Con l'Italia che ha superato anche la Cina per numero di morti in un solo giorno - 475 sono le vittime delle ultime 24 ore, 23 delle quali in nelle Marche - il governo valuta la possibilità di prorogare oltre il 3 aprile le misure in atto e si prepara a varare una nuova stretta per tentare di arginare i comportamenti scorretti di chi ancora continua a spostarsi senza motivo, vanificando il sacrifico imposto a milioni di italiani e lo sforzo immane del sistema sanitario per contenere il coronavirus.
"Le misure restrittive - spiega il premier Giuseppe Conte in una intervista al Corriere della Sera- funzionano, e quando si raggiungerà il picco, e il contagio comincerà a decrescere, non si potrà tornare subito alla vita di prima. Pertanto, i provvedimenti del governo - dalla chiusura di molte attività a quello sulla scuola - non potranno che essere prorogati". Conte invita tutti al buon senso, poi fa sapere che si lavora ad un decreto per lo sblocco di investimenti pubblici per decine di miliardi e a un intervento a tutela delle aziende strategiche italiane.
La municipalizzata Assem Spa di San Severino Marche, coerentemente con le misure di contenimento del contagio da Coronavirus che impongono alla cittadinanza di uscire il meno possibile dalle proprie abitazioni e di ridurre le occasioni di frequentazione, nell’ottica di evitare code presso gli sportelli degli uffici postali o delle banche, ha deciso di posticipare la data di scadenza di tutte le bollette emesse per il servizio idrico fino al 30 aprile 2020, senza alcuna applicazione di indennità di mora.
“Questa iniziativa - fanno sapere dalla direzione dell’azienda - è volta a tutelare tutti quegli utenti che non hanno la domiciliazione della bolletta e quei cittadini di età avanzata, più fragili in questo momento, che normalmente si recano presso gli uffici postali o bancari per il pagamento”.
La dilazione riguarda anche gli utenti che pagano le bollette attraverso la domiciliazione bancaria i quali dovranno dare alla propria banca la disposizione di procedere al pagamento alla scadenza dilazionata.
Per informazioni ci si può rivolgere al numero verde 800-550960 dal lunedì al venerdì dalle ore 08,30 alle ore 12,30 e dalle ore 14,30 alle ore 17,30
Coronavirus Marche: paziente ricoverato in gravi condizioni e ora estubato grazie a normali terapie, a comunicarlo è il governatore Luca Ceriscioli.
"Oggi possiamo comunicare una bella notizia, che ci dà speranza - afferma il presidente di Regione-. Dal 16 marzo abbiamo il primo paziente estubato. È un uomo di 51 anni, ricoverato ed intubato dal 10 marzo nel reparto rianimazione di Marche Nord a Pesaro. Abbiamo atteso qualche giorno, perché fosse verificato il decorso, ma appena abbiamo potuto abbiamo voluto condividere con tutti i cittadini marchigiani questo primo segnale positivo. Il paziente non è stato curato con i farmaci sperimentali ma con le normali terapie. Un grande ringraziamento va a tutti coloro che si sono prodigati, e si impegnano ogni giorno, per ottenere questi risultati. È una bella notizia per tutti noi, lo è molto di più per i parenti delle persone che sono ricoverate, e anche per coloro che lavorano in sanità, perché vedono premiati i propri sforzi".
Dopo due settimane di applicazione dello smart working in seguito all’emergenza Covid-19, i dipendenti dell’Unione Montana Monti Azzurri hanno potuto effettuare, in assenza di vincoli orari o spaziali, le proprie mansioni da casa senza perdere efficacia ed efficienza. È quanto emerge dai dati raccolti dalla Cisl Fp di Macerata che per prima aveva sollecitato il ricorso al lavoro a distanza negli enti locali della provincia.
Lo smart working ha infatti permesso di migliorare la fruizione dei tempi di lavoro, favorendo un modello più sostenibile ma anche produttiv: è stato possibile riscontrare un aumento dell’attività produttiva in ogni area di attività dell’Unione Montana.
Anche da casa è stato possibile concludere azioni amministrative come pubblicazione di graduatorie di bandi ed avvisi, così come non ha segnato il passo, anzi, è incrementata, l’azione di comunicazione interna ed esterna dell’ente. Non si è fermata neanche la formazione, che si è svolta da remoto tramite 5 videoconferenze che sono state anche occasione, per i dipendenti dell’Unione Montana, per potenziare ed accelerare il reskilling delle competenze digitali e permettere un’evoluzione della cultura digitale dell’intera organizzazione.
Infine, tramite all’intensificazione dei contatti costanti e giornalieri con i referenti dei servizi, è stato possibile ripianificare progressivamente gli interventi sociali a favore dei soggetti più vulnerabili.
Non deve essere trascurato neanche il benefico ambientale: in media, i lavoratori agili hanno evitato di percorrere 218 chilometri al giorno, risparmiando economicamente ed in termini di tempo, “guadagnando” minuti nonché riduzione dello stress da spostamenti. Questo ha permesso di ottenere un modello di lavoro più sostenibile e in linea con i traguardi europei, nonché nuove procedure che hanno favorito un auto-apprendimento che porta a rivedere il proprio metodo di organizzazione del lavoro incentivando l’acquisizione di maggiore autonomia e responsabilità, esportabile e implementabile oltre l’attuale difficile fase di emergenza.
«L’incremento di attività riscontrato è in parte derivante dall’aumentato carico di lavoro connesso all’emergenza, ma di certo è stato assecondato da modalità organizzative più agili e flessibili – dichiara Alessandro Moretti, Referente territoriale per Macerata della Cisl Fp Marche -. Il lavoro che stanno facendo i dipendenti dell’Unione Montana Monti Azzurri deve essere preso ad esempio da tutti gli altri enti della provincia. Invitiamo le amministrazioni pubbliche a ricorrere allo smart working tutte le amministrazioni pubbliche del territorio: non esiteremo a ricorrere al Prefetto di Macerata nel caso non siano ottemperate le direttive del Governo sulla messa in sicurezza dal contagio dei dipendenti rimasti a garantire i servizi essenziali».
Primo caso di positività al Coronavirus anche a Sarnano,come ha comunicato il sindaco Luca Piegentili tramite la pagina Facebook istituzionale del comune.
Si tratta del Dott. Sauro Bruè che appena appresa la notizia lo ha tempestivamente comunicato al fine dell'adozione degli eventuali provvedimenti del caso per poi essere messo in regime di isolamento domiciliare insieme alla sua famiglia. L'amministrazione comunale ha provveduto a invitare tutte le persone che hanno intrattenuto rapporti con lui dal 1° marzo ad oggi a segnalarlo al numero verde regionale 800936677.
“Questo pomeriggio, abbiamo avuto il grande piacere di ricevere due Ufficiali medici della Marina Militare.
Domani, sapremo quale sarà il contributo in termini di risorse umane fornito dalla Marina Militare. Abbiamo così la forte speranza che tutti i nostri ammalati potranno essere curati in modo professionale e continuativo”. Lo comunicano, via social, il sindaco di Cingoli Michele Vittori e il vicesindaco Filippo Saltamartini in merito alla drammatica vicenda della casa di riposo, dove sono giunti questo pomeriggio due medici militari, come richiesto nei giorni scorsi dalla stessa Amministrazione comunale.(LEGGI QUI) Il premier Giuseppe Conte, infatti, ha inoltrato la richiesta alla Protezione Civile, che oggi ha sbloccato la situazione inviando i primi due rinforzi presso la struttura.
“Quando abbiamo constatato che il servizio sanitario nazionale Asur non era in grado di affrontare l'epidemia all'interno della casa di riposo – afferma Saltamartini nel post - abbiamo subito pensato agli angeli con la divisa, ed abbiamo chiesto l'intervento dell'Esercito.
Lo abbiamo chiesto alla Prefettura, al Governo, al Ministero dell'Interno, ma senza avere risposte.
Ieri l'intervento di Salvini ha sbloccato la situazione che rischiava di impantanarsi tra polemiche dei responsabili della sanità marchigiana chiamati a rispondere del loro operato”.
“Ringraziamo Salvini, per averci aiutati”, prosegue Saltamartini. Ma anche i volontari della Croce rossa e soprattutto il personale della cooperativa e gli infermieri dell'Asur che da ieri mattina lavorano all'interno di una struttura che ha 34 malati di coronavirus. Non per ultimi ma per primi tutti i medici di ogni disciplina e grado. Quando sei di fronte al rischio della vita, comprendi bene chi sono e che cosa fanno.Grazie, questa è l'Italia che ci piace, pur nelle avversità dell'epidemia", ha concluso il vicesindaco di Cingoli.
(Foto tratta dal post facebook del vicesindaco Filippo Saltamartini)
"Sono in aumento i casi di positività al Covid-19 del personale ospedaliero anche nelle Marche. La situazione è insostenibile: servono dispositivi di sicurezza e riconoscimenti economici a questi eroi della sanità". A comunicarlo, in una nota, è il sindacato Cisl Fp.
"Anche nelle Marche purtroppo sono in costante aumento i casi di personale sanitario risultato positivo per avere, con coraggio, espletato la propria missione in condizioni sempre più complicate, tra mancanza di adeguati DPI, in particolare modo mascherine, orari di lavoro sempre più intensi e pericolosi, ferie e riposi saltati, stress psicologico alle stelle, impossibilità spesso di andare in bagno dopo dieci ore di lavoro".
"La percentuale degli operatori positivi sul totale regionale dei contagiati è intorno all'11% ed è in costante aumento – ammonisce Luca Talevi, Segretario Generale della Cisl Fp Marche -. Tra poco, coprire i turni in ospedale sarà impossibile. Le mascherine FFP2 devono essere consegnate a tutti gli operatori sanitari a prescindere dal reparto ove operano".
"I cittadini – prosegue Talevi - devono comprendere che bisogna stare a casa per provare veramente a fermare il virus, e che è necessario aumentare la tutela dell'intero personale sanitario. La Regione deve, oltre che ringraziare, riconoscere con un apposito stanziamento il valore e l'enorme lavoro quotidianamente assolto dall'intero personale sanitario con particolare riferimento ad infermieri, OSS, personale tecnico ed amministrativo".
"Serve un impegno straordinario per uscire insieme da questo complicatissimo momento» conclude il Segretario Generale della Cisl Fp Marche".
Di seguito il grafico con i casi di contagio del personale sanitario delle Marche e di coloro che sono in isolamento domiciliare:
"Sono stati attivati dei servizi mirati a far rimanere le persone a casa il più possibile in modo che questa emergenza passi il prima possibile". Non solo un forte messaggio, ma anche un impegno preso dal sindaco di Muccia Mario Baroni che così come i suoi concittadini, è anche lui in queste settimane chiamato ad affrontare responsabilmente l’emergenza Coronavirus.
"In accordo con i volontari Protezione Civile - spiega Baroni - da lunedì abbiamo attivato il servizio per quanto riguarda la consegna di farmaci a domicilio e inoltre abbiamo reso note alla cittadinanza delle locandine dove sono scritti tutti gli esercizi commerciali che si sono disponibili ad effettuare la consegna della spesa o dei pasti a casa, il tutto completamente gratuito. Queste sono soluzioni che oltre a spingere la gente a seguire le indispensabili precauzioni previste dal decreto “Io resto a casa", sono nate per rispondere ai bisogni essenziali delle persone più anziane o o con ridotta mobilità"
Delle misure di contenimento del Covid-19 che stanno proseguendo con opere di prevenzione e sanificazione del territorio.: "Ci siamo organizzati per cercare di eliminare al massimo ogni possibilità di rischio di contagi e infatti da ieri mattina abbiamo provveduto alla disinfezione delle strade nelle zone più abitate come le località di Giove,Col di Giove, Varano e nelle frazioni di Massaprofoglio e Costafiore. Di questo devo ringraziare il Cosmari che sono stati molto celeri e disponibili nel fare tutto il lavoro in questo momento di difficoltà".
"Situazione drammatica, stiamo vivendo un incubo. Su 41 ospiti iniziali, ne abbiamo 34 positivi al coronavirus e 2 purtroppo sono morti. Viviamo in una grande difficoltà". Torna a ribadirlo il sindaco di Cingoli Michele Vittori in collegamento con la trasmissione di La7 "Tagadà", nel pomeriggio di oggi.
"I familiari degli anziani ospiti sono tutti preoccupati e lo sono anche io come loro, come se fossero miei nonni - prosegue il sindaco -. Abbiamo bisogno del supporto del Sistema sanitario nazionale per poterli assistere. Ad ora l'emergenza è gestita solamente dal personale della cooperativa, ma non è sufficiente in quanto si tratta di personale non formato per questo tipo di situazioni. Abbiamo richiesto l'invio del personale medico/infermieristico dell'Esercito. Ad oggi non abbiamo avuto nessuna risposta".
"Dei 34 anziani positivi, sono 5 o 6 le situazioni più gravi e 10 le situazioni meno gravi. Ciò che mi preoccupa di più è il personale che sta operando senza dispositivi di sicurezza individuale adeguati: il mio timore è che possano veicolare il virus verso l'esterno. Siamo riusciti a fornire agli operatori una quantità pari a circa un centinaio di mascherine che ci sono state donate da un'azienda locale, ma non basta" conclude nel suo appello il sindaco.
L' Asur ha comunicato che da venerdì 13 marzo a oggi, mercoledì 18 marzo, sono stati effettuati 353 controlli (tra sopralluoghi e contatti telefonici) per verificare il rispetto delle condizioni di sicurezza sanitaria per i lavoratori nelle aziende delle cinque Aree Vaste della regione. Le prime verifiche sono servite a individuare le aziende con irregolarità, alle quali sono state indicate precise prescrizioni, da verificare con ulteriori controlli.
“I luoghi di lavoro – afferma il presidente Luca Ceriscioli – sono gli ambienti sui quali dobbiamo vigilare al massimo ora in termini di contenimento del contagio. Gli ispettori svolgono per questo una funzione importante, ma altrettanto fondamentale è il ruolo dei datori di lavoro, che con senso di responsabilità devono adottare le scelte più opportune, anche di chiusura delle attività, nel caso in cui non sia possibile garantire la sicurezza. È importante, infine, anche il ruolo dei lavoratori, soprattutto in termini di rispetto delle regole base di comportamento”.
Al fine di facilitare le operazioni di ispezione, ma anche le imprese, la Regione ha elaborato e diffuso nei giorni scorsi una check list contenente i criteri da rispettare, su cui verteranno i controlli.
Pulizia e disinfezione delle strade con mezzi propri: il comune di Pieve Torina, dopo l’attivazione del COC (Centro Operativo Comunale) con specifiche operatività e servizi per gestire la situazione di emergenza dovuta all’epidemia di coronavirus, si appresta a proseguire l’opera di prevenzione e sanificazione del territorio.
“Ci siamo organizzati per cercare di eliminare al massimo ogni possibilità di rischio di contagi, e la disinfezione delle strade è una delle opzioni che percorreremo insieme a tutte le misure di prevenzione che abbiamo già attivato” sottolinea il sindaco, Alessandro Gentilucci. “È uno sforzo enorme quello che stiamo chiedendo ai nostri dipendenti e ai collaboratori, ma necessario per garantire la sicurezza della comunità di Pieve Torina, composta per lo più di persone anziane e già fortemente provata dalle tragiche esperienze del sisma. D’altra parte” prosegue il sindaco “ai cittadini chiedo di rispettare le indicazioni che impongono di limitare quanto più possibile l’uscita dalle proprie abitazioni, un sacrificio necessario per non rendere vano il lavoro che stiamo portando avanti”.
La pulizia delle strade proseguirà ciclicamente “almeno fino a quando non finirà l’emergenza” assicura Gentilucci, “perché è fondamentale, in situazioni come questa, far capire alla gente che le istituzioni sono presenti ed operative, e che continuano ad assicurare i servizi essenziali per la cittadinanza”. L’attività di prevenzione avviata dal comune si è esplicitata anche con la distribuzione di mascherine protettive ai titolari di esercizi commerciali ed attività che prevedono l’esposizione al pubblico. Ricordiamo infine che il COC di Pieve Torina è operativo 24 ore su 24 ed è contattabile al numero 0737.518022.
In merito al contenimento dell'epidemia Covid - 19, la circolare del Ministero dell'Interno diramata nei giorni scorsi dalla Prefettura di Macerata relativa alle disposizioni sulla chiusura delle medie e grandi strutture di vendita e degli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali nei giorni prefestivi e festivi, conteneva indicazioni anche per quanto riguarda lo svolgimento dei mercati.
A questo proposito si ricorda che l'attività nel mercato del mercoledì, in centro storico e al foro Boario, al mercato delle erbe nei locali dell'ex Mattatoio e nei posteggi isolati può svolgersi regolarmente ma è consentita esclusivamente per la vendita di prodotti alimentari, quindi non di prodotti agricoli, fiori o altro e non è prevista alcuna somministrazione.
Da garantire sempre la distanza interpersonale di almeno un metro e vietata ogni forma di assembramento.
Come dimostra la foto presente sull'articolo, questa mattina al mecarto del mercoledì di Macerata, l'unica bancarella presente vedeva dei prodotti agricoli che da ora, stando al comunicato dal Comune, non potrà più esercitare il proprio lavoro finchè non sarà terminata l'emergenza Coronavirus.
"Uniti ce la faremo" non è solo uno slogan di questi giorni tristi e disgraziati, ma a volte diventa realtà concreta.
L'equipe sanitaria dell'Avis Provinciale di Macerata, che cura la raccolta di sangue nel territorio di sua competenza, contribuendo ad assicurare il regolare rifornimento al Servizio Trasfusionale di Macerata anche in questi momenti di emergenza, si è trovata sprovvista di materiale sanitario, in particolare di mascherine chirurgiche, necessario per salvaguardare la sicurezza dell'equipe e dei donatori.
E' venuto loro incontro il Direttore dell'Area Vasta 3 Dr. Alessandro Maccioni, che, pur nelle loro difficoltà, ha fornito un primo piccolo quantitativo per consentirre di operare questa settimana, e ha assicurato la fornitura per le settimane successive. L'Avis Macerata ringrazia insieme ai suoi collaboratori, pronti ad eseguire la sua decisione, per la disponibilità e la generosità dell'atto.
Si è riunito questa mattina il Coc di Treia per l’emergenza Coronavirus; oltre agli amministratori, ai responsabili di settore, al Maresciallo della locale Stazione dei Carabinieri, al coordinatore del gruppo comunale di protezione civile, erano presenti i medici di base ed i pediatri che operano nel territorio comunale.
Presenti anche l’assessore regionale alla protezione civile Angelo Sciapichetti ed il Direttore Area Vasta 3 Alessandro Maccioni.
“Essere responsabili e collaborare tra istituzioni: è questo che ci chiedono i cittadini; stiamo continuando ad informare la popolazione di non uscire di casa; occorre lo sforzo e la collaborazione di tutti per uscire da questa terribile emergenza” ha dichiarato il Vice Sindaco di Treia David Buschittari che ha fatto sapere anche che il numero delle persone in quarantena all’interno del comune è salito da 27 a 42 unità, al cui interno il numero delle persone positive al Covid 19 è salito a 5 unità (rispetto alle 3 del giorno precedente).
"Nella complessa emergenza legata al coronavirus, le 530 farmacie della Regione Marche stanno dimostrando la validità di un modello organizzativo che è esempio di efficacia ed efficienza nel rispondere ai bisogni dei cittadini" così la presidente di Federfarma Macerata Ida Kaczmarek.
“Il servizio di consegna dei farmaci a domicilio offerto da Federfarma in collaborazione con la Croce Rossa Italiana sta dando positivi risultati. Anche in questa difficile situazione le nostre farmacie si sono prodigate per confermarsi un punto di riferimento sanitario sul territorio ampliando orari di apertura e modificando i turni - prosegue la presidente -, in molti casi per far fronte alla carenza di disinfettanti, hanno allestito nei propri laboratori gel disinfettanti secondo le norme della Farmacopea italiana".
L’impegno della dottoressa Kaczmarek è chiaro: “Continueremo a prodigarci in ogni modo possibile per rassicurare la popolazione, comprensibilmente disorientata di fronte a un’emergenza sanitaria così dirompente, quando ancora stiamo combattendo contro il disastro del terremoto”.
“In questa complessa situazione la farmacia continua ad essere primo punto di contatto tra cittadini e sistema sanitario, in tale ottica, fin dai primi giorni abbiamo diffuso con linguaggio chiaro informazioni autorevoli e puntuali sulla prevenzione e sui corretti comportamenti da adottare per contenere il contagio, contribuendo ad alleviare la pressione sul Servizio Sanitario Nazionale e riducendo il numero di accessi impropri ai pronto soccorso” conclude la presidente.
Il sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica ha comunicato l'aggiornamento dei dati arrivati dalla Prefettura sulla situazione relativa al coronavirus nel suo Comune. "Si registra un raddoppio dei contagiati rispetto a ieri: da 7 a 15 casi. Si riduce, invece, in maniera significativa il numero delle persone che sono in quarantena: si passa da 147 casi a 66. Questo non ci fa di certo rallegrare. Significa che ancora non abbiamo fatto nulla: c'è ancora molto da fare nei prossimi giorni e nelle prossime settimane".
"Anche quelle libertà che il decreto ci permette devono essere interpretate nei giusti modi: non deve essere la scappatoia per uscire di casa in qualsiasi momento. L'atteggiamento furbo di alcune persone rischia di complicare una situazione già dura e critica. È necessario rimanere a casa" raccomanda il sindaco Ciarapica.
Ecco il video-messaggio integrale del primo cittadino civitanovese:
Il Gores ha comunicato, attraverso il giornaliero aggiornamento delle ore 12:00, la provenienza provinciale dei 1567 casi positivi riscontrati in Regione Marche (196 in più di ieri): sono 910 i contagiati in provincia di Pesaro-Urbino, 403 in provincia di Ancona, 160 in provincia di Macerata (32 in più rispetto a ieri, 2 giorni fa l'aumento giornaliero era stato di 11 casi nell'arco delle 24 ore), 46 in provincia di Fermo, 25 in provincia di Ascoli Piceno, 23 provengono da fuori regione.
Tra i 1567 casi positivi, per 757 si è reso necessario il ricovero nelle strutture sanitarie regionali. Sono complessivamente 119 i pazienti in terapia intensiva (8 a Camerino, 9 a Civitanova Marche).
Gli operatori sanitari che si trovano in isolamento domiciliare sono complessivamente 486, in costante aumento.
Di seguito i dati dettagliati sulla situazione emergenziale della regione Marche:
"Cari settempedani, ritengo doveroso comunicarvi che a San Severino Marche abbiamo 2 casi positivi al coronavirus e 14 persone in isolamento, di cui molti di loro sono familiari dei positivi. La situazione non è drammatica, non entriamo in panico ma aiutiamoci. Tutti insieme dobbiamo farcela". Così il sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei, attraverso un video-messaggio, ha comunicato i primi casi di contagio nel suo Comune dopo l’invio dei dati del Gores alla Prefettura di Macerata.
"Vi invito a uscire il meno possibile da casa, solo per emergenza, ed evitare assolutamente assembramenti. Dobbiamo aiutarci, essere responsabili del nostro operato: salvaguardare la nostra vita e quella di tutti gli altri. Sono convinta che tutti insieme ce la faremo" ha concluso la Piermattei.
I due numeri attivati dal Comune di San Severino Marche e a disposizione dei cittadini sono attivi tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 20. Per generi di prima necessità, ricariche telefoniche e per fare la spesa ci si può rivolgere ai volontari del gruppo Comune di Protezione Civile tel. 3336116712. Per avere assistenza, risposte ai propri quesiti, informazioni su come comportarsi invece è a disposizione il numero di tel. 3336116675.
Il vicesindaco del Comune di Cingoli, Filippo Saltamartini, è intervenuto nella mattinata odierna alla trasmissione "Mi Manda Rai 3" per chiedere assistenza ospedaliera per gli anziani ospiti della casa di riposo, divenuta un focolaio di coronavirus.
A chiarire come il Covid-19 si sia diffuso all'interno della struttura è lo stesso Saltamartini: "Dieci giorni fa una delle signore che si trovava nella casa di riposo si è sentita male ed è stata portata in ospedale. Quando è tornata, ha contratto il virus. Il giorno seguente ha avuto la febbre, ed è stata portata in una struttura ospedaliera. Siccome gli altri ospiti non avevano la febbre, non è stata adottata nessun'altra misura. Dopo 3 giorni si sono ammalati altri 5 ospiti, e quindi a quel punto abbiamo chiesto che fossero trasferiti da quella struttura. La prescrizione che c'è stata data è stata quella di isolarli: da quel momento si sono infettati tutti quanti. Purtroppo, sinora, abbiamo anche avuto 2 decessi".
"Il problema è gravissimo, perché non si vuole riconoscere la casa di riposo come un ospedale - prosegue Saltamartini - e quindi noi stiamo implorando il Servizio sanitario nazionale di organizzare un servizio medico con infermieri e sanitari affinché queste persone siano curate. Non possono essere abbandonate. Da alcuni giorni questo servizio viene svolto da un medico di famiglia: il dottor Ippoliti. Abbiamo chiesto l'invio dei medici militari, nel caso in cui il Servizio sanitario nazionale non possa occuparsi di queste persone".
È stato reso noto l'aggiornamento del Gores sui tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. Il numero dei casi positivi nella Regione Marche è salito a 1567 e cioè 196 nuovi contagiati in più rispetto a ieri. Il totale dei tamponi eseguiti è di 4.109.
Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti ben 537 tamponi, due giorni fa erano stati 335. Questo dato può spiegare in parte la nuova impennata nell'aumento giornaliero dei contagi: dai 129 del 16 marzo ai 196 del 17 marzo.
Ecco il grafico completo reso noto dal Gores: