Entra nel vivo il cammino di avvicinamento alla 48ª edizione del pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto, in programma per sabato 13 giugno. Durante l'udienza generale di questa mattina in Vaticano, papa Leone XIV ha benedetto la Fiaccola della Pace, compiendo il tradizionale gesto simbolico che precede la partenza delle migliaia di pellegrini attesi per la grande manifestazione mariana.
All'incontro con il pontefice ha preso parte una delegazione guidata da monsignor Giancarlo Vecerrica, ideatore del pellegrinaggio e vescovo emerito della diocesi di Fabriano-Matelica, e da monsignor Nazzareno Marconi, vescovo della diocesi di Macerata e presidente della Cem (Conferenza episcopale marchigiana). Insieme a loro erano presenti un gruppo di 30 atleti provenienti da Marche, Umbria, Lazio e Puglia, i podisti dell'atletica vaticana e una rappresentanza di volontari del comitato organizzatore. Nel momento della benedizione, il santo padre ha accolto con un sorriso il saluto di monsignor Vecerrica, che lo ha definito come il proprio "apostolo della pace".
Il viaggio del fuoco podistico toccherà diverse tappe prima di giungere nel capoluogo maceratese. La fiaccola raggiungerà in serata il duomo di Orvieto, località da dove inizierà ufficialmente il suo cammino di avvicinamento nella giornata di mercoledì 10 giugno.
I podisti copriranno un percorso di circa 250 chilometri attraverso varie regioni, con l'obiettivo di fare ingresso allo stadio Helvia Recina di Macerata sabato 13 giugno alle ore 20:30, dando così il via ufficiale alla partenza del pellegrinaggio verso la basilica di Loreto.
La Fiaccola della Pace viene accesa annualmente con l'intento di promuovere un messaggio di fraternità, speranza e dialogo tra i popoli. Lungo il suo tragitto, il fuoco attraverserà numerose città e comunità locali, integrando momenti di preghiera e di aggregazione civile ed ecclesiale.
La complessa gestione logistica e la sicurezza di tutto l'itinerario interregionale saranno garantite, come di consueto, grazie alla collaborazione e al supporto operativo della polizia stradale e dei diversi comandi di polizia locale dei territori che verranno attraversati lungo i 250 chilometri del tracciato.
(Foto di repertorio)
Grande soddisfazione per la kickboxing italiana e per il team del maestro Paolo Pesci grazie alla brillante prestazione di Leonardo Rosetti, già campione italiano nella categoria -75 kg nel marzo 2026, convocato dalla FederKombat per rappresentare l’Italia in un prestigioso torneo internazionale 3 contro 3 disputato in Croazia.
Rosetti ha indossato la maglia azzurra insieme a Daniela Dell'Orco e Leonardo Sforza, sotto la guida del tecnico della Nazionale Paolo Liberati, contribuendo in modo determinante al successo della selezione italiana.
La sfida tra le nazionali si è conclusa con la vittoria dell’Italia per 2-1, grazie al successo decisivo conquistato proprio da Rosetti contro il forte atleta croato Nikola Bilic. L’azzurro ha dominato l’incontro fin dalle prime battute, imponendo ritmo, tecnica e continui attacchi che non hanno lasciato spazio alla reazione dell’avversario.
Una prestazione di alto livello che ha permesso all’Italia di conquistare il primo posto nel torneo e che conferma la crescita dell’atleta maceratese anche in ambito internazionale.
Grande la soddisfazione del maestro Paolo Pesci, che ha seguito l’evento dall’Italia: «Questa convocazione e questa vittoria rappresentano la conferma del grande lavoro svolto in palestra, della serietà e dell’impegno che Leonardo mette ogni giorno negli allenamenti. Vederlo indossare la maglia della Nazionale e contribuire in maniera determinante al successo dell’Italia è motivo di orgoglio per tutta la Kickboxing Macerata».
Il risultato ottenuto in Croazia rappresenta un importante traguardo nel percorso sportivo di Rosetti e conferma il suo valore nel panorama nazionale e internazionale della kickboxing.
MACERATA – Un prestigioso riconoscimento nazionale premia l’impegno del Macerata Opera Festival e del Comune di Macerata nella promozione culturale delle nuove generazioni. In occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno, il presidente della Repubblica ha conferito alla sesta edizione di Sferisterio Scuola la medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte.
Si tratta della più alta onorificenza prevista nell’ambito del riconoscimento istituito nel 1950, assegnata con decreto del Capo dello Stato su proposta del Ministero della Cultura. Un premio che valorizza il percorso di crescita di un progetto educativo e divulgativo che, in appena sei anni, ha superato le 100mila presenze, diventando un punto di riferimento per numerose scuole marchigiane.
Promosso dal Macerata Opera Festival in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Macerata, Sferisterio Scuola è rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie e rappresenta uno dei pilastri dell’attività di formazione del pubblico del futuro. Attraverso laboratori, percorsi didattici e spettacoli dal vivo, il progetto avvicina bambini e ragazzi al mondo dell’opera lirica, favorendo l’educazione all’ascolto e la partecipazione culturale.
Grande soddisfazione è stata espressa dalla sovrintendente del Macerata Opera Festival, Lucia Chiatti. «Ricevere la medaglia del presidente della Repubblica per Sferisterio Scuola è motivo di grande orgoglio e responsabilità. È un riconoscimento di straordinario valore istituzionale e culturale che ci emoziona profondamente. Premia una progettualità che pone i giovani, l’educazione culturale e l’accessibilità all’opera al centro della missione pubblica dello Sferisterio».
Emozionata anche l’assessore alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Macerata, Katiuscia Cassetta. «Sono grata per questo prestigioso riconoscimento. Condividiamo con il presidente della Repubblica una profonda attenzione verso le nuove generazioni e a loro ci rivolgiamo con rispetto e qualità. Questo premio appartiene anche alle scuole, alle famiglie, ai ragazzi e a tutti coloro che negli anni hanno contribuito a rendere speciale questa iniziativa».
Il Macerata Opera Festival ha inoltre rivolto un ringraziamento ai partner che sostengono il progetto: Giessegi Industria Mobili, Astea Energia – Gruppo SGR, Clementoni e Naturneed.
Nel frattempo è già aperta la vendita dei biglietti per le Anteprime Giovani Under 30 del Macerata Opera Festival. Gli under 30 potranno accedere agli spettacoli con un biglietto unico da 12 euro, mentre per gli over 30 è disponibile il voucher accompagnatore da 40 euro, riservato a chi accompagnerà quattro ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni.
L’Ares Safety Macerata conquista il primo sweep stagionale nel campionato di Serie A1 di softball, superando sul diamante di via Cioci l’Itas Mutua Rovigo con un doppio successo: 8-1 al quinto inning in Gara 1 e 5-0 in Gara 2. Un risultato prezioso in chiave classifica che rilancia le ambizioni della formazione maceratese in vista del delicato scontro diretto per la salvezza in programma sabato prossimo a Collecchio.
Grande protagonista della giornata è stata l’americana Farley, impeccabile in difesa con interventi spettacolari e decisiva anche nel box di battuta, dove ha firmato un pesante fuoricampo da tre punti battuti a casa. Positive anche le prestazioni delle lanciatrici Luconi e Carter, quest’ultima determinante sia in pedana sia in fase offensiva.
In Gara 1 l’equilibrio dura poco. Dopo il momentaneo 1-1 firmato da Cabrera per Rovigo, Macerata prende il controllo della sfida sfruttando alcune imprecisioni delle avversarie e costruendo un vantaggio sempre più ampio. Decisivo il terzo inning, chiuso dal fuoricampo da tre RBI di Farley che indirizza definitivamente il match verso l’8-1 finale arrivato per manifesta superiorità al quinto inning.
Anche Gara 2 si apre con il vantaggio delle padrone di casa grazie a un doppio di Tittarelli, che permette a Fagioli di segnare il primo punto. Dopo alcune riprese equilibrate, l’Ares Safety allunga nel quarto inning con una serie di valide e basi per ball che producono il definitivo 5-0. In pedana Carter controlla senza affanni gli attacchi di Rovigo, blindando la vittoria.
Il doppio successo consente alle maceratesi di conquistare uno sweep fondamentale per morale e classifica, confermando i progressi mostrati nelle ultime settimane e offrendo segnali incoraggianti in vista del prosieguo della stagione.
Nell’undicesima giornata di campionato sweep anche per Italposa Forlì contro Lacomes New Bollate, mentre Mia Office Blue Girls e Thunders e Bertazzoni Collecchio e Rheavendors Caronno hanno diviso la posta in palio con una vittoria a testa. Rinviato per impraticabilità del campo il big match tra Quick Mill Bollate e MKF Saronno.
Le strade della Cluentina e di Marco Bonfigli si incrociano nuovamente. A dodici anni di distanza dall’ultima volta, l’allenatore maceratese tornerà a vestire la casacca biancorossa a partire dalla prossima stagione.
Dopo il primo ciclo in Prima Categoria tra il 2012 e il 2015, il tecnico ha costruito un percorso ricco di esperienze e soddisfazioni: tre stagioni alla guida del Montemilone Pollenza, un anno al Rione Pace (futura Vigor Macerata) e il successivo ritorno a Pollenza per coordinare il settore giovanile e la scuola calcio. In seguito è rientrato alla Vigor, dove ha raggiunto una semifinale e una finale play-off, mentre lo scorso anno ha guidato il CSKA Corridonia fino alla finale play-off di Seconda Categoria.
Se è vero che “certi amori non finiscono”, la scelta della società biancorossa rappresenta una chiusura di cerchio. Bonfigli è infatti cresciuto calcisticamente nella Cluentina: dopo averla lasciata a sedici anni per il trasferimento al Montemilone, vi è tornato da calciatore diventando capitano nella storica cavalcata dalla Terza alla Prima Categoria, per poi iniziare proprio lì la carriera da allenatore.
Un ritorno a lungo atteso e più volte sfiorato, come conferma lo stesso tecnico: “Ritorno a casa – sono le sue parole – in un ambiente che ritrovo identico a come lo avevo lasciato: una famiglia, una dirigenza compatta e un gruppo desideroso di riscatto”. E ancora: “Avevo ricevuto altre proposte, ma dopo la chiamata non ho voluto ascoltare altro. Evidentemente era scritto”.
Dal punto di vista tecnico, Bonfigli sottolinea: “Parlare di moduli prima di conoscere i giocatori è inutile: servono ragazzi coraggiosi, motivati e pronti a dare tutto per un progetto ambizioso”.
Soddisfazione anche da parte del presidente Massimiliano Marcolini, che parla di un profilo ideale per il progetto societario e conferma l’obiettivo di migliorare il posizionamento della scorsa stagione, con uno sguardo ai play-off.
Lo staff tecnico sarà completato dal vice allenatore Roberto Carnevali e dalla conferma di Francesco Pennesi come preparatore dei portieri, mentre la dirigenza continua a lavorare per costruire una rosa competitiva in vista del nuovo campionato.
Il comandante provinciale dei Carabinieri, Raffaele Ruocco, è stato intervistato in vista delle celebrazioni del 212° anniversario dell’Arma, che si terranno il 5 giugno in piazza Vittorio Veneto a Macerata. Un’occasione per fare il punto sull’attività sul territorio, sui risultati operativi e sul rapporto tra istituzioni e comunità locale.
Il prossimo 5 giugno (ndr domani) alle ore 10:30, si celebra la festa dell’Arma. Avete scelto ancora una volta piazza Vittorio Veneto.
Anche quest’anno abbiamo il privilegio di festeggiare il 212° annuale della fondazione dell’Arma dei Carabinieri al centro della Città di Macerata in questa bellissima piazza. L’Arma dei Carabinieri nasce il 13 luglio 1814, ma l’anniversario di fondazione si festeggia il 5 giugno per ricordare la data di concessione, nel 1920, della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera.
È da quasi due anni, ormai, alla guida del comando provinciale dell’Arma. Quale aspetto vuole evidenziare?Il gioco di squadra, anche quest’anno ha fatto la differenza e ci ha permesso di fornire risposte tempestive ai fenomeni del territorio di maggiore allarme. In questa provincia, la comunione d’intenti con le altre Forze dell’ordine e la coesione istituzionale è molto forte e se ne è vista l’efficacia. Inoltre mi consenta di evidenziare il lungimirante coordinamento di tutte le attività d’indagine avviate da parte della Procura della Repubblica.
Ci dice quali sono i ricordi più belli di questo anno?Quello più emotivamente intenso è sicuramente l’applauso ricevuto in un Teatro di Civitanova all’indomani dell’operazione POTENTIA, conclusa il 22 gennaio 2026 dal Nucleo Operativo della Compagnia CC di Civitanova Marche, con il coordinamento delle Procure della Repubblica di Macerata e Ancona – Direzione Distrettuale Antimafia, che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 9 persone, emessa dal GIP del Tribunale di Ancona. Un applauso sentito al Comando Provinciale di Macerata che mi ha davvero inorgoglito perché ho il privilegio di avere accanto a me donne e uomini straordinari, dei quali ho avuto modo di apprezzare giornalmente la generosità, il coraggio e la competenza.
Ricorda cosa ha detto in quella circostanza?Ho paragonato le nostre attività investigative all’alternanza di momenti di apnea e momenti di superficie. Al riguardo, evidenziai che i periodi di apnea possono generare sfiducia e minore considerazione nel nostro operato da parte dei cittadini ma prima o poi, quando si torna in superficie si ha la possibilità di dire con orgoglio “Noi ci siamo”. Lo Stato interviene con efficacia.
Se le chiedo il ricordo più brutto?Sicuramente l’intervento a Tolentino per la morte di una giovane mamma vittima di femminicidio. Assistevo alla messa che apre il pellegrinaggio Macerata Loreto e giunto a Tolentino ho incontrato gli occhi affranti dei due figli della vittima, ricordo ancora ben impresso nella mia mente.
Dopo quasi due anni conferma la lettura del territorio che aveva fornito nel corso della sua intervista di insediamento?Sostanzialmente l’analisi fatta prima del mio arrivo ha trovato conferma. In Provincia la criminalità è prevalentemente dedita ai reati connessi con gli stupefacenti e ai reati predatori. E queste sono state le direttrici verso le quali abbiamo indirizzato sin da subito i nostri sforzi principali. Nel corso della cerimonia del 5 giugno verranno consegnati encomi a tanti militari anche per interventi connessi con queste specifiche fenomenologie criminali.
Riguardo alle attività di prevenzione in materia di truffe cosa ci dice della collaborazione con la Nerea s.p.a.Sono particolarmente orgoglioso del rinnovo dell’iniziativa anche per l’anno in corso e ringrazio ancora una volta il Presidente di Nerea per la collaborazione. L’acqua è un bene di consumo che offre una straordinaria possibilità di diffusione del nostro messaggio. Vogliano incrementare in tutte le fasce della popolazione, e in particolare tra gli anziani, una sana diffidenza.
Le Stazione Carabinieri a Lei tanto care?La Stazione Carabinieri è espressione concreta della nostra prossimità al cittadino. Dallo straordinario lavoro di questi nostri fondamentali presidi passa una parte significativa dell’efficacia della nostra azione. Ad esempio, l’arresto di tre persone del mese di ottobre scorso, appartenenti ad un commando che aveva assaltato un furgone portavalori, è stato possibile grazie alla tempestiva attività investigativa svolta dalla Stazione Carabinieri di Porto Potenza Picena.
Cosa mi dice, Comandante, della criminalità giovanile?Seppur senza particolari allarmismi, alcuni eventi degni di approfondimento sono stati registrati anche in provincia. Il particolare nel mese di giugno 2025 a Porto Recanati, i Carabinieri della Stazione, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misura cautelare, disposta dal G.I.P. presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona, nei confronti di 4 giovani tutti di età compresa tra i 14 e 15 anni, ritenuti responsabili di tentata rapina aggravata, ai danni di un 19enne del luogo. Dalle indagini è emerso che i 4 indagati, si erano resi responsabili di una serie di atti di bullismo e di reati con violenza alla persona, perpetrati ai danni di altri coetanei da dicembre 2024 ad aprile 2025, nei comuni di Porto Recanati e Recanati. Ai giovani abbiamo dedicato e continueremo a dedicare ogni nostro sforzo nell’ambito dell’ormai noto progetto di diffusione della cultura della legalità.
Comandante come concludiamo questa intervista?Dando appuntamento a tutti i cittadini in Piazza Vittorio Veneto, vogliamo sentire il loro abbraccio per trarne l’energia per le prossime attività. Sarà una festa solenne ma con delle belle sorprese.
Come ogni anno si festeggia a Macerata la fine delle scuole con un grande happening collettivo che coinvolge tutta la comunità dei giovani marchigiani grazie a Sferisterio Scuola di Macerata Opera Festival, che quest’anno presenta l’opera Rigoletto. Il mistero del teatro di AsLiCo – Opera Domani, a chiusura di una tournée che ha già toccato con grande successo Como, Bergamo, Parma e Brescia. Al percorso preparatorio iniziato otto mesi fa hanno aderito scuole e famiglie da tutta la regione e la biglietteria per i ragazzi delle scuole non aderenti e per tutte le famiglie è aperta con biglietto a 15 euro.
Dopo la fortunata chiusura di “C’era una volta… Pinocchio” al Teatro Lauro Rossi per i 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi, arriva finalmente l’estate e la chiusura delle scuole e, per festeggiare la nuova stagione di vacanza e scaldare i motori della macchina produttiva dello Sferisterio, giunge in città uno degli appuntamenti più vivaci, allegri e attesi di tutta la regione, l’opera per ragazzi “Rigoletto. Il mistero del teatro” di AsLiCo – Opera Domani, che chiude la sua attività didattica nei teatri al chiuso con questo grande appuntamento collettivo, nato dalla vocazione divulgativa di Macerata Opera Festival con l’importante sostegno dell’Assessorato alla Cultura e all’Istruzione del Comune. L’iniziativa, che negli ultimi anni ha visto il salotto en plein air dello Sferisterio sempre sold out, anche quest’anno ha raccolto grandi consensi dalle scuole di tutta la regione, che ne riconoscono il valore formativo per il pubblico di domani e per l’educazione all’ascolto come strumento di crescita personale e sociale.
Quest’anno l’opera scelta per questo festoso appuntamento che colorerà lo Sferisterio e i suoi dintorni dal 5 al 10 giugnoè uno dei titoli più famosi della grande opera di tradizione, patrimonio Unesco che l’ingegno italiano ha regalato al mondo, Il Rigoletto di Giuseppe Verdi, collegando così la produzione per i ragazzi sia con la scorsa stagione del Macerata Opera Festival sia con il programma 2026. Infatti, Rigoletto, rappresentato nel 2025, è con Traviata e Trovatore, in cartellone quest’anno, il terzo pilastro della cosiddetta Trilogia Popolare di Verdi.
Titolo profondamente oscuro e pessimista, è considerato normalmente poco adatto al pubblico giovane ma, nell’originale chiave interpretativa della produzione AsLiCo-Opera Domani per il Macerata Opera Festival, diventa perfetto anche per i ragazzi, permettendo loro di entrare davvero nel cuore della creatività verdiana. Per stemperare la cupezza del libretto, il giovane e già affermato regista milanese Manuel Renga ha pensato a un adattamento drammaturgico che mette in scena una compagnia di bizzarri attori itineranti impegnati proprio in Rigoletto. La trama si dipanerà tra amori e dolori, stravaganze e tanto lavoro per ricreare la magia del teatro con pochi semplici mezzi e fantasia senza freni.
La rielaborazione musicale, interpretata dall’Orchestra Sinfonica G. Rossini guidata da Giulio Arnofi, è opera di Massimo Fiocchi Malaspina, compositore e docente noto al grande pubblico anche per le sue collaborazioni televisive, a partire dalla serie “Il Collegio”. Scene e costumi sono di Aurelio Colombo, mentre sul palco si esibiranno i giovani cantanti selezionati dalla celebre fucina di talenti AsLiCo, protagonisti della nuova generazione dell’opera italiana.
Sono ancora disponibili i biglietti al prezzo calmierato di 15 euro per i ragazzi le cui scuole non hanno aderito al progetto ma che hanno comunque l’opportunità di partecipare a questa grande festa collettiva nel segno dell’opera e della condivisione di un importante rito di crescita.
Intanto fervono i lavori tra le antiche mura dello Sferisterio per la nuova stagione del Macerata Opera Festival. Il primo appuntamento sarà infatti quello delle Anteprime Giovani Under 30 nei giorni 14, 15 e 16 luglio, che quest’anno tornano a caratterizzarsi con una divertente Call Colori per rendere il pubblico sempre più protagonista degli spettacoli. I ragazzi saranno invitati a indossare almeno un dettaglio del colore guida delle locandine: azzurro per Nabucco, verde per Il Barbiere di Siviglia e rosso per Il Trovatore, così da rendere lo Sferisterio un colpo d’occhio indimenticabile e un grande ricordo collettivo. Sempre per le Anteprime Giovani Under 30 arriva anche una novità pensata per agevolare gli spostamenti e ridurre costi e traffico: quest’anno un adulto potrà partecipare acquistando un biglietto da 40 euro, a condizione che accompagni quattro under 18 e che l’acquisto dei cinque biglietti avvenga contestualmente in un’unica soluzione.
«Siamo lieti di confermare anche per il 2026 il progetto Sferisterio Scuola, che già dai dati sulle adesioni si conferma un’iniziativa di grande successo e partecipazione – racconta la sovrintendente del Macerata Opera Festival, Lucia Chiatti –. Un progetto ormai consolidato e atteso dalle scuole, dagli insegnanti, dai bambini e dalle famiglie, che rappresenta una parte fondamentale della nostra programmazione artistica. Sferisterio Scuola è la dimostrazione concreta che l’opera lirica è un patrimonio davvero per tutti e può parlare in modo diretto e coinvolgente alle nuove generazioni».
«Sicuri del valore del percorso intrapreso con il progetto Sferisterio Scuola, ogni anno ci impegniamo a scoprire nuove strade per integrare la proposta formativa con iniziative che favoriscano una partecipazione sempre più attiva e ampia di tutta la comunità – aggiunge l’assessore alla Cultura e all’Istruzione Katiuscia Cassetta –. Ho sempre sentito il dovere di offrire a tutti la possibilità di conoscere e riconoscere la bellezza e l’importanza del patrimonio operistico che racchiude la storia e l’identità della nostra nazione. I risultati raggiunti in questi anni confermano la qualità di un progetto che unisce scuola, cultura, territorio e una tradizione artistica che ci onoriamo di portare avanti per le prossime generazioni».
Dal 18 al 28 maggio le studentesse e gli studenti delle classi quarte e quinte dell’Istituto Tecnico Economico “A. Gentili” di Macerata sono stati protagonisti dell’iniziativa “Job Hunting”, un’attività di simulazione del colloquio di lavoro realizzata grazie ai fondi POC e pensata per favorire l’orientamento e la crescita personale dei giovani.
Il progetto ha coinvolto numerose aziende del territorio che, in collaborazione con l’istituto, hanno individuato profili professionali coerenti con i percorsi di studio degli studenti, offrendo loro l’opportunità di confrontarsi concretamente con le dinamiche del mondo del lavoro. Tra le realtà che hanno aderito all’iniziativa figurano Ripari Sas, Hugo Boss Shoes & Accessories, Drop e-business&love, Tod’s, Fessura, Sifa Spa, Studio Consulenti del Lavoro di Macerata, Fileni, Santoni, Ciccioli Helvia Recina, Campetella Robotic Center, Studio Legale Perisella e Stay.
Dopo aver scelto l’azienda di interesse, gli studenti hanno presentato il proprio curriculum vitae e sostenuto un vero colloquio di lavoro, ricevendo al termine valutazioni e suggerimenti utili per migliorare la propria candidatura. Alcuni incontri si sono svolti in presenza, altri online, in alcuni casi anche nelle diverse lingue studiate durante il percorso scolastico. Tutte le attività si sono tenute nel pomeriggio con la presenza dei tutor dell’orientamento e dell’orientatore d’istituto.
L’esperienza, già proposta con successo lo scorso anno scolastico, ha permesso ai ragazzi di sviluppare competenze trasversali, migliorare le capacità comunicative e acquisire una maggiore consapevolezza delle richieste del mercato del lavoro. Il confronto diretto con imprenditori e responsabili delle risorse umane ha consentito agli studenti di comprendere meglio i processi di selezione e di valorizzare competenze, attitudini e obiettivi professionali.
Il progetto “Job Hunting” conferma così l’impegno dell’ITE “A. Gentili” nel rafforzare il collegamento tra scuola e mondo produttivo, offrendo agli studenti strumenti concreti per affrontare con maggiore preparazione e sicurezza il proprio futuro lavorativo.
Il Macerata Boxing Club presenta “Boxe The Saturday”, una serata interamente dedicata al pugilato che unirà sport, spettacolo e intrattenimento. L’appuntamento è fissato per sabato 6 giugno alle ore 21 alla Terrazza dei Popoli, accanto ai Giardini Diaz di Macerata, dove andrà in scena un evento che vedrà protagonisti 22 pugili provenienti da Marche, Abruzzo e Umbria.
Sotto l’egida della Federazione Pugilistica Italiana, si disputeranno 11 match ufficiali di boxe olimpica, con la partecipazione di sei atleti del Macerata Boxing Club, preparati dai tecnici Luca Pucci e Luca Crucianelli. Saliranno sul ring i maceratesi Ernis Abazi, forte di 40 incontri disputati, Leonardo Ciccalè con 24 match all’attivo, Leone Messicon 22 incontri, oltre a Sebastiano Emili e Filippo Ciattaglia, entrambi impegnati nel percorso agonistico da meno di un anno ma già protagonisti di risultati incoraggianti.
Grande attesa anche per l’esordio di Celeste Monachesi, giovane atleta che non ha ancora compiuto 16 anni e che farà il suo debutto ufficiale contro una pugile di San Benedetto del Tronto. Assente invece Fabrizio Giorgini, atleta del team maceratese con 20 match disputati e reduce dalla vittoria di un torneo nazionale, costretto a fermarsi per un infortunio. All’angolo, insieme a Crucianelli e Pucci, sarà presente anche Riccardo Cirilli, allenatore e collaboratore della società.
La manifestazione non sarà soltanto sportiva. Il programma prevede infatti anche momenti di spettacolo con la danza del ventre della Wendy Motion Academy e le esibizioni di tessuti aerei delle ragazze di Aerial Art & Love. Ad accompagnare la serata ci sarà inoltre la musica di Dj Silvio, mentre l’area ristoro sarà curata dal Basquiat Bistrot, con stand dedicati a panini, birra, gin tonic e altre bevande.
Un evento pensato per coinvolgere appassionati di pugilato, famiglie e curiosi, trasformando la Terrazza dei Popoli in una grande arena all’aperto all’insegna dello sport e dello spettacolo.
Continua il brillante momento dell’Avis Macerata, protagonista di un fine settimana ricco di soddisfazioni grazie ai risultati ottenuti da Beatrice Stagnaro e Federico Vitali, entrambi autori di prestazioni di altissimo livello.
A Bressanone, in occasione del Brixia Next Gen, incontro internazionale riservato alle rappresentative regionali under 18, la discobola Beatrice Stagnaro ha conquistato la vittoria nel lancio del disco con la misura di 48,24 metri, stabilendo il nuovo record regionale Allieve. La giovane atleta marchigiana ha preceduto la slovena Jasmine Majcen Clarke e la tedesca Emmy Pfouga, confermando la propria crescita in una stagione particolarmente importante. Grazie a questo risultato, Stagnaro sale al nono posto delle graduatorie europee under 18, in vista dei Campionati Europei di categoria in programma a Rieti dal 16 al 19 luglio.
Ottime notizie anche da Novara, dove Federico Vitali ha conquistato il titolo italiano universitario negli 800 metri, gareggiando con i colori del CUS Urbino. Dopo il bronzo ottenuto nel 2024 e l’argento del 2025, l’atleta cingolano è riuscito finalmente a salire sul gradino più alto del podio grazie a una gara condotta sempre al comando e chiusa in 1'48"30, a pochi centesimi dal proprio record personale.
Alle sue spalle si sono classificati Mattia De Rocchi del CUS Insubria e Alessandro Pasquinucci del CUS Modena e Reggio Emilia. Per Vitali si tratta di un successo che conferma l’ottimo stato di forma già dimostrato nelle ultime uscite e che arriva dopo aver già ottenuto il minimo di qualificazione per i Campionati Italiani Assoluti, in programma il 25 e 26 luglio a Firenze.
Prosegue l'ondata di maltempo che nelle ultime ore sta interessando il territorio marchigiano, impegnando intensamente i Vigili del Fuoco in numerosi interventi di soccorso e messa in sicurezza.
Le situazioni più significative si registrano nelle province di Fermo e Macerata, le aree maggiormente colpite dalla perturbazione. Nel Fermano sono stati effettuati circa 50 interventi, mentre nel Maceratese se ne contano circa 25.
Le richieste di soccorso hanno riguardato principalmente la rimozione di rami e alberi caduti sulla carreggiata, con conseguenti rischi per la circolazione stradale, oltre ad alcuni allagamenti di locali interrati causati dalle intense precipitazioni.
Le squadre dei Vigili del Fuoco stanno operando senza sosta per garantire la sicurezza dei cittadini e ripristinare le normali condizioni di viabilità nelle zone interessate.
Al momento, tuttavia, non vengono segnalate situazioni di particolare criticità né emergenze di rilievo, nonostante il numero elevato di interventi effettuati sul territorio.
Si accende il dibattito politico a Macerata in vista del turno di ballottaggio del 7 e 8 giugno. A intervenire - con una nota stampa - è la lista civica "I Maceratesi per Parcaroli", che ha sostenuto il sindaco uscente fin dal primo turno, rivendicando il proprio risultato elettorale del 6,35% e definendosi come la "vera forza civica della coalizione di centrodestra".
"Seppur per una manciata di voti - appena 10 - non si è potuta celebrare la vittoria al primo turno, il dato politico resta comunque incontrovertibile", sostiene la civica. "È sotto gli occhi di tutti, infatti, come Macerata nell’era Parcaroli abbia cambiato passo, la città ha visto la realizzazione di opere pubbliche di fondamentale importanza, attese da tempo", si aggiunge.
"In vista dell’imminente ballottaggio, non dimenticarsi della pochezza della sinistra nei decenni in cui ha governato male e bloccato lo sviluppo del nostro capoluogo - si legge -. Non possiamo permetterci di consegnare la città a chi ha dimostrato ampiamente in passato di non essere all’altezza, a chi oggi si ripresenta come sempre con idee una diversa dall’altra, una coalizione eterogenea dove convivono realtà contrastanti tra loro, il tutto all’insegna del potere fine a se stesso senza una visione per la città".
I membri della lista si dicono "certi che i cittadini sapranno scegliere per la trasparenza dei risultati ottenuti da Parcaroli. Esprimeranno, allo stesso tempo, la loro netta contrarietà all'opportunismo di chi, come Tittarelli con il suo sinistra-centro, raccoglie e riesuma - con la promessa di una poltrona - chi era stato lasciato a piedi al primo turno".
"Tutto ciò nella sola speranza di raccattare qualche voto in più, grazie al reclutamento di soggetti appartenenti alla nomenclatura della vecchia politica. A nostro avviso, in questo modo Tittarelli più che guadagnare voti, finirà per perderne", conclude la nota.
Ci siamo, habemus secunda suffragia. Per una sorte bizzarra, bizzarra come solo le sorti sanno essere, dieci voti e 350 schede nulle hanno valso più di 1600 di differenza tra il primo (Parcaroli) e il secondo (Tittarelli). La colpa? A sentire i quasi-primi, tutta del terzo (Sigona), del quarto (Orioli) e del quinto (Ripa) messi insieme. Se non si fossero presentati ora ci sarebbe già un Sindaco.
Ma queste sono le regole, bellezza! (ci scuserà Humphrey Bogart ed il suo “È la stampa, bellezza! E tu non ci puoi fare niente”). E dire che c’è chi sostiene, soprattutto a sinistra, come il cosiddetto Terzo Polo conti nulla o quasi zero, e che gli elettori, in definitiva, al centro-centro preferiscono il centrosinistra o il centrodestra.
Eppure, in questa fase, uno dei vincitori (Sigona) è chi sta in mezzo ai due poli. Al punto tale che, incapace di raggiungere un accordo (elettorale) prima, lo ha ottenuto (politico) dopo. Galeotta fu la frittatina al tartufo (una volta era un piatto di lenticchie, ma forse sembrava davvero troppo poco).
A proposito: c’è chi sospetta che la frittata per Sigona era pronta da un bel pezzo e che la discesa della sua lista autonoma avrebbe determinato (per lui) poche chance di vittoria ma (per Tittarelli) buone chance per il ballottaggio, obiettivo minimo (a questo punto massimo) del centrosinistra.
Tant’è: in fanta-politica tutto vale (“po' esse”, in salsa maceratese). Si diceva che il Terzo Polo (ndr: non sappiamo ancora cosa farà Orioli) è “uno” dei vincitori. E neanche il più importante.
Perché il vero vincitore è sempre lui: chi si chiama fuori dai poli, colui che ha la maggioranza da qualche decennio e che aderisce, più o meno consapevolmente, al grande partito del non voto.
A Macerata sono in 16mila (su 36mila) ad aver disertato le urne, a cui aggiungo i 72 che sono andati per depositare una scheda bianca e dare simbolicamente un messaggio chiaro: che la volontà di partecipare al voto (il meglio) è superiore a ciò che il voto offre (il meno peggio).
Scriveva già negli anni ‘80 Norberto Bobbio: “l’unica vera opinione è quella di coloro che non votano, perché hanno capito o credono di aver capito che le elezioni sono un rito cui ci si può sottrarre senza grave danno, e come tutti i riti, ad esempio la messa alla domenica, sono in fin dei conti una seccatura. Figuriamoci se i cittadini, già con infradito, boxer e telo al seguito, devono votare due volte in quindici giorni. La vedo dura.
L’elettore, pigro e disincantato, ha potuto assistere però ad un mini festival del raccapriccio elettorale, che non ha risparmiamento nessuno. Partendo dalla fine.
L’appello audio a sostenere sui social un Parcaroli definito “arrabbiato e deluso”, disposto - a detta dell’incauto whatsappatore - a mollare, qualora (ex) assessori, candidati e seguaci non si dessero da fare con almeno 50 commenti a suo sostegno sui magazine on line”.
Raccapriccio da cartellino rosso diretto per aver sbandierato il timore del centrodestra di perdere il “voto cattolico” a seguito della mossa Tittarelli-Mari.
Parliamoci chiaro: non è che i due candidati siano del tutto incolpevoli. Anzi, un po' hanno stimolato, involontariamente s’intende, questo raccapriccio social.
Tittarelli, dopo il “patto della frittata” con Sigona tira dentro Mari con una sorta di “patto del chierichetto”, mossa anche questa che suona tardiva e che fa domandare all’elettore pigro: perché adesso e non prima? Cosa c’è sul piatto dopo la frittata-assessorato?
“Nulla” s’affretta a smentire Tittarelli, cadendo nella doppia trappola classica: la prima della “excusatio non petita, accusatio manifesta”, ossia “scusa non richiesta, accusa manifesta”; la seconda trappola della “smentita è una notizia data due volte”.
Parcaroli, dal canto suo, ha puntato il dito sulla “blasfemia”, in senso metaforico ovvio, del suo avversario, disposto ad aggraziarsi il voto cattolico stringendo un patto con un politico di “area”, quasi che un partito o una coalizione fossero azionisti di riferimento di una fede religiosa.
C’è voluto il tempestivo e opportuno intervento del Vescovo, che, dopo aver sottolineato di non aver dato mai indicazioni di voto, ha invitato gli elettori a valutare “cosa dicono e soprattutto cosa fanno ed hanno fatto le persone che si presentano per essere votate”, auspicando una “politica ragionevole, pacata e educata”.
Anche nella comunicazione.
Ricordo “un centro sociale per ogni quartiere”, quasi ad anticipare scenari da guerriglia urbana, murales ritraenti Ilaria Salis e occupazioni di case sfitte. Meglio sarebbe stato dire “un presidio pubblico per giovani e anziani”, trovando magari un brand adatto, magari meglio di quel “city” di cui si sono (fortunatamente) perse le tracce.
Anche le bici di cartone, quelle vere, poi sparite e ricomparse in una commedia degli equivoci che ha sviato per qualche giorno il dibattito dalle questioni più urgenti. Mirabile la battaglia sui cantieri. Tra quelli mai aperti da “chi c’era prima” e realizzati da “chi c’è ora”. Tra quelli che “però i soldi ce li ha messi lui” e quelli che “i soldi non bastano e si sta realizzando un’incompiuta”. Tra quelli che “se non c’era il PNRR” e quelli “se non c’era il 110”.
Insomma, tanti “casi clinici” degni di una letteratura politica sempre ricca di sorprese e (purtroppo) molto povera di contenuti e anche di chi dovrebbe comunicarli. Un ballottaggio incerto s’avvicina, vincerà chi avrà il merito di scuotere l’elettore pigro dal divanismo estremo o dallo spiaggiamento seriale. Alla fine, nonostante tutti i raccapricci e nonostante tutto, vincerà come sempre la democrazia.
Alla vigilia della Festa della Repubblica, il Terzo Polo torna nel dibattito politico attraverso una nota ufficiale emessa nel pomeriggio di oggi in vista del prossimo turno di ballottaggio per le elezioni amministrative a Macerata.
In un clima elettorale fortemente polarizzato, il Terzo Polo sceglie di smarcarsi dalle logiche di schieramento. "In coerenza con un approccio basato esclusivamente sui contenuti", si ribadisce la scelta di "non sostenere alcun candidato sindaco specifico. Non si intende promuovere alcuna indicazione di voto precostituita, ritenendo che la sovranità appartenga interamente ai cittadini".
"Si invitano, pertanto, tutti gli elettori a esercitare il proprio diritto costituzionale in piena libertà e coscienza, valutando autonomamente quali profili presentino le migliori competenze e la maggiore capacità per tradurre in interventi reali i nostri punti programmatici ", viene aggiunto ricordando i tre storici punti cardine: il progetto legato alla fusione dei Comuni, la realizzazione del termovalorizzatore e la riattivazione dei Consigli di Quartiere con elezione diretta.
"Rimarremo coerenti con l’impostazione data alla nostra attività politica al principio della campagna elettorale appena conclusa: rimarremo al centro, mantenendo la promessa formulata ai nostri elettori. Promessa che rinnoviamo ed estendiamo a tutta la cittadinanza assicurando la nostra funzione di ponte per superare artificiose fratture che danneggiano l’interesse comune. L'auspicio è che la tornata elettorale si svolga nel segno del massimo rispetto delle istituzioni e del futuro della nostra comunità", conclude la nota.
Dieci voti. È tutto qui il margine che ha trasformato una vittoria annunciata in un ballottaggio, e che il sindaco uscente di Macerata Sandro Parcaroli ha provato a recuperare non alle urne, ma in tribunale. Con un ricorso depositato il 29 maggio ha chiesto al Tar delle Marche di ricontare le schede e di proclamarlo eletto già al primo turno, sospendendo nel frattempo il ballottaggio del 7 e 8 giugno. Il presidente del tribunale ha risposto il giorno dopo con una parola sola: la domanda cautelare è inammissibile. Il secondo turno si farà regolarmente.
I numeri spiegano la posta in gioco. Per vincere al primo turno servivano 10.054 voti, la metà più uno dei 20.106 validi. Parcaroli si è fermato a 10.044: dieci in meno. Da qui la tesi del ricorso: tra le 350 schede annullate ce ne sarebbero diverse - secondo le dichiarazioni raccolte dal suo staff, venti o venticinque in un solo seggio - in cui l’elettore aveva di fatto scelto il sindaco, ma che gli scrutatori avrebbero scartato per un vizio di forma. Bastava ricontarle, secondo la difesa, per evitare del tutto il ballottaggio.
Il giudice non è entrato nel merito di quei dieci voti - lo farà il 18 giugno, a urne ormai chiuse - ma ha respinto la richiesta di decidere tutto in fretta e furia prima del voto, con un argomento tanto semplice quanto tagliente: non c’è alcuna urgenza da tutelare, perché Parcaroli può comunque vincere il ballottaggio.
Il tribunale, in sostanza, gli ha ricordato che la strada per diventare sindaco era già lì, aperta: le urne. Chiedere a un giudice di cancellarle, mentre quella strada resta percorribile, non aveva fondamento per essere deciso d'urgenza e senza nemmeno sentire la controparte.
Qui sta il punto. Ricorrere è un diritto: nessuno può rimproverare a un candidato di rivolgersi alla giustizia quando si ritiene danneggiato, e dieci voti su ventimila sono un margine che, in teoria, un riconteggio potrebbe colmare. Ma una cosa è la legittimità, un’altra l'opportunità. E sul piano dell'opportunità l’iniziativa è difficile da difendere, tanto più ora che è stata dichiarata improcedibile nella sua parte urgente. Perché in un ballottaggio la merce più rara è il tempo: tredici giorni in tutto. E i due contendenti li hanno spesi in modi opposti, che dicono molto del loro modo di intendere la politica.
Lo sfidante Gianluca Tittarelli ha fatto ciò che la fase richiede: si è confrontato con i candidati usciti di scena, ha discusso, ha cercato sintesi e convergenze sui temi, e ha individuato nel dottor Romano Mari - figura stimata, di lunga esperienza amministrativa - un punto di equilibrio da affiancare alla propria candidatura in una ottica di confronto intergenerazionale. Lo si giudichi convincente o tardivo, è comunque il lavoro di chi costruisce consenso parlando alle persone.
Il sindaco uscente, negli stessi giorni, ha consegnato ai giornali la cronaca di un ricorso e poi quella della sua bocciatura. Ogni titolo sul Tar è un titolo che non parla di programmi, di ospedale, di città: ossigeno sottratto alla propria campagna. E il paradosso è che quel tempo è stato speso per provare a evitare la prova - il voto - che resta l’unica via per vincere.
A completare il quadro, la scelta del terreno. Il sindaco uscente ha declinato il confronto pubblico proposto dalla stampa - il faccia a faccia che Tittarelli aveva invece accettato - privilegiando la presenza sui social, dove la mobilitazione di commenti favorevoli è più facile da orchestrare. Come se la piazza digitale, fatta di like e di post, contasse più di quella reale, fatta di cittadini cui guardare negli occhi. È il rovesciamento che racconta un’epoca: si evita il dibattito vero e si presidia quello virtuale, scambiando il rumore della rete per consenso.
C’è, in tutto questo, un’amarezza che va oltre la contesa fra due nomi. Prima del voto avevamo chiesto alla politica di guardare ai numeri che contano davvero per Macerata: quelli della sua demografia. Quanti abitanti perde ogni anno la città, quanti giovani se ne vanno, quanti anziani restano soli, quante culle in meno si contano. Erano quelli i numeri attorno a cui costruire il futuro di un capoluogo che si svuota e invecchia.
E invece eccoci qui, a contare un altro genere di numeri: dieci schede, una soglia, un riconteggio. Le cifre di un cavillo al posto delle cifre di un destino. È il segno di una politica che ha smarrito le proporzioni. Il tempo passato a litigare su dieci voti è tempo sottratto al confronto sulle cose - sull’ospedale che non parte, sul commercio che chiude, sui giovani che emigrano. In un confronto elettorale ogni giorno speso in tribunale è un giorno tolto alle idee, alle proposte, alla visione di cui questa città ha fame.
Macerata avrebbe bisogno di chi conta i suoi figli che nascono e i suoi cittadini che restano; si ritrova a guardare chi conta le schede. E forse è proprio questa la distanza più grande tra la politica che serve e quella che abbiamo: l'una misura il futuro, l'altra misura sé stessa.
“Sapete una cosa? Non mi vergogno di aver provato delusione”. Il sindaco uscente di Macerata, Sandro Parcaroli, interviene in merito all’audio “dal sen fuggito”, in cui minacciava di lasciare la campagna elettorale se non ci fossero state reazioni social da parte della sua coalizione, in seguito all’accordo tra il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli e Romano Mari.
“Non mi vergogno di essere rimasto ferito da certi attacchi personali, da certi commenti cattivi, da certe falsità costruite per colpire non il sindaco, ma la persona”, scrive Parcaroli via social.
"Per oltre 5 anni ho servito Macerata e la Provincia con tutto me stesso. Ho sacrificato tempo, energie, affetti e serenità personale per questa comunità. Ho affrontato problemi, emergenze, decisioni difficili. L’ho fatto con passione ed entusiasmo. Poi arriva un momento di sfogo. Una parola. Un attimo".
"E c’è chi prova a cancellare anni di lavoro, di opere realizzate, di risultati concreti e di presenza costante sul territorio. Io non ci sto.Perché dietro una fascia da Sindaco, dietro un ruolo istituzionale, c’è una persona.C’è un padre.C’è un marito. C’è un uomo che prova emozioni come tutti."
"Sfido chiunque a dire di non aver mai avuto un momento di sfogo e delusione. Ma non sarà questo a fermarmi: non mi sono fermato durante la pandemia e davanti a tutte le altre difficoltà, sia nell’ambito privato che in quello pubblico".
"Continuerò a fare ciò che ho sempre fatto: lavorare, ascoltare, costruire. E a chi pensa che uno sfogo sia una fragilità, voglio dire che non è così. Credo che sia un segno di autenticità. E se c’è una cosa di cui vado fiero, è proprio questa: non aver mai indossato una maschera. Sono autentico. E continuerò ad esserlo.Con i miei pregi e i miei difetti".
Un insolito intervento di soccorso ha visto protagonisti nella mattinata di oggi i vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata. Sono stati, infatti, allertati per il recupero di un animale decisamente fuori dal comune nella frazione di Villa Potenza, dove un colorato volatile era diventato irraggiungibile per il suo detentore.
L'allarme è scattato poco dopo le 11. Un bellissimo esemplare di Ara, un genere di volatili di grandi dimensioni appartenente alla famiglia dei pappagalli, era riuscito a sfuggire improvvisamente al controllo del suo proprietario durante un momento di distrazione. Il volatile, spaventato o semplicemente incuriosito dalla ritrovata libertà, ha spiccato il volo andando a posarsi sulla sommità di un albero ad alto fusto della zona, rendendo del tutto vani i tentativi di richiamo e di recupero da terra.
Considerata l'altezza della pianta e l'impossibilità di raggiungere il traguardo in sicurezza, si è reso necessario l'intervento dei soccorritori specializzati. Sul posto è così giunta tempestivamente una squadra dei vigili del fuoco che, per operare ad alta quota, ha dovuto dispiegare l'ausilio dell'autoscala.
Grazie alla prontezza e alla delicatezza degli operatori, che hanno agito con cautela per evitare che l'animale si spaventasse ulteriormente volando via, il pappagallo è stato provvidenzialmente recuperato e messo in sicurezza nel cestello del mezzo di soccorso.
Una volta riportato a terra sano e salvo, l'esemplare di Ara è stato riconsegnato al legittimo proprietario, che ha potuto riabbracciare il proprio animale domestico ringraziando la squadra per il lieto fine della vicenda.
Vai di stretta di mano. Così viene sancito, in via ufficiale, quello che è stato definito come "l'accordo programmatico" tra il candidato di centrosinistra Gianluca Tittarelli e Marco Sigona, l'alfiere che 'Officina delle Idee' aveva scelto come proprio candidato sindaco e che rappresenterà la lista in Consiglio comunale.
La scenografia al patto fatto in vista del ballottaggio corrisponde alla sede elettorale di Tittarelli definita "bellissima" dal fresco alleato Sigona. Parte Tittarelli, non senza riservare frecciate - nemmeno troppo velate - alla controparte di centrodestra: "È stato naturale ritrovarsi attorno a temi e contenuti con Marco (Sigona, ndr). Abbiamo portato a compimento qualcosa che è previsto dalla legge. Ho sentito parlare di mercimonio e compravendita, ma noi non compriamo nulla. Stiamo solamente applicando quello che la legge prevede".
"Vogliamo lavorare insieme per un ipotetico e sperato governo della città, con grande convinzione e determinazione - aggiunge Tittarelli -. Questo accordo ci dà ancora più spinta e slancio". Sigona - nel suo discorso - mostra sin da subito apprezzamento per la figura di Tittarelli e appare combattivo: "La stima che ho nei tuoi confronti mi ha portato a pensare che prima o poi ci saremmo ritrovati - afferma -. Gianluca, ci sono e con me tutta la mia squadra a cui ho già dato indicazione di darsi da fare. Forza, andiamo a vincere".
Sigona annuncia anche le sue priorità: "Riportare il cittadino al centro, in questi anni si è cercato di distrarlo con la pioggia di milioni di euro delle infrastrutture. La città ci viene data in prestito attraverso la matita nel seggio elettorale, non è possibile acquistarla". I principi programmatici su cui fa perno l'accordo vengono fissati da Sigona stesso in welfare ("in quanto medico ho un'attenzione particolare alle problematiche sociali"), ri-valorizzazione della cultura ("volano che apre al turismo"), centro storico ("riportare la residenzialità").
Infine, quartieri e frazioni. Sigona le definisce "importantissime" e Tittarelli rilancia: "Abbiamo già previsto, in caso di vittoria, di dare una specifica delega per qualche assessorato che si occupi proprio di frazioni e quartieri, visto che alcune di queste sono state sono un po' tralasciate. E io lo so bene abitando a Piediripa. Noi vogliamo fare l’inverso e ripartire proprio dalle periferie". Quindi, flash dei fotografi e stretta di mano.
Ma, resta l'elefante nella stanza. A Sigona è stato garantito un posto in Giunta? Tittarelli glissa: "La professionalità di Marco e di molti dei suoi candidati è risaputa e non deve essere valutata sulla base di un peso nella futura squadra di Governo. Non abbiamo messo sul piatto nessun assessorato, non dobbiamo approcciarci a questa cosa come se fosse un mercato. Condividiamo valori progettuali e programmatici, come emerso da tutti i dibattiti pubblici a cinque fatti sinora".
Sul tema interviene anche Paolo Micozzi, secondo più votato tra i candidati consiglieri della lista 'Officina delle Idee': "Abbiamo vissuto il primo turno come se fosse stato il responso delle primarie, quelle primarie che avevamo richiesto ma non sono state fatte. Il risultato delle urne è stato chiaro e ci permette di essere del tutto leali e al fianco di Tittarelli per andare a vincere". La parola finale, quindi, al leader in pectore: "Ogni voto conta, ora inizia una partita diversa, nessuno deve pensare che la propria preferenza non possa fare la differenza".
Slitta al 2027 il "GrandTour La vita è adesso", il nuovo tour di Claudio Baglioni che avrebbe dovuto prendere il via il prossimo 29 giugno da piazza San Marco a Venezia. L'annuncio è arrivato attraverso una nota ufficiale che spiega come il rinvio sia stato reso necessario da una polmonite interstiziale acuta che ha colpito il cantautore.
Secondo quanto comunicato, la prognosi prevede circa 90 giorni di riposo e cure, incompatibili con gli impegni di una tournée che avrebbe dovuto attraversare l'Italia per tutta l'estate.
A spiegare personalmente le proprie condizioni è stato lo stesso Baglioni attraverso un videomessaggio pubblicato sui social. L'artista ha raccontato di aver iniziato ad accusare i sintomi poco dopo il suo 75° compleanno, celebrato il 16 maggio.
«Ho preso un'influenza abbastanza tradizionale, una sindrome influenzale fuori stagione. Siccome però non passava ho deciso di fare degli accertamenti e alla fine è emerso che non si trattava di una semplice influenza, ma di una polmonite acuta interstiziale», ha spiegato.
Il cantante ha rassicurato i fan sulle sue condizioni, sottolineando di aver superato la fase più critica grazie alle cure e a una terapia farmacologica intensiva. «Sono uscito dalla fase più delicata e intensa. Ora bisogna recuperare completamente la funzionalità dell'apparato respiratorio», ha aggiunto.
Una scelta sofferta, quella di rinviare il tour, ma ritenuta necessaria. «Per cantare quasi tre ore ogni sera affrontando un repertorio impegnativo bisogna essere nelle migliori condizioni possibili. Per questo abbiamo deciso di spostare l'intero calendario del Grand Tour di un anno».
La tournée, inizialmente prevista tra giugno e settembre 2026 con partenza da Venezia e conclusione a Torino, sarà dunque riprogrammata nel 2027. Con tutta probabilità salteranno quindi anche le due attesissime date previste all'Arena Sferisterio di Macerata il 9 e 10 settembre, che dovrebbero essere ripianificate nel nuovo calendario del tour.
Gli organizzatori comunicheranno nelle prossime settimane le modalità relative ai biglietti già acquistati e le nuove date degli spettacoli.
Intanto migliaia di fan hanno espresso sui social vicinanza e affetto all'artista, augurandogli una pronta e completa guarigione.
"Combattere l'astensionismo e votare secondo coscienza". Si inserisce nel dibattito politico che sta accompagnando la campagna elettorale a Macerata il messaggio del vescovo, Nazzareno Marconi, diffuso dopo le polemiche seguite all'accordo politico tra Gianluca Tittarelli e Romano Mari e alle successive prese di posizione del candidato sindaco del centrodestra, Sandro Parcaroli.
Quest'ultimo aveva definito l'intesa tra Mari e il candidato sindaco del centrosinistra come un «uso strumentale del voto dei cattolici», riaccendendo il confronto sul rapporto tra fede, coscienza personale e scelte elettorali.
A fronte delle numerose sollecitazioni ricevute, il vescovo ha scelto di intervenire con una riflessione pubblica, ribadendo alcuni principi che afferma di aver sempre sostenuto.
"Rispetto alla concitazione elettorale di queste ore sono molte le sollecitazioni giunte in buona fede per avere un mio commento. Altre di diverso tenore, che respingo, provano a spiegare quanto siano giuste le posizioni di una parte o di un’altra. Vorrei rassicurare, il Vescovo non ha molte idee, ma quelle poche le ha chiare e sono quelle che ripete da sempre. Se possono essere utili a far riemergere il buon senso, le ripropongo".
"La prima è di sostenere le persone ad esprimere la loro opinione sempre con rispetto reciproco e con il voto. Un'indagine mi ha fatto pensare: sarebbero più le persone che commentano e criticano sui social i vari politici, spesso semplicemente con un pollice in giù o un epiteto, di quelle che poi vanno effettivamente a votare. Ho sempre detto e continuo a dire che: per la buona salute della democrazia bisogna combattere in ogni modo l’astensionismo. Chi non va a votare è colpevole, almeno in parte, delle scelte sbagliate che altri fanno al posto suo".
La seconda cosa che ho sempre ribadito, continua il vescovo Marconi è che: i cristiani hanno una coscienza che va rispettata e io per primo la rispetto. Non ho mai detto, né mai dirò: Vota per questo, vota per quest’altro' . Ma dirò sempre: 'Guarda cosa dicono e soprattutto cosa fanno ed hanno fatto le persone che si presentano per essere votate e chiediti se le loro idee e le loro azioni corrispondono a quei valori che ci ha insegnato il Vangelo ed ha ribadito il Papa anche nella sua ultima Enciclica".
"Il rispetto della vita, dell’onestà, del lavoro, della comunicazione veritiera, la cura dei più deboli, della famiglia, dei piccoli e degli anziani, insieme al rifiuto della violenza in ogni sua forma, da quella più leggera che è l’insulto, a quella più grave che è la guerra. Apprezzate, poi, soprattutto, le persone che si dimostrano disinteressate nei fatti e desiderose di fare il bene, piuttosto che quelle che mirano ad avere potere o ricchezza, ad apparire ed ottenere l’applauso delle folle".
"Infine, personalmente, venendo ormai dalla generazione di chi ha più di sessant’anni, rimpiango tanto un mondo della politica in cui non si agiva attaccando e criticando di continuo, ma ragionando, proponendo e cercando di spiegare le situazioni, facendo promesse concrete ed economicamente possibili. Era una politica ragionevole, pacata e educata, di cui abbiamo ancora tanto bisogno".
Parole che, pur senza riferimenti diretti a candidati o schieramenti, arrivano in un momento particolarmente delicato della campagna elettorale e sembrano richiamare tutti gli attori politici a un confronto più rispettoso, fondato sui contenuti, sulla partecipazione democratica e sulla libertà di coscienza degli elettori.