MACERATA – Una passeggiata tra le vie del centro per raccontare idee, visione e priorità. Continua il nostro cammino verso le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio per conoscere da vicino i candidati sindaci e le proposte politiche. Questa volta è stato il turno del candidato sindaco Marco Sigona, sostenuto dalla lista civica Officina delle Idee.
Il punto di partenza è il cuore della città, dove Sigona ribadisce il senso della sua candidatura: «Macerata è la città in cui sono cresciuto, mi ha dato tantissimo sia dal punto di vista personale che professionale. Per questo sento il dovere di restituire, mettendomi a disposizione con uno spirito di servizio». Un impegno che sintetizza anche con una metafora legata alla sua professione: «Mi piacerebbe contribuire a cambiare la pelle alla città».
Alla base del progetto di Officina delle Idee c’è un percorso costruito nel tempo, fatto di incontri e confronto diretto con cittadini, associazioni e categorie. «Abbiamo ribaltato il paradigma – spiega Sigona –: non un programma calato dall’alto, ma un programma costruito insieme ai cittadini, ascoltando le loro proposte e trasformandole in progettualità». Un lavoro durato oltre un anno che ha coinvolto professionisti, accademici e rappresentanti della società civile. Ed è proprio da questo processo che, sottolinea, è emersa la sua candidatura: «Sono stato individuato come figura rappresentativa di questo metodo».
Tra gli aspetti che più lo hanno colpito, Sigona indica con chiarezza il bisogno diffuso di coinvolgimento: «Macerata urla la voglia di partecipare alla vita amministrativa. C’è una richiesta forte di trasparenza, collaborazione e condivisione delle scelte». Un segnale raccolto in incontri con realtà molto diverse tra loro, dalle associazioni alle organizzazioni sindacali. «Abbiamo percepito un’energia importante – aggiunge – che va intercettata e valorizzata».
Nel suo programma, la cultura occupa un ruolo centrale. Sigona riconosce quanto già realizzato dall’attuale amministrazione, ma sottolinea la necessità di andare oltre: «Chi governerà dovrà partire da ciò che è stato fatto, ma continuare a investire. La cultura è un volano fondamentale». Tra i punti di riferimento cita lo Sferisterio, eccellenza cittadina, e il sistema museale, ma soprattutto il dialogo con Università degli Studi di Macerata e Accademia di Belle Arti di Macerata: «Sono partner strategici per creare opportunità, anche lavorative, e per trattenere i giovani».
Proprio dai giovani arrivano indicazioni concrete. Sigona racconta di aver raccolto proposte anche tramite strumenti anonimi: «Ci chiedono cose semplici, ma fondamentali». Tra queste, collegamenti serali verso le zone dei servizi, o trasporti dalla stazione nelle ore notturne. «Sono esigenze basilari – sottolinea – ma decisive per far sentire i giovani parte della città. Se un ragazzo vuole andare al cinema la sera – osserva – spesso non ha un mezzo pubblico per farlo». Allo stesso modo, emerge il problema dell’ultimo miglio per chi arriva in città in treno: «Dopo l’ultima corsa ferroviaria non esiste un servizio che accompagni le persone verso le proprie abitazioni».
Altro tema centrale è quello del commercio e della vitalità del centro storico. «È un problema diffuso, non solo di Macerata – osserva – ma il centro deve tornare a vivere». La ricetta passa da più residenzialità e servizi: «Bisogna riportare funzioni essenziali, dal commercio di qualità – come le botteghe artigiane – fino ai servizi sanitari». Tra le idee, anche la creazione di piccoli presidi come ambulatori o centri prelievi: «Possono diventare elementi attrattivi per chi vive in centro».
Da medico, Sigona dedica attenzione anche al tema sanitario. «La sanità è competenza regionale, ma il sindaco deve vigilare e rappresentare i bisogni dei cittadini». Sul nuovo ospedale evidenzia criticità nei tempi: «In sei anni si è visto poco». E lancia una riflessione più ampia: «Si è investito molto in strutture e tecnologia, ma si è perso di vista il paziente». Da qui il concetto chiave della sua visione: «Prendersi cura. Non è solo uno slogan, ma un approccio: ascoltare le persone per trovare soluzioni concrete».
In chiusura, uno sguardo alle urne. «Tutti corriamo per vincere – conclude Sigona – ma l’obiettivo è anche affermare il valore del percorso fatto. Se ci sarà un ballottaggio, porteremo le nostre idee su un tavolo, pronti a confrontarci con chi sarà disponibile a condividerle».
Una candidatura che punta quindi su ascolto, partecipazione e pragmatismo, con l’ambizione dichiarata di “ridare pelle nuova” alla città.
In occasione dell'iniziativa "1° Maggio in terrazza" (qui i dettagli dell'evento), la polizia locale di Macerata ha predisposto un'ordinanza specifica per regolamentare la circolazione stradale e garantire lo svolgimento in sicurezza della manifestazione. Il provvedimento interesserà principalmente l’area dei Giardini Diaz e piazza Garibaldi, con modifiche sostanziali alla sosta e al trasporto pubblico.
Per l’intera giornata di venerdì 1° maggio, sono previste limitazioni rigide per i veicoli privati. In particolare, dalle ore 8:00 alle ore 01:00 del giorno successivo, scatterà il divieto di sosta con rimozione forzata in piazza Garibaldi e su tutta l’area dell’ovale dei Giardini Diaz, comprese le rampe di accesso. Il divieto non si applica ai mezzi di soccorso, ai veicoli autorizzati dall'organizzazione e a quelli al servizio di persone diversamente abili con regolare pass.
Parallelamente, la circolazione sarà interdetta con uno sbarramento fisico ai Giardini Diaz a partire dalle ore 7:00, protraendosi fino al termine dell’evento (previsto intorno all'una di notte).
Anche il trasporto pubblico subirà variazioni significative per evitare l'area dei festeggiamenti. Dalle ore 10:00, tutti gli autobus provenienti dal terminal di piazza Pizzarello seguiranno percorsi alternativi. Le linee potranno transitare lungo via Enrico Filiberto, via Valentini, via Cioci e via Roma, oppure deviare su via Cadorna e via Mugnoz a seconda delle esigenze di linea.
Un cambiamento importante riguarda il capolinea dei bus ai Giardini Diaz, che dalle ore 10:00 fino alle 01:00 sarà temporaneamente spostato in via Trento. La cittadinanza è invitata a prestare attenzione alla segnaletica temporanea per evitare disagi negli spostamenti.
Il suono che si fa immagine, il colore che segue il ritmo. Si è rinnovato ieri pomeriggio, presso la Galleria Belvedere Beligatti, il tradizionale dialogo tra l'associazione Appassionata e l’Accademia di Belle Arti di Macerata. L'occasione è l'inaugurazione di "Come un caleidoscopio", quattordicesima edizione del progetto "A più voci" che trasforma l'ascolto musicale in un'esperienza visiva coinvolgente.
La mostra, curata dalle professoresse Marina Mentoni ed Elena Giustozzi, trae ispirazione dal programma del Family Concert "Pierino, il lupo e altre storie". Gli studenti dell'Accademia hanno esplorato diverse linee di ricerca, partendo da un filone dedicato al movimento e alla metamorfosi ispirato all'Apprendista Stregone. Di particolare rilievo è il laboratorio di Mădălin Ciucă sulle tecniche pittoriche fluttuanti come Suminagashi, Ebru e marmorizzazione, dove il colore danza sulla superficie creando forme imprevedibili che richiamano l'essenza stessa del caleidoscopio.
Accanto alla sperimentazione sull'acqua, la mostra propone una rilettura contemporanea dei personaggi di Pierino e il lupo, tradotti in simboli e atmosfere grafiche. Un'ulteriore dimensione creativa è offerta dai libri d'artista, realizzati sotto la guida del professor Fabio Di Lizio, dove quaderni e narrazioni visive sostituiscono la scrittura tradizionale con il ritmo del segno e della composizione delle pagine.
Il legame con la musica troverà il suo culmine domenica 26 aprile alle ore 18.30 presso il Teatro Lauro Rossi. Sul palco si esibirà la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, diretta da Jacopo Rivani, con la voce recitante di Lucia Palozzi. Sarà un concerto pensato per le famiglie che darà idealmente "suono" alle opere esposte in galleria, completando il percorso multisensoriale del progetto.
La mostra, che vede protagonisti sedici giovani talenti dell'Accademia (da Aurora Basili a Alessio Veroli), resterà aperta fino al 3 maggio 2026 presso la sede di Via Mozzi, visitabile tutti i pomeriggi dalle 16.30 alle 19.00, con l'eccezione del lunedì.
Cambio di rotta per Augusto Pellegrini, che ieri, 22 aprile, ha rassegnato le dimissioni dal Consiglio Comunale di Treia e dalla carica di presidente della Commissione Politiche Sociali. Un addio ai banchi della città del bracciale che non è un ritiro dalla politica, ma un "atto dovuto" per scendere in campo nella vicina Macerata alle prossime elezioni comunali tra le fila del Terzo Polo.
Pellegrini lascia l'incarico con gratitudine, dopo aver consultato il sindaco treiese Franco Capponi: "Porto con me un’esperienza intensa e proficua, della quale mi sento di ringraziare con affetto i cittadini treiesi, i miei colleghi consiglieri tutti ed il sindaco Capponi, che guida con visione e successo ormai da anni la Città".
Il fulcro della nuova sfida elettorale di Pellegrini è il progetto di una "Città Granne" (qui avevamo anticipato il suo progetto), un'idea di federazione tra i comuni del territorio per fermare il calo demografico e dare nuovo slancio all'area maceratese.
"A Macerata tira un buon vento di rinnovamento. In molti sembrano percepire la necessità di superare gli attuali confini amministrativi e di puntare ad una Città Policentrica - afferma Pellegrini in una nota -. Costruire il consenso attorno a questo progetto da Macerata è il passo necessario per farlo progredire, per il ruolo di capoluogo che la città storicamente ricopre".
Pellegrini ha scelto di correre come indipendente del Terzo Polo, definendolo come una piattaforma "focalizzata sul fare per il bene comune, che predilige il noi rispetto all'io" e non coinvolta negli ultimi 30 anni di governo maceratese.
La visione di Pellegrini non dimentica le sue origini, ma punta a un'integrazione strutturale tra i borghi e il centro principale della provincia: "Lo farò anche per Treia, perché spero che l’amata Città che mi ha dato i natali si unisca al progetto di Città policentrica. Siamo un’unica grande comunità, dobbiamo solo trovare in noi la forza di superare particolarismi ingiustificati per assicurare insieme un futuro migliore per i nostri figli. La storia ci insegna che per fare grandi cose bisogna puntare in alto, senza paura di cadere".
Il futuro del Liceo Scientifico "G. Galilei" accende la campagna elettorale a Macerata. Dopo la notizia del possibile smembramento dell'istituto su tre diverse sedi per l'anno scolastico 2026/2027 - reso necessario dai lavori di adeguamento sismico in via Manzoni - interviene duramente Gianluca Tittarelli, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra.
Tittarelli punta il dito contro la gestione del sindaco uscente Sandro Parcaroli, definendo la situazione un "fallimento della programmazione". Al centro della polemica c’è l’incertezza che regna sul destino di 433 alunni e 20 classi che dovranno essere dislocate.
"Il Liceo Scientifico è la scuola più frequentata di Macerata. Che in questo momento non si abbiano ancora certezze su dove andranno questi ragazzi a settembre è inaccettabile - dichiara Tittarelli -. Non stiamo parlando di un’emergenza improvvisa: i lavori erano programmati e i fondi stanziati. Non c’è nessuna scusante".
La critica di Tittarelli si fa ancora più serrata analizzando il ruolo di Parcaroli, che ha guidato contemporaneamente il Comune e la Provincia (ente responsabile dell'edilizia scolastica). Secondo il candidato del centrosinistra, quella che doveva essere una "cabina di regia" privilegiata si è rivelata un boomerang.
"Quella concentrazione di ruoli e competenze avrebbe dovuto garantire una regia unica e una capacità di intervento straordinaria - sottolinea Tittarelli -. Invece, il risultato è uno spezzatino: la scuola più importante della città costretta a dividersi tra Palazzo degli Studi, l’ex Mestica e i locali dei Salesiani, con studenti e docenti che ogni giorno dovranno fare i conti con questa frammentazione".
In chiusura, Tittarelli sollecita risposte immediate per evitare disagi logistici a centinaia di maceratesi, riportando la questione al centro delle priorità elettorali: "Questo è un tema che tocca direttamente centinaia di famiglie maceratesi e che merita risposte concrete, non rinvii".
Cosa hanno in comune un fischio in pieno recupero davanti a migliaia di spettatori e una scelta strategica in un consiglio d'amministrazione? Molto più di quanto si possa immaginare. È questo il cuore del seminario "Il ruolo dello sport nei processi di marketing delle imprese", che ha visto come protagonista d'eccezione l’arbitro di Serie A Juan Luca Sacchi, ospite stamattina presso la Facoltà di Economia “G. Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche.
Davanti a una platea affollata di studenti del corso del Prof. Valerio Temperini, Sacchi - che oltre alla carriera sul campo vanta un profilo da formatore aziendale - ha tracciato un parallelismo netto tra la direzione di gara e il management. L’attenzione si è spostata su come una singola decisione, presa in una frazione di secondo, possa spostare equilibri economici da milioni di euro.
"Non conta solo la qualità della decisione, ma come viene percepita nel momento in cui viene presa: è lì che si genera il valore", ha spiegato Sacchi agli studenti, paragonando la credibilità dell'arbitro (e del Var) a quella di un brand che deve mantenere alta la fiducia del mercato nei momenti di crisi.
Insieme al giornalista Daniele Bartocci, il seminario ha esplorato concetti fondamentali come la gestione dello stress e l'importanza di saper reagire ai fallimenti. "Gli errori aiutano a migliorare anche nello studio e durante gli esami - ha ribadito l'arbitro maceratese - l’importante è saper reagire sempre. Nel marketing vince chi comunica nel momento giusto e nel modo giusto".
L’incontro, che ha visto tra il pubblico anche figure storiche dello sport regionale come Alberto Santoni (primo vice di Julio Velasco a Jesi), ha toccato anche temi di responsabilità sociale. Si è parlato infatti di tutela della salute con il Passaporto Ematico e della prossima Fiaccola della Prevenzione 2026, che sarà protagonista il 7 maggio a bordo della MSC Divina.
Quando la solidarietà supera i confini nazionali, nascono legami destinati a durare. È questo il senso del viaggio che ha visto protagonista il Kiwanis Club di Macerata durante lo scorso weekend del 17 aprile. Una delegazione di soci, guidata dal presidente Renato Galeotti, si è recata a Parigi per stringere un gemellaggio ufficiale con il Kiwanis Club Paris Concorde Les Gobelins.
L'incontro si è svolto in una cornice d’eccezione, sugli Champs-Élysées, dove il presidente parigino Jean-Noël Leroux e i suoi soci hanno accolto la delegazione maceratese con straordinario calore. Dopo i solenni momenti degli inni nazionale (italiano, francese ed europeo) e i discorsi ufficiali, lo scambio dei gagliardetti ha suggellato un’unione fondata sui principi del Kiwanis International, realtà attiva in 82 paesi del mondo.
Un momento di particolare emozione è stato l’ingresso ufficiale della nuova socia di Macerata, Beatrice Micucci Cecchi. In un gesto di profonda inclusione e amicizia internazionale, è stato lo stesso presidente parigino Jean-Noël ad appuntarle la spilla del club, simbolo di un’appartenenza che non conosce barriere linguistiche.
Non è stata solo una trasferta di solidarietà, ma anche un’importante occasione di promozione del territorio. Il Club di Macerata ha portato nel cuore di Parigi la bellezza delle Marche attraverso libri, depliant e il programma della stagione lirica dello Sferisterio, quest'ultimo donato per l'occasione dalla vice Sindaco di Macerata, Francesca D'Alessandro.
"Parigi non ha bisogno di presentazioni, ma è stato un onore immenso far conoscere la nostra città e la nostra cultura ai fratelli francesi," ha dichiarato il presidente Galeotti.
Fedeli alla missione kiwaniana di aiutare i bambini fragili e bisognosi, i due club hanno unito le forze anche economicamente. Durante la serata è stata raccolta una somma di denaro che il club di Parigi destinerà a una casa accoglienza per madri sole, finalizzata all’acquisto di beni di prima necessità come pannolini e vestitini per neonati.
Il viaggio, favorito da un radioso sole primaverile, si è concluso domenica notte con la promessa di una visita ufficiale dei soci parigini nelle Marche per ricambiare l'ospitalità.
"Siamo tornati con il cuore pieno di gioia," conclude Renato Galeotti. "Stare insieme in armonia e fare del bene fa stare bene. Non potevo immaginare tre giorni più belli di questi".
MACERATA – Il countdown verso le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio entra nel vivo e si apre ufficialmente il ciclo di incontri pubblici della lista Officina delle Idee per Macerata, con candidato sindaco Marco Sigona.
Il primo appuntamento è stato dedicato allo sport, tema centrale del programma amministrativo e inserito nel cosiddetto “Capitolo 3”, dedicato a giovani, sviluppo e lavoro. Sigona ha ribadito come lo sport rappresenti un asse strategico della sua proposta per la città, sottolineando che "lo sport è il più potente strumento di democratizzazione sociale e un acceleratore di cittadinanza che mira al benessere collettivo". Nel suo intervento ha evidenziato come l’attività sportiva "contribuisca a contrastare l’isolamento giovanile e a promuovere una cultura dell’inclusione, definendo la diversità e la disabilità non come limiti ma come valori".
L’incontro, moderato dal candidato consigliere Alberto Scuffia, ha visto anche la partecipazione del ginnasta maceratese Paolo Principi, atleta di livello nazionale, che ha offerto il punto di vista di chi vive quotidianamente il mondo dello sport agonistico. Principi ha ricordato il ruolo centrale delle associazioni dilettantistiche, definite “il tessuto connettivo della nostra società”, e ha sottolineato l’importanza di una pianificazione degli impianti sportivi più vicina ai luoghi della formazione scolastica, così da agevolare famiglie e giovani.
Dal confronto è emersa con forza l’idea di una scuola più integrata con lo sport, con l’introduzione delle scienze motorie già dalla scuola primaria attraverso personale qualificato, e una maggiore capacità del Comune di intercettare finanziamenti e progettualità. Sigona ha insistito anche sulla necessità di un ente locale più attivo, non spettatore ma protagonista nella costruzione di reti e opportunità per il mondo sportivo.
Un altro punto centrale riguarda la riqualificazione e la pianificazione degli impianti, con l’obiettivo di creare una connessione stabile tra spazi sportivi e istituzioni scolastiche, in un’ottica di maggiore accessibilità e funzionalità.
L’incontro si è concluso con l’impegno della lista Officina delle Idee a proseguire il dialogo con cittadini e realtà sportive del territorio, con l’obiettivo dichiarato di trasformare lo sport in una risorsa non solo educativa, ma anche culturale e sociale per l’intera comunità maceratese.
Grande attesa e teatro gremito per i finalisti di Musicultura 2026: il doppio appuntamento del 23 e 24 aprile al Teatro Persiani registra il tutto esaurito, confermando l’interesse crescente del pubblico verso la nuova scena cantautorale italiana.
I sedici artisti selezionati per la XXXVII edizione del festival, scelti tra ben 1.326 candidature, si esibiranno in anteprima nazionale in due serate che si preannunciano ricche di emozioni e scoperte musicali.
Ospite d’eccezione sarà Raphael Gualazzi, musicista raffinato e originale, capace di fondere jazz, blues e soul in uno stile personale e riconoscibile, trasformando ogni esibizione in un’esperienza intensa e coinvolgente.
A condurre gli spettacoli, in programma alle ore 21, saranno John Vignola, Marcella Sullo e Duccio Pasqua di Rai Radio1, emittente ufficiale della manifestazione. Il concerto del 23 aprile sarà trasmesso in diretta radiofonica, mentre quello del 24 andrà in onda in differita il 30 aprile. Entrambe le serate saranno visibili anche in streaming su Rainews.it, sui canali social del festival e in televisione su èTV Marche.
Tra le novità di questa edizione spicca il debutto di Musicultura After Show, che porterà la musica anche fuori dal teatro. A partire dalle 22:30, piazza Leopardi si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto con concerti gratuiti e jam session spontanee che vedranno protagonisti sia artisti ospiti sia gli stessi finalisti.
Un’altra iniziativa significativa è Recanati Next, progetto promosso dal Comune per coinvolgere attivamente i giovani in un percorso di partecipazione culturale. Studenti degli istituti superiori cittadini e della Consulta Provinciale sono stati chiamati a esprimere le proprie valutazioni sui finalisti, contribuendo così a rafforzare il dialogo tra nuove generazioni e istituzioni.
Musicultura si conferma così non solo un concorso musicale, ma un vero laboratorio culturale, capace di unire spettacolo, formazione e cittadinanza attiva. Recanati, ancora una volta, diventa il cuore pulsante della nuova musica italiana.
Arriva fino a Palazzo Chigi la presa di posizione della famiglia di Enrico Mattei. Lo scorso 27 marzo, all’indirizzo Pec della Presidenza del Consiglio, sarebbe stata recapitata una diffida formale con un oggetto inequivocabile: stop all’utilizzo del cognome Mattei per il piano strategico promosso dal Governo. A firmarla è Pietro Mattei, uno dei nipoti dell’imprenditore scomparso nel 1962 in un incidente aereo rimasto tra i grandi misteri italiani. Lo zio, che non ebbe figli, lasciò la propria eredità ai nipoti, oggi al centro della vicenda.
Secondo quanto riportato in un'esclusiva da La Stampa, la decisione arriva dopo un periodo di osservazione delle politiche governative: "All’inizio ho detto vediamo che fanno, ma ora trovo inaccettabile quanto sta accadendo”, ha spiegato al quotidiano torinese Pietro Mattei, criticando in particolare le scelte su energia, immigrazione e politica estera. Nella diffida, l’utilizzo del nome di Mattei viene definito come uno strumento "finalizzato a scopi di propaganda", con il rischio di distorcere il significato storico e politico dell’azione del fondatore dell’Eni.
Il riferimento è al cosiddetto "Piano Mattei", con cui il Governo Meloni intende rafforzare i rapporti con i Paesi africani. Un’impostazione che, secondo gli eredi, sarebbe però "in totale antitesi" con la visione originale: quella di una politica energetica autonoma e di relazioni internazionali basate su accordi paritari. Non manca un passaggio critico anche sui rapporti con gli Stati Uniti: "Mattei li aveva sfidati, non era il loro servo", è una delle frasi più nette riportate nell’intervista.
Tra i punti più contestati c’è proprio l’approccio verso l’Africa. Il Governo richiama spesso il modello Mattei parlando di cooperazione non predatoria, ma per la famiglia il paragone non regge. Nella diffida si ricorda come l’imprenditore marchigiano investisse nella formazione dei giovani locali, inserendoli nelle strutture Eni e contribuendo allo sviluppo dei loro Paesi. Un metodo ritenuto molto distante dall’attuale gestione dei flussi migratori, giudicata più politica che strutturale.
La famiglia è pronta ad andare oltre la diffida. Pietro Mattei ha annunciato la possibilità di avviare un’azione legale sia civile che penale nel caso in cui il nome continui a essere utilizzato: "Stanno vendendo una scatola vuota", è l’accusa fatta dalle colonne de "La Stampa".
Parallelamente, si è aperto anche un contenzioso con l’Eni su alcuni beni appartenuti a Mattei. Gli eredi rivendicano oggetti personali, documenti e diverse opere d’arte del primo Novecento, tra cui due nature morte di Giorgio Morandi. Su questo fronte è già stata avviata una causa civile al tribunale di Macerata per la cosiddetta "petizione ereditaria". L’azienda ha replicato sostenendo che quei beni fanno parte del proprio patrimonio e che difenderà questa posizione in giudizio.
Abbiamo inoltre interpellato il fratello di Pietro Mattei, Paolo Mattei, che offre una lettura più distaccata della vicenda, pur condividendo la difesa del valore del 'Piano Mattei'. "Secondo me – spiega – si stanno mescolando piani completamente diversi: il Piano Mattei per l’Africa, l’azione politica del Governo e perfino scenari internazionali come la guerra in Medio Oriente. Sono livelli distinti che non dovrebbero essere sovrapposti".
Paolo Mattei sottolinea come, a suo avviso, il dibattito pubblico stia confondendo ambiti non comparabili: “Una cosa è il Piano Mattei, un’altra sono le scelte politiche dell’esecutivo e un’altra ancora le dinamiche geopolitiche tra Stati Uniti, Russia o Israele e Palestina. Non si può mettere tutto sullo stesso piano”.
Pur esprimendo critiche verso alcune letture della vicenda, si dice invece favorevole al richiamo al progetto originario: "Il Piano Mattei, in sé, è un’idea che condivido, perché i principi a cui si ispira sono ancora attuali rispetto alla visione di Enrico Mattei". E aggiunge: "Ma non si può confondere il giudizio politico generale con il contenuto del Piano. Sono ambiti diversi e vanno valutati separatamente".
Prosegue in arancionero il percorso di Nicole Piomboni: la schiacciatrice classe 2005 sarà ancora una giocatrice della CBF Balducci HR. Il club maceratese e la giocatrice azzurra, campionessa mondiale Under 21, hanno rinnovato l’accordo anche per la stagione 2026/27. L’atleta romagnola, alta 182 cm, continuerà dunque a far parte del roster che affronterà il prossimo campionato di Serie A1, dando continuità al proprio percorso di crescita con la maglia arancionera.
Nel corso dell’ultima stagione Piomboni ha contribuito alla salvezza in Serie A1 della CBF Balducci HR con prestazioni importanti, confermando il proprio valore nel massimo campionato. In precedenza, con la maglia della CDA Talmassons, era stata tra le protagoniste della promozione in Serie A1, disputando poi la massima serie anche con il club friulano. Agli inizi della sua carriera ha vestito le divise di Olimpia Teodora Ravenna e VAP Galbiati Piacenza in Serie B1, prima del salto nei campionati nazionali maggiori.
Importante anche il suo percorso con le Nazionali giovanili: nella scorsa estate ha conquistato il titolo mondiale con l’Italia Under 21, mentre con la Nazionale Under 22 ha ottenuto la qualificazione ai Campionati Europei in programma questa estate. In precedenza, Piomboni aveva già centrato l’argento all’Europeo Under 20 nel 2024 e il bronzo ai Mondiali Under 19 nel 2023.
Nicole Piomboni in arancionero anche nella prossima stagione: come è arrivata questa scelta?
«Sono molto contenta di poter dire di aver preso la decisione di rimanere ancora qui alla CBF Balducci HR Macerata, perché è stato un anno in cui sono stata molto bene fin dall’inizio. Da quando sono arrivata mi sono sentita subito a casa. Penso che alla fine quello che ti fa stare bene in un posto siano le persone e l’ambiente che lo circonda, e io devo dire che quest’anno mi sono trovata davvero bene, a partire dall’allenatore, dallo staff e dalle compagne. Abbiamo lavorato molto bene e quindi ho preso questa decisione con grande convinzione».
Non è stata la prima stagione in A1, ma è stata quella in cui Nicole Piomboni ha trovato più spazio: continua il percorso di crescita?
«Sì, posso dire che è stata la prima stagione in A1 in cui sono riuscita a ritagliarmi dello spazio in campo. Mi sento cresciuta sotto diversi punti di vista. Innanzitutto credo di aver acquisito più consapevolezza come giocatrice a 360 gradi, sia dal punto di vista tecnico, nei fondamentali dove magari inizialmente ho fatto un po’ più fatica essendo a un livello nuovo, come l’attacco o la ricezione con battute più incisive, sia a livello personale, perché ho acquisito più sicurezza. Mi sento quindi migliorata, ma allo stesso tempo so che posso ancora lavorare tanto per fare ancora meglio nella prossima stagione».
Guardando al prossimo anno, obiettivi e prospettive?
«Mi aspetto sicuramente un’altra stagione molto impegnativa. Il livello sarà ancora più alto e questi sono stimoli in più che fanno sempre bene. Affronteremo tutto con lo stesso spirito con cui abbiamo vissuto questa stagione: con carica, grinta e voglia di fare bene. Sono sicura che, partendo così fin dall’inizio, riusciremo a toglierci delle soddisfazioni».
Venerdì 24 aprile, alle ore 17:30, si terrà la presentazione pubblica del restaurato Polo culturale San Rocco, situato all’inizio di vicolo Costa. L'iniziativa segna la restituzione alla cittadinanza di un ulteriore e importante tassello del patrimonio storico-architettonico cittadino, trasformato in uno spazio moderno e polifunzionale.
L’apertura sarà accompagnata da un momento di carattere artistico: una Ouverture musicale curata dalla Scuola Civica di Musica Stefano Scodanibbio, seguita dalla esposizione di una gigantografia in scala naturale della grande tela del pittore ottocentesco Giovanni Cingolani raffigurante il Poeta e scrittore Italiano Torquato Tasso che presenta il suo poema “Gerusalemme liberata” alla Accademia dei Catenati, tela originale presente nel Salone di rappresentanza del Palazzo del Governo ma che oggi è custodita in deposito in attesa di restauro. Questi due momenti della presentazione pubblica, infatti, sottolineeranno la vocazione del sito quale nuovo centro per le attività concertistiche, espositive e culturali della città.
Il recupero dell’ex chiesa di San Rocco, manufatto le cui prime notizie risalgono alla metà del XVI secolo come proprietà della Confraternita omonima disciolta nel 1810, è stato reso possibile grazie ai fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) nell'ambito degli interventi di Rigenerazione Urbana, per un investimento complessivo di 1 milione e 650 mila euro.
L’intervento, basato sul progetto definitivo redatto dallo studio KALIP e affidato attraverso appalto integrato al Consorzio Stabile Alta Val di Cecina, ha riguardato il restauro conservativo, il miglioramento sismico e l’adeguamento funzionale della struttura. I lavori sono stati condotti nel pieno rispetto dei caratteri costruttivi originari, puntando alla rimozione delle stratificazioni interne verticali e orizzontali accumulatesi nel tempo e al ripristino della copertura con una nuova struttura lignea.
Particolare cura è stata dedicata alla ridefinizione estetica e funzionale degli interni: l'uso di materiali e colori appropriati, insieme a specifici interventi per il miglioramento delle prestazioni acustiche, garantisce oggi una qualità ottimale per l'attività convegnistica e concertistica. Purtroppo nessun lacerto materiale testimoniante i tre altari che arricchivano la primitiva chiesa è stato trovato, tuttavia in sede di rilievo è stato intercettato e poi reso visibile parte del “pozzo di San Rocco” che suggerisce la presenza di primitive cavità ipogee.
Il complesso, che comprende anche il recupero delle facciate esterne in laterizio a vista e la creazione di moderne zone di servizio in prossimità del foyer e del palco, offre ora una sala principale da circa 80 posti a sedere, dotata di impianti tecnologicamente avanzati e pronta a integrarsi nella rete degli spazi culturali del centro storico.
L’apertura del Polo San Rocco si inserisce nel più ampio piano di risanamento e riqualificazione del patrimonio edilizio e urbanistico del nucleo antico della città, che ha già visto il ripristino di numerosi vicoli e spazi aperti riscuotendo un considerevole apprezzamento pubblico. La struttura si propone come un nuovo simbolo di vitalità socio-culturale, offrendo un contenitore moderno per attività espositive, musicali e di approfondimento.
Nel centro storico di Macerata la mattinata si è aperta con qualche difficoltà nella circolazione, in seguito al cambio di senso di marcia di alcune vie annunciato nella giornata di ieri. Il piano, legato a un intervento di manutenzione stradale, prevedeva una modifica della viabilità articolata in due momenti distinti: una prima fase dalle 7 del mattino e un cambiamento più rilevante a partire dalle 14.
Proprio questa distinzione, però, non è risultata del tutto chiara a chi si è trovato a transitare in centro nelle prime ore della giornata. Alcuni automobilisti hanno segnalato una comunicazione poco efficace, trovandosi di fronte a una segnaleticache indicava cambiamenti già in atto, senza che però fossero ancora state chiuse le strade interessate o pienamente attuate le nuove disposizioni.
Ne è derivata una situazione di incertezza nel traffico, con conducenti che hanno interpretato in modo diverso le indicazioni presenti lungo il percorso. Un contesto reso più delicato anche dalla coincidenza con il giorno di mercato, che ha contribuito ad aumentare il traffico nella zona.
Il risultato è stato un avvio non del tutto lineare per una riorganizzazione della viabilità a Macerata che, secondo quanto previsto, dovrebbe entrare pienamente a regime nel corso della giornata, una volta scattate le modifiche principali programmate per il pomeriggio.
In concreto, i cambiamenti prevedono il divieto di sosta in via Zara nel tratto tra viale Leopardi e via Don Minzoni e, dalle 14, la chiusura al traffico di via Zara. Per consentire la circolazione vengono invertiti i sensi di marcia in via Ciccarelli, in via Lauro Rossi nel tratto verso via Santa Maria della Porta, in via Basili e in parte di via Santa Maria della Porta. In piazza Mazzini, all’ingresso di Porta Mercato, è previsto un senso unico alternato con precedenza in uscita verso piazza Nazario Sauro e il divieto per i mezzi superiori alle 3,5 tonnellate. Temporaneamente viene sospesa la Ztl in via Don Minzoni, mentre in via Padre Matteo Ricci è obbligatoria la svolta a sinistra verso via Santa Maria della Porta con accesso limitato a residenti e carico e scarico. In via Armaroli potrà inoltre essere attivato un senso unico alternatoin base all’avanzamento dei lavori.
Il costo della vita torna a salire con decisione a Macerata, riportando il capoluogo marchigiano tra i più cari d’Italia. Dopo un inizio d’anno che lasciava intravedere segnali di stabilizzazione, i dati di marzo ribaltano lo scenario e certificano una nuova accelerazione dei prezzi. Secondo l’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori sui dati territoriali diffusi dall’Istat, Macerata si colloca al nono posto nella classifica dei capoluoghi più cari d’Italia. L’inflazione tendenziale ha raggiunto il +2,6%, uno dei valori più alti a livello nazionale, traducendosi in un aumento medio della spesa annua di circa 576 euro per famiglia.
Un dato che segna un deciso peggioramento rispetto all’inizio dell’anno. A gennaio la città era già tra le più care, con un +1,8% e un aggravio di circa 399 euro annui, mentre a febbraio il tasso era salito al 2%, pur con un leggero arretramento in classifica. Marzo, invece, segna il ritorno stabile nella top ten, confermando una tendenza che riporta alla mente quanto accaduto due anni fa, quando Macerata figurava stabilmente ai vertici.
Il confronto con il resto del Paese è significativo: la media italiana si ferma a un +1,7%, pari a circa 427 euro annui in più a famiglia. Ancora più marcato il divario con le altre province marchigiane. Ascoli Piceno si posiziona a metà classifica, con un’inflazione dell’1,7% e un aumento medio di 376 euro, mentre Ancona si colloca tra le città meno colpite, con un +1% e un aggravio di appena 236 euro annui.
A incidere maggiormente sull’aumento dei prezzi sono soprattutto le spese quotidiane. L’analisi dell’Istat evidenzia come il peso principale arrivi dai beni alimentari e dalle bevande analcoliche, seguiti dai servizi di ristorazione e alloggio e dai trasporti. In altre parole, è il cosiddetto “carrello della spesa” a incidere in modo determinante sui bilanci familiari.
Resta sullo sfondo anche il tema dei costi energetici, influenzati dalle tensioni internazionali, in particolare in Medio Oriente. Tuttavia, nelle Marche l’impatto dei carburanti, pur significativo, risulta meno marcato rispetto ad altre regioni, elemento che rende ancora più evidente la specificità della dinamica maceratese.
Guardando al quadro nazionale, la città più cara è Como, con un’inflazione del 2,7% e un aumento annuo che supera gli 800 euro a famiglia. Seguono Belluno e Grosseto, anch’esse con rincari sostenuti. All’opposto, Campobasso, Aosta e Trapani restano le realtà meno colpite dal caro vita.
Per Macerata, dunque, il 2026 si conferma un anno complesso sul fronte dei prezzi: il peso dell’inflazione continua a farsi sentire, soprattutto nelle spese quotidiane, mettendo sotto pressione i bilanci delle famiglie e riaccendendo l’attenzione su un fenomeno che, almeno per ora, non accenna a rallentare.
Sabato 2 maggio, a Macerata, si terrà un corso introduttivo gratuito di Nordic Walking. L’appuntamento è promosso da U.S. Acli Marche APS, U.S. Acli provinciale Macerata, Green Nordic Walking di Macerata e dalla Scuola Italiana di Nordic Walking, all’interno del progetto “D(i)ritto allo sport”.
L’attività si svolgerà presso lo Stadio dei Pini. Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare Danilo (3482407754) o Alfredo (3473540677). L’organizzazione metterà a disposizione i bastoncini. Il percorso formativo ha una durata complessiva di
5 ore: 2 ore iniziali e ulteriori 3 da programmare direttamente con l’allievo, secondo le indicazioni della Scuola Italiana di Nordic Walking. È richiesto abbigliamento sportivo adeguato e scarpe comode.
Il Nordic Walking è una disciplina che nasce dalla camminata ma integra l’uso dei bastoncini per coinvolgere in modo armonico sia la parte superiore sia quella inferiore del corpo. È considerata una pratica accessibile a tutte le età, utile per migliorare postura, resistenza e benessere generale. Negli ultimi anni ha registrato una crescita significativa: in Italia si stima che siano ormai oltre 200.000 le persone che lo praticano con regolarità, sia in contesti urbani sia lungo percorsi naturalistici.
MACERATA – È stato rintracciato e arrestato nel territorio maceratese un cittadino extracomunitario di 29 anni, di origine gambiana, domiciliato in provincia di Grosseto e incensurato, destinatario di un mandato di arresto europeo.
L’operazione è stata condotta nella mattinata di ieri dalla Polizia di Stato, a seguito di una segnalazione diramata dalle autorità tedesche attraverso il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Divisione S.I.Re.N.E. del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Ricevuta la comunicazione, gli investigatori della Squadra Mobile di Macerata, in sinergia con il personale dell’Ufficio Immigrazione, hanno avviato immediatamente le ricerche. Dopo alcuni giorni di attività investigativa e servizi di osservazione, gli agenti sono riusciti a localizzare l’uomo sul territorio provinciale.
Dagli accertamenti è emerso che il 29enne era destinatario del provvedimento restrittivo emesso dalle autorità tedesche per l’inosservanza degli obblighi imposti dall’autorità giudiziaria.
Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato arrestato e trasferito presso la Casa circondariale di Ancona Montacuto, dove resta a disposizione del presidente della Corte di Appello di Ancona, in attesa delle procedure previste nell’ambito del mandato di arresto europeo.
Pensando a quanto deve essere costata ad Aldo Alessandrini, anche umanamente, la scelta che ha compiuto, mi sovviene un verso di Dante che amo particolarmente e che dedico a questo avvocato e politico di specchiata onestà anche intellettuale: “E come quei che con lena affannata, uscito fuor del pelago a la riva, si volge a l’acqua perigliosa e guata,così l’animo mio, ch’ancor fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva”.
Ci vuole coraggio a lasciare un partito di cui si è stati fedeli sostenitori per buona parte della propria vita, essendone divenuto segretario cittadino e avendo portato avanti con “onestà e onore” – come recita la massima che dovrebbe guidare tutti coloro che operano nella, o si interessano della, cosa pubblica – l’incarico per questi quasi sei anni di capogruppo della Lega in consiglio comunale.
Ma l’avvocato ha detto: basta. Ha restituito la tessera della Lega e, alla vigilia della composizione di una lista a questo punto fantasma e di certo problematica, ha sbattuto la porta. Si candida in altra compagine? Non si sa. Forse Alessandrini in queste ore sta meditando sul da farsi: di certo sono molte le liste pronte ad accoglierlo per lo spessore del suo operato come consigliere.
Negli ultimi mesi la sua azione nella Lega era diventata difficile. Prima ha sostenuto un braccio di ferro con l’allora segretario provinciale Luca Buldorini, poi è stato guardato male quando ha posto, giustamente, la questione del museo per Dante Ferretti; infine, quando – com’è dovere di ogni consigliere – ha fatto un accesso agli atti sulla faccenda spinosa del mattatoio, è stato accusato di voler boicottare il Sindaco.
Lui è rimasto basito: “Ma come?” si è chiesto e ha chiesto: devo giustificare perché mi documento per meglio sostenere la maggioranza e il Sindaco?
A fare traboccare il vaso sarebbe stata l’incertezza sulla composizione della lista per le amministrative di Macerata e, soprattutto, il caldeggiato apparentamento con la sedicente compagine dei commercianti capeggiata dall’“uomo con la camicia”.
Nell’ultima riunione – assente il consigliere regionale Renzo Marinelli, nominato dalla Lega commissario ad acta per le comunali di Macerata – Alessandrini ha chiesto chiarezza sulle candidature. Per tutta risposta, il commissario provinciale Mauro Lucentini avrebbe detto: “Decido io”.
Al punto che si sussurra sia stato escluso dall’elenco un militante del partito perché non corrispondente all’ideale di prestanza fisica che i nuovi dirigenti (si fa molto per dire) hanno come riferimento.
Forse questo, in parte, spiega la riluttanza di Anna Menghi – la sola che abbia esperienza d’amministrazione e sappia far politica – ad accettare di entrare in lizza.
Ma è stata solo la presa d’atto di una convivenza divenuta impossibile. Si sa che Aldo Alessandrini era contrarissimo all’alleanza con la lista dei negozianti e, soprattutto, alla presenza dell’uomo con la camicia che, a quanto si dice, si sarebbe già messo d’accordo con l’assessore Lego per ottenere un incarico in giunta.
E qui si apre un problema gravissimo per il Centrodestra.
Se volete un consiglio, carissime elettrici e cari elettori, fate scorta di pop corn, perché da oggi nella compagine parcaroliana può succedere di tutto.
Cerchiamo di orientarci in questo labirinto di appetiti personali, di giochi di palazzetto, di pressioni degli uni contro gli altri. Ad alcuni che si agitano in questo teatrino consiglierei la lettura di un profondo romanzo di Alberto Moravia, “Le ambizioni sbagliate”, così magari avranno un salutare ripensamento.
A tre giorni dall’ultima scadenza per la presentazione, la Lega – che deve candidare Sandro Parcaroli come Sindaco – non riesce a fare la lista. I leghisti disposti a candidarsi sono otto: tra questi l’assessore Lego e l’assessore al bilancio Oriana Piccioni. Dei consiglieri eletti nel 2020 non si ripresenta nessuno.
Però la lista dei negozianti, annunciata come un esercito al seguito del camiciaio, non riesce a mettere insieme più di dodici nomi. Otto più dodici fa venti, ma il minimo di candidati che una lista deve presentare per essere ammessa alla competizione è 21: due terzi degli eligendi.
Al momento, la lista bottegaio-leghista non ha i numeri.
In queste ore febbrili è cominciata la caccia al candidato. E, se nei casi criminali si usa il luminol, in Lega ora usano il “Lucentil”, con il padre nobile Marinelli che si è chiamato fuori dalla rissa.
Sandro Parcaroli è dirigente regionale della Lega e rischia di non avere una lista della Lega.
C’è poi un altro fattore di cui gli altri partiti di Centrodestra dovrebbero tener conto. I manovratori della lista bottegaio-leghista starebbero pensando di non presentare comunque il simbolo della Lega, che resterebbe esclusa dalla competizione (ripeto: Sandro Parcaroli è nella segreteria regionale della Lega, che peraltro sinora – con l’onorevole Giorgia Latini – si è segnalata per totale assenza), allo scopo di conquistare nelle trattative per la giunta quanti più posti di assessore possibili.
Secondo il manuale Cencelli – il famoso codice attraverso cui si spartivano gli incarichi nelle coalizioni della Prima Repubblica – la casella di Sindaco vale tre assessori. Essendo Sandro Parcaroli della Lega, ai salviniani difficilmente spetterà un’altra poltrona, se i risultati del voto saranno quelli che i sondaggi prefigurano.
La lista che dovrebbe avere maggiori consensi, e dunque più incarichi, dovrebbe essere quella di Fratelli d’Italia, seguita da Forza Italia.
I posti sono nove, a cui si aggiunge l’incarico di Presidente del consiglio comunale, ma bisogna tener conto anche delle quote rosa: almeno quattro assessorati devono essere ricoperti da donne.
Si possono nominare assessori non eletti (la prima giunta Parcaroli era ben fornita di non votati), ma stavolta è stato firmato un documento in cui Sandro Parcaroli si impegna a nominare assessori solo eletti.
Nella lista ancora incerta bottegaio-leghista ci sono due aspiranti assessori: l’uscente assessore Lego e l’uomo con la camicia. Sperano di poter partecipare alla trattativa dicendo: “Non siamo della Lega, dunque la poltrona di Sindaco non azzera le nostre possibilità”.
C’è però la variante Oriana Piccioni che, essendo donna, ha una posizione di favore per diventare assessore se alla Lega, oltre al Sindaco, dovesse spettare un altro posto. Si preparano notti da lunghi coltelli.
Non so con quale animo gli altri partiti di Centrodestra assistano a tutto ciò; forse cominciano a preoccuparsi per la credibilità dell’alleanza. E, a parer mio, fanno bene. Ah, dimenticavo: per eleggere un Sindaco e, dunque, fare l’assessore, ci vogliono i voti.
Alla prossima.
PORTO RECANATI – Non è stata una partita come le altre, e non avrebbe potuto esserlo. Il recupero della 27ª giornata tra Adriatica Porto Recanati e Cluentina si è giocato in un’atmosfera sospesa tra l’agonismo del campo e la commozione del ricordo. La gara, rinviata sabato scorso per la tragica scomparsa di Giuseppe Canuti, stimato tecnico e padre di Lorenzo (centrocampista della Cluentina), è stata il palcoscenico di un gesto di grande solidarietà: il club rivierasco ha infatti accolto immediatamente la richiesta di rinvio, dimostrando che i valori umani precedono sempre quelli sportivi.
Sotto un sole tornato a splendere dopo un violento acquazzone, il minuto di silenzio in onore di Giuseppe Canuti è stato rotto solo dal coraggio del figlio Lorenzo, sceso regolarmente in campo per onorare la memoria del padre.
La Cluentina parte con il piglio della grande squadra. Già nei primi minuti Monteverde e Cullhaj spaventano la retroguardia locale. L'Adriatica risponde al 16’ con Diallo, che a porta vuota fallisce incredibilmente il vantaggio. Il primo tempo è un susseguirsi di emozioni: se al 25’ un fendente di Giri si stampa sul palo, allo scadere è Pagliarini a salvare la Cluentina respingendo sulla linea una conclusione a botta sicura.
Nella ripresa, il portiere ospite Amico inizia il suo show personale, negando il gol a Streccioni con un intervento prodigioso. Tuttavia, nel momento migliore dei padroni di casa, la Cluentina colpisce: al 62’ un cross perfetto di Pagliarini trova Cullhaj, che come un rapace d'area firma lo 0-1.
L’Adriatica Porto Recanati non ci sta. Mister Moriconi scuote i suoi e l’area della Cluentina diventa una polveriera. Tra il 73’ e il 75’ Amico compie tre miracoli consecutivi, blindando la porta biancorossa. Ma la resistenza ospite crolla all’83’: su una punizione di Gasparini, Diallo colpisce la traversa e, sulla carambola, il veterano Streccioni è il più lesto di tutti a ribadire in rete l’1-1.
La Cluentina sfiora il nuovo sorpasso con Ceesay, ma il destino ha in serbo un finale diverso. Al 92’, dopo l'ennesima parata super di Amico su punizione di Moretti, arriva l'episodio decisivo: sugli sviluppi del corner, la palla finisce al limite dell'area dove Diallo coordina il destro e scarica una saetta imparabile che gonfia la rete per il definitivo 2-1.
Con questa vittoria, l'Adriatica compie l’aggancio al quinto posto (ora sesto solo per la classifica avulsa), rilanciando prepotentemente le proprie ambizioni play-off a tre giornate dalla fine. Per la Cluentina resta il rammarico per un punto sfumato in extremis, ma la consapevolezza di una prestazione eccellente. Al fischio finale, però, i punti sono passati in secondo piano: resta l’immagine dei ventidue in campo stretti attorno a Lorenzo Canuti, in un pomeriggio dove il calcio è stato, prima di tutto, una lezione di vita.
Il Tabellino
ADRIATICA PORTORECANATI: Piangerelli, Angelici, Gasparini, Donati, Camilletti, Guercio (65’ Lorenzo Giri), Agostinelli, Leonardo Giri (75’ Pigliacampo), Streccioni, Moretti, Diallo. Allenatore: Francesco Moriconi
CLUENTINA: Amico, Gesuelli, Monteverde (69’ Torresi), Pagliarini, Pieristè, Brizi (55’ Mogetta), Cullhaj (76’ Cappelletti), Montecchiari, Lovascio (55’ Ceesay), Canuti (63’ Di Marino), Mancini. Allenatore: Stefano Massi
ARBITRO: Francesco Mazzulla (Macerata)
SPETTATORI: circa 100.
MARCATORI: 62’ Cullhaj (C), 83’ Streccioni (P), 92’ Diallo (P)
“Libertà è partecipazione”, cantava Giorgio Gaber. Ma si potrebbe aggiungere: democrazia è consapevolezza.
Nell’approssimarsi delle elezioni comunali, due dei maggiori circoli culturali di Macerata – il Circolo di cultura politica Aldo Moro e il Circolo della Rosa – hanno unito le forze per organizzare un confronto pubblico su tre temi fondamentali per la cittadinanza: sanità, economia e cultura.
L’appuntamento è per giovedì 23 aprile alla Sala Castiglioni della Biblioteca Comunale Mozzi-Borgetti (piazza Vittorio Veneto, Macerata). A partire dalle ore 17, dopo l’introduzione di Angelo Sciapichetti (Circolo Aldo Moro), interverranno il professor Claudio Socci (Università di Macerata, ordinario di Politica economica), Gianni Genga (già direttore dell’azienda sanitaria) e Bruno Mandrelli (avvocato e animatore del Circolo della Rosa).
Il tema dell’incontro sarà: “Macerata e il suo territorio: economia, sanità e cultura. Problemi attuali e prospettive future”. A coordinare il dibattito sarà il giornalista Carlo Cambi.
Sono previsti, con tutta probabilità, gli interventi di molti candidati sindaco, così come di rappresentanti delle associazioni e delle categorie economiche della città.
Non si tratta di un momento di campagna elettorale, ma di una giornata di studio volta a mettere a fuoco i temi del possibile confronto tra le diverse liste.
È intenzione degli organizzatori, inoltre, dare ampio spazio al dibattito con il pubblico, per rafforzare il significato più alto della partecipazione alla vita della città.
Un’esperienza indimenticabile, fatta di emozioni, inclusione e condivisione. È quella vissuta da un gruppo di ragazzi dell’Anffas Macerata, che venerdì scorso hanno avuto l’opportunità di assistere dal vivo alla partita di Serie A tra Inter e Cagliari, allo storico Stadio San Siro.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione con la Inter e con l’Inter Club Macerata, che hanno trasformato in realtà un sogno a lungo coltivato dai ragazzi.
Sette giovani con disabilità intellettiva, accompagnati da operatori e amici, sono partiti in pullman da Civitanova Marche per raggiungere Milano e vivere una giornata speciale allo stadio Meazza. Fondamentale il contributo del presidente dell’Inter Club Fabio Sperandini e dei soci Fabrizio Sperandini, Graziano Ortenzi e Pierfrancesco Gentilucci, che si sono impegnati per rendere possibile l’esperienza.
Dall’arrivo nei pressi dello stadio fino all’ingresso sugli spalti, ogni momento è stato carico di emozione: l’atmosfera festosa, i colori delle bandiere, i cori dei tifosi e, soprattutto, l’impatto con il campo di gioco hanno reso la giornata unica. Un crescendo culminato con l’esultanza per i tre gol segnati dall’Inter, che ha reso la partita ancora più coinvolgente.
«Un importante gesto di amicizia e inclusione – ha dichiarato il presidente di Anfass Macerata, Marco Scarponi –. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, garantendo sicurezza e attenzione. Insieme abbiamo vinto».