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Fiastra ritrova la sua caserma: inaugurato il nuovo presidio dei carabinieri tra i Monti Sibillini

Fiastra ritrova la sua caserma: inaugurato il nuovo presidio dei carabinieri tra i Monti Sibillini

Un nuovo tassello si aggiunge al mosaico della ricostruzione nell'entroterra maceratese. È stata inaugurata questa mattina la nuova caserma dei carabinieri di Fiastra, una struttura moderna e sostenibile che ospiterà sia la stazione territoriale che il Nucleo Carabinieri Parco. Il presidio, sorto sulle macerie della vecchia sede distrutta dal terremoto, torna a essere un punto di riferimento essenziale per la sicurezza e la tutela ambientale nel cuore dei Sibillini. Alla cerimonia hanno partecipato le massime autorità civili e militari, tra cui il commissario straordinario Guido Castelli, il presidente della Regione Francesco Acquaroli e il comandante Interregionale Carabinieri "Podgora", generale Aldo Iacobelli. "Riconsegnare le caserme ai nostri borghi significa compiere un importante intervento di riparazione sociale", ha dichiarato il commissario Castelli, ricordando come questi luoghi siano pilastri della vita quotidiana nelle aree montane. "La ricostruzione non riguarda soltanto edifici, ma il ripristino di servizi essenziali e presidi di legalità indispensabili per il futuro dei nostri borghi". Il presidente Acquaroli ha sottolineato il valore simbolico dell'opera per chi ha scelto di restare: "È un messaggio forte rivolto soprattutto ai giovani. Stiamo riconsegnando edifici con standard qualitativi elevati, più moderni e sicuri. Oggi l'accelerazione è visibile: siamo di fronte al più grande cantiere di ricostruzione d'Europa". Per l'Arma, il generale Iacobelli ha evidenziato come la scelta di mantenere la sede nel centro abitato garantisca prossimità e rapidità di intervento: "Questa caserma è il segno concreto di uno Stato vicino ai cittadini. Per un carabiniere la caserma è casa, un luogo di ascolto e protezione". L'intervento di Fiastra ha richiesto un investimento di circa 4 milioni di euro. L'opera rientra in un più ampio programma dell'Agenzia del Demanio che prevede 34 interventi nelle quattro regioni del cratere, per un totale di 108 milioni di euro. Nelle sole Marche sono programmati interventi per 52,1 milioni di euro in numerosi comuni, tra cui Visso, Ussita, Camerino e San Severino Marche. Ad oggi, nella regione, sono 5 i cantieri già conclusi, mentre altri 8 sono in fase avanzata di esecuzione o affidamento. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Fiastra, Giancarlo Ricottini: "L'Arma non ci ha mai lasciati soli. Oggi inauguriamo un presidio fondamentale anche per i migliaia di turisti che d'estate affollano il lago e le Lame Rosse. È un passo concreto di rinascita".

15/05/2026 16:10
PlayMarche conquista la Francia: il videomapping "made in Macerata" incanta Lille, Amiens e Beauvais

PlayMarche conquista la Francia: il videomapping "made in Macerata" incanta Lille, Amiens e Beauvais

Non si ferma l’ascesa internazionale di PlayMarche, lo spin-off dell'Università di Macerata che si conferma leader nel campo delle arti digitali. Con un vero e proprio "triplete" di iniziative in terra francese, la realtà maceratese ha consolidato la propria posizione nel network europeo del videomapping e delle immagini immersive, collaborando con l'Accademia Poliarte di Ancona e i giganti di Rencontres Audiovisuelles. Il tour francese è iniziato a Lille, all’interno dell'IBSIC (Image Beyond the Screen International Conference), il più autorevole forum mondiale dedicato alle arti immersive. Qui è stata presentata l'esperienza di "Nuove Visioni Digitali", la residenza artistica ideata e coordinata da PlayMarche nell'ambito del programma ministerialie “Per Chi Crea”. Davanti a una platea di oltre 500 esperti, è stato illustrato il modello maceratese che unisce formazione, scenografia contemporanea e innovazione digitale, creando nuove opportunità professionali per giovani artisti nel campo della computer animation. Il percorso è proseguito ad Amiens, dove PlayMarche ha coordinato una masterclass internazionale di videomapping. Un laboratorio intensivo di una settimana che ha visto lavorare fianco a fianco gli studenti marchigiani della Poliarte con i talenti provenienti dalla Warsaw Film School e dall'Università delle Arti di Belgrado. Un’occasione unica di sperimentazione artistica site-specific che ha trasformato la città francese in un polo di progettazione audiovisiva d'avanguardia. Il culmine della missione è stata la produzione inedita realizzata per Le Quadrilatère di Beauvais, uno dei musei d'arte contemporanea più prestigiosi di Francia. Sulla facciata della struttura è andata in scena l'opera "Subterra Incognita", firmata dall'artista Dirk Rauscher e curata da Michele Spagnuolo, amministratore delegato di PlayMarche. L'opera ha trasformato l'architettura del museo in un universo sotterraneo di memorie geologiche e visioni digitali, dissolvendo il confine tra archeologia e immaginazione. "Attraverso le tecnologie immersive, trasformiamo il patrimonio culturale in esperienze narrative contemporanee", confermano da PlayMarche, che dal 2014 opera con successo all'intersezione tra digital humanities e innovazione.

15/05/2026 15:57
Scossicci, scatta il piano anti-erosione: in arrivo la sabbia da Numana per i balneari

Scossicci, scatta il piano anti-erosione: in arrivo la sabbia da Numana per i balneari

Sono iniziati ufficialmente questa mattina i lavori di movimentazione della sabbia per il ripristino dei profili costieri nell’area nord di Scossicci. L’intervento, atteso dagli operatori balneari, mira a mettere in sicurezza la zona compresa tra gli stabilimenti Lido Sabbia d'Oro e Kokonero, duramente colpita dalle violente mareggiate dell'ultima stagione invernale. L'operazione prevede il prelievo di complessivi 2.540 metri cubi di materiale dall’avanporto di Numana. Si tratta del risultato di un'intensa collaborazione con l'amministrazione guidata dal sindaco Tombolini, volta a gestire in maniera sinergica le dinamiche dei fronti costieri confinanti. L’intervento, dal valore complessivo di 56.000 euro, è stato reso possibile dal fatto che le aree interessate ricadono all'interno dello stesso sito costiero. Il sindaco Andrea Michelini ha ribadito l'impegno dell'amministrazione per la tutela del litorale: "Stiamo facendo di tutto per difendere il settore trainante della nostra economia e per assicurare ai nostri ospiti la piena fruibilità delle spiagge". Alle sue parole hanno fatto eco quelle dell’assessore Lorenzo Ricetti, che non ha nascosto le complessità della gestione costiera: "È una sfida difficile, ma stiamo facendo tutto quanto nelle nostre possibilità affinché la città rimanga un punto di riferimento sul mercato turistico nazionale ed estero". Anche il delegato Ferraccioni ha espresso soddisfazione, sottolineando come le scogliere attualmente in costruzione stiano già dando risultati eccellenti nelle aree protette, pur ribadendo la necessità di "salvaguardare anche le porzioni che sono rimaste scoperte". Il tema dell'erosione costiera e il completamento del progetto "Mancinelli" restano al centro del dibattito politico non solo locale, ma anche regionale. Proprio martedì scorso, il Consiglio regionale ha discusso un’interrogazione del consigliere Pd Catena, un momento di confronto che ha confermato l'interesse bipartisan verso la questione portorecanatese. La messa in sicurezza di Scossicci rappresenta dunque un tassello fondamentale in attesa di soluzioni strutturali definitive per l'intera costa.

14/05/2026 12:50
Loretta Lombardelli è la nuova presidente dell'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero

Loretta Lombardelli è la nuova presidente dell'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero

L’avvocato Loretta Lombardelli è la nuova presidente dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero (IDSC) della Diocesi di Macerata. L’annuncio è stato dato oggi, giovedì 14 maggio, dal vescovo Nazzareno Marconi, nell’ambito della riunione del Consiglio Presbiterale svoltosi alla Domus San Giuliano. Nata a Tolentino, 53 anni, iscritta all’Albo degli Avvocati di Macerata dal 2001 e a quello Speciale dei Cassazionisti dal 2014, già componente del Consiglio di Amministrazione dell’IDSC maceratese dal 2021, Lombardelli succede al cavalier Giampaolo Nerpiti, venuto a mancare nelle scorse settimane.  "La scelta dell’avvocato Lombardelli vuol confermare lo stile di conduzione dell’IDSC tracciato in questi anni dal cavalier Nerpiti, di cui la Lombardelli è stata per anni la prima stimata collaboratrice – ha spiegato il Vescovo –, la ringrazio personalmente per il servizio svolto fino ad ora su più versanti professionali e per la disponibilità data a questo nuovo importante incarico". Titolare di uno studio legale nel capoluogo, è membro del Comitato Etico Territoriale (CET) delle Marche dove ha l’incarico di esperto in materia giuridica, Lombardelli vanta una specializzazione nell’ambito della tutela dei minori e nel safeguarding; in Diocesi è anche responsabile del Servizio Regionale Tutela Minori e Adulti vulnerabili (dal 2020) ed è impegnata nell’organizzazione di incontri per studenti e docenti su bullismo, cyberbullismo, rischi della rete e legalità digitale.

14/05/2026 12:20
Macerata - Pnrr e aree verdi, la denuncia di un cittadino: "Lavori infiniti, cemento e piante sparite"

Macerata - Pnrr e aree verdi, la denuncia di un cittadino: "Lavori infiniti, cemento e piante sparite"

Il massiccio afflusso di fondi legati al Pnrr per la "Green Regeneration" finisce sotto la lente d'ingrandimento dei cittadini, in vista delle prossime elezioni amministrative. In una lettera indirizzata alla nostra redazione, il maceratese Fabrizio Giorgi solleva pesanti critiche sulla gestione dei cantieri che stanno interessando i polmoni verdi della città: dal Sasso d’Italia ai Giardini Diaz, passando per Fonte Scodella e le Vergini. "Il tempo scorre veloce e le opere non finiscono mai! Il 13 dicembre era il termine ultimo per il progetto, ma si sa, questo è sulla carta poi tutto slitta in avanti", esordisce il cittadino, sottolineando come l’inaugurazione del Sasso d’Italia sia avvenuta con tre mesi di ritardo "in pompa magna, con tanto di sindaco, assessori e codazzo vario". Anche i Giardini Diaz "hanno visto una parziale inaugurazione per poi vedere di nuovo recintata la zona del laghetto", mentre per Fonte Scodella e le Vergini non c’è ancora traccia della "solita sfilata per festeggiare la fine dei lavori". Le critiche più aspre riguardano la natura stessa degli interventi. Al Sasso d’Italia, Giorgi denuncia un paesaggio spoglio: "Sono sparite le vecchie piante (logicamente ammalate inguaribili) che oramai è assodato danno fastidio a chi ci governa, così come l’erba che almeno poteva addolcire la pillola". Preoccupazione anche per le nuove piantumazioni: "Le nuove giovani piante faranno un po’ di ombra alle persone che siederanno sulle panchine quando, come diceva mia nonna, sarò andato a fare la terra pe’ li ceci!". Una situazione che penalizzerebbe anche i più piccoli: "Nella zona giochi i bambini nel periodo estivo dovranno essere o molto mattutini o 'animali' notturni". Non va meglio ai Giardini Diaz, dove l’eliminazione di siepi e alberi è stata giustificata come misura anti-spaccio. "La situazione si presenta, a due mesi dall’inaugurazione, con crepe in più punti dell’anello, addirittura una segnalata dai coni per evitare di cadere passandoci", denuncia Giorgi. L'analisi continua impietosa: "Erba che non c’è perché i sassi dei vialetti sono finiti sul campo, giochi in pieno sole non frequentabili di giorno e scarsamente illuminati di notte. Inoltre l’anello si riempie di pozzanghere quando piove". In chiusura, il cittadino richiama le recenti dichiarazioni dell'assessore Marchiori sulle ingenti risorse ricevute: "Col PNRR si sono visti tanti soldi come nemmeno il totale di quelli ricevuti negli ultimi cinquant’anni dalla nostra città". Proprio per l'entità di queste cifre, Giorgi punta il dito sulla supervisione tecnica: "In tutta questa storia c’è sempre il R.U.P. che porta a casa l’1,6% netto dell’importo a base d’asta; magari, se il signor sindaco gli chiedesse qualche conto di siffatta situazione non sarebbe neanche male!".

14/05/2026 10:00
Catena Zapata sceglie Belforte: il borgo marchigiano conquista l’élite del vino internazionale

Catena Zapata sceglie Belforte: il borgo marchigiano conquista l’élite del vino internazionale

Belforte del Chienti è salita simbolicamente sul tetto dell’enologia mondiale. La celebre cantina argentina Catena Zapata, tra le più rinomate e apprezzate a livello internazionale, ha scelto proprio il borgo maceratese per ospitare, ieri, un importante meeting aziendale con importatori provenienti da tutto il mondo. Una decisione che non è casuale, ma che affonda le sue radici nella storia: la famiglia Catena, fondatrice e proprietaria della prestigiosa cantina nata nel 1902, ha infatti origini proprio a Belforte del Chienti. Un legame mai spezzato nonostante il successo raggiunto dall’altra parte dell’oceano. Basta visitare la tenuta Catena Zapata in Argentina per capire quanto questa connessione sia ancora viva: la visita guidata alla tenuta, infatti, inizia proprio da una immagine di Belforte del Chienti, da cui viene raccontata la storia della famiglia e la partenza - all’età di 15 anni - del bisnonno degli attuali proprietari verso l’America Latina. Al paese d’origine e alle Marche sono intitolate anche due delle loro bottiglie. Belforte del Chienti è salita simbolicamente sul tetto dell’enologia mondiale. La celebre cantina argentina Catena Zapata, tra le più rinomate e apprezzate a livello internazionale, ha scelto proprio il borgo maceratese per ospitare, ieri, un importante meeting aziendale con importatori provenienti da tutto il mondo. Una decisione che non è casuale, ma che affonda le sue radici nella storia: la famiglia Catena, fondatrice e proprietaria della prestigiosa cantina nata nel 1902, ha infatti origini proprio a Belforte del Chienti. Un legame mai spezzato nonostante il successo raggiunto dall’altra parte dell’oceano. Basta visitare la tenuta Catena Zapata in Argentina per capire quanto questa connessione sia ancora viva: la visita guidata alla tenuta, infatti, inizia proprio da una immagine di Belforte del Chienti, da cui viene raccontata la storia della famiglia e la partenza - all’età di 15 anni - del bisnonno degli attuali proprietari verso l’America Latina. Al paese d’origine e alle Marche sono intitolate anche due delle loro bottiglie. Ieri, grazie a questo meeting internazionale (per l’azienda erano presenti Laura e Adrianna Catena), Belforte del Chienti ha potuto vivere una giornata speciale, con l’attenzione del mondo del vino puntata su un piccolo paese che custodisce una storia capace di attraversare continenti e generazioni. «Ospitare un meeting internazionale di una cantina prestigiosa come Catena Zapata - dice il sindaco Alessio Vita - significa portare il nostro paese sotto i riflettori del mondo. È un grande orgoglio sapere che una famiglia arrivata ai vertici dell’enologia mondiale non abbia mai dimenticato le proprie origini belfortesi. Questa è la dimostrazione che le radici contano e che Belforte resta nel cuore di chi è partito e ha costruito altrove il proprio futuro. Il fatto che Catena Zapata abbia scelto l’ex oratorio per il meeting e la nostra piazza rinnovata per un momento conviviale è un segnale importante. È il segno tangibile che i luoghi su cui Belforte del Chienti ha investito negli ultimi anni, recuperando spazi storici e valorizzando il centro, possono oggi accogliere iniziative di livello internazionale. Lavorare sulla bellezza e sulla qualità degli spazi pubblici non è solo un intervento urbano, ma un modo per dare al paese nuove opportunità e nuova visibilità».

13/05/2026 10:30
Civitanova accoglie il "Giro d’Italia per la Pace": due giorni di eventi tra scuole, associazioni e la Lampada di Assisi

Civitanova accoglie il "Giro d’Italia per la Pace": due giorni di eventi tra scuole, associazioni e la Lampada di Assisi

La città costiera si prepara a diventare tappa di un viaggio simbolico che attraversa l’intera Penisola. Venerdì 15 e sabato 16 maggio, Civitanova Marche ospiterà il "Giro d’Italia per la Pace", iniziativa promossa dal Coordinamento Enti Locali per la pace che, partita da Napoli lo scorso febbraio, toccherà 100 città italiane prima di concludersi ad Assisi in ottobre. Le celebrazioni prenderanno il via venerdì 15 maggio alle ore 10:30 nella cornice del Teatro Annibal Caro. Il momento clou sarà l’accoglienza della "Lampada di Assisi", simbolo universale di fratellanza. Protagonisti della mattinata saranno gli alunni della scuola Ungaretti, che insieme ai docenti e ai rappresentanti dell’Amministrazione comunale presenteranno i propri "doni di pace", ovvero le esperienze e i percorsi formativi realizzati in questi anni sui temi della cura del prossimo e del pianeta. L'evento di quest'anno assume un valore ancora più profondo, legandosi alle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica e della Costituzione, oltre all'ottavo centenario di San Francesco. La manifestazione proseguirà sabato 16 maggio con un corteo cittadino. La marcia partirà alle 16:30 da piazza XX Settembre e, dopo aver attraversato le vie del centro, si concluderà ai giardini Mario Coltorti (area Cinema Cecchetti). Alla testa del corteo ci saranno i giovani degli scout civitanovesi, seguiti dal Corpo bandistico della città e da una fitta rete di associazioni del territorio, tra cui Emergency, Amnesty International, ANPI, CGIL, Mondo Solidale e molte altre realtà attive nel sociale. Il momento conclusivo presso l'area sud del Cinema Cecchetti sarà affidato alla creatività delle nuove generazioni. Studenti del Liceo "Leonardo Da Vinci" e artisti de "Il Palco" animeranno il finale con letture, danze e canzoni, offrendo alla cittadinanza riflessioni e speranze per un futuro di fratellanza. La tappa civitanovese, coordinata dal gruppo "Civitanova per la pace", si conferma così un'occasione fondamentale per costruire, partendo dalle scuole, una cultura della pace che diventi impegno concreto nel quotidiano.

12/05/2026 09:00
Castelsantangelo sul Nera perde l'unico distributore di carburante del paese

Castelsantangelo sul Nera perde l'unico distributore di carburante del paese

Castelsantangelo sul Nera resta senza distributore di carburante. Da alcuni giorni l'impianto situato lungo la strada provinciale ha interrotto il servizio in seguito alla decisione del gestore di lasciare la conduzione dell’attività. La struttura è di proprietà comunale. Negli anni scorsi il fabbricato collegato alla stazione di servizio era stato interessato da un intervento di messa in sicurezza finanziato attraverso i fondi statali destinati ai piccoli comuni previsti dall’articolo 30 del decreto legge 34/2019. I lavori, conclusi nel maggio 2022, avevano comportato una spesa complessiva di poco superiore ai 15mila euro e avevano consentito all’impianto di continuare a operare anche nel periodo successivo al sisma del 2016. Con la chiusura dell’unico distributore del paese, per residenti e viaggiatori il rifornimento più vicino diventa quello di Visso, a diversi chilometri di distanza verso il fondovalle, oppure gli impianti presenti oltre il confine regionale, nel territorio di Norcia. Una situazione che pesa su un comune del cratere sismico già alle prese con spopolamento e progressiva riduzione dei servizi essenziali. Al momento non è chiaro quali saranno i prossimi passi per la riapertura dell’impianto. Trattandosi di una struttura comunale, l’amministrazione potrà eventualmente avviare una procedura per individuare un nuovo gestore, ma non sono ancora noti né i tempi né le condizioni di un possibile bando.

11/05/2026 18:40
Castelraimondo celebra Oreste Marchionni: intitolata al "sindaco-maestro" la sala di via Loreto

Castelraimondo celebra Oreste Marchionni: intitolata al "sindaco-maestro" la sala di via Loreto

Una vita spesa tra i banchi di scuola e i banchi del Consiglio comunale, sempre al servizio della sua gente. Castelraimondo ha reso omaggio ieri, 10 maggio, a Oreste Marchionni, figura simbolo della dedizione civica ed educativa, intitolandogli la sala polifunzionale di via Loreto 4 (ex asilo nido), recentemente riqualificata dall'amministrazione comunale sotto la supervisione del vicesindaco Roberto Pupilli. Marchionni non è stato solo un maestro elementare che per oltre trent’anni ha formato generazioni di studenti alla scuola "De Amicis", ma un vero pilastro della vita cittadina. Fondatore della sezione locale della Democrazia Cristiana, ha ricoperto i ruoli di consigliere, assessore e infine sindaco dal 1963 al 1968. "Abbiamo voluto dedicare questo luogo a un uomo che ha rappresentato nel modo più autentico il senso del servizio verso la propria comunità - ha dichiarato il sindaco Patrizio Leonelli durante il taglio del nastro -. Oreste Marchionni è stato maestro, educatore, amministratore e uomo delle istituzioni, ma soprattutto una persona profondamente innamorata della sua città". L'intitolazione, proposta dall'assessore Edoardo Bisbocci, celebra anche il profilo culturale di Marchionni, fondatore della rivista "Il Cassero" e autore di numerosi scritti sulla memoria storica locale. "Il suo esempio rappresenta ancora oggi una testimonianza concreta di disponibilità e amore sincero verso Castelraimondo" ha ricordato con commozione il consigliere regionale Renzo Marinelli, legato a Marchionni da una lunga conoscenza personale. La cerimonia, benedetta da Don Gilberto, ha visto la partecipazione dei figli Giovanni, Maria Pia e Decio, insieme a nipoti e pronipoti. "Era orgogliosissimo dei suoi figli" hanno ricordato i familiari, sottolineando come fede, educazione e cultura fossero i cardini della sua vita privata. Particolarmente toccante l'intervento del nipote, Oreste Marchionni, che porta il nome del nonno: "Attraverso i suoi scritti abbiamo compreso i suoi valori più profondi e cerchiamo di portarli avanti ogni giorno". Ad arricchire l'evento è stato l'omaggio musicale del maestro Fulvio Rusticucci, che ha eseguito l'inno scritto insieme a Luca Migliorelli per celebrare il ricordo del Maestro Marchionni, proprio all'interno del centro che ospita la sua scuola di musica.

11/05/2026 16:00
Dalla Corea a Macerata per l'ordinazione presbiterale di Matteo Esposito

Dalla Corea a Macerata per l'ordinazione presbiterale di Matteo Esposito

Ordinazione presbiterale per Matteo Esposito sabato scorso nella Cattedrale di San Giovanni a Macerata. A presiedere la celebrazione il vescovo, monsignor Nazzareno Marconi, alla presenza della comunità locale e di 120 fedeli provenienti dalla Corea, che con la loro presenza hanno voluto manifestare allo stesso Esposito e a tutta la Chiesa di Macerata la riconoscenza per la sua opera missionaria in Oriente. Nato a L’Aquila 32 anni fa, Esposito scopre nel Cammino Neocatecumenale la chiamata a “cambiare musica” nella sua vita: dal flauto traverso al seminario, trovando uno “spartito” nuovo che lo porta a Macerata per iniziare la formazione missionaria che lo aiuterà a maturare e ad “andare e portare frutto” fino in Corea del Sud. Toccanti le parole che il vescovo ha rivolto al nuovo presbitero: «Diventare prete, vincendo ogni tentazione di clericalismo, non ti pone sopra il Battesimo e l’Eucarestia, come non ti pone sopra il popolo di Dio, ma ti mette al servizio dei Battezzati e dell’Eucarestia – ha detto mons. Marconi – perciò anche a te, come ad ogni battezzato che celebra l’Eucarestia con fede, Gesù dice soltanto: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi”». Durante la celebrazione di ordinazione Matteo Esposito è stato rivestito della casula presbiterale da don Mario Malloni, che lo ha accompagnato nei suoi anni di formazione e che è stata una figura fondamentale per la sua crescita umana e spirituale. Inoltre, all’omelia del vescovo si sono aggiunti i ringraziamenti di don Davide Tisato, rettore del seminario Redemptoris Mater di Macerata: «L’esperienza nell’estremo Oriente lo ha plasmato e confermato nella chiamata a portare il perdono e la misericordia di Dio fino ai confini della terra – ha spiegato don Davide –. La presenza di tanti confratelli provenienti dalla Corea testimonia la bontà di quanto compiuto e quanto ancora da compiere».

11/05/2026 13:00
Macerata, quando la poesia diventa immagine: in mostra il volto di Gertrud Kolmar

Macerata, quando la poesia diventa immagine: in mostra il volto di Gertrud Kolmar

Che volto può avere la poesia? A questa suggestiva domanda tenta di rispondere la mostra "Il volto della poesia", che sarà inaugurata giovedì 14 maggio alle ore 18 presso il Polo culturale San Rocco. L’evento è il frutto di una stretta collaborazione tra l’Università di Macerata, l’Accademia di Belle Arti e il Comune, con il supporto della casa editrice Castelvecchi. Al centro del progetto c'è la figura di Gertrud Kolmar, poetessa tedesca tra le più intense e simboliche del Novecento. La mostra rappresenta l’esito di un innovativo percorso di co-teaching che ha visto decine di studenti e studentesse dei corsi di Lingua e Traduzione Tedesca (UniMc) e di Fumetto e Illustrazione (Abamc) lavorare fianco a fianco. L'obiettivo è stato quello di operare una "traduzione intersemiotica": trasferire cioè la forza delle parole di Kolmar nel linguaggio delle immagini. I pannelli esposti offrono così una rilettura visiva della vita e delle liriche dell'autrice, trasformando la materia poetica in una narrazione grafica contemporanea capace di svelare nuovi significati del testo. Questa iniziativa consolida un legame già solido tra l’Ateneo e l’Accademia maceratese, che in passato avevano già collaborato su figure di spicco come Franz Kafka. "È un'occasione aperta alla città per avvicinarsi alla poesia attraverso linguaggi accessibili", spiegano i curatori, sottolineando come l’incontro tra parola e immagine permetta a entrambi i linguaggi di trasformarsi e arricchirsi reciprocamente. La mostra, curata dai professori Maria Paola Scialdone, Mauro Cicarè e Marino Neri, con l'allestimento di Tommaso Moretti, resterà visitabile fino alla fine di settembre, offrendo a cittadini e turisti un viaggio immersivo nell’universo artistico di una delle voci più potenti della letteratura europea. L’esposizione osserverà i seguenti orari nei mesi di maggio e giugno: lunedì, martedì e giovedì dalle 16:30 alle 19:30; mercoledì, venerdì, sabato e domenica con doppia apertura (10:30-12:30 e 16:30-19:30).

11/05/2026 12:20
“Orti di Comunità”, a Matelica una giornata di partecipazione, sostenibilità e incontro tra generazioni

“Orti di Comunità”, a Matelica una giornata di partecipazione, sostenibilità e incontro tra generazioni

  Una giornata all’insegna della condivisione, della sostenibilità e del dialogo tra generazioni. Si è svolto ieri, sabato 9 maggio, con grande partecipazione presso la Fondazione Il Vallato il primo appuntamento del progetto “Orti di Comunità”, iniziativa patrocinata dal Comune di Matelica che punta a trasformare la cura della terra in uno strumento di inclusione sociale e crescita collettiva. Nel corso della giornata cittadini di tutte le età hanno preso parte ai diversi momenti previsti dal programma: dai “Racconti della Terra”, dedicati alla memoria contadina e alle tradizioni locali, ai laboratori pratici per la messa a dimora di piante officinali e aromatiche, fino al laboratorio “Sapori e Memoria”, occasione preziosa per condividere ricette storiche e conoscenze tramandate nel tempo. L’iniziativa ha saputo creare un clima di partecipazione autentica, favorendo l’incontro tra giovani, famiglie e anziani in uno spazio dove il lavoro nell’orto è diventato occasione di dialogo, collaborazione e socialità. Presente all’evento l’assessore alla Cultura del Comune di Matelica, Barbara Cacciolari, che ha dichiarato: “Oggi, con l’evento dedicato agli orti di comunità, non abbiamo semplicemente inaugurato uno spazio coltivato, ma abbiamo dato valore a un’idea di comunità fondata sulla condivisione, sulla sostenibilità e sul legame autentico tra persone e territorio. Gli orti di comunità rappresentano molto più di un luogo dove coltivare prodotti della terra: sono spazi di incontro, inclusione sociale, educazione ambientale e collaborazione tra generazioni. In un tempo in cui spesso prevalgono individualismo e distanze sociali, questi progetti restituiscono centralità al senso di appartenenza e alla cura reciproca. Per la nostra città questo evento assume un significato importante anche dal punto di vista culturale e sociale. Significa promuovere stili di vita sani, valorizzare il rapporto con la natura e tramandare conoscenze e tradizioni che fanno parte della nostra identità. Gli orti diventano così luoghi vivi, capaci di creare relazioni, dialogo e partecipazione attiva. Come amministrazione ringraziamo la Fondazione Il Vallato per gli spazi concessi e crediamo fortemente in iniziative di questo tipo, perché investire nella comunità significa investire nel futuro. Ringrazio anche tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto: associazioni, volontari e cittadini che con entusiasmo hanno scelto di mettersi in gioco. Da un piccolo seme possono nascere grandi cose: oggi abbiamo piantato non solo ortaggi, ma anche un messaggio di coesione, rispetto e speranza per il nostro territorio”.      

10/05/2026 17:10
Vic Bikepacking, Matelica protagonista del turismo lento e dello sport outdoor

Vic Bikepacking, Matelica protagonista del turismo lento e dello sport outdoor

Grande partecipazione e forte entusiasmo per il “Vic Bikepacking”, l’evento cicloturistico che nel weekend del 9 e 10 maggio ha portato a Matelica oltre 300 ciclisti provenienti da tutta Italia. La città ha ospitato il Campo Base ufficiale della manifestazione presso il parco urbano Maria Fiorella Conti e il limitrofo palazzetto dello sport, diventando punto di riferimento per gli appassionati di bikepacking e turismo lento. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di attraversare e scoprire paesaggi, borghi e aree magnifiche del territorio marchigiano, vivendo un’esperienza autentica all’insegna dello sport, della natura e della convivialità. L’iniziativa ha trasformato Matelica in un luogo di incontro e socialità, con momenti condivisi tra i ciclisti che hanno pernottato in tenda, nel palazzetto e negli alberghi locali, prendendo parte alle attività organizzate durante il fine settimana. Presente alla manifestazione insieme all’amministrazione comunale anche l’assessore allo Sport Filippo Maria Conti, che ha seguito l’organizzazione della manifestazione. “Eventi come questo – ha detto - rappresentano molto più di una semplice manifestazione sportiva: sono occasioni preziose per far conoscere il nostro territorio, la nostra comunità, le tradizioni e la cultura che ci contraddistinguono. Sport, promozione territoriale e socialità si sono incontrati in una giornata di grande valore umano e turistico. Un sentito ringraziamento va al direttivo della Vic Bikepacking A.S.D. per l’organizzazione impeccabile dell’evento e al direttivo della Bocciofila di Matelica per aver messo a disposizione la struttura, garantendo accoglienza e ospitalità ai partecipanti con la cena al coperto. Continueremo a sostenere iniziative capaci di valorizzare il territorio attraverso lo sport, creando momenti di aggregazione e promozione delle eccellenze locali”.

10/05/2026 15:40
Sibillini, il commissario Perugini lancia le guide: "Siete gli ambasciatori del Parco, una risorsa contro i vincoli"

Sibillini, il commissario Perugini lancia le guide: "Siete gli ambasciatori del Parco, una risorsa contro i vincoli"

Non solo accompagnatori, ma veri e propri custodi e promotori del territorio. Si è tenuto mercoledì scorso, presso la sede del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, un vertice operativo tra l'Ente e le Guide Ufficiali del Parco. Al centro del dibattito, temi caldi per la stagione alle porte: la manutenzione della rete sentieristica, la gestione dei flussi per la fioritura di Castelluccio e una più stretta sinergia con i Carabinieri Forestali. Le Guide Ufficiali, formate con corsi specifici per il monitoraggio e l’interpretazione ambientale, rappresentano un pilastro per la fruibilità sicura dell'area protetta. Attraverso l'albo dedicato sul sito dell'Ente, i visitatori possono scegliere professionisti qualificati, sostenendo così l'economia locale e il lavoro nel territorio. «Le Guide sono il primo punto di contatto consapevole con la natura dei Sibillini - ha dichiarato il commissario del Parco, Corrado Perugini -. Siete dei veri e propri ambasciatori e il vostro ruolo merita di essere valorizzato». L'obiettivo dichiarato dall'Ente è ambizioso: trasformare la rete professionale in una comunità orgogliosa, affinché il Parco venga percepito come «risorsa e opportunità, e non soltanto come un vincolo o un soggetto che controlla». Per rafforzare il senso di appartenenza, Perugini ha proposto l’istituzione di una Giornata delle Guide del Parco, da celebrarsi ogni anno in ottobre. In arrivo anche gadget identitari specifici che simboleggeranno l'unicità dei Sibillini. «Se sapremo mettere a sistema questa rete - ha concluso il Commissario - il Parco non sarà solo un luogo straordinario da visitare, ma un’esperienza riconoscibile e unica, di cui le Guide saranno le assolute protagoniste». Una strategia che punta a rendere l'area protetta un modello di sviluppo sostenibile dove turismo e tutela della biodiversità procedono di pari passo.

10/05/2026 13:40
L’utopia del miglioramento: quando la crescita personale diventa un secondo lavoro

L’utopia del miglioramento: quando la crescita personale diventa un secondo lavoro

Siamo immersi in un bombardamento costante: il messaggio imperante è che dobbiamo essere, sempre e ovunque, la versione migliore di noi stessi. Una pressione alla performance, dove il valore di un individuo sembra misurarsi esclusivamente attraverso il metro del successo visibile. È un meccanismo psicologico sottile: dobbiamo sapere fare tutto al meglio, rendendoci schiavi di noi stessi, in nome di una crescita personale che assomiglia sempre più ad una condanna. Esistono infinite applicazioni di fitness e mindfulness, eppure i livelli di ansia sono oggi molto alti. Il paradosso è evidente: la ricerca del benessere è diventata un secondo lavoro, un dovere morale alimentato da aspettative irrealistiche. In questo scenario, è urgente rivendicare un diritto fondamentale: quello di fallire, di essere stanchi e di non avere necessariamente una visione chiara da "manifestare all’Universo”. Invece di eccellere compulsivamente in ogni area della vita, dovremmo riappropriarci della libertà di approfondire ciò che sentiamo realmente affine alla nostra natura. Questa deriva performativa colpisce particolarmente l’universo femminile, alla donna contemporanea è richiesto di essere sotto ogni aspetto "Super”: madre impeccabile, professionista di successo e individuo in costante miglioramento estetico e mentale. Una corsa contro il tempo e contro i propri ritmi biologici, una narrazione tossica che ignora la complessità dei bisogni umani. L’iperproduttività ci ha fatto dimenticare l’importanza di restare centrati. Non possiamo controllare tutto: accettarlo è il primo passo per ridurre l’ansia e ritrovare il nostro potere reale. La società moderna deve concedersi un "permesso intellettuale": quello di essere semplicemente umani. È necessario tornare a un realismo che dia valore alla gentilezza verso se stessi, ai propri limiti e alle imperfezioni, uscendo dal confronto costante con le immagini patinate dei social network. Dobbiamo avere il coraggio di scegliere la pace al posto della performance. Non siamo software che necessitano di aggiornamenti continui per non diventare obsoleti; siamo macchine meravigliosamente imperfette, e la nostra umanità risiede proprio in quei difetti che invece cerchiamo disperatamente di correggere.

10/05/2026 10:50
Morte del paziente a seguito della colonscopia: è responsabile il medico?

Morte del paziente a seguito della colonscopia: è responsabile il medico?

Torna come ogni domenica la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana “Chiedilo all'Avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alla responsabilità medica; ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Macerata che chiede: "E’ responsabile il medico specialista ospedaliero il cui paziente a seguito di una colonscopia muore?". Ci è utile riguardo il caso di specie approfondire una recente vicenda nella quale un medico specialista ha eseguito un esame di colonscopia per finalità diagnostiche, stante la manifestazione di dolore continuo lamentato dalla donna all'emiaddome destro. Il medico nell'eseguire l'esame ha provocato la morte della paziente in conseguenza di una lacerazione della parete colica. Il medico è stato quindi ritenuto responsabile del reato di omicidio colposo per colpa generica dovuta a negligenza, imprudenza e imperizia e colpa specifica in quanto lo stesso ha eseguito l'esame, che nel caso di specie appariva sproporzionato tenuto conto anche delle avanzata della paziente, senza rispettare le linee guida, omettendo di eseguire un preliminare approfondimento diagnostico con tecniche meno invasive ed in assenza di adeguata preparazione intestinale. Anche per la Cassazione, a cui il medico ha ricorso per contestare la condanna, non sono in discussione le cause della morte della paziente in quanto entrambi i giudici di merito hanno ritenuto che l'imputato non ha valutato le linee guida in materia, in quanto le stesse prevedono che la colonscopia è un esame invasivo a rischio di perforazione nelle donne in età avanzata. Prima di eseguire un esame del genere lo specialista deve quindi procedere a un corretto inquadramento anamnestico e clinico e a una corretta valutazione della indicazione dell'esame prescritto dal medico generico o da altro specialista, ciò perché, secondo la concorde valutazione dei giudici di merito, non si può ritenere che lo specialista endoscopista sia il "mero esecutore" di indagini richieste da altri, non foss'altro perché tale valutazione è necessariamente richiesta al fine di procedere ad un'informazione adeguata necessaria al fine di "raccogliere una valida disposizione di volontà del paziente". Pertanto, in risposta al nostro lettore risulta corretto affermare che, “In tema di colpa professionale medica, qualora ricorra l'ipotesi di cooperazione multidisciplinare, ancorché non svolta contestualmente, allorquando venga prescritto un esame diagnostico invasivo (nel caso esaminato una colonscopia), il medico specialista chiamato ad effettuare l'esame non può esimersi dal valutare, oltre che la presenza di fattori che possano condizionare negativamente l'esame stesso (assunzione di farmaci, parametri vitali, esito esami ematochimici), anche la bontà della scelta diagnostica operata dal medico richiedente in relazione alla sintomatologia lamentata dal paziente ed all'esistenza o meno di precedenti indagini diagnostiche che avvalorino il sospetto della malattia ipotizzata, soprattutto allorquando l'esame in questione sia stato prescritto da un medico non specialista (nel caso in esame il medico di medicina generale che seguiva la paziente)".(Cass. Pen., sentenza n. 30051/2022). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

10/05/2026 10:00
Macerata, riapre il centro di raccolta rifiuti a Fontescodella: ecco gli orari

Macerata, riapre il centro di raccolta rifiuti a Fontescodella: ecco gli orari

Il Centro di raccolta rifiuti urbani di Fontescodella tornerà a disposizione degli utenti a partire da domenica 10 maggio, dalle ore 8.00 alle ore 13.00, garantendo nuovamente un servizio fondamentale per il corretto conferimento dei rifiuti urbani non gestibili attraverso la raccolta porta a porta. L’intervento ha riguardato diverse opere importanti, pensate per rendere il centro più funzionale e adeguato alle esigenze del servizio. Tra queste, la realizzazione di nuove superfici, l’asfaltatura dell’area, il rifacimento delle reti fognarie, la sistemazione del verde perimetrale e l’installazione di nuove dotazioni funzionali. I lavori sono attualmente in fase di completamento, ma il Centro di Raccolta sarà già accessibile secondo gli orari previsti dal calendario dei servizi vigente: dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 20.00 e la domenica dalle 8.00 alle 13.00, esclusi i mesi di luglio e agosto.

09/05/2026 16:10
Tolentino, dai fornelli alle ciclovie: al Centro per l’Impiego nascono le nuove professioni del turismo

Tolentino, dai fornelli alle ciclovie: al Centro per l’Impiego nascono le nuove professioni del turismo

Non più solo uffici amministrativi, ma veri motori dinamici per l’occupazione. Il Centro per l’Impiego di Tolentino cambia volto e inaugura un nuovo laboratorio di cucina, tenuto a battesimo dall’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro, Tiziano Consoli. L’occasione è stata la presentazione di due innovativi percorsi formativi gratuiti: quello per operatore della ristorazione e quello per accompagnatore cicloturistico, figure sempre più centrali nell'economia dell'accoglienza e della mobilità sostenibile. L’assessore Consoli ha tracciato una linea netta sulla visione della Giunta regionale: «La sfida cruciale è far incontrare domanda e offerta lavorativa. Attraverso la programmazione GOL e non solo, abbiamo stanziato 74 milioni di euro complessivi». L’obiettivo è superare il modello assistenzialistico per puntare su un sistema che risponda alle necessità reali delle imprese. «Puntiamo su un nuovo Patto per il Lavoro basato su orientamento precoce e tirocini. In questa visione – ha aggiunto Consoli – si inseriscono i corsi presentati oggi: figure che tutelano il patrimonio della cucina italiana e professionisti capaci di valorizzare le nostre ciclovie». A settembre prenderà il via il corso biennale per operatore della ristorazione, rivolto a ragazzi tra i 16 e i 19 anni che hanno interrotto gli studi. «Si tratta di un’opportunità concreta di riscatto che mette al centro il saper fare», ha spiegato Andrea Rossetti, presidente di ENFAP Marche. Il percorso, di 1.980 ore, si baserà quasi interamente sulla pratica in laboratorio e su stage in azienda. L’iscrizione avviene tramite il portale del Ministero dell'Istruzione (Unica), con il supporto degli uffici ENFAP. Di assoluta novità è il corso per accompagnatore cicloturistico, un percorso di 400 ore che vede le Marche come prima regione in Italia a strutturare una sinergia diretta con la Federazione Ciclistica. «La teoria in aula è ridotta al minimo per lasciare spazio all’attività pratica all'aperto», ha sottolineato Massimiliano Moriconi, direttore di Form.Art. Marche CNA. L'obiettivo è creare professionisti del "turismo lento" capaci di promuovere le bellezze regionali in modo moderno e sostenibile. L’iniziativa ha visto una vasta partecipazione istituzionale, tra cui il sottosegretario Silvia Luconi, il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, la vicesindaco Alessia Pupo e il presidente regionale FCI Massimo Romanelli, a conferma dell'importanza strategica che la formazione professionale riveste per il rilancio del territorio maceratese.

08/05/2026 15:00
Un pomeriggio sopra le nuvole: i ragazzi dell’Anffas Sibillini pronti al decollo a Tolentino

Un pomeriggio sopra le nuvole: i ragazzi dell’Anffas Sibillini pronti al decollo a Tolentino

 Il cielo non ha barriere, e domani sarà pronto a dimostrarlo. Sabato 9 maggio, a partire dalle ore 14:30, l’aviosuperficie Rancia di Tolentino ospiterà un evento straordinario dedicato all'inclusione: una decina di giovani dell’Anffas Sibillini di San Ginesio vivranno l'emozione del battesimo dell'aria, volando sopra le colline maceratesi. L'iniziativa nasce dalla stretta collaborazione tra l'Avio Club Macerata, il Rotary Club Tolentino e la scuola di volo "La stella nel blu". Grazie alla disponibilità dei piloti e delle associazioni, i ragazzi con disabilità potranno scoprire il fascino del volo in un contesto sicuro e accogliente, a due passi dallo storico Castello della Rancia. Il programma dell'open day prevede una fase iniziale di accoglienza, seguita da una breve e semplice introduzione alle basi del volo e alle norme di sicurezza. Subito dopo, i partecipanti saliranno a bordo degli ultraleggeri per decollare e ammirare il territorio da una prospettiva unica e mozzafiata. Non sarà solo un'esperienza tecnica, ma un vero pomeriggio di amicizia. Al rientro in pista, i giovani piloti e i volontari si ritroveranno per una merenda condivisa offerta dal Rotary Club Tolentino. Un momento conviviale pensato per scambiarsi racconti ed emozioni dopo il "volo speciale", consolidando quel clima di inclusione che è il cuore pulsante dell'Anffas Sibillini. L’evento rappresenta un’occasione preziosa per abbattere i pregiudizi e regalare ai ragazzi un ricordo indelebile, dimostrando come, con la giusta sinergia tra associazioni del territorio, sia possibile rendere accessibile ogni tipo di esperienza.

08/05/2026 13:00
Salvaguardia della trota mediterranea: il Parco dei Sibillini "roccaforte" della specie in Italia

Salvaguardia della trota mediterranea: il Parco dei Sibillini "roccaforte" della specie in Italia

Si è chiuso a Roma il progetto europeo Life Streams, un’iniziativa di portata nazionale cofinanziata dall’Unione Europea che ha visto il Parco Nazionale dei Monti Sibillini nel ruolo di partner protagonista. L'obiettivo: strappare all'estinzione la trota mediterranea, una specie classificata in Italia come "in pericolo critico" a causa dei cambiamenti climatici, del degrado ambientale e della competizione con specie aliene. Il progetto ha lasciato un segno tangibile lungo tutto l'areale italiano della specie. I numeri complessivi testimoniano la vastità dell'intervento: migliaia di analisi genetiche, circa 120.000 uova embrionate e oltre 250.000 avannotti rilasciati nei fiumi, a fronte della rimozione di oltre 4.000 esemplari non autoctoni. Fondamentale è stato anche il coinvolgimento della comunità, con 150 pescatori formati per diventare sentinelle attive del monitoraggio fluviale. «Il Parco dei Sibillini ha rappresentato una "roccaforte" per le ultime popolazioni di trota mediterranea dell'intero Appennino umbro-marchigiano», ha spiegato Alessandro Rossetti, biologo dell'Ente. Grazie a questa esperienza sono state definite le Linee Guida Nazionali per la conservazione della specie, consolidando la collaborazione tra il Parco e le Regioni Marche e Umbria. Un ruolo centrale è stato giocato dal recupero del vecchio mulino di Ussita, trasformato in un moderno incubatoio grazie alla sinergia con l'amministrazione comunale. Il veterinario del Parco, Federico Morandi, ha illustrato il processo tecnico: «Abbiamo allocato in apposite vasche le uova fecondate artificialmente per la schiusa e la successiva re-immissione in siti fluviali selezionati». Un'operazione scientifica complessa volta a ripopolare i corsi d'acqua con esemplari geneticamente puri. La direttrice del Parco, Maria Laura Talamè, ha ribadito il valore non solo ecologico ma anche economico dell'iniziativa: «La salvaguardia della trota mediterranea è una priorità strategica. Tutelare questa specie significa proteggere l’integrità dei nostri ecosistemi e l’economia sostenibile del territorio». Secondo la direttrice, solo l'unione tra istituzioni, scienza e cittadini potrà garantire fiumi sani e un patrimonio di biodiversità alle future generazioni.

07/05/2026 17:00
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