Si avvicina con la fine dell’anno la scadenza stabilita per la concessione temporanea di 50 l/s aggiuntivi derivati dalla Sorgente San Chiodo (Castelsantangelo sul Nera) che alimenta l’Acquedotto del Nera.
Solo grazie a tale risorsa i gestori del servizio idrico integrato coinvolti ASSM di Tolentino, ASSEM di San Severino Marche, APM di Macerata e ASTEA di Osimo hanno la possibilità di erogare acqua di ottima qualità e a costi contenuti ad una consistente parte dei cittadini dell’ATO 3, quota destinata ad aumentare nel tempo con la prosecuzione dei lavori di realizzazione delle condotte e ulteriori incrementi della derivazione.
I Comuni di Treia, Appignano, Montecassiano, Montefano e Osimo, gli ultimi in ordine cronologico raggiunti dalla fornitura proprio grazie all’aumento temporaneo della derivazione da 150 a 200 l/s ottenuto nell’agosto 2018, in mancanza di una conferma della concessione attuale da parte della Regione Marche si troveranno a dover rinunciare a tale preziosa risorsa, e potranno far fronte alla domanda idropotabile dei territori serviti solo tornando a utilizzare esclusivamente gli attingimenti dalle falde, con ovvie ripercussioni negative sulla qualità dell’acqua distribuita.
Sono interventi alla conferenza stampa di presentazione: Marco Blunno, Presidente Società per l´Acquedotto del Nera S.p.a., Stefano Montemarani, Presidente AATO 3, Giorgio Piergiacomi, Presidente APM, Fabio Marchetti, Amministratore delegato ASTEA, Romano Carancini, Sindaco di Macerata, Simone Pugnaloni, Sindaco di Osimo.
Marco Blunno, presidente della Società per l’acquedotto del Nera ha affermato: “ Quello di oggi è un traguardo importante perché siamo arrivati a servire l’acqua ad 11 comuni e quindi la metà del totale dei 22. Però dobbiamo guardare avanti e cercare di completare la rete. In questa prospettiva è assolutamente necessaria la richiesta del rinnovo dei 200 l/s alla Regione Marche”.
Il Presidente dell’Ato3 Stefano Montemarani gli ha fatto eco: “Finalmente un risultato importante, ma non ci possiamo fermare perché dobbiamo completare la rete arrivando fino alla costa. Si tratta di un progetto di medio termine che mi auspico possa andare veloce”. Simone Pugnaloni sindaco di Osimo con delega da parte dell’Ato3 all’Acquedotto del Nera: “Questo risultato nasce dalla collaborazione degli enti e delle aziende dei servizi. Dobbiamo continuare in uno sforzo comune per completare l’opera”. Il sindaco Di Macerata Romano Carancini ha rivolto un appello alla Regione Marche affinché in tempi rapidi venga confermata la concessione di 50 l/s aggiuntivi dalla Sorgente San Chiodo di Castelsantangelo sul Nera.
Aula deserta a Montecitorio per la discussione del decreto sisma. La denuncia arriva direttamente da una foto postata su Twitter dal deputato Filippo Sensi.
Alla Camera ieri erano presenti, oltre al rappresentante dem, Emanuele Fiano, Mario Morgoni, Stefania Pezzopane del Pd, Silvia Fregolent (Iv), Paolo Trancassini (Fdl), Simone Baldelli (Fi), Patrizia Patrizia Terzoni (M5S).
Otto deputati su 630 sedeva sui banchi dell'aula ieri, lunedì 25 novembre, durante la discussione sulle “disposizioni urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici”.
Una foto che ha scatenato la bufera ed è diventata l’immagine della vergogna.
(In foto l'immagine postata sull'account twitter del deputato dem Filippo Sensi)
"Apprendiamo che la Commissione Ambiente e LL. PP. della Camera dei Deputati ha completato l’esame degli emendamenti e ha licenziato il testo di conversione in legge del decreto legge 24 Ottobre 2019 n. 123 che ha come obbiettivo dare disposizioni urgenti per l’accelerazione alla ricostruzione post sisma del Centro Italia. Il testo ora passa all’esame della Camera e sicuramente non ci saranno possibilità di ulteriori modifiche visto il carattere d’urgenza già dichiarato dal Governo. Durante la discussione del testo originario, approvato dal Consiglio dei Ministri e consegnato all’esame delle Camere, sono state segnalate rilevanti criticità. Esso, infatti, non era sufficiente a sortire effetti per velocizzare i tempi della ricostruzione ma, dall’esame di quello ora modificato in Commissione Ambiente e LL. PP., non si rileva nessun meccanismo migliorativo in grado di imprimere una qualsiasi accelerazione, anzi!". Dopo la denuncia dell'Ordine degli Architetti di Macerata (LEGGI QUI) in merito alle nuove linee guida del decreto sisma, arriva anche una nota stampa della Rete delle Professioni Tecniche.
"Si è sbandierata come “la svolta” il fatto che l’accelerazione si dovesse produrre attraverso l’autocertificazione dei progetti redatti dai professionisti, consegnando, di fatto, a questi ultimi ulteriori responsabilità in una situazione resa immobile e confusa dal quadro legislativo generale che si è concepito in questi anni - continuano -. Tale immobilismo non è responsabilità dei professionisti che per contro si sono sempre resi disponibili fin dal primo decreto terremoto. È ora di dire ai cittadini che se non ci fossero state le maglie burocratiche dettate da clamorosi “tappi” legislativi le pratiche di ricostruzione sarebbero già state presentate e se così non è avvenuto, evidentemente, ciò è riconducibile a circostanze che il legislatore non intende affrontare. Non sarà certo l’autocertificazione, per come proposta nel decreto, lo strumento in grado di accelerare la ricostruzione, perché non è applicabile a tutte le tipologie di danno, perché non si può sottoscrivere nel caso di piccoli abusi e perché si può applicare esclusivamente agli interventi senza accolli per i cittadini. Sarà invece uno strumento inutilizzabile non perché, come taluni hanno provato ad insinuare, i professionisti non vogliono assumersi responsabilità, ma semplicemente perché non è applicabile a meno di una radicale trasformazione delle regole burocratiche di approvazione dei progetti."
"La Rete delle professioni tecniche, con la utilissima collaborazione e partecipazione delle rappresentanze dei professionisti locali, è stata audita dalla Commissione Ambiente della Camera. Abbiamo illustrato e consegnato un documento preciso, dettagliato e motivato, sulla scorta delle reali esperienze dei professionisti avute in questi anni, che conteneva oltre 20 emendamenti, che costituivano una proposta seria e coordinata, che avrebbe consentito, pur nel marasma burocratico della ricostruzione, una soluzione praticabile e necessaria. Tutti i gruppi parlamentari in audizione e dopo hanno elogiato le proposte presentate, hanno chiesto i testi, hanno promesso che le avrebbero sostenute, ma di fatto nessuno di essi compare nel testo emendato - lamentano i professionisti -. Anzi, uno degli emendamenti, presentato identico da sei gruppi parlamentari, sul Supporto Tecnico Nazionale, è stato reso inammissibile perché i professionisti sarebbero stati di intralcio all’attività della Protezione Civile, pur riguardando attività di indubbia utilità sociale, peraltro svolte da anni in aiuto della Protezione Civile. Si pensa davvero che la ricostruzione possa avere impulso senza ascoltare coloro che sono deputati a presentare e amministrare le pratiche? Il pacchetto di proposte che abbiamo suggerito al legislatore è organico, elimina disparità di trattamenti tra i vari cittadini terremotati, affida maggiori poteri al Commissario ed è volto a far risparmiare ingentissime cifre alle casse dello Stato. La Ragioneria ogni mese fa fronte al contributo di autonoma sistemazione e alle provvidenze necessarie alle attività produttive. Solo per fare un esempio. Il legislatore non ha voluto ascoltarci."
"È un fatto gravissimo, che avrà conseguenze enormi demolendo definitivamente le possibilità di accelerare la ricostruzione. Abbiamo dichiarato, a fronte di dati ufficiali, che ci sono sempre meno professionisti disposti a lavorare nelle pratiche sisma dal momento che non percepiscono compensi da tre anni, tutto questo in un quadro generale in cui il settore delle costruzioni è in ginocchio, l’economia delle regioni colpite è a picco e lo spopolamento delle aree interne appare sempre più un fenomeno irreversibile. Non si dica poi che non l’avevamo detto. C’è tempo fino al 24 dicembre per modificare il testo e convertirlo in legge: la Rete chiede quindi al Governo e a tutti i Parlamentari di tornare sui propri passi ed accogliere le sue proposte, nella convinzione di aver dato un contributo essenziale, in adempimento al proprio ruolo di sussidiarietà alla pubblica amministrazione. In caso contrario, occorrerà prendere atto che non interessano il parere dei professionisti ma soprattutto le esigenze delle popolazioni colpite dal sisma, in lunga attesa di riavere le proprie abitazioni" concludono.
Castelsantangelo sul Nera è il primo Comune dell’intero cratere del Sisma 2016 ad affidare l’incarico per la redazione del Piano Attuativo per la ricostruzione post-sisma.
"Si è conclusa la procedura di Gara Europea, espletata dalla SUAM della Regione Marche per l'affidamento dei servizi tecnici di architettura e ingegneria e dei servizi afferenti, per l’attività di Pianificazione Attuativa connessa agli interventi di Ricostruzione nel centro storico e nei nuclei urbani maggiormente colpiti dagli eventi sismici verificatisi a partire dallo scorso 24 agosto 2016, nel Comune di Castelsantangelo sul Nera" ha annunciato il sindaco Mauro Falcucci.
Sarà un importante raggruppamento di Professionisti, che fa capo alla Soc. Coop. Mate, Capogruppo/Mandataria e che vede tra gli altri la partecipazione dell’Arch. Stefano Boeri e del Prof. Ing. Franco Braga, ad occuparsi dell’attività di Pianificazione Attuativa del territorio comunale di Castelsantangelo sul Nera.
Il Raggruppamento sarà così costituito: Mate Soc. Coop.va Stefano Boeri Architetti s.r.l.; Pro.ge. 77 s.r.l. Nhazca s.r.l.; D.R.E. Am. Italia Soc. Coop. Dott. Antonio Montemurro.
"L’attività di Pianificazione Attuativa connessa agli interventi di Ricostruzione nel centro storico e nei nuclei urbani maggiormente colpiti dagli eventi sismici - spiega Falcucci -, nasce dalla necessità di governare in tempi brevissimi il processo di ricostruzione non solo del territorio comunale ma di un comprensorio più ampio, al fine di comprenderne il ruolo all’interno della valle dell’Alto Nera, non escludendo l’individuazione vocazionale del territorio".
"Comprendere le priorità e le potenzialità del territorio e dell’area vasta aiutano ad inquadrare meglio ciò che il sisma ha distrutto non solo fisicamente ma anche socialmente, culturalmente ed economicamente, ma soprattutto aiuta a valutare le criticità pregresse di una condizione di decadenza e trasformarle in potenzialità al fine di generare un processo di rivitalizzazione/rigenerazione che non sia più passivo ma attivo e produttore di occasioni. La ricostruzione non deve essere vista esclusivamente come recupero e restauro delle singole costruzioni danneggiate - prosegue Falcucci -, bensì ha il più ampio significato di ripristinare e ripensare quel complesso di funzioni urbane, sociali, economiche che connotano un territorio. In tal senso la ricostruzione non è una mera replicazione delle strutture fisiche distrutte ma è anche una revisione necessaria della natura, della conformazione e dell’utilizzo del territorio".
"Un evento fortemente traumatico come un terremoto ha comportato delle modifiche permanenti al territorio, che non possono essere affrontate tramite una sola riproposizione pedissequa della situazione antecedente all’evento. In tal senso, la ricostruzione diventa anche una opportunità di ripensamento del territorio e di adeguamento dello stesso alle nuove esigenze. L’amministrazione Comunale - conclude Falcucci -, sta lavorando alla sottoscrizione di un “Protocollo d’Intesa” operativo sulla ricostruzione, che vede la partecipazione attiva fin dalla prima fase della pianificazione, di tutti i soggetti, che a vario titolo saranno chiamati per rispettivi ruoli e competenze a esprimere un loro parere in sede di conferenza permanente".
"Raggiunto l'accordo per rimettere in circolo i fondi dell'ordinanza 27 sull'edilizia popolare che non erano stati utilizzati per la mancanza di progetti suoi quali abbiamo concentrato l'azione congiunta di Commissario, Governo e Anac per restituire la possibilità di rientrare nelle proprie case, in primo luogo agli sfollati che si trovano negli alloggi residenziali". Ad annunciarlo è il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Piero Farabollini.
"Abbiamo anche implementato la collaborazione con Invitalia per supportare l'attività di ricostruzione e di messa in sicurezza delle imprese del cratere, con circa 30 milioni di euro" - ha aggiunto Farabollini che attende anche la conversione del nuovo decreto legge che snellisce ulteriormente le procedure per le regioni del centro Italia colpite dal sisma.
Una buona notizia ch arriva insieme a quanto annunciato dalla vicepresidente della Regione Marche e assessore all'agricoltura Anna Casini. Le aziende zootecniche del cratere sismico hanno infatti a disposizione 1,085 milioni di euro per sostenere investimenti produttivi. Le risorse stanziate agevoleranno le popolazioni colpite dal sisma e una quota è riservata al rilancio delle attività agricole.
"Un aiuto concreto per ripartire, in un contesto produttivo dove la zootecnia rappresenta un'attività economica importante, alla base di una filiera di eccellenze" le parole della Casini.
Il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci è intervenuto nella giornata di ieri, alla Commissione Ambiente,Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, all'interno del ciclo di audizioni tenute in occasione del completamento del decreto legge numero 123 “Disposizioni urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici”.
"Il Presidente del Consiglio ha onorato l'impegno soltanto dal punto di vista formale - ha dichiarato Falcucci nel suo intervento -, chi è catastroficamente colpito con il 96,48% di danni non può più accertare questo modo di fare. L'impianto del terremoto è completamente sbagliato, e va modificato il prima possibile. Le stesse regole per tutti non vanno bene: non si può dare un'aspirina al malato in codice verde come al malato in codice rosso".
"È necessaria una legge quadro, in cui non vengano omologati gli eventi sismici di due territori differenti: l'Italia è diversa. Occorrono norme per la montagna italiana, abbiamo bisogno della costituzione di una zona franca. Ci aspettavamo un decreto in cui si osasse, non vogliamo essere presi in giro".
Ecco il video dell'intervento integrale del sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci:
Un’esperienza di immersione totale nei colori e nei sapori dei Sibillini, tra le voci e i volti di chi vive e lavora in questa terra ferita ma tenace, tra borghi e boschi dall’atmosfera magica: questa è stata l’esperienza vissuta il 18 ottobre dagli studenti delle classi 4ªA e 4ªE dell’I.I.S. Garibaldi di Macerata che hanno partecipato, a Castelsantangelo sul Nera, alla manifestazione conclusiva del concorso “Sibillini alla riscossa – Wow in tutte le lingue del mondo” organizzato per le scuole delle Marche dal team Expirit.
Le due classi avevano partecipato al progetto con la realizzazione di un video e di una presentazione in lingua inglese sulla visita da loro svolta ad aprile presso l’azienda di Michela Paris, giovane allevatrice di Ussita. In quell’occasione a Visso e al santuario di Macereto gli studenti avevano potuto meglio comprendere il duro colpo inferto dal terremoto del 2016 al territorio e nella passeggiata al valico delle Arette avevano ammirato i suggestivi panorami della montagna.
La giornata di ottobre è stata davvero una coinvolgente e bellissima occasione di incontro tra gli studenti dell’Istituto Agrario, scuola da sempre impegnata nella valorizzazione del territorio, e i rappresentanti delle autorità locali, della Pro Loco, i numerosi artigiani e produttori della zona che con coraggio e determinazione non si sono lasciati scoraggiare dalle conseguenze del terremoto. Il ricordo di quell’evento devastante è ancora vivo negli edifici lesionati del borgo e negli occhi dei suoi abitanti.
Dopo una passeggiata nel castagneto accompagnati dagli istruttori del Green Nordic Walking di Macerata e una breve visita allo stabilimento dell’acqua Nerea, gli studenti delle scuole partecipanti sono stati accolti con calore ed entusiasmo dagli organizzatori di Expirit e dal sindaco Mauro Falcucci nella sala del Trentino.
Qui sono stati consegnati i premi ai vincitori e a tutti i partecipanti e i ragazzi hanno potuto ascoltare le toccanti testimonianze dei coraggiosi abitanti dei Sibillini, come l’allevatrice Michela Paris, che è ormai un mito per gli studenti dell’Agraria, e il pastore poeta Renato Marziali che ha affascinato l’uditorio con la recita appassionata del primo canto dell’Inferno dantesco. Si sono emozionati davanti al video che racconta la ferita inferta dal terremoto e la volontà di rinascita e ascoltando le parole del sindaco, portavoce di una comunità che non vuole abbandonare una terra ricca di bellezza, di storia e di cultura.
Per finire è stato offerto a tutti un ricco buffet con gli squisiti salumi, formaggi, legumi, cereali e dolci tipici della zona presentati dagli stessi produttori locali.
Domenica 30 ottobre 2016. Ore 7:40. La terra trema violentemente nel centro Italia con una scossa di magnitudo 6.5 tra i comuni di Norcia e Preci. Nessun morto, contrariamente a quanto era avvenuto invece il 24 agosto, ma danni ingenti con i quali ancora oggi dobbiamo fare i conti. Decine di migliaia gli sfollati, prevalentemente anziani, che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni.
Picchio News ha deciso, in occasione dei tre anni dalla scossa del 30 ottobre, di ripercorrere con una fotogallery quei drammatici momenti che hanno segnato la storia di ben quattro Regioni.
"Come per il Lazio, con la Legge Pirozzi, chiediamo che i comuni del 'cratere', in base alla legge 'sblocca cantiere', diano la possiblità per i proprietari di seconde case, dichiarate inagibili, che non hanno usufruito del Contributo di Autonoma Sistemazione (Cas), nè sono stati assegnatari di Soluzione abitativa in emergenza (Sae) di installare, fino alla completa ricostruzione dell'immobile, strutture abitative temporanee e amovibili, al fine di scongiurare fenomeni di abbandono e conseguente impoverimento economico''. Lo chiede Federcontribuenti, che ha approvato un documento del segretario regionale delle Marche, Maria Teresa Nori.
''Ci sono già alcuni comuni che lo stanno facendo - spiega Nori - come Visso e Castelsant'Angelo sul Nera, ma noi chiediamo a tutti i comuni interessati che facciano in modo che ai privati sia data l'opportunità di mettere su una casetta temporanea in modo da continuare a vivere il territorio e la montagna. Ovvero dare il via libera ai residenti delle seconde case che nel terreno di loro proprietà vogliano mettere una casetta mobile, in cui alloggiare in quei luoghi nel periodo di vacanza''.
Erano le 19:11 del 26 ottobre del 2016 quando una scossa di magnitudo 5.4, e successivamente, alle ore 21:18, una di magnitudo 5.9, colpirono nuovamente il centro Italia già martoriato dal terremoto del 24 agosto. Ma la terra non si sarebbe fermata lì. Una scossa di magnitudo 6.5, con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci, è stata poi registrata quattro giorni dopo, la mattina del 30 ottobre, alle 7:40. Un sisma che il presidente dell'Anci Marche Maurizio Mangialardi ha definito "l'evento più distruttivo dalla Seconda Guerra Mondiale". Cosa è successo nel 2016, cosa sta succedendo oggi, cosa ci dobbiamo aspettare e cosa possiamo (e dobbiamo) fare per prevenire. A queste domande oggi, a tre anni esatti di distanza dalle prime scosse di ottobre, ha risposto il geologo Unicam Emanuele Tondi.
Professore, se da una parte la ricostruzione sembra essere ferma, dall'altra invece le scosse di terremoto, anche se di rado rispetto al primo anno, tornano a farsi sentire. Possiamo quindi supporre che lo sciame sismico (come lei stesso aveva già riferito alcuni mesi fa), non sia mai terminato?
Dopo un evento sismico principale chiamato "mainshock", segue una più o meno lunga sequenza di “aftershocks” (conosciuti come terremoti di “assestamento”), che può dirsi conclusa solo quando i terremoti, sia in termini di frequenza (numero) che di magnitudo (energia), tornano ai parametri pre-“mainshock”. La sequenza sismica in Italia centrale non è terminata. Infatti, anche se non percepiti perché di piccola magnitudo, i terremoti sono ancora più numerosi del periodo pre-24 agosto 2016.
Cosa è accaduto esattamente il 24 agosto del 2016 e poi il 26 e 30 ottobre?
Il nostro Appennino è sottoposto a sforzi tettonici che determinano, nei primi 10-15 km di spessore, la rottura fragile della crosta terrestre. Questa rottura si esplica con la formazione o la riattivazione delle faglie, che altro non sono che fratture degli ammassi rocciosi. Una di queste è la Faglia del Monte Vettore-Monte Bove. Il 24 agosto e poi il 26 e 30 ottobre 2016 la faglia ha ceduto, nel senso che è stata superata la forza di attrito che teneva fermi i due blocchi di roccia poi scivolati l'uno rispetto all'altro lungo la faglia stessa.
Professore, un fenomeno di portata epocale che ha coinvolto quattro Regioni e che qualcuno ha definito la più grande tragedia dalla Seconda Guerra Mondiale. Cosa di dobbiamo aspettare ora e cosa ci dobbiamo aspettare soprattutto a lungo termine. Si può parlare di un vero e proprio cambiamento della geografia del Centro Italia?
Quello che è successo nel 2016-2017 è di portata epocale solo se consideriamo il periodo storico attuale o, al massimo, contemporaneo. Già non lo è più per un periodo di tempo più lungo, in quanto eventi di simile intensità si sono verificati in centro Italia altre due volte nell’ultimo millennio, intorno al 1700 e al 1350. Se poi andiamo a considerare intervalli temporali tipici dei processi geologici diventa un fenomeno comune. La geografia dei territori muta, per fortuna, con “tempi geologici” e questo ultimo evento ne rappresenta solo una piccolissima frazione.
I terremoti non si posso prevedere, questo purtroppo lo sappiamo tutti. Ci sono però delle tecnologie che, in un futuro prossimo, potranno aiutarci nella prevenzione? Se si come? Di che strumenti si tratta?
Cosa si può sapere sui terremoti è più che sufficiente per la prevenzione. Sappiamo dove si possono verificare e con che intensità massima. Quello che manca è la volontà, da parte di tutti. Poi è vero che prima di un evento sismico importante ci possono essere dei fenomeni detti “precursori”, come la variazione della portata delle sorgenti e del chimismo delle acque, fuoriuscite anomale di gas dal sottosuolo, aumento della sismicità, etc. La ricerca scientifica è molto attiva al riguardo, anche grazie alle nuove tecnologie, ma sono fenomeni legati a numerose variabili e ancora non possono essere usati in termini di protezione civile. Nel senso che a volte si verificano questi fenomeni ma non si verifica il terremoto, o si verifica dopo anni. In altri casi questi fenomeni si verificano in un’area e il terremoto in un’altra.
Una domanda che forse ogni cittadino del Centro Italia le avrebbe fatto come prima: dobbiamo aspettarci (sempre rimanendo nel campo delle ipotesi) altre forti scosse?
Per quanto riguarda l'area epicentrale dei forti eventi sismici di tre anni fa, come detto, stiamo ancora nell'ambito della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016. Generalmente gli “aftershocks” più forti (che possono arrivare fino ad un grado, circa, di magnitudo in meno del “mainshock”) si generano subito e, con il passare del tempo, tendono ad essere sempre più piccoli e meno numerosi. Tuttavia, anche se poco probabile, una ripresa è possibile anche a distanza di anni. Nelle aree esterne a questa zona, si possono verificare eventi importanti sempre, come in tutte le zone in Italia ad alta pericolosità sismica.
I cambiamenti climatici sono dei fattori che possono aggravare la situazione di un Paese che, già da sé, vanta un elevato rischio sismico?
I cambiamenti climatici possono far aumentare il rischio idrogeologico che, sommato al rischio sismico, aggrava sicuramente la situazione.
Professore, ricostruire edifici antisismici e a norma può evitarci il dover parlare, tra alcuni anni, ancora di queste tragedie?
Se ci fosse la volontà di fare prevenzione in maniera efficace il lavoro da fare sarebbe comunque lungo e impegnativo, soprattutto per ridurre la vulnerabilità degli edifici storici ed esistenti. Ma se non c'è nemmeno la volontà, allora diventa impossibile.
IL VIDEO GIRATO DA PICCHIO NEWS LA NOTTE DEL 27 OTTOBRE 2016 A VISSO:
"È stata onorata la forma, ma disattesa la sostanza nel decreto terremoto approvato la scorsa notte dal consiglio dei ministri." È il commento del sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci che non nasconde le sue critiche al decreto, attesto da tanti terremotati, dai Comuni e dalle Regioni.
"Ad esempio - continua il sindaco - non viene affrontato il nodo del personale (i tecnici assunti a tempo dai Comuni e dagli uffici speciali per la Ricostruzione, ndr), gente che è stata formata e che se non ha prospettive di lavoro se ne andrà, lasciando la ricostruzione incompleta. Sono tre anni che aspettiamo".
Falcucci rilancia la proposta di "una legge nazionale sull'emergenza per tutta l'Italia, con una task force che può essere implementata di volta in volta con addetti delle regioni interessate". Poi, conclude "bisogna pensare all'aspetto socioeconomico, se non c'è lavoro, se non ci sono prospettive è inutile ricostruire le case".
Fonte ANSA Marche
Doveva essere una giornata di speranza e di rinascita e così è stato. Per un giorno Castelsantangelo sul Nera è stata invasa da giovani giunti da tutta la regione Marche con un bus a due piani messo a disposizione gratuitamente dalla Contram.
Erano i giovani vincitori di “Sibillini alla riscossa” accorsi per la giornata di premiazione finale del Concorso scolastico regionale fortemente voluto dalla startup Expirit per supportare la rinascita dei territori più colpiti dal sisma. Il concorso in lingua straniera, ideato e promosso dalla start up marchigiana, ha coinvolto per un anno scolastico, attraverso vere e proprie esperienze in montagna e la successiva realizzazione di materiale promozionale in inglese e tedesco per le aziende colpite dal sisma, tantissimi studenti delle scuole superiori delle Marche. Prima della cerimonia di premiazione, avvenuta nella Casa Amici del Trentino, gli studenti hanno visitato lo stabilimento produttivo dell’Acqua Nerea e camminato immersi nella natura con una dimostrazione di nordic walking.
La premiazione, che ha visto trionfare l’Istituto "Augusto Capriotti"di San Benedetto, è stata segnata da momenti molto toccanti. Il sindaco Mauro Falcucci si è commosso mentre scorrevano le immagini di Castelsantangelo prima e dopo la scossa terribile del 30 ottobre 2016, constatando come il borgo sia rimasto praticamente fermo a quella mattina. Visibilmente commossi anche tutti gli studenti e gli insegnanti, che hanno partecipato al dolore di questa comunità con rispetto e profonda sensibilità. Significativa la testimonianza dell’allevatrice Michela Paris, donna tenace simbolo e orgoglio di questi territori, che non ha nascosto i tantissimi ostacoli nel portare avanti la sua attività. Emozionante anche lo splendido intervento del poeta pastore di Ussita Renato Marziali, che ha recitato a memoria dinanzi ai ragazzi il primo canto della Divina Commedia, mostrando la bellezza e la genuinità della vita del pastore e trasformandosi in una grande fonte di motivazione per i ragazzi. Appassionante il racconto di un’insegnante di San Benedetto, che ha parlato di questo progetto come di una “chiamata” della montagna alla gente del mare, affinchè non ci si dimentichi mai di questa terra così preziosa per l’identità e il futuro dell’Italia. A seguire un buffet tutto a base di eccellenze del territorio, reso possibile dalla straordinaria generosità delle aziende locali, dalla disponibilità della Pro Loco di Castelsantangelo sul Nera e dal contributo volontario di tutto il team Expirit.
"Ringrazio di cuore Expirit per la realizzazione di questa pregevole iniziativa nei confronti dei nostri territori in un momento così difficile. Un progetto che ha il grande pregio di rendere tutti pienamente consapevoli del presente e del futuro di queste comunità" ha commentato Falcucci.
"Come azienda del territorio non possiamo tirarci indietro dinanzi alla chiamata della montagna e della sua gente. Una comunità fiera e che resiste, a cui questo progetto, grazie al lavoro e alla straordinaria partecipazione di tantissimi studenti, ha voluto dedicare un messaggio di fiducia e un contributo concreto in termini di promozione turistica - le parole di Giacomo Andreani, Ceo Expirt -. Noi desideriamo ringraziare di cuore tutte le scuole partecipanti, le persone e le aziende che, in maniera completamente volontaria, si sono spese per la realizzazione di questa prima edizione di “Sibillini alla Riscossa”".
Hanno patrocinato il progetto il Comune di Castelsantangelo sul Nera, la Pro Loco del Comune, il Parco dei Monti Sibillini, il Goethe Institut, il Comune di Macerata, la Camera di Commercio di Macerata e l’Unione dei Monti Azzurri.
“Quello annunciato da Conte nei giorni scorsi, che sarà firmato dal Consiglio dei Ministri domani, lunedì, se rimarrà quanto previsto nella bozza che circola in questi giorni, sarà l’ennesimo provvedimento redatto senza ascoltare le reali necessità del territorio terremotato, tirato fuori all’improvviso dal cappello di un prestigiatore quasi come per magia – il commento del deputato Francesco Acquaroli sul decreto terremoto che è in arrivo –. Ed è proprio questo che il governo rossogiallo vuole creare nella percezione delle popolazioni colpite dal sisma: un'illusione, l'illusione di non essersi dimenticati di loro, di aver approvato in pochi giorni un decreto ad hoc che verrà presentato in pompa magna domani, ma che in realtà è una scatola vuota che, alla prova dei fatti, tolta qualche miglioria, non saprà imprimere una svolta tanto attesa alla ricostruzione e non risolverà alcun problema”.
"Il governo annuncerà di aver semplificato e velocizzato la ricostruzione dando ai tecnici la possibilità di "Autocertificazione" dei progetti per poter far partire subito i lavori. Forse non lo sanno, ma questo è già previsto per i danni lievi (articolo 8 del decreto 189/2016). E quelli che hanno scelto ad oggi di autocertificare i progetti, su tutto il cratere, si contano sulle dita di una mano - continua il deputato di Fratelli d'Italia -. Questo perché non esistono delle regole certe per il calcolo del contributo di ricostruzione, poiché le ordinanze commissariali non sono chiare e lasciano spazio a continue interpretazioni contraddittorie, molto è lasciato alla discrezionalità degli istruttori che devono stabilire cosa sia ammesso a contributo e cosa no. Quindi ben pochi professionisti si prenderanno il rischio di iniziare i lavori a scatola chiusa, soprattutto per i danni gravi dove gli importi sono maggiori, senza sapere fin da subito se l'entità del contributo corrisponderà alla fine a quanto preventivato, con il rischio di un accollo sulle spalle dei proprietari terremotati."
"Discutibile, poi, il modo nel quale il governo prevede di “sbloccare” il famoso “anticipo del 50% delle parcelle dei tecnici”, che attende da un anno la formulazione di una ordinanza apposita da parte del commissario - continua Acquaroli -. Secondo chi ha scritto questo decreto, il tecnico progettista per avere l’anticipo dovrà dare delle garanzie, sotto forma di fidejussione, e non è chiaro se gli oneri per la fidejussione rientreranno tra le spese ammissibili a finanziamento e saranno scalati dal contributo per la ricostruzione dell’immobile, e comunque tutto si rimanda alle decisioni del commissario, un cane che si continua a mordere la coda. Sarebbe bello inoltre sapere perché oggi, dopo tre anni, con progettualità e cantieri già avviati, si inserisca una norma che impone che le scuole, se prima del sisma erano ubicate nei centri storici, dovranno essere ripristinate o ricostruite nel medesimo sito, e che la destinazione urbanistica delle aree a ciò destinate non può essere mutata. Un’altra assurdità dettata da chi non conosce minimamente i territori sui quali andranno ad incidere questi provvedimenti."
"Non da ultimo, finalmente, sappiamo che fine farà la busta paga pesante. Il decreto prevede la proroga della restituzione e lo scorporo delle rate, che si inizieranno a pagare dal 15 gennaio, e stabilisce che gli adempimenti e i pagamenti di ritenute fiscali, contributi previdenziali e assistenziali nonché dei premi per l’assicurazione obbligatoria nei limiti del 50% degli importi dovuti. Un provvedimento che potrebbe essere un aiuto alla popolazione, ma rischia di fare la fine di quanto accaduto a L’Aquila, poiché questa norma è già stata cassata dall’Unione Europa. Un altro specchietto per le allodole" conclude il rappresentante di Fratelli d'Italia.
Quasi 100 studenti provenienti da tutta la regione raggiungeranno Castelsantangelo sul Nera venerdì 18 ottobre per la cerimonia di premiazione del Concorso scolastico regionale “Sibillini alla riscossa” rivolto alle scuole secondarie delle Marche.
Il concorso, ideato e promosso dalla start up marchigiana Expirit, è nato con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani alla scoperta del patrimonio culturale, naturalistico e agroalimentare marchigiano e avvicinarli al mondo del lavoro, sviluppando competenze digitali, linguistiche e utilizzando in modo consapevole i social media.
Il progetto, che ha ricevuto il patrocinio dell’assessorato al Turismo del Comune di Macerata, del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dell’Unione dei Monti Azzurri, della Camera di Commercio e del Goethe Institut, ha coinvolto, attraverso vere e proprie esperienze in montagna e la successiva realizzazione di materiale promozionale per le aziende colpite dal sisma, tantissimi studenti delle scuole secondarie delle Marche. Ragazze e ragazzi di tutta la Regione che hanno dimostrato di saper apprezzare la montagna e le sue produzioni, frutto della fatica e della passione di chi custodisce con il proprio lavoro queste terre così preziose per l’identità e il nostro futuro.
A supportare gli alunni nel compito di promuovere questo territorio sono intervenuti l'Associazione Culturale Monte Vector, l'Associazione Alto Tronto, l'Associazionene Arquata Potest e i promotori del territorio Luca Tombesi e Giacomo Andreani. Questa la graduatoria definitiva delle classi vincitrici insieme e i nomi delle aziende che hanno ospitato gli studenti.
Primo premio e Premio Internazionalizzazione: Istituto d'Istruzione Superiore "Augusto Capriotti" di San Benedetto del Tronto - Macelleria Petrucci Enzo Carni di Arquata del Tronto;
Premio Rinascita: Istituto d'Istruzione Superiore "Garibaldi" di Macerata - Allevamento della pecora sopravissana di Michela Paris ad Ussita;
Premio Creatività: Istituto d'Istruzione Superiore "Matteo Ricci" di Macerata – Bar Sibilla di Visso;
Premio Prodotto tipico: Istituto d'Istruzione Superiore "Alfredo Panzini" di Senigallia - Agricola Pietrara di Monte San Martino.
Gli studenti vincitori raggiungeranno Castelsantangelo con un bus messo a disposizione gratuitamente dalla Contram. Prima della cerimonia di premiazione, a cui parteciperanno amministratori locali e dove si racconteranno storie di rinascita dopo il sisma, gli studenti avranno l’opportunità di visitare lo stabilimento produttivo dell’Acqua Nerea e di vivere una passeggiata immersi nella natura.
L’evento si concluderà con un ricco buffet conviviale presso la struttura “Il Capannaccio”, organizzato in collaborazione con il Comune di Castelsantangelo sul Nera, la Pro Loco del Comune e l’associazione Wanderclub Edelweiss di Dudenhofen.
“Sarà una giornata di speranza per un territorio orgoglioso che ha scelto di lottare per riprendersi il futuro - il commento di Giacomo Andreani, Ceo Expirit - . L’iniziativa vuole rappresentare una luce per le tantissime persone che hanno scelto di resistere e investire su quanto di più prezioso il territorio ha: le relazioni, l’enogastronomia e la qualità dell’ambiente e del paesaggio”. A testimonianza di questo la grandissima generosità delle aziende del territorio che hanno scelto di sostenere l’evento donando ciascuna le proprie eccellenze enogastronomiche: F.lli Angeli Capriglia, Fattorie Subrizi, Norcineria Altonera, Macelleria Calabrò, Pettacci Salumi, Vissana salumi, Bartolazzi salumi, Salumificio Valnerina Pontechiusita, Salumificio Cappa, Fattoria Recchi, Macelleria Troiani, Agricola Si.Gi., Pastorello di Cupi, F.lli Angeli, Fattoria Lucarini, Tenuta Scolastici, Bar Pasticceria Sibilla, Panificio Fronzi, L'Albero del Pane e Pasticceria Vissana, Az. Agricola Pietrara.
Un incontro ravvicinato con un animale che è tutt'altro che domestico. È quanto successo ieri sera al B&B Cascina Dell'Orso a Castelsantangelo sul Nera.
"La volpe, ci hanno raccontato i residenti, non è la prima volta che si avvicina così tanto agli umani - spiegano i turisti che hanno avuto modo di vivere un'emozione unica -. Noi veniamo spesso qui e l'abbiamo vista un paio di volte ma per le persone che risiedono a Castelsantangelo è la normalità."
"Spesso gli diamo anche dei pezzetti di pane da mangiare - raccontano -. Non si comporta ovviamente come un animale domestico ma vista la sua natura dà moltissima confidenza agli esseri umani. Anche questo è uno dei motivi per i quali decidiamo di trascorrere i nostri momenti di vacanza in questi luoghi meravigliosi che non hanno da offrire solo macerie ma anche esperienze uniche e un contatto vero e diretto con la natura."
"Per il completamento di una pratica viaggiano 22 passaggi, il tempo stimato sono 6 o 7 mesi, altrimenti si arriva all’anno". Sono i numeri per le pratiche sulla ricostruzione post-sisma, esposti dal sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci, in un’intervista andata in onda questa sera al Tg1 della Rai.
“Occorre una norma sull’emergenza che sani ciò che non funziona – ha aggiunto Falcucci – in secondo luogo norme certe per un futuro e come terzo punto una rivisitazione della legge sulla montagna completamente disattesa da 25 anni. In tutto il cratere sismico solo il 4% degli edifici è stato rimesso in piedi. Intoppi burocratici e ritardi amministrativi hanno creato lo spopolamento nei luoghi duramente colpiti dal sisma, e se non cambiano le norme la ricostruzione sarà sempre più lontana."
Andrea Spaterna, docente dell'Università di Camerino, è stato eletto nuovo presidente del Parco nazionale dei Monti Sibillini con larga maggioranza della commissione.
“Esprimo soddisfazione per il largo consenso espresso dalla Commissione Ambiente sulla nomina del Professor Andrea Spaterna a presidente del Parco Nazionale dei Sibillini - ha commentato Patrizia Terzoni del Movimento 5 Stelle -. La votazione sulla proposta di nomina avanzata ieri dal Ministro dell’Ambiente Costa è terminata con 31 voti favorevoli e solo 5 contrari. Segno che l’autorevolezza della persona scelta, che al prestigioso curriculum scientifico in ambito veterinario associa una notevole capacità organizzativa, ha convinto i deputati”.
“La nostra impronta sul pianeta sta crescendo a dismisura e la Natura non sopporta più lo stress antropico. I parchi e le aree protette in genere possono rappresentare, se ben governate, un modello di sostenibilità da tenere presente per le scelte da fare sul resto del territorio. In questo senso il protagonismo delle comunità locali è fondamentale, soprattutto in aree troppo spesso considerate a torto come marginali. Lo sono solo se non si investe adeguatamente e se non si ripone su questi siti ricchi di biodiversità la giusta attenzione. Il ministro Costa ha trovato gran parte dei parchi lasciati senza governo, privi di presidenti o direttori. In alcuni casi di entrambi. Sta procedendo alle nomine dei presidenti d’intesa con le regioni e sta destinando risorse economiche importanti. In tutto il mondo i parchi sono motore di conservazione e sviluppo locale e in questo caso c’è una ragione in più, quello di aiutare un territorio a rinascere dopo il sisma 2016. Devono esserlo anche in Italia” conclude la Terzoni.
Massimo Dell’Orso, tra le molte cose, collaborava alla gestione del Centro Faunistico del Parco Nazionale dei Sibillini, tra Castelsantangelo e la frazione di Vallinfante. Si occupava del lupo Merlino, ospite dei recinti del Centro, teneva d’occhio la colonia di cervi più importante del Parco, che vive nei boschi intorno alla frazione. Massimo era un amante sincero dell’Appennino. Ha deciso di andarsene il primo maggio del 2018, nell’hotel sulla costa abruzzese dove era stato sfollato in attesa di una casetta che non sarebbe mai arrivata.
Ha lasciato un grande vuoto nella comunità dei Sibillini, grande come tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno scelto di lasciare queste terre dopo il terremoto.
A distanza di un anno da quando Massimo se n’è andato, viene bandito un premio alla tesi che abbia affrontato il tema del post-sisma dell’Appennino Centrale 2016-2017.
L’iniziativa vede il contributo del gruppo di ricerca Emidio di Treviri, del Corso di Sociologia Unicam, dell’Istituto Storico di Macerata e delle Brigate di Solidarietà Attiva - Marche. Aderiscono il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, C.A.S.A. Cosa Accade Se Abitiamo, Terre in Moto - Marche ed Ecomuseo del Monte Ceresa.
L’iniziativa intende favorire la concessione di un premio per la tesi di laurea o di dottorato a giovani studenti e ricercatori attraverso la raccolta e la gestione di fondi a tale scopo. L’obiettivo è la costituzione di un archivio digitale intitolato alla memoria di Massimo dell’Orso, costituito da lavori scientifici che affrontino le trasformazioni del post-terremoto dell’Appennino Centrale 2016-2017.
Il concorso avrà un solo vincitore che si aggiudicherà il primo premio, mentre tutti gli altri vinceranno la possibilità di vedere pubblicata una sintesi dei principali progressi scientifici del loro lavoro in un libro collettaneo liberamente scaricabile online. Inoltre tutti quanti i lavori, nella loro interezza, contribuiranno a costituire la base di un archivio online di materiale scientifico, liberamente consultabile, sul post-sisma dell’Appennino Centrale sempre dedicato alla memoria di Massimo.
I concorrenti devono aver realizzato una ricerca che abbia affrontato il tema del post-sisma dell’Appennino Centrale 2016-2017. Sono ammesse tutte le scienze (sociali, naturalistiche e umane) purché i lavori riguardino le conseguenze sociali e/o ambientali della crisi seguita al terremoto. L’elaborato deve essere terminato e presentato nelle sedi relative, entro il 31 dicembre 2019. (qui il link al bando https://www.emidioditreviri.org/archivio-mdo/ )
Inaugurata presso l’Area SAE della Frazione di Gualdo di Castelsantangelo sul Nera un’altra Sala Polifunzionale di aggregazione che si aggiunge a quella già presente nell’Area SAE Capoluogo “Amici del Trentino” che il 13 settembre ha ospitato l’incontro del Presidente Conte con i Sindaci dei Comuni del cratere marchigiano.
Ancora una volta grazie alla solidarietà di più soggetti si è realizzata un’importante struttura che consente di effettuare quell’aggregazione necessaria per mantenere vivo lo spirito di Comunità tra i nuclei presenti nell’area SAE considerato che a causa delle modeste dimensioni delle stesse diventa difficile poter stare insieme.
Il Presidente regionale della CRI Marche Fabio Cecconi lo scorso anno espresse al Sindaco Mauro Falcucci il desiderio di manifestare un “segnale concreto” alla popolazione di Castelsantangelo sul Nera che aveva perso tutto. Sulla scorta di quanto fortemente voluto dall’Amministrazione comunale di realizzare una struttura di aggregazione per ogni area SAE, già realizzata quella del Capoluogo e di imminente costruzione quella della Frazione di Nocria, quest’ultima già donata dai sette Comuni del Distretto del Cormor (UD) e dalla Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, rimaneva da edificare quella della Frazione di Gualdo.
Il presidente Cecconi ha immediatamente accolto la proposta e con la preziosa collaborazione del Comitato CRI di Osimo, presieduto da Adriano Antonella, hanno immediatamente attivato una raccolta di fondi.
A tale richiesta hanno contribuito: la CRI di Bologna (che ha visto anche la partecipazione di vari esercizi commerciali), la CRI di Sondrio, la Fondazione ONLUS Maria Grazia Balducci, la Nerea SpA, il Comune di Osimo, l’ASTEA Energia SpA di Osimo, l’Associazione Don Tonino Bello, l’Associazione Irpino, l’Associazione Polentari d’Italia – Parrocchia di Santa Maria in Selva di Treia, la G.T. Line srl, l’Azienda Vinicola Umani e Ronchi e l’Associazione Nazionale Alpini che ha relaizzato la platea di fondazione. P
er l’arredo della stessa hanno partecipato: My House Legno, Inveni srl, BigMat Sbaffi srl, IRDEM SpA, la Fondazione Opera Madonna del Lavoro – studenti Alberghiero di Bologna, l’Associazione Viviamo Castelsantangelo e l’Alto Nera, la Famiglia Tiezzi, l’Associazione Mattoni a Fumetti per i Terremotati, l’Associazione Bikers 4 Life di Fano, l’Associazione Buck e il Terremoto, la Famiglia Messi, l’Istituto Comprensivo Marco Polo di Roma. Presenti alla cerimonia, oltre al Sindaco Mauro Falcucci, l’Assessore Regionale Angelo Sciapichetti, il Presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari, il Presidente della CRI Marche e tutti i Rappresentanti citati, è stata inaugurata la magnifica Struttura, “Solferino 1864” lì dove nacque l’idea di Croce Rossa – intitolazione voluta dalla CRI Marche, che verrà utilizzata per vari scopi culturali e sociali.
Il Buffet è stato offerto dagli studenti dell’Alberghiero di Bologna. Il Sindaco nel ringraziare i tantissimi soggetti che hanno partecipato alla donazione, ha voluto anche sottolineare che quando si mette a sistema anche il “cuore degli italiani”, si riescono a realizzare grandi cose a servizio delle future generazioni ma soprattutto quale segno di una vera e concreta solidarietà.
Una scossa di magnitudo 3.0 è stata registrata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nella provincia di Macerata alle 3:28 della scorsa notte. Il comune più vicino all'epicentro, a 9 chilometri dallo stesso, è Castelsantangelo sul Nera. Il terremoto è stato registrato ad una profondità di 11 chilometri. Gli altri comuni del maceratese in prossimità dell'epicentro sono Ussita, a 14 chilometri, e Visso, a 15 chilometri.