Fermo

Covid, i casi restano sotto soglia 2mila nelle Marche per il secondo giorno consecutivo

Covid, i casi restano sotto soglia 2mila nelle Marche per il secondo giorno consecutivo

Sono 1.813 (ieri erano 1.873) i nuovi positivi nelle Marche su 4.575 tamponi esaminati nel percorso diagnosi-screening (ieri 4.744). L'incidenza, oggi, si attesta a 953,77 casi settimanali ogni 100mila abitanti (ieri 989,47). Questo quanto emerge dai dati giornalieri diffusi dall’Osservatorio epidemiologico delle Marche dopo la notizia del ritorno, da lunedì 21 febbraio, della regione in zona gialla.  Viene confermato, dunque, un calo costante e generalizzato dei contagi in tutte le province, sebbene le proporzioni cambino leggermente, con un incremento dei casi in provincia di Fermo. È sempre Ancona, comunque, quella che fa registrare il maggior numero di positivi (508), seguita da Macerata (395), per l'appunto Fermo (330), Pesaro Urbino (274) e Ascoli Piceno (259); sono 77, inoltre, contagi provenienti da fuori regione. Restano le consuete classi d'età intermedie le più colpite dai contagi, con quasi la metà del totale: 477 casi tra i 25-44enni e 447 tra i 45-59enni. Tra i più giovani si segnalano 489 contagi tra gli under 18: 180 casi tra i bambini delle scuole elementari (6-10 anni) e 110 per i ragazzi delle scuole superiori. I soggetti con sintomi sono 421, i contatti stretti di casi positivi 511, i contatti domestici 453, i positivi in ambito scolastico formativo 24, i casi in fase di approfondimento epidemiologico 391. Continuano a scendere i ricoveri legati al Covid nelle Marche: in 24 ore ne sono stati segnalati 10 in meno, facendo arrivare il totale a 308. I pazienti in terapia intensiva sono 32 (-1 su ieri), quelli in semi intensiva 64 (+1), quelli in reparti non intensivi 212 (‐12), e ci sono ben 38 dimessi. Dieci i decessi legati al Covid, che fanno salire il totale a 3.553: una 102enne di Porto San Giorgio, un 82enne di Monte San Pietrangeli, una 86enne di Monteprandone, una 89enne e un 93enne di San Benedetto del Tronto, una 87enne di Fermo, un 95enne di Fano, una 93enne di Pesaro, una 85enne di Osimo e un 63enne di Porto Recanati (si tratta di Leandro Scocco). 

19/02/2022 11:21
Furgone si schianta contro un palo in pieno centro: il conducente finisce all'ospedale

Furgone si schianta contro un palo in pieno centro: il conducente finisce all'ospedale

Furgone si schianta contro un palo in pieno centro: il conducente finisce in ospedale. È quanto avvenuto poco prima delle 8 di questa mattina, in via Bellesi, a Fermo. Per ragioni ancora in corso di accertamento l'uomo alla guida del mezzo ne ha perso il controllo finendo in una scarpata sottostante la carreggiata stradale e fermando la sua corsa contro il palo dell'illuminazione.  L'uomo è stato preso in cura dai sanitari del 118, immediatamente intervenuti sul posto congiuntamente a una squadra dei vigili del fuoco di Fermo: fortunatamente le sue condizioni non sono gravi. I pompieri hanno provveduto alla messa in sicurezza del veicolo incidentato, mentre per i rilievi del caso procederanno gli agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale.   

19/02/2022 09:41
Covid Marche, da lunedì si torna in zona gialla: lo annuncia il presidente Acquaroli

Covid Marche, da lunedì si torna in zona gialla: lo annuncia il presidente Acquaroli

"Con il 12,8% di ricoveri in terapia intensiva e il 27,7% in area medica, da lunedì prossimo 21 febbraio 2022, la nostra regione tornerà in zona gialla". Con un post sulla propria pagina Facebook, il presidente Francesco Acquaroli ha voluto confermare l'ordinanza del Ministero della Salute che svincola, dopo due settimane, la Regione Marche dalla zona arancione. L'inversione di marcia è stata giustificata dal graduale calo delle tarapie intensive e dei contagi riscontrato negli ultimi giorni, favorendo dunque anche un allentamento delle restrizioni per i non vaccinati - inizialmente limitati negli spostamenti fuori i Comuni di residenza e negli ingressi ai locali poichè necessario il possesso del green pass base - tramite tampone, vaccino o guarigione - e di quello rafforzato rilasciato con il booster.   Nelle ultime 24 ore sono stati 1.873 i nuovi positivi nelle Marche con l'incidenza del virus ch escende a 989,47 casi settimanali ogni 100mila abitanti (1.038,96). Contemporaneamente, i ricoveri sono scesi a -22 rispetto al giorno precedente, con 33 in intensiva e 285 in area medica. Quattro in tutti i decessi: due uomini (85 e 82 anni) rispettivamente di Chiaravalle e Ancona, e due donne (92 e 82 anni) di Fano e Vallefoglia.

18/02/2022 19:51
"Non chiamatelo incidente": studenti in piazza per Giuseppe e Lorenzo

"Non chiamatelo incidente": studenti in piazza per Giuseppe e Lorenzo

Studenti riuniti in Piazza del Popolo a Fermo dopo la morte di Lorenzo e Giuseppe, i due giovani rimasti vittime di due incidenti nel giro di un mese, uno durante l’alternanza scuola lavoro e l’altro durante uno stage. Insieme a loro anche sigle sindacali quali Fiom, Cgil, Usb.”Non chiamatelo incidente, è un problema strutturale", è uno degli slogan che si legge in piazza. Decine i rappresentanti di forze dell'ordine, in divisa e in borghese, ma la manifestazione non è mai degenerata tra messaggi contro l'alternanza scuola-lavoro, ormai denominata Pcto, che "va abolita", e appelli per una scuola diversa, con "più risorse e lezioni in presenza" e anche con laboratori interni. Il più duro Riccardo del collettivo universitario di Macerata: "quello che è successo a Giuseppe rappresenta una scuola che mira allo sfruttamento. Assurdo che il ministro Bianchi parli di sicurezza sul lavoro, a 16 anni non si è lavoratori e non si può morire a 80 km da casa". "Il lavoro è una cosa, la formazione è un'altra" ha aggiunto, ricordando che ci sono "4 morti al giorno sul lavoro". I centri di formazione per imparare un lavoro, come gli Artigianelli, frequentato da Giuseppe, debbono agire "per percorsi interni, in luoghi sicuri".  I ragazzi, alcuni dei quali venuti da altre località delle Marche, hanno chiesto soprattutto cambiamento: "la scuola ha perso la capacità di costruire la mente critica e di affrontare il mondo del lavoro", ha detto un altro studente. (Fonte Ansa)  

18/02/2022 16:43
Macerata "bella da cinema": girate alcune scene del film 'Castelrotto' del regista Giacomelli (FOTO)

Macerata "bella da cinema": girate alcune scene del film 'Castelrotto' del regista Giacomelli (FOTO)

Una commedia contemporanea, ambientata nel panorama dei Monti Sibillini, e ispirata ai tragici eventi sismici del 1997 e del 2006 che colpirono in maniera significativa le Marche. Tutto questo è "Castelrotto", il nuovo film  del regista e autore tolentinate Damiano Giacomelli, e che in questi giorni sta proseguendo la sua lavorazione presso la città di Macerata.  Con il patrocinio del Comune - favorito dall'assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta - e il sostegno della Regione Marche, la troupe è impegnata ora a girare alcune scene insieme agli attori protagonisti - fra cui Giorgio Colangeli, Denise Tantucci, Fabrizio Ferracane, Giorgio Montanini, Antonella Attili, Mirco Abbruzzetti, Stanley Igbokwe e Ermanno De Biagi - muovendosi dentro e fuori le mura del centro storico della città. Tra crolli e ricostruzioni (private e di comunità) che fanno da sfondo a una sceneggiatura dai toni ironici e a tratti grotteschi, la trama del film è incentrata su un misterioso misfatto che un bel giorno scuote la vita di un tranquillo paesino appenninico di provincia, situato fuori dal tempo e dalla storia. Nei giorni scorsi, Giacomelli ha portato il suo "revenge movie" anche a Torchiaro, piccolo borgo in provincia di Fermo, sito fra le vallate di Petritoli, Monterubbiano e Ponzano.           

17/02/2022 16:02
Benedetta Rossi sempre più star della tv: diventa un cartoon e si trasforma in 'SuperBenny'

Benedetta Rossi sempre più star della tv: diventa un cartoon e si trasforma in 'SuperBenny'

Benedetta Rossi, star del web e volto amatissmo di Food Network e Real Time, diventa un cartoon: è la protagonista di 'Superbenny', la prima produzione animata di Discovery, (prodotta da KidsMe, la Content Factory di De Agostini Editore, per Discovery Italia), completamente dedicata a lei e alla sua famiglia, di cui sarà anche voce e doppiatrice, disponibile a maggio su discovery+ e in seguito su Frisbee (canale 44). "Siamo felici di annunciare questo nuovo progetto che ci lega a Benedetta Rossi, vero e proprio fenomeno mediatico che appassiona milioni di italiani e uno dei volti di punta del nostro gruppo", dice Gesualdo Vercio, Programming Senior Director Discovery Italia. "Un sodalizio che si consolida e si amplia e che vedrà altre novità in arrivo nei prossimi mesi tra Food Network, Real Time e il mondo bambini. Il debutto di SuperBenny, prima produzione animata originale su discovery+, rappresenta una novità assoluta: per la prima volta un nostro volto si trasforma in un character cartoon, aprendo così alla possibilità di sviluppare anche inedite iniziative speciali e progetti di business". In Superbenny (20 episodi x 5'), Benedetta è una web star alle prese coi piccoli grandi problemi della vita quotidiana, sempre impegnata tra il mondo digitale e le faccende di casa. Vive nel suo casolare di campagna col marito Marco, il cane Cloud e i simpatici animali dell'aia, che in ogni episodio combinano qualche pasticcio. Per salvare la situazione, Benedetta si trasformerà in SuperBenny, una Mary Poppins dei giorni nostri, che trova sempre la 'ricetta' giusta per risolvere i problemi utilizzando gli oggetti quotidiani in modo originale, folle e inaspettato. Si tratta di una comedy che unisce due temi molto cari ai bambini, la cucina e gli animali, adatta a una visione familiare.

17/02/2022 15:12
"Eri la persona migliore del mondo": l'ultimo saluto di Monte Urano a Giuseppe Lenoci

"Eri la persona migliore del mondo": l'ultimo saluto di Monte Urano a Giuseppe Lenoci

Si sono svolti questa mattina presso la chiesa di San Michele Arcangelo, a Monte Urano, i funerali di Giuseppe Lenoci, il giovane scomparso a soli 16 anni a seguito di un tragico incidente stradale, nell'ambito di uno stage con una ditta di termoidraulica.  La funzione religiosa è stata celebrata da don Luigi Mancini, e sono stati tanti i cittadini che hanno voluto dare l'ultimo saluto ed essere vicini al dolore della mamma Francesca, del papà Sabino e del fratello minore Michael per la perdita prematura di Giuseppe.  "In questo momento ci sentiamo tutti smarriti. Non sappiamo darci una spiegazione. Giuseppe sognava un lavoro che era il suo sogno. Si stava preparando con tanto amore e passione. Un incidente ha interrotto il suo sogno, ma il suo sogno va avanti", ha detto don Luigi Mancini nell'omelia. Sulla bara bianca i colori della squadra di calcio Asd Monturano Campiglione, in cui Giuseppe militava, e la sua maglia con il numero 9, a fianco della bara un casco da scooterista e un pallone da calcio. Gli amici di Giuseppe e i compagni della squadra si sono disposti dietro l'altare maggiore, nella chiesta tanta genta di tutte le età: anziani, adulti, tanti giovani e i ragazzini dell'Istituto comprensivo con la bandiera tricolore. Un dolore profondo quello lasciato anche nei cuori dei tanti amici che hanno voluto essere presenti oggi, in lacrime, Giuseppe. Uno di loro si è fatto portavoce dei loro sentimenti, dal pulpito: "Eri la persona migliore del mondo. Se ripenso al tuo sorriso e alle tue parole, capisco che non devo piangere. Ci hai insegnato a vivere la vita con il sorriso. Ci hai regalato giornate indimenticabili. Sarà difficile andare avanti senza di te". Tra le autorità il prefetto Vincenza Filippi, il questore Rosa Romano, il comandante provinciale dei carabinieri Gino Domenico Troiani. "Monte Urano è con voi - ha detto al termine della messa la sindaca Moira Canigola, molto commossa -, in questo momento il silenzio è il miglior modo di partecipare al vostro dolore". In lacrime la sindaca di Serra de' Conti Letizia Perticaroli: "Questa tragedia ha cambiato anche noi". "Len è con noi" lo striscione esposto dagli amici all'uscita del feretro dalla chiesa, tra appalusi, un volo di palloncini bianchi e il pianto inconsolabile dei genitori.  

17/02/2022 13:10
Covid, oltre 2 mila casi oggi nelle Marche ma l'incidenza continua a scendere: i sintomatici sono il 18%

Covid, oltre 2 mila casi oggi nelle Marche ma l'incidenza continua a scendere: i sintomatici sono il 18%

Torna a scendere l'incidenza di positivi al coronavirus ogni 100mila abitanti nelle Marche: ora il valore si attesta a 1.038,96 (ieri 1.089,65 e il giorno prima 1.043,66). Nell'ultima giornata sono stati rilevati 2.174 nuovi casi, in base a 7.050 tamponi di cui 5.237 nel percorso diagnostico (41,5% di positivi) e 1.813 nel percorso guariti.  I dati dell'Osservatorio epidemiologico regionale danno conto di 399 persone con sintomi; tra i nuovi casi ci sono 702 contatti stretti di positivi, 558 contatti domestici, 44 in ambito scolastico/formativo, cinque in ambito lavorativo, quattro in ambiente di vita/socialità, due in ambito assistenziale, uno in ambito sanitario. Per 441 contagi è ancora in corso un approfondimento epidemiologico. A livello provinciale sono stati registrati 609 casi ad Ancona, 504 a Macerata, 346 a Pesaro Urbino, 325 ad Ascoli Piceno e 315 a Fermo; 75 contagiati provenienti da fuori regione. Tra le fasce d'età il numero più alto di contagi in quella 25-44 anni (614), seguita da 45-59 anni (489), 6-10 anni (183) e 60-69 anni (181). Nove ricoverati in meno per Covid-19 nell'ultima giornata nelle Marche che però fanno registrare altri otto decessi correlati con il totale di vittime che cresce a 3.539. Lo fa sapere la Regione. Il quadro di ricoveri si sta progressivamente alleggerendo, a partire da quelli in Terapia intensiva che scendono a 32 (-2 rispetto a ieri) con una percentuale di occupazione di pazienti Covid del "12,5% sui 256 posti letto disponibili", secondo la Regione, a sei posti dalla soglia della zona bianca (10%). In 24ore -4 ricoveri in Semintensiva (64) e -3 nei reparti non intensivi (244): complessivamente anche la saturazione Covid in Area Medica si posiziona sotto la soglia 'arancione' con 308 (-7) pazienti su 1.027 letti (29,9%). Molto alto il numero di dimessi nell'ultima giornata: sono 41. Otto i decessi in 24 ore correlati al Covid-19, tutte le vittime presentavano patologie pregresse: quattro deceduti risiedevano in provincia di Ancona (un 70enne di Jesi, un 77enne di Ostra Vetere, una 85enne di Castelfidardo e un 85enne di Camerano), due nel Pesarese (una 88enne di Fossombrone e una 98enne di Fano), due nel Fermano (una 85ene di Montefalcone Appennino e una 86enne di Porto Sant'Elpidio). 

17/02/2022 11:50
Sequestrate oltre un milione di mascherine 'poco filtranti': importate dalla Cina da una ditta di Fermo

Sequestrate oltre un milione di mascherine 'poco filtranti': importate dalla Cina da una ditta di Fermo

Un milione e 100mila mascherine 'Ffp2' provenienti dalla Cina e importate da una ditta del Fermano sono state sequestrate in quanto non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, in particolare presentavano una percentuale di filtrazione di gran lunga inferiore a quella dichiarata dal produttore, circa il 30% rispetto al 98%. Nell'operazione "Colorful mask" i militari della Tenenza delle Guardia di Finanza di Senigallia (Ancona) hanno denunciato il titolare della ditta importatrice per violazione dell'art.14 dlgs n. 475 del 1992 che punisce chi produce, importa o vende dispositivi di protezione individuale (Dpi) non conformi ai requisiti di sicurezza. Mediante controlli, iniziati nella zona di Senigallia, sull'osservanza delle norme sulla commercializzazione dei dispositivi di protezione individuale, i finanzieri hanno riscontrato in alcuni punti vendita la presenza di mascherine "Ffp2", riferibili al medesimo importatore dalla Cina, prive sulla confezione dell'indicazione del sito Internet da cui poter scaricare il certificato di conformità del previsto marchio "CE", per accertarne la regolarità. Individuato l'importatore, una ditta del Fermano gestita da una persona originaria della Cina, è stata ricostruita la filiera distributiva: sono stati perquisiti punti vendita e sequestrati dispositivi di protezione individuale su tutto il territorio nazionale (Roma, Milano, Prato, Padova e altre città del Sud Italia), con il coinvolgimento di 80 reparti della Guardia di Finanza e l'impiego di oltre 200 militari. Oltre alle mascherine non conformi, è stata sequestrata la documentazione contabile e tecnica a corredo delle importazioni. Le analisi di laboratorio disposte dall'Autorità Giudiziaria ed eseguite sui dispositivi di protezione indivifuale sequestrati, hanno poi evidenziato la percentuale di filtrazione inferiore a quella dichiarata e non conforme con i parametri europei. Analoghi risultati di non conformità sono giunti all'esito dell'analisi documentale sui certificati esibiti dalla società fermana a corredo della relativa fornitura.  (Foto di repertorio) 

17/02/2022 11:30
L'innovazione della cucina marchigiana in un "Giardino" sul mare (FOTO e VIDEO)

L'innovazione della cucina marchigiana in un "Giardino" sul mare (FOTO e VIDEO)

Nella terza puntata di “Storie di Cucina” è proseguito il nostro viaggio alla ricerca della tradizione e dell'innovazione enogastronomica marchigiana. Per l'occasione siamo stati ospiti de "Il Giardino", il ristorante di pesce di Porto Sant'Elpidio di Angela, Susanna e mamma Renata. "Ci troviamo in cucina per pura casualità - racconta Susanna - che nella sua precedente vita lavorava in fabbrica. L'obiettivo di mio papà era quello di convincermi a non partire per seguire un amore e fu così che decise di aprire questo ristorante. Adesso siamo qui da 22 anni e siamo diventati un punto di ritrovo della zona in estate ma anche in inverno". In tavola con il sommelier e figlio d'arte Mirko Salvatori proveremo i "Ravioli Il Giardino", pasta fresca ripiena con cernia appena pescata e accompagnata da crema di zucchine, scampi e mazzancolle, uno dei piatti forti dell'innovazione voluti in cucina da Angela e mamma Renata.A seguire anche le "Tagliatelle con sugo squisito", piatto storico con pasta fresca immersa in un sugo di pomodoro, scampi, vongole e mazzancolle e come secondo i sardoncini fritti serviti su tappeto di rucola con cipolla caramellata. Se anche voi siete ristoratori, agricoltori, allevatori o viticoltori e volete far conoscere i vostri prodotti, scriveteci a redazionepicchio@gmail.com oppure inviate un messaggio Whatsapp al 3421682258 o telefonate al 0733 1653692. Sarete ricontattati da parte della nostra redazione.

17/02/2022 10:00
Monte Urano, proclamato il lutto cittadino per Giuseppe Lenoci: domani i funerali del 16enne

Monte Urano, proclamato il lutto cittadino per Giuseppe Lenoci: domani i funerali del 16enne

Si terranno domani i funerali di Giuseppe Lenoci, il 16enne morto lunedì in un incidente stradale mentre era in viaggio a Serra de' Conti (Ancona) nell'ambito di uno stage con una ditta di termoidraulica. Le esequie funebri avranno luogo alla chiesa di San Michele Arcangelo, nel comune di Monte Urano, alle 10.  Per quanti vorranno salutare il giovane prima della celebrazione religiosa, la salma è giunta oggi presso la chiesa di Santa Maria Apparente. Giuseppe Lenoci lascia la mamma Francesca, il padre Sabino, il fratello Michaele e i nonni Anna e Giuseppe. La famiglia ha espresso la volontà di non ricevere fiori, ma offerte alla Caritas di Monte Urano. Il comune ha proclamato per il 17 febbraio il lutto cittadino, come espressamente indicato dal sindaco Moira Canigola, "in segno di cordoglio per la sua scomparsa e di unione al dolore dei familiari tutti". "Si ritiene di interpretare in tal modo il sentimento della nostra comunità profondamente colpita dalla tragica scomparsa del nostro giovanissimo concittadino" ha aggiunto il primo cittadino. La Procura della Repubblica di Ancona ha aperto un fascicolo per omicidio stradale. La pm Serena Bizzarri non si è ancora pronunciata su nessun indagato, ma dovrebbe procedere nei confronti del conducente del furgone aziendale finito fuori strada, un dipendente 37enne della ditta rimasto ferito nell'incidente e dimesso ieri dall'ospedale di Torrette. 

16/02/2022 16:41
Il green pass sarà abolito, ma non per tutti. Ecco cosa cambia dal 31 marzo per locali e lavoratori

Il green pass sarà abolito, ma non per tutti. Ecco cosa cambia dal 31 marzo per locali e lavoratori

Sembra essere iniziato per gli italiani un graduale ritorno alla normalità post pandemia. Ma per il definitivo decorso del green pass bisognerà aspettare ancora alcuni mesi, in base all’evoluzione della curva epidemiologica. Lo precisa il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. «Se la campagna vaccinale raggiungerà il suo obbiettivo sarà ragionevole parlare di un ulteriore allentamento delle misure restrittive. Ma bisogna riparlarne il 31 marzo, giorno in cui è stato stabilito il termine dello stato d’emergenza». Nulla di certo quindi, per ora: l’obbligo di esibire il green pass resterà ancora in vigore per accedere a negozi, mezzi di trasporto, palestre, ristoranti e bar. Una misura "prudente e cautelativa" da parte del Governo, che preferisce attendere i numeri ufficiali delle terze dosi prima di prendere ulteriori decisioni in materia. Di fatto, l’unico allentamento finora adottato rimane quello di poter stare all’aperto senza mascherina, già concesso dall’11 febbraio 2022. Evitando gli assembramenti. Tuttavia, secondo alcune proiezioni, è possibile prevedere la riapertura progressiva di alcuni locali. Per bar e ristoranti, ad esempio, l’obbligo della mascherina all’aperto per sostare al tavolo scadrà direttamente il 1° aprile; il discorso dovrebbe valere in breve tempo anche per le consumazioni all’interno. Lo stesso non vale per piscine e palestre, che ancora dovranno attendere aggiornamenti in merito. Di contro, le prime concessioni spetteranno a circoli sportivi ed attività all’aperto. Sui mezzi di trasporto, invece, esibire il green passa sarà ancora obbligatorio, senza alcuna scadenza prevista. Prudenza che interesserà anche cinema e teatri, a differenza delle arene dove verrà accordata una maggiore libertà in vista dell’estate. Per quanto riguarda i negozi, la proposta avanzata dai rappresentanti di categoria è quella di limitare gli acquirenti al possesso del semplice green pass di base – ottenuto tramite tampone o anche prima dose. Il che dovrebbe portare a una graduale eliminazione dell’obbligo, sostituito dall’ingresso contingentato. Infine, la certificazione verde di base per i lavoratori sarà l’ultima misura ad essere allentata, senza escludere eventuali proroghe. Fermo restando l’obbligo del vaccino per gli over 50 fino al 15 giugno 2022, attualmente per il Governo appare impossibile eliminare del tutto e in tempi brevi il controllo per l’ingresso presso uffici e fabbriche.

16/02/2022 12:00
Marche, Acquaroli e la parità di genere. “Quote rosa? Anche meno”

Marche, Acquaroli e la parità di genere. “Quote rosa? Anche meno”

Il 23 settembre 2020 Francesco Acquaroli vinceva le elezioni sottraendo la Regione Marche agli ultimi cinquant’anni di governo di centrosinistra. Il tempo di annunciare i membri ufficiali che avrebbero composto la nuova giunta e, nell’arco di poche settimane, dai reparti dell’opposizione scattò il ricorso al Tar. Il motivo? Sei uomini alla guida di Palazzo Raffaello e solamente una donna: Giorgia Latini. Un anno il tempo trascorso per la decisione dei giudici amministrativi motivata dalla sentenza 557 del 23 giugno 2021: “La presenza di una sola donna è sufficiente a garantire la rappresentanza di entrambi i sessi all’interno della giunta regionale” (Statuto della Regione Marche, art. 3 comma 2. e art. 7, comma 2). Tutto regolare, quindi. A distanza di otto mesi, l’opposizione è tornata alla carica con un nuovo ricorso firmato da 62 esponenti, tra cui la consigliera uscente Paola Maria Petrucci, la consigliera regionale Pd Manuela Bora, il candidato governatore di Dipende da Noi, Roberto Mancini e l’ex magistrato e presidente regionale Vito D’Ambrosio. Con una pronuncia rimandata direttamente al Consiglio di Stato. La richiesta: annullare i decreti regionali che regolano la nomina degli assessori e attribuiscono le varie deleghe. Le ragioni dei ricorrenti vanno ricercate in quella che, da parte della giunta Acquaroli, risulta essere un’aperta violazione di tutta la normativa italiana ed europea in materia di parità di genere. I riferimenti di Petrucci e colleghi rimandano alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, al Preambolo Dichiarazione dei diritti umani ONU, alla Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne adottata delle Nazioni Unite del 1979, al Trattato dell’Unione Europea fino alla Costituzione Italiana. Una serie di norme che per loro natura dovrebbero garantire, se non la parità di genere assoluta, “una presenza femminile più equilibrata con almeno due componenti all'interno dell'amministrazione regionale". Nulla che però, a livello giurisprudenziale, possa di fatto vincolare le scelte operate in materia dal presidente Acquaroli. Il presidente della Regione Marche, in merito alla tematica quote rosa, è fin qui apparso diviso tra apparente progessismo in salsa berlusconiana e una concezione della figura femminile strettamente adiacente a un concezione da Ancien Regime.

16/02/2022 10:00
Morte Lenoci, la zia: "Tragedia che si poteva evitare". La Procura apre fascicolo per omicidio stradale

Morte Lenoci, la zia: "Tragedia che si poteva evitare". La Procura apre fascicolo per omicidio stradale

"E' una tragedia che si poteva sicuramente evitare. A quanto pare il ragazzo non doveva uscire fuori sede e invece è uscito". A dirlo all'Ansa è Angela, zia di Giuseppe Lenoci, il 16enne di Monte Urano (Fermo) deceduto ieri in un incidente stradale nell'Anconetano mentre si apprestava ad attività di stage con l'azienda termoidraulica Termoservicegas di Fermo, nell'ambito della propria frequenza al Centro di Formazione "Artigianelli" di Fermo. Sulla questione sono comunque in corso verifiche per appurare cosa prevedesse o meno lo stage, da parte dei carabinieri e del legale della famiglia Lenoci, l'avvocato Arnaldo Salvatori, che per questo sta acquisendo la documentazione anche dall'Artigianelli. Davanti alla sede della ditta Termoservicegas in sosta diversi furgoni come quello sul qual viaggiavano Giuseppe e il conducente 37enne, ora ricoverato in ospedale: silenzio dall'impresa davanti alla richiesta di parlare della vicenda. A Monte Urano disperazione tra i famigliari del 16enne che attorniano i genitori e il fratellino, sconvolti per quanto avvenuto. La mamma Francesca, in lacrime, non se la sente di parlare, riferisce la zia Angela che invece parla di "tragedia che si poteva evitare. Non era prevista assolutamente l'uscita dall'azienda, adesso gli avvocati ci stanno aggiornando man mano ma non era previsto...però - aggiunge - stanno ancora indagando, non vorrei che quel giorno fosse stato fatto un permesso ma non lo sappiamo e stiamo aspettando". "Giuseppe - ricorda - andava a scuola con amore, gli piaceva. Questa settimana o la prossima avrebbe dovuto essere l'ultimo stage e si sarebbe diplomato la prossima estate. Spero che si faccia chiarezza, è chiaro che mio nipote non tornerà più ma bisogna fare chiarezza". In relazione alla morte di Giuseppe Lenoci, la Procura della Repubblica di Ancona aprirà un fascicolo per omicidio stradale. Giovedì 17 febbraio è stato proclamato a Monte Urano (Fermo) il lutto cittadino, in concomitanza con i funerali del giovane. "Siamo in lutto, disperati. Il direttore non c'è in questo momento, non rilasciamo altre dichiarazioni". Queste le parole, all'ingresso, di un'addetta del centro di Formazione Artigianelli di Fermo, che testimoniano il dolore dell'Istituto dopo la morte di Giuseppe Lenoci.     

15/02/2022 16:00
INTERVISTA - Morte Lenoci, la CGIL in controtendenza: “Meno controlli, più formazione: così si prevengono gli infortuni”

INTERVISTA - Morte Lenoci, la CGIL in controtendenza: “Meno controlli, più formazione: così si prevengono gli infortuni”

La tragedia di Giuseppe Lenoci porta con sé l’eco di altri giovani come lui che hanno perso la vita a “causa del lavoro”. Persone come Luana D’Orazio (22 anni), stritolata da un orditorio manomesso, o come Lorenzo Parelli (18 anni), schiacciato da una putrella. E poi ci sono i morti in itinere, come Giuseppe: quelli che hanno perso la vita durante il tragitto verso il posto di lavoro. Un percorso di almeno 100 km il suo, privo dei controlli che uno stage dovrebbe di norma prevedere. La necessità di trovare un lavoro nel 2022 si scontra oggi non solo con le tanto discusse morti bianche, ma si lega sempre più a doppio filo con il futuro dei più giovani. Costretti a scendere in piazza per rivendicare il loro diritto a un domani migliore. Nel frattempo, i sindacati proseguono con gli accomodamenti fra le parti – azienda e operaio – e le manovre previste anche dall’arrivo del PNRR. Perché molta sarà la forza lavoro impiegata per la ricostruzione post pandemia. Il che significa dover effettuare maggiori controlli per evitare altre tragedie. Ma sarà davvero così? Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Galli, segretario regionale della CGIL Marche.  Cosa pensa della morte di Giuseppe Lenoci? La dinamica non è ancora chiara. Di per sé la questione delle morti sul lavoro è ormai un problema conclamato, così come la gestione dell’alternanza scuola-lavoro per gli studenti. Come era regolamentata l’attività svolta da questo ragazzo? Lei già in passato aveva maturato riflessioni sull’alternanza scuola-lavoro? Noi del sindacato abbiamo sempre appoggiato l’affiancamento ai ragazzi sul posto di lavoro. Più in generale, tutti dovrebbero ricevere un’adeguata formazione preventiva e contare sulla giusta sicurezza. Spesso i rischi vengono sottovalutati. Quindi per lei la formazione del lavoratore resta alla base di tutto? È il cuore della prevenzione. Possiamo fare tutti i controlli possibili - il Governo ha anche recentemente inasprito le sanzioni nei confronti delle aziende - ma come sindacato pensiamo che non basti questo come deterrente. Quindi la sicurezza sul lavoro quanto deve essere garantita dai controlli e quanto dalla formazione? Direi 30% e 70%. Se la gente non conosce i rischi correlati alle attività, il problema non si risolve. Questo però non rischia di ridurre le responsabilità di un titolare d’azienda che già si preoccupa di far crescere la produzione? Secondo me no. La Scuola Edile di Ascoli è un esempio: sta formando ragazzi che saranno preparati ai rischi, rispetto a chi viene buttato direttamente nei cantieri. C’è da dire che il PNRR amplificherà molto questo genere di lavoro nei prossimi mesi. La disgrazia di Giuseppe Lenoci è solo l’ultimo caso di giovani morti sul lavoro. Però rimangono i casi di Luana D’Orazio e Lorenzo Parelli. Lo Stato dovrebbe garantire l’accesso ai ragazzi a tutte le opportunità, e con maggiore sicurezza. Lenoci rientra nella categoria degli “infortuni in itinere”. Secondo i dati, almeno una morte su quattro avviene con queste dinamiche. È stata una fatalità: le morti in itinere vengono in generale considerate in maniera minore rispetto a quelle che avvengono sul posto di lavoro. Non sappiamo nemmeno se di mezzo c’è la formula dell’alternanza scuola-lavoro. Ma se ci pensi, quanti ragazzi potrebbero correre certi rischi solo perché vanno in Erasmus? Quindi manca l’adeguata formazione anche presso gli istituti scolastici? Molte strutture in Italia e nelle Marche erano già presenti prima ancora che entrasse in vigore l’offerta formativa dell’alternanza scuola-lavoro. Con l’arrivo del PNRR e la grande quantità di lavoro prevista per la “ricostruzione”, voi come sindacato come pensate di garantire la giusta sicurezza ai lavoratori? Gli imprenditori devono rispettare le leggi e dare garanzie; noi per legge abbiamo la figura del preposto che deve effettuare i controlli e rapportarsi con gli RLS. Il sindacato può solo cercare di formare quanti più rappresentanti possibili (d.lgs. 81/08). Non c’è bisogno di altre leggi. Purtroppo sono poche le imprese disposte a investire nella formazione dei lavoratori.

15/02/2022 14:06
Covid, quasi 3mila casi oggi nelle Marche: l'incidenza del virus continua la discesa

Covid, quasi 3mila casi oggi nelle Marche: l'incidenza del virus continua la discesa

Oggi nelle Marche sono stati registrati 2.881 nuovi positivi (ieri erano 2.153), con un tasso di positività del 38,1% (dal 40,7%) sui 7.568 tamponi analizzati (ieri erano stati 2.518). Si stabilizza l'incidenza, che scende ormai da settimane e che oggi si attesta a 1.143,66 casi settimanali ogni 100mila abitanti (ieri era 1.161,71). È quanto emerge dai dati giornalieri diffusi dall'Osservatorio epidemiologico delle Marche.  In sostanza si tratta di una fase di 'appiattimento' della flessione, che dovrebbe portare ad una flessione del 5-10% a settimana. È ancora la provincia di Ancona la più colpita con 772 casi, seguita da Macerata (632), Pesaro Urbino (585), Ascoli Piceno (409) e Fermo (373); sono 110 i casi provenienti da fuori regione. Sono 475 i soggetti con sintomi, 48 i positivi del setting scolastico/formativo, 829 i contatti stretti di casi positivi, 776 contatti domestici, 8 i contatti in ambiente di vita socialità, 723 i casi in fase di approfondimento epidemiologico. Totali più bassi per ogni classe di età, ma sono quelle tradizionalmente più colpite a raccogliere la metà dei contagi giornalieri: 728 per i 25-44enni, 675 per i 45-59enni. Sono poco meno di un terzo, 814, i contagi tra gli under 18: si conferma quella delle scuole elementari (6-10 anni) come la fascia più colpita con 286 positivi. Nelle ultime 24 ore sono scesi a 350 i ricoverati per Covid-19 nelle Marche (-2 rispetto a ieri), dei quali 36 in Terapia intensiva (-6 rispetto alle ultime 24 ore) e 314 in Area medica; in particolare i pazienti in Semintensiva sono 67 (+3 rispetto a ieri) e quelli in reparti non intensivi 247 (+1 rispetto a ieri) mentre 27 persone sono state dimesse nell'ultima giornata. Dal bollettino dell'Osservatorio epidemiologico regionale risultano anche nove decessi correlati al Covid: il più giovane è un 54enne di Filottrano. Ad aver perso la vita anche una 104enne di Ascoli Piceno, un 61enne di Rocca Santa Maria, una 80enne di Senigallia, un 81enne di Jesi, un 82enne di Rotella, un 69enne di Sant'Elpidio a Mara, una 84enne di Porto Sant'Elpidio e un 88enne di Falconara Marittima. 

15/02/2022 11:15
Covid - I vaccini ci hanno aiutato veramente a combattere la pandemia? Ecco i dati

Covid - I vaccini ci hanno aiutato veramente a combattere la pandemia? Ecco i dati

Al netto di una quarta ondata di contagi che sembra affievolirsi, di una gestione governativa bisognosa di ricorrere a nuovi obblighi e ordinanze – giustificata dalla necessità di raggiungere l’immunità di gregge e dalle fasi di collasso altalenante della Sanità – i dubbi sull’effettiva utilità dei vaccini restano per molti italiani ancora in piedi. All’indomani delle ultime misure adottate nei confronti degli over 50 – ad oggi la comunità più refrattaria alla profilassi – il nostro Paese conta ancora 2,284 milioni di ultracinquantenni potenzialmente no vax, distribuiti all’interno di quel 10% totale di irriducibili di tutte le età. Dopo due anni di emergenza, le argomentazioni addotte in merito a quella che risulta essere una “sfiducia patologica” sono ancora le stesse. “Il vaccino non è stato sperimentato”, “il Covid non esiste”, “siamo sotto dittatura sanitaria”, “chissà cosa c’è nel siero” miste a cospirazioni governative, informazione asservita al potere e un pozzo senza fondo di certezze. Eppure, se si prendono in esame i dati rilasciati dall’Iss nel periodo compreso fra fine novembre e inizio del 2022 – nel quale cioè è stato evidenziato l’ultimo, grande picco di contagi legato alla variante Omicron – è possibile ricostruire quelli che sarebbero stati gli scenari plausibili qualora la campagna vaccinale non fosse mai stata realizzata. Dal 10 dicembre 2021 al 9 gennaio 2022 sono stati confermati circa 1.983.622 casi di Covid-19, di cui il 19,9% sono risultati non vaccinati, a fronte del 10% comprensivi anche di booster. Di conseguenza, i ricoverati no vax sono arrivati al 48%, mentre i vaccinati al 4,9%. Sul fronte terapie intensive e decessi, i numeri arrivano a 66% e 45,9% (no vax), rispetto ai più contenuti 2,8% e 4,2% (si vax). Nel periodo preso in esame i casi positivi sarebbero potuti ammontare a circa 3.206.604 qualora nessuno fosse stato vaccinato. Ovvero un numero triplicato rispetto quello reale. Va da sé che i ricoveri ordinari avrebbero potuto quadruplicarsi (77.557 anziché 19.647) e addirittura arrivare a cinque volte tanto per le terapie intensive (11.093 anziché 2.075).In ultimo, la stima dei decessi sarebbe stata di 11.702 unità, a fronte degli effettivi 3.141. E se invece la copertura vaccinale avesse raggiunto il 100%? Casi positivi: 1.334.088. Ricoveri ordinari: 6.336. Terapie intensive: 393. Morti: 880.

15/02/2022 10:00
Muore a 16 anni durante uno stage, studenti pronti alla protesta. Bianchi: "Serve più sicurezza"

Muore a 16 anni durante uno stage, studenti pronti alla protesta. Bianchi: "Serve più sicurezza"

"Esprimo il mio più profondo dolore e vicinanza alla famiglia". Così il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi dopo aver appreso la notizia della morte del giovane Giuseppe Lenoci in un incidente stradale mentre era impegnato in un apprendistato nell'ambito di un corso professionale di termoidraulica.  "La sicurezza sul lavoro deve essere sempre garantita, a maggior ragione quando sono coinvolti dei ragazzi in formazione. Su questo abbiamo già avviato un confronto con il Ministro del Lavoro Orlando e messo a ragionare i nostri tecnici. Credo sia urgente ritrovarci anche insieme alle Regioni per un percorso che porti a una maggiore sicurezza in tutti i percorsi di formazione dove sono previsti contatti dei nostri giovani con il mondo del lavoro" ha aggiunto il ministro. Dopo il 18enne Lorenzo Parelli, morto schiacciato in fabbrica, un altro giovanissimo, appena 16 anni, è morto mentre era impegnato in un apprendistato nell'ambito di un corso professionale di termoidraulica. Uno schianto tremendo contro un albero che non ha lasciato scampo al ragazzino di 16 anni originario di Monte Urano, nel Fermano: l'incidente è avvenuto al Serra de' Conti, in provincia di Ancona. Il conducente del furgoncino della ditta, presso la quale il giovane svolgeva lo stage, è rimasto ferito. Lo studente, Giuseppe Lenoci, è morto sul colpo a causa delle gravissime lesioni riportate mentre l'uomo alla guida, 37 anni, è stato sbalzato dall'abitacolo, finendo a vari metri di distanza dal mezzo. Le indagini ora dovranno appurare la dinamica dell'incidente. Sul luogo sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno estratto il corpo del ragazzo rimasto incastrato tra le lamiere, la polizia locale di Serra de' Conti, i carabinieri e il 118. Il 37enne è stato trasportato all'ospedale di Torrette di Ancona in gravi condizioni. Giuseppe Lenoci frequentava un corso di accompagnamento al lavoro, che prevedeva una parte di lezioni in aula e una parte pratica con uno stage presso un'azienda. Si tratta di corsi organizzati da enti di formazione del territorio e finanziati dalla Regione Marche. L'incidente mortale ha riaperto le polemiche sull'alternanza scuola lavoro, oggetto della mobilitazione studentesca delle ultime settimane seguita alla morte di Parelli colpito da una trave d'acciaio in una fabbrica a Lanuzacco (Udine) dove stava svolgendo un periodo di apprendistato. "Quello che sta succedendo in Italia è sotto gli occhi di tutti. Questa è la scuola che hanno voluto governi e padroni. Sappiamo cosa fare, nessuno ha più scuse - afferma in una nota il Fronte della Gioventù Comunista - Il 18 febbraio gli studenti saranno in piazza in tutta Italia contro alternanza, maturità e repressione subita", dichiara Lorenzo Lang, Segretario Nazionale del Fronte della Gioventù Comunista. Sulla stessa lunghezza d’onda il Partito Comunista:  “L’ennesima morte sul lavoro che va ad aggiungersi ai 1400 morti sul lavoro del 2021, 700 dei quali nel tragitto casa – lavoro, resa in questo caso ancora più inaccettabile dal fatto che la vittima è un ragazzo di soli 16 anni che non avrebbe dovuto trovarsi in quel posto, ma in un’aula", afferma in una nota il segretario provinciale Pc Fermo Filippo Pannelli. “Vogliamo che il progetto alternanza scuola lavoro venga immediatamente abolito, così come tutti i progetti di formazione professionale che forniscono manodopera gratuita ad aziende private”. E Luca Redolfi, coordinatore nazionale dell'Unione Degli Studenti, ricorda anche "la lunga lista di morti sul lavoro causati da un sistema malato, volto solamente al profitto: vogliamo sicurezza dentro e fuori le scuole, vogliamo che l'alternanza scuola-lavoro e gli stage vadano aboliti a favore dell'istruzione integrata". "Ci chiediamo quanti altri studenti e giovani debbano morire prima l'idea di un sistema unicamente volto al profitto e allo sfruttamento, cambi, una volta per tutte", conclude Redolfi. "Non è possibile morire di lavoro a 16 anni, questo evidentemente ci deve far interrogare profondamente non solo sul rapporto fra scuola e lavoro, ma anche su quanto ci sia urgenza in questo paese di risolvere il problema della sicurezza sul lavoro", dichiara la Rete degli Studenti. Interviene anche il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, che si chiede: "Che deve succedere perché si prenda atto che il sistema attuale non funziona?". "Il ministero ascolti gli studenti - conclude il vicepresidente della commissione cultura di Montecitorio - che si mobilitano e chiedono di fermare questo cortocircuito continuo tornando ad investire pienamente sulla Scuola". E l'Usb torna a chiedere la fine "dell'alternanza scuola lavoro, della scuola azienda, e la revisione totale dei modelli della formazione professionale questa specie di serie B dell'ingresso nel mondo del lavoro riservata ai ragazzi che alle medie ricevono il bollino 'scarso', il 6 o giù di lì, e per questo vengono gettati nel calderone del lavoro non qualificato. Un calderone in cui sguazzano le aziende che piegano la formazione alle loro esigenze, con tutto quel che ne consegue per la sicurezza e la salute dei giovani". Il piccolo centro di Monte Urano è sconvolto dalla morte del giovane. La sindaca Moira Canigola "parla di immane tragedia, ora bisogna fermarsi e riflettere". Il ministro dell'Istruzione Bianchi, appresa la notizia, ha lasciato un convegno al quale stava partecipando.

15/02/2022 09:45
Sanità Marche, tutti i numeri del Piano Pnrr: già disponibili 60 milioni per il nuovo ospedale di Macerata

Sanità Marche, tutti i numeri del Piano Pnrr: già disponibili 60 milioni per il nuovo ospedale di Macerata

"Una svolta storica per la sanità marchigiana in particolare quella territoriale e nel disegno delle infrastrutture sanitarie nelle Marche per i prossimi anni". Così il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli che, affiancato dagli assessori Filippo Saltamartini, Francesco Baldelli, Mirco Carloni e Guido Castelli, ha presentato Il Piano di attuazione del Pnrr nella sanità e l'aggiornamento del Masterplan per l'edilizia ospedaliera, approvati oggi dalla giunta. Per quanto riguarda il Pnrr si tratta di 68.269.911,16 euro (su un totale di 182 milioni che comprendono anche macchinari, digitalizzazione, informatizzazione) di investimenti per reti di prossimità, strutture e telemedicina per l'assistenza sanitaria territoriali: in particolare interventi su 29 case della comunità (circa 42,5 milioni), 9 ospedali di comunità (circa 23,2 milioni) e 15 centri operativi territoriali Cot (circa 2,6 milioni). Quanto al Masterplan dell'edilizia sanitaria, che prevede investimenti complessivi di 923 milioni di euro di cui 759,3 milioni di euro già finanziati, la giunta ha stanziato 157.595.19,33 euro di risorse aggiuntive di varia estrazione tra cui fondo ospedali sicuri (33 mln) e Fondi Por Fesr (78 mln).  Nel Masterplan, in particolare, è prevista la costruzione di tre nuovi ospedali: Pesaro (costo 150 milioni), Macerata (già oltre 60 milioni disponibili sui 140 milioni previsti) e San Benedetto del Tronto (costo 80 milioni; 400mila euro per la progettazione); ci sono poi sei nuove strutture per le emergenze (Urbino, Fano, Senigallia, Fabriano, Civitanova Marche, Ascoli Piceno). La programmazione per l'edilizia comprende tre nuovi ospedali di comunità (Cagli, Fano, Tolentino); in corso di esecuzione quattro nuovi ospedali (Salesi, Inrca ad Ancona, Fermo e Amandola). L'ospedale di Pergola sarà integralmente ristrutturato e verranno riqualificati 33 strutture sanitarie e ospedali esistenti. Nel piano anche 34 interventi di adeguamento previsti dal dl 34/2020 riguardante misure urgenti per sostenere interventi nell'ambito dell'emergenza epidemiologica. Ecco nel dettaglio tutti gli interventi previsti in provincia di Macerata:  AREA VASTA 3 | MACERATA Per quel che riguarda l’Area Vasta 3, l’opera più significativa sarà il nuovo ospedale a Macerata che sorgerà in contrada Pieve. Sono stati stanziati oltre 60 milioni di euro. Altri interventi sono previsti per il Pnrr Sanità: Casa della Comunità a Recanati (5,1 mln); Corridonia: Casa della Comunità (1 mln) e Ospedale di Comunità (1,7 mln); Macerata: Casa di Comunità (1,8 mln) e Centro operativo territoriale; Treia: Casa della Comunità (200mila euro) e Ospedale di Comunità (800mila euro); Camerino: Casa della Comunità (1,8 mln); San Severino Marche: Casa della Comunità (2 mln) e Centro operativo territoriale. Al Pnrr Sanità, si aggiungono gli interventi del Masterplan dell’edilizia sanitaria ed ospedaliera delle Marche. Per l’Area Vasta 3 sono: Nuovo ospedale a Tolentino (22,80 milioni); nuovo Distretto sanitario a San Ginesio (6,35 milioni); nuovo Distretto sanitario a Sarnano (3,05 milioni); Riqualificazione ospedale a Civitanova Marche (16 milioni); lavori di edilizia sanitaria palazzina Spdc Macerata (3,70 milioni); Rsa a Corridonia (3,90 milioni).  Creare una "progressione" nell'assistenza medica nelle Marche un "secondo anello" che colleghi l'assistenza primaria a quella per acuti, partendo dall'insegnamento dell'emergenza Covid nella quale pronto soccorso e ospedali si sono intasati di pazienti. L'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini spiega il progetto di sanità diffusa sul territorio con interventi di attuazione del Pnrr per la Sanità, con l'evoluzione delle case della comunità (ex case della Salute), e con il Masterplan per l'edilizia ospedaliera.  "Oggi il sistema prevede l'assistenza primaria, con i medici di medicina generale/pediatri di libera scelta, e ospedale per acuti di primo livello e ospedale di secondo livello" mentre il percorso sarà: "medico generico/pediatra, case della comunità, ospedale di comunità, e man mano che l'assistenza diventa più importante, l'ospedale per acuti, Dea di secondo livello (Torrette ad Ancona)". "Le case della comunità sono un'evoluzione moderna delle case della salute, - spiega Saltamartini - l'idea del governo per sopperire alla carenza di servizi sul territorio e alla carenza di medici, raggruppando i servizi territoriali (medici, pediatri, Adi, infermieri famiglia, psicologi, sociologi ecc.)". "Il contratto di lavoro che si sta rinnovando per la medicina generale - ricorda - prevede l'ipotesi di far trascorrere almeno 20 ore del servizio dei medici di medicina generale nelle case di comunità che rappresentano la struttura, con telemedicina, teleconferenza, e tutto ciò che di digitale può essere usato in sanità compresa l'intelligenza artificiale, per dare un servizio d'immediatezza". Nella direzione di ovviare alla carenza di assistenza di prossimità, ricorda l'assessore, "voleva andare il centrodestra, si sta spostando il governo e si sta muovendo la sanità regionale". I criteri per le case di Comunità? "Si è guardato alle case della salute esistenti di proprietà pubblica, strutture corollario a ospedali per acuti". "Abbiamo 12 ospedali per acuti, ognuno avrà come riferimento l'ospedale di comunità e una casa di comunità". 

14/02/2022 17:45
Vaccini, obbligo per i lavoratori over 50 da martedì. Ecco le multe per chi è senza green pass

Vaccini, obbligo per i lavoratori over 50 da martedì. Ecco le multe per chi è senza green pass

Secondo la norma già in vigore dal dall'8 gennaio 2022 (e che scadrà a giugno), da martedì 15 febbraio scatterà l'obbligo per tutti gli over 50 di presentarsi a lavoro muniti di green pass. Per entrare negli uffici, nelle fabbriche e nei negozi bisognerà infatti dimostrare di aver effettuato almeno la prima dose di vaccino (il richiamo o il booster). I datori di lavoro, inoltre, dovranno effettuare i dovuti controlli all'ingresso, anche a campione.  Chi verrà trovato sprovvisto della certificazione verde rischia la sospensione dal alvoro senza retribuzione e multe che vanno dai 600 ai 1500 euro. Somma che verrà raddoppiata in caso di reiterata violazione. Per i titolari dei luoghi di lavoro, invece, il mancato controllo del personale può costare dai 400 ai 1000 euro. L'ordinanza del Ministero della Salute specifica che «dal 15 febbraio 2022, i soggetti ai quali si applica l’obbligo vaccinale per l’accesso ai luoghi di lavoro nell’ambito del territorio nazionale, devono possedere e sono tenuti a esibire una delle certificazioni verdi Covid-19 di vaccinazione o di guarigione». Il provvedimento interessa ufficialmente gli ultracinquantenni già dal 1° febbraio, accompagnato dalla sanzione di 100 euro processata direttamente dall'Agenzia delle Entrate. 

13/02/2022 18:48
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