Il Comune di Macerata ha definito le linee guida per la gestione della nuova piscina di viale Pagnanelli, ormai prossima all’inaugurazione. L’amministrazione ha approvato un atto di indirizzo che prevede, per i primi tre mesi, una gestione diretta dell’impianto da parte dell’Ente.
Si tratta di una fase iniziale di carattere sperimentale, pensata per verificare il funzionamento complessivo della struttura e raccogliere dati concreti sui costi di gestione, sull’affluenza degli utenti e sull’effettivo utilizzo degli spazi acqua. Un passaggio ritenuto strategico per costruire basi solide in vista dell’affidamento futuro.
Le informazioni raccolte durante questo periodo saranno infatti utilizzate per predisporre una dettagliata istruttoria tecnica e amministrativa, indispensabile per avviare una successiva procedura a evidenza pubblica. L’obiettivo è arrivare all’assegnazione in concessione della gestione dell’impianto sportivo con criteri più precisi e sostenibili.
“Abbiamo scelto un percorso prudente e basato su dati concreti – spiegano dal Comune – per garantire una gestione ottimale della struttura. Questa fase ci permetterà di analizzare ogni aspetto operativo in modo puntuale, con l’obiettivo di offrire alla comunità un servizio moderno ed efficiente”.
"Il nuovo impianto natatorio rappresenta un investimento rilevante per la città, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche sociale. Pensata per accogliere tutte le fasce d’età, la struttura mira a promuovere benessere, inclusione e momenti di aggregazione".
"Attesa da oltre vent’anni, la piscina di viale Pagnanelli si candida ora a diventare un punto di riferimento per il territorio, contribuendo a rafforzare l’offerta di servizi dedicati a cittadini, famiglie e associazioni sportive".
La città di San Severino Marche si appresta a vivere una giornata che resterà scolpita nella sua storia: il prossimo 25 aprile, in occasione della Festa della Liberazione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si recherà in visita ufficiale nella comunità settempedana.
La notizia è stata accolta con profonda commozione dall’amministrazione e dai cittadini, segnando il riconoscimento definitivo del valore civile e del sacrificio del territorio durante la Resistenza. La visita giunge a suggello del legame stretto con la città, già insignita proprio da Mattarella della Medaglia d’Oro al Merito Civile nel 2022.
L’onorificenza celebra il ruolo fondamentale di San Severino nella lotta partigiana e lo spirito di accoglienza della popolazione, che offrì rifugio a centinaia di sfollati, tra cui la famiglia del rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni.
Il cuore pulsante della cerimonia sarà il Teatro Feronia, affacciato sulla monumentale piazza del Popolo, dove il Capo dello Stato incontrerà le autorità locali. Il programma prevede la deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti e una visita privata all’interno del Municipio restaurato, simbolo della rinascita post-sisma. Qui, il sindaco illustrerà i progressi della ricostruzione e la vitalità sociale del territorio.
La presenza di Mattarella onora solennemente i fatti cruenti avvenuti tra il San Vicino e Valdiola, come l'eccidio di Chigiano del 24 marzo 1944, dove caddero il capitano Salvatore Valerio e don Enrico Pocognoni.
"La visita del Presidente Mattarella è un regalo immenso per tutti noi - sottolinea il sindaco, Rosa Piermattei, aggiungendo - È il riconoscimento di una storia fatta di coraggio durante la Resistenza e di una forza straordinaria mostrata negli anni difficili del post-sisma. Accoglierlo il 25 Aprile significa onorare il passato guardando con speranza al nostro futuro".
Il Comune di Macerata ha concluso l'analisi dei dati relativi alla sperimentazione sulla raccolta differenziata dei rifiuti effettuata tramite l'utilizzo di cassonetti intelligenti. L'iniziativa, realizzata grazie a un contributo della Regione Marche integrato da fondi comunali, ha testato un sistema di conferimento stradale basato su dispositivi elettronici capaci di riconoscere l'utente, offrendo un'alternativa al tradizionale metodo "porta a porta" in specifiche aree del territorio.
Il progetto si è sviluppato in due fasi operative principali a partire dal marzo 2023, coinvolgendo inizialmente otto postazioni in zone extraurbane e due punti dedicati alla popolazione studentesca nel centro storico. Successivamente, dal gennaio 2025, la sperimentazione è stata estesa al quartiere Corneto, arrivando a servire complessivamente 500 utenze domestiche attraverso 11 postazioni tecnologiche. Ogni isola ecologica è stata equipaggiata con contenitori per secco residuo, carta e multimateriale accessibili tramite un'applicazione per smartphone o una tessera elettronica gratuita, mentre per vetro e organico è rimasto attivo il libero conferimento.
Dall'analisi dei risultati emerge un miglioramento del decoro urbano. Nelle zone extraurbane si è registrata una riduzione marcata degli abbandoni di rifiuti, mentre in ambito urbano la flessibilità del sistema, che non vincola i cittadini a orari o giorni prestabiliti, è stata accolta con favore dai residenti. Sebbene la sperimentazione rivolta agli studenti universitari non abbia raggiunto i volumi di adesione sperati, l'esperienza generale ha confermato l'efficacia della tecnologia adottata, che non richiede allacciamenti alla rete elettrica e permette uno spostamento agevole delle postazioni in base alle necessità logistiche.
I dati raccolti evidenziano abitudini di conferimento differenziate tra città e campagna: le utenze urbane tendono a disfarsi dei rifiuti con maggiore frequenza, circa una volta a settimana, per ottimizzare gli spazi domestici ridotti, mentre nelle aree extraurbane i conferimenti avvengono mediamente ogni dieci giorni. È interessante notare come la tessera fisica sia rimasta lo strumento preferito per l'accesso al servizio, venendo utilizzata nel 47% dei casi rispetto al 53% delle attivazioni tramite applicazione digitale.
Sotto il profilo economico, la sperimentazione ha richiesto un investimento complessivo di circa 143.000 euro netti. I costi di gestione e manutenzione, che si attestano su una media annuale di circa 37 euro per utenza, risultano sostenibili e potenzialmente inferiori rispetto ad altri modelli di raccolta. Il Comune rileva che l'adozione di questa tecnologia pone le basi per una futura applicazione della tariffazione puntuale, sistema che permetterebbe di commisurare la tassa rifiuti all'effettiva produzione di indifferenziato. L'efficacia del sistema resta legata a una puntuale programmazione dei cicli di svuotamento e a una corretta manutenzione dei dispositivi per garantire la costante fruibilità del servizio da parte della cittadinanza.
Si sono conclusi, come da cronoprogramma, i lavori che hanno interessato il verde pubblico del Parco di Villa Fermani, segnando un passaggio importante nel più ampio progetto di riqualificazione dell’area.
Non si è trattato di una semplice sostituzione di piante e arbusti, ma di un intervento complesso e di prospettiva, portato avanti parallelamente alla rifunzionalizzazione della Villa, donata alla cittadinanza da Davide Fermani.
I vincoli storici e paesaggistici presenti sull’area hanno richiesto un approfondito studio sull’evoluzione del parco, sfociato in un progetto di riqualificazione sviluppato dall’Amministrazione in collaborazione con Unicam e affidato a un professionista esperto in pianificazione territoriale, rigenerazione e sostenibilità.
Nel dettaglio, 16 alberi secchi o malati sono stati sostituiti con nuove essenze, selezionate per adattarsi al contesto e al clima locale. Le nuove piante, nel giro di pochi anni, garantiranno una chioma significativa, contribuendo a creare ombra e refrigerio per i cittadini che potranno tornare a vivere quello che è considerato il cuore verde della città.
L’intervento ha previsto anche la messa a dimora di tre nuovi alberi in prossimità del pozzo e la riprogettazione dell’aiuola centrale, nel rispetto della sua funzione originaria e della prospettiva visiva lungo il viale di ingresso verso la facciata della Villa.
I lavori non si sono limitati al verde. Negli ultimi giorni si è intervenuti anche su illuminazione e area giochi, mentre ulteriori interventi, compatibili con le condizioni meteo, interesseranno l’intero complesso senza comprometterne la fruizione pubblica.
L’inaugurazione ufficiale è prevista per sabato 9 maggio, con presentazione dei lavori, visita all’edificio storico e un momento conviviale aperto alla cittadinanza.
Il progetto si inserisce in un più ampio piano di rigenerazione che comprende anche il potenziamento degli impianti sportivi e la realizzazione di un’infrastruttura verde a servizio dell’area.
Procede inoltre il progetto di ampliamento del parco: il versante a valle è stato consolidato con palificate e, attraverso opere di ingegneria naturalistica, saranno tracciati nuovi percorsi che si collegheranno a quelli esistenti.
Per quanto riguarda gli impianti sportivi, è già stata completata la rimozione dell’amianto dalla copertura della bocciofila ed è in fase di ultimazione la nuova copertura. Seguiranno interventi di riqualificazione energetica e l’installazione di pannelli fotovoltaici. Nell’area sottostante i campi da tennis, infine, partiranno i lavori per la realizzazione di due nuovi campi da padel.
«Ci sono luoghi che meritano un’attenzione che vada oltre la cura ordinaria – commenta il sindaco Giuliana Giampaoli – che richiedono progetti a lungo termine in grado di prevedere, preservare e tramandare. Questo è stato l’approccio con cui abbiamo affrontato questa sfida: rispetto della nostra storia, cura dell’ambiente e valorizzazione sociale degli spazi ricreativi e sportivi».
«Complessivamente – prosegue il sindaco – il Comune sta investendo nella riqualificazione del Parco e delle sue infrastrutture una cifra che sfiora i due milioni di euro, provenienti quasi interamente da finanziamenti e contributi Usr e Pnc. Uno sforzo importante, i cui risultati saranno visibili nel breve periodo e negli anni a venire».
Nel corso dell’assemblea regionale de “I Borghi più Belli d’Italia nelle Marche” è stato rinnovato il Direttivo, con la conferma di Sabrina Virgili, assessore al Turismo del Comune di Treia.
La presidenza passa da Cristiana Nardi a Lorena Varani, che guiderà il gruppo di lavoro per il prossimo triennio insieme ai componenti Mariangela Albertini, Luca Bernardini, Ilaria Matteucci, Lorenzo Rossi, Francesco Spallacci e Marco Vesprini.
La riconferma di Sabrina Virgili garantisce continuità all’interno dell’organismo e rafforza la presenza di Treia all’interno di una rete di grande rilievo per la promozione turistica e culturale. L’associazione rappresenta infatti un punto di riferimento a livello nazionale per la valorizzazione dei centri storici di qualità, contribuendo a promuovere i territori attraverso standard elevati, progettualità condivise e una forte capacità di attrazione turistica.
«Questa riconferma – commenta Virgili – rappresenta per me uno stimolo a proseguire con ancora più determinazione il lavoro di questi anni. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra i borghi marchigiani, costruendo progettualità condivise capaci di attrarre visitatori e generare nuove opportunità per le comunità locali. Allo stesso tempo continueremo a valorizzare Treia, il suo patrimonio storico, culturale e paesaggistico, promuovendo le sue eccellenze e rendendola sempre più attrattiva nei circuiti turistici regionali e nazionali».
Un esempio concreto di questa valorizzazione è Villa Spada, i cui giardini, riaperti lo scorso anno, sono già stati visitati da migliaia di turisti, confermando l’appeal di Treia all’interno del panorama culturale e turistico marchigiano.
Nessun pesce d’aprile, ma una situazione da monitorare con attenzione. Proprio nel giorno tradizionalmente dedicato agli scherzi, le Marche saranno interessate da una nuova ondata di maltempo. La Protezione Civile ha infatti emesso l’allerta meteo n. 020/2026, valida dalle ore 00:00 del 1° aprile 2026 fino alle ore 00:00 del 2 aprile 2026, per piene dei fiumi, frane, corsi d’acqua minori e vento, accompagnati da altri fenomeni meteorologici significativi.
Alla base del peggioramento c’è un minimo depressionario attivo sul Tirreno meridionale, che sta convogliando verso la regione correnti umide da sud-est. Una configurazione che porterà condizioni diffuse di instabilità, con effetti più marcati lungo la fascia costiera e nelle zone interne. Le precipitazioni saranno intermittenti ma continue, con maggiore insistenza nelle zone di allerta 5 e 6, che comprendono aree interne, collinari e costiere del settore meridionale della regione. Proprio qui si potranno registrare accumuli più consistenti, con possibili criticità idrogeologiche.
Attenzione anche al vento: è prevista una ventilazione intensa dai quadranti nord-orientali, soprattutto nella prima parte della giornata, con raffiche anche sostenute lungo la costa. Il mare sarà molto mosso o agitato, con possibili ripercussioni sulle attività marittime.
Sull’Appennino marchigiano tornerà anche la neve. Il limite delle nevicate si attesterà inizialmente intorno ai 900 metri, per poi salire progressivamente fino a 1100 metri nel pomeriggio e 1200 metri in serata. Nella zona di allerta 5 sono previsti accumuli moderati, con possibili disagi alla circolazione nelle aree montane.
Per quanto riguarda il territorio di Macerata e le aree centrali della regione, è stata diramata un’allerta gialla (ordinaria) per rischio idrogeologico, mentre per gli altri fenomeni il livello resta verde (assenza di criticità rilevanti).
Nonostante un quadro meno severo rispetto al sud della regione, resta alta l’attenzione per smottamenti, innalzamenti dei corsi d’acqua minori e criticità localizzate, soprattutto nelle zone collinari e interne.
Il destino mette nuovamente di fronte Bosnia ed Erzegovina e Italia. Diversi gli scenari, diversi i protagonisti, diversa la posta in palio: stasera le due rappresentative si affrontano per un posto al Mondiale 2026. Ma a trent'anni di distanza, è impossibile non tornare con la mente a quel 6 novembre 1996, quando l'Italia vicecampione del mondo fece visita a una nazionale neonata in un Paese appena uscito da uno dei conflitti più cruenti dell'era contemporanea.
Un evento che porta con sé una fortissima impronta maceratese, legata a doppio filo ai ricordi del funzionario Onu Andrea Angeli e del fotoreporter Guido Picchio, oggi direttore editoriale del nostro quotidiano online Picchio News.
Quella partita si giocò alle 13:30, in un orario insolito dettato dalla necessità: lo stadio Kosevo di Sarajevo non aveva ancora ripristinato l’impianto d’illuminazione e il maxischermo, perforato dai proiettili, era coperto dallo striscione "Grazie Azzurri". In quel clima sospeso tra macerie e speranza, Andrea Angeli era già sul campo da quattro anni come peacekeeper delle Nazioni Unite.
Proprio Andrea Angeli, ricordando l'atmosfera respirata tra i militari della Brigata Garibaldi guidati dal generale Agostino Pedone, racconta: "La presenza degli azzurri in un teatro di guerra è stato un evento eccezionale per i militari italiani, si è trattato di un momento di grande distensione dopo anni difficili. Ricordo come dopo la partita i militari si accalcarono per scattare fotografie e chiedere autografi ai calciatori".
A immortalare quegli attimi c'era l'allora fotoreporter Guido Picchio, che a Sarajevo era già stato più volte in tempo di guerra, compreso un sequestro di 36 ore nel 1994 insieme ai colleghi Lucia Annunziata (Corriere della Sera) e Federico Bugno (L'Espresso), risolto proprio grazie alla mediazione dell'amico Angeli.
Il direttore di Picchio News ricorda quell'emozione con estrema nitidezza, sfogliando l'album dei ricordi sia in maniera figurata che letterale. Guido, infatti, ci sorprende arrivando in redazione con uno dei raccoglitori ritrovati tra gli scaffali di casa: "Nel '96 ero inviato ancora per varie agenzie giornalistiche - ci dice con gli occhi colmi delle esperienze affrontate -, ricevetti l'accredito sempre grazie all'intercessione di Angeli, per me fu un momento di gioia ed emozione sia per la storicità dell'evento che segnava un ritorno alla normalità dopo gli anni sanguinosi della Guerra, sia perché per la prima volta nella mia carriera fotografai la Nazionale di Calcio Italiana, all'epoca vicecampione del Mondo del ct Sacchi".
"Il ricordo è dolce anche perché una delle foto che scattai della partita è diventata anche una cartolina per i militari italiani del contingente Garibaldi - aggiunge Guido -. Tutto nacque da una mia intuizione, appoggiata sin da subito dal generale Pedone, visto che all'epoca l'unico modo che i militari avevano per comunicare con le proprie famiglie era proprio attraverso le cartoline, e per ovvie ragioni nello spaccio militare scarseggiavano in maniera frequente".
Sul campo finì 2-1 per la Bosnia (gol di Salihamidzic, Chiesa e Bolic), un risultato storico celebrato dalla voce di Bruno Pizzul che aprì la cronaca Rai sottolineando come il significato del match andasse ben oltre l'evento sportivo. "Speriamo che questa sera il risultato sarà diverso", chiosa in maniera sorniona il direttore Guido Picchio. Non possiamo che essere d'accordo.
In un’epoca segnata dalla crisi demografica che colpisce duramente le aree interne, San Severino Marche si conferma un’isola felice. L’Ufficio Anagrafe e Statistica del Comune ha diffuso l’Annuario Statistico 2025, una fotografia nitida che mostra una comunità stabile e vitale: al 31 dicembre, i residenti ufficiali sono 11.831, mantenendo sostanzialmente la soglia dell’anno precedente.
A colpire è soprattutto il saldo migratorio in attivo di 58 unità. Nonostante le difficoltà generali del Paese, ci sono famiglie che scelgono attivamente di trasferirsi all'ombra della Torre degli Smeducci, attratte dalla qualità della vita e dall'offerta culturale settempedana. Un segnale di speranza arriva anche dalla natalità, che nel 2025 ha registrato un lieve incremento, accendendo una luce sul ricambio generazionale in una popolazione che, in linea con il trend provinciale, resta comunque caratterizzata da un alto indice di vecchiaia.
L'Annuario racconta anche come cambiano le abitudini di vita: le famiglie totali sono 5.194, ma ben il 37% di esse è composto da una sola persona. Un dato che riflette la crescita di single e anziani soli, ponendo nuove sfide per le politiche di coesione sociale. Una delle sezioni più amate del documento è però quella dedicata all'identità onomastica, che svela le radici profonde del territorio attraverso una classifica dei cognomi che vede un podio storico ormai consolidato.
Vissani si conferma al primo posto con 74 persone, seguito a breve distanza dai Rocci con 70 residenti e dai Paciaroni che conquistano la medaglia di bronzo con 64 esponenti. A completare il quadro dell'identità locale troviamo poi i Meschini, gli Sparvoli, i Caciorgna, i Palazzesi e i Dignani.
Per quanto riguarda i nomi di battesimo, la tradizione continua a dominare incontrastata. Tra gli uomini, Andrea è il nome più diffuso con 153 residenti, seguito da Marco con 143, Francesco con 131 e Luca con 125. Sul fronte femminile, il primato assoluto spetta a Maria, seguita nell'ordine da Paola, Giulia, Laura, Sara e Anna. L’Annuario completo, con tutti i grafici e i dettagli demografici, è consultabile integralmente sul sito ufficiale del comune di San Severino Marche.
Il mercato immobiliare di Macerata continua a mostrare un quadro articolato, in cui le differenze di prezzo tra le varie zone della città risultano sempre più marcate. I dati relativi alle abitazioni civili in stato conservativo normale evidenziano come il valore al metro quadrato non segua più una semplice distinzione tra centro e periferia, ma sia influenzato da molteplici fattori legati a servizi, posizione e qualità urbana.
Nel centro storico, che comprende le principali piazze e vie cittadine, i valori si attestano tra i 1200 e i 1750 euro al metro quadrato, confermando una fascia di mercato solida ma non necessariamente la più elevata in assoluto. Nelle aree centrali immediatamente limitrofe, come quelle attorno a piazza Mazzini e ai viali di circonvallazione, si registra una maggiore variabilità, con prezzi compresi tra 850 e 1550 euro al metro quadrato, segno di una differenziazione più accentuata tra gli immobili.
Valori simili, ma con un tetto massimo più contenuto, si riscontrano nella zona di corso Cairoli, via Carducci e del centro direzionale panorama, dove le quotazioni vanno da 850 a 1350 euro al metro quadrato. Scendendo leggermente, nelle aree comunque centrali ma più defilate, come quelle che comprendono via San Giovanni Bosco e le strade limitrofe, i prezzi si collocano tra 800 e 1300 euro al metro quadrato, rendendo queste zone particolarmente interessanti per chi cerca un compromesso tra posizione e costo.
Un andamento diverso si osserva nella zona di piazza della Vittoria, corso Cavour e vie limitrofe, dove i valori tornano a salire fino a 1750 euro al metro quadrato, allineandosi alle punte più alte del centro storico. Nelle zone centrali più accessibili, come quelle delle vie Cioci, Cadorna, Mameli e limitrofe, il mercato si mantiene su livelli più contenuti, con prezzi compresi tra 800 e 1350 euro al metro quadrato.
È però nelle aree semicentrali che emergono i dati più significativi. Quartieri come Collevario, Colleverde, Borgo Santa Croce e Montalbano presentano valori compresi tra 1100 e 1650 euro al metro quadrato, ma è soprattutto l’area che comprende le Vergini, Corneto, Vallebona e via Cincinelli a distinguersi nettamente. Qui si registrano i valori più alti dell’intero mercato cittadino, con punte che raggiungono i 2050 euro al metro quadrato, a conferma di una crescente attrattività di queste zone.
Al contrario, altre aree semicentrali come Rione Pace, Borgo San Giuliano e le contrade circostanti mostrano quotazioni più contenute, con valori tra 800 e 1400 euro al metro quadrato, mantenendo comunque un buon equilibrio tra accessibilità e qualità abitativa.
Nelle zone periferiche, come Sforzacosta e Piediripa, il mercato offre opportunità più accessibili, con prezzi che oscillano tra 950 e 1450 euro al metro quadrato, mentre Villa Potenza si conferma come la zona più economica della città, con valori compresi tra 700 e 1250 euro al metro quadrato.
Infine, nelle aree extraurbane e rurali, sia a nord ovest che a nord est, i prezzi scendono ulteriormente, attestandosi tra 600 e 1000 euro al metro quadrato, rappresentando la fascia più bassa del mercato immobiliare locale.
Nel complesso, i dati delineano un mercato in evoluzione, in cui le zone semicentrali più richieste superano ormai il centro storico in termini di valore, mentre periferie ed aree rurali continuano a offrire soluzioni più economiche, delineando una città immobiliare sempre più diversificata.
A offrire una chiave di lettura di questi dati è Gabriella Tasso, titolare dell’agenzia immobiliare Casa Tasso, che invita a considerare con attenzione la natura stessa delle rilevazioni: “I dati dell’Agenzia delle Entrate offrono una fotografia utile, ma inevitabilmente parziale e non aggiornata del mercato, perché si riferiscono al semestre precedente. Questo significa che spesso c’è uno sfasamento tra i valori rilevati e la situazione reale attuale".
Una dinamica che si riflette anche nelle differenze tra tipologie di immobili: "Il mercato immobiliare, infatti, si muove su binari diversi: il nuovo segue dinamiche proprie, con una domanda molto alta e una disponibilità limitata, mentre l’usato varia molto in base alla zona e alle caratteristiche degli immobili".
Proprio questa distinzione aiuta a spiegare il peso crescente delle aree più recenti: “Le aree più nuove risultano spesso più valorizzate perché offrono edifici con standard moderni, come l’efficienza energetica e le normative antisismiche, elementi sempre più richiesti dagli acquirenti”.
Diverso invece il discorso per il centro storico, che pur mantenendo un valore stabile presenta alcune criticità: “Il centro storico è meno adatto soprattutto a famiglie e giovani coppie, a causa di limiti strutturali come la difficoltà di accesso, la mancanza di parcheggi o di ascensori. Questo porta molti a preferire zone semicentrali o più nuove, almeno in una prima fase della vita”.
Una tendenza che, secondo Tasso, è legata anche ai cambiamenti nelle esigenze abitative nel corso del tempo: “La scelta della casa riflette spesso il momento della vita: le famiglie cercano maggiore comodità e spazi più funzionali, mentre in fasi successive possono anche tornare verso il centro”.
In un tempo in cui tutto cambia, si aggiorna, si consuma in fretta, il menù pasquale continua a custodire una certezza: quella dei "piatti dei nonni", delle preparazioni attese, dei sapori che non hanno bisogno di essere reinventati per restare vivi.
Non è un caso. La tradizione gastronomica italiana si è costruita proprio nell’intreccio fra territori, stagioni e consuetudini familiari, con la tavola delle feste a fare da archivio vivente di memorie e identità. L’Accademia italiana della Cucina sottolinea da anni come la Pasqua continui a essere uno dei momenti più riconoscibili della tradizione, dove ritornano preparazioni antiche, dall’agnello ai pani rituali, dalle uova ai dolci di ricorrenza.
Ed è proprio lungo questo crinale, tra memoria e permanenza, che si può leggere un piccolo viaggio di Pasqua: dai monti fino al mare, seguendo cinque tavole diverse; eppure, unite da un filo chiarissimo. Cambia il paesaggio, cambiano i panorami, cambiano persino gli accenti dei piatti. Ma una cosa prevale su tutto: la tradizione.
Si parte in alto, a quota 1400 metri, dove l’aria è ancora quella frizzante di montagna, in particolare a Baita Solaria, a Sassotetto; qui l’apertura è affidata a un grande centrotavola di affettati, salumi del territorio e coratella della tradizione profumata al limone: già qui c’è tutto, la festa, la condivisione, il gusto netto delle campagne interne.
Poi arrivano le lasagne bianche con piselli, speck e crema di zucca, interpretazione morbida e avvolgente del primo festivo, e soprattutto la grigliata mista: costina, salsiccia, braciola di maiale, arista, agnello, arrosticini. È una Pasqua di sostanza, che parla il linguaggio della brace, della convivialità, della montagna che non addolcisce i sapori ma li esalta. Le patate al forno fanno il resto, mentre la chiusura con colomba pasquale e crema pasticciera rimette tutto nel solco della ricorrenza.
Cambiando itinerario e volgendo verso Monte Cavallo, il passaggio al Nido dell’Aquila conferma quanto la Pasqua, da queste parti, resti anzitutto un esercizio di fedeltà alla cucina delle occasioni solenni. Il menù è dichiaratamente tradizionale pasquale e mette subito in primo piano due cardini identitari: coratella d’agnello e agnello fritto.
In mezzo, però, trova spazio una novità che non tradisce, ma accompagna la tradizione: una chitarrina di colore con ragù di chianina e porcini, primo che aggiunge una sfumatura contemporanea senza spezzare il racconto del pranzo festivo. I contorni e la pizza pasquale completano un quadro coerente, in cui il rito non viene messo in discussione ma aggiornato con discrezione. È forse questo il punto più interessante: la tradizione regge perché non si irrigidisce, ma resta riconoscibile.
Scendendo verso l’area settempedana, la Pasqua assume i tratti più dolci della collina. Villa Berta, a San Severino Marche, costruisce un percorso ampio, capace di tenere insieme raffinatezza e memoria.
Negli antipasti il carpaccio affumicato con cannoli di pasta fillo e mousse di caprino introduce una nota più composita, ma subito riequilibrata dalla presenza della coratella d’agnello, che riporta la tavola al cuore della ricorrenza. Nei primi, le tagliatelle con coniglio e carciofi e i ravioli di ricotta con speck, fave e pachino mostrano bene il dialogo tra stagione e tradizione: la primavera entra nei piatti senza cancellarne l’impianto festivo.
I secondi sono una dichiarazione di abbondanza: frittura di carne, contorni fritti all’ascolana, filetto di maiale in crosta di parmigiano, pomodoro arrosto. E poi i dolci, che a Pasqua non sono mai solo un finale ma quasi un sigillo domestico: cestino con crema di mascarpone e fragole, colomba e uovo pasquale.
Arrivati nel pieno centro storico di Macerata, la tavola di Verde Caffè riassume perfettamente il carattere urbano della tradizione marchigiana: meno rustica solo in apparenza, in realtà profondamente ancorata ai suoi simboli gastronomici.
Si comincia con il tagliere di affettati, ciauscolo, formaggi e salumi, quasi una dichiarazione di appartenenza territoriale. Poi le fritture alla maceratese e i cremini, che restituiscono al pranzo quel tono domestico e festoso che appartiene alle cucine di casa. I primi fanno il resto: gnocco alla papera e vincisgrassi “Anton Nebbia”, nome che evoca una memoria colta e storica della cucina marchigiana, ma che soprattutto ribadisce come certi piatti, a Pasqua, non siano semplici portate: sono presenze attese. Infine, agnello alla cacciatora, uno dei grandi classici che più di ogni altro continua a definire l’idea stessa del pranzo pasquale.
E infine la costa. L’approdo al mare potrebbe suggerire uno scarto, una rottura, quasi un alleggerimento definitivo. Invece no: al ristorante Il Veneziano, storico approdo della riviera civitanovese, la Pasqua cambia tono ma resta fedele allo spirito della festa.
La proposta è quella di una giornata semplice, ma la semplicità qui è semmai nella chiarezza della formula: antipasti caldi e freddi, paccheri allo scoglio, risotto all’arca di Noè — definizione giocosa, metaforica, dove dentro c’è “un po’ di tutto” —a seguire frittura, arrosto, insalata, patate, dolci pasquali, sorbetto, con acqua, vino e caffè.
Dopo tanta terra, è il mare a prendersi la scena. Eppure, anche qui resta intatto il principio della Pasqua italiana: il pranzo come racconto corale, come successione larga di portate, come gesto di ospitalità piena. Cambiano gli ingredienti, non la struttura del rito.
Dalle Marche ai diamanti americani, fino a una delle pagine più belle del baseball italiano. È il viaggio di Gabriele Quattrini, protagonista con la nazionale azzurra al World Baseball Classic e ospite del Picchio Podcast, dove ha raccontato emozioni, sacrifici e retroscena di un’esperienza unica.
Reduce dagli Stati Uniti, il lanciatore marchigiano è già tornato alla quotidianità con la Hotsand Macerata Angels: “Non c’è stato troppo tempo per fermarsi, tra un paio di settimane si ricomincia. Siamo subito tornati in campo ad allenarci”. Ma il pensiero torna inevitabilmente alla cavalcata azzurra, segnata da una vittoria storica contro gli Stati Uniti. "quelli che il baseball lo hanno inventato": “Un’emozione grandissima, un risultato che non era mai successo. Siamo partiti subito forte, poi è stato un chiudersi al riccio e difendere. Da 8-0 sono arrivati fino all’8-6, quindi anche un po’ di paura c’è stata, ma ce l’abbiamo fatta”. Una partita vissuta anche sotto la pressione di un pubblico imponente: “Giocare davanti a 30-35 mila persone, quasi tutte contro, è qualcosa di completamente diverso. Sono molto chiassosi, ti mettono pressione, ma siamo riusciti a reggere”.
Tra i ricordi più intensi del torneo, Quattrini ne indica due in particolare: “Sicuramente l’ultimo out contro il Messico, fatto a un giocatore di Major League, Arozarena. Quello rimarrà sempre nella mia mente”. E poi un’altra giocata simbolica: “Anche l’unico strikeout che ho fatto a un altro giocatore MLB, Jazz Chisholm degli Yankees. Quelle sono soddisfazioni che ti porti dietro per tutta la vita”.
Un’esperienza che si misura anche nei numeri: “Il mio lancio più veloce? Di recente ho toccato le 92 miglia, che sono circa 146 chilometri orari. In Major League la media è più alta, si arriva anche oltre i 160, ma già così è una bella velocità”.
Quattrini è cresciuto a Potenza Picena, dove il baseball è una tradizione di famiglia: “Mio fratello maggiore è stato tra i fondatori della società. Siamo 3 fratelli e abbiamo giocato tutti a baseball È sempre stata una passione”. Un percorso costruito passo dopo passo: “Il baseball non ha mai smesso di essere una passione. Essendo uno sport minore, senza passione difficilmente vai avanti. Poi arrivano anche le soddisfazioni e magari diventa un piccolo lavoro, ma alla base resta sempre quello”.
Cresciuto anche con il fascino del baseball americano, Quattrini conferma quanto quell’immaginario sia reale: “Quello che si vede nei film rispecchia la realtà. In America trovi campi ovunque, come da noi i campetti da calcio. È proprio una cultura”. E aggiunge: “Io ho fatto il percorso inverso: prima ho giocato e poi ho cercato i film sul baseball per ritrovare quella passione anche lì”.
L’Italia si è presentata al torneo da outsider, ma con grande consapevolezza: “Sapevamo di essere una squadra competitiva, giovane, con talento e nulla da perdere. Questo ci ha permesso di giocare con aggressività”. Determinante anche lo spirito di gruppo: “In dieci giorni si è creato un legame fortissimo. Anche con gesti semplici, magari stereotipati come il caffè o il modo di salutarci, ma che hanno fatto squadra”. Un aspetto che ha inciso anche sulle prestazioni: “Questa unità ha avuto un impatto molto forte, sia sul singolo che sul gruppo”.
Un percorso che ha acceso i riflettori anche su uno sport ancora di nicchia in Italia: “Speriamo di aver acceso un po’ i riflettori sul baseball. Quando arrivano risultati così, l’attenzione cresce, ma sta a noi e al movimento essere bravi a mantenerla e non farla spegnere subito”.
Il confronto con il livello della Major League resta impegnativo: “C’è ancora tanta strada da fare, diciamo che in mezzo c’è un bel mare. Però siamo sulla strada giusta per avvicinarci”.
E sul sogno americano: “Io ormai ho quasi 30 anni, forse sono un po’ fuori età per certi percorsi, ma finché non smetto ci spero sempre. La mia carriera mi ha insegnato che chi la dura la vince”.
Ora l’attenzione torna al campionato, con un obiettivo chiaro: portare la Hotsand Macerata Angels ancora più in alto. Dopo due semifinali scudetto consecutive, il traguardo è la finale: “Siamo lì da anni, ci manca l’ultimo passo. La squadra c’è, ci stiamo lavorando”. Guardando avanti, resta anche il sogno della nazionale: “Il prossimo Classic sarà nel 2029, farò di tutto per esserci. Finché non smetto, ci spero sempre”.
In chiusura, un messaggio ai più giovani: “Non bisogna avere fretta. Il baseball è uno sport tecnico, le soddisfazioni arrivano nel tempo, ma quando arrivano sono grandissime. Provatelo, poi magari ve ne innamorate”. E dalla provincia marchigiana ai grandi stadi americani, la storia di Gabriele Quattrini dimostra che anche da qui si può arrivare lontano.
Ti pago per andartene (siamo tutti in trappola)
Mercoledì sera, cena con amici. A un certo punto una dice: "Ragazzi, facciamo un esperimento. Chi riesce a stare un'ora senza guardare il telefono?" Silenzio imbarazzato. "Ok, mezz'ora". Altri tre secondi di silenzio. "Va bene, facciamo quindici minuti". E lì abbiamo capito. Siamo in trappola. E lo sappiamo benissimo.
Il World Happiness Report ci mette davanti allo specchio.
È uscito il World Happiness Report 2026. E c'è un dato che fa riflettere: i giovani definiscono i social una "trappola collettiva". Non una cosa che piace. Non una dipendenza personale. Una trappola.
E sai qual è la cosa più assurda? Che hanno fatto un esperimento con studenti universitari. Gli hanno chiesto: "Ti paghiamo 50 dollari per stare un mese senza Instagram e TikTok. Accetti?" La maggior parte ha detto sì. Normale, dirai tu. 50 dollari sono 50 dollari.
Ma poi gli hanno fatto la seconda domanda: "E se invece fossi tu a pagare per far scomparire Instagram e TikTok dal mondo, ma solo se spariscono per tutti contemporaneamente, quanto pagheresti?" E lì viene il bello. Molti hanno risposto: "Pagherei io. Pur di non averli più".
Capisci il paradosso? Preferirebbero pagare per liberarsi, piuttosto che essere pagati per uscirne da soli.
Il problema del gruppo
Il punto è questo. Se smetti tu da solo, vieni tagliato fuori. Non sai più cosa succede. Non vieni invitato. Non sei nel gruppo. Diventi invisibile.
È come quando tutti fumavano e tu eri l'unico che non fumava. Risultato? Restavi solo fuori dal bar mentre gli altri facevano amicizia con la sigaretta in mano.
Solo che qui è peggio. Perché i social non sono solo svago. Sono anche comunicazione, informazione, lavoro. Se esci, perdi tutto il pacchetto.
E i dati lo confermano: l'84% degli adolescenti dice di passare più tempo davanti allo schermo di quanto vorrebbe. E il 62% chiede esplicitamente aiuto per imparare a stare meno online. Tradotto: "Lo so che fa male. Ma non riesco a smettere. Aiutatemi."
Quando ChatGPT diventa il tuo migliore amico
E mentre succede questo, un adolescente su quattro si confida con ChatGPT invece che con gli amici veri.
Pensa alla scena. Hai un problema. Sei triste. Ti senti solo. E invece di chiamare qualcuno, apri ChatGPT e scrivi: "Sono giù, parlami".
E ChatGPT ti risponde. Gentile. Paziente. Sempre disponibile. Non ti giudica. Non ha fretta. Non ti molla dopo cinque minuti per andare a vedere le stories.
Solo che non è vero. Non è una relazione. È un algoritmo. E quando chiudi la chat, sei ancora solo.
Ultimo weekend prima di Pasqua: resurrezione digitale?
E se quest'anno provassimo una resurrezione diversa? No, non sto dicendo di buttare il telefono. Non sono pazza. Ma magari, per questo weekend, proviamo a fare pace con il fatto che i social sono una trappola. E che ne siamo tutti consapevoli.
Primo trucco: il patto collettivo.
Se sei con amici o famiglia questo weekend, fate un accordo. Telefoni via durante i pranzi. Tutti. Non uno sì e uno no. Tutti insieme. Perché il punto è proprio questo: funziona solo se lo fanno tutti.
Secondo: l'app Uno.
Scegli Un'app social e tienila. Chiudi tutte le altre per il weekend. Instagram sì, TikTok no. O viceversa. Ma non tutte. Perché "tutte" significa scrollare in loop senza fine.
Terzo: sostituisci lo scroll con un'azione fisica.
Ogni volta che ti viene voglia di aprire Instagram, fai qualcos'altro con le mani. Prendi un libro. Bevi acqua. Fai una telefonata vera. Deve diventare riflesso.
Quarto: il test di realtà.
Domenica sera chiediti: quanto tempo ho passato davvero con le persone, e quanto tempo l'ho passato a fotografarle per Instagram? Se la seconda supera la prima, c'è un problema.
La verità pasquale
Forse quest'anno potremmo celebrare la resurrezione delle relazioni vere. Perché i social sono una trappola. Lo sappiamo. I dati lo dicono. I giovani lo ammettono. E noi adulti facciamo finta di niente mentre scrolliamo per ore.
Ma la bella notizia è questa: se è una trappola collettiva, serve una liberazione collettiva. E Pasqua, almeno per un weekend, potrebbe essere il momento giusto. Inizia con un pranzo. Telefoni via. Tutti insieme. E vedi cosa succede. Magari scopri che parlare con persone vere è meglio che parlare con ChatGPT.
O magari no. Ma almeno ci hai provato.
L’Irc Macerata ha pubblicato ieri un bando di gara per l’individuazione di un soggetto a cui affidare in locazione l’immobile attrezzato a bar situato al piano terra della Torretta del Parco di Villa Cozza.
L’iniziativa rientra in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio dell’Ente, con particolare attenzione proprio al Parco di Villa Cozza, uno degli spazi verdi più frequentati e rappresentativi di Macerata. Un luogo centrale per la vita cittadina, punto di riferimento per attività all’aperto, socialità e benessere, frequentato da persone di tutte le età.
Il bando prevede non solo la gestione del bar, ma anche l’utilizzo delle aree esterne adiacenti. È inoltre prevista la possibilità di organizzare eventi e iniziative in linea con le finalità dell’Ircr, con l’obiettivo di restituire piena funzionalità a un servizio importante per il parco e contribuire alla valorizzazione complessiva dell’area sotto il profilo sociale, culturale, aggregativo e ambientale.
L’intento è quello di incentivare proposte capaci di rendere ancora più vivo e attrattivo il contesto, attraverso attività sostenibili e innovative, in grado di integrarsi con il valore naturalistico del parco.
Il bando è rivolto a operatori economici interessati a investire in un contesto di grande rilevanza ambientale e sociale, offrendo l’opportunità di sviluppare un’attività in una posizione strategica e ad alta frequentazione.
Tutta la documentazione e i dettagli per partecipare sono disponibili sul sito istituzionale dell’IRCR Macerata, nella sezione “Bandi di Gara”.
La chiusura del mattatoio di Villa Potenza è ormai ufficiale. Con una nota stampa il consorzio Cozoma, ente che gestisce la struttura, ha confermato che “ad oggi visto che non siamo riusciti a trovare nessun accordo sia con il Comune di Macerata che con la Regione Marche confermiamo la chiusura del servizio di macellazione il giorno 31 marzo”. Una decisione che segna un punto di svolta per l’intero comparto zootecnico locale e che arriva al termine di una vicenda complessa, fatta di passaggi amministrativi, incertezze politiche e difficoltà economiche.
Negli ultimi mesi il futuro della struttura era rimasto sospeso dopo la decisione del Tribunale di annullare l’aggiudicazione dell’impianto, bloccando di fatto il percorso che sembrava poter garantire continuità al servizio. Nel frattempo, il Consiglio comunale di Macerata aveva istituito una commissione di inchiesta per fare chiarezza, ma senza riuscire a fornire risposte immediate agli operatori del settore. Proprio tra gli allevatori si è diffusa una preoccupazione sempre più forte, legata non solo alla perdita del mattatoio, ma alle conseguenze sull’intera filiera.
La prospettiva della chiusura, già emersa nelle settimane precedenti, aveva colto di sorpresa molti allevatori che avevano fatto affidamento sulla continuità del servizio, arrivando in alcuni casi anche a investire nelle proprie attività. La decisione del Tribunale ha però cambiato il quadro, alimentando un clima di incertezza e sfiducia.
Il tema centrale resta quello dell’impatto sulla filiera zootecnica locale. Il mattatoio rappresenta infatti un punto di riferimento per numerosi allevamenti, sia per la vicinanza sia per i servizi offerti. La sua eventuale chiusura comporta difficoltà logistiche e organizzative, in un contesto in cui le alternative risultano limitate o meno strutturate.
Alla base della decisione ci sono anche le difficoltà economiche nella gestione dell’impianto, tra costi elevati e una riduzione dei volumi di attività nel tempo. Elementi che hanno reso sempre più complesso garantire la sostenibilità del servizio in assenza di certezze sulla proprietà e sul futuro della struttura.
Nel frattempo le istituzioni locali stanno cercando di individuare possibili soluzioni. È stata annunciata una nuova asta per il 14 maggio, con l’intenzione del Comune di partecipare, ma resta aperta la questione della gestione e della sostenibilità nel lungo periodo. Il confronto tra enti e territori proseguirà nelle prossime settimane, mentre dal settore arriva la richiesta di decisioni rapide per evitare ripercussioni sull’intero comparto agricolo.
Un gesto di grande coraggio e senso civico che ha fatto la differenza tra la vita e la morte. La recanatese Elena Grassi, studentessa al terzo anno di Tecniche di Radiologia Medica all’Università Politecnica delle Marche, è stata ricevuta questa mattina, 27 marzo, al Palazzo Comunale di Recanati dal sindaco Emanuele Pepa e dall’Amministrazione comunale.
La giovane è stata premiata con una medaglia come riconoscimento per aver salvato la vita a una donna colta da arresto cardio-circolatorio mentre si trovava a una fermata dell’autobus a Milano (qui la notizia). Grazie alle tecniche di rianimazione Blsd apprese durante il suo percorso di studi, Elena è riuscita a stabilizzare la paziente fino all’arrivo dei soccorsi.
Un intervento tempestivo e decisivo, che nei giorni scorsi le è valso anche il plauso del mondo medico e accademico. “A nome mio e di tutta l’Amministrazione esprimo il nostro più sincero riconoscimento e l’orgoglio per la nostra concittadina – ha dichiarato il sindaco Pepa –. Ha dimostrato grande coraggio e senso di responsabilità in un momento di emergenza. Il suo gesto rappresenta un esempio concreto per tutta la comunità”.
Visibilmente emozionata, Elena Grassi ha ringraziato per l’onorificenza ricevuta, sottolineando di aver semplicemente fatto ciò per cui si sta formando: “Nel momento dell’emergenza ho agito da medico, soccorrendo una persona in difficoltà. Il mio pensiero va alla signora che oggi si sta riprendendo e alla quale auguro una piena guarigione”.
L’Amministrazione comunale ha annunciato che alla giovane sarà presto conferita anche la civica benemerenza, quale ulteriore riconoscimento per il suo gesto. Il sindaco ha inoltre ricordato l’importanza della diffusione dei defibrillatori Dae sul territorio e dei corsi di primo soccorso e Blsd organizzati dalla Croce Gialla, fondamentali per preparare i cittadini ad affrontare situazioni di emergenza.
Una storia che testimonia come preparazione, prontezza e altruismo possano trasformarsi in un atto eroico capace di salvare una vita.
Si rinnova anche quest’anno il gemellaggio tra Civitanova Marche ed Esine, in occasione della Domenica delle Palme. Una tradizione che dura da oltre trent’anni e che rafforza i legami culturali e associativi tra le due comunità.
Una delegazione del Comune di Civitanova Marche, insieme a rappresentanti dell’Avis locale, gemellata con l’omologa associazione lombarda, farà visita alla comunità di Esine per il rinnovo del patto di amicizia siglato nel 1989. Per l’Amministrazione comunale saranno presenti l’assessore Barbara Capponi e la consigliera comunale Paola Campetelli.
Come da consolidata tradizione, da Civitanova Marche verranno portati in dono i ramoscelli d’ulivo, simbolo delle festività pasquali, a ricambiare l’abete che ogni anno arriva dalla Val Camonica in occasione delle festività natalizie.
Ad Esine, la delegazione sarà accolta con diversi momenti istituzionali e culturali, che culmineranno domenica con la celebrazione della santa messa e la benedizione delle palme nella chiesa di Santa Maria, alla presenza della banda locale dell’Avis. Un’occasione che sottolinea il valore della collaborazione e della condivisione tra le due comunità, consolidando un legame che dura da decenni.
A partire da lunedì 30 marzo, il Parco di Villa Cozza, di proprietà dell’Ircr Macerata, resterà temporaneamente chiuso al pubblico per consentire interventi di abbattimento degli alberi secchi presenti all’interno dell’area verde privata.
Negli ultimi mesi, per garantire la sicurezza dei visitatori, una parte consistente del parco era stata già recintata in via precauzionale, soprattutto nelle aree con piante a rischio. Questa situazione aveva inevitabilmente limitato la fruizione del parco, riducendo l’accesso e lo spazio disponibile per cittadini e famiglie.
Con l’avvicinarsi della bella stagione, l’Ircr Macerata ha deciso di procedere con gli interventi necessari per mettere in sicurezza l’intera area e restituirla quanto prima alla piena fruizione della cittadinanza. L’abbattimento delle piante, autorizzato dal Comune di Macerata, sarà eseguito da una ditta specializzata e comporterà la chiusura completa del parco fino al termine dei lavori.
L’Ircr Macerata si scusa per il temporaneo disagio, sottolineando che l’intervento permetterà di rendere il parco più sicuro, accessibile e piacevole per tutti i cittadini.
La Prefettura di Macerata ha reso noto il calendario delle postazioni autovelox lungo la superstrada SS77 della Val di Chienti e sulla SS77 Var, nel tratto Sfercia-Fonte Mattinate, per tutto il mese di aprile 2026. I controlli saranno effettuati dalla Polizia Stradale di Macerata e dalle polizie locali di Tolentino, Caldarola, Camerino, Corridonia e Montecosaro.
Ecco il calendario completo per il mese di aprile 2026
Mercoledì 1 aprile Lungo la SS.77, la Polizia Stradale Macerata opererà al Km 79+070 (direzione mare-monti) dalle ore 08.00 alle 20.00 e al Km 104+200 (direzione monti-mare) dalle ore 08.00 alle 20.00.
Giovedì 2 aprile Controlli della Polizia Stradale Macerata al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare), entrambi con orario continuato dalle 08.00 alle 20.00.
Venerdì 3 aprile La Polizia Locale Montecosaro sarà presente al Km 102+400 (mare-monti) dalle 08.00 alle 13.00, mentre nel pomeriggio la zona di Caldarola sarà presidiata al Km 58+600 (monti-mare) dalle 13.00 alle 19.00.
Sabato 4 aprile Servizio affidato alla Polizia Locale Tolentino presso il Km 77+270 (monti-mare) nella fascia mattutina dalle 08.00 alle 13.00.
Domenica 5 aprile Tornano i controlli della Polizia Stradale Macerata per l'intera giornata (08.00-20.00) al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare).
Lunedì 6 aprile Presidio della Polizia Locale Camerino al Km 39+590 (monti-mare) dalle ore 08.00 alle 13.00.
Martedì 7 aprile Postazioni della Polizia Stradale Macerata attive dalle 08.00 alle 20.00 al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare).
Mercoledì 8 aprile Si confermano i controlli della Polizia Stradale Macerata al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare) dalle 08.00 alle 20.00.
Giovedì 9 aprile La Polizia Locale Corridonia monitorerà il Km 85+100 (mare-monti) dalle 08.00 alle 13.00, seguita dalla Polizia Locale Montecosaro al Km 102+400 (mare-monti) dalle 13.00 alle 18.00.
Venerdì 10 aprile Doppio appuntamento pomeridiano (13.00-19.00): la Polizia Locale Tolentino al Km 77+270 (monti-mare) e la Polizia Locale Belforte del Chienti al Km 63+370 (mare-monti).
Sabato 11 aprile La Polizia Locale Camerino opererà al Km 39+590 (monti-mare) dalle 08.00 alle 13.00, mentre Caldarola gestirà il controllo al Km 58+600 (monti-mare) dalle 13.00 alle 19.00.
Domenica 12 aprile Controlli estesi della Polizia Stradale Macerata (08.00-20.00) ai chilometri 79+070 (mare-monti) e 104+200 (monti-mare).
Lunedì 13 aprile Mattinata con la Polizia Locale Belforte del Chienti al Km 63+370 (mare-monti) dalle 08.00 alle 13.00; pomeriggio con la Polizia Locale Corridonia al Km 85+100 (mare-monti) dalle 13.00 alle 19.00.
Martedì 14 aprile Servizio della Polizia Stradale Macerata al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare) dalle 08.00 alle 20.00.
Mercoledì 15 aprile Ancora la Polizia Stradale Macerata attiva sui punti critici del Km 79+070 e Km 104+200 dalle ore 08.00 alle 20.00.
Giovedì 16 aprile Proseguono i controlli della Polizia Stradale Macerata (h. 08.00-20.00) al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare).
Venerdì 17 aprile Giornata intensa: al mattino (08.00-13.00) Polizia Locale Tolentino al Km 77+270 e Polizia Locale Montecosaro al Km 102+400. Nel pomeriggio (13.00-19.00) Polizia Locale Belforte del Chienti al Km 63+370 e Polizia Locale Camerino al Km 39+590.
Sabato 18 aprile Controllo a Caldarola presso il Km 58+600 (monti-mare) dalle ore 08.00 alle 13.00.
Domenica 19 aprile La Polizia Stradale Macerata presidierà il Km 79+070 (mare-monti) e il Km 104+200 (monti-mare) dalle 08.00 alle 20.00.
Lunedì 20 aprile Quattro interventi previsti: la mattina (08.00-13.00) a Tolentino (Km 77+270) e Belforte del Chienti (Km 63+370); il pomeriggio (13.00-19.00) a Camerino (Km 39+590) e Corridonia (Km 85+100).
Martedì 21 aprile Postazioni Polizia Stradale Macerata al Km 79+070 (mare-monti) e Km 104+200 (monti-mare) attive dalle 08.00 alle 20.00.
Mercoledì 22 aprile Si ripetono i controlli della Polizia Stradale Macerata (08.00-20.00) ai chilometri 79+070 e 104+200.
Giovedì 23 aprile Servizi della Polizia Stradale Macerata dalle 08.00 alle 20.00 al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare).
Venerdì 24 aprile Mattinata (08.00-13.00) con la Polizia Locale Corridonia (Km 85+100) e Caldarola (Km 58+600). Pomeriggio (13.00-19.00) con la Polizia Locale Montecosaro al Km 102+400.
Sabato 25 aprile La Polizia Locale Camerino effettuerà i controlli al Km 39+590 (monti-mare) dalle ore 13.00 alle 19.00.
Domenica 26 aprile Intera giornata (08.00-20.00) coperta dalla Polizia Stradale Macerata ai chilometri 79+070 (mare-monti) e 104+200 (monti-mare).
Lunedì 27 aprile Controlli mattutini (08.00-13.00) a cura della Polizia Locale Corridonia al Km 85+100 e del comune di Caldarola al Km 58+600.
Martedì 28 aprile Presidio della Polizia Stradale Macerata al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare) dalle 08.00 alle 20.00.
Mercoledì 29 aprile La Polizia Stradale Macerata opererà dalle 08.00 alle 20.00 al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare).
Giovedì 30 aprile Ultimo giorno del mese con la Polizia Stradale Macerata presente dalle 08.00 alle 20.00 al Km 79+070 (mare-monti) e al Km 104+200 (monti-mare).
Altro che primavera: la neve torna a imbiancare Sassotetto, Ussita, Frontignano, Bolognola e Castelsantangelo sul Nera, riportando un clima pienamente invernale nelle aree montane del maceratese, dove si registra freddo gelido e temperature in netto calo. Il brusco peggioramento delle condizioni meteo conferma le previsioni diffuse nelle scorse ore, con scenari tipici dei mesi più freddi che stanno interessando l’intero territorio. Domani riapriranno anche alcuni stabilimenti sciistici.
La situazione era stata già delineata dall’allerta meteo emessa dalla Protezione Civile delle Marche, valida dalla mezzanotte di giovedì 26 marzo fino alla mezzanotte di venerdì 27 marzo, che annunciava una fase di forte instabilità su tutta la provincia di Macerata. L’avviso sottolineava un peggioramento diffuso, capace di coinvolgere sia l’entroterra sia la fascia costiera, con raffiche di vento intense e un ritorno significativo della neve anche a quote relativamente basse.
Nelle aree interne, corrispondenti alla Zona 3, l’allerta è stata classificata come gialla, con venti sud-occidentali già nella notte e raffiche fino a burrasca forte, comprese tra i 75 e gli 88 km/h. Ancora più critica la situazione lungo la costa e le colline maceratesi, Zona 4, dove il livello di allerta sale ad arancione per vento e mareggiate. Qui, dalla mattinata di giovedì, è prevista una rotazione dei venti dai quadranti settentrionali con raffiche fino a tempesta, capaci di raggiungere i 102 km/h, soprattutto lungo il litorale.
Le precipitazioni si sono estese su tutto il territorio, accompagnate da un rapido abbassamento della quota neve fino a 500-600 metri, con possibili ulteriori cali durante i rovesci più intensi. Non si escludono fenomeni come neve tonda o pioggia mista a neve anche in zone pianeggianti e costiere, segno di un’irruzione fredda particolarmente incisiva per il periodo. Il mare si presenta da molto mosso ad agitato, aumentando il rischio di mareggiate lungo tutta la costa provinciale.
Il crollo termico è evidente anche nei centri urbani: a Macerata le temperature massime non supereranno gli 8 gradi, con minime intorno ai 6 gradi, valori decisamente inferiori alle medie stagionali e più vicini a uno scenario invernale che primaverile.
Nel frattempo, il maltempo sta già provocando i primi disagi. Secondo quanto comunicato dai vigili del fuoco, sono un centinaio gli interventi effettuati finora. Nell’entroterra pesarese si segnalano diverse richieste di aiuto per automobili in difficoltà a causa della neve, mentre nel fermano le squadre sono intervenute per rimuovere rami e alberi caduti sulla sede stradale.
RECANATI – Prosegue il soggiorno nel maceratese di Alberto Angela, impegnato nelle riprese della nuova puntata di Ulisse, il piacere della scoperta dedicata a Giacomo Leopardi. Dopo la giornata di lunedì a Macerata, tra le riprese allo Sferisterio e il pranzo all’Osteria Agnese (LEGGI QUI), il divulgatore si era già spostato a Recanati per la cena al ristorante Il Borgo Antico. Anche martedì ha fatto ritorno nella città leopardiana, scegliendo per la serata il ristorante La Bottega del Villaggio Osteria.
Una cena che si è trasformata in un’esperienza speciale, sia per la troupe Rai sia per lo staff del locale. A raccontarla è il titolare, Bruno Cavalcanti, che descrive un clima di grande cordialità e semplicità: Angela si è presentato insieme alla troupe, per un totale di otto persone, dopo aver prenotato personalmente nel tardo pomeriggio.
Il conduttore ha optato per una cena dai sapori tipici ma equilibrati: maccheroncini di Campofilone con acciuga e bottarga, carciofi di Montelupone e, infine, un dolce. Una scelta consapevole, come lui stesso ha raccontato con ironia, spiegando di voler mantenere un equilibrio “tra gusto e sostanza” essendo sempre in giro per lavoro e "non essendo più un trentenne".
La serata si è protratta per circa tre ore, tra cena e conversazione. “È una persona gentilissima, di una cordialità assoluta, davvero simpaticissima”, racconta Cavalcanti, sottolineando anche il tempo dedicato alle chiacchiere con il personale. Non sono mancati i momenti da ricordare: foto con lo staff e una dedica lasciata a sorpresa dal conduttore, che ha scritto: “Una sinfonia di sapori e tradizione. Complimenti”, firmato Alberto Angela.
Durante la serata, il titolare ha condiviso con Angela e la troupe una curiosità poco conosciuta del territorio: nella Cattedrale di San Flaviano sono custoditi da sei secoli i sandali di San Francesco, una reliquia di grande valore, realizzata – secondo la tradizione – da Santa Chiara. Un dettaglio che ha sorpreso anche la troupe Rai: “Da qualche settimana Recanati sta avendo anche questo tipo di turismo. Non lo sapevano e ci hanno detto che è una cosa molto interessante, di cui faranno tesoro”, racconta Cavalcanti. Un possibile spunto per future narrazioni televisive, anche se questa volta l’attenzione è già concentrata su Casa Leopardi.
La serata si è conclusa con una promessa: quella di tornare. Angela, infatti, ha fatto sapere che prossimamente dovrà tornare a Recanati e anche in quel caso farà nuovamente visita al locale.
Un’altra tappa, dunque, nel viaggio marchigiano del volto di Ulisse, che continua a intrecciare cultura, territorio e convivialità, confermando ancora una volta il forte legame tra il racconto televisivo e le eccellenze locali.