprietà di contrastare il diidrotestosterone (DHT), risulta molto utile nel trattamento della calvizie".
Quindi, per avere una corretta diagnosi tricologica e, conseguentemente, una terapia adeguata, a chi ci si dovrebbe rivolgere?
"Concluderei questo argomento medico-estetico suggerendo che, a mio parere, la regola da seguire per ottenere una corretta diagnosi ed i migliori risultati possibili, è quella di rivolgersi al medico in possesso delle conoscenze adeguate per saper interpretare e trattare validamente le problematiche poste dal paziente tricologico".
Si sono concluse nel modo più tragico, intorno al mezzogiorno di oggi, le ricerche del 20enne di Pollenza scomparso venerdì sera dopo aver aggredito la madre. I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno recuperato il corpo del giovane nello specchio acqueo del porto di Civitanova Marche, proprio nel punto in cui si erano concentrati gli sforzi dei soccorritori fin dall'inizio delle operazioni, nei pressi di un motopontone attraccato.
Il ritrovamento è avvenuto a breve distanza dal molo dove il ragazzo aveva abbandonato la sua Mercedes Classe A. Secondo quanto emerso dalla ricostruzione degli inquirenti, basata anche sulla visione delle immagini di videosorveglianza, il giovane sarebbe stato visto gettarsi in acqua, riemergere per poi gettarsi nuovamente, scomparendo definitivamente tra i flutti.
La vicenda ha avuto origine in un'abitazione di Pollenza, dove il ragazzo, al culmine di una lite, ha aggredito brutalmente la madre, estetista di 53 anni. La donna, trovata priva di sensi dal marito al suo rientro in casa, è attualmente ricoverata in coma all'ospedale di Macerata con la mascella fratturata; la sua prognosi resta riservata.
Non appena il cadavere è stato individuato dai nuclei subacquei, la zona del porto è stata blindata dalle forze dell’ordine per consentire le operazioni di recupero della salma. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, la Polizia e la Guardia Costiera, sotto il coordinamento della Procura di Macerata.
Due persone sono rimaste intossicate dalle esalazioni di un braciere nelle prime ore di questa mattina a Porto Recanati. L’episodio si è verificato intorno alle 6 in un’abitazione situata in via Scossicci, dove un 23enne e un 40enne sono stati soccorsi dal personale sanitario dopo aver inalato monossido di carbonio.
Secondo i rilievi tecnici effettuati dai vigili del fuoco, a causare l'incidente sarebbe stata la cattiva combustione del braciere acceso per riscaldare la casa. Uno dei due uomini è riuscito ad accorgersi di quanto stava avvenendo e a contattare tempestivamente il 118, evitando che l'esposizione al gas tossico si protraesse ulteriormente.
Una volta sul posto, i soccorritori hanno rilevato una concentrazione di circa 130 ppm (parti per milione), un livello che già dopo poche ore può indurre sintomi severi come nausea e forti emicranie.
Entrambi gli uomini sono stati inizialmente trasportati in codice rosso al pronto soccorso di Civitanova Marche. Considerata la natura dell'intossicazione, i medici hanno successivamente disposto il loro trasferimento verso un centro specializzato per il trattamento necessario in camera iperbarica.
Sul posto, oltre al personale medico e ai vigili del fuoco, sono stati effettuati gli accertamenti di rito per ricostruire con esattezza l'accaduto e mettere in sicurezza l'area.
La CBF Balducci HR compie il miracolo sportivo e mantiene il suo posto nel massimo campionato italiano. In un’ultima giornata di Regular Season al cardiopalma, le arancionere riescono a risorgere dallo 0-2 sul campo di Bergamo, imponendosi al tie break e conquistando una salvezza matematica che premia il cuore e la determinazione del gruppo di coach Lionetti.
La certezza della permanenza in Serie A1 era già arrivata a metà match, grazie alla contemporanea sconfitta di Monviso contro Conegliano, ma Bresciani e compagne hanno voluto onorare l’impegno fino in fondo, ribaltando una partita che sembrava ormai compromessa.
Il match si era aperto con forti tinte orobiche: dopo un primo set perso in volata per 26-24 a causa di alcuni errori decisivi nel finale, le maceratesi avevano accusato il colpo nel secondo parziale, cedendo nettamente 25-19 sotto i colpi di un servizio bergamasco molto efficace.
Sotto di due set, la reazione arancionera è stata però veemente: trascinata da una Kokkonen in stato di grazia (MVP con 24 punti) e da una solida Decortes (24 punti anche per lei), la CBF Balducci HR ha riaperto i giochi vincendo il terzo set 21-25.
Da quel momento è iniziato un vero e proprio monologo delle ospiti, capaci di dominare il quarto parziale con un netto 14-25 grazie anche all'ottimo impatto di Kockarevic, autrice di un eccellente 66% in attacco.
Il verdetto finale è arrivato in un tie break tesissimo, dove le arancionere sono scappate subito sullo 0-4 per poi resistere al ritorno di fiamma di Bergamo, chiudendo i conti sul 13-15. Oltre alla qualità delle singole, a fare la differenza sono state le medie realizzative, con le maceratesi che hanno chiuso con un 42% in attacco contro il 32% delle padrone di casa.
Con la salvezza in tasca, la stagione della CBF Balducci HR non finisce qui: la squadra si tufferà ora nell'avventura dei Playoff per la qualificazione alla Challenge Cup, per provare a portare il volley maceratese anche sul palcoscenico europeo.
IL TABELLINO
BERGAMO - CBF BALDUCCI HR MACERATA 2-3 (26-24 25-19 21-25 14-25 13-15)
BERGAMO: Carraro, Mosser 23, Meli 12, Kipp 20, Mlejnkova 8, Manfredini 9, Armini (L), Weske 3, Bolzonetti 1, Angelini, Strubbe, Cese Montalvo, Ferrario (L), Micheletti. Allenatore Cervellin.
CBF BALDUCCI HR MACERATA: Decortes 24, Piomboni 11, Clothier 8, Bonelli 1, Kokkonen 24, Mazzon 10, Bresciani (L), Kockarevic 9, Crawford, Batte, Ornoch, Sismondi. Allenatore Lionetti.
Arbitri: Serafin, Cerra.
Note - Spettatori: 1475, Durata set: 32', 27', 25', 21', 17'; Totale: 122'. MVP: Kokkonen.
(Foto Rubin/LVF)
MONTELUPONE – Un’operazione meticolosa condotta dai carabinieri della stazione di Montelupone ha permesso di smascherare una complessa frode informatica ai danni di un giovane residente nel borgo maceratese.
L’attività investigativa è scattata a seguito della denuncia presentata da un 20enne del posto, il quale si era accorto di una serie di movimenti e spese sospette consultando la lista dei prelievi del proprio conto corrente e della carta prepagata Postepay.
Le indagini, basate su una complessa serie di accertamenti tecnici, telematici e bancari, hanno permesso ai militari di ricostruire minuziosamente i flussi finanziari illeciti. Gli inquirenti hanno accertato che, nell’arco di un intero anno, sono stati effettuati ben 93 prelievi fraudolenti, per un ammanco complessivo che sfiora i 5.000 euro. La somma sottratta veniva fatta confluire sistematicamente su altre carte prepagate intestate ai responsabili del raggiro.
Grazie all'incrocio dei dati bancari, i carabinieri sono riusciti a risalire all'identità di tre uomini, residenti rispettivamente nelle province di Roma, Foggia e Firenze. Secondo quanto ricostruito dagli operanti, i tre agivano attraverso l’alterazione di sistemi informatici senza averne diritto, riuscendo così a svuotare progressivamente il fondo del giovane vittima.
Al termine degli accertamenti, per i tre indagati è scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata con l'accusa di frode informatica.
Un drammatico episodio di violenza domestica si è concluso in tragedia. Una donna è stata ferocemente aggredita dal figlio ventenne e ora è ricoverata in coma farmacologico. Dopo l’assalto, il giovane si è allontanato dall’abitazione facendo perdere le proprie tracce: le ricerche si concentrano nelle acque del porto di Civitanova, dove le telecamere di sorveglianza lo hanno immortalato mentre si dirigeva verso il mare.
Il ragazzo, residente a Pollenza, nella serata di ieri, poco dopo cena, ha lasciato la casa in cui vive con i genitori e ha raggiunto il molo di Civitanova. In base alle prime ricostruzioni, potrebbe essersi gettato in acqua senza più riemergere.
Le operazioni di ricerca non si sono interrotte nemmeno durante la notte. A quasi 24 ore dai fatti, i carabinieri stanno lavorando per ricostruire con precisione l’accaduto. Tutto sarebbe iniziato all’interno dell’abitazione, mentre il giovane si trovava con la madre e il padre era momentaneamente uscito a fumare. Per cause ancora da chiarire, in pochi minuti il ventenne — descritto come un ragazzo senza particolari problemi e che aveva recentemente trovato lavoro — avrebbe colpito la madre con ripetuti pugni al volto e alla testa, facendole perdere conoscenza.
Al rientro in casa, il padre ha trovato la moglie priva di sensi nel bagno e ha subito chiamato i soccorsi. Nel frattempo, il giovane si è allontanato in auto, lasciando però il cellulare in casa.
La donna è stata trasferita d’urgenza al pronto soccorso di Macerata, dove i medici hanno riscontrato una frattura della mascella causata dai colpi subiti. È stata sedata e mantenuta in coma farmacologico, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Del ventenne non si è saputo più nulla fino al pomeriggio di oggi, quando i carabinieri hanno rintracciato la sua auto nel parcheggio del porto di Civitanova. L’analisi delle immagini di videosorveglianza, condotta insieme alla Capitaneria di porto, ha permesso di ricostruire gli ultimi spostamenti: il giovane si dirige verso un motopontone, si avvicina all’imbarcazione e poi scompare dall’inquadratura. L’ipotesi è che si sia gettato in mare. Le indagini sono coordinate dal Enrico Riccioni, pubblico ministero.
Le ricerche sono partite intorno alle 15, con mezzi navali della Capitaneria e squadre dei vigili del fuoco, supportate da droni e sommozzatori impegnati a scandagliare l’area. Al momento non è emersa alcuna traccia del giovane. Il padre è rimasto per tutto il pomeriggio sulla banchina, seguendo con apprensione le operazioni delle forze dell’ordine.
Un centro storico gremito, famiglie con bambini e tanti curiosi hanno fatto da cornice, sabato 21 febbraio, al Capodanno Cinese 2026 che ha portato nel cuore della città l’energia e i simboli dell’Anno del Cavallo.
Il pomeriggio si è aperto alle 15.30 con il tradizionale corteo partito da Piazza Annessione. Tamburi, draghi danzanti e costumi dai colori accesi hanno attraversato le vie del centro storico attirando l’attenzione dei passanti e accompagnando la sfilata fino a Piazza Mazzini. Un serpentone festoso che ha trasformato per un’ora il cuore cittadino in uno scenario orientale, tra rosso e oro, simboli di fortuna e prosperità.
Dalle 16.30 alle 20 la piazza si è poi trasformata nella “Città Cinese”, con stand, animazioni e spettacoli pensati per tutte le età. Non sono mancate le specialità gastronomiche – tra cui i tradizionali ravioli al vapore – insieme a esibizioni artistiche, momenti musicali e performance che hanno coinvolto il pubblico.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Macerata Cultura, ha richiamato numerosi cittadini, confermando l’interesse per un appuntamento che negli anni è diventato un momento di incontro e condivisione tra culture diverse.
Per un pomeriggio Piazza Mazzini si è riempita di lanterne, sorrisi e curiosità, regalando alla città un’atmosfera vivace e partecipata che ha animato il centro storico fino alle prime ore della sera.
Un secondo tempo rocambolesco regala all’Élite Tolentino il secondo successo consecutivo, imprimendo un’improvvisa accelerata in chiave salvezza. Di contro, il match ridimensiona drasticamente le ambizioni della Cluentina, protagonista di una prestazione a tratti imbarazzante, macchiata da troppi errori individuali, un atteggiamento di eccessiva sufficienza e un nervosismo ingiustificato.
Entrambe le formazioni si presentavano all'appuntamento reduci da un buon momento: i tolentinati, rinvigoriti dal pari di Appignano e dal successo sul Montecosaro, avevano appena abbandonato l'ultimo posto; i biancorossi di mister Gesuelli, forti della vittoria esterna di sabato scorso, sembravano aver messo distanza di sicurezza dalla zona play-out. Il verdetto del campo, però, rimescola tutto, in attesa della sfida tra Porto Potenza e Montemilone che potrebbe aggravare la posizione dei maceratesi.
La cronaca è densa sin dai primi minuti. Al 5’ una sventagliata di De Angelis costringe il portiere di casa, Amico, a un riflesso difficile in corner. Al 14’ vibrano le proteste ospiti per un presunto tocco di braccio di Montecchiari su conclusione del solito De Angelis, ma l'arbitro lascia correre. Al 22’ è un brivido a scuotere la Cluentina: Francesco Gesuelli colpisce male un cross avversario, disegnando una parabola beffarda che Amico neutralizza in due tempi.
I padroni di casa si scuotono al 28’: cross di Mancini e colpo di testa di Acquaviva che sfiora la traversa. Un minuto dopo, ancora Mancini impegna severamente Ajradinoski con una conclusione potente assistita da Ceesay. Al 35’ la Cluentina costruisce l'azione più bella del match: Gesuelli, Mancini e Ceesay dialogano nello stretto liberando Di Marino, il cui tiro viene deviato in angolo dal portiere ospite. Prima dell'intervallo c'è spazio per un'ultima emozione: una punizione diretta di Mancini sembra destinata al sacco, ma Ajradinoski si supera deviando con la punta delle dita.
Nonostante l'equilibrio, appare chiaro che l’Élite Tolentino sia una squadra rigenerata: la cura di mister Maurizio Mattoni, subentrato a novembre, ha dato ai cremisi un’anima e un’identità tattica precisa. Il secondo tempo si apre con un ritmo forsennato. Dopo appena un minuto, il direttore di gara Paoletti sanziona una trattenuta di Pagliarini su Suwareh con il calcio di rigore. Lo stesso attaccante va sul dischetto, ma Amico intuisce e respinge distendendosi sulla sinistra. Il sollievo locale dura solo due minuti: nuovo duello tra i due, altro intervento falloso di Pagliarini in tackle e nuovo penalty. Stavolta Suwareh non sbaglia: 0-1. Al 55’ l’inerzia sembra cambiare: Aringoli commette fallo su Menghini, rimedia il secondo giallo e lascia l’Élite in dieci. La Cluentina ne approfitta subito: al 62’ Acquaviva è lesto a intercettare un corto retropassaggio di testa di Paparoni verso il proprio portiere, siglando il pareggio di rapina. Al 66’ i biancorossi sfiorano il sorpasso con una splendida triangolazione tra Monteverde e Canuti, ma la conclusione di quest'ultimo è troppo debole.
Quando la gara sembra in discesa per la Cluentina, scocca l'ora della beffa. Al 68’ un filtrante di Salvatori pesca Suwareh, che approfitta dell’uscita avventata di Amico per firmare il raddoppio. Al 75’, il capolavoro che chiude i conti: Suwareh parte in contropiede sulla sinistra, resiste ai contrasti, vede Amico fuori dai pali e scavalca il portiere con una palombella millimetrica da oltre 35 metri. Mister Gesuelli tenta il tutto per tutto inserendo ogni attaccante a disposizione. Al 80’, il subentrato Cullhaj accorcia le distanze su assist di Canuti, ma è un fuoco di paglia. Al 90’, con la Cluentina tutta in avanti, Traore scappa via sulla fascia e serve a Valentini il pallone del definitivo 2-4. Nel finale concitato, Amico viene espulso per proteste; con i cambi esauriti, è il difensore Pieristè a dover indossare i guanti per gli ultimi istanti di gara.
Amareggiato mister Gesuelli: “È stata una gara surreale, difficile anche da commentare. Nel primo tempo abbiamo giocato bene, creando occasioni per indirizzare il match. Poi, nella ripresa, è successo di tutto e ogni episodio ci ha girato contro. Lunedì analizzeremo il blackout per capire come ripartire subito.”
Il presidente Marcolini è deluso e arrabbiato: “Non mi è piaciuto affatto l’atteggiamento. Dobbiamo fare tutti mea culpa senza cercare scuse negli arbitraggi, che a mio avviso sono stati corretti. In settimana parlerò alla squadra: certe prestazioni non sono accettabili.”
Un'ottima VR Macerata supera anche la United Civitanova infilando la quarta vittoria consecutiva senza incassare gol: una prova corale dei ragazzi di mister Moretti che, contro un avversario forte e in gran forma, vanno in vantaggio e gestiscono la partita senza rischiare troppo in difesa.
Partita che inizia su ritmi alti con Canesin che, dopo 5 minuti, è già davanti a Puentes Cruz. L'attaccante vigorino salta il portiere ospite ma si scontra con Cruciani, che rimane a terra infortunato e Canesin, con grande Fair play, decide di fermarsi.
La United ci prova con il capocannoniere del campionato Iesari, ma Benfatto e Intermesoli non gli concedono lo spazio per essere pericoloso.
Il gol partita è opera di Matteo Romagnoli, che al 20' in girata al volo gonfia la rete su una spizzata di Danchivsky. Poi i maceratesi difendono con ordine fino a fine primo tempo. Nella ripresa Renzi crossa per Iesari che, ostacolato da Intermesoli, mette alto di testa.
È questa l'unica palla gol concessa ai rivieraschi, che non riusciranno a trovare la via del pari.
I padroni di casa gestiscono la partita con personalità e compattezza conquistando tre punti fondamentali per la lotta playoff.
Undicesima vittoria stagionale per la VR Macerata, che blinda il quarto posto salendo a 38 punti. Si ferma la UTD Civitanova, che invece incappa nell'ottavo stop del campionato.
Grande partecipazione ed emozione alla Bocciofila del Polisportivo di Civitanova per l’inaugurazione della nuova sala dedicata al biliardo e intitolata a Marco Micucci, campione di biliardo scomparso nel 2023. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Fabrizio Ciarapica, l’assessore allo Sport Claudio Morresi, il dirigente Marco Orioli, il presidente e vice presidente della Bocciofila Enrico Scoponi e Aurelio del Medico, la moglie di Micucci, Annarita, e il fratello Francesco Micucci, responsabile della stecca della Bocciofila e campione italiano di biliardo, insieme a tanti appassionati di questo sport.
“Non è stato un percorso facile ma alla fine ce l’abbiamo fatta - ha detto il sindaco Ciarapica - oggi questa sala è un segnale concreto di attenzione verso lo sport di base e verso quei luoghi che fanno comunità. La bocciofila, infatti, rappresenta per la nostra città un presidio sociale fondamentale, capace di unire generazioni diverse. L’intitolazione a Marco Micucci è un gesto di memoria e riconoscenza che rafforza il legame tra passato e futuro”.
L’intervento, con un investimento di circa 100 mila euro, ha destinato due delle sei corsie dedicate alle bocce, al gioco del biliardo, ed è stato realizzato per garantire un’offerta diversificata delle discipline sportive e un maggiore flusso di utenti. Ha previsto opere edili, strutturali e impiantistiche finalizzate all’adeguamento funzionale degli ambienti, con particolare attenzione alla sicurezza antincendio, all’eliminazione delle barriere architettoniche, al comfort termoacustico, all’efficienza energetica e al rispetto dei requisiti ambientali CAM.
“Ogni volta che si inaugurano ambienti dedicati a questi sport si respira un’atmosfera speciale - ha detto l’assessore Morresi - Sono luoghi di ritrovo dove tante persone, soprattutto di una certa età, si incontrano per socializzare, guardare le partite e trascorrere del tempo insieme. Questo è il vero valore aggiunto di spazi come questo”.
La cerimonia si è aperta con la benedizione di don Mario ColaBianchi, che ha sottolineato il valore sociale dello sport come occasione di incontro, rispetto, amicizia e condivisione.
Particolarmente toccante l’intervento del presidente della Bocciofila, Enrico Scoponi, visibilmente commosso: “È un sogno nato dieci anni fa. Ricordo il primo giorno in cui sono arrivato qui, nella pineta. Conoscendo la crisi delle bocce, pensavo che una parte degli spazi potesse essere destinata alla stecca per dare nuova linfa al circolo. Oggi quel sogno diventa realtà. Il mio pensiero va a Marco Micucci, lo porto sempre nel cuore. Grazie a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e lo hanno reso possibile, a partire dall’amministrazione comunale”.