Canili, le associazioni chiedono nuove tariffe: “Due euro al giorno non bastano per garantire cure e assistenza”
"Le tariffe riconosciute ai canili convenzionati delle Marche sono ormai insufficienti a garantire una gestione adeguata delle strutture". È la denuncia della rete "Uniti per Chi Non Ha Voce", che riunisce quindici associazioni animaliste marchigiane e che ha inviato alla Regione Marche una richiesta formale per l'aggiornamento dei contributi giornalieri destinati ai canili.
Attualmente, spiegano le associazioni, molti Comuni riconoscono tra 1,94 e 2 euro al giorno per ogni cane ospitato, una cifra che, secondo la rete, non sarebbe più in grado di coprire nemmeno le spese alimentari.
«Con questi importi non si paga neppure il cibo – sottolineano – figuriamoci le cure veterinarie, il personale, la pulizia, la manutenzione, le utenze, la gestione sanitaria e quella amministrativa».
La richiesta rivolta alla Regione punta all'adeguamento delle tariffe, ferme all'ultimo aggiornamento del 2019, ma anche all'introduzione di criteri uniformi per gli affidamenti, così da evitare gare al massimo ribasso, e a un rafforzamento dei controlli sulla qualità dei servizi offerti dalle strutture convenzionate, comprese quelle gestite dalle Unioni Montane.
Secondo la rete animalista, negli ultimi anni i costi di gestione sono cresciuti in maniera significativa. Il prezzo dei mangimi di qualità sarebbe aumentato tra il 30 e il 40% rispetto al 2019, con incrementi ancora più elevati per gli alimenti destinati a cuccioli, animali anziani o con particolari esigenze sanitarie.
Aumenti che hanno interessato anche le cure veterinarie, dagli antiparassitari ai vaccini, fino ai farmaci e agli interventi chirurgici, senza dimenticare il costo del personale, dell'energia, dell'acqua, dello smaltimento dei rifiuti e della manutenzione ordinaria e straordinaria.
Per le associazioni, mantenere tariffe così basse rischia di compromettere la qualità dell'assistenza agli animali.
A sostegno della richiesta viene richiamata anche la delibera n. 527 del 2025 dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), che individua come congrua una tariffa compresa tra 3,50 e 4,50 euro al giorno per cane, ritenuta necessaria per garantire sostenibilità economica, trasparenza e adeguati standard di benessere animale.
La rete evidenzia inoltre come il vero problema dei costi sia rappresentato dall'elevato numero di ingressi nei canili.
«Se si vuole davvero ridurre la spesa pubblica – affermano – occorre investire nella prevenzione del randagismo e nelle politiche di controllo del territorio, piuttosto che continuare a comprimere le tariffe riconosciute alle strutture».
Le quindici associazioni chiedono infine alla Regione Marche un intervento concreto.
«La Regione ha il dovere, ma anche l'opportunità, di adottare un provvedimento chiaro, aggiornato e coraggioso che rimetta al centro la dignità dei cani ospitati e la trasparenza dell'azione amministrativa».

nubi sparse (MC)
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