Nel linguaggio comune utilizziamo i termini congruenza e coerenza come se fossero intercambiabili. In realtà, in ambito psicologico, si tratta di due concetti distinti, spesso complementari, che riguardano le dinamiche interne dell’essere umano.
La congruenza rappresenta l’ allineamento tra pensieri, emozioni, parole ed azioni. E’ l’espressione di un’ integrità, grazie alla quale la persona riesce a manifestare in modo autentico la propria essenza, vivendo in uno stato di armonia interiore. Essere congruenti comporta aver compiuto un lavoro di consapevolezza su ciò che si prova e si desidera, per poter esprimere sé stessi nella propria autenticità, evitando di inviare al mondo messaggi confusi o contraddittori. Significa essere in linea tra la propria esperienza interna e la sua espressione esterna. Quando ciò non accade, emerge una sorta di dissonanza, una sensazione di scollamento tra ciò che si è e ciò che si mostra.
Diverso è il concetto di coerenza, che appartiene maggiormente alla sfera logica. Si esprime in un contesto pubblico in cui una persona mostra pensieri e comportamenti uniformi in diverse situazioni nel corso del tempo. In questo senso, la coerenza crea l’immagine di una condotta stabile e prevedibile ed è spesso associata ad un riconoscimento sociale di affidabilità.
Tuttavia se ciò può apparire un valore positivo, col tempo potrebbe trasformarsi in una gabbia. Per mantenere una coerenza esteriore si rischia di sacrificare la propria congruenza interiore. Può, infatti, succedere di essere fedeli e coerenti con i propri ideali, senza però sentirsi in sintonia con le emozioni autentiche del momento.
Immaginiamo una persona che si sforza di rimanere paziente, perché in linea con un valore in cui crede, provando nel contempo frustrazione o rabbia, emozioni, queste, che non si concede di riconoscere. In tal modo, pur rimanendo coerente con il proprio ideale, vive un’incongruenza interna, un disallineamento tra il sentire la frustrazione e l’agire con pazienza.
Può anche accadere che in seguito ad un’ esperienza significativa, una persona possa evolvere, cambiare prospettiva, emozioni o convinzioni. Un mutamento giusto ed inevitabile che conduce ad una maggiore congruenza con il proprio sé attuale, ma che agli occhi degli altri può sembrare un segno di incoerenza. Ciò che è autentico per sé stessi può, non essere sempre comprensibile per chi ci osserva dall’esterno.
Per questo motivo, se da un lato la coerenza è una qualità fondamentale per costruire e mantenere un’ identità sociale, dall’altra essere congruenti è molto importante, perché significa coltivare una connessione autentica con sé stessi per poter coltivare relazioni più genuine.
Entrambe sono necessarie e richiedono equilibrio, perché un’ eccessiva congruenza può rendere difficile costruire un’immagine stabile nel tempo, mentre una coerenza troppo rigida rischia di ostacolare il cambiamento, imprigionandoci in convinzioni radicate e poco realistiche in un mondo in continua trasformazione.
Se la congruenza nutre la nostra essenza, la coerenza sostiene l’ identità sociale. Trovare un’armonia tra le due dimensioni significa restare fedeli alla propria storia, senza rinunciare all’autenticità. Il nostro benessere psicologico nasce proprio da questo equilibrio sottile: essere integri senza smettere di essere veri.
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