Si è svolta ieri sera, presso il ristorante Le Case, una conviviale interclub che ha visto protagonisti il Rotary Club Macerata, presieduto da Annunziata Pagliariccio, e il Rotary Club Macerata “Matteo Ricci”, guidato da Tobia Sardellini. All’incontro hanno partecipato autorità rotariane, civili e numerosi soci, a conferma di un appuntamento particolarmente sentito nel calendario dei due club.
Ospite della serata è stato il professor Fabio Berellini, del Rotary Club Assisi, facilitatore dell’apprendimento distrettuale nello staff del Governatore Roberto Calai, che ha condotto una sessione formativa dal titolo “Uniti dai valori, formati per servire – La formazione rotariana nel Distretto 2090”.
Nel suo intervento, Berellini ha posto l’attenzione sul valore concreto del tempo che i rotariani dedicano al servizio delle comunità. Citando uno studio del Johns Hopkins Center for Civil Society Studies, è emerso come il volontariato rotariano abbia un impatto economico di rilievo: il contributo di oltre 1,4 milioni di rotariani nel mondo è stimato in circa 850 milioni di dollari all’anno. Una cifra che rappresenta quasi nove volte le spese annuali complessive del Rotary International, a testimonianza della capacità moltiplicatrice dell’impegno volontario.
Non solo competenze professionali messe a disposizione, ma anche ore di lavoro, dedizione e presenza attiva che producono un impatto misurabile sulle comunità locali e internazionali.
La serata è stata anche un momento di riflessione per i due club maceratesi sull’importanza di valorizzare sempre più il tempo come risorsa preziosa, l’impegno come investimento sociale e la professionalità come strumento di trasformazione del territorio.
L’incontro si è concluso con un confronto aperto tra i partecipanti sulle opportunità formative offerte dal Distretto 2090, ribadendo il ruolo centrale della formazione continua come elemento fondante dell’azione rotariana e del servizio alla comunità.
Dopo settimane di indiscrezioni e trattative, è arrivata l’ufficialità: Samuele Neglia e la Maceratese si separano. L’attaccante ha risolto consensualmente il proprio rapporto con il club biancorosso ed è pronto a iniziare una nuova avventura al Giulianova, formazione inserita nel girone F di Serie D, lo stesso della Rata.
Arrivato in estate a Macerata tra grandi aspettative, Neglia rappresentava uno dei colpi più importanti del mercato estivo biancorosso. Reduce da esperienze di alto profilo tra cui Bari, Reggiana e Fermana, l’attaccante era stato chiamato a portare qualità ed esperienza in una squadra dall'età media molto giovane, con il duro compito anche di raccogliere la pesante eredità lasciata sotto questo punto di vista dall’ex capitano Luca Cognigni.
Tuttavia, il rapporto tra il giocatore e l’ambiente maceratese non è mai decollato del tutto. Neglia ha mostrato soltanto a sprazzi il proprio talento, collezionando 11 presenze e mettendo a segno 2 reti: una su calcio di rigore contro la Sammaurese e una giocata di grande classe, con un colpo di tacco contro il Teramo, che resta probabilmente il momento più brillante della sua esperienza in biancorosso. A fine novembre era poi arrivata la decisione della società di metterlo fuori rosa, preludio alla separazione ufficializzata nelle ultime ore.
Questo il comunicato diffuso dal club: “La Società Sportiva Maceratese comunica di aver risolto consensualmente il rapporto sportivo con il calciatore Samuele Neglia. La società ringrazia Neglia per l’impegno profuso durante la sua esperienza in biancorosso e gli augura le migliori fortune professionali e personali per il prosieguo della carriera”.
Per Neglia si aprono ora le porte del Giulianova, che proprio nelle ultime ore ha salutato un altro ex professionista (oltre che ex Fermana) come Elio De Silvestro, passato al Valmontone, nel girone G di Serie D. Neglia tornerà dunque da avversario all’Helvia Recina alla penultima giornata di campionato, questa volta con la maglia giallorossa.
Sul fronte Maceratese, l’addio dell’attaccante riaccende inevitabilmente il mercato. La società è da tempo alla ricerca di un rinforzo offensivo, richiesto a gran voce anche dalla piazza per aumentare la concretezza sotto porta. Un aspetto emerso con evidenza nell’ultima gara casalinga persa contro il Sora, match nel quale i biancorossi, nonostante ben 21 conclusioni complessive, non sono riusciti a ribaltare il risultato. I nomi sul taccuino della dirigenza non mancano, ma il tempo stringe: la chiusura del calciomercato è fissata per domani e la Maceratese è chiamata a sciogliere rapidamente le riserve per consegnare allo staff tecnico un reparto offensivo più incisivo in vista della parte decisiva della stagione.
(Foto Francesco Tartari | S.S. Maceratese)
La Zona Economica Speciale può incidere anche sul comparto agricolo marchigiano. Per questo Coldiretti Marche ha avviato una serie di incontri informativi sul territorio, rivolti alle imprese, per illustrare contenuti, strumenti e ricadute operative della Zes, con il supporto di tecnici ed esperti del settore.
Una delle tappe si è svolta all’Abbadia di Fiastra, dove Coldiretti Macerata, con il presidente Francesco Fucili e il direttore David Donninelli, ha approfondito temi centrali come lo sportello unico, il credito d’imposta Zes, il piano Industria 4.0, l’iperammortamento e le opportunità legate all’innovazione tecnologica.
“In vista dell’apertura dei nuovi bandi – ha spiegato il presidente Fucili – abbiamo voluto avviare questo percorso di incontri insieme ai nostri fiscalisti per far comprendere fino in fondo la portata di uno strumento strategico, capace di sostenere la crescita e la competitività dei territori e rafforzare il ruolo dell’agricoltura come motore di sviluppo economico, occupazionale e ambientale”.
Oltre alle semplificazioni amministrative valide su tutto il territorio marchigiano, le PMI agricole con sede nei Comuni ricadenti nelle aree più svantaggiate – 48 solo nella provincia di Macerata – possono accedere a un credito d’imposta pari al 58,78% per investimenti in macchinari agricoli, tecnologie 4.0, impianti di irrigazione, laboratori di trasformazione, energie rinnovabili ed efficientamento energetico.
Gli esempi concreti illustrati durante l’incontro rendono evidente l’impatto della misura: a fronte di un investimento di 250mila euro per trattore e attrezzature, l’azienda può ottenere un beneficio fiscale di 146.950 euro, riducendo il costo reale a poco più di 103mila euro. Ancora più vantaggioso il caso di un trattore 4.0 interconnesso da 150mila euro, che consente di cumulare il credito Zes con Industria 4.0, arrivando a un recupero complessivo di oltre 118mila euro, pari a quasi il 79% dell’investimento.
“Le imprese agricole – ha sottolineato il direttore Donninelli – avranno la possibilità di programmare gli investimenti con una visione di medio-lungo periodo, ammodernando il settore nel segno dell’innovazione tecnologica, al servizio dell’imprenditore e di una gestione sempre più efficiente”.
Ultime battute del calciomercato nel mondo dei dilettanti, dalla Serie D fino alle categorie inferiori. Il termine per risoluzioni dei contratti di lavoro e conseguenti ricollocazioni è fissato a domani, sabato 31 gennaio: da febbraio, infatti, non saranno più consentiti trasferimenti. Nei professionisti, invece, la sessione invernale si chiuderà lunedì 2 febbraio alle ore 20.
Il colpo più importante in Serie D lo mette a segno L’Aquila, che si assicura le prestazioni dell’ex Maceratese Lorenzo De Grazia. Centrocampista offensivo con quasi 200 presenze in Serie C, l’ex “Invincibile” arriva dalla Clodiense, con cui ha collezionato 20 presenze impreziosite da 5 reti e 3 assist nel girone C di Serie D. De Grazia ritroverà la Maceratese da avversario il prossimo 15 febbraio, quando al “Gran Sasso d’Italia” andrà in scena la sfida valida per la 24ª giornata di campionato.
Proprio in casa Maceratese sono ore febbrili. Il mercato resta legato all’eventuale partenza di Neglia, seguito dal Giulianova e da diverse squadre di Eccellenza. Un’operazione difficile ma non impossibile nelle ultime ore di trattative. In caso di cessione, tra i nomi seguiti per sostituirlo spicca quello del bomber della Fermignanese Giovanni Cordella, attuale capocannoniere del campionato di Eccellenza. In caso contrario, la rosa rimarrà invariata fino al termine della stagione.
Sempre nel girone F, la Recanatese continua a coltivare il sogno Eleuteri, come confermato dal direttore tecnico Cianni, intenzionato a regalare un innesto di spessore a mister Giovanni Pagliari.
In Eccellenza si muove con decisione il Trodica, che ha ingaggiato il bomber argentino Romero (LEGGI QUI) per sopperire al lungo infortunio di Marchionni. La società ha inoltre annunciato l’ingresso di Rinaldo Chiappini nello staff con il ruolo di responsabile dell’area tecnica.
La Sangiustese ha ufficializzato l’arrivo del difensore classe 2002 Juan Bautista Ferrer. Cresciuto nel settore giovanile dell’Independiente, Ferrer ha proseguito il proprio percorso nella formazione Primavera dell’Argentinos de Quilmes prima di approdare in Italia la scorsa stagione con l’Aygreville, in Eccellenza piemontese. Nella prima parte di questa stagione ha militato nel campionato di Eccellenza molisana con il Matese.
Il Chiesanuova ha invece rescisso il rapporto con il difensore Epson Mosquera, pronto a una nuova esperienza fuori regione. Dopo la separazione con Perri, trasferitosi al Montegranaro in questa sessione, la società si prepara ad annunciare l’arrivo dell’attaccante classe 1998 Lucas Lezcano, prelevato dal Costa Amalfi, con cui ha realizzato 9 reti in 14 presenze nel campionato di Eccellenza Campania.
La Civitanovese è pronta ad accogliere due nuovi innesti: il difensore classe 2005 Leon Sciarra, che ha rescisso consensualmente con la Maceratese, e il centrocampista classe 2002 Mattia Pensalfini, proveniente dal Trodica. Lascia invece i colori rossoblù l’esperto difensore argentino Matias Cahais, trasferitosi al Bacigalupo Vasto, in Eccellenza abruzzese.
In Promozione spicca l’attivismo del Borgo Mogliano, protagonista di un’ottima stagione da neopromosso e atteso dal big match contro l’Aurora Treia. Per consolidare la propria posizione, la società ha ingaggiato l’attaccante Del Brutto dal Casette Verdini e ha riportato a Mogliano Fabio Campilia, che aveva iniziato la stagione all’Appignanese.
Importante rinforzo anche per la Settempeda, che si assicura il centrocampista Alessio Bonifazi, ex Chiesanuova e Sangiustese, proveniente proprio dall’Aurora Treia. Saluta invece i biancorossi il difensore Romoli, trasferitosi al Visso in Seconda Categoria.
In Prima Categoria, girone D, il Salvano si rende protagonista con un doppio innesto: arrivano il centrocampista Alex Misin, con trascorsi tra Fermana e Vis Pesaro e reduce dalla prima parte di stagione alla Sangiorgese, e l’attaccante Leonardo Zira. Quest’ultimo vanta esperienze in Serie D con il Porto Sant’Elpidio e numerose stagioni tra Eccellenza e Promozione con Montegiorgio, Sangiustese, Atletico Azzurra Colli e Monturano, oltre all’esperienza recente alla Palmense Fermana.
Grande dinamismo anche in Seconda Categoria, dove la Stese, dopo gli importanti innesti di Teodori e Balloni, completa il proprio mercato con l’ingaggio del centrocampista Andrea Lattanzi, ex Corridonia e Casette Verdini. A lui si aggiunge il giovane classe 2005 Lorenzo Marcellino, proveniente dal Corridonia, a conferma dell’attenzione verso i giovani da parte del presidente Manuel Micucci e del direttore sportivo Alessandro Magnamassa. Sul fronte delle uscite, salutano la formazione rossoblù il portiere William Apolloni e l’attaccante Saad Ennachat.
Con le ultime ore a disposizione, le società dilettantistiche sono chiamate a completare le rispettive rose prima della chiusura definitiva del mercato, in vista di una seconda parte di stagione che si preannuncia decisiva su tutti i campi.
“Ego te baptizo piscem”. S’usava così una volta quando i cardinali, o addirittura il Papa, rendevano plausibile l’assurdo. La storia si racconta a proposito del cardinale Egidio Albornoz – c’entra con Macerata perché le mura vennero rifatte per suo ordine: noi c’abbiamo l’assessore Lego e pure il Papa nel ’300 c’aveva il cardinale Lego – che giunto a Bologna come legato chiese alle suore di fargli i tortellini, ma era vigilia e le consacrate si rifiutarono.
Allora il cardinale, che li pretese, per evitare lo scandalo li battezzò pesce: precetto di magro rispettato. A Sandro Parcaroli è successa la stessa cosa: scortato dai fidi Mauro Lucentini, il “Basettoni” della Lega in provincia di Macerata, e dal vice-provinciale Luca Buldorini, detto l’uomo con la valigetta perché è fornito del necessaire, si è presentato al cospetto di Matteo Salvini che è – come i porporati di una volta – onusto d’incarichi (ministro degli LL.PP. delle infrastrutture e dei treni in ritardo, vicepresidente del Consiglio, segretario federale della Lega), il quale non con la spada di Alberto da Giussano – passata un po’ in sordina come del resto anche la mitraglietta FN Minimi della Folgore – ma con una pacca sulla spalla gli ha detto: io ti creo sindaco.
L’“ego te baptizo piscem” a Sandro Parcaroli, diventato vegano – per questo ha fatto ritrarre il Comune dalla gestione e dalla proprietà del mattatoio in favore dell’imprenditore Ilario Marcolini, così come ha di fatto messo da parte la Raci: è intima convinzione etica – è stato particolarmente gradito.
Potrà dire di sé – come si scrive sui cosmetici cruelty free – “nessun animale è stato ucciso” per questa mia carica. Diciamo però che un paio di vittime in questa faccenda ci sono. La prima è sicuramente la dignità politica di Macerata. La città si sta facendo imporre il Sindaco da Roma con un processo che, almeno a giudicarlo da come viene proposto, tutto è tranne che democratico. S’usava appunto nello Stato pontificio del basso Medioevo la creazione delle cariche per decreto.
La dignità di Macerata è stata calpestata nell’incontro d’investitura anche per l’assenza di qualsiasi rappresentante della comunità cittadina. A parte Parcaroli, che è un maceratese d’adozione, della città non c’era nessuno e francamente resta poco spiegabile perché in questo vertice leghista non fosse presente anche, anzi soprattutto, l’avvocato Aldo Alessandrini che della Lega è contemporaneamente segretario cittadino e capogruppo in Consiglio comunale.
È pur vero che Sandro Parcaroli si è già fatto dettare la sua giunta bis: vicesindaco Luca Buldorini, l’uomo con la valigetta accolto a Roma come uno dei magi; assessore Lego e assessora Imballo confermati; Giuseppe Romano assessore al commercio e alla famiglia. Questi erano tutti alla cena con cui Luca Buldorini – ora rinnega – ha fondato Compagnia Marca Libera, la falange del generale Roberto Vannacci.
Il fatto che l’ex parà ora abbia strappato con Salvini crea un qualche imbarazzo, ma comunque consegna a Macerata, forse in riparazione del fatto che appunto la città nella scelta del candidato sindaco del Centrodestra non conta nulla, un nuovo primato: sarà, ammesso ma niente affatto concesso che Parcaroli ce la faccia, la prima città ad avere come sindaco un’espressione diretta degli amici del generale Roberto Vannacci.
Per la Civitas Mariae, per la città della pace, dove la carità cristiana, la tolleranza, la solidarietà sono i cardini del vivere civile, si prepara un’amministrazione che si fonda su concetti come “Mussolini è uno statista come lo sono stati Cavour e Stalin”, “Con me siete in tanti: è come avere davanti a me la decima legione”, “Che piaccia o no non nasciamo uguali su questa terra”, “Cari omosessuali normali non lo siete”, “Per quanto esecrabile l’odio è un sentimento che non può essere represso in un tribunale”.
Ci sono in quella “falange” molti altri pensieri di ancor più pregnante profondità che sono il corredo ideale della squadra che attornia Sandro Parcaroli e che gli ha fatto da corteo verso l’investitura ricevuta da Salvini.
La seconda vittima di questa faccenda è proprio il Centrodestra locale. Subisce un candidato calato da Roma, imposto da una forza politica che, stando alle elezioni regionali appena trascorse, è largamente minoritaria. Si dice: sono gli equilibri di coalizione.
Ci sta; anche se Forza Italia, quando saprà che Fratelli d’Italia in cambio di Parcaroli vuole Civitanova Marche – che non è capoluogo, ma è la città di maggior peso della provincia – forse non ci resta tanto bene. E del resto gli stessi militanti meloniani si domanderanno perché un partito che ha un terzo dei consensi in città non debba avere anche il Primo cittadino. E poi c’è il comparto dei civici.
Sandro Parcaroli è stato eletto dalla sua lista e i civici si sentono traditi: il gruppo misto in Consiglio comunale non è mai stato ampio come in questa sindacatura. C’è un’antica regola per ora mai smentita: per fare il Sindaco ci vogliono i voti.
Qualcuno nel Centrodestra ha cominciato a domandarsi se il consenso su Parcaroli sia così granitico. Diciamo la verità: c’è una malcelata paura di perdere che comincia ad avere una qualche eco anche a palazzo Raffaello in quel di Ancona, dove siede colui che tutto può: Francesco Acquaroli, che certo non gradirebbe una sconfitta nella sua provincia. E allora ecco che scatta il metodo Parcaroli.
Già sta dicendo in giro che, se anche Salvini lo ha indicato, e per lui è un onore sovrano, ci deve pensare. Ora va a Zanzibar; al ritorno dirà. Si accettano scommesse; non scioglierà alcuna riserva e cercherà di adottare con il Centrodestra, come ha fatto in tante altre occasioni, la tattica della rana bollita: far passare il tempo fino al punto in cui la sua candidatura diventa ineluttabile. Del resto l’Ego te baptizo piscem funziona così: prescinde dalla realtà.
P.S.: Ne riparleremo, comprate i pop corn perché siamo solo all’inizio.
I parcheggi gratuiti a tempo introdotti in corso Cavour (LEGGI QUI) sembrano aver trovato il favore dei commercianti. Una soluzione che, secondo molti operatori del centro, ha migliorato la rotazione delle auto e reso più semplice l’accesso alle attività. Un modello che qualcuno vorrebbe estendere anche a corso Cairoli, ipotesi però più complessa dal punto di vista urbanistico.
C’è però un altro corso di Macerata che oggi racconta una storia molto diversa. È corso Garibaldi, un tempo una delle arterie più vive e affollate della città, porta d’ingresso verso il centro storico. Oggi, invece, passeggiarci restituisce un’immagine desolante: serrande abbassate, vetrine vuote, cartelli “affittasi” e “vendesi”.
Le abbiamo contate: sono dodici le vetrine che risultano sfitte lungo il corso. Dodici. L’ultima ad abbassare la serranda è stata quella di Vinteggiando, negozio di abbigliamento vintage che a fine 2025 ha deciso di chiudere. Al posto dei Levi’s 501 e dei montoni di pelle, ora restano solo locali vuoti. A raccontare le ragioni di questa lenta moria è Lucio Gateano, fondatore di Vinteggiando, che da giovane aveva scommesso su un’idea originale e su una delle vie storiche della città. Secondo lui, il problema principale è sempre lo stesso: i parcheggi.
«È difficile raggiungere il centro – spiega –. Intorno alle mura non si trovano parcheggi e, quando ci sono, sono a pagamento. Alla fine sei costretto a parcheggiare ai Garibaldi o allo Sferisterio, spendendo e restando comunque scomodo. E non lo dico solo io: è una lamentela comune tra i negozianti».
Ma non è solo una questione di viabilità. Lucio Gateano chiama in causa anche le politiche dell’amministrazione comunale. «Credo che la giunta potrebbe fare qualcosa in più per rendere attrattivo un capoluogo di provincia. Oggi le uniche attività che funzionano sono quelle della ristorazione: pub e bar, soprattutto per gli universitari. Per il resto, basta guardarsi intorno: è tutto sfitto».
Il commerciante ricorda anche un’iniziativa che, anni fa, sembrava poter rappresentare una svolta: «Il sindaco aveva parlato di aiutare i giovani che volevano aprire un’attività, sostenendo gli affitti. Un’idea bellissima. Quando però chiamai in Comune per capire come funzionasse, la risposta non fu positiva. Non ci fu mai una vera apertura. Zero aiuto, zero sostegno».
A pesare, secondo Lucio Gateano, sono anche i canoni di locazione rimasti ancorati a un’altra epoca: «Molti proprietari dei locali non sono di Macerata e chiedono cifre che si potevano permettere quando la città “andava”. Ma i tempi sono cambiati, bisognerebbe ridimensionarsi».
Infine, il colpo definitivo: la pandemia. «Già prima del Covid la situazione era peggiorata, ma dopo c’è stata la mazzata finale. Hanno chiuso locali storici come il Tartaruga o il Quattroporte, posti che portavano movimento. È stato un insieme di fattori che ha portato a questo: Macerata, così, è morta».
E il futuro? Gateano non si arrende, ma cambia strada. «Non aprirò un altro negozio fisso. Sto pensando a un furgone, a una sorta di viaggio ambulante. E poi ho un altro progetto in mente: vedremo se porterà qualcosa».
Intanto, corso Garibaldi resta lì, con le sue dodici vetrine vuote, simbolo di un centro storico che chiede risposte concrete. Se i parcheggi a tempo hanno funzionato altrove, la domanda ora è se – e come – Macerata riuscirà a ridare vita anche a uno dei suoi corsi più storici.
Un nuovo ponte tra Centro e Sud nel segno della pallavolo giovanile. La CBF Balducci HR Macerata, club arancionero che milita nel campionato di Serie A1, annuncia l’avvio di una collaborazione con la Futura Volley Città di Santa Teresa, emergente realtà sportiva siciliana impegnata nella valorizzazione della tradizione pallavolistica locale.
L’accordo, operativo fin da subito, è finalizzato allo sviluppo del settore giovanile attraverso la realizzazione di progetti condivisi, lo scambio di competenze tecniche e metodologiche e attività di formazione rivolte ad atleti e staff. L’obiettivo comune è offrire ai giovani pallavolisti percorsi di crescita strutturati, all’interno di contesti stimolanti e altamente competitivi.
All’interno della collaborazione, la Futura Volley Città di Santa Teresa assumerà un ruolo strategico diventando un punto di riferimento per il Sud Italia nella ricerca e nella valorizzazione di nuovi talenti. Un’opportunità importante per i giovani atleti del territorio, che potranno confrontarsi con una realtà di vertice del panorama nazionale come la CBF Balducci HR Macerata.
La partnership rappresenta un investimento sul futuro per entrambe le società e conferma l’attenzione crescente verso la formazione e la crescita delle nuove generazioni nel mondo della pallavolo.
Riparte la macchina organizzativa dei Tornei Velox & Nando Cleti, un appuntamento estivo storico organizzato dalla S.S. Maceratese 1922 e tra i tornei più longevi e prestigiosi della regione. Dopo stagioni di grandi emozioni, il Velox Allievi arriva quest’anno alla sua 48^ edizione, il Velox Giovanissimi alla 37^, mentre il Nando Cleti celebra la sua 40^ edizione. Numeri che raccontano una tradizione fatta di passione, sport e giovani talenti che continuano a scrivere la storia di questi tornei.
Sono ancora impresse negli occhi le immagini delle tribune piene che hanno accompagnato l’ultima edizione, e quest’anno in programma ci saranno tante novità che verranno svelate sulle pagine Facebook e Instagram del torneo “Torneo Velox & Nando Cleti”.
Le iscrizioni hanno già registrato grandi numeri e saranno aperte fino al 25 marzo. Possono partecipare giocatori tesserati per la stessa società, rispettando le date di nascita indicate dalla FIGC; per le categorie Allievi e Giovanissimi è consentita la possibilità di tre prestiti, mentre per gli Esordienti del Nando Cleti i prestiti non sono ammessi. Per agevolare la partecipazione e contenere le spese, i gironi di qualificazione si disputeranno direttamente nei campi delle società partecipanti, mentre la fase finale dei tornei si svolgerà allo “Stadio della Vittoria” di Macerata e al “Michele Gironella” di Villa Potenza. Tutte le gare saranno dirette da arbitri federali, a garanzia di correttezza e professionalità.
Per informazioni, iscrizioni e modulistica, è possibile contattare il numero 348 0903972, scrivere alla mail info@ssmaceratese1922.it o consultare il sito ufficiale ssmaceratese1922.it. Non perdere l’occasione di far vivere ai tuoi ragazzi l’emozione di partecipare ai tornei più storici della regione: la nuova stagione dei Velox e del Nando Cleti è pronta a partire!
(Foto S.S. Maceratese)
MACERATA – Attimi di paura martedì sera per Mattia Quatrini, titolare della tabaccheria Vintage Tab in piazza Pizzarello. Al momento della chiusura dell’attività, l’esercente si è trovato faccia a faccia con un individuo incappucciato che ha tentato di farsi consegnare l’incasso della giornata. Secondo il racconto di Quatrini, il malintenzionato si sarebbe avvicinato con fare minaccioso chiedendo i soldi. La reazione del commerciante, che ha iniziato ad urlare, ha però messo in fuga l’uomo, evitando conseguenze peggiori. Nessun ferito, ma tanta paura e una forte sensazione di insicurezza.
Subito dopo l’episodio, Quatrini ha deciso di denunciare pubblicamente l’accaduto attraverso un post sui social, trasformando la sua esperienza personale in un appello più ampio sul tema della sicurezza nel quartiere. "Questa sera, al momento della chiusura della mia attività, mi sono trovato davanti una persona con il volto coperto che mi ha chiesto i soldi – scrive –. Ho iniziato ad urlare e sono riuscito a farlo fuggire".
Il titolare sottolinea come l’episodio non sia isolato né casuale, ma frutto di una situazione che, a suo dire, va avanti da anni. "Opero in questo quartiere da oltre 12 anni, con orari di lavoro molto lunghi, senza aver mai riscontrato una presenza costante delle forze dell’ordine negli orari più delicati", afferma.
Parole che diventano una vera e propria denuncia: "Quanto accaduto non è un episodio da sottovalutare, ma il risultato di una mancanza di sicurezza che chi lavora subisce ogni giorno. Questo post è una denuncia pubblica e una richiesta di attenzione. La sicurezza non è un privilegio: è un diritto".
Venerdì 30 gennaio, alle ore 20, presso l'HAB in Via Gramsci 24 a Macerata si terrà la presentazione del nuovo libro di Diego Fusaro, Odio la resilienza. Contro la mistica della necessità, pubblicato da Rizzoli. Un appuntamento culturale che si annuncia come un momento di confronto acceso e controcorrente, capace di mettere in discussione uno dei concetti più celebrati del nostro tempo.
Nel suo saggio Fusaro smonta la narrazione dominante sulla resilienza, presentata oggi come virtù fondamentale e universale, sostenendo invece che essa rappresenti un vero e proprio incubo per il futuro. La resilienza, secondo il filosofo, diventa la virtù dello schiavo moderno, colui che sopporta tutto senza reagire, che accetta l’esistente come unico orizzonte possibile.
L’uomo resiliente è il suddito ideale: rinuncia agli ideali, non lotta per nulla di grande e finisce per convincersi che la propria missione sia accettare un destino ineluttabile, arrivando persino a credere che la passività sia una forma di valore.
Da sempre, sottolinea Fusaro, chi detiene il potere invita a subire in silenzio, a sopportare con stoica resilienza per poter agire indisturbato. Contro questa logica, il libro rilancia una visione opposta dell’esistenza: vivere significa impegnarsi per cambiare il mondo, attraverso il pensiero critico e l’azione concreta, rifiutando la rassegnazione mascherata da virtù.
L’incontro rappresenta un’occasione per ascoltare dal vivo una delle voci filosofiche più discusse del panorama italiano e per dialogare sui temi della libertà, del potere e del senso autentico dell’agire umano. Info e prenotazioni: 351-6185716.
(Articolo aggiornato alle ore 10:30 del 29 gennaio) - Il sondaggio lanciato nei giorni scorsi sta registrando una buona partecipazione, nonostante alcune difficoltà di tipo tecnico. Oltre 400 persone hanno già votato, esprimendo la propria preferenza sulla persona che ritengono più adatta a rappresentare la città.
C’è però un aspetto negativo da evidenziare. I due articoli contenenti il sondaggio, ovvero l’intervista a Gabriele Micarelli e l’articolo dedicato esclusivamente al sondaggio, hanno totalizzato più di 3.500 visualizzazioni complessive, a fronte dei soli 400 voti effettivi. La difficoltà è dovuta principalmente al modo in cui è stato strutturato il sondaggio. Per garantire che ogni persona potesse votare una sola volta, è stata inserita un’autenticazione tramite account Google. Aprendo gli articoli da Facebook, però, molto spesso l’accesso automatico all’account Google non viene riconosciuto.
Per questo motivo consigliamo di aprire il sondaggio direttamente da Google, cercando Picchio News e accedendo all’articolo dedicato al sondaggio, che si trova tra le prime sei notizie del sito.
È significativo notare come, nonostante queste difficoltà, gli articoli abbiano ottenuto un forte riscontro su Facebook. L’intervista a Micarelli è stata visualizzata 9.167 volte, con 30 interazioni e 7 commenti. L’articolo che lanciava esclusivamente il sondaggio ha raggiunto 20.422 visualizzazioni, con 86 interazioni e 50 commenti. Infine, la grafica con il link diretto al modulo Google per votare è stata visualizzata 50.410 volte, registrando 163 interazioni e 117 commenti.
Dati che confermano come l’argomento sia fortemente sentito dai cittadini. Lo smarrimento politico e l’indecisione delle parti sul nome del candidato sindaco stanno generando attenzione, confronto e partecipazione.
Non resta che rilanciare nuovamente il sondaggio (e consigliarvi di aprirlo da google sul sito di Picchionews), che verrà chiuso lunedì mattina, momento in cui verranno comunicati i risultati.
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Prosegue l’impegno della polizia stradale di Macerata e delle polizie locali per monitorare la velocità lungo le arterie principali del territorio. Anche per il mese di febbraio 2026, è stato predisposto un fitto calendario di controlli mirati lungo la SS.77 della Val di Chienti e la SS.77 Var, nel tratto compreso tra Sfercia e Fonte Mattinate, con l'obiettivo di prevenire gli incidenti e garantire la sicurezza degli automobilisti.
Il piano dei controlli si apre domenica 1 febbraio con le postazioni della Polstrada di Macerata attive dalle ore 08:00 alle 20:00 al chilometro 79+070 in direzione mare-monti e al chilometro 104+200 in direzione monti-mare. La settimana prosegue lunedì 2 con la Polizia Locale di Tolentino impegnata al chilometro 77+270 (monti-mare) e quella di Corridonia al chilometro 85+100 (mare-monti) nella fascia pomeridiana dalle 13:00 alle 19:00. Martedì 3 i controlli si spostano a Montecosaro, al chilometro 102+400 dalle 08:00 alle 13:00, mentre mercoledì 4 e giovedì 5 tornerà protagonista la Polstrada di Macerata con il consueto orario prolungato 08:00-20:00 nelle due direzioni di marcia.
Venerdì 6 la pattuglia di Caldarola monitorerà il chilometro 58+600 dalle 08:00 alle 13:00, seguita sabato 7 dalla Polizia Locale di Camerino al chilometro 39+590 nella stessa fascia oraria, per poi chiudere la prima decade domenica 8 con i controlli della Polstrada.
La seconda settimana del mese vedrà i dispositivi attivi lunedì 9 a Belforte del Chienti al chilometro 63+370 (08:00-13:00). Martedì 10 le verifiche interesseranno Montecosaro la mattina e Corridonia il pomeriggio, lasciando spazio mercoledì 11 e giovedì 12 alla sorveglianza della Polstrada di Macerata. Venerdì 13 i controlli saranno doppi, con Caldarola impegnata il pomeriggio e Camerino la mattina, mentre sabato 14 e domenica 15 la Polstrada garantirà la copertura totale dalle 08:00 alle 20:00.
Entrando nella seconda metà di febbraio, lunedì 16 vedrà in azione le Polizie Locali di Tolentino e Belforte del Chienti tra le 13:00 e le 19:00. Martedì 17 le postazioni saranno attive a Montecosaro e Corridonia dalle 08:00 alle 13:00, precedendo i due giorni fissi di mercoledì 18 e giovedì 19 affidati alla Polstrada di Macerata. Venerdì 20 i radar saranno posizionati a Corridonia e Camerino nel pomeriggio, mentre sabato 21 i controlli si intensificheranno con Tolentino e Belforte la mattina e Camerino nel turno pomeridiano. Domenica 22 sarà ancora una volta la Polizia Stradale a presidiare i chilometri 79+070 e 104+200.
L'ultima settimana del mese inizierà lunedì 23 a Caldarola (08:00-13:00) e proseguirà martedì 24 con i servizi di Belforte del Chienti nel pomeriggio e Camerino la mattina. Dopo le consuete postazioni di mercoledì 25 e giovedì 26 gestite dalla Polstrada, venerdì 27 i controlli faranno tappa a Montecosaro dalle 13:00 alle 19:00. Il mese si chiuderà sabato 28 con un dispiegamento notevole: Tolentino sarà attiva la mattina, mentre nel pomeriggio saranno operative le pattuglie di Caldarola e Corridonia.
Di seguito lo schema con tutti gli orari nel dettaglio:
Si è spenta all'età di 87 anni la professoressa Maria Carla Romiti, figura centrale del panorama culturale maceratese e punto di riferimento per intere generazioni di studenti e intellettuali. Definirla semplicemente "professoressa" sarebbe riduttivo per una donna che ha fatto della conoscenza un’arma di apertura verso il mondo e uno strumento di connessione umana.
Il ricordo commosso arriva da chi con lei ha condiviso palcoscenici e riflessioni, come Maurizio Boldrini, direttore del Minimo Teatro, che ne tratteggia un profilo di rara profondità: una "donna-ponte" capace di unire mondi diversi, dall'attivismo con Amnesty International ai laboratori di scrittura, fino alle avanguardie teatrali.
Maria Carla Romiti non si limitava a insegnare; indicava strade. La sua cultura — un intreccio di letteratura, filosofia e antropologia — era una forza viva capace di innestarsi nei contesti più disparati. È stata una pioniera dei laboratori didattici quando ancora la parola stessa era sconosciuta ai più, portando i giovani verso "panorami intellettuali nuovi", ben lontani dai sentieri battuti delle antologie scolastiche.
"La sua cultura è stata un viaggio continuo, sia per il mondo, sia a Macerata", ricorda Boldrini. "Sapeva parlare con la stessa disinvoltura alle persone semplici e a quelle più complicate, seminando cultura senza clamore".
Tra i tanti aneddoti che definiscono il suo rigore e la sua dolcezza, spicca quello legato alla stesura del libro di Boldrini, "La voce recitante". Alla richiesta di correggere le bozze, la professoressa pose una condizione ferma: non lo avrebbe fatto da sola, ma solo alla presenza dell'autore.
Quella che doveva essere una revisione tecnica si trasformò in un "magnifico viaggio di conoscenza", dimostrando come per lei l'insegnamento non fosse mai una correzione unilaterale, ma un atto di confronto che metteva l'interlocutore "in rotta con se stesso", spingendolo a evolversi.
Macerata perde un esempio autentico di poetica affettiva, una donna schietta e senza filtri che ha lasciato tracce indelebili in chiunque abbia avuto il privilegio di starle accanto. Le esequie per l'ultimo saluto a Maria Carla Romiti si terranno oggi, giovedì 29 gennaio, alle ore 18:00, presso il Centro Funerario di via Dei Velini.
Un ponte commerciale tra le colline maceratesi e le metropoli indiane. Il Gruppo CBF Balducci di Montecassiano, punto di riferimento europeo nell’abbigliamento professionale, consolida la sua strategia di espansione globale puntando con decisione sul mercato asiatico. Una scommessa che i numeri premiano: il 2025 si è chiuso con un fatturato di 51,5 milioni di euro, segnando una crescita record del 20% rispetto all'anno precedente.
Al centro di questa visione internazionale c'è l'acquisizione, avvenuta nel luglio 2024, del 49,5% di P&P Loyal, azienda di La Spezia (da 20 milioni di fatturato) che controlla una filiera tessile integrata a Chennai e in altre tre città indiane: Sattur, Kovilpatti e Cuddalore.
"L'accordo commerciale siglato tra UE e India apre nuove frontiere e rappresenta una straordinaria opportunità sia per l’import che per l’export", spiega Massimiliano Balducci, Ceo di CBF Balducci Group. Secondo l'imprenditore, il nuovo trattato di libero scambio, che porterà i dazi vicino allo zero, garantirà un risparmio consistente e una maggiore competitività per le imprese del territorio che scelgono di internazionalizzarsi.
L'operazione, tuttavia, non guarda solo ai profitti ma anche all'etica del lavoro. "Sotto l’aspetto sociale vi sono ancora disuguaglianze da sanare – aggiunge Balducci – e noi abbiamo preteso negli stabilimenti standard di sicurezza per la manodopera in linea con quelli europei. Per chi produce abbigliamento antinfortunistico, era inaccettabile qualsiasi compromesso".
Il futuro del Gruppo è già tracciato: l'India non sarà più solo un centro produttivo, ma un mercato di destinazione dove il know-how italiano sarà fondamentale. "Molto presto il settore tessile indiano richiederà la nostra qualità, così come già accade per la meccanica e la chimica", conclude Balducci, sottolineando come l’eccellenza di Montecassiano sia pronta a rispondere alle sfide di un mondo che cambia velocemente.
C’è un’uscita in casa Maceratese, che nelle scorse ore ha comunicato di aver risolto consensualmente il contratto con il difensore classe 2005 Leon Sciarra.
Sciarra lascia i colori biancorossi dopo una stagione e mezzo. Nel comunicato ufficiale diffuso dal club, la società ha voluto sottolineare come il giovane difensore “abbia sempre dimostrato professionalità, impegno e grande disponibilità, confermandosi come un punto di riferimento per lo spogliatoio. Sempre pronto quando chiamato in causa, dal decisivo spareggio del Del Conero fino alle sfide in Serie D, ha saputo contribuire con serietà e dedizione alla crescita della squadra”.
Non manca anche il ringraziamento della Rata, che ha voluto evidenziare “il lavoro svolto e soprattutto l’atteggiamento di chi ha sempre messo la Maceratese al primo posto”, augurando al giocatore “il più sincero in bocca al lupo per il prosieguo della carriera”.
Chiuso dalla folta concorrenza nel reparto difensivo, Sciarra dovrebbe ora ripartire dall’Eccellenza, categoria vinta lo scorso anno proprio con la maglia della Maceratese. Questa volta lo farà per inseguire un obiettivo diverso, quello della salvezza: è infatti prossimo il suo trasferimento alla Civitanovese, dove avrà modo di trovare maggiore continuità.
(Foto Francesco Tartari | S.S. Maceratese)
Nel frattempo resta in stand-by anche la situazione di Samuele Neglia, fuori rosa ormai da diversi mesi e ancora alla ricerca di una nuova sistemazione. Per l’esperto attaccante si sarebbero fatte avanti diverse società di Eccellenza, tra cui Matelica, Civitanovese e Montegranaro, ma al momento non si è ancora arrivati a una definizione. Il tempo però stringe: il termine ultimo per rescissioni e nuove firme è fissato per sabato 31 gennaio.
Sarà presentato sabato 31 gennaio il nuovo percorso professionalizzante di 4 anni che preparerà i giovani alle professioni più richieste del settore agrario. Importanti collaborazioni con il mondo della formazione superiore
Arriva il diploma tecnico agrario che connette lo studente direttamente al mondo del lavoro e all’alta specializzazione. L’IIS Garibaldi di Macerata, guidato dalla dirigente Antonella Canova, lancia la nuova filiera formativa tecnologico-professionale, Agrotech 5.0, della durata di 4+2 anni, un percorso progettato con le imprese per colmare il divario tra scuola e lavoro.
"Il diploma tecnico agrario viene presentato sabato 31 gennaio alle ore 15.30 nell’aula 4.0 dell’Istituto Agrario - dichiara la dirigente Canova -. Oltre a me saranno presenti la referente del corso Katia Ripani, il coordinatore didattico dell’ITS Smart Academy della sede di Porto Sant’Elpidio, Mario Andrenacci e il coordinatore del corso manager qualità ambientale Andrea Laudazi. Agrotech 5.0 è la formazione tecnica per l’agricoltura del futuro e preparerà i giovani alle professioni più richieste del settore agrario, garantendo competenze tecniche d’avanguardia e una solida base culturale".
Il corso di 4+2 anni è composto da istruzione tecnica a indirizzo Produzioni e Trasformazioni, con una forte specializzazione nell’agricoltura 5.0 e nelle tecnologie innovative applicate al settore agroalimentare. È pensato per formare figure professionali capaci di affrontare le sfide dell’agricoltura moderna, con particolare attenzione alla sostenibilità, alla digitalizzazione e all’agricoltura di precisione. Agrotech 5.0 permette di diventare un esperto di Smart Farming, Green Economy, Agro-Digital, Made in Italy, Marketing e Tutela dell’ambiente e dei consumatori. Le lezioni sono distribuite su una settimana di 5 giorni, con un solo rientro pomeridiano, per un totale di 35 ore settimanali e al termine del percorso gli studenti sostengono l’Esame di Stato, con valore equivalente a quello del tradizionale corso quinquennale.
Un elemento qualificante del diploma tecnico agrario è il forte legame con il territorio e con il mondo della formazione superiore. Sono attivi accordi di rete con aziende locali specializzate in agricoltura di precisione; con l’ITS SMART Academy di Fermo e il Dipartimento di Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari (D3A) dell’Università Politecnica delle Marche. Queste collaborazioni permettono di integrare la didattica con esperienze concrete, in linea con le reali esigenze del settore. Il percorso prevede un potenziamento delle attività pratiche, con 400 ore di Formazione Scuola Lavoro (FSL), che consentono agli studenti di acquisire competenze operative immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.
Dopo i 4 anni, il diplomato potrà proseguire lo studio nell’alta formazione tecnica, iscrivendosi a un ITS Academy e conseguire in due anni il Diploma di Tecnico Superiore – V livello EQF; iscriversi all’Università; entrare direttamente nel mondo del lavoro, in aziende agricole e agroindustriali innovative e ad alto contenuto tecnologico.
Una mattinata tra divise, gazzette e il fiuto infallibile di Hanima. Gli alunni della classe 2ª B della scuola primaria "Fratelli Cervi" hanno varcato oggi la soglia del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Macerata per una lezione decisamente fuori dal comune.
L'iniziativa, svoltasi nella mattinata del 28 gennaio, ha permesso ai 18 giovanissimi studenti di conoscere da vicino il lavoro quotidiano dei militari. La visita è iniziata con la proiezione di un video istituzionale che ha illustrato, con un linguaggio accessibile, la struttura del Corpo e i compiti che la Guardia di Finanza svolge per la tutela della collettività e il contrasto agli illeciti.
Il momento più dinamico della giornata è proseguito nel piazzale del Comando, dove i bambini hanno potuto ammirare i mezzi del Nucleo Mobile. Grande curiosità per le autovetture di servizio e le dotazioni tecnologiche di bordo, ma il vero protagonista della mattinata è stato Hanima. Il cane antidroga dell'unità cinofila ha dato prova delle sue abilità in una simulazione di ricerca di sostanze stupefacenti, lasciando a bocca aperta alunni e insegnanti.
L’incontro non è stato solo un momento di svago, ma fa parte del progetto nazionale «Educazione alla Legalità Economica». Nato dal protocollo d’intesa tra il Comando Generale della Guardia di Finanza e il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il programma punta a seminare tra le nuove generazioni il concetto di valore delle regole e del bene comune.
L'obiettivo è diffondere la cultura della legalità fin dai banchi di scuola, facendo percepire le forze dell'ordine come alleati vicini al cittadino già in tenera età. Una lezione sul campo che i piccoli studenti della "Fratelli Cervi" difficilmente dimenticheranno.
Il prossimo lunedì 2 febbraio alle 20:45 sarà affidato a Juan Luca Sacchi il fischio d’inizio del match valido per la 23ª giornata di Serie A tra Udinese e Roma. Per l’arbitro maceratese si tratta della 73ª direzione in massima serie in carriera e della settima della stagione, a cui si aggiunge anche la gara degli ottavi di Coppa Italia tra Napoli e Cagliari.
Sacchi ritrova la Roma per la seconda volta in questa stagione, dopo averla già diretta nella diciannovesima giornata, nel successo esterno dei giallorossi per 2-0 contro il Lecce. Complessivamente, i precedenti dell’arbitro con la Roma sono 6, con un bilancio positivo: 5 vittorie e una sola sconfitta. Con l’Udinese, invece, Sacchi ha incrociato i bianconeri 9 volte: il precedente stagionale risale alla dodicesima giornata, nella pesante sconfitta interna per 3-0 contro il Bologna. In totale, il bilancio è di 2 vittorie, 1 pareggio e 6 sconfitte. Dal punto di vista sportivo, l’Udinese arriva a questa sfida forte dell’ottimo successo esterno contro il Verona, mentre la Roma, reduce dal pareggio interno col Milan, punta a consolidare la sua corsa nelle zone alte della classifica.
Un’altra designazione di prestigio per l’arbitro della sezione di Macerata, che conferma la fiducia della Commissione Arbitrale nelle sue capacità a livello nazionale.
Nella mappa europea degli atenei disegnata dal QS World University Rankings: Europe 2026, il confronto più diretto per il territorio maceratese premia l’Università di Camerino. L’ateneo camerte si colloca infatti al 475° posto in Europa, precedendo l’Università di Macerata, che scende alla 584ª posizione. Un divario che emerge chiaramente leggendo i dati della classifica e che riporta al centro il tema della competitività universitaria nella provincia.
Camerino ottiene uno score complessivo di 13,1 e mostra i risultati migliori soprattutto sul fronte della ricerca. Le citazioni per facoltà raggiungono quota 32,8, un valore superiore a quello di diversi atenei italiani collocati nella stessa fascia europea. Più contenuti, ma comunque presenti, i numeri relativi alla reputazione accademica (6,9) e alla employer reputation, ovvero la considerazione presso i datori di lavoro, che si ferma a 4. Sul tema della sostenibilità, parametro sempre più rilevante nelle graduatorie internazionali, Camerino ottiene 2,6 punti.
Più arretrata, invece, l’Università di Macerata, che nel ranking QS europeo si posiziona al 584° posto. I singoli indicatori raccontano una realtà ancora in difficoltà nei principali criteri utilizzati dalla classifica: la reputazione accademica è pari a 6,3, le pubblicazioni per docente a 19,1 e la employer reputation si ferma a 3,5. Ancora più basso il dato sulla sostenibilità, che raggiunge appena 1,2 punti.
Il confronto diretto tra i due atenei evidenzia dunque un vantaggio per Camerino, in particolare nella produzione scientifica e nell’impatto della ricerca, elementi che incidono in modo significativo sulla posizione finale in classifica. Un risultato che assume un valore simbolico importante per il territorio, soprattutto alla luce delle sfide affrontate dall’ateneo camerte negli ultimi anni. Nel quadro regionale, la migliore università marchigiana resta l’Università Politecnica delle Marche, che raggiunge il 348° posto in Europa con uno score complessivo di 23,4, mentre l’Università di Urbino “Carlo Bo” si colloca al 550° posto.
Ai vertici della classifica europea si confermano infine i grandi atenei internazionali: Oxford, l’Eth di Zurigo e l’Imperial College di Londra occupano le prime tre posizioni, mantenendo un distacco che continua a segnare il panorama universitario europeo.
Servigliano non alza la voce, ma parla attraverso i suoi muri e il peso della sua storia. In occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria, le classi quinte dell’Istituto Tecnico Economico "Gentili" di Macerata hanno vissuto un’esperienza di profondo impatto emotivo e civile visitando la Casa della Memoria e l'ex campo di prigionia di Servigliano.
L'uscita didattica, parte integrante dei percorsi di educazione civica e di prevenzione al bullismo, ha permesso ai ragazzi di confrontarsi direttamente con una delle pagine più drammatiche del Novecento. Tra gli spazi del campo e le sale del museo, gli studenti hanno potuto riflettere su cosa accada quando i diritti vengono calpestati e l’umanità viene ridotta a un numero, comprendendo quanto sia fragile la libertà e quanto sia pericolosa l’indifferenza, spesso primo passo verso ogni forma di ingiustizia.
Il legame tra il passato e le dinamiche sociali odierne è emerso con forza durante la visita: la riflessione collettiva ha evidenziato come il bullismo, al pari delle grandi tragedie storiche, nasca dalla negazione dell’altro e dall’abuso di potere, alimentandosi del silenzio di chi osserva senza intervenire.
"La visita ha rappresentato un autentico esercizio di cittadinanza attiva - ha dichiarato la dirigente scolastica, Alessandra Gattari -. Celebrare il Giorno della Memoria non significa soltanto ricordare, ma interrogarsi sul presente. L’educazione civica ha trovato a Servigliano uno spazio concreto: comprendere la Costituzione vuol dire riconoscere il valore della dignità umana proprio dove è stata calpestata".
Le storie di privazione e paura, alternate a rari gesti di solidarietà fioriti nel buio della prigionia, hanno consegnato ai ragazzi del "Gentili" una consapevolezza nuova. Al termine della giornata, gli studenti hanno lasciato il campo con un senso di responsabilità accresciuto, portando con sé la lezione che la memoria non deve essere un rito stanco, ma un impegno quotidiano contro l’odio, l’esclusione e ogni forma di prevaricazione.