Putin responsabile dei disordini di piazza in Italia? Una tesi manicomiale
Ritenevamo davvero di averle sentite tutte, e invece i pretoriani dell’ordine costituito riescono sempre a sorprenderci. E talvolta anche, pur nel tragico giuoco degli eventi, a strapparci un sorriso. L’ultima sortita degna di nota è quella del ministro Guido Crosetto, esponente di spicco del governo della destra bluette liberal-atlantista, filoucraina e filoisraeliana. Nei giorni scorsi, il Crosetto ha dichiarato senza perifrasi edulcoranti che dietro i violenti scontri che hanno sconvolto Milano vi sarebbe la guerra ibrida che la Russia di Putin conduce contro l’Europa.
Lo ha detto veramente e neppure come ipotesi, bensì come certezza incontrovertibile. Non mi dilungo sulla questione delle manifestazioni violente, delle quali già ho detto a sufficienza: in sintesi, giusti i motivi della protesta, inqualificabili gli atti di violenza, di cui sarebbe opportuno chiarire l’identità dei responsabili e magari anche se non siano appositamente inviati da qualcuno per delegittimare le manifestazioni. Lasciando comunque da parte questa non trascurabile questione, soffermiamoci ancora sulle surreali parole del ministro Crosetto. In questi ormai quattro anni e più di guerra in Ucraina, le abbiamo sentite davvero tutte: una costante è stata ed è l’attribuzione di ogni responsabilità e di ogni male alla Russia di Vladimir Putin. Poco ci manca che non indichino il presidente russo come responsabile anche per la strage di Ustica e per il delitto di Garlasco.
Un livello così intenso e francamente fumettistico di propaganda non si era probabilmente mai registrato in Europa. A tal punto da fare apparire lo stesso Orwell come un dilettante al cospetto dei menestrelli dell’ordine costituito. Chi abbia letto con cura 1984 di Orwell, non stenterà a riconoscere nel Vladimir Putin raccontato dai media europei il profilo di Emmanuel Goldstein, il nemico assoluto del partito, responsabile di ogni malefatta e buono soprattutto per dirottare permanentemente lo scontento degli abitatori della realtà totalitaria delineata dallo stesso Orwell. È, comunque, intervenuto direttamente Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, sulla risibile questione delle presunte interferenze russe nelle proteste che stanno travagliando mezza Europa e, soprattutto, la Francia e l’Italia. Si tratta di una tesi demenziale da qualsiasi punto di vista la si analizzi, buona soltanto a rincitrullire ulteriormente l’opinione pubblica europea, quella a cui si vuol far credere da tempo che Vladimir Putin sia il responsabile di ogni contraddizione e di ogni malefatta.
Ebbene, Putin è intervenuto chiarendo l’estraneità totale della Russia rispetto alle proteste e, di più, sostenendo che tali accuse ignobili rivelano soltanto come i leader europei siano deboli e incapaci. A dire il vero, l’espressione utilizzata da Putin risulta fin troppo tenera e clemente. In un perfetto stile orwelliano, l’Unione Europea non perde occasione per attribuire a Putin la responsabilità di ogni possibile colpa, ovviamente senza mai portare lo straccio di una prova. La verità è che l’Unione Europea sta precipitando nel baratro, a causa della sua stessa struttura così come è codificata nei suoi trattati, ma poi anche per via della profondissima insipienza dei suoi leader, deboli e incapaci, per riprendere la perifrastica locuzione di Putin.
Ancora più radicalmente, non sarebbe inappropriato sostenere che l’Unione Europea figura attualmente come una gabbia di matti, gestita da nostromi senza mappe nautiche e guidata da cavalieri che non hanno l’idea di cosa sia un cavallo. A patirne le conseguenze sono ovviamente soprattutto i popoli europei, che stanno scontando sulla loro carne viva le contraddizioni della gestione europea del conflitto ucraino: questa è, in effetti, la causa prima delle proteste che stanno incendiando l’Europa, cosa che ovviamente i leader europei si guardano bene dall’ammettere, preferendo scaricare ignobilmente la colpa sulla Russia di Putin. Ancor più sconvolgente rispetto a questo indecoroso atteggiamento dei leader europei è il fatto che larga parte della popolazione europea si beva questa narrazione manicomiale, credendo davvero che la Russia sia il nostro nemico e non capendo che quest’ultimo non è a Mosca ma a Bruxelles.

pioggia leggera (MC)
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