Si è svolta oggi presso il Tribunale di Macerata l'udienza preliminare sul dj set svoltosi nei locali della piscina della Filarmonica lo scorso 16 luglio 2017 a Macerata. La festa, organizzata in occasione della celebrazione di ben quattro compleanni con la partecipazione straordinaria del dj Fargetta come super ospite, era stata improvvisamente interrotta intorno alle 00:30 a seguito dall'arrivo della Polizia Amministrativa.
LE ACCUSE - L'interruzione fu motivata dall'assenza di una preventiva autorizzazione rilasciata dalla Polizia di Stato per il suo svolgimento. Il dj set sarebbe, dunque, stato abusivo (violazione artt. 68 e 69 TULPS) e svolto oltre l'orario consentito, oltretutto con una contestazione riguardante l'agibilità dei locali (leggi di più).
GLI IMPUTATI - L'avvocato Oberdan Pantana da allora assiste Stefania Cittadini, accusata dal pubblico ministero Luigi Ortenzi in quanto titolare dell'autorizzazione del Comune di Macerata per lo svolgimento del dj set, e Sergio Pantella, imputato per aver acceso manufatti esplosivi - potenzialmente pericolosi - in direzione della pista da ballo senza alcuna preventiva autorizzazione sul parapetto del terrazzo della piscina (art. 57 TULPS).
LA SENTENZA - Come dichiarato dall'avvocato Oberdan Pantana: "La sentenza dell'udienza preliminare ha previsto il non luogo a procedere nei confronti dell'artista Fargetta e il rinvio a giudizio per tutti gli imputati al 9 gennaio 2020".
LE DICHIARAZIONI DI PANTANA - "Per l'evento Stefania Cittadini - sottolinea Pantana - aveva tutte le autorizzazioni del caso, visto che si è pure presentata in Questura per chiederne il permesso: chiediamo quindi che venga verificata l'insussistenza del reato. Analoga la situazione riguardante il mio assistito Sergio Pantella, che aveva acceso delle fontanelle luminose in libera vendita e aventi il marchio CE in una terrazza in cui era il solo presente e dunque a una distanza dagli altri invitati ben superiore agli 8 metri previsti dalla legge".
La Provincia di Macerata, con Determinazione Dirigenziale n. 3 dell'8/1/2019, ha approvato il piano di ripristino dell'Impianto di trattamento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi sito a Macerata, in Via Concordia n. 65, della Ditta ORIM S.p.A..
La presentazione del Piano era stata prescritta al gestore dell'impianto a seguito dell'incendio occorso in data 6/7/2018 ed era finalizzata a prevedere le opere necessarie al fine di ripristinare le condizioni dell'impianto prima dell'evento nonché a prevedere tutti i miglioramenti da apportare allo stesso al fine di scongiurare il verificarsi di nuovi incidenti e garantire adeguatamente e prioritariamente la salvaguardia ambientale e la salute dei cittadini.
In tale ottica il piano è stato approvato con una serie di prescrizioni che tengono conto dei pareri resi nei diversi tavoli tecnici tenutisi allo scopo, da parte degli organi preposti ai controlli sui diversi aspetti che l'attività richiede.
In particolare è stato imposto alla Ditta:
- di completare preliminarmente tutte le misure di messa in sicurezza di cui all'art. 29-undecies del D. Lgs. 152/2006 (Codice dell'Ambiente) ;
- di rispettare tutte le prescrizioni impartite dal Comune di Macerata inerenti l'agibilità dell'immobile, dall'Asur relativamente alle questioni inerenti la salute dei lavoratori e dei cittadini nonché dei vigili del fuoco per ciò che concerne la normativa antincendio, con particolari restrizioni sul carico di incendio specifico che dovrà essere garantito in ogni porzione dell'impianto;
- di redigere, entro il 04/03/2019, un adeguato aggiornamento del piano di emergenza da trasmettere al Prefetto;
- di subordinare la concreta ripresa dell'attività all'avvenuta esecuzione di tutte le opere previste nel piano di ripristino, all'effettuazione di tutti i collaudi richiesti per le stesse opere e per la relativa impiantistica, stabilendo altresì che la ripresa avvenga gradualmente in distinti periodi ed in conformità al piano di ripristino approvato;
- di ridurre, le quantità massime dei rifiuti che potranno essere gestiti in una prima fase;
- di eliminare definitivamente dall'attività di gestione, i rifiuti che hanno caratteristiche di pericolo Esplosivo ed Infettivo, nonché eliminare una serie di codici CER di rifiuti principalmente pericolosi;
- di sottoporre il progetto per la ricostruzione delle parti danneggiate dall'incendio ad una specifica procedura prevista dal D. Lgs. 152/2006 nell'ambito della quale la Provincia, Autorità Competente e tutti gli altri Organi di controllo, potranno effettuare le ulteriori valutazioni.
Nel provvedimento si conferma tuttavia la permanenza ad oggi delle prescrizioni e limitazioni della diffida emessa dalla Provincia in data 28/12/2018 che impediscono ulteriori lavorazioni all'interno della campata “A” fino a quando la stessa non sarà adeguatamente confinata.
Con il suddetto provvedimento è stato inoltre evidenziato alla Ditta che il reiterarsi di violazioni che determinino situazioni di pericolo o di danno per l'ambiente comporterà la revoca dell' AIA e la chiusura dell'installazione.
La Provincia con gli atti sopra citati ha pienamente esercitato, ed intende farlo per qualsiasi eventuale ulteriore provvedimento si rendesse necessario adottare, tutte le funzioni ad essa attribuite dalla vigente normativa di settore ferme restando le competenza degli altri organi istituzionali di governo del territorio per le diverse e restanti problematiche
Portò fiori per il figlio morto nell'area interdetta dell'hotel Rigopiano, condannato Feniello„Portò un mazzo di fiori nell'area interdetta dell'Hotel Rigopiano di Farindola per il figlio Stefano, una delle 29 vittime della valanga che nel gennaio 2017 travolse la struttura alberghiera, ma è stato condannato per "introduzione abusiva".
È quello che è accaduto ad Alessio Feniello, il quale si è visto notificare la condanna penale firmata da Gip del tribunale di Pescara, che consiste in una pena pecuniaria di 4.550 euro.
La colpa è stata quella di "essersi introdotto abusivamente nella struttura e permanendovi nonostante le ripetute diffide e inviti ad uscirne rivoltigli da appartenenti alle forze dell'ordine, addetti alla vigilanza del sito". Così è dichiarato nella condanna.
Faniello ha mostrato tutta la sua rabbia e incredulità in un post pubblicato su facebook dichiarando: "Io non pago e se necessario faccio tre mesi di carcere. Quelli che non hanno fatto niente per salvare 29 persone a Rigopiano stanno tutti ancora a piede libero e io devo pagare".
Arriva con il treno da Roma, scende ma si accorge di aver dimenticato a bordo il suo prezioso borsello.
Così un quarantanovenne, S.F. il 6 gennaio si è recato negli uffici della Polfer chiedendo agli agenti in servizio il giorno di festa, di aiutarlo a ritornare in possesso del borsello, lasciato inavvertitamente a bordo del treno.
Prontamente, gli agenti hanno contattato il capotreno che si è messo alla ricerca del Borsello sulle indicazioni del disperato proprietario. Una volta trovato lo ha trattenuto e quindi consegnato agli agenti della Polfer di Ancona una volta giunto nella stazione del capoluogo.
Gli agenti Dorici, come di prassi, hanno aperto il Borsello per controllarne il contenuto e si sono trovati di fronte ad un pacchetto ben chiuso. All'interno, quasi 100 grammi di hashish. Hanno quindi contattato l'uomo comunicando di aver ritrovato il borsello e che era a sua disposizione presso gli uffici dela Polizia Ferroviaria.
Una volta recatosi alla stazione di Ancona per riprendere possesso del prezioso bagaglio, all'uomo è stata palesata la scoperta e, messo di fronte all'evidenza, l'uomo non ha potuto che ammettere.
Scontato la denuncia per la detenzione della sostenza stupefacente al Tribunale di Ancona
L'uomo era nel bar della stazione consumando la colazione quando un extracomunitario si è avvicinato ed ha iniziato ad insultarlo pesanetemente.
Questo l'inizio della storia con due protagonisti, un libraio che ha la sua libreria nella stazione di Pescara ed un extracomunitario che gravitava sulla stazione.
“Verso le 14:25 mi trovavo al bar nell’atrio della stazione e, mentre mangiavo un panino, una persona di colore mi ha chiamato, avvicinandosi alle spalle, urlando, gesticolando e offendendomi. - Dichiara Forconi, la vittima dell'episodio razzista - Non lontano c’era anche una donna che riprendeva la scena con il telefonino” che sarebbe stata invitata a non riprendere e chiamare aiuto ma che avrebbe risposto “Sono in un locale pubblico e faccio quello che voglio”.
“Ho cercato di capire i motivi dell’insulto e di calmarlo”, prosegue sempre il Forconi, “invitando l’uomo a concludere la discussione all’esterno della stazione, in quanto dotata di videosorveglianza, mentre lui restava in piedi davanti al tavolino per consumare un caffè”.
Una volta rientrato nella sua libreria, Forconi ha subito allertato la Polfer che ha rintracciato ed identificato l'aggressore.
Forconi ha quindi dato mandato ai suoi legali per formalizzare una denuncia verso l'aggressore, denuncia che comprenderà oltre ai reati comuni, anche la richiesta di incriminazione per odio razziale
«Ciò che mi è accaduto», racconta Forconi, «è talmente vile e ignobile che, a distanza di tempo, continua ancora a disgustarmi. Essere ingiuriato davanti a decine di persone ed epitetato, senza alcun motivo razionale, con "Bianco di merd@ e italiano di merd@" da un extracomunitario (successivamente accompagnato da agenti PolFer nei loro uffici per procedere alla sua identificazione) è una cosa che mi disturba molto»
«Non tollero minimamente che un immigrato (senza fissa dimora e senza lavoro) possa permettersi di offendere un cittadino italiano con quelle frasi così intrise di disprezzo ed intolleranza e continuare a passeggiare, impunemente e come se nulla fosse, sul nostro suolo nazionale» conclude Forconi «a casa mia, esigo rispetto. Non esiste un razzismo a 180° e nemmeno vittime di serie A e vittime di serie B: la legge è uguale per tutti e tutti gli uomini e le donne hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri davanti ad essa, senza eccezioni».“
È ipotizzabile che l'aggressione trovi motivazione nella lotta sostenuta da Forconi per lo smantellamento del mercato abusivo dell’area di risulta di Pescara e per essere da sempre stato contrario all’istituzione del mercatino etnico nel tunnel della stazione ferroviaria anche come esponente del partito politico "Forza Nuova".
GS
Nella giornata di oggi presso il Palazzo del Governo di Macerata, Il Prefetto Iolanda Rolli, e il Sindaco di Porto Recanati, ing. Roberto Mozzicafreddo, hanno siglato il protocollo d’intesa per l’avvio del progetto di sicurezza partecipata denominato “Controllo di vicinato”.
Gli ultimi mesi hanno visto Prefettura e Forze dell’Ordine impegnate nell’individuazione ed attuazione della strategia più efficace nella lotta alla criminalità e nel contrasto al fenomeno dei reati predatori.
In tal senso, ha ricordato il Prefetto, le azioni poste in essere sono state di diverso tipo: dal miglioramento del coordinamento delle forze in campo all’implementazione dei sistemi di videosorveglianza, passando per la revisione e l’aggiornamento del protocollo avente ad oggetto il controllo del vicinato, i cui contenuti sono stati rivisitati alla luce delle più recenti modifiche normative intervenuti in materia di sicurezza.
Il protocollo in questione valorizza l’azione dei cittadini, che, in qualità di importanti e vigili sentinelle della legalità, potranno contribuire all’innalzamento degli standard di sicurezza della propria comunità mediante una collaborazione fattiva con le forze dell’ordine. L’accordo prevede, infatti, un controllo attivo e diretto del territorio da parte dei cittadini che, mediante la costituzione di una rete di osservatori potranno fornire, per mezzo di un referente, un importante flusso di informazioni alle Forze di Polizia circa le anomalie riscontrate nel territorio dagli stessi monitorato.
La sicurezza, ha sottolineato il Prefetto, declinata nelle sue differenti accezioni come sicurezza pubblica, sicurezza urbana, sicurezza sociale rientra tra le priorità istituzionali della Prefettura che la esercita - per i profili di competenza statale - attraverso l’azione di coordinamento propria del Prefetto, autorità provinciale di Pubblica Sicurezza. Mentre è compito delle Autonomie locali assumere iniziative per la prevenzione o il superamento di situazioni di degrado e disagio sociale che incidono sulla sicurezza, anche percepita, dei cittadini.
La Legge 18 aprile 2017, n. 48 “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città” consente a Prefetto e Sindaco di individuare interventi per la sicurezza urbana per fornire ai cittadini risposte coerenti ed unitarie, mediante un rafforzamento del rapporto collaborativo tra Stato ed Autonomie locali, nel quadro della sicurezza integrata.
Anche la recentissima Legge 1° dicembre 2018, n. 132 di conversione del c.d. “Decreto sicurezza”, consolida la necessità di adottare formule integrate per la tutela della sicurezza urbana ed il contrasto a forme di degrado urbano.
Il Prefetto ha rilevato come la complessità dei problemi di governo del territorio richiede un nuovo modello gestionale in grado di affiancare, agli interventi delle Forze dell’ordine, iniziative da parte dei cittadini, rafforzando quella sinergia cittadino/istituzioni che viene ritenuta la migliore risposta possibile ad ogni esigenza di sicurezza, per ottimizzare l’efficacia degli interventi e per scongiurare modalità d’azione che potrebbero esporre gli attori ad inutili rischi.
Il Sindaco di Porto Recanati, ing. Roberto Mozzicafreddo, nell’evidenziare l’importanza della firma del documento pattizio, ha condiviso l’operato della Prefettura, a conferma della massima sinergia e collaborazione tra le due Istituzioni – che già quest’estate ha prodotto significativi risultati con la realizzazione del “Progetto spiagge sicure” -, e ha ringraziato il Prefetto Rolli per la sensibilità istituzionale e l’impegno profuso nella gestione della sicurezza.
Ha peraltro anticipato che il sistema di videosorveglianza, già attivo sul territorio, sarà implementato con il sistema di lettura targhe per gli accessi, grazie all’approvazione del progetto “Patti per l’attuazione della sicurezza urbana” e al conseguente finanziamento messo a disposizione dal Ministero dell’Interno.
Il Protocollo tende ad incrementare le condizioni di sicurezza effettiva e percepita, valorizzando percorsi di cittadinanza attiva e di collaborazione dei cittadini con le Forze dell’ordine come già stato sperimentato in alcuni Comuni di questa Provincia.
L’efficacia dell’iniziativa non può prescindere dal contributo dei cittadini che, costituendosi in una rete, si fanno parte attiva nel controllo del territorio segnalando alle Forze dell’Ordine persone e situazioni sospette od inconsuete nel proprio territorio, senza sostituirsi in nessun caso alle Forze dell’Ordine.
La rete fa capo ad un referente-responsabile al quale spetta il compito di tenere viva questa collaborazione tra cittadini, nonché la funzione di filtrare eventuali segnalazioni verso le Forze dell’Ordine e di veicolare ai componenti della rete i suggerimenti provenienti da parte di queste ultime sulle misure di sicurezza passiva.
Il referente sarà in diretto contatto con un rappresentante designato dalle Forze di Polizia individuato nell’ambito del comando stazione dell’Arma territorialmente competente.
Chiuso il celebre "Life Hotel" di Porto Recanati che si affaccia sulla riviera del Conero.
Inaugurato nel luglio 2011 questo albergo a 5 stelle ha visto transitare nella sua struttura moltissimi ospiti famosi del mondo industriale, del cinema e della televisione.
il motivo della sua chiusura non sembra legato a problemi economici, ma ad una precisa scelta del suo proprietario, un'immobliare romana, che ha deciso di venderlo. Nulla ha potuto fare per mantenerlo aperto il vecchio gestore, vale dire la stessa società che fa capo al noto ristorante di Potenza Picena "La Cipolla d'oro", visto che nessuno si è fatto avanti per rilevare il locale.
Ad oggi, si trovano quindi senza stipendio i 6 dipendenti che vi lavorano e nessuna prospettiva di impiego neanche per gli oltre 15 lavoratori stagionali impiegati.
La Regione Marche ha effettuato la prima liquidazione della mensilità di dicembre 2018 del Contributo di autonoma sistemazione (Cas) per un totale di 1,4 milioni di euro.
La somma sarà erogata ai Comuni che pagheranno il contributo ai cittadini e nuclei familiari, destinatari di ordinanza di sgombero in seguito al sisma, che ne hanno fatto richiesta. In particolare le risorse sono riferite ai fabbisogni relativi al mese di dicembre 2018 e precedenti e ai documenti di variazione degli importi relativi ai mesi da agosto 2016 a novembre 2018 pervenuti dal 18 dicembre 2018 alle ore 12 del 7 gennaio 2019.
Va ricordato che le risorse per il pagamento del Cas fanno capo a fondi europei e quindi, oltre alla rendicontazione ordinaria, i controlli regionali devono verificare anche gli adempimenti relativi alla normativa comunitaria. La collaborazione tra Comuni e Regione ha fatto sì che anche questo tipo di rendicontazione fosse portata a termine correttamente, senza perdere risorse, nella massima trasparenza e correttezza amministrativa.
Il freddo non concede tregua in questo inizio di nuovo anno. Stando a quanto previsto dal bollettino meteo della Protezione Civile, una perturbazione in arrivo dai Balcani colpirà la nostra regione a partire dalla giornata di mercoledì 9 gennaio causando nevicate a quote anche collinari.
LE PREVISIONI - Durante la notte di oggi, martedì 8 gennaio, e nella prima mattina di mercoledì si verificheranno brevi piovaschi sparsi sulla fascia costiera e sul settore meridionale della regione, con limite della neve sopra i 1000 metri. Dalla serata, ripresa dei fenomeni con deboli rovesci sparsi sulla fascia costiera con limite della neve in graduale calo fino a 500 metri.
Giovedì 10 gennaio si verificheranno durante la giornata isolati rovesci sul settore costiero centro-meridionale, poi dalla serata i fenomeni si estenderanno al resto della regione. Il limite delle nevicate inizialmente attorno ai 600 metri, subirà un calo verso i 400 metri.
NEVE A BASSA QUOTA - Un ulteriore peggioramento è previsto nella giornata di venerdì 11 gennaio, con deboli nevicate durante la notte e nella mattinata fino a quote basso-collinari. I fenomeni dovrebbero, però, esaurirsi nel corso della stessa mattinata.
Le temperature saranno in costante diminuzione.
Nella mattinata di oggi sono stati ritrovati lungo il litorale fermano due esemplari spiaggiati di tartarughe appartenenti alla specie "Caretta caretta".
Le tarturughe, il cui spiaggiamento presumibilmente è da attribuirsi alle forti mareggiate che hanno investito la costa nel fine settimana, sono state rinvenute a Porto Sant'Elpidio e Pedaso. Sul posto sono intervenuti i militari dell'Ufficio circondariale marittimo di Porto San Giorgio, che ne hanno verificato il decesso.
Le carcasse, dopo la visita veterinaria di rito, sono state destinate a smaltimento da ciascun comune a seconda del territorio di rinvenimento.
Fonte: ANSA
Barriere chiuse per quasi mezz'ora nel passaggio a livello di Via Marche, a Montecosaro Scalo, con una fila interminabile di auto in coda e tre scuolabus di studenti delle medie fatti "ostaggio". E' accaduto verso l'una e mezza, quando, nonostante le sbarre chiuse, il treno proveniente da Civitanova ha fatto registrare un grosso ritardo, creando notevoli disagi agli automobilisti di passaggio, rimasti inesorabilmente bloccati.
Anche i più pazienti, ad un certo punto, dopo venti minuti di coda hanno fatto inversione, optando per il percorso alternativo, passando per il sottopasso sulla Provinciale e lo stesso hanno fatto due dei tre pullman in coda. Oltre ai ritardi per chi a quell'ora doveva ritornare al lavoro, c'è stata anche una certa apprensione da parte dei genitori che attendevano gli studenti nelle varie fermate, con messaggi preoccupati sulle varie chat di Whatsapp in cui chiedevano notizie. Alla fine, qualche minuto prima della 14:00, il treno è finalmente arrivato ma ormai in coda non c'era più nessuno.
Ai passeggeri a bordo del treno, rimasto fermo per mezz'ora nelle campagne di Montecosaro, era stato giustificato il ritardo con un generico "guasto alle infrastrutture".
Ha trovato finalmente un alloggio dignitoso il sessantenne che da tempo era costretto a dormire in auto nel parcheggio di un benzinaio Esso. Lo scorso 5 gennaio, l'uomo ha ricevuto in dono da un anonimo cittadino di Loreto 20 giorni di pernottamento nell'Hotel Centrale, anche grazie all'aiuto dei titolari che hanno applicato una tariffa minima.
Tutto era nato da una segnalazione pubblicata su Facebook, nella quale si evidenziava la situazione d'emergenza in qui viveva l'uomo e si premurava un gesto di soldarietà che potesse garantirgli un posto letto. Da quel momento i cittadini di Loreto hanno avviato una gara di solidarietà che si è conclusa con un lieto fine grazie alla generosa offerta dell'anonimo donatore.
L'uomo, che risulterebbe residente a Macerata, prima della decisione di dormire nella propria auto si era rivolto ai servizi sociali che lo avevano posto in una casa di accoglienza. Qui, vista la coabitazione con persone aventi problemi di tossicodipendenza ed extracomunitari, avrebbe preferito ricorrere ad una sistemazione più precaria ma dal suo punto di vista più dignitosa. Nel periodo in cui ha dormito in auto, il 60enne per quanto riguarda le cure personali ha ricevuto un aiuto fondamentale dalla Caritas di Loreto.
Sulla vicenda era intervenuto anche il sindaco Paolo Niccoletti con un post datato 4 gennaio sulla pagina Facebook ufficiale del Comune:
Il senzatetto, secondo quanto riportato dal blog "Cittadini fattivi di Loreto", sarebbe stato invitato per mercoledì 9 gennaio ad un colloquio con un'associazione che ha avviato un progetto di casa alloggio temporaneo per papà separati – divorziati.
Il fatto, denunciato via social da una delle vittime, è accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì scorso a Civitanova Alta, dietro il Murolo e nei pressi del largo San Carlo, quando i vandali, armati di un oggetto appuntito, si sono accaniti contro tre auto, rigandone le fiancate e danneggiando lo specchietto retrovisore di una quarta.
L'atto vandalico è stato denunciato alle autorità e si chiede all'amministrazione l'installazione della videosorveglianza nelle vie principali della città per tentare di scoraggiare questi episodi, oppure rintracciare i responsabili.
Il sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, rende note via social le immagini del progetto di riconversione della piscina in palazzetto dello sport, e annuncia che ci sarà anche una palestra e un edificio dove sarà possibile realizzare diverse attività, anche all'aperto durante i mesi estivi, creando l'opportunità di realizzare iniziative fin'ora precluse a residenti e villeggianti.
"Un passo per volta il futuro di Visso prende forma", afferma Pazzaglini, evidenziando come nella pianificazione del futuro del Comune, non sia stata scelta la via più breve e nemmeno quella più semplice.
"Per l'area commerciale - scrive il sindaco su Facebook - anziché i container abbiamo scelto di realizzare una nuova piazza aumentando anche le dimensioni dei locali. Unico comune marchigiano, e probabilmente del cratere, che ha fatto questa scelta. Ci vorrà di più ma non per noi era la scelta migliore visto che la piazza prima di 15 anni non sarà riaperta".
"Si è poi cercato di creare infrastrutture nuove - continua il primo cittadino - indispensabili alla ripresa turistica, come la realizzazione del percorso ciclopedonale di collegamento con Ussita e Castelsantangelo. Finanziamento cercato caparbiamente e ottenuto, anche i questo caso con molta fantasia e un enorme impegno personale".
Ci sono anche altri progetti in serbo per la cittadina, che il sindaco al momento non svela, mostrando comunque molto ottimismo sul fatto che nonostante il terremoto e i diversi ostacoli, Visso ce la farà.
L’Epifania si porta via tutte le feste ma non la solidarietà, da custodire tutto l'anno. Questo il pensiero degli amici del Silvi Bar di Camporota di Treia che in occasione delle festività hanno promosso due special iniziative.
La prima, durante la Vigilia di Natale, ha visto i volontari portare i doni agli anziani della zona in cambio di una piccola offerta. Quanto ricavato è servito poi alla realizzazione di alcuni omaggi che sono stati consegnati il 5 gennaio agli ospiti della casa di riposo di Treia. Una sorpresa gradita che ha visto protagonisti della consegna ai “nonnini” da parte degli stessi bambini. Ottimo modo per iniziare l’anno per una comunità non nuova a gesti di solidarietà e condivisione.
Dopo l'ordinanza emessa ieri sul divieto assoluto di utilizzo dell'acqua nella località "Fornaci" di Belforte del Chienti, abbiamo intervistato il sindaco Roberto Paoloni per far luce sulle possibili cause che abbiano portato all'evidenziarsi della problematica e per comprenderne i tempi di ripristino.
LE PRIME SEGNALAZIONI - "Domenica mattina mi sono arrivate diverse segnalazioni dai residenti, che - sottolinea Paoloni - lamentavano un colorito tendente al rosso/marrone dell'acqua che usciva dai rubinetti. Ho immediatamente segnalato il fatto all'ASSM di Tolentino, che dopo aver constatato la presenza di materiale ferroso nelle acque, ne ha disposto il divieto di utilizzo immediatamente recepito dal comune con un'ordinanza. Per avvertire la cittadinanza abbiamo utilizzato l'alert system telefonando in ognuna delle abitazioni dei circa 400 residenti della zona".
"Nel giro di un'ora/un'ora e mezza, l'A.S.S.M - continua Paoloni - ha predisposto un'autocisterna per rifornire con acqua potabile i cittadini".
I TEMPI DI RISOLUZIONE - Sulla situazione attuale il sindaco sottolinea: "La colorazione dell'acqua sta migliorando, l'ASSM - in quanto azienda gestrice dell'acquedotto - sta provvedendo alla sostituzione di alcune tubature. Ad oggi siamo in attesa delle analisi batteriologiche della stessa ASSM e dell'ASUR. Soltanto dopo un evidente riscontro dall'assenza di carica batterica, potremo disporre l'annullamento dell'ordinanza. L'origine del problema non è ancora chiara, ci sono varie ipotesi in corso".
ACQUEDOTTO VETUSTO - "Si tratta di un acquedotto vetusto e prodotto in ferro, per cui il fatto che si siano trovati dei residui metallici nella acque è più che plausibile. Da parte mia voglio con forza che l'acqua torni limpida il prima possibile e che contestualmente si possa provvedere alla sostituzione delle tubazioni principali dell'acquedotto, visto che già in passato abbiamo riscontrato problemi nella stessa zona peraltro densamente popolata. Dispiace che tante famiglie abbiano dei disagi, ma credo abbiamo gestito l'emergenza con efficienza e in breve tempo".
La giunta ha approvato la proposta per la messa in sicurezza di un immobile sito in Via Benedetto Silvio n. 1, già danneggiato a seguito del sisma di Agosto e Ottobre 2016 e inagibile, che con il protrarsi degli eventi sismici e atmosferici intensi ha riportato l'aggravamento dei danni esistenti comportando pericolo di crollo su pubblica via, in particolare a seguito di altre segnalazioni è stato effettuato un ulteriore sopralluogo da parte dei tecnici comunali, da cui è emersa una situazione di pericolo causata da una porzione di cornicione dell’edificio.
Considerato che le lesioni accertate necessitano di opere provvisionali poiché potrebbero ulteriormente aggravarsi creando pericolo per la pubblica incolumità e tenuto conto della necessità di ripristinare nel più breve tempo possibile la funzionalità completa dell'infrastruttura interessata, è stato dato parere favorevole alla specifica perizia per l'esecuzione delle opere provvisionali necessarie alla messa in sicurezza delle infrastrutture danneggiate per una spesa di poco superiore ai 4 mila euro.
Il flusso nordorientale di derivazione artica che sta interessando da diverse settimane l'Europa Occidentale continua a scorrere lungo il bordo orientale del promontorio anticiclonico.
Tempo quindi a tratti instabile sulle regioni del medio versante adriatico, con nevicate anche a quote medio- basse. Precipitazioni nevose che almeno fino a venerdì però non interesseranno le Marche.
Oggi avremo residue piogge che interesseranno l'Abruzzo, con nevicate a quote collinari ma con tendenza però a schiarite anche ampie a partire dalle Marche. Martedì giornata inizialmente soleggiata, ma con nubi in aumento per il transito di una debole perturbazione che riporterà anche qualche nevicata a quote collinari specie al confine con Umbria e Lazio. Tra mercoledì e giovedì ancora diffusa instabilità specie sui versanti orientali di Marche e Abruzzo, con rovesci sulle coste e nevicate a quote di medio-bassa collina, specie sul comparto abruzzese. Clima invernale con diffuse gelate nottetempo e massime comunque non superiori ai 6-8°C anche lungo le zone costiere.
Fonte 3BMeteo
Piazza semivuota, centinaia le persone fuori le transenne arrivate da ogni luogo arrabbiate e disilluse.
Ma è nello sguardo dei bambini che si rivede il severo sdegno per l'accaduto. Quella delusione per un momento rubato, per un evento negato.
Persone giunte non solo da fuori provincia ma anche concittadini, maceratesi che non hanno potuto vedere uno spettacolo fatto per loro e "pagato da loro" come tiene a precisare un uomo imbufalito alle transenne.
Tante le persone arrivate che si sono trovate la strada sbarrata, transenne di traverso ed energumeni schierati in divisa gialla. Inutile ragionare, spiegare.
L'ingaggio è impedire ogni accesso una volta giunti a 950, e così va fatto.
Il pianto del figlio o l'impossibilità di un bimbo di capire quella che viene percepita come ingiustificata cattiveria, ha spinto qualche genitore a cercare di entrare per vie "furbe". Ed in queste occasioni, i solerti bodyguard hanno acciuffato ed allontanato i temerari genitori, il tutto con fare tutt'altro che natalizio.
Delusione generale e tanta rabbia limitata soltanto per l'accortezza dei genitori di tutelare la presenza dei propri bambini, evitando che la paura per le urla si andasse ad aggiungere alla delusione per l'evento mancato. una delusione giustificata visto che la maggior parte è arrivata in città , ha parcheggiato ed ha percorso centinaia di metri a piedi con i propri bambini per regalargli una giornata di gioia vivendo un momento tanto atteso come la discesa della befana dalla torre. Ma li, proprio a pochi metri dallo spettacolo agoniato, il loro sogno si è arenato su transenne metalliche. Sensa alcun preavviso.
"L'ennesima prova di un'amministrazione incapace a soddisfare le necessità dei propri cittadini" dice una donna prima di fuggire con bimbi piangenti, "un'amministrazione che da sempre fa cose a metà, limitandosi all'estetica senza mai arrivare alla sostanza delle cose".
Ed in fondo le foto non possono che confermare l'idea della signora
Dalle ore 17:00 di domenica 6 gennaio è stato disposto il divieto assoluto dell'utilizzo dell'acqua per usi alimentari (bere e cucinare) e igienico-sanitari nella località "Fornaci" a Belforte del Chienti.
Lo sottolinea un'ordinanza comunale firmata dal sindaco Roberto Paoloni, che dopo le numerose segnalazioni pervenute dai residenti per via della colorazione anomala - tendente al marrone - dell'acqua che usciva dai rubinetti delle loro abitazioni ha scelto di procedere al divieto di utilizzo in via cautelare.
L'A.S.S.M, gestore del servizio idrico a Belforte del Chienti, attraverso una comunicazione ha evidenziato la presenza di materiale ferroso nelle acque che alimentano gli acquedotti dello località le "Fornaci". La stessa A.S.S.M ha disposto un'autocisterna per rifornire con acqua potabile i cittadini.
Il divieto di utilizzo si considera valido sino alla revoca dell'ordinanza ed è valido esclusivamente per la località "Fornaci".