In arrivo temporali e vento forte, già nelle prossime ore. A confermarlo è il portale geometeo.it secondo cui "Le prossime ore saranno caratterizzate da un generale peggioramento delle condizioni meteo sulla nostra regione per il transito di un sistema frontale seguito da aria più fresca ed instabile. Sulle Marche quindi atteso un generale aumento delle nubi, specie dal pomeriggio, con rovesci temporaleschi anche diffusi a cui sarà associato un sensibile calo termico".A questo proposito, anche la Protezione Civile delle Marche ha emesso una allerta meteo valida fino alla mezzanotte di oggi, lunedì 5 settembre.In vista del maltempo, dei fogli con istruzioni e raccomandazioni sui comportamenti da tenere nelle tende e nelle vicinanze degli impianti in caso di temporale sono stati affissi nelle tendopoli di Arquata del Tronto, uno dei Comuni devastati dal sisma del 24 agosto. Sfollati e addetti della Protezione civile si preparano ad affrontare l'ondata di maltempo annunciata per oggi da un avviso di condizioni meteo avverse. Ma presso il Com (Centro Operativo Misto) allestito in un ex allevamento ittico lungo la Salaria fanno notare che "le tende sono in grado di resistere a qualunque nubifragio, sono sigillate e isolate, hanno strutture robuste". Per soluzioni più stabili, come i moduli abitativi (anche se i sindaci stanno premendo per l'autonoma sistemazione con contributo), invece ci vorrà più tempo.
Il 4 settembre i tecnici della Protezione civile della Regione Marche delegati dal Di. Coma.C. di Rieti (Direzione di Comando e Controllo del Dipartimento Protezione Civile Ministero Interno) accompagnati dai tecnici dell’Ufficio Tecnico hanno verificato tutte le scuole comunali di Tolentino secondo il seguente ordine di risultato: Scuola Lucatelli agibile; palestra scuola Lucatelli agibile; asilo nido comunale Cucciolo agibile; istituto comprensivo Don Bosco agibile; scuola Grandi agibile; scuola Rodari agibile; scuola King agibile; asilo nido Green agibile.Di fatto i tecnici della protezione Civile hanno confermato il giudizio di agibilità già dato nei primi giorni dopo il terremoto dai tecnici del Comune di Tolentino. Tutti gli edifici sono agibili e quindi le lezioni si svolgeranno regolarmente.
Anche il cuore di Camporotondo batte forte. Circa duecento persone hanno preso parte domenica a pranzo all'Amatriciana solidale, promossa ai giardini Campofiera: un numero di persone altissimo se solo si pensa a un paese con poco più di 600 residenti.La solidarietà dei cittadini di Camporotondo è stata straordinaria, non solo per gli oltre 1700 euro raccolti e consegnati alla Croce Rossa, ma anche per lo spirito con cui i residenti si sono messi a disposizione di chiunque ha partecipato.Come in tutta Italia, il pranzo prevedeva un piatto di spaghetti con bibita al costo di 10 euro. Inoltre, chiunque avesse voluto, poteva preparare un secondo piatto da offrire al buffet. E il buffet è stato ricchissimo: chi ha portato salami caserecci, chi il vino, chi ha cucinato le patate, chi le fave: insomma, tantissimo cibo che la gente ha messo a disposizione degli altri per vivere convivialmente un momento di grande vicinanza alle vittime del terremoto.Fra l'altro, va anche sottolineato che i dieci euro del pranzo sono stati completamente devoluti in beneficenza: i costi vivi (piatti, posate, acqua, ecc.) se li sono caricati personalmente gli amministratori, tutti presenti con a capo il sindaco Emanuele Tondi. E a loro, come a tutti gli abitanti di Camporotondo, va un plauso fortissimo per quanto sono riusciti a fare.
Continuano ad aumentare di ora in ora le richieste di sopralluogo presentate al CentroOperativo Comunale e indirizzate al sindaco del Comune di San Severino Marche, Rosa Piermattei, a seguito del terremoto dei giorni scorsi. Più di 500 le pratiche già protocollate, almeno un altro centinaio in fase di completamento con la compilazione delle schede da parte dei tecnici incaricati dai privati ma anche direttamente dai cittadini. Fra questi ultimi ci sarebbero intere famiglie ma anche condomini di interi edifici e titolari di alcune imprese.“Si tratta di un’emergenza senza fine - fa sapere il sindaco - che sta costringendo a un super lavoro i nostri tecnici ma anche i volontari del gruppo comunale di Protezione Civile, che ci sono di supporto, insieme ai Vigili del Fuoco. Vorrei ringraziare quanti, praticamente senza soste, stanno lavorando alle verifiche. E vorrei anche sottolineare l’immediata risposta che stiamo avendo alla Regione Marche, in particolare dal Dipartimento della Protezione Civile, in ordine a sopralluoghi da noi stessi sollecitati come quelli presso gli edifici scolastici. Prezioso è anche il supporto dell’Assem che ha messo a disposizione dell’ufficio patrimonio un tecnico accreditato per effettuare le visure catastali necessarie per individuare le proprietà oggetto delle segnalazioni di danno post sisma”.Complessivamente il sindaco Piermattei ha firmato 14 ordinanze di inagibilità relative sia a fabbricati privati che ad abitazioni e accessori agricoli. Ulteriori provvedimenti, solo nelle ultime ore, hanno interessato la torre campanaria e la copertura della chiesa di San Domenico, in pieno centro storico. L’edificio è stato costruito agli inizi del Trecento dove un tempo si trovava la chiesa di Santa Maria del Mercato. Nel Seicento fu rimodellata ma tuttora conserva, all’interno della torre campanaria, splendidi affreschi tardo trecenteschi di Diotallevi di Angeluccio da Esanatoglia e, nella sagrestia, brani di affreschi dei Salimbeni.Con l’intervento di due grosse gru sono state messe in sicurezza i pinnacoli della torre campanaria e sono stati rimossi i mattoni e i coppi dei timpani che in parte erano caduti su di un tetto sottostante.Il C.O.C. comunale fa sapere che sono in corso, da parte dell’Ufficio dei Beni Culturali ed Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche, che in settimana avrà anche il supporto di una unità di crisi diocesana U.C.C.A.T. che l’arcivescovo, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, ha istituito e che si avvale della collaborazione di docenti universitari specializzati nel campo delle strutture e della geotecnica, ulteriori sopralluoghi nelle chiese del territorio. Da una prima analisi risultano inagibili le chiese di Carpignano, per il rischio esterno, insieme a quelle di Cusiano e Santa Lucia del Serrone mentre, in via precauzionale, sono state chiuse le chiese di Granali, Stigliano e Aliforni. Danni sono stati registrati pure ai locali parrocchiali della chiesa di Colleluce.
Sono indette per il prossimo 16 ottobre le consultazioni per l'elezione del rappresentante degli immigrati in seno al Consiglio comunale.I cittadini stranieri possono presentare la propria candidatura al segretario comunale entro le ore 12 del prossimo 16 settembre. La dichiarazione deve essere sottoscritta, con firme autenticate, dal candidato e da non meno di 10 e non più di 30 elettori, sul modulo che può essere ritirato al’ufficio Elettorale in viale Trieste 24, alla Segreteria Generale del Comune in piazza della Libertà 3 o scaricato dal sito del comune www.comune.macerata.it .Hanno diritto al voto i cittadini extracomunitari che abbiano compiuto il 18° anno di età, che siano in possesso di regolare permesso di soggiorno e residenti nel Comune di Macerata da almeno sei mesi alla data fissata per l’elezione. Non hanno diritto di voto i cittadini stranieri di uno stato membro dell’Unione Europea. Per partecipare al voto l’elettore dovrà consegnare il certificato elettorale, che verrà inviato a cura dell’ufficio Elettorale entro il decimo giorno antecedente la data delle elezioni, ed esibire un documento di riconoscimento e il permesso di soggiorno o documentazione che attesti la regolarità del soggiorno. Chiunque avesse smarrito il certificato elettorale potrà richiederne copia all’ufficio Elettorale.Le operazioni di voto si svolgeranno dalle 8 alle 20 nei seggi che verranno allestiti nei locali della ex scuola elementare, in via Verdi 10/A.Per ulteriori informazioni gli interessati possono rivolgersi all’ufficio Elettorale del Comune in viale Trieste 24, tel. 0733/256420 o 0733/256288.
Primo giorno di scuola oggi per i bambini dell'Agrinido della Natura di San Ginesio (Macerata), il servizio educativo per la prima infanzia della rete degli Agrinido della Regione Marche, l'unico operativo al momento nel territorio del Parco nazionale dei Monti Sibillini colpito dal sisma. L'agrinido, gestito dall'azienda agricola "La Quercia della Memoria", associata a Coldiretti, è uno dei quattro della rete attivata dall'assessorato regionale all'Agricoltura nell'ambito del progetto Rurale sociale. Sarà operativo fino a giugno 2017.Sono al momento sette i bambini iscritti, che completano un primo modulo, con la possibilità di arrivare complessivamente a dieci bambini come capacità massima del servizio, con una utenza distribuita nei Comuni in un raggio di 25 chilometri. L'apertura regolare del servizio - si legge in una nota - è "un segnale importante per il ritorno alla 'normalità' della vita quotidiana dopo il terremoto". (Ansa)
Dall’inizio della sequenza del terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle ore 03:36 italiane del 24 agosto, la Rete Sismica Nazionale (RSN) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha localizzato complessivamente oltre 5300 eventi: 159 i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0; 15 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 e uno di magnitudo maggiore di 5.0, quello di magnitudo 5.4 (Mw 5.3) avvenuto il 24 agosto alle ore 04:33 italiane nella zona di Norcia (PG). Dalle 19.00 di ieri sera (ora dell’ultimo aggiornamento) è stato registrato un solo evento di magnitudo maggiore o uguale di 3.0, alle ore 06:22 di questa mattina di magnitudo M 3.2 localizzato in Provincia di Macerata nei pressi di Castelsantangelo sul Nera.
L’entusiasmo dei bambini riempie la piazza principale della piccola borgata di Colmurano per la festosa inaugurazione del primo Pedibus al mondo coperto e chiuso per la sicurezza dei bambini.L’idea è venuta a Patrizio Merelli che, dopo ricerche e vari tentativi, ha portato a termine il progetto “Merellipedibus: un futuro sostenibile” con il quale intende promuovere questo tipo di mezzo di trasporto senza motore sostituendo per quanto possibile il classico scuolabus nelle scuole, cercando di combattere i problemi quali l’obesità infantile, l’inquinamento dell’ambiente, migliorando la coordinazione motoria.Dopo i ringraziamenti del sindaco Ornella Formica, la canzoncina cantata dai bimbi e una profonda riflessione poetica sul mondo dei più piccoli, avviene finalmente il taglio del nastro e il Merellipedibus muove i suoi primi passi tra l’enfasi generale. È stato sorprendente il successo che l’iniziativa ha riscosso tra grandi e piccini e il divertimento che ha destato ai suoi piccoli viaggiatori; infatti l’unica cosa che ha convinto i fanciulli a scendere è stata l’arrivo della pizza.Le scuole primarie che desiderano avere ulteriori informazioni possono chiamare il n. 380 4501897. Merelli collabora da oltre tre anni con le Scuole Primarie dell’Italia centro-nord offrendo loro due musei itineranti unici in Italia: uno sulla scuola elementare del 1800 e l’altro sulla preistoria, entrambi allestiti all’interno di due megabus.Ora ha esordito il Merellipedibus il primo ed unico Pedibus al mondo brevettato coperto e chiuso e realizzato interamente in Italia. Il Merellipedibus è una forma di trasporto scolastico per gli alunni delle elementari che vengono accompagnati a piedi a scuola da adulti con le stesse modalità (percorsi però esclusivamente pedonali su marciapiedi e fermate) dello scuolabus. In pratica, i bambini, anziché prendere l'autobus o lo scuolabus, alla fermata davanti la propria abitazione si aggregano ad una comitiva guidata da alcuni addetti volontari (solitamente nonni) giungendo fino a scuola, e compiendo il percorso inverso ritornando a casa.CaratteristicheIl Merellipedibus consiste nel far andare a scuola gli studenti a piedi in modo organizzato, accompagnati da adulti volontari sostituendosi principalmente all'uso dell'auto privata ma anche ai servizi di trasporto pubblico o di scuolabus. Si tratta di una mobilità alternativa con fermate predefinite, (come per gli autobus), figure d'accompagnatori (nonni), dedicata principalmente agli scolari delle Scuole Primarie per raggiungere la scuola a piedi.Caratteristica importantissima è la sicurezza in quanto i bambini possono accedere od uscire solo dalla porta presidiata dall’adulto volontario.Il Merellipedibus è organizzato, infatti, come un vero autobus, con linee, fermate, orari, "trasporta" i bambini dalla fermata vicino a casa fino a scuola in modo sicuro, ecologico e salutare. Inoltre Il Merellipedibus non si ferma neanche con la neve e con pioggia, freddo e giornate di sole bollente i bambini sono protetti.Il Merellipedibus prevede fermate, proprio come gli scuolabus, dove l’alunno viene raccolto ad orari previsti, viene fornita la tabella oraria, per essere accompagnati a piedi da adulti volontari a scuola seguendo appositi itinerari fissi. Il servizio è coadiuvato dalla polizia locale, o altro personale legato agli enti locali, che si preoccupa di presidiare gli attraversamenti stradali.L'organizzazione dei Merellipiedibus è curata da comuni, scuole o associazioni di genitori o altro in coordinamento tra loro. Il servizio è generalmente affidato a volontari che ne assicurano l'esercizio. Il Merellipedibus è un servizio sempre gratuito (a differenza dell'autobus e lo scuolabus) proprio perché organizzato dai comuni, da associazioni di genitori o di volontari e in linea con le finalità che si prefigge (il risparmio per ogni famiglia, in cinque anni di scuola primaria, che accompagna davanti alla scuola il figlio con la propria auto è di circa € 500). FinalitàLa finalità con cui nasce il progetto è essenzialmente quello di promuovere l'esercizio fisico nei bambini educandoli a muoversi a piedi preferendo, nelle piccole distanze, questa modalità all'auto o al trasporto pubblico. Lo scopo principale è di educare ad una cultura ambientale e salutistica. Il Merellipedibus è preferito dai genitori anche per motivi di sicurezza, preferendo che i propri figli si rechino a scuola in compagnia e vigilati, magari per un percorso più lungo ma più sicuro e tutelato. Per migliorare l’ambiente invece si sottolinea come il Merellipedibus tolga dalle strade le auto dei genitori che compiono il percorso casa-scuola due volte o più al giorno con uno dei due viaggi a carico vuoto, contribuendo anche a un significativo risparmio economico. Gli insegnanti sottolineano invece l'aspetto aggregativo, di sicurezza anche in funzione anti-bullismo. Ma si sottolinea in generale la maggior sicurezza dei bambini rispetto al più veloce trasporto su autobus scarsamente presidiati o molto affollati, potenzialmente più insicuri per i minori.Il progetto in definitiva, nasce con lo specifico scopo di combattere il crescente fenomeno dell'obesità infantile e migliorare il coordinamento motorio, si rivela utile anche per promuovere la socializzazione e l'autostima dei bambini e cosa non secondaria riduce il traffico veicolare nei pressi delle scuole giovando più in generale all'ambiente. Caratteristiche e dimensioni:lunghezza da metri 6,80 x 10 bambini fino ad arrivare a metri 11,10 x 20 bambini larghezza metri 0,75altezza metri 1,80Esso può effettuare curve anche di 90° ed ospita 2 adulti (uno in testa ed uno in coda) e 20 bambini; esso è superleggero, sostenuto da 28 ruote in gomma affinchè il peso non va assolutamente a gravare sui 12 occupanti, inoltre anche tutti i loro zaini vengono riposti nell’apposito spazio bagagli. Tutti i 28 finestrini presenti posso essere aperti o chiusi singolarmente. Il Merellipedibus si chiude facilmente e rapidamente (basta un solo minuto) ed ha un ingombro di appena di 80 cm.
Il Sindaco Giuseppe Pezzanesi e l’Assessore alle Politiche Sociali Fausto Pezzanesi, nel corso di una conferenza stampa, alla presenza di Lauretta Corridoni dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Don Bosco, Mara Amico Dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “G. Lucatelli”, dei Presidenti dei Comitati Mensa Giuseppe Ristoro e Gian Nicola Ferranti e di Emilio Benedetti della ICCS di Matelica che fornisce il software, hanno illustrato la nuova app che consentirà ad ogni famiglia, in maniera completamente digitale, di gestire il servizio mensa delle scuole materne, della primaria e della secondaria di primo grado dove vengono preparati, mediamente, circa 900 pasti al giorno.Un mutamento importante quindi della gestione dei Buoni Pasto cartacei che da questo mese di settembre andranno a scomparire, divenendo “digitali”. Questo nuovo servizio, già adottato, tra gli altri, dai Comuni di Macerata e Senigallia, interesserà le scuole materne, le elementari e le medie degli istituti comprensivi “Don Bosco” e Lucatelli” e consentirà a tutte le famiglie, in maniera facile e pratica, di gestire l’acquisto dei buoni pasto delle mense scolastiche comunali.Tolentino diventa così una cosiddetta “smart – city” a partire dalle mense scolastiche e dai buoni pasto.Con questa moderna applicazione - ha spiegato l’Assessore Fausto Pezzanesi - miglioriamo ancora innovando il servizio con la tecnologia, con i tablet ai cuochi, le card alle famiglie e l'app da scaricare sul proprio smartphone o cellulare. Contemporaneamente si semplificano le operazioni per iscriversi, pagare ed informarsi. E’ bene ricordare, ancora una volta, che le tariffe del servizio mensa del Comune di Tolentino sono tra le più competitive del territorio pur rispettando un alto standard qualitativo del cibo servito, tutto a “km zero” e preparato in ogni singolo punto di scodellamento. Infatti tutte le scuole hanno la propria mensa dove operano, con grande professionalità i cuochi e il nostro personale comunale, coadiuvato da molti volontari delle associazioni cittadine. Con i genitori dei Comitati Mensa ci confrontiamo periodicamente per controllare il servizio, correggere criticità, verificare la qualità, conoscere i fornitori e per avere costante interazione con i nutrizionisti dell'Asur che compongono il menù delle scuole, in base all’età degli alunni e quindi alle loro esigenze nutrizionali.A partire da questo mese di settembre la gestione del buono pasto per tutte le famiglie avverrà in maniera semplice e funzionale.In pratica basterà seguire cinque facili indicazioni.1 - LA DOMANDA il genitore dovrà compilare e sottoscrivere a partire da lunedì 12 settembre 2016 il modulo d'iscrizione tramite l'Ufficio Servizi Sociali del Comune di Tolentino entro il mese di settembre.2 - LA CARD il genitore riceve una card con indicato il cognome e nome del titolare e un numero di matricola che identifica la sua posizione nell'anagrafica del sistema informatico. Questo numero si utilizza per il pagamento del servizio e per controllare on-line la propria situazione.3 - IL PAGAMENTO prima di utilizzare il servizio mensa occorre effettuare un versamento corrispondente al numero dei pasti recandosi presso la Banca Marche (gratuito) mostrando la card, oppure con bonifico bancario da altra banca o tramite internet banking (con eventuali spese come previsto dalla propria banca e gratuito se effettuato da conto Banca Marche), indicando l'IBAN di accredito IT76 P060 5569 2000 0000 0019 232 e nella causale il numero di matricola seguito dal cognome e nome del titolare così come riportati sulla card. Si ricorda che il versamento minimo che dovrà essere effettuato al momento dell’iscrizione è di 50 euro.4 - LA PRENOTAZIONE la richiesta dei pasti per tutti gli ordini di scuola è fatta da ciascuna scuola tramite gli operatori che rilevano quotidianamente le prenotazioni degli alunni e le inviano alle cucine entro le 9,455 - IL CONTROLLO i genitori attraverso il front-office on-line del Comune di Tolentino e tramite l'app da scaricare sul proprio smartphone o cellulare, inserendo le proprie credenziali, possono verificare la propria posizione in qualsiasi momento. Per informazioni si può chiamare l’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Tolentino ai numero 0733.901321 – 901323.Per compilare e sottoscrivere la domanda e per ritirare la propria card a partire da lunedì 12 settembre, l’Ufficio Servizi Sociali ha aperto un apposito sportello nella nuova sede del Comune, al piano terra della Palazzina di via Roma (ex caserma Carabinieri) che per tutto il mese di settembre rimarrà aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 13 e il martedì e giovedì pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 18.00.Inoltre a breve verrà anche attivata una mail dedicata ai Comitati mense per suggerimenti e richieste di informazioni.Ovviamente nei primi giorni di attivazione di questo nuovo servizio si potranno verificare, come normale, piccoli problemi e quindi si invitano le famiglie a collaborare e ci si scusa fin d’ora. Il Sindaco e l’Assessore hanno ringraziato tutti i punti vendita che sinora hanno collaborato per la vendita dei buoni pasto delle scuole cittadine: Bar Jolly, Carta e Penna, Cartolibreria Filelfo, Cartoleria Mafalda, Cartoleria Vera, Clara Ciamarra, Ebe Emiliozzi, Tabaccheria edicola Bartolucci, Tabaccheria Carradori, Tabaccheria Ferretti, Tabaccheria Foglia, Tabaccheria Mammana’s, Tabaccheria Piccinini, Tabaccheria Saltalamacchia, Tabaccheria Vitali.
Svolgimento regolare mercoledì prossimo (7 settembre) per il mercato settimanale.“Dopo una pausa di due settimane dovuta, prima alla concomitanza della fiera di San Giuliano e dopo, a causa del sisma del 24 agosto, alla messa in sicurezza di alcuni edifici del centro storico – interviene l’assessore alle Attività produttive, Paola Casoni - da mercoledì si ritorna alla normalità. L’attività commerciale riprenderà nella sua consueta collocazione nel cuore della città dove troveranno posto le tradizionali bancarelle”.
Dalla segreteria provinciale di Macerata di Rifondazione Comunista riceviamoDalle macerie del terremoto, affiorano ogni giorno, purtroppo le macerie della politica. Oggi tocca all’allarme, ci auguriamo esagerato, per la diga di Castriccioni a Cingoli. Da tempo, almeno cinque anni, sono è stata rilevata l’usura e la fatiscenza dei piloni di sostegno, e il rischio di cedimenti di questo contrafforte. Necessitavano interventi urgenti già allora, oggi siamo al panico. Allarmismi per arrivare prima alla corsa delle risorse per la ricostruzione? Denunce per allontanarsi dalle responsabilità future ed occultare le presenti? Rimane il fatto che superficialità, mancati controlli, gestioni allegre degli appalti oggi ci consegnano un supplemento di problemi che aggiunti ai danni del terremoto producono grande preoccupazione e sconcerto.Ora più che mai, perciò, occorre il protagonismo dei cittadini, tutti, l’impegno dei soggetti che nella società godono ancora di credito e autorevolezza, le associazioni, i comitati cittadini, le amministrazioni locali quando sappiano essere portatrici di progetto e ascolto democratico. In queste settimane la Regione Marche e la sua giunta hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza. E’ ora che le popolazioni colpite dal sisma, quelle che come a Cingoli, temono sulla sicurezza del patrimonio edilizio pubblico a cominciare dalle scuole e dai presidi sanitari, possano diventare gli interlocutori primi ed ascoltati, perché solo cosi il percorso della ricostruzione potrà essere trasparente e appropriato. In effetti più che Cantone, è la partecipazione attiva la vera garanzia del futuro".
Un disguido, il sostituto del prete che non arriva e i fedeli, pronti a santificare la domenica, restano in vana attesa. Così questa mattina è saltata la messa a Casette Verdini di Pollenza.Nessun preavviso, i fedeli - un centinaio - in prevalenza donne, sono arrivati puntuali e si sono seduti con ordine ai banchi. Sono passati i minuti, ma sull’altare non è salito alcun celebrante. Le donne, per guadagnare tempo nella speranza che un celebrante arrivasse, hanno improvvisato un rosario: ospiti della Casa del Signore, hanno alzato le loro preghiere tra le navate prendendo tempo sperando nell’arrivo del don. Invano. Alla fine si sono arrese e, completati Ave, Pater, e Gloria, se ne sono andate.Don Mario Simonetti, il parroco, era partito per andare in gita a San Giovanni Rotondo e aveva preso accordi con un sostituto che, però, non si è visto. Così, alla fine, il manipolo di fedeli è stato costretto ad arrendere: sarà per domenica prossima...
Entra nel vivo e con un’importante novità, la festa Madonna del Ponte e 21° Sagra della Pizza a Passo di Treia.Il Comitato Parrocchiale Festeggiamenti ha deciso di annullare i fuochi d’artificio di domenica 4 settembre, la giornata in assoluto più ricca di iniziative. Una scelta non facile perché lo spettacolo pirotecnico, qui accompagnato dalla musica, è sempre stato una grande attrazione, ma la rinuncia appare particolarmente lodevole. I soldi dei privati che finanziavano i fuochi infatti saranno destinati alle associazioni che operano in favore delle famiglie colpite dal terribile sisma. Un gesto dunque non solo di vicinanza e sensibilità, ma anche di aiuto concreto (che si somma ai proventi della pesca di beneficenza).La festa, che da giovedì sta calamitando fedeli e visitatori davanti la moderna chiesa della Natività di Maria, domani sarà in fermento già dalle 8 con la tradizionale fiera -150 espositori- lungo tutta la strada che taglia il paese. Poi alle 17 nel salone parrocchiale presentazione del libro “Le Marche” di Medardo Arduino, infine alle 21 concerto della band Vociferando. Lunedì alle 21 baby festival, giochi e animazioni per bambini, poi martedì il momento musicale più importante: alle 21 il concerto del gruppo La Sonda salito sul podio a febbraio nel "Sanremo Rock Trend Festival". Mercoledì sempre alle 21 chiusura con lo spettacolo teatrale all’aperto della compagnia La Nuova che presenta “Chi è più lesti…se la guadagna!”La manifestazione ogni sera garantisce 1.500 posti (anche al coperto) per mangiare, birra a volontà e i forni a legno producono pizze. Da 12 anni inoltre la festa si distingue –unico caso in Italia- per la Bio pizza, fatta unicamente con base ed ingredienti biologici.Con la conclusione delle iniziative civili e l’8 settembre nascita di Maria, subentra il programma religioso. Giovedì alle 21 Santa Messa in onore della Madonna e la tradizionale processione, sabato alle 19 Santa Messa nel 20° anniversario della morte di Don Franco Giustozzi. Lunedì 12 settembre infine alle 21 Cenacolo Mariano, Santo Rosario e Santa Messa presieduta dal Vescovo Nazzareno Marconi con la quale si saluterà Ariel Veloz e si accoglierà il nuovo parroco Gabriele Crucianelli.
Continua con successo la sua corsa anche a Treia la carovana della solidarietà per le popolazioni colpite dal terremoto dello scorso 24 agosto. Molti, infatti, i partecipanti all'iniziativa promossa dal bar “Il Grottino” presso gli spazi del Mercato Coperto, struttura adiacente al Palazzo comunale, nella scenografica piazza della Repubblica.Anche stavolta, nutrita la generosità messa in atto tra commercianti, associazioni e privati cittadini: tra questi i supermercati Madis “Le Guglie” e Coal, Qui Alimentari, Il Fornaccio, Le delizie del forno, Ibalt, Buccolini Frutta e Frutta “Da Nadia”. All'evento hanno contribuito con la loro collaborazione anche la Pro Loco Treia (garanti della raccolta con la locale Protezione civile), il Quartiere Vallesacco e il Comune di Treia. Evidente la soddisfazione degli organizzatori: la “amatriciana della solidarietà” ha consentito di raccogliere in una sola serata ben 1.506 euro, incasso interamente devoluto questa mattina, venerdì 2 agosto, in favore del Comune di Arquata del Tronto.
da Alberto Mobili per Vince Civitanova riceviamoFinalmente, dopo che i cittadini avevano chiesto a gran voce di salvaguardare il nosocomio Civitanovese, come dimostrato anche delle molte migliaia di firme da noi raccolte, anche l'amministrazione ha dovuto prendere atto di questa necessità, e preservare l' ospedale nella nostra città.Certo questa scelta al sindaco Corvatta e alla sua amministrazione deve essere costata molto, perché comprende la tacita ammissione di aver commesso numerosi errori . Proprio dal sindaco Tommaso Corvatta ai primi di agosto 2015, arrivava la proposta di chiudere tutti gli ospedali per una Torrette della vallata del Chienti, durante un incontro tra sindaci di Civitanova, Montecosaro, Morrovalle e l'appena eletto presidente della Regione Luca Ceriscioli . Proposta che evidentemente ha colpito a tal punto il presidente della Regione che, non solo l'ha presa in considerazione ma l'ha fatta sua, fino alla situazione attuale che vede in dirittura di arrivo la scelta del posizionamento della struttura tramite un'applicazione . Questa scelta verrà fatta soprattutto in base alle strade di collegamento tra le varie città, in modo che si assicuri a tutti un rapido arrivo in ospedale e, proprio questo, potrebbe essere il problema più grande per l'approvazione della proposta della nostra amministrazione. Un'altra scelta inopportuna si è rivelata infatti quella di cancellare il progetto del cavalcavia, senza preventivamente adottare soluzioni alternative che avrebbero dovuto sopperire all'aumento di traffico dovuto all'apertura dell'ultimo tratto della superstrada, come dimostrano le code chilometriche e i grandi disagi di questi ultimi giorni, non favorendo quindi il rapido raggiungimento del nosocomio.Una soluzione a questa problematica, sarebbe potuta arrivare sicuramente dal progetto di una complanare che fu presentato molti anni or sono, per cui si erano predisposte le principali connessioni come nel caso della doppia corsia in tutto il tratto di via Einaudi che sarebbe poi sfociato in un ponte sul fiume Chienti , e della rotonda Panciotti a nord che avrebbe portato un asse principale proprio adiacente all'ospedale, fino a raggiunge la statale. Anche qui la scelta di non cercare di agganciare il progetto alla realizzazione della terza corsia chiedendo alla società autostrade migliorie, come invece ha fatto Senigallia che ha inaugurato recentemente l'opera, rischia anche in questo caso di ritorcersi contro l'amministrazione e la sua proposta. Non parliamo poi delle polemiche, dei manifesti seguiti a una campagna mediatica contro Vince Civitanova, che cercava di informare tempestivamente i cittadini della situazione dell'ospedale che adesso si è palesata essere quella che noi avevamo dipinto e mostrato sin dall'inizio, disperdendo colpevolmente le energie e le attenzioni dei civitanovesi da un problema che si ripercuoterà sulla vita di tutti. Certo la retromarcia del Sindaco, susseguente anche alla notizia che gli ospedali di Macerata e Civitanova sarebbero stati probabilmente ceduti per finanziare il nuovo polo sanitario, dopo aver sostenuto prima la necessità di chiudere tutti gli ospedali per una nuova struttura baricentrica e dopo aver dichiarato più volte che l'ospedale non avrebbe chiuso ma addirittura che sarebbe stato potenziato, in un certo qual senso ci lascia esterrefatti. La candidatura di Civitanova sembra infatti molto azzardata soprattutto di fronte alla richiesta fatta dall' Area Vasta 3 in cui si richiedono 15 ettari di terreno per 70000 metri quadri e 250000 metri cubi da edificare, 2500 posti auto, 550 posti letto di cui 368 realizzati in 12 moduli da 1000 metri quadri ciascuno, blocco centrale operatorio con sale operatoria, parto, terapia intensiva, diagnosi e tutte le palazzine per amministrazione logistica e approvvigionamenti. Speriamo solo che non sia il tentativo di mettersi a posto la coscienza a poco prezzo, cercando di togliersi le castagne dal fuoco poco tempo prima delle elezioni, dando in extremis la sensazione di aver tentato di percorrere tutte le strade, senza aver mai rinnegato il proposito iniziale di chiudere tutti i nosocomi comunali a favore dell'ospedale unico, auspicato fin dall'inizio, e che ora rischia di ritorcersi contro il suo stesso promotore.
Anci Marche ha deciso la nomina di una commissione straordinaria per il terremoto. Lo ha annunciato il presidente Maurizio Mangialardi, durante un direttivo straordinario insieme alla Protezione civile regionale e alla Regione Marche, alla presenza anche di Marco Iachetta, vice delegato di Anci nazionale per la protezione civile.La commissione sarà composta dallo stesso Mangialardi (Senigallia) e dai sindaci di Macerata, Fermo, Ascoli Piceno, Fabriano, Arquata, Force, Montegallo, dall'assessore Stefano Foresi per il Comune di Ancona, e dal coordinatore dei piccoli Comuni di Anci Marche Roberto De Angelis. Mangialardi ha esortato a continuare con lo "spirito collaborativo" che ha caratterizzato la prima fase dell'emergenza. Secondo l'assessore regionale Sciapichetti, "i sindaci sono i primi volontari nella tragedia del sisma, nella quale la solidarietà incredibile ed ha permesso di lavorare in sinergia con la Protezione Civile per gestire l'emergenza, dando risposte nell'epicentro e negli altri Comuni". (Ansa)
Sono stati provocati dall'attivazione di nuove faglie i terremoti di magnitudo 4.5 avvenuto alle 12:18 nel Maceratese e di magnitudo 4.3 registrato nella notte, alle 3:34 nell'area di Perugia. "Si sono attivate nuove faglie, secondo l'andamento teorico noto. Il quadro di interpretazione della situazione non cambia", ha osservato il sismologo Massimo Cocco, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).Le repliche avvengono perchè quando la faglia principale rilascia energia con il terremoto, induce le faglie adiacenti a caricarsi ulteriormente ed eventualmente a rompersi. "La faglia madre perturba il volume circostante, al punto che altre faglie più piccole che si trovano nelle vicinanze possono rompersi, dando le repliche", ha spiegato Cocco. Terremoti di magnitudo 4, come quelli avvenuti oggi nel maceratese e a Perugia, "sono stati generati da piccole faglie". La zona attivata negli ultimi giorni e che ha portato alle due repliche più forti è a Nord rispetto a quella più attiva nei giorni successivi al terremoto del 24 agosto, compresa fra Norcia, Amatrice e Accumoli. I sismologi sanno che è una zona con "un sistema di faglie complesso". Non stupisce quindi che, alla luce delle caratteristiche di quest'area, si siano registrati terremoti più forti rispetto a quelli di intensità decrescente dei giorni scorsi. "Sappiamo - ha concluso Cocco - che le fluttuazioni a livello di giorni non sono significative e non hanno nessuna validazione statistica".La scossa di magnitudo 4.5 è stata distintamente avvertita nelle Marche alle 12:18. Secondo l'Ingv l'epicentro del sisma, avvenuto a 9 km di profondità, è fra Castelsantangelo sul Nera (Macerata), Montegallo e Montemonaco, nell'area del terremoto del 24 agosto scorso, ma la scossa è stata avvertita fino ad Ancona e Fabriano. A seguire si sono avute altre 4 scosse nella stessa zona, la più forte di magnitudo 3, le altre fra 2.1 e 2.5. Tante le chiamate ai centralini dei vigili del fuoco per avere informazioni.Molta paura, ma al momento nessuna segnalazione di ulteriori danni nei Comuni dell'epicentro. Lo hanno riferito i sindaci. Paura, anche se nessuno è sceso in strada e non ci sono state richieste di soccorso, anche a Macerata. La scossa è stata sentita anche ad Accumoli, sotto il tendone del campo sfollati, dove era in corso una riunione con il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, il commissario Vasco Errani e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Curcio ha interrotto il suo intervento. Alcuni fra i terremotati che assistevano ai lavori si sono spaventati. (Ansa)
Dopo l'allarme lanciato ieri dai sindacati regionali della scuola circa il possibile trasferimento presso le sedi assegnate del personale docente e amministrativo della scuola residente nelle zone colpite dal sisma, il Ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, ha firmato l'ordinanza urgente che eviterà a docenti, educatori e componenti del personale Ata residente in edifici crollati, inagibili o indisponibili a causa del terremoto del 24 agosto di trasferirsi per insegnare altrove. È' l'onorevole maceratese Irene Manzi a dare la notizia del provvedimento appena adottato dal Ministero. "Dopo giorni di costante lavoro, in stretto contatto con sindacati, istituzioni regionali e parlamentari, il Ministero dell'Istruzione adotta un provvedimento urgente che riguarda direttamente anche la regione Marche e la provincia di Macerata. Questo consentirà al personale attualmente sfollato di poter restare nelle proprie zone di residenza, in questo modo evitando un trasferimento che avrebbe ulteriormente aggravato le condizioni materiali e psicologiche di quanti hanno perso la propria casa a seguito del sisma. Questo non esaurisce i tanti problemi che si stanno registrando in questi giorni nella nostra provincia, duramente colpita dal terremoto, (che ben conosciamo,ma cominciare dal mancato differimento delle imposte in alcuni dei Comuni maceratesi più colpiti, su cui insieme ai colleghi stiamo continuando a sollecitare un ampliamento del provvedimento adottato ieri), ma è segno di una presa di coscienza importante riguardo alla gestione della fase post-sisma."
Da Teresa Lambertucci (ex segretaria provinciale PD Macerata, capolista PD regionali 2015) e Alessandro Biagiola (ex assessore provinciale all’Ambiente, candidato regionali 2015), riceviamoLa gestione grottesca dell’elezione del presidente della Provincia di Macerata, in una stagione di riforme che dovrebbe andare verso il suo superamento, rivela le debolezze e le divisioni del PD provinciale di Macerata. Già all’indomani delle elezioni comunali di maggio, noi l’avevamo già scritto, era evidente come la supremazia dem in provincia fosse affievolita dalla perdita di comuni importanti come San Severino Marche e Porto Recanati, e dalla mancata conquista di Morrovalle o Castelraimondo.Tale scenario, unitamente al sistema di voto “ponderato” per l’elezione dei vertici provinciali evidenziava già che nella fascia “D” (rossa) quella dei comuni tra 10.000 e 30.000 abitanti, su 9 comuni il PD ne governava soltanto 3 (Recanati, Matelica e Corridonia). Questo avrebbe dovuto indurre a maggiore prudenza nella rivendicazione di un sindaco “targato PD” da contrapporre alla ricandidatura del presidente Pettinari (ricordiamo che persino prima delle elezioni comunali il segretario provinciale Novelli aveva improvvidamente dato un benservito “boomerang” per allora e per ora) senza che tale percorso venisse costruito prima né con gli alleati né con il centrodestra. Ma quand’anche non si fisse voluto lasciare spazio a tecnicismi politici e ragionato solo di teoria sarebbe da dare risposta all’interrogativo comune che tutti gli osservatori, elettori e non, hanno espresso: vale accapigliarsi così tanto per un ente in via di superamento? E la domanda è rivolta per lo più al PD che in queste ore dovrebbe essere impegnato a promuovere il referendum costituzionale che segna la cancellazione delle Province dalla Carta Fondamentale. No, cari cittadini, non ne valeva la pena, si sarebbe dovuto convergere su una “soluzione istituzionale” di transizione, per la gestione di questo passaggio di riforme, salvaguardando gli interessi del territorio maceratese sui progetti già avviati dall’Ato, (gestore unico provinciale dei servizi idrici) sull’ospedale unico provinciale o sull’impiego delle risorse disponibili del bilancio provinciale nel nostro territorio (scuole, strade, fiumi ecc.). E’ stato un errore invece cercare di utilizzare questa consultazione a fini politici, per smontare alleanze già in corso e costituirne di nuove con chi, in un passato non troppo risalente, ha rappresentato l’antiPD in Provincia o l’antiCeriscioli in Regione.Ma questo errore, grave, è stato commesso da tutti, anche da chi ha tentato all’ultimo momento di sparigliare le carte di una partita che fino a quel momento aveva condotto insieme ad altri imboccando mosse perdenti. Non ci dimentichiamo i ‘peana’ sulla ritrovata unità della direzione provinciale del PD espressi dal segretario regionale insieme a quello provinciale all’indomani della candidatura di Ornella Formica – a cui va comunque un ringraziamento per lo spirito di servizio espresso – o gli atteggiamenti di scherno nei confronti degli osservatori politici che hanno avuto solo la colpa di essere stati più acuti e illuminati dei dirigenti PD. Adesso è il tempo dell’umiltà, le accuse e le controaccuse di questi giorni di chi a vario titolo a partecipato a quella decisione non aiutano alla necessità di ritrovarsi e di riacquistare l’appeal necessario a fare programmazione politica sui temi che riguardano i cittadini della nostra provincia, che, giova ricordarlo, non sono per niente interessati al gioco delle candidature per una carica o per l’altra.
La situazione delle scuole cittadine dopo il sisma del 24 agosto scorso è stato il tema al centro della conferenza stampa convocata per oggi pomeriggio dal sindaco Romano Carancini subito dopo aver preso parte all’incontro di questa mattina a Castel Sant’Angelo sul Nera con i vertici del Dipartimento della Protezione civile della Regione Marche, presenti l’assessore regionale Angelo Sciapichetti e il neo presidente dell’Area Vasta Antonio Pettinari.Già ieri sera, a conclusione della fase di ricognizione per verificare la siicurezza dei diversi edifici, l’Amministrazione comunale, presenti il sindaco, il vice sindaco e assessore alla Scuola, Stefania Monteverde, l’assessore all’edilizia scolastica Paola Casoni, i dirigenti dei Servizi tecnici e Scuola rispettivamente Tristano Luchetti e Gianluca Puliti insieme ai funzionari Andrea Fornarelli e Giorgio Gregori, dopo una prima riunione tecnica interna, aveva incontrato i dirigenti scolastici, Santa Zenobi (scuola elementare Natali e scuola infanzia Liviabella), Anna Maria Marcantonelli (Convitto), Sabina Tombesi (Mestica), Ermanno Bracalente (Istituto comprensivo Fermi) e Rita Emiliozzzi (Dante Alighieri), per fare il punto della situazione e proseguire in stretta collaborazione con questi ultimi le prossime fasi di lavoro.“I sopralluoghi – ha riferito il sindaco – sono stati eseguiti più volte sulle 23 scuole, tra cui 5 asili nido, di proprietà comunale e la ricognizione a vista è tuttora in progress a causa dello sciame sismico che potrebbe modificare il quadro della situazione. I vari edifici sono stati esaminati uno ad uno, aula per aula e ad oggi possiamo affermare che le strutture sono complessivamente sicure e in grado di poter accogliere gli studenti, gli insegnanti e tutto il personale per l’inizio dell’anno scolastico fissato per il 15 settembre. L’analisi eseguita ha evidenziato nella maggior parte dei casi qualche filatura che però non ha interessato parti strutturali degli edifici e non ha rilevato elementi di criticità tali da dichiarare l’inagibilità”.“In base all’esame analitico l’unico edificio che presenta problemi è quello del Convitto nazionale - ha proseguito il sindaco – che in una parte dell’immobile mostra lesioni già esistenti riacutizzate dal sima mentre i locali che ospitano la scuola elementare e la mensa, sottoposti come noto negli anni scorsi ad un intervento significativo di recupero, sono completamente agibili. Criticità di minore gravità sono state riscontrate anche in due aule della scuola De Amicis, in un arco e in due aule della Mestica ma in questi casi la situazione è risolvibile e l’Amministrazione comunale intende intervenire immediatamente per sanare il tutto entro un paio di settimane e comunque prima dell’inizio del nuovo anno scolastico”.Rispetto alla situazione che si è venuta a creare al Convitto, il sindaco Carancini ha detto che la decisione finale, ovvero se dichiarare l’intero edificio inagibile o solamente una parte di esso, verrà presa solamente dopo la ricognizione che verrà effettuata a breve dai tecnici della Protezione civile regionale. Nell’ipotesi in cui venisse dichiarata la chiusura del Convitto, occorrerà trovare in tempi brevi un alloggio alternativo per le 250 persone che normalmente frequentano l’edificio compresi i convittori: “Su questo ci confronteremo con i dirigenti - ha detto il sindaco - e verranno prese in esame alcune ipotesi che già sono state avanzate e che vedono la possibilità di un eventuale trasferimento temporaneo in alcuni edifici scolastici della Provincia o nei locali dell’Istituto dei Salesiani”.“In questo momento la sicurezza delle scuole – ha concluso il sindaco Carancini rassicurand le famiglie, gli studenti e tutti coloro che operano nel mondo scolastico - è un’assoluta priorità dell’Amministrazione comunale non solo sotto il punto di vista dell’impegno ma anche dell’attività amministrativa. Ho chiesto ai dirigenti scolastici di avere fiducia nella professionalità di chi ha lavorato fino ad oggi e continua a farlo con grande senso di responsabilità, prudenza, abnegazione e attenzione”.