"Le mie dimissioni sono irrevocabili. Ma il mio impegno proseguirà più forte di prima, da semplice cittadino, a servizio della comunità". Lo ribadisce oggi, all'indomani delle dimissioni presentate a seguito dell' inchiesta della Procura di Macerata sul camping Il Quercione, il sindaco di Ussita Marco Rinaldi.
"La mia decisione - ha aggiunto Rinaldi - non è frutto della stanchezza o dell'effetto psicologico dovuto all'emotività, ma di un ragionamento che sto portando avanti da qualche tempo". (Ansa)
"Abbiamo creato un ente freddo e insensibile, che è la burocrazia". Così il geologo Emanuele Tondi dell'Università di Camerino, che ha parlato di emergenza e prevenzione in un convegno promosso ad Ancona dall'associazione culturale Fatto e diritto. "Per fare prevenzione - ha detto - occorre valutare la pericolosità sismica per ridurre il rischio, pianificando l'emergenza e riducendo la vulnerabilità sismica degli edifici".
"Gli strumenti che abbiamo - ha aggiunto - ci permettono di difenderci, ma bisogna usarli". Tondi ha indicato tra gli strumenti la carta di pericolosità sismica, che però, ha osservato, "è costruita con dati storici e considera poco l'aspetto delle faglie". Quanto al terremoto del Centro Italia, ci sono state - ha ricordato - oltre 50mila scosse". (Ansa)
La dottoressa Francesca Marchesani sarà la nuova direttrice della struttura complessa di pneumologia dell'ospedale di Macerata. A presentarla, questa mattina alle ore 11 presso la biblioteca del nosocomio, il direttore dell'Area Vasta3 Alessandro Maccioni.
La dottoressa Marchesani, originaria di Osimo, viene dall'Umberto I di Ancona ed è specializzata in disturbi respiratori del sonno. "Sono orgogliosa di essere qui - dice - perchè c'è una grande tradizione di pneumologia". "Cercherò di portare il Centro di disturbi del sonno anche a Macerata - spiega - riaprirò l'Utir (centro di terapia intensiva e semi intensiva respiratoria) sempre tenendo a mente la centralità del paziente. So di avere dei collaboratori preparati e giovani".
Il direttore Maccioni ha spiegato che "da dicembre 2015 aspettavamo un primario e nel frattempo il reparto è stato portato avanti egregiamente da Giordano Riccioni".
All'incontro erano presenti anche il direttore medico del presidio unico Area Vasta3, Palazzo; il direttore di nefrologia, Sopranzi; Trumbiani direttore del personale; Boccolini direttrice delle professioni sanitarie e parte del personale medico-sanitario di pneumologia.
"Dovranno sceglierci non perché i più vicini, ma per la qualità" aggiunge Marchesani. L'ospedale di Macerata ha già dimostrato di saper lavorare bene durante il sisma. "Abbiamo fatto squadra durante quei momenti accogliendo i colleghi di Tolentino e gestendo tutti i pazienti" dice Boccolini. "Nelle zone di mare siamo pronti ad accogliere anche i pazienti in villeggiatura - aggiunge Sopranzi - garantendo loro la dialisi di notte (fino alle 24).
Maccioni ne ha approfittato per comunicare altre tappe importanti. Oggi pomeriggio la firma del contratto di locazione di alcuni locali a Piediripa che sostituiranno quelli del centro fiere di Villa Potenza, e saranno pronti a luglio. Ha poi annunciato l'arrivo di nuovi primari. Nei prossimi mesi saranno coperti i reparti di ortopedia, medicina nucleare, oncologia e ortopedia a Camerino. Il 25 maggio sarà inaugurato il nuovo Pronto Soccorso del capoluogo. A Civitanova, entro maggio, saranno inaugurati i reparti di medicina d'urgenza, ostetricia e dialisi. Nuovi lavori anche per Recanati, Tolentino, Matelica e San Severino.
Poche righe che racchiudono tanti sentimenti. E tanta rabbia. Quella che un bambino di due anni forse non può provare. Ma anche un bambino di due anni che deve imparare a crescere troppo in fretta può essere deluso. E se quella delusione si chiama "Stato" diventa ancora più difficile da sopportare.
Mattia, due anni, è lo sfollato più piccolino di Muccia. E, con l'aiuto dei genitori, ha scritto allo Stato. Ha scritto parole di delusione, ma anche di speranza.
"Caro Stato, mi chiamo Mattia. Da pochi giorni ho compiuto i miei primi due anni di vita.Sette mesi di questa li ho già passati insieme alla mia mamma e al mio papà in un container. Sono il più piccolino della comunità terremotata qui a Muccia.
Ho imparato a mangiare da solo. Faccio la fila come i grandi con il mio vassoietto blu alla nostra mensa.
Qui abbiamo avuto la fortuna di avere in aiuto i carabinieri del battaglione Puglia che cucinano per tutti noi (e che mi viziano). Loro sì che mi stanno vicino... non come te che ti sei dimenticato. La mia mamma dice che le promesse poi vanno sempre mantenute.
Io rappresento il tuo futuro, insieme a tanti altri bimbi del centro Italia che dal 24 agosto in poi hanno perso tutto.Io però ho fiducia nella mia famiglia, nel mio paese. Aiutami a crescere credendo ancora in te. Perché se mi togli la possibilità di avere un futuro caro Stato... io con te poi faccio i capricci e non ci gioco più.Mattia".
Messaggio chiaro e forte. Ricevuto, caro Stato?
Sabato 13 maggio saranno ordinati sacerdoti presso l’Abbadia di Fiastra, Francesco Zambelli e Pietro Micheletti, entrambi provenienti dal Seminario missionario diocesano «Redemptoris Mater», e Giacomo Pompei.
Per Tolentino si tratta di un momento storico in quanto dopo rispettivamente quaranta e cinquant'anni dall'ordinazione di don Frediano Salvucci e monsignor Giancarlo Vecerrica, verrá nominato un nuovo sacerdote nato e cresciuto a Tolentino. Don Frediano è originario di Colmurano ma ha sempre vissuto a Paterno di Tolentino, mentre don Giancarlo Vecerrica, tolentinate doc è nato a San Giuseppe e vissuto a Tolentino, per poi essere nominato Vescovo (soprannominato il Vescovo con le scarpe da tennis perché fondatore del pellegrinaggio Macerata-Loreto) e fino al suo ritiro nel luglio 2015 è stato Vescovo di Fabriano e Matelica.
Il nuovo sacerdote tolentinate è Francesco Zambelli, nato all'ospedale di Tolentino il giorno di San Francesco del 1988. Terzo di quattro figli, cresce a Tolentino frequentando le scuole locali tra cui il Liceo Scientifico di Tolentino per poi entrare nel Seminario "Redemptoris Mater" di Macerata e compiere gli studi teologici presso il Seminario Vescovile di Fermo. Al termine vive un'esperienza di missione itinerante in Cina per tre anni ed al rientro viene ordinato Diacono il 29 ottobre 2016.
Sabato prossimo alle 18, per le mani di monsignor Nazzareno Marconi (con la presenza straordinaria di monsignor Claudio Giuliodori) verrá ordinato Presbitero insieme ai fratelli Pietro Micheletti di Bologna e Giacomo Pompei di Macerata.
Giacomo Pompei proviene dalla parrocchia San Vincenzo Maria Strambi di Piediripa. Attualmente impegnato nella studio alla Pontificia Università Lateranense, al primo anno di licenza in Diritto canonico, dove svolge il proprio servizio pastorale con gli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. In diocesi, per ora, il giovane diacono collabora con la parrocchia San Giuseppe di Sforzacosta.
La Prima Messa Solenne di don Francesco Zambelli verrá celebrata domenica 14 maggio alle 11.30 presso il campetto dell'Oratorio di Don Bosco a Tolentino. In caso di maltempo la messa sarà celebrata alle ore 13 presso il Tempio della Spirito Santo di Tolentino.
Non sono un comitato. Sono semplici cittadini, esasperati dalla palude di immobilismo dalla quale non sembra esserci via d'uscita, sebbene siano trascorsi quasi nove mesi dal terremoto del 24 agosto scorso.
Così, i cittadini di Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Visso e Preci hanno deciso di manifestare sabato 13 maggio a Visso. E tengono a sottolineare che si tratterà di una manifestazione spontanea.
"A nove mesi dal sisma" spiegano "siamo ancora nella fase dell'emergenza, non è stata mossa nemmeno una pietra e nessuna ricostruzione è iniziata né ci sono i presupposti perché questo accada.Manifestiamo a sostegno dell'operato dei nostri Sindaci, perchè sia dato loto più potere reale, e non solo a parole, in quanto sono gli unici in grado di gestire la ricostruzione.
Questo concetto sembra sia stato recepito, con colpevole ritardo, anche dalle Autorità superiori ma rimane, al momento solo un auspicio. Chiacchiere insomma, che, ormai abbiamo imparato, possono durare mesi prima di tradursi in qualcosa di concreto. E soprattutto di reale.Questa manifestazione sarà anche l'occasione per dare un seguito al Patto della Montagna, promuovendo l'incontro tra la gente necessario a costruire una comunità unita e coesa , unica speranza per il futuro di queste valli e sarà la prima sul territorio, lontana dai luoghi del potere ma nel cuore vero della tragedia.Alla manifestazione sono stati ufficialmente invitati i Sindaci in quanto primi cittadini in mezzo, o davanti, alla loro gente".
Nei giorni scorsi è stata inaugurata ufficialmente la nuova sede del gruppo comunale di Protezione Civile del comune di Tolentino.
La consegna ufficiale dei locali avviene in un periodo particolarmente significativo che vede, dall’agosto scorso, i volontari tolentinati impegnati su più fronti per rispondere all’emergenza provocata dal sisma.
Il gruppo comunale, oltre all’area di ammassamento di zona Sticchi, dopo l’indisponibilità dello spazio relazionale che gli era stato assegnato all’interno del palazzo dell’ex Ufficio Tecnico, ha ora una nuova sede nei locali non più utilizzati dal dipartimento regionale delle Ferrovie dello Stato e ubicati di fronte alla stazione ferroviaria.
L’accesso alla palazzina è dal parcheggio di viale Vittorio Veneto in via Lavoratori coatti a Kahla.
La nuova sede dispone di varie stanze, magazzini e di un ampio parcheggio per i mezzi di servizio ed è molto funzionale per le esigenze dei volontari.
A inaugurare la nuova “casa” del gruppo comunale di Protezione Civile il sindaco Giuseppe Pezzanesi, il coordinatore comunale Venanzio Picotti, il vice Mirko Bibini e il coordinatore comunale Duilio Bellini. Presenti diverse autorità civili, militari e religiose.
Una bella festa a cui hanno partecipato anche molti cittadini e rappresentanti di altri gruppi di volontari di comuni limitrofi e che è servita anche per ringraziare con la consegna di attestati di merito tutte quelle persone che si sono prodigate, in tutti questi mesi, con abnegazione, professionalità e passione per risolvere o comunque alleviare tutti i disagi e i problemi causati dal terremoto
Nei giorni scorsi il sindaco Giuseppe Pezzanesi si è recato a Caravaggio di Bergamo dove è stato ricevuto dal sindaco Claudio Bolandrini e dal vicesindaco Ivan Legramandi che, dopo una visita a Tolentino, aveva deciso di dare il via a una campagna solidale per aiutare nella ricostruzione del bocciodromo della città, un punto di riferimento non solo per gli anziani, ma per tutti i cittadini.
L’iniziativa di beneficenza ha richiamato centinaia di persone in piazza Garibaldi, e non solo, ha fatto centro. L’obiettivo di raccogliere fondi per aiutare la ricostruzione della città di Tolentino, distrutta dal sisma dello scorso ottobre, è stato ampiamente raggiunto: nel weekend, infatti, sono stati raccolti 3500 euro che, sommati alle donazioni effettuate sul conto corrente aperto ad hoc dal Comune, hanno permesso di superare i 10mila euro. Una donazione enorme a cui tanti caravaggini hanno contribuito per dare un aiuto concreto alle popolazioni che stanno facendo i conti con la distruzione lasciata dal terremoto che ha sconvolto il Centro Italia. Una chiamata al senso di responsabilità e di umanità a cui Caravaggio ha risposto in modo netto.
Nonostante il tempo inclemente durante il fine settimana, infatti, sono stati tanti i caravaggini che hanno voluto partecipare alla cena solidale organizzata dal gruppo Alpini in piazza Garibaldi e alle altre iniziative promosse per raccogliere quante più offerte da destinare all’ormai ribattezzata "Operazione bocciodromo". Infatti i 10 mila euro raccolti saranno utilizzati per coprire le spese per la sistemazione del Bocciodromo di Tolentino.
Il sindaco Giuseppe Pezzanesi ha ringraziato tutta la comunità di Caravaggio per la somma donata e soprattutto per aver dimostrato un grande cuore verso Tolentino e i suoi abitanti.
Dare un calcio alla paura per spingerla un po’ più in là e creare un’occasione di gioco per far ritrovare i più piccoli attorno a un pallone. Otto squadre di campioncini, d’età compresa tra gli otto e i nove anni, si sono incontrati nel primo “Torneo dell’Amicizia e della Solidarietà”, svoltosi dal 5 al 7 maggio presso il centro Coni di preparazione olimpica di Tirrenia, in provincia di Pisa, per una manifestazione ideata e organizzata dall’associazione Usd Rinascita Doccia di Sesto Fiorentino. Tra i partecipanti anche trenta bambini provenienti dai paesi del centro Italia colpiti dal terremoto
Il torneo, riservato alla categoria “Primi calci II anno 2008”, ha visto scendere in campo formazioni di cinque giocatori senza alcuna graduatoria finale e con premi finali per tutti. “L’idea - spiegano gli organizzatori - è nata parlando con i bambini, pensando a quanto è accaduto l’estate scorsa col terremoto in centro Italia. Un gesto di solidarietà e amicizia, nel segno del calcio. Dalla Rinascita Doccia sono partiti i contatti, prima con il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, che è rimasto entusiasta del progetto e non potendo coinvolgere direttamente il proprio paese viste le condizioni attuali, ci ha consigliato di continuare con il progetto e di non fermarci”. Così l’iniziativa è andata avanti coinvolgendo i comuni di San Severino Marche, Muccia, Pievebovigliana, Pieve Torina e Serravalle di Chienti.
Al primo “Torneo dell’Amicizia e della Solidarietà” hanno aderito complessivamente quattro società: la S.S. Settempeda e l’A.S.D. Futbol3, attive nel territorio dei comuni del Maceratese colpiti dal sisma. Con loro anche l’U.S.D. Rinascita Doccia e il Castelfiorentino. L’iniziativa ha visto la collaborazione del consiglio regionale della Toscana e si è avvalsa del patrocinio della città metropolitana di Firenze, dei comuni di Firenze e Sesto Fiorentino. Il “Torneo dell’Amicizia e della Solidarietà”, ideato dalla Rinascita Doccia, ha unito realtà lontane che si sono subito ritrovare vicine nel segno della solidarietà e del calcio, sport capace ancora di unire le persone intorno a grandi sfide.
La società settempeda ringrazia la società tutta della Rinascita Doccia di Sesto Fiorentino e, in particolare, i dirigenti Claudia Fredducci, Maurizio Rotolo e l'allenatore Francesco Sardina.
"Noi sindaci abbiamo chiesto che gli sfollati non vengano spostati dai camping in cui si trovano ora. La riunione è stata aggiornata, ma secondo me ci sono margini di apertura per trovare una soluzione".
Questo il commento del sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci al termine della riunione fiume svoltasi in Prefettura a Macerata sul caso dei terremotati ospiti di strutture della costa, che ora dovrebbero spostarsi per far posto ai turisti. Gentilucci torna poi sul nodo delle casette, le Sae che nelle Marche non ci sono ancora. "Ho sottoscritto un cronoprogramma con la Regione secondo il quale a Pieve Torina le casette devono arrivare entro il prossimo 24 agosto. Sono fiducioso che l'impegno venga rispettato. Se così non sarà - annuncia - sono pronto a ogni forma di protesta, anche eclatante".
Il prefetto di Macerata Roberta Preziotti ha invitato questo pomeriggio in Prefettura gli assessori alla Protezione civile e al Turismo delle Marche, il dirigente della Protezione civile regionale e 12 sindaci della provincia, più il commissario straordinario di Valfornace, per affrontare la situazione del contingente di sfollati del terremoto che dovrebbe trasferirsi da alcuni camping della costa in altre strutture, per lasciare spazio ai turisti. La riunione era stata chiesta dal sindaco di Pieve Torina, presidente della Comunità Montana di Camerino, e da quello di Ussita, ed è ancora in corso.
Nei giorni scorsi Preziotti aveva ricevuto una delegazione di terremotati, che verranno riconvocati successivamente. L'obiettivo degli sfollati è quello di non abbandonare le attuali strutture di accoglienza, e anche i sindaci appoggiano questa richiesta. La Regione Marche aveva fatto appello agli albergatori per una proroga dell'ospitalità, ma l'invito era stato accolto solo in parte. (Ansa)
È tutto pronto per "In moto per ricostruire" evento presentato oggi 10 maggio presso la concessionaria Moto Nardi di Macerata. Gli amanti delle due ruote si riuniranno domenica 14 maggio mettendo la loro passione al servizio della ricostruzione di Visso, uno dei paesi più colpiti dal sisma.
Una giornata di solidarietà finalizzata alla raccolta di fondi che andranno alla popolazione e ai commercianti della zona, organizzata da Paolo Nardo titolare della concessionaria Moto Nardi insieme al sindato di Visso, Giuliano Pazzaglini con la collaborazione del Motoclub Amici di strada di Civitanova e del Motoclub New Rider di Porto Recanati. "Ho notato grande sensibilità da parte dei motociclisti che verranno dal centro, ma anche dal sud Italia" ha detto Nardi.
Per partecipare sarà necessario versare una quota di iscrizione: 10 euro che verranno devoluti in beneficienza ai vissani. Sarà possibile iscriversi presso la concessionaria Nardi, presso le sedi dei Motoclub aderenti oppure direttamente a Visso dove saranno allestiti dei banchetti.
Tra i promotori anche Vincenzo Cittadini di Moto Nardi: "Quando ero bambino vivevo a Visso con la mia famiglia. Sembra una città bombardata ora, mi piange il cuore". Chi è motociclista sa cosa vuol dire viaggiare per scoprire posti come Visso, è "un modo per far tornare il turismo" continua Cittadini.
Alla presentazione c'era anche Giuseppe Gatti, commerciante di Visso: "Dobbiamo ringraziare tutti, perché per noi è un modo per farci ricordare. Abbiamo paura che Visso scompaia anche dalla cartina geografica, altrimenti".
Il Comune di Tolentino rende noto che coloro i quali abbiano avuto l’abitazione inagibile, classificata con scheda AEDES “E”, possono chiedere il contributo per le spese di trasloco o di eventuale deposito dei mobili. Il contributo - nel limite massimo di euro 1.500,00 - è regolato dall’Ordinanza n. 21 del 28/04/2017 del Commissario per la ricostruzione, scaricabile sul sito del Comune, con allegato il modello di domanda che dovrà essere presentata per l’inoltro al competente Ufficio territoriale speciale per la ricostruzione, all’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Tolentino ubicato in pizza Martiri di Montalto, telefono 0733.901321.
Queste le modalità di riconoscimento del contributo in favore dei soggetti la cui abitazione, in conseguenza degli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, sia stata sgomberata per inagibilità totale (livello di danno E) a seguito di provvedimenti delle autorità competenti e che abbiano dovuto sostenere oneri per traslochi e/o depositi temporanei dei mobili e dei suppellettili, contenute nell’abitazione dichiarata inagibile e sgomberata.
Il contributo è riconosciuto:
a) in favore dei proprietari ovvero degli usufruttuari o dei titolari di diritti reali di garanzia che si sostituiscano ai proprietari delle unità immobiliari danneggiate o distrutte dal sisma e classificate con esito E che, alla data degli eventi sismici, risultavano adibite ad abitazione principale;
b) in favore del conduttore, del comodatario o dell'assegnatario, purché alla data degli eventi sismici adibiti a residenza anagrafica ovvero ad abitazione principale, abituale e continuativa del conduttore del comodatario o dell'assegnatario, in caso di unità immobiliari danneggiate o distrutte dal sisma e classificate con esito E, ovvero concesse in comodato o assegnate a soci di cooperative a proprietà indivisa, mediante atti aventi data certa anteriore al verificarsi degli eventi sismici che hanno determinato l’inagibilità totale dell’unità immobiliare.
Il contributo è limitato alle spese effettivamente sostenute e documentate per il trasloco e il deposito temporaneo dei mobili e dei suppellettili in favore dei soggetti, la cui abitazione, in conseguenza degli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, sia stata sgomberata per inagibilità totale (livello di danno E) a seguito di provvedimenti delle autorità competenti e che per l’esecuzione degli interventi di ripristino e miglioramento sismico o di ricostruzione siano costretti a traslocarli e/o ricoverarli temporaneamente in locali ubicati in edifici diversi da quelli oggetto degli interventi, ivi compresi quelli previsti dall’articolo 3, comma 2, dell’ordinanza n. 9 del 2016. 2. In ogni caso, il contributo di cui al precedente comma non può superare, con riguardo a ciascuno nucleo familiare, la somma di euro 1.500,00.
Nelle ipotesi previste, il contributo è limitato alle sole spese di trasloco effettivamente sostenute e, in ogni caso, non può eccedere, per ciascun nucleo familiare, la somma di euro 750,00.
Ai fini della presente ordinanza, il nucleo familiare viene determinato, con riferimento alla data degli eventi sismici.
A pena di decadenza, la domanda di contributo deve essere presentata presso il Comune del luogo ove si trova l’unità immobiliare dichiarata inagibile, entro il termine di sessanta giorni dal pagamento, da parte dei soggetti delle spese relative all’attività di trasloco e/o di deposito temporaneo.
Alla domanda, redatta in conformità al modello, costituente l’allegato n. 1 alla presente ordinanza e reperibile sul sito istituzionale del Commissario Straordinario del Governo ai fini della ricostruzione nei territorio dei Comuni delle Regioni di Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria interessati dall’evento sismico del 24 agosto 2016, oltre che sul sito del Comune, devono essere allegati, a pena di inammissibilità, i seguenti documenti: a) dichiarazione sostitutiva rilasciata ai sensi degli articoli 46 e 47 del D.P.R. n. 445 del 2000, contenente l’indicazione degli estremi identificativi e della data del provvedimento di sgombero totale dell’abitazione, nonché la descrizione del numero e della tipologia dei beni mobili e/o dei suppellettili ubicati, alla data degli eventi sismici, nell’abitazione dichiarata inagibile e sgomberata; b) copia delle fatture e/o delle ricevute relative alle spese effettivamente sostenute per il trasloco e/o il deposito temporanei dei beni mobili e delle suppellettili; c) copia dei documenti di trasporto; d) copia della documentazione attestante l’effettivo pagamento delle spese per il trasloco e/o per l’eventuale deposito temporaneo; e) copia dell’eventuale contratto di locazione, di usufrutto, di uso, di abitazione, di comodato ovvero di altro titolo legittimante l’utilizzazione dell’unità immobiliare come abitazione principale; f) copia del contratto o dei contratti relativi ad eventuali coperture assicurative per gli oneri ammessi a contributo ai sensi della presente ordinanza.
Relativamente alle spese per traslochi e/o per il deposito temporaneo dei beni mobili e dei suppellettili ammissibili a contributo e già sostenute dai soggetti alla data di entrata in vigore della presente ordinanza, la domanda di contributo, corredata dai documenti previsti, deve essere presentata, a pena di decadenza, presso il Comune del luogo ove si trova l’unità immobiliare dichiarata inagibile entro il termine di centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente ordinanza.
Entro sette giorni dalla presentazione della domanda il Comune ne cura l’inoltro all’Ufficio speciale per la ricostruzione territorialmente competente, unitamente alla documentazione prodotta dal richiedente, alla copia del provvedimento di sgombero totale dell’abitazione, nonché all’eventuale certificato di residenza.
L'Ufficio speciale per la ricostruzione, entro quaranta giorni dalla ricezione delle domande di contributo, come inoltrate dal Comune, previa verifica della sussistenza in capo al richiedente dei requisiti per l'accesso al contributo, nonché della completezza della domanda e della documentazione alla stessa allegata, procede alla determinazione della spesa ammissibile e del contributo concedibile.
L'accoglimento della domanda, con l'indicazione specifica del contributo concesso, è comunicato al beneficiario, ove possibile anche a mezzo PEC, all’indirizzo indicato nella domanda di contributo. Con le stesse modalità è comunicato l'eventuale provvedimento di rigetto della domanda di contributo, con l'indicazione delle ragioni del mancato accoglimento della stessa.
L'Ufficio speciale può richiedere all'interessato integrazioni o chiarimenti, che devono pervenire entro quindici giorni dalla richiesta. Nel caso in cui entro tale termine le integrazioni e i chiarimenti richiesti non siano pervenuti, la domanda di contributo si intende rinunciata. In caso di richiesta di integrazioni o chiarimenti, il termine di cui al comma 1 è sospeso e riprende a decorrere dalla data di ricezione da parte dell’Ufficio dei chiarimenti e delle integrazioni richiesti.
L'Ufficio speciale può in ogni caso respingere le domande qualora vengano riscontrate gravi incompletezze o carenze dei dati necessari alla valutazione, tali da non poter essere sanate con chiarimenti o integrazioni documentali.
In caso di accoglimento della domanda, l’Ufficio speciale procede, entro venti giorni dall’invio della comunicazione, al pagamento del contributo riconosciuto.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Alessandro Savi, Consigliere Comunale "Macerata Capoluogo"
La storia della pedonalizzazione del centro storico viene da lontano, dai tempi dell’amministrazione guidata da Gian Mario Maulo. Fu una decisione giusta nel merito ma, con ogni probabilità, affrettata e improvvisa. La successiva amministrazione Menghi, coerentemente con il suo programma, fece immediatamente la scelta opposta poi, nei successivi quindici anni di governo del centro sinistra, si è proceduto con gradualità verso una pedonalizzazione sempre maggiore. Oggi il sindaco Carancini, come annunciato da tempo, avvia il nuovo piano di sosta e mobilità che, di fatto, chiude il centro. La mozione respinta ieri dal consiglio è un atto di alcuni consiglieri di minoranza, non dell’amministrazione comunale che ha approvato il piano attraverso una delibera di giunta. Dunque è, in sé, un atto pressoché inutile, servito esclusivamente a riaccendere il dibattito per qualche ora o per qualche giorno. Per quanto mi riguarda, ho preferito astenermi. Non sono contrario alle pedonalizzazioni dei centri storici, al contrario. Semplicemente, negli anni, mi sono progressivamente convinto che tale processo debba avvenire contestualmente alla realizzazione di un parcheggio realmente comodo, realmente a ridosso del centro, realmente in grado di condurre il pedone nella piazza principale con pochi passi: è la proposta dei “100 passi per il centro” che la lista civica Macerata Capoluogo ha proposto alla città e che prevedeva la realizzazione del parcheggio a nord con un sistema rivoluzionario di attracchi meccanizzati e scale mobili. Il vecchio Park sì (oggi parcheggio “Centro storico”), a mio modo di vedere, non ha questa appetibilità in sé e, sia pur reso conveniente dalle scelte dell’amministrazione, resta un parcheggio non del tutto adeguato. La vera scelta di pedonalizzazione è stata fatta quando il Consiglio Comunale ha approvato l’acquisizione anticipata del Park sì, non ieri. Il vero snodo della vicenda è quello, ogni altro atto di giunta o di consiglio deve e dovrà necessariamente misurarsi con una operazione costata oltre due milioni di euro. Giusta? Sbagliata? Solo il tempo potrà dirlo. Di certo Il Park sì, una volta divenuto “parcheggio Centro Storico”, ha di fatto precluso e precluderà per lunghissimo tempo ogni altra scelta relativa alla sosta di ogni altra successiva amministrazione. A meno che qualcuno, in futuro, con temerarietà più che con coraggio, non deciderà di bruciare quei due milioni e riaprire scenari diversi".
“Portare anche il vino in una fiera specializzata sul food si è rivelata una scelta strategica. Da sempre la cucina italiana ha contribuito alla crescita del nostro prodotto enologico sui mercati internazionali; ora, in questa congiuntura particolare, tocca al vino fare da traino alle nostre nicchie agroalimentari di qualità”. Lo ha detto oggi, mercoledì 10 maggi, nel corso della terza giornata della rassegna milanese "Tuttofood" il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), Alberto Mazzoni, commentando la partecipazione unitaria dei produttori del Verdicchio di Matelica, ospitati gratuitamente da Fiera Milano assieme alle altre aziende della collettiva Food Brand Marche provenienti dalle aree del cratere.
Numerosi i contatti registrati con il trade, in particolare con operatori provenienti da Irlanda, Cina, Israele, Polonia, Russia e Svezia interessati al Verdicchio di Matelica (che festeggia i 50anni dalla nascita della Doc) e alla Vernaccia di Serrapetrona. Alla collettiva marchigiana, che chiude domani, partecipano 41 aziende. Di queste, sono 35 le imprese danneggiate dal terremoto che provengono dall’area del cratere e 23 quelle vitivinicole.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma Elisabetta Guglielmi, Segretario Provinciale Nursind Macerata (Sindacato delle Professioni infermieristiche), intervenuta in risposta all’articolo della Uil Fpl avente ad oggetto la Cisl e la Direzione dell’Area Vasta 3.
“È inaccettabile che alcune sigle sindacali, nella riunione della RSU dello scorso 8 maggio, sottoscrivano un verbale di richieste comuni concordato all’unanimità e il giorno dopo smentiscano sulla stampa l’operato che la RSU e la stessa sigla hanno firmato. La Rappresentanza Sindacale Unitaria, RSU, è un organismo composto da 36 delegati eletti e la figura del coordinatore, è una mera figura organizzativa e amministrativa interna non essenziale al funzionamento dell’organismo. È singolare ricordare che, come già pubblicato sui giornali, la stessa sigla che denuncia le modalità della sfiducia del coordinatore l’ha ritenuta un atto dovuto e a suo tempo sottoscritta. Allo scopo di proseguire correttamente il compito affidato dagli elettori ad ogni delegato della RSU, invito coralmente tutti i delegati e le sigle sindacali ad assumersi (ed assumerci) le nostre responsabilità e a mantenere fede ai nostri impegni sindacali".
"Nel tempo - va avanti Guglielmi - il ruolo del sindacato ha visto scemare la sua incisività nelle scelte Aziendali e la legge regionale sminuirà ulteriormente l’incisività e l’autonomia sindacale nel territorio dell’AV3. Dopo mesi di tentativi volti a far ripartire i lavori della RSU, che a causa di vicissitudini interne erano da tempo fermi, oggi sosteniamo a gran voce che le risposte che vogliamo dalla direzione dell’AV3 sono analoghe per tutte le organizzazioni sindacali e sono state richieste più volte nel tempo. Sintetizzando le istanze, noi chiediamo: che l’Area Vasta si occupi urgentemente di mobilità, di straordinari non pagati, delle prestazioni aggiuntive autorizzate e non pagate, degli accordi sugli incentivi non mantenuti, della pronta disponibilità, del piano occupazionale. Siamo convinti che ci sia un impianto riferito ai coordinamenti e alle posizione organizzative, non adeguato alla nuova realtà dell’AV3".
"In nome della correttezza e della responsabilità personale che coinvolge ognuno di noi - conclude Guglielmi in rappresentanza del Sindacato degli Infermieri - invito la RSU e le O.S. ad evitare attacchi interni strumentali che depotenziano l’azione corale di tutti i rappresentanti dei lavoratori".
"Se la Segreteria Nursind Macerata non riceverà in tempi rapidi risposte soddisfacenti alle proprie istanze da parte dell’Area Vasta 3 proclamerà - si legge infine nel comunicato - lo stato di agitazione".
Ancora testimonianze di solidarietà per la comunità tolentinate e in particolare per i bambini della scuola Rodari. Giacomo Morodo, caposquadra del distaccamento ANA di Cadore, ha consegnato ai bambini di Tolentino un libro e una lettera inviate dalle scuole materne di Vigo e Lorenzago di Cadore. Dopo aver operato sul territorio e dopo la consegna del materiale scolastico e delle derrate alimentari, una bella attestazione di affetto e di vicinanza per chi si trova a convivere con il terremoto da diversi mesi.
L’ANA di Cadore è infatti già stata a Tolentino con i suoi volontari (dal 12 al 19 novembre, dal 17 al 18 dicembre, dal 24 al 31 dicembre, dal 9 al 16 gennaio, dal 20 al 27 gennaio, dal 10 all'11 febbraio, dal 18 al 19 marzo, dal 7 all'8 aprile e dal 29 aprile all'1 maggio). La Protezione Civile di Auronzo di Cadore è scesa a Tolentino portando alimenti e vestiario. Ha effettuato raccolte presso i supermercati di derrate alimentari da trasportare a Tolentino, ha consegnato una roulotte a una famiglia tolentinate e ha portato fieno per le zone di Pievetorina. Nel corso della permanenza a Tolentino ha costituito un gemellaggio tra la scuola Rodari e le scuole dell’infanzia di Vigo e Lorenzago di Cadore. Lo scorso 18 novembre in visita a Tolentino è venuto l'Assessore alla Protezione civile della Regione Veneto Gianpaolo Bottaccin.
Il Sindaco Giuseppe Pezzanesi e l’Assessore Giovanni Gabrielli hanno ringraziato tutti i volontari del Cadore: "In maniera encomiabile hanno collaborato dimostrando grande professionalità e dedizione. Ogni loro intervento è stato risolutivo e tutto il loro prezioso lavoro è stato molto utile per aiutare la nostra comunità fortemente provata dalle continue scosse del terremoto. In particolare, i nostri amici del Cadore, che non smetteremo mai di ringraziare, sono stati al fianco delle famiglie che si sono trovate senza casa e come 'angeli' con grande cuore si sono impegnati per ridurre i disagi e i problemi".
Nelle famigerate buche a ridosso dell'isola ecologica, nei giardini dell'ex Ente Fiera in cui, come avevamo documentato (https://picchionews.it/attualita/civitanova-la-zona-e-derattizzata-ma-i-topi-non-lo-sanno-video), trovava rifugio una nutrita colonia di topi, da qualche giorno è comparsa una sostanza di colore celeste che a distanza sembra una sorta di schiuma.
Si tratta senza dubbio di un nuovo tentativo di derattizzazione, speriamo definitivo. Anche perché in quei giardini giocano spesso dei bambini e la nuova piazza ricavata dall'abbattimento della fiera sta riscuotendo molto successo come luogo di aggregazione, come è stato dimostrato nelle ultime settimane (dal concerto dei Modena City Ramblers allo Street Food Time, fino allo spettacolo di Max Giusti di domenica scorsa, 7 maggio).
In occasione della Festa dell’Europa e degli Aperitivi europei che prenderanno il via da oggi, il Comando della Polizia locale ha messo un’ordinanza per regolamentare la viabilità nelle vie del centro storico interessate dalla manifestazione
Il provvedimento prevede da oggi fino al 13 maggio dalle ore 18 alle 02,00 del giorno successivo:
- divieto di transito nel centro storico posto all’intersezione tra via Zara e via Armaroli, eccetto residenti autorizzati, veicoli a servizio degli invalidi, pubblica utilità. All’esaurimento dei posti disponibili nel parcheggio di via Armaroli o qualora sia necessario, il divieto di transito verrà istituito
all’intersezione di Rampa Zara con viale Leopardi, con le stesse eccezioni;
- divieto di transito in piazza Annessione, eccetto residenti autorizzati, veicoli a servizio degli invalidi, pubblica utilità;
- divieto di sosta con rimozione forzata valido da oggi (10 maggio) al 13 maggio dalle ore 17 alle 02,00 del giorno successivo in piazza Annessione, piazza Vittorio Veneto, piazza Oberdan (eccetto tratto chiuso adiacente il palazzo delle Poste), piazza della Libertà, via Gramsci;
- divieto di sosta con rimozione forzata valido dalle ore 8 alle 18 del 10 maggio in via S. Maria della Porta (parcheggio di Palazzo Conventati).
Da oggi 10 maggio al 14 maggio i veicoli dei residenti del centro storico che espongono il permesso zona “A”, potranno sostare in qualsiasi altra zona riservata ai residenti, compresi i parcheggi in struttura.
Sabato 13 maggio invece, a partire dalle ore 20, verranno chiusi al traffico corso Cavour e corso Cairoli nel tratto compreso tra via Carducci e piazza Nazario Sauro.
L’Ordine degli Architetti di Macerata è intervenuto per spiegare le difficoltà che impediscono e ritardano la presentazione dei progetti necessari per procedere con la ricostruzione.
"Continua ad essere al centro dei tavoli di lavoro e di discussione la questione ricostruzione - scrive l'Ordine - non ultimo quello aperto a Treia con il convegno “Ri-costrure la contemporaneità” del 6 maggio scorso. Nel corso della giornata di lavoro, infatti, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti è tornato ad evidenziare la carenza di progetti depositati per la ricostruzione".
"In primis infatti è stato evidenziato - sottolinea - quanto sia complicato ad oggi poter auspicare una ricostruzione veloce prima di tutto perché i sopralluoghi FAST hanno rilevato come tale ricostruzione sia applicabile ad un numero estremamente ridotto di casi, anche all’interno delle numerosissime classificazioni B. In secondo luogo poi è stato posto l’accento su quanto la ricostruzione veloce in realtà, esempio ne è il caso de L’Aquila, non è stata in grado di salvare quegli edifici colpiti dal sisma del 1997 i cui interventi di risanamento non hanno fatto altro che inficiare l’equilibrio delle strutture colpite poi senza tregua dal terremoto aquilano".
"Viene da sé allora che l'enorme contributo economico impegnato dal Paese venga utilizzato ed ottimizzato con intelligenza e proiettato verso la ricostruzione, prima ancora che degli edifici, di un tessuto sociale ed economico attrattivo, come già sottolineato in più di una occasione dagli architetti" continua.
A parlare anche il presidente dell'Ordine Enzo Fusari: "Parlare di ricostruzione oggi, più di ieri, significa quindi studiare il territorio in modo tale da restituire un patrimonio edilizio che possa affrontare con successo gli eventi futuri che caratterizzano inevitabilmente una zona sismica. Non è un caso infatti – spiega Fusari -che solo ora sta per partire lo studio della microzonazione sismica, si sta parlando di predisporre linee guida per le zone maggiormente distrutte, ci si sta interrogando su come rapportarsi con le aree problematiche come i dissesti idrogeologici e con la diffusione degli abusi edilizi, gli uffici tecnici comunali stanno ancora ragionando in merito agli aggregati, ci si sta inventando come sopperire all'assenza di documentazione a seguito della distruzione degli archivi comunali". "Gli ingredienti principali sono già presenti un territorio paesaggisticamente ineguagliabile, una diffusione immane di pregevole patrimonio architettonico e culturale, un popolo volenteroso ed infaticabile; una "ricetta" epocale come questa, legata al terremoto, non può certo essere cucinata al microonde" conclude il presidente Fusari.