Sarà un 25 aprile diverso quello che quest’anno verrà ricordato e celebrato a Pieve Torina. A 75 anni dalla liberazione dal nazifascismo, nella terra che vide anche la presenza, durante quelle settimane di fuoco, del partigiano Sandro Pertini destinato poi a diventare uno dei più amati presidenti della Repubblica, l’emergenza epidemia segna in modo significativo anche le iniziative commemorative.
“Eppure, anche in una situazione difficile come quella innescata dal covid19, non rinunceremo a ricordare questa data” sottolinea il sindaco, Alessandro Gentilucci. “È stato un momento fondamentale per la storia del nostro Paese e della nostra comunità, che ha posto le basi per la formazione delle istituzioni democratiche che oggi viviamo. È stato un momento fondamentale perché ha affermato il valore e la forza della libertà e perché ha riscattato il ruolo dell’Italia durante la guerra”. Sabato mattina, alle ore 11, verrà deposta una corona d’alloro al monumento ai caduti di tutte le guerre alla presenza, oltre che del sindaco, di un rappresentante delle associazioni e della Protezione civile. “Il tutto ovviamente in conformità alle disposizioni sulla sicurezza imposte dalla situazione contingente che stiamo vivendo. Ma proprio questa privazione della libertà personale che oggi sperimentiamo può farci riflettere su quanto sia stata dura la privazione subita dai nostri nonni, dai nostri avi durante l’occupazione nazifascista. È importante che le nuove generazioni siano consapevoli che si tratta di un rischio che dobbiamo scongiurare sempre, ed impegnarci nel ricordarlo a tutti noi. La nostra - conclude Gentilucci - è una comunità che alle guerre ha sempre dato tanto in termini di vittime umane. Ed è giusto allora ricordare con gratitudine tutti coloro che, col sacrificio della propria vita, contribuirono al raggiungimento della libertà. Celebriamo la ricorrenza del 25 aprile con la stessa emozione di quanti gioirono allora”.
Forse una dimenticanza, ma sicuramente un errore da matita rossa quello commesso oggi dall'Amministrazione Comunale di Matelica che ha quantomeno provato a cerebrare il 25 Aprile, Giorno della Liberazione, attraverso un post pubblicato sulla pagina istituzionale di Facebook.
Tutto nelle norma sembrerebbe, se non fosse per il fatto che in un passaggio del testo si sono lette queste parole: "La Festa della Liberazione vide i nostri soldati segnare la fine vittoriosa della prima guerra mondiale nel 1918, sancendo così il compimento dell’unità territoriale italiana iniziato nelle guerre di indipendenza del secolo precedente."
Un errore storico madornale che non è passato inosservato, suscitando quindi l'ilarità, ma anche lo sdegno, di tante persone che hanno fatto notare, con commenti dai toni forti sotto il post, la "scarsa preparazione in storia contemporanea" dell'attuale giunta comunale.
A nulla è valso il goffo tentativo del gestore della pagina Facebook, di modificare il testo, correggendo il passaggio incriminato, infatti lo screnschoot del post originale era già stato ripreso è divulgato dalle altre pagine del gruppo di minoranza che non si sono risparmiati in critiche.
"Chiediamo scusa agli italiani tutti per l'incompetenza e per la cattiva fede degli attuali Amministratori di Matelica - tuonano i componenti del gruppo 'Per Matelica' - il 25 Aprile è la festa della Liberazione dall'oppressione nazifascista, non c'è niente da aggiungere."
Dello stesso tenore l'intervento dell'ex sindaco del Comune di Matelica Alessandro Delpriori: " Oggi il Comune di Matelica ha toccato il fondo - dichiara dal suo profilo facebook personale - Come ex sindaco e attuale amministratore trovo vergognoso il post sulla pagina in cui si scrive che il 25 Aprile celebra la fine della prima guerra mondiale - e poi conclude - Mi dissocio".
Nel pomeriggio c'é stata la replica del sindaco di Matelica Massimo Baldini, affidata ad un post facebook.
"La premessa, che è stata tolta - ha scritto il primo cittadino - voleva significare che la liberazione dell'Italia dallo straniero era iniziata con le guerre d'indipendenza prima, infatti l''unità d'Italia si è conquistata con la fine della prima guerra mondiale 1918 che ha causato tantissimi morti.L' oppressione dal nazifascismo si è protratta in Italia per circa 20 anni ed è costata anchessa tante vite umane, soprattutto alla fine della seconda guerra mondiale.Questo era il pensiero che avevo inserito nel testo da pubblicare, purtroppo al momento dell'invio ho commesso una distrazione scegliendo la bozza con l'articolo tagliato.Pervengano a tutti voi le mie personalissime scuse per l'errore rinnovando e condividendo con voi i valori della resistenza", ha concluso.
Aumentano, seppure di poco, i pazienti positivi al Covid-19 nel Comune di San Severino Marche: l’ultima rilevazione del Gores, il Gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie, è arrivata a contare 25 pazienti contagiati. Restano stabili, invece, le persone in assistenza sanitaria domiciliare, che sono in tutto ancora 10.
A diffondere i nuovi dati il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, che invita a prestare la massima attenzione e a non abbassare la guardia. Dobbiamo seguire le regole che ci vengono consigliate dalle autorità sanitarie: lavarsi le mani, tenere la distanza di almeno un metro dall’altro, evitare ogni tipo di assembramento, rimanere a casa se si hanno sintomi simili all’influenza, non recarsi al pronto soccorso o presso gli studi medici ma contattare il medico di medicina generale, i pediatri di libera scelta, la guardia medica o i numeri regionali”.
Da ieri in tutto il territorio del Comune di San Severino Marche con apposita Ordinanza sindacale è stato imposto l’uso delle mascherine nei luoghi pubblici, anche all’aperto, negli esercizi commerciali, negli uffici pubblici, negli uffici postali, nelle banche e in ogni altro luogo chiuso nel quale sia prevista la presenza di più persone. Ci si adeguerà senza giustificato motivo, sarà sanzionato con l’applicazione di una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 500 euro. La stessa sanzione si applicherà anche ai responsabili o ai dirigenti degli uffici pubblici e ai titolari o responsabili degli esercizi commerciali che non faranno osservare i contenuti dell’Ordinanza.
Servizio bloccato fino a quando la Regione Marche non avrà saldato le pendenze, pendenze che ammontano a circa 8 milioni di euro.
Per l'esattezza, sono 4,2 milioni di euro di fatture gia emesse e scadute, a cui si aggiungono 3,4 milioni di euro di fatture in emissione. Un totale di 8.200.000 Euro.
E' questo l'importo che la Regione Marche deve corrispondere per il servizio di gestione delle macerie post sisma effettuato dalla Cosmari, che ha annunciato l'interruzione immediata del servizio fino a saldo delle spettanze
In realtà la Consmari, capitanata da Giuseppe Giampaoli, aveva gia sollecitato da tempo la Regione Marche, il Commissario straordinario ed i Comuni interessati senza avere riscontri.
Nonostante il forte ammanco in cassa, la Cosmari ha fornito immediata assistenza per l'emergenza Covid, attraverso la puntuale raccolta dei rifiuti, il piano di disinfezione, le opere di sanificazione delle strade pubbliche,ma ora la situazione diviene sempre piu difficile.
La mancanza della liquidità richia di mettere in serio pericolo la stabilità economica della società sia per quanto non riscosso sia per il perdurare della situazione che vedrà irrimediabilmente accumularsi ulteriormente insoluti.
Da qui la decisione di interrompere nell'immediato il servizio di gestione delle macerie post sisma rimanendo comunque attivi in tutti gli altri servizi e ripromettendosi di riavviare l'attività non appena sarà stato effettuato il saldo delle fatture emesse
ll Gores ha comunicato, attraverso il giornaliero aggiornamento delle ore 12:00, la provenienza provinciale dei 6028 casi positivi al coronavirus sui 33.113 tamponi effettuati nella Regione Marche (leggi qui). Sono 2401 i contagiati in provincia di Pesaro-Urbino, 1785 in provincia di Ancona, 976 in provincia di Macerata (20 in più di ieri), 412 in provincia di Fermo, 275 in provincia di Ascoli Piceno, 179 extra regione.
Il numero complessivo dei pazienti dimessi e guariti continua ad aumentare: si è, infatti, passati da 1865 si è passati a 1890 (+25).
Scende il numero dei pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie regionali (si è passati dagli 798 di eiri si è passati ai 766 di oggi) e diminuisce anche il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva che ora sono 61 (10 meno di ieri): 11 di loro sono ospitati nelle strutture sanitarie maceratesi (6 a Civitanova Marche, 5 a Camerino).
Ecco la tabella rilasciata dal Gores alle ore 12:00:
Oltre 10mila mascherine sono state distribuite dal Comune di San Severino Marche alle famiglie settempedane per affrontare l’emergenza Coronavirus.
“Si è trattato di un gesto simbolico, certo, ma concreto. Abbiamo fatto recapitare nelle cassette della posta delle famiglie residenti due mascherine chirurgiche. Il grazie di molte persone ci ha fatto capire quanto era importante compiere questa azione che può anche essere considerata come una goccia nell’oceano ma mi auguro che sia stato compreso almeno lo spirito che è stato, anzitutto, quello di far sentire la presenza e la vicinanza in questo momento così difficile. Ricordo che la nostra comunità ha pianto fino ad oggi per il Coronavirus ben quattro vittime e che tante persone sono ancora costrette a casa a causa della quarantena. Questo incubo potrà finire solo se tutti insieme, e uniti, faremo la nostra parte. A San Severino Marche come in Italia, in Europa e nel mondo. Per questo continuo a ripetere a tutti di restare a casa e di fare tantissima attenzione”.
La distribuzione dei dispositivi di protezione individuale è stata possibile solo grazie alla fattiva collaborazione dei volontari del gruppo comunale di Protezione Civile, che hanno lavorato anche in giornate di festa e senza guardare orari. Con loro sono scesi in campo anche gli scout, i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri in Congedo, alcuni cittadini che, soprattutto nelle frazioni, hanno permesso di far recapitare le mascherine anche a persone anziane e isolate.
“In un territorio così vasto come quello della Città di San Severino Marche - sottolinea ancora il sindaco, Rosa Piermattei, che a nome di tutta l’Amministrazione è tornata a ringraziare i volontari per il loro straordinario impegno - potrebbero esserci stati alcune inevitabili disguidi. Chi non ha ricevuto le mascherine potrà comunque farne richiesta al numero di telefono 3336116712 che è l’utenza dei volontari del gruppo comunale di Protezione Civile che il Comune ha attivato fin dalle prime ore dell’emergenza Covid anche per la consegna di generi di prima necessità e per la spesa. Insieme ai volontari vorrei poi ringraziare - conclude il primo cittadino - i tanti imprenditori che, con la loro solidarietà, ci hanno fatto dono dei Dpi. Senza di essi non avremo potuto consegnare il materiale alle famiglie settempedane. Ancora una volta ci hanno veramente dimostrare di avere un cuore straordinariamente grande”.
Questa è la lettera inviata dal navigato chef marchigiano Lucio Pompili al Gambero Rosso per ufficializzare l’iniziativa portata avanti con gli altri cuochi delle Marche. Un movimento sottoscritto gia da 1200 esercenti che vede ampliare i consensi giorno dopo giorno
"Mi faccio portavoce dei ristoratori marchigiani #Ristoritalia che vogliono scendere in piazza, in mutande e giustamente distanziati, perché la situazione è oramai insostenibile, soprattutto dopo due mesi di restrizioni e clausura forzata, tra le promesse fatte di liquidità, cassa integrazione e quanto altro non mantenuto dal Governo."
"Intanto intentiamo uno sciopero fiscale perché non possiamo pagare - continua Pompili - le nostre attività sono chiuse forzatamente. E lasceremo chiusi i nostri locali anche all’ipotetica riapertura perché, se le condizioni rimangono quelle attuali, si tratterà di una libera uscita ad alto contagio."
L'esasperazione del portavoce dei ristoratori è evidente, un esasperazione che racchiude la rabbia, la disperazione ed a volte la rassegnazione di centinaia di esercenti:
"Ci hanno dato un accesso al credito che fondamentalmente significa un ulteriore indebitamento, non è assolutamente vero che lo Stato fa da garante, considerate che su 400 ristoratori di Pesaro e provincia solo in 3 si sono visti erogare i famosi 25mila euro. Le misure che il Governo ha preso sono ridicole e sembrano più che altro misure salva banche”
Ma questa non è l'unica preoccupazione per Pompili: "Non solo, non siamo disposti a considerare i nostri ristoranti come pronto soccorsi con ingressi contingentanti, noi non serviamo solo cibo, vendiamo emozioni ed esperienze gastronomiche. Siamo stanchi di uno Stato che ci spinge ancora ad indebitarci nonostante tutte le tasse pagate ogni anno, stiamo iniziando a non avere più speranza per il futuro e l’ultima spiaggia della nostra protesta sarà lo sciopero della fame: se non potremo fare da mangiare per gli altri, non lo faremo nemmeno per noi."
"Le bombe della guerra, a nostro avviso, sarebbero state meglio, almeno avrebbero suonato le sirene e noi ci saremmo nascosti. Questo virus, invece, ti scova ovunque tu sia e ti uccide”.
“Non possiamo continuare a vivere in questa incertezza -lo sfogo del cuoco - In Italia ci sono 250mila laboratori di analisi, ci sono i materiali per fare i tamponi con un riscontro del 97% di sicurezza ma questi (i laboratori) stanno aspettando l’ok degli assessori alla sanità regionale, almeno qui nelle Marche. Tant’è che molti laboratori hanno cominciato a farli privatamente e alcune aziende hanno speso i loro soldi per eseguire questi benedetti tamponi ai dipendenti, per poter riaprire”.
“Questo virus ammazzerà tutti, prima gli anziani, poi le aziende, le partite iva, coloro che non riusciranno ad affrontare una crisi simile. Ecco perché con i colleghi vogliamo intentare lo sciopero fiscale: se rivogliono i nostri soldi devono metterci nelle condizioni di poter lavorare”.
I ristoratori marchigiani scenderanno nelle varie piazze “in mutande” il 28 aprile, “Noi ristoratori siamo tutti sulla stessa barca, ben vengano iniziative del genere. Dobbiamo farci sentire perché nei tavoli di trattativa devono andarci esperti veri che diano risposte vere. Ho bisogno di riacquistare fiducia nelle istituzioni”. Contemporaneamente, altri esercenti prenderanno parte al flashmob delle serracinesche, altro movimento di protesta.
In questa puntata proseguo il discorso per me fondamentale, ma penso anche per voi che leggete, su come le Marche non siano certo la regione più "appestata". Anzi negli ultimi giorni i contagi sono decisamente scesi posandosi 3 giorni di fila sotto il 20% del picco che ricordo al mondo attualmente solo Cina Korea del Sud e pochissimi altri ci sono riusciti a rimanerci stabilmente. Dal grafico dei contagi giornalieri vediamo che inizialmente le Marche erano in una situazioni di contagi giornalieri peggiore di quella italiana, dovuta principalmente alla situazione del Pesarese dove per troppi giorni il focolaio ha potuto proliferare completamente indisturbato, che da come si è visto significa un raddoppio dei casi in 2.7 giorni.
La provincia di Macerata come vedete ha grossomodo il calo registrato a livello regionale ovvio contate che proporzionalmente ha meno casi e dunque i dati sono più ballerini poiché 5 o 10 contagi più o in meno in un giorno fanno una grossa differenza.
In base a questo interessante criterio "20% dal picco" ho anche stilato una classifica delle regioni dove si nota come la Marche si posizionino al settimo posto , che è veramente un eccellente situazione per chi ha avuto all'interno un grave focolaio, ordinando il rapporto dei contagi dal picco (mediato negli ultimi 7 giorni). Vediamo che anche il Veneto che viene preso molto ad esempio non è che sia riuscito ad effettuare un contenimento dei contagi efficace come nelle Marche, inoltre ci sono i presupposti per cui questa media vada ad abbassarsi ancora sensibilmente la prossima settimana, molti dei contagi riportati nelle ultime 2 settimane erano relativi o a focolai in ospedale o persone in isolamento domiciliare da tempo che si erano contagiati anche un mese prima.
Molto di questo miglioramento si può spiegare da un mix di fattori ovvero città più piccole , minore densità abitativa, una rete di trasporti pubblici abbastanza limitata e poco usata, probabilmente anche un livello di inquinamento più basso. Come vediamo fare molti tamponi si aiuta, ma a quanto pare non basta per circoscrivere i focolai, finora si è affrontata l'epidemia in maniera diciamo "medioevale" non è che lo "stai a casa" sia molto differente dalla situazione del Decameron di Boccaccio con i 10 ragazzi che fuggono in campagna per sfuggire alla pestilenza. Il salto di qualità può essere fatto unicamente tramite l'uso tecnologico, devo dire il fatto che non venga resa obbligatoria mi lascia abbastanza perplesso visto che è una soluzioni efficace , gratuita e permette uno screening preciso e mirato enormemente più potente di qualsiasi indagine epidemiologica. Questo strumento è efficacie se usato da almeno il 60% della popolazione, prossimamente approfondirò l'argomento ma sarebbe molto importante che cittadini ed amministratori entrino nella mentalità che questa è una arma potentissima ed essenziale anche più delle mascherine.
nota di fondo: Per l'Italia nei grafici i valori sono riportati rapportando la popolazione a quella delle Marche per appunto avere la medesima scala di valori
I dati sono aggiornati al 23 Aprile
L’Assessore Regionale Moreno Pieroni in teleconferenza con i Comuni del Consorzio Noi Marche, tra cui Sarnano, ha confermato che a breve verrà definito un piano per la ripartenza del settore turistico nella Nostra Regione. I punti chiave saranno: protocolli di sicurezza, sussidi per gli operatori e un piano di promozione integrato.
"Il Comune di Sarnano ha iniziato il 2020 partecipando a diverse fiere del turismo di rilevanza internazionale, in Italia e all’estero" -commenta il Sindaco di Sarnano Luca Piergentili - avevamo già dato il via a diversi progetti ed eravamo pronti per una grande stagione, ma purtroppo l’emergenza coronavirus ci obbliga a ripensare una nuova strategia. Quest’estate avremo un turismo soprattutto interno, le persone probabilmente si sposteranno nelle regioni limitrofe e preferiranno gli spazi aperti: il cicloturismo sarà un asset fondamentale, così come tutte le attività sportive che si possono svolgere sulle nostre montagne, dal trekking al volo in parapendio".
Sebbene non ci sia ancora certezza in merito alle tempistiche, l’ipotesi, condivisa anche dall’Assessore Pieroni, è quella di riuscire a ripartire entro il mese di giugno. Durante l’incontro, i Comuni hanno chiesto delucidazioni riguardo le strategie promozionali e le linee guida affinché siano univoche per tutte le strutture.
"Ancora una volta, il Consorzio Noi Marche è riuscito ad attivare una preziosa sinergia tra i Comuni dell’entroterra e quelli della costa e il confronto è stato molto costruttivo - aggiunge il Sindaco Luca Piergentili - purtroppo, nelle zone montane, il covid ha aggiunto ulteriori problemi a quelli già presenti, perché i nostri territori faticano ancora a rimettersi in piedi dopo il sisma. Noi non abbiamo mai smesso di investire in promozione e l’anno scorso avevamo visto i primi segnali di ripresa con un trend crescente di presenze, ma la nuova situazione cambia tutto. Proprio per questo, abbiamo chiesto alla Regione una specifica strategia promozionale dedicata alla valorizzazione delle aree interne e delle sue peculiarità in modo che siano facilmente riconoscibili dai potenziali turisti, ed una attenzione particolare nei confronti del settore termale che sicuramente dovrà far fronte ad enormi problematiche anche nel periodo successivo alla riapertura".
L’Assessore Pieroni ha ascoltato le richieste dei vari territori spiegando come si sta muovendo la Regione: il piano è ancora in via di definizione, ma sicuramente saranno privilegiati alcuni tipi di turismo, come quello legato al mondo del bike, e verranno varati protocolli specifici per gli operatori. Tra le misure prospettate anche la possibilità di offrire contributi alle strutture per la sanificazione degli ambienti in modo da poter garantire un maggior livello di sicurezza ai turisti che verranno.
Da quando il sistema dei buoni spesa è stato sospeso, gli uffici del Comune di Petriolo sono al lavoro per fare i dovuti approfondimenti istruttori per i nuclei familiari che hanno presentato domanda per la solidarietà alimentare. Questa misura di aiuto è destinata a tutte le famiglie bisognose che non hanno la possibilità di fare la spesa per le necessità più urgenti ed essenziali al proprio sostentamento, condizione prevista dall'ordinanza di Protezione Civile n. 658/2020.
«Non consentiremo a nessuno di approfittare di questo stato di emergenza per trarre dei profitti personali a discapito delle regole che valgono per tutti e, soprattutto, a discapito di chi ha realmente bisogno - ha affermato il sindaco Domenico Luciani -, e non avremo scrupolo di inviare alla Procura della Repubblica i fascicoli di chi dichiarerà il falso. La coperta è corta e i tempi per la ripresa potrebbero essere lunghi. Vogliamo evitare che le famiglie petriolesi che in questo momento stanno vivendo con più difficoltà la crisi economica causata dall'emergenza Coronavirus rimangano senza aiuto perché qualcun'altro ne ha approfittato indebitamente. Abbiamo chiesto agli uffici di concludere i dovuti approfondimenti istruttori in modo da poter riattivare quanto prima il sistema dei buoni spesa. Un sistema che è stato molto apprezzato per la sua facilità di utilizzo. Dal giorno della sospensione, le necessità più urgenti sono state soddisfatte mediante la consegna di pacchi alimentari, grazie anche alla fattiva collaborazione dei volontari della Protezione Civile».
Dall'inizio di questa emergenza sono ormai decine i pacchi alimentari già consegnati alle famiglie più bisognose. Tra queste, anche famiglie che prima dell'emergenza non erano seguite dai servizi sociali. «Il Comune ha il dovere di assistere chi ha più bisogno - ha aggiunto Luciani -, questa è una situazione eccezionale senza precedenti e chiunque potrebbe avere necessità di un aiuto». I cittadini che ne abbiano bisogno possono rivolgersi agli uffici comunali anche nel corso delle prossime settimane. Non è stata prevista alcuna scadenza per la presentazione della domanda e i buoni spesa non avranno scadenza. «Stanno continuando ad arrivare donazioni dei cittadini che rimpinguano il fondo - ha concluso il Sindaco -, il motto è: "Chi può, metta! Chi non può, prenda!"».
Il Gores ha trasmesso le schede relativa alle progressioni e agli esiti delle indagini di laboratorio delle ultime 24 ore. I tamponi risultati positivi al Covid-19 sono 76 sui 1440 analizzati. I nuovi casi portano il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche a 6028 su un totale di 33.113 campioni testati.
Si registra, dunque, un leggero incremento rispetto alla giornata di ieri della curva dei contagiati.
Di seguito le tabelle rese note dal Gores:
Il Sindaco Dott. Luca Maria Giuseppetti, con l’Ordinanza n.19 del 23 aprile 2020, a tutela della salute pubblica ha vietato a chiunque la sperimentazione o l’installazione del 5G nel territorio del Comune di Caldarola, in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer, applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione Europea.
Ciò fino a quando non saranno definitivamente chiariti gli effetti delle radiofrequenze in questione sulla la salute dell’uomo.
È stata chiusa nel pomeriggio la provinciale 8/VII “Serrapetrona-Torre Beregna”, per uno smottamento causato dalle piogge degli ultimi giorni.
Il fenomeno si è manifestato all’altezza del cantiere di sistemazione della strada, curato dall’Anas con le risorse della Protezione Civile, a seguito dei sismi del 2016.
I lavori erano stati avviati alla fine di febbraio, ma poi erano stati fermati per l’intensificarsi dell’emergenza sanitaria causata dal corona virus.
“Il Recovery Found andrà a finanziare tutti i Paesi più colpiti, compresa l’Italia. Noi eravamo in prima fila a chiederlo, si tratta di uno strumento molto importante e impensabile sino adesso. Renderò la risposta europea molto più solida, più coordinata e più efficace”. Era stata annunciata come una conferenza stampa, si è trattato in realtà di un mini video del premier. Che aveva spiegato già su Fb la svolta europea: “Grandi progressi, impensabili fino a poche settimane fa, all’esito del Consiglio Europeo appena terminato. Un lungo percorso, avviato con la nostra iniziativa e con la lettera dei 9 Paesi Membri, oggi segna una tappa importante: i 27 Paesi riconoscono la necessità di introdurre uno strumento innovativo, da varare urgentemente, per proteggere le nostre economie e assicurare una ripresa europea che non lasci indietro nessuno, preservando, per questa via, il mercato unico. La Commissione lavorerà in questi giorni per presentare già il prossimo 6 maggio un “Recovery Fund” che dovrà essere di ampiezza adeguata e dovrà consentire soprattutto ai Paesi più colpiti di proteggere il proprio tessuto socio-economico”.
Durante il Consiglio Europeo Conte aveva detto invece parole ancora più esplicative: “L’ammontare del Recovery Fund dovrebbe essere pari a 1.500 miliardi e dovrebbe garantire trasferimenti a fondo perduto ai Paesi membri. I trasferimenti a fondo perduto sono essenziali per preservare i mercati nazionali, parità di condizioni, e per assicurare una risposta simmetrica a uno shock simmetrico”.
E’ stato approvato oggi dalla Conferenza delle Regioni un documento che affronta i temi della ripresa delle attività che si svolgono sul demanio marittimo, della sorveglianza delle spiagge libere, della sospensione dei canoni demaniali marittimi, della validità dell’estensione di 15 anni delle concessioni demaniali marittime. Su questi temi le Regioni hanno chiesto al governo di essere consultate preventivamente rispetto all’assunzione delle relative decisioni.
"Le restrizioni conseguenti alla diffusione del Coronavirus – si legge nel documento - hanno comportato il blocco di tutte le attività turistico ricreative, diportistiche e produttive che operano sul demanio marittimo.
Il DPCM 10 aprile 2020 ha consentito sino al 3 maggio le sole attività di vigilanza e manutenzione delle strutture. Tale possibilità è stata recepita da molte Regioni costiere per consentire l’allestimento delle strutture balneari stagionali nelle aree in concessione demaniale marittima e delle attività complementari ricomprese tra le utilizzazioni con finalità turistico ricreative. Ciò anche in considerazione del fatto che tale operazione richiede almeno 40-50 giorni di lavoro. Ora è importante che, oltre alle attività legate alla balneazione, sia prevista la possibilità di accesso all’area in concessione a tutte le altre attività che operano sul demanio marittimo, nonché i lavori inerenti la protezione della costa con particolare riferimento alle operazioni di ripascimento delle spiagge sospese e da avviare che soventemente vengono effettuati prima dell'apertura della stagione balneare. Inoltre è urgente che vengano emanate le indispensabili Linee guida nazionali sulle misure di tutela della salute pubblica negli stabilimenti balneari - da declinare in protocolli territoriali dalle singole Regioni - che permettano l’apertura e l’esercizio delle attività turistico ricreative, con particolare riferimento agli stabilimenti balneari, in modo che possano organizzare adeguatamente gli spazi in concessione".
Per quanto riguarda la sorveglianza delle spiagge libere documento evidenza che la fruizione dovrà essere garantita con opportune forme di informazione al cittadino sull’utilizzo della spiaggia, di pulizia dell’arenile, sanificazione delle strutture a servizio della spiaggia libera e controllo di accessi e affollamento.
La Conferenza delle Regioni ha inoltre chiesto al Governo un provvedimento che sospenda o preferibilmente annulli per il 2020 il pagamento dei canoni demaniali.
Una ulteriore richiesta riguarda l’estensione di 15 anni delle concessioni demaniali marittime: “occorre – si legge - non solo salvaguardare l’estensione operata dalla legge a favore dei concessionari ma anche e soprattutto, nell’attesa che si concluda l’interlocuzione con la Commissione Europea sul tema della riforma della materia prevista dalla legge 145/2018, garantire chi tale legge dello Stato applica. Spetta al Governo trovare la forma più opportuna per farlo”. Si chiede, inoltre, al Governo di valutare l’esclusione delle strutture degli operatori balneari dal regime della Direttiva Bolkestein, in materia di servizi, sottoponendole al regime della concessione dei beni pubblici, anche tramite il trasferimento degli arenili sui quali esse insistono dal demanio al patrimonio disponibile dello Stato, secondo le procedure, previste dall’art.7 della L.n.125/2015, per una revisione organica delle zone del demanio marittimo.
Si è svolta in data odierna una call conference presieduta dal Prefetto Iolanda Rolli cui hanno preso parte il Procuratore della Repubblica, i vertici delle Forze dell’Ordine, il direttore della Banca d’Italia, il presidente della Camera di Commercio, il presidente dell’A.B.I. Marche, i rappresentanti degli istituti di credito di Ubi Banca, Banca Credito Cooperativo Recanati Colmurano, Banca Macerata, Banco Marchigiano e il Presidente del Consiglio Notarile distretti riuniti Macerata e Camerino per fare un punto della situazione dell’economia del territorio secondo quanto previsto dalla Direttiva del 10 aprile u.s. con cui il Signor Ministro dell’Interno ha invitato i prefetti ad attivare forme di ascolto, dialogo e confronto con attori istituzionali, rappresentanti territoriali delle categorie produttive, delle parti sociali e del sistema finanziario e creditizio al fine di intercettare ogni possibile segnale di disgregazione del tessuto sociale ed economico.
Riguardo al passaggio, dall’attuale fase di contrasto all’epidemia al graduale riavvio delle attività al termine del periodo di lockdown è stata dedicata particolare attenzione al tema delle prevedibili criticità che potrebbero incontrare le imprese e le attività commerciali nel momento della completa ripresa delle attività, non potendosi escludere che la generale condizione di fragilità del tessuto economico e produttivo possa aprire varchi alle infiltrazioni della criminalità organizzata.
La ripresa è sempre più vicina, ma i rischi sono enormi. Da ciò nasce l’esigenza di evitare manovre speculative che potrebbero inquinare il sistema imprenditoriale locale, mettendo in pericolo non solo le aziende ma anche le persone che ci lavorano e con esse le loro famiglie.
Dietro l’attività economica che riparte si insinua lo spettro della criminalità che rischia di mettere a repentaglio le piccole, medie e grandi imprese del territorio.
Il vertice convocato dal Prefetto ha quindi individuato le linee di intervento e possibili soluzioni operative in grado di ottimizzare l’attività investigativa della Procura e delle forze di polizia.
Il riferimento principale è agli appalti pubblici e ai principali settori economici del territorio a cominciare da quello dell’edilizia con la ricostruzione pubblica e privata post sisma, settori sui quali è stato progettato un rafforzamento dei controlli e un’intensificazione delle verifiche antimafia. Tematica, quest’ultima, oggetto di specifico incontro tenuto nella giornata di ieri da parte del gruppo interforze.
La riunione di oggi si colloca a valle degli incontri tenuti con i sindaci della Provincia ai quali il Prefetto ha già chiesto di non perdere di vista l’evoluzione del contesto socio economico dei propri territori intercettando per tempo situazioni di disagio e attivando iniziative di solidarietà e sportelli di ascolto. Ulteriori incontri saranno organizzati nelle prossime settimane anche con le categorie del commercio, del mondo agricolo e dell’artigianato.
Indagini aperte, su richiesta del Ministro Costa, circa l'anomalo abbattimento di Pini sul territorio nazionale.
Un'indagine dei tecnici del Ministero e una delle forze di polizia, queste le azioni messe in campo dal Ministro dopo l'ondata di segnalazioni pervenute dai cittadini che lamentavano l'abbattimento di alberature nei centri abitati (quasi sempre Pini, n.d.r.), durante il lockdown dovuto al coronavirus.
"Stiamo lavorando molto col Comitato Verde Pubblico, costituito per legge presso il Ministero con tutta una serie di specialisti, sulle segnalazioni che ci sono arrivate sul taglio degli alberi - ha detto Costa durante una diretta Facebook -. Ho chiesto agli esperti del Comitato, che ho incontrato ieri in videoconferenza, di approfondire questo tema.
Io devo capire perché tanti cittadini, su tutto il territorio nazionale, mi segnalano questo problema: un numero molto consistente di abbattimenti di alberature stradali e del territorio comunale. Ho dato questa indicazione e vi aggiornerò su quello che mi diranno"
"In parallelo al Comitato - continua il Ministro Costa - ho chiesto anche agli organi di polizia sul territorio di intervenire, per capire se siamo di fronte a dei reati"
Una serie di analisi della situazione dettate dall'allarme sollevato da centinaia di migliaia di cittadini, un emergenza che non è passata in sordina neanche sulla stampa. Basta infatti inserire la ricerca "Abbattuti pini" per trovare una miriade di articoli, dal giugno 2019 ad oggi, che riportano abbattimenti di pini che appaiono agli occhi della popolazione assolutamente immotivati.
Ma il ministro placa gli animi: "Teniamo conto che il Ministero dell'Ambiente non ha una diretta competenza sull'argomento, è una competenza dei Comuni. Non sto accusando l'uno o l'altro. Mi sto mettendo a fianco, per capire se posso aiutare i Comuni in qualche modo".
(Fonte: ANSA)
l comune di Pieve Torina ha emanato una nuova ordinanza per rendere obbligatorio l’uso delle mascherine, per chi ha necessità di uscire dalla propria abitazione, fino alla data del 3 maggio. Contestualmente, ha proceduto alla distribuzione di altre 1.500 mascherine alla popolazione.
“Un dispositivo di prevenzione quanto mai necessario quello della mascherina che siamo riusciti a consegnare gratuitamente alle famiglie grazie al contributo di privati ed, in parte, ad un impegno diretto di spesa del comune” - sottolinea il sindaco, Alessandro Gentilucci, in prima linea nel fronteggiare l’emergenza innescata dall’epidemia di covid19- “La situazione nel nostro territorio, pur risultando sotto controllo grazie anche alle tante azioni di prevenzione e sostegno che abbiamo messo in atto in queste settimane, va mantenuta in costante osservazione per consentirci di uscire efficacemente e rapidamente dalla fase critica, senza rischio di ricadute. Ecco il perché della nuova ordinanza. Per una comunità come la nostra, messa in ginocchio dal sisma - prosegue Gentilucci - affrontare questa terribile esperienza del virus non è facile. Quel che abbiamo cercato di fare è stato mantenere un legame tra di noi, un filo comunitario e di solidarietà che ci ha già sostenuti in passato di fronte alla tragica esperienza del terremoto. Molti oggi parlano del ritorno nei piccoli borghi come prospettiva di vita futura: ecco, noi non ci siamo mai mossi da questa convinzione, e abbiamo lottato con determinazione, e continueremo a farlo, perché il nostro paese torni a vivere pienamente ed il più presto possibile nello straordinario contesto di biodiversità, storia e bellezza naturale che lo contraddistingue. Per questo chiedo che l’attenzione del governo centrale e regionale verso questi territori rimanga un impegno prioritario, anche alla luce di quanto è accaduto e sta accadendo in questa fase di emergenza covid19”.
L'Amministrazione comunale, in accordo con l'Atac spa, prosegue la politica di sostegno a famiglie e attività produttive in difficoltà a causa dall'emergenza sanitaria. Già all'inizio del mese di marzo, nel corso di un tavolo urgente, la Giunta aveva stabilito di mettere in atto alcune misure a favore di anziani, disabili, asili nido, tra cui anche la proroga del pagamento delle bollette dell'acqua.
Nello specifico, i pagamenti dovuti ad aprile venivano spostati al mese successivo, e così fino a giugno, con possibilità anche di rateizzazione. Questa mattina, gli amministratori hanno deciso di prorogare ulteriormente i termini. Quindi, a fine maggio verrà emesso, come da scadenze Authority, il lotto di fatturazione comprendente circa 10.000 utenze con scadenza 15 giugno con proroga al 15 luglio (vale a dire 30 giorni dopo la naturale scadenza) e gli avvisi saranno stampati su un foglio aggiuntivo che arriverà nelle case.
Un ulteriore sostegno andrà incontro alle attività. In questo caso, l'Amministrazione comunale e l'Atac invitano le utenze attualmente in difficoltà, vista la chiusura di alcune attività per obblighi legati al Covid 19, a spedire l'autolettura in modo da calcolare i consumi non su calcolo presunto, ma su lettura certa.
In questi giorni, inoltre, la Giunta sta programmando ulteriori provvedimenti in aggiunta a quanto già stabilito ad esempio sulla Tari e tassa di soggiorno sulla base di quelle che saranno le direttive nazionali.
“Per sensibilità e correttezza verso l'utenza che attualmente è in difficoltà – scrivono nella nota congiunta Amministrazione comunale ed Atac – abbiamo aggiunto questa ulteriore possibilità e quindi invitiamo a comunicare all'Atac l'autolettura nel periodo che va dal 28/04/2020 al 30/04/2020”.
Il sindaco del Comune di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha firmato la revoca dell’Ordinanza con la quale, a seguito delle scosse di terremoto dell’ottobre 2016, aveva dichiarato non utilizzabile un’abitazione, con accessorio e magazzino, sita in vicolo dei Lumi, nel centro urbano.
A seguito dei lavori di ricostruzione, finanziati facendo ricorso al cosiddetto Sisma Bonus, l’immobile è tornato di nuovo in uso ai proprietari.