Macerata

La Maceratese piange Alberto Prenna, è scomparsa a 85 anni la "roccia biancorossa"

La Maceratese piange Alberto Prenna, è scomparsa a 85 anni la "roccia biancorossa"

Macerata - Si è spento all’età di 85 anni Alberto Prenna, storica bandiera della Maceratese. Classe 1940, difensore possente soprannominato "la roccia ", è ricordato dai tifosi biancorossi come esempio di forza, lealtà e attaccamento alla maglia. Il suo legame con la Rata è iniziato nel 1957 e, dopo esperienze in altre piazze importanti, su tutte la Fiorentina, è proseguito dal 1965 al 1973, anni in cui è stato protagonista di stagioni indimenticabili, di campionati vinti e, come ricordato nella nota di cordoglio della società, "delle partite più belle e prestigiose della storia biancorossa contro grandi squadre del calcio italiano". In quegli anni la Maceratese battagliava infatti contro squadre come Genoa, Ascoli e Perugia, vivendo con quest'ultima un duello serrato per l'approdo in Serie B. Molto conosciuto e stimato in città, Prenna ha saputo conciliare con dedizione la sua attività di carrozziere con quella di calciatore, interpretando il ruolo di uomo-squadra dentro e fuori dal campo e guadagnandosi l’ammirazione dei tifosi e il rispetto dei compagni più giovani, ai quali fu sempre di esempio. Dopo il ritiro dal calcio giocato, ha continuato il suo percorso nella Maceratese come allenatore, guidando la prima squadra e lavorando nel settore giovanile. Negli ultimi anni la sua salute aveva risentito di una malattia che lo aveva messo alla prova, ma non aveva mai affievolito il suo legame con i colori biancorossi. Tra le sue ultime apparizioni pubbliche, resta nel cuore dei tifosi quella di settembre 2022, quando partecipò con orgoglio alla sfilata delle vecchie glorie allo stadio Helvia Recina prima della gara inaugurale del campionato, salutato da applausi e affetto dai presenti.  Prenna è scomparso nel reparto di Geriatria dell'ospedale di Macerata. Lascia la moglie Silvana Gironella e il figlio Simone.  Con la scomparsa di Prenna se ne va non solo un grande giocatore, ma un uomo che ha incarnato lo spirito e i valori della Maceratese. La nota della società biancorossa:  "La S.S. Maceratese saluta con profonda commozione Alberto Prenna, scomparso a 85 anni. Storica roccia biancorossa, soprannome guadagnato sul campo per il suo modo di giocare: combattivo, generoso, mai domo, esempio di carattere e attaccamento alla maglia. Ha vestito i colori della Rata nel 1957 e poi dal 1965 al 1973, anni in cui è stato protagonista di stagioni indimenticabili e di campionati vinti, vivendo con la Maceratese alcune delle partite più belle e delle vittorie più prestigiose contro grandi squadre del calcio italiano. Dopo il campo, ha continuato il suo percorso in biancorosso dalla panchina, prima nel settore giovanile e poi in prima squadra, rispondendo sempre presente quando c’era bisogno. Con Alberto Prenna se ne va un uomo che ha incarnato a pieno lo spirito biancorosso. Alla sua famiglia l’abbraccio commosso di tutta la Maceratese. Ciao Roccia, questi colori non ti dimenticheranno mai".    I funerali di Alberto Prenna si terranno mercoledì mattina alle ore 9:00 presso la Chiesa di Santa Croce. Tutta la Maceratese si stringe attorno alla famiglia in questo momento di profondo dolore, ricordando con affetto e gratitudine l’immenso contributo di Alberto, storico simbolo biancorosso.  

03/02/2026 10:25
Dalla Maceratese al Parma: il tolentinate 16enne Fabio Lorenzi firma per il club ducale

Dalla Maceratese al Parma: il tolentinate 16enne Fabio Lorenzi firma per il club ducale

La S.S. Maceratese ha annunciato il trasferimento del centrocampista classe 2009 Fabio Lorenzi al Parma Calcio 1913, con la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto. Originario di Tolentino, Lorenzi era arrivato in estate alla Maceratese dalle giovanili dell'Empoli. Con la maglia biancorossa aveva fatto il suo esordio in Serie D nel match esterno col Termoli, collezionando 3 presenze ufficiali con la prima squadra. Il giovane centrocampista si è inoltre messo in luce con la Rappresentativa Nazionale Dilettanti Under 17, confermando il suo talento e la capacità di distinguersi anche a livello nazionale. “Ringrazio tutta la società per l’opportunità che mi è stata data – ha dichiarato Lorenzi – Un grazie speciale al mister, allo staff e ai miei compagni di squadra per avermi aiutato a crescere giorno dopo giorno e per avermi permesso di raggiungere questo importante traguardo.” La società del presidente Crocioni ha voluto sottolineare come il trasferimento rappresenti un motivo di grande orgoglio, in linea con la politica di valorizzazione dei giovani talenti locali. “Ringraziamo Fabio per l’impegno profuso e gli auguriamo le migliori fortune per questa nuova avventura professionale”, si legge nella nota ufficiale.   Per Lorenzi, questa nuova esperienza rappresenta un passaggio importante in un club di primissimo livello del calcio italiano, dove avrà l’opportunità di crescere ulteriormente e confrontarsi con un contesto altamente competitivo. (Foto Francesco Tartari | S.S. Maceratese)  

02/02/2026 16:30
L'arte come ringraziamento: un paziente dona un dipinto alla Medicina Interna di Macerata

L'arte come ringraziamento: un paziente dona un dipinto alla Medicina Interna di Macerata

Un ringraziamento che passa attraverso i colori e le pennellate, trasformando l'esperienza del ricovero in un messaggio di gratitudine. Daniele Teobaldelli, cittadino maceratese, ha voluto omaggiare il reparto di medicina interna dell'ospedale di Macerata donando un'opera realizzata proprio durante la sua degenza.  Il gesto nasce dal desiderio di riconoscere l’impegno e la professionalità dimostrati dall'equipe sanitaria durante il periodo di cura. "Ogni forma ed ogni colore rappresenta uno di voi", ha dichiarato Teobaldelli al momento della consegna, dedicando il lavoro a medici e infermieri che lo hanno assistito con costanza. L'opera non è solo un dono, ma la testimonianza di come il tempo trascorso in ospedale possa essere vissuto in modo attivo e creativo. Il valore del gesto è stato sottolineato dal dottor Roberto Catalini, primario dell'unità operativa di medicina interna, che ha evidenziato i benefici psicologici dell'attività artistica in contesti clinici: "Si potrebbe parlare in questo caso di paint therapy. Attraverso la pittura e l'espressione creativa, il paziente ha trovato il modo di ridurre lo stress connesso al ricovero e migliorare il proprio stato d'animo. Dipingere è uno strumento per liberare la mente e lasciar fluire pensieri ed emozioni".  Il primario, a nome di tutto il reparto, ha espresso profonda gratitudine per il pensiero ricevuto: "Ringraziamo Daniele per il bel dono e per la dedica. Questo riconoscimento ci sprona a proseguire nel nostro lavoro con il massimo impegno e serietà, con l'obiettivo di offrire ai pazienti standard di cura sempre più elevati". L'iniziativa ricorda quanto la componente umana e il benessere psicologico siano parte integrante del percorso di guarigione, rendendo l'ospedale non solo un luogo di cure mediche, ma anche di vicinanza e ascolto.

02/02/2026 15:30
Il "re dell'oboe" arriva a Macerata: Albrecht Mayer al Lauro Rossi

Il "re dell'oboe" arriva a Macerata: Albrecht Mayer al Lauro Rossi

Un gradito ritorno per la FORM. Dopo il successo dello scorso anno con il concerto di chiusura della stagione sinfonica 2025, torna in Italia nella doppia veste di solista e direttore Albrecht Mayer, oboe solista dei Berliner Philharmoniker. Mayer è un gigante del firmamento musicale; il suo talento, la tecnica impeccabile e un approccio emotivo alla musica lo hanno reso un punto di riferimento mondiale per gli oboisti contemporanei. Appuntamento il 6 febbraio, alle ore 21, al Teatro Lauro Rossi di Macerata. Il pubblico potrà apprezzare la ricchezza, il pathos, la grazia di Johann Sebastian Bach espresse dal suono incantevole dell’oboe d’amore unite al dinamismo, all’ironia, alla verve ritmica del sinfonismo di Ludwig van Beethoven.  Il programma inizia con due opere riarrangiate per oboe d’amore e orchestra d’archi. La prima è la meravigliosa Corale-preludio "Ich ruf zu dir, Herr Jesu Christ" BWV 639, originariamente composta per organo. Mayer, in questa versione dell’opera di Bach, mette in luce il timbro caldo e melanconico dell’oboe d'amore, che si intreccia con le trame delicate degli archi. La seconda è Erbarme Dich, mein Gott, dalla Matthäus-Passion BWV 244, la celebre aria del pentimento di Pietro che fa parte di questo capolavoro del compositore barocco, probabilmente l’opera più amata e celebrata. La parte di programma dedicata al compositore della Turingia si completa con il Concerto per oboe d’amore e orchestra in la magg. BWV 1055, considerato uno dei brani più vicini alle matrici italiane del concerto barocco e che lascia l’ascoltatore affascinato per la perfetta architettura sulla quale è costruito.   Il concerto prosegue con la Sinfonia n. 8 in fa magg., Op. 93 di Beethoven, la più breve fra quelle da lui scritte. Influenzata da un inaspettato ritorno del musicista ai modi haydniani e mozartiani, è un’opera che mostra la sua maturità artistica per la preziosità della fattura strumentale e per la novità di taluni seducenti sviluppi del gioco armonico, a cui si aggiungono una leggerezza scherzosa e un misuratissimo gusto ritmico.  

02/02/2026 15:00
Macerata, il sondaggio sul sindaco parla chiaro: fiducia nei civici più che nella politica

Macerata, il sondaggio sul sindaco parla chiaro: fiducia nei civici più che nella politica

Ascoltare i cittadini può rappresentare un punto di partenza utile in una fase in cui il quadro politico maceratese appare ancora frammentato e privo di una direzione chiaramente definita. Il sondaggio civico promosso online dalla nostra testata ha provato a ribaltare l’impostazione consueta del dibattito, scegliendo di partire dalla comunità anziché dai tradizionali tavoli politici. La domanda, volutamente semplice e priva di riferimenti partitici, chiedeva di indicare una persona della società civile ritenuta affidabile per la guida della città di Macerata. Non si è trattato di una votazione né di una candidatura formale, ma di un esercizio di ascolto che ha raccolto 470 risposte complessive, segnale di un interesse tutt’altro che marginale. Le indicazioni si sono distribuite tra 125 nomi riconducibili all’area di centrodestra, 132 al centrosinistra e 197 riferiti ad altri profili, a conferma di una ricerca di fiducia che va oltre gli schieramenti tradizionali. Solo 7 partecipanti hanno scelto di non esprimersi, mentre 9 risposte contenevano nomi offensivi o di fantasia, rimanendo quindi escluse dall’analisi. Dai dati emerge con chiarezza una tendenza significativa: quando viene chiesto di indicare una figura affidabile, i cittadini privilegiano profili civici, percepiti come competenti e radicati nel territorio, rispetto a nomi già inseriti in percorsi politici strutturati. La preferenza sembra orientata più verso la credibilità personale e il rapporto concreto con la città che verso l’appartenenza partitica, restituendo un’immagine di fiducia costruita dal basso. In questo quadro si colloca il risultato più evidente del sondaggio. Il nome più indicato in assoluto è stato quello dell’avvocato Giancarlo Giulianelli, che ha raccolto 131 segnalazioni, distanziando nettamente tutti gli altri. Un dato che segnala una fiducia diffusa e trasversale, attribuita a una figura riconosciuta come autorevole e affidabile da una parte significativa della comunità, al di là delle collocazioni politiche. È tuttavia necessario precisare che il nominativo emerso non risulta candidabile, poiché Giulianelli ricopre attualmente l’incarico di Garante Regionale dei Diritti della Persona, condizione incompatibile con una partecipazione alla competizione elettorale amministrativa. Questo aspetto non riduce il valore dell’indicazione emersa, ma anzi rafforza il senso dell’iniziativa: i cittadini hanno espresso una preferenza di fiducia, non una richiesta di candidatura, indicando il tipo di profilo che sentono più vicino alle proprie aspettative. All’interno delle aree politiche tradizionali, il quadro appare più frammentato. Nell’area di centrodestra il nome più indicato è stato quello di Francesca D’Alessandro, con 34 segnalazioni, seguita dal sindaco in carica Sandro Parcaroli, che ha raccolto 33 indicazioni, e da Fabio Pistarelli, a quota 23. Un risultato che evidenzia una distribuzione del consenso senza una figura nettamente predominante. Nel centrosinistra, il nome più citato è stato Gianluca Tittarelli, con 38 segnalazioni, seguito da Andrea Tonnarelli con 26, da Luca Squadroni, con 23 voti, e dall’ex sindaco Romano Carancini con 17. Anche in questo caso emerge una pluralità di riferimenti, senza una convergenza paragonabile a quella registrata sul profilo civico più votato. Tra gli altri nomi indicati, merita attenzione il dato relativo a Giuseppe Bommarito, che ha raccolto 32 segnalazioni, e a Flavio Corradini, con 10 voti, già candidato in passato. Si tratta di indicazioni che confermano ulteriormente come una parte rilevante dei cittadini guardi a percorsi esterni ai circuiti politici consolidati, cercando figure percepite come indipendenti e riconoscibili. Un ulteriore elemento che emerge dal sondaggio riguarda la valutazione dell’amministrazione uscente. Il fatto che il sindaco in carica non risulti tra i nomi più indicati segnala una difficoltà dell’azione amministrativa nel tradursi in fiducia spontanea. Al di là di qualsiasi lettura partitica, il dato suggerisce una distanza percepita tra governo cittadino e comunità, che merita attenzione in vista della prossima scadenza elettorale. Nel complesso, i risultati restituiscono l’immagine di una politica che spesso procede su binari diversi rispetto al sentire dei cittadini. Questa distanza contribuisce probabilmente a spiegare un astensionismo crescente, che non appare legato a disinteresse, ma piuttosto a una mancanza di identificazione con le figure proposte. I cittadini sembrano chiedere con chiarezza volti nei quali riconoscersi prima ancora che programmi da valutare. Questo sondaggio non ha l’obiettivo di offrire soluzioni né di sostituirsi ai percorsi politici ufficiali. Rappresenta però un segnale chiaro, difficilmente ignorabile: quando vengono interpellati, i cittadini partecipano e chiedono di essere ascoltati prima delle decisioni, non dopo. Utilizzare strumenti di ascolto come questo può aiutare tutte le forze politiche a comprendere meglio il sentire della comunità e a valutare profili che nascono dal basso, anziché essere semplicemente indicati dall’alto. La responsabilità finale resta nelle sedi istituzionali, ma una domanda rimane aperta: la politica maceratese è davvero pronta ad ascoltare la propria comunità?

02/02/2026 14:00
La Cluentina ferma la capolista: un punto che vale oro a Potenza Picena

La Cluentina ferma la capolista: un punto che vale oro a Potenza Picena

Raccontare la partita tra Potenza Picena e Cluentina potrebbe sembrare semplice guardando il tabellino. Un pareggio a reti inviolate contro la capolista potrebbe apparire un risultato scontato sulla carta. Ma chi ha visto il match allo stadio “Favale Scarfiotti” ha assistito a un’autentica prova di resistenza, dignità e orgoglio dei biancorossi. Come scriveva Ernest Hemingway ne “Il vecchio e il mare”, “l'uomo può essere distrutto, ma non sconfitto”. È proprio in questo spirito che la Cluentina ha affrontato la capolista: pur senza conquistare i tre punti, esce dal campo con una vittoria morale dopo settimane di difficoltà e cinque sconfitte consecutive. Di fronte c’era una squadra in piena forma: il Potenza Picena, imbattuto da novembre, aveva conquistato 20 punti nelle ultime 8 gare e recentemente aveva arricchito il proprio organico con Tino Sven Susic, ex nazionale bosniaco e partecipante ai Mondiali del 2014. La Cluentina, invece, si presentava con due assenze pesanti: il capitano Menghini e il centrocampista Ceesay, squalificati. La cronaca del match Il primo tempo è stato un alternarsi di emozioni e tentativi: la Potentina parte forte e al 7’ va vicina al vantaggio con Pistelli, che di testa manda alto su cross di Cicconofri. La Cluentina cresce e prende coraggio: al 13’ Monteverde serve Cullhaj, che non trova la coordinazione giusta; al 19’ Gentili calcia sotto pressione senza fortuna; al 28’ Cullhaj viene murato in area dopo una ripartenza orchestrata da Mancini. Al 37’, una deviazione di Gentili termina a pochi centimetri dal palo. Nel secondo tempo cambia il copione: Potenza Picena alza il baricentro e assedia l’area ospite. Al 52’ Susic colpisce di testa, ma Pieristè compie un intervento decisivo. Al 53’ lo stesso Susic calcia una punizione dai 35 metri, respinta da Amico. Al 65’, Castellano prova il diagonale, ma la conclusione finisce sul fondo. Mister Gesuelli riorganizza la Cluentina: dentro Acquaviva per Cullhaj e Torresi per Mancini. Al minuto 80’ Pagliarini lascia i suoi in dieci per doppia ammonizione, ma i biancorossi resistono eroicamente. Nei minuti finali Susic sfiora il gol con un tiro da fuori area al 93’, ma Amico compie un volo plastico che salva il risultato. Dopo 98 minuti di sofferenza, la Cluentina interrompe la serie negativa e dimostra di non essere mai stata sconfitta nello spirito.   Tabellino: POTENZA PICENA: Tomba, Greco, Perna, Felic (67’ Ghannaoui), A. Romagnoli, Bigoni (85’ Bartolini), Cicconofri (62’ Gambacorta), Vecchione, Pistelli (91’ G. Romagnoli), Castellano (78’ Colonnini), Susic. Allenatore: Marco Comotto CLUENTINA: Amico, F. Gesuelli, Monteverde, Montecchiari, Pagliarini, Pieristè, Gentili (68’ Acquaviva), Di Marino, Cullhaj (74’ Cappelletti), Canuti, Mancini (70’ Torresi). Allenatore: Raffaele Gesuelli ARBITRO: Cristian Stefan Dants Tascan (Jesi) SPETTATORI: circa 250 NOTE: Espulso Pagliarini (C) all’80’ per doppia ammonizione. Prima della gara è stato osservato un minuto di raccoglimento per ricordare Diego Ruspantini, preparatore dei portieri della Adriatica Porto Recanati ed ex portiere del Potenza Picena, deceduto domenica scorsa. La memoria dell’atleta è stata omaggiata anche dai capitani delle due squadre che hanno deposto un mazzo di fiori in tribuna.

02/02/2026 11:06
Brusca frenata, Sorrento si dimostra bestia nera e chiude 3-0

Brusca frenata, Sorrento si dimostra bestia nera e chiude 3-0

Si ferma a quattro la serie positiva della Banca Macerata Fisiomed. I maceratesi cadono 3-0 (25-22, 25-18, 25-22) contro la Romeo Sorrento in un’ora e ventotto di gioco, in un incontro dove si combinano in maniera decisiva dettagli e alcune mancanze. Sorrento - come nella gara d’andata - disputa un’ottima partita, mentre i biancorossi se la giocano alla pari, ma complice errori nei momenti decisivi e un secondo set sottotono, devono ancora cedere contro i campani. Quota 24 per ambo le squadre in settima piazza, best scorer della sfida l’opposto di casa Baldi con 17 punti. Primo set. Macerata parte bene sospinta dai servizi di Diaferia e Zhelev (2-6). Sorrento però rosicchia qualche punto sfruttando errori sottorete biancorossi (6-8), per poi stabilizzarsi ad un break di distanza (15-17). Il set si ribalta al turno di servizio di Pol, che fa centro dai nove metri, mentre i biancorossi sbagliano subito dopo in attacco (20-19). Parraguirre sale in cattedra mette a segno due mani out decisivi in contrattacco per l’1-0 Sorrento (25-22). Secondo set. Secondo parziale controllato dai campani, che sotto i colpi di Pol e Parraguirre dal servizio scappano via (11-7). Macerata soffre specialmente Pol, che va ancora a segno per il 15-10 in contrattacco. La Fisiomed abbozza una reazione (18-14) ma crolla sotto i colpi in battuta di Baldi (22-17) e Pol (25-18), che con un servizio vincente chiude. Terzo set. L’inizio del parziale è punto a punto (5-5), in una fase dove nessuna delle due sembra riuscire a strappare un break (12-12). Tulone piazza un ace e Baldi un contrattacco a cui rispondono un errore locale e Novello dal servizio (17-18). Petkov di seguito mura l’opposto biancorosso che poi sbaglia il successivo attacco, errore sanguinoso (22-20). Parraguirre mette giù il 24-21 sfruttando una difesa dei suoi. Garello ci prova dai nove metri ma manda sul net, per il 25-22 Sorrento e 3-0 finale. Il tabellino.ROMEO SORRENTO - BANCA MACERATA FISIOMED 3-0 (25-22, 25-18, 25-22) ROMEO SORRENTO: Tulone 1, Parraguirre 15, Pol 10, Petkov 8, Patriarca 8, Baldi 17, Petrone, Ferrato 1, Russo (L). NE: Iurisci, Malavasi, Fortes, Brignach, Gargiulo (L). All. Esposito. BANCA MACERATA FISIOMED: Novello 14, Pedron 1, Garello 1, Fall 9, Diaferia 4, Zhelev 6, Karyagin 7, Becchio, Maccarone, Gabbanelli (L), Dolcini (L). NE: Fabi, Talevi. All. Giannini. Durata: 25-22 (32’), 25-18 (28’), 25-22 (28’).Note: Ace: Sorrento 5, Macerata 4. Errori in battuta: Sorrento 12, Macerata 10. Muri: Sorrento 10, Macerata 2. Attacco punto: Sorrento 67 %, Macerata 46 %. Ricezione positiva: Sorrento 43 % (24 % perfetta), Macerata 54 % (16 % perfetta)Photo Credits: Romeo Sorrento

01/02/2026 19:30
CBF Balducci HR Macerata - Niente da fare al PalaVerde contro le campionesse dell'Imoco Conegliano: arancionere sconfitte in tre set

CBF Balducci HR Macerata - Niente da fare al PalaVerde contro le campionesse dell'Imoco Conegliano: arancionere sconfitte in tre set

Niente da fare in un PalaVerde sold out (oltre 5 mila spettatori) per la CBF Balducci HR che cede in tre set alle padrone di casa della Prosecco DOC A.Carraro Imoco Conegliano, fresche vincitrici della Coppa Italia, nella nona giornata di ritorno della Serie A1 Tigotà. Partita mai in discussione con le venete superiori in ogni fondamentale (8 muri vs 4, 4 ace vs 1, 50% in attacco vs 35%) con la MVP Sillah (16 punti) e la top scorer Adigwe (18 con 4 muri) in evidenza. Le arancionere ritrovano Clothier stabilmente in campo ad un mese e mezzo dall’infortunio al menisco, in doppia cifra Decortes (11) e Kokkonen (10). A quattro turni dal termine la CBF Balducci HR resta al decimo posto a quota 21 punti, mantenendo il +4 sulla zona rossa. Le maceratesi all’avvio tengono l’impatto con la corazzata veneta, rientrando due volte (5-5 e 10-10 dopo il doppio break Imoco), poi il muro delle padrone di casa e i colpi di Gabi (5) pescano il +5 (20-15) decisivo per il 25-20 conclusivo. Simile l’andamento del secondo set, con la CBF Balducci HR che resta in scia alla Prosecco DOC A.Carraro (8-7), poi sale in cattedra Adigwe (8 punti con 2 muri) per l’opposta delle azzurrine, 16-10, e le venete prendono il largo fino al 25-16 conclusivo con il 58% in attacco, 4 per Kokkonen e Decortes tra le arancionere. Nel terzo le venete spingono subito sull’acceleratore con una formazione arancionera inedita in campo per coach Lionetti, Sillah (9 punti nel parziale) è in evidenza nel break del 16-10, l’attacco Imoco gira ancora al 50% e Conegliano chiude senza problemi 25-15. Coach Lionetti mette in campo Bonelli-Decortes, Clothier-Mazzon, Kockarevic-Kokkonen, Caforio libero. Coach Santarelli sceglie Ewert-Adigwe, Lubian-Fahr, Gabi-Sillah, De Gennaro libero. L’ace di Adigwe firma il primi break per il 5-2, Kokkonen va a segno (5-3), muro Bonelli (5-4), Clothier contrattacco, 5-5. Gabi diagonale (7-5), l’ace di Lubian allunga sul 9-6, Decortes mani out (9-7), ace Clothier, 9-8. Kockarevic spinge giù il 10-9, Decortes contrattacco (10-10), ancora lei (11-11), Adigwe ferma Kokkonen, 13-11, la finlandese risponde subito, 13-12. Decortes vincente (14-13), muro Gabi (16-13), ancora l’Imoco a muro con Lubian (17-13), errore veneto in ricostruzione (18-15), Gabi a segno, 20-15. Pipe Sillah (21-15), Decortes passa (21-16), Mazzon primo tempo (22-17), Sillah out (22-18), ancora Mazzon, 23-19. Clothier a segno (24-20), il set si chiude 25-20. Break arancionero in avvio di secondo set (1-3), c’è l’ace di Gabi (3-3), Decortes a segno (3-4), Sillah contrattacco (6-4), pallonetto Kokkonen, 6-5. Ancora Kokkonen (7-6), di nuovo lei (8-7), Kockarevic non trova il campo (10-7), Fahr a filo rete, 11-7. Entra Ornoch per Kockarevic, la polacca subito a segno (11-8), Decortes gran colpo (12-9), invasione arancionera (15-10), Adigwe contrattacco (16-10), Kokkonen non trova il campo (19-13), Decortes pallonetto, 19-14. Out il primo tempo Clothier (21-14), Adigwe contrattacco (22-14), entra Batte per Bonelli, Clothier a segno (22-15), muro Mazzon, 22-16. Muro Fahr (24-16), chiude Adigwe 25-16. Restano in campo Batte e Ornoch nel terzo set, Clothier a segno (2-3), muro Sillah (4-3), errore arancionero (5-3), Sillah contrattacco, 6-3. Ornoch a segno (6-4), Adigwe contrattacco (8-4), Decortes out (9-4), Ornoch diagonale, 9-5. Gabi sfrutta la difesa di piede gialloblu (11-6), Clothier ferma Fahr (11-8), non riesce la difesa arancionera (13-8), Kokkonen passa, 13-9. Entrano Bonelli e Kockarevic per Batte e Decortes, Clothier primo tempo (14-10), Sillah inventa il 16-10, muro Ewert, 18-11. Ace Sillah (19-11), dentro Sismondi per Mazzon, Lubian pallonetto (20-11), rientrano Batte e Decortes, l’opposta subito a segno (21-13), Adigwe contrattacco (23-13), ancora Decortes (23-14), Kokkonen vincente (23-15), il set si chiude 25-15. IL TABELLINO PROSECCO DOC A.CARRARO IMOCO CONEGLIANO - CBF BALDUCCI HR MACERATA 3-0 (25-20 25-16 25-15) PROSECCO DOC A.CARRARO IMOCO CONEGLIANO: Ewert 2, Braga Guimaraes 12, Fahr 6, Adigwe 18, Sillah 16, Lubian 8, De Gennaro (L), Chirichella, Zhu, Daalderop, Wolosz, Haak. Allenatore Santarelli. CBF BALDUCCI HR MACERATA: Bonelli 1, Kockarevic 2, Mazzon 4, Decortes 11, Kokkonen 10, Clothier 8, Caforio (L), Ornoch 3, Capodacqua (L), Sismondi, Crawford, Batte, Bresciani, Piomboni. Allenatore Lionetti. Arbitri: Lentini, Giardini.   Note - Spettatori: 5344, Durata set: 23', 22', 23'; Totale: 68'. MVP: Sillah.

01/02/2026 19:20
Maceratese travolgente: poker salvezza alla Sammaurese

Maceratese travolgente: poker salvezza alla Sammaurese

La Maceratese rialza la testa e lo fa nel modo migliore, conquistando una vittoria pesantissima in chiave salvezza sul campo della Sammaurese. Un successo netto e mai in discussione che permette ai biancorossi di cancellare la sconfitta con il Sora, tornare a vincere dopo 42 giorni e affrontare con maggiore fiducia un calendario impegnativo che attende la squadra nelle prossime settimane. Per la Rata si tratta anche del primo successo del 2026 e della prima vittoria esterna dopo oltre un girone, visto che l’unico precedente risaliva alla gara d’andata proprio a Sora. La formazione di Possanzini ha imposto per tutta la gara una chiara superiorità tecnica e di palleggio, risultando molto più concreta sotto porta rispetto ad altre occasioni stagionali. Le uniche note stonate arrivano dall’ammonizione di Sabattini, che essendo diffidato salterà la sfida con il Teramo, e dall’ennesimo rigore fallito, problema che continua a pesare sul cammino dei biancorossi. Dagli undici metri sbagliano però anche i padroni di casa, rendendo meno amara la statistica. La Sammaurese, profondamente rinnovata rispetto all’andata e guidata ora da Antonioli, arrivava all’appuntamento forte di una lunga striscia positiva e senza sconfitte interne dal 7 dicembre. Il match si gioca al campo Macrelli, impianto raccolto e poco adatto alle caratteristiche della Maceratese, con spalti popolati esclusivamente da tifosi romagnoli vista la terza trasferta consecutiva vietata ai sostenitori biancorossi. Per la Rata è il secondo scontro diretto salvezza dopo quello perso con il Sora, alla vigilia di un ciclo durissimo contro Teramo, Notaresco, L’Aquila e Ancona. Nonostante l’assenza a centrocampo dello squalificato De Angelis, sostituito da Ambrogi, la Maceratese parte con personalità in un pomeriggio freddo e grigio. Dopo un primo tentativo della Sammaurese, i biancorossi colpiscono in contropiede: recupero palla, triangolazione Osorio-Gagliardi e assist per Ruani, che si inserisce centralmente e batte Pollini per lo 0-1. L’errore dei locali in fase offensiva viene pagato a caro prezzo. Poco dopo Osorio sfiora il raddoppio con un pallonetto che si stampa sulla traversa, mentre il successivo tap-in di Gagliardi viene annullato per fuorigioco. La Maceratese controlla il gioco e al 30’ trova il 2-0 con una bella azione sulla sinistra rifinita da Osorio, che da posizione angolata firma il suo settimo gol stagionale. Al 39’ arriva anche l’occasione per il tris dal dischetto, ma Gagliardi calcia centrale e si fa ipnotizzare da Pollini, chiudendo un primo tempo dominato ma con il rammarico di non averlo chiuso definitivamente. Nella ripresa la Sammaurese prova ad alzare il ritmo con alcuni cambi, ma la Rata resta micidiale nelle ripartenze. Al 7’ Marras, servito da Sabattini, salta l’uomo e lascia partire un sinistro potente che vale il 3-0. Al 16’ fa il suo esordio Ciabuschi, e bastano pochi minuti al nuovo acquisto per trovare la gioia personale: controllo in area, protezione della palla e conclusione deviata che si insacca per il 4-0. Nel finale non mancano altre occasioni, con la Maceratese che sfiora il quinto gol e la Sammaurese che spreca un rigore calciando alto. Il triplice fischio certifica una vittoria larghissima e meritata, frutto di una prestazione solida e convincente in ogni reparto, che rilancia con forza le ambizioni salvezza della Maceratese.   INTER SAMMAURESE-MACERATESE 0-4   Inter Sammaurese (4-2-3-1): Pollini, Cenci, Dimitri (27' st Volonghi), Federico Valentini, Ramires, Brigidi (1' st Larhrib), Nisi (27' st Magnanini), Carlini (1' st Merlonghi), Filippo Valentini, Bertani, Varriale (30' st Vasconcellos). All: Mauro Antonioli Maceratese (4-3-3): Gagliardini, Perini, Ciattaglia (24' st Papa), Lucero, Siniega, Ambrogi, Sabattini (8' st Nasic), Ruani (16' st Mastrippolito), Marras (28' st Cirulli) Gagliardi, Osorio (16' st Ciabuschi). All: Matteo Possanzini Arbitro: Giorgino Piernicola di Milano Reti: Ruani 11' pt, Osorio 30' pt, Marras 6' st, Ciabuschi 24' st Note: Spettatori 200 circa. Ammoniti Sabattini, Nisi, Gagliardini

01/02/2026 16:50
Macerata, incidente all'uscita della superstrada di Sforzacosta, auto si ribalta, cinque feriti

Macerata, incidente all'uscita della superstrada di Sforzacosta, auto si ribalta, cinque feriti

Schianto nella tarda mattinata lungo la provinciale 78, all’incrocio che conduce alla superstrada, nel tratto compreso tra l’Abbadia di Fiastra e Colbuccaro di Corridonia. L’incidente è avvenuto intorno alle 11.45, nel punto che si trova al termine del rettilineo subito dopo la rotatoria di Colbuccaro. Cinque le persone rimaste ferite, tra cui un bambino di un anno e mezzo, fortunatamente senza gravi conseguenze. Per cause ancora in fase di accertamento si sono scontrate due vetture. Su una Alfa Romeo Stelvio viaggiavano una giovane mamma di 23 anni, il padre di 32 anni e il loro bambino. Sull’altra auto, una Suzuki, si trovavano invece un uomo di 52 anni e la figlia di 17 anni. L’impatto è stato particolarmente violento: la Stelvio ha riportato gravi danni alla parte anteriore e, dopo lo scontro, si è fermata di traverso sulla carreggiata, occupandola anche oltre la linea di mezzeria. La Suzuki è stata colpita sulla fiancata lato passeggero e, a seguito dell’urto, si è ribaltata su un lato, quello del conducente, terminando la corsa con il muso disposto parallelamente alla strada e in parte sul prato adiacente. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, personale del 118 con più ambulanze e automedica, la polizia stradale di Camerino per i rilievi, la polizia locale e il soccorso ACI Carlini. L’incidente si è verificato nel territorio al confine tra i comuni di Tolentino e Corridonia. I sanitari hanno prestato assistenza a tutti e cinque gli occupanti dei veicoli, che sono stati successivamente trasportati al pronto soccorso di Macerata. Le ferite riportate sono risultate di lieve entità. Per permettere le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dell’area, la strada è rimasta temporaneamente chiusa al traffico.

01/02/2026 15:50
"Pamela, Macerata non dimentica": un gruppo di giovani e Alessandra Verni in via Spalato

"Pamela, Macerata non dimentica": un gruppo di giovani e Alessandra Verni in via Spalato

Nella notte tra venerdì 30 e sabato 31 gennaio, Macerata si è svegliata con il cuore rivolto a otto anni fa, a quel crimine atroce che ha segnato per sempre la storia della città e dell'Italia intera. Una delegazione di giovani, insieme ad Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, si è ritrovata nel luogo più simbolico e doloroso della vicenda: quel palazzo di via Spalato che, secondo i partecipanti, sembra essere diventato un tabù per la memoria istituzionale cittadina. Il gesto simbolico della notte scorsa ha voluto rompere un silenzio giudicato "inquietante". In una nota diffusa dal gruppo, la critica verso le amministrazioni che si sono susseguite è frontale: "Siamo qui per lanciare un segnale e un invito alle istituzioni". Sebbene ogni anno venga organizzata una cerimonia ufficiale ai Giardini Diaz, i giovani la percepiscono come un atto formale svuotato di vera partecipazione. "Organizzare un ricordo alle 11:30 di un giorno lavorativo, senza preavviso alla cittadinanza, significa voler mantenere una facciata pulita senza alimentare un vero ricordo collettivo", si legge nel duro comunicato. Il racconto di chi è sceso in strada descrive una ferita ancora aperta ma spesso ignorata: "Davanti al palazzo dove Pamela incontrò i suoi 'orchi', le tapparelle si abbassano e gli sguardi si voltano. Ci è stato detto che la gente vuole voltare pagina, che parlarne svaluta il valore degli immobili". Per i ragazzi, assecondare questo atteggiamento spostando le celebrazioni lontano dal luogo del delitto è un errore profondo: "Assecondare questo silenzio omertoso è un errore profondo. Un silenzio che abbiamo deciso di rompere ancora una volta, esponendo il nostro striscione in quel maledetto posto".  Richiamando le parole del prefetto Giovanni Signer, secondo cui la sicurezza si alimenta coltivando la coscienza dei singoli e non solo con uno "stato di polizia", i giovani lanciano un ultimo, accorato appello: "Pamela, quella notte, ha incontrato persone che invece di aiutarla hanno scelto di approfittare della sua fragilità. Oggi, non possiamo permettere che la città continui a girarsi dall’altra parte". 

01/02/2026 14:00
"Lucette tutto l'anno nel centro storico di Macerata? Rischio sagra permanente"

"Lucette tutto l'anno nel centro storico di Macerata? Rischio sagra permanente"

Il dibattito sul decoro urbano e sull'attrattività del cuore antico della città di Macerata si accende prepotentemente a seguito della proposta di mantenere attive, per tutto l'anno, le luminarie decorative nel centro storico. Una scelta che ha spinto il Comitato centro storico di Macerata a intervenire con una nota ufficiale estremamente critica, volta a tutelare l'identità architettonica del capoluogo. "C’è chi le chiama 'atmosfera', chi 'accoglienza', chi semplicemente 'allegria'. Ma la proposta di installare lucette stile festa di quartiere per tutto l’anno nel centro storico di Macerata solleva più di un dubbio, soprattutto quando si sposta lo sguardo dall’effetto immediato alle conseguenze sul lungo periodo" esordisce il Comitato, mettendo subito in guardia contro un approccio giudicato superficiale. Secondo i rappresentanti dei residenti, l'estetica della città non può essere trattata come un elemento ornamentale qualsiasi, poiché "il centro storico di Macerata non è una scenografia neutra da riempire a piacere. È un tessuto urbano di grande valore architettonico, fatto di palazzi storici, chiese, scorci e prospettive che già oggi sono valorizzati da un’illuminazione pubblica studiata appositamente per metterne in risalto forme, materiali e volumi". Il Comitato sottolinea come l'attuale assetto sia "un progetto pensato, non casuale, che dialoga con la storia della città e ne restituisce identità e prestigio", un equilibrio che risulterebbe compromesso da interventi estemporanei. La critica si fa particolarmente serrata nei confronti delle motivazioni che avrebbero spinto alcuni esercenti a caldeggiare l'iniziativa. "Inserire in modo permanente lucette decorative, per l'idea quantomeno balzana di alcuni commercianti convinti di attrarre clienti con effetti non tanto speciali, rischia di ottenere l’effetto opposto: invece di valorizzare, coprire. Invece di esaltare l’architettura, appiattirla" si legge nella nota. Il timore principale è quello di uno snaturamento dell'area: "Il centro storico potrebbe finire per assomigliare più a una sagra permanente che a uno dei luoghi simbolo della città, perdendo quella sobrietà elegante che lo distingue". Oltre al piano estetico, la nota affronta con decisione il tema economico e la gestione delle risorse collettive. "C’è poi un altro aspetto, tutt’altro che secondario: il costo. Anche ammettendo che la spesa per l’energia elettrica sia 'solo' di un migliaio di euro, resta il fatto che si tratta comunque di denaro pubblico" incalza il Comitato. Pur ammettendo che si tratti di una cifra modesta, i firmatari pongono una questione di principio etico e amministrativo: "È giusto che i cittadini paghino, in bolletta, un’illuminazione decorativa permanente che non risponde a esigenze di sicurezza né a un reale progetto culturale o urbano?". In chiusura, il Comitato centro storico tiene a precisare che la posizione assunta non deriva da un pregiudizio verso lo sviluppo economico della città, ma da un profondo senso civico. "La questione, dunque, non è essere contrari alla vivacità o all’attrattività del centro. Al contrario: è proprio per rispetto verso Macerata che vale la pena chiedersi se la strada delle lucette tutto l’anno sia davvero quella giusta". La riflessione finale è un invito a guardare con occhi diversi il patrimonio esistente: "Forse la vera bellezza sta già lì, nelle pietre, nelle facciate, nelle luci pensate per raccontarle. E forse basterebbe non coprirla".

01/02/2026 11:00
Macerata e Monte San Giusto, due incidenti sotto l'effetto di droga e alcol: scattano denunce

Macerata e Monte San Giusto, due incidenti sotto l'effetto di droga e alcol: scattano denunce

I carabinieri della compagnia di Macerata - nell'ultimo fine settimana - hanno intensificato i controlli sul territorio per contrastare lo spaccio di stupefacenti, la guida pericolosa e i reati predatori, presidiando con particolare attenzione i centri urbani e le principali arterie stradali della provincia. L’operazione più significativa è stata portata a termine dai militari della stazione di Treia, i quali hanno arrestato un 38enne di origini tunisine residente in città in esecuzione di un ordine di carcerazione. L'uomo deve scontare una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per i reati di rapina, lesioni e porto di armi o oggetti atti ad offendere, commessi in concorso nel 2022; al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato condotto presso la casa circondariale di Fermo. Parallelamente, il nucleo operativo e radiomobile è intervenuto sul fronte della sicurezza stradale a seguito di alcuni sinistri avvenuti tra Macerata e Monte San Giusto. In un primo episodio, un giovane di 21 anni è stato deferito in stato di libertà poiché, dopo essere rimasto coinvolto in un incidente con feriti, è risultato positivo ai cannabinoidi a seguito degli accertamenti clinici. Sorte simile è toccata a un 51enne di Monte San Giusto che, protagonista di un incidente che ha causato danni ai soli mezzi, è stato trovato con un tasso alcolemico di 1,77 g/l (oltre tre volte più alto rispetto al limite di legge). Per l'uomo sono scattati immediatamente il ritiro della patente, il sequestro del veicolo e la denuncia all’autorità giudiziaria. L’attività di prevenzione si è estesa anche al centro di Pollenza, dove i carabinieri della locale stazione hanno controllato un cittadino argentino di 30 anni residente nel capoluogo. L’uomo, fermato durante la notte, è stato trovato in possesso di circa due grammi e mezzo di hashish per uso personale, circostanza che ha fatto scattare il sequestro della sostanza e la segnalazione amministrativa alla prefettura. 

01/02/2026 09:50
Cus Macerata in festa: Beatrice Costantini conquista la qualificazione ai Campionati italiani di Cross

Cus Macerata in festa: Beatrice Costantini conquista la qualificazione ai Campionati italiani di Cross

Continua il bel momento di Beatrice Costantini. La giovane atleta del Cus Macerata nella gara dei 10 km su strada appena disputata ad Assisi, ha tagliato il traguardo col tempo di 39’31’’.  Non solo primato personale, ma soprattutto crono inferiore a 39’50’’’, la soglia di sbarramento che la Fidal impone per partecipare ai campionati nazionali di cross. Che significa? Che Beatrice è dentro e potrà prendere parte a Marinella di Selinunte, nel comune di Castelvetrano (Trapani), alla manifestazione che assegnerà i titoli italiani di cross lungo individuali assoluti, promesse, juniores, allievi e cadetti, il trofeo per regioni cadetti e i titoli delle staffette assolute e master. I tricolori si terranno nel weekend del 21 e 22 febbraio. Ad Assisi, anzi per la precisione a Santa Maria degli Angeli, l’evento è stato organizzato da Assisi Runners ed è stato valido come 16° Memorial “Vincenzo Cavanna”. La Costantini ha chiuso la sua prova al 4° posto assoluto tra le ragazze, un risultato spettacolare considerando che in totale erano 950 gli atleti, maschi e femmine, al via.  Solo due settimane fa Beatrice aveva ottenuto un gran 3° posto al Campionato Regionale Cross Country allestito all’Abbadia di Fiastra.   

31/01/2026 19:45
Macerata, studenti accerchiati, minacciati e derubati in piazza Pizzarello: l'appello delle famiglie

Macerata, studenti accerchiati, minacciati e derubati in piazza Pizzarello: l'appello delle famiglie

Negli ultimi mesi, nell’area del Terminal–Pizzarello, si sono verificati episodi che hanno acceso una forte preoccupazione tra le famiglie. Alcuni genitori hanno deciso di rendere pubblico il proprio punto di vista attraverso una lettera, nella quale ricostruiscono una serie di fatti avvenuti a partire da dicembre 2025 e già segnalati alle autorità competenti. "Abbiamo deciso di scrivere questa lettera perché nella nostra città sono accaduti dei fatti che non possono essere più ignorati. Nel mese di dicembre 2025 alcuni ragazzini, perché di questo si tratta, 14/15 anni, sono stati derubati da coetanei, in pieno giorno nella zona Terminal-Pizzarello. Il primo episodio denunciato è stato il furto di scarpe e soldi subito da un quattordicenne mentre aspettava l’autobus per rientrare a casa all’uscita di scuola. Allontanato dai compagni con una scusa banale è stato accerchiato da tre coetanei che, dopo un tira e molla di “richieste” e velate intimidazioni, lo hanno obbligato a consegnare le scarpe e il denaro che aveva con sé". Nei giorni successivi, secondo quanto riportato, la situazione si sarebbe aggravata: "Pochi giorni dopo nella stessa zona, la storia si ripete, questa volta vengono sottratti cellulari, giubbetti con l’aggravante che il gruppo di teppisti è più numeroso e armato di coltelli. I fatti sono stati tutti regolarmente denunciati alle autorità competenti". Secondo i firmatari, quanto accaduto non può più essere letto come una semplice sequenza di episodi sporadici: "Ci sentiamo di dire che non si tratta più di episodi isolati o di ragazzate ma di atti criminali veri e propri che stanno generando paura, insicurezza e senso di abbandono. I nostri ragazzi devono uscire di casa per andare a scuola, incontrare gli amici, vivere la loro età invece si trovano esposti a minacce, intimidazioni e violenza. Questo è inaccettabile". Da qui nasce l’appello alle istituzioni, ritenuto urgente: "La situazione è grave e se non si interviene può sfuggirci di mano. Per questo chiediamo al sindaco di assumere un ruolo attivo, coordinando interventi concreti e al questore di rafforzare la presenza e i controlli nelle aree più a rischio. Chi ha responsabilità istituzionali ha anche il dovere di agire e lo deve fare adesso. Non possiamo aspettare che accada l’irreparabile". I genitori sottolineano inoltre che gli autori dei fatti sarebbero noti nell’ambiente cittadino: "I giovani responsabili di questi gesti agiscono a volto scoperto e sono noti, Macerata non è una metropoli, i nomi girano e in virtù di questo chiediamo un’accelerazione nella loro identificazione e nel risolvere il problema. Invitiamo tutti coloro che sono stati infastiditi da questo gruppo di farsi avanti e denunciare alle autorità competenti. Inoltre chiediamo ai ragazzi di confidarsi con i genitori che sono sempre pronti ad aiutarvi". "Infine- concludono  - volevamo fare un appello anche ai genitori dei responsabili di questi gesti orribili: non possiamo credere che non sappiano proprio nulla. Sicuramente mettere la testa sotto la sabbia non giova. L’amore verso un figlio si dimostra anche con il coraggio di ammettere che c’è un problema, avere la forza di mettersi da parte e affidarlo a chi può aiutarlo con razionalità e competenza, cose che una mamma e un papà emotivamente coinvolti non hanno".

31/01/2026 16:26
Serie D, Maceratese e Recanatese ufficializzano Ciabuschi ed Eleuteri

Serie D, Maceratese e Recanatese ufficializzano Ciabuschi ed Eleuteri

Le squadre marchigiane non si fermano e nelle ultime ore del mercato di gennaio si registrano due colpi importanti in Serie D. La Maceratese ufficializza il suo nuovo attaccante. Si tratta di Jonathan Ciabuschi, classe 1997, mentre la Recanatese completa la rosa con l’esperto esterno destro Alessandro Eleuteri. Ciabuschi, cresciuto nel vivaio dell’Ascoli, Ciabuschi arriva in biancorosso dopo l’esperienza al Grosseto. In carriera ha totalizzato 10 presenze e 1 rete in Serie C e 86 presenze con 20 gol tra Atletico Ascoli e Monticelli in Serie D. Centravanti fisicamente strutturato, porterà alla Maceratese presenza in area, forza fisica e spirito di sacrificio. Alessandro Eleuteri, 27 anni, ha invece già quasi 200 presenze in Serie C con Ravenna, Fermana, Renate e Carpi. L’esterno di destra, che si allenava da alcuni giorni con il gruppo di mister Pagliari, sarà disponibile già per la trasferta di domani a Cattolica contro il San Marino, portando esperienza e qualità sulle fasce della Recanatese.    

31/01/2026 14:18
Macerata, piazzale del nuovo polo scolastico intitolato ad Antonietta Piombini ed Elisabetta Sensini

Macerata, piazzale del nuovo polo scolastico intitolato ad Antonietta Piombini ed Elisabetta Sensini

MACERATA - Si è svolta questa mattina a Corneto, accanto all’area dove sorgerà il nuovo polo scolastico, la cerimonia di intitolazione del piazzale ad Antonietta Piombini ed Elisabetta Sensini. L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione Comunale, conclude le celebrazioni per il 130esimo anniversario dell’Associazione a loro intitolata, che si sono svolte nel corso del 2025, e intende onorare la loro dedizione alla tutela dell’infanzia e il legame storico con l’ex Asilo della Pietà. “Da anni l’Associazione Piombini Sensini promuove percorsi strutturati, seminari e giornate di studio rivolti a operatori, famiglie, insegnanti e studenti, mettendo al centro la cura del sé, la tutela dell’infanzia e la sensibilizzazione all’accoglienza – ha dichiarato il sindaco Sandro Parcaroli -. Temi fondamentali, che parlano di attenzione, responsabilità e umanità, e che contribuiscono a costruire una comunità più consapevole, inclusiva e solidale. Intitolare uno spazio pubblico a questa realtà significa affermare che questi valori ci rappresentano e ci uniscono. Questo piazzale vuole essere un luogo aperto, di incontro e di passaggio, proprio come l’idea di accoglienza e di crescita che l’Associazione porta avanti ogni giorno”. Alla cerimonia ha partecipato anche la vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, Francesca D’Alessandro, che ha sottolineato il valore simbolico dell’intitolazione: “Attraverso i nomi che scegliamo di incidere nei luoghi della città raccontiamo i valori in cui crediamo e la memoria che vogliamo custodire. Antonietta Piombini ed Elisabetta Sensini rappresentano un esempio di dedizione, umanità e legame con la comunità. Intitolare loro questo spazio significa riconoscere il valore di chi, con il proprio impegno quotidiano, contribuisce a costruire il tessuto umano e sociale del territorio”. A ricordare il lungo percorso dell’Associazione sono intervenuti la presidente Carla Maria Francalancia, il responsabile dei Servizi Andrea Marangoni e Stefano Perugini, nipote di Antonietta Piombini, che hanno ringraziato l’Amministrazione Comunale per la vicinanza e per aver dedicato questo spazio pubblico alle due figure storiche.

31/01/2026 12:36
"Non restare indifferenti”: Macerata accende i riflettori sulla crisi iraniana

"Non restare indifferenti”: Macerata accende i riflettori sulla crisi iraniana

Si è svolto nella serata di ieri l’incontro dal titolo “Iran, le ali della libertà”, promosso dalla consigliera comunale del gruppo misto Sabrina De Padova, con il supporto dell’associazione Jungle e il patrocinio del Comune di Macerata. Un evento partecipato e sentito, nato con l’obiettivo di offrire un momento di approfondimento e riflessione sulla drammatica situazione che l’Iran sta attraversando, analizzata sotto il profilo politico, giuridico, economico e umano. Ad aprire i lavori è stata la consigliera De Padova, che ha ringraziato il pubblico presente e sottolineato l’importanza di non restare indifferenti di fronte alle gravi violazioni dei diritti umani che continuano a colpire il popolo iraniano. A seguire, per i saluti istituzionali, è intervenuta la vicesindaco Francesca D’Alessandro, che ha ribadito la vicinanza delle istituzioni locali alla popolazione iraniana e la necessità di mantenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo, sostenendo con forza i valori della libertà e dei diritti fondamentali". Nel suo intervento, De Padova ha ricordato il percorso di iniziative promosse nel corso degli anni di consigliatura sul tema iraniano. Il primo appuntamento, “Donna, Vita, Libertà”, nacque quando ricopriva il ruolo di presidentessa del Consiglio delle Donne, in seguito alla morte di Mahsa Amini, divenuta simbolo di una repressione violenta che ha colpito in particolare giovani e donne. Un impegno proseguito nel tempo attraverso incontri dedicati alla storia e alla politica iraniana, all’evoluzione del territorio e alle leggi che hanno segnato profondamente il Paese. Tra questi, anche la presentazione del film “Leggere Lolita a Teheran”, alla presenza della produttrice Marisa Stocchi, che ha offerto uno sguardo più intimo e umano sulla resistenza culturale e sulla forza della parola come strumento di libertà. L’evento “Iran, le ali della libertà” si è posto come un nuovo spazio di riflessione sulla situazione politica attuale, ma anche come un momento di speranza, per interrogarsi sul futuro del Paese e sulla possibilità di un riscatto. Oggi, infatti, le informazioni che arrivano dall’Iran sono spesso frammentarie: internet viene frequentemente oscurato, molti giovani hanno perso la vita e le proteste vengono represse con arresti di massa, violenze e un rigido controllo dei media. Il Paese appare inoltre sempre più isolato sul piano internazionale, tra sanzioni e tensioni geopolitiche. Tra i relatori, il professor Alberto Febbrajo, docente di Sociologia del diritto ed ex rettore dell’Università di Macerata, ha analizzato la rivolta iraniana da una prospettiva sociologica, mettendola a confronto con altri contesti storici di mobilitazione e repressione. Il professor Alberto Pettinari, docente di Economia aziendale, ha invece approfondito la complessa situazione storico-economica del Medio Oriente, soffermandosi sul ruolo dell’Occidente e sugli scenari che potrebbero aprirsi per l’economia globale e il settore petrolifero in caso di un intervento militare statunitense. Particolarmente toccante la testimonianza di Mojtaba Sadeghi, esperto di cultura iraniana e cittadino iraniano, che ha raccontato in prima persona ciò che sta accadendo nel Paese, dando voce alle paure ma anche alle speranze di una popolazione che continua a lottare per la propria dignità e libertà. L’incontro si è concluso con un confronto aperto e partecipato tra Sadeghi e alcuni cittadini iraniani presenti in sala, che hanno condiviso esperienze, domande e riflessioni, rendendo il dibattito ancora più intenso e autentico. Dall’evento è emerso un auspicio forte e condiviso: che sul destino dell’Iran non prevalgano più interessi economici e giochi di potere, ma il rispetto dei diritti umani e la fine delle violenze sulla popolazione civile. “Iran, le ali della libertà” ha rappresentato così non solo un momento di analisi, ma anche un atto di responsabilità civile e di vicinanza concreta a un popolo che continua a chiedere libertà, giustizia e futuro.

31/01/2026 11:18
Alfredo Celiberti racconta Drop|e-business & love!: da una goccia nel web a un ecosistema digitale (VIDEO e FOTO)

Alfredo Celiberti racconta Drop|e-business & love!: da una goccia nel web a un ecosistema digitale (VIDEO e FOTO)

Un viaggio lungo venticinque anni, fatto di intuizioni, errori, passione e libertà. È quello di Alfredo Celiberti, imprenditore marchigiano, fondatore e amministratore delegato di  Drop|e-business & Love! protagonista dell’ultima intervista realizzata da Picchio News. Un racconto che attraversa la nascita del web, lo scoppio della bolla delle dot-com e l’evoluzione dell’e-commerce fino a diventare oggi una leva strategica per le aziende. Originario di Macerata, Celiberti si definisce prima di tutto un appassionato. Di musica, di tecnologia, di creatività. «Lavoravo alla Roland, un’azienda straordinaria ma molto strutturata. A un certo punto mi sono stancato di quella rigidità», racconta. È la fine degli anni ’90 quando, spinto anche da un amico, prende una decisione radicale: lascia il posto fisso e fonda la sua azienda, in un’epoca in cui Internet era ancora una scommessa. Nasce così Drop, un nome scelto quasi per caso, ispirato ai cerchi concentrici disegnati su un pacchetto di sigarette e all’idea di una goccia che cade nell’acqua. «Non avevo né il mindset né l’organizzazione per fare grandi ragionamenti sul branding. Mi piaceva quel suono, era semplice, funzionava». E funziona ancora oggi. Accanto al nome, anche il payoff racconta una visione fuori dagli schemi: Business Love. In piena new economy, mentre il mercato era dominato da immagini fredde e consulenti in giacca blu, Drop sceglie il rosa, i fiori, l’ironia. «Volevamo entrare nel digitale passando dalla creatività e dalla moda, non dalla finanza». Non a caso, i primi clienti arrivano proprio dal distretto calzaturiero marchigiano, con nomi come Fornarina, Sixty, Santoni, Fabi, Cesare Paciotti. Il 2000, però, è anche l’anno dello scoppio della bolla speculativa. Internet smette improvvisamente di sembrare il futuro per molte aziende. «Per anni l’e-commerce non interessava a nessuno. Ci chiedevano solo siti belli, animati, creativi». Una falsa partenza che diventa però un terreno fertile: alla formazione da ingegnere, Celiberti affianca un’anima artistica che segnerà profondamente l’identità di Drop. Nel 2003 nasce Grafola, un progetto visionario che anticipa i social network e il commercio digitale dell’arte. Un portale dedicato agli artisti che lavorano in digitale, con opere stampate in tiratura limitata e vendute online. «Non guadagnavamo nulla, ma è stato un incubatore incredibile di idee e relazioni». Da lì passano artisti che diventeranno celebri, come TVBoy e Tokidoki, e prende forma una rete creativa internazionale che ancora oggi rappresenta un patrimonio umano e professionale. Dal 2007 in poi arriva la vera svolta: Drop diventa un e-commerce provider a 360 gradi. Non più solo siti web, ma piattaforme complesse, gestione delle vendite, logistica, pagamenti, frodi, spedizioni internazionali. L’e-commerce smette di essere un canale e diventa una parte centrale dei processi aziendali, integrandosi con CRM, retail fisico e organizzazione interna delle imprese. Oggi Drop conta circa 120 persone tra la sede di Montegranaro, al confine con Casette d’Ete, e quella di Milano, per oltre 2.000 metri quadri complessivi. Ma la crescita non è solo numerica. Nel 2023 arriva un passaggio decisivo: il gruppo Horsa acquisisce il 70% dell’azienda. Una scelta non dettata solo dal fatturato, ma dall’esigenza di evolvere. «Il digitale è diventato sempre più complesso. In sessanta persone non puoi essere eccellente su tutti i fronti». Horsa, realtà composta da oltre 40 aziende, copre ambiti che vanno dal commerce ai gestionali, dalla consulenza alla UX, permettendo a Drop di lavorare su progetti sempre più strutturati attraverso team multidisciplinari. Al centro di tutto resta però la cultura aziendale. Drop rifiuta le strutture verticali e i modelli rigidi. «Non siamo un’azienda che vive di regole e processi. Preferiamo fiducia, autonomia e collaborazione». Un’organizzazione molto piatta, in cui i gruppi si formano in modo dinamico in base ai progetti e alle competenze richieste. «Funziona perché lavoriamo con clienti molto più grandi di noi e dobbiamo essere in grado di adattarci continuamente». Un approccio che ha portato risultati concreti: Drop è presente da diversi anni nei ranking del Financial Times, del Sole 24 Ore e di Affari & Finanza tra le aziende italiane a maggior crescita. Guardando indietro, Celiberti sorride: «Non è stata una visione lucida fin dall’inizio. È stato entusiasmo». Ed è proprio quell’entusiasmo, unito alla libertà di sperimentare, che continua ancora oggi a guidare il percorso di Drop. Un viaggio imprenditoriale e umano che parte da una goccia e continua a generare cerchi sempre più ampi.

31/01/2026 10:30
"Non cerco vendetta, solo giustizia e verità per Pamela": l'appello di Alessandra Verni alla città di Macerata (FOTO e VIDEO)

"Non cerco vendetta, solo giustizia e verità per Pamela": l'appello di Alessandra Verni alla città di Macerata (FOTO e VIDEO)

Questa mattina i Giardini Diaz di Macerata hanno ospitato la cerimonia commemorativa per l'ottavo anniversario della scomparsa di Pamela Mastropietro. Come ogni anno, accanto alla targa commemorativa, è stata piantata una camelia bianca, simbolo della purezza di una giovane vita stroncata prematuramente, ma ancora viva nel ricordo della comunità e soprattutto di chi l'ha amata. Alessandra Verni, che non ha mai smesso di cercare giustizia per sua figlia, ha voluto ribadire l'importanza del ricordo: "Oggi sono qui perché lo devo a mia figlia e perché è ciò che lei vorrebbe. Questa è un'occasione per commemorarla, ma questa storia, così come molte altre, dovrebbe essere ricordata tutti i giorni. La mia battaglia non è ancora finita, perché i complici di Oseghale sono ancora a piede libero".  Durante la mattinata, si sono susseguiti gli interventi di monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata, del sindaco Sandro Parcaroli e di Francesca D'Alessandro, vicesindaco e assessore alle pari opportunità. Ma sono state soprattutto le parole del prefetto Giovanni Signer, ad aver colpito nel segno: "Dal punto di vista giudiziario, una responsabilità individuale è stata riconosciuta, ma io credo che qui si debba parlare di responsabilità collettiva. Quando Pamela lasciò Corridionia, furono in molti a vederla e ad accorgersi che si trovava in difficoltà. Questa tragedia, quindi, ci rende tutti responsabili: è la responsabilità morale di tutti coloro che si sono voltati dall'altra parte. La nostra Costituzione ci dice che quello della solidarietà è un dovere fondamentale: spero che questa cerimonia e questa camelia siano un monito per tutti noi".  La cerimonia si è conclusa con l'appello di una madre che non si è mai arresa, e che sta ancora lottando per ottenere la verità, ma soprattutto la giustizia che merita: "Sono qui oggi come madre e come testimone di un dolore e di un amore che non possono essere seppelliti dal silenzio e dalla paura. Calpestare queste strade significa ripercorrere i passi di Pamela, passi che sono stati interrotti brutalmente tra l'ombra di queste colline, in via Spalato. Davanti ai resti di mia figlia, in obitorio, mi è stato detto di dimenticare. Ma io, oggi, chiedo a voi: come si può chiedere a una madre di dimenticare la propria carne? Dire a una madre di dimenticare è come sputare sulla croce, è come andare ai piedi della Madonna mentre piange suo figlio e dirle di tacere, di dimenticare, di far finta di nulla. Io non dimentico. L'ho promesso all'obitorio baciando la fronte fredda di mia figlia".  Ma il suo discorso non si è limitato a sottolineare il valore eternante del ricordo e l'impossibilità di una madre di lasciarsi alle spalle il dolore di una perdita brutale e disumana. Alessandra Verni ha infatti proseguito con una esplicita denuncia dei mali "invisibili" e intoccabili che appestano la comunità: "Non c'è palazzo del potere, non c'è sagrestia, non c'è vicolo oscuro che possa nascondere per sempre ciò che è stato fatto. Pamela è stata vittima di un male che non è solo di strada, ma ha radici profonde in antichi riti di potere, consumati nel silenzio di palazzi e sedi che pensate essere invisibili. No, io non posso dimenticare: ci sono ancora troppe domande a cui non è stata data risposta e ci sono ancora molti punti oscuri e zone d'ombra che pesano su questa città e sul mio cuore. Ma non c'è segreto, per quanto occulto, che non sia destinato a essere incenerito dalla verità".   

30/01/2026 17:40
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