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Politica

Social elettorali: basta sagre, iniziate a parlare di programmi

Social elettorali: basta sagre, iniziate a parlare di programmi

Campagna elettorale 2025: i social dei candidati sono diventati il festival del folklore politico. Sagre, feste di paese, selfie sorridenti, strette di mano infinite. Ma dove sono finiti i programmi? Le proposte concrete? Le idee per il futuro? I social elettorali si sono trasformati in una vetrina permanente dove l’unica cosa che conta è essere visti.

 E i cittadini? Stanchi di vedere politici che si comportano come influencer.

 IL GRANDE INGANNO DELLA VICINANZA

 “Essere vicini alla gente” è diventato sinonimo di “farsi fotografare ovunque ci sia una festa”. Mercatini, sagre, inaugurazioni: ogni evento è buono per un selfie e un post. I cittadini non hanno bisogno di un candidato che sa sorridere alle feste. Hanno bisogno di qualcuno che sappia gestire sanità, trasporti, lavoro, ambiente. Ma di questo, sui social elettorali, non c’è traccia.

 L’EPIDEMIA DEL SELFIE ISTITUZIONALE

 Scenario tipo di ogni candidato 2025: foto con il sindaco di turno, selfie con gli organizzatori della festa, video mentre assaggi prodotti tipici. Il risultato? Profili social tutti uguali. Cambiano le facce, restano identici i contenuti.Ma soprattutto: zero rispetto per l’intelligenza degli elettori, che a furia di vedere sempre la stessa minestra rifrittta, hanno smesso di seguire i candidati sui social.

 COSA VOGLIONO DAVVERO I CITTADINI

 Sorpresa: la gente sui social vuole capire:

 - Come risolverai il problema del traffico

- Cosa farai per l’ospedale che non funziona

- Quale sarà la tua strategia per il lavoro

- Come gestirai le risorse della regione

- Quali sono le tue priorità concrete

 I social sono lo strumento perfetto per spiegare programmi complessi in modo semplice.

 IL PARADOSSO DELL’ACCESSIBILITÀ

 “Dobbiamo essere accessibili” è la scusa per giustificare contenuti banali e ripetitivi. Ma essere accessibili non significa essere superficiali.

 Si può spiegare un programma sanitario complesso con un video di 60 secondi ben fatto. Si può parlare di economia regionale senza addormentare nessuno. Si può essere seri senza essere noiosi. Il problema non è la complessità dei temi, è la pigrizia comunicativa di chi preferisce il selfie facile al video che richiede preparazione.

 LA RICETTA DEL CANDIDATO SOCIAL PERFETTO

 Come sprecare una campagna elettorale sui social:

 - 80% di contenuti su sagre, feste e inaugurazioni

- 15% di foto con “la gente comune” (sempre sorridente)

- 4% di slogan generici senza contenuti (“Insieme per il futuro!”)

- 1% di accenni vaghi al programma (solo se proprio costretti)

- 0% di risposte concrete alle domande dei cittadini

- Stessa strategia di comunicazione di tutti gli altri candidati

Mescolate con totale mancanza di personalità e servite tiepido agli elettori stanchi. Risultato: disaffezione politica e astensionismo record.

L’OPPORTUNITÀ SPRECATA

 I social sono l’opportunità più grande che la politica abbia mai avuto per parlare direttamente ai cittadini. Senza filtri giornalistici, senza mediazioni, senza limiti di tempo. Puoi spiegare, educare, coinvolgere, rispondere. E invece cosa fanno i candidati? Li usano come un album fotografico delle loro uscite pubbliche. Uno spreco colossale di potenzialità.

 Chi saprà usare i social per comunicazione seria avrà un vantaggio competitivo enorme sugli altri. Ma evidentemente nessuno se n’è ancora accorto.

 IL CASO DEGLI INFLUENCER POLITICI CHE FUNZIONANO

 Nel mondo esistono politici che sui social spiegano le loro proposte, educano i cittadini, rispondono alle domande, creano dibattiti costruttivi. E guarda caso: sono quelli che ottengono più consenso duraturo.

 Non è magia, è strategia comunicativa intelligente. È rispetto per l’intelligenza degli elettori. È utilizzare gli strumenti digitali per quello che sono: mezzi di comunicazione, non album di ricordi.

LA MORALE ELETTORALE

 Una campagna elettorale sui social dovrebbe educare, informare, coinvolgere. Dovrebbe elevare il dibattito pubblico, non abbassarlo al livello della cronaca mondana. I cittadini meritano di più. Meritano candidati che usano i social per spiegare come vogliono governare, non per documentare dove sono stati invitati a cena. E chi lo capirà per primo avrà già vinto. Non solo le elezioni, ma soprattutto il rispetto degli elettori.

Perché alla fine, la vera vicinanza alla gente si misura nella capacità di risolvere i loro problemi reali. E questo, sui social, si può raccontare benissimo. Se sai come fare.

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