Ancona

Covid Marche, 2062 casi nelle ultime 24 ore: l'incidenza del virus cala per il quarto giorno di fila

Covid Marche, 2062 casi nelle ultime 24 ore: l'incidenza del virus cala per il quarto giorno di fila

Sono 2.062 i nuovi positivi (ieri erano stati 2.349), con un tasso del 37,9 % decisamente inferiore rispetto al 42,8% di venerdì e sabato sui 6.685 tamponi analizzati (7.007). L'incidenza si attesta a 1.126 casi settimanali ogni 100mila abitanti (1.163,11), in discesa per il quarto giorno di fila. Questo quanto emerge dai dati rilasciati dall’Osservatorio epidemiologico delle Marche. Sono numeri che evidenziano come le Marche si stiano avviando a una fase di plateau delle curva epidemica. Non ci sono scostamenti significativi rispetto alle classi di età dei nuovi contagi di oggi, domenica 27 marzo: le classi più colpite sono sempre quelle tra 25-44 anni e 45-59 anni che assommano 959 casi, quasi la metà di quelli totali. C'è una recrudescenza nelle classi più elevate di età tanto che si è acceso un campanello di allarme nelle case di riposo.  Infine, per quello che concerne le province, resta sempre Ancona (653 contagi) quella con i casi più numerosi seguita da Macerata (410), Ascoli Piceno (361), Pesaro Urbino (301), Fermo (265) mentre i casi positivi provenienti da fuori regione sono 72. Sono cinque i decessi correlati al Covid nelle ultime 24 ore. Sono morte quattro donne e un uomo, tutti già affetti anche da altre patolgie, in base al bollettino fornito dalla Regione. Le vittime sono una donna di 62 anni di Corridonia, un uomo di 66 di San Severino Marche quindi altre tre donne di  85 anni (di Monte Grimano), di 93 anni anche lei di Corridonia  e una 95enne di Ascoli Piceno. Da inizio pandemia sono state 3.696 le vittime nelle Marche, 2.058 uomini e 1.638 donne. In lieve flessione i ricoverati collegati al Covid, che oggi sono 235 (tre meno di ieri). Nove (-1), quelli in terapia intensiva, con un tasso di occupazione del 3,5%. Scendono a 226 (-2, 22,1%) quelli invece in area medica.  

27/03/2022 10:54
Med Store, apre il nuovo Experience center ad Ancona: è il venticinquesimo negozio della catena

Med Store, apre il nuovo Experience center ad Ancona: è il venticinquesimo negozio della catena

Sabato di festa per l’apertura del venticinquesimo negozio Med Store, questa volta in chiave “Experience Center”. Il secondo store di Ancona, aperto in zona Baraccola, si configura in una nuova formula dedicata al mondo delle aziende, dei professionisti e soprattutto delle scuole. Tante persone accorse al taglio del nastro, con la soddisfazione del Ceo di Med Group, Stefano Parcaroli, e di tutto lo staff accorso per l’occasione. “Oggi inauguriamo il nostro secondo negozio in Ancona” sottolinea il CEO di Med Group, Stefano Parcaroli. “Per noi è un momento importante perché rafforziamo la nostra presenza nel capoluogo regionale, dove eravamo già da molti anni con lo storico negozio in centro. Nell’experience center si potranno fare corsi di formazione ed avere assistenza tecnica certificata Apple, a disposizione di tutta la nostra clientela". Presente al taglio del nastro anche l’Assessore alla produttività, Ida Simonella, in rappresentaza dell’Amministrazione Comunale di Ancona. A completare la giornata il grande afflusso che il negozio ha registrato fin dal taglio del nastro, con tanti appassionati e curiosi che hanno scoperto le novità tecnologiche e le offerte messe in atto per l’occasione. Tante le domande ai numerosi addetti ai lavori in un clima accogliente e cordiale, che lancia al meglio l’avventura del venticinquesimo negozio della catena.    

26/03/2022 18:50
Minacce, insulti e spintoni alla madre: scatta il divieto di avvicinamento per un 27enne

Minacce, insulti e spintoni alla madre: scatta il divieto di avvicinamento per un 27enne

Dal settembre 2020, un 27enne di Ancona avrebbe più volte maltrattato la madre con lui convivente, percuotendola e spingendola fino a farla cadere a terra, insultandola e minacciandola, costringendola ad una convivenza intollerabile e sottoponendola a continue vessazioni fisiche e morali. Per questi motivi oggi la Polizia di Stato, Sezione reati contro la persona, sotto il coordinamento della Procura di Ancona, ha applicato nei confronti del 27enne l'ordinanza che dispone la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla madre e all'amministratrice di sostegno di questa, per i reati di maltrattamenti contro familiari e minacce. Di recente lo stesso indagato, volendosi opporre all'attività dell'amministratrice di sostegno di sua madre, volta a collocare la donna in un'altra sistemazione alloggiativa, si sarebbe reso responsabile di minacce anche nei confronti dell'amministratrice stessa, dicendole che l'avrebbe "fatta stuprare e uccidere da romeni". Circostanze che, all'esito dell'attività info-investigativa, hanno portato il gip di Ancona ad accogliere la richiesta avanzata dalla Procura e a disporre il divieto di avvicinamento.

26/03/2022 15:48
Cade dalla bici: ciclista portato a spalla in barella e soccorso in eliambulanza (FOTO)

Cade dalla bici: ciclista portato a spalla in barella e soccorso in eliambulanza (FOTO)

Cade rovinosamente con la bici: ciclista soccorso in eliambulanza. L'incidente è avvenuto, intorno alle 11:30 di questa mattina lungo i sentieri percorribili del Monte Conero, in provincia di Ancona. Per cause da accertare, un uomo di 48 anni residente a Castelfidardo, ha perso il controllo della sua mountain bike cadendo violentemente a terra.  Lanciato l'allarme sono accorsi sul posto i sanitari del 118, congiuntamente a una squadra di Ancona dei Vigili del Fuoco. Gli operatori dell'emergenza, valutata la situazione, hanno prima provveduto a stabilizzare l’uomo, poi - con il supporto degli operatori del Soccorso Alpino - lo hanno trasportato a spalle con una barella specifica.  Il ciclista è stato condotto ad una piazzola, dove ad attenderlo c'erano i medici dell’eliambulanza, i quali ne hanno previsto il trasporto d'urgenza presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Regionale Torrette di Ancona per accertamenti. L'uomo ha riportato molteplici escoriazioni ed è stato sottoposto a una tc di controllo per scongiurare eventuali trauma cranici.  

26/03/2022 15:30
Covid, 2349 nuovi casi oggi nelle Marche: incidenza cala per il terzo giorno di fila, ricoveri invariati

Covid, 2349 nuovi casi oggi nelle Marche: incidenza cala per il terzo giorno di fila, ricoveri invariati

Terzo calo consecutivo dell'incidenza di casi ogni 100mila abitanti nelle Marche, entrate nel cosiddetto 'plateau epidemico": nell'ultima giornata rilevati 2.349 positivi e l'incidenza è scesa a 1.149,06 (ieri 1.163,11, il giorno prima 1.187,09). Lo fa sapere la Regione. In totale eseguiti 7.007 tamponi in un giorno tra cui 5.484 nel percorso diagnostico (42,8%) e 1.523 nel percorso guariti. Intanto il numero di ricoveri è rimasto invariato (238) nelle 24 ore: 10 degenti in Terapia intensiva (+1 rispetto a ieri; occupazione al 3,9% sui 256 posti complessivi) e 228 in Area Medica (-1; saturazione del 22,35% su 1.020 posti letto). Quattro i decessi, due uomini e due donne, di età compresa tra gli 85 e i 92 anni.  Per quanto riguarda gli ultimi positivi le persone con sintomi sono 498; i casi comprendono 652 contatti stretti di positivi, 624 contatti domestici, 18 in ambiente scolastico/formativo, 5 in ambiente di vita/socialità, 3 sul lavoro, uno ciascuno in ambito sanitario e assistenziale (su 535 contagi in corso un approfondimento epidemiologico). In provincia di Ancona registrati 759 positivi; seguono le province di Ascoli Piceno (405), Pesaro Urbino (397), Macerata (382), Fermo (310); 96 casi da fuori regione. Il numero più alto di contagi tra persone di età compresa tra 25 e 44 anni (607) e tra 45-59 anni (542); poi la fascia d'età 60-69 anni (264), 70-79 anni (215) e 6-10 anni (142). 

26/03/2022 14:30
Auto in sosta si sfrena e piomba contro la recinzione di una casa

Auto in sosta si sfrena e piomba contro la recinzione di una casa

Conducente non inserisce il freno a mano e rischia di innescare un incidente stradale. Erano le 9:30, questa mattina, quando i Vigili del fuoco sono intervenuti in via Borghetto di Ripe nel Comune di Ripe, in provincia di Ancona per recuperare un’autovettura che, dopo essersi sfrenata, ha proseguito la corsa lungo un campo per poi andare a sbattere contro la recinzione di un’abitazione.  Il veicolo, un modello Audi, è rimasto in bilico sul muretto che delimita la recinzione stessa. La squadra dei pompieri di Senigallia, intervenuta con un’autobotte e un mezzo 4x4, ha provveduto a recuperare l’auto attraverso l’utilizzo del verricello posto sull’automezzo dei Vigili del Fuoco e a mettere in sicurezza l’area dell’intervento. Non si segnalano persone coinvolte.  

26/03/2022 11:30
Mancini non sarà più testimonial delle Marche? La Regione smentisce: "Massima stima nel ct"

Mancini non sarà più testimonial delle Marche? La Regione smentisce: "Massima stima nel ct"

"La Regione Marche conferma la massima stima nei confronti del commissario tecnico Roberto Mancini. Mancini è stato scelto come testimonial della Regione non solo per la sua indiscussa carriera sportiva ma, soprattutto, perché rappresenta un illustre marchigiano conosciuto in tutto il mondo, figura di grande rilievo e di riconosciuta stima, che rappresenta a pieno l'identità marchigiana". A ribadirlo, con forza, attraverso una nota stampa è l'Amministrazione regionale, nel replicare agli spifferi circa la rescissione del contratto con Mancini, attuale volto della campagna di promozione turistica.  La sconfitta con la Macerata e la mancata qualificazione dell'Italia del calcio ai prossimi Mondiali in Qatar," non cambia l'intenzione del Presidente Acquaroli e della Regione di proseguire con la campagna di promozione insieme alla figura di Roberto Mancini - si legge nella nota -, così come già programmata. Si ribadisce il sostegno totale e il ringraziamento per quanto mister Mancini ha fatto fino ad oggi e farà per le Marche".  Lo stesso Acquaroli, pochi minuti dopo la disfatta azzurra sul campo, aveva ribadito la propria vicinanza e stima al commissario tecnico: leggi qui. 

26/03/2022 10:47
Disfatta Italia, la mamma di Roberto Mancini: "Avrei chiamato Balotelli"

Disfatta Italia, la mamma di Roberto Mancini: "Avrei chiamato Balotelli"

"La partita l'abbiamo tenuto in mano ma l'attacco non è stato un granché. Cosa avrei fatto di diverso? Avrei chiamato Balotelli, perché ha una forza fisica incredibile e davanti alla porta non lo ferma nessuno. A volte fa qualche stupidaggine ma io lo avrei chiamato". Così la mamma del ct Roberto Mancini, Marianna Puolo, ospite di Un Giorno da Pecora su Rai Radio1. "La più grande delusione di mio figlio? Si, perché nella sua carriera più o meno ha sempre fatto bene. L'ho sentito stamattina, era dispiaciuto ma si sa che queste cose accadono nello sport". L'eliminazione, secondo la madre del commissario tecnico, è frutto di una situazione che "ci siamo creati da soli. Purtroppo errori come quelli dal dischetto di Jorginho ci sono costati molto. Certo non l'ha fatto apposta poverino, ma se poi sbagli due o tre rigori alla fine la paghi. Poi la Macedonia ha fatto solo un tiro sbilenco e ha segnato... forse Donnarumma ci poteva anche arrivare ma ora inutile parlarne". 

25/03/2022 19:45
Centesimo intervento al cervello su paziente sveglia a Torrette: l'operazione è in diretta web

Centesimo intervento al cervello su paziente sveglia a Torrette: l'operazione è in diretta web

Ventiquattrenne, abruzzese, affetta da un tumore al lobo temporale sinistro, la parte cerebrale che controlla la funzione del linguaggio. È lei la paziente numero 100 che è stata sottoposta ad una procedura definita in "awake": si tratta di una tecnica chirurgica che consente di operare, da svegli, pazienti con patologie del cervello allo scopo di controllare in real-time le funzioni cerebrali e di ottimizzarne così la preservazione.  L’intervento nelle giornate del 25 e del 26 marzo è oggetto di un convegno: "Alive and Awake: 100° caso negli Ospedali Riuniti di Ancona". Coinvolti neurochirurghi, anestesisti, neuropsicologi, neurologi, neuroradiologi e infermieri della Azienda Ospedaliera che hanno ripercorso la storia di 100 interventi eseguiti in 10 anni di attività.   Nell’auditorium Montessori della Facoltà di Medicina e Chirurgia sono stati realizzati collegamenti in diretta con la sala operatoria del dottor Roberto Trignani, direttore della divisione di neurochirurgia dell’ospedale di Torrette e del neuroanestesista Pietro Martorano. La paziente, per tutta la durata dell’intervento, ha dialogato con i medici per capire l’andamento e soprattutto se le manovre della rimozione tumorale rischiavano di toccare e lesionare la centrale del linguaggio. Le persone in sala, tra cui molti studenti in medicina, hanno potuto interagire in diretta coi chirurghi durante la fase operatoria.  L’Assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, intervenuto a conclusione della sessione dei saluti istituzionali, ha espresso la gratitudine della Regione ai professionisti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria per il traguardo di eccellenza raggiunto.      “Oggi - ha aggiunto - attraverso voi e il vostro lavoro di squadra multidisciplinare, le Marche mostrano al mondo la via della Sanitá del futuro, fatta di iper-tecnologia, di intelligenza artificiale ma anche e soprattutto di profondi valori umani che sono sempre più centrali nella scienza medica. Ai medici, agli Infermieri, ai tecnici, agli studenti e agli specializzandi affidiamo il futuro di una Sanità Pubblica equa e solidale come quella italiana che esprime intelligenza, genialità e generosità e non è seconda a nessuno”. Il Direttore Generale dell’AOU Michele Caporossi ha dichiarato: “Si tratta di un evento straordinario che solo l’Azienda Ospedaliera regionale poteva realizzare. La procedura presentata, infatti, è una di quelle utilizzate ai massimi livelli dove mano dell’uomo e tecnologia si fondono per ottenere risultati stupefacenti”. Nella mattina di sabato 26 marzo saranno gli altri Centri ospedalieri a raccontare la loro esperienza di chirurgia in awake, attraverso relazioni tenute da neurochirurghi, neuroradiologia, anestesisti e neuropsicologi.                    

25/03/2022 18:47
Mega centro Amazon nelle Marche, Acquaroli: "Illegittime interferenze dalla Regione nella trattativa"

Mega centro Amazon nelle Marche, Acquaroli: "Illegittime interferenze dalla Regione nella trattativa"

"Attualmente è in corso una trattativa tra privati e la società Interporto per l’insediamento di un hub logistico di caratura internazionale. A tale proposito la Regione sta fornendo tutto il possibile supporto istituzionale per il buon esito dell’operazione, nella piena consapevolezza della sua strategicità economica ed occupazionale per il nostro territorio". A dichiararlo è il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, in riferimento alle recenti frenate nella contrattazione per la costituzione di un nuovo centro logistico Amazon nello spazio dell’Interporto a Jesi Est (leggi qui).  "La Regione sta esercitando pienamente il suo ruolo di indirizzo e controllo, monitorando giornalmente lo sviluppo dell’operazione, come è noto a tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nella vicenda", precisa Acquaroli. "Ovviamente questa funzione svolta dalla Regione avviene nel pieno rispetto della legge, dei ruoli e dell’autonomia che ogni interlocutore possiede - aggiunge il governatore -: sarebbe illegittimo, infatti, che la Regione interferisse direttamente nella gestione della trattativa o che si sostituisse alle parti che stanno attualmente negoziando". "Per chiudere questa operazione deve esserci l’accordo tra le parti, ma occorre che questo avvenga nel pieno e rigoroso rispetto della legge, senza mettere a rischio il capitale di Interporto da eventuali danni. Un vizio di legittimità o un’eventuale ingerenza esterna impropria nella trattativa in corso rischierebbero di minare la legittimità dell’eventuale accordo, con la conseguenza finale di precludere l’effettivo insediamento dell’hub logistico che invece tutti auspichiamo. "Ci auguriamo - conclude Acquaroli -che tutti i soggetti coinvolti supportino con correttezza il buon esito dell’operazione".

25/03/2022 16:42
Marche, pescatori in rivolta: "Il calendario? Una via crucis, dalla Regione solo promesse"

Marche, pescatori in rivolta: "Il calendario? Una via crucis, dalla Regione solo promesse"

“Anche quest’anno le Marche resteranno al palo per quanto riguarda la pesca sportiva e ricreativa”. È quanto denunciano addetti al settore e pescatori, in seguito alla decisione della Regione di immettere specie di trote iridee nei fiumi e nel fondo valle, con, inoltre, un calendario piscatorio annunciato ma non ufficializzato. “La giunta regionale ha approvato lo scorso lunedì il calendario di pesca alla trota per le Marche, questo è quanto risulta dalle dichiarazioni dell'assessore Mirco Carloni, ma ad oggi a soli 3 giorni dalla fatidica data del 27 marzo, giorno in cui sarebbe prevista l'apertura della stagione, ancora non è stato pubblicato il fantomatico albo”, denunciano i pescatori. “Ci si chiede – aggiungono - come si possa dichiarare che si fa il bene della pesca e dei pescatori operando in questa maniera. L'apertura della pesca alla trota, da sempre era fissata per l'ultima domenica di febbraio, era vista un po' come il Natale del pescatore un giorno atteso un intero inverno che seguiva intense preparazioni, acquisti nei negozi, visite lungo i torrenti di montagna alla ricerca dei posti migliori o alle zone meno pregiate che vedevano le numerose semine della regione (fatte con gli introiti derivanti dalle licenze di pesca), l'avvio dell'attività agonistica per molti appassionati”. “Oggi questo giorno è visto dal pescatore come una via crucis, fatta di corse al reperimento del tesserino, corse per vedere i tratti in cui si può pescare senza incorrere in alcune folli norme che la regione puntualmente inserisce, i ripopolamenti che da ormai troppi anni non vengono fatti hanno lasciato il segno. Non più una festa, ma oramai una triste ricorrenza che come lo scorso anno non prevede immissioni di nessun tipo almeno nell'immediato, non garantisce le attività agonistiche e nemmeno quelle commerciali annesse e connesse alla pesca tra cui anche strutture alberghiere e ristoranti delle zone montane che in queste presenze trovavano validi ospiti”. “Ci si chiede - proseguono i pescatori -  come mai nonostante il decreto mille proroghe abbia steso un tappeto rosso volto ad accontentare le legittime istanze dei pescatori e fornire a questa giunta l’occasione di attuare il proprio programma elettorale, l'assessorato della pesca della regione Marche non si allinei, come le altre regioni Italiane, a norme più sensate e volte a risolvere tali problematiche, piuttosto che intestardirsi in un percorso ministeriale che non dà certezze nè per l'immediato nè per il futuro, perché questo arroccamento su posizioni che francamente sfuggono ai più?“ “Ad oggi, nella sostanza, nonostante le numerose promesse avvenute durante innumerevoli incontri siamo ancora al settembre 2021 ovvero: faremo, vedremo, progetteremo - lamentano i pescatori marchigiani - ."Vorremmo avere atti concreti rivolti al mondo piscatorio e non ancora parole”.  

24/03/2022 20:02
Covid, 2821 casi oggi nelle Marche: il 18% è sintomatico, dopo 10 giorni scende incidenza del virus

Covid, 2821 casi oggi nelle Marche: il 18% è sintomatico, dopo 10 giorni scende incidenza del virus

Dopo una decina di giorni in costante rialzo, ha segnato un calo, nell'ultima giornata, l'incidenza di casi di coronavirus ogni 100mila abitanti nelle Marche: in 24 ore sono 2.821 i contagi rilevati e l'incidenza è diminuita lievemente da 1.191,62 a 1.187.09. Lo evidenziano i dati dell'Osservatorio epidemiologico regionale. In crescita la percentuale di positivi tra i tamponi diagnostici (45,2% su 6.240); in tutto eseguiti 8.128 test tra cui 1.888 tamponi del percorso guariti. I sintomatici sono 512; i casi comprendono 811 contatti stretti di positivi, 731 contatti domestici, 38 in ambiente scolastico/formativo, 5 in ambiente di vita/socialità, 4 in ambito lavorativo, uno ciascuno in ambito sanitario e assistenziale. Su 705 contagi in corso un approfondimento epidemiologico. La provincia di Ancona ha fatto registrare 887 positivi; è seguita, per numero assoluto di casi, dalle province di Macerata (572), Pesaro Urbino (453), Ascoli Piceno (442), Fermo (365); 102 i casi da fuori regione. La fascia d'età con più nuovi contagi è sempre quella tra i 25 e i 44 anni (809) seguita da 45-59 (672), 70-70 anni (254) e 60-69 anni (252). Sono stati resi pubblici anche i dati del monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, che hanno evidenziato un aumento del 36,6% di nuovi casi di coronavirus nelle Marche nella settimana tra il 16 e il 22 gennaio e performance in peggioramento per i casi attualmente positivi per 100mila abitanti (1.073).  A livello provinciale per nuovi casi ogni 100mila abitanti, il valore più alto si registra a Fermo 1.474 (+43,1% rispetto alla settimana precedente); seguono Ascoli Piceno 1.382 (+30,9%), Ancona 1.130 (+36,2%), Macerata 1.105 (+32,1%) e Pesaro e Urbino 801 (+47,3%). Nella settimana in questione le Marche sono rimaste sopra soglia di saturazione per posti letto in area medica (21,0%) e sotto soglia invece per 'occupazione' di posti letto in terapia intensiva (2,3%) da pazienti Covid-19. Per quanto riguarda i vaccini, la popolazione che ha completato il ciclo è pari all'81,3% (media Italia 83,9%) a cui si aggiunge un ulteriore 1,3% (media Italia 1,7%) che ha ricevuto solo la prima dose. Il tasso di copertura vaccinale con terza dose è del 83,7% (media Italia 84,0%), il tasso di copertura vaccinale con quarta dose è del 3,6% (media Italia 6%). La popolazione tra i 5 e 11 anni di età che ha completato il ciclo vaccinale è pari 19,5% (media Italia 33,4%) a cui aggiungere un ulteriore 2,6% (media Italia 4,0%) solo con prima dose.  Sei ricoverati per Covid in più nelle Marche nell'ultima giornata: il totale è ora aggiornato a 233 di cui 8 in Terapia intensiva (+1), 225 in Area medica (+5) tra i quali 57 in Semintensiva (-4) e 168 in reparti non intensivi (+9); 32 le persone dimesse in 24ore. Con questi dati, forniti dalla Regione Marche, il tasso di occupazione Covid delle terapie intensive sale al 2,3% mentre quello in Area medica è del 22,1%. In un giorno registrati 2.821 positivi per un'incidenza in leggero arretramento a 1.187,09. Quattro i deceduti, tutti con patologie pregresse, che fanno aumentare il totale regionale a 3.682: un 66enne di Civitanova Marche (Macerata), una 86enne di Montegranaro (Fermo), un 91enne di Jesi (Ancona) e un 86enne di Alba Adriatica (Teramo) ricoverato ad Ascoli.  

24/03/2022 11:45
La guerra ferma le rinnovabili, Macerata potrebbe andare a biometano. Legambiente: "Presentata road map"

La guerra ferma le rinnovabili, Macerata potrebbe andare a biometano. Legambiente: "Presentata road map"

Il 2022 sembrava l’anno d’oro della transizione ecologica in Italia: sviluppo della mobilità sostenibile, delle aree marine protette e interventi diretti per un minore e migliore sfruttamento delle risorse energetiche estratte dal suolo. Ma la guerra ha fermato tutto. E adesso Legambiente Marche pensa a soluzioni alternative anche per Macerata. Solo nel primo trimestre – anche in virtù della crisi ucraina - si è registrato un aumento del 131% sulle bollette della luce e del 94% su quelle del gas. Per correre ai ripari rispetto alla dipendenza energetica dalla Russia, il presidente del Consiglio Draghi ha dato il via libera per far ripartire trivelle e impianti a carbone. Che però, insieme, riuscirebbero a coprire a malapena l’8% del fabbisogno nazionale. Secondo Wwf, Greenpeace e Legambiente, l'attuale sconvolgimento geopolitco potrebbe fornire un nuovo slancio agli obbiettivi 'green' prefissati per il 2025. Ma occorre considerare la futura revisione del Pnrr. "Bisogna intervenire sul piano locale” - afferma il gruppo Legambiente Marche attraverso le parole del suo presidente Marco Ciarulli, che già nelle ultime settimane si è detta contraria alla riattivazione delle trivelle nell’Adriatico – corrispondenti a circa 1300 giacimenti attivi, di questi appena 500 utilizzati con continuità. Direttamente dal mare arriva il 54,6% del gas autoprodotto, interessando le coste di Veneto, Emilia Romagna e Marche. È ancora possibile pensare a una transizione ecologica in breve tempo? Abbiamo presentato negli ultimi giorni con un comunicato congiunto (Legambiente, Wwf e Greenpeace) quelle che sono le nostre proposte per riuscire a produrre energia rinnovabile al 100% entro il 2036. La transizione non sarà immediata, ma è necessaria per uscire dal ricatto del gas fossile. E sono proposte concrete? Valgono a livello nazionale. Per ogni regione poi bisognerà indagare sulle caratteristiche territoriali. Gli interventi vanno contestualizzati. Da sempre ci battiamo per le energie rinnovabili e la riduzione dei consumi. Qual è la situazione nelle Marche? Qui abbiamo il fotovoltaico a terra, e copre un quinto del nostro fabbisogno energetico. Ma se non lo avessimo, dipenderemmo completamente dai combustibili fossili. Una soluzione quindi sarebbe incrementare questo esercizio? Dobbiamo massimizzare gli impianti a terra, ma senza esagerare. E poi ne vanno contestualizzati di nuovi in prossimità dei centri abitati, dove ci sono scuole, edifici pubblici. Inoltre, occorre impegnare le comunità energetiche e puntare anche sull’eolico. Quali sono le difficoltà di attuazione? Ad oggi sono sempre state legate alla strumentalizzazione politica del tema e all’eccessiva burocrazia. Basti pensare che il primo impianto offshore è nato in Puglia dopo un iter autorizzativo di 14 anni. Sul piano provinciale invece avete individuato possibilità concrete? Certo, per esempio a Macerata e in altre province potrebbe essere sfruttato il biometano. Ma dal 2018 – anno in cui il decreto ministeriale ne incentivò l’utilizzo – nelle Marche siamo rimasti a zero impianti di biometano. Nonostante potremmo produrne tanto, visto il numero delle nostre imprese agricole sul territorio. Come mai? La politica malvagia costruita intorno, sulla linea delle cosiddette sindromi Nimby e Nimto. Si promuove una narrazione completamente sbagliata, visto che il biometano riduce sensibilmente anche l’impatto ambientale. Della serie “va bene tutto, ma non durante il mio mandato elettorale”. Con la crisi energetica in atto, si vogliono riattivare anche le trivelle in mare. Voi continuate ad opporvi? Assolutamente sì. Non solo hanno un grave impatto sull’ambiente, ma richiedono un investimento oneroso. Che tra l’altro ci darebbe modo di autoprodurre una percentuale di energia irrisoria e per poco tempo per sostenere l’economia. Perché il Paese è così in ritardo sulle rinnovabili? Si è sempre ricercata la soluzione più confortevole, che però ci ha portato alla situazione di dipendenza attuale. E dire che con compostaggio e biostabilizzazione copriremmo quasi ad occhi chiusi il 10% del fabbisogno nazionale di gas. Occorre lo sforzo di sbloccare gli iter autorizzativi e velocizzare il sistema. Nel frattempo, anche gli investimenti nella transizione ecologica con i fondi del Pnrr rischiano di bloccarsi. Questo dipenderà dalle scelte politiche che verranno messe in campo. Noi con le nostre dieci proposte presentate al governo vogliamo dettare una road map per approdare alle rinnovabili il prima possibile. Diversamente, potremo anche arrivarci un giorno. Ma con tempi sicuramente più lunghi e con conseguenze pesanti per l’uomo e l’ambiente.

24/03/2022 10:30
Emergenza Ucraina, accertamento dell’età dei minori non accompagnati: firmato l'accordo

Emergenza Ucraina, accertamento dell’età dei minori non accompagnati: firmato l'accordo

Il presidente della Regione, Francesco Acquaroli ha sottoscritto questa mattina, nella sede della Prefettura di Ancona, un importante Protocollo operativo territoriale sull’identificazione e accertamento dell’età dei minori stranieri non accompagnati. L’intesa vede anche l’adesione di Tribunale per i Minorenni di Ancona, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona, Prefettura di Ancona, Prefettura di Ascoli Piceno, Prefettura di Fermo, Prefettura di Macerata, Prefettura di Pesaro Urbino, ANCI – Marche. “Sono qui - ha detto in occasione della firma - per portare la convinta adesione della Regione a questa importante intesa che si basa su un progetto di tutela dei più fragili, direi anzi fragilissimi perché minori e soli in una fase complicata della loro esistenza e in un territorio dove non hanno punti di riferimento". "Il contributo della Regione Marche è di tipo tecnico – ha spiegato – fornito dal nostro staff sanitario ma contiamo di implementarlo in futuro per renderlo sempre più continuativo ed efficace. Vorrei anche cogliere questa occasione per ribadire la piena volontà della Regione alla collaborazione con le istituzioni locali e nazionali a maggior ragione quando si tratta di temi sociali e di iniziative a difesa dei più deboli, anche in considerazione della situazione attuale fortemente condizionata da eventi drammatici come una pandemia e una crisi di guerra.” L’accertamento dell’età e dell’identità di un minore non accompagnato costituiscono una presupposto essenziale per attivare le procedure in suo favore cioè le misure di protezione alle quali ha diritto anche per scongiurare il rischio di violazione dei diritti fondamentali di un minore e inoltre in termini di imputabilità, in quanto il minore non è imputabile se infraquattordicenne.  Poiché spesso i minori non accompagnati raggiungono l'Italia senza documentazione anagrafica, nel processo di identificazione sono coinvolti numerosi soggetti di differenti Amministrazioni centrali (Ministero dell’Interno, Ministero della Giustizia) e Regionali (SSR regionali). Se le indagini dell’autorità giudiziaria relative alla ricerca di documenti non possono arrivare all’identificazione accertata, si attiva una seconda fase che coinvolge le strutture sanitarie per un accertamento multidisciplinare dell’età.         

23/03/2022 18:20
Frena la crescita e aumenta l’inflazione: ecco quanto costa la guerra ucraina all’Italia

Frena la crescita e aumenta l’inflazione: ecco quanto costa la guerra ucraina all’Italia

Crollo della produzione industriale e consumi condizionati dall’aumento dei prezzi. In Italia, una famiglia mediamente spende 33mila euro l'anno. Di questi, oggi, 1220 se ne vanno per gli aumenti di luce e gas (valori evidenziati già prima della fine del 2021), 320 per il rialzo dei carburanti e circa 300 per la spesa alimentare. L’inflazione che si prospetta quest’anno – in costante aggiornamento con gli sviluppi della guerra in Ucraina – potrebbe toccare il 7,2% e costringere gli italiani, come del resto sta già accadendo, a spendere meno nell’immediato futuro. Basti pensare che solo nel mese di febbraio la spesa per gli alimenti ha segnato un dato negativo pari al 6%. Risultato: le famiglie rischiano di spendere 2mila euro in più rispetto al 2021. Le stime di Confcommercio, poi, ipotizzano un incremento del Pil nazionale per il 2022 che non andrà oltre il 3%. Meno di quanto auspicato il 12 febbraio scorso dall’attuale Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Dato confermato il 14 marzo – durante la riunione dei ministri delle Finanze della Ue - dal commissario all’Economia Paolo Gentiloni che ha definito “irrealistica” la possibilità di raggiungere il sospirato 4%. Tutto questo vale naturalmente in previsione di un conflitto bellico a lungo termine, che avrebbe ripercussioni anche sul 'carovita' del 2023. Nel caso di una guerra breve, invece, il tasso arriverebbe al 6% per il 2022 per poi scendere al 5,5% l’anno successivo. Una lieve variazione delle proiezioni. Ma non sono solo rincaro dell’energia, delle materie prime e dei carburanti a pesare sullo scenario presente (e futuro) di famiglie e imprese italiane. Ci sono anche le spese di guerra, inevitabili per mantenere salda l’alleanza fra gli Stati membri dell’Ue. L’Italia, ad oggi, si attesta al 5° posto nella classifica europea e all’11° in quella mondiale. Con l'intervento nella crisi ucraina, si passa dagli attuali 25mld di euro annui (68mln al giorno) ai 38mld prospettati per tutto il 2022 (104mln al giorno). Per rendere meglio l’idea, i dati SIPRI di Stoccolma hanno evidenziato come oggi l’Ue spenda per la guerra in totale ben 233mld: più del triplo rispetto alla Russia (67mld dichiarati dal 2020). Detto altrimenti – in virtù anche del ‘Decreto Ucraina’ approvato il 18 marzo dal Consiglio dei ministri e accolto con larghissima maggioranza dalla Camera dei deputati – l’Italia destinerà fino al 2% del proprio Pil alle spese militari. Riassumendo: ‘strozzature e ricerca di mercati alternativi’ per liberarsi dalla dipendenza energetica legata alla Russia, aumento dell’inflazione, crisi dell’import e dell’export, calo progressivo della domanda interna. Il costo della guerra avrà nel lungo termine per l’Italia effetti sempre più tangibili, e che per forza di cose porteranno a una revisione degli obbiettivi prefissati del Pnrr. Le cifre destinate a talune 'missioni' del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (circa 222 mld di euro) saranno convogliate per permettere alla produzione nostrana di sopravvivere, spostando di conseguenza in secondo piano tutte le altre priorità (in primis, transizione ecologica, sanità e cultura). Del resto, lo stesso ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco ha voluto ‘rassicurare’: «Guerra e costi non possono mettere in discussione il piano. Ma in virtù delle criticità presenti e future bisognerà considerare un aggiornamento dei suoi obbiettivi”.

23/03/2022 12:35
Pestaggio fuori dal locale: bar chiuso per 10 giorni

Pestaggio fuori dal locale: bar chiuso per 10 giorni

Pestaggio nel dehors di un bar: scattano i sigilli al locale. Il questore di Ancona Cesare Capocasa ha emesso in data odierna un provvedimento di chiusura del locale "Bar A Onda" nel capoluogo marchigiano, a seguito dei fatti avvenuti sabato sera: una lite tra due avventori, uno straniero ed un italiano, che dopo aver consumato bevande alcoliche, si sono presi a pugni e calci proseguendo a pochi metri dall'esercizio. L'italiano è rimasto ferito ed è stato soccorso e trasportato all'ospedale in prognosi riservata. Sul posto sono intervenute due Volanti, il cui personale ha accertato che l'aggressione era scaturita per futili motivi e che alcuni avventori erano riusciti a fatica a fermare la furia dell'aggressore, successivamente arrestato dalla Polizia di Stato per lesioni gravi.  Il questore di Ancona ha ritenuto che i fatti siano avvenuti anche in relazione ad un'assoluta mancanza di controllo da parte della titolare del locale, peraltro assente in occasione degli avvenimenti: l'aggressore, sottoposto ad alcol-test presso il pronto soccorso, presentava un tasso alcolemico pari a ben 2.90 mg/l ed era positivo anche ai cannabinoidi.  Lo stato di alterazione psico-fisica fa presumere che il soggetto abbia assunto alcolici presso il locale, oppure che, già in stato di ebbrezza, abbia continuato ad abusarne presso il locale. La vittima, inizialmente in prognosi riservata, poi sciolta con una previsione di 40 giorni, ha rischiato la vita e, secondo la Questura, sono stati inconfutabilmente compromessi l'ordine e la sicurezza pubblica. Il locale rimarrà chiuso per 10 giorni. Questa mattina il personale della Squadra Amministrativa e di sicurezza della Divisione di Polizia amministrativa della Questura ha posto i sigilli dinanzi al locale, con affissione di un cartello attestante la chiusura.   (Foto Ansa) 

22/03/2022 19:45
Covid, 3513 casi oggi nelle Marche: quasi 700 contagi nel Maceratese

Covid, 3513 casi oggi nelle Marche: quasi 700 contagi nel Maceratese

Continua nelle Marche la fase di crescita del tasso cumulativo di incidenza, arrivato a 1.178,82 su 100mila abitanti (ieri era 1.162,71), con 3.513 positivi rilevati nelle 24 ore. Le fasce di età tra 25-59 anni rappresentano circa la metà dei nuovi casi positivi; 953 per 25-44 e 872 per 45-59 anni, seguite da 60-69 anni con 388, e 70-79 anni con 257, 6-10 anni con 245. La provincia di Ancona da sola totalizza 1.001 contagi, seguita da Macerata con 695, Pesaro Urbino con 585, Ascoli Piceno con 582, Fermo con 525, oltre a 125 casi di fuori regione. I 3.513 nuovi casi rappresentano il 44,1% dei 7.968 tamponi del percorso diagnostico su 9.953 tamponi totali.  (Servizio in aggiornamento) 

22/03/2022 11:12
Propaganda 'anti immigrati' e nuovo nazionalismo: così Putin vincerà la guerra contro l'Ue

Propaganda 'anti immigrati' e nuovo nazionalismo: così Putin vincerà la guerra contro l'Ue

Quando sfumerà l’interesse verso gli accadimenti nell’Est Europa, si tornerà a pensare alla politica nostrana. Alla propaganda dei partiti e, di conseguenza, a uno degli argomenti da sempre di maggior presa sull’opinione pubblica: l’accoglienza profughi nel nostro Paese. Con la guerra in atto, sono circa 2,5 milioni i profughi che finora si sono mossi dall’Ucraina. Questo perché altri 2,5 milioni hanno al momento trovato rifugio da parenti e amici nelle regioni dell’ovest Ucraina ancora non toccate dalla guerra. Ma cosa succederà quando i bombardamenti coinvolgeranno l’intero Paese? Che avremo un flusso di IDPs (Internally displaced person) stimato in circa 10 milionindi di persone. In Italia, in particolare, le stime vanno ora oltre gli 800mila arrivi previsti. Mentre istituzioni e operatori del terzo settore proseguono nella costruzione di percorsi – o corridoi umanitari - che favoriscano l'ingresso e l'accoglienza. Cosa comportano 10 milioni di rifugiati in Europa? Se la redistribuzione sarà su base proporzionale della popolazione locale, all’Italia spetterà ospitare 1,5 milioni di rifugiati. Ad oggi sono quasi 60mila gli accolti. Il profugo - finché non si integra con la società ospite, il che richiede spesso una tempistica di anni - costa mediamente al governo 30 euro al giorno. I conti sono presto fatti: 45 milioni di euro al giorno, 1,3 miliardi al mese, circa 15 miliardi l’anno. Il costo di una finanziaria. Come se non bastasse, la guerra provocata dalla Russia costringerà gli italiani a pagare l'energia a costi molto più elevati. Quindi? Il doppio obbiettivo di Vladimir Putin è servito: assumere il controllo strategico della regione ucraina e dividere l’alleanza Ue, che finora si è fatta unita con sanzioni e invio di armi a sostegno della resistenza Zelensky. Una resistenza destinata a cedere nel lungo termine, soprattutto in virtù delle spese militari finora sostenute dai Paesi Occidentali – e che prima o poi si bloccheranno per evitare ricadute sui rispettivi bilanci – e dei futuri dibattiti riferiti all’accoglienza migranti. Senza dimenticare che nel frattempo ogni testimonianza di civilizzazione andrà scomparendo dall’Ucraina: e chi sborserà a quel punto per ricostruire? Chi non potrà rifugiarsi in altre aree limitrofe dell’est Europa punterà inevitabilmente sui Paesi dell’Unione, dove comunque negli ultimi anni i partiti populisti hanno sempre più preso piede sfruttando un certo tipo di malcontento: quello più antico, legato allo “straniero in casa nostra”. Questa seconda fase della tattica putiniana – la prima è l’invasione militare - è praticamente la riedizione dello scenario siriano, ma questa volta senza la Turchia. L’Ue di fatto appare priva di obbiettivi precisi: finora si è mossa inviando armi leggere e pronunciando sanzioni che di fatto non incideranno sui bilanci della Russia, visto che direttamente da noi incassa il triplo rispetto al periodo pre guerra. Nelle prossime settimane, quando il flusso di IDPs sarà maggiore, inizieranno le tensioni interne (già cominciate e ampiamente visibili) e i partiti populisti ricominceranno la propaganda anti immigrati. E, nel peggiore dei casi, invitando l’opinione pubblica a schierarsi apertamente con Putin per “salvare” la nostra società. Gli Ucraini diventeranno i nuovi “colpevoli”: di aver voluto resistere allo Zar portatore di giustizia, invece di capitolare. Con buona pace dei diritti umani, superati anche stavolta dall'assurda liceità dei crimini di guerra. (dati ISTAT e DEF)

22/03/2022 10:00
Sconto carburanti, decreti in vigore da oggi: scatta la riduzione del prezzo della benzina

Sconto carburanti, decreti in vigore da oggi: scatta la riduzione del prezzo della benzina

Scatta la riduzione delle accise sui carburanti e quindi del loro prezzo di vendita. Sono infatti stati pubblicati, nella notte, sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale e il decreto legge "Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina" contenenti le norme che ne riducono il prezzo, che entrano in vigore da oggi. La riduzione delle accise, e quindi del prezzo dei carburanti, avrà la durata di 30 giorni. Ma è previsto che fino al 31 dicembre di quest'anno le aliquote di questi tributi potranno essere rideterminate senza dover ricorrere ad un decreto legge ma solo con un provvedimento ministeriale. Specifiche norme sono poi introdotte per i depositi di stoccaggio dei prodotti e per evitare manovra speculative, con poteri al Garante dei Prezzi e l'utilizzo della Guardia di Finanza per i controlli sul territorio. Il decreto prevede anche una norma finalizzata ad aiutare i lavoratori che usano mezzi propri per arrivare sul luogo di lavoro: i buoni benzina, fino a 200 euro, che i datori di lavoro daranno ai propri dipendenti non concorreranno al reddito, quindi non saranno tassati. 

22/03/2022 09:43
Vaccini bluff, ci sono altri 5 indagati: salgono a 90 le misure cautelari

Vaccini bluff, ci sono altri 5 indagati: salgono a 90 le misure cautelari

Altre cinque misure cautelari eseguite dalla Squadra Mobile di Ancona nell'operazione "€uro Green Pass" che ha coinvolto un infermiere di Falconara Marittima il quale, con l'aiuto di alcuni intermediari per procacciarsi 'clienti' no-vax, fingeva di vaccinarli per ottenere il Green pass in cambio di denaro all'interno dell'hub vaccinale "Paolinelli" di Ancona all'insaputa del resto del personale (leggi qui per saperne di più). Ulteriori misure cautelari di obbligo di dimora, con divieto di uscire di casa dalle ore 21 alle 6, e obbligo di presentazione quotidiana, emesse dal gip di Ancona e applicate a 5 indagati per i reati di corruzione, peculato e falso ideologico continuati, in concorso per ottenere l'indebito rilascio di Green pass È stato eseguito anche un altro sequestro preventivo fino alla somma di 4.500 euro dell'infermiere Emanuele Luchetti, 51 anni, principale indagato della vicenda corruttiva, sottoposto alla custodia cautelare in carcere dal 10 gennaio scorso. In tutto ammontano ora a circa 20mila euro le somme sequestrate al 51enne. Finora erano state 85 le misure cautelari eseguite dalla Polizia, in base alle indagini coordinate dal pm Ruggero Dicuonzo e innescate dalla denuncia di un medico vaccinatore del centro vaccinale che aveva finto di collaborare con Luchetti per spingerlo a confessare: Luchetti è finito in carcere e altri quattro posti ai domiciliari. Ora il totale sale a 90: oltre ai cinque arrestati (destinatari di due misure d'arresto fotocopia) altri 80 destinatari di obbligo di dimora e presentazione alla Procuratore generale, in sostanza i fruitori dei 'finti vaccini' per il Green Pass

21/03/2022 10:54
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