L'Amministrazione Comunale di San Severino Marche e il comando della Polizia Locale proseguono l'impegno per il miglioramento della sicurezza stradale in aree chiave della città. Sono in corso in questi giorni gli interventi di rifacimento della segnaletica orizzontale in via Gorgonero e in via Monte Conero, con particolare attenzione al tratto adiacente all'Istituto Tecnico Tecnologico Statale "Eustachio Divini".
L'intervento si concentra sul lato dell'istituto "Divini" e mira a ripristinare e rendere più chiare le indicazioni a terra, essenziali per la sicurezza di studenti e pendolari in una zona ad alta frequentazione.
"Questi lavori completano l'assetto viario recentemente modificato in seguito all'apertura della nuova sede dell'istituto", fa sapere il Comune.
"Si ricorda che, in ottica di fluidità e sicurezza del traffico generato dal nuovo polo scolastico, in quest'area sono state introdotte le seguenti disposizioni: senso unico di marcia su via Monte Catria in “ingresso” con direzione da viale Mazzini a via Monte Conero".
"Di conseguenza, è stato istituito il divieto di accesso all'intersezione con via Monte Conero. In via Monte Conero, invece, è stato istituito il senso unico di marcia dal civico numero 1 con direzione viale Mazzini, fino all'ingresso carrabile laterale del Palasport comunale “Albino Ciarapica”".
"Sempre in via Monte Conero ora vale il divieto di accesso da viale Mazzini, eccetto dalle ore 14 alle ore 24, nei giorni lavorativi in periodo scolastico (orientativamente dal 15 settembre al 15 giugno), limitatamente all'ingresso carrabile del Palasport".
"Nel tratto laterale all'Itts "E. Divini" è stato poi istituito il divieto di sosta eccetto autobus del trasporto pubblico locale, con la conseguente istituzione della fermata autobus nei giorni lavorativi in periodo scolastico. In uscita dall’Area camper di via Monte Conero si avrà l’obbligo di svolta a sinistra verso viale Mazzini".
"In prossimità dell'istituto, per favorire il rilascio e la ripresa degli studenti in sicurezza, sono stati modificati e aumentati gli spazi per la sosta temporanea.
Inoltre si è provveduto al potenziamento della segnaletica verticale per indicare attraversamenti pedonali, limiti di velocità e zone scolastiche".
Dopo la firma del contratto di appalto avvenuta a inizio mese, sono stati ufficialmente consegnati i lavori per la ristrutturazione e il miglioramento sismico del Palazzo Comunale di Tolentino.
Questa mattina, mercoledì 10 dicembre, il sindaco Mauro Sclavi e Enrico Crucianelli, rappresentante della ditta capogruppo Crucianelli Restedile (in RTI con Leonardo srl e Eredi Paci Gerardo srl), hanno sottoscritto i documenti che danno il via a un complesso intervento di riparazione danni e miglioramento sismico dello storico edificio situato in piazza della Libertà.
Erano presenti alla sottoscrizione anche Katiuscia Faraoni (responsabile Ufficio Lavori Pubblici), Mariella Rotelli (RUP dell’intervento), David Coccia (direttore dei Lavori) e Matteo Vinti (responsabile della Sicurezza dello studio Exup).
Nei prossimi giorni si procederà con la cantierizzazione e il montaggio della gru. È stato specificato che l’ingombro del cantiere non andrà a ostacolare le manifestazioni natalizie, in quanto sarà simile alla delimitazione di sicurezza già esistente. L’intervento prevede una spesa complessiva di oltre 5 milioni e 200 mila euro e dovrà essere concluso entro tre anni.
“Con la consegna dei lavori del Palazzo comunale, la casa di tutti i tolentinati – ha detto il sindaco Mauro Sclavi – la nostra comunità cittadina vive un giorno storico che tra l’altro cade anche sotto un buon auspicio perché oggi si festeggia la Madonna di Loreto”.
Il Palazzo Comunale vanta una storia secolare. Si ritiene che un primo antico manufatto risalga al 1361, fatto costruire da Bernardo da Varano, e fu in funzione come Palazzo del Podestà fino al 1482. Nel corso dei secoli fu oggetto di numerosi interventi e trasformazioni, come l’aggiunta del porticato nel 1515. A seguito di un incendio doloso, fu modificato e poi ricostruito nel 1860 su disegno dell’architetto tolentinate Emidio Pallotta. All'interno, la Sala Consiliare conserva affreschi dello stesso Pallotta e di Giuseppe Lucatelli. L'edificio era già stato interessato da lavori di ristrutturazione dopo il sisma del 1997.
Questa mattina alle 11, negli uffici della Squadra Mobile della Questura di Macerata, è stata inaugurata “Una stanza tutta per sé”, un ambiente riservato e protetto dedicato all’ascolto delle vittime di violenza e maltrattamenti. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Polizia di Stato e il Soroptimist International d’Italia, che in tutta la penisola sostiene la creazione di luoghi accoglienti pensati per favorire un dialogo sicuro e rispettoso con chi subisce abusi.
La stanza – allestita dal Soroptimist Club di Macerata – è stata ideata per ricreare un clima familiare, lontano dalla freddezza degli ambienti istituzionali. Arredi caldi, colori tenui e due quadri raffiguranti farfalle in volo, donati dalla socia Letizia Felicioli, contribuiscono a generare un senso di leggerezza e protezione. «Le farfalle – spiegano – sono il simbolo della speranza di una rinascita possibile».
All’inaugurazione hanno preso parte il Prefetto Giovanni Signer, il Procuratore della Repubblica Giovanni Narbone, la presidente del Soroptimist Club Macerata Barbara Lombi, la vicepresidente nazionale Tunia Gentili, la vicesindaca Francesca D’Alessandro, i vertici provinciali delle forze dell’ordine, numerose autorità cittadine e molte socie dell’associazione.
Per il Questore di Macerata, Luigi Mangino, si tratta di un passo importante nel contrasto alla violenza di genere. Durante il suo intervento ha sottolineato come la creazione di spazi dedicati all’ascolto rappresenti un elemento fondamentale per instaurare un rapporto di fiducia con le vittime: «Il fenomeno è grave, è troppo dilagante – ha dichiarato – ma sono convinto che, con la massima collaborazione tra enti e istituzioni impegnati in questo lavoro, in futuro potremo ottenere grandi risultati. Oggi inauguriamo questa sala protetta d’ascolto: uno strumento in più di cui si dota la Questura di Macerata per offrire alle donne un ambiente confortevole, dove possano raccontare le loro vicissitudini familiari e domestiche, purtroppo spesso segnate da condotte violente da parte di uomini che hanno fatto o fanno parte della loro vita».
Il progetto si inserisce nel solco delle attività di sensibilizzazione promosse dalla Polizia di Stato, in particolare attraverso la campagna nazionale “Questo non è amore”, e segue la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne celebrata il 25 novembre.
Particolarmente significativo il contributo del Soroptimist, che proprio oggi – 10 dicembre – celebra il Soroptimist Day, data che coincide con la conclusione dei “16 Giorni di Attivismo” contro la violenza di genere promossi dall’associazione a livello mondiale.
La presidente del Club di Macerata, Barbara Lombi, ha ricordato le iniziative organizzate sul territorio: «Oggi è una bellissima giornata, non solo per l’inaugurazione della stanza protetta ma anche perché coincide con il Soroptimist Day e con la chiusura dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere. In queste settimane abbiamo illuminato di arancione diversi municipi e lo Sferisterio di Macerata, abbiamo portato in scena la rappresentazione teatrale Amara, dedicata al tema del revenge porn, con un dibattito finale insieme ai TAV della cooperativa Il Faro. Concludiamo questo percorso con quella che per noi è davvero una piccola ‘chicca’: la realizzazione di uno spazio sicuro dedicato alle vittime».
La nuova stanza protetta rappresenta un tassello ulteriore nel lavoro quotidiano degli agenti della Polizia di Stato impegnati nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere. Un luogo dove trovare ascolto, attenzione e un contesto professionale ma umano, capace di accogliere chi sceglie di denunciare e di chiedere aiuto.
Nella mattinata di oggi, sotto un inatteso sole invernale e con il primo sentore del clima di festività natalizie, le classi quarte e quinte dell’indirizzo Agraria dell’ISTVAS di Ancona hanno lasciato i banchi di via Trevi per una lezione fuori porta davvero speciale: la visita all’azienda Quacquarini di Serrapetrona, realtà che unisce, sotto lo stesso cognome, la storica cantina vitivinicola e la rinomata azienda dolciaria.
A fare da guide d’eccezione sono stati Lorenzo, Filippo e Andrea, figli di Mauro Quacquarini e rappresentanti della nuova generazione familiare. Con loro, gli studenti e le studentesse hanno attraversato due mondi solo in apparenza distanti: quello dei filari di Vernaccia Nera e dei locali di appassimento, e quello dei laboratori dove nascono panettoni, torroni, biscotti e cioccolate che animano le tavole delle feste e non solo.
La visita è iniziata dal cuore più intimo della cantina: i locali di appassimento dove i grappoli di Vernaccia Nera sono sospesi a coppie, allineati in file ordinate che corrono per metri e metri. È qui che una parte delle uve, raccolte a ottobre, trascorre circa tre mesi: un appassimento naturale che concentra zuccheri, aromi e sostanza colorante, preparandole al ruolo chiave nella nascita della Vernaccia di Serrapetrona.
Dai locali di appassimento si passa in cantina, dove i ragazzi e le ragazze ripercorrono l’intero ciclo produttivo della Vernaccia di Serrapetrona DOCG, vino simbolo del territorio e dell’azienda. I Quacquarini coltivano circa 35 ettari di vigneti di Vernaccia Nera, in regime biologico, dedicati quasi interamente a questa denominazione.
Gli studenti scoprono così che la Vernaccia di Serrapetrona è un unicum nel panorama enologico: uno spumante rosso ottenuto al 100% da Vernaccia Nera, con circa il 60% delle uve sottoposte ad appassimento, e un processo che prevede ben tre fermentazioni.
Conclusa la visita alle cantine, seguendo la scia di profumi di cacao, di burro e lievito in piena attività, si riprende la strada per far visita alla produzione di dolciaria.
La Dolciaria Quacquarini è specializzata in creazioni di pasticceria artigianale che reinterpretano le ricette tipiche marchigiane con tocchi originali: biscotti, cioccolate, torroni, grandi lievitati come panettoni e pandori.
In questo periodo dell’anno i ritmi sono serrati: dagli stampi escono panettoni classici con uvetta e scorze d’arancia, versioni golose con amarene e cioccolato e soprattutto il panettone alla Vernaccia di Serrapetrona DOCG, con uvetta e frutti di bosco, che porta nel dolce il profumo del vino di casa.
Accanto ai lievitati, gli studenti scoprono la “biscotteria” dell’azienda: ciambelline alla Vernaccia, cantuccini, anicetti e altri biscotti che raccontano la tradizione regionale, insieme a torroni morbidi e tavolette di cioccolato pensate proprio per le festività.
Per chi studia trasformazione dei prodotti agroalimentari, è un laboratorio a cielo aperto: dall’uso del vino nell’impasto alle tecniche di lievitazione, dalla scelta delle farine alla gestione del confezionamento.
Nel corso della mattinata, diventa chiaro che le due anime dell’azienda – la vitivinicola e la dolciaria – non vivono in parallelo, ma si intrecciano. La Vernaccia di Serrapetrona non è solo la protagonista delle bottiglie DOCG: entra negli impasti dei dolci, ispira abbinamenti, diventa firma di una linea di prodotti che porta il nome di Serrapetrona sulle tavole di tutta Italia.
In un Natale che invita alla luce e alla rinascita, a Civitanova Marche si accende un’iniziativa capace di unire bellezza, ambiente e solidarietà. Si tratta degli “Alberi di Natale a Noleggio Solidali” di Pellegrini Giardini, un progetto che trasforma l’albero di Natale — simbolo per eccellenza della festa — in un dono che cresce due volte: per la natura e per le donne che chiedono aiuto. Quest’anno, infatti, il 10% del ricavo netto dei noleggi sarà destinato all’Associazione Donne e Giustizia ODV di Ancona, un presidio fondamentale per la tutela e il sostegno delle donne in difficoltà. Un gesto semplice, ma che porta con sé un grande significato: quello di un Natale in cui l’amore per il verde diventa anche cura per le persone.
Nei giorni più luminosi dell’anno, davanti alla sede di Pellegrini Giardini prende vita un piccolo bosco incantato: alberi veri illuminati da migliaia di luci LED, pronti a diventare protagonisti delle case e delle attività del territorio. Si possono scegliere direttamente in vivaio, dove l’atmosfera natalizia è resa ancora più autentica dalla natura che circonda il luogo. La consegna è gratuita nelle zone vicine a Civitanova e disponibile, con una piccola quota, entro 50 km. Ma la magia più grande arriva dopo: a gennaio gli alberi tornano a casa, in vivaio, dove vengono curati dai giardinieri e riportati alla vita. Niente sprechi, niente abbandoni: solo un ciclo naturale che continua. Un Natale che non finisce il 6 gennaio, ma che continua a fiorire.
Il progetto solidale è nato anche grazie alla sensibilità della dott.ssa Margherita Carlini, che ha guidato l’azienda nell’individuare una realtà seria e credibile come Donne e Giustizia ODV di Ancona. Un incontro — professionale e umano — che ha trasformato un servizio già esistente in un gesto capace di portare sollievo concreto a chi vive un momento difficile.
A raccontare questa scelta ai microfoni di Picchio News è Sabina Pellegrini, titolare di Pellegrini Group: "Negli ultimi anni addobbavamo alberi per i clienti, un lavoro che amiamo. Quest’anno abbiamo sentito il bisogno di dare un senso ancora più profondo a quello che facciamo. Grazie alla dott.ssa Carlini abbiamo conosciuto Donne e Giustizia: da lì è nata l’idea di usare il Natale per donare qualcosa in più".
Sui valori della sostenibilità aggiunge: "A gennaio recuperiamo gli alberi: tornano in vivaio, crescono, riprendono vita. Nulla si spreca. L’anno prossimo, speriamo, torneranno di nuovo a portare luce nelle case". E sul significato umano del progetto: "Curare il verde è il nostro mestiere. Ma quest’anno abbiamo voluto prenderci cura anche delle persone. È un modo per dire che nessuno deve sentirsi solo, soprattutto a Natale".
Gli alberi disponibili sono di tutte le dimensioni: dai più piccoli, perfetti per chi ha poco spazio, ai più grandi per attività e luoghi pubblici.Un modo per permettere a chiunque — famiglie, negozianti, associazioni — di contribuire con un piccolo gesto. Per trasparenza, entro pochi mesi sul sito dell’azienda sarà pubblicato un resoconto ufficiale con il numero di alberi noleggiati e l’importo donato all’associazione.
L'iniziativa anticipa un anno speciale: il 2026 segnerà i 60 anni di vita di Pellegrini Giardini, fondata nel 1966 da Renato Pellegrini. Oggi l’azienda è una realtà familiare solida, fatta di figli, nipoti e quasi 40 collaboratori, uniti dallo stesso amore per il verde. Un percorso di radici profonde, visione e cura, che continua a crescere come gli alberi che da sempre coltivano.
"Auguro a tutti un Natale pieno di salute, pace e gentilezza — conclude Sabina Pellegrini —. Se con questa iniziativa riusciremo ad aiutare anche una sola donna che ne ha davvero bisogno, sarà il dono più bello".
Il comando di polizia locale di Civitanova Marche interviene per fare chiarezza sulle recenti notizie riguardanti i misuratori elettronici di velocità e annuncia un cambio di passo nelle strategie di controllo del territorio. «È fondamentale garantire una corretta informazione alla cittadinanza», fanno sapere dal Comando, smentendo ricostruzioni considerate «fuorvianti» e illustrando un nuovo corso orientato alla sicurezza attiva.
Al centro delle polemiche, la presunta irregolarità nell’inserimento dei dispositivi – il Telelaser Trucam e il Velomatic 512d – nella piattaforma ministeriale. Una ricostruzione che la polizia locale definisce «totalmente infondata». I due strumenti, spiegano dagli uffici di via Marinetti, sono stati registrati «entro i termini perentori del 28 novembre» e secondo le procedure tecniche previste.
Resta da completare l’inserimento di alcune informazioni residue, attività già affidata al personale competente e legata a un semplice «disallineamento informatico».
Se gli autovelox risultano pienamente in regola, la loro sospensione non è legata agli adempimenti ministeriali, ma alla recente ordinanza della Corte di Cassazione che ha introdotto dubbi sulla distinzione tra approvazione e omologazione dei dispositivi. Il Comune ha quindi deciso una pausa «cautelativa e temporanea», in attesa di un chiarimento normativo definitivo e dei necessari interventi tecnici.
«Non appena il legislatore avrà fatto chiarezza - assicura il Comando - i controlli sulla velocità riprenderanno regolarmente».
Parallelamente, la polizia locale punta su nuove tecnologie per rafforzare la sicurezza stradale. È stato infatti acquistato il Targa System 5.0, un dispositivo in grado di individuare in tempo reale veicoli privi di assicurazione, revisione, rubati o collegati a reati. Uno strumento «più evoluto» rispetto al precedente, che consente un controllo dinamico ed efficace della legalità su strada.
Accanto al nuovo sistema, le pattuglie intensificheranno verifiche su soste irregolari, uso del cellulare alla guida - anche con agenti in borghese - e guida in stato di ebbrezza.
Il dirigente della Polizia Locale, Cristian Lupidi, rivendica la linea adottata: «La sicurezza non si misura con il numero di misuratori presenti in un elenco, ma con la capacità di adeguare i controlli al contesto normativo. Abbiamo scelto la massima prudenza giuridica sospendendo il rilevamento della velocità: è un atto di rispetto verso i cittadini».
E lancia un messaggio chiaro: niente "liberi tutti". Domani, per la festività dell’8 dicembre, sono previste sette pattuglie sul territorio, inclusi agenti in abiti civili per verifiche su traffico, conduzione degli animali e conferimento dei rifiuti.
Piena sintonia anche dall’assessorato alla sicurezza urbana. L’assessore Giuseppe Cognigni conferma la strategia: «Il decreto parla chiaro: va limitato l’uso indiscriminato dei dispositivi di controllo della velocità. A Civitanova abbiamo scelto strumenti più intelligenti, come il Targa System, in grado di individuare veicoli rubati, non assicurati, non revisionati o intestati a prestanome. Un alleato prezioso per la sicurezza urbana».
È il 6 Dicembre. Finalmente puoi postare Natale senza sentirti in colpa.
Per un mese intero hai resistito. Hai visto gli altri partire con gli alberi a Novembre, con le lucine, con i "let the magic begin". Tu hai tenuto duro. E ora, finalmente, è Dicembre. Il momento giusto. Quello ufficiale. Quello in cui anche tu puoi entrare nel gioco del Natale social.
Ma ecco il problema: adesso che puoi, come si fa a farlo bene? Come si comunica il Natale sui social senza cadere nella trappola della perfezione finta, del copia incolla natalizio?
Come esperta di comunicazione digitale, Dicembre è sempre il mese più delicato. Perché tutti vogliono comunicare Natale, ma pochissimi sanno davvero come farlo in modo efficace. La maggior parte si butta sui template scaricati, sulle frasi fatte lunghissime con tante emoji di ChatGpt, sulle foto generiche di alberi e pacchi regalo. Il risultato? Rumore. Tanto rumore che si perde nel feed senza lasciare traccia.
Quindi parliamo chiaro: ecco cosa funziona davvero e cosa è meglio lasciar perdere se vuoi sopravvivere a Dicembre senza perdere l'anima!
Prima regola: l'autenticità batte la perfezione
Lo so, lo dicono tutti. Ma pochi lo applicano davvero. Perché quando arriva Dicembre, scatta l'ansia da prestazione. Devi avere l'albero perfetto. La casa perfetta. I pacchi perfetti. Tutto deve essere instagrammabile. Tutto deve sembrare uscito da un film.
Sbagliato. Completamente sbagliato.
Dopo 36 anni nel settore della comunicazione posso dirti una cosa: le persone non si connettono con la perfezione. Si connettono con la verità. E la verità del Natale non è un albero perfettamente simmetrico con decorazioni coordinate. La verità del Natale è tua madre che ti chiama per la terza volta a controllare se hai comprato il pandoro. È il gatto che tira giù le palline dall'albero. È il pacco che hai incartato di fretta perché hai scoperto all'ultimo che mancava un regalo.
Questo funziona sui social. Questo crea connessione. Non i template scaricati da Canva con la scritta dorata "Merry Christmas" che useranno altri 50.000 account.
Se vuoi comunicare il Natale in modo efficace, inizia da qui: mostra la tua versione del Natale, non quella che pensi gli altri si aspettino. Il dietro le quinte funziona meglio del risultato finale. Sempre.
Quindi sì all'albero, ma anche al caos di scatole mentre lo monti. Sì ai pacchi, ma anche alla carta da regalo sbagliata e al nastro che non si incolla. Sì alla tavola imbandita, ma anche alla lista della spesa scritta di fretta. Questo è il Natale vero. E il Natale vero è quello che la gente vuole vedere.
Secondo: dosare è un'arte
Dicembre dura 31 giorni. Non puoi sparare tutti i contenuti natalizi la prima settimana e poi ritrovarti senza idee a metà mese. E soprattutto non puoi postare Natale ogni singolo giorno per un mese intero. Esaurisci te, esaurisci il pubblico, e il 20 Dicembre nessuno aprirà più i tuoi post.
Il trucco è alternare. Contenuti natalizi mescolati a contenuti normali. Perché la vita non si ferma a Dicembre. Continui a lavorare, a vivere, a fare le cose di sempre. E anche la tua comunicazione deve riflettere questo equilibrio.
Pensa a Dicembre come a una playlist. Se metti solo canzoni di Natale, dopo tre giorni le salti tutte. Ma se alterni, se inserisci pause, se crei ritmo, arrivi fino al 25 senza saturazione.
Io suggerisco sempre questa proporzione: 60% contenuti normali, 40% contenuti natalizi. Così mantieni la tua identità, continui a comunicare il tuo lavoro o i tuoi progetti, ma lasci spazio all'atmosfera festiva senza che diventi invasiva.
E un altro consiglio da professionista: non postare l'albero il primo giorno e poi sparire fino alla vigilia. Il Natale sui social funziona se crei un percorso. Un countdown naturale. L'albero, poi i preparativi, poi i dettagli, poi i momenti. È un crescendo, non un fuoco d'artificio isolato.
Terzo: timing
Il Natale social ha un suo timing naturale che vale la pena rispettare. Inizio dicembre: albero e decorazioni. È il momento dell'allestimento, della preparazione, dell'atmosfera che si crea. Qui funzionano i momenti di costruzione.
Metà Dicembre: shopping e preparativi. Regali, liste, idee, suggerimenti. È il momento più frenetico e la gente è ricettiva a contenuti pratici. Se vendi qualcosa, è questo il momento di spingere, non a ridosso della vigilia quando tutti hanno già comprato.
Ultimi giorni prima di Natale: rallenta. Qui funzionano i contenuti più riflessivi, più emotivi, più lenti. Le persone sono già stanche, sovraccariche di stimoli. Un contenuto più intimo, più autentico, più semplice fa la differenza.
E il 25? Il 25 puoi fare gli auguri se vuoi, ma sappi che nessuno sarà sui social. Quindi non aspettarti miracoli di engagement. Il momento migliore per gli auguri è il 24 sera o il 26. Quando la gente torna online e cerca connessione.
Quarto: cosa evitare assolutamente
Primo errore: i template natalizi generici. Quelli con Babbo Natale, la scritta dorata, il font corsivo. Li riconosci al volo. Li hanno tutti. Non ti distinguono, ti annegano nel mare di contenuti identici. Se proprio vuoi usare un template, almeno personalizzalo. Cambia i colori, aggiungi il tuo logo, inserisci un elemento che sia tuo.
Secondo errore: gli auguri copia-incolla. "Tanti auguri di Buone Feste a tutti voi". Fine. Niente di personale, niente di autentico, niente che faccia capire che dietro quel post c'è una persona o un brand che ci tiene davvero. Se fai gli auguri, falli con il cuore. Scrivi qualcosa di tuo. Anche due righe, ma tue.
Terzo errore: postare per dovere. "È Natale, devo postare qualcosa". No. Non devi. Se non hai niente di significativo da dire, se non hai un contenuto che aggiunga valore, se stai postando solo per riempire il feed, non farlo. Il silenzio strategico è sempre meglio del rumore inutile.
Quarto errore: dimenticarti del tuo pubblico. Non tutti celebrano il Natale nello stesso modo. Non tutti sono felici a Dicembre. Non tutti hanno famiglie perfette e tavole imbandite. Quindi attenzione alla retorica della "famiglia del Mulino Bianco" e del "momento più bello dell'anno". Per molti Dicembre è complicato. La tua comunicazione deve essere inclusiva, non presupporre che tutti vivano il Natale come te.
La verità finale
Natale sui social non è una gara. Non devi avere i contenuti più belli, più creativi, più perfetti. Devi avere i contenuti più tuoi. Quelli che raccontano la tua versione del Natale, il tuo modo di viverlo, il tuo approccio alle feste. Perché alla fine, quello che resta nella mente delle persone non è il post perfetto. È il post vero. Quello che li ha fatti sorridere, annuire, sentire compresi. Quello che ha creato connessione.
Il Natale vero non ha fretta. E quello social nemmeno!
La magia delle feste si accende sulle frequenze di Radio Subasio con un cast stellare e un tocco di eccellenza marchigiana. La nuova canzone natalizia, intitolata “Natale per tutti”, destinata a diventare la colonna sonora di questo dicembre, vede alla produzione e composizione un trio di hit-maker tra cui spicca il nome del morrovallese Piero Romitelli, insieme al fermano Emilio Munda e Marco Colavecchio.
Il brano è interpretato da quattro voci iconiche e amate della musica italiana: Fiorella Mannoia, Ermal Meta, Noemi e Sal Da Vinci. Il team di autori, compositori e producer, che vanta un percorso costellato di successi – incluse sei partecipazioni al Festival di Sanremo con tre podi e collaborazioni con artisti del calibro di Eros Ramazzotti, Loredana Bertè, Marco Mengoni e Il Volo – rinnova così la sua collaborazione con Radio Subasio, curando anche il mix e il mastering del progetto.
“Siamo onorati di aver prodotto ancora una volta la canzone di Natale di Radio Subasio, lavorando con artisti di straordinaria sensibilità e professionalità” – hanno dichiarato i produttori. – “Ogni parte del brano è stata pensata sulle caratteristiche vocali dei singoli interpreti, affinché ciascuno potesse esprimere al meglio la propria identità artistica. La loro immediata adesione al progetto è un gesto che abbiamo profondamente apprezzato”.
L’inedito “Natale per tutti” è nato da un’idea congiunta di Emilio Munda, Marco Colavecchio e Piero Romitelli, sviluppata poi in stretta collaborazione con Beppe Cuva, direttore di Radio Subasio. Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche ai bambini Michelangelo Munda, Leonardo Munda, Matilde Amici e Mattia Tantalocco,"per il loro prezioso contributo alle registrazioni, aggiungendo un tocco di autentica magia natalizia al brano".
A Bolognola, il comune delle Marche posto ad altitudine maggiore (1.070 metri slm), sono in corso i lavori di riparazione e miglioramento sismico del municipio, edificio storico noto come Palazzo Maurizi, gravemente danneggiato dal sisma del 2016/2017.
L’intervento, finanziato con 2,5 milioni di euro, è stato affidato dopo la gara conclusa nei mesi scorsi e rappresenta un tassello fondamentale per la rinascita del borgo appenninico.
«Questo intervento è un simbolo di ripartenza per l’entroterra e per i piccoli borghi come Bolognola - dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli –. L’obiettivo è di restituire alla comunità un Municipio sicuro, funzionale e rispettoso della storia locale. Un segnale concreto che la ricostruzione non si ferma e guarda al futuro. Recuperare edifici identitari è essenziale per contrastare lo spopolamento, ringrazio per il lavoro sinergico svolto sia lo stesso Comune che l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli».
«Ringrazio moltissimo il commissario Castelli e tutti gli uffici della struttura commissariale dell’USR per essere sempre al fianco di noi sindaci e dei comuni. Riuscire finalmente ad iniziare i lavori della sede municipale, è per noi molto importante per il ritorno alla normalità e soprattutto per ridare uno spazio lavorativo dignitoso a chi tutti i giorni non si risparmia per raggiungere l’obiettivo del termine della ricostruzione del paese di Bolognola» aggiunge il sindaco Cristina Gentili.
Il palazzo, costruito agli inizi dell’Ottocento e sede comunale dalla fine del XIX secolo, ospitava prima del terremoto uffici amministrativi, sala consiliare e spazi per servizi. Oggi il cantiere è operativo: si stanno realizzando sottofondazioni, il consolidamento dei solai in latero-cemento e legno, il rifacimento della copertura con nuove capriate in legno e acciaio, oltre al restauro degli apparati decorativi.
È un periodo intenso per Andrea Bertini, chef recanatese e anima di Casa Bertini, fresco dell'ambitissima stella Michelin, l'unica in provincia di Macerata. Un riconoscimento arrivato dopo appena tre anni e mezzo dall’apertura del ristorante, che lo chef ha ripercorso ai microfoni del Picchio Podcast, dove si è presentato con la consueta umiltà: “È un momento impegnativo, ma bellissimo”.
La passione di Bertini nasce da bambino, “quando cercavo di imitare mia madre cucinando frittate di nascosto”. Ma la scintilla più forte arrivava dalle tavolate di famiglia, simbolo di quella convivialità che oggi è l’anima del ristorante: “Il cibo ha un potere bellissimo: unisce. Io sono cresciuto con i pranzi della domenica dalle nonne, in tanti, con mille attenzioni”.
Proprio da quel mondo familiare nasce il nome Casa Bertini. “Per me l’hotel a 5 stelle era casa di nonna. Ti coccolava dall’inizio alla fine, anche quando andavi via. È quella cura che voglio dare ai miei ospiti”. Bertini parla spesso delle sue nonne: una marchigiana, una milanese. Due cucine diverse, due mondi da cui trae costante ispirazione. “La cucina di nonna Irma è per me inarrivabile. Quel livello di dedizione, di lavoro, è qualcosa che oggi non esiste più”. È da quei ricordi che nascono i suoi piatti: prima il gusto, poi la tecnica. “Non parto mai dal tecnicismo, che rischia di essere freddo. L’idea nasce dai sapori della mia infanzia, poi li contamino con quello che ho imparato”.
Le esperienze nei grandi templi della cucina hanno segnato profondamente il suo percorso. “Gualtiero Marchesi è stato un’esperienza unica, la rifarei tutta la vita. Mauro Uliassi è un genio assoluto. E da Davide Palluda ho imparato non solo la cucina, ma l’equilibrio tra lavoro, famiglia e territorio”. Tutte influenze che oggi si incontrano nella sua cucina “emotiva, tradizionale, ma aperta al mondo”.
Casa Bertini nasce nel 2022 “partendo da zero”. Nessun investitore alle spalle, ma tanta determinazione e una persona chiave: l’amico Matteo, conosciuto in Piemonte, che ha lasciato tutto per seguirlo in questa avventura.
Oggi la brigata è giovane e internazionale: “Una ragazza canadese, un ragazzo malese, una ragazza di Perugia… è bello far parlare delle Marche persone che vengono dall’altra parte del mondo”. Ma a far funzionare tutto, dice Bertini, è lo spirito di gruppo: “Facciamo tutto. Io pitturo, Sara all’inizio aiutava in cucina, Luca passa l’aspirapolvere. Non esiste ‘non è il mio ruolo’. Chi ha pulito i calamaretti oggi ha una stella Michelin”.
La stella è arrivata quasi inaspettata. “Ti arriva solo una mail con l’invito alla cerimonia. Pensi: hanno sbagliato destinatario. Poi senti pronunciare Casa Bertini… e non capisci più nulla”. Il primo pensiero è corso al nonno, che non c’è più. La prima chiamata è stata per la moglie: “È iniziato tutto con lei, tanti anni fa, su un foglio bianco. Sognare è gratuito, dicevamo. Oggi quei sogni stanno prendendo forma”.
Quando gli chiediamo cosa abbia convinto la Guida Michelin, non ha una risposta precisa: “Non abbiamo contatti con loro. So solo che chi entra da noi deve sentirsi a casa, come dalle nonne. La differenza la fa tutto ciò che non è il piatto”.
Nonostante le grandi esperienze, Bertini non ha mai avuto dubbi: voleva tornare nelle Marche. “Amo Recanati. Quando ero fuori vedevo che altri territori valorizzavano i propri prodotti e mi chiedevo: perché noi no? Abbiamo borghi meravigliosi, mille tradizioni, dialetti che cambiano in 5 chilometri. È una ricchezza incredibile”. La scelta di aprire proprio lì era considerata rischiosa da molti, ma lui ha seguito il suo istinto: “Avevo paura, ma sapevo che se avessi messo in pratica ciò che avevo imparato, qualcuno l’avrebbe riconosciuto. È andata così”.
Con la stella Michelin, Andrea Bertini celebra una filosofia di vita e di cucina fatta di passione, dedizione e cura per chi siede al tavolo. Casa Bertini è la materializzazione di un sogno iniziato in cucina da bambino, tra i profumi di una frittata e i pranzi di famiglia. È il luogo in cui le radici marchigiane incontrano le esperienze internazionali, dove ogni piatto racconta una storia e ogni gesto riflette attenzione e generosità.
Per Bertini, il foglio bianco rimane sempre davanti: ogni giorno un’opportunità per reinventarsi, crescere e sorprendere. E mentre la stella illumina la provincia di Macerata, il messaggio dello chef è chiaro: con curiosità, umiltà e passione, si può partire da zero e arrivare a toccare le vette più alte.
Un centinaio di abitanti e qualche casetta di legno: è la piccola realtà di Monte Cavallo, il paese arroccato sui pendii del maceratese, reduce dal terremoto del '97 e da quello del 2016. Il sindaco Pietro Cecoli, primo cittadino da ben tre decenni, ha rilasciato per noi una breve intervista per far luce sulla situazione attuale di un comune che, come molti altri in questa zona, ha deciso di rinascere dalle proprie macerie.
"Ora che la ricostruzione si è mobilitata, alcune delle casette che erano state costruite in occasione dell'ultimo sisma si sono liberate. Qualcuno, però, ha deciso di restarci: una signora non deambulante, a cui purtroppo non era stato installato l'ascensore per muoversi liberamente in casa e accedere ai piani superiori, ha preferito tenere la sua casetta - precisa Romoli -. Abbiamo indetto un bando ad hoc in modo da permetterle di rimanere nell'abitazione più agevole per la sua condizione. La nostra amministrazione si impegna e si impegnerà sempre per garantire il benessere dei cittadini e del comune".
Alcune delle casette di legno costruite a seguito del terremoto del '97 sono state addirittura predisposte ad un uso turistico: "Le strutture sono state acquisite tramite bando da un privato che ha deciso di affittarle a coloro che desiderino trascorrere un weekend qui a Monte Cavallo. A differenza di altre realtà, che si trovano a 400 metri e vantano di poter essere classificate come "comuni di montagna", il nostro paese è davvero un territorio montanaro e ha ancora moltissime bellezze da regalare agli amanti della natura e delle escursioni".
Alla domanda su come stia procedendo la ricostruzione del municipio, Cecoli ha risposto: "Abbiamo assegnato l'appalto per i lavori lo scorso anno e la ditta ingaggiata ci ha comunicato che la fine della ristrutturazione è prevista per maggio. Aspettiamo tutti con ansia il momento di poter rientrare finalmente in sede".
Profondo sconcerto e forte preoccupazione tra i lavoratori e i sindacati della Unifrutti Distrbution Spa di Montecosaro. L'azienda ha avviato un procedimento di licenziamenti collettivi che coinvolge la quasi totalità dei dipendenti a livello nazionale, mettendo in discussione la stessa permanenza della società sul mercato.
La decisione aziendale prevede ben 18 esuberi su un totale di 32 dipendenti, inclusi due dirigenti. La sede di Montecosaro è la più colpita, con 12 esuberi su 23 dipendenti. A ciò si aggiunge la chiusura del magazzino di Ancona (2 esuberi) e tagli nelle filiali di Padova (2 esuberi su 4) e Livorno (1 esubero su 3).
Riuniti in assemblea con le organizzazioni sindacali territoriali Flai Cgil Macerata e Fisascat Cisl Marche, i lavoratori hanno espresso la loro netta contrarietà. Le sigle sindacali contestano la decisione, considerandola ingiustificata, soprattutto perché arriva in un momento che, pur con difficoltà pregresse, mostra segnali di ripresa e dati tendenzialmente positivi.
Il maggiore elemento di preoccupazione riguarda l'aperta intenzione, dichiarata dall'azienda, di spostare in un'altra società del gruppo in un'altra regione le attività attualmente svolte nella sede di Montecosaro e che verrebbero soppresse in seguito ai licenziamenti.
La Unifrutti è una realtà presente nel territorio di Montecosaro da oltre trent'anni, rappresentando un punto di riferimento fondamentale nella distribuzione ortofrutticola locale e nazionale. La sede marchigiana, tra diretti e indiretti, occupa fino a 80-90 dipendenti nel pieno della stagione, alcuni dei quali con oltre vent'anni di anzianità.
I lavoratori, per il tramite delle proprie organizzazioni sindacali, chiedono l'apertura immediata di un confronto sui tavoli nazionali per trovare soluzioni che possano scongiurare i licenziamenti e garantire in primis la continuità occupazionale.
"Ci dichiariamo fin d'ora disposti a mettere in campo ogni iniziativa utile a contrastare una decisione che non trova giustificazione se non quella di massimizzare i profitti sulle spalle e a scapito dei lavoratori e delle loro famiglie", hanno concluso i sindacati, preannunciando un'eventuale mobilitazione.
Milano, le Colonne di San Lorenzo, la Basilica di Sant’Ambrogio, un quartiere che vive di locali e contaminazioni. È qui che si trova Lato Mare, il fish bar creato dai fratelli Giacomo e Gianluca Torresi, originari di Montecosaro, finiti in onda su TV8 nella puntata di Foodish, il noto programma di Joe Bastianich, che in occasione della manche dedicata al Fish & Chips ha visto la partecipazione della celebre ex ballerina scozzese Carolyn Smith.
Una vetrina nazionale arrivata a cinque anni dall’apertura, in un percorso iniziato in salita: “Abbiamo aperto nel 2020, in pieno Covid. Ritrovarci oggi davanti a figure così influenti della ristorazione è la prova che abbiamo lavorato bene”, racconta Giacomo, 31 anni, cuoco e titolare.
Nel programma, il Fish & Chips di Lato Mare è stato definito uno dei migliori della città per croccantezza. Una versione rivisitata: pesce marinato con soia e aceto, panatura al panko — “croccante e asciutta dall’olio” — accompagnato da french fries e da una maionese al lime che ha letteralmente stregato Bastianich, ribattezzata “la più buona e foodish del mondo”. Un trionfo mancato per soli tre punti: i 14 ottenuti non sono bastati a superare l’Old Fox, più tradizionale nell’approccio. “I commenti dei giudici sono stati comunque molto positivi e questo per noi è un’enorme soddisfazione. Sulla maionese? La proponiamo in quel modo da sempre e i clienti lo amano”, spiegano Giacomo, che parla di un “riscontro incredibile” in termini di messaggi e telefonate di congratulazioni e soprattutto di crescita dei follower sui loro canali social.
Vedere la propria faccia in TV è stato sorprendente, emozionante ma anche un gioco di attese: “La registrazione è durata un giorno intero. In onda hanno messo dieci minuti scarsi. Eravamo curiosi di vedere quali scene avessero lasciato e devo dire che ne hanno tagliate alcune che erano davvero da vedere!”.
Lato Mare nasce cinque anni fa, con un'idea ben precisa: proporre una cucina di pesce fuori dagli schemi. "Viviamo a Milano da nove anni. Io lavoravo già nel mondo della ristorazione, mentre Gianluca studiava economia. La città andava forte, così abbiamo pensato a un format di pesce di qualità, accessibile, ‘alla portata della strada”, spiega Giacomo. Inserirsi nel mercato milanese però non è stato semplice: “È un mercato veloce, competitivo, pieno di novità che ogni anno rimescolano tutto. Aprono e chiudono tanti locali: bisogna reinventarsi di continuo”.
Nonostante l’indole metropolitana, non manca un tocco di "marchigianità" alla loro idea di cucina: “Nel locale abbiamo Varnelli, vini e amari marchigiani, e anche piatti ispirati alla nostra terra. Uno su tutti: gli gnocchi con crema di ceci, cozze e ciauscolo. La gente apprezza molto questi prodotti: è un modo per portarci dietro le nostre radici”.
Guardando avanti, i progetti non mancano: “Stiamo lavorando molto sul catering e vorremmo aprire un’altra sede, per permettere a tutta Milano di mangiare pesce buono, semplice e veloce, a un prezzo accessibile”.
E infine un sorriso: “Ora aspettiamo anche una bella ondata di marchigiani che vengono a trovarci!”.
Insomma, tra panko, lime e tanta determinazione marchigiana, i fratelli Torresi hanno conquistato Milano… e pure Joe Bastianich. E a questo punto, possiamo dirlo senza timore: Lato Mare? Ufficialmente “approved by Bastianich”.
Domani, venerdì 5 dicembre, verrà riaperto al traffico il tratto della Strada Provinciale 120 che congiunge Sarnano e Bolognola (dal km 5+300 al km 12). Questo tratto era stato provvisoriamente chiuso dal 15 settembre per consentire un intervento urgente di messa in sicurezza. Lo rende noto Anas.
I lavori sono stati realizzati dal soggetto attuatore per il ripristino della viabilità, operante su mandato della Protezione Civile e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e attuati tramite Anas – Struttura Territoriale Marche, in stretto coordinamento con la Provincia di Macerata, proprietaria della strada.
L'investimento complessivo per i lavori ammonta a 3,6 milioni di euro. L'intervento più significativo è stata la costruzione di una nuova galleria artificiale paramassi, lunga circa 50 metri e posizionata strategicamente tra due gallerie preesistenti. Questa è parte essenziale del programma di ripristino e consolidamento del corpo stradale e del versante, previsto nell'ambito della ricostruzione post-sisma.
Le opere realizzate hanno incluso l'installazione di reti e barriere paramassi, la costruzione della nuova galleria artificiale, il consolidamento della sede stradale mediante muro di contenimento e paratia di pali, il rifacimento completo dell’attraversamento idraulico e, infine, le opere di protezione dal rischio valanghe, come le barriere ferma-neve e il rimboschimento.
L'obiettivo prioritario, condiviso tra Anas e Provincia di Macerata, era ripristinare la circolazione prima dell’arrivo della stagione turistica invernale, consentendo la ripresa della viabilità ordinaria e la regolare fruizione del territorio montano.
Inoltre, è stata posta una particolare attenzione al contesto ambientale. Trovandosi il tratto all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, area di elevato pregio naturalistico, le opere sono state realizzate con l'obiettivo di salvaguardare l’integrità dell’habitat e tutelare la fauna autoctona. Tra i soggetti di tutela figura il Rupicapra pyrenaica ornata, in particolare un esemplare maschio noto per frequentare il rilievo interessato dagli interventi.
L'intervento urgente, finalizzato al ripristino delle condizioni di sicurezza ante-sisma, ha così consentito non solo di garantire la funzionalità della strada per la collettività, ma anche di preservare le caratteristiche ambientali del territorio, minimizzando l’impatto sull’ecosistema e assicurando il rispetto delle esigenze di tutela faunistica. Con il completamento delle opere di consolidamento delle pendici rocciose e della sede viaria, la S.P. 120 torna oggi alla piena transitabilità.
Un gesto semplice ma profondamente simbolico ha celebrato, ancora una volta, il legame che unisce Civitanova Marche e General San Martín, nel 35esimo anniversario del gemellaggio. La professoressa Corinne Michetti, ha infatti consegnato nelle mani del sindaco di San Martín, Fernando Moreira, una lettera firmata dal sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, come segno di rinnovata amicizia e collaborazione tra le due città gemellate.
Un momento particolarmente significativo anche per la presenza della signora Lily Foresi, figlia di Vincenzo Foresi, tra i principali artefici del gemellaggio siglato 35 anni fa, dell’architetto Mario Ercoli, uno dei primi civitanovesi emigrati e già presidente della Federazione Marchigiana e naturalmente del sindaco Fernando Moreira, che ha accolto con grande cordialità questo gesto istituzionale e umano.
Nella sua lettera di risposta, il sindaco Moreira ha espresso parole di grande valore: “Desidero esprimere un sincero ringraziamento per le vostre gentili parole. Le nostre città condividono radici profonde, che fanno parte della nostra identità e della nostra storia. Per noi è un vero orgoglio rafforzare questo legame e continuare a costruire una comunità più unita e rispettosa”.
Parole che confermano quanto il gemellaggio sia una storia condivisa, un ponte di valori che continua a unire persone, famiglie, comunità in due realtà geograficamente lontane ma profondamente vicine nello spirito. “Il rapporto con San Martín – sottolinea il sindaco Ciarapica – rappresenta un patrimonio prezioso, un esempio di amicizia sincera, costruita nel tempo grazie al dialogo, alla collaborazione e al rispetto reciproco. È nostro desiderio continuare a coltivarlo, valorizzarlo e trasmetterlo alle nuove generazioni. Ringrazio il sindaco anche per il libro che mi ha donato, e Corinne per aver fatto da ponte umano e affettuoso tra le nostre comunità”.
“È stato un grande onore poter consegnare questa lettera a nome della città di Civitanova - ha dichiarato la professoressa Corinne, che quest’anno ha organizzato un fitto cartellone di eventi per festeggiare il 35esimo anniversario del gemellaggio - Ho percepito un’emozione sincera, la stessa che accompagna da sempre il rapporto tra le nostre comunità. Portare la voce della nostra città a San Martín è stato un privilegio che custodirò con gratitudine”.
La comunità di Pollenza si prepara a celebrare un momento di profonda gioia e rinascita. La Diocesi di Macerata ha annunciato la riapertura al culto della chiesa dell’Immacolata, un evento significativo che segna il recupero di un importante luogo di fede danneggiato dagli eventi sismici del 2016.
L'inaugurazione è fissata per domenica 7 dicembre, in concomitanza con i Primi Vespri della Solennità dell’Immacolata Concezione.
Le celebrazioni avranno inizio alle ore 17.00 con l'evento inaugurale: un momento istituzionale che vedrà il taglio del nastro, i saluti delle autorità locali e la presentazione dettagliata dei complessi lavori di restauro e consolidamento.
Il culmine della giornata si raggiungerà alle ore 18.00, quando la comunità si sposterà presso la Collegiata di San Biagio per la celebrazione eucaristica. La Santa Messa sarà presieduta dal vescovo di Macerata, Nazzareno Marconi, e sarà l'occasione ufficiale per l’insediamento del nuovo parroco, don Ignazio Konganawor.
I lavori di recupero della Chiesa dell'Immacolata sono stati promossi e attuati dalla Diocesi di Macerata grazie al contributo stanziato per la ricostruzione post-sisma 2016.
La progettazione e direzione dei lavori sono state affidate all’arch. Alessandro Nardi e all’ing. Daniele Menghi, con il coordinamento dell’ingegner Francesco Dignani. A livello esecutivo, l’opera ha coinvolto la ditta Ricostredil s.r.l. (per le opere edili OG2) e la Eures arte s.r.l. (per le opere specialistiche OS2A). Hanno contribuito inoltre: CG Service - Fratelli Giacomi s.n.c. - GEOIN s.r.l.
La Diocesi di Macerata ha espresso pubblicamente la propria gratitudine per la fondamentale collaborazione istituzionale e tecnico-amministrativa ricevuta. Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche, alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e al Comune di Macerata.
La Diocesi ha esteso la propria gratitudine a tutti coloro che, a vario titolo e livello, hanno partecipato con impegno e dedizione alla felice realizzazione dell’intervento di restauro.
Come da tradizione, il 4 dicembre, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Macerata ha celebrato la ricorrenza di Santa Barbara, patrona del Corpo Nazionale. Una giornata scandita da momenti solenni e di forte comunione istituzionale, che ha riunito autorità civili, militari e religiose della provincia per rendere omaggio al ruolo quotidiano dei pompieri nel garantire sicurezza e soccorso alla comunità.
La cerimonia si è aperta alle 9:30 presso la sede centrale del Comando, in viale Indipendenza, con l’alzabandiera e il tributo alla lapide dei caduti, alla presenza del prefetto Giovanni Signer e dei rappresentanti delle forze armate e dell’ordine. Un momento tradizionale e carico di significato, volto a ricordare i Vigili del Fuoco che hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere.
Alle 10:00, presso la chiesa di Santa Croce, si è tenuta la Santa Messa officiata dal vescovo di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi, alla quale hanno partecipato numerose autorità provinciali, tra cui il sindaco, il presidente della Provincia, il questore, i comandanti di Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale e Polizia stradale, oltre a rappresentanti della Croce Rossa, Croce Verde, Avis, istituzioni scolastiche e universitarie.
Al termine della funzione, il comandante dei Vigili del Fuoco di Macerata, ingegner Leonardo Rampino, ha rivolto il suo saluto ufficiale. Nel suo intervento, il comandante Rampino ha espresso un sentito ringraziamento alle istituzioni presenti e a tutti coloro che, ogni giorno, sostengono il lavoro dei Vigili del Fuoco. "Sono orgoglioso di rappresentare e guidare i Vigili del Fuoco della provincia di Macerata – ha affermato – che lavorano con competenza, professionalità e dedizione per garantire l’efficienza della macchina dei soccorsi".
Riprendendo una risposta data da un vigile del fuoco a un giornalista, Rampino ha ricordato l’essenza stessa del mestiere: «Alla domanda “Come si torna a casa dopo un intervento di soccorso tecnico urgente?”, un vigile ha risposto: con la consapevolezza di aver fatto fino in fondo il proprio dovere. È così che i Vigili del Fuoco tornano a casa ogni giorno, e per questo li ringrazio».
Il comandante ha inoltre rivolto parole di apprezzamento a tutto il personale, operativo e amministrativo, ai funzionari, ai capi turno, agli addetti alla logistica, alla prevenzione incendi e alla polizia giudiziaria, senza dimenticare sindacati, personale in congedo e iscritti all’Associazione Nazionale. «Ognuno contribuisce – ha sottolineato – al corretto funzionamento della macchina dei soccorsi con professionalità e spirito di squadra». Ha infine concluso il suo intervento con un augurio rivolto all’intero Corpo: «Buona Santa Barbara a tutti».
L'avvio dei lavori per il primo stralcio delle scogliere a difesa della costa di Scossicci segna un "momento importante" per Porto Recanati. Finalmente, dopo anni di attese, le motonavi sono in azione per contrastare l'erosione che affligge il litorale. L'Associazione Balneari esprime il suo "entusiasmo" e porge i più sentiti ringraziamenti a tutti gli Enti e le Istituzioni coinvolte, in particolare alla Regione Marche e all'Amministrazione comunale, per aver superato lo stallo burocratico della Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.).
Nonostante l'esultanza per l'inizio dei lavori, che copriranno una porzione di circa 900 metri, l'Associazione Balneari lancia immediatamente l'allarme sulle zone limitrofe. "Il pensiero non può che andare alle zone limitrofi a questo progetto, soprattutto a Nord" , si legge nella nota, dove si teme un probabile “effetto bordo” che potrebbe aggravare un'erosione già in emergenza.
Un chiaro esempio di tale fenomeno, secondo i balneari, è già visibile nel litorale centrale, in prossimità del fiume Potenza. Qui, la forza del mare è amplificata dalle scogliere a protezione della Pineta, portando a una grave erosione che ha già fatto arretrare svariati metri di spiaggia e persino il lungomare, mettendo a rischio anche le strutture balneari.
L'associazione non vuole adagiarsi sugli allori e chiede che si agisca con estrema urgenza per dare continuità al progetto di difesa costiera. L'imperativo è "correre a finanziare e progettare".
La priorità assoluta è il finanziamento del secondo e terzo stralcio per estendere il progetto fino alla foce del Musone. Se il finanziamento completo non fosse possibile nell’immediato, si chiede di procedere almeno con il finanziamento del progetto di manutenzione dei pennelli nella zona critica, una soluzione temporanea già avallata dai tecnici regionali che potrebbe fungere da "cerotto a un'emorragia".
Infine, l'associazione Balneari sollecita la progettazione delle difese per tutte le altre zone in emergenza a Porto Recanati che attualmente non dispongono nemmeno di un progetto pronto per essere finanziato. "Gioiamo per questo evento storico – concludono – ma non adagiamoci sugli allori. C’è ancora molto da fare".
Torna potabile l’acqua dell’acquedotto pubblico al quartiere Le Grazie di Recanati. Lo ha affermato il sindaco della città leopardiana Emanuele Pepa, che venerdì 28 novembre scorso aveva emesso un’ordinanza di divieto per uso umano e alimentare dell’acqua, a seguito di valori di enterococchi superiori alla media riscontrati da AST Macerata durante un controllo periodico presso il punto di prelievo sito in zona Le Grazie. La presenza di enterococchi nell’acqua superava infatti le soglie limite stabilite per legge, raggiungendo la quantità di 2 Unità Formanti Colonie (UFC) per 100 ml. Il Comune aveva subito aperto il COC istituendo un tavolo tecnico di confronto con AST, ASTEA, Protezione Civile e Polizia Locale.
L’Azienda Sanitaria Territoriale di Macerata ha provveduto ad effettuare un nuovo prelievo lunedì 1° dicembre scorso e, superate le 48 ore necessarie alla lavorazione delle analisi, ha emesso un nuovo bollettino in cui i parametri di enterococco registrati sono tornati entro i limiti.
“Proprio questa mattina (3 dicembre, ndr) abbiamo revocato l’ordinanza di divieto di utilizzo dell’acqua per i residenti a Le Grazie – ha affermato il sindaco Pepa -. La situazione torna pertanto alla normalità e i cittadini possono nuovamente utilizzare l’acqua potabile dai rubinetti per uso domestico e alimentare. Durante la fase emergenziale ci siamo strettamente attenuti alle indicazioni giunte dall’AST che ha emanato le linee guida da rispettare per evitare ricadute sanitarie a seguito della contaminazione. Ringrazio tutti i soggetti coinvolti per la collaborazione e la tempestività nell’intervento”.
L’approvvigionamento di acqua potabile, da venerdì sino a oggi, è stata assicurata in tempi celeri da autobotti situate in via Passionisti e largo Monte Cardosa da parte del gestore idrico Astea S.p.a.
Un complesso percorso tecnico condotto dall'Inas Cisl di Macerata ha portato al riconoscimento del diritto alla pensione per un cittadino che, da solo, non sarebbe riuscito a maturare i requisiti necessari. Il caso ha richiesto la ricostruzione dell'intera carriera lavorativa incrociando i versamenti effettuati in ben tre diverse gestioni previdenziali: il fondo pensione lavoratori dipendenti (Fpld), la gestione separata e la gestione separata dell'Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani (Inpgi 2).
La chiave di volta per sbloccare la situazione è stata l'applicazione dell'istituto della totalizzazione dei contributi, un meccanismo che permette di sommare i contributi versati in più casse previdenziali per poter ottenere un'unica prestazione pensionistica.
"Il pensionando non aveva maturato un diritto autonomo in nessuna delle gestioni a cui aveva versato contributi durante la sua vita lavorativa" , spiega Federico Savoretti, responsabile zonale Inas Cisl di Recanati, evidenziando la necessità di ricorrere a tale strumento.
Il successo dell'operazione è il frutto di un meticoloso "lavoro di squadra" che ha coinvolto anche i vertici nazionali del sindacato, come sottolinea Roberta Carnevali, responsabile territoriale Inas Macerata. La collaborazione è stata fondamentale "per analizzare ogni scenario e arrivare a un risultato concreto e giusto per il cittadino".
Il lieto fine di questa complessa vertenza previdenziale lancia un messaggio cruciale ai lavoratori prossimi al ritiro. "Informarsi per tempo – conclude la Carnevali – può fare la differenza tra perdere un diritto e vederlo riconosciuto, anche dopo anni".