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Il declino di corso Garibaldi: dodici le vetrine chiuse. Negozianti in fuga: "Così Macerata è morta" (FOTO)

Il declino di corso Garibaldi: dodici le vetrine chiuse. Negozianti in fuga: "Così Macerata è morta" (FOTO)

I parcheggi gratuiti a tempo introdotti in corso Cavour (LEGGI QUI) sembrano aver trovato il favore dei commercianti. Una soluzione che, secondo molti operatori del centro, ha migliorato la rotazione delle auto e reso più semplice l’accesso alle attività. Un modello che qualcuno vorrebbe estendere anche a corso Cairoli, ipotesi però più complessa dal punto di vista urbanistico.

C’è però un altro corso di Macerata che oggi racconta una storia molto diversa. È corso Garibaldi, un tempo una delle arterie più vive e affollate della città, porta d’ingresso verso il centro storico. Oggi, invece, passeggiarci restituisce un’immagine desolante: serrande abbassate, vetrine vuote, cartelli “affittasi” e “vendesi”.

Le abbiamo contate: sono dodici le vetrine che risultano sfitte lungo il corso. Dodici. L’ultima ad abbassare la serranda è stata quella di Vinteggiando, negozio di abbigliamento vintage che a fine 2025 ha deciso di chiudere. Al posto dei Levi’s 501 e dei montoni di pelle, ora restano solo locali vuoti. A raccontare le ragioni di questa lenta moria è Lucio Gateano, fondatore di Vinteggiando, che da giovane aveva scommesso su un’idea originale e su una delle vie storiche della città. Secondo lui, il problema principale è sempre lo stesso: i parcheggi.

«È difficile raggiungere il centro – spiega –. Intorno alle mura non si trovano parcheggi e, quando ci sono, sono a pagamento. Alla fine sei costretto a parcheggiare ai Garibaldi o allo Sferisterio, spendendo e restando comunque scomodo. E non lo dico solo io: è una lamentela comune tra i negozianti».

Ma non è solo una questione di viabilità. Lucio Gateano chiama in causa anche le politiche dell’amministrazione comunale. «Credo che la giunta potrebbe fare qualcosa in più per rendere attrattivo un capoluogo di provincia. Oggi le uniche attività che funzionano sono quelle della ristorazione: pub e bar, soprattutto per gli universitari. Per il resto, basta guardarsi intorno: è tutto sfitto».

Il commerciante ricorda anche un’iniziativa che, anni fa, sembrava poter rappresentare una svolta: «Il sindaco aveva parlato di aiutare i giovani che volevano aprire un’attività, sostenendo gli affitti. Un’idea bellissima. Quando però chiamai in Comune per capire come funzionasse, la risposta non fu positiva. Non ci fu mai una vera apertura. Zero aiuto, zero sostegno».

A pesare, secondo Lucio Gateano, sono anche i canoni di locazione rimasti ancorati a un’altra epoca: «Molti proprietari dei locali non sono di Macerata e chiedono cifre che si potevano permettere quando la città “andava”. Ma i tempi sono cambiati, bisognerebbe ridimensionarsi».

Infine, il colpo definitivo: la pandemia. «Già prima del Covid la situazione era peggiorata, ma dopo c’è stata la mazzata finale. Hanno chiuso locali storici come il Tartaruga o il Quattroporte, posti che portavano movimento. È stato un insieme di fattori che ha portato a questo: Macerata, così, è morta».

E il futuro? Gateano non si arrende, ma cambia strada. «Non aprirò un altro negozio fisso. Sto pensando a un furgone, a una sorta di viaggio ambulante. E poi ho un altro progetto in mente: vedremo se porterà qualcosa».

Intanto, corso Garibaldi resta lì, con le sue dodici vetrine vuote, simbolo di un centro storico che chiede risposte concrete. Se i parcheggi a tempo hanno funzionato altrove, la domanda ora è se – e come – Macerata riuscirà a ridare vita anche a uno dei suoi corsi più storici.

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