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Sisma 2016, le comunità ferite ricevute in Vaticano. Il Papa: "Scorgere nelle rovine il progetto di una casa"

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"Per ricostruire è necessario acquisire occhi capaci di scorgere in una rovina il progetto di una casa e di una città". È il messaggio consegnato da Papa Leone XIV alle comunità colpite dal sisma del 2016, ricevute questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano.

A dieci anni dalla sequenza sismica che ha segnato il Centro Italia, il Pontefice ha incontrato i rappresentanti dei territori ancora impegnati nel percorso di rinascita, richiamando l'importanza di una ricostruzione condivisa, capace di andare oltre il ripristino degli edifici e di restituire futuro alle comunità.

All'udienza hanno partecipato i rappresentanti dei 138 Comuni del cratere, i vescovi delle diocesi interessate, i presidenti delle Regioni Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo, insieme a prefetti, rappresentanti delle Forze dell'Ordine, parlamentari del territorio e componenti della Struttura commissariale di Governo.

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Da Amatrice a Norcia, da Camerino ad Arquata del Tronto, passando per Accumoli e Campotosto, l'incontro ha riunito le comunità che continuano a fare i conti con le conseguenze del terremoto e con la necessità di completare il percorso di ricostruzione.

Nel suo intervento, Leone XIV ha posto l'accento sulla responsabilità condivisa e sulla capacità di immaginare un futuro per i territori feriti dal sisma. La rinascita, secondo il Pontefice, non può prescindere dalla collaborazione tra le persone e dalla volontà di trasformare le macerie in nuove opportunità.

Un percorso che deve tradursi anche in risultati concreti. Il Santo Padre ha ricordato che la speranza ha bisogno di risposte tangibili e che la ricostruzione materiale deve procedere nel minor tempo possibile, garantendo sicurezza e trasparenza. Ma non basta ricostruire case e infrastrutture: occorre anche recuperare i servizi, le relazioni e il senso di appartenenza che tengono unite le comunità.

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"Non si può ricominciare, infatti, senza prima ricostruire ciò che dà senso e fondamento a una comunità. Altrimenti tutto rimane disunito e si sfalda. Si tratta dunque di ripartire dal centro, di ripartire da Dio, dalle persone, dal bene comune, dalle relazioni. Allora la nostra speranza sarà fondata sulla roccia", ha affermato il Pontefice.

Un messaggio accolto con gratitudine dal commissario straordinario alla ricostruzione del sisma 2016, il senatore Guido Castelli, che già alla vigilia dell'udienza aveva espresso il riconoscimento delle popolazioni per l'attenzione e la vicinanza dimostrate dal Papa.

"È un messaggio che sento profondamente: restituire le case significa anche ricreare le condizioni perché le persone possano abitare i propri paesi, lavorare, crescere i figli e ritrovare luoghi di incontro e legami di comunità", ha dichiarato Castelli. "Grazie, Santo Padre. Le Sue parole sono uno sprone a proseguire con ancora maggiore determinazione, al servizio di queste terre e della loro gente", ha concluso il commissario.

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