Carl Gustav Jung, padre della psicologia analitica, sosteneva che non possiamo amare davvero qualcuno finché non abbiamo attraversato noi stessi. Senza questo passaggio, si rischia di usare il partner come uno specchio dei propri nodi irrisolti. Il processo di individuazione è un percorso a tappe: se non lo si affronta, l'altro smette di essere una persona reale e diventa la proiezione dei nostri passaggi evolutivi mancati.
La prima tappa coincide con la liberazione dalla maschera sociale costruita per essere accettati dal mondo esterno. Attraversare se stessi significa guardare oltre questa facciata e lasciare andare ciò che non ci appartiene. Chi non supera questa fase attira partner innamorati del personaggio, non della vera identità. Togliere la maschera permette invece la nascita del Sé oltre l'Io: significa emanciparsi dal fantasma del "bambino perfetto" desiderato dai genitori, dai dettami sociali di status e dalle aspettative del partner.
Il secondo momento cruciale è l'integrazione tra Anima e Animus, ovvero tra la componente femminile inconscia nell'uomo (legata a sensibilità e all’intuito) e quella maschile inconscia nella donna (orientata a logica, assertività e azione). Secondo Jung, l’essere umano è psicologicamente bisessuale e queste due polarità devono agire in armonia all'interno dell'individuo.
Finché si cerca questa unione esclusivamente all'esterno, si resta attratti da un'immagine ideale: l'uomo cercherà una madre, la donna un salvatore. Questa dinamica è destinata a fallire non appena termina la fase di proiezione. Solo quando si smette di pretendere che l'altro incarni i nostri bisogni, lo si può accogliere come essere umano libero, ponendo le basi per un legame reale.
Spesso il vuoto interiore non deriva dall'assenza di un partner, ma dalla mancanza di se stessi. L’illusione che qualcuno possa colmare le nostre carenze è la causa della maggior parte dei fallimenti sentimentali; nessuno può adempiere a un compito così arduo.
Il vero lavoro interiore richiede allora il coraggio di deludere le aspettative altrui per esprimere la propria essenza, integrare le parti opposte e colmare i propri vuoti. Solo in quel momento si avranno gli strumenti per mostrarsi autentici, attrarre persone affini e compiere una scelta d'amore libera.
È un processo che richiede solitudine e audacia. Fa male togliere la maschera, fa paura deludere gli altri ed è difficile ammettere che i difetti del partner sono spesso proiezioni della nostra Ombra. Ma è l'unico dolore che guarisce.

nubi sparse (MC)
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