Una storia fatta di coraggio, sacrificio e presenza costante sul territorio. Il prossimo 27 febbraio, il Comando dei vigili del fuoco di Macerata celebrerà l’ottantasettesimo anniversario della fondazione del Corpo Nazionale. Una ricorrenza che quest’anno assume un significato ancora più profondo grazie al tema scelto per le celebrazioni: "Lì dove serve", una sintesi perfetta della missione quotidiana dei "pompieri" al servizio della comunità.
La giornata sarà scandita da momenti di alto valore istituzionale e dimostrazioni pratiche pensate per coinvolgere grandi e piccoli, portando il cuore operativo del Comando nel centro storico del capoluogo.
Le celebrazioni prenderanno il via alle ore 09:00 presso la sede del Comando provinciale con la cerimonia dell'alzabandiera e l'omaggio alla lapide dei caduti, alla presenza del prefetto di Macerata, Giovanni Signer.
Subito dopo, il baricentro della festa si sposterà in Piazza della Libertà. A partire dalle 09:30, i cittadini potranno ammirare da vicino i mezzi e le attrezzature tecniche d'avanguardia utilizzate nelle emergenze, assistiti dal personale delle varie specializzazioni del Corpo.
Alle ore 10:00, la splendida cornice del Teatro Lauro Rossi ospiterà la cerimonia ufficiale alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose della provincia. Un momento particolarmente emozionante sarà dedicato alla consegna delle benemerenze al personale del Comando maceratese che si è distinto per meriti di servizio.
Il culmine della manifestazione si raggiungerà intorno alle 11:30, quando Piazza della Libertà diventerà il teatro di una spettacolare manovra dimostrativa. I vigili del fuoco daranno prova delle loro abilità operative con una simulazione d'intervento rivolta a tutta la cittadinanza, mostrando la perizia e la rapidità che li rendono uno dei corpi più amati d'Italia.
Ad accompagnare l’intera durata della manifestazione sarà l’Orchestra di fiati "Insieme per gli altri", che eseguirà brani musicali dal vivo, rendendo l'atmosfera ancora più solenne e partecipata.
Far rivivere la storia attraverso le lenti del futuro. È questa la sfida lanciata dal comune di Pieve Torina e dall'Unione Montana Marca di Camerino, che sabato prossimo inaugureranno una nuova serie di esperienze multimediali all'interno del Museo della Nostra Terra. Un progetto ambizioso che trasforma il polo museale in una vera "porta d'accesso" digitale alle eccellenze dell'entroterra.
L'iniziativa non è un caso isolato, ma il frutto di una visione strategica più ampia: «Innovazione tecnologica e tradizione, questa è la chiave per far risorgere i nostri territori e le nostre eccellenze culturali», spiega Alessandro Gentilucci, presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino e sindaco di Pieve Torina. «Le esperienze multimediali testimoniano un percorso di valorizzazione turistica che riguarda tutti i diciassette comuni ricompresi nell’ambito della Strategia Nazionale delle Aree Interne (SNAI), una politica di marketing articolata che ci vede protagonisti su più fronti».
Le novità tecnologiche permetteranno ai visitatori di compiere un vero tour del territorio senza muoversi dal museo. Grazie a una sala immersiva con video suggestivi, sarà possibile scoprire i beni paesaggistici dell'Alto Maceratese, mentre l’uso di visori tridimensionali consentirà di "entrare" virtualmente all'interno di chiese e teatri, osservando dipinti da vicino o sorvolando le spettacolari cascate del Sentiero delle Acque.
Non mancheranno soluzioni interattive: attraverso l'utilizzo di iPad collegati a speciali QR Code, sarà possibile esplorare monumenti specifici come il Teatro di Sant’Angelo in Pontano. «L’idea che sottende a questa esperienza – continua Gentilucci – è quella di far conoscere le bellezze che caratterizzano l’Alto Maceratese dando la possibilità di apprezzarle in un unico sito, per poi partire all’esplorazione diretta sul campo».
Il percorso è stato realizzato dall'Unione Montana Marca di Camerino, in qualità di soggetto capofila, in stretta collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. Il finanziamento rientra nel programma di Sviluppo Rurale PSR Marche 2014/2020, a conferma del valore scientifico e strategico dell'operazione per il rilancio turistico dell'area.
L'appuntamento è per sabato mattina alle ore 11:00. Per l'occasione, il Museo della Nostra Terra aprirà le porte gratuitamente a tutti i cittadini e ai turisti che vorranno testare in prima persona le postazioni multimediali. Data la particolarità delle attrezzature e per garantire a tutti la migliore esperienza possibile, gli organizzatori consigliano vivamente la prenotazione telefonando al numero 0737/518022.
Non è solo una gara, è il racconto di una città che non si ferma mai. La Stracivitanova, la manifestazione sportiva più longeva e partecipata della costa, si appresta a festeggiare il suo cinquantesimo compleanno con un’edizione "Gold" senza precedenti. Domenica 8 marzo sono attese oltre 5 mila persone, tra atleti professionisti pronti a sfidarsi nella mezza maratona (21 km) e semplici appassionati che coloreranno il lungomare per la 10,5 km e la StraFamily.
La presentazione ufficiale, condotta dalla giornalista Daniela Gurini presso la sala conferenze del Banco Marchigiano, ha svelato un programma che trasforma la corsa in un festival lungo otto giorni.
I festeggiamenti inizieranno domenica 1° marzo al Teatro Conti (ore 17:00) con la lezione-spettacolo di Cesare Catà, per poi proseguire il 5 marzo con lo "StraGalà" alla Serra. Una serata di beneficenza in favore dello sportello anti-violenza "Il Faro", tutta declinata al femminile con campionesse del calibro di Assunta Legnante, Rebecca Fiscarelli, Alina Iuorio e Gaia Giulietti. Sabato 7 marzo spazio all'approfondimento tecnico al Lido Cluana e gran finale in musica in piazza XX Settembre con il concerto di Matteo Greco.
Il presidente dell’Atletica Civitanova, Sergio Bambozzi, al timone da ben 25 anni, ha ricordato con emozione gli esordi: «La nostra è una grande famiglia. Abbiamo iniziato nel 1976 con qualche centinaio di persone e siamo arrivati a oltre 3.200 iscritti. Atletica, Comune e sponsor corrono insieme per la riuscita dell’evento».
Un entusiasmo condiviso dal sindaco Fabrizio Ciarapica: «Mezzo secolo di storia non è un traguardo statistico, ma il racconto di una città che corre e cresce. La Stracivitanova è un pilastro identitario che fa conoscere il territorio, facendo crescere economia e turismo». L'assessore allo Sport Claudio Morresi ha inoltre voluto omaggiare con una targa lo storico cronista Mario Giannini, memoria visiva della corsa.
Il prestigio dell'evento è confermato dalla vicinanza delle istituzioni e dei partner privati. Massimo Tombolini, direttore generale del Banco Marchigiano (main sponsor insieme a Cuore Adriatico), ha definito la gara «una giornata di condivisione a cui non mancheremo di partecipare». Presenti al lancio anche il consigliere regionale Pierpaolo Borroni e i vertici dello sport marchigiano, Fabio Luna (Coni) e Fabio Romagnoli (Fidal), che hanno paragonato la kermesse alle grandi competizioni europee.
Il ritrovo per la grande marea umana è fissato per domenica 8 marzo alle ore 8:00 in piazza XX Settembre, con lo sparo dello start previsto alle 9:30 in corso Umberto I. Parte del ricavato della manifestazione sarà devoluto a Telethon. Per tutte le informazioni e le iscrizioni è possibile consultare il sito ufficiale: www.stracivitanova.it.
Il countdown per le comunali del 24 e 25 maggio è ufficialmente iniziato, ma nel centrodestra maceratese il clima è tutt’altro che sereno. A scuotere le acque è una nota congiunta del coordinatore comunale di Noi Moderati, Luigi Carelli, e del suo vice Guido Garufi, che non usano giri di parole per descrivere l'attuale fase di stallo della coalizione, definendola un «assurdo travaglio».
L’analisi parte da una constatazione pragmatica dello scenario avversario: «Noi Moderati prende atto dell’attuale geografia politica di Macerata, le elezioni, del resto, non sono lontane: il 24 maggio. Tra poco, dunque. A nessuno deve sfuggire che il centro sinistra abbia trovato importante e razionale sintesi e accordo sul candidato Gianluca Tittarelli, espressione indubbiamente civica».
Il partito rivendica con forza la propria identità e il lavoro svolto sul territorio, presentandosi con una compagine solida: «Il nostro partito, sia chiaro, ha già una sua lista “senza riempitivi” (per intenderci), ed ha una posizione “centrista” ovvero è “il centro” del centrodestra e fino ad oggi marca con decisione questa posizione». Tuttavia, è proprio guardando al resto della coalizione che emergono le critiche più aspre.
Secondo Carelli e Garufi, l'incertezza sul nome del leader della coalizione rischia di compromettere la corsa elettorale. «Desta stupore e inquietudine l’enorme e detestabile “rallentamento” nella scelta del candidato sindaco poiché, lo diciamo convinti, questo è nocivo e sembra assurdo, illogico, controproducente e allarmante ed anche irritante».
I dirigenti locali di Noi Moderati puntano il dito contro le dinamiche di potere che scavalcano il merito e il territorio: «Nessuno, eccetto che i risultati e le competenze, può decretare vincitori e vinti, assessori e vicesindaci, non altri, non telefonate romane. Il buon senso questo consiglierebbe, di ragionare a freddo: gli assetti dei partiti sono mutati e sarebbe il caso di essere realisti».
Il comunicato si chiude con un monito diretto al primo cittadino in carica e una previsione per nulla ottimistica sulla tenuta della coalizione al primo turno. «L’attuale “lotta per le investiture” ci sembra disdicevole e rende il terreno nebbioso e ambiguo. Anche noi attendiamo la decisione del sindaco uscente, Sandro Parcaroli, invitandolo a stringere e ad ognuno un bagno di umiltà».
Secondo gli esponenti di Noi Moderati, la frammentazione attuale peserà sulle urne: «Non sarà più un centrodestra vincente al primo turno. Questo è quanto noi ci sentiamo moralmente in dovere di comunicare prima di tutto alla nostra area elettorale e a quelli che diserteranno i seggi, lo facciamo per nostra autotutela poichè non si possono richiedere sacrifici umani».
Non solo una conviviale, ma un vero e proprio vademecum per la sopravvivenza quotidiana contro le insidie di truffatori senza scrupoli. Il Rotary Club Tolentino, presieduto da Iole Rosini, e il Rotaract Club guidato da Lorenzo Cecarelli hanno unito le forze per l'evento “A cena con... la legalità”, svoltosi presso il ristorante Chiaroscuro di Belforte del Chienti. L'incontro, moderato da Lorenzo Maccari, ha affrontato uno dei temi più urgenti del momento: la prevenzione delle truffe che colpiscono le fasce più fragili della popolazione e l'universo, sempre più complesso, dei reati informatici.
Il Maggiore Giulia Maggi, comandante della Compagnia Carabinieri di Tolentino, ha tracciato un quadro dettagliato dei raggiri "tradizionali", quelli che mirano a colpire gli anziani direttamente nelle loro case o per strada. Dal classico "finto carabiniere" al falso tecnico del gas, fino alla truffa dello specchietto o al "raggiro dell'abbraccio" per sottrarre preziosi, le tecniche sono molteplici ma hanno un comune denominatore: la pressione psicologica.
«I truffatori fanno leva soprattutto sulla paura e sulla fretta, elementi che riducono la lucidità delle vittime», ha spiegato il Maggiore Maggi citando anche le sanzioni previste dal codice penale. «Il consiglio è categorico: non aprite la porta agli sconosciuti e non consegnate mai denaro a nessuno».
Spostando l'attenzione sul mondo del web, il Commissario Capo Riccardo Zenobi del Commissariato di Civitanova Marche ha illustrato l'evoluzione dei reati online, tra i più diffusi dell'ultimo decennio. Nel mirino ci sono i risparmi di una vita, spesso sottratti tramite falsi messaggi bancari su WhatsApp o SMS.
Particolare attenzione è stata dedicata alla cosiddetta "truffa romantica", un fenomeno in crescita sui social dove i malintenzionati simulano una relazione sentimentale a distanza per poi richiedere ingenti somme di denaro. Zenobi ha ribadito la necessità di diffidare assolutamente da chiunque, dopo una conoscenza virtuale, passi alle richieste economiche o alla verifica delle credenziali bancarie.
La serata ha segnato anche un momento di crescita istituzionale per il club con l’ingresso di due nuovi soci: il dottore commercialista Francesco Macarra e il farmacista Massimo Moresco. A dare il benvenuto ai nuovi membri è stato Stefano Gobbi, Governatore Rotary per l'anno 2026-2027, che ha consegnato loro la spilla del suo mandato.
All'evento ha partecipato anche Massimo De Liberato, Governatore del Distretto 2090 per l'anno 2024-2025, a testimonianza dell'importanza dell'iniziativa nel panorama associativo regionale. L'incontro si è concluso con la promessa di continuare questo percorso di servizio, promuovendo una cultura della legalità che parta dall'informazione e dalla solidarietà tra generazioni.
In vista del referendum confermativo sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo, è stato costituito a Macerata il "Comitato per il Sì al referendum", coordinato dall’avvocato Gerardo Pizzirusso, con l'obiettivo di promuovere l’informazione ed il confronto su un tema di rango costituzionale di particolare rilevanza.
"Il 'Comitato per il Sì' al referendum ha natura a-partitica ed a-politica ed è composto da liberi cittadini ed esponenti della società civile uniti dalla comune volontà di sostenere la riforma e di condividerne lo scopo teso a garantire il fondamentale principio dell’effettività del giusto processo", spiega Pizzirusso.
Il Comitato si propone di "spiegare le ragioni giuridiche e processuali del Sì, nonché le motivazioni dell'impegno civico finalizzato a favorire la sensibilizzazione di tutti i cittadini su una riforma epocale della giustizia - prosegue Pizzirusso -, ritenendo che una giustizia che funzioni è una condizione essenziale per la libertà e per la tutela dei diritti.
Il Comitato ha già avviato il calendario degli incontri per illustrare ed informare i cittadini sulle ragioni del Sì, con un primo incontro pubblico fissato per il 27 febbraio, alle ore 18:00, a Macerata, presso Casa Filarmonica in Via Ghino Valenti 120 cui la cittadinanza è invitata a partecipare.
La Regular Season 2025/26 termina con una serata di festa all’Eurosuole Forum per un successo corale. Nel 22° turno la Cucine Lube Civitanova supera Vero Volley Monza in tre set (25-21, 25-16, 25-21) ricavando spunti utili per l’imminente Final Four di Del Monte® Supercoppa e facendo girare il gruppo.
Il match infrasettimanale in notturna porta punti ininfluenti per la classifica dei vicecampioni d’Italia, già matematicamente sesti da una settimana e opposti a Trento nel primo turno dei Play Off, mentre sancisce il trionfo di Alex Nikolov nella classifica dei migliori realizzatori della prima fase con 450 sigillii in 21 partite giocate (un match saltato per squalifica). I cucinieri torneranno in campo sabato 28 febbraio 2026, alle 18, sul taraflex del PalaTrieste per la Semifinale di Supercoppa in gara unica contro Rana Verona.
Gli 11 ace biancorossi, ben 4 di Tenorio, nominato MVP, e i 16 punti del solito generosissimo Nikolov (64% di efficacia) racchiudono l’essenza di un match controllato dai marchigiani. Nessun avversario sale in doppia cifra, solo nel computo dei muri vincenti gli ospiti chiudono in vantaggio (7 a 5).
Nel primo set (25-21) Boninfante smista bene i palloni e la Lube ha gioco facile al servizio e in attacco andando sul +7. Nel finale Monza si riscatta a muro risalendo fino a 23-21 prima di inchinarsi. Nel secondo parziale (25-16) tra i monzesi c’è Rohrs. Civitanova cresce in attacco (60%), domina al servizio (5 i vincenti) e non corre rischi, ma sale si esalta con Loeppky (4 su 4 nelle offensive e 2 ace), seguito da Nikolov (5 punti con il 71%) e fa girare la squadra. Nel terzo set (25-21), dopo una partenza meno incisiva, la Lube riprende il comando delle operazioni e anche Monza dà spazio alla panchina.
La gara
Lube in campo con Boninfante al palleggio, gli schiacciatori Loeppky, Nikolov e Bottolo ad attaccare, Podrascanin e Tenorio al centro, Balaso libero. Ospiti schierati con Zimmermann in cabina di regia e Velichkov bocca da fuoco, Frascio e Atanasov di banda, Beretta e l’ex cuciniero Larizza al centro, Scanferla libero.
Inizio grintoso della Lube. I biancorossi macinano punti e vanno sul 6-2 dopo l’attacco di Bottolo, per poi allungare dopo l’ace dello stesso Bottolo e il muro di Tenorio (12-7). Il diagonale non contenuto di Nikolov e l’ace di Tenorio valgono il +7 (15-8). Forte del cospicuo vantaggio, Civitanova paga un calo di tensione nervosa e subisce la pericolosa rimonta brianzola, con gli ospiti a -2 dopo l’ace di Atanasov e l’errore di Nikolov (23-21). Nella fase più delicato i cucinieri chiudono con l’esperienza. Di Podrascanin il muro finale (25-21).
Al rientro c’è Rohrs tra i monzesi. La Lube parte con il piglio giusto al servizio grazie all’ace di Tenorio e ai due di Loeppky, intervallati dagli attacchi di tutti gli schiacciatori e da un’ottima pressione a muro (14-4). Sul 15-5 entra Duflos-Rossi. Monza cerca di alzare il livello (17-10). Tra i cucinieri entrano Kukartsev e Orduna. Sull’ace di Tenorio e il diagonale di Nikolov il divario torna abissale (22-13). Tanti applausi per il muro di Orduna del 24-14. Anche il punto finale è dell’alzatore (25-16).
Nel terzo set resta in campo la diagonale composta da Orduna e Kukartsev, così come in banda rimane Duflos-Rossi, mentre c’è Bisotto al posto di Balaso. Dopo un avvio punto a punto il gioco cuciniero sale d’intensità (11-7). Una giocata tecnicamente difficilissima di Nikolov e l’ace di Orduna tengono a distanza gli uomini di Eccheli (14-9). Così come nel primo atto di gara, i padroni di casa subiscono una flessione (23-21), ma nel momento di difficoltà spingono di nuovo l’acceleratore con il muro di Nikolov (25-21).
Cucine Lube Civitanova – Vero Volley Monza 3-0 (25-21, 25-16, 25-21)
CIVITANOVA: Boninfante 2, Bottolo 3, Gargiulo ne, Loeppky 10, Nikolov 16, Tenorio 7, Bisotto (L), D'Heer ne, Orduna 3, Balaso (L), Kukartsev 3, Podrascanin 2, Duflos-Rossi 7. All. Medei.
MONZA: Zimmermann, Atanasov 4, Mosca 1, Rohrs 8, Beretta 2, Velichkov 6, Frascio 7, Scanferla (L), Larizza 5, Pisoni (L), Ciampi, Knipe. All. Eccheli.
Arbitri: Brancati (PG) e Vagni (PG)
Note: durata set 27’, 24’, 24. Totale: 1h 15’. Civitanova: errori al servizio 13, ace 11, muri 5, attacco 56%, ricezione 51% (36%). Monza: errori al servizio 13, ace 4, muri 7, attacco 39%, ricezione 35% (18%). Spettatori: 2.004. MVP: Tenorio.
Dopo l’articolo pubblicato dalla nostra testata (leggi qui), Stefano Parcaroli interviene per precisare alcuni passaggi che definisce «fattualmente errati» e che, a suo dire, avrebbero generato una ricostruzione non corretta dei rapporti tra la famiglia Parcaroli e la società R-Store.
Il punto centrale della replica riguarda la titolazione dell’articolo, nel quale R-Store veniva indicata come «ex azienda di Parcaroli». «La realtà è opposta — chiarisce — R-Store non era, non è e non è mai stata l’azienda di Sandro Parcaroli né la mia. È invece la società che ha acquistato da noi Med Computer S.r.l., con sede a Macerata. Noi siamo stati i venditori, non i proprietari di R-Store».
Med Computer, storica azienda maceratese attiva nel settore delle tecnologie digitali, era stata fondata dal padre Sandro Parcaroli e guidata negli anni dalla famiglia. Nel corso del 2024 la società è stata ceduta a R-Store S.p.A., al termine — viene precisato — di una trattativa che ha coinvolto advisor professionali e una procedura di due diligence.
Contestualmente alla vendita, perfezionata a fine 2024, Stefano Parcaroli è rimasto nel management della società acquirente con il ruolo di vice-presidente. «Ho accettato l’incarico esclusivamente per garantire continuità operativa e tutelare le persone che lavoravano con me da anni», afferma.
Per quanto riguarda l’indagine che coinvolge R-Store e alcuni suoi esponenti, relativa a fatti del 2023, Parcaroli sottolinea di aver appreso la notizia «dagli organi di informazione, come il resto dell’opinione pubblica». La famiglia si dichiara estranea alle condotte oggetto di accertamento e aggiunge che, qualora le contestazioni trovassero riscontro, sarebbe «tra i soggetti eventualmente danneggiati».
Respinte inoltre le insinuazioni sulla provenienza dei fondi utilizzati per il pagamento della cessione di Med Computer. «La vendita — si legge nella nota — è stata interamente coperta da un’operazione finanziaria specifica, finalizzata con istituti bancari di primo livello». Parcaroli invita chi solleva dubbi a documentare eventuali contestazioni «con atti precisi».
Infine, viene ribadita la posizione di Sandro Parcaroli, attuale sindaco uscente di Macerata. «Non ha avuto alcun ruolo operativo, gestionale o decisionale nella vicenda, né ha mai ricoperto incarichi nelle società coinvolte». Secondo la famiglia, collegare la sua figura istituzionale all’inchiesta sarebbe «un atto che va oltre il legittimo esercizio del diritto di cronaca».
In quella che da molti viene definita in maniera profana come "la settimana santa" della musica italiana, quella di Sanremo, il Festival della canzone italiana, il Picchio Podcast ha avuto il piacere di ospitare l’autore marchigiano Piero Romitelli, originario di Morrovalle, che da anni firma brani per alcuni dei più grandi nomi della musica italiana, tra cui Marco Mengoni, Loredana Bertè, Eros Ramazzotti, Il Volo e Raf, per citarne alcuni. Il palco dell’Ariston ha avuto modo di conoscerlo sia come interprete che come autore. Insieme a lui quindi abbiamo commentato la prima serata del festival, allargando poi la nostra chiacchierata ad un discorso più generale sulla sua carriera, sul momento della scena musicale italiana e dell’industria discografica.
Gli occhi di tutta Italia, e non solo, sono puntati sulla città dei fiori. Social network, televisione e commenti online contribuiscono a rendere Sanremo un appuntamento mediatico trasversale. «È un po’ come quando ci sono i Mondiali di calcio: in questa settimana tutti diventano esperti di musica», ha scherzato Romitelli.
Parlando delle canzoni in gara, l’autore ha definito il festival «una macchina bellissima». Le trenta proposte musicali richiedono spesso più ascolti per essere comprese pienamente. «Molti brani sono difficili da cogliere al primo impatto, ma tra questi ce ne sono alcuni che hanno la potenzialità di restare nelle classifiche fino all’estate».
Tra le canzoni che potrebbero trasformarsi in hit, Romitelli cita i brani di Sal da Vinci e Ditonellapiaga. Pur non prevedendo un piazzamento di vertice, l’autore confessa di apprezzare il brano di Nayt come semplice ascoltatore: «Forse non è il palco ideale per emergere, perché Sanremo richiede grande presenza scenica e vocalità molto forte».
Un palco che, come detto, ha avuto il merito di calcare sia come interprete, nel 2016 quando arrivò tra i finalisti di Sanremo Giovani, e ancor prima nel 2007 quando si classificò terzo col brano “Malinconiche sere” nella sezione nuove proposte, ma anche come autore nel 2020, scrivendo “Il sole ad est” di Alberto Urso per la sezione big e “8 marzo” di Tecla, piazzatosi secondo nelle nuove proposte e insignito dei premi della critica Jannacci e Dalla. “Quel palco più di ogni altro ti regala un’emozione difficile da spiegare a parole”.
La prima volta in assoluto sul palco dell’Ariston risale però al 2005, quando lo aveva calcato durante la sua esperienza ad Amici di Maria De Filippi. “Eravamo con gli altri ragazzi del talent nelle casette del programma quando ci dissero che dovevamo prepararci su una canzone in gara perchè dovevamo accompagnare Gigi D’Alessio come ospiti a Sanremo. Partimmo col pullman da Roma, eravamo tipo dei ragazzi in gita. Diciamo che in quel caso, vivendola in gruppo, è stato più semplice”.
Più intensa l’emozione del 2007, quando partecipò con il duo Pquadro nella categoria nuove proposte, ottenendo il terzo posto con il brano Malinconiche sere. “Lì eravamo in due ma l’emozione si è triplicata: c’era una responsabilità enorme che fino a 30 secondi prima di salire sul palco non avevo percepito. Avevo una ventina d’anni ed ero totalmente incosciente. Quando hanno detto il nome del duo e bisognava scendere quelle scale lì ho realizzato che ci stavano guardando milioni di persone e sono andato in paranoia nera perchè sapevo che non potevo sbagliare. Mi è salita la paura e non ho performato come avrei dovuto. Sono scoppiato completamente a piangere, poi mi sono asciugato le lacrime e ho fatto quello che potevo. Col senno di poi avrei potuto gestirla meglio, ma a quell’età era molto difficile”.
Nonostante l’emozione il brano si classificò comunque al terzo posto. A distanza di anni ci ride su: “Pensa se non me la fossi fatta sotto”.
Come in questa edizione, anche quella volta tra gli ospiti c’era Tiziano Ferro. “Anche uno come lui prima di salire sul palco non era tranquillissimo. Questo per renderci conto di come quel palco fa paura davvero a tutti, a maggior ragione ad un ragazzo di 20 anni di provincia”.
Sul dietro le quinte di Sanremo invece racconta: “In quella settimana non c’è tempo neanche di pensare. Per ogni cantante in gara sono programmate talmente tante interviste che non hai molto modo di confrontarti con gli altri artisti in gara. Avere i big della musica italiana a fianco? All’epoca non mi rendevo conto, mi sembrava tutto un gioco. Me la sono vissuta con leggerezza e ne sono felice”.
In quel Sanremo Giovani tra l’altro c’era Fabrizio Moro, che poi vinse col brano Pensa, la sua prima canzone di successo. “Finito il festival ci ritrovammo a casa sua a mangiare una pizza”.
Anni dopo ha vissuto il festival da autore. “La differenza? è sostanziale: non vai sul palco e quindi non c’è quel tipo di pressione, ma c’è una preparazione totalmente diversa”.
Per spiegarla usa un paragone efficace: “In molti ogni anno mi chiedono se vado a Sanremo, come fosse una cosa semplice. Non è così automatico scrivere canzoni che poi verranno cantate su quel palco da grandi artisti. Se ne presentano circa 300 e ne prendono 30. Ognuno di loro in genere provina dalle 30 alle 40 canzoni. Quindi devi scrivere la canzone che sceglierà e poi deve essere a sua volta scelto. Andare a Sanremo non è così semplice: è un evento eccezionale, per me è come vincere un’Olimpiade. Sono fiero di esserci arrivato, ma c’è un grande lavoro dietro abbinato ad un po’ di fortuna, di cui c’è sempre bisogno”.
Una canzone preferita tra quelle che ha scritto per Sanremo? “Impossibile scegliere, per me le canzoni sono come figli. Chiaramente 8 marzo per me ha un significato importante e l’ha cantata Tecla che è diventata anche un’attrice di fama mondiale. Il sole ad est invece ci tengo a ricordare che è arrivata ultima al festival per la giuria di qualità, ma tra le prime due al televoto. Io faccio questo lavoro per la gente: sono felice se arriva un bel voto dalla critica, ma lo sono ancora di più se le mie canzoni arrivano alle persone”.
Un altro brano a cui ha lavorato e a cui è particolarmente legato è “Cosa ti aspetti da me” di Loredana Berté del Sanremo del 2019, così come quello del Volo che si classificò al terzo posto lo stesso anno. “La Berté è un’icona, ma anche un cavallo pazzo. Ce ne sono davvero pochi come lei: riesce a rendere pazzesca anche una canzone media”.
Tra i vari artisti per cui ha avuto il piacere di scrivere canzoni ce ne sono anche alcuni in gara in questa edizione, tra cui Raf e Sal da Vinci: “Raf l’ho sentito e gli ho fatto un grande in bocca al lupo. Sal da Vinci ha forse la canzone più forte di tutti a livello pop, destinata a rimanere anche negli anni”. In effetti la prima serata l’ha confermato, col pubblico dell’Ariston che ha salutato con una grande ovazione l’esibizione dell’artista napoletano.
Come per le canzoni, non c’è un artista “migliore” con cui lavorare: “Quando siamo in studio non è un lavoro meccanico: è un lavoro emotivo, se non c’è sintonia e se non c’è quella vibrazione giusta non può nascere qualcosa di bello”.
Nel 2016 la partecipazione a Sarà Sanremo con la sorella Valeria. In quel caso solo sfiorato il palco dell’Ariston, ma rimane comunque la bellissima esperienza condivisa tra fratelli: “Un percorso pazzesco e capitato solo grazie a noi e alla nostra canzone. Non avevamo un manager, un’etichetta discografica, un produttore, un fotografo, neanche un road manager ma siamo andati a giocarcela in quell'anno con artisti come Mahmood, Irama, Gabbani e Ermal Meta”. Basti pensare che 3 di questi 4 poi hanno vinto Sanremo big (Mahmood due volte).
Tra interprete e autore, dice di sentirsi oggi più autore. Quello che non è stato mai però è un cantautore, perché ci svela di aver scritto canzoni per grandi artisti ma mai per se stesso. Una scelta curiosa così motivata: “Prima sono stato interprete di canzoni di altri autori. è una mia scelta, preferisco scindere le due cose per non creare un conflitto d’interessi. Magari verrà un giorno in cui canterò le mie canzoni, ma giusto per godimento personale. Non c’è nessuna ambizione di successo, soprattutto alla mia età. Poi credo che quello che scrivo qualche altro artista possa renderlo meglio di come lo faccio io, sia vocalmente che a livello di percepito”.
Il ricordo più bello di Sanremo? "Ricevere il leoncino del terzo posto, che tra l’altro è scomparso".
Oltre al lavoro di autore per altri artisti, Romitelli ha messo in campo anche iniziative personali legate alla sua visione della musica come esperienza collettiva e formativa. «Non vivo solo di Sanremo e delle collaborazioni con nomi noti — spiega —. Ho scelto di costruire la mia vita artistica qui, a Trodica di Morrovalle, perché credo che la qualità della vita sia fondamentale, soprattutto per la famiglia». Per questo motivo ha aperto uno studio di registrazione nella sua zona, chiamato Your Song, proprio con l’intento di offrire un luogo dove artisti emergenti e giovani talenti possano confrontarsi, crescere e imparare il mestiere della musica. «Ho deciso di investire qui nel territorio, non solo per me ma anche per altri. Qui ci sono artisti interessanti, e voglio dare loro uno spazio dove potersi sviluppare. Ho aperto le porte dello studio anche a chi vuole provare. Spero davvero di trovare qualcuno di forte, qui o anche fuori dalla nostra provincia»
Nel corso dell’intervista abbiamo poi parlato dell’attuale scena italiana e di come scrivere una canzone, soprattutto per un altro artista. Avete la possibilità di ascoltare l’intervista completa su YouTube.
Infine, immancabile uno sguardo al vincitore: «Se fosse solo per la gente direi Sal da Vinci. Ma la stampa non impazzisce per lui. A Sanremo contano pubblico, radio e critica. È sempre un equilibrio».
Si alza il sipario sulla quarta edizione del Civita Jazz Festival, rassegna che anima il teatro Annibal Caro di Civitanova Alta con tre serate di grande musica. La rassegna è promossa dall’Azienda dei Teatri con l’Assessorato alla Cultura del Comune e l’Amat, per la direzione artistica di Luca Scagnetti.
Il primo live è in programma sabato 21 marzo 2026 (ore 21.15) con il progetto acustico di Chiara Civello: il pubblico assisterà ad un’intima esplorazione dove la musica diventa meditazione tra improvvisazione e canzone. Pochi strumenti e qualche incursione di elettronica dipingono paesaggi sonori che nascono e si dissolvono, seguendo un ritmo che sfida la linearità, come frammenti di pensieri incompiuti. La voce inconfondibile di Chiara Civello, cantante, cantautrice, pianista e compositrice italiana, racconterà la vulnerabilità, un’emozione che ci avvicina alla nostra essenza più profonda.
Il secondo appuntamento è per venerdì 24 aprile (ore 21.15) quando Nicky Nicolai e Stefano Di Battista Jazz Quartet presenteranno lo spettacolo "Mille Bolle Blu - Il ritmo degli anni ’60 tra canzoni di ieri e ricordi di oggi". L’incantevole e vibrante voce di Nicky Nicolai, accompagnata dall’estro e dal sax di Stefano di Battista e il suo quartetto, traccerà percorsi per rivivere le canzoni che hanno fatto la nostra storia. Una girandola di melodie per un cocktail da gustare, a tutte le età: da Mina a Gabriella Ferri, da Nancy Sinatra a Eduardo De Crescenzo e Ornella Vanoni, passando per The Archies e Nina Simone.
La chiusura di questo trittico è venerdì 22 maggio (ore 21.15) con Gianluca Guidi in "Sinatra - The Man and his Music". Gianluca Guidi torna in scena con uno spettacolo-omaggio a Frank Sinatra, mito assoluto della musica leggera. Lo show ripercorre la vita, gli amori e i grandi successi di Francis Albert Sinatra, uomo controverso ma capace di incantare milioni di spettatori e attraversare quattro generazioni con la sua voce inconfondibile. A quasi 110 anni dalla nascita, Guidi lo celebra “per voce”, tra musica e prosa, aneddoti sui Kennedy, amori tormentati e un cameo “virtuale” di Johnny Dorelli, che dopo gli anni a New York incise in italiano molti brani di Sinatra.
L’infermiere non è solo un esecutore di protocolli, ma un custode della dignità umana. È questo il messaggio potente emerso dall’Auditorium della Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata, dove questa mattina si è svolto il primo convegno del 2026 promosso dall'Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI).
L’incontro, intitolato “Prendersi cura della persona: la speranza dell’umano che è dentro l’umanità”, ha riunito circa cento iscritti e cittadini per riflettere sull’etica e sulla dimensione relazionale dell’assistenza.
La giornata si è aperta con i saluti delle autorità: Don Carlos per la Diocesi, il dott. Pietro Pinciaroli per l'Ordine dei Medici e la Vicesindaco Francesca D'Alessandro. Gli interventi hanno unanimemente riconosciuto l’infermiere come pilastro non solo del sistema sanitario, ma del tessuto sociale stesso, capace di farsi carico delle fragilità dei più deboli.
A dare il via ai lavori è stato il Presidente dell'OPI Macerata, il dott. Sandro di Tuccio, che ha chiarito la filosofia dell'evento: "Prendersi cura non è un semplice atto tecnico, ma relazione, responsabilità e testimonianza di umanità. In contesti segnati da solitudine e vulnerabilità, siamo chiamati a custodire la speranza".
Particolarmente attesa la Lectio Magistralis di S.E. Mons. Nazzareno Marconi, Vescovo di Macerata. Il prelato ha ricordato come la speranza si renda visibile attraverso gesti concreti: lo sguardo, l’ascolto e la prossimità, ponendo la persona al centro di ogni azione.
Il dibattito si è poi arricchito con la presentazione del libro “Cuore, Mente, Mani” della dott.ssa Samanda Pettinari, che ha descritto l'integrazione tra passione e competenza come cardine dell'identità professionale. La dott.ssa Paola Arcadi ha invece sollevato una riflessione cruciale: l’umanizzazione non deve essere un obiettivo aggiuntivo, ma il fondamento imprescindibile di ogni intervento sanitario, specialmente in un'epoca dominata dalla tecnologia.
Il tema della "gentilezza consapevole" è stato affrontato dal dott. Aurelio Filippini, che l'ha definita un atto di responsabilità etica capace di generare fiducia nel paziente. In chiusura, Don Massimo Angelelli ha esplorato il concetto di vulnerabilità, intesa non come limite ma come spazio di incontro tra chi cura e chi è curato.
Il coordinamento scientifico è stato curato dalla dott.ssa Lucia Giuliani, che ha saputo moderare il dialogo tra le diverse anime — professionale, etica e spirituale — della mattinata. Con questa iniziativa, l'OPI di Macerata conferma la volontà di investire su una formazione che vada oltre la scienza, puntando dritto al cuore del significato profondo dell'essere infermiere oggi.
Finisce a reti bianche, ma con tante emozioni, il primo atto della semifinale di Coppa Italia Promozione. Sul prato del "Leonardo Capponi", Aurora Treia e Atletico Azzurra Colli si sono affrontate a viso aperto, confermando perché si stiano contendendo il primato nel girone B di campionato. Uno 0-0 che lascia tutto aperto in vista del ritorno previsto tra due settimane al "Colle Vaccaro".
Mister Ricci lancia dal primo minuto l'inedito tandem d'attacco Seye-Chornopyshchuk, mentre l'Azzurra Colli di Alfonsi opta per una linea verde con molti under. L'avvio è di marca locale: al 7' Chornopyshchuk si libera in area e calcia a botta sicura, ma trova la risposta di Marcucci; sulla ribattuta Seye ci riprova, ma l'estremo difensore ospite è ancora miracoloso. Sugli sviluppi del corner è Guzzini a svettare più in alto di tutti, negandogli la gioia del gol solo un attento Marcucci.
L'Aurora preme e sfiora il vantaggio anche con una pennellata di Mazzoni per Chornopyshchuk, anticipato dall'uscita perfetta del portiere. Nel finale di frazione, però, il Colli si sveglia: Valentini e Spadoni mettono i brividi alla retroguardia treiese, ma un provvidenziale Giachetta blinda lo 0-0 prima dell'intervallo.
Il secondo tempo vede gli ospiti partire con un piglio più aggressivo. Esposito sfiora il palo con un tiro a giro e poco dopo spreca un'ottima sponda di Valentini calciando alto. L'Aurora Treia non resta a guardare e risponde con una coordinazione acrobatica di Seye su corner, che però non inquadra lo specchio.
A metà ripresa i due tecnici decidono di inserire l'artiglieria pesante. Ricci getta nella mischia Borrelli e Palladini, mentre Alfonsi risponde con Pampano. Il neo-entrato Borrelli si rende subito pericoloso, prima pennellando un cross per la testa di Chornopyshchuk (fuori di un soffio) e poi tentando addirittura il "gol olimpico" direttamente dalla bandierina del calcio d'angolo.
L'ultimo quarto d'ora è una girandola di capovolgimenti di fronte. Il Colli preme con Pampano e sciupa una doppia occasione con Angelini e Spadoni, mentre l'Aurora carica a testa bassa fino al triplice fischio. Le difese, però, reggono l'urto, cristallizzando il risultato sullo 0-0.
Un pareggio sostanzialmente giusto per quanto visto in campo, che trasforma la gara di ritorno in una vera e propria finale secca. Per l'Aurora Treia sarà fondamentale mantenere questa intensità per espugnare il campo di Colli del Tronto e strappare il pass per la finalissima.
TABELLINO AURORA TREIA - ATLETICO AZZURRA COLLI
AURORA TREIA: Giachetta, Gabrielli A (45’ Calamita), Dominino, Giuliodori, Ballanti (45’ Orlietti), Tavoni, Mazzoni (60’ Borrelli), Guglielmo (60’ Palladini), Chornopyshchuk, Guzzini, Seye. A disposizione: Testa, Bartolini, Lamri, Melchiorri. Allenatore: Simone Ricci.
A.A.COLLI: Marcucci, Marucci (59’ Contartese), Acciarri, Armata (59’ Gabrielli I), Felicetti (45’ Sabatini), Filipponi, Angelini (87’ Cardinali), Spadoni, Esposito, Valentini, Bocci (59’ Pampano). A disposizione: Sperantini, Candellori, Valeri, Galli. Allenatore: Sante Alfonsi.
MARCATORI: - ARBITRO: Francesco Di Maio – Sezione di S.Benedetto del Tronto. ASSISTENTI: Youssef Diouane – Sezione di Fermo; Pierfrancesco Parisi – Sezione di Macerata.
NOTE: ammoniti Orlietti, Ricci (dalla panchina), Felicetti e Alfonsi (dalla panchina), angoli 5-4, recuperi 0’-3’, presenti circa 150 spettatori al “Leonardo Capponi” di Treia.
L'Università di Camerino consolida il proprio ruolo centrale nel sistema accademico regionale. In un clima di grande fermento per la partecipazione studentesca, Edoardo Pettinari, già Presidente del Consiglio delle studentesse e degli studenti di Unicam, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento venendo eletto rappresentante degli studenti all’interno del Crum (Comitato Regionale Universitario delle Marche).
Il dato che emerge dalle urne non è solo una vittoria numerica, ma un forte segnale politico e istituzionale. Pettinari è risultato il primo della lista tra i candidati, un traguardo tutt'altro che scontato. Alle elezioni ha partecipato la componente studentesca dei Consigli di Amministrazione e dei Senati Accademici delle quattro università marchigiane: oltre a Camerino, l’Università Politecnica delle Marche, l’Università degli Studi di Macerata e l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.
Nonostante l’Università di Camerino disponesse sulla carta di un numero limitato di voti rispetto ai grandi atenei regionali, Pettinari ha saputo catalizzare ben cinque preferenze provenienti interamente da altri atenei. Un consenso ampio e trasversale che premia la credibilità e la capacità di dialogo costruita dal giovane rappresentante camerte al di fuori delle proprie mura.
L'elezione di Pettinari è stata accolta con grande soddisfazione dai vertici dell'Ateneo. Il risultato viene interpretato come il coronamento di un modo di intendere la rappresentanza intesa come servizio, ascolto e responsabilità. In questi anni, Pettinari si è distinto per essere un presidente attivo, capace di portare la voce degli studenti con competenza e visione all'interno dei processi decisionali.
Questa nomina rappresenta un ulteriore segnale della qualità della partecipazione studentesca in Unicam, sempre più protagonista nel dialogo tra le università marchigiane. Per l'ateneo di Camerino, avere un proprio esponente al vertice della rappresentanza regionale significa poter incidere con maggior forza sulle politiche universitarie del territorio, garantendo che le istanze degli studenti siano ascoltate ai massimi livelli istituzionali.
Il grande teatro contemporaneo, il giornalismo d’inchiesta e la poesia mistica si incontrano nel cuore di Montecosaro. Tutto è pronto per l’edizione invernale di Rive’r Festival, che quest'anno sceglie la suggestiva cornice della Chiesa di Sant’Agostino come nuova location principale, per poi concludersi, nel secondo weekend, presso le sale del Palazzo Comunale. Il cartellone, curato dal direttore artistico Giorgio Felicetti, mette a segno una serie di colpi straordinari, portando nel borgo maceratese nomi di assoluta caratura europea.
L’apertura, prevista per venerdì 27 febbraio alle 21:15, è un evento dal forte carico emotivo. A Sant’Agostino arriverà Pippo Delbono, uno dei registi più rivoluzionari della scena teatrale internazionale. Insieme a lui ci saranno Pepe Robledo, storico co-fondatore della compagnia, e lo stesso Felicetti per ricordare la straordinaria esperienza di "Montecosaroteatro" e la figura di Bobò. L'attore-icona, che ha vissuto 46 anni in manicomio prima di diventare uno sciamano della scena mondiale, sarà il protagonista del docufilm omonimo che verrà proiettato durante la serata. La pellicola, impreziosita dalle musiche di Enzo Avitabile, è un atto d’amore di Delbono verso l'amico scomparso: un racconto fatto di sguardi, silenzi e di quella danza libera scoperta fuori dalle mura del manicomio.
Il pomeriggio di sabato 28 febbraio, a partire dalle ore 17:00 con ingresso gratuito, sarà interamente dedicato al femminile con il focus intitolato "Di Storia e di Storie". Ad aprire la sessione sarà la giornalista Simona Zecchi, firma de L'Espresso e Il Fatto Quotidiano, che presenterà l'inchiesta "Pasolini: ordine eseguito". A mezzo secolo dall'omicidio di Pier Paolo Pasolini, l'autrice dipana la matassa del crimine riportando alla luce nuove testimonianze su quella fatidica notte all'Idroscalo. A seguire, la scrittrice maceratese Lucia Tancredi dialogherà con la nota giornalista Ritanna Armeni. Al centro del confronto ci sarà il romanzo "A Roma non ci sono le montagne", che ripercorre i fatti di via Rasella e l'impegno dei Gruppi di azione patriottica attraverso la figura di Carla Capponi.
Domenica 1 marzo sarà il turno di Mariangela Gualtieri, considerata da molti la più importante poeta vivente. Il suo rito sonoro "Naturale Sconosciuto", guidato dalla sapiente regia di Cesare Ronconi, ha già fatto registrare il tutto esaurito per quanto riguarda i biglietti online, lasciando attiva solo una lista d’attesa. Un ritorno molto atteso per l'artista della Valdoca, che proporrà una riflessione poetica profonda sul legame tra l'essere umano e la natura brulicante.
Il festival proseguirà poi nel weekend successivo spostandosi al Palazzo Comunale. Si riparte venerdì 6 marzo con lo spettacolo "Sergio" di e con Francesca Sarteanesi, attrice candidata al Premio Ubu. Il sipario calerà definitivamente il 7 e 8 marzo con un momento dedicato alla formazione: il workshop teatrale sul "Corpo di Antigone" diretto da Giorgio Felicetti. Per quanto riguarda i costi, l'ingresso per Pippo Delbono è di 13 euro, mentre per Mariangela Gualtieri è di 18 euro. Restano a ingresso gratuito gli appuntamenti del 28 febbraio e del 6 marzo. Per informazioni sui biglietti e iscrizioni al workshop sono attivi i numeri 347.3665927 e 347.3537465. L'intero evento è sostenuto dal Banco Marchigiano come sponsor unico.
Il Festival di Sanremo appena iniziato consente di svelare un gustoso ‘segreto’: Chiello - giovane artista in prepotente ascesa, presente tra i big - ha scelto anche Urbino – grazie alla collaborazione di Comune di Urbino e AMAT - come location per il videoclip del brano in gara, Ti penso sempre. Video già cliccatissimo a poche ore dalla sua pubblicazione, diretto con estrosa genialità da Tommaso Ottomano.
"Facciamo grandi complimenti a Chiello, Tommaso Ottomano e a tutta la produzione per la realizzazione di questo video davvero ricchissimo, che mette in luce due luoghi bellissimi della nostra città - dichiara Lara Ottaviani Assessore alla Cultura del Comune di Urbino -. La produzione ha girato per due giorni a Urbino: una notte nella zona monumentale, davanti al Duomo Cattedrale, e una sera al nostro Teatro Sanzio. Proprio in teatro abbiamo voluto, grazie a un grande lavoro dei tecnici del Comune e di Amat, allestire il palco con il sipario “comòdino” del 1851 del Sanzio, un sipario storico davvero bellissimo che speriamo di restaurare a breve".
"Abbiamo notato con piacere l’apprezzamento di Chiello, che qualche giorno fa ha postato sui social proprio le foto scattate al Sanzio. Come Amministrazione comunale, siamo sicuri che le belle immagini della nostra città saranno anche un veicolo di promozione e attrazione, grazie al videoclip e alla canzone in gara al Festival di Sanremo, firmata da un artista di successo, giovane e talentuoso - conclude Ottaviani -. È stato un piacere lavorare con questa produzione, composta da tanti giovani davvero professionali, che mantengono un grande rispetto per i luoghi in cui si trovano a operare. Desidero ringraziare l’Assessorato alla Cultura, il Settore Comunicazione, la Segreteria del Sindaco, la Polizia Municipale di Urbino e il Settore Manutenzione, i cui tanti dipendenti si sono messi a disposizione per agevolare il lavoro della produzione in tutti i modi, certi di svolgere un importante servizio di promozione della nostra città".
Conosciuto all’anagrafe come Rocco Modello, classe 1999, Chiello è nato a Venosa, una piccola località in provincia di Potenza. Il nome d’arte “Chiello” nasce come abbreviazione affettuosa di Rocco, ma con il tempo ha assunto un significato più profondo: rappresenta la sua identità artistica e la connessione con il mondo reale e quello musicale. Nel 2025 Chiello pubblica Scarabocchi, il suo terzo album, che riflette una visione ancora più matura e introspettiva della sua musica. Scarabocchi include collaborazioni con artisti come Rose Villain e Achille Lauro e si distingue per una fusione di influenze sonore tra cantautorato, rock e urban. Per la prima volta in gara al 76° Festival di Sanremo 2026, Chiello presenta il brano Ti penso sempre, una canzone intensa ed emotiva che cattura il suo stile poetico e riflessivo. Il brano pezzo anticipa l’album Agonia, annunciato in uscita il 20 marzo 2026.
Il videoclip di Ti penso sempre - realizzato tra Urbino, Pesaro, Fano, Rimini e Milano - è scritto e diretto da Tommaso Ottomano, la produzione è di Borotalco, producer Alessandro Urbinati (marchigiano di Pesaro, classe ‘96) e Lorenzo Bramati (di Milano, classe ‘94).
Finisce in perfetta parità, non solo sul campo, ma anche nelle decisioni disciplinari del giudice sportivo. Dopo il match della 23ª giornata tra Trodica e Matelica, terminato 1-1, il referto del post partita restituisce un "equilibrio" anche sul piano delle sanzioni: 1-1 nelle inibizioni dirigenziali. Il giudice sportivo ha infatti disposto l'inibizione fino all'11 marzo per Mirko Sirolesi e Gabriele Scandurra, dirigenti rispettivamente delle due squadre, ritenuti protagonisti di un diverbio acceso e sanzionati “per comportamento irriguardoso nei confronti di un dirigente avversario”.
Restando in Eccellenza, provvedimento anche per il presidente della Montegranaro Calcio, Andrea Tosoni, fermato fino al 4 marzo per proteste nei confronti dell’operato arbitrale.
Sul fronte delle sanzioni economiche, il giudice sportivo ha comminato una multa di 300 euro alla USD Fermignanese, uscita sconfitta dal confronto interno con la Fermana. Nel dettaglio, la società è stata sanzionata per l’apertura del cancello che delimita il terreno di gioco a fine partita, consentendo l’ingresso nello spazio antistante gli spogliatoi di persone non inserite in distinta ma riconducibili alla società, con l’obiettivo di protestare contro l’operato arbitrale. Nel provvedimento viene inoltre riportato l’episodio avvenuto durante il primo tempo, quando è stata fatta esplodere una bomba carta senza conseguenze per i presenti.
(Credit foto: SS Matelica Calcio)
Dopo la designazione del match di andata (leggi qui), Juan Luca Sacchi è stato confermato anche per il ritorno Roma-Juventus, gara valida per la ventisettesima giornata di Serie A in programma domenica 1 marzo alle 20:45 allo stadio Olimpico di Roma.
Il match si preannuncia decisivo nella corsa alla Champions League: i giallorossi occupano la quarta posizione con 50 punti, mentre i bianconeri inseguono al quinto posto a quota 46. La direzione dell’incontro è affidata a Simone Sozza, che sarà assistito da Costanzo e Lo Cicero, con Sacchi confermato nel ruolo di quarto uomo.
Per il fischietto della sezione di Macerata sarà dunque un nuovo impegno di grande responsabilità, con il compito di gestire le panchine di Gasperini e Spalletti e contribuire a mantenere la massima correttezza a bordo campo in una sfida che promette alta tensione agonistica.
Il terremoto sportivo era nell'aria dopo l'ultimo, amaro turno di campionato, e oggi è arrivata l'ufficialità. L'A.S.D. Cluentina Calcio volta pagina e solleva dall'incarico l'allenatore Raffaele Gesuelli. Una decisione sofferta ma che la dirigenza ha ritenuto inevitabile per dare una scossa a un ambiente apparso contratto e preoccupato dai recenti risultati.
A risultare fatale per Gesuelli è stata la sconfitta nell'ultimo turno contro l'Elite Tolentino. Un ko pesante non solo per il morale, ma soprattutto per una classifica che si è fatta improvvisamente corta e pericolosa. La Cluentina si ritrova ora con un solo punto di vantaggio sulla zona playout, un margine troppo esiguo che ha spinto il club biancorosso a intervenire prima che la situazione diventasse irreparabile.
Attraverso una nota ufficiale, la società ha voluto comunque rendere omaggio al lavoro svolto dal tecnico uscente: "La società desidera esprimere il più sentito ringraziamento a mister Gesuelli per la serietà, l’impegno e la professionalità dimostrati durante il suo percorso in biancorosso, augurandogli le migliori fortune umane e professionali per il prosieguo della carriera".
Per la successione, la Cluentina ha deciso di non cercare profili esterni, puntando sulla conoscenza della casa. La guida tecnica è stata affidata a Stefano Massi, già vice allenatore durante l'attuale stagione.
Una scelta di "promozione" che mira a non stravolgere gli equilibri dello spogliatoio in un momento così delicato. Secondo il club, Massi possiede la "profonda conoscenza del gruppo e dell'ambiente" necessaria per traghettare la squadra verso l'obiettivo salvezza in questo concitato finale di Prima Categoria.
Non c'è tempo per i cerimoniali. Il nuovo mister dirigerà già nel pomeriggio di oggi il suo primo allenamento ufficiale presso il campo sportivo di Collevario. A lui il compito di resettare la testa dei giocatori e preparare la prossima "finale", con l'obiettivo di allontanare lo spettro dei playout e ritrovare quella serenità smarrita nelle ultime settimane.
L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per il primo stralcio dei lavori di restauro e recupero conservativo della Porta delle Sette Cannelle e delle mura storiche di San Severino Marche. Un intervento strategico per la tutela e la valorizzazione del patrimonio monumentale cittadino, inserito nell’ordinanza commissariale 137 del 2023, che prevede un investimento complessivo di 2.332.666 euro, interamente finanziato e già concesso al Comune in qualità di soggetto attuatore.
A sottolineare l’importanza dell’approvazione è il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli: «Con questo provvedimento prende forma un intervento che permetterà di restituire pieno valore storico, artistico e identitario a uno dei complessi monumentali più significativi della città. È nostro dovere proseguire nell’opera di rilancio dell’entroterra colpito dal terremoto nella maniera più efficace e capillare possibile, per restituire un territorio davvero a misura di futuro». Il commissario ha inoltre ringraziato il Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli per la collaborazione istituzionale.
Soddisfazione anche da parte del sindaco Rosa Piermattei: «Non si tratta solo dell’avvio di un altro importante cantiere, ma di un intervento che permetterà finalmente di mettere in sicurezza e restituire alla loro originaria bellezza elementi architettonici che definiscono il profilo stesso della nostra comunità. La costante attenzione del Commissario Castelli e la sinergia con la Struttura Commissariale, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione stanno trasformando la sfida della ricostruzione in un’opportunità concreta di rinascita».
Il progetto riguarda l’intero sistema delle mura urbiche, comprendente la Porta San Francesco e la stessa Porta delle Sette Cannelle. È previsto un insieme coordinato di opere di restauro conservativo, risanamento, consolidamento e messa in sicurezza dei tratti murari, calibrate in base alle diverse tipologie costruttive e ai livelli di degrado rilevati.
Tra gli interventi in programma figurano la ripresa delle lesioni, il consolidamento dei maschi murari, la sostituzione della copertina sommitale in laterizio e il rifacimento delle ringhiere metalliche. Per Porta San Francesco sono previsti lavori specifici sulla volta, sul solaio di copertura e sui paramenti verticali. Per la Porta delle Sette Cannelle si interverrà con perforazioni armate, diatoni artificiali, tecniche di “scuci-cuci” e cuciture armate, al fine di recuperare le condizioni statiche e conservative dell’arco.
Il progetto comprende inoltre la riqualificazione del percorso pedonale lungo il tratto delle mura affacciato su via Scampoli e la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione, studiato per valorizzare i punti più significativi della cinta muraria.
La cinta muraria di San Severino Marche conserva testimonianze di epoche diverse: una porzione risalente alla prima cerchia dei secoli XI-XII, che comprende l’antica Porta delle Sette Cannelle, e l’ampliamento del XIII secolo, realizzato per inglobare il borgo San Francesco e la prima espansione verso il fondovalle. Proprio in questa fase venne edificata Porta San Francesco, nella prima metà del Duecento.
Con questo intervento, la città compie un passo significativo verso la piena valorizzazione di uno dei suoi simboli storici, rafforzando sicurezza, identità e attrattività culturale.
Venerdì pomeriggio si conclude il corso di difesa personale organizzato dal Comune di Pieve Torina in collaborazione con il Centro Universitario Sportivo di Macerata. "Consegneremo gli attestati di partecipazione a coloro che si sono iscritti, una quindicina, a significare come sia stato recepito il messaggio che volevamo sottendere con questa iniziativa proposta lo scorso 25 novembre in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne" commenta il sindaco, Alessandro Gentilucci.
"Ogni anno, in occasione del 25 novembre, il comune di Pieve Torina promuove iniziative volte alla prevenzione della violenza di genere. In questo caso" prosegue Gentilucci "abbiamo voluto lavorare sul rafforzamento dell’autonomia e della sicurezza personale delle donne residenti nel territorio con l’obiettivo di fornire loro tecniche di gestione del rischio e prevenzione delle situazioni di pericolo". Alla consegna degli attestati, che si terrà presso la palestrina del Centro Civico in via De Gasperi alle ore 19, interverrà, oltre al sindaco, anche la delegata FIJLKAM della provincia di Macerata, Laura Moretti.