"Dopo l'assalto alla sede di Fratelli d'Italia a Fermo, ora anche un'irruzione presso gli uffici del Consiglio comunale di Senigallia con un vergognoso striscione negazionista delle Foibe affisso sulla porta di Massimo Bello, presidente del Consiglio ed esponente di Fratelli d'Italia, a cui va la vicinanza di tutto il partito". Questo quanto dichiara in una nota onorevole Emanuele Prisco, commissario regionale di Fratelli d'Italia nelle Marche.
"Ormai è evidente che siamo di fronte a un clima inaccettabile, con ripetuti attacchi all'unico partito di opposizione che in questo caso si spinge anche alle istituzioni, in una giornata che dovrebbe unire la Nazione nel ricordo della tragedia delle foibe e dell'esodo dei nostri connazionali del confine orientale, come per altro previsto dalla legge 30 marzo 2004 n° 92. Confidiamo nel lavoro delle Forze dell'Ordine per assicurarli alla giustizia e che in tutta Italia prevalga la memoria nazionale condivisa su chi alimenta odio politico, negazione della storia e delle libertà fondamentali" conclude Prisco.
Dopo la segnalazione di un uomo ubriaco e violento in strada, a Camerata Picena, la Croce Verde di Jesi ha soccorso un 38enne falconarese, tentando di caricarlo in ambulanza per un 'codice giallo': a quel punto l'uomo ha danneggiato pesantemente il mezzo e ha aggredito due soccorritori cagionando loro ferite guaribili rispettivamente in 10 e 20 giorni.
Al momento dell'arrivo dei sanitari della Croce verde di Jesi, sul posto c'erano anche le forze dell'ordine, ed è stato chiesto il supporto dell'automedica di Chiaravalle. La situazione è degenerata quando i sanitari hanno provato a caricare in ambulanza il 38enne, che ha dato in escandescenze.
Dopo averlo portato, a fatica, all'ospedale di Torrette, i sanitari della Croce Verde sono stati costretti a sospendere il servizio di emergenza per alcune ore, e ad andare loro stessi in Pronto soccorso per farsi visitare; poi hanno chiamato un altro equipaggio per sostituirli.
Un 36enne di Ancona ha chiamato la Polizia sostenendo che un conoscente gli aveva rubato un orologio Rolex da 15mila euro. Ma dopo l'arrivo degli agenti nella sua abitazione a Pietralacroce, si è accorto che il Rolex era in casa.
In compenso i poliziotti hanno scoperto che il 36ene aveva un vero e proprio arsenale di armi bianche, non autorizzate, che aveva usato anche per minacciare il presunto ladro: vari pugnali, un machete, una katana e un gladio la cui detenzione non era mai stata segnalata. Le armi sono state sequestrate.
Si terranno tra domani e venerdì le Assemblee con i sindaci delle cinque Aree Vaste delle Marche per la presentazione e la discussione della bozza definitiva del Pnrr relativo alla sanità marchigiana. Domani, 10 febbraio, alle 13:30 sarà la volta dell'Av2 della provincia di Ancona, a seguire l'Av3 di Macerata e l'Av1 della provincia di Pesaro Urbino.
Nella giornata di venerdì invece gli incontri con l'Av4 di Fermo e l'Av5 di Ascoli. "Il Piano è pronto - ha detto l'assessore alla Sanità Filippo Saltamartini - ma vogliamo ulteriormente condividerlo con i territori prima della approvazione definitiva. Gli investimenti da fare sono importanti e vanno utilizzati per andare incontro alle esigenze reali dei cittadini, per cui le osservazioni degli enti locali sono fondamentali".
Le assemblee, programmate per giovedì scorso, sono state rinviate per esigenze programmatiche e istituzionali legate alla pandemia. Nei prossimi giorni la bozza verrà presentata anche alle parti sociali, agli ordini professionali e ai comitati dei cittadini.
La Missione 6 Salute del Pnrr si articola in due componenti: reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l'assistenza sanitaria territoriale, e poi innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale. Allo stato attuale per la componente 1 sono previsti stanziamenti per quasi 43 milioni per la realizzazione di 29 Case di Comunità, 23 milioni per 9 Ospedali di Comunità e quasi 2,6 milioni per 15 Centrali Operative Territoriali.
I Piani Operativi Regionali vanno perfezionati entro il 28 febbraio con le relative Schede di Intervento. "Siamo perfettamente nei tempi previsti - conclude Saltamartini - abbiamo dovuto apportare delle minime variazioni per via delle richieste avanzate solo in questi giorni dal Ministero". La bozza del Pnrr Sanità infine verrà discussa in Consiglio Regionale per il confronto con le opposizioni prima della approvazione definitiva in Giunta.
Cresce l’interesse per gli Istituti tecnici e professionali, scelti rispettivamente dal 30,4% e dal 13,2% dei ragazzi e delle ragazze delle Marche. I Licei, con i loro diversi indirizzi, restano in testa nelle preferenze delle studentesse e degli studenti: vengono scelti dal 56,4% dei neoiscritti. Questi i primi dati che emergono sulle iscrizioni online per l’anno scolastico 2022/2023 che si chiuderanno questa sera.
Le iscrizioni riguardano le classi prime di Primaria, Secondaria di primo e secondo grado, dei percorsi di Istruzione e formazione professionale. In tutti questi casi la procedura si è svolta online. I Licei continuano a essere scelti da oltre la metà delle studentesse e degli studenti alle prese con la scelta di cosa studiare dopo la Secondaria di primo grado, ma con una lieve flessione.
Un anno fa il 57,8% dei ragazzi preferiva un indirizzo liceale, quest’anno sono il 56,4%. Il Classico passa dal 6,5% dello scorso anno al 5,9%. Il 35,4% delle iscrizioni va ai Licei scientifici. Nell’ambito dei percorsi scientifici a essere in calo è la scelta relativa all’indirizzo tradizionale: un anno fa riguardava il 15,1% dei neoiscritti, quest’anno si scende al 12,4%. Il 7,8% delle studentesse e degli studenti opta per il Linguistico. Crescono il Liceo delle Scienze umane (7,6%) e l’Artistico (6,8%). Stabili i Licei musicali e coreutici (0,6%).
Gli Istituti tecnici salgono al 30,4% delle scelte. In particolare, il Settore Tecnologico è scelto dal 20,9%, il Settore Economico dal 9,5%. L’interesse per gli Istituti professionali cresce di un punto, arrivando al 13,2%.
Oltre il 91% degli utenti si ritiene soddisfatto dal funzionamento delle iscrizioni online sia in termini di facilità della procedura che per il tempo risparmiato. Quest’anno, per accedere alla procedura online era necessario avere una identità digitale: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di identità elettronica) o eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature). La risposta relativa alle iscrizioni arriverà alle famiglie tramite e-mail.
Le mancate riforme e revisioni dei modelli sanitari attesi da anni e richiesti a gran voce negli ultimi due hanno solo reso più evidente il profondo stato di confusione in cui riversa il Ministero della Salute in Italia. Segno di un’emergenza pandemica gestita in maniera fallimentare.
Dal Piemonte alla Calabria mancano 17 mila medici e 350 mila infermieri per raggiungere gli standard fissati a livello europeo dall’Ocse, per cui servirebbero almeno 8,8 infermieri ogni mille abitanti. L’Italia invece si ferma a 5,6. Di più: la carenza del comparto infermieristico – il più sfruttato durante l’emergenza, oltre che il più vessato dal punto di vista stipendiale (previsti entro febbraio tagli fino a 500 euro) – non è stato nemmeno compensato dai cosiddetti rinforzi arrivati durante la prima ondata di contagi.
Il motivo? Troppe assunzioni a tempo determinato: delle 83.180 figure iniziali solo 17.151 sono state stabilizzate a livello contrattuale, di cui 8,7 mila nuovi infermieri. Tutti gli altri hanno lasciato la trincea all’alba della variante Omicron.
PER FARE CHIAREZZA
Gli ultimi dati aggiornati da Istat nel 2019 rendono conto di 603.856 operatori sanitari, e circa 330 mila OSS. Ma ad oggi il primo dato sembra essersi sensibilmente ridimensionato (fra decessi, abbandoni e sospensioni), così come il secondo del quale però non vi è alcun Albo di riferimento per essere appurato ufficialmente.
L’ASUR Marche contava nel 2019 circa 13.795 dipendenti così distribuiti: 2.176 (Area Vasta 1), 4.084 (Area Vasta 2), 3.403 (Area Vasta 3), 1.651 (Area Vasta 4), 2.481 (Area Vasta 5).* A questi vanno aggiunti i 1.411 operatori sanitari reclutati durante l’emergenza Covid, di cui 1.246 precari fra medici (292), infermieri (601) e altro personale (353). Stabilizzati solo 165.
Inoltre, tanto per la categoria medici/infermieri quanto per gli operatori socio sanitari non è consultabile alcun Elenco Regionale di iscrizione, per il quale solo un anno fa è stata presentata una proposta di legge (n 32 del 4 marzo 2021) rimasta ferma.
QUINDI?
Chi pensa che i 20 mld del PNRR destinati alla Salute in Italia (ad oggi 15,63 accertati in via ufficiale) riusciranno a tamponare in maniera significativa le varie criticità, dovrà ricredersi. Solo la metà dei fondi, infatti, verrà utilizzata per realizzare 1.288 case di comunità, 602 centrali operative territoriali per l’assistenza domiciliare e 381 ospedali di comunità per le cure di lunga degenza. Il resto verrà dirottato su digitalizzazione, innovazione e ricerca.
Risultato? Per evitare che le strutture restino vuote sarà necessario entro 5 anni assumere almeno 30.485 infermieri, ma senza sapere quali soldi verranno impiegati per la loro formazione – dato che il Ministero della Salute non dispone delle risorse necessarie.
Di conseguenza il debito italiano rispetto al PNRR vedrà aumentare i propri oneri, dato che solo per il personale sanitario neo assunto bisognerà in qualche modo garantire le retribuzioni. In mancanza di riforme radicali l’orizzonte dei nuovi tagli alla sanità appare inevitabile, con conseguente nuova carenza di medici e infermieri.
Inoltre, bisogna tenere conto del 28 febbraio 2022, la deadline stabilita dal Governo per lasciar presentare a ciascuna regione il proprio progetto di risanamento della Sanità locale. La bozza presentata il 20 gennaio scorso in giunta dall’assessore Filippo Saltamartini – secondo il progetto “Italia Domani” - vuole sfruttare i primi 182 mln assegnati del PNRR distribuendoli fra servizi territoriali (come case della salute e ospedali di comunità) e adeguamento strutturale, tecnologico e digitale della rete ospedaliera.
A livello nazionale, difficile non temere anche per il futuro più imminente una vera e propria battaglia fra le regioni nel tentativo di accaparrarsi quanti più fondi possibili. Con il rischio – nemmeno così assurdo - per qualcuno di fare carte false. Di sicuro, a rimetterci saranno le certezze di cura per gli italiani.
*dati PIANO PERFORMANCE 2021-2023 Asur Marche
Richiama alla massima attenzione verso le persone con disabilità il protocollo d’intesa siglato questa mattina tra Regione Marche e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Marche. “Un documento importante – ha detto l’assessore al Lavoro Stefano Aguzzi – che ribadisce l’impegno a prestare sempre grande attenzione per garantire l’occupazione delle persone con difficoltà motoria o visiva. Si tratta – specifica Aguzzi – di incoraggiare un percorso che, anche se previsto dalle normative, non sempre viene tenuto nella dovuta considerazione da parte di enti o aziende”.
La firma del protocollo, il cui obiettivo è promuovere la piena occupabilità delle persone con disabilità visiva “è un momento considerevole in cui la Regione si prende l’impegno preciso di continuare ad operare attraverso i Centri per l’impiego e il personale affinché tutte le opportunità che ci sono nel variegato mondo del lavoro possano essere colte da chi ha disabilità visiva e vengano opportunamente formate e preparate per l’inserimento”.
Per il presidente Uici Marche Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Cristiano Vittori “la stipula di questo protocollo d’intesa rappresenta un importante momento di svolta per l’occupazione delle persone con disabilità visiva del nostro territorio: questo infatti permetterà a persone cieche o ipovedenti di avere maggiore accesso a occasioni lavorative non solo connesse alla figura del centralinista telefonico, ma anche ad altre professioni, coerentemente alle competenze e capacità di ogni singolo.
Le sfide da affrontare – ha aggiunto - restano comunque numerose, come la tutela dei posti operatori presso le aziende pubbliche e private, poiché una riduzione di questi preclude in maniera grave l’inserimento lavorativo delle persone cieche e ipovedenti tutelate dalla Legge 113/85. Siamo giunti a questo traguardo anche grazie a passate esperienze: nel 2019 l’UICI Marche, allora presieduta da Alina Pulcini (ora Consigliere Nazionale UICI), si è fatta promotrice del progetto Vediamoci al lavoro, giunto ora alla 2° edizione”.
Con il protocollo si instaura un rapporto organico di collaborazione che prevede l’impegno della Regione a comunicare periodicamente, tramite i Centri per l’Impiego regionali (CPI), gli obblighi assuntivi residuali a carico dei datori di lavoro. Impegno diretto anche a formare il personale dei Centri sulle potenzialità lavorative di persone cieche o ipovedenti e a promuovere un mutuo confronto per l’accesso a nuovi impieghi che possono essere svolti grazie all’uso di nuove tecnologie e senza limitare le opportunità lavorative delle persone con disabilità visiva alla sola figura del centralinista telefonico non vedente oltre a segnalare all’UICI Marche opportunità di finanziamento per i corsi di formazione.
L’UICI Marche, da parte sua, si impegna a supportare l’Ente Regione nel sensibilizzare i datori di lavoro sulle potenzialità lavorative di persone cieche o ipovedenti, mettendo a disposizione le proprie conoscenze e professionalità; a sviluppare azioni di collaborazione e coordinamento per la definizione di progetti di inserimento lavorativo per persone con disabilità visiva; a proporre l’effettuazione di percorsi formativi rivolti a persone con disabilità visiva e a figure professionali che supportano i disabili sensoriali, finanziabili con fondi regionali. All’incontro odierno erano presenti Alina Pulcini, consigliere delegato Uici Marche, Stefania Terrè, vice presidente Uici Marche e Roberta Maestri, dirigente Servizi per l’impiego e politiche del lavoro Regione Marche.
La Regione Marche mette in campo due misure: la prima (Dgr 79) rivolta al contenimento del nuovo piano di controllo del piccione (Columba Livia domestica) e la seconda riguardante il calendario venatorio 2021/2022 per l’allenamento dei cani per i mesi di febbraio e marzo 2022.
La giornata ha segnato un cambio di rotta della Regione rispetto al Piano di controllo del piccione approvato il 27 novembre 2018, a favore di una gestione che prende le mosse dalle azioni sperimentate per il contenimento del cinghiale (DGR n. 1469 del 8 novembre 2018).
Tale misura autorizza, di fatto, i proprietari o conduttori di fondi in cui si manifestano danni alle produzioni agricole causate da piccioni, a eseguire interventi direttamente sui terreni di cui gli stessi sono titolari.
Questo cambiamento si è dimostrato necessario viste l’inefficacia delle misure precedenti che evidenziavano tempi di intervento tali da non contrastare l’aggravamento dell’impatto sulle produzioni agricole. L’azione di riduzione numerica tramite abbattimento con sparo ha dimostrato anch’essa un effetto limitato a un arco temporale ridotto, talvolta di alcune ore, per cui i piccioni tornano sulla stessa coltura dopo breve tempo.
Per quanto concerne il Dgr 80, la Regione Marche approva il calendario per l’allenamento dei cani per i mesi di febbraio e marzo 2022, che prevede le uscite nelle giornate di mercoledì, sabato e domenica. La Giunta regionale conferma le zone della passata stagione venatoria, a eccezione della Zona denominata “Donico” ricadente nel Comune di Cagli, e il Territorio della A.R. denominata “Monteguiduccio”, ricadente nel comune di Montefelcino.
Tutte le località sono divise per territorio provinciale e l’attività di allenamento potrà svolgersi dall’alba al tramonto. In riferimento alle prescrizioni contenute nel vigente Piano Faunistico Venatorio Regionale sono state individuate le zone sulle quali sarà possibile, effettuare l’attività prevista; l’elenco sarà disponibile presso tutti gli ATC di pertinenza e verranno messe a disposizione di chiunque le necessiti.
Il Vice Presidente della Regione Marche con delega alla caccia e pesca nelle acque interne Mirco Carloni si dice soddisfatto per aver portato a termine “un percorso tutt’altro che scontato che va nella direzione di una gestione integrata delle criticità, soprattutto per le tante misure afferenti tematiche sia del mondo venatorio che agricolo”. Le due Dgr sono già visibili sul sito della Regione per poter essere consultate da chiunque voglia usufruirne.
È stata rintracciata in Umbria dalla Polizia Stradale, alla guida di un'auto rubata, una donna di 50 anni scomparsa da Jesi nei giorni scorsi. La donna è stata denunciata per ricettazione e riaffidata ai familiari.
È quanto avvenuto nella serata di lunedì lungo la E45, nel Perugino. Una pattuglia della Polizia, impegnata in un servizio di vigilanza stradale, ha fermato l'auto per un controllo trovando alla guida la cinquantenne, la cui scomparsa era stata denunciata qualche giorno fa dai familiari.
La donna, apparsa agli agenti confusa e incapace di fornire risposte coerenti con la situazione, non ha saputo dire perchè si trovasse lì e dove fosse diretta, e perchè fosse alla guida di un veicolo - una Fiat Panda - rubato.
La Panda è risultata infatti oggetto di un furto in un'azienda agricola di Filottrano, denunciato ai carabinieri il 3 febbraio. La cinquantenne, come detto, è stata denunciata e affidata ai familiari giunti in Umbria dalle Marche. Il veicolo è stato restituito al proprietario.
Nel secondo giorno di arancione per le Marche, i numeri dei contagi tornano a salire sebbene ieri avessero riflettuto - è bene sottolinearlo - l'effetto domenica con meno test effettuati. Sono 3.152 i nuovi positivi (ieri erano 1.022) con un tasso di positività del 38,4% (dal 37,5%) sugli 8.219 tamponi analizzati (ieri erano 2.722). Continua la discesa dell'incidenza, che oggi si attesta a 1.512,58 casi settimanali ogni 100mila abitanti (1.714,39).
Rimane sempre Ancona la provincia più colpita con 876 casi, seguita da Macerata (715), Pesaro Urbino (553), Ascoli Piceno (473) e Fermo (425); sono 110 i contagiati provenienti da fuori regione. I soggetti con sintomi sono 602, i casi in fase di approfondimento epidemiologico sono 759, i contati stretti di casi positivi 898, i contatti domestici 814, i positivi in ambito scolastico formativo 48.
Per quanto riguarda le fasce d'età, si confermano quelle tradizionalmente con più infetti ad essere le più colpite. Sono infatti 837 positivi per i 25-44enni e 731 per i 45-59enne. Attenzione anche ai casi tra i più piccoli, con 917 contagi tra gli under 18. La fascia più esposta è ancora quella dei bambini delle scuole elementari: sono stati infatti 317 i casi nella fascia tra 6 e 10 anni.
Le Marche, da ieri in zona arancione per lo sforamento delle tre soglie previste, secondo i dati forniti dalla Regione, sarebbero di nuovo sotto uno dei tre parametri che hanno determinato il passaggio di fascia: nell'ultima giornata si è registrato un ulteriore calo di pazienti in Terapia intensiva che ora sono 50 (-2 rispetto a ieri), un valore che fa diminuire la saturazione Covid in questo tipo di reparto al "19,5%" (soglia 20%) rispetto ai "256 posti" disponibili.
Nel complesso, in un giorno -11 ricoverati che nella regione si attestano ora a 366. Anche in Area medica (1.027 posti letto), comunica ancora la Regione, i valori superano di poco la soglia per la zona arancione (30,7% rispetto al 30%). In totale sono 316 (-9 rispetto a ieri) i degenti in Area medica (reparti di Terapia Semintensiva e reparti non intensivi).
Dal bollettino dell'Osservatorio epidemiologico regionale risultano 9 decessi correlati al Covid: una 81enne di Monte San Vito, un 89enne di Pesaro, un 102enne e una 68enne di Fano, un 60enne di Porto Recanati, una 88enne di Montemarciano, un 62enne di Castel di Lama, un 81enne di Martinsicuro e una 94enne di Tolentino.
Il 28 febbraio 2022 sarà una data decisiva: le Regioni presenteranno ufficialmente i vari progetti di “ripartenza” che saranno finanziati con i fondi del PNRR. Ciascuna delle macro-categorie interessate dal Piano “Italia Domani” dovrà tenere conto delle cifre già predisposte e rispondenti ai criteri fissati dal Governo. Il discorso vale naturalmente anche per gli interventi alle “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, del valore di 25,40 miliardi di euro.
Anche la Regione Marche si appresta a definire gli ultimi dettagli per quello che sarà il bilancio finale auspicato, con l’obbiettivo non solo di favorire la continuazione di quei lavori rimasti bloccati a causa della pandemia – complice anche la carenza dei materiali – ma anche la programmazione di nuovi, importanti progetti volti a migliorare l’esperienza del trasporto pubblico e privato.
Sul tema è intervenuto l’Assessore al Bilancio e Ricostruzione, Guido Castelli.
Come sta procedendo il piano di riassetto della mobilità? Stiamo cercando di progettare al meglio quello che sarà il ritorno alla normalità. Nel momento in cui la pandemia mollerà la presa vogliamo essere all’altezza di quelle che saranno le sfide successive, e che presuppongono un grande sistema di valorizzazione della nostra mobilità.
Nello specifico cosa avete in programma di fare? Partiamo innanzitutto dall’azione di sollecitazione del trasporto pubblico: quindi, sostenere tutte le scelte del consumatore, generare condizioni di vantaggio anche attraverso agevolazioni tarrifarie, in modo che tutti i cittadini possano scegliere come spostarsi senza problemi. Vogliamo attivare dei finanziamenti che possano consentire la sostituzione di autobus e di convogli ferroviari vetusti con mezzi di ultima generazione.
Quanto denaro pensate di dover investire? Come Regione Marche la volontà è quella di impiegare circa 47 milioni di euro nei prossimi due anni per il rinnovo dei mezzi, e poco meno di 10 milioni di fondi PNRR per avere almeno due convogli ferroviari di ultima generazione. La gente vuole poter tornare a viaggiare su trasporti sicuri e performanti.
Qual è il progetto più a breve termine? Sicuramente l'attuazione della “Carta Tutto Treno Marche” approvata in giunta nelle ultime ore: lo scopo è incentivare con risorse regionali la scelta di chi già viaggia abitualmente sui treni locali e a lunga percorrenza. Inoltre, questa collaborazione con Trenitalia vuole migliorare anche il rapporto con i più giovani, aiutandoli a familiarizzare sin dalla scuola primaria con l’uso del treno per le gite.
Che tipo di difficoltà avete riscontrato negli ultimi mesi? L’ultimo picco di pandemia ha costretto molti conducenti alla quarantena. L’unico modo di contenere i contagi sui treni era sopprimere alcune corse. Per il trasporto su gomma, invece, il dramma è stato non solo mettere a disposizione bus sostitutivi, ma trovare anche chi li guidasse. L’amministrazione ha avuto grosse difficoltà in questo senso, ma fortunatamente le aziende si sono comportate bene.
Qual è lo stato dei lavori per quanto riguarda la Quadrilatero e la SS 77 della Val di Chienti? Il completamento di alcune opere finora è previsto per il 2023 ma non mi sento di dare per certa alcuna tempistica: sarebbe da spegiudicati.
"In arrivo un provvedimento del Ministero della Salute per togliere le mascherine all'aperto su tutto il territorio nazionale senza distinzione di colore per le regioni a partire dall'11 di febbraio", lo ha detto all'Ansa il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. "Questo è un segno di speranza per tutti gli italiani", ha aggiunto.
"Subito dopo sarà l'occasione - ha proseguito Costa - per decidere se toglierle anche in zona gialla e arancione con un provvedimento del Ministero della Salute condiviso con il Cts. Ma direi che già oggi non vedo grandi differenze tra zone gialle e arancioni perchè i contagi sono in calo e la campagna vaccinale va molto bene. Bisogna dare un segnale positivo ai cittadini".
"Sono d'accordo con la fine dello stato di emergenza al 31 marzo. L'obiettivo del governo è questo. Confido che non venga prorogato e credo che sicuramente ci saranno le condizioni". Così il sottosegretario alla Salute è intervenuto alla trasmissione 'Tagadà' su La7. "Mancano ancora 12-13 milioni di dosi booster. Se procediamo con questo ritmo in 30-40 giorni è facile pensare che per metà marzo avremmo completato la dose booster a 49 milioni di concittadini. Da lì sicuramente inizierà una nuova fase e così come abbiamo introdotto gradualmente le restrizioni con la gradualità inizieremo l'allentamento delle misure, anche per gli stadi".
A parlare è stato anche il ministro della Salute Roberto Speranza in occasione dell'Agorà del Pd Basilicata sul tema del Pnrr: "Siamo in una fase ancora di lotta contro il Covid anche se ci sono segnali incoraggianti, con una decrescita del 30% dei casi in una settimana. Questo è stato possibile grazie ad una campagna vaccinale straordinaria. In questi giorni stiamo riuscendo a piegare la curva dei contagi senza aver dovuto ricorrere a misure restrittive particolarmente invasive per la vita delle persone".
Un titolo di viaggio speciale, rilasciato a tutti quei passeggeri che hanno la residenza in uno dei comuni della regione. Il rilancio anche per il 2022 - con possibilità di proroga fino al 2023 - della "Carta Tutto Treno Marche" testimonia la rinnovata partnership fra Regione Marche e Trenitalia, secondo uno schema economico che prevede l’impegno da parte di Palazzo Raffaello per un importo di 400.000 euro equamente diviso tra i due anni oggetto dell’accordo.
Il titolo di viaggio "agevolato", previsto e disciplinato dall'azienda del gruppo FdS, sarà affiancato a un abbonamento annuale presso il servizio ferroviario del territorio, permettendo al titolare di accedere ai treni di lunga percorrenza (Frecciabianca e Intercity) che esulano dalle competenze regionali.
Il costo per accedere ai vari Frecciabianca e Intercity - che operano sulla direttrice adriatica o sulla linea romana - sarà di 130 euro per distanze fino a 60 km e di 150 euro per distanze superiori, secondo la tratta indicata sull’abbonamento. La differenza di costo è coperta dalla Regione, dietro presentazione di rendiconto trimestrale da parte di Trenitalia.
Nuova rivoluzione delle regole anti Covid nelle scuole. A partire da oggi verranno dimezzati i giorni di quarantena per gli alunni delle scuole medie e superiori non vaccinati, mentre scomparirà la dad per gli studenti vaccinati. È questo quanto previsto nella nuova circolare diffusa dal direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale, Marco Ugo Filisetti, che recepisce le nuove disposizioni del Governo. Vediamo, nel dettaglio, cosa cambia.
SUPERIORI E MEDIE - Con un unico caso positivo in classe, viene confermata l'attività didattica in presenza per tutti gli studenti delle scuole medie e superiori, stante l'obbligo di indossare mascherina Ffp2 per almeno dieci giorni. Non si fanno distinzioni tra alunni vaccinati e non vaccinati. Distinzioni che scattano in caso della presenza nella sezione di due o più casi positivi.
L'attività didattica prosegue in presenza, con l’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo Ffp2 per almeno 10 giorni, per gli studenti che hanno concluso il ciclo vaccinale primario o sono guariti da meno di 120 giorni o hanno effettuato la dose di richiamo (booster). Stesse disposizioni valgono anche per coloro che sono in possesso di idonea certificazione di esenzione alla vaccinazione.
Scatta, invece, la quarantena di cinque giorni per i non vaccinati oppure vaccinati con ciclo completo o guariti da oltre 120 giorni. Al sesto giorno sarà possibile tornare in classe indossando per i successivi cinque giorni la mascherina Ffp2.
ELEMENTARI - Per quanto riguarda le scuole elementari, fino a quattro casi positivi tra gli alunni, l’attività didattica prosegue in presenza per tutti, con l’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo Ffp2 fino al decimo giorno successivo alla conoscenza dell’ultimo caso positivo accertato. Questa misura vale per i bambini che abbiano superato i 6 anni di età, mentre per gli alunni con età inferiore a 6 anni si applica la dad. Non si fanno distinzioni tra alunni vaccinati e non vaccinati.
Con cinque o più casi di positività in classe, invece, scatta la quarantena di cinque giorni per gli alunni non vaccinati oppure vaccinati con ciclo completo o guariti da oltre 120 giorni. Per i successivi cinque giorni dopo il rientro dalla quarantena gli studenti dai 6 anni in su indossano la mascherina Ffp2.
Per gli alunni che hanno concluso il ciclo vaccinale primario o sono guariti da meno di 120 giorni o hanno effettuato la dose di richiamo (booster) l’attività didattica prosegue in presenza con mascherine Ffp2 fino al decimo giorno successivo alla conoscenza dell’ultimo caso positivo accertato (per quanto riguarda gli alunni di età superiore a 6 anni, per quelli con età inferiore a 6 anni si applica la dad).
NIDI E SCUOLE MATERNE (0-6 anni) - Fino a quattro casi di positività l'attività didattica continua in presenza, mentre per i docenti della sezione in cui sono stati riscontrati i casi di positività si dispone l'utilizzo della mascherina Ffp2 per almeno dieci giorni. In caso di cinque o più casi positivi tra i bambini si applica al gruppo classe la sospensione delle attività in presenza, per una durata di cinque giorni e si attiva il Piano scolastico per la didattica digitale.
Nel 2021 i Carabinieri Forestali delle Marche hanno accertato 593 illeciti penali, che hanno portato alla denuncia di 496 persone all'Autorità Giudiziaria. In ambito di attività sanzionatoria amministrativa, contestati 2.415 illeciti che hanno comportato sanzioni comminate per un importo complessivo di oltre un milione di euro (1.020.954,17).
I controlli nel settore della tutela del territorio e delle aree protette sono stati 37.793 e rappresentano l'ambito di maggiore impegno dei Carabinieri Forestali (58% dei controlli). Accertati 76 reati e 715 illeciti amministrativi per un importo sanzionato pari a 117.696,06 euro.
Per la tutela della flora e della fauna selvatica e in ambito maltrattamento degli animali, sono stati eseguiti 16.900 controlli, dai quali sono emersi 122 reati segnalati all'Autorità Giudiziaria. Accertati 793 illeciti amministrativi per un importo sanzionato pari a 326.373,68 euro.
Tra le attività poste in essere a tutela della fauna e flora a rischio di estinzione dalle normative internazionali, si annoverano quelle svolte nel settore della Cites (Convenzione Internazionale per la Tutela delle Specie in via di Estinzione) e nel settore Eutr/Flegt sul contrasto all'importazione e al commercio illegale di legno e prodotti da esso derivati proveniente da tagli illegali e/o da interventi di disboscamento.
Complessivamente i due Nuclei Carabinieri Cites (Ancona e Fermo) hanno effettuato 811 controlli accertando 14 reati e 15 illeciti amministrativi per un importo contestato pari a 36.150 euro. Rilasciate 802 certificazioni Cites riguardanti l'importazione e/o l'esportazione di oggetti realizzati in materiale appartenente a specie protette, come ad esempio avorio o pellami di serpente o coccodrillo.
Quanto alle azioni di prevenzione e repressione degli incendi boschivi: 1.015 controlli, 99 reati, 50 illeciti amministrativi accertati per un importo sanzionato pari a 9.602,00 euro.
Favoriti dall'andamento climatico, nell'arco del 2021 si sono verificati 84 incendi boschivi (il triplo rispetto allo scorso anno) che hanno interessato una superficie totale percorsa dal fuoco di circa 366 ettari (superficie boscata 111 ettari; superficie non boscata 255 ettari).
Un 56enne maceratese, pluripregiudicato, da Pescara dove risiede, nel fine settimana raggiungeva Ancona per rifornire di cocaina la 'piazza'. E' stato arrestato dalla Squadra Mobile del capoluogo marchigiano dopo essere stato sorpreso a detenere un etto di cocaina divisa in 30 buste.
Gli investigatori lo tenevano d'occhio da tempo: nei giorni scorsi hanno tentato di fermarlo mentre scendeva dall'auto, il 56enne ha tentato la fuga ma è stato bloccato e perquisito. Nelle tasche dei pantaloni aveva 20 bustine di cocaina, altre dieci erano all'interno dell'auto.
Dentro un borsello di pelle è stato anche rinvenuto materiale idoneo al confezionamento dello stupefacente e anche 'manoscritti' con riportata una minuziosa contabilità relativa a pusher anconetani a cui vendere la droga.
La perquisizione, con la collaborazione della Squadra Mobile di Pescara, è stata estesa all'abitazione pescarese dell'indagato; sequestrati mille euro. Sabato è stato sottoposto a udienza per la direttissima e poi il trasferimento nel carcere anconetano di Montacuto.
Il Questore di Ancona ha emesso nei suoi confronti, su istruttoria della Divisione Anticrimine, anche il provvedimento di Foglio di Via con il Divieto di Ritorno dai comuni di Ancona e Jesi, per la pericolosità sociale dello stesso e della natura dei reati commessi, che destano particolare allarme sociale. Terminata la detenzione, non potrà riavvicinarsi per tre anni ad Ancona e a Jesi.
Cani capaci di fiutare la positività al Covid-19. Il fiuto finissimo di cani addestrati sa riconoscere la positività al coronavirus SarsCoV2e supera anche la fase dei test nei drive in, in situazioni reali: lo indica il primo studio multicentrico italiano di questo tipo "C19-screendog", coordinato dall'Università Politecnica delle Marche.
Obiettivo dei test è validare un protocollo di addestramento di cani specializzati nel rilevare positivi al Sars-Cov2 e dimostrare che cani preparati da cinofili esperti, possono costituire un valido sistema di screening su persona, senza prelievo di campioni biologici da far annusare.
I risultati sono stati presentati nella giornata di ieri dalla stessa università: in 5 mesi il test è stato utilizzato in 1.251 soggetti, tra vaccinati e non, ed è emersa una sensibilità dei cani specializzati a rilevare il Covid19 tra il 98% e il 100%. Recenti ricerche scientifiche pubblicate su riviste internazionali, rileva l'Ateneo, hanno dimostrato che i cani da rilevamento sono in grado di riconoscere campioni di sudore ascellare prelevati da soggetti positivi al Sars-Cov-2.
Durante lo studio sono stati raccolti i campioni di sudore per 'l'imprinting' (la formazione, ndr) nei drive in (Area Vasta 3 e Assl Sassari), collezionati e conservati nei laboratori di ricerca Univmp e Ats Sassari. Poi la fase di imprinting dei cani e validazione: gli animali sono stati educati dai cinofili a distinguere i campioni positivi dai negativi, segnalando, sedendosi, solo i positivi, e seguendo uno specifico protocollo ad hoc.
Infine, la validazione del test ai drive in, la fase più importante, fondamentale per dimostrare che i cani sono in grado di segnalare positivi in una situazione reale, in cui non è più il campione di sudore a essere annusato ma la persona stessa.
(Foto Ansa)
Una bambina di quattro anni è rimasta gravemente ustionata con l'olio bollente in seguito ad un incidente avvenuto in casa, nel centro storico. Le ferite riportate su braccia e gambe hanno spinto la madre della piccola a recarsi presso la farmacia più vicina, quella sita in corso Garibaldi. Da lì il personale medico, una volta eseguiti i dovuti esami, hanno ritenuto opportuno contattare immediatamente l'ambulanza, sopraggiunta in pochi minuti sul posto.
Dopo ulteriori accertamenti, gli operatori del 118 hanno proceduto con il trasporto della bimba in codice rosso "traumatico" presso l'ospedale Torrette di Ancona. Insieme ai soccorsi, sono intervenuti anche alcuni agenti della polizia locale, rimasti ad assistere i familiari fino alla partenza dell'ambulanza e a prestare cure all'altra figlia della signora.
“CGIL, CISL e UIL hanno fallito nel loro intento di rappresentare la nostra categoria: vogliamo riprenderci il ruolo sindacale che fino ad oggi la politica ci ha negato”. Con queste parole i rappresentanti del Nursind sono tornati ad attaccare i “colleghi firmatari” – accusati di aver sottoscritto un contratto non dignitoso che ha peggiorato le condizioni economiche e normative dei dipendenti del comparto.
La causa scatenante? Presunte pressioni politiche sugli stessi sindacati, che adesso tentano di sollecitare la Regione Marche affinché si intervenga al più presto sulla situazione drammatica in cui l’intera divisione infermieristica versa negli ultimi due anni.
«Abbiamo chiesto molte volte la collaborazione con le istituzioni – ha dichiarato Elisabetta Guglielmi, responsabile provinciale del Nursind – ma abbiamo ricevuto solo pacche sulle spalle. Leggere poi di scaramucce tra politica e sindacati non è rispettoso per nessuno, ci dovrebbe essere una unità di intenti volta a migliorare e ottimizzare la sanità regionale».
Poca trasparenza nella gestione sanitaria, pronto soccorso sovraffollati, personale sempre più decimato, tagli sugli stipendi, precarietà di apparecchiature mediche, disparità salariali, ferie mancate e zero permessi. Gli infermieri non firmatari sono ancora in attesa del “tavolo di confronto” con le forze politiche.
«Siamo lieti che ci sia un’apertura da parte delle forze politiche – prosegue Guglielmi – ma adesso l’attenzione sulla Sanità va posta a 360°. E soprattutto servono azioni concrete e celeri, perché le parole non guariscono e non pagano. Chi prende decisioni da dietro una scrivania è figlio di una gestione “medico centrica”, poco rispettosa degli infermieri. E che non sa cosa significhi stare in corsia col camice addosso per 8 ore: bardati, sudati, con tre paia di guanti, dove ogni azione diventa uno sforzo sovraumano. Auspichiamo – conclude Guglielmi - di poter presto sedere ai tavoli regionali per poter al meglio rappresentare come Nursind chi oggi produce salute rispetto a chi non fa che prendere scelte senza nemmeno considerarci».
Cala ancora, una tendenza in atto ormai da dieci giorni, l'incidenza di casi di coronavirus su 100mila abitanti nelle Marche: nell'ultima giornata è scesa sotto 2mila, a 1.896,36 (ieri 2.071,33; -22% in una settimana) con i 2.484 contagi rilevati.
Tra gli ultimi positivi ci sono 446 persone con sintomi, 747 casi di contatti stretti di positivi, 723 contatti domestici, 38 in ambiente di scuola/formazione, tre in ambiente di vita/socialità, un caso rispettivamente in ambito assistenziale e sanitario; su 523 contagi in corso un approfondimento epidemiologico.
Il numero più alto di casi ancora in provincia di Ancona (714); seguono le province di Macerata (521), Pesaro Urbino (413), Ascoli Piceno (400), Fermo (329); 107 i contagiati provenienti da fuori regione. La fascia d'età che ha registrato più contagi è ancora quella 25-44 anni (690); seguono 45-59 anni (551) e 6-10 anni (253). In tutto eseguiti 8.480 tamponi/test (6.479 nel percorso diagnostico con il 38,3% di positivi, e 2.001 nel percorso guariti).
Nelle ultime 24 ore sono scesi a 377 i ricoverati per Covid-19 nelle Marche (-15 rispetto a ieri), dei quali 52 in Terapia intensiva (-2 rispetto alle ultime 24 ore) e 325 in Area medica; in particolare i pazienti in Semintensiva sono 72 (-5) e quelli in reparti non intensivi 253 (-8 rispetto a ieri) mentre 24 persone sono state dimesse nell'ultima giornata.
Dal bollettino dell'Osservatorio epidemiologico regionale risultano, purtroppo, altri 4 decessi correlati al Covid: un 90enne di Montalto delle Marche, un 81enne di San Benedetto del Tronto, una 92enne di Sassoferrato e una 54enne di Petriano. Tutte le vittime presentavano patologie pregresse.