La protesta annunciata nei giorni scorsi si è svolta oggi, giovedì, con il raduno dei mezzi agricoli a Piediripa a partire dalle 9 e l’avvio del primo convoglio alle 10. Confagricoltura Macerata è tornata in strada in concomitanza con la grande manifestazione europea di Bruxelles per ribadire il proprio no alla nuova Politica agricola comune, ritenuta una minaccia concreta per il futuro di migliaia di aziende agricole.
Il corteo, organizzato in accordo con prefettura, questura e polizia locale, si è articolato in turni di dieci trattori all’ora. Dopo il primo convoglio delle 10, diretto verso la rotatoria di Corridonia all’altezza di Mediaworld e poi rientrato a Piediripa, un secondo gruppo è partito alle 11 sullo stesso percorso. L’ultima tranche di mezzi prenderà il via alle 14.30.
L’iniziativa ha avuto l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle conseguenze che le nuove regole europee potrebbero avere sul comparto agricolo. Secondo Confagricoltura, senza un cambio di rotta dell’Unione europea e politiche agricole più adeguate ai tempi e alle reali necessità del settore, nel giro di una decina d’anni molte imprese non riusciranno più a reggere il mercato, con ricadute pesanti anche sulle aziende della provincia di Macerata e sulla capacità di garantire produzioni di qualità ai consumatori. Gli agricoltori, viene ribadito, non chiedono sussidi, ma di essere messi nelle condizioni di assicurare produzione, qualità e sicurezza alimentare, oltre a un futuro sostenibile per i giovani.
Parallelamente al corteo, Confagricoltura Macerata ha attivato un presidio nelle vicinanze della propria sede per declinare a livello locale il dissenso verso la nuova Pac. L’associazione ha denunciato come le aziende del territorio, attive nei settori dei cereali, del vino, dell’olio, della zootecnia, degli ortaggi, della frutta e del miele, si troveranno a dover fare i conti con un miliardo di euro in meno all’anno e con tagli ai contributi Pac compresi tra l’8% e il 39%, fino ad arrivare al 60% per le realtà più grandi e strutturate. Una situazione che, secondo gli agricoltori, rischia di aggravare ulteriormente la mortificazione di vendere i propri prodotti a prezzi inferiori ai costi di produzione, pur continuando a garantire la tutela dell’ambiente e l’approvvigionamento alimentare della comunità.
Sono partiti in questi giorni a Montecassiano i lavori per la realizzazione di una nuova condotta fognaria destinata alle acque reflue nere a servizio della località Vallecascia. L'intervento, promosso dall'amministrazione comunale e affidato ad Astea, rappresenta un importante passo avanti nella tutela ambientale e nel miglioramento delle infrastrutture a servizio dei cittadini.L’opera in corso prevede la costruzione di un collettore che convoglierà i reflui della zona fino al depuratore pubblico di Sambucheto. Fino ad oggi, infatti, l'area di Vallecascia era sprovvista di un sistema di collettamento pubblico, con evidenti criticità legate ai sistemi di smaltimento autonomi utilizzati dalle singole abitazioni.Il progetto comprende la posa in opera di una nuova condotta fognaria, inclusa l'attraversamento con tecnica di spingitubo della Strada Regionale 77. Il tracciato si sviluppa per lo più in campagna, costeggiando e servendo le abitazioni situate lungo la Strada Regionale 361. Sono inoltre previsti pozzetti di ispezione predisposti per ricevere gli allacci delle utenze private."Con questo intervento per il quale come amministrazione ringraziamo Astea - commenta il vice sindaco Katia Acciarresi - abbiamo raggiunto un importante risultato in tema di tutela dell’ambiente poiché riusciremo a permettere a molte abitazioni private della zona di Valle Cascia di procedere all’allaccio alla pubblica fognatura per il convogliamento dei reflui a depurazione e, in seguito a questa opera, sarà possibile valutare ulteriori tratti sempre nella zona della stessa frazione, l’attenzione alla tutela dell’ambiente è tra le priorità di un buon amministrare".
Piazza Pizzarello, nel cuore di Macerata e a ridosso della stazione interprovinciale del trasporto su gomma, continua a essere un punto nevralgico dove si sommano criticità diverse: da una parte il cantiere abbandonato che da tempo pesa sulla vivibilità dell’area, dall’altra un flusso costante di autobus urbani e pullman extraurbani che, insieme alle auto, attraversano la zona a tutte le ore. Il risultato è un quartiere che si sente stretto tra disagi quotidiani e una circolazione sempre più complessa, con ripercussioni evidenti sulla sicurezza stradale e sulla qualità degli spostamenti. È il quadro tracciato dal consigliere di minoranza, David Miliozzi.
A preoccupare, innanzitutto, sono le condizioni della strada, con un asfalto segnalato come deteriorato, e le conseguenze indirette dei cantieri sulla sosta: i posti auto ridotti spingono spesso a parcheggi improvvisati, non di rado in punti che intralciano il passaggio e le manovre dei mezzi più grandi. In un’area dove la presenza di pullman e autobus è strutturale, ogni ostacolo si traduce facilmente in rallentamenti, blocchi e situazioni di tensione, soprattutto negli incroci più delicati.
Uno dei nodi principali è situato tra piazza U. Pizzarello e via E. Filiberto: qui, nelle curve, i mezzi ingombranti possono diventare particolarmente critici perché la parte anteriore del veicolo tende a invadere una porzione di marciapiede nel tratto successivo, con un potenziale rischio per pedoni e utenti vulnerabili. Ma la congestione non si limita a quel punto. La presenza di attività commerciali e scuole nelle vicinanze accentua i picchi di traffico, e tra via E. Filiberto e via G. Valentini, così come tra via G. Valentini e via P. e L. Cioci, si creano frequentemente accumuli di auto che costringono pullman e autobus a fermarsi, alimentando ulteriormente ingorghi e rallentamenti.
In questo contesto, il problema non appare legato a un singolo episodio, ma a un equilibrio complessivo che non regge più: viabilità, sosta e transito dei mezzi pubblici si incastrano in un sistema fragile, dove basta poco perché la circolazione si blocchi e la sicurezza si abbassi. Da qui la necessità di intervenire con un monitoraggio più attento e con una revisione dell’organizzazione dei flussi, coinvolgendo chi gestisce il trasporto urbano ed extraurbano e le rappresentanze interessate, per valutare modifiche alla viabilità capaci di alleggerire la pressione sull’area.
Tra le soluzioni ipotizzate da David Miliozzi c’è anche " L’idea di una corsia preferenziale dedicata ai pullman e agli autobus diretti al Terminal, con un collegamento tra via L. Cadorna e via P. e L. Cioci. Un tracciato più lineare, evitando giri inutili attorno alla piazza, permetterebbe di ridurre le manovre più rischiose e le interferenze con la sosta irregolare, con un effetto atteso sia sulla sicurezza sia sull’efficienza del servizio. E, in prospettiva, anche sui costi: meno chilometri percorsi significano minori consumi, un tema tutt’altro che marginale in una fase di carburanti particolarmente onerosi".
A pochi giorni dalla scadenza della gestione di alcuni impianti sportivi comunali a Macerata, torna al centro il tema delle procedure di assegnazione. In un intervento pubblico, il presidente dell’Associazione Sportiva Atletico Macerata, Matteo Seccacini, esprime “rammarico e preoccupazione” per l’assenza di comunicazioni ufficiali sulla pubblicazione dei bandi, richiamando la necessità di tempi certi e di una gara “trasparente e aperta” per garantire pari condizioni tra le società del territorio. Nel documento vengono inoltre ricordate le difficoltà organizzative ed economiche sostenute in questi anni senza un campo in gestione, e si chiede all’Amministrazione “chiarezza, trasparenza e un percorso equo” in vista del nuovo anno e della stagione sportiva. Ecco l'appello.
"Nelle recenti occasioni di confronto con gli Assessori e con i preposti degli Uffici Tecnici, ci era stato assicurato che i bandi sarebbero stati pubblicati entro la fine dell’anno. Non comprendiamo quali siano stati gli ostacoli che hanno impedito all’Amministrazione di predisporre le gare, soprattutto considerando che il tempo a disposizione non è mancato: tra proroghe, deroghe e assegnazioni dirette, alcune strutture risultano infatti gestite dalle medesime società da quasi dieci anni, senza che sia mai stato indetto un bando pubblico.
Dobbiamo quindi aspettarci l’ennesima proroga, eventualmente anche di natura remunerativa? Per una società sportiva, avere o non avere un impianto in gestione rappresenta una differenza sostanziale. In un Comune che dichiara di voler garantire equità tra le realtà del territorio, il rispetto delle tempistiche e delle procedure dovrebbe costituire un principio imprescindibile.
La nostra richiesta è semplice ed è la medesima da 5 anni: essere posti a pari condizioni delle Associazioni che svolgono la nostra stessa attività, poter quindi partecipare a un bando pubblico. Sarà poi la società ritenuta più meritevole a ottenere la gestione; qualora non fossimo noi, ne prenderemmo atto con serenità. Ciò che riteniamo fondamentale, tuttavia, è che si proceda attraverso una gara trasparente e aperta. Siamo oggettivamente stanchi di sentirci dire che gli impianti sportivi della città non sono numericamente sufficienti ad ospitarle tutte. Ci viene il dubbio che dietro a questo immobilismo ci siano delle ragioni a noi sconosciute.
In questi anni abbiamo fatto il massimo per offrire un ambiente sano e accogliente alle famiglie che ci hanno scelto, pur non avendo mai avuto un campo in gestione. Abbiamo svolto le nostre attività su impianti privati, come quello della Filarmonica, che abbiamo provveduto ad adeguare all’attività di base. Abbiamo inoltre affittato il San Giuliano e lo Stadio della Vittoria, sostenendo integralmente le tariffe comunali, peraltro aumentate lo scorso anno. Nel complesso, abbiamo affrontato spese per decine di migliaia di euro che avremmo potuto reinvestire in servizi, attività e miglioramenti a beneficio dei nostri ragazzi e della comunità. Abbiamo sempre cercato la più ampia collaborazione possibile con le istituzioni e con le Associazioni del territorio, organizzando eventi e proponendo attività diversificate e multilaterali. È anche grazie a questa nostra visione che oggi più di 100 famiglie ci hanno scelto.
Portare avanti una scuola calcio ed una prima squadra senza un campo di riferimento è stata un’impresa complessa, resa possibile solo grazie all’impegno straordinario del nostro staff dirigenziale, che desidero ringraziare sinceramente. Tutti hanno contribuito con dedizione alla realizzazione del nostro progetto: una scuola calcio in cui i bambini possano divertirsi e crescere in un ambiente sereno, lontano da una competitività esasperata. Ed una prima squadra orientata sui giovani.
Tornando alla questione centrale, chiediamo quindi all’Amministrazione: perché i bandi non sono stati ancora pubblicati? E, per favore, non si utilizzi come motivazione il fatto che la stagione sportiva sia in corso. Chi gestisce una struttura mantiene gli accordi sugli spazi da settembre a giugno, ed è prassi consolidata che, in caso di cambio di gestione, gli impegni già assunti vengano comunque garantiti.
Cosa dobbiamo aspettarci, dunque? Un’ulteriore deroga, magari ancora una volta remunerativa? E cosa accadrà con l’inizio del nuovo anno, considerando l’imminente tornata elettorale? Non vorremmo sentirci dire che sarà necessario attendere la nuova Giunta, con il rischio di ulteriori e ingiustificati ritardi.
Programmare una stagione sportiva non è semplice in assenza di una struttura di riferimento e soprattutto se si navigasse a vista fino all’estate.
Chiediamo soltanto chiarezza, trasparenza e un percorso equo per tutte le realtà sportive del territorio".
Visso, dalla Conferenza regionale arriva il via libera a un passaggio chiave per il recupero del ponte Spagnolo, nel cuore del centro storico. L’organismo ha infatti approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per i lavori di riparazione del danno e consolidamento della struttura, insieme al ripristino e all’adeguamento della stradina di collegamento con via Giuseppe Rosi.
L’intervento, inserito nell’ordinanza commissariale 137 del 2023, è finanziato con un contributo di 500.000 euro e rientra nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma 2016. Un tassello che, oltre alla messa in sicurezza, punta a restituire continuità e qualità a uno dei percorsi più riconoscibili del paese.
“Il recupero del ponte spagnolo non è solo un intervento strutturale, ma un’operazione di rigenerazione urbana che punta a valorizzare il percorso pedonale tra le vie storiche e il parco dei Giardini del Lago, restituendo alla comunità un bene identitario e sicuro - spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Mi preme ringraziare come sempre il contributo puntuale dei Comuni, dell’Ufficio Speciale Ricostruzione e della Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli”.
Sulla stessa linea il sindaco di Visso, Rosella Sensi, che richiama il valore simbolico e culturale dell’opera: “Come ha sottolineato il commissario, non si tratta soltanto di un recupero strutturale, ma della restituzione alla comunità di un bene storico che è importante per Visso e per l’Italia intera. Il Ponte Spagnolo è parte della nostra identità e del patrimonio culturale nazionale, e tornerà ad essere vissuto e attraversato in sicurezza. Un ringraziamento va al commissario Guido Castelli per l’attenzione costante alla tutela della storia e dei tesori dei nostri territori”.
Il Ponte Spagnolo è un arco in pietra di grande fascino, costruito nel XV secolo per volere di Alfonso d’Aragona: scavalca il torrente Ussita e rappresenta da secoli un collegamento naturale tra il centro storico e la viabilità esterna. Dopo il sisma del 2016/2017, la struttura è stata dichiarata inagibile. Il progetto approvato mira ora a restituirle piena fruibilità, preservandone il valore storico-artistico e incrementando gli standard di sicurezza.
Nel dettaglio, le opere previste comprendono la rimozione e il recupero della pavimentazione in acciottolato, con pulizia e reintegro delle parti deteriorate; il consolidamento della volta con soletta in cemento e calce armata, rinforzi in Gfrp e tessuti strutturali Fibrenet; la realizzazione di pali speciali di piccolo diametro per migliorare la stabilità; il restauro dei parapetti con rialzo per l’adeguamento alle norme di sicurezza e il ripristino delle copertine in pietra; l’installazione di corrimano e ringhiera metallica sul lato monte, in continuità con gli elementi già presenti.
Non solo: è prevista anche un’illuminazione scenografica con faretti a incasso e proiettori radenti, oltre a due lanterne lungo la stradina, e il rifacimento della pavimentazione della via di collegamento con ricorsi in pietra calcarea a spina di pesce e acciottolato di fiume. Un insieme di interventi che, passo dopo passo, punta a riportare il ponte Spagnolo al centro della vita quotidiana di Visso, coniugando tutela, sicurezza e valorizzazione del percorso urbano storico.
Cambio al vertice nella SLC CGIL Macerata, il Sindacato dei Lavoratori della Comunicazione. L'Assemblea Generale della categoria, riunitasi nella giornata di oggi, 16 dicembre, ha eletto all'unanimità Carlo Cesca come nuovo segretario generale.
Già noto nel panorama sindacale locale per aver ricoperto il ruolo di Segretario Generale della FIOM di Macerata, Cesca raccoglie il testimone lasciato da Stefano Tordini, il quale conclude il suo mandato triennale alla guida della categoria per assumere un nuovo incarico.
L’elezione, avvenuta per unanimità, è stata il momento culminante di una riunione molto partecipata che ha visto l'intervento di numerosi lavoratori e lavoratrici in rappresentanza dei diversi settori coperti dalla SLC: dalla carta e cartotecnica, al settore grafico, fino ai delegati dello spettacolo e di Poste Italiane.
Carlo Cesca ha espresso gratitudine all'Assemblea per la fiducia accordata e ha tracciato le linee guida del suo futuro operato.
“Ringrazio l'Assemblea per la fiducia ribadendo l'impegno a proseguire sulla strada della tutela dei diritti e degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori dei settori della comunicazione,” ha dichiarato Cesca nel suo intervento. Ha poi sottolineato le sfide cruciali che attendono la categoria: “Con particolare attenzione alle sfide poste dalla digitalizzazione e dalla precarietà.”
Il neo-eletto segretario generale ha inoltre ribadito l'importanza del lavoro congiunto, auspicando un “forte coinvolgimento delle delegate e dei delegati dei luoghi di lavoro che mi affiancheranno costantemente in questo nuovo percorso.”
Alla conclusione dei lavori dell’assemblea generale, a Carlo Cesca sono giunti gli auguri di buon lavoro da parte del coordinatore SLC Marche Carlo Cimmino e del Segretario Organizzativo della CGIL di Macerata, Biagio Liberati.
Secondo i dati territoriali sull’inflazione di novembre resi noti oggi dall’Istat, l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città italiane con l’aumento più significativo del costo della vita. Macerata si colloca al 16° posto a livello nazionale, con un rincaro annuo per famiglia di 354 euro, un dato superiore a città più grandi come Roma e Milano. Non solo, la città si posiziona come la più cara delle Marche, dove il trend dell’inflazione è in linea con la media nazionale (+1,1%).
Nella classifica nazionale delle città più costose in base all’aumento della spesa annua per una famiglia tipo, Macerata registra un’inflazione tendenziale pari all’1,6%. Questo incremento dei costi si traduce in una maggiore spesa di 354 euro per una famiglia media.
Per le Marche, la rilevazione ha riguardato tre province su cinque. La città più virtuosa è Ancona (67esimo posto a livello nazionale), con un’inflazione pari allo 0,6% e un rincaro annuo di 142 euro, mentre Ascoli Piceno (35esimo posto a livello nazionale) si mantiene in linea con la media nazionale (+1,1% e 244 euro). Complessivamente, la regione Marche si colloca al 10° posto tra le regioni italiane, con un aumento medio annuo delle spese per famiglia di 252 euro, leggermente sotto la media nazionale di 276 euro.
A livello nazionale, la città con l’inflazione più alta resta Siena (+2,9%, 784 euro annui in più), seguita da Bolzano (+2%, 664 euro) e Pistoia (+1,9%, 514 euro). Sul versante opposto, la città più economica d’Italia risulta Campobasso, l’unica con inflazione pari a zero e quindi nessun aumento della spesa.
I dati confermano come l’aumento del costo della vita non riguardi solo le grandi città o i capoluoghi di regione più popolosi, ma interessi anche centri di dimensioni medie come Macerata, che si colloca tra le città italiane dove vivere comporta un incremento significativo delle spese familiari.
Esperienze, emozioni, ampia partecipazione di pubblico e buone pratiche territoriali hanno caratterizzato l’incontro pubblico di giovedì 11 dicembre presso l’Hotel Miramare di Civitanova Marche, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. L’evento, dal titolo “La città dell’inclusione: pensarla e costruirla insieme” è stato promosso e organizzato dall’Assessorato alle Politiche Sociali ed Educative del Comune di Civitanova Marche, nell’ambito del progetto “Civitanova Città con l’Infanzia”, ed ha rappresentato un’importante occasione di confronto e condivisione sui temi dell’inclusione, dell’accessibilità e della costruzione di una comunità capace di valorizzare le differenze.
La serata ha messo al centro esperienze significative, progettualità innovative e buone pratiche presenti nel territorio, con l’obiettivo di riflettere su come costruire una città realmente inclusiva, in grado di rispondere ai bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie attraverso il lavoro di rete tra istituzioni, servizi e realtà del terzo settore.
Durante i saluti istituzionali, l’assessore alle Politiche Sociali ed Educative Barbara Capponi ha condiviso una poesia creata da Sara, una ragazza non verbale, offrendo fin da subito un segnale concreto di attenzione alla pluralità delle forme comunicative e stimolando una riflessione sull’importanza di riconoscerle e valorizzarle per abbattere ogni barriera. L’incontro è stato reso accessibile grazie al servizio di interpretariato in Lingua dei Segni Italiana (LIS), a cura di Diletta Coppola, a conferma dell’attenzione dell’Amministrazione comunale ai temi dell’inclusione e della partecipazione.
L'assessore Capponi ha sottolineato: «Una grande partecipazione di pubblico dimostra il grande interesse della nostra comunità a formarsi sempre di più, con l’obiettivo di rendere, ciascuno per la propria pertinenza, la città sempre più accessibile e inclusiva nella quotidianità. Insieme, in rete, si stanno costruendo nuove forme sia di servizi che di pensiero, tanto necessarie quanto ancora da esplorare e implementare. Abbiamo ascoltato esperienze straordinarie, molte nate anche in sinergia con l’Assessorato, a riprova del fatto che solo attraverso le sinergie si può rendere Civitanova davvero per tutti e di tutti».
Nel corso della serata si sono poi susseguiti numerosi interventi. Claudio Bellandi (Anffas – Il Camaleonte) ha illustrato il progetto “La Casa con le Ali”, realizzato da Anffas in collaborazione con l’Ambito Territoriale Sociale 14, una delle buone pratiche più innovative del territorio, che promuove percorsi di coabitazione per adulti con disabilità, ponendo le basi per una reale autonomia abitativa e sociale. Roberto Ricci (Anffas) ha sottolineato con forza la necessità di rendere gli interventi sempre più concreti e strutturati, evidenziando l’importanza della sinergia tra enti e professionisti che da anni affiancano le famiglie, affinché le progettualità possano avere una ricaduta reale e significativa nella vita quotidiana dei ragazzi con disabilità.
Particolarmente toccante l’intervento di Kety Paglialunga (Omphalos), che ha condiviso la propria esperienza genitoriale nell’affrontare una diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Un racconto intenso che ha messo in luce la forza di tante madri che scelgono di unirsi, trasformando le difficoltà in progettualità condivise e creando spazi riabilitativi costruiti su misura per i propri figli. Paolo Taibi (ASP Paolo Ricci) ha presentato “Spazio senza età – Ci pensa Paolo. Laboratorio per tutte le età”, un ambiente dedicato ad attività laboratoriali rivolte a minori e anziani, pensato per favorire l’incontro e lo scambio intergenerazionale. Tra gli elementi più innovativi del progetto, la stanza Snoezelen, uno spazio multisensoriale progettato per stimolare i sensi in modo controllato e favorire benessere, rilassamento e regolazione emotiva.
Renzo Morreale ha illustrato l’esperienza dell’Orchestra Parallela, un’orchestra inclusiva che valorizza le capacità musicali di ogni ragazzo coinvolto, dimostrando come la musica possa diventare uno strumento potente di espressione, relazione e inclusione. Di grande interesse anche il contributo di Maria Grazia Pierluca, responsabile dell’inclusione per l’Ufficio Scolastico Provinciale di Macerata, che ha offerto una lettura approfondita dei dati relativi agli alunni con disabilità nei diversi ordini di scuola. Un’analisi che ha evidenziato come la scuola si trovi spesso ad affrontare anche sfide culturali complesse, rendendo sempre più necessaria una risposta territoriale condivisa.
Luciano Laloni ha presentato il progetto “L’autismo ci sta a cuore”, nato in sinergia tra il Centro Commerciale Cuore Adriatico e l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Civitanova Marche, che prevede giornate di shopping dedicate alle famiglie con figli con disturbo dello spettro autistico, favorendo una maggiore inclusione nei contesti di vita quotidiana. Rachele Villotti ha infine raccontato il lavoro svolto dall’Associazione Cavalli delle Fonti, illustrando i percorsi di interventi assistiti con il cavallo e i progetti di inclusione socio-lavorativa per adulti con disabilità.
A moderare l’incontro Agostino Basile, responsabile scientifico del progetto biennale Autismo dell’Assessorato alle Politiche Sociali ed Educative, che ha accompagnato il confronto valorizzando le diverse esperienze e sottolineando il ruolo fondamentale della rete territoriale. A conclusione della serata, Basile ha dichiarato: «All’incontro di giovedì abbiamo ascoltato le esperienze di alcune delle eccellenze presenti nella nostra città. È stata un’occasione importante per tutti. Ringrazio coloro che hanno accettato di partecipare con il loro racconto: storie quotidiane che hanno stimolato la nostra riflessione».
L’iniziativa ha confermato l’impegno dell’Amministrazione comunale e delle realtà del territorio nel promuovere una forte sinergia tra istituzioni, famiglie e professionisti, affinché l’inclusione diventi un elemento concreto, quotidiano e condiviso della vita cittadina.
Un atto di "straordinaria prontezza e altissimo spirito di servizio" è stato celebrato oggi in apertura del Consiglio comunale di Macerata. Il sindaco Sandro Parcaroli e il presidente dell'assise, Francesco Luciani, hanno consegnato tre encomi speciali ai Carabinieri che, nell'ottobre del 2025, hanno sventato un probabile suicidio presso la stazione ferroviaria della città.
I militari premiati sono il vice brigadiere Daniele Di Stefano, il vice brigadiere Antonio Lorusso e il carabiniere scelto Riccardo Terrucidoro.
L'encomio era stato proposto nei giorni scorsi congiuntamente dagli assessori alla Sicurezza Paolo Renna e alle Politiche Sociali e Pari Opportunità Francesca D’Alessandro, trovando poi pieno accordo con il presidente Luciani e i capigruppo per essere portato all'attenzione del Consiglio.
Nelle motivazioni ufficiali si legge che il gesto, "efficace ed immediato", compiuto dai tre Carabinieri, "rappresenta un esempio luminoso dei valori che l’Arma dei Carabinieri, con la sua capillare presenza in tutto il territorio, incarna ogni giorno con il suo operato: valori quali la dedizione, l’umanità e il sacrificio".
L’Amministrazione comunale ha voluto così esprimere pubblicamente la sua gratitudine. "Rinnoviamo il nostro plauso e la nostra gratitudine – hanno commentato gli Amministratori – nella convinzione che queste azioni non solo rendono onore alla divisa ma ricordano anche alla collettività che tutte le forze dell’ordine ogni giorno svolgono il loro servizio a tutela e difesa dei cittadini, con spirito di dedizione, amore e abnegazione”.
La cerimonia ha voluto sottolineare l'importanza del ruolo delle forze dell'ordine che, oltre al compito di sicurezza e ordine pubblico, sono spesso chiamate a intervenire in momenti di profonda crisi personale.
Una giornata importante per il Comune di Sarnano che a quasi 10 anni dal sisma che nel 2016 ha segnato il territorio sarnanese e il centro Italia ha assegnato la cittadinanza onoraria a tre personalità non residenti nel paese che si sono distinte "per il loro particolare impegno morale, civile e umanitario a favore della comunità di Sarnano".
Durante la cerimonia ufficiale che si è tenuta in mattinata nella sala congressi “Manfredo Gentili” a Sarnano è stata conferita la cittadinanza onoraria a Veronica Berti, vicepresidente della Andrea Bocelli Foundation, ad Arianna Roberta Alessi, vicepresidente della Only The Brave Foundation, e a Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia.
"Il riconoscimento è motivato dal profondo gesto di solidarietà compiuto dal giorno successivo del sisma del 2016 che ha colpito duramente il paese rendendo inagibili numerose edifici pubblici e scuole. Nello specifico, grazie al lavoro e al sostegno della Protezione Civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è stato possibile, in soli 114 giorni, ricostruire la scuola dell’infanzia “Benedetto Costa”, costruita con criteri moderni, antisismici ed ecosostenibili".
Va, invece, all’Andrea Bocelli Foundation e alla Only The Brave Foundation, per l’impegno diretto delle rispettive Vicepresidenti che si sono fatte promotrice della Scuola Secondaria di primo grado “Giacomo Leopardi”, il riconoscimento per aver portato a termine in soli 150 giorni, con un progetto innovativo, funzionale e sicuro la ricostruzione della scuola, restituendo così un luogo di crescita e speranza agli studenti di Sarnano.
Interventi importanti per la comunità che non solo hanno garantito la continuità del diritto allo studio in un momento difficile per la cittadinanza, ma hanno rappresentato un atto di vicinanza, altruismo e lavoro condiviso. Con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e delle associazioni Andrea Bocelli Foundation e della Only The Brave Foundation si è mantenuta viva la comunità locale permettendo ai giovani e alle famiglie di rimanere sul territorio avendo un sostegno concreto.
Proprio per esprimere pubblicamente riconoscenza e gratitudine il Comune di Sarnano ha voluto organizzare una cerimonia per premiare chi ha saputo "interpretare il senso più alto del servizio alla collettività, trasformando un gesto di solidarietà in un legame permanente con il nostro territorio. Un momento solenne e partecipato e condiviso".
Nelle Marche tornano a crescere gli infortuni sul lavoro e le denunce di malattia professionale. È quanto emerge dalle tabelle INAIL (provvisorie) relative ai primi dieci mesi del 2025, che la CISL Marche giudica “preoccupanti” e che riaccendono l’attenzione sulla necessità di un’azione coordinata tra istituzioni e soggetti preposti alla sicurezza.
Il dato più allarmante riguarda gli infortuni mortali, che passano da 15 (gennaio-ottobre 2024) a 25 (gennaio-ottobre 2025): 21 in occasione di lavoro e 4 in itinere, con un incremento complessivo del 66,7%. Il settore manifatturiero risulta il più colpito, con decessi in aumento da 2 a 8.
Crescono anche le denunce complessive di infortunio, da 13.964 nei primi dieci mesi del 2024 a 14.146 nello stesso periodo del 2025 (+1,3%). Le fasce d’età maggiormente esposte sono quelle tra 45 e 64 anni. A livello provinciale, si registra una diminuzione solo a Fermo (da 1.144 a 1.104) e Ascoli Piceno (da 1.850 a 1.845), mentre aumentano le denunce in Ancona (da 4.715 a 4.773), Pesaro-Urbino (da 3.353 a 3.446) e Macerata, che passa da 2.902 a 2.978.
In aumento gli incidenti che coinvolgono donne e lavoratori stranieri. Tra i comparti più esposti figurano costruzioni, metallurgia, gomma-plastica e, nella pubblica amministrazione, sanità e istruzione. Nel complesso, gli infortuni in industria e servizi crescono dell’1,7%, mentre continua il calo in agricoltura (-8%).
Sul fronte delle malattie professionali, le denunce aumentano da 6.686 (gennaio-ottobre 2024) a 6.731 nel 2025 (+0,7%): 4.845 maschili (erano 4.813) e 1.896 femminili (erano 1.873). Per territorio, si segnala un calo in Ancona (da 1.494 a 1.393) e Macerata (da 2.062 a 1.964), mentre crescono in modo significativo Ascoli Piceno (da 712 a 839), Fermo (da 791 a 826) e Pesaro-Urbino (da 1.627 a 1.709).
Tra le patologie principali aumentano quelle del sistema respiratorio (+17,6%), del sistema nervoso (+2,1%) e dell’apparato digerente (+83,3%). Forte incremento anche per i disturbi psichici e comportamentali (+187,5%). In diminuzione, invece, i tumori professionali (da 53 a 47 casi). Il 91,7% delle denunce arriva dal comparto industria e servizi.
Secondo la CISL Marche, il trend richiede “massima sinergia” e operatività tra istituzioni e soggetti competenti, con un coinvolgimento pieno dei RLS nei luoghi di lavoro. Oltre a controlli e incentivi per chi investe in sicurezza, viene indicata come prioritaria la costruzione di un sistema in cui la sicurezza diventi un patrimonio condiviso da imprese e lavoratori.
Saranno sistemati i percorsi pedonali a servizio dei sottopassi ferroviari di via Indipendenza, via Buozzi e via Colombo. La Giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi il progetto di fattibilità tecnico economia (PFTE) per eseguire gli interventi che si rendono necessari in considerazione dell’usura della pavimentazione, che presenta distacchi e danneggiamenti che compromettono la sicurezza e la fruibilità da parte dei pedoni.
La manutenzione straordinaria progettata dal Servizio Strade e Segnaletica del Comune di Civitanova Marche sarà eseguita con particolare attenzione alla prevenzione di scivolamenti e cadute, assicurando uniformità di rilievo e resistenza all’usura.
Si inizierà dalla rimozione della pavimentazione esistente in gomma vulcanizzata e si procederà poi alle opere accessorie necessarie al corretto ripristino della funzionalità e della sicurezza (preparazione del sottofondo in calcestruzzo mediante pulizia del calcestruzzo, malta per planarità superficie, fornitura e posa della nuova pavimentazione in gomma vulcanizzata a rilevo bollinato spessore 3 mm).
La spesa complessiva è di 125.000 euro trova copertura finanziaria al Cap. n. 2837/37 (Fondi GasMarca) (608/E) del bilancio di previsione del corrente esercizio finanziario.
"Pochi sanno che nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini sono presenti ben 65 specie di orchidee selvatiche oltre a un numero considerevole di ibridi". Ha esordito così, lo scorso vernerdì, il già presidente del Parco, Andrea Spaterna, durante la presentazione del nuovo calendario. Erano presenti, oltre a Spaterna, la direttrice Maria Laura Talamè, il tenente Jacopo Fusco del Reparto Carabinieri Forestali Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il micologo ed esperto di orchidee Alberto Mandozzi.
"Attraverso queste fotografie, realizzate dall’Associazione Fotografi Naturalisti Italiani della Sezione Marche che ringrazio, abbiamo voluto rendere omaggio a un’altra straordinaria espressione della biodiversità del Parco, stavolta dal punto di vista floristico. L’obiettivo del calendario, così come del precedente Quaderno Scientifico dedicato proprio alle orchidee, è valorizzare questo mondo floreale per farlo conoscere e apprezzare ai visitatori, a patto che questi siano espressione di un turismo sostenibile, consapevole che ci si muove su un ecosistema bellissimo, ma fragile, un turismo capace di entrare in connessione con la natura, rispettarla, portare valore aggiunto dal punto di vista economico in una logica slow e non del mordi e fuggi".
È intervenuto poi il tenente Fusco che ha sottolineato come sia importante salvaguardare l’elemento floristico del Parco e come questo sia sinonimo di bellezza: "in queste fotografie arte e biodiversità si fondono quasi a creare degli acquerelli". Talamè ha richiamato il fascino che le orchidee esercitano, soprattutto per le loro strategie evolutive: "alcune di esse assumono l’aspetto del ventre di un imenottero per attirare gli insetti maschi e favorire l’impollinazione, e questa è soltanto una delle tante peculiarità adattive che questi fiori hanno sviluppato nel corso della loro evoluzione al punto da essere definiti “fiori intelligenti”.
Per questo abbiamo ritenuto che sarebbe stato importante continuare a valorizzare le orchidee selvatiche come ulteriore attrattiva per il Parco, affidandosi alle fotografie dei fotografi naturalisti e a figure di esperti come Alberto Mandozzi. Quest’ultimo ha chiuso la presentazione illustrando alcune specie, rinvenute all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini dopo la pubblicazione del quaderno scientifico, "particolare attenzione va prestata a ben sette nuove specie di ibridi e soprattutto alla Dactylorhiza stortonii". E proprio questa è stata scoperta da Mandozzi nel 2012 nell’area del monte Amandola e classificata come nuova specie nel 2021. "Trovare una specie nuova vegetale" ha concluso Mandozzi "è emozionante e molto difficile, e rinvenirla nei Sibillini ci riempie d’orgoglio e ci conferma quanto sia ricco il territorio del Parco".
L’Amministrazione comunale ha dato mandato al Servizio Verde pubblico di provvedere alla fornitura di nuovi giochi inclusivi nel quartiere Risorgimento e Stadio.
Il progetto va a migliorare la fruibilità dei luoghi aperti al pubblico, sostituendo le attrezzature ludiche ammalorate, per consentire ai più piccoli di giocare con strutture accessibili a tutti, indipendentemente dalle abilità fisiche, sensoriali o cognitive e dalle disabilità, siano esse di tipo motorio, visivo, uditivo e/o cognitivo.
Nello specifico, si interverrà in maniera prioritaria in via Goito, zona molto frequentata e limitrofa alle scuole del quartiere Risorgimento, che nel corso del tempo ha visto la rimozione di diverse attrezzature ludiche ammalorate e poi nell’area Verde di piazza Abba, anch’essa molto frequentata, anche in virtù della presenza nelle immediate vicinanze delle scuole del quartiere Centro e dell’Asilo Nido comunale.
Per via Goito, il progetto prevede la fornitura e la posa in opera di un’altalena con struttura in acciaio a due posti con seggiolino inclusivo e seggiolino a tavoletta, di un gioco multifunzione con struttura portante in lega di alluminio composto da almeno uno scivolo, parete di arrampicata, pannelli didattici, pertica ecc. Da posizionare anche la pavimentazione antitrauma sulla platea esistente.
Per piazza Abba si provvederà ad acquistare un gioco multifunzione con struttura portante in lega di alluminio composto da almeno uno scivolo, parete di arrampicata, pannelli didattici, pertica e un gioco multifunzione e/o casetta per i più piccoli. Inoltre sarà sostituita la pavimentazione antitrauma ove necessario.
Tutte le attrezzature ludiche sono idonee per accogliere bambini con diverse disabilità, sia esse di tipo motorio, uditivo, visivo che cognitivo e pertanto rispettano i caratteri di accessibilità ed inclusività, nel pieno rispetto del percorso già avviato con l’ottenimento della Bandiera Lilla per la certificazione del grado cittadino di accessibilità turistica.
L’importo complessivo per la realizzazione degli interventi è di Euro 50.000,00.
In un anno in cui TIME ha scelto proprio “l’Intelligenza Artificiale e i suoi architetti” come Persona dell’Anno 2025, riconoscendone l’influenza “nel bene e nel male” sulla società globale, il dibattito pubblico non può che guardare con attenzione a come questa tecnologia stia cambiando le nostre vite. Un riconoscimento simbolico e potente, che racconta non solo i progressi vertiginosi dell’AI, ma anche le sue ombre, le paure, le speranze e le trasformazioni che sta innescando in ogni settore: dalla geopolitica alla scuola, dal lavoro all’informazione. È proprio in questo scenario che arriva l’intervista al professor Flavio Corradini nel nuovo episodio del Picchio Podcast: una conversazione che mette ordine, svela potenzialità e rischi, e soprattutto aiuta a capire come convivere – e crescere – con un’intelligenza artificiale sempre più presente nelle nostre scelte quotidiane.
Corradini, informatico, docente universitario, ex rettore dell'Università di Camerino e figura di riferimento nel dibattito sull’innovazione, racconta l’avvio di un progetto sperimentale dedicato alle scuole di primo e secondo grado, con un percorso che partirà dalla formazione degli insegnanti per arrivare a studenti e famiglie. Un passaggio decisivo, dice, perché “i nostri figli già usano questi strumenti nelle loro stanze. Fingere che non esistano è sciocco. Serve consapevolezza, non divieti”. L’obiettivo è affrontare l’AI come un’innovazione non incrementale, capace cioè di cambiare radicalmente i processi educativi, con opportunità enormi ma anche rischi da monitorare con attenzione.
Sul fronte produttivo, Corradini vede un’Italia che ha già compiuto passi importanti nella digitalizzazione, ma che sta ancora costruendo una vera cultura dei dati: “I dati sono il cibo degli algoritmi”, afferma. Le applicazioni reali sono già moltissime: logistica, magazzini, customer care, manutenzione predittiva, marketing, realtà virtuale e aumentata per la formazione. La tecnologia, in alcuni casi, può perfino ridurre gli incidenti sul lavoro grazie a sensori e sistemi di allerta. Sulle paure di sostituzione dei lavoratori, il professore è netto: “Non credo che l’AI ci manderà a casa. Ma cambierà il modo di lavorare, e bisogna essere pronti. Servono upskilling e reskilling a tutti i livelli, anche manageriali”.
Guardando al futuro, Corradini parla di tecnologie già pronte – come veicoli autonomi e sistemi immersivi – che però attendono una cornice giuridica adeguata: “La tecnologia non basta. Bisogna capire chi si assume la responsabilità quando qualcosa va storto”. L’Europa, spiega, ha scelto di concentrarsi molto sulla regolamentazione (AI Act) e sull’uso etico, più che sulla competizione tecnologica pura. Una scelta strategica per proteggere cittadini e professionisti, che oggi devono dichiarare quando utilizzano strumenti di AI nei propri lavori.
Una parte significativa dell’intervista è dedicata alla disinformazione. Corradini racconta episodi concreti e avverte: “Questi sistemi rispondono su ciò che trovano in rete. Se la rete è inquinata, la risposta sarà inquinata”. Per questo servono nuove norme, più consapevolezza e strumenti di controllo.
Nella parte finale, Corradini presenta L’Officina delle Idee (LEGGI QUI), un gruppo di oltre 40 cittadini che lavora da un anno a un programma per il futuro di Macerata: cultura, welfare, trasporti, giovani, immigrazione. Un percorso aperto, partecipato e apartitico, che sarà messo a disposizione della città nei prossimi mesi: “Vogliamo portare contributi liberi, creativi e trasparenti. Una voce in più per il territorio”.
E quando gli chiediamo se l’AI può dirci chi sarà il prossimo sindaco di Macerata, il professor Corradini frena subito: "È impossibile oggi, non abbiamo nemmeno i candidati. L’AI non inventa: si limita a rielaborare i dati che trova. Se le dici che vince chi usa di più i social, lei va in rete e ti ridà quel nome. Ma questo è il problema: questi sistemi non sanno distinguere tra informazioni vere, distorte o ripetute artificialmente".
Ricorda anche un esempio personale: per anni l’AI sosteneva che fosse un esperto di sicurezza informatica — cosa mai fatta in vita sua — solo perché “molti informatici lo sono”. E avverte: "Se circolano online abbastanza fake news, l’AI finisce per ripeterle". Per questo invita a usare cautela, soprattutto in politica, dove bastano poche distorsioni per orientare una narrazione.
Un ultimo consiglio ai nostri ascoltatori: "Se volete sapere chi è davvero Flavio Corradini, meglio questa intervista che ChatGPT". E così si chiude la puntata: con lucidità, ironia e un messaggio chiaro — l’AI è potente, ma la responsabilità resta degli esseri umani.
Questo pomeriggio, venerdì 12 dicembre, l’Auditorium Dante Cecchi della Biblioteca Mozzi Borgetti ha ospitato la presentazione del libro “Orelí ed Elio. Il sentiero delle cose perdute”, realizzato da Ludovica Mattiacci e Teresa Curotti. Il volume rientra nel progetto “Un Sorriso in Corsia”, promosso dall’associazione culturale NextGen, con l’obiettivo di rendere più sereno e stimolante il tempo trascorso dai piccoli pazienti del reparto di Pediatria dell’Ospedale di Macerata. L’iniziativa è stata realizzata con il sostegno dell’assessorato allo Sport del Comune di Macerata e grazie al contributo delle società sportive locali S.S. Maceratese, HR Volley Macerata e ASD Kick Boxing Macerata, che hanno finanziato il progetto.
La presentazione dell’iniziativa ha visto la partecipazione dell’assessore allo Sport Riccardo Sacchi, del responsabile dell’area progetti sociali Alessandro Margarucci, della vicepresidente di NextGen Giuly Grace Severini Bazera e della Dott.ssa Martina Fornaro, primario del reparto di Pediatria di Macerata. Erano presenti anche i rappresentanti delle associazioni sportive: il presidente della Maceratese, Alberto Crocioni, il presidente della CBF Balducci HR Volley, Pietro Paolella, e il vicepresidente della ASD Kick Boxing Maceratese, Emanuele Piersanti.
Giuly Grace Severini Bazera ha spiegato il senso dell’iniziativa: «Nasce da una chiamata con il coordinatore del reparto volontariato, che ha coinvolto la scrittrice. Il nostro intento era portare un sorriso in corsia e mettere al centro i soggetti più fragili, che hanno bisogno di attenzione in una società frenetica. Oggi presenteremo il libro, sarà in vendita con un’offerta minima e sarà possibile acquistarlo anche il 21 dicembre ai mercatini di Natale a Macerata».
La dottoressa Martina Fornaro ha sottolineato l’importanza del progetto: «Questo libretto contiene un pensiero di attenzione e sensibilità verso i più piccoli, soprattutto quelli in difficoltà. Siamo molto fortunati a poter accogliere interventi come questo, che dimostrano grande senso di comunità, entusiasmo e capacità di realizzare qualcosa di prezioso in poco tempo. È la prova che, unendo piccoli sforzi, si può migliorare la realtà in cui viviamo».
L’assessore Riccardo Sacchi ha evidenziato il valore sociale del progetto: «Giovani ragazzi hanno proposto all’amministrazione un’iniziativa il cui ricavato andrà in beneficenza per il reparto di Pediatria. Il coinvolgimento delle associazioni sportive della città rende tutto ancora più significativo. Pensare e agire per il bene comune fa bene: in questo caso, contribuire al reparto di Pediatria è un gesto meritorio e sostenuto con convinzione dall’amministrazione».
Anche i rappresentanti delle società sportive hanno espresso il loro entusiasmo: Alberto Crocioni (Maceratese) ha dichiarato: «Sono particolarmente sensibile a iniziative come questa. Il rapporto con i bambini è qualcosa di unico: spesso loro ci insegnano lezioni di vita importanti. Questo libro è un progetto nuovo e toccante, che mi ha colpito profondamente. Voglio ringraziare sinceramente i ragazzi che lo hanno realizzato: hanno creato qualcosa di davvero prezioso e significativo».. Pietro Paolella (CBF Balducci HR Volley) ha aggiunto: «Il sociale è la cosa più bella che possiamo fare, soprattutto per i bambini. Siamo orgogliosi di aver dato il nostro contributo». Emanuele Piersanti (ASD Kick Boxing Macerata) ha sottolineato: «Insegniamo ai nostri ragazzi a rialzarsi dopo un colpo, affrontare le difficoltà con disciplina e dedizione. Sapere di poter supportare i bambini in ospedale, che combattono battaglie molto più grandi, è fondamentale».
Durante l’evento è stato possibile acquistare il volume. L’intero ricavato sarà destinato all’acquisto di materiale sanitario per il reparto di Pediatria dell’ospedale di Macerata. Il libro sarà nuovamente disponibile il 21 dicembre ai mercatini natalizi in corso Cairoli.
(Foto Francesco Tartari)
Il Politeama di Tolentino porta ufficialmente il nome di Franco Moschini. La cerimonia di intitolazione si è svolta giovedì 11 dicembre alla presenza delle figlie, Erica e Melania Moschini, del sindaco Mauro Sclavi e del presidente della Fondazione Franco Moschini, Nando Ottavi, che insieme hanno scoperto la targa apposta all’ingresso della struttura. Un momento intenso e partecipato, che ha celebrato la figura del grande imprenditore scomparso lo scorso luglio, vero mecenate della cultura marchigiana e protagonista della rinascita del Politeama. La scelta di intitolare il teatro a Moschini sancisce simbolicamente un legame profondo tra l’imprenditore e la città, riconoscendone l’impegno costante nel campo culturale e sociale. L’iniziativa è stata voluta dall’amministrazione comunale e successivamente approvata all’unanimità dal CdA della Fondazione.
Nel suo intervento, il sindaco Mauro Sclavi ha sottolineato il valore storico e civico dell’intitolazione: “Un giorno bello per Tolentino perché intitoliamo a Franco Moschini una struttura che era del comune e che, insieme a lui, abbiamo restaurato e poi ceduto a una fondazione che è di tutti. Una fondazione con stampo inalienabile, intitolata al mecenate che – insieme ai sindaci e alle amministrazioni precedenti – ha reso possibile questa realizzazione”.
Sclavi ha voluto ricordare come il Politeama sia un luogo della comunità, aperto e inclusivo: “L’invito è stato esteso a tutti, maggioranza e minoranza. Questo non è un locale con una connotazione: è per la città di Tolentino. Franco Moschini è stato un vero mecenate: ha fatto del bene a tante persone, spesso senza dirlo. Con questo gesto vogliamo far vivere e continuare a vivere in mezzo a noi la sua persona”.
Parole sentite anche da Nando Ottavi, presidente della Fondazione Franco Moschini: “È il minimo che potessimo fare. Franco Moschini è stato un mecenate illuminante per Tolentino: senza la sua tenacia non avremmo un Politeama così, a disposizione dei cittadini e del territorio”.
Ottavi ha ricordato come l’idea dell’intitolazione sia partita proprio dall’amministrazione comunale: “L’abbiamo accolta al mio primo insediamento nel CdA: non potevo non approvarla. Da oggi possiamo dire Politeama Franco Moschini, una cosa importantissima per il teatro e per l’intero territorio. Moschini ha dato tanto alle Marche: senza di lui, forse, anche altri progetti culturali non sarebbero mai nati”.
Un momento particolarmente toccante è stato il ricordo del regista Saverio Marconi, grande amico di Moschini, che ha voluto omaggiarlo leggendo la poesia “Agonia” di Giuseppe Ungaretti. Marconi ha spiegato il senso profondo dei versi scelti: “Tutti moriamo, ma bisogna vedere come. Ungaretti parla delle allodole assetate che continuano a sperare anche quando il tempo è scaduto, o della quaglia che attraversa il mare e si lascia andare quando sente che non ha più forza. Ma il verso più forte è l’ultimo: il mondo è pieno di cardellini accecati. Non bisogna vivere così, lamentandosi sempre”.
Un ricordo poetico e intenso, accolto dal pubblico con emozione. La cerimonia si è chiusa con un lungo applauso dedicato a Franco Moschini, figura centrale per la vita culturale di Tolentino e della regione. Con l’intitolazione del Politeama, il suo nome e il suo impegno continueranno a essere parte viva della comunità e del suo futuro culturale.
PIORACO – In occasione della Giornata Internazionale della Montagna, che l’11 dicembre invita a riflettere sul valore ambientale e culturale delle aree montane, Picchio News torna a raccontare uno dei luoghi più suggestivi del territorio: 'Li Vurgacci', protagonista di un servizio realizzato alcune settimane fa e particolarmente amato dai visitatori dell’alto Maceratese.
Il percorso de Li Vurgacci è oggi uno degli angoli più iconici di Pioraco. A spiegarne storia e caratteristiche è Luca Ciccola, guida ambientale escursionistica: «In passato questi luoghi erano utilizzati dalla cittadinanza – racconta – ma ora sono stati inseriti in un sistema di sentieristica attrezzata, valorizzata e fruibile da tutti». Le immagini parlano da sole: le gole scavate dall’acqua, la vegetazione che abbraccia il cammino, l’imponente cascata che accompagna il visitatore a pochi passi dal centro storico.
Una delle sorprese lungo il sentiero è la cosiddetta Fossa dei Mostri, una piccola radura naturale accanto al fiume dove l’artista locale Antonio Ciccarelli ha scolpito enormi e grottesche facce di “mostri” direttamente sulla roccia. Queste sculture, che emergono tra le pareti di travertino e la vegetazione, trasformano il luogo in una sorta di galleria naturale, capace di affascinare grandi e piccoli durante la passeggiata.
D’estate, ma non solo, Li Vurgacci richiama un numero crescente di escursionisti, famiglie e curiosi. «Il territorio di Pioraco viene sempre più scelto dai visitatori dell’alto maceratese – spiega Ciccola – e questo ci fa enorme piacere. Tra le tante meraviglie del circondario, questa è certamente la più rappresentativa». Camminare qui significa prendersi una pausa dalla quotidianità, respirare profondamente e lasciarsi cullare dal rumore dell’acqua, «che ha sempre un effetto calmante e benefico sul nostro benessere».
Ma proprio l’acqua, che rende unico il paesaggio di Livurgacci, porta con sé anche una riflessione importante. «Le precipitazioni nevose sono sempre minori e questo è un dato ormai evidente. Meno neve significa meno acqua disponibile nel resto dell’anno – sottolinea Ciccola –. L’acqua nasce qui, sulle sorgenti delle montagne, e tramite gli acquedotti arriva nelle nostre case. È un bene prezioso, spesso considerato infinito, ma va preservato e gestito con oculatezza».
Riproporre queste immagini e queste parole nella Giornata Internazionale della Montagna significa ricordare quanto la bellezza dei nostri territori montani sia fragile e allo stesso tempo fondamentale. Livurgacci, con la sua cascata e le sue gole, resta una testimonianza vivente del rapporto tra l’uomo e l’acqua: un equilibrio da tutelare ogni giorno.
L’assessore alla sanità della regione Marche Paolo Calcinaro ha incontrato stamattina i professionisti sanitari dell’ospedale di Macerata in una visita istituzionale dove sono stati affrontati vari temi, in un’ottica di ascolto e confronto sulle problematiche emergenti e sulle prospettive future.
Alla presenza dei Direttori Sanitario, la dottoressa Corsi, e Socio-sanitario, il dottor Cannas, il Direttore Generale Alessandro Marini ha illustrato gli ottimi risultati raggiunti a livello nazionale dall’Ast di Macerata e confermati dal Piano Nazionale Esiti 2025 nell’Ortopedia, nella Chirurgia Oncologica e nella Cardiologia, che dimostrano l’alto livello dell’offerta sanitaria erogata ai cittadini, facendo il punto sulla situazione generale della Sanità maceratese.
“Vorrei trasmettere vicinanza e gratitudine per il lavoro che svolgete con passione e competenza ogni giorno e vorrei poterlo fare presto attraverso atti concreti di reperimento di risorse e di personale", ha esordito l'assessore Calcinaro davanti ad una sala gremita di Primari e professionisti intervenuti.
"Il giusto riconoscimento va tributato ai professionisti per il merito di questo risultato e per la risposta sanitaria di qualità offerta agli utenti. Per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera la nostra Azienda, nel complesso, risulta essere terza tra le aziende italiane per il miglioramento registrato rispetto all’anno 2023 e diciottesima per la sostenibilità economica. Dobbiamo però ancora lavorare sodo perchè le sfide da affrontare sono impegnative", ha dichiarato il direttore generale Alessandro Marini.
Tra le tematiche affrontate non solo liste di attesa e accessi impropri ai pronto soccorso, ma anche lo stato di realizzazione delle Case e degli Ospedali di Comunità che rappresenteranno la prima risposta alle necessità di cura dei cittadini e un passaggio anche sul futuro ospedale di Macerata, il cui progetto definitivo sarà pronto a gennaio, come ha annunciato il primo cittadino Sandro Parcaroli, presente all’incontro.
Entra nel vivo il dibattito sul nuovo collegamento viario Villa Potenza–Sambucheto/Fontenoce. I comitati spontanei "Una Valle da Vivere" hanno rilasciato una nota per chiarire la propria posizione, orientata esclusivamente alla tutela del territorio e alla ricerca di una collaborazione costruttiva con le istituzioni coinvolte.
L’azione dei comitati non è un mero atto di protesta, ma si concentra su richieste specifiche e tecniche. In primo luogo, l’associazione chiede una valutazione attenta e approfondita dei rischi idrogeologici dell’area. In secondo luogo, sottolinea la necessità di evitare l’ulteriore consumo di suolo agricolo e l’importanza cruciale di salvaguardare le comunità direttamente interessate dai tracciati proposti dalla Provincia.
A parere del comitato e di larga parte della popolazione, le proposte della Provincia – che prevedono circa 8,7 km di nuova viabilità (esclusi gli svincoli) per collegare Villa Potenza a Fontenoce – presentano diverse criticità ambientali e idrogeologiche che non possono essere ignorate.
Per superare queste problematiche, "Una Valle da Vivere" ha trasmesso agli enti una proposta alternativa di tracciato. L'ipotesi, sviluppata come bozza preliminare dall’urbanista e ingegnere Giuseppe Malaisi, mira a ridurre sensibilmente l'impatto ambientale.
L’alternativa avanzata si basa su alcuni punti cardine volti a garantire maggiore sostenibilità: mira a valorizzare le zone industriali e artigianali, ridurre l’impatto ambientale generale, assicurare un maggiore rispetto delle attività agricole e del paesaggio, sfruttando al contempo tratti di viabilità esistente e proponendo un collegamento diretto con la zona industriale di Sant’Egidio.
Il Comitato ci tiene a precisare che quanto inviato "è una bozza progettuale che va approfondita con l’ufficio tecnico del Comune". Si tratta, in sostanza, di un "documento aperto, suscettibile di modifiche e valutazioni tecniche, non una soluzione definitiva e rigida". L’associazione respinge ogni intenzione di spostare criticità o generare nuove problematiche per altre comunità del territorio, ribadendo che l’obiettivo è trovare una soluzione equilibrata per tutti.
I comitati ribadiscono la loro disponibilità al dialogo e alla collaborazione con gli enti, con l’obiettivo di contribuire a un processo decisionale che sia trasparente e condiviso. Si sottolinea la necessità che ogni scelta venga maturata coinvolgendo l’intera comunità, affinché le soluzioni adottate rispondano realmente alle esigenze del territorio.
L’auspicio finale è rivolto direttamente alla Provincia, in qualità di ente attuatore dell’intervento. I comitati chiedono una maggiore attenzione e capacità di ascolto, così da garantire un percorso partecipato e fondato su elementi tecnici solidi. "L’obiettivo finale rimane quello di promuovere soluzioni sostenibili, equilibrate e pienamente rispettose del territorio e delle comunità che lo abitano", concludono da "Una Valle da Vivere".