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Pollenza, la comunità della Parrocchia di Santa Maria Assunta in festa per Sant’Amico "da Rambona"

Pollenza, la comunità della Parrocchia di Santa Maria Assunta in festa per Sant’Amico "da Rambona"

  Oggi la Comunità della Parrocchia di Santa Maria Assunta si è ritrovata a festeggiare, oltre alla ricorrenza del 25 aprile come Festa della Liberazione, anche per onorare Sant’Amico, nato nel X secolo a Montemilone, oggi Pollenza, e divenuto abate benedettino dell’Abbazia di Rambona. Il santo, vissuto prima di San Francesco, è ricordato anche per aver ammansito un lupo, episodio raffigurato nella copia dell’affresco presente dietro l’altare della piccola chiesetta in legno, dove oggi il nuovo parroco Don Ignazio ha celebrato la Santa Messa, ripercorrendo la storia e la figura di Sant’Amico. Dopo la celebrazione, durante la quale Don Ignazio ha ricordato la vita del santo nato proprio a Montemilone, si è svolta una processione all’esterno della chiesetta con la benedizione delle campagne nei quattro punti cardinali, secondo una tradizione molto sentita dalla comunità locale. A seguire i parrocchiani sono stati invitati a condividere un piccolo rinfresco preparato per l’occasione, momento conviviale che ha rafforzato il senso di comunità. Nel corso dell’incontro è stata espressa anche la speranza che possano iniziare al più presto i lavori per la valorizzazione dell’Abbazia di Rambona, con l’auspicio che il Vescovo possa presto celebrare una messa e impartire la benedizione per l’avvio degli interventi. L’obiettivo condiviso è quello di vedere questo luogo tornare a vivere pienamente, favorendo una rinascita non solo nella vita religiosa, ma anche in quella ricreativa, come avveniva in passato quando ogni anno si organizzava una festa molto partecipata con stand gastronomici, commedie dialettali e fuochi artificiali, tipici delle realtà di campagna.    

26/04/2026 17:30
Matelica celebra il 25 Aprile tra corteo, marcia e memoria della Resistenza

Matelica celebra il 25 Aprile tra corteo, marcia e memoria della Resistenza

  In occasione dell’Anniversario della Liberazione del 25 aprile, anche quest’anno la città di Matelica si è fermata a riflettere sull’importanza di questa giornata. Nella mattinata l’amministrazione comunale, capitanata dal vicesindaco Rosanna Procaccini, ha partecipato alla Santa Messa presso la cattedrale di Santa Maria e al corteo fino a piazza Mattei, dove sono state deposte due corone di alloro. Contemporaneamente il sindaco Denis Cingolani è stato impegnato a San Severino Marche per l’evento organizzato in occasione della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel pomeriggio nella zona tra Gagliole e Matelica invece si è svolta anche quest’anno la Marcia sui Sentieri della Memoria, organizzata dalla sezione intercomunale “24 marzo” e dalla sezione “Capitano Salvatore Valerio” dell’A.N.P.I. “Un omaggio doveroso ai martiri della Resistenza che diedero le loro vite in nome della libertà – ha commentato il sindaco Denis Cingolani al termine della marcia - Grazie al loro sacrifico oggi possiamo godere della democrazia e dell’immensa libertà sancita negli articoli della nostra Costituzione. Grazie agli organizzatori e ai cittadini presenti in questo momento così importante. Il 25 Aprile non va mai confuso o reso ambiguo: è la Festa della Liberazione dal regime nazifascista”.      

26/04/2026 17:00
Putin ripristina i busti di Stalin, Meloni sta sempre con Zelensky

Putin ripristina i busti di Stalin, Meloni sta sempre con Zelensky

Diversi tra i più letti e, soprattutto, più venduti quotidiani nazionali e internazionali danno con sgomento la notizia secondo cui Putin avrebbe fatto chiudere il museo del Gulag e ripristinato i busti di Stalin. La scelta del presidente russo appare chiara e coerente, in perfetta continuità con la sua volontà di rivendicare per intero il passato della Russia e dell’Unione Sovietica, rispondendo anche in questo alle tendenze nefaste di un Occidente consacrato al nulla della cancel culture. Come sappiamo, i Gulag vengono utilizzati da decenni come arma ideologica per screditare il socialismo e la Russia, proprio come la figura di Stalin viene trasfigurata ideologicamente e presentata come sineddoche della dittatura totalitaria con il solo scopo di demonizzare tanto il comunismo storico novecentesco, quanto la Russia. Ricordare l’orrore dei Gulag sicuramente è giusto, ma guai a trasformare quella esperienza tragica in arma ideologica per delegittimare la grande esperienza del socialismo, che rappresentò nel secolo breve l’ideale dell’alternativa, la reale resistenza all’imperialismo statunitense e la concretizzazione della liberazione dell’Europa dal nazismo. Lo stesso si deve dire per la figura di Stalin, il quale, lungi dall’essere semplicemente un dittatore senza dignità, come ripetono gli araldi del pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto, ebbe il merito non solo di liberare l’Europa dal nazismo, ma di mantenere vivo il socialismo in un solo paese, resistendo all’imperialismo e ai molteplici tentativi di far crollare quella gloriosa esperienza. La scelta di Putin si spiega esattamente in questa cornice di senso: rivendicare, contro la macchina orrenda della propaganda liberal-atlantista, l’intera storia russa e quindi anche la grandezza dell’Unione Sovietica, faro di libertà e di resistenza contro il nulla della civiltà capitalistica sotto cupola atlantista, arcobalenica e liberal-progressista. Diciamolo apertamente e senza infrangimenti: la Russia di Putin rappresenta oggi la continuazione, nel mutato contesto, dell’esperienza sovietica di opposizione all’imperialismo e di difesa della possibilità di un mondo multipolare, sottratto all’oppressione planetaria a stelle e strisce. Mentre l’occidente appare goffamente intento a cancellare la sua storia, la Russia difende il proprio percorso in tutte le sue anse e si rivela pronta a opporre ancora resistenza alla barbarie che ovunque avanza. Intanto, Giorgia Meloni ribadisce la sua fedeltà a Kiev. “L’Italia sempre al fianco di Kiev”: sono queste le agghiaccianti parole recentemente pronunziate da Giorgia Meloni, presidente del consiglio ed esponente di spicco della giullaresca destra bluette neoliberale e filoatlantista. Giorgia Meloni, oltretutto, ha recentemente accolto con un grande abbraccio il guitto di Kiev, l’attore Nato Zelensky, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood. Come se non bastasse, a fare da grancassa delle posizioni governative, recentemente l’europarlamentare Letizia Moratti, in una sua epifania catodica su la7, ha spiegato che l’Ucraina è l’aggredito e la Russia è l’aggressore e che il guitto di Kiev sta difendendo i valori democratici. Siamo al non plus ultra dell’ideologia e della propaganda, ma poi anche della umiliazione del nostro sventurato Paese. L’Italia della destra bluette neoliberale continua a dare supporto alle irragionevoli ragioni del guitto e della sua guerra a oltranza con la Russia di Putin, dilapidando i soldi degli italiani in armi e finanziamenti a flusso continuo verso Kiev. E continua altresì a ripetere la fable convenue secondo cui il guitto di Kiev starebbe difendendo i valori democratici, quando in realtà, lo sanno anche i bambini, Zelensky non rappresenta in alcun modo i valori democratici, dato che ha perseguitato la chiesa ortodossa, chiuso diversi partiti di opposizione, imposto il canale televisivo unico e perfino riabilitato l’uso delle mine antiuomo. Un governo che fosse autenticamente patriottico dovrebbe immediatamente chiamare fuori l’Italia da questa sciagurata guerra, ma, come sanno ormai anche i muri, il governo di Giorgia Meloni è tutto fuorché patriottico, essendo invece genuflesso in toto a Washington e a Bruxelles. Vi sarebbe da ridere, se non vi fosse da piangere.

26/04/2026 10:50
"L'effetto bolla": gli algoritmi, guide invisibili che condizionano le nostre scelte

"L'effetto bolla": gli algoritmi, guide invisibili che condizionano le nostre scelte

Il sociologo Eli Pariser, coniando il termine "filter bubble" (bolla di filtraggio), ha svelato come gli algoritmi dei social condizionino silenziosamente le nostre scelte. Vere guide invisibili che ci conducono verso mete predefinite sulla base dei nostri comportamenti passati. L’obiettivo è eliminare tutto ciò che potrebbe annoiarci o, peggio, sottoporci a un confronto critico che richieda uno sforzo cognitivo. Così, mentre navighiamo, ci ritroviamo immersi in una bolla di informazioni speculari alle nostre, isolati in ambienti digitali omogenei che ripropongono ossessivamente contenuti coerenti con i nostri interessi già consolidati. Il rischio dell’appiattimento La conseguenza immediata di questa tendenza è un appiattimento della cultura contemporanea. Si genera una distrazione pericolosa, una nebbia che offusca la nostra capacità di compiere reali scelte di vita. Il rischio concreto è che gli algoritmi finiscano per conoscere le nostre emozioni, paure e sogni meglio di noi stessi, confezionando sollecitazioni capaci di orientare la nostra volontà. L'algoritmo sa perfettamente come limitare la visuale, circoscrivendo il nostro focus su contenuti che non fanno altro che confermare i nostri pregiudizi (il cosiddetto bias di conferma). La sfida della consapevolezza La sfida di oggi consiste nel riuscire a bucare questa bolla per tornare a scegliere consapevolmente gli argomenti da approfondire. È necessario recuperare la lucidità necessaria per una lettura autentica della realtà, imparare a distinguere ciò che ci interessa davvero da ciò che ci viene imposto come un bisogno artificiale. Invece di esporci a opinioni diverse e prospettive inaspettate, rischiamo di diventare sempre meno tolleranti. I social ci radicano nelle nostre certezze per trattenerci il più a lungo possibile sulla piattaforma: non solo mostrandoci ciò che seguiamo, ma suggerendoci anche nuovi profili identici ai nostri. Senza rendercene conto, consumiamo il nostro tempo all'interno di un loop. Come tornare a vedere "il diverso" Per rompere questo cerchio e tornare a vedere l’altro, il diverso da noi, dobbiamo forzare il sistema: cercare attivamente contenuti lontani dalle nostre abitudini e seguire pagine che esprimono punti di vista opposti ai nostri. La vera posta in gioco è la riconquista dell’Attenzione che la tecnologia tenta costantemente di sottrarci, tra notifiche incessanti e la confusione generata da informazioni manipolate. Riappropriarsi della propria attenzione significa, in ultima analisi, svegliarsi dal torpore digitale per tornare ad abitare la realtà che ci circonda. Significa riconquistare un senso di volontà così profondo da permetterci di decidere persino quando spegnere lo schermo, sottraendoci a una tecnologia che rischia di limitare la nostra più preziosa forma di libertà: quella di cambiare idea.

26/04/2026 10:00
Responsabilità da prodotto difettoso estero: chi paga?

Responsabilità da prodotto difettoso estero: chi paga?

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alla responsabilità da prodotto difettoso, con particolare attenzione al ruolo e ai possibili profili di responsabilità del distributore. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Porto Recanati che chiede: “Il distributore del prodotto estero difettoso può essere chiamato come il produttore a risarcire il compratore?”. Tale vicenda è stata recentemente affrontata dalla Suprema Corte riguardo ad un caso in cui una signora le era stato impiantato un defibrillatore cardiaco prodotto da una società estera e distribuito in Italia da una società nazionale. A seguito di una segnalazione del Ministero della Salute, basata su un avviso dell’azienda che l’aveva fabbricato, relativo al rischio di esaurimento precoce della batteria, la donna era stata sottoposta a un primo intervento di sostituzione del dispositivo e, in seguito, a un ulteriore intervento per l’insorgenza di nuovi malori. Ritenendo di aver subito un danno da prodotto difettoso, agiva in giudizio contro il distributore italiano per il risarcimento ai sensi degli artt. 114 e ss. del Codice del Consumo (d.lgs. n. 206/2005), attuativo della direttiva 85/374/CEE. Il giudizio arrivato in Cassazione, la quale nel richiamare la giurisprudenza della Corte di giustizia UE, in particolare la sentenza C-157/23 del 19 dicembre 2024, affermava che la nozione di produttore deve essere interpretata in senso estensivo, includendo anche l’importatore e distributore quando si presentino come responsabili del prodotto. Al fine di garantire un’ampia tutela del consumatore, non si può escludere automaticamente la responsabilità del distributore senza verificare se avesse ingenerato un affidamento nel consumatore circa la qualità e la sicurezza del bene; anche il distributore può essere qualificato come produttore quando si presenti sul mercato come garante del prodotto (Cass. civ., sez. III, ord., 9 aprile 2026, n. 9001). Pertanto, in risposta alla nostra lettrice, si può affermare che: “Anche il distributore può essere considerato produttore e rispondere dei danni da prodotto difettoso qualora, pur non avendo apposto materialmente il proprio marchio sul bene, si presenti sul mercato come garante del prodotto e ingeneri nel consumatore un affidamento sulla sua qualità e sicurezza”. Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

26/04/2026 09:40
Nuove assunzioni al Cosmari: al via il bando per autisti della raccolta rifiuti

Nuove assunzioni al Cosmari: al via il bando per autisti della raccolta rifiuti

Il Cosmari ha indetto una selezione pubblica, per titoli ed esami, finalizzata alla formazione di una graduatoria per l’assunzione di autisti addetti alla raccolta dei rifiuti, con qualifica di autista livello C2 del vigente CCNL dei Servizi Ambientali Utilitalia, con contratto inizialmente a tempo determinato. La graduatoria avrà una validità di due anni dall’approvazione e potrà essere utilizzata non solo per nuove assunzioni a tempo determinato, ma anche, qualora se ne ravvisi la necessità, per eventuali inserimenti a tempo indeterminato. Per questo motivo, l’ente auspica una ampia partecipazione da parte dei candidati interessati. La selezione riguarda l’assunzione di autisti per mezzi di peso superiore a 35 quintali, impiegati nel servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti nei Comuni soci della provincia di Macerata e nel territorio di Loreto. Le mansioni previste non comprendono solo la guida dei mezzi, ma anche attività operative come la movimentazione dei rifiuti, la salita e discesa dal veicolo, il prelievo dei sacchi, lo svuotamento dei cassonetti, la pulizia minima al termine del servizio e la cura ordinaria del mezzo. Per poter partecipare alla selezione è necessario essere in possesso di una serie di requisiti, tra cui un’età compresa tra i 18 e i 55 anni, la cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione Europea, oppure di Paesi terzi con specifici status di soggiorno o protezione. È inoltre richiesto il pieno godimento dei diritti civili e politici, l’assenza di condanne penali o provvedimenti che comportino l’interdizione dai pubblici uffici, e l’idoneità psico-fisica alla mansione. Tra i requisiti fondamentali figurano anche il possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado, della patente di guida categoria C o superiore e del Certificato di Qualificazione Conducente (CQC). È inoltre richiesto che patente e CQC siano in corso di validità, con almeno 18 punti residui e senza sospensioni o revoche in atto. Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro le ore 23:59 del 13 maggio 2026, esclusivamente online attraverso il modulo disponibile sul sito ufficiale del Cosmari, nella sezione dedicata alle candidature. La procedura è accessibile anche tramite il portale aziendale. Le domande saranno valutate da una Commissione Giudicatrice nominata dal Consiglio di Amministrazione, che si occuperà anche dello svolgimento delle successive fasi della selezione. L’elenco degli ammessi e le date delle prove verranno comunicati esclusivamente tramite pubblicazione sul sito istituzionale dell’azienda.  

24/04/2026 11:51
Sarnano, apre lo sportello antiviolenza: un nuovo presidio per le donne al Centro "La Sorgente"

Sarnano, apre lo sportello antiviolenza: un nuovo presidio per le donne al Centro "La Sorgente"

Un nuovo punto di riferimento per il territorio, un servizio concreto e strutturato a supporto delle donne e delle famiglie. È questo il senso della conferenza stampa che si è tenuta oggi al Centro per le Famiglie "La Sorgente" di Sarnano, dedicata all’apertura dello sportello antiviolenza, attivo in presenza con cadenza quindicinale. L’iniziativa nasce dalla stretta collaborazione tra l’Ambito territoriale sociale 15 e l’Ambito 16, con il coinvolgimento del comune di Sarnano. È l’Ambito a sostenere economicamente i servizi all’interno del Centro per la Famiglia, mentre il Comune garantisce supporto e collaborazione nella realizzazione delle attività. Nel corso dell’incontro è stato sottolineato proprio il valore di questa sinergia istituzionale, che consente di investire in progettualità sociali capaci di rispondere in maniera efficace ai bisogni emergenti. Lo sportello rappresenta infatti un presidio fondamentale, inserito all’interno del Centro per la Famiglia, già punto di riferimento per numerosi servizi dedicati. Presente anche Valerio Valeriani, che ha espresso un sentito ringraziamento al Comune di Sarnano per il lavoro svolto e per l’impegno profuso nella realizzazione del Centro per la Famiglia. Un impegno che si traduce anche nell’attivazione del Centro antiviolenza, operativo con incontri in presenza ogni quindici giorni. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Sarnano Fabio Fantegrossi, i rappresentanti degli Ambiti territoriali sociali 15 e 16 e le referenti del Cav “SOS Donna”. L’apertura dello sportello segna un passo importante nel rafforzamento della rete di protezione e supporto sul territorio, confermando l’impegno condiviso delle istituzioni nel contrasto alla violenza e nella promozione del benessere delle famiglie.

23/04/2026 16:30
Elezioni Macerata, l’associazione IDEA88 diventa "arena" del confronto: porte aperte a tutti i candidati

Elezioni Macerata, l’associazione IDEA88 diventa "arena" del confronto: porte aperte a tutti i candidati

Con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative di maggio, il dibattito politico entra nel vivo della società civile. L'associazione IDEA88 di Macerata ha deciso di scendere in campo, non con una propria lista, ma offrendo uno spazio fisico e democratico al confronto. Il sodalizio cittadino ha infatti annunciato ufficialmente di mettere a disposizione i propri locali per ospitare una serie di incontri tra i candidati sindaci, gli aspiranti consiglieri e il corpo sociale. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di favorire una partecipazione consapevole, permettendo ai soci di conoscere da vicino i programmi e le visioni dei diversi schieramenti. In un’epoca dominata dai confronti social, IDEA88 punta sul valore della presenza e del dialogo diretto, garantendo parità di accesso a tutti i candidati, indipendentemente dall'orientamento politico. La parola d'ordine del ciclo di incontri sarà il rispetto reciproco, con l'obiettivo di trasformare la sede dell'associazione in un laboratorio di idee dove l'ascolto prevalga sulla contrapposizione. Gli appuntamenti non saranno lasciati al caso, ma verranno coordinati per garantire a ogni forza politica il giusto spazio. Gli incontri saranno organizzati esclusivamente su prenotazione. Per fissare un momento di confronto o richiedere informazioni, i candidati e le liste possono rivolgersi direttamente alla Presidente dell’associazione, Gabriella Menghi, contattando il numero 339/6429445.

23/04/2026 14:40
Riapre il Coal a Montecassiano: "Dopo 20 anni di esperienza, un punto vendita pronto al futuro" (FOTO e VIDEO)

Riapre il Coal a Montecassiano: "Dopo 20 anni di esperienza, un punto vendita pronto al futuro" (FOTO e VIDEO)

Questa mattina, alle 8:30, ha riaperto ufficialmente il punto vendita Coal di Montecassiano, completamente rinnovato dopo un anno di gestione e interventi che ne hanno trasformato struttura, offerta e servizi. Un momento significativo per il territorio, che ritrova uno storico punto di riferimento commerciale in una veste moderna e ancora più orientata alle esigenze della clientela. "Dopo un anno di gestione riapriamo completamente rinnovati nelle attrezzature, nell'assortimento, nella proposta commerciale", ha dichiarato Jacopo Lorenzetti, sottolineando come questo traguardo rappresenti il consolidamento di un percorso professionale costruito in oltre vent’anni di esperienza. Il nuovo Coal di Montecassiano si inserisce infatti in una visione più ampia, già avviata con un altro punto vendita a Macerata, e frutto di un lavoro costante e radicato nel territorio. Lorenzetti ha evidenziato anche il valore centrale del rapporto con il cliente, elemento distintivo delle realtà di dimensioni più contenute: "Le piccole realtà come la nostra devono fare attenzione al cliente, metterlo al centro della proposta commerciale, ascoltarlo, parlarci e cercare di esaudire ogni suo desiderio. È anche il nostro punto di forza". Una filosofia che punta sulla relazione diretta, sulla fiducia e su un servizio sempre più personalizzato. Alla riapertura era presente anche la sindaca di Montecassiano, Katia Acciarresi, che ha espresso soddisfazione per un investimento ritenuto strategico per la comunità: "Una riapertura veramente importante, questo è un negozio storico, da tanti anni Coal è presente nel territorio ma oggi vediamo un nuovo Coal". La prima cittadina ha sottolineato il valore della continuità e dell’impegno dell’azienda nel rimanere e investire nel paese: "Siamo veramente grati alla proprietà per aver scelto noi, di rimanere e di farlo in maniera ancora più importante". Un passaggio importante del suo intervento ha riguardato il ruolo sociale del commercio locale: "È giusto che ci siano commercianti che sanno fare il loro mestiere e sono vicini alla gente, perché la gente ha bisogno di passione e abbiamo visto che questa c’è". Parole che evidenziano come il rinnovato punto vendita non sia solo un esercizio commerciale, ma anche un presidio di comunità.

23/04/2026 12:10
Ricostruzione, passo avanti a Camerino: approvato il progetto per il cimitero di Tuseggia

Ricostruzione, passo avanti a Camerino: approvato il progetto per il cimitero di Tuseggia

La Giunta comunale di Camerino ha approvato ieri il progetto esecutivo per la riparazione dei danni causati dal sisma del 2016 al cimitero di Tuseggia. Un intervento atteso che non riguarda solo la sicurezza infrastrutturale, ma tocca profondamente la sensibilità della comunità, restituendo dignità a un luogo sacro e di memoria. L’operazione prevede un importo complessivo di 528mila euro, finanziato interamente grazie all’ordinanza 137 del 2023 del Commissario straordinario. L'approvazione del progetto esecutivo, che ha già ricevuto il via libera dall'Ufficio Speciale per la Ricostruzione (Usr), rappresenta l'ultimo passaggio tecnico necessario per procedere, già nelle prossime settimane, all’affidamento dei lavori e alla successiva apertura del cantiere. Il sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli, ha sottolineato come il 2026 rappresenti un anno cruciale per il recupero degli edifici pubblici, con un occhio di riguardo per le zone periferiche del comune: "Con questo atto portiamo avanti l’impegno dell’amministrazione per la ricostruzione del patrimonio pubblico, ma soprattutto andiamo a occuparci di un luogo di profondo rispetto per i nostri cari. È un intervento di grande rilevanza poiché interveniamo all'interno di una frazione, a dimostrazione dell’attenzione che riserviamo a tutto il territorio comunale".  

23/04/2026 11:00
Trattamenti per unghie: differenze di prezzo e qualità

Trattamenti per unghie: differenze di prezzo e qualità

Nel settore dell’estetica professionale, i trattamenti per unghie rappresentano una delle richieste più diffuse. La scelta tra le diverse soluzioni disponibili sul mercato non dipende esclusivamente dal risultato estetico, ma anche da prezzi, qualità dei materiali e sicurezza dei prodotti utilizzati. Comprendere le principali differenze consente di orientarsi in modo più consapevole tra le varie opzioni di ricostruzione unghie e manicure avanzata. L’analisi dei trattamenti unghie professionali richiede una valutazione attenta delle esigenze individuali, della frequenza di manutenzione e della durata del risultato nel tempo. Fattori come lo stile di vita, la resistenza dell’unghia naturale e la competenza dell’operatore influiscono in modo significativo sull’efficacia del trattamento scelto. Approfondire questi aspetti permette di effettuare una scelta informata, bilanciando correttamente costo, qualità e affidabilità del servizio, elementi centrali nel panorama della ricostruzione unghie e delle tecniche estetiche più evolute. Tipologie di trattamenti per unghie I trattamenti unghie professionali includono diverse tecniche, ciascuna con caratteristiche specifiche. Tra le più comuni rientrano la ricostruzione unghie in gel, l’acrilico, il semipermanente rinforzato e le soluzioni ibride. Ogni metodo prevede procedure, tempi di applicazione e livelli di durata differenti, elementi che incidono direttamente sul costo finale del servizio. La ricostruzione unghie è generalmente scelta per correggere imperfezioni, allungare l’unghia naturale o ottenere un risultato estetico più strutturato. I trattamenti più semplici, come il semipermanente, presentano invece una minore invasività e un costo più contenuto. Differenze di prezzo nei trattamenti unghie Le differenze di prezzo nei trattamenti per unghie sono legate a molteplici fattori. Tra questi rientrano la tecnica utilizzata, la durata del trattamento, la professionalità dell’operatore e la qualità dei prodotti impiegati. In particolare, la ricostruzione unghie può avere costi molto variabili, passando da soluzioni economiche a servizi di fascia più alta. Per un approfondimento dettagliato sui costi, sulle fasce di prezzo e sulle differenze tra trattamenti più economici e più costosi, vedi qui. Qualità dei materiali e sicurezza dei prodotti La qualità dei prodotti per unghie rappresenta un elemento centrale nella valutazione complessiva del trattamento. Gel, acrilici e smalti di bassa qualità possono compromettere non solo la resa estetica, ma anche la salute dell’unghia naturale e della pelle circostante. L’utilizzo di materiali certificati e conformi alle normative vigenti è un aspetto imprescindibile per i centri estetici professionali. In questo contesto, assume particolare rilevanza il tema della sicurezza dei cosmetici. Episodi legati alla presenza di sostanze nocive nei prodotti per unghie, come riportato in notizie su smalti per unghie con sostanze nocive sequestrati, evidenziano l’importanza di affidarsi a professionisti che selezionano con attenzione i materiali utilizzati nella ricostruzione unghie. Rapporto tra prezzo e qualità nei trattamenti professionali Nel confronto tra prezzo e qualità, è importante considerare che un costo più elevato non è sempre sinonimo automatico di eccellenza, ma spesso riflette l’impiego di prodotti più sicuri, una formazione professionale adeguata e procedure eseguite nel rispetto degli standard igienici. Al contrario, prezzi eccessivamente bassi possono nascondere compromessi sulla qualità dei materiali o sulla corretta esecuzione del trattamento. Valutare con attenzione questi aspetti consente di individuare il miglior equilibrio tra trattamenti per unghie, costi sostenibili e risultati duraturi, riducendo i rischi e migliorando l’esperienza complessiva del servizio estetico.  

23/04/2026 11:00
Acquaroli annuncia: "La Rai ha scelto Ancona per presentare i palinsesti 2026/2027"

Acquaroli annuncia: "La Rai ha scelto Ancona per presentare i palinsesti 2026/2027"

"Sono molto lieto di poter annunciare che la Rai ha scelto le Marche e Ancona per la presentazione dei palinsesti 2026/2027, il consueto e annuale appuntamento in cui i vertici di Viale Mazzini illustrano tutte le novità della prossima stagione televisiva". Lo ha annunciato in un post social il presidente della regione Marche, Francesco Acquaroli. "Si tratta di un'altra occasione speciale che porterà il nostro territorio di nuovo sotto al centro di importanti dinamiche nazionali - prosegue il governatore - e che conferma la capacità di Ancona e delle Marche di essere sempre più attrattive e capaci di intercettare prestigiose opportunità". "Abbiamo lavorato con determinazione insieme al Comune di Ancona per raggiungere questo obiettivo - sottolinea Acquaroli -. E sarà un momento straordinario per mostrare la bellezza e le eccellenze di una Città, proclamata anche Capitale italiana della Cultura 2028, e di una Regione che finalmente è protagonista sulla scena nazionale e internazionale".

23/04/2026 10:30
La rivoluzione della mobilità: chi sono oggi i protagonisti del noleggio a lungo termine

La rivoluzione della mobilità: chi sono oggi i protagonisti del noleggio a lungo termine

Fino a qualche anno fa, l'idea di guidare un'auto senza esserne tecnicamente il proprietario sembrava una scelta riservata esclusivamente ai grandi parchi aziendali o ai professionisti con elevate percorrenze chilometriche. Tuttavia, il panorama automobilistico ha subito una trasformazione profonda, spostando l'attenzione dal concetto di possesso a quello di utilizzo consapevole. Oggi, infatti, il noleggio a lungo termine ha aperto le porte a una platea vastissima che comprende famiglie, giovani guidatori e imprenditori, tutti accomunati dal desiderio di una mobilità semplificata. Questa formula non è più solo una strategia logistica, ma è diventata una vera e propria filosofia di vita per chi vuole eliminare gli imprevisti legati alla gestione di un veicolo di proprietà, preferendo la certezza di un canone fisso che include tutto ciò che serve per muoversi in totale libertà e sicurezza. Alla ricerca di flessibilità e personalizzazione I profili di chi sceglie questa soluzione sono variegati e riflettono le diverse esigenze del vivere quotidiano. Da un lato troviamo il privato che desidera cambiare spesso modello per testare le nuove tecnologie ibride o elettriche senza il timore della svalutazione dell'usato, dall'altro le piccole realtà aziendali che necessitano di veicoli sempre efficienti per la propria attività. Contratti sempre più in linea con le esigenze degli automobilisti determinano il successo del noleggio a lungo termine. Importante in tal senso è, ad esempio, la possibilità di definire con precisione la durata del contratto, adattandola ai propri progetti personali o lavorativi. Chi cerca soluzioni su misura può infatti trovare in portali specializzati come www.ayvens.com un punto di riferimento per capire come configurare il periodo di utilizzo più adatto alle proprie necessità. Questa flessibilità permette di non sentirsi legati a un veicolo per un tempo troppo lungo, offrendo la libertà di ripensare le proprie abitudini di spostamento in qualsiasi momento, mantenendo un profilo tecnologico sempre aggiornato e in linea con le normative ambientali sempre più stringenti. La sicurezza di un pacchetto tutto incluso Uno dei motivi principali per cui sempre più automobilisti abbandonano l'acquisto tradizionale risiede nella gestione delle scadenze e della manutenzione. Chi noleggia a lungo termine cerca innanzitutto serenità mentale, delegando ogni onere burocratico e tecnico a esperti del settore. In un unico canone sono infatti compresi servizi essenziali come la manutenzione ordinaria e straordinaria, che sollevano l'utente dal dover cercare officine di fiducia o affrontare spese improvvise per guasti meccanici. A questa si aggiungono una copertura assicurativa completa e la presenza di un’assistenza stradale attiva h24 che garantiscono un supporto costante in caso di imprevisti, permettendo a chi viaggia di sentirsi sempre protetto su qualsiasi percorso, riducendo i tempi di fermo e i disagi logistici. Continuità di movimento e servizi opzionali per i più esigenti La popolarità del noleggio a lungo termine cresce anche grazie alla capacità di rispondere con prontezza alle necessità di chi non può permettersi soste forzate. Questa esigenza di continuità trova una risposta concreta in servizi aggiuntivi come l’auto sostitutiva, fondamentale in caso di fermo tecnico del proprio veicolo. Questa possibilità, sebbene non sempre inclusa di default in ogni contratto, rappresenta un valore aggiunto inestimabile, soprattutto per chi abita in zone poco servite dai mezzi pubblici o per chi ha ritmi quotidiani serrati e non può permettersi di restare senza un’auto a disposizione. Scegliere questa formula oggi significa essere guidatori moderni e pragmatici, che apprezzano l'efficienza e preferiscono investire il proprio tempo nella guida piuttosto che nella complessa gestione amministrativa di un mezzo, trovando un equilibrio perfetto tra comfort, sicurezza e libertà di movimento.

23/04/2026 09:00
Dal brand al supporto operativo: perché il franchising piace a chi vuole avviare un’attività

Dal brand al supporto operativo: perché il franchising piace a chi vuole avviare un’attività

Il franchising rappresenta una delle formule più apprezzate da chi desidera avviare un’attività imprenditoriale, soprattutto per chi non dispone di una lunga esperienza nel settore commerciale. Il modello si basa su un accordo tra due soggetti distinti: il franchisor, ovvero il detentore di un marchio già affermato e di un know-how consolidato, e il franchisee, ossia l’imprenditore che desidera aprire un punto vendita utilizzando il marchio e le procedure operative del franchisor. Questo sistema consente di replicare un format di successo, riducendo i rischi tipici dell’imprenditoria indipendente e garantendo un supporto costante durante tutte le fasi di avvio e gestione dell’attività. Uno degli aspetti centrali del franchising è la standardizzazione dei processi, che permette di mantenere elevati livelli di qualità e riconoscibilità del marchio in ogni punto vendita. Attraverso manuali operativi, formazione continua e assistenza tecnica, il franchisor trasferisce al franchisee tutte le competenze necessarie per replicare fedelmente il modello di business. Questa uniformità rappresenta un vantaggio significativo sia per l’imprenditore, che può contare su procedure collaudate, sia per il consumatore, che ritrova la stessa esperienza d’acquisto in ogni sede del marchio. I vantaggi competitivi del franchising per i nuovi imprenditori Affacciarsi al mondo dell’imprenditoria comporta sempre una serie di rischi e incertezze, soprattutto per chi non ha alle spalle una solida esperienza gestionale. Il franchising offre una soluzione a queste criticità, proponendo un percorso già tracciato e un supporto costante. Uno dei principali vantaggi consiste nella possibilità di sfruttare la notorietà di un brand affermato, che attira immediatamente la clientela e facilita l’ingresso nel mercato. L’accesso a un marchio riconosciuto riduce i tempi e i costi necessari per costruire una reputazione, consentendo di focalizzarsi sin da subito sulla gestione operativa dell’attività. Oltre alla forza del brand, il franchising mette a disposizione dei nuovi imprenditori una serie di strumenti e servizi che vanno dalla formazione iniziale alla consulenza gestionale, dall’assistenza durante le campagne di marketing alla fornitura di materiali promozionali. Questo supporto costante si traduce in una riduzione degli errori tipici delle fasi iniziali di un’attività autonoma e in una maggiore probabilità di raggiungere la stabilità economica in tempi più brevi. Il franchisor, inoltre, spesso negozia condizioni vantaggiose con fornitori e partner commerciali, consentendo ai franchisee di beneficiare di economie di scala e di una maggiore competitività sul mercato. Il ruolo del brand nella scelta del franchising Uno degli elementi che maggiormente influenzano la scelta di aderire a un franchising è senza dubbio la forza del brand. Un marchio noto rappresenta un importante fattore di attrazione per i potenziali clienti, che tendono a preferire aziende di cui già conoscono la reputazione e la qualità dei servizi o prodotti offerti. Questo elemento si rivela particolarmente strategico nei settori caratterizzati da un’elevata concorrenza, dove la riconoscibilità del marchio può fare la differenza tra il successo e l’insuccesso di un nuovo punto vendita. Il brand non è solo un simbolo grafico, ma racchiude una serie di valori, standard qualitativi e aspettative da parte del consumatore. Aderire a un franchising significa quindi allinearsi a una precisa identità aziendale, rispettando regole e procedure che garantiscono coerenza e affidabilità. La forza del marchio permette anche di affrontare con maggiore serenità le sfide del mercato, poiché il franchisee può contare su una base di clientela già fidelizzata e su campagne di comunicazione coordinate a livello nazionale. Questo aspetto riduce sensibilmente gli investimenti necessari per farsi conoscere e acquisire nuovi clienti, offrendo un vantaggio competitivo rispetto a chi avvia un’attività indipendente. Il supporto operativo: formazione, assistenza e aggiornamento continuo Oltre al valore del brand, uno dei motivi principali per cui il franchising riscuote un crescente interesse tra i nuovi imprenditori è la presenza di un supporto operativo strutturato e continuativo. Il trasferimento del know-how avviene attraverso corsi di formazione iniziali, che preparano il franchisee a gestire ogni aspetto dell’attività, dalla relazione con il cliente alla gestione del magazzino, dal rispetto delle normative vigenti all’utilizzo di software gestionali specifici. La formazione non si esaurisce nella fase di avvio, ma prosegue nel tempo con aggiornamenti periodici, workshop e incontri di approfondimento, che consentono di affrontare al meglio le evoluzioni del mercato e le nuove esigenze dei consumatori. L’assistenza fornita dal franchisor si estende anche agli aspetti pratici e organizzativi, come la selezione della location, l’allestimento del punto vendita, la gestione delle forniture e il monitoraggio delle performance. Questa presenza costante rappresenta un elemento rassicurante per chi teme di dover affrontare da solo le complessità della gestione aziendale. Il franchisor agisce come un vero e proprio partner, intervenendo in caso di difficoltà e suggerendo strategie per migliorare i risultati. In questo modo, il franchisee può concentrarsi sulle attività di vendita e sul rapporto con la clientela, sapendo di poter contare su un supporto professionale in ogni fase del percorso imprenditoriale. Settori in crescita e nuove opportunità nel franchising Il franchising si è evoluto nel tempo, ampliando notevolmente la gamma di settori merceologici in cui è possibile investire. Oltre ai tradizionali comparti della ristorazione, dell’abbigliamento e dei servizi alla persona, negli ultimi anni si sono affermate nuove aree di business, legate alle esigenze emergenti dei consumatori e alle trasformazioni del mercato. Un esempio significativo è rappresentato dal settore del benessere e della salute, che comprende palestre, centri estetici e attività dedicate al fitness. Anche il comparto tecnologico e quello della sostenibilità ambientale stanno conoscendo una forte espansione, offrendo opportunità interessanti per chi desidera investire in settori innovativi e in crescita. Nella parte centrale di questo panorama si inseriscono anche realtà come il franchising sigarette elettroniche, che rispondono a nuove tendenze di consumo e a una domanda sempre più attenta a prodotti alternativi. La capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato e di proporre format in linea con le esigenze attuali rappresenta uno dei punti di forza del franchising, che continua a rinnovarsi e a offrire soluzioni imprenditoriali anche a chi non dispone di capitali ingenti o di una lunga esperienza nel settore. Le sfide e le responsabilità del franchisee Pur offrendo numerosi vantaggi, il franchising non è privo di sfide e richiede una forte motivazione personale, oltre a una buona capacità di adattamento. L’imprenditore che sceglie questa formula deve essere consapevole delle responsabilità che derivano dall’adesione a un sistema regolamentato e dalla necessità di rispettare standard condivisi. Il rispetto delle procedure operative, delle direttive commerciali e delle strategie di marketing imposte dal franchisor costituisce un vincolo imprescindibile, che limita parzialmente l’autonomia decisionale del franchisee. La gestione di un’attività in franchising richiede inoltre una costante attenzione ai risultati economici, alla qualità del servizio offerto e alla soddisfazione della clientela. Il successo dipende in larga misura dalla capacità di applicare correttamente il modello proposto dal franchisor, ma anche dalla determinazione personale e dalla volontà di investire tempo e risorse nella crescita del punto vendita. Infine, è fondamentale mantenere un dialogo aperto e costruttivo con il franchisor e con gli altri franchisee della rete, condividendo esperienze, suggerimenti e best practice per migliorare costantemente le performance e affrontare insieme le sfide del mercato.

22/04/2026 11:00
Il fascino senza tempo dei videogiochi degli anni Ottanta e Novanta

Il fascino senza tempo dei videogiochi degli anni Ottanta e Novanta

C’è qualcosa di quasi inspiegabile nel ritorno davanti a uno schermo a scorrimento laterale, a un labirinto pixelato o a una griglia di mattoncini colorati. I videogiochi degli anni Ottanta e Novanta non smettono di attirare giocatori di ogni età. Ma cosa rende questi titoli ancora così irresistibili dopo decenni? La nostalgia come motore emotivo La nostalgia non è semplice rimpianto: è una forma complessa di memoria affettiva che collega il presente a momenti carichi di significato personale. Diversi studi condotti nell’ambito della psicologia dei media hanno evidenziato come l’esposizione a stimoli della propria infanzia produca risposte emotive positive, riducendo temporaneamente i livelli di ansia e aumentando il senso di benessere. I videogiochi degli anni Ottanta e Novanta, con le loro melodie sintetizzate e i loro colori accesi, agiscono come veri e propri attivatori di memoria. Meccaniche essenziali, divertimento immediato Una delle ragioni principali per cui questi giochi resistono al tempo è la loro pulizia meccanica. Non ci sono interfacce sovraccariche, alberi di abilità da ottimizzare, economie virtuali da gestire o tutorial che durano ore. La logica è quasi sempre la stessa: impara le regole in pochi secondi, poi trascorri anni a migliorare. Questa accessibilità immediata contrasta nettamente con la complessità di molte produzioni moderne, dove il rischio è di perdersi prima ancora di iniziare a divertirsi davvero. I titoli retro propongono invece una curva di apprendimento chiara e una soddisfazione proporzionale allo sforzo. La rinascita del retro nel panorama dell’intrattenimento digitale Il fenomeno del retrogaming non riguarda solo i privati: ha trasformato interi settori dell’industria digitale. Le principali piattaforme di distribuzione propongono cataloghi di titoli classici in versione rimasterizzata o originale. Produttori di hardware hanno rilasciato versioni miniaturizzate delle loro console storiche, esaurite in poche ore dal lancio. Questa tendenza si rispecchia anche in ambiti apparentemente lontani dal videogioco tradizionale. Nel settore dell’intrattenimento digitale online, per esempio, operatori come Runa Casino hanno integrato nelle proprie piattaforme elementi estetici e sonori chiaramente ispirati all'era a otto e sedici bit, riconoscendo nel richiamo retro un valore comunicativo capace di attrarre sia utenti nostalgici sia nuovi pubblici affascinati dall'estetica d’epoca. Non si tratta di un semplice vezzo stilistico. L’adozione di elementi visivi e sonori retro risponde a una logica precisa: creare un'atmosfera immediatamente riconoscibile, rassicurante e distinta rispetto alla saturazione visiva tipica dei prodotti digitali contemporanei. Perché quei giochi funzionano ancora: tre ragioni fondamentali Al di là della nostalgia e delle tendenze di mercato, esistono ragioni strutturali che spiegano la longevità di questi titoli. Vale la pena analizzarle con attenzione, perché rivelano qualcosa di profondo sul modo in cui gli esseri umani si relazionano con il gioco. 1.      La sfida calibrata: i giochi degli anni Ottanta e Novanta erano difficili, ma raramente ingiusti. 2.      L’assenza di distrazioni: senza notifiche, senza connessioni social integrate, senza aggiornamenti obbligatori, quei giochi imponevano una forma di attenzione esclusiva che oggi è diventata rara. 3.      La finitezza: la maggior parte dei titoli classici aveva una fine definita. Questo dava al gioco un arco narrativo chiaro e una soddisfazione completa al termine dell’esperienza. La dimensione comunitaria e il passaparola intergenerazionale Un aspetto spesso sottovalutato nel dibattito sul retrogaming è quello della trasmissione culturale. I genitori che hanno giocato a Pac-Man, a Sonic the Hedgehog o a Street Fighter II non si sono limitati a conservare la propria console: hanno introdotto i figli a quei mondi, creando un dialogo intergenerazionale raro nel panorama dell’intrattenimento. Anche le comunità online dedicate al retrogaming sono tra le più attive del settore: forum specializzati, canali di video dedicati all’analisi tecnica dei titoli classici, archivi collaborativi che documentano ogni aspetto della storia videoludica. I giochi retro come patrimonio culturale Istituzioni come il Museum of Art and Digital Entertainment negli Stati Uniti o diverse biblioteche nazionali europee hanno avviato programmi di conservazione dei videogiochi classici, riconoscendoli come beni culturali a tutti gli effetti. Questa legittimazione istituzionale contribuisce a consolidare la percezione di quei titoli non come semplici oggetti di consumo, ma come espressioni artistiche e tecnologiche di un'epoca. Riscopri il piacere di giocare: il passato non è mai davvero finito I videogiochi degli anni Ottanta e Novanta non sono sopravvissuti per inerzia o per il solo effetto della nostalgia. Sono rimasti perché funzionano: offrono sfide calibrate, soddisfazione immediata, una struttura narrativa chiara e un'estetica riconoscibile che il tempo ha reso iconica. La loro semplicità apparente nasconde una raffinatezza di design che molte produzioni successive hanno faticato a eguagliare.

21/04/2026 17:20
Macerata - Viale Leopardi, dopo le buche arrivano le piante cadute: la passeggiata "a ostacoli" continua

Macerata - Viale Leopardi, dopo le buche arrivano le piante cadute: la passeggiata "a ostacoli" continua

Se a ottobre avevamo suggerito provocatoriamente di aggiornare lo slogan cittadino in "Macerata: la città in cui amerai vivere e inciampare", oggi, 21 aprile, la realtà ha deciso di aderire ancor di più alla satira. Non bastavano i marciapiedi sollevati dalle radici e le storte alle caviglie garantite: ora il percorso panoramico di viale Leopardi che costeggia le mura si è arricchito di un nuovo, pericoloso livello di difficoltà. Le piogge di questa mattina hanno infatti dato il colpo di grazia a una situazione già precaria. Una pianta è crollata abbattendosi contro la pensilina di attesa degli autobus, ostruendo gran parte del marciapiede all'altezza di rampa Zara. Il risultato? Studenti, lavoratori e anziani costretti a gimcane improbabili.  Già lo scorso autunno avevamo acceso i riflettori sullo stato di abbandono di viale Giacomo Leopardi, segnalando come le radici ribelli stessero letteralmente facendo a pezzi l'asfalto (leggi qui). Uno dei viali più iconici e frequentati trasformato, dunque, in una trappola per pedoni. In attesa che l’albero venga rimosso e il passaggio liberato, ai maceratesi non resta che affinare i riflessi. 

21/04/2026 15:30
Quante chance abbiamo di diventare calciatori professionisti? Una ricerca lo svela

Quante chance abbiamo di diventare calciatori professionisti? Una ricerca lo svela

È stato un sogno vissuto da tantissimi bambini: da piccoli, in effetti, con una palla tra i piedi, si correva sognando di sfidare i più importanti e forti campioni presenti sulla scena internazionale e magari di arrivare un giorno a calcare i campi della serie A. Per tantissimi ragazzi, però, il calcio professionistico è rimasto solamente un bellissimo sogno, dato che sono davvero pochi quelli che sono stati in grado di sfondare. La domanda che, in effetti, in tanti si sono fatti è la seguente: è davvero realistico pensare di poter diventare un calciatore professionista oppure è meglio concentrarsi su altro? E, inoltre, può essere in qualche modo influente la Regione in cui si nasce. E se fosse possibile calcolare le possibilità di diventare un calciatore? È una domanda a cui BonusFinder Italia ha provato a dare una risposta, come si può evincere da un interessante approfondimento che è stato pubblicato online e che, tramite l’incrocio di un’ampia mole di dati che riguardano oltre 200 calciatori italiani, attualmente impegnati nell’ambito professionistico, e i dati, invece, ripresi dall’ISTAT che si riferiscono alle nascite di maschi per ciascuna regione. A quanto pare, è emersa una vera e propria probabilità, con una suddivisione per regione, di riuscire a calcare i campi più importanti in Italia nel mondo del calcio. La probabilità più alta di diventare calciatore? È in Friuli! Effettivamente, nessuno si sarebbe mai aspettato un riscontro del genere, ma va detto che proprio in Friuli-Venezia Giulia c’è una probabilità maggiore pro capite di diventare calciatori professionisti, quasi 4 ogni 100 mila nuovi nati di sesso maschile. Alcuni giocatori famosi che ce l’hanno fatto nel corso della loro carriera a raggiungere i livelli più alti? Basti pensare a Giovanni Di Lorenzo, capitano del Napoli con cui ha vinto lo scudetto lo scorso anno, ma anche Bruan Cristante, perno del centrocampo della Roma e con diverse apparizioni in Nazionale, per non parlare di Guglielmo Vicario, numero uno del Tottenham in Premier League. Anche la Liguria produce tanti talenti Subito alle spalle del Friuli-Venezia Giulia troviamo la Liguria, a poca distanza: da queste parti, infatti, c’è una probabilità di diventare calciatori professionisti intorno a 3,2 ogni 100 mila nuovi nati. Alcuni esempi concreti di chi ce l’ha fatta? Basti pensare a Federico Chiesa, figlio d’arte che ha fatto grandissime cose prima con la maglia della Fiorentina e poi della Juventus, salvo poi finire un po’ nel dimenticatoio per colpa di numerosi infortuni, nonostante l’approdo al Liverpool in Premier League. Un altro calciatore dalle origini liguri che sta performando in modo molto convincente è senz’altro Andrea Cambiaso, faro del centrocampo della Juventus di Spalletti, corteggiato ormai da qualche anno da diverse big del calcio internazionale. Hanno qualcosa in comune queste due regioni? Sì, a quanto pare non è un caso, dal momento che a livello numerico, è chiaro che hanno una popolazione inferiore rispetto a tante altre regioni italiane, ma c’è da rimarcare come possano contare su una tradizione calcistica molto forte e tante squadre che non disdegnano investimenti nei vivai. E le altre regioni? Inutile negare come nessun’altra regione sia in grado di eguagliare i numeri prodotti dalla Lombardia. Infatti, sono ben 45 i calciatori professionisti prodotti in assoluto, anche se la probabilità pro capite si riduce notevolmente, visti i dati ISTAT, fino a 1,36 ogni 100 mila nuovi nati. Insomma, se da una parte si ha facile accesso a strutture all’avanguardia, dall’altro il livello di concorrenza è elevatissimo. In Sardegna, invece, c’è una probabilità molto contenuta di diventare calciatore professionista, ma chi riesce nell’intento poi è in grado di raggiungere i massimi livelli. Al Sud Italia, invece, i dati pro capite sono abbastanza deludenti, visto il potenziale presente, che non si è evidentemente ancora espresso del tutto, con una probabilità pro capite pari a 1,08 ogni 100 mila nuovi nati.

21/04/2026 11:00
Macerata, lavori in via Zara. Scatta la rivoluzione della viabilità: tutte le modifiche e le inversioni di marcia

Macerata, lavori in via Zara. Scatta la rivoluzione della viabilità: tutte le modifiche e le inversioni di marcia

Al via un importante intervento di manutenzione stradale nel cuore di Macerata. La polizia locale ha emesso un'ordinanza per disciplinare la circolazione in vista dei lavori di asfaltatura in via Zara, che comporteranno modifiche sostanziali al traffico e alla sosta per circa una settimana. I primi provvedimenti scatteranno alle ore 7:00 di domani, 22 aprile, e resteranno in vigore fino al 28 aprile. Nella prima fase, il cantiere interesserà il tratto di via Zara compreso tra viale Leopardi e via Don Minzoni, dove sarà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata su entrambi i lati. Anche su viale Giacomo Leopardi, in prossimità della fermata degli autobus, verranno temporaneamente soppressi sei posti auto per permettere l'allestimento dell'area lavori. Il cambiamento più impattante avverrà però dalle ore 14:00 del 22 aprile, quando scatterà il divieto di transito assoluto in via Zara, rendendo necessarie diverse deviazioni nel comparto circostante. Per garantire la mobilità dei residenti e l'accesso alle aree interne, il piano viabilità prevede una serie di inversioni dei sensi di marcia. Tra le principali novità, si segnalano il cambio di direzione in via Ciccarelli e in via Lauro Rossi (nel tratto verso via Santa Maria della Porta). Anche in via Basili e in un tratto di via Santa Maria della Porta la circolazione verrà invertita per permettere il deflusso dei veicoli. In piazza Mazzini, all'ingresso di Porta Mercato, sarà istituito un senso unico alternato a vista, con precedenza per chi esce verso piazza Nazario Sauro e divieto di transito per i mezzi pesanti superiori alle 3,5 tonnellate. Per agevolare il transito durante l'emergenza cantiere, l'amministrazione ha disposto la sospensione temporanea della Ztl in via Don Minzoni (Varco 1), che rimarrà dunque aperta fino al termine dei lavori. In via Padre Matteo Ricci sarà obbligatorio svoltare a sinistra verso via Santa Maria della Porta, con l'accesso consentito solo a residenti e per le operazioni di carico e scarico. Infine, in via Armaroli, a seconda dell'avanzamento delle asfaltature, potrà essere istituito il senso unico alternato per regolare l'uscita dei mezzi.

21/04/2026 10:45
San Ginesio, nuova scuola "Frau": arrivano 3,7 milioni, apertura a settembre 2026

San Ginesio, nuova scuola "Frau": arrivano 3,7 milioni, apertura a settembre 2026

Un passo decisivo verso il ritorno alla normalità per la comunità di San Ginesio. Sono stati trasferiti all'Ufficio Speciale per la Ricostruzione (USR) delle Marche oltre 3,7 milioni di euro (3.736.922,12 euro per l'esattezza) destinati alla realizzazione del "Lotto B" del nuovo polo scolastico. L'intervento riguarda la costruzione dell'Istituto professionale per l'industria e l'artigianato "R. Frau" e della relativa palestra annessa. Grazie a questo stanziamento, il finanziamento dell'opera raggiunge l'80% dell'importo complessivo, pari a oltre 8,3 milioni di euro. Il cantiere, avviato nel 2024, sta procedendo speditamente rispettando il cronoprogramma: l'obiettivo è restituire agli studenti una struttura moderna, sicura e all'avanguardia. Il progetto si distingue per una virtuosa collaborazione che vede protagonista la Andrea Bocelli Foundation al fianco delle istituzioni. "La ricostruzione passa necessariamente dalla scuola - ha sottolineato il commissario straordinario Guido Castelli -. Insieme alla Regione Marche, alla fondazione e al sindaco Ciabocco, stiamo realizzando uno spazio essenziale per la crescita dei giovani, che sono il cuore del rilancio del cratere". Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, che ha annunciato l'imminente conclusione dei lavori. "A settembre i nostri ragazzi potranno finalmente tornare a vivere questa scuola - ha dichiarato il primo cittadino -. Sarà un momento di festa e un'autentica ripartenza per tutta la nostra comunità".  (Foto di repertorio) 

20/04/2026 16:40
Civitanova, in via D’Annunzio conclusi i lavori al collettore fognario: intervento da 520mila euro

Civitanova, in via D’Annunzio conclusi i lavori al collettore fognario: intervento da 520mila euro

Sono terminati nei giorni scorsi i lavori del nuovo collettore fognario per acque chiare su via D'Annunzio, nel tratto compreso tra via Aristotele e la rotatoria SS.16 realizzati per migliorare il deflusso delle acque meteoriche e prevenire criticità strutturali. A completamento dei lavori, si è provveduto al rifacimento di un tratto di marciapiede per circa mt 170 di lunghezza ed è stato rinnovato il manto stradale per tutta la larghezza della carreggiata, con l’installazione dell’apposita segnaletica. A dare notizia della conclusione dell’intervento è l’assessore ai Lavori Pubblici Ermanno Carassai, dopo aver dato conto della consegna del primo step a fine dicembre 2025.  “La precedente condotta in cemento è stata sostituita con una nuova fognatura in pvc – spiega Carassai - e sono stati realizzati nuovi pozzetti di ispezione, installate nuove caditoie stradali, rifatti i collegamenti fognari con le vie di intersezione. C’è anche la predisposizione di un semaforo pedonale a chiamata, che consentirà ai pedoni un attraversamento più sicuro in un tratto particolarmente trafficato che porta alla nuova chiesa di San Marone. L’Amministrazione – conclude l’assessore Carassai - sta attuando il piano di opere pubbliche individuate come prioritarie dalla Giunta, realizzando nuovi asfalti, impianti semaforici ove necessari e una nuova illuminazione pubblica per garantire maggiore sicurezza sulle strade e l’intervento su via D’Annunzio va a in questa direzione”. L’opera ha un costo complessivo di € 520.000,00 è stata realizzata nel periodo dal 26.06.2025 al 15.04.2026 dalla ditta appaltatrice Tullio Edil Calcestruzzi srl di Balsorano (AQ) e Edilasfalti & C s.r.l. di Camerino. Progettista, RUP e DL è il geom. Marco Schiavoni.  

20/04/2026 10:40
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