La Andrea Bocelli Foundation ha donato al Comune di Sarnano 150 mascherine FFP2 e 100 mascherine chirurgiche. Continuano così gli ottimi rapporti tra il Comune di Sarnano e la fondazione creata dal Maestro Bocelli che nel 2018 si è impegnata in partnership con la Only The Brave Foundation di Renzo Rosso per ricostruire a tempo di record la scuola secondaria inferiore in questo comune del cratere.
«Ancora una volta ringrazio la Fondazione e la famiglia Bocelli a nome mio e di tutta la comunità sarnanese» commenta il Sindaco Luca Piergentili. «Abbiamo conosciuto ABF poco dopo il terremoto del 2016, in un momento di profonda difficoltà. Grazie a loro in 150 giorni abbiamo ricostruito un edificio scolastico che oggi è tra i più all’avanguardia nel nostro Paese. Sempre grazie a loro, a maggio 2019 abbiamo ospitato una Festa della Musica con oltre cinquecento studenti provenienti dagli istituti comprensivi ad indirizzo musicale e da quelli superiori coreutici del territorio marchigiano, mentre nell’ottobre dello stesso anno abbiamo aderito allo scambio culturale internazionale con l’Associazione Up With People. Ora con la pandemia viviamo una nuova emergenza, questa volta non localizzata come quella sismica, ma diffusa a livello globale: sapere che anche in questo contesto la Fondazione continua a offrirci un supporto è per noi un piacere e un onore».
Le mascherine verranno distribuite in base alle necessità dando la priorità a coloro che sono più esposti al contagio come gli operatori della Casa di Riposo e il personale dell’Istituto Comprensivo.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 3795 tamponi: 2213 nel percorso nuove diagnosi e 1582 nel percorso guariti.I positivi sono 667 nel percorso nuove diagnosi (152 in provincia di Macerata, 213 in provincia di Ancona, 168 in provincia di Pesaro-Urbino, 78 in provincia di Fermo, 51 in provincia di Ascoli Piceno e 5 da fuori regione).Questi casi comprendono soggetti sintomatici (110 casi rilevati), contatti in setting domestico (156 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (208 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (27 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (16 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (5 casi rilevati), contatti in setting scolastico/formativo (11 casi rilevati), screening percorso sanitario (8 casi rilevati) e 1 rientro dall'estero. Per altri 125 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati si evidenzia un leggero incremento rispetto alla giornata precedente: incidenza al 30,14% oggi , contro il 29,04% di ieri.
Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche sale a 25.101 per un totale di 222.600 campioni testati. Scende di 2 unità il numero delle persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali (sono 604), di cui 78 in terapia intensiva (-1 rispetto a ieri). Nel Maceratese sono accolti 106 pazienti (+6 rispetto a ieri): 51 all'ospedale di Macerata e 55 al Covid Hospital.
Nei pronto soccorso maceratesi risultano ospitate 40 persone (+2 rispetto a ieri), di cui 13 a Macerata (-3 rispetto a ieri), 23 a Civitanova Marche (+4 rispetto a ieri) e 4 a Camerino (+1 rispetto a ieri).
Di seguito, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Servizio sanitario regionale:
Una corretta “lettura” della scena del delitto può indicare il tipo di personalità del soggetto che ha compiuto il delitto, fornendo informazioni concrete agli investigatori per limitare la lista dei sospettati.
Per tentare di spiegare la dinamica e la motivazione di un reato si utilizzano i termini “CRIMINOGENESI” (è quel tipo di spiegazione che vuole individuare il perchè di un determinato reato) E “CRIMINODINAMICA” (come si è sviluppato l’intero progetto criminale).
Attraverso la ricostruzione della criminogenesi e della criminodinamica del reato sarà possibile tentare di comprendere motivazioni e dinamiche che hanno portato alla fattispecie per cui si procede. E la ricostruzione di criminogenesi e criminodinamica passa attraverso la ricostruzione e l'analisi delle relazioni tra i soggetti coinvolti nella vicenda.
La scena del delitto analizzata oggi ci parla del terrore, del dolore infinito che deve aver provato Giulia in 40 minuti di lucida crudeltà e ferocia esplose contro di lei: una lunga inaudita violenza, una morte straziante. Un appuntamento nella casa disabitata della famiglia di lui, con la scusa di valutare alcuni dipinti da vendere. La vittima viene colta alle spalle, colpita ripetutamente con un grosso bastone di legno. Viene trascinata per le scale, tirata per piedi con la testa che sbatte sui gradini: un percorso segnato da schizzi di sangue sulle pareti, sui quadri, da una lunga scia rossa sul pavimento.
Le tracce ci dicono che Giulia è stata uccisa nello scantinato dove, dopo un estremo tentativo di aggrapparsi alla vita, è stata scagliata due volte contro lo spigolo del muro : la vernice rimasta attaccata ai suoi capelli ci racconta dell’impatto violento del suo viso contro quello spigolo. L’impronta del suo piede nudo nello scantinato ci dice che lei ha tentato di rialzarsi: voleva vivere.
Chi era Giulia?
Una donna che si era stancata, che voleva darsi l’ opportunità di una seconda vita.
Stanca di fingere di fronte alla gente, stanca di dover silenziosamente restare al fianco di quello che oramai, questione di giorni, stava per diventare il suo ex marito. Lui l’aveva obbligata ad un ultimo mese di bugie, di eventi ufficiali a cui accompagnarlo. Un mese in cui le aveva vietato di frequentare il nuovo compagno, sino a che non fosse giunta la loro separazione ufficiale.
Giulia era stanca di una relazione in cui l’apparire era l’unica cosa che contava.
La sua vita era ricominciata da quando, dopo anni di silenziosa accettazione, aveva incontrato il suo nuovo compagno, un vecchio amore della scuola. Era tornata ad amare. Lei non aveva mai perso il suo dolce sorriso, la gentilezza d’animo e quei modi miti e discreti che conquistavano tutti; ma ora quel suo fascino, il fascino di una donna sempre e comunque solare, era diventato ancora più splendente perchè lei era tornata ad amare.
E lui questo proprio non lo poteva accettare.
Perchè ha ucciso? Per la “NON CULTURA” DEL POSSESSO
Il punto centrale è proprio non accettare di perdere il “potere” sulla “propria” donna.
Un potere esercitato in forme e modi tali da ingenerare nella donna la convinzione che l’atteggiamento migliore da assumere per il “quieto vivere” sia una totale subordinazione verso il marito.
Alcuni uomini sono legati ad un concetto di famiglia che vede la donna sottomessa e l’uomo con il ruolo dominante. Le radici di tale concezione muovono da retaggi culturali di famiglie patriarcali, nelle quali la donna è considerata un accessorio che da risalto e lustro alla figura maschile, alla sua virilità, alla sua carriera, alla sua posizione sociale.
“Non occorre essere sociologi per capire che l’omicidio di Giulia riproduce episodi sempre più frequenti che appartengono a una cultura di dominio. Ogni tre giorni un uomo uccide una donna che si oppone al suo volere” (Procuratore Generale Gianluca Chiapponi)
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Nella giornata di ieri ha avuto luogo la consueta riunione, in modalità da remoto, del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica. All’incontro, presieduto dal Prefetto Flavio Ferdani, hanno preso parte, oltre i vertici delle Forze dell’Ordine, il direttore dell’Azienda sanitari regionale, i Sindaci dei comuni di Macerata, Appignano, Civitanova Marche, Corridonia, Mogliano, Montecassiano, Petriolo, Pollenza, Potenza Picena, Recanati, Tolentino, Treia, Urbisaglia, nonché il referente dell’ATS 15.
Oltre al consueto punto di situazione sull’andamento delle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, è stata affrontata la problematica relativa alla gestione del tracciamento dei contatti la cui risoluzione è stata ritenuta da parte dei sindaci presenti di fondamentale importanza nella lotta alla pandemia. Sono state poi evidenziate le peculiari criticità relative ai singoli territori cui i rappresentanti degli enti locali si trovano a far fronte. Criticità che attengono non solo alla presenza di posti nelle strutture sanitarie, ma anche ad aspetti di tipo sociale connessi all’emergenza in atto
Al riguardo il dirigente dell’Asur Marche, dopo aver rappresentato la situazione epidemiologica della Regione ed in particolare dopo aver illustrato le criticità connesse alla provincia di Macerata, ha offerto la massima collaborazione nell’individuazione di tutte le misure necessarie per il superamento delle problematiche evidenziate nel flusso di comunicazione dei tracciamenti e ha fornito risposte ai quesiti posti dai sindaci recependo, in alcuni casi, proposte dagli stessi avanzate in un clima di unità e di massima collaborazione.
Ha poi evidenziato la necessità che ciascuno, per quanto di propria competenza, apporti il proprio contributo nella lotta alla pandemia, non solo sotto il profilo sanitario ma anche in tema di pubblicizzazione delle regole di condotta e di impegno sul piano sociale nel contrasto alla diffusione del contagio e ai problemi dallo stesso derivanti. Un impegno sinergico che, in questo momento, si rivelerebbe di fondamentale importanza per evitare ulteriori pressioni sulle strutture sanitarie.
In questo senso il Prefetto, anche in ragione dell’annunciata ordinanza del Presidente della Regione Marche la cui finalità è quella di disinnescare ogni possibile occasione di assembramento in linea con quanto previsto con l’ultimo d.p.c.m., ha voluto ulteriormente sensibilizzare le Forze dell’ordine a svolgere, in stretta collaborazione con le polizie locali e la polizia provinciale, una costante attività di monitoraggio e controllo delle zone interessate da forme di concentrazione di persone nonché degli spostamenti non giustificati dalle motivazioni previste dal d.p.c.m dello scorso 3 novembre.
Sono stati numerosi gli aggiornamenti forniti nelle ultime 24 ore dalle amministrazioni comunali in merito all'evoluzione del contagio da coronavirus in provincia di Macerata.
Rimangono 78 i casi positivi a Monte San Giusto, mentre salgono a 98 le persone in isolamento domiciliare (nell'ultima comunicazione ne erano 48) .
A Civitanova si registra un nuovo aumento dei contagi: sono 479 le persone positive al Covid-19 e 233 quelle in isolamento fiduciario.
Salgono a quota 78 i positivi nel comune di Cingoli, dove si registrano 7 nuovi casi rispetto a ieri, aumentano, quindi, a 88 le persone in quarantena.
In aumento di una unità anche i Casi Covid a Camporotondo di Fiastrone: i postivi sono 2 con una sola persona in isolamento fiduciario.
Scendono, invece, a 22 (rispetto ai 28 dell'ultima comunicazione) i casi di positività a Loro Piceno con una persona che si trova in isolamento domiciliare.
Il sindaco, Giuseppe Pezzanesi, rende noto che a Tolentino ci sono 145 positivi e 98 persone che sono in isolamento domiciliare.
In confronto a ieri, martedì 17 novembre, sono in calo sia i positivi (erano 150) che le persone che sono in isolamento domiciliare (erano 100). Scende di quattro unità, il numero dei contagiati a Petriolo: sono ora 35 i positivi e 10 le persone in quarantena (dato questo invariato).
Salgono, invece i contagi a Castelraimondo: attualmente ci sono 34 casi di positività (+ 5 rispetto a ieri). In calo nel Comune di Sant'Angelo in Pontano che conta 10 persone positive (nessuna ulteriore positività e 1 persona é guarita), con due casi di quarantena fiduciaria.
Scendono i positivi anche a Morrovalle: sono sono 96 ( contro i 102 dell'ultima comunicazione), con 46 persone in isolamento fiduciario.
In aumento, invece di 2 unità il numero dei positivi a Camerino: sono attualmente 32 e 5 persone in isolamento.
Da un grande dolore un grande gesto.
A Macerata la famiglia del tolentinate Francesco Rea , un uomo di 45 anni deceduto per ischemia post anossica, ha deciso di donare gli organi rendendo concreta la speranza di una nuova vita per pazienti in lista di attesa per trapianto.
“Il prelievo , eseguito nel nosocomio maceratese - spiega Valeria Zompanti Coordinatore Locale Donazione Organi - è iniziato alle 04.30 con l’arrivo della équipe chirurgica dall’Ospedale di Torrette di Ancona che, assieme all’équipe oculistica e al personale del blocco operatorio di Macerata, ha eseguito il complesso intervento che ha permesso la donazione di fegato, reni e delle cornee”.
La direttrice generale dell’Asur, Nadia Storti, ricostruisce quanto accaduto.
“Il paziente, sentitosi male nella giornata del 3 Novembre, è stato assistito dall’equipe del Lancisi di Ancona e quindi da quella della Rianimazione dell’Ospedale di Macerata – spiega - .
Le sue condizioni sono apparse subito molto gravi e purtroppo nella mattina del 14 Novembre si evidenziavano i segni della morte cerebrale”.
“Si è convocata, quindi, quindi da parte della Direzione Sanitaria il collegio medico per l’accertamento della realtà della morte”.
L’operazione – continua Storti - ha coinvolto diversi professionisti, chirurghi, medici, biologi, tecnici neurologi, infermieri, inservienti e autisti, ma anche il laboratorio Analisi e Trasfusionale, il servizio di Anatomia patologica, i reparti di Anestesia e Rianimazione, Chirurgia, Dermatologia, Nefrologia, Neurologia, Radiologia, la Direzione Medica Ospedaliera, il 118 e il personale del blocco operatorio.
Dagli eventi più dolorosi nascono i gesti di amore più profondi e preziosi e per questo ringraziamo i famigliari per averci dato un segno di speranza in questo difficile momento”.
Il Presidente Antonio Pettinari ha conferito ad Alessandro Mecozzi un incarico a titolo gratuito di collaborazione tecnico/giuridica con l’Amministrazione e con le strutture tecniche della Provincia.
L’ingegnere, che ha diretto in qualità di dirigente l’ufficio tecnico provinciale fino al 31 ottobre 2020, attualmente in pensione, ha accolto la proposta del Presidente di affiancamento alle attività attinenti i lavori pubblici di competenza provinciale, quali la viabilità, il patrimonio e l’edilizia scolastica, fino al 31 marzo 2021 e comunque fino alla scadenza del mandato del Presidente.
La collaborazione riguarderà anche gli interventi di approfondimento degli atti e dei provvedimenti concernenti la ricostruzione post sisma, comprese le partecipazioni alle riunioni e ai tavoli istituzionali su tali problematiche.
“Esprimo l’apprezzamento dell’Amministrazione - dichiara Antonio Pettinari - per la collaborazione dimostrata dall’ingegner Mecozzi, che si è messo di buon grado a disposizione dell’Ente, accettando l’incarico di consulenza che la normativa vigente consente alle Pubbliche Amministrazioni di affidare, a titolo gratuito, ai dipendenti collocati in quiescenza. La Provincia potrà così contare sull’esperienza, la professionalità e la competenza di un ottimo dirigente, specie in una fase delicata per le molteplici attività legate anche alla ricostruzione”.
Completati i lavori del mattatoio comunale. La ditta impegnata nella riparazione dei danni causati dal sisma ha trasmesso formalmente la comunicazione di "fine lavori", iniziati lo scorso febbraio, consegnando la prima opera pubblica ricostruita dopo il terremoto. L’ufficio tecnico sta procedendo alla verifica degli interventi per poi rimettere a disposizione degli allevatori la struttura che è sempre stata uno dei punti di riferimento di un'intera area per la macellazione della carne.
Dunque il mattatoio a breve tornerà operativo: "La pratica relativa al mattatoio era rimasta ferma e riuscendo a sbloccarla abbiamo potuto dare il via ai lavori nei mesi scorsi - spiega il sindaco di Camerino Sandro Sborgia – vedendone in questi giorni la fine, nonostante la sospensione dell’attività dei cantieri dovuta al Covid, segno che se si vuole, le cose si fanno. L'amministrazione comunale ha già avviato l'iter per affidare la gestione della struttura - prosegue Sborgia - Il mattatoio tornerà a servire aziende agricole e allevatori che oggi vanno a macellare a chilometri di distanza, con costi e sacrifici che ricadono tutti su di loro. Su questo concentreremo gli sforzi per attivare un progetto di filiera delle carni locali, tramite progetti con gli allevatori e le associazioni di categoria, per favorire il rilancio economico dell'agricoltura del territorio".
Ad occuparsi dei lavori è stata la ditta Fiorelli Costruzioni, di Francavilla D'Ete, per un importo di 209mila euro, seguendo il progetto dell'architetto Corrado Perugini. Il cantiere, rimasto fermo diversi mesi a causa dell'emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid, ha ripreso l’attività lo scorso 4 maggio, alla presenza del commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che, purtroppo, nelle ultime 24 ore si sono verificati 11 decessi correlati al Covid-19.
Nel territorio anconetano si sono registrate tre vittime: una all'INRCA di Ancona, una all'ospedale di Fabriano e due all'ospedale di Senigallia. Si tratta una 82enne di Ascoli Piceno, di un 33enne di Arcevia e di una 99enne fabrianese. Cinque i decessi nella provincia ascolana dove si sono spenti, un 77enne di Ascoli Piceno e una 87enne di Spinetoli presso l'ospedale di San Benedetto del Tronto mentre nella struttura ospalieria del capoluogo hanno trovato la morte due 95enni ascolani e una 81enne di Folignano.
Nell’elenco fornito dalla Regione sono due i decessi che hanno interessato la provincia di Macerata: a perdere la vita, entrambe avvenute alla RSA Galantara di Pesaro, una 96enne di Loro Piceno e un 74enne di Treia. Sempre in provincia di Pesaro-Urbino si è verificanto il decesso di una 94enne di Fano presso il noscomio del capoluogo di provincia.
Dall'inizio della pandemia nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 1150 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (543), mentre sono 189 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 95,4% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 81 anni.
E’ stata subito accolta dal Sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini la richiesta di aiuto lanciata dal Sindaco di San Severino Rosa Piermattei, relativamente alla carenza di presidi di contenimento epidemiologico per la Casa di Riposo Comunale “Lazzarelli” nella quale è scoppiato un focolaio di Covid che ha contagiato ospiti e personale socio-sanitario.
Così, oggi pomeriggio, in forza delle scorte in carico alle Farmacie Comunali – A.S.P.P., il Sindaco Piemattei ha ricevuto dalla mani del Presidente dell’Azienda Municipalizzata potentina Mario Properzi un quantitativo di circa 3500 mascherine Ffp2.
All’incontro avvenuto presso il Palazzo del Municipio potentino erano presenti anche l’Assessore Marco Mazzoni e il Sindaco Tartabini che ha ribadito alla sua collega settempedana la disponibilità ad ulteriori aiuti.
Scatta la gara di solidarietà per gli anziani ospiti della Casa di riposo “Lazzarelli”. Dopo l’appello del sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, contenente l’invito a donare dispositivi di protezione individuale per fare in modo che il personale dell’azienda servizi alla persona possa fronteggiare al meglio il focolaio Covid-19 scoppiato all’interno della struttura, non si è certo fatta attendere la risposta di un altro sindaco.
Il primo cittadino di Camerino, Sandro Sborgia, ha voluto personalmente consegnare mascherine chirurgiche, mascherine FFP2 e guanti per il personale della struttura. I materiali sono stati consegnati direttamente nelle mani della direttrice della “Lazzarelli”, Laura Taccari.
Nell’iniziativa è stata coinvolta anche la Andrea Bocelli Foundation che, nella città ducale, ha realizzato una casa della musica per aiutare i terremotati e portato a compimento diversi altri progetti solidali.
“Un gesto profondo quello che abbiamo ricevuto. Un gesto che unisce, ancora una volta, le nostre comunità impegnate come non mai ad affrontare in questo periodo un’emergenza senza fine – spiega il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha assistito alla consegna dei preziosi dispositivi – Speriamo di uscire il prima possibile da questo incubo. Quanto sta accadendo nella nostra Casa di riposo è un qualcosa che sta straziando veramente i nostri cuori”.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che, nelle ultime 24 ore, sono stati testati 4802 tamponi: 1789 nel percorso nuove diagnosi e 3013 nel percorso guariti.
I positivi sono 479 nel percorso nuove diagnosi: 147 in provincia di Macerata, 134 in provincia di Ancona, 82 in provincia di Pesaro-Urbino, 66 in provincia di Fermo, 45 in provincia di Ascoli Piceno e 5 da fuori regione.
Questi casi comprendono oggetti sintomatici (79 casi rilevati), contatti in ambito domestico (111 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (126 casi rilevati), contatti in ambito lavorativo (19 casi rilevati), contatti in ambienti di vita/socialità (22 casi rilevati), contatti in ambito assistenziale (6 casi rilevati), contatti in ambito scolastico/formativo (17 casi rilevati), screening percorso sanitario (4 casi rilevati).
Per altri 95 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.
Dal punto di vista percentuale, nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati si evidenzia una decrescita rispetto agli scorsi giorni: incidenza al 29,04% ieri contro il 26,77% delle ultime 24 ore.
Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche sale a 24.434 per un totale di 220.387 campioni testati. Aumenta di 3 unità il numero delle persone ricoverate nelle strutture sanitarie regionali (sono 606), di cui 79 in terapia intensiva (+1 rispetto a ieri). Nel Maceratese sono accolti 106 pazienti (+6 rispetto a ieri): 51 all'ospedale di Macerata e 55 al Covid Hospital. Nei pronto soccorsi Maceratesi risultano ospitate 38 persone, di cui 16 a Macerata, 19 a Civitanova Marche e 3 a Camerino.
Di seguito, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Gores:
Un pacchetto contenente 20 mascherine per ogni nucleo familiare del comune di Caldarola. È quanto annunciato dall'Amministrazione comunale a seguito di una generosa donazione fatta dai titolari dell'azienda Fol Vez s.r.l., di Campagnola Emilia.
I pacchetti verranno consegnati a domicilio ad ogno famiglia tramite il personale del Gruppo locale della Protezione Civile.
Tutti coloro che non saranno presenti nelle proprie abitazioni durante i giorni di consegna potranno contattare un numero telefonico dedicato (338 9874636).
"Analogamente a quanto previsto a favore dei nuclei familiari, la Fol Vez s.r.l., ha pensato di donare mascherine, adatte a bambini e ragazzi, per gli alunni della scuola primaria di 1° e 2° grado, dell’istituto scolastico S. De Magistris. Un sentito Grazie a Giorgia ed Antonio nonché al Dott. Paolo Guidetti Vicepresidente di Spal e Thd" ha sottolineato il sindaco Luca Maria Giuseppetti.
Nella giornata odierna è arrivata la risposta del Tar che ha di fatto respinto il ricorso presentato dalla Gea contro il comune di San Ginesio dove richiedeva l'invalidazione della variante al piano regolatore ostativa al progetto di costruzione di un impianto di smaltimento rifiuti all'interno del territorio comunale.
Le motivazioni addotte dal comune maceratese tenevano conto della conservazione paesaggistica e agricola della zona di Santa Caterina e che la sua salvaguardia passava appunto dalla contrapposizione al progetto di realizzazione in merito ad un qualsivoglia apparato di trattamento rifiuti o similare.
Sono stati numerosi gli aggiornamenti forniti nelle ultime 24 ore dalle amministrazioni comunali in merito all'evoluzione del contagio da coronavirus in provincia di Macerata.
Nuovo picco di casi nel comune di Appignano, che fa registrare 50 persone positive al Covid (+4 rispetto al precedente aggiornamento), mentre diminuiscono i soggetti in isolamento domiciliare fiduciario (-38 rispetto al precedente aggiornamento). Stessa situazione anche a Matelica, che supera i 50 casi (51) e 34 persone in isolamento fiduciario: "Non si conosce invece il numero delle persone che attendono l’esito del tampone - comunica il primo cittadino Massimo Baldini - Al fine di limitare i contagi raccomandiamo di evitare gli spostamenti salvo che non siano strettamente necessari".
Sale a 78, rispetto ai 76 dell'ultimo aggiornamento, il numero di contagi nel comune di Porto Recanati con 97 in isolamento preventivo: "La buona notizia è che contemporaneamente sono arrivate le negativizzazioni di 5 nostri concittadini - annuncia il Sindaco Roberto Mozzicafreddo - Domani finisce l'isolamento una classe ma purtroppo ne subentrerà un'altra che oggi non compare ancora in elenco".
Superano quota 70 contagi il comune di Cingoli dove si registrano 13 nuovi casi in più rispetto a ieri. A Belforte del Chienti, invece, risultano positive al virus 6 persone, mentre sono 2 quelle in isolamento domiciliare. Rimane invariato il dato dei soggetti contagiati a Castelraimondo (29). Rimane a 11 il numero di cittadini postivi al Covid-19 nel territorio di Sant'Angelo in Pontano con due persone in quarantena domiciliare.
Diminuiscono contagiati a Macerata che passano dai 499 di ieri ai 496 con 793 persone in isolamento domiciliare (+3 rispetto all'ultimo aggiornamento). Numeri stabili a Tolentino, dove il Sindaco Giuseppe Pezzanesi ha comunicato come - nel territorio comunale - si registrino 150 positivi e 100 persone in isolamento domiciliare tra cui il primo cittadino (+20 rispetto all'aggiornamento di ieri).
119 (+3 rispetto a ieri) i pazienti positivi al Covid-19 e 49 persone in isolamento domiciliare fiduciario. Questi sono i dati resi noti sul bollettino quotidiano diffuso dal sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che invita i cittadini “ad essere molto prudenti e attenti nell’osservare norme basilari come l’uso della mascherina e il mantenimento del distanziamento sociale”.
A San Ginesio, invece, i dati sono in costante miglioramento: sono infatti diminuite a 21 le persone positive al Covid-19 rispetto alle 25 dell'ultimo aggiornamento. Numeri sostanzialmente stabili anche a Sarnano, dove ci sono 10 persone in isolamento e 15 casi di positività al virus. Numeri che si fanno meno pesanti anche a Gagliole dove si registrano 4 soggetti positivi al Covid-19 così come a Muccia dove tra i residenti, nell'aggiornamento odierno, risultano 2 persone guarite che portano a 9 i casi totali inerenti ai contagi. Anche nel comune di Petriolo la situazione rimane la stessa con 39 casi di positivirò al virus e 10 cittadini in isolamento domiciliare.
Camporotondo di Fiastrone non è più Covid-free in quanto seguito dei comunicati ufficiali pervenuti dalle competenti Autorità Sanitarie è stato reso noto un caso di positività al virus.
Nelle Marche è sospesa la caccia allo Storno con effetto immediato: a partire da oggi (17 novembre 2020) non sarà più possibile il prelievo, essendo stata raggiunta la soglia di 65 mila capi autorizzati in precedenza dalla Giunta regionale. Nel corso della seduta odierna, l’esecutivo ha adottato la delibera di sospensione.
Il monitoraggio previsto per la gestione della caccia alle specie in deroga ha rilevato il superamento del limite stabilito. È stato stimato anche il superamento della prevista quota di tolleranza del 5 per cento, dedotto dai dati pervenuti dagli Ambiti territoriali di caccia che gestiscono le schede riepilogative dei prelievi. Oggi la struttura tecnica interna della Regine ha concluso le previste verifiche, decretando il raggiungimento della soglia consentita. La caccia allo Storno, specie protetta, era autorizzata in deroga, nel rispetto della normativa vigente, per i gravi danni arrecati all’agricoltura.
“Viviamo un inferno, siamo impotenti e la situazione varia di ora in ora. Senza personale non possiamo andare più avanti. E’ per questo che continuo a chiedere l’intervento dell’Esercito”. Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, torna sull’emergenza Covid-19 alla Casa di riposo “Lazzarelli”.
“Questa mattina, per la prima volta, non si è riusciti a coprire il turno dalle ore 6 alle 14 perché su 8 infermiere 4 sono positive e su 18 operatrici socio sanitarie 10 sono positive e altre 2 malate. Dovendo fare anche il percorso sporco pulito - sottolinea la pima cittadina -, e avendo una struttura che si sviluppa su tre piani, servivano già prima della pandemia più forze, figuriamoci dunque ora con quello che sta accadendo. Ci ritroviamo per questo in una situazione assurda ma, ancora di più, pericolosa".
La struttura ospita 85 degenti di cui 35 risultano ad oggi positivi: "Di questi 5 sono stati trasferiti altrove - aggiunge il sindaco - mentre è stata organizzata un’area Covid capace di ospitare fino a 50 pazienti ma il personale che opera in questi spazi non può certo essere impegnato per seguire i degenti che non sono positivi. Ci sono stati forniti un dottore e un infermiere dall’Usca per otto ore al giorno, l’Asur è sempre stata presente al nostro fianco e ci sono stati anche diversi sopralluoghi dal Dipartimento di igiene ma questo, è evidente, non può bastare".
"Le operatrici che stanno lavorando all’interno della Casa di riposo “Lazzarelli”, peraltro, non fanno più riposo settimanale e sono veramente stremate. Torniamo a chiedere, a chi di competenza, di intervenire con l’invio di medici, infermieri e altre figure più che mai necessarie in questa situazione. Non si possono pensare alternative, non si può perdere altro tempo. Ogni altra soluzione sarebbe solo un palliativo in quanto i vecchietti ospitati in struttura hanno già subito un primo spostamento e ne sono usciti devastati mentalmente. Sicuramente non riuscirebbero a sostenere un ulteriore trasloco, un ulteriore cambio di stanza o di situazione. Penso di essere chiara e realistica in quel che affermo” conclude la Piermattei e, da ultimo, l’appello del primo cittadino settempedano sulla carenza dei dispostivi di protezione individuale per affrontare la pandemia: “Servono tute protettive a rischio biologico, soprascarpe, guanti, visiere e mascherine FFP2. Chiedo a chiunque possa darci una mano di fornirci un aiuto subito”.
Cari lettori bentornati alla nostra rubrica, purtroppo le speranze della scorsa settimana sono state in parte disilluse. Il contagio seppur lentamente continua a crescere: abbiamo avuto un incremento del 17% dei casi, più alto della media nazionale.
Un'oscillazione verso l'alto dopo una grossa discesa è nell'ordine delle cose, però lascia un pò di amaro in bocca.
Oramai si è completamente palesato l'effetto del dpcm attivo dal 24 ottobre, ovvero una chiusura light con bar aperti il fine settimana. In quel periodo alcune regioni avevano preso già provvedimenti più stringenti come Campania, Sardegna e Lombardia; mentre altre litigavano ancora per tenere aperti i ristoranti la sera (Bolzano) e piste da sci (Valle d'Aosta). Guarda caso le ritroviamo come le 2 regioni più colpite d'Italia.
Il rallentamento è evidente, ma purtroppo le misure sono state prese quando il tracciamento era praticamente già saltato ovunque, con strutture ospedaliere già sotto pressione.
La prossima settimana vedremo in atto l'effetto della prima divisione in zone. In pratica, per quel che riguarda le Marche, il coprifuoco notturno. Sinceramente non credo che sia una norma che porti particolari benefici, mentre per vedere gli effetti della zona arancione dovremo aspettare fine novembre.
I nodi principali sono stati quelli che evidenziavo fin dall'inizio, ovvero le scuole senza mascherina in classe ed i luoghi al chiuso senza mascherina, come bar, ristoranti e palestre. Non penso che come efficacia fra zona rossa ed arancione cambi molto specie in contesti di piccoli paesi come la nostra Regione.
La corsa delle terapie intensive rallenta ancora dello stesso passo di come erano rallentati i contagi la settimana precedente. Anche i decessi stanno rallentando: il loro incremento si assesta al 30% settimanale. Da ciò si desume come il picco dovrebbe verificarsi tra 3-4 settimane.
Il punto è chiaro: si possono potenziare quanto si vuole le strutture ma, se il contagio è lasciato libero, in poco tempo il sistema collasserebbe anche se avessimo il doppio di ospedali e personale o anche il quadruplo. Quadruplicare le risorse quando il virus è in corsa libera darebbe solo 20 giorni in più prima del collasso.
Riprendo un grafico che ogni tanto tiro fuori, la letalità media a 6 giorni. Vediamo come l'indice abbia ricominciato a salire dallo 0.8% di questa estate all'1.7% attuale: questo dato è un misto di tracciamento saltato, che ci porta a perdere anche un 50% di casi reali, e di maggiore carica virale che porta ad ammalarsi in maniera più grave.
La tabella si riempie sempre più di arancione e rosso tanto che di giallo ne rimane ben poco. Non essendosi arrestata la corsa dei contagi, ma solo rallentata, era solo questione di tempo affinché la regione Marche dovesse prendere provvedimenti più stringenti.
I dati dei ricoveri di questa settimana in alcune regioni, tipo la nostra, sono falsati per il cambio di conteggio, ovvero non si contano più i ricoveri in pronto soccorso.
Dai dati quotidiani della regione notiamo che 36 degli 86 ricoveri in pronto soccorso delle Marche sono nella provincia di Macerata. Fattore che evidenzia come il Maceratese sia particolarmente sotto pressione con i ricoveri ed i casi gravi.
In qualche regione si inizia ad intravedere un calo dei contagi, seppur molto lieve, mentre le terapie intensive rimangono in crescita ovunque. A livello nazionale forse vedremo qualche differenza significativa la prossima settimana con gli effetti delle prime zone rosse ed arancioni mentre, come detto, per noi ci vorrà fine mese.
Con questo quadro purtroppo resta difficile sperare in un sereno Natale. molto dipende sempre dal nostro comportamento.
Armamento della Polizia locale, ieri il sindaco Fabrizio Ciarapica ha firmato i decreti di assegnazione in via continuativa della pistola d’ordinanza in dotazione ai ventiquattro agenti risultati idonei all’esame. L’arma assegnata è una Glock semiautomatica modello 17 Gen4. Le condizioni per l’assegnazione dell’arma sono quelle di avere la qualifica di agente di pubblica sicurezza, rilasciata dal Prefetto, avere idoneità psicofisica ed aver ottenuto l’idoneità al maneggio delle armi.
“Dopo l’approvazione del nuovo regolamento di Polizia urbana, che era fermo al 1938, andiamo ad attuare un altro passo fondamentale per Civitanova, con l’armamento dei vigili come previsto dalla legge – dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica. Non posso che esprimere la mia soddisfazione per aver portato a termine un impegno che il centrodestra aveva presentato nel programma elettorale del 2017 al fine di garantire maggiore sicurezza e legalità in un comune grande e dalla gestione complessa come quello di Civitanova, a cui è stato riconosciuto il titolo di città. Diamo alla Polizia locale uno strumento di autodifesa, che funziona anche come deterrente per la microcriminalità e che consentirà al personale di svolgere il servizio notturno in modo appropriato. Ci tengo a sottolineare che sono state rispettate tutte le procedure previste e che non abbiamo trascurato nessun dettaglio”.
Contestualmente ai corsi di addestramento del personale, la sede del Comando è stata oggetto di lavori per la realizzazione di una stanza di sicurezza dove i vigili avranno la possibilità di lasciare in custodia l’arma. Il locale adibito ad armeria è sorvegliato da telecamere e la porta di accesso blindata si apre mediante le impronte digitali.
Il passo successivo alla consegna dell’arma, sarà la partecipazione ad un altro corso di approfondimento per la corretta gestione e per il perfezionamento del tiro, avendo già conseguito l’abilitazione al tiro nella fase antecedente.
“In base al regolamento sull’armamento approvato dal Consiglio comunale nel 2009, che l’attuale Amministrazione ha voluto rendere esecutivo – spiega il comandante Daniela Cammertoni – la Polizia locale sarà dotata per la prima volta dell’arma di ordinanza. L’armamento ci equipara a numerose altre realtà locali, anche con minore densità abitativa di Civitanova Marche.
L’arma comporta necessariamente maggiori responsabilità sia per il Comando che per gli operatori, rispetto alle precedenti dotazioni quali spray antiaggressione e bastone telescopico. Con la dotazione dell’arma, la Polizia locale darà sicuramente un’altra immagine di sé al cittadino, benché con essa non si andrà a stravolgere sostanzialmente gli attuali servizi. Vigili armati e formati con scrupolosità: essendo la prima volta l’attenzione è massima, come massimo è l’impegno di mettere tutti in condizione di svolgere al meglio l’attività lavorativa”.
Le biblioteche aderenti al Sistema bibliotecario regionale sono esonerate dal versamento dell’annualità 2020. Lo ha stabilito la Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Cultura Giorgia Latini. “L’esonero rappresenta un’ulteriore intervento, immediato e concreto, a favore del sistema bibliotecario marchigiano penalizzato dall’emergenza innescata dal Covid-19. Una forma di ristoro che lascia a queste strutture risorse importanti per gestire l’attività sul territorio. La rinuncia delle quote di compartecipazione non penalizzerà i servizi del Sistema, che verranno ugualmente garantiti dalla Regione attraverso propri fondi vincolati già reperiti”.
Il Sistema bibliotecario regionale, che impiega 1.200 persone, si compone di circa 330 biblioteche le quali versano annualmente circa 86 mila euro alla Regione per il rinnovo dell’adesione. Insieme ad altre regionali, le risorse vengono utilizzate per garantire servizi a tutte le strutture aderenti, consentendo la condivisione dei dati con le altre biblioteche e con il sistema bibliotecario nazionale. Attualmente la rete regionale opera attraverso due Poli: BiblioMarcheSud per le province di Fermo, Ascoli Piceno, Macerata e BiblioMarcheNord per quelle di Ancona e Pesaro e Urbino.
L’obiettivo è quello di arrivare a un Polo unico. Gli importi versati sono differenziati per dimensione dei Comuni aderenti e per tipologia di biblioteca. “La chiusura e le limitazioni di accesso imposte dalla pandemia non hanno impedito l’erogazione di servizi specifici, con costi gestionali che si sono sommati a quelli per le misure di sanificazione e distanziamento – evidenzia l’assessore Latini – Con i fondi vincolati reperiti, la Regione ha ugualmente garantito le proprie prestazioni senza necessità di ricorrere alle quote che lasciamo sul territorio a difesa del sistema dei beni culturali marchigiani”. Nella delibera che autorizza l’esonero viene evidenziato come la crisi pandemica abbia imposto una modifica nell’erogazione di alcuni servizi, con una centralità per quelli digitali: in particolare, durante il lockdown si è registrato un aumento del 100 per cento delle iscrizioni al servizio di Biblioteca digitale, con il conseguente aumento delle visualizzazioni on-line del 300 per cento.