Dopo la conclusione delle operazioni di prelievo dei tamponi, avvenuta ieri, sono cominciati questa mattina i primi sbarchi dei membri dell’equipaggio della Costa Magica attraccata al Porto di Ancona e risultati negativi: sono sbarcate 11 persone, di cui 9 italiani, una cittadina brasiliana che vive in Italia - che rientreranno nello loro residenze con trasporto curato dalla Costa - e un cittadino inglese che tornerà a casa con volo di linea. I risultati dei tamponi effettuati il 2 maggio saranno disponibili domani.
Ne ha dato notizia il responsabile del Gores, Mario Caroli che ha coordinato le operazioni sanitarie a bordo.
“Ringrazio - afferma il Direttore dell’Asur Nadia Storti - tutto il personale Asur, che ha lavorato con celerità e professionalità, anche nella giornata del 1 maggio, in particolare gli infermieri delle equipe prelievi tamponi coordinati dal dott. Caroli, la direzione del servizio igiene e sanità pubblica, gli operatori del laboratorio del presidio ospedaliero di Ascoli Piceno, il personale del laboratorio di Loreto, che ha codificato i prelievi differenziandoli dai restanti, e la Sod Virologia di Torrette. Grazie alla collaborazione di tutti è stato possibile portare a termine il nostro lavoro”.
(foto: ANSA)
Dal 14 maggio parrucchieri ed estetiste potranno ritornare al lavoro, nel rispetto della salute di clienti e operatori.
“Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto - afferma Rossano Trobbiani, Presidente Regionale Confartigianato Acconciatori - frutto di intensa attività di confronto svoltasi in questi giorni con la Regione Marche e l’Asur. Il decreto regionale che consentirà la ripresa delle nostre attività dal 14 maggio, previa simulazione con le autorità sanitarie per verificare nel concreto la fattibilità delle misure, finalmente accoglie le istanze del settore benessere, tra i primi a sospendere le proprie attività e ormai stremato dalle conseguenze economiche della protratta chiusura. E’ stato definito infatti un protocollo che anticipa la riapertura rispetto a quella del 1° giugno indicata dal premier Conte, e che stabilisce le regole da rispettare e far rispettare ai clienti, sulla base del documento contenente le proposte igienico-sanitarie ed organizzative che Confartigianato ha presentato già a metà aprile scorso”.
“Il Dpcm del 26 aprile, nel dettare gli step di ripartenza per le molte attività non ha fissato una data precisa per la riapertura di centri estetici e parrucchieri – aggiunge Rosetta Buldorini, Presidente Confartigianato Estetica -, non tenendo in considerazione che un ulteriore periodo di chiusura provocherebbe un danno economico rilevante al settore, anche con il rischio di chiusure. I nostri servizi sono tra i più diffusi, la cura della persona è strettamente correlata al nostro stato di benessere psico-fisico. Basti pensare che, in seguito, alla sospensione delle attività il fenomeno dell’abusivismo ha avuto una grande crescita, comportando purtroppo anche rischi sanitari”.
Queste le principali disposizioni previste dal decreto: apertura anticipata rispetto al calendario nazionale e con orario flessibile, anche di sera e nei festivi, con orario dalle 8.00 alle 21.30.
Si potrà lavorare solo su appuntamento (vietate anche le attese fuori dal negozio) e con l’obbligo di mascherina per cliente (prevista la dotazione di mascherine cortesia all’ingresso del negozio) ed estetista o parrucchiere.
Utilizzo da parte del personale di guanti usa e getta e mascherine, camici monouso o comunque igienizzati quotidianamente, igienizzazione dei locali e degli arredi, distanziamento attraverso rimodulazione delle postazioni di lavoro. Tra un appuntamento e l’altro dovranno esserci almeno 20 minuti per la sanificazione e ventilazione dell’ambiente e degli strumenti.
“Il decreto ha accolto le nostre indicazioni – dichiara Eleonora D’Angelantonio, Responsabile Confartigianato Benessere – ed è stato concepito mettendo al primo posto, oltre che le istanze delle imprese ormai in grave sofferenza economica indotta dal lungo periodo di chiusura, anche la tutela della salute di clienti, imprenditori e collaboratori, prioritaria a maggior ragione in questa fase 2 dell’emergenza. Ora ci impegneremo da subito a predisporre corsi specifici di formazione per gli imprenditori del settore, assicurandoci che vengano effettuati controlli al fine di prevenire ed indirizzare le imprese ad una corretta applicazione delle misure previste dal protocollo".
"Di concerto con la Regione stiamo predisponendo inoltre - prosegue Eleonora D’Angelantonio -, nel rispetto delle disposizioni di legge, modelli informativi da apporre nei centri e nei saloni, validi per tutta la regione Marche e recanti informazioni fondamentali per assicurare uno svolgimento dell’attività nel rispetto delle normative igienico-sanitarie e di contenimento del contagio. Il messaggio di Confartigianato Benessere è chiaro: riprendere le attività nel rispetto di igiene e sicurezza non significa abbassare la guardia rispetto al contenimento del virus. Tutelare la salute di clienti, imprenditori e collaboratori rimane la priorità assoluta”.
++ AGGIORNAMENTO 8 MAGGIO ORE 18:0 ++
IL GOVERNATORE CERISCIOLI: "SUPERATA BRILLANTEMENTE LA PROVA GENERALE"
Tra le prime bugie che negli anni ’80 ci raccontavano i docenti nelle Business School, i papà dei tecnocrati che bisticciano da mesi in TV sul virus, è l’ambivalente significato cinese di “crisi”, che racchiude la dicotomia “minaccia/opportunità”, concetto più italianamente noto come “non tutti i mali vengono per nuocere”.
A parte il fatto che del Covid-19 ne avremmo fatto tutti volentieri a meno, bisogna sottolineare come, in realtà, nel termine cinese non c’è traccia del concetto di “opportunità”, bensì ci si limita all’ambivalenza più sottile “pericolo/momento cruciale”, senza peraltro offrire elementi di positività e garanzie sul buon esito della situazione.
Neanche i cinesi, autori dell’ideogramma dal duplice significato (e fors’anche del Covid-19), sono convinti del fatto che non tutte le crisi abbiano necessariamente un lieto fine.
Il perché è semplice: una crisi vera e propria, come quella “pandeconomica” che stiamo vivendo, non si supera in maniera naturale o affidandoci solo ai tecnocrati, da cui magari spunta quello che s’inventa il vaccino.
Ma richiede due qualità individuali spesso assopite da tempo: consapevolezza del “momento cruciale” e senso di responsabilità, cioè capacità di risposta.
Ne aggiungo una terza, non meno importante della altre: il coraggio delle scelte.
Ci vuole consapevolezza, responsabilità e coraggio. Ci vuole, in un termine solo, Politica, ma quella vera e con la “P” maiuscola.
Puntare al buon esito della crisi - esito né naturale né scontato - significa chiedere a tutti noi un ruolo più attivo come Persone (ancora una “P” maiuscola), e quindi, decisivo per un cambiamento che segni davvero un solco profondo tra il “prima” e il “dopo” Covid-19.
In altre parole, dobbiamo “scendere” in Politica, intesa nel significato più raggiante del termine, e cioè: quel modo di agire in vista del raggiungimento di un determinato fine, sia nell’ambito pubblico sia in quello privato (cfr, Treccani).
Fuggire dalla Politica, nostro costume da decenni, o affidare tutto alla politica (quella con la “p” stavolta minuscola) oggi significherebbe avviare una falsa ripartenza, disegnando il classico scenario gattopardesco ove “tutto deve cambiare perché tutto resti come prima”: il nostro lavoro e le nostre abitudini, i nostri stili di vita ed il nostro modo di rapportarci con gli altri.
Perché un pericolo silenzioso è quello di fare il gioco dei mille Principi di Salina che sguazzano nelle varie crisi che abbiamo vissuto, anche di recente.
“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”, è la celebre frase tratta dal “Gattopardo” di Tommasi di Lampedusa, che oggi suona come un monito a non simulare l’adattamento al Covid-19 o ad innamorarsi di una resilienza ad oltranza, ma puntare diritti verso un vero cambiamento giocato dalla Politica.
Perché il vero cambiamento promosso - non imposto - dalla crisi “pandeconomica”, ci deve far entrare davvero in un “dopo” e azzerare le storture del “prima”, ma a condizione di immettere sul “mercato” quanta più Politica possibile, per non fare di questa crisi l’ennesima occasione perduta.
Ed il pericolo - che poi non vada poi così tutto tanto bene - è latente ma molto concreto, specie se si assiste alle migliaia di webinair che stanno intasando le nostre giornate, ove spesso si cerca di trasformare il freddo (e falso) concetto “crisi/opportunità” nel più romantico “niente sarà più come prima”.
Sicuramente sempre meglio dei mielosi cantori de “il cosa al tempo del coronavirus”, dove il “cosa” è sostituibile con “amore”, “lavoro”, “aperitivo” e così via, condivisi sui profili social di leoni da tastiera, oggi relegati in gabbia tra le mura domestiche e non per questo meno aggressivi (me compreso).
Ma siamo sicuri che valga la pena ancora ragionare con schemi logici tardo-novecenteschi, quando la saggezza cinese, modello “yin e yang”, affascinava i salotti benpensanti del Vecchio Occidente ricchi di gattopardeschi Principi di Salina?
O forse ci siamo un pò troppo innamorati di un falso concetto di crisi (e di conseguenza di un falso concetto di opportunità), al punto tale che quelle che noi tutti abbiamo ritenuto fossero “crisi” non siano state poi cosi “realmente critiche”, tali cioè da farci diventare qualcosa di nuovo e chiudere definitivamente col passato?
Eppure ne abbiamo vissute di quelle fratture, quasi sempre associate ad eventi catastrofici, che hanno segnato solchi profondi allo scorrere naturale della nostra vita, sociale e professionale, e che ci hanno dato l’illusione di un “ieri che non c’è più definitivamente”.
Ma era tutto un’illusione, e non ce n’eravamo accorti, perché - e ne è la prova - continuiamo ad essere gli stessi di ieri.
La generale riluttanza a mettere il naso più in là della nostra brevissima esperienza di vita, ci limita ad elencarne solo alcune di queste presunte crisi, e solo quelle ovviamente più recenti.
Pensiamo all’11 settembre.
Ognuno di noi ricorda dov’era quel maledetto giorno e le immagini degli aerei che si schiantavano su grattaceli ed altri obiettivi, mietendo vittime innocenti, colpendo al cuore i simboli dell’Occidente e la sua bandiera più rappresentativa, gli Stati Uniti d’America. Poi le guerre successive, le uccisioni dei terroristi più pericolosi, le restrizioni alla nostra libertà di viaggiare, la paura.
Questo evento, che avrebbe dovuto cambiare per sempre le nostre vite, aprendoci ad un mondo più libero, sicuro e orfano del terrore, è stato sempre visto come una frattura tra un “prima” e un “dopo”, un simbolo macabro di una crisi che ci avrebbe reso tutti diversi dal “prima” e si sarebbe trasformata nello “yang” dell’opportunità.
Eppure, le guerre che hanno seguito l’11 settembre non hanno risolto il problema del terrorismo, anzi lo hanno recapitato dentro le nostre città europee, nel cuore della nostra vita quotidiana, con camion e auto che si lanciavano sulle folle, accoltellatori e kamikaze che facevano irruzione in luoghi più rappresentativi della nostra vita quotidiana da Occidentali.
Idem per i viaggi: non abbiamo cambiato le nostre abitudini a viaggiare, ci siamo adattati alle misure di sicurezza ed abbiamo ripreso a girare il mondo forse più di prima, proprio come volevano i tanti Principi di Salina.
Insomma: dalle primissime convinzioni che il crollo delle Torri Gemelle ci avrebbe reso diversi, ci siamo dovuti ricredere e considerare che le opportunità che seguirono, scaturite da episodi tragici, non fossero mai state colte in pieno.
E ancora oggi inconsapevolmente, tutti noi siamo più che convinti del fatto che siamo gli stessi di prima e, se possibile, in molti casi, peggiori (non sta a me fare la classifica dei mali, ma basti pensare alle guerre, al terrorismo e all’immigrazione, fenomeni ancora presenti e sempre più frequenti).
Quindi, in altre parole, domandiamoci: l’11 settembre - e quello che ne seguì - fu vera crisi, intesa nel senso di potersi poi trasformare in opportunità per cambiare?
Stessa sorte per l’altra “crisi” che ricordiamo come tale perché vissuta in prima persona: chiamatela come volete - Lehman Brothers, Finanziaria, Subprime, Mercato Immobiliare -, ma quella del 2008 ha sconvolto le nostre vite come nessun’altra crisi economica dal 1929 (che, non avendola vissuta se non nelle immagini in bianco e nero, poteva contare ben poco, se non come lettori e appassionati di storia).
Milioni di posti di lavoro persi, risparmi bruciati, famiglie divenute povere in meno di 24 ore, aziende e attività chiuse dall’oggi al domani, benessere sociale sconvolto dal calo dei consumi e da una crisi di liquidità senza precedenti.
Eppure, a distanza di pochissimi anni e nonostante che molti suoi effetti siano ancora in atto, abbiamo ripreso a giocare in borsa, ad investire in immobili, a produrre beni e servizi allo stesso modo di prima, “consumando” in pieno stile da società del benessere, inquinando peggio di prima, facendo più debiti di prima e così via.
Possiamo dire, senza paura di essere smentiti, di aver cambiato stile di vita, e che oggi siamo diversi - e non solo per un fatto anagrafico - dal 2001 o dal 2008?
Furono tutte “vere” crisi quelle generate da quegli eventi sconvolgenti, su cui ancora si producono film, trasmissioni e Serie TV, articoli, paragoni da talk show della sera con quella attuale?
In altre parole: possiamo davvero dire con certezza che ci sia stato per noi un “prima” e un “dopo”, una vera crisi a cui è seguita una altrettanto vera opportunità, e che siamo davvero cambiati rispetto al passato, che siamo cioè davvero “nuovi”?
Viste così, le due più recenti, assomiglierebbero più ad occasioni perdute o crisi irrisolte, considerato che, per alcuni aspetti, sono ancora in corso, ma sicuramente sono “false” se non hanno prodotto quello scatto decisivo per cambiare.
False crisi su cui incombe su noi italiani “medi”, e spesso a livello inconscio, una sorta di Sindrome di Stoccolma nei confronti del nostro passato, e che ci fa troppo procedere in avanti con la sicurezza che tanto lo “stellone” d’Italia prima o poi ci salverà, come sempre.
Da anni, infatti, ci siamo abituati - forse troppo - a credere ai lunghi sermoni sul secondo Rinascimento, sulle bellezze artistiche di un Paese bello, sul nostro primato in molti settori della creatività artigianale e industriale, su tutto ciò in cui primeggiamo nel mondo e che qualche volta ci fa dimenticare l’orgoglio di essere italiani, salvo poi arrabbiarci quando ci sfottono dall’estero.
E’ l’abitudine a pensare di poter vivere a lungo con un passato che spesso non ci meritiamo, se non per il fatto di condividere la nazionalità con scienziati, poeti, Santi e navigatori: come se tutto ciò ci appartenesse solo per la fortuna di averlo ereditato, senza alcun merito e senza consapevolezza e responsabilità.
E questa abitudine non agevola quel desiderio di cambiamento che tutti dovremmo provare specialmente a seguito di crisi ed eventi catastrofici come quello che stiamo vivendo oggi.
Resta più comodo adagiarci sulle subdole nostalgie di questi primati perduti, soffocando sul nascere il desiderio di cambiare facendo tesoro delle crisi, per trasformarle in autentiche opportunità, essere diversi da quelli di prima e immaginare davvero un “dopo” migliore.
Prima di attendere in maniera passiva l’avvento di un nuovo Rinascimento (e magari il vaccino) e meritarci ciò che di bello ci ha trasmesso il nostro passato, partendo proprio da questa ennesima crisi, potremmo fare subito Politica attraverso le armi della consapevolezza, della responsabilità e del coraggio.
Consapevolezza dell’autentico valore delle cose, quelle che ci sono più mancate nella Fase 1 dell’isolamento e le altre che abbiamo riscoperto: le passeggiate, il lavoro che ci dava più soddisfazione, le amicizie vere e gli affetti familiari, i lavori domestici, la vicinanza ed il gioco con i figli.
Responsabilità intesa come azione che genera effetto positivo non solo su noi stessi, ma anche su chi ci circonda ed il nostro ambiente. A questo proposito, prioritario, e non più rinviabile, sarebbe abbracciare un’economia green che tenga conto dell’impatto delle nostre azioni sul territorio che ci ospita, e che dialoghi con le altre sue parole chiave, e cioè sviluppo sostenibile e responsabilità sociale.
Un concetto “green”, lontanissimo dai salotti dei finti ambientalismi, e che va declinato anche nei nuovi modi di relazionarsi con gli altri, per ascoltare di più e parlare di meno, per avere più forte la consapevolezza delle nostre abilità e ricchezze che ci hanno tramandato, quelle cose che avevamo trascurato ma che ci sono enormemente mancate in questi giorni di isolamento, forse più di aperitivi e cene, o di vacanze e auto di lusso.
Un “green” che deve puntare al chilometro zero della burocrazia, vera nemica dello sviluppo e foriera di intenti malavitosi e criminali, alle capacità di far crescere le nuove generazioni in un ambiente sano e ricco di potenzialità.
Infine, il coraggio, quello che ci spinge a non attendere passivamente la scoperta del vaccino, e che ci salvi subito dalle tentazioni di adagiarsi su un passato che non passa mai, e ci spinga a cambiare davvero senza continuare a fare finta che tutto cambi.
Il coraggio, soprattutto, di disfarci dei mille simulatori del cambiamento e degli innamorati della resilienza ad oltranza, quelli che vorrebbero davvero non cambiare mai e continuare a difendere i propri privilegi, sia nei Palazzi romani che nelle periferie più periferie d’Italia.
Solo così avremo la certezza che quando il Covid-19 passerà ed entreremo a pieno titolo nel “dopo”, non saremo più costretti a dirci: “Ma fu vera crisi?”
Il Gores ha comunicato, attraverso il giornaliero aggiornamento delle ore 12:00, la provenienza provinciale dei 6.319 casi positivi al coronavirus sui 42.281 tamponi effettuati nella Regione Marche (leggi qui). Sono 2540 i contagiati in provincia di Pesaro-Urbino (11 in più di ieri), 1817 in provincia di Ancona (3 in più di ieri), 1031 in provincia di Macerata (5 in più di ieri), 450 in provincia di Fermo (1 più di ieri), 282 in provincia di Ascoli Piceno (numero invariato), 199 extra regione.
Il numero complessivo dei pazienti dimessi e guariti continua ad aumentare: si è, infatti, passati dai 2177 di ieri ai 2194 di oggi (+17). Scendono, invece, i contagiati ancora in isolamento domiciliare: sono cinque meno di ieri (2.755).
Rimane stabile il numero dei pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie regionali (si è passati dai 445 di ieri ai 443 di oggi), così come il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva che - ad oggi - sono 43 (tre meno di ieri): 8 di loro sono ospitati nelle strutture sanitarie maceratesi (3 a Civitanova Marche, 5 a Camerino).
Ecco la tabella rilasciata dal Gores alle ore 12:00:
Lunedì 4 maggio con l'inizio della Fase 2 i principali parchi pubblici di Recanati, Villa Colloredo, Colle dell'Infinito e i Giardini Beniamino Gigli saranno riaperti al pubblico per passeggiate e attività motorie. La fruizione degli spazi all'interno dei parchi, informa il Comune, dovrà avvenire nel rigoroso rispetto delle regole per contrastare il possibile contagio da coronavirus, in particolare quelle relative alle distanze interpersonali, al divieto di assembramenti e all'uso di mascherine o di protezioni a copertura di naso e bocca.
I parchi saranno monitorati dalla videosorveglianza e controllati dal pattugliamento dei vigili urbani, agli ingressi ci saranno cartelli con le misure da osservare. "L'emergenza Covid-19 purtroppo non è finita e dal 4 maggio ci attende una fase molto delicata e incerta - dice il Sindaco Antonio Bravi -. Sarà possibile ritornare e passeggiare nelle nostre splendide aree verdi, ma mantenendo il distanziamento fisico con divieto di assembramenti".
(fonte: ANSA).
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”.
Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica riguardante la tanto annunciata Fase 2 del Governo e nello specifico le novità in tema di autocertificazione per gli spostamenti. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Corridonia che chiede: “Dal 4 maggio sarà consentito incontrare i prossimi congiunti, ma nello specifico chi sono?”.
“Carneade chi era costui?” Questa oltre ad essere la domanda che nell’ottavo capitolo dei Promessi Sposi don Abbondio si fa a proposito del filosofo greco Carneade, sarà anche l’interrogativo che i cittadini si porranno dal 04 maggio prossimo, a seguito del D.P.C.M. del 26.04.2020 che ha reso ancora obbligatoria la compilazione dell’autocertificazione per gli spostamenti, il cui modulo prevederà quale ulteriore e nuovo legittimo motivo quello dell’incontro con i congiunti all’interno della Regione purché venga rispettato il divieto di assembramento, il distanziamento di almeno un metro e l’utilizzo di protezioni del sistema respiratorio.
Difatti, nonostante che le fonti normative in cui si legge di “prossimi congiunti” sono, oramai, più di un centinaio, chiunque s’immaginerebbe una precisa definizione di cosa significhi nello specifico, e, perciò, di chi possa considerarsi congiunto prossimo, ma così non è, in quanto, una definizione normativa generale di tale locuzione, viceversa, è ravvisabile solo per la materia penalistica.
Unicamente l’art. 307, 4° comma, c.p., per l’appunto, definisce “prossimi congiunti”, gli ascendenti, i discendenti, il coniuge, la parte di un'unione civile tra persone dello stesso sesso, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado con coniuge vivente e/o con prole, gli zii e i nipoti, e ciò, sì, in generale, ma soltanto “agli effetti della legge penale”; al di fuori della legge penale, invece, non è per nulla chiaro o, almeno, non è definito normativamente, cosa si debba intendere quando il legislatore ci parla di “prossimi congiunti”, poiché, in verità, alcuni spunti definitori sono ravvisabili, qua e là, nelle fonti normative.
Ove si guardi al significato che alla locuzione in esame è stato dato dalla giurisprudenza non penalistica, ancora, si nota come, nel tempo, il concetto abbia subito una netta estensione; in passato, infatti, per “prossimi congiunti” si erano intesi “soggetti uniti fra loro non solo da un vincolo meramente affettivo…ma affettivo-giuridico, che riposi cioè su rapporti che costituiscono fonti di reciproci diritti-doveri” (così, ad es., T. Trento, 19.5.1995. Si veda, altresì, Cass. civ., 1845/1976).
Di recente, viceversa, si è chiarito che il riferimento ai prossimi congiunti della vittima primaria dell’illecito civile, deve essere inteso nel senso che, in presenza di un saldo e duraturo legame affettivo, si possa “prescindere dall’esistenza di rapporti di parentela o affinità giuridicamente rilevanti come tali” (Cass. Pen., 46351/2014), che fa rientrare, ai fini del risarcimento, tra i “prossimi congiunti” la fidanzata della vittima primaria dell’illecito (Cfr., inoltre, T. Firenze, 26.3.2015).
Ciò che emerge da questo elenco, seppure sommario, è in sostanza che la nozione di “prossimi congiunti” è chiara e netta con riferimento alla sola legislazione penale, mentre in tutti gli altri ambiti dell’ordinamento, tale nozione si presenta come incerta, talvolta opaca e certamente mutevole.
Detto ciò, ed in risposta alla domanda della nostra lettrice, si può affermare che dal 04.05.2020 saranno possibili gli spostamenti per incontrare: genitori, nonni, fratelli e sorelle, consorte, convivente, suoceri, genero, nuora, cognati, zii, nipoti, fino ad arrivare ai fidanzati; pertanto, giuridicamente parlando, per gli amici e le amiche… è ancora troppo presto.
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Il Gores ha trasmesso la scheda relativa alle progressioni e agli esiti delle indagini di laboratorio delle ultime 24 ore. I tamponi risultati positivi al Covid-19 sono 21 sui 1125 analizzati.
I nuovi casi portano il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche a 6319 su un totale di 42.281 campioni testati. L'incidenza giornaliera del numero dei positivi, rispetto ai tamponi analizzati, è dell'1,86%. La tendenza, rispetto alla giornata di ieri, rimane stabile. SI evidenzia una decrescita generale dei casi che si protrae in maniera costante da 5 giorni.
Continua è anche la discesa della curva della progressione dei contagi, rispetto ai tamponi totali analizzati dall'inizio dell'emergenza: ieri al 15,30%, oggi al 14,94%.
I NUOVI CASI PROVINCIA PER PROVINCIA
Ecco le tabelle rese note dal Gores:
"Pronto a reperire le risorse necessarie e liquidare le somme dovute per lo smaltimento delle macerie". Così il commissario alla ricostruzione post-sisma Giovanni Legnini.
"Quello delle macerie è un problema serio che sto affrontando e conto di definirlo in tempi stretti", ha detto Legnini rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso della videoconferenza stampa di oggi. Ha spiegato che il tema fino a oggi non era di competenza del commissario, ma in capo al Dipartimento della Protezione civile nazionale. "Ho chiesto - ha aggiunto il commissario - di procedere a delle verifiche amministrative e finanziarie. Per questa attività erano stati destinati 100 milioni di euro che sembrerebbe siano esauriti e quindi, se così fosse, saremmo chiamati a reperire nuove risorse, così da provvedere a liquidare le somme".
(fonte Ansa)
Lunedì 4 maggio con l’inizio della cosiddetta ‘fase 2' dell’emergenza coronavirus, i principali parchi pubblici di Recanati, Villa Colloredo, Colle dell’Infinito e i Giardini Beniamino Gigli saranno riaperti al pubblico per passeggiate e attività motorie.
La fruizione degli spazi all’interno dei parchi dovrà avvenire nel rigoroso rispetto delle regole per contrastare il possibile contagio da coronavirus, in particolare quelle relative alle distanze interpersonali, al divieto di assembramenti ed all’utilizzo di mascherine o comunque di protezioni a copertura di naso e bocca. I parchi saranno costantemente monitorati dal sistema di videosorveglianza e controllati dal pattugliamento dei vigili urbani, agli ingressi saranno presenti dei cartelli con tutte le misure da osservare.
Tra le riaperture anche lo sgambatoio per i cani; rimarranno chiuse e non fruibili, come da ultimo decreto, le aree attrezzate per il gioco dei bambini.
“L’emergenza Covid -19 purtroppo non è finita e dal 4 maggio ci attende una fase molto delicata e incerta. – Ha detto il Sindaco di Recanati Antonio Bravi - Sarà possibile ritornare e passeggiare nelle nostre splendide aree verdi, ma con la coscienza di mantenere le misure di distanziamento fisico e di divieto assoluto di assembramenti. Presto, grazie alla collaborazione con le associazioni che hanno in convenzione la gestione di alcuni parchi minori, saremo pronti a riaprire anche queste aree verdi della città. Siamo pronti anche per la riapertura dei cimiteri, come stabilito a seguito di una riunione di Giunta tenutasi online lo scorso mercoledì. In questa fase di riaperture contiamo molto sul profondo senso civico dei nostri concittadini e concittadine, ai quali va il nostro ringraziamento per averlo già ampiamente dimostrato nel periodo di massime restrizioni. Nella stessa riunione – continua il Sindaco Bravi – si sono prese in esame possibili iniziative per venire incontro alle esigenze delle famiglie, pensando alle scuole chiuse e alla graduale ripresa del lavoro da parte dei genitori. Stiamo pensando a un’anticipazione dell’apertura di centri estivi, in una modalità diffusa sul territorio, con piccoli gruppi di bambini e bambine”.
Al via anche la riapertura dei mercati alimentari, con bancarelle distanziate e relative regolamentazioni di divieto di assembramento. Si parte martedì 5 maggio con il mercato di quartiere a Villa Teresa e sabato 9 maggio con il mercato settimanale del centro storico, e continuerà a rimanere aperto il giovedì pomeriggio il mercatino “Ti porto l’orto” di Villa Colloredo. Per garantire maggiori facilitazione alla circolazione degli automezzi in centro storico, la ZTL (Zona a Traffico Limitato) in centro, nei giorni festivi, si chiuderà alle ore 19, un’ora prima rispetto all’orario attuale. Dal 4 maggio entrerà anche in vigore il nuovo senso di marcia in Via Cavour e Via Calcagni che consentirà alle auto di proseguire la marcia da Piazza Leopardi verso Via Roma. Dalla prossima settimana, gradualmente e in seguito a un’adeguata progettazione da presentare in Regione, riprenderanno alcuni servizi, tra i quali quelli offerti dal Centro socio-educativo, dal Centro di aggregazione giovanile, nonché le assistenze domiciliari, grazie al coordinamento dell’Ufficio Servizi sociali. Le informazioni saranno tempestivamente comunicate.
“Si comprende che siano operazioni da seguire con la massima attenzione, per garantire la sicurezza sanitaria e la qualità delle interazioni - commenta l’Assessora alle Politiche Sociali, Paola Nicolini - La collaborazione tra uffici comunali, famiglie, utenti e gestori dei servizi sarà tutta indirizzata a questo scopo, che richiederà qualche giorno per mettere a punto tutte le procedure, nel rispetto delle disposizioni normative”.
Grazie al calo delle richieste di emergenza, il servizio della Protezione Civile, impegnato nella distribuzione casa per casa di medicinali, generi alimentari e sacchetti della raccolta differenziata verrà effettuato due giorni alla settimana: il giovedì e il sabato.
Il Commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini lunedì a Camerino. Riparte con la visita del commissario nella città ducale la ripresa dell'attività dei cantieri dopo lo stop imposto a causa dell'emergenza Covid19. Il nuovo commissario alla ricostruzione che, anche in questo periodo è stato in costante contatto col sindaco Sandro Sborgia, ha accolto proprio l'invito del primo cittadino a Camerino dove arriverà lunedì mattina, intorno alle 10,30. Una visita che vuole essere il simbolo di una ripartenza, in quello che è il Comune con la zona rossa più estesa del cratere.
Non solo, naturalmente. "Una visita che reputo anche molto importante - spiega il sindaco Sandro Sborgia - perché sarà l'occasione per confrontarsi sulle esigenze e le necessità di un intero territorio colpito dal sisma 2016 nel quale la ricostruzione non è praticamente mai partita. Non possiamo più aspettare - continua Sborgia - Io credo in un'Italia che funziona, come è stato mostrato a Genova, in questi giorni, per la ricostruzione del Ponte Morandi, lo stesso deve accadere qui e nelle zone colpite dal sisma. Non si può più rimandare: servono decisioni concrete e una forte inversione di marcia. Da Camerino riparta la ricostruzione". Dopo una visita nel centro storico della città per verificare lo stato delle messe in sicurezza, il sindaco Sandro Sborgia, insieme al commissario Giovanni Legnini si sposterà al mattatoio, anch'esso danneggiato dal sisma, dove nei mesi scorsi è partito il cantiere e sono iniziati i lavori di ristrutturazione. "Era stato già finanziato il suo recupero nel 2017 - spiega il primo cittadino - finalmente siamo riusciti a sbloccare la pratica e avviare l'opera di recupero che diventa fondamentale per i nostri allevatori che in questi oltre tre anni si sono visti costretti ad andare lontano da qui per la macellazione del bestiame".
Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha emesso una nuova Ordinanza con la quale, almeno fino al 31 maggio, nei luoghi pubblici, anche all’aperto, negli esercizi commerciali, negli uffici pubblici, negli uffici postali, nelle banche e in ogni altro luogo, anche al chiuso ma nel quale sia previsto l’accesso generalizzato di persone, si potrà entrare o circolare solo indossando mascherine.
Il provvedimento fa seguito a quello che, dal 23 aprile scorso, aveva imposto nel Comune di San Severino Marche l’utilizzo obbligatorio dei dispostivi di prevenzione individuale.
Ora tenendo conto della facoltà data alle Amministrazioni locali, nella attuale fase di emergenza sanitaria, di imporre vincoli ulteriori rispetto a quelli dettati dai provvedimenti nazionali a condizione che essi siano finalizzati a garantire la tutela del bene primario della salute, il primo cittadino settempedano ha deciso di adottare ulteriori misure confermando la sanzione amministrativa fino a 500 euro per chi, benché invitato ad indossare i presidi, non si adegui. Stessa sanzione varrà anche per chi non farà rispettare il provvedimento.
L’utilizzo della mascherina sarà obbligatorio anche nel caso in cui venga meno l'isolamento nello svolgimento di attività motoria o sportiva, svolta in forma esclusivamente individuale.
Da lunedì prossimo (4 maggio) sarà riaperto al pubblico anche il Centro di raccolta dei rifiuti, in località Taccoli.
Il Cosmari fa sapere che al momento rimarranno invariati tutti gli orari di apertura mentre sarà potenziato il personale di presidio per disciplinare gli accessi. Inoltre sono state introdotte ulteriori disposizioni per assicurare la tutela sanitaria del personale e degli utenti. In base a quanto disposto dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 26 aprile, gli utenti dovranno rispettare la distanza interpersonale minima di almeno un metro, sia all’interno che all’esterno dell’isola ecologica, dovranno indossare obbligatoriamente la mascherina e dovranno effettuare il conferimento per il minor tempo possibile evitando di sostare all’interno del Centro stesso.
L’ufficio Tecnico del Comune di San Severino informa che l’isola ecologica è aperta il lunedì dalle ore 15.30 alle 19; il martedì, il mercoledì e il giovedì dalle 9 alle 12.30; il venerdì dalle 15.30 alle 19 e il sabato dalle ore 9 alle 12.30.
Il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, con apposita ordinanza, dispone da lunedì 4 maggio la riapertura dei cimiteri comunali (Capoluogo, C.da Regnano, C.da Sant'Angelo) e del giardino pubblico “Parco J. Lennon”, sito in Piazzale Europa.
Per accedere al cimitero sarà necessario indossare i dispositivi di protezione individuali, quali mascherina e guanti monouso; mantenere la distanza interpersonale di almeno due metri; evitare assembramenti. Sarà possibile restare all'interno del cimitero per un periodo massimo di un'ora e per le sole operazioni di pulizia e orazione dei defunti.
Al visitatore diversamente abile o con mobilità ridotta è consentito l’accesso al cimitero con non più di un unico accompagnatore. Chiunque non osservi gli obblighi dell’ordinanza, sarà sanzionato con una multa da da 25 a 50 euro.
Riapre dal 4 maggio anche l'isola ecologica comunale, mentre il Centro del Riuso sarà nuovamente fruibile dal 6 maggio. Al momento rimarranno invariati tutti gli orari di apertura, mentre sarà potenziato il personale di presidio per disciplinare gli accessi.
Saranno presenti, presso l'isola ecologica, due operatori Cosmari al fine di disciplinare e regolamentare gli accessi degli utenti. Gli operatori indosseranno la mascherina e i guanti, oltre ai normali DPI (Scarpe antinfortunistiche e abbigliamento ad alta visibilità).
Gli utenti potranno accedere all'isola ecologica ad una velocità moderata secondo il regolamento vigente, rispettando la distanza interpersonale di almeno 1 metro e indossando la mascherina.
Si ricorda che l'isola ecologica, ubicata in contrada Rotondo, sotto il centro commerciale La Rancia, è aperto al pubblico, tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle ore 10 alle ore 12.30 e dalle ore 16.30 alle ore 19.00.
Il Centro del Riuso, ubicato sempre in contrada Rotondo, proprio di fianco al centro di raccolta comunale, è aperto al pubblico il mercoledì, dalle ore 10 alle ore 12.30, il giovedì dalle ore 16.30 alle ore 19.00 e il sabato dalle ore 10 alle ore 12.30.
La Delegazione Pontificia di Loreto ha donato questa mattina all’ospedale Covid -19 di Civitanova Marche una statua della Beata Vergine di Loreto. L’effigie, posizionata come da tradizione per tutta la scorsa notte in Santa Casa, è stata consegnata dal Rettore della Basilica, P. Franco Carollo, al Prof. Fiorenzo Mignini, Responsabile del Dipartimento Sanitario Santa Casa, al termine della preghiera in Santa Casa guidata dall’Arcivescovo Delegato Pontificio, Monsignor Fabio Dal Cin. Presenti al momento di preghiera anche il Vicario generale della Delegazione Pontificia, Don Bernardino Giordano, e un rappresentante delle Forze dell’Ordine.
I lavori per la realizzazione dell’ospedale Covid 19, iniziati il 17 aprile scorso, saranno presto conclusi ed è dunque prossima l’apertura della struttura sanitaria.
“È un tempo difficilissimo,” ha detto il dottor Mignini dopo la consegna della statua, “credo che avere il conforto della Vergine Maria in ospedale sia di sostengo per tutti gli operatori sanitari e per tutti i malati che arriveranno. I medici del Dipartimento Sanitario della Santa Casa stanno lavorando a fianco dei medici del Corpo italiano di soccorso dell’ordine di Malta e della Misericordia di Ancona per sostenere dal punto di vista clinico ed emergenziale tutti gli operai che stanno ultimando il Covid Hospital. In seguito, saremo disponibili per il trasferimento dei malati e per tutte le necessità mediche, infermieristiche ed emergenziali. Mi sento di dire, dopo due mesi di studio della malattia, facciamoci guidare dalla speranza e dalla fiducia nella parte medica, farmacologica e soprattutto nell’affidamento alla Beata Vergine Maria che sempre, come ha fatto in questi mesi, ci sosterrà.”
L’Arcivescovo Mons. Fabio Dal Cin, in Santa Casa, al cospetto della statua destinata all’ospedale, ha recitato la supplica per la liberazione dalla pandemia.
“Il messaggio che porta l’immagine della Madonna di Loreto”, ha detto l’Arcivescovo, “è un messaggio di consolazione, di speranza, un invito all’unità. Una madre cerca sempre il bene dei suoi figli. Credo che ogni madre sia contenta quando vede i suoi figli uniti e sollevati dai problemi e incoraggiati ad affrontarli con determinazione, ma anche con quello spirito di solidarietà e di condivisione che è necessario per costruire insieme qualcosa di buono anche in situazioni difficili come lo è questa. Dall’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci viene un richiamo forte di Dio: Egli non ci abbandona, è presente nella nostra vita e porta la croce insieme con noi. In questo frangente, Maria ci aiuta ad affrontare tutto con speranza, incoraggiandoci a far nascere il meglio che c’è in ognuno di noi, non per interesse personale, ma per fare il bene reale delle persone. Non abbiate paura: è il messaggio anche per il mese di maggio. Non abbiate paura io sono con voi ci dice, anche oggi, il Signore".
Il Gores ha comunicato, attraverso il giornaliero aggiornamento delle ore 12:00, la provenienza provinciale dei 6298 casi positivi al coronavirus sui 41.156 tamponi effettuati nella Regione Marche (leggi qui). Sono 2529 i contagiati in provincia di Pesaro-Urbino (8 in più di ieri), 1814 in provincia di Ancona (1 in più di ieri), 1026 in provincia di Macerata (2 in più di ieri), 449 in provincia di Fermo (11 più di ieri), 282 in provincia di Ascoli Piceno (1 in più di a ieri), 198 extra regione.
Il numero complessivo dei pazienti dimessi e guariti continua ad aumentare: si è, infatti, passati dai 2153 di ieri ai 2177 di oggi (+24). I contagiati ancora in isolamento domiciliare sono 2.760.
Scende il numero dei pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie regionali (si è passati dai 457 di ieri ai 445 di oggi), così come il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva che - ad oggi - sono 46: 9 di loro sono ospitati nelle strutture sanitarie maceratesi (3 a Civitanova Marche, 6 a Camerino).
Ecco la tabella rilasciata dal Gores alle ore 12:00:
Il Commissario alla Ricostruzione dei territori colpiti dal sisma 2016, Giovanni Legnini, ha emanato oggi quattro nuove Ordinanze sulle quali, il 30 aprile scorso, è stata raggiunta l’intesa con i Governatori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria nella Cabina di Coordinamento.
Ecco, nel dettaglio, quanto si prevede nelle nuove ordinanze:
ORDINANZA SEMPLIFICAZIONE
- Tempi certi per le pratiche e la concessione del contributo, 70 giorni nei casi più semplici, 130 al massimo in quelli più complessi. Oggi il tempo medio di percorrenza di una pratica è di 337 giorni nelle Marche, 281 in Lazio, 258 in Abruzzo, 203 Umbria.
- Definizione puntuale dei compiti di professionisti, comuni, uffici speciali, conferenze di servizio, con la previsione di disposizioni mirate a rafforzare l’effettività degli impegni, quali il dovere d’ufficio di partecipazione alle riunioni, il principio di leale collaborazione tra progettisti, Comuni e Usr, le conseguenze in caso di silenzio inadempimento, l’attivazione dei poteri sostitutivi da parte del Commissario.
- Certificazione e asseverazione dei progetti allegati alle domande di contributo e di diversi altri adempimenti con l’utilizzo della Scia da parte dei tecnici abilitati, che vengono qualificati come incaricati di un servizio di pubblica utilità, e ai quali si riconosce un aumento delle parcelle.
- Lo Stato torna a fare il suo mestiere, non più ingegnere, ma controllore, ed erogatore: l’attività degli Uffici, finora assorbita in prevalenza dall’istruttoria delle pratiche, sarà concentrata sui controlli preventivi (1 domanda su 5 a estrazione), e successivi al contributo. Si prevede che i controlli riguarderanno almeno un terzo delle pratiche.
Le nuove procedure semplificate per la presentazione delle pratiche si applicheranno alla gran parte dei progetti di ricostruzione, cioè a tutti gli interventi di importo fino a 600 mila euro per il danno lieve e 2 milioni di euro per il danno grave alle singole unità immobiliare, e 7,5 milioni di euro per gli aggregati volontari o obbligatori.
Il professionista abilitato assume la qualità di esercente un servizio di pubblica necessità e nella richiesta di contributo attesta la conformità edilizia del progetto attraverso la Scia, la conformità urbanistica, l’importo concedibile.
Per questo tipo di interventi viene riconosciuta ai professionisti una maggiorazione dei compensi, che salgono al 12,5% per lavori fino a 500 mila euro, al 10% per quelli fino a 2 milioni, al 7,5% per quelli oltre i 2 milioni, cioè i livelli massimi previsti dalla legge sul sisma.
Dal momento della presentazione della domanda l’Ufficio Speciale e i Comuni procedono parallelamente. L’Usr verifica la completezza delle certificazioni asseverate dal professionista e la documentazione e di norma procede entro 60 giorni ad adottare la proposta di contributo.
Il termine massimo per la conclusione del procedimento è di 90 giorni se le domande sono sottoposte alla verifica preliminare. I termini possono essere sospesi una sola volta e per un massimo di 30 giorni.
I controlli dell’Ufficio sono effettuati a campione e sono di tipo preventivo, sul 20% delle domande presentate, e successivo alla concessione del contributo, in misura del 10%. Gli Usr possono sempre procedere a controlli nel corso dei lavori.
Se a causa del sisma o per motivi di forza maggiore il titolo edilizio dell’edificio per cui si richiede il contributo non sia più disponibile, il professionista abilitato può limitarsi ad accertare la conformità dell’intervento proposto all’edificio preesistente al sisma.
In questo caso si esprime la Conferenza regionale, sempre sulla legittimità del vecchio edificio e l’assenza di vincoli di inedificabilità. La partecipazione dei componenti alla Conferenza, che ha 30 giorni di tempo per esprimersi, è definito esplicitamente dovere d’ufficio.
L’Ordinanza prevede che non sia richiesta l’autorizzazione, e dunque non sia necessario il passaggio nella Conferenza, per i beni di interesse paesaggistico, e tutti gli interventi già esentati dalla normativa ordinaria.
ORDINANZA INAIL
- Fondi stanziati dall’Inail nel 2017 per finanziare gli interventi per la sicurezza dei luoghi di lavoro e ora finalizzati anche all’adeguamento alle nuove norme anti Covid-19 in tutte le aziende del cratere e nei cantieri della ricostruzione.
- 20 milioni sono destinati a coprire fino al 100% delle spese effettuate, fino a un massimo di 10 mila euro, per le dotazioni di sicurezza sanitaria nei cantieri della ricostruzione
- 10 milioni sono riservati a coprire fino all’80% delle spese fatte da tutte le aziende del cratere per interventi di miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro.
ORDINANZA COMUNI PIU’ COLPITI
- In attuazione della Legge 156 del 2019 si definisce un primo elenco di comuni “maggiormente colpiti” dal sisma del 2016 nei quali la ricostruzione può avvenire attraverso i Piani Straordinari di Ricostruzione, dunque con una serie di deroghe alla normativa urbanistica.
- I Comuni del primo elenco, stilato dalle Regioni in base a criteri condivisi, come l’incidenza delle abitazioni inagibili, degli sfollati, delle Sae, dei Cas, dell’intensità macrosismica, sono 44.
Ecco i comuni della regione Marche presenti nell'elenco: Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo di Fiastrone, Castelraimondo, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Gagliole, Gualdo, Monte Cavallo, Muccia, Pieve Torina, Pioraco, San Ginesio, San Severino Marche, Sarnano, Serrapetrona, Tolentino, Valfornace, Visso, Ussita, Amandola, Montefortino, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Force, Montemonaco, Montegallo;
- L’elenco potrà essere aggiornato dal Commissario individuando altri Comuni o parti di questi, con Ordinanze successive
- Entro la fine di giugno il Commissario emanerà le Linee Guida della ricostruzione nei comuni maggiormente colpiti dal sisma, definendo caratteristiche e contenuti dei Piani Straordinari di ricostruzione, tenendo conto di alcuni principi. Tra questi la conformità al preesistente degli edifici da realizzare per quanto riguarda collocazione, ingombro, configurazione degli esterni.
- Le Linee Guida individueranno inoltre le deroghe ai parametri urbanistici che i Piani potranno indicare, come indici di edificabilità, altezze degli edifici e altezze utili interne, vincoli, limiti di sagoma.
ORDINANZA DELEGA AI COMUNI
- Viene messo a punto il meccanismo attraverso il quale gli Uffici Speciali per la Ricostruzione potranno delegare ai Comuni che ne hanno fatto richiesta, le istruttorie delle pratiche di contributo per la riparazione dei danni agli immobili
- I Comuni che hanno richiesto di svolgere direttamente questo compito sono solo 17, sui 138 del cratere: 5 in Umbria e 12 in Abruzzo.
Prove di ritorno alla normalità nel Comune di San Severino Marche dove questa mattina è stato riattivato il mercato settimanale del sabato, seppure per i soli ambulanti che vendono generi alimentari e ortofrutticoli. Con loro anche i produttori agricoli locali e quelli di “Campagna Amica” di Coldiretti.
Le bancarelle - per assicurare il massimo contenimento, evitare assembramenti e garantire le distanze interpersonali - sono state trasferite dal piazzale del complesso di San Domenico a quello sul lato ovest della stazione ferroviaria e, in parte, su piazzale Don Minzoni.
Alle operazioni della riapertura hanno assistito il sindaco, Rosa Piermattei, l’assessore comunale alle Attività Produttive, Jacopo Orlandani, e il comandante della Polizia Locale, Marco Gatti.
Agenti della Polizia Locale e volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri controlleranno l’osservanza delle più scrupolose norme stabilite in apposita Ordinanza che consente l’accesso al mercato stesso solo a chi indossa la mascherina protettiva.
Gli ambulanti effettuano direttamente la distribuzione della merce ai clienti ai quali sono stati comunque messi a disposizione gel disinfettanti per le mani e guanti monouso. A terra, per evitare che i clienti si avvicinino troppo ai banchi, è stata posta anche specifica segnaletica. L’Ordinanza del sindaco, la numero 54 del 28 aprile 2020, avrà validità fino al 31 luglio salvo diverse disposizioni normativi regionali o nazionali.
L'amministrazione comunale di Treia ha comunicato l'arrivo dei risultati dei tamponi effettuati mercoledì 29 aprile presso la casa di riposo. Tutto il personale (21 operatori) e gli ospiti (29 pazienti) sono risultati negativi al Covid-19.
"Ringrazio, per la tempestività e la velocità, l'ufficio igiene dell'Area Vasta 3 e il Direttore Alessandro Maccioni - ha sottolineato il vice-sindaco David Buschittari -. L'attività di prevenzione messa in campo dall'amministrazione si è rivelata efficace. Grande merito va all'assessore Luana Moretti e al responsabile del settore Orazio Coppe. Manterremo comunque il massimo livello di attenzione, continuando a gestire la situazione, come fatto finora, con calma e lucidità”.
L'aggiornamento dei casi positivi nel territorio comunale vede 14 contagiati e 17 persone in isolamento domiciliare.
Proseguono intanto le donazioni: anche la Banda Musicale Città di Treia si è mobilitata per dare un segno di riconoscenza e di aiuto ai medici di famiglia cittadini, che in questo periodo - caratterizzato dalla pandemia da Covid 19 - stanno operando a favore della comunità treiese rischiando in prima linea e in prima persona.
I componenti e i familiari della Banda cittadina si sono impegnati per dare un contributo concreto con la donazione di materiale sanitario, dalle mascherine ai disinfettanti, tutto a favore dei medici di famiglia treiesi.
“Passato questo infausto periodo la Banda promette di organizzare a favore di tutti gli operatori treiesi: Protezione Civile, addetti alla Casa di Riposo, operatori sanitari, un grande spettacolo musicale in una delle piazze più belle d’Italia, quella di Treia” promette il Presidente della Banda Paolo Damiani.
“Ancora in campo gli Ordini Dinastici Real Casa Savoia: 100 mascherine per i medici di base di Treia e 300 per la casa di riposo comunale. Un ringraziamento al delegato regionale e al nostro concittadino Andrea Cristofanelli Broglio” dichiara il coc di Treia.
Da lunedì 4 maggio 2020, inoltre riaprono le isole ecologiche e il cimitero (dal lunedì alla domenica, dalle 8 alle 17).
Prudenza e responsabilità: sono queste le parole d'ordine che "il Madiere" ha voluto inviare a tutti i soci delle associazioni nautiche di Civitanova Marche in vista della riapertura del Porto alla navigazione da diporto prevista per il prossimo lunedì, 4 maggio.
Ieri, in una riunione del direttivo del "Madiere" allargata ai presidenti delle 7 associazioni nautiche civitanovesi, è stato deciso un protocollo di autoregolamentazione che disciplinerà la possibilità di accesso alle basi nautiche da parte dei soci che vorranno prendere il mare.
“Le nostre richieste sono state ascoltate – ha dichiarato Gianni Santori , presidente dell'associazione – ,ora dobbiamo gestire con intelligenza questa maggiore libertà di movimento per non ripiombare in un nuovo “confinamento” che causerebbe guasti difficilmente riparabili. I pontili del diporto sono da sempre luogo di incontro e socialità ma le norme varate dalla regione Marche giovedì scorso non consentono ancora di tornare alle abitudini di sempre".
Per il momento l’accesso ai pontili sarà riservato solo a coloro che hanno una barca all’ormeggio o che stanno facendo le operazioni di varo, limitatamente al “passaggio” per raggiungere il proprio mezzo.
Anche le attività che potranno essere effettuate a bordo dai diportisti sono precisate con puntiglio: la manutenzione che l’armatore o il proprietario della barca sono autorizzati ad eseguire in proprio e l’uscita in mare.
Ecco nel dettaglio le misure anti-contagio da Covid-19 in vigore dal 4 maggio:
1. Potranno accedere alla struttura i membri del direttivo, i soci o gli ospiti stagionali dal momento del varo della propria barca, unicamente per effettuare la manutenzione consentita a bordo, per uscire in mare in solitaria o accompagnati da una sola persona. Il cancello d’ingresso dovrà essere richiuso dopo l’entrata o l’uscita di ciascuna persona autorizzata.
2. Le norme nazionali e regionali in vigore al momento non consentono l’accesso alla struttura ai soci e ospiti stagionali che non hanno la barca all’ormeggio.
3. La struttura, in questa fase, sarà utilizzabile come mero strumento di transito per raggiungere la propria unità da diporto. E’ inibito l’accesso a tutti i locali al chiuso e quindi ai relativi servizi.
4. Nella struttura si potrà accedere indossando mascherina e guanti o garantendo l’igiene (delle mani) con idoneo liquido igienizzante.
5. Al cancello d’ingresso e nei luoghi di passaggio mantenere la distanza di almeno 2 metri sia in entrata che in uscita. Ha la precedenza chi esce dalla struttura.
6. Dove non fosse possibile rispettare la distanza di due metri, transitare in senso alternato sul pontile cioè senza incrociarsi, dando la precedenza a chi torna dalla propria unità da diporto verso terra.
7. È vietato sostare o riunirsi all’interno di qualsiasi spazio dell’associazione.
8. Sarà garantito l’uso di elettricità ed acqua; dopo l’utilizzo di rubinetti e/o colonnine elettriche si dovranno sanificare le stesse con prodotti adeguati, da tenere a disposizione nella propria unità da diporto, sia che si indossino i guanti o meno.
9. Eventuali rifiuti prodotti dovranno essere smaltiti personalmente all’esterno della struttura e negli appositi contenitori.
Il Gores ha trasmesso la scheda relativa alle progressioni e agli esiti delle indagini di laboratorio delle ultime 24 ore. I tamponi risultati positivi al Covid-19 sono 23 sui 1033 analizzati.
I nuovi casi portano il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche a 6298 su un totale di 41.156 campioni testati. L'incidenza giornaliera del numero dei positivi, rispetto ai tamponi analizzati, è del 2,22%. La tendenza, rispetto alla giornata di ier, rimane stabile ed evidenzia una decrescita generale dei casi.
Altro dato significativo è la continua discesa della curva della progressione dei contagi, rispetto ai tamponi totali analizzati dall'inizio dell'emergenza (15,30%).
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Ecco le tabelle rese note dal Gores:
Proprio oggi Primo Maggio 2020 un nuovo segno di speranza nel reparto di Ostetricia Ginecologia dell’Ospedale di Civitanova Marche, diretto dal primario Filiberto Di Prospero. Proprio ora che ci avviciniamo alla tanto attesa fase 2 è nata Stella. La mamma, residente in Provincia di Macerata, era già seguita presso la struttura civitanovese che è punto di riferimento regionale per tutte le donne in dolce attesa positive al Coronavirus.
Ricoveratasi questa mattina per probabili sintomi prodromici del parto, si è visto poi che in realtà qualcosa non andava a livello della placenta e quindi è stata sottoposta subito a taglio cesareo.
All’intervento riuscito perfettamente erano presenti i ginecologi: la dottoressa Rita Traini, la dottoressa Jessica D’Alessandro, l’Ostetrica Orietta Bevilacqua, l’Infermiera Carla Broglietti, il Medico Anestesista Stefania Ascenzi, la Strumentista Cinzia Valentini, il Tecnico Anestesista Erika Lupacchini, l’Infermiere di Sala Mauro Orsili, la Pediatra Alessandra Dieni. Una grande soddisfazione per tutti gli Operatori dell’Area Vasta 3.
Mamma e bambina stanno bene. Stella attualmente è in Pediatria e sta effettuando tutti primi controlli di routine e si prevede che già nelle prossime ore inizierà l’allattamento al seno.
Si tratta di un nuovo risultato positivo del Reparto di Ostetricia di Civitanova Marche, che dotato di tecnologie innovative, è stato tra l’altro una delle prime Unità Ostetriche Covid-19 italiane.