EDITORIALE - "Il mago del Cremlino": il film contro Putin, capolavoro della propaganda
“Il mago del Cremlino”: è questo il titolo, demenziale e programmatico, della nuova pellicola uscita su Vladimir Putin, anzi contro Vladimir Putin. L’ennesimo capolavoro dell’ideologia e della propaganda di un Occidente nichilista che deve in ogni modo demonizzare la Russia di Putin, colpevole di non piegarsi alla americanizzazione imperialistica del pianeta e, di più, di organizzare intorno a sé la resistenza multipolare.
Proprio vero, l’industria culturale e la macchina della propaganda non dormono mai: e sempre di nuovo provano a far sì che scambiamo gli amici per nemici e i nemici per amici, abituandoci ad amare le nostre catene e a odiare ogni possibile tentativo di evasione dalla platonica caverna. Gli organi della propaganda continuano a ripetere a tambur battente che la Russia di Putin è una minaccia per il mondo “libero” dell’occidente, quando in realtà le cose stanno in maniera diametralmente opposta: è l’occidente nichilista che si sta con zelo impegnando per accerchiare la Russia e per farla capitolare, cosa che oltretutto con Gorbaciov prima e con Eltsin dopo sembrava stesse realmente per accadere.
La colpa di Putin, agli occhi di Washington, risiede proprio nella resistenza che da subito egli ha fatto valere contro la libido dominandi della civiltà del dollaro e della sua smania di comandare il mondo. Il nuovo film non fa altro che dare voce a questa logora narrazione ideologica, volta a capovolgere il rapporto tra realtà e discorso e a giustificare l’ingiustificabile imperialismo dell’Occidente a stelle e strisce.
Come accade nella caverna caliginosa di Platone, vediamo scorrere sul fondo dell’altro le immagini e le scambiamo per la realtà, convincendoci della bontà dello spazio blindato che ci tiene prigionieri. Così, nel discorso di Platone, replica a Socrate l’interlocutore: “strana immagine quella che proponi, e strani i prigionieri: assomigliano a noi”. E intanto il Cremlino ha recentemente dichiarato che quello del 2014 in Ucraina fu un vero e proprio colpo di stato orchestrato e gestito dall’occidente.
Nulla di nuovo sotto il sole, a dire il vero: ma, variando il noto detto, anche l’ovvio vuole la sua parte. E dire la verità, in tempi di menzogna universale, risulta effettivamente un gesto rivoluzionario. Euromaidan, letteralmente Piazza Europa, fu nel 2014 un vero e proprio colpo di stato che portò l’Ucraina sempre più vicina alla Nato e alla dominazione occidentale, preparando il terreno all’ascesa del guitto di Kiev, l’attore Nato, il prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood.
Che vi fossero state ingerenze vistose da parte dell’occidente era ovvio a tutti, almeno a quanti non continuino a compiere il noto gesto dello struzzo, che nasconde la testa sotto la sabbia per non vedere ciò che gli sta intorno. Euromaidan fu un momento decisivo del lungo processo di accerchiamento occidentale della Russia, processo principiato fin dagli anni novanta, con la fine ingloriosa dell’Unione Sovietica.
A motivo di ciò, come non ci stanchiamo di sottolineare ad nauseam, la guerra in corso non è la guerra della Russia contro l’Ucraina, come viene sempre presentata dagli autoproclamati professionisti dell’informazione: è, invece, la guerra che l’occidente a stelle e strisce sta conducendo in maniera strisciante contro la Russia fin dagli anni novanta, secondo un piano inclinato che ci conduce fino al nostro tumultuoso presente.
Dobbiamo più che mai oggi decolonizzare il nostro immaginario, affrancandolo dalla martellante propaganda che mira sempre e solo a giustificare l’imperialismo dell’occidente sotto cupola atlantista. La colpa della Russia di Putin, agli occhi di Washington, risiede nel non genuflettersi servilmente alla dominazione della civiltà dell’hamburger e, di più, nell’organizzare intorno a sé una resistenza multipolare contro l’americanizzazione coatta dell’intero pianeta. Come sempre, occorre supportare i popoli e i governi che, per una via o per un’altra, giungono alla resistenza contro l’imperialismo a stelle e strisce.

nubi sparse (MC)
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