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Cingoli, sì al progetto per il nuovo mercato coperto e Centro Operativo Comunale

Cingoli, sì al progetto per il nuovo mercato coperto e Centro Operativo Comunale

La Conferenza regionale ha espresso il proprio via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica per la demolizione e ricostruzione del mercato comunale di Cingoli, destinato a trasformarsi in un moderno mercato coperto e nella nuova sede del Centro Operativo Comunale. Il quadro economico ammonta a 1,7 milioni. Con questa approvazione il progetto compie un passo decisivo verso la realizzazione di una struttura moderna, sicura e funzionale, capace di migliorare la gestione delle emergenze, riqualificare un’area urbana centrale e offrire alla comunità un mercato coperto rinnovato e sostenibile, spiega il commissario straordinario Guido Castelli. Un intervento che si inserisce pienamente nel percorso di ricostruzione post-sisma e nel rilancio dei servizi pubblici di Cingoli e non solo: ciò che stiamo portando avanti insieme all’Usr e alla Regione guidata dal presidente Acquarolipunta a restituire un territorio vitale e pronto a ripartire dopo le ferite procurate dal terremoto. Il sindaco di Cingoli Michele Vittori afferma che questo progetto rappresenta una scelta strategica per Cingoli, perché rafforza in modo concreto la capacità del Comune di rispondere alle emergenze attraverso la nuova sede del Centro Operativo Comunale e, allo stesso tempo, interviene su un’area centrale e preziosa della città. L’intervento coniuga funzionalità, qualità urbana e attrattività, con benefici anche per i commercianti che opereranno all’interno della struttura. Il nuovo mercato coperto e il COC diventeranno un punto di riferimento all’interno di un contesto riqualificato, più vivibile e accessibile, capace di generare valore per i cittadini e per il tessuto urbano circostante. Il sindaco ringrazia il Commissario straordinario al sisma 2016 Guido Castelli e l’Ufficio Speciale Ricostruzione delle Marche per l’attenzione e l’impegno costante nel raggiungimento di questo obiettivo, che rappresenta un investimento importante per il futuro della comunità. Il progetto nasce dall’esigenza di delocalizzare alcune funzioni strategiche ospitate nel Palazzo Comunale, edificio storico vincolato e non adeguabile sismicamente in modo significativo. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha evidenziato come una valutazione costi-benefici abbia dimostrato la maggiore efficacia della ricostruzione ex novo nell’area del mercato, soluzione in grado di garantire prestazioni sismiche elevate, standard energetici Nzeb, una distribuzione interna più funzionale e spazi adeguati per il COC e per le attività mercatali. L’intervento prevede la demolizione completa dell’attuale struttura e la realizzazione di un nuovo edificio con fondazioni in cemento armato, pilastri e travi gettati in opera, solai prefabbricati alveolari, tamponamenti in laterizio alleggerito con rivestimenti isolanti, copertura piana ventilata e un sistema impiantistico completo che comprende riscaldamento, climatizzazione, ventilazione meccanica controllata, impianto elettrico, fotovoltaico, idrico-sanitario e antincendio. Sono previste anche nuove finiture interne ed esterne, infissi a taglio termico e la sistemazione delle aree esterne.

08/01/2026 16:00
La fortuna bacia Montecassiano: centrata una vincita da oltre 21 mila euro al Lotto

La fortuna bacia Montecassiano: centrata una vincita da oltre 21 mila euro al Lotto

Il 2026 inizia sotto i migliori auspici per la provincia di Macerata. La dea bendata ha fatto tappa a Montecassiano dove, nell’estrazione del Lotto di mercoledì 7 gennaio, è stata realizzata la vincita più alta dell’intero concorso nazionale. Come riportato dall’agenzia specializzata Agipronews, un fortunato giocatore ha centrato un premio di ben 21.108,33 euro. La giocata vincente è stata effettuata nel punto vendita di via Nazionale: a fare la differenza è stato il "Numero Oro", l'opzione che ha permesso di impennare il valore del premio finale. Le Marche confermano così il loro feeling con il Lotto. L'ultimo concorso ha distribuito premi per un totale di 3,7 milioni di euro su tutto il territorio italiano, portando il montepremi complessivo erogato dall'inizio del 2026 alla cifra di 19,3 milioni di euro

08/01/2026 11:50
Centro Europe Direct Marca di Camerino: rinnovato l'accordo per i prossimi 5 anni

Centro Europe Direct Marca di Camerino: rinnovato l'accordo per i prossimi 5 anni

È stato rinnovato l’accordo con l’Unione Europea per l’attivazione del Centro Europe Direct Marca di Camerino per il quinquennio 2026-2030. «Un rinnovo non scontato che dimostra, ancora una volta, la capacità del territorio di saper attrarre energie e risorse e saper dare risposte e soluzioni alla cittadinanza» sottolinea Alessandro Gentilucci, presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino, soggetto promotore del Centro Europe Direct. «Parliamo di un presidio informativo inclusivo e capillare che ha l’obiettivo di favorire una partecipazione attiva e consapevole dei cittadini alla vita europea, attraverso incontri, seminari, strutturazione di reti di cooperazione, partecipazione a bandi. In questi anni il Centro si è distinto per una grande operosità centrando gli obiettivi che ci eravamo posti. Ritengo fondamentale» conclude Gentilucci «che anche da un territorio apparentemente periferico si lavori per creare le condizioni di un legame strutturato e utile con le istituzioni europee: dobbiamo avere il coraggio di sentirci parte attiva dell’Europa per trarne il maggior vantaggio possibile».

07/01/2026 16:00
Visso, via libera al nuovo bocciodromo: investimento da 1,4 milioni di euro

Visso, via libera al nuovo bocciodromo: investimento da 1,4 milioni di euro

Un nuovo e importante tassello si aggiunge al percorso di ricostruzione post-sisma di Visso. La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la demolizione e ricostruzione del bocciodromo comunale, situato nell’area del Giardino del Lago. L’intervento rientra nell’ordinanza commissariale n. 137 del 2023 e prevede un investimento complessivo di 1.425.000 euro. Con l’approvazione, il progetto supera la fase preliminare e può ora avviarsi verso la progettazione esecutiva, che dovrà recepire tutte le prescrizioni tecniche, paesaggistiche e ambientali. «Si tratta di un passo importante per la comunità di Visso – ha dichiarato il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli – perché consente di restituire non solo una struttura sportiva, ma anche un elemento fondamentale della rigenerazione urbana in corso dopo gli eventi sismici». Grande soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. Il sindaco Rosella Sensi evidenzia soprattutto il valore sociale dell’opera: «L’approvazione del progetto del bocciodromo rappresenta un passaggio importante per la nostra comunità. Non sarà soltanto un impianto sportivo ricostruito e migliorato sotto il profilo della sicurezza e dell’efficienza energetica, ma anche un luogo di aggregazione aperto a tutti, di cui Visso ha grande bisogno. È un ulteriore passo nel nostro percorso di resilienza. Ringrazio il commissario Castelli e l’USR Marche per l’attenzione e il lavoro svolto sul territorio». La scelta della demolizione dell’attuale bocciodromo è stata resa necessaria dai gravi danni causati dal terremoto del 2016-2017: le condizioni strutturali non consentivano un recupero economicamente sostenibile. Da qui la decisione di procedere con una ricostruzione integrale, capace di rispondere agli standard sportivi attuali e alle nuove esigenze di sicurezza. Il nuovo bocciodromo sarà composto da due volumi affiancati con copertura a doppia falda. Il corpo principale ospiterà i campi da gioco e le aree per il pubblico, mentre quello secondario accoglierà uffici, spogliatoi, servizi, magazzino e un portico di ingresso. La struttura sarà realizzata in acciaio su fondazioni profonde, con copertura in legno lamellare e tamponamenti a secco ad alte prestazioni energetiche.   Particolare attenzione è stata riservata all’inserimento paesaggistico: le scelte estetiche, formali e cromatiche sono state studiate per ridurre l’impatto visivo dell’edificio all’interno del contesto naturale del Giardino del Lago. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un nuovo percorso pedonale perimetrale, a beneficio di cittadini e visitatori.

07/01/2026 15:00
La Bulgaria entra nell'euro: se ne pentirà presto

La Bulgaria entra nell'euro: se ne pentirà presto

  Ebbene sì. Dal primo gennaio 2026 la Bulgaria è entrata ufficialmente nel sistema euro. Ovviamente i più letti e, soprattutto, più venduti giornali nazionali e internazionali celebrano la notizia con giubilo, presentandola come un successo planetario per l’Unione Europea e per la Bulgaria. Procedendo, come sempre, controvento, commentiamo la notizia con le parole del sommo poeta: lasciate ogni speranza, voi che entrate. Il popolo bulgaro apprenderà presto sulla propria pelle che cosa significa realiter entrare nell’inferno del sistema eurocratico. Al di là del vitreo teatro delle ideologie e della propaganda, l’euro non è soltanto, né soprattutto, una moneta, essendo invece un preciso metodo di governo neoliberale; un metodo di governo in grazia del quale si rovescia e si perverte Il canonico rapporto tra politica ed economia, tra Stato e mercato. Infatti, grazie al paradigma della moneta unica, lo Stato si trova in posizione subordinata rispetto al mercato, cosicché in ultima istanza la sovranità appartiene alla Banca Centrale Europea, rispetto alla quale gli Stati dell’Unione Europea si trovano a dipendere pressoché in tutto. Più precisamente, la sovranità monetaria si trasla dagli Stati nazionali alla banca centrale, con la conseguenza per cui gli Stati nazionali debbono indebitarsi con la Banca Centrale Europea, magari trovandosi anche costretti ad attuare le riforme volute da quest’ultima, come accadde alla nostra sventurata Italia nel 2012, allorché ricevette la famosa o, meglio, famigerata letterina che chiedeva deplorevoli riforme in direzione neoliberale. Coerente compimento della dinamica del capitale, l’euro non è una moneta, ma un preciso metodo di governo in cui la politica è integralmente sussunta sotto l’economico. La violenza del capitalismo realizzato in forma assoluta è una violenza puramente economica: con lo spread in luogo del carro armato, con il “debito pubblico” in luogo dei cannoni. Al di là delle retoriche per “anime belle”, la moneta unica europea è servita a cancellare in una volta centocinquant’anni di conquiste sociali e di diritti ottenuti tramite lotte e rivendicazioni. Di più, ha posto in essere una vera e propria “schiavitù del debito” artatamente gestita dall’Unione Europea e dal suo “Patto di Bilancio Europeo”, il Fiscal Compact entrato in vigore nel 2013 e centrato sui sacri dogmi del pareggio di bilancio e dell’abbattimento del debito. Per queste ragioni, il problema che oggi si pone non è come salvare l’euro, bensì come salvarsi dall’euro. E la sola via consiste nel ritorno alla sovranità monetaria di uno Stato nazionale compatibile con il welfare state e tale da anteporre la communitas democratica all’ordo eoconomicus. Teologi della globalizzazione e taumaturghi dell’economia hanno correttamente individuato nell’area mediterranea dell’Europa quello che potremmo definire, con Lenin, l’“anello debole della catena” del capitalismo europeo, il punto su cui fare leva per disarticolarlo e per introdurre il paradigma americano. È, pertanto, sull’area mediterranea che si sta abbattendo la “furia del dileguare” propria della politica economica europea, diretta dalle logiche di riproduzione del capitale finanziario globale: non soltanto sulla Grecia, prima vittima sacrificale immolata al Moloch capitalistico, ma anche sulla Spagna degli Indignados e sull’Italia, perennemente sotto ricatto. Senza esagerazioni è, pertanto, possibile rivolgersi ai popoli che stanno entrando (o che entreranno) nel progetto criminale eurocratico le parole dell’Inferno di Dante: “lasciate ogne speranza, voi ch’intrate” (III, 9). Insomma, quello che dall’ideologia dominante viene salutato come un giorno felice per la Bulgaria rappresenta invece un giorno massimamente funesto. Come non ci stanchiamo di ripetere ad nauseam, non si tratta di salvare l’euro whatever it takes, come disse l’euroinomane Mario Draghi, l’unto dai mercati: si tratta, semmai, di salvarsi dall’euro il prima possibile. Gli amici Bulgari lo scopriranno presto. E non potranno che maledire il giorno del loro ingresso nell’inferno eurocratico. Un giorno orrendo, da non dimenticare.        

04/01/2026 13:48
L'amore riconosciuto: amori liquidi in cerca di ascolto

L'amore riconosciuto: amori liquidi in cerca di ascolto

"Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così" (Italo Calvino) In una relazione amorosa, il riconoscimento e la scelta reciproca consapevole costituiscono condizioni essenziali per l’inizio dell’esperienza. La verità non esiste fino a quando non viene osservata e non le viene dato un senso, riconducendo le molteplici possibilità in una sola. Oggi si preferisce evitare di consapevolizzare un amore, perché ciò significherebbe renderlo reale ed investire energia in un'unica direzione, privandosi della libertà di scegliere altre opzioni. L'amore, invece è vulnerabilità, esprimere le proprie paure ed avere il coraggio di non mollare di fronte alle difficoltà. Ci chiede tempo e pazienza. Significa decidere di riconoscere quel legame, vedere la sua esistenza senza alcuna conferma logica. E’ arrendersi al flusso della vita. Nella società odierna è più semplice ridurre l'esperienza amorosa ad una semplice attrazione chimica, preferendo ad essa molteplici relazioni tiepide senza futuro. Zygmunt Bauman, quando nel 2003 pubblicò il suo libro “ Amore liquido”, anticipò con lungimiranza profetica le dinamiche relazionali moderne, esasperate dai social. Bauman parla della precarietà dei rapporti che, già allora, stavano trasformandosi da solidi a liquidi. Si hanno relazioni fondate su emozioni immediate senza reali connessioni, che si dissolvono alla prima difficoltà, perché le piazze virtuali offrono infinite opzioni: si ha l’effimera sensazione di avere infinite possibilità di incontro. Non ci si sofferma a costruire, perché significherebbe dover guardare l’altro e se stesso, riconoscere le fragilità di entrambi e lavorarci. Risulta, invece, molto più comodo rimanere in superficie, prendere il bello della novità e del mistero per poi passare al prossimo giro di giostra. Un vero mercato dove l’altro è sostituibile. Connessioni liquide per una promessa di libertà che crea spesso isolamento. Bauman ci parla di un “uomo senza legami” alla costante ricerca di sicurezza, ma allo stesso tempo timoroso di restare imprigionato in relazioni stabili che possono precludere la possibilità di creare nuove storie. Si desiderano relazioni leggere per avere l’illusione di poter ancora vivere altre opportunità sentimentali. Il timore più grande nel costruire una relazione è la perdita dell’infinito potenziale di scelta che viene congelato quando vivi una relazione intensa e profonda. Ma il paradosso della perenne di ricerca della migliore relazione possibile è la solitudine. L’amore rischia di diventare una merce di scambio, in cui si vuole un prodotto pronto, il consumo immediato di un desiderio che non richiede alcuna forma di cura o aspettativa. L’amore viene così privato della sua essenza di imprevedibilità, precarietà e impegno. La comunicazione è rapida, gli scambi sono spesso superficiali in un tempo contratto dove non c’è spazio per un vero riconoscimento reciproco. Il costo della libertà è una vicinanza apparente ed un reale isolamento, dove basta disconnettersi per interrompere qualsiasi legame. La conseguenza è l’impossibilità di costruire la fiducia necessaria per poter investire emotivamente. In una società che richiede il consumo dei sentimenti, attenzione a non perdere per strada un amore, perché non siamo riusciti a riconoscerlo e a dargli il giusto valore per investirci.

04/01/2026 11:10
Foto e video dei figli sui social: quando è possibile chiederne la rimozione? La risposta dell’avvocato

Foto e video dei figli sui social: quando è possibile chiederne la rimozione? La risposta dell’avvocato

Torna come ogni domenica la rubrica curata dall'avvocato Oberdan Pantana "Chiedilo all'Avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa all’uso dei social nei rapporti familiari, a maggior ragione in questo periodo di festività natalizia. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Porto Recanati che chiede: "Posso chiedere la rimozione dai social della mia ex moglie di foto e video di mia figlia minorenne?" Il caso di specie ci offre la possibilità di far chiarezza su una questione estremamente sensibile, su cui ha avuto modo recentemente di pronunciarsi il Tribunale di Trani, con ordinanza del 30.08.2021, affrontando un argomento di sicuro dibattimento negli anni a venire: la tutela dei minori nella pubblicazione, da parte dei genitori, di foto o video sui social network. La mamma in questione, a partire da maggio 2020, postava su Tik Tok video di lei con la figlia minorenne. A quel punto il padre, nel dirsi non d'accordo, invocava la tutela giurisdizionale. A detta del Tribunale di Trani, il comportamento della mamma integra la violazione di più norme, nazionali, comunitarie ed internazionali. Nello specifico il Tribunale ravvede, nella condotta della mamma, la violazione dell'art. 10 del codice civile (concernente la tutela dell'immagine) e degli artt. 1 e 16, I comma, della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo. In particolare, ricordano i giudici pugliesi, l’art. 16 della Convenzione di New York stabilisce che nessun fanciullo può essere oggetto di interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, né di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione, e che spetta alla legge la tutela contro eventuali violazioni dei suoi diritti. Non solo: stando al Codice della Privacy (art. 4), foto e video sono dati personali e, di conseguenza, in caso di minori di sedici anni è necessario il consenso di entrambi i genitori affinché possano essere divulgati. Nel caso in questione il padre ha manifestato il suo dissenso, a nulla rilevando la circostanza invocata dalla madre secondo la quale lo stesso avesse accesso al profilo Tik Tok. Per il Tribunale di Trani, infatti, "la possibilità di visionare un profilo social non equivale ad accettazione della pubblicazione di video e foto ritraenti la figlia minore. La proposizione del ricorso cautelare, seppur a distanza di qualche mese dalla pubblicazione, è espressione del dissenso e del mancato consenso del genitore".  Conclude il Tribunale di Trani, sul solco della sentenza del Tribunale di Mantova del 2017, che "l'inserimento di foto di minori sui social network costituisce comportamento potenzialmente pregiudizievole", poiché determina la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, con il rischio che soggetti malintenzionati possano avvicinarsi ai bambini dopo averli visti online. Senza contare l’ulteriore pericolo legato a fotomontaggi e diffusione di materiale pedopornografico. Pertanto, in risposta alla domanda del nostro lettore, si può affermare che: "Siccome il pregiudizio per il minore è insito nella diffusione della sua immagine sui social network e tenuto conto del mancato assenso del genitore, si accoglie il ricorso ordinando di conseguenza la rimozione immediata dei video della figlia da Tik Tok" (Tribunale di Trani, Ordinanza del 30.08.2021). Rimango in attesa, come sempre, delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

04/01/2026 10:00
Aggregazioni Polizia di Stato, allarme SIULP: “Sette agenti in meno a rischio sicurezza a Macerata”

Aggregazioni Polizia di Stato, allarme SIULP: “Sette agenti in meno a rischio sicurezza a Macerata”

La Segreteria Provinciale del SIULP di Macerata lancia un allarme sulle recenti decisioni relative alle aggregazioni del personale della Polizia di Stato, denunciando gravi ripercussioni operative per il territorio e chiedendo una revisione urgente dei criteri adottati. “La Segreteria Provinciale SIULP di Macerata esprime forte preoccupazione per quanto appena comunicato in merito alle aggregazioni del personale in altre sedi. È stato infatti notificato che la Questura di Macerata sarà chiamata a concorrere alle aggregazioni, con l’invio di sette unità complessive, di cui quattro destinate in Trentino e tre in Friuli Veneta Giulia, appartenenti ai ruoli di agenti, assistenti e sovrintendent. Una decisione che dimostra, ancora una volta, come il Dipartimento continui a non avere piena cognizione delle realtà medio-piccole, trattate come grandi strutture, senza alcuna valutazione concreta dell’impatto operativo che simili scelte producono sui territori. La Questura di Macerata è una realtà in cui gli organici lavorano costantemente “a incastro”, con un equilibrio estremamente fragile, già compromesso da carenze strutturali croniche. In questo contesto, aggregare sette unità non è un dato neutro, ma significa incidere in modo diretto e pesantissimo sulla sicurezza del territorio. In termini concreti, sette unità sono un numero del tutto sproporzionato, che rischia di ridurre la capacità di risposta. È bene ricordare che oggi la Polizia di Stato conta poco più di 90.000 operatori, a fronte di un assetto ordinamentale che ne prevede circa 107.000. Continuare ad attingere dalle realtà più fragili significa scaricare sempre sugli stessi uffici il peso di scelte organizzative straordinarie, affrontate però con strumenti ordinari. Il SIULP di Macerata ritiene pertanto urgente e non più rinviabile una revisione dei criteri di individuazione delle aggregazioni, affinché venga finalmente riconosciuta la specificità e la fragilità delle piccole e medie Questure, che non possono continuare a essere considerate un serbatoio cui attingere senza limiti, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini e la tenuta del sistema”.

03/01/2026 19:00
La lista dei buoni propositi (che nessuno rispetterà)

La lista dei buoni propositi (che nessuno rispetterà)

3 Gennaio, ore 10:00. Il tuo feed esplode. "Quest'anno sarà diverso!", "2026 è l'anno della svolta!", "La lista dei miei obiettivi". Post lunghi, grafiche motivazionali, promesse pubbliche. Liste infinite di propositi: palestra, dieta, libro al mese, meno social, più tempo per me, imparare il giapponese, sveglia alle 6. Bellissimo. Emozionante. Pieno di energia. E completamente inutile. Perché? Perché se lo hai postato il tre gennaio, il 15 gennaio lo avrai già dimenticato. E come esperta di comunicazione digitale che osserva questo circo da 18 anni, posso dirlo forte e chiaro: postare i propositi è il modo più efficace per non rispettarli. L'illusione della gratificazione Ecco lo sporco trucco che il tuo cervello ti gioca: quando annunci pubblicamente un proposito e ricevi like, cuoricini e commenti tipo "Grande! Ce la farai!", il tuo cervello rilascia dopamina. La stessa che rilascerebbe se avessi davvero fatto la cosa. Risultato? Hai già ottenuto la ricompensa. Senza muovere un dito. Senza andare in palestra. Senza aprire quel libro. Senza fare niente. Il tuo cervello pensa: "Missione compiuta! Ci hanno applaudito!". E tu? Tu sei soddisfatto. Hai fatto il post, hai ricevuto l'approvazione, ti senti già una persona migliore. Peccato che non hai fatto un cavolo. Quindi complimenti: hai appena sabotato tutti i tuoi propositi prima ancora di iniziare. Il test che smonta tutto Fai questo esperimento. Torna indietro ai tuoi propositi del primo gennaio 2025. Li trovi? No? Esatto. Perché non li hai rispettati. Quanti di quelli hai realizzato? Uno? Nessuno? La metà del primo della lista? E quelli del 2024? Del 2023? Sempre gli stessi, vero? "Quest'anno vado in palestra", "Quest'anno leggo di più", "Quest'anno imparo l'inglese". Gli stessi propositi riciclati anno dopo anno come gli addobbi di Natale. Se funzionassero, non dovresti ripeterli ogni gennaio. La verità scomoda sui propositi social Chi posta i propositi il primo gennaio non sta facendo un piano. Sta facendo uno show. È la messinscena della versione migliore di sé. Con tanto di applausi virtuali. Ma la versione migliore di te non la costruisci con un post. La costruisci con 365 giorni di azioni concrete. Noiose. Ripetitive. Invisibili. Che nessuno vedrà mai sui social. Perché il vero cambiamento non è instagrammabile. È svegliarsi alle 6 quando nessuno ti guarda. È dire no al dolce quando sei da solo. È studiare quella lingua anche se nessuno lo saprà mai. I propositi veri sono silenziosi. Non hanno bisogno di pubblico. Non chiedono applausi. Si fanno e basta. Cosa succede invece Primo gennaio: post epico con 15 propositi e foto motivazionale. 5 gennaio: primo giorno saltato in palestra. "Ma fa freddo, ricomincio lunedì". 10 gennaio: secondo giorno saltato. "Ok, ma questa settimana è particolare". 15 gennaio: propositi ufficialmente dimenticati. 31 dicembre 2026: "Quest'anno vado davvero in palestra! 2027 sarà diverso!" E il ciclo ricomincia. La regola dell'esperta Vuoi davvero cambiare qualcosa nel 2026? Ecco la mia regola, guadagnata con 18 anni di esperienza sui social: Non postare niente. Fai tutto. Quando hai fatto 30 giorni di palestra, allora posta. Quando hai letto 3 libri, allora parla. Quando hai davvero imparato qualcosa, allora condividi. Prima? Silenzio. Lavoro. Azione. Stop. I risultati si postano. Le intenzioni si tengono per sé. Quindi in questi primi giorni di gennaio, se proprio devi fare qualcosa sui social, fai questo: non postare la lista dei propositi. Salvala nelle note. Guardala tra un mese. Tra tre. Tra sei. E il 31 dicembre, se ne hai rispettato anche solo uno, allora sì, fai quel post. Quello vero. Quello che dice "Ce l'ho fatta". Buon anno. Quello vero, non quello instagrammabile.

03/01/2026 10:00
Lupi nel centro storico di Camerino, avvistamenti sempre più frequenti nelle aree urbane

Lupi nel centro storico di Camerino, avvistamenti sempre più frequenti nelle aree urbane

Lupi a ridosso del centro storico di Camerino, con avvistamenti ormai sempre più frequenti nelle aree urbane della cittadina marchigiana. L’ultimo episodio è stato segnalato nella zona di Fonti San Venanzio negli ultimi giorni, dove alcuni esemplari sono stati ripresi dalle finestre di un’abitazione mentre si muovevano tra le case. A documentare la scena è stata Antonella Rossi che, insieme al marito, ha filmato i lupi pubblicando poi il video sui social. “Camerino, Fonti San Venanzio, ore 19.35. Oramai di casa”, ha scritto sul proprio profilo Facebook. Rossi ha spiegato che non si tratta più di un episodio isolato, ma di una frequentazione piuttosto assidua che va avanti da tempo, una presenza di cui bisogna tenere conto prestando attenzione soprattutto per chi ha animali domestici, perché cani e gatti potrebbero diventare prede di possibili attacchi. Avevamo raccontato altri avvistamenti negli ultimi mesi, da Appignano a Recanati.Il ritorno del lupo negli ambienti appenninici è un fenomeno noto negli ultimi anni, e la presenza occasionale nei pressi di aree abitate può verificarsi soprattutto nelle ore notturne o in zone prossime alla campagna. Si invitano i cittadini a non avvicinarsi e a segnalare eventuali nuovi avvistamenti alle autorità competenti.

02/01/2026 13:00
Interporto di Jesi-Marche investe sul digitale, in arrivo finanziamento di 402.500 euro dal Ministero

Interporto di Jesi-Marche investe sul digitale, in arrivo finanziamento di 402.500 euro dal Ministero

  Un passo importante verso la digitalizzazione dell’Interporto Marche SpA: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha assegnato fondi per 402.500 euro nell’ambito della misura “Digitalizzazione della catena logistica” del PNRR. Il progetto, con un budget complessivo di 805.000 euro, cofinanziato al 50%, prevede l’implementazione di un ecosistema digitale e tecnologico in linea con gli standard dei più evoluti interporti nazionali, capace di rispondere alle esigenze legate al previsto aumento dei volumi di traffico. L’iniziativa mira all’integrazione dei nodi logistici regionali e al potenziamento dell’attrattività dell’Interporto delle Marche sia per gli operatori già insediati sia per quelli che sceglieranno di investire in futuro. Il progetto sarà sviluppato con il supporto di consulenti della rete UIR – Unione Interporti Riuniti e con la collaborazione dell’Università Politecnica delle Marche; la durata prevista è di sei mesi dall’avvio dei lavori. “Continua l’impegno dell’Interporto verso lo sviluppo e il potenziamento dei servizi per connettere l’economia delle Marche con il sistema logistico internazionale – ha spiegato il presidente di Interporto Marche, Massimo Stronati –. Si tratta di un impegno che avevamo manifestato al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini durante la sua visita presso la nostra sede. Ringraziamo il Ministro per aver mantenuto quanto promesso e ribadiamo che la mission dell’Interportoè quella di sviluppare il trasporto intermodale al servizio del territorio e delle imprese, in un’ottica di sostenibilità e facendo leva su tutta l’innovazione possibile. L’insediamento nelle Marche di player economici di rilievo mondiale ci ha dato il coraggio di investire nello sviluppo di un intero territorio. Con questo progetto siamo già al lavoro per offrire nuove opportunità logistiche alle aziende che operano a livello nazionale e internazionale, puntando anche ai nuovi mercati. L’Interporto diventa così un nodo strategico della logistica digitale, capace di dialogare in modo sempre più efficace con le altre infrastrutture regionali, a partire dal porto di Ancona. Grazie alla collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche possiamo fornire un supporto concreto per l’integrazione delle imprese sui mercati globali. Prosegue, quindi, la nostra mission di sostegno all’export regionale”. Gli interporti finanziati con le risorse del PNRR sono quelli di Trieste, Jesi – Marche, Verona, Padova, Venezia, Novara, Parma – CEPIM e Interporto Campano di Nola, a conferma dell’attenzione rivolta dal Ministero allo sviluppo della logistica intermodale e digitale a livello nazionale. Parallelamente, tra i nuovi interventi programmati, è prevista la realizzazione di una nuova area servizi che comprenderà un hotel da 57 camere, destinato a trasportatori e tecnici in transito e concepito anche come bike hotel, grazie alla vicinanza con la pista ciclabile che collega le aree interne al mare. Il progetto include inoltre un punto ristoro con bar e self-service, un’officina mobile con servizio gommista e un nuovo distributore di carburanti, con la prospettiva di integrare in futuro un punto di rifornimento a idrogeno per autotrazione. Proseguono nel frattempo i lavori per il potenziamento dell’intermodalità ferroviaria e la collaborazione con la cooperativa CoproB Italia Zuccheri per il trasporto su ferrovia delle barbabietole biologiche provenienti dalle Marche verso gli zuccherifici di Minerbio, in provincia di Bologna, e di Pontelongo, in provincia di Padova. L’attività è gestita con il supporto della DPA, responsabile del comparto ferroviario all’interno dell’interporto, mentre sono in corso trattative con importanti player nazionali ed esteri che individuano nella struttura logistica marchigiana uno snodo strategico per l’internazionalizzazione delle imprese regionali, in particolare nei settori food e manifatturiero.

02/01/2026 10:00
Autosalone Moscati si trasferisce a Piediripa: cresce il modello "auto di zona" ideato da Marzio

Autosalone Moscati si trasferisce a Piediripa: cresce il modello "auto di zona" ideato da Marzio

L’Autosalone Moscati apre il 2026 con un importante cambio di passo logistico che ne conferma il radicamento nel territorio maceratese. La storica attività, specializzata nel mercato dell’usato, ha ufficializzato il trasferimento nella nuova sede di Piediripa di Macerata, in Via Domenico Annibali n°2. La scelta è maturata a seguito di una crescita costante della clientela, legata a un modello operativo che punta sulla tracciabilità dei veicoli. Il fulcro dell'attività risiede nella selezione di quelle che il titolare definisce "auto di zona". A differenza delle grandi catene di distribuzione, Moscati attinge quasi esclusivamente dal parco auto delle Marche. «Sempre più clienti ci scelgono perché facciamo una cosa che oggi pochi fanno davvero: trattiamo quasi esclusivamente auto del territorio, con pochi proprietari, chilometri certificati e una storia chiara e verificabile», spiega Marzio Moscati. Secondo il titolare, la provenienza locale è una garanzia di trasparenza: «Un conto è vendere un’auto di zona, un conto è vendere un’auto proveniente da piazze lontane o da altre regioni, dove spesso non si conosce davvero la storia del veicolo». L'iter di vendita prevede un protocollo di verifica che coinvolge meccanici di fiducia per un doppio controllo, effettuato sia al momento del ritiro del mezzo che prima della consegna all'acquirente. I criteri di selezione sono stringenti: l'autosalone tratta veicoli con chilometri certificati, un massimo di due proprietari e manutenzione documentata. Oltre al mercato locale, l'attività mantiene un canale per le importazioni dalla Germania, gestito però con una modalità differente rispetto agli standard di settore. «Anche in questo caso seguiamo il cliente passo dopo passo, selezionando l’auto giusta e verificandola con attenzione. Non facciamo importazioni massive: preferiamo lavorare su richiesta, mantenendo lo stesso standard qualitativo», chiarisce Moscati. Il trasferimento a Piediripa si inserisce in una strategia di potenziamento strutturale per rispondere a volumi di vendita in aumento, mantenendo l'impostazione che ha caratterizzato l'azienda fino ad oggi. Come sintetizzato dal titolare: «Non vendiamo semplicemente auto. Vendiamo auto che conosciamo davvero».

01/01/2026 16:20
San Severino Marche, approvato il Programma opere pubbliche 2026-2028: scuole, ponti e cantieri al via

San Severino Marche, approvato il Programma opere pubbliche 2026-2028: scuole, ponti e cantieri al via

L’Amministrazione comunale, nel corso dell’ultima seduta dell’anno 2025 del Consiglio comunale, ha approvato il nuovo Programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028 e l’elenco annuale per il 2026. “Il documento – come ha spiegato il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei - non rappresenta una mera formalità burocratica ma un atto dinamico che segna il passaggio cruciale dalla fase di pianificazione a quella della cantierizzazione delle opere. E questo dinamismo è testimoniato dall'avanzamento di diversi interventi strategici precedentemente inseriti in programmazione come nel caso dell’impianto sportivo "Tullio Leonori" e della strada di Colmone visto che entrambi i lavori sono stati già appaltati. Per l'impianto sportivo, in particolare, si è conclusa la gara tra tre operatori e si sta procedendo alla verifica dei requisiti per l'aggiudicazione definitiva e l'inizio dei cantieri. Altro esempio è l’intervento del Borgo Accogliente che è entrato nella piena fase di attuazione”. Tra le opere anche la realizzazione di una nuova ciclo-stazione. In questo caso si proseguirà sotto la gestione centralizzata dell’Unione Montana Potenza Esino Musone tramite i fondi Cis. Il Programma detta anche le priorità per il 2026 per quanto riguarda la ricostruzione e l’edilizia scolastica. “Il prossimo anno – ha spiegato il sindaco - vedrà l’avvio di cantieri vitali per la sicurezza e i servizi alla cittadinanza. È previsto l'avvio dei lavori per il plesso "Alessandro Luzio" e per il nuovo asilo "Talpa" in via Gentili. Per quest'ultimo, l'Amministrazione ha aderito a una procedura della struttura commissariale che ha già individuato gli operatori per la progettazione e realizzazione. Per la nuova Casa di Riposo, invece, il progetto procede verso la fase definitiva. Recentemente sono stati completati con esito favorevole gli scavi archeologici preventivi richiesti dalla Soprintendenza che hanno liberato l'area da potenziali vincoli. Infine sono in corso le istruttorie presso l'Usr per diverse opere: è stato dato il via libera, con la previsione dei fondi necessari, al miglioramento sismico della Palazzina Scuriatti mentre per la riparazione del cimitero di Pitino è già stato raggiunto il decreto di approvazione”. L'Amministrazione ha già annunciato una prossima modifica al Piano per inserire ufficialmente la costruzione del nuovo Ponte dell'Intagliata visto che il Comune ha intercettato i 650mila euro necessari per completare l’opera dal valore complessivo di 1,9 milioni di euro, finanziati per 1.250.000,00 euro tramite l'Ordinanza 137 del Commissario straordinario alla Ricostruzione sisma 2016, senatore Guido Castelli, e per la restante quota dal Comune stesso attraverso fondi della Regione.   “Il Programma 2026-2028 dimostra la solidità della nostra programmazione e la capacità dell'ente di attrarre risorse. L'obiettivo resta quello di riconsegnare alla cittadinanza strutture sicure, moderne e funzionali” – conclude il sindaco.

31/12/2025 12:40
San Severino, campata unica di 22 metri e struttura in acciaio: fondi ok, ecco come sarà il Ponte dell'Intagliata

San Severino, campata unica di 22 metri e struttura in acciaio: fondi ok, ecco come sarà il Ponte dell'Intagliata

L'amministrazione comunale di San Severino Marche ha intercettato i 650mila euro necessari per il completamento del progetto relativo al nuovo Ponte dell’Intagliata. I fondi, provenienti dalla Regione Marche, permetteranno di chiudere definitivamente il quadro economico di un’opera strategica per la viabilità del territorio lungo la SS 361 "Septempedana", arteria di riferimento per la valle del Potenza. Ad annunciarlo è stato il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale. Il progetto dell'opera pubblica, approvato ad agosto, prevede un intervento del costo complessivo di 1 milione e 900mila euro. Il finanziamento poggia su due pilastri fondamentali: oltre ai nuovi fondi regionali, l’opera beneficia, infatti, di 1 milione e 250mila euro già stanziati dalla struttura commissariale attraverso l’Ordinanza Speciale numero 137 (recupero del tessuto socio-economico delle aree colpite dal sisma). L'amministrazione comunale di San Severino Marche giocherà un ruolo di primo piano non solo come ente cofinanziatore visto che si farà anche carico delle procedure di esproprio. In questi giorni è in fase di perfezionamento la convenzione, un Accordo di Programma, che regolerà i rapporti tra l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e il Comune, definendo tempi e modalità di attuazione dell'intervento. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo manufatto con una campata unica di circa 22 metri, costruito con una moderna struttura in acciaio e soletta in cemento armato. La vera novità riguarda però la valorizzazione dell’esistente: il ponte storico, che ha subito danni strutturali e limitazioni al traffico negli ultimi anni, non verrà demolito ma sarà completamente restaurato da parte di Anas. In questo modo, la nuova infrastruttura garantirà la massima sicurezza per il traffico sulla Septempedana. "Aver ottenuto questi 650mila euro dalla Regione Marche è un risultato straordinario frutto di un costante lavoro di interlocuzione - sottolinea il sindaco, Rosa Piermattei - Ora abbiamo tutte le risorse necessarie per ridare a San Severino Marche e all’intera vallata del Potenza un'opera moderna e sicura"  

30/12/2025 12:24
Si vis pacem para bellum: Giorgia Meloni la spara grossa

Si vis pacem para bellum: Giorgia Meloni la spara grossa

Ebbene sì, lo ha detto nuovamente. L’ha sparata grossa, anzi grossissima. Giorgia Meloni, presidente del Consiglio ed esponente di punta del giullaresco governo della destra bluette neoliberale e filoatlantista, filobancaria e filoisraeliana, ha infatti di nuovo dichiarato si vis pacem, para bellum. Deve piacerle particolarmente questa frase latina o forse, si potrebbe malignamente commentare, è la sola che conosca. Sia quel che sia, l’ha nuovamente pronunciata per giustificare l’inaudito e demenziale riarmo dell’Europa sotto l’egida del manicomiale Piano Rearm Europe, voluto dalla sacerdotessa dei mercati apatridi Ursula von der Leyen. Sarebbe d’uopo ricordare a Giorgia Meloni che sprecare risorse pubbliche per il riarmo o per l’invio di armi a Kiev, sacrificando i diritti dei cittadini italiani o, come il suo governo ha fatto, alzando l’età pensionabile, non rappresenta una brillante mossa politica. Oltretutto, continuare a provocare sciaguratamente la Russia, nel tentativo folle di trascinarla nel conflitto, fingendo che sia la Russia stessa a volerlo, rappresenta la pietra angolare di ogni velleità suicidaria di un’Europa sempre più simile a un treno in corsa verso l’abisso. Eppure, se il governo giullaresco di Giorgia Meloni continua a godere di ampio consenso, nonostante le malefatte che produce indefessamente, lo deve a una opposizione inesistente, composta da una vera e propria armata Brancaleone politica, che di fatto condivide la stessa visione atlantista e neoliberale. Pur non nutrendo alcuna simpatia per l’esiziale governo Meloni, lo si può affermare senza tema di smentita e senza perifrasi edulcoranti: con un’opposizione di questo genere, il governo è destinato a rimanere in carica per i prossimi 200 anni. Come sempre, destra e sinistra rappresentano oggi soltanto l’omogeneità bipolare e l’alternanza senza alternativa, ossia le due ali dell’aquila neoliberale che vola dominante nei cieli della globalizzazione turbocapitalistica. Al pari della destra bluette dei sovranisti di cartone e dei patrioti del Fiscal Compact, la sinistra fucsia – sinistrash – non può essere la soluzione, perché è essa stessa il problema. Destra e sinistra sono oggi le due ali dell’aquila neoliberale. La miseria della politica italiana contemporanea riflette in modo perfetto la miseria della politica occidentale, o meglio dell’“uccidente” liberal-atlantista, come sarebbe ormai più corretto definirlo. Secondo quanto analizzato nello studio “Demofobia”, viviamo da anni nel tempo dell’alternanza senza alternativa, in cui destra neoliberale e sinistra neoliberale si succedono al governo garantendo la perpetuazione dell’ordine liberale dominante.

28/12/2025 12:00
Sicuri oltre le apparenze: dall'umiltà socratica al coraggio di Brown, fino all'accettazione della mutevolezza di Galimberti

Sicuri oltre le apparenze: dall'umiltà socratica al coraggio di Brown, fino all'accettazione della mutevolezza di Galimberti

Una sicurezza alimentata da like e filtri su Instagram è reale? Esiste un confine tra una finta fiducia in sè, basata su approvazione altrui, pura espressione di un forte ego e quella vera, interiore che nasce da una consapevolezza che non teme di mostrare fragilità o crepe dell’immagine. Mentre la prima è debole ed ha bisogno di conferme, crollando al primo errore, la seconda è resiliente e si rafforza con le avversità. Essere sicuri significa esporre le proprie imperfezioni con empatia ed umanità, vivere l’incertezza con equilibrio, accettando il dubbio e la vulnerabilità. Richiede di saper convivere con la possibilità del fallimento, con la serenità di chi crede nella crescita. Socrate fu il primo a demolire l’illusione di una certezza apparente. Quando disse “So di non sapere” espresse un concetto di sicurezza nell’ammettere i propri limiti, che permettono di progredire, lontano da chi con arroganza ostenta ciò che non è e che, volando troppo in alto, rischia di cadere. I greci compresero che la temperanza nell’integrare anima e corpo può costituire la radice della grandezza di chi non si vanta, ma sa trovare un proprio equilibrio, misurandosi con un universo imprevedibile. Oggi la ricercatrice americana Brenè Brown parla del “potere della vulnerabilità”, che non è debolezza, ma espressione di forza di chi non ha bisogno di ostentare perfezione ma preferisce vivere pienamente, di chi si espone emotivamente con coraggio e di chi ammette paure o errori, rischiando di non essere accettato o venire giuducato. Alla base c’è l’amore per se stessi e per le proprie imperfezioni, che si contrappone alla rigidità della finta forza. Solo dove ci si mette in discussione si ha la possibilità di crescere con autenticità. Chi evita il rischio e si chiude nella convinzione di un’illusoria perfezione è destinato ad una vita a metà. La vulnerabilità non è minaccia, ma fonte di connessione autentica, perché nella compassione per il limite umano si vverte un senso di appartenenza. In linea con la Brown, il filosofo Umberto Galimberti ci insegna che bisogna saper abitare la propria precarietà, anche nella coppia, nella quale, in nome di una sicurezza immobilizzante, si evita il desiderio vero.Si accetta, così, una noia confortevole, invece di una passione che non ha regole, quindi temibile. Nelle relazioni si tende a ignorare i cambiamenti dell’altro per paura di rinunciare a ciò che è prevedibile e rassicurante, tendiamo a cristallizzare la coppia in una tenerezza sicura, ma priva di desiderio.Si rinuncia alle emozioni forti perché portatrici di vulnerabilità. Galimberti invita alla vera sicurezza che non significa difendere la stabilità, ma accettare la mutevolezza dell’essere umano e dell’esistenza imprevedibile. La stabilità emotiva nasce da una voce che sa esprimere i propri bisogni, che non teme di parlare per paura di essere giudicato o allontanato. Chi è sicuro rischia il rifiuto in nome di una crescita e condivide le proprie emozioni con connessione empatica. Sa mettere confini chiari, non li testa semplicemente, discute per risolvere e non per non sentirsi sbagliato.   La sicurezza non arriva da un partner affidabile o dalle continue rassicurazioni, ma nasce quando smetti di fingere di essere chi non sei, in nome di una noia protettiva.

28/12/2025 11:20
Perde oltre mille euro giocando a carte a Natale, lei chiede la separazione: c'è l'addebito?

Perde oltre mille euro giocando a carte a Natale, lei chiede la separazione: c'è l'addebito?

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all’avvocato”. In questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato diversi argomenti a carattere natalizio e, data la diffusa atmosfera di festa, nonché la singolare curiosità espressa dai lettori per circostanze che riguardano direttamente e indirettamente le festività natalizie, si riportano di seguito le risposte dell’avv. Oberdan Pantana riguardo le seguenti situazioni.  In risposta alla domanda di un lettore di Sarnano, che chiede: "Se a causa di un ritardo del volo prenotato ci viene impedito di trascorrere le festività con i nostri cari, può essere richiesto il risarcimento del danno subito?" Si richiama la sentenza del Giudice di Pace di Cagliari n. 571/2012, che, pronunciandosi su un caso analogo, ha condannato la compagnia aerea al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti da un passeggero costretto a trascorrere la vigilia di Natale in aeroporto. L’uomo, oltre al risarcimento per il danno esistenziale, era stato ristorato anche dei danni patrimoniali, comprese le spese sostenute per acquistare i due "tristi" panini del cenone natalizio, consumato in solitudine presso un bar vicino al gate.  In risposta alla domanda di un lettore di Civitanova Marche, che chiede: "Essere un giocatore di carte, soprattutto nel periodo natalizio, può comportare ripercussioni in sede di separazione?".  Si riporta la decisione della Corte di Cassazione, sentenza n. 5395/2014, che ha stabilito l’addebito della separazione al marito, solito spendere ingenti somme di denaro nel gioco e che, solo nel periodo natalizio, aveva sperperato oltre 1.000 euro giocando a carte. La Suprema Corte ha chiarito che “anche il gioco d’azzardo, ripetuto ed eccessivo, viola in modo grave gli obblighi matrimoniali”, sino a rendere intollerabile la convivenza e a determinare l’addebito della separazione. Tale comportamento, infatti, oltre a rappresentare una cattiva abitudine, portava il marito ad assentarsi frequentemente da casa, soprattutto durante le festività, venendo meno ai propri doveri di marito e padre e sottraendo risorse economiche al sostentamento della famiglia. In risposta alla domanda di un lettore di Macerata, che chiede: "È penalmente sanzionabile un soggetto che invia infausti auguri di Natale?", si richiama la pronuncia del Tribunale di Bari, con sentenza depositata il 25 febbraio 2015, che ha condannato per estorsione un uomo il quale aveva più volte minacciato la vittima, affermando che, in caso di mancato pagamento delle somme richieste, la madre avrebbe passato "un brutto Natale". L’art. 629 c.p. punisce infatti chi, mediante violenza o minaccia, costringe taluno a fare o omettere qualcosa, procurando un ingiusto profitto con altrui danno. Il Tribunale ha inoltre precisato che “la minaccia può manifestarsi in forme diverse”, purché sia tale da creare una costrizione psichica della vittima, finalizzata all’ottenimento di un profitto ingiusto.  

28/12/2025 10:00
Il grande gospel afroamericano nelle Marche: ieri i “James Patterson Gospel Singers” al teatro Piermarini di Matelica

Il grande gospel afroamericano nelle Marche: ieri i “James Patterson Gospel Singers” al teatro Piermarini di Matelica

  Si sono esibiti ieri sera (26 dicembre) al teatro Piermarini i James Patterson Gospel Singers, il gruppo di gospel internazionale noto per il sound toccante e per la portata globale delle sue canzoni, che uniscono i cuori attraverso la fede e l’armonia della musica.Si tratta del primo tour italiano per il gruppo guidato da Mr James Patterson, che con il suo progetto artistico vuole offrire un assaggio autentico di real gospel music, l’espressione più profonda e pura della religiosità afroamericana. I James Patterson, arrivati a Matelica grazie a una collaborazione del comune con San Severino Blues e Amat e grazie ai contributi della Regione Marche e del MiC, vantano una formazione di altissimo livello, sei singoli di successo e tre nomination ai Grammy Awards, qualificandosi di fatto come una delle voci più autorevoli del gospel contemporaneo. Un grande successo di pubblico e un teatro pienissimo per l’esibizione dei James Patterson, che hanno stupito gli ascoltatori con le loro canzoni coinvolgenti ed emozionanti. Si è dichiarata entusiasta per la riuscita della serata di ieri anche l’assessore alla Cultura Barbara Cacciolari: “La serata gospel del 26 dicembre al teatro Piermarini ha rappresentato uno dei momenti più effervescenti del nostro calendario culturale: un evento ormai tradizionale che continua a rinnovarsi, capace di coniugare qualità artistica, partecipazione e profonda intensità emotiva. L’entusiasmo del pubblico e il livello delle performance confermano la scelta di inserire questo appuntamento nel cartellone della stagione teatrale 2025/2026. Nel mio ruolo di assessore alla Cultura e direttore artistico del Teatro, ritengo fondamentale costruire una programmazione che sappia essere inclusiva, riconoscibile e radicata nella comunità, senza rinunciare all’eccellenza. Il gospel, con la sua forza universale, interpreta perfettamente questa visione e contribuisce a rendere il Piermarini uno spazio culturale vivo, aperto e partecipato.  

27/12/2025 18:15
Albero di Natale con i trattori a Villa Potenza, successo per la quinta edizione Tractor Version

Albero di Natale con i trattori a Villa Potenza, successo per la quinta edizione Tractor Version

Si è svolta venerdì 26 dicembre, presso il centro fiere di Villa Potenza, la quinta edizione dell’“Albero di Natale Tractor Version”, l’ormai tradizionale evento organizzato dall’associazione “Trattori che passione”. Nonostante il freddo e un clima incerto, tantissimi partecipanti e spettatori hanno affollato l’area fieristica per assistere a uno degli appuntamenti più attesi della rassegna natalizia maceratese. L’associazione, nata nel 2019 per iniziativa di Samuele Fraticelli con l’obiettivo di creare un grande raduno trattoristico cittadino, ha visto crescere l’evento anno dopo anno. Dopo la prima edizione del 2021, ispirata all’esperienza di Beinette (CN) e realizzata con 56 trattori, i numeri sono aumentati costantemente: 155 mezzi nel 2022, 250 nel 2023 e 265 nel 2024, anno in cui è stato bissato il record nazionale come “Albero di Natale con i trattori più grande d’Italia”. Nell’edizione 2025 i partecipanti hanno superato quota 250, sfiorando il primato dell’anno precedente. Trattoristi provenienti da tutta la regione hanno sfilato con i loro mezzi, moderni e d’epoca, componendo un suggestivo “puzzle” culminato nella forma dell’albero. Emozionanti le due accensioni finali: prima i soli lampeggianti e poi tutte le luci insieme, fino al momento clou al calare della sera, quando l’albero illuminato ha acceso il centro fiere, accompagnato dai fuochi d’artificio. Fondamentali anche le riprese con i droni, proiettate sul maxi schermo, che hanno permesso al pubblico di ammirare la coreografia dall’alto. Accanto all’albero è stato realizzato anche un grande cuore con una “F” al centro, in memoria di Fabio Fucili, amico dell’associazione scomparso nel 2024. Immancabili i Landini storici a comporre la punta dell’albero, insieme a mezzi semoventi e persino una mini trebbia proveniente dal lontano oriente. A chiudere la serata, la benedizione di Padre Luciano Genga.   Dal palco gli organizzatori hanno ringraziato i numerosi spettatori, i trattoristi, gli sponsor, le associazioni impegnate nella sicurezza e il CB Tigrotto per la gestione del traffico, dando appuntamento al prossimo anno per un’edizione ancora più partecipata e simbolo del forte attaccamento al territorio.

27/12/2025 17:45
Recanati, il 29 dicembre chiuso al traffico il viale Colle dell’Infinito

Recanati, il 29 dicembre chiuso al traffico il viale Colle dell’Infinito

Chiusura temporanea al traffico per uno dei viali più suggestivi di Recanati. Lunedì 29 dicembre, dalle ore 7 alle 15, e comunque fino al termine dei lavori, il viale Colle dell’Infinito sarà interdetto alla circolazione veicolare.  A comunicarlo è l’amministrazione comunale, che spiega come il provvedimento sia necessario per consentire interventi di manutenzione su alcuni arbusti sovrastanti la carreggiata, da tempo sotto osservazione per motivi di sicurezza. La chiusura interesserà il tratto compreso tra l’intersezione con viale Passero Solitario e quella con viale Nicola Badaloni. L’intervento è stato programmato durante il periodo di sospensione delle attività scolastiche, proprio per ridurre al minimo i disagi alla viabilità cittadina. In ogni caso, fa sapere il Comune, sarà garantito il transito ai mezzi di emergenza qualora se ne presentasse la necessità. Per informare adeguatamente cittadini e automobilisti, apposita segnaletica verrà posizionata in diversi punti strategici della città: all’uscita del parcheggio Sant’Agostino, in via Porta Cerasa all’intersezione con viale Passero Solitario, all’uscita della rotatoria del Crocifisso su via Filippo Corridoni, in via della Colombella, in viale Nazario Sauro all’intersezione con viale Trento e sempre in viale Nazario Sauro all’incrocio con viale Gherarducci. L’amministrazione invita i cittadini a prestare attenzione alla segnaletica e a programmare per tempo percorsi alternativi durante la fascia oraria interessata dai lavori.

26/12/2025 14:25
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