Questa mattina si è concluso il progetto del Rotaract Tolentino con la donazione di libri e giochi al reparto di pediatria e neonatologia dell’ospedale di Macerata. Nelle settimane precedenti, i soci del club hanno raccolto materiali partecipando a stand e manifestazioni e organizzando raccolte porta a porta, grazie alla generosa partecipazione di numerosi cittadini e di referenti di attività commerciali. La risposta della comunità è stata così entusiasta che è stato possibile consegnare solo una parte di quanto raccolto. La restante parte verrà devoluta agli asili nido della zona.
Fondamentale per il successo dell’iniziativa è stata la collaborazione di Martina Fornaro, direttrice del reparto di pediatria e neonatologia dell’ospedale di Macerata, che insieme a tutto lo staff si è resa disponibile per l’organizzazione dell’evento. Alla cerimonia di consegna erano presenti il presidente del Rotaract Tolentino, Lorenzo Ceccarelli, il segretario Maria Bocci e il social media manager Laura Valentini. Il gruppo del Rotaract era accompagnato da Iole Rosini, presidente del Rotary Tolentino. L’iniziativa ha dimostrato l’impegno del Rotaract Tolentino nel promuovere valori di solidarietà e vicinanza alla comunità, regalando momenti di gioia ai piccoli pazienti del reparto.
C’è anche un frammento marchigiano, quasi nascosto ma affascinante, nella lunga storia di Brigitte Bardot, scomparsa ieri e ricordata in tutto il mondo come icona assoluta del cinema e del costume del Novecento. Un passaggio rapido, una notte d’estate, che riportò la diva francese sulla costa adriatica e che ancora oggi sopravvive nei ricordi di pochi testimoni e nelle pieghe della cronaca locale.
Ad Ancona, infatti, qualcuno ricorda ancora la sera in cui “BB” fece capolino al Ciro’s Club del Passetto, il locale simbolo della movida marchigiana di quegli anni. Era l’agosto del 1961 e Brigitte Bardot non era sola: con lei c’era Sami Frey, attore francese conosciuto due anni prima sul set de La verità e in quel periodo suo compagno. La loro presenza non fu programmata né annunciata, ma frutto di una deviazione improvvisa, come spesso accadeva nella vita irrequieta e istintiva della star.
A riportare alla luce l’episodio è stato, in tempi recenti, Michele Polverari, storico dell’arte ed ex direttore della Pinacoteca civica Podesti, che ne parlò durante una conferenza all’atelier di Vittoria Ribighini. Un racconto nato quasi per gioco, come appendice leggera a un intervento ben più accademico dedicato a Luigi Vanvitelli e ai suoi soggiorni anconetani. Da lì, il salto temporale verso altri “visitatori illustri” della città, molto più vicini a noi, e il ricordo di una notizia letta anni prima su un breve trafiletto di giornale.
Secondo quanto riportava quell’articolo, datato 26 agosto 1961, Brigitte Bardot si trovava allora a Spoleto, impegnata nelle riprese di Vita privata con Marcello Mastroianni. Terminata una giornata di lavoro, aveva deciso di raggiungere la riviera viaggiando a bordo di una Jaguar E-Type Spider insieme a Frey. Durante una cena a Porto Recanati – raccontava la cronaca – la diva avrebbe chiesto un consiglio su dove concludere la serata, e qualcuno le indicò il Ciro’s come il night più rinomato delle Marche.
Arrivati ad Ancona, parcheggiata l’auto nella zona della pineta, i due entrarono nel locale. Nessuna scena clamorosa, nessun bagno di folla: solo stupore, curiosità e ammirazione tra i presenti. Bardot, all’epoca ventisettenne, era ancora sposata con Jacques Charrier, da cui aveva avuto l’anno prima l’unico figlio, Nicolas. Forse proprio per questo, o forse per semplice noia, la permanenza al Ciro’s fu brevissima: un bicchiere di whisky e poi via, verso altre mete, senza lasciare traccia se non nella memoria di chi c’era.
Oggi, all’indomani della scomparsa di Brigitte Bardot, quell’episodio riemerge come una fotografia sbiadita ma preziosa. Un passaggio rapido, quasi anonimo, che però lega per sempre la diva a un angolo delle Marche e alla memoria di una città che, per una notte d’agosto del 1961, si ritrovò spettatrice inconsapevole di un frammento di storia del cinema. Chissà che qualcuno, tra i frequentatori di allora del Ciro’s, non riconosca ancora in quel ricordo il sorriso e lo sguardo di una Brigitte Bardot giovanissima, ignara che anche quella breve comparsa sarebbe diventata, col tempo, racconto e memoria condivisa.
Il successo travolgente di Checco Zalone al box office nazionale trova piena conferma anche a Macerata, dove Buen Camino sta riportando il pubblico al cinema con numeri che non si registravano da anni. La nuova commedia diretta da Gennaro Nunziante sta dominando le sale del territorio, diventando il vero motore della programmazione natalizia. Al Multiplex 2000 di Piediripa, principale punto di riferimento cinematografico del Maceratese, il successo del film è stato immediato e travolgente. A raccontarlo è Monica Perugini, titolare di Multimovie Srl, la società che gestisce la struttura. «Quello di Zalone è un vero fenomeno popolare e culturale – spiega – e anche a Macerata si è rispecchiato perfettamente quanto sta accadendo a livello nazionale. Eravamo pronti: tre sale sono dedicate a Buen Camino, che di fatto ha monopolizzato l’offerta».
I numeri parlano chiaro. Nel solo primo giorno di programmazione il film ha incassato circa 20mila euro, portando 2.400 spettatori in sala. In appena quattro giorni le presenze sono salite a quota 10mila, un dato che fotografa con precisione l’impatto del film sul pubblico locale. In termini percentuali, Buen Camino rappresenta circa il 70% dell’incasso complessivo registrato a Macerata in questi giorni.
Il confronto con i grandi blockbuster internazionali rafforza ulteriormente il dato. Avatar, uscito in sala diversi giorni prima, ha totalizzato circa 1.600 presenze in undici giorni, mentre il film di Zalone ha moltiplicato quei numeri in pochissimo tempo. «È una proporzione che rispecchia fedelmente l’andamento nazionale – sottolinea Perugini – e che ritroviamo in modo praticamente identico anche nel Fermano». Anche al Multiplex Super 8 di Campiglione di Fermo infatti, sempre gestito dalla Multimovie Srl, i numeri seguono infatti le stesse dinamiche di Macerata, con incassi e presenze molto simili. «Le differenze sono minime, di poche migliaia di euro – spiega – a conferma che si tratta di un fenomeno uniforme, diffuso in tutto il Paese».
Positivi anche i dati del giorno di Natale, solitamente meno favorevole a causa dei tradizionali pranzi in famiglia. Il 25 dicembre sono state registrate 2.400 presenze, seguite da oltre 3.200 spettatori il giorno successivo, segnale di un ritorno convinto del pubblico in sala. Resta però il 1° gennaio la giornata cinematografica più forte dell’anno. Un confronto storico aiuta a contestualizzare il successo: «Tolo Tolo incassò circa 30 milioni all’uscita del primo gennaio. Buen Camino è arrivato a 27 milioni in quattro giorni, ma va ricordato che non è uscito nel giorno più forte dell’anno. I margini di crescita ci sono tutti».
Accanto al dominio di Buen Camino, però, la programmazione natalizia sta offrendo anche altre risposte importanti, grazie a una strategia che punta sulla qualità dell’esperienza in sala. «Avatar – racconta Perugini – continua a essere scelto da una parte significativa di pubblico. La trama può essere semplice, ma l’impatto visivo e sonoro è straordinario. Proprio per questo abbiamo investito molto sulla tecnologia: nelle nostre strutture utilizziamo proiettori Laser 4K, proiezioni 3D di ultima generazione e disponiamo dell’unica sala Dolby Atmos delle Marche, che rende la visione di Avatar un’esperienza totalmente immersiva».
Spazio anche a un cinema diverso, più riflessivo. «Norimberga è un film importante, con un grande cast come Russell Crowe e Rami Malek – aggiunge – e rappresenta un’alternativa di qualità per chi cerca un cinema più impegnato. Ha avuto un buon riscontro, soprattutto considerando la concorrenza di titoli così forti».
Non manca poi il pubblico delle famiglie, che continua a rispondere positivamente ai grandi marchi dell’animazione. «I film Disney, come Zootropolis, sono sempre una garanzia – spiega Perugini – e anche a distanza di settimane dall’uscita continuano a portare spettatori in sala».
Un’offerta diversificata che trova il suo senso più profondo nel valore sociale del cinema. «Questo film – conclude Perugini – ha riportato la gente al cinema dopo la pandemia. C’è voglia di ridere, di leggerezza, ma soprattutto di vivere un’esperienza condivisa. La risata in sala è contagiosa, così come l’emozione: il cinema resta un luogo di aggregazione insostituibile»
E il dato che arriva da Macerata, in sintonia con quello di Fermo e con il quadro nazionale, va proprio in questa direzione: le sale sono di nuovo piene, il pubblico risponde e il cinema torna a essere un punto centrale della vita culturale del territorio. Un segnale incoraggiante che guarda non solo alle festività, ma al futuro dell’intero comparto.
La città vestita a festa, animata da migliaia di presenze e da un ricco calendario di eventi: è questa l’immagine che emerge dal primo bilancio del cartellone natalizio tracciato dall’assessore al Turismo del Comune di Civitanova Marche, Mara Orazi. “Sono stata nominata da poco e il cartellone natalizio era già stato definito – spiega l’assessore –. Ho quindi trovato una programmazione strutturata, pensata per valorizzare diversi luoghi della città e capace di parlare a pubblici differenti. Le presenze e l’atmosfera che si è respirata in città confermano che si è trattato di un lavoro ben costruito”.
Tra gli elementi più apprezzati, le luminarie natalizie, che si sono confermate una grande attrattiva, in grado di richiamare visitatori anche dai comuni limitrofi. Un fattore determinante non solo per creare un forte impatto visivo e un clima natalizio diffuso, ma anche per sostenere il commercio e le attività cittadine. Accanto alle luci, un ruolo centrale è stato svolto dalle numerose iniziative inserite nel cartellone, tra spettacoli, eventi culturali, appuntamenti dedicati alle famiglie e momenti di intrattenimento, che hanno reso il Natale civitanovese dinamico e partecipato.
”Desidero rivolgere un ringraziamento sincero al sindaco Ciarapica – aggiunge l’assessore – all’Ufficio Turismo del Comune per l’eccellente lavoro svolto, ai Teatri di Civitanova per la qualità e la continuità della proposta culturale, alle associazioni del territorio, alle due Pro Loco cittadine e a tutti coloro che hanno lavorato dietro le quinte. Un contributo spesso silenzioso ma fondamentale, senza il quale nulla di tutto questo sarebbe stato possibile”.
Il cartellone natalizio si avvia ora alla conclusione con il Capodanno in piazza, che vedrà la città salutare l’arrivo del nuovo anno con il concerto della Party Band “Punti di Vista”, a partire dalle ore 22.“Invito tutti a partecipare al concerto in Piazza XX Settembre – conclude l’Assessore al Turismo – per salutare insieme l’anno che si chiude e per dare il benvenuto a quello nuovo, vivendo la città in un clima di festa”.
La Provincia avvia una nuova operazione di valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare aprendo un’asta pubblica per la vendita di quattro ex case cantoniere e di un’area edificabile, per un valore complessivo che supera i 580mila euro. Si tratta di beni che non risultano più funzionali alle attività istituzionali dell’Ente, in particolare ai servizi legati alla viabilità, ma che possono essere recuperati e riutilizzati, generando al contempo nuove risorse economiche.
Le ex case cantoniere interessate dall’asta si trovano nei Comuni di Penna San Giovanni, in località Portone, San Severino, in località Ponte dei Canti, Serrapetrona, in località Caccamo, e Sarnano, in via Morelli, con valori a base d’asta che vanno da poco più di 82mila euro fino a oltre 237mila euro. A questi immobili si aggiunge anche un’area edificabile destinata ad attrezzature di interesse generale, come strutture amministrative e servizi pubblici, situata in località Villa Mattei a Montecassiano, con un valore a base d’asta di 89.180 euro.
L’operazione rientra in una più ampia strategia di razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio provinciale, con l’obiettivo di trasformare beni oggi non utilizzati in opportunità di sviluppo, assicurando all’Ente entrate aggiuntive da reinvestire nelle proprie attività e competenze.
Tutti i dettagli del bando, comprese le modalità di partecipazione e la documentazione necessaria, sono disponibili sul sito istituzionale della Provincia. Le domande dovranno pervenire entro le ore 13 del 13 febbraio 2026, mentre l’apertura delle buste è fissata per il 19 febbraio 2026.
Sono le 11 del mattino del 27 dicembre. Sei in pigiama, sul divano, con una fetta di panettone avanzato, l’albero è ancora acceso ma nessuno lo guarda più. I regali sono già stati scartati, provati, e alcuni già dimenticati.
E tu apri Instagram cercando ispirazione per un post. Qualsiasi post. Ma non c’è. Il vuoto. Benvenuta nella settimana fantasma dei social. Quella in cui nessuno sa cosa postare perché Natale è passato ma Capodanno è ancora lontano. E come esperta di comunicazione digitale, posso dirti una cosa: è perfetto così.
Il momento migliore per non postare nulla
Questa settimana è l’unica dell’anno in cui hai il permesso ufficiale di non fare un cavolo sui social. Sul serio. Nessuno si aspetta contenuti brillanti. Nessuno sta scrollando il feed con attenzione. Tutti sono in quella bolla strana tra abbuffate e propositi, tra divano e sensi di colpa, tra “dovrei muovermi” e “ma è ancora festa”.
Quindi perché sforzarti? Perché cercare il contenuto perfetto? Perché inventarti qualcosa solo per riempire il feed? Il silenzio, in questa settimana, è oro. È strategico. È intelligente. Lascia che il tuo pubblico respiri. Lascia respirare anche te.
Se proprio devi postare qualcosa
Il pandoro alle 10 di mattina. La maratona Netflix in pigiama. Il momento in cui realizzi che hai mangiato cioccolatini per colazione. Il gatto che dorme sui regali scartati. Il divano che è diventato la tua casa. Questo è il contenuto vero di fine dicembre. Ed è perfetto così.
Niente forzature. Niente “recap 2025” fatti di corsa. Niente “obiettivi per il 2026” quando non hai ancora capito cosa hai mangiato ieri. Solo vita vera. Quella lenta. Quella un po’ confusa. Quella che non fa grandi numeri ma crea connessione.
La leggerezza senza pressione
Sai qual è il bello di questa settimana? Che puoi permetterti di essere leggera. Ironica. Disimpegnata. Non serve il post profondo. Non serve la riflessione esistenziale. Non serve la performance.
Una foto del calzino spaiato ricevuto a Natale. Una storia del tuo look h24 pigiama. Questo basta. Questo funziona. Perché è reale. La gente non vuole contenuti patinati tra Natale e Capodanno. Vuole sapere che anche tu sei sul divano. Anche tu non sai cosa fare.
Il segreto della transizione
Dal 27 al 30 dicembre non cercare di gestire la transizione Natale-Capodanno sui social. Lascia che accada da sola.
Il 31 arriverà. E con lui la frenesia dei propositi, dei recap, dei “new year new me”. Avrai tutto il tempo per postare. Per ripartire. Per ricominciare. Ma adesso? Adesso è il momento del vuoto. E il vuoto fa bene. Resetta. Ripulisce. Ti dà spazio per respirare prima della prossima corsa.
Quindi chiudi l’app. Finisci il panettone. Guarda quel film che hai in lista da mesi. Stai con le persone. O stai da sola. Ma stai. Senza telefono in mano. Perché il miglior contenuto che puoi creare questa settimana è il non-contenuto. Il silenzio consapevole. La pausa strategica.
E quando il 31 arriverà, sarai riposata, piena di energia, pronta a ripartire. Invece di essere già esausta prima ancora di cominciare.
Social Relax. È l’ultimo regalo di Natale.
Un nuovo, prestigiosissimo riconoscimento si aggiunge al palmarès di Dante Ferretti. Lo scenografo maceratese è tra i vincitori dell’ottava edizione degli International Opera Awards – “Stella della lirica”, il più autorevole premio dedicato ai protagonisti della lirica mondiale, ideato da Alfredo Torrisi. A Ferretti è stato assegnato il premio Opera Star per la scenografia, consacrandolo definitivamente anche come figura centrale nella storia del teatro d’opera. La cerimonia si è tenuta lunedì 22 dicembre al Teatro dell’Opera di Roma, in un contesto di assoluto prestigio internazionale. Un riconoscimento che certifica, ancora una volta, la statura di un artista che ha attraversato cinema, teatro e lirica con una forza visionaria senza eguali.
I numeri, del resto, parlano da soli: 3 Premi Oscar, 5 David di Donatello, 14 Nastri d’Argento, per un totale di 175 premi ricevuti nel corso della sua carriera. Un curriculum che non ha eguali nel panorama artistico italiano e che colloca Dante Ferretti tra i più grandi scenografi di tutti i tempi, non solo del cinema ma dell’intera storia dello spettacolo.
Collaboratore di maestri assoluti come Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini e Martin Scorsese, Ferretti ha costruito mondi, epoche e immaginari entrati nella memoria collettiva. Eppure, a fronte di una celebrazione continua da parte delle istituzioni culturali nazionali e internazionali, emerge con sempre maggiore evidenza una discrasia che per Macerata dovrebbe far riflettere. Mentre l’Italia e il mondo continuano a rendere omaggio a uno dei più grandi artisti viventi, la sua città natale sembra mantenere una distanza difficile da comprendere. Un paradosso evidente: Macerata, città di cultura, università e spettacolo, fatica a riconoscere e valorizzare uno dei suoi figli più illustri, una personalità che ha portato il nome della sua terra ai vertici mondiali dell’arte.
Lo scorso 18 dicembre, al Pio Sodalizio dei Piceni a Roma, è stata presentata l’opera “Bellezza imperfetta. Io e Pasolini”, il libro a cura di David Miliozzi che racconta il rapporto umano e artistico tra Dante Ferretti e Pier Paolo Pasolini. Un evento di grande successo, inserito in un tour di presentazioni che sta attraversando numerose città italiane. Tutte, finora, tranne Macerata.
A rendere il quadro ancora più emblematico è la notizia, diffusa nei mesi scorsi, della nomina del tre volte Premio Oscar a direttore artistico del Museo della Civiltà del Mare Adriatico, progetto portante della candidatura di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028. Ancora una volta, dunque, Dante Ferretti viene scelto per rappresentare l’eccellenza italiana nel mondo. Ancora una volta, lontano da Macerata.
L'inverno a Sassotetto è partito con il piede giusto, dimostrando che la voglia di montagna va ormai oltre le semplici previsioni del tempo. Alla Baita Solaria, la stagione procede con un entusiasmo che conferma quanto le vette marchigiane sappiano essere attrattive anche fuori dai canoni tradizionali. Grazie a un equilibrio tra accoglienza calorosa e capacità di reinventarsi, la struttura, gestita da Giulia Antonelli, è diventata un punto di ritrovo fondamentale: tra i celebri "pranzi spettacolo" e una programmazione attenta alle nuove esigenze del pubblico, la baita racconta oggi un modo nuovo e originale di vivere il turismo d'alta quota.
L'andamento della stagione ha beneficiato di un avvio anticipato, garantendo una continuità nelle presenze fin dai primi freddi. Giulia Antonelli spiega: "Non ci possiamo lamentare; avendo iniziato con la neve già da fine novembre, siamo riusciti a riempire fin da subito sia gli impianti che le baite. Anche in questo fine settimana, pure senza neve, è stato quasi pieno”.
In vista del calendario natalizio, la scelta è stata quella di modulare l'offerta alternando momenti di quiete a grandi appuntamenti collettivi. La gestione sottolinea: "Il 24, 25 dicembre vorremmo mantenere un'atmosfera più calma e tranquilla. Per il 26, però, abbiamo in programma un grende evento e siamo già abbondantemente sopra con le prenotazioni".
Proprio la domenica è diventata il baricentro dell'animazione a Sassotetto, con un format che fonde enogastronomia e intrattenimento. Sulla natura di questi appuntamenti, Antonelli dichiara: "Le domeniche sono sempre all’insegna dei pranzi spettacolo: un pranzo lungo che inizia dall’ora di pranzo e va a finire verso le 16:30 o le 17:00. Tra una portata e l’altra ci sono vari momenti di intrattenimento dove si balla".
L'ottima risposta del pubblico si riflette chiaramente anche nelle prenotazioni per l'ultima notte dell'anno, che registrano numeri vicini alla capienza massima. In merito al prossimo Capodanno, viene precisato: "Siamo già quasi sold out. Per l'ospitalità delle camere siamo pieni, mentre per il cenone sono rimasti gli ultimi posti a disposizione. Anche la navetta siamo riusciti a riempirla tutta”.
L'affluenza a Baita Solaria rivela inoltre una doppia anima, capace di attrarre target differenti a seconda del periodo della settimana. Sulla tipologia di clientela, la gestrice osserva: "Il fine settimana è più vivo, con un pubblico giovane e ragazzi che ballano. Durante la settimana, invece, è una montagna più da passeggiata, più autentica".
Infine, l'analisi si sposta sulla necessità di ripensare il modello economico della montagna per far fronte alle incertezze climatiche. Riguardo alle difficoltà gestionali, Giulia Antonelli conclude: "Il clima è drasticamente cambiato, per questo stiamo puntando sulla destagionalizzazione. Se la montagna restasse impostata solamente per la parte invernale, non riuscirebbe più a essere sostenibile".
Si è tenuta domenica sera, nella suggestiva cornice de La Serra di Civitanova Marche – premiata quest’anno con il Dance Music Award come miglior RistoClub d’Italia – la cena di Natale di Eurosuole e Goldenplast, che ha riunito oltre 300 persone tra dirigenti, dipendenti, collaboratori e amici delle due aziende.
Ad aprire la serata è stato l’intervento del presidente Germano Ercoli, un discorso intenso e senza sconti, capace di andare ben oltre il tradizionale augurio natalizio per trasformarsi in una riflessione lucida sul presente e sul futuro dell’Europa e dell’industria manifatturiera.
Ercoli ha esordito con un pensiero rivolto al conflitto ai confini dell’Europa, auspicando una pace, anche difficile, che possa porre fine a una guerra che da anni alimenta incertezza, frena gli investimenti, indebolisce i mercati e impoverisce famiglie e imprese. Un contesto che pesa in modo particolare sull’industria europea, e su quella tedesca in primis, oggi alle prese – ha ricordato il presidente – con la crisi più grave dal dopoguerra e con il concreto rischio di una deindustrializzazione irreversibile.
Da qui una critica netta all’assetto attuale dell’Unione Europea, giudicata frammentata, lenta, incapace di parlare con una sola voce e di difendere realmente il proprio sistema produttivo. «Così com’è, l’Europa non funziona», ha ribadito Ercoli, denunciando l’eccesso di burocrazia, l’assenza di una politica industriale comune e la mancanza di una visione strategica capace di contrastare la concorrenza globale di Cina e India.
Il cuore del suo intervento è stato un appello forte e politico: la creazione degli “Stati Uniti d’Europa”, con un governo federale, una difesa unica, politiche fiscali e salariali armonizzate, una sanità omogenea e una strategia industriale condivisa. «Solo così – ha spiegato – l’Europa potrà tornare a essere protagonista e non spettatrice del proprio declino». Una proposta chiusa con una provocazione simbolica ma significativa: “Giorgia Meloni presidente degli Stati Uniti d’Europa”, come segnale della necessità di una leadership forte e riconoscibile.
Nonostante il quadro critico, Ercoli ha rivendicato la capacità di reazione di Eurosuole e Goldenplast, sottolineando gli investimenti realizzati negli ultimi anni, la diversificazione produttiva, l’attenzione alla qualità, alla sicurezza e al capitale umano. Un messaggio chiaro: anche in uno scenario complesso, le imprese che innovano e credono nel proprio territorio possono resistere e crescere.
A seguire ha preso la parola il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha portato il suo saluto istituzionale e gli auguri di buone feste. Acquaroli ha sottolineato come le difficoltà imposte dai mercati globali debbano essere affrontate puntando su università e giovani, definiti il vero patrimonio del territorio. La sfida demografica – ha evidenziato – impone scelte coraggiose per trattenere i giovani nelle imprese marchigiane e, allo stesso tempo, renderle attrattive per nuovi talenti.
Il presidente della Regione ha poi ricordato il lavoro portato avanti negli ultimi anni sul fronte delle riforme – dalla sanità al governo del territorio, fino alle infrastrutture – annunciando che uno dei prossimi temi centrali dell’agenda regionale sarà quello dei rifiuti, una questione strategica per la competitività delle imprese e la sostenibilità dei territori.
In chiusura, Acquaroli ha rivolto un augurio sincero alle famiglie, alle aziende e all’intera comunità marchigiana, esprimendo la speranza che il 2026 possa essere l’anno della pace, condizione fondamentale per qualsiasi prospettiva di crescita, sviluppo e programmazione futura.
La serata si è poi trasformata in una vera e propria festa grazie alla musica dal vivo della Capri Band e all’animazione di Oriano e Alessandrino, che hanno accompagnato gli ospiti in un viaggio musicale capace di coinvolgere tutte le generazioni. Dalle atmosfere disco degli anni Ottanta ai grandi successi della musica italiana, la pista si è animata tra balli, sorrisi e applausi.
Tra brindisi, risate e momenti di condivisione, dirigenti, dipendenti e amici delle aziende hanno vissuto un clima autentico di festa, chiudendo l’anno nel segno della coesione, dell’orgoglio aziendale e del forte senso di appartenenza a una comunità che guarda al futuro con determinazione e fiducia.
Treia ha salutato l’appuntato scelto qualifica speciale Nicola Muriglio, che dal prossimo 28 dicembre andrà in pensione dopo 42 anni di servizio nell’Arma dei Carabinieri, di cui oltre 36 trascorsi a Treia.
Nato a Trinitapoli (BAT), Muriglio è entrato nell’Arma il 10 giugno 1983. Dopo aver frequentato per sette mesi la Scuola Carabinieri di Campobasso, ha prestato servizio presso il 7° Battaglione Carabinieri Trentino Alto Adige di Laives (BZ), operando per 4 anni e 8 mesi su tutto il territorio nazionale, da nord a sud.
Il 22 agosto 1988 il trasferimento nelle Marche, alla Stazione dei Carabinieri di Treia, dove ha svolto la parte più lunga e significativa della sua carriera, diventando nel tempo un punto di riferimento per la comunità locale.
La cerimonia di saluto si è svolta in Comune alla presenza del sindaco Franco Capponi e degli assessori, del maresciallo dei Carabinieri di Treia Paolo Caldarola, della comandante della Polizia locale Barbara Foglia e di Francesco Fortuna, coordinatore del Gruppo comunale di Protezione civile ed ex maresciallo dei Carabinieri a Treia fino al dicembre 2012. Accanto a Nicola Muriglio, la moglie e i figli, a condividere un momento carico di emozione e riconoscenza.
L’Amministrazione comunale e la città di Treia hanno voluto ringraziare l’appuntato scelto Muriglio per la dedizione, il senso del dovere e il servizio reso alla collettività, augurandogli una nuova fase di vita ricca di soddisfazioni.
Le Marche stanno vivendo una fase di trasformazione significativa, dove l’intelligenza artificiale è ormai divenuta una risorsa concreta per molte realtà imprenditoriali del territorio. Si è arrivati a ciò per via della crescente competitività dei mercati globali e la conseguente esigenza di ottimizzare le risorse e valorizzare una produttività locale da sempre basata su qualità e capacità manifatturiera. Ecco perché da più di un anno è partita una strategia italiana per l’AI per supportare il Governo nelle numerose iniziative istituzionali e associative che stanno incentivando le imprese della regione a fare questo passo verso l’intelligenza artificiale, creando un dialogo diretto tra tecnologia e produzione.
Il progresso delle imprese marchigiane
Secondo una recente indagine presentata ad Ancona e frutto della collaborazione tra Confartigianato Marche, Cna Marche e Università Politecnica delle Marche, l’adozione dell’intelligenza artificiale sta crescendo in modo costante all’interno delle micro e piccole imprese locali. I dati parlano di 4.542 realtà che già utilizzano tecnologie AI, quasi tutte di piccole dimensioni, a conferma di un interesse diffuso e non circoscritto alle sole aziende più grandi. La ricerca evidenzia inoltre come oltre il 13% delle imprese che ha introdotto sistemi intelligenti abbia assunto nuovo personale o intenda farlo a breve.
Gli ambiti nei quali l’AI appare più radicata sono quelli legati allo sviluppo software, alla consulenza informatica e alla gestione dei dati, settori che nelle Marche contano più di mille imprese digitali e rappresentano uno dei punti nevralgici dell’economia regionale. Il quadro regionale si inserisce inoltre in un contesto nazionale in forte evoluzione: nel 2024, le imprese italiane che utilizzano tecnologie AI sono salite all’8,2%, segnando un progresso rilevante ma ancora distante dalla media europea. Crescono soprattutto le aziende di medie e grandi dimensioni, con un aumento significativo delle realtà che hanno deciso di sperimentare l’automazione intelligente in vari processi.
Le potenzialità dell'IA nelle Marche
Le potenzialità dell’AI vengono sfruttate da oltre un anno nel migliore dei modi in molteplici settori industriali. Non si tratta solo di semplice informatica: anche nel campo del gaming molti contenuti stanno già approfittando della tecnologia moderna e non è escluso che nel prossimo futuro le grafiche e le musiche dei videogiochi e degli altri passatempi virtuali come le slot machine online o i browser game non possano beneficiare dell'ottimizzazione automatica dell'IA, il che ridurrebbe non poco i tempi di produzione.
Questa osservazione, pur riferita al mondo dell’intrattenimento digitale, può essere allargata a tutti i comparti nei quali c’è un processo ripetitivo, un flusso di dati da interpretare o un’attività che richiede analisi, dove l’intelligenza artificiale può intervenire velocizzando il tutto. Nelle Marche ciò si traduce nel migliorare l’organizzazione della filiera manifatturiera, rafforzare la capacità competitiva delle piccole imprese artigiane e favorire l’apertura verso nuovi modelli di business. Il progetto EDIH4Marche, promosso dal Digital Innovation Hub locale, conferma questa tendenza. Circa il 70% delle aziende che ha seguito percorsi formativi dedicati all’AI generativa ha già avviato iniziative concrete per introdurre automatizzazioni nel back-office, nei processi di marketing e persino nella programmazione software.
Tuttavia, urgono figure chiave come i process manager, fondamentali per trasformare le potenzialità dell’AI in strategie operative. Le Marche, con la loro tradizione produttiva e un tessuto imprenditoriale dinamico, possono diventare un laboratorio nazionale di sperimentazione responsabile dell’AI, purché il percorso continui a essere sostenuto da una rete efficace di istituzioni, centri di innovazione ed enti formativi.
Sono state comunicate le dimissioni di Fabio Marchetti dalla carica di amministratore delegato di Astea. La conclusione del mandato è prevista per il 31 dicembre 2025, al termine di un percorso decennale iniziato con la nomina del 31 ottobre 2015.
Nel descrivere l’attuale perimetro operativo e i servizi gestiti,Marchetti dichiara: "Una società a capo di un raggruppamento societario cresciuto enormemente negli ultimi anni e che oggi gestisce, direttamente o tramite le proprie società controllate, per un bacino complessivo di oltre 150.000 utenti, il servizio idrico (circa 75milioni di metri cubi di acqua erogati ogni anno), la distribuzione di gas naturale (circa 40 milioni di metri cubi di gas distribuiti ogni anno), la distribuzione di energia elettrica (circa 90.000 POD), il servizio igiene urbana (circa 24.500 tonnellate annue di rifiuti gestiti) e l’illuminazione pubblica in 14 Comuni, nelle Regioni: Marche, Abruzzo, Liguria e Lombardia".
L' Amministratore Delegato,nella sua lettera di dimissioni, passa poi a elencare i traguardi più rappresentativi: "In questi anni la società ha raggiunto traguardi ed obiettivi che dieci anni fa non erano neppure immaginabili: e non mi riferisco solo alle certificazioni ottenute: ISO 9001, ISO 45001, ISO 14001, al rating di legalità, o ai premi per Oscar di Bilancio 2021, per la sostenibilità ambientale 2022 conferito dal Financial Times, e nemmeno ai premi Industria Felix dell’Università Bocconi di Milano conseguiti dalle società del gruppo tra il 2022 ed il 2024, o ai premi innovazione SMAU 2023 per il progetto MUSE GRIDS o Bollino Rosa della Regione Marche 2024. Mi riferisco al massimo indice di raccolta differenziata raggiunta nel Comune di Osimo superiore al 76%, tasso più alto della Provincia di Ancona per fasce di abitanti analoghe; mi riferisco al più che raddoppiato livello di investimenti effettuati nei servizi gestiti (dagli 8 milioni di euro dell’esercizio 2017 ai 19,5 milioni dell’anno 2024): un dato di per se significativo ma che in realtà rivela l’enorme crescita professionale della struttura organizzativa, sempre più in capace di mettere a terra interventi fondamentali alla tutela delle risorse ambientali, a garanzia della continuità dei servizi resi e ad incremento della qualità e fruibilità degli stessi".
"Lascio la guida di un società solida e con forte capacità di crescita- prosegue Marchetti- una società a capo di un Gruppo che vede il proprio patrimonio netto consolidato incrementare da 101 milioni di euro dell’anno 2017 ai 171 milioni di euro alla fine dell’esercizio 2024; un Gruppo sempre più centrale nello sviluppo e nella crescita dei territori in cui opera, in grado di creare posti di lavoro a favore di un crescente numero di dipendenti (passati da 269 unità nel 2017 ai circa 300 del 2025) e da sempre in grado di generare ricchezza da reinvestire sul territorio a favore dei Comuni Soci indiretti".
Con riferimento alle dinamiche di espansione, Fabio Marchetti richiama il percorso della Dea e alcune operazioni societarie: "Un Gruppo in espansione grazie soprattutto alla controllata DEA, cresciuta con aggregazioni e l’aggiudicazione di procedure ad evidenza pubblica per l’acquisto di reti elettriche minori e poi quotata sul listino EGM di Borsa Italiana in data 03/07/2024: una società capace di attrarre nuovi capitali e quindi incrementare ulteriormente i business in cui opera e che in tal senso, già alla fine dell’anno 2024, ha acquisito l’80% di ASPM Soresina Servizi srl, piccola multiutility con promettenti prospettive di sviluppo del Comune di Soresina, in provincia di Cremona".
Parole ferme sul piano della trasparenza e della comunicazione: "Lascio anche una società che, grazie all’introduzione dei rapporti di sostenibilità annuali, è sempre più trasparente e sempre più capace di comunicare e far apprezzare a tutti se stessa. Desidero esprimere il mio più sentito ringraziamento a tutti i dipendenti del gruppo, diventati per me quasi una famiglia, di cui nel corso dei 10 anni passati in ASTEA ho apprezzato la leale collaborazione, lo spirito di squadra, l’attaccamento aziendale e soprattutto l’eccellente efficienza e professionalità".
Infine il tema nevralgico sul perché delle dimissioni: "Alla domanda sul perché delle mie dimissioni rispondo: “Sono un uomo di politica: dalla politica sono stato chiamato a guidare ASTEA e dalla politica sono stato chiamato, dopo pochi mesi dal voto che ha portato alle elezioni della sindaca Glorio, a fare un passo indietro. Ho svolto il mio incarico con impegno, passione e dedizione, trovando in più occasioni anche l’apprezzamento di esponenti e gruppi politici dell’attuale gruppo di opposizione nel Consiglio Comunale di Osimo. Apprezzamenti che in questi giorni sono stati espressi, e ringrazio, dalla mia Sindaca Michela Glorio con cui però è mancato, molto presto, feeling e questo è dovuto anche dalle sue lamentele di non essere da me riconosciuta nel suo ruolo. Forse esprimevo opinioni diverse e considerazioni maturate dopo anni di esperienza. Non appartiene al mio modo di pensare e fare politica ne al mio modo di lavorare e relazionarmi con gli altri, conformarmi ad indicazioni ricevute ma non condivise, quando queste, a mio modo di vedere, potrebbero nuocere ai risultati sinora conseguiti".
"Rimangono aperte sfide molto importanti- chiosa Marchetti- quali il gestore unico dell’acqua in Aato 3 e il gestore unico dei rifiuti in Ata 2, auguro al mio successore ed ai Comuni soci di Astea di riuscire a trovare un percorso sostenibile e risolutivo per il bene dell’azienda e di tutta la Comunità".
Il Comune di Civitanova Marche e l'Istituto di Istruzione Superiore "Bonifazi-Corridoni" hanno stretto una collaborazione per la realizzazione di itinerari turistici inediti, focalizzati sull’intero territorio comunale.
L’Ente, nell’ambito della promozione e della valorizzazione del ricco patrimonio culturale, storico, artistico e ambientale, intende avviare iniziative che coinvolgano attivamente la cittadinanza, in particolare le giovani generazioni, come strumento di crescita e consapevolezza territoriale. Da qui la collaborazione con la scuola che, nel corso dell’anno, promuove attività formative e progetti volti ad incentivare l'apprendimento basato sull'esperienza e a rafforzare l'integrazione tra il percorso di studi e il contesto territoriale di riferimento
Gli itinerari saranno ideati e sviluppati dai ragazzi dell'indirizzo “Servizi commerciali travel influencer” dell'Istituto, con il contributo degli studenti dell'indirizzo "Relazioni internazionali per il marketing" per l'attività di traduzione multilingue e degli studenti dell'indirizzo "Grafica e comunicazione" per la produzione fotografica e video.
Le attività di valorizzazione turistica e la creazione degli itinerari si focalizzeranno su spazi e luoghi del comune di Civitanova Marche, includendo in modo prioritario la Città Alta. La convenzione è stata approvata dalla Giunta comunale nella seduta del 9 dicembre 2025, in accordo con la dirigente scolastica Angela Fiorillo.
In apertura di seduta sono state approvate all’unanimità alcune modifiche sostanziali allo Statuto.
Il presidente Gattafoni e il direttore generale Pellei hanno aggiornato i presenti sull’esito dell’incontro con il comitato di controllo analogo, soffermandosi in particolare sugli indirizzi, sulla loro attuazione e sulla proposta operativa per la predisposizione del Piano industriale.
Con parere favorevole unanime, i Sindaci o i loro delegati hanno quindi approvato il Programma di realizzazione del Piano Industriale di Cosmari S.r.l., il documento strategico e procedurale che avvia la predisposizione del Piano industriale e della documentazione necessaria alla valutazione del rinnovo dell’affidamento in-house del servizio di gestione integrata dei rifiuti.
È stato inoltre deciso di demandare al Consiglio di Amministrazione e alla Direzione Generale la predisposizione della relazione istruttoria e motivazionale a supporto dell’istanza di rinnovo dell’affidamento in-house, comprensiva della motivazione rafforzata: un passaggio che dovrà chiarire le ragioni del mancato ricorso al mercato, i vantaggi per la collettività, le esternalità prodotte e la congruità economica del modello gestionale.
Infine, sempre con voto unanime, è stata approvata anche la proposta di modifica degli incentivi alle funzioni tecniche, con la riduzione del 50% delle percentuali di assegnazione degli stessi incentivi.
Mancano cinque giorni a Natale. Fuori è freddo, le luci lampeggiano ovunque, e dentro casa c'è quel caos organizzato che precede la vigilia. Liste infinite, pacchi da finire, telefonate ai parenti, cena da pianificare. E tu, nel mezzo di tutto questo, apri Instagram e pensi: "Devo postare qualcosa".
No. Probabilmente no.
Come esperta di comunicazione digitale, questi ultimi cinque giorni prima di Natale sono i più delicati dell'anno. Perché sui social succede l'opposto di quello che dovrebbe succedere: tutti accelerano quando dovrebbero rallentare. Tutti postano freneticamente quando dovrebbero respirare. Tutti cercano l'ultimo contenuto virale quando dovrebbero semplicemente godersi il momento.
E così il feed esplode. Post generici, auguri frettolosi, contenuti dell'ultimo minuto buttati lì tanto per esserci. Rumore. Tanto rumore che si perde nel nulla.
Ma c'è un'altra strada. Più semplice. Più autentica. Più efficace.
Il segreto è rallentare
Gli ultimi giorni prima di Natale non sono il momento per spingere. Sono il momento per contenere. Uno, massimo due post. Ma che siano significativi. Che dicano qualcosa. Che creino quel tipo di connessione che resta. La gente in questi giorni è stanca. Sovraccarica di stimoli, di messaggi tutti uguali su whatsapp, di contenuti natalizi identici. Un post vero, calmo, autentico vale più di dieci post fatti di fretta.
Quindi respira. Rallenta. E se proprio devi postare qualcosa, ma fallo bene.
Cosa funziona davvero in questi ultimi giorni
Il dietro le quinte dei preparativi. La pasta che stai preparando. La tavola che stai apparecchiando. Il momento in cui finalmente hai trovato quel regalo impossibile. Queste sono le cose vere. Quelle che la gente vuole vedere perché ci si riconosce. I momenti piccoli. Una tisana la sera mentre guardi le luci. Il gatto che dorme sotto l'albero. La lista della spesa scritta di fretta. Non serve il grande contenuto, serve l'autenticità quotidiana.
"Mancano 5 giorni e finalmente potrò fermarmi". Questo è un pensiero vero, una riflessione, un qualcosa che tocca il cuore invece che riempire lo spazio. Le tue tradizioni. Quelle che fanno parte della tua famiglia, della tua storia. Il modo in cui prepari sempre quel piatto. La canzone che ascolti ogni anno. Il rituale che ripeti. Questo crea connessione. Questo resta, e piace.
Cosa è meglio evitare
I post generici dell'ultimo minuto. Quelli con la scritta "Merry Christmas" e basta. Quelli presi da Google immagini. Quelli che potrebbe fare chiunque. Se non hai qualcosa di tuo da dire, va bene il silenzio. Davvero. Gli auguri frettolosi del 24 mattina. Tutti li fanno. Se vuoi fare gli auguri, falli la sera del 24 o il 26. Quando il caos si calma e la gente torna online con più calma. Se questi ultimi giorni prima di Natale li passi a rincorrere i social, stai sbagliando tutto. Meglio vivere il Natale offline che raccontarlo male online.
Il paradosso degli ultimi giorni
Eccolo qui il segreto che nessuno ti dice: più ti avvicini a Natale, meno dovresti postare. Perché il tempo diventa prezioso. Le ore volano. E ogni minuto passato a pensare al contenuto perfetto è un minuto rubato al Natale vero. Quindi quest'anno prova così: dal 20 al 24, un solo post. Uno. Quello che conta davvero. Quello che dice chi sei, come vivi il Natale, cosa significano per te questi giorni. Poi chiudi l'app e vai a vivere.
Perché alla fine, il miglior contenuto natalizio che puoi creare non è un post. È un ricordo. E i ricordi si fanno con il telefono in tasca, non in mano.
Buon Natale a tutti voi. Quello vero.
La gara tra Maceratese e Chieti, in programma domenica 21 dicembre, si disputerà a porte chiuse (leggi qui). La decisione, accompagnata anche dal divieto di trasferta per i tifosi biancorossi per le prossime quattro partite, arriva a seguito dei gravi fatti verificatisi lo scorso 14 dicembre a Civitanova Marche e delle successive valutazioni degli organi competenti in materia di sicurezza.
Con un comunicato ufficiale, la S.S. Maceratese ha espresso rammarico e dispiacere per un provvedimento che, sottolinea la società, colpisce innanzitutto “i tanti tifosi che seguono la squadra con passione, correttezza e senso di appartenenza”. Il club ha ribadito con fermezza che gli episodi di violenza non rappresentano né la Maceratese né la sua comunità, prendendo nettamente le distanze da comportamenti estranei ai valori sportivi e civili che la società intende promuovere.
Tra le conseguenze più amare del provvedimento figura anche il rinvio dell’iniziativa inclusiva organizzata con Anffas Macerata, prevista proprio in occasione della sfida contro il Chieti. Un evento preparato da tempo, fortemente voluto dalla società e dalla città, che avrebbe trasformato la partita in un momento di condivisione e partecipazione sociale. “Con grande dispiacere – si legge nella nota – siamo costretti a rimandare alla prossima partita un’iniziativa altamente inclusiva e molto sentita”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente Alberto Crocioni, che ha innanzitutto condannato senza esitazioni quanto accaduto: «Non posso esimermi dal condannare con fermezza i fatti del 14 dicembre ed esprimere solidarietà agli agenti e agli ufficiali delle Forze dell’Ordine rimasti coinvolti nell’esercizio del proprio dovere».
Crocioni ha però evidenziato alcune criticità legate al provvedimento adottato, definendolo fortemente penalizzante per l’intera collettività e per la società stessa. «Domenica – ha spiegato – si sarebbe dovuta celebrare l’Anffas di Macerata in un evento inclusivo preparato da diverso tempo. Spiace rilevare che la società non sia stata invitata alla riunione tra le istituzioni, non avendo così potuto fornire un contributo conoscitivo alle Autorità, probabilmente ignare dell’iniziativa Anffas».
Il presidente ha inoltre sottolineato come la Maceratese venga colpita per fatti avvenuti a oltre 30 chilometri dallo stadio, attribuiti ad “asseriti tifosi” della squadra. «Si tratta – ha concluso – di un provvedimento che, a mio modo di vedere, appare eccessivo se si considerano tutte le circostanze del caso».
Nel ribadire la propria linea di responsabilità e collaborazione, la S.S. Maceratese ha infine rivolto un appello a tutto l’ambiente biancorosso, invitando a sostenere la squadra con comportamenti corretti e consapevoli, per tutelare il futuro del club e continuare a vivere il calcio come una festa sportiva e sociale, dentro e fuori dal campo.
Il Civitanova Film Festival ha ufficialmente aperto una campagna di crowdfunding per catalogare e rendere fruibile la preziosa collezione di libri e DVD di Claudio Gaetani, indimenticato amico del Festival scomparso prematuramente nel settembre 2022.
L’iniziativa è stata presentata ieri, giovedì 18 dicembre 2025, presso la Sala Cecchetti della Biblioteca Zavatti. Nell’occasione l’Aps Favolacce, promotrice del Festival, ha illustrato il progetto che si articolerà in due fasi: si partirà in questa campagna dalla catalogazione del patrimonio librario (1.000 volumi) per poi procedere in futuro con quello filmico (oltre 6.000 DVD).
L’input per l’operazione è arrivato dal Banco Marchigiano che, come spiegato dal direttore Generale Massimo Tombolini, ha coinvolto associazioni del terzo settore offrendo loro una formazione specifica su come strutturare raccolte fondi efficaci. “Nel 2025 abbiamo sposato tre progetti, tra cui quello del CFF — ha dichiarato Tombolini — per la sua valenza concreta, le finalità sociali e l’attenzione ai giovani. Il Banco Marchigiano non si limiterà a creare ponti verso questi strumenti, ma supporterà i progetti coprendo una parte della raccolta fondi, confermando la sua vicinanza a chi si mette al servizio del territorio”.
I direttori artistici del CFF, Michele Fofi e Peppe Barbera, hanno ricordato con commozione l’amico: “Parlare di Claudio è un’emozione, lui è un pezzo di vita — le parole di Fofi — Siamo certi che Claudio desiderasse condividere il suo materiale. La catalogazione del patrimonio librario è solo un punto di partenza: l’ambizione è creare un luogo fisico dove i ragazzi possano incontrarsi, respirare cultura e condividere visioni, arginando così le incertezze del futuro”.
Il sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica, assieme al vice Claudio Morresi, ha ringraziato la famiglia Gaetani per aver donato alla città un patrimonio così significativo, “che tanto ci racconta di Claudio e di cosa ha rappresentato e rappresenta per la comunità. Costruire un luogo di memoria è un’idea condivisibile. Mi confronterò con i promotori sul come poter dare uno spazio anche fisico a questo progetto”. Un plauso al progetto è arrivato da Andrea Agostini, presidente di Fondazione Marche Cultura, ospite in sala, che si è detto entusiasta di appoggiare e diffondere l’iniziativa.
La gestione tecnica della catalogazione è affidata alla Cooperativa Era. La presidente Stefania Segatori e la vice Francesca Cornettone hanno sottolineato come tale lavoro sia fondamentale per permettere alla collezione di entrare nel sistema bibliotecario regionale e nazionale: “Civitanova avrà un patrimonio multimediale d’eccellenza, ricercabile tramite parole chiave e criteri semantici, moltiplicando la fruibilità dell’archivio per tutta la collettività”.
Il lavoro richiede precisione e tempi lunghi: ogni elemento necessita di circa 20 minuti per essere inserito correttamente nel database e l’intento è completare l’opera in circa 8 mesi.
La raccolta fondi, con un obiettivo di 7.500 euro, resterà attiva fino al 13 febbraio 2026 sul portale www.ideaginger.it(il link diretto QUI). In chiusura, Peppe Barbera ha salutato la famiglia Gaetani con il padre Roberto e gli amici presenti, lasciando la parola a Irene Pantanetti, cugina di Claudio: “Il nostro desiderio è che questo patrimonio, costruito con amore da Claudio, non vada perduto. Sappiamo quanto fosse legato al CFF e siamo certi che nelle vostre mani verrà valorizzato al meglio”.
Durante l'incontro è stato inoltre proiettato il trailer di presentazione dell'iniziativa, realizzato da Marco Amato e Claudio Centioni.
Entrano in una fase cruciale i lavori per il nuovo ponte sul fiume Chienti, lungo la strada provinciale 34 "Corridoniana", nel territorio di Piediripa. In questa settimana è iniziato il montaggio dei conci d'acciaio delle travi principali, un passaggio tecnico fondamentale che consentirà di dare forma definitiva all’infrastruttura e che si concluderà entro il mese di gennaio.
In cantiere sono impegnati i tecnici della Cagnini Costruzioni srl e della Europrogress Group srl, il raggruppamento di imprese che si è aggiudicato l’appalto per la realizzazione dell’opera, coordinando una fase particolarmente delicata dal punto di vista ingegneristico.
A fare il punto sull’avanzamento dei lavori è stato il vicepresidente della Provincia di Macerata, Luca Buldorini, che nella mattinata di oggi ha effettuato un sopralluogo in cantiere. «Si tratta di un'opera programmata e progettata nei minimi particolari, rispettando i tempi che ci eravamo imposti - ha spiegato - anche grazie alla professionalità e competenza delle ditte incaricate. È un intervento di miglioramento viario e messa in sicurezza di una delle principali arterie di ingresso alla città di Macerata, inserito in una visione più ampia che riguarda tutti gli accessi al capoluogo».
Un progetto condiviso e coordinato che vede la Provincia operare in costante dialogo con il Ministero delle Infrastrutture, la Regione Marche e i Comuni di Macerata e Corridonia. «Entro gennaio saranno terminate le sovrastrutture - ha aggiunto Buldorini - e per la primavera il ponte sarà percorribile».
Attualmente la gru sta lavorando sul lato del ponte che ricade nel territorio del Comune di Macerata, occupandosi del posizionamento dei conci in acciaio da 48 tonnellate ciascuno. Successivamente le operazioni si sposteranno sull’altra sponda del fiume, nel territorio del Comune di Corridonia. Parallelamente proseguono anche gli interventi sulla rete dei sottoservizi, indispensabili per completare l’infrastruttura.
Il nuovo ponte, realizzato in affiancamento a quello esistente, è finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un importo complessivo superiore ai 9 milioni di euro. L’opera avrà una lunghezza di 180,45 metri e consentirà di passare dalle attuali due corsie alle future quattro corsie, due per ogni senso di marcia, migliorando in modo significativo la fluidità del traffico.
Prevista anche la realizzazione di una pista ciclopedonale sul lato destro del ponte, in direzione Corridonia–Macerata, larga 2,50 metri e articolata su due corsie, pensata per garantire maggiore sicurezza e un collegamento sostenibile tra le due sponde del Chienti. Un intervento strategico che, una volta completato, rappresenterà un tassello fondamentale per la mobilità dell’intera area maceratese.
Nei primi dieci mesi del 2025 nelle Marche si sono registrati 25 infortuni mortali sul lavoro, uno ogni dodici giorni, con un aumento di dieci vittime rispetto allo stesso periodo del 2024. I decessi avvengono soprattutto nell’industria manifatturiera e colpiscono in prevalenza i lavoratori over 50. La provincia più segnata è Macerata, con 7 morti, seguita da Ascoli Piceno con 4 casi, un dato che conferma una situazione particolarmente critica nel territorio maceratese.
Crescono anche gli infortuni sul lavoro, in aumento dell’1,3% rispetto allo scorso anno. Pesaro e Urbino detiene il primato negativo con 93 denunce in più, seguita proprio da Macerata con +76 e da Ancona con +58, numeri che fotografano una diffusione del fenomeno in tutta la regione ma con un peso rilevante anche nella provincia maceratese.
In forte aumento anche le malattie professionali: rispetto al 2024 triplicano le denunce per disturbi psichici e comportamentali, mentre crescono anche le patologie del sistema nervoso. «Una vera strage che non tende ad arrestarsi e che ci dice che ciò che è stato fatto finora è insufficiente», afferma Loredana Longhin, segreteria regionale Cgil Marche. «È urgente migliorare la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, partendo dall’assunto che ogni incidente sul lavoro può essere prevenibile», conclude Longhin, ribadendo la necessità di maggiore formazione.
Lo scenario resta grave anche a livello nazionale. In Italia le morti bianche non accennano a calare: secondo l’Inail, fino a ottobre 2025 le vittime del lavoro sono 896, sei in più rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a un incremento dello 0,7%. Aumentano anche le denunce di infortunio, +1,2%, passando da 491.439 a 497.341. Dei 896 decessi, 657 sono avvenuti in occasione di lavoro, con un’incidenza di 27,5 casi ogni milione di occupati, mentre 239 riguardano infortuni in itinere, durante il tragitto casa-lavoro, in crescita del 2,6%.
L’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering, elaborando i dati Inail, evidenzia un’incidenza più critica in Basilicata, Umbria e Puglia, mentre Lombardia e Lazio restano in area meno allarmante. In valore assoluto il maggior numero di vittime si registra in Lombardia, seguita da Veneto, Campania ed Emilia Romagna. Il settore più colpito è quello delle costruzioni, seguito dalla manifattura e dal trasporto e magazzinaggio. L’incidenza cresce con l’età, toccando i livelli più alti tra gli over 65, e il giorno più critico resta il lunedì, quando si concentra quasi un quarto dei decessi.
(Foto di repertorio)
La Polizia locale ha emesso un’ordinanza per regolamentare temporaneamente la circolazione stradale con chiusura al traffico in occasione della rappresentazione del presepe vivente a Villa Ficana, in programma il 26 dicembre.
L’ordinanza prevede: il 20 dicembre 2025 dalle ore 08:00 alle ore 24:00 e il 27 dicembre dalle ore 20 alle ore 24 il divieto di sosta con rimozione coatta in prossimità del civico 12 di via Rosati (2 posti auto) eccetto veicoli dell’organizzatore per operazioni di carico/scarico; il 27 dicembre, dalle ore 09:00 alle ore 22:00, e comunque fino al termine della manifestazione a Borgo Santa Croce, dal civico n. 69 al n. 131 fino al termine della via (traversa ex lavatoio adiacente a Villa Ficana) il divieto di transito, ad eccezione dei veicoli dei residenti per accesso alle aree private, dei mezzi di soccorso e dei veicoli dell’organizzazione e il divieto di sosta con rimozione coatta, in ambo i lati.