Quando si parla di promozioni, probabilmente il pensiero vola subito a sconti, coupon e simili. Tutto legato al commercio tradizionale. Nel mondo del gaming online, però, il concetto di bonus segue logiche diverse. Non è semplicemente questione di sconti o regali diretti, ma di accedere a crediti bonus regolati da condizioni specifiche. Comprendere questa differenza è essenziale per ottenere il massimo da entrambi i tipi di offerta.
Come funzionano le promozioni tradizionali
Nel commercio tradizionale, siano essi negozi fisici o di e-commerce, le promozioni rispondono a una necessità molto semplice: incentivare l’acquisto. Il meccanismo è diretto e facilmente comprensibile a prescindere dal tipo di promozione: il venditore offre uno sconto, tu cliente acquisti il prodotto a un importo ribassato.
Ci possono essere condizioni, ad esempio:
● Una soglia minima di spesa. In questo caso lo sconto si applica solo dopo aver speso una certa somma nello stesso negozio o in una certa categoria di vendita.
● Limite temporale. Come per tutti i tipi di promozione, c’è un periodo entro il quale puoi attivare l’offerta. Dopodiché, non è più possibile. In questo caso, si tratta di una data ben precisa, stabilita dall’esercente.
● Prodotti inclusi. Gli sconti sono solitamente su specifici prodotti o categorie di vendita.
● L’utilizzo di un codice sconto. Talvolta, puoi attivare una promozione tradizionale solo inserendo la serie alfanumerica fornita.
Come vedi, anche le condizioni di queste promozioni sono semplici e dirette. Il vantaggio economico è immediato e tangibile, specie con offerte quali:
● Paghi 1, prendi 2
● Cashback diretto
● Accumulo punti tramite carta fedeltà, che poi regalano prodotti di vario tipo
Non sono necessarie ulteriori azioni dopo l’acquisto, ricevi i benefici automaticamente.
Come funzionano i bonus online
La prima cosa da sapere sui bonus online è che non offrono sconti. Tecnicamente, si tratta invece di crediti promozionali che puoi usare per giocare e riscattare eventuali vincite. Tuttavia, ci sono condizioni ben precise che non sono sempre facili da decifrare.
Non bisogna trascurare l'importanza dei termini di conversione nelle offerte gratuite è per questo che la maggior parte degli utenti controlla i bonus senza deposito, che rappresentano il tipo di bonus online più gettonato e conveniente perché attivabile senza una prima ricarica. Tuttavia, anch’esso prevede alcune condizioni comuni alle altre promozioni, tra cui:
● Requisiti di puntata. Anche se è un bonus senza deposito, c’è quasi sempre un numero di giocate che dovresti effettuare prima di sbloccare il prelievo delle vincite derivate dal bonus. Questo significa che non devi ricaricare il conto per attivare la promozione, ma dovrai farlo per raggiungere i requisiti di puntata.
● Scadenza del bonus. Tutti i bonus hanno un limite temporale, non solo per attivarli, ma anche per raggiungere i requisiti di wagering. Nel caso dei bonus di benvenuto, hai solitamente 30 giorni dalla convalida dell’account per attivare l’offerta, e poi altri 30 giorni per completare i requisiti di puntata.
● Validità dei giochi. Non tutti i giochi sono utilizzabili per uno specifico bonus: di solito c’è una lista ben precisa o la promozione fa riferimento alle slot di un certo provider. Inoltre, non tutti i giochi contribuiscono allo stesso modo al raggiungimento dei requisiti di puntata.
● Età minima. L’accesso ai bonus online, come del resto l’accesso alle piattaforme di questo tipo, è possibile solo se l’utente può dimostrare di essere maggiorenne.
● Limiti di puntata e vincita. Per evitare abusi, sia le singole puntate che l’importo totale di vincite ottenute tramite il bonus prevedono un limite massimo.
Differenze tra promozioni tradizionali e bonus online
I bonus casinò online e le promozioni tradizionali seguono logiche abbastanza diverse, anche se l’obiettivo principale rimane, comunque, attrarre clienti. Tuttavia, mentre uno sconto in negozio è un’offerta tangibile, con un risultato chiaro al momento dell’acquisto, un bonus online ha valore potenziale e dipende da condizioni da rispettare prima di diventare prelevabile.
Ecco le principali differenze tra i due tipi di offerta:
● Immediato vs potenziale. Lo sconto tradizionale si applica subito, mentre un bonus online richiede il raggiungimento di requisiti di puntata.
● Credito promozionale vs vantaggio diretto. Il bonus online è un importo, un credito, appunto, erogato sul tuo conto gioco, mentre le promozioni tradizionali offrono vantaggi immediati e diretti. Quel credito, però, diventa effettivamente disponibile solo dopo aver raggiunto le condizioni dell’offerta.
● Condizioni e limitazioni. Entrambi i tipi di offerta sono soggetti a limitazioni e condizioni, ma quelle dei bonus casinò sono più stringenti e specifiche.
● Idoneità di chi ne usufruisce. Le promozioni tradizionali nei negozi non hanno generalmente limiti di età, mentre i bonus casinò sono attivabili solo da chi può dimostrare di avere almeno 18 anni.
Due mondi diversi ma uguali
Una promozione è una promozione … ma non proprio. Alcune hanno più condizioni di altre, i limiti possono variare, la disponibilità anche. Eppure, l’obiettivo è sempre lo stesso: attrarre il cliente e garantire un’esperienza piacevole che invogli a tornare e continuare a spendere. Ora che sai in cosa differiscono queste promozioni, puoi sfruttare al massimo il loro potenziale.
Lunedì 23 febbraio, salvo imprevisti meteorologici, avranno inizio i lavori per il rifacimento delle fognature sulla rotatoria di Sambucheto. L’intervento comporterà la chiusura alternata delle corsie di marcia, con la corsia che rimarrà libera riservata esclusivamente alla direzione da Macerata (Villa Potenza) verso Recanati.
Per quanto riguarda il traffico proveniente da Recanati e Porto Recanati, è prevista una deviazione completa all'altezza di via della Repubblica, nei pressi dell'Ufficio Postale. I veicoli proseguiranno in via E. Fermi, dove verrà invertito il senso di marcia, per poi attraversare via Don Milani e via D. Pietro Medici prima di immettersi nuovamente sulla Strada Statale 77. In caso di necessità, il traffico leggero proveniente da Villa Potenza potrà usufruire di una deviazione appositamente segnalata all'altezza di Viale dei Mori.
L'amministrazione comunica inoltre che il collegamento con Madonna del Monte rimarrà interrotto per tutta la durata del cantiere e che la fermata del pullman verrà temporaneamente spostata in via E. Fermi, in prossimità del Monumento ai Caduti.
Tutto pronto per la partenza dei lavori per il rifacimento della pavimentazione del centro storico, che inizierà nelle prossime settimane con l’intervento in via Sant’Angelo. Il Comune si occuperà dell’intervento sul fondo stradale, mentre l’Apm opererà sulle condutture idriche poste al di sotto di esso.
Considerando che nel centro storico sono presenti grotte, cavità sotterranee, cisterne e pozzi che in alcuni casi trovano posto al di sotto della sede stradale, il Comune chiede preventivamente ai proprietari di segnalare l’eventuale presenza di questi ipogei in modo tale che la ditta esecutrice dei lavori possa operare in sicurezza ed evitando di danneggiarli. Il Comune provvederà nei prossimi giorni a contattare anche di persona i titolari degli edifici che si affacciano su via Sant’Angelo in modo da avere una mappatura il più possibile fedele della situazione al momento del via degli scavi.
“Il mago del Cremlino”: è questo il titolo, demenziale e programmatico, della nuova pellicola uscita su Vladimir Putin, anzi contro Vladimir Putin. L’ennesimo capolavoro dell’ideologia e della propaganda di un Occidente nichilista che deve in ogni modo demonizzare la Russia di Putin, colpevole di non piegarsi alla americanizzazione imperialistica del pianeta e, di più, di organizzare intorno a sé la resistenza multipolare.
Proprio vero, l’industria culturale e la macchina della propaganda non dormono mai: e sempre di nuovo provano a far sì che scambiamo gli amici per nemici e i nemici per amici, abituandoci ad amare le nostre catene e a odiare ogni possibile tentativo di evasione dalla platonica caverna. Gli organi della propaganda continuano a ripetere a tambur battente che la Russia di Putin è una minaccia per il mondo “libero” dell’occidente, quando in realtà le cose stanno in maniera diametralmente opposta: è l’occidente nichilista che si sta con zelo impegnando per accerchiare la Russia e per farla capitolare, cosa che oltretutto con Gorbaciov prima e con Eltsin dopo sembrava stesse realmente per accadere.
La colpa di Putin, agli occhi di Washington, risiede proprio nella resistenza che da subito egli ha fatto valere contro la libido dominandi della civiltà del dollaro e della sua smania di comandare il mondo. Il nuovo film non fa altro che dare voce a questa logora narrazione ideologica, volta a capovolgere il rapporto tra realtà e discorso e a giustificare l’ingiustificabile imperialismo dell’Occidente a stelle e strisce.
Come accade nella caverna caliginosa di Platone, vediamo scorrere sul fondo dell’altro le immagini e le scambiamo per la realtà, convincendoci della bontà dello spazio blindato che ci tiene prigionieri. Così, nel discorso di Platone, replica a Socrate l’interlocutore: “strana immagine quella che proponi, e strani i prigionieri: assomigliano a noi”. E intanto il Cremlino ha recentemente dichiarato che quello del 2014 in Ucraina fu un vero e proprio colpo di stato orchestrato e gestito dall’occidente.
Nulla di nuovo sotto il sole, a dire il vero: ma, variando il noto detto, anche l’ovvio vuole la sua parte. E dire la verità, in tempi di menzogna universale, risulta effettivamente un gesto rivoluzionario. Euromaidan, letteralmente Piazza Europa, fu nel 2014 un vero e proprio colpo di stato che portò l’Ucraina sempre più vicina alla Nato e alla dominazione occidentale, preparando il terreno all’ascesa del guitto di Kiev, l’attore Nato, il prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood.
Che vi fossero state ingerenze vistose da parte dell’occidente era ovvio a tutti, almeno a quanti non continuino a compiere il noto gesto dello struzzo, che nasconde la testa sotto la sabbia per non vedere ciò che gli sta intorno. Euromaidan fu un momento decisivo del lungo processo di accerchiamento occidentale della Russia, processo principiato fin dagli anni novanta, con la fine ingloriosa dell’Unione Sovietica.
A motivo di ciò, come non ci stanchiamo di sottolineare ad nauseam, la guerra in corso non è la guerra della Russia contro l’Ucraina, come viene sempre presentata dagli autoproclamati professionisti dell’informazione: è, invece, la guerra che l’occidente a stelle e strisce sta conducendo in maniera strisciante contro la Russia fin dagli anni novanta, secondo un piano inclinato che ci conduce fino al nostro tumultuoso presente.
Dobbiamo più che mai oggi decolonizzare il nostro immaginario, affrancandolo dalla martellante propaganda che mira sempre e solo a giustificare l’imperialismo dell’occidente sotto cupola atlantista. La colpa della Russia di Putin, agli occhi di Washington, risiede nel non genuflettersi servilmente alla dominazione della civiltà dell’hamburger e, di più, nell’organizzare intorno a sé una resistenza multipolare contro l’americanizzazione coatta dell’intero pianeta. Come sempre, occorre supportare i popoli e i governi che, per una via o per un’altra, giungono alla resistenza contro l’imperialismo a stelle e strisce.
Nelle relazioni umane, che siano d’amore o d’amicizia, esiste un filo invisibile che collega le due estremità. Questo va tenuto teso per evitare il crollo. Non una corda rigida, ma un elastico vivo: si allunga con la fiducia, si avvicina con l’intimità, si rompe con la noncuranza.
La riuscita del legame dipende dalla capacità dei due attori di bilanciare questa tensione, allentandola o tirandola nel momento giusto. È un’arte delicata, una danza emotiva che richiede empatia, volontà condivisa e comunicazione autentica. Immaginate una coreografia perfetta dove uno guida, l’altro segue, in un alternarsi fluido che padroneggia distanze fisiche ed emotive. Quando uno cede – per stanchezza, dubbi o distrazioni quotidiane – l’altro sostiene.
Non importa chi: l’equilibrio è mantenuto da un ritmo di cura reciproca, fondato sulla fiducia. Di fronte a momenti di fragilità, l’impulso naturale è binario: tirare forte verso di sé o mollare del tutto. Eppure, per preservare la tensione giusta, bisogna resistere: essere presenti senza invadere spazi e tempi altrui. Troppa tensione soffoca, creando ansia e possesso; troppa poca porta all’apatia, a quel distacco progressivo che erode i legami.
Tale consapevolezza non è innata, ma si coltiva con umiltà, entrando nell’essenza del rapporto, scevri dall’ego. L'insicurezza personale – che ci fa dubitare del nostro istinto – ci può spingere, a volte, a cedere alle prime difficoltà percepite nell’altro, il quale a sua volta non sentendo più l’energia, molla.
Così il filo si spezza, senza essere riusciti a superare i malintesi con il dialogo. Per evitare ciò ci vuole una volontà condivisa di custodire l'equilibrio, accettando la debolezza dell’altro come parte del gioco. Empatia e lettura del non verbale sono indispensabili: un gesto, un silenzio possono essere rivelatori ,ma non bastano.
Serve comunicazione esplicita per esternare emozioni, definire spazi e ricostruire sintonia. "Parla io ti ascolto" può diventare uno strumento per allentare il filo senza perderlo. Questa danza si complica nell'era digitale. I social aumentano le distanze, amplificando i malintesi.
Custodire il filo richiede pratica quotidiana: un messaggio tempestivo, un ascolto attento senza giudizi, un abbraccio dosato. È umiltà nel riconoscere i nostri squilibri e generosità nel sostenerli negli altri. In un mondo di connessioni effimere, forse il vero lusso è imparare questa arte. Il filo resta teso per scelta condivisa. E voi, come mantenete l’equilibrio nelle vostre relazioni?
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alla salubrità dell’ambiente di lavoro con risvolti negativi sui dipendenti. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana in merito alla domanda posta da una lettrice di San Severino Marche che chiede: “E’ responsabile l’AST quale datore di lavoro in caso di danno alla salute del dipendente da ambiente lavorativo stressogeno?”
La conflittualità delle relazioni personali esistenti all'interno di un ambiente di lavoro sono sempre più frequenti e ciò va a minare la serenità necessaria per il corretto espletamento delle prestazioni lavorative, oltre a creare possibili danni alla salute stessa del dipendente.
Di recente la Suprema Corte ha affrontato il caso di una lavoratrice che lamentava di essere stata vittima di condotte avversative da parte di un collega durante l’orario di lavoro presso l’ASL in cui prestavano servizio, la quale replicava alle stesse fino a creare un circolo vizioso senza termine, laddove invece sin da subito il datore di lavoro avrebbe dovuto ristabilire l'ordine anche con provvedimenti disciplinari.
A tal proposito la Cassazione coglie l'occasione per ricordare la piena autonomia della responsabilità per straining del datore di lavoro, configurabile anche in assenza di mobbing, per l'insussistenza di un intento persecutorio idoneo ad unificare la pluralità continuata di comportamenti pregiudizievoli della salute e del benessere psicofisico del lavoratore.
La responsabilità per straining può derivare anche da una condotta omissiva del datore di lavoro, che non può e non deve tollerare il perpetrarsi di condotte avversative nei confronti di un dipendente e deve del pari vigilare sulla serenità dell'ambiente lavorativo, al fine di evitare che lo stesso diventi fonte di disagi o stress.
Un ambiente lavorativo stressogeno è infatti, configurabile come fatto ingiusto, suscettibile di condurre al riesame di condotte datoriali apparentemente lecite o solo episodiche, in quanto la tutela del diritto fondamentale della persona del lavoratore trova fonte direttamente nella lettura, costituzionalmente orientata, dell'art. 2087 c.c.. Per tale ragione il datore di lavoro può essere responsabile di straining, quale forma attenuata di mobbing per comportamenti stressogeni, anche se manca la pluralità di azioni vessatorie ma si producono comunque effetti dannosi rispetto all'interessato.
Pertanto in risposta anche alla nostra lettrice risulta corretto affermare che, “In tema di responsabilità del datore di lavoro per danni di salute del dipendente, è ravvisabile la violazione dell’art. 2087 c.c. nel caso in cui il datore di lavoro consenta anche colposamente il mantenersi di un ambiente stressogeno fonte di danno alla salute dei lavoratori ovvero ponga in essere dei comportamenti anche in sé non illegittimi ma tali da poter indurre dei disagi o stress che si manifestino isolatamente o si connettano ad altri comportamenti inadempienti contribuendo ad inasprire gli effetti e la gravità del pregiudizio per la personalità e la salute latamente intesi” (Cass. Civ. Sez. Lav. Ord. 04.01.2025 n. 123).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Un incontro speciale, carico di entusiasmo e curiosità, ha animato le aule del Convitto Nazionale Leopardi di Macerata venerdì 20 febbraio: la scuola ha avuto l’onore di ospitare Luca Tortolini, autore del libro “Un desiderio al giorno”, vincitore del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2026.
Nell’ambito della Settimana Culturale organizzata dall’istituto, lo scrittore ha dialogato con i cento alunni delle classi seconde della scuola secondaria di primo grado, rispondendo con grande disponibilità e sincerità alle loro domande e curiosità. Ragazze e ragazzi, attenti e partecipi, dopo aver letto “Un desiderio al giorno” con le loro insegnanti, hanno voluto scoprire tutto sul mestiere dello scrittore: da dove nasce l’ispirazione per una storia, quali emozioni si provano dopo aver vinto un premio così prestigioso, perché scegliere di scrivere per l’infanzia e come si costruisce un libro.
Tortolini ha raccontato che l’idea di “Un desiderio al giorno” è nata dall’osservazione attenta e disponibile della realtà che lo circonda e dal desiderio di dare voce ai sogni, anche quelli più piccoli, che ogni giorno abitano il cuore di ognuno di noi. Già vincitore del Premio Andersen come Miglior Scrittore e come autore del Miglior Albo Illustrato, ha condiviso con gli studenti del Convitto l’emozione intensa di incredulità provata al momento della vittoria del Premio Strega nel dicembre scorso, un riconoscimento che ha vissuto come un incoraggiamento a continuare a credere nel valore delle storie.
Con grande semplicità ha spiegato perché ama scrivere per i più giovani: perché bambini e ragazzi sono lettori sinceri, intensi, curiosi, capaci di stupore. Ha raccontato come lavora: sempre con un taccuino, sia cartaceo che digitale, dove annota idee, parole, immagini improvvise. Ha parlato dell’importanza della scelta delle parole, delle parole a cui è più affezionato, di come scriveva da bambino, degli scrittori e dei registi che lo hanno più ispirato.
Non è mancata una riflessione sul valore della lettura, vista come strumento di libertà e di crescita, capace di aprire finestre sul mondo e su noi stessi.
Al termine dell’incontro, alunne e alunni – visibilmente emozionati – hanno donato allo scrittore un astuccio colmo di desideri, simbolo dei sogni custoditi con cura e pronti a diventare realtà, e una pianta fiorita, segno di crescita, bellezza e speranza che, come le storie, hanno bisogno di essere coltivate ogni giorno.
Immancabili le foto ricordo con il grande scrittore, il firmacopie e gli autografi finali, momenti attesissimi e partecipati.
Allo scrittore vanno i sentiti ringraziamenti della Vicerettrice Moira Marconi e della Vicepreside Barbara Fausti, insieme alle docenti di Italiano delle classi seconde, che hanno accolto con calore l’ospite. Un pensiero riconoscente anche dal Rettore e Dirigente Scolastico Alessandra Gattari, impossibilitata a essere presente, ma molto grata a Luca Tortolini per aver donato alla nostra comunità questo prezioso incontro. Un grazie speciale alla professoressa Simona Marconi, referente del progetto lettura di Istituto, che ha reso possibile l’incontro.
Un’esperienza preziosa che i ragazzi porteranno a lungo nel cuore!
Molte persone, superata la soglia dei 40 anni, iniziano a notare qualcosa di diverso: perdere peso sembra più difficile, qualche chilo compare con maggiore facilità e l’energia non è più quella di un tempo. La domanda nasce spontanea: è davvero il metabolismo che rallenta?
Per rispondere, è utile chiarire cosa intendiamo per metabolismo. Con questo termine si indica l’insieme dei processi attraverso cui il nostro corpo trasforma il cibo in energia per respirare, muoversi, pensare, mantenere la temperatura corporea e svolgere tutte le funzioni vitali. È un sistema complesso, influenzato da genetica, ormoni, composizione corporea e stile di vita.
Un aspetto interessante è che il metabolismo basale (cioè le calorie che consumiamo a riposo) rimane relativamente stabile per gran parte dell’età adulta e tende a diminuire in modo più evidente solo dopo i 60 anni. Questo significa che non esiste un “interruttore” che si spegne improvvisamente a 40 anni. Eppure, la percezione di un cambiamento è reale. Perché?
La risposta sta soprattutto nella composizione corporea. Con il passare degli anni, se non stimolata adeguatamente, la massa muscolare tende a ridursi progressivamente, mentre aumenta più facilmente la quota di grasso corporeo. Il muscolo è un tessuto metabolicamente attivo: consuma più energia anche a riposo rispetto al tessuto adiposo. Quando la massa muscolare diminuisce, anche il dispendio energetico totale si riduce leggermente, rendendo più facile accumulare peso a parità di abitudini alimentari.
A questo si aggiungono i cambiamenti ormonali. Nelle donne, la fase che precede e accompagna la menopausa comporta una riduzione degli estrogeni, con effetti sulla distribuzione del grasso e sulla sensibilità all’insulina. Negli uomini, il calo graduale del testosterone può influire sulla massa muscolare e sulla composizione corporea. Non si tratta di trasformazioni improvvise, ma di aggiustamenti progressivi che incidono sull’equilibrio energetico.
C’è poi un fattore spesso sottovalutato: lo stile di vita. Con l’avanzare dell’età, aumentano le responsabilità lavorative e familiari e si riduce, talvolta senza accorgercene, il movimento quotidiano. Non solo l’attività sportiva, ma anche i piccoli gesti – camminare, fare le scale, spostarsi a piedi – possono diminuire. Questa riduzione del movimento complessivo ha un impatto concreto sul consumo calorico giornaliero.
Mettere insieme questi elementi aiuta a comprendere perché dopo i 40 anni il peso possa cambiare anche senza variazioni evidenti nell’alimentazione. Non è una “colpa” né un difetto del corpo, ma il risultato di un’evoluzione fisiologica.
La buona notizia è che molto si può fare. L’attività fisica, in particolare l’allenamento di forza, aiuta a preservare e stimolare la massa muscolare. Un’alimentazione equilibrata, con un adeguato apporto proteico e ricca di alimenti semplici e nutrienti, contribuisce a sostenere il metabolismo. Anche il sonno e la gestione dello stress giocano un ruolo importante nel mantenere un equilibrio ormonale favorevole.
Parlare di metabolismo dopo i 40 anni non significa rassegnarsi a un inevitabile aumento di peso, ma imparare a conoscere un corpo che cambia. È una fase della vita che richiede qualche attenzione in più, ma offre anche l’opportunità di prendersi cura di sé con maggiore consapevolezza. Il metabolismo non si “rompe”: si trasforma, e può continuare a funzionare bene se lo accompagniamo con scelte coerenti e sostenibili nel tempo.
Ormai non ci facciamo neanche caso perché siamo abituati a usare le nuove tecnologie ogni giorno, ma un tempo non era così. La nostra vita si basa sugli smartphone, sul digitale e sull'IA che guida le nostre esperienze, dagli algoritmi sui social alle promozioni dei casinò online. Ma quali sono le innovazioni che hanno davvero cambiato le nostre routine?
L'intelligenza artificiale è entrata nella nostra vita
L'IA nel 2025 è arrivata a 1,8 miliardi di euro in Italia ed è cresciuta del 50% rispetto al 2024. Spesso non ce ne accorgiamo nemmeno, ma l'IA ci aiuta a non commettere errori, ci suggerisce le risposte giuste, ci aiuta a mettere a fuoco meglio le immagini e ci assiste nel servizio clienti. Oltre a questo, l'intelligenza artificiale ci protegge anche dai tentativi d i frode e viene usata anche migliorare i pagamenti e le esperienze di gioco quando facciamo una partita al blackjack online o alle slot.
Reti più veloci e cloud: l'infrastruttura che rende tutto istantaneo
La rete 5G è arrivata a una copertura totale di 99,5% della popolazione, cioè quasi tutti abbiamo accesso al 5G. La fibra FTTH, invece, è accessibile al 70,7% delle famiglie. Dai dati, risulta che l'86,2% degli italiani hanno accesso a Internet da casa. Quindi, se prima eravamo abituati ad attendere perché i trasferimenti dei dati erano lenti, oggi abbiamo tutto a disposizione. Oltre a questo, c'è anche la grande novità del cloud. Molte app funzionano bene proprio perché i dati e i servizi non stanno più solo sui nostri dispositivi. Nel 2025, il mercato cloud in Italia è arrivato a 8,13 miliardi di euro, spinto anche dall'IA e dalla necessità di gestire i dati e i servizi in modo più flessibile.
Sempre nel tema delle infrastrutture invisibili, c'è da considerare anche l'aspetto energetico. Le fonti rinnovabili iniziano a essere sempre di più al centro dell'attenzione, così come la gestione digitale delle reti delle tecnologie di monitoraggio. Nel 2024, in Italia le fonti rinnovabili hanno coperto il 40,7% dei consumi interni lordi di energia elettrica.
Pagamenti, identità digitale e servizi pubblici: lo smartphone come sportello
Un'altra grande innovazione è stata l'introduzione del mondo online nella nostra vita quotidiana. Oggi, possiamo pagare, firmare e ricevere delle comunicazioni in pochi secondi. Basta un semplice clic. Per esempio, i pagamenti con la carta nel 2025 sono arrivati a 236 milioni di euro e continuano a crescere.
Poi, dobbiamo parlare anche dell'identità digitale. Ormai sono ben 41,5 milioni gli italiani che possiedono lo SPID e che lo usano regolarmente per accedere ai servizi della PA. Si parla sempre di più di portafoglio digitale, l'IT Wallet sull'App IO è arrivato a 10 milioni di attivazioni e a 17,3 milioni di documenti caricati. In pratica, quelle piccole cose che prima erano solo cartacee, oggi sono digitali e abbiamo la comodità di poterle svolgere in pochi secondi, quando ci è più comodo.
L'amministrazione comunale di Civitanova Marche si muove sul fronte dell'impiantistica sportiva con l'apertura di nuovi cantieri destinati a migliorare le strutture dedicate agli atleti locali. Sono attualmente in corso i lavori di manutenzione e riqualificazione presso Villa Conti, in contrada Migliarino, e al campo di via De Gasperi, meglio conosciuto come la "Bombonera".
Gli interventi, che interessano rispettivamente la struttura gestita dall’associazione Anthropos e la casa della Boca Girl, mirano a innalzare i livelli di sicurezza e la qualità delle superfici di gioco attraverso opere di ripristino attese da tempo.
L'investimento complessivo di 120 mila euro stanziato per questi due siti rappresenta solo un tassello di una strategia più vasta che punta a garantire spazi efficienti e sicuri per le società sportive e le famiglie del territorio. Come sottolineato dal sindaco Fabrizio Ciarapica, l'obiettivo primario è restituire dignità e piena funzionalità ai terreni di gioco, permettendo ai giovani calciatori e alle giovani calciatrici di allenarsi in condizioni ottimali.
Questi cantieri si inseriscono infatti in un piano organico di valorizzazione dell'impiantistica cittadina che ha visto l'Amministrazione impegnare oltre 3 milioni di euro negli ultimi anni tra nuove realizzazioni e adeguamenti normativi.
Il primo cittadino ha voluto ricordare come questa programmazione costante abbia già toccato diverse zone della città, partendo dai lavori di manutenzione straordinaria al PalaRisorgimento per 150 mila euro, fino ad arrivare alla riqualificazione dell'impianto di via Tacito nel complesso scolastico di San Marone.
Guardando al futuro prossimo, Civitanova vedrà la nascita di nuovi impianti sportivi a Santa Maria Apparente e a Fontespina, oltre alla realizzazione della nuova palestra in via San Costantino, situata strategicamente tra il palazzetto dello sport e il centro commerciale, a conferma di un impegno concreto a sostegno della crescita della comunità attraverso lo sport.
Il Comando della polizia locale di Macerata ha disposto una nuova regolamentazione temporanea della circolazione stradale per permettere lo svolgimento di urgenti lavori di consolidamento della scarpata in via dei Velini. Il provvedimento interesserà nello specifico il tratto compreso tra Borgo Pompeo Compagnoni e via Federico II, un’arteria fondamentale per il collegamento cittadino che subirà variazioni significative per garantire la sicurezza del cantiere e degli automobilisti.
L'ordinanza entrerà in vigore a partire da domani, venerdì 20 febbraio, e resterà valida fino a sabato 21 febbraio, concentrando le restrizioni nella fascia oraria compresa dalle ore 08:30 alle 18:30. Durante queste ore, presso la rotatoria tra via dei Velini, borgo Peranzoni e via G. Valenti, sarà istituito il divieto di transito con direzione obbligatoria verso via Valenti per quasi tutte le categorie di veicoli. Sono previste deroghe esclusivamente per i residenti, per le operazioni di carico e scarico in via Federico II, per i mezzi del trasporto urbano APM e per i veicoli di polizia e soccorso in emergenza.
Per i soli veicoli autorizzati a transitare nel tratto interessato dai lavori, la circolazione sarà regolata da un senso unico alternato. Contestualmente, lungo l'area di cantiere, scatteranno il divieto di sorpasso e un rigido limite di velocità fissato a 30 km/h. La Polizia locale raccomanda agli utenti della strada la massima attenzione e suggerisce, dove possibile, l'utilizzo di percorsi alternativi per evitare rallentamenti nelle ore di punta, dato che il restringimento della carreggiata e le deviazioni obbligatorie potrebbero generare code in prossimità della rotatoria di via Valenti.
Le Marche si confermano una delle aree più vulnerabili del Paese, posizionandosi al terzo posto in Italia per fragilità sismica secondo un monitoraggio ventennale che fotografa una realtà complessa e ancora segnata dalle ferite del passato. Proprio nell’anno in cui ricorre il decennale del sisma del 2016, l'attenzione torna alta sulla sicurezza del patrimonio edilizio e sulle strategie di prevenzione.
I dati più recenti diffusi dalla Rete Sismica Nazionale confermano un’attività costante: solo nel mese di gennaio 2026 sono stati registrati 1339 eventi, con una media di circa 43 terremoti al giorno, evidenziando un incremento rispetto alla fine dell'anno precedente.
Il quadro regionale emerge con chiarezza dall'ultimo Rapporto Ance-Cresme, che colloca le Marche tra le regioni più interessate dai fenomeni sismici insieme a Toscana, Emilia-Romagna e Campania. La fragilità del territorio è accentuata dalla qualità del patrimonio edilizio nazionale, spesso impreparato a sopportare scosse anche di media entità.
Si stima infatti che oltre il 74% degli edifici abbia più di quarant’anni, essendo stati realizzati in un'epoca precedente all'introduzione delle moderne normative antisismiche. Per affrontare questa sfida, l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona ha promosso un evento straordinario previsto per giovedì 26 febbraio presso la Sala Europa di Confindustria.
L’iniziativa, organizzata in collaborazione tecnica con Mapei, vedrà la partecipazione del Commissario straordinario del Governo, il senatore Guido Castelli, per fare il punto sullo stato della ricostruzione e sulle soluzioni tecnologiche più all'avanguardia.
Il presidente dell’Ordine dorico, Stefano Capannelli, ha ribadito l'urgenza di introdurre l’obbligatorietà della diagnosi sismica e di dotare ogni immobile di un vero e proprio fascicolo del fabbricato, utilizzando la leva delle detrazioni fiscali su un orizzonte di lungo periodo per garantire la messa in sicurezza definitiva delle comunità.
L'appuntamento del 26 febbraio, che inizierà alle ore 14:30, non sarà solo un momento tecnico ma un confronto corale sulla cultura della prevenzione. Accanto al Commissario Castelli, interverranno esperti del settore come Massimo Conti, Marco Trovarelli e i tecnici Mapei, azienda leader che ha già contribuito al ripristino di numerosi edifici pubblici e privati.
L'obiettivo è tracciare una strada comune che unisca istituzioni e professionisti per ridurre la vulnerabilità del costruito marchigiano, trasformando la ricorrenza del decennale in un'opportunità concreta per investire nella sicurezza strutturale e nella protezione del territorio.
Il mondo del giornalismo e della cultura piange la scomparsa di Mimmo Liguoro, firma storica della Rai e saggista di raffinata sensibilità. Un lutto che tocca da vicino la città di Tolentino: il Miumor (Museo Internazionale dell’Umorismo) e la Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte hanno voluto ricordare con profonda commozione il professionista che, con la sua penna e il suo intelletto, ha saputo codificare l'identità artistica del territorio.
Il nome di Liguoro resterà per sempre legato a una delle pubblicazioni più significative della storia culturale tolentinante. Nel 2001, in occasione del rinnovo dell'assetto espositivo dell'allora Museo della Caricatura, l’Amministrazione comunale (guidata dal sindaco Giuseppe Foglia con gli assessori Aldo Passarini e Giancarlo Caporicci) affidò a lui, insieme a Massimiliano Melilli e a Melanton (Antonio Mele), la realizzazione di un volume che valorizzasse l'immenso patrimonio del Museo.
Da quell'incarico nacque "La Civiltà del Sorriso" (edito da Giunti), un’opera pionieristica in Italia che traccia una storia critica della caricatura e della satira. Fu proprio Liguoro a coniare quella fortunata definizione, descrivendo Tolentino come un centro nevralgico di intelligenza e arte. Nel libro, il giornalista raccolse conversazioni sagaci con giganti della cultura e premi Nobel come José Saramago, Luis Sepúlveda, Margherita Hack, Moni Ovadia e Achille Bonito Oliva, indagando il ruolo dell'umorismo nella società.
Nato professionalmente all'agenzia Adnkronos e cresciuto nelle redazioni de Il Giornale di Calabria e L’Occhio di Maurizio Costanzo, Liguoro è stato per decenni un volto familiare per milioni di italiani. È stato caporedattore e conduttore del Tg2 (dal 1982 al 1995) e del Tg3 (fino al 2006), curando rubriche storiche come Pegaso, Gulliver e le pagine culturali delle testate nazionali.
Oltre alla televisione, Liguoro è stato un grande cultore della canzone napoletana e un docente stimato presso la Scuola di Giornalismo di Salerno, trasmettendo a intere generazioni la teoria e la tecnica del linguaggio televisivo.
Dal Miumor lo ricordano non solo come un serio professionista, ma come un uomo di straordinaria cultura che vedeva nel sorriso un atto di resistenza. Come lui stesso scrisse nel volume dedicato a Tolentino: "Il sorriso è sempre un segno distintivo di intelligenza e di coraggio, di speranza e di energia positiva".
Con la sua scomparsa, Tolentino perde un "ambasciatore" d'eccezione, un uomo che ha saputo leggere tra le righe delle caricature conservate al Miumor per trovarvi l'anima più profonda dell'essere umano.
È stato pubblicato ieri il bando di manifestazione di interesse per l’avvio dei lavori di ristrutturazione dell’edificio dell’ex Banca Marche, destinato a ospitare la nuova sede della Biblioteca Valentiniana. Si tratta di un intervento di grande rilievo nell’ambito della ricostruzione pubblica della città di Camerino, che entrerà nel vivo nel corso del 2026, anno indicato dall’Amministrazione comunale come decisivo per il rilancio delle opere pubbliche nel centro storico. L’avvio della procedura segna dunque un momento cruciale nel processo di ricostruzione, restituendo centralità a uno spazio simbolo della rinascita cittadina.
L’avviso pubblico prevede l’avvio di un’indagine di mercato, finalizzata ad individuare dieci imprese da invitare alla successiva procedura negoziata per l’affidamento dei lavori relativi all'intervento in oggetto, sulla base del progetto esecutivo approvato lo scorso 11 febbraio.
“Parliamo di uno degli interventi più importante, anche sotto il profilo economico – dichiara il sindaco Roberto Lucarelli – perché l’intervento è passato da una previsione iniziale di due milioni e mezzo a un investimento complessivo di sette milioni e centomila euro. Con la pubblicazione di questo avviso prende ufficialmente avvio quella che possiamo definire la prima vera grande opera pubblica nel centro storico. È un passo significativo per la ricostruzione pubblica della città di Camerino e per il percorso di rilancio che abbiamo tracciato per il 2026, anno che sarà centrale per vedere concretamente partire e svilupparsi interventi fondamentali per la comunità”.
Una mattinata dedicata al confronto e alla collaborazione istituzionale quella trascorsa dal Questore di Macerata, Luigi Mangino, che ha fatto visita ufficiale alla sede del Comando della polizia locale cittadina. Ad accoglierlo, il Comandante Danilo Doria insieme all’assessore comunale alla Sicurezza Paolo Renna.
Il momento centrale della visita si è svolto all'interno della Sala Operativa, cuore pulsante del controllo cittadino. Il Questore ha potuto visionare le tecnologie all’avanguardia a disposizione degli operatori, con un focus particolare sulla fitta rete di telecamere dislocate nei punti più sensibili del Comune. Un sistema capace di fornire immagini in tempo reale, garantendo un monitoraggio costante e tempestivo di quanto accade sul territorio.
Durante l’incontro con gli agenti in servizio, Mangino ha voluto rimarcare il valore della sinergia tra la Polizia di Stato e la polizia locale. L'obiettivo condiviso resta quello di concorrere, nel rispetto delle specifiche funzioni di ciascun corpo, al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica.
Questa cooperazione, che coinvolge quotidianamente tutte le Forze di Polizia, viene considerata un elemento essenziale per garantire la serenità della cittadinanza. Il Questore ha lodato l'impegno degli agenti locali, definendoli stakeholder fondamentali nella gestione della sicurezza urbana.
L'incontro si è concluso con uno sguardo rivolto al futuro e alla crescita professionale degli operatori. Il Questore ha infatti ribadito la piena disponibilità della Questura a proseguire e implementare la serie di incontri formativi e tecnici già in corso.
Questa volontà di aggiornamento costante punta a rafforzare ulteriormente il coordinamento tra le forze in campo, rendendo gli interventi sul territorio maceratese sempre più efficaci e integrati.
La lotta alle allergie respiratorie e il monitoraggio ambientale nel maceratese compiono un importante passo avanti. Grazie alla collaborazione tra la Provincia di Macerata e l'Arpa Marche, è stata installata una nuova centralina per il controllo di pollini e spore proprio nel cuore della città, sul tetto dello storico Palazzo degli Studi.
Questa stazione di monitoraggio è fondamentale per completare la rete regionale, affiancandosi a quelle già attive nelle province di Pesaro, Ancona e Ascoli Piceno. La posizione strategica in pieno centro storico, in una zona ad elevata densità abitativa e in una collocazione sopraelevata, permette di ottenere dati rappresentativi dell’intero territorio provinciale, anche a diversi chilometri di distanza.
Il dispositivo consentirà ad Arpa Marche di elaborare bollettini settimanali completi di tendenze, previsioni e commenti aerobiologici. Questi documenti saranno uno strumento prezioso per i cittadini, facilitando il riconoscimento dei picchi di concentrazione e la stima del carico allergenico nell'atmosfera. I dati saranno presto consultabili sul sito ufficiale di Arpa Marche, sulla rete nazionale Isprapollnet e tramite l'app dedicata per smartphone.
Oltre al supporto immediato per chi soffre di allergie, la nuova centralina avrà un ruolo tecnico-scientifico di rilievo. Gli allergologi e gli operatori sanitari potranno accedere a informazioni aggiornate per affinare le diagnosi e le terapie personalizzate, come l'immunoprofilassi specifica.
Sul lungo periodo, l'elaborazione statistica dei dati permetterà di approfondire la conoscenza del fitoclima delle Marche, contribuendo allo studio della biodiversità. Non ultimo, il monitoraggio costante fungerà da indicatore indiretto dei cambiamenti climatici: osservando le variazioni nei periodi di fioritura e l'intensità delle concentrazioni polliniche, gli esperti potranno tracciare l'evoluzione dell'ambiente circostante nel corso degli anni.
Sul tavolo dell’Udp sono pervenute 78 candidature dalle quali sono risultate 21 componenti di genere femminile così come espressamente previsto dall’art.3 della legge n.9 del 18 aprile 1986 per cui: "La Commissione è eletta dal Consiglio regionale su proposta dell’Ufficio di Presidenza. E’ composta da 21 donne che abbiano riconosciuta esperienza sulla condizione femminile nei suoi diversi aspetti e profili e siano rappresentative dei movimenti e delle diverse culture del mondo femminile”.
All’insediamento della Commissione provvederà il Presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui. “La Commissione regionale per le pari opportunità rappresenta un presidio fondamentale per la promozione dei diritti e per la piena valorizzazione del ruolo delle donne nella nostra società. L’ampia partecipazione registrata, con ben 78 candidature, testimonia la vitalità e l’impegno del mondo femminile e associativo del nostro territorio”.
La rosa delle 21 donne che andranno a comporre la futura Commissione regionale per le pari opportunità è la seguente: Luisella Rossi, Barbara Trasatti, Gloria Dibenedetto, Lucia Tarsi, Loretta Manocchi, Raffaella Spettoli, Noemi Ortenzi, Roberta Leri, Patrizia Serangeli, Giulia Marchionni, Romina Pierantoni, Katia Marilungo, Maria Antonietta Lupi, Maria Lina Vitturini (Presidente uscente), Monica Cosciotti, Maria Pia Cocciarini, Donatella Cataldi, Anna Morrone, Maria Clara Muci, Alessia Di Girolamo, Virginia Reni.
“Sarà una Commissione chiamata a svolgere un ruolo propositivo e di stimolo nei confronti delle istituzioni – ha commentato Pasqui – con l’obiettivo di rafforzare le politiche di parità, contrastare ogni forma di discriminazione e promuovere una cultura del rispetto e dell’inclusione”.
L’art.5 della stessa legge regionale istitutiva della Cpo prevede che la Commissione elegga al suo interno un Presidente e due Vicepresidenti. La Commissione resterà in carica per tutta la durata della legislatura regionale.
Sono otto le posizioni aperte per operatori volontari presso l’Ente Regionale per il Diritto allo Studio, due per ogni presidio (Ancona, Camerino, Macerata, Urbino), nell’ambito del progetto. Vai diritto allo studio universitario! 2025-2026
L’attività, della durata di 12 mesi, suddivisi in 25 ore settimanali, riguarderà i servizi di orientamento, informazione e supporto amministrativo. Il contributo mensile previsto è di 519,47 euro. In particolare, i volontari si occuperanno di cura dell'accoglienza di studenti e studentesse, supporto all’espletamento delle pratiche amministrative.
Collaboreranno inoltre alla realizzazione di iniziative di orientamento per l'occupabilità e l'apprendimento, all'organizzazione di stand/desk informativi sui servizi offerti, daranno il loro contributo alla gestione e all’aggiornamento dei sistemi integrati di informazione (bacheche fisiche e virtuali) e all’inserimento e aggiornamento dati nei sistemi informativi.
Le domande di partecipazione dovranno essere presentate per via telematica utilizzando il sistema informatico SIFORM2 della Regione Marche, nel rispetto delle modalità indicate nel Bando per il Servizio Civile Regionale. Quelle risultate ammissibili a seguito della fase istruttoria, saranno sottoposte a una Commissione di valutazione composta da almeno 3 componenti, che procederà, preliminarmente, alla valutazione di eventuali titoli ed esperienze curriculari maturate.
Successivamente verrà fissato un colloquio, necessario alla verifica dell’idoneità e della compatibilità allo svolgimento delle attività previste. Le date, la sede e le modalità di svolgimento della selezione verranno pubblicate sul sito di ERDIS almeno dieci giorni prima del loro inizio. L'obiettivo principale del progetto Vai diritto allo studio universitario! 2025-2026 è quello di aiutare gli studenti e le studentesse nel processo di integrazione all’interno della realtà universitaria.
Per il secondo anno consecutivo l’Ente Regionale per il Diritto allo Studio partecipa a questa importante iniziativa, che è anche una scuola di vita capace di arricchire la visione del mondo e le relazioni di ragazzi e ragazze che decidono di impegnarsi in questa esperienza. Per maggiori info e per consultare il Bando visita la pagina dedicata del sito erdis.it, oppure vai all’indirizzo www.regione.marche.it e accedi alla sezione Servizio Civile.
Si stanno svolgendo in pompa magna le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina: come è ormai evidente da tempo, le olimpiadi hanno cessato di essere un evento sportivo per trasformarsi in evento mediatico e ideologico volto a ortopedizzare le masse in senso liberalprogressista.
A questo riguardo, desidero richiamare l’attenzione su un aspetto che non può certo passare inosservato e che rappresenta la chiave di volta per comprendere la valenza ideologica dell’evento olimpionico in sé considerato: la Russia di Putin non è stata ammessa, mentre Israele può gareggiare come se nulla fosse, voglio dire come se non stesse realizzando un deplorevole genocidio ai danni del popolo palestinese, orchestrato e diretto dal criminale di guerra Netanyahu.
Insomma, la Russia non viene ammessa dacché è indicata come responsabile del conflitto in corso in Ucraina, quando in realtà, come sappiamo, detto conflitto non è altro se non la guerra dell’Occidente contro la Russia utilizzando il guitto di Kiev come semplice strumento bellico. Invece, Israele, che pure sta compiendo un genocidio ai danni del popolo di Gaza, può essere tranquillamente ammesso dato che è parte integrante dell’occidente e con gli Stati Uniti d’America forma oltretutto il mostro bicefalo dell’imperialismo globale.
Intelligenti pauca, come avrebbero detto i nostri antenati romani: ovvero a chi è dotato di intelligenza basta davvero poco per capire, in questo caso per comprendere la gravità ma puoi anche l’ipocrisia insopportabile della situazione olimpionica e non solo olimpionica.
E, intanto, Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio ed esponente di spicco della giullaresca destra bluette neoliberale, filoisraeliana, filoucraina, filoatlantista e filobancaria, ha dichiarato che chi si oppone alle Olimpiadi è nemico dell’Italia. Lo ha dichiarato in relazione alle forti opposizioni e alle nette contestazioni che stanno emergendo in questi giorni in relazione all’evento olimpionico, che in effetti come ormai da tempo più che una gara sportiva si presenta come un grande evento mediatico di diffusione degli schemi del pensiero unico a supporto dell’imperialismo occidentale e del suo controverso lifestyle liquido e deregolamentato.
L’infame espressione “nemici dell’Italia” richiama in maniera piuttosto evidente il gergo di Mussolini, senza che ovviamente Giorgia Meloni abbia nulla a che vedere con l’esperienza del fascismo in quanto tale, essendo lei e il suo partitino risibile l’espressione quintessenziale del neoliberismo atlantista.
Se proprio vogliamo a tutti i costi individuare i veri nemici dell’Italia oggi, ebbene li dobbiamo ravvisare proprio nel giullaresco e risibile governo di Giorgia Meloni: un governo che sta mandando armi e soldi all’Ucraina lasciando nella solitudine più radicale gli italiani in difficoltà dalle Marche terremotate alla Sicilia sott’acqua, per non tacere poi dello squallido aumento dell’età pensionabile a nocumento della popolazione della nostra patria.
E che dire poi della deplorevole subalternità della nostra patria con il governo Meloni proprio come con i precedenti governi della sinistra neo-liberale rispetto a Washington e a Israele? E della rottura dei rapporti con la Russia di Putin nel nome delle richieste dell’Unione Europea? Insomma, se proprio vogliamo vedere i nemici dell’Italia, ebbene oggi essi sono al potere come lo erano con i precedenti governi della sinistra fucsia. La situazione è tragica, ma non seria...
Quando ci innamoriamo, l'altro non è solo un compagno, diventa uno specchio del nostro mondo interiore. Ci mette di fronte alle nostre fragilità, costringendoci a un confronto inevitabile. L'amore vero va oltre il brivido iniziale, non è solo emozione, bensì un impegno profondo, che richiede un'evoluzione personale in nome del "noi". Una relazione sana germoglia quando entrambi si assumono la responsabilità delle proprie ferite, senza dover chiedere all’altro di cambiare al nostro posto.
È un patto di crescita reciproca, dove la vulnerabilità diventa ponte, non barriera. Eppure, troppe storie d'amore inciampano su un ostacolo invisibile: l'inconsapevolezza emotiva. Molte persone segnate dal passato, sono prive di strumenti per poter regolare le emozioni e comprendere le proprie dinamiche interiori. Immaginate una discussione banale.
Voi cercate chiarimento, parlate con calma e l'altro, invece di ascoltare le vostre parole, sente solo le sue ferite pregresse. L’invito al dialogo risuona come un attacco personale. Scatta il vittimismo con reazioni sproporzionate, credono di essere accusati ingiustamente, senza interrogarsi sul motivo.
Queste figure, emotivamente immature, faticano a gestire la rabbia o la paura. Esplodono in veri assalti verbali, proiettando le proprie insicurezze su di voi, facendovi dubitare di voi stessi. Non tollerano la vostra vulnerabilità – un momento di debolezza li spaventa – e il dialogo si arena.
Da un lato, voi provate a fare la vostra parte: vi mettete in discussione e vi assumete la responsabilità. Dall'altro, solo muri, chiusure, zero crescita. Il rapporto si cristallizza in una dinamica infantile, sterile, dove nessuno evolve. Se non siete temprati da una solida struttura interiore, all’inizio cedete per salvare la relazione e imparate a non combattere più: ogni tentativo sfocia in un litigio che vi lascia più fragili. Entrate in "modalità ansiosa": il senso di insicurezza vi pervade.
Tradite voi stessi, rimpicciolite la voce per non urtare la suscettibilità altrui. Pesate ogni parola prima di pronunciarla. Spontaneità e libertà svaniscono. Vi spegnete poco a poco, fino a quando comprendete che l'altro non vi ascolta per capire, ma solo per vincere e proteggere il suo ego.
Allora arriva una sorta di accettazione dell’impossibilità di poter cambiare l’altro o di poter salvare da soli la relazione. In quell’istante decidete di scegliere la vostra vita, iniziate a conservare energia e cuore. Il silenzio diventa il vostro baluardo: non punizione, ma confini sacri. Vi allontanate, e la guarigione inizia.
Quando una relazione smette di offrire sicurezza, tacere non è resa, ma rispetto per la propria pace e auto protezione. E da qui, liberi, possiamo amare di nuovo, noi stessi per primi. "L'amore è inevitabile, le relazioni no". (cit. attribuita a Esther Perel) Sta a noi scegliere partner pronti al viaggio.