Gli operatori dell’Ufficio Tecnico, gli agenti della polizia locale e i volontari del gruppo comunale della Protezione civile di Tolentino, nella mattinata, sono intervenuti per alcuni smottamenti e accumuli di acqua piovana derivante dai flussi non regimentati nei campi nelle strade e in diverse zone di campagna. Lo fa sapere il Comune.
“Inoltre a causa delle intense e continue precipitazioni verificatesi nelle ultime ore, si è creato uno stato di pericolo lungo la strada comunale Piane Di Chienti dall’intersezione con la strada provinciale (Piane di Chienti) fino al km 1,00, determinato dall’allagamento di buona parte del fondo stradale e dalla presenza di fango”.
"I tecnici dell’area lavori pubblici e manutenzioni hanno effettuato nel pomeriggio odierno un sopralluogo nei luoghi e hanno rilevato la necessità di chiudere al traffico veicolare la circolazione in questa strada comunale”.
“Pertanto attraverso ordinanza – fa sapere il Comune - è stata vietata la circolazione di tutti i veicoli lungo la strada in questione fino al km 1,00, con esclusione dei frontisti, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza".
"L’Ufficio Tecnico Comunale è incaricato di apporre la necessaria segnaletica stradale verticale ed orizzontale". Disagi sono stati segnalati, nella giornata di oggi, sulla superstrada e nella zona adiacente all’uscita di Sforzacosta - Macerata, in località Abbadia di Fiastra, a causa di alcuni allagamenti.
Intanto la Protezione Civile Marche ha diramato una nuova allerta meteo idraulica e idrogeologica per l’intera giornata di giovedì 17 maggio 2023, che riguarda Tolentino. Il Comune consiglia “di porre la massima attenzione nel transitare sulle strade con i mezzi dove potrebbero crearsi pozze di acqua che potrebbero produrre situazioni di pericolo”.
++ AGGIORNAMENTO 18 MAGGIO ++
La circolazione sulle strade di campagna rimane difficoltosa per via degli smottamenti e degli accumoli di acqua. È stata riaperta al traffico la strada Piane di Chienti. "Si prega di prestare la massima attenzione", fa sapere l'amministrazione comunale in una nota.
Il comandante della polizia locale Danilo Doria ha emesso un’ordinanza per la regolamentazione temporanea della circolazione stradale in occasione della manifestazione “International Street Food” in programma in piazza Mazzini dal 19 al 21 maggio.
Il provvedimento prevede: divieto di sosta con rimozione forzata in piazza Mazzini, negli stalli di sosta riferiti alla fila centrale dell’area di parcheggio in concessione all’Aom SpA, con validità dalle ore 8:00 del 19 maggio (inizio manifestazione per montaggio strutture) fino alle ore 10:00 del 22 maggio (fine manifestazione e smontaggio strutture), eccetto veicoli necessari per l’organizzazione dell’evento e per le operazioni di carico e scarico.
Durante lo svolgimento della manifestazione, dalle 8:00 del 19 maggio alle 23:59 del 21 maggio, saranno attuati i seguenti provvedimenti: divieto di transito veicolare in piazza Mazzini, sull’area interessata dalla manifestazione, con posizionamento di idonei sbarramenti come previsto dal paino di sicurezza eccetto mezzi di soccorso, pubblica utilità e organizzazione; obbligo di direzione a sinistra in via Crispi per tutti i veicoli in uscita da vicolo Degli Orti.
Nuova allerta meteo arancione emessa dalla Protezione civile regionale. L’avviso per il rischio idrogeologico, valido dalla mezzanotte di oggi fino a tutta la giornata di domani, riguarda la zona centro settentrionale della regione (compreso il Maceratese).
“La permanenza della depressione attualmente presente sul Tirreno, infatti, darà luogo ancora a rovesci e precipitazioni per la giornata di mercoledì, con fenomeni in attenuazione nel corso del pomeriggio. Successivamente, pur in assenza di una configurazione stabile, si assisterà ad un miglioramento con precipitazioni confinate alle zone montane e di debole entità”, si legge in una nota della Protezione civile regionale.
Nel dettaglio le precipitazioni saranno diffuse e persistenti, anche a carattere di rovescio, con fenomeni in graduale attenuazione nel pomeriggio. Per quanto concerne le temperature, le minime saranno in lieve aumento mentre le massime presenteranno in diminuzione.
“Le criticità segnalate a inizio giornata sono in diminuzione e in fase di superamento, ma permane l’onda lunga della coda del maltempo specialmente a Senigallia, dove la situazione viene costantemente monitorata e dove sono in arrivo, oltre a squadre della protezione civile regionale, anche quelle dei Vigili del fuoco che stanno rafforzando la presenza operativa” – spiega l’assessore alla Protezione civile Stefano Aguzzi – .
“Tutto l’impegno, in questo momento, è rivolto a scongiurare un’onda di piena a Senigallia, anche in vista del prolungamento dell’allerta a seguito delle previsioni meteo disponibili. Dalle altre realtà provinciali emerge invece una situazione sotto controllo, sulla base delle indicazioni pervenute durante la riunione dl Cor”.
Nel Pesarese viene segnalata la chiusura di sette strade provinciali, con 25 interventi effettuati dai Vigili del fuoco, 77 in coda (meno urgenti) e altri 420 differiti alle prossime ore (non urgenti). Nell’Anconetano, sempre i vigili del fuoco, hanno segnalato, nella prima parte della mattinata, interventi concentrati nella parte sud della provincia (territori di Osimo, Filottrano e Jesi), per poi concentrarsi nel Senigalliese, in previsione di un’evoluzione negativa della situazione lungo l’asta del Misa.
"Per quanto sembri una frase di circostanza, sono davvero felice di essere qui a Macerata. Per me questo è un secondo ritorno a casa, dopo il primo quando fui richiamato a Roma". Così ha esordito questa mattina il nuovo questore di Macerata, Luigi Silipo, nel primo incontro con la stampa locale. "Sono cresciuto nelle Marche, ho passato la mia infanzia a Sant’Elpidio a Mare, dove ancora oggi risiedono alcuni parenti e mia sorella".
Subentrato a Vincenzo Trombadore, dal 15 maggio in servizio come questore di Ragusa, Silipo giunge al suo primo incarico istituzionale all’età di 55 anni, al termine di una lunga e onorata carriera nel corpo di Polizia.
Laureato in giurisprudenza presso “La Sapienza”, entra in servizio attivo nel 1992 a Reggio Calabria, dove ricopre vari incarichi fra cui Vice Dirigente del Reparto Mobile, Vice Dirigente del Commissariato di Bovalino, Dirigente del Commissariato di Polistena, Dirigente della Volanti, Dirigente del Commissariato di Siderno. Nel 1999 viene assegnato alla Squadra Mobile, dove permane per altri 10 anni dirigendo dapprima la Sezione Antiracket, quindi la Sezione Criminalità Organizzata, fino a ricoprire l’incarico di Vice Dirigente della stessa Squadra Mobile.
“Ho avuto la fortuna di fare della mia passione il mio lavoro - spiega Silipo - vengo da una famiglia di medici ma ho scelto la strada della polizia perché credo che, più che un lavoro, sia un vero stile di vita, un donarsi sempre agli altri. Nei tanti anni di servizio ho imparato che un poliziotto nella sua carriera vive tante vite, entrando a contatto con tutto lo spettro dell’umano ed esperendolo sulla propria pelle”.
Nel corso degli anni svolge numerose attività investigative che consentono la cattura di latitanti di massima pericolosità delle cosche di ‘ndrangheta De Stefano, Alvaro, Pelle, Cordì, Cataldo, e numerose operazioni che consentono di disarticolare le più importanti ‘ndrine del reggino.
Tra tutte, le indagini sull’omicidio del Vice Presidente del Consiglio Regionale Franco Fortugno, le indagini sulla faida di San Luca tra le cosche Nirta/Strangio e Pelle/Vottari, la strage di Duisburg e l'operazione “Il Crimine”, che ha permesso di ricostruire la struttura e l’organizzazione della ’ndrangheta a livello mondiale, individuando "locali" anche in Australia e Canada.
Promosso Primo Dirigente nel 2011, assume la dirigenza della Squadra Mobile di Torino. Anche in questa sede continua l’attività di contrasto alle organizzazioni mafiose. Nel capoluogo piemontese dirige inoltre le indagini sulla piazza di spaccio del quartiere San Salvario, nonché su vari omicidi tra cui l’assassinio del Consigliere Comunale Alberto Musì, occorso nel 2012 nel centro di Torino, che consentono di individuare e trarre in arresto il responsabile del delitto che sconvolse il capoluogo piemontese.
"Conosco bene il significato della parola ‘Squadra’ - prosegue il neo questore - e so che al suo interno non può esserci spazio per individualismi inutili. Nella squadra che voglio formare comprendo anche e soprattutto i cittadini, ai quali rivolgo il mio appello per la massima collaborazione. Non c’è vergogna nell’essere vittime e l’unica soluzione e aprirsi e denunciare. Sarò il questore della gente".
Trasferito nel 2015 presso la Questura di Roma, assume la dirigenza della Squadra Mobile capitolina dirigendo numerose attività sulla criminalità organizzata autoctona, in particolare sulle famiglie Spada di Ostia e Casamonica. Le operazioni “Eclisse” e “Noi proteggiamo Roma”, costituiscono le indagini che, per la prima volta, dimostrano l’esistenza di associazioni mafiose autoctone facenti capo, la prima, al clan Spada e la seconda alla famiglia sinti Casamonica. L’attività si snoda attorno al contrasto alle mafie tradizionali - con la cattura di diversi latitanti ricercati dome Fausto Pellegrinetti - e al traffico di sostanze stupefacenti.
"Il primo ritorno a casa, quando sono tornato a Roma per 6 anni a dirigere la squadra mobile, ha rappresentato la massima soddisfazione della mia prima vita - racconta Silipo - Questo è l’inizio di un capitolo completamente nuovo, di una seconda vita che nulla ha a che fare con la precedente".
Particolarmente impegnato al contrasto alla violenza di genere, dirige numerose indagini su atti persecutori, violenza su minori e sui drammatici fatti che portarono alla morte di Sara Di Pietrantonio e Desire Mariottini, attività queste che hanno consentito di individuare i responsabili dei due efferati delitti.
Promosso Dirigente Superiore nel 2021, dopo sei anni e mezzo lascia la Squadra Mobile per la Direzione Centrale della Polizia Criminale ove permane come Consigliere Ministeriale fino al maggio 2023, quando arriva la nomina a questore di Macerata.
"Macerata è una città sicura e tranquilla, ma dovremo prestare molta attenzione alla criminalità che il più grande cantiere d’Europa attirerà (e ha già attirato). La criminalità organizzata è vigliacca per antonomasia: si insinua laddove la gente è più in difficoltà, sfruttando sofferenze e debolezze e ritarandosi quando arriva qualcuno di più forte - conclude il questore di Macerata -. Effettueremo controlli serrati per prevenire infiltrazioni e sviluppare nuove indagini, anche grazie alla grande sinergia istituzionale qui presente".
La fine del periodo pandemico e la speculazione hanno portato, soprattutto nelle grandi città italiane, una fortissima crisi immobiliare legata agli affitti di camere e abitazioni per studenti. Sono giorni, infatti, che nelle piazze di Milano, Roma, Firenze, Pavia, Padova, Venezia, Bologna, Perugia, Bari, Torino e Cagliari i giovani universitari si sono sollevati per denunciare la situazione, accampandosi con le tende di fronte agli atenei e avanzando proposte per risolvere la crisi.
A portare l’attenzione sul tema, più che le tendopoli allestite dagli studenti, è stato il ministro all’istruzione Valditara che ha deciso di puntare il dito contro le amministrazioni di centrosinistra, dimenticando che la crisi abitativa sta colpendo anche città governate dalla maggioranza.
“Noi di Officina ci impegniamo su questo tema a Macerata almeno dal 2017 – sottolinea il coordinatore Lorenzo Di Nello - e nessuna amministrazione ci ha mai ascoltato. Serviva il caso nazionale per attirare l’attenzione sulla questione anche a livello locale”.
Dalla sterile polemica esplosa a palazzo Chigi dopo le dichiarazioni di Valditara, ha preso il via la misura proposta dalla ministra dell’università Bernini che, sbloccando i 660milioni di euro previsti nel 2022 per l’emergenza-abitativa, renderà disponibili diversi immobili inutilizzati in accordo con il demanio.
Macerata, nella sua ristretta dimensione di piccola città universitaria, non è esclusa dal problema. Fra la scarsa reperibilità dei locali e l’aumento dei prezzi, sempre più studenti lamentano difficoltà e meccanismi contorti fra privati ed istituzioni.
A fotografare la situazione maceratese è il coordinatore di Officina Universitaria, Lorenzo Di Nello: “Per quanto Macerata sia in linea con il resto d’Italia, bisogna tenere conto del sisma e delle sue conseguenze”.
“Macerata ha un prezzo accessibile rispetto a molte altre città universitarie, motivo che spinge molti studenti a sceglierla a monte, come dimostra l’altissimo numero di ‘no tax area’ (esentati dal pagamento di tasse universitarie). Gli incrementi economici qui si sono avvertiti in misura minore, con le singole che sono passate da un costo medio di 170 euro ad un minimo di 200”.
“Il vero problema di Macerata - spiega ancora Di Nello - sta nella reperibilità delle case: il terremoto ha dato un duro colpo alla disponibilità di alloggi in centro, con moltissimi edifici oggi in ristrutturazione per effetto di bonus ricostruzione e 110%. Il centro storico è il luogo più abitato da studenti e la ridotta disponibilità ha influito anche sui costi in crescita”.
"Va anche considerato che la quota di borsisti Erdis aventi diritto all’alloggio (ente regionale per il diritto allo studio delle Marche ndr) è molto più alta dei locali effettivamente disponibili: chi rimane senza casa ha poi diritto al rimborso dell’affitto di un alloggio privato, che deve essere trovato autonomamente dal borsista entro un mese dall’uscita delle graduatorie - aggiunge -. Per non perdere il contributo d’affitto lo studente è quindi costretto a trovare e firmare un contratto di almeno 10 mesi. Dato, però, che di solito le graduatorie vengono pubblicate a ottobre e che i maceratesi non affittano a studenti ad agosto per il turismo estivo, si instaura un meccanismo contorto che penalizza ulteriormente gli studenti”.
"La scarsità di alloggi è la prima causa contingente: per quanto Camerino abbia subito danni ben più ingenti, i finanziamenti ricevuti hanno sopperito bene con il nuovo campus. A Macerata invece ci sono ancora molte strutture universitarie chiuse e i tanti locatori privati non bastano a coprire la mancanza di alloggi Erdis - conclude Di Nello -. Bisognerebbe effettuare una ricognizione accurata degli edifici privati abitabili, con la collaborazione costante di Università, Comune e privati cittadini, così da capire l’effettiva disponibilità di case a Macerata anche fuori dal centro. Si potrebbe ad esempio lavorare sui collegamenti fra quartieri periferici, come le Vergini, e il centro storico, così da non escludere a priori chi non è dotato di un’auto. Troppo si fa ancora per passaparola sui social, sarebbe necessario mettere tutto in regola e trovare il modo migliore per gestire la situazione”.
Le Marche strette nella morsa del maltempo. Il bollettino meteo della Protezione Civile prevede, dalle 13:00 di oggi e sino alla mezzanotte di domani, un'allerta meteo di livello arancione valida su gran parte del territorio regionale (compreso il Maceratese) per rischio idraulico e idrogeologico.
"Una depressione sull'Italia meridionale attiverà intense correnti instabili di Scirocco. Ciò determinerà precipitazioni diffuse e persistenti anche a carattere di temporalesco, forti venti dai quadranti orientali e possibilità di mareggiate", si legge nella nota previsionale rilasciata dalla Protezione Civile.
Le precipitazioni saranno diffuse in particolare nella prima parte della giornata. Venti inizialmente nord occidentali in rapida rotazione dai quadranti orientali già dalle prime ore della giornata con intensità di vento moderato lungo la costa con raffiche fino a burrasca e con generale diminuzione dell'intensità nella seconda parte della giornata. Mare molto mosso. Le condizioni non miglioreranno sino a giovedì.
"Dopo il messaggio di allertamento - spiega l’assessore regionale alla Protezione civile, Stefano Aguzzi - è scattata subito la fase di preallarme. A partire da questa notte verrà rafforzato il personale della Soup (Sala Operativa Unificata Permanente). È prevista inoltre l'attivazione delle Soi (Sale Operative Integrate) di Pesaro-Urbino e di Ancona ed è convocato il Cor (Centro Operativo Regionale), in collegamento con tutte le Prefetture – Utg regionali alle ore 18 del 15 maggio pertanto tutti gli strumenti a disposizione".
"Sono stati messi in campo per attenzionare e monitorare nella maniera più puntuale possibile l’evolversi della situazione meteorologica. Nelle prossime ore quindi si raccomanda sempre la massima attenzione e seguire le indicazioni dei comuni", conclude Aguzzi.
"Perdere la mamma è già un fatto doloroso. Perderla come è successo a me, lo è ancora di più". Così una figlia, Savina Trillini, ha scelto di far fluire in una lettera tutti i propri pensieri a seguito della perdita della madre, Settimia Piercamilli, di Grottaccia di Cingoli.
Di seguito il contenuto integrale della lettera inviata alla nostra redazione, il modo scelto dalla donna per ricordarla proprio nel giorno della festa della mamma, e di quello che era anche il giorno del suo compleanno. Un modo per stringerla a sé un'ultima volta, mettendo in fila i suoi ultimi giorni, non senza una nota di amarezza:
"Inizio con ringraziare il chirurgo Simone Castiglione che aveva tanto creduto in questo intervento ma che purtroppo non è riuscito a eseguirlo, la dottoressa Lombardello e tutto lo staff del reparto Hospice 'Il Glicine' dove mia mamma è stata trasferita dopo un lungo ricovero in un reparto di medicina.Partiamo dal giorno due ottobre, quando è stato richiesto l’intervento del 118 per un malessere improvviso di mia mamma. I dottori del Pronto Soccorso le hanno tempestivamente scoperto un tumore e mi hanno detto che il giorno seguente sarebbe venuto un chirurgo per spiegarci come muoversi. Abbiamo aspettato 5 giorni in un lettino senza mangiare.Dopo aver perso la pazienza, a seguito delle mie proteste è stata trasferita al reparto Medicina Oncologica per 40 giorni che porterò per sempre impressi nella mia mente.Mamma mangiava e camminava. Basta pensare che il giorno prima del ricovero era andata a fare una gita a Santa Rita. In ospedale è stata immobilizzata a letto e senza mangiare anzi a volte glielo portavano ma, appena ero pronta per darglielo, veniva inspiegabilmente portato via. Perché? Ancora devo avere una risposta.Solo in seguito ho capito che poteva tranquillamente mangiare, seguendo una dieta adeguata ma ormai aveva perso l'uso della deglutizione e non riusciva più a mangiare normalmente. Non ho potuto assistere mia mamma, pur essendo un mio diritto perché rientrava nella legge 104 (comma 5 art. 11 del 02 marzo 2021), come disabile. Mi sono sentita dire che, per avere tale agevolazione, doveva stare in una camera singola.
Volevamo tanto capire cosa stesse succedendo ma purtroppo siamo riusciti in 40 giorni a parlare con un dottore al massimo 5 volte in corridoio, e sempre di fretta.Mi sono sentita dire dal personale sanitario che i familiari creano fastidio e confusione. È fare confusione quando una figlia chiede le dovute risposte per sapere della salute della madre o perché vuole assisterla?Premetto che fin dall'inizio mi sono sempre espressa contro un eventuale accanimento terapeutico. Dopo molte richieste di riportarla a casa, mia madre esce dall'ospedale ma viene spostata per fare riabilitazione a Cingoli.
La prima sera va tutto bene, mangia regolarmente, ma il giorno dopo le sale la febbre alta e viene scoperta una grave infezione al sangue causata da un batterio al catetere intravascolare, nota come CVC.Riportata urgentemente a Macerata, viviamo due settimane da incubo. Mamma viene salvata dell'infezione ma il risultato finale è che da allora non è più riuscita né ad alzarsi né a mangiare. Voglio fare queste riflessioni, augurandomi che vengano ascoltate da chi di dovere per non ripetere eventi come questi.Non ci possiamo soffermare solo nel seguire i protocolli e perseguire i pazienti con accanimenti terapeutici che producono sofferenza e dolore. Se questa è la “cura”, come Sistema Sanitario si è fallito prima di iniziare. Non si ha a che fare con un “numero”, come spesso ho sentito chiamare mamma, ma con un nome che ha una dignità, una storia, che va rispettata. Vi invito ad aprire il cuore davanti a queste persone fragili e impotenti.Adottare procedure sanitarie in maniera dogmatica a volte può solo accelerare e peggiorare il corso di una malattia. Cito una famosa e triste frase: il malato è guarito, ma è morto…In più di un’occasione mi sono espressa sul fatto che non preferivo la durata ma l'intensità della vita che rimaneva a mia mamma. Mi rivolgo infine ai familiari che si trovano nella mia stessa situazione: fate valere i vostri diritti.Non abbiate paura, perché la paura rende noi impotenti e gli altri onnipotenti. Fatelo per voi e per i vostri cuori, non mollate e combattete per avere chiarezza e informazioni sulle possibili opzioni che si hanno a disposizione.Scusami mamma, potevo fare di più. Oggi è la festa della mamma e del tuo compleanno: auguri, che la terra ti sia lieve".
Chiuso tratto della A14, Bologna-Taranto, per consentire l'attività di demolizione degli attuali impalcati dei cavalcavia posizionati al km 232+870 e al km 235+050, nelle due notti di martedì 16 e mercoledì 17 maggio, con orario 21-7.
Il tratto interessato è quello compreso tra Ancona sud e Loreto, in entrambe le direzioni, Pescara/Bari e Ancona/Bologna. Di conseguenza, saranno inaccessibili le aree di servizio "Conero ovest" e "Conero est", fa sapere Autostrade.
In alternativa, si consigliano i seguenti itinerari. Verso Pescara/Bari: dopo l'uscita obbligatoria alla stazione di Ancona sud, percorrere la viabilità ordinaria e rientrare sulla A14 a Loreto; verso Ancona/Bologna: dopo l'uscita obbligatoria alla stazione di Loreto, percorrere la viabilità ordinaria e rientrare sulla A14 ad Ancona sud.
Acqua, foreste, biodiversità, in una parola natura, da coniugare insieme a benessere. Prende il via a Pieve Torina il corso sul forest bathing lungo il sentiero delle acque, che ha visto e vedrà protagonisti, da ieri e per tutto il mese di maggio, una ventina di partecipanti provenienti anche da fuori regione, ma con interesse a sviluppare attività nel territorio dell’alto maceratese.
“È un’opportunità di crescita personale e professionale quella che stiamo offrendo a questi giovani grazie a fondi messi a disposizione dalla strategia nazionale delle aree interne”, sottolinea il sindaco Alessandro Gentilucci, presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino soggetto capofila della strategia.
"Sfiorare l’acqua, respirare l’aria dei boschi ricca di monoterpeni, scoprire quanta energia può donarci un ambiente sano e rigenerante e riuscire a trasformare tutto ciò in valore turistico e, dunque, economico è la sfida che attende questi nostri luoghi".
"Il forest bathing è una disciplina legata al benessere che sta prendendo sempre più piede, prosegue Gentilucci, e il fatto di poter ospitare qui un corso per formare operatori in tale ambito, affidato a professionisti del settore, rappresenta un fiore all’occhiello per il nostro territorio".
"Noi sindaci- conclude Gentilucci - stiamo investendo molto in queste iniziative per restituire ai visitatori l’immagine di una realtà viva, dinamica, desiderosa di superare le criticità che ancora ci derivano dal sisma”.
“Per consentire l’installazione di un cantiere per effettuare la demolizione e la ricostruzione di un edificio di viale Vittorio Veneto, a Tolentino, viene resa necessaria la modifica della viabilità ordinaria per permettere l’esecuzione dei lavori e pertanto è stata emessa un’ordinanza valida dalle ore 7:00 del 15 maggio 2023 alle ore 24:00 al giorno 30 dicembre 2024.
“È vietata la sosta ed è disposta la rimozione forzata dei veicoli nella porzione di piazzale maestro Piero Ciarapica situata alla sinistra del senso di marcia dei veicoli che entrano in detto piazzale dal viale Vittorio Veneto per raggiungere il parcheggio adiacente alla ferrovia”.
“È istituito il doppio senso di circolazione nel primo tratto di piazzale maestro Piero Ciarapica per consentire la circolazione veicolare dal parcheggio adiacente la ferrovia al viiale Vittorio Veneto".
"I veicoli in uscita dal piazzale maestro Piero Ciarapica hanno l’obbligo di arrestarsi e cedere la precedenza ai veicoli in circolazione in viale Vittorio Veneto”.
Salgono a 18 le Bandiere Blu conquistate dalle Marche per questo 2023 grazie alla new entry Porto San Giorgio in provincia di Fermo. La cerimonia di consegna è avvenuta oggi, venerdì 12 maggio, a Roma, alla presenza del ministro del Turismo Daniela Santanchè.
"Continua a crescere di anno in anno il numero di bandiere blu conquistate - commenta il presidente della Regione Francesco Acquaroli – e di conseguenza aumenta anche la nostra soddisfazione. Le Marche si confermano solide nella parte altissima della classifica nazionale e questo testimonia il grande lavoro che è stato svolto per la tutela dell'ambiente e la cura dei nostri litorali, un tema sul quale la giunta regionale è particolarmente attenta e attiva".
"Accogliamo quindi con entusiasmo questo importante certificato dello stato di salute delle coste marchigiane che ci sprona ad andare avanti con rinnovato slancio sulla scia di una strategia virtuosa che ritiene la sostenibilità un fattore di crescita responsabile ed intelligente anche nel turismo”.
"Il mare pulito e le spiagge attrezzate con il massimo dei comfort e dei servizi di qualità, sapranno infatti rendere ancora più competitiva l’offerta balneare e sempre più esclusive le vacanze per tutti coloro che scelgono le Marche".
La bandiera blu è un riconoscimento che viene conferito da ben 37 anni dalla Fee (Foundation for Environmental Education) alle località costiere europee che soddisfano severi criteri di qualità relativi a parametri delle acque di balneazione e al servizio offerto, tenendo in considerazione ad esempio la pulizia delle spiagge e gli approdi turistici.
I Comuni marchigiani che nel 2023 sventolano la Bandiera Blu sono: Gabicce Mare, Pesaro, Fano, Mondolfo-Marotta, Senigallia, Ancona-Portonovo, Sirolo, Numana, Porto Recanati, Potenza Picena, Civitanova Marche, Porto San Giorgio, Fermo, Altidona, Pedaso, Cupra Marittima, Grottammare e San Benedetto del Tronto.
"È sempre un'emozione - ha detto il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica - e ritirarla di persona lo è ancora di più. Sono orgoglioso di poter condividere questo prestigioso riconoscimento, ottenuto per 20 volte consecutive, con la mia Città. La soddisfazione è grande perché ottenerla è sempre più difficile in quanto ogni anno la FEE alza il livello dei servizi che la città deve garantire”.
“Un ringraziamento dovuto e sentito, quindi, alla nostra squadra di dipendenti, agli operatori, alle associazioni e a tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo obiettivo. Continueremo a lavorare per rendere la nostra città sempre più bella, fruibile, sostenibile ed inclusiva".
Il questore Vincenzo Trombadore saluta Macerata dopo due anni e mezzo. L'annuncio è arrivato questa mattina nel corso di un incontro con la stampa in cui il questore ha voluto anche congedarsi dalla città. "Ho conosciuto una collettività fatta di persone operosissime - ha affermato -, gente lavoratrice la cui dignità si tocca con mano. Per me è stato un onore poter essere utile in questa provincia".
Ad attendere Trombadore c'è una nuova destinazione, in Sicilia, sua terra d'origine: "Sono stato chiamato dal Governo a essere utile in un altro contesto, con la nomina a questore di Ragusa. Mi troverò a fare i conti con la gestione del fenomeno migratorio, visto che Ragusa è tra le aree di primissima accoglienza dei migranti. Si tratta di un incarico gravoso, ma al contempo importante", spiega.
Nelle parole di saluto del questore particolare importanza rivestono l'ascolto definito come un "dovere per le forze di polizia", visto che "solo così si comprendono le esigenze dei cittadini" e la cooperazione: "Abbiamo sempre agito come un gruppo, e operato in stretta sinergia anche con l'Arma dei carabinieri come in occasione - ricorda Trombadore - dell'arresto del responsabile della folle violenza avvenuta a Civitanova Marche lo scorso 8 agosto, pochi giorni più tardi l'omicidio di Alika".
Il questore ricorda con particolare fervore anche le collaborazioni intessute con le università di Macerata e Camerino, presso la cui sede ha tenuto un ciclo di seminari sul diritto: "È stato un piacere condividere con il mondo cattedratico quelle che sono le estrinsecazioni delle forze di polizia - dice -. Un'idea che mi venne durante un colloquio avuto con mia figlia e che ha avuto una risposta entusiastica da parte degli studenti".
Sull'Hotel House "abbiamo continuato un'attività dedicata a quel contesto - aggiunge -. Non si tratta soltanto di un problema di sicurezza, ma anche a livello sociale. Non abbiamo abbassato la guardia". "Porto con me anche un grande arricchimento culturale, mi sono ritrovato in una terra d'arte e con piacere ho fatto visitare il territorio maceratese, che prima non conoscevo, a quante più conoscenti possibili", conclude Trombadore.
Terminati i lavori di consolidamento e restauro dell’arco della principale porta d’accesso alla città di Treia. L’intervento è stato realizzato in abbinamento a quello di palazzo Broglio – Rainaldi per un importo complessivo di 350mila euro. L’arco collega il palazzo al teatro comunale.
Nello specifico l’intervento di recupero del dissesto, avvenuto a seguito del sisma 2016, ha previsto il rafforzamento mediante cuciture elicoidale d’acciaio e il consolidamento in mattoni oltre al restauro dell’intera porta che è tornata così all’antico splendore. Proprio in questi giorni sono stati tolti gli ultimi teli dalla facciata della porta che è tornata così a mostrarsi alla città e ai visitatori.
«Un recupero davvero bellissimo e naturale, che ha ridato al principale ingresso della città il suo antico splendore, preservandone le caratteristiche originali – ha detto il sindaco Franco Capponi - Anche questo è un segnale di ciò che stiamo facendo per rendere una città sempre più bella e fruibile, come dimostra anche l’intervento che abbiamo deciso di realizzare su un’altra porta».
Nel frattempo, infatti, sono iniziati i lavori di restauro di un’altra porta d’accesso al centro storico di Treia: Porta Roma. Essa si colloca sul lato est del centro ed è utilizzata, secondo la viabilità attuale, come uscita dal medesimo. «La volontà di eseguire questo intervento nasce dall’intenzione di dare continuità a quelli eseguiti dal privato sull’edificio, che è un’abitazione privata e che hanno compreso anche il restauro della facciata» ha spiegato il primo cittadino.
La struttura della porta è realizzata principalmente in muratura di mattoni pieni sia per quanto riguarda i paramenti murari sia per la volta a botte sia per l’arco a sesto acuto su cui in passato era effettivamente installata la porta. Un intervento per l’importo di 21mila euro.
L’azione umana, che anni fa aveva allontanato gli animali dai loro habitat naturali, oggi li sta riportando nelle città, e non è desueto assistere a convivenze - più o meno pacifiche – fra persone e animali nei centri cittadini.
Il caso di oggi riguarda il comune di Recanati, ma le indicazioni che seguono rappresentano un utile vademecum da ricordare nel caso in cui si verifichi un incontro faccia a faccia con uno o più esemplari di lupi.
"Ci sono diversi branchi qui che vivono molto vicini alle persone, con diversi maschi alfa di taglia più grande - racconta una cittadina recanatese, residente in contrada Mattonata - Sono tutti dotati di collare, non hanno mai fatto danni o creato problemi, ma è capitato anche che qualcuno li incontrasse mentre era a spasso con il cane e che scappasse urlando in preda al panico".
Dato l’aumento delle segnalazioni e il crescente numero di casi confermati, è opportuno ricordare i buoni comportamenti da adottare e, al contrario, ciò che è meglio evitare nel caso ci si imbatta con dei lupi.
"La progressiva espansione del lupo, - si legge in una nota diffusa dai carabinieri forestali - specie protetta in Italia dal 1971 (attualmente l'uccisione viene punita con l'arresto o pesanti ammende), lo ha riportato in contesti dai quali era scomparso per mano dell'uomo, anche in aree di pianura e litoranee, spesso prossime a piccoli grandi nuclei urbani".
"Nonostante non rappresenti un pericolo per l'incolumità delle persone (in Italia non si registrano attacchi mortali da parte del lupo agli esseri umani dal lontanissimo 1825), il ritorno del lupo impone il rispetto di semplici consigli comportamentali per favorire una tranquilla coesistenza", viene precisato.
"In caso di avvistamento si consiglia, quindi, di non fare movimenti bruschi ed evitare di correre. Se l'animale tarda ad allontanarsi si aggiunge nella nota - fare rumore battendo le mani o parlando a voce alta. Non seguirlo, neanche per scattare foto o video, non richiamare la sua attenzione e mantenere sempre una distanza di almeno 100 metri. Non interferire in alcun modo se sono presenti dei cuccioli o il lupo sta consumando una preda".
"Altra raccomandazione è quella di non abbandonare nell'ambiente rifiuti o scarti di cibo e non tenere cani o altri animali domestici in cortili esterni accessibili, specialmente nelle ore notturne. Agli allevatori si chiede di proteggere il bestiame con cani da guardiania, recinzioni o ricoveri naturali anti-lupo. E di non lasciare scarti organici nelle letamaie o nei pressi delle stalle" concludono i carabinieri della Forestale.
La Giunta comunale ha deliberato oggi l’intitolazione del campo sportivo della frazione di Villa Potenza a Michele Gironella per onorare la memoria del giovane scomparso lo scorso agosto, a soli 25 anni, durante una partita di calcio in Perù.
Appassionato di calcio, Gironella aveva vestito le maglie di Abbadiense e Palombese e proprio presso il campo di Villa Potenza, dove sono state celebrate le sue esequie, avrebbe dovuto giocare nella stagione 2022/2023 tesserato con la società Helvia Recina Calcio.
“Ringraziamo il consigliere Alessandro Bini per aver proposto l’ordine del giorno di intitolazione - su richiesta della Società Sportiva Helvia Recina Calcio - e tutto il Consiglio comunale per averla votata all’unanimità" – ha commentato l’assessore Paolo Renna -.
"Un ringraziamento particolare al Prefetto Flavio Ferdani che ha concesso la deroga dato che la normativa prevede il divieto di intitolazioni a persone decedute da meno di dieci anni. Abbiamo voluto dedicare un luogo pubblico a Michele Gironella, in accordo con la sua famiglia, per ricordare la sua memoria, il suo animo solare e sempre disponibile verso gli altri e il suo legame con la comunità maceratese”.
Si è concluso il laboratorio di training della memoria organizzato nell'ambito del progetto di prevenzione "Vengo prima io", finanziato dal Comune di Treia e gestito dall'impresa sociale Cambiamenti. Un grande successo di partecipazione e interesse da parte della cittadinanza treiese e non solo che ha partecipato assiduamente agli incontri informativi rivolti alla popolazione su tematiche di prevenzione in terza età e aderito con curiosità e interesse ai due laboratori (training della memoria e ginnastica posturale).
Sintomo della volontà del cittadino di conoscere, ma anche di essere in grado di assumere un ruolo di responsabilità e attenzione nei confronti del proprio benessere e della propria salute. Questo è stato confermato anche dal numero delle richieste di screening a cui la popolazione si è sottoposta in questi mesi.
«Un primo passo che lascia ben sperare per nuove progettualità future – ha detto il sindaco Franco Capponi - Oltre a proseguire il percorso di prevenzione primaria, il Comune ha in cantiere di mettere in campo azioni di prevenzione secondaria nei confronti dei cittadini che hanno problematiche di decadimento cognitivo in un progetto di rete che via via coinvolgerà anche altri comuni limitrofi».
La Giunta recanatese, guidata dal sindaco Bravi, ha approvato il progetto definitivo per l’intervento di restauro e rifunzionalizzazione di alcuni locali comunali del complesso di Villa Colloredo Mels finanziato dai fondi del Pnrr dell'Unione Europea – NextGenerationEU per l’importo complessivo di 875.087,33 euro.
“Con i locali del complesso di Villa Colloredo Mels siamo a quota sei interventi approvati su i sette progetti di rigenerazione urbana che siamo riusciti a farci finanziare dall’Unione Europea per la somma totale di euro 5. 470 944,93 - ha dichiarato il sindaco Antonio Bravi –. Un grande lavoro di squadra portato avanti con i nostri uffici tecnici che lavorano incessantemente prima per la ricerca e l’aggiudicazione dei fondi del Pnrr e poi per realizzazione dei progetti stessi. A tutti loro va il nostro ringraziamento più sentito”.
I locali fanno parte del complesso di Villa Colloredo Mels, di proprietà comunale, villa nobiliare con struttura originale risalente al Medioevo, storicamente destinati alla servitù e a tutto il personale impegnato nella complessa attività della dimora nobiliare.
Con la ristrutturazione e il riuso dell’immobile esistente, attualmente non utilizzato, l’Amministrazione comunale realizzerà un contenitore per la promozione delle attività culturali e sociali in un'ottica di cooperazione sinergica con l'attuale museo cittadino a servizio del quartiere e dell'intera comunità recanatese. L'intervento comprende il restauro edilizio dell’immobile e la creazione di spazi espositivi e laboratori artistici e linguistici.
“Siamo molto felici per questo finanziamento che ci permetterà non solo di recuperare un immobile che appartiene alla storia della nostra città ma di ampliare il nostro museo civico implementando l’offerta culturale e realizzare buone azioni di welfare culturale.- Ha affermato l’assessora alla Cultura Rita Soccio-.
“Siamo convinti che il restauro e la riqualificazione di questi spazi, grazie all'ormai consolidato principio che attraverso buoni interventi di riutilizzo di spazi e di trasformazione degli stessi in luoghi di promozione culturale e di attività sociali si può dare un sensibile contributo alla coesione sociale e alla crescita culturale ed economica della nostra città. Continueremo a lavorare con impegno e determinazione per promuovere la cultura e il benessere della nostra comunità".
L’unità immobiliare in questione è ubicata in prossimità dell’ingresso al complesso di Villa Colloredo in via Gregorio XII n. 9, confinante con l’altra via sottostante di via Campo dei Fiori e presenta un impianto planivolumetrico a base rettangolare articolato su quattro livelli, sottotetto con copertura a due falde.
“Il progetto del Pnrr approvato oggi intende completare il sistema museale di Villa Colloredo Mels con il recupero della palazzina dismessa da decenni e che da domani sarà al servizio della Pinacoteca, delle scuole per le varie attività didattiche e dei cittadini- ha detto l'assessore ai Lavori Pubblici Francesco Fiordomo - . Un importante recupero nell’area del Duomo che insieme a quello di Castelnuovo, di Montefiore e del rione Mercato migliorerà il decoro urbano di Recanati implementando i servizi sociali, culturali, ed educativi della città”.
“L’obiettivo è quello di realizzare un luogo aggregativo ed inclusivo, che si rivolga e metta insieme diverse fasce della popolazione e di età, offrendo alla comunità locale l'occasione di riappropriarsi e di rivivere nuovamente gli spazi urbani rigenerati, con evidenti miglioramenti nella sfera sociale, economica e ambientale”.
Il sindaco della città di San Severino Marche Rosa Piermattei, a nome dell’intera comunità settempedana, ha inviato un messaggio di solidarietà e vicinanza al collega primo cittadino di Bagnacavallo, Eleonora Proni, dopo la devastante alluvione che ha seminato distruzione in molte zone dell’Emilia Romagna.
Da Bagnacavallo, in occasione del terremoto del 2016, arrivarono aiuti verso la popolazione settempedana colpita dalle scosse con la consegna di diversi arredi destinati alle scuole e di fondi raccolti anche con l’organizzazione di una serata solidale svoltasi proprio nella cittadina ravennate alla presenza degli amministratori locali.
“Un’amicizia che mai scorderemo – afferma il sindaco Piermattei – Ho subito contattato la collega per offrirle la collaborazione e fornirle anche la disponibilità del nostro gruppo comunale di Protezione Civile”.
Immediata la risposta del primo cittadino di Bagnacavallo che ha ringraziato per i messaggi ricevuti e la solidarietà mostrata. E intanto proprio questa mattina i volontari del gruppo comunale di Protezione Civile del Comune di San Severino Marche, coordinati da Dino Marinelli, sono partiti alla volta di Conselice, uno dei centri colpiti. Porteranno aiuto alla popolazione utilizzando un modulo dotato di idrovora e torre faro.
Il dirigente della polizia locale Danilo Doria ha firmato un’ordinanza relativa alla modifica temporanea della viabilità per l’esecuzione dei lavori di manutenzione ordinaria presso il passaggio a livello di via Roma, a Macerata.
Il provvedimento prevede, dalle 23:00 del giorno 9 maggio alle 5:00 del giorno 10 maggio, in via Roma (in caso di condizioni meteo non favorevoli le medesime prescrizioni e divieti vengono spostati al giorno seguente (con orario dalle 23:00 del 10 maggio alle 5:00 dell’11 maggio): il divieto di transito con sbarramento fisico in prossimità del passaggio a livello in entrambe le direzioni di marcia eccetto veicoli di soccorso e pubblica utilità.
L’obbligo di svolta a destra con immissione in contrada Fontescodella per tutti i veicoli provenienti dalla provinciale 77 con direzione periferia-centro con sospensione temporale del divieto di transito eccetto residenti e autorizzati.
lLobbligo si svolta a sinistra con immissione sulla provinciale 77 per tutti i veicoli in uscita da Fontescodella e l’obbligo di svolta a sinistra con immissione in via Mattei (rotatoria Lions) per tutti i veicoli con portata massima superiore a 3,5 tonnellate, circolanti in direzione centro-periferia. I percorsi alternativi sono: Macerata-Sforzacosta: via Roma, via Mattei, via Cincinelli, contrada Valteia, SR485, Sforzacosta-Macerata: SR485, contrada Valteia, via Cincinelli
Dopo i lavori di riparazione del danno, con miglioramento sismico della struttura a seguito delle scosse di terremoto del 2016, torna agibile anche la chiesa di San Michele, piccolo tempio neoclassico che da sempre racconta un pezzo di storia della città di San Severino Marche.
Per le opere di ricostruzione l’Usr della Regione Marche ha stanziato un finanziamento pubblico di 148mila euro. Demolita una prima volta dopo il terremoto del 1799, la chiesa di San Michele fu danneggiata anche dalle scosse del 1997. In passato venne ricostruita ad opera del conte Severino Servanzi Collio su progetto di Ireneo Aleandri, lo stesso architetto dello Sferisterio di Macerata.
Già presidio dei Templari passò poi ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, Rodi e Malta. Fu inaugurata nel 1834.