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Caldarola, via libera al progetto per Palazzo Pallotta: intervento da 12,5 milioni di euro

Caldarola, via libera al progetto per Palazzo Pallotta: intervento da 12,5 milioni di euro

La Conferenza regionale ha approvato il progetto definitivo per il restauro e il miglioramento sismico di Palazzo Pallotta, storico edificio di piazza Vittorio Emanuele che ospita il municipio di Caldarola. L’intervento da 12,5 milioni rappresenta uno dei cantieri più rilevanti per il recupero del patrimonio culturale ferito dal sisma del 2016/2017. "Con questo passaggio, la città si prepara all’avvio di uno dei suoi cantieri simbolo, destinato a restituire piena funzionalità a un edificio centrale per la vita amministrativa e a recuperare un pezzo essenziale della propria identità urbana - spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Si tratta di un altro importante passo in avanti per tutto il cratere marchigiano, per cui mi preme ringraziare l’attività svolta in tandem con l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli". "Grazie anche all'impegno della Struttura commissariale e del Commissario Guido Castelli - dice il sindaco Giuseppe Fabbroni - con questo passaggio abbiamo raggiunto uno dei nostri principali obiettivi programmatici. Il Comune predisporrà il progetto esecutivo per provvedere all’appalto e, nel frattempo, la Struttura commissariale si occuperà dell’integrazione del finanziamento". "Palazzo Pallotta e la piazza, prima del 2016, hanno sempre rappresentato il fulcro della vita comunitaria di Caldarola e tutte le difficoltà affrontate per sbloccare il progetto dello storico edificio sono state motivo di scoraggiamento per la cittadinanza. Ora, sapere che si potrà procedere con l’appalto dei lavori, riaccende la speranza di poter vedere presto Caldarola tornare al suo splendore", ha aggiunto il primo cittadino. Al momento del terremoto, il complesso ospitava al secondo piano gli uffici comunali, mentre il piano primo e il piano seminterrato erano adibiti ad attività museali; il piano terra era principalmente occupato da attività commerciali. Il progetto prevede un ampio insieme di interventi strutturali e architettonici per mettere in sicurezza l’edificio. Le murature portanti saranno consolidate con sarciture, scuci cuci, stilature dei giunti e iniezioni di malta, affiancate da rinforzi con intonaco armato Crm e dall’ammorsamento dei maschi murari. Al secondo piano e al sottotetto verranno inserite nuove catene in acciaio e realizzati setti portanti per garantire un miglior comportamento scatolare. La parte più delicata riguarda le fondazioni: verranno installati micropali profondi fino a 15 metri, articolati su due livelli, mentre una palificata esterna di circa 40 metri sul lato della piazza servirà a eliminare le spinze del terrapieno e a permettere un consolidamento uniforme del sistema fondale. La copertura sarà in parte demolita e rifatta con nuove capriate e solai in legno lamellare, mantenendo l’impostazione originaria. Sono previsti anche il restauro degli apparati decorativi, degli infissi, delle pavimentazioni storiche e degli ambienti più rappresentativi del palazzo. Palazzo Pallotta, costruito alla fine del Cinquecento dal cardinale Evangelista Pallotta, contribuì a ridisegnare l’assetto urbano di Caldarola e la piazza antistante, concepita come parte di un progetto unitario. L’edificio, legato anche alla figura del pittore Simone De Magistris, è un raro esempio di architettura manieristica rimasta quasi intatta nei secoli. All’interno conserva affreschi e soffitti a cassettoni di grande pregio, arredi storici e materiali esposti in numerose mostre dedicate all'arte marchigiana. Agli inizi del Novecento fu aggiunto un piano superiore, poi utilizzato come sede degli uffici comunali.

15/01/2026 17:15
L’IPSIA “Corridoni” punta sull’eccellenza: arriva il percorso quadriennale “Made in Italy – Meccanica e Meccatronica”

L’IPSIA “Corridoni” punta sull’eccellenza: arriva il percorso quadriennale “Made in Italy – Meccanica e Meccatronica”

Un’opportunità unica per ragazzi motivati, tra laboratori avanzati, stage e collegamento diretto con le imprese del territorio. L’IPSIA “Corridoni” apre una nuova strada verso il futuro per i giovani talenti. Giovedì 15 gennaio, nel corso della conferenza stampa convocata dal dirigente scolastico prof. Gianni Mastrocola, è stato presentato il nuovo percorso quadriennale “Made in Italy – Meccanica e Meccatronica”, autorizzato lo scorso 5 gennaio. «Il quadriennale non è una riduzione del percorso scolastico, ma un’opportunità di eccellenza per i ragazzi motivati. Mantiene la qualità del quinquennale, ma aggiunge più laboratorio, più orientamento e un contatto costante con il mondo del lavoro», ha dichiarato il prof. Mastrocola. Il nuovo quadriennale si affianca al percorso quinquennale di “Made in Italy – Meccanica”, attivo nella sede di Corridonia, che consente di conseguire la qualifica I.eF.P. (Istruzione e Formazione Professionale) di Operatore Meccanico. Accanto a questi indirizzi, nella sede di Corridonia sono presenti anche il percorso M.A.T. Manutenzione e Assistenza Tecnica – Elettronica/Informatica, con qualifica IeFP di operatore informatico, e l’indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale, che prevede il corso O.S.S. (Operatore Socio Sanitario) integrato. Nelle sedi coordinate dell’istituto, a Civitanova Marche è attivo il percorso M.A.T. Meccanica con qualifica IeFP di operatore meccanico, mentre a Macerata è presente il percorso M.A.T. Elettrotecnico, che consente di conseguire le qualifiche IeFP di operatore elettrico e termoidraulico. Con l’attivazione del percorso quadriennale, gli studenti avranno accesso all’Area Tecnologica Meccatronica, con una specializzazione orientata alla customizzazione del prodotto e alla gestione tecnica delle commesse, competenze oggi strategiche per il Made in Italy contemporaneo. «Accompagniamo i ragazzi motivati nella scoperta delle proprie attitudini, offrendo percorsi diversi ma ugualmente qualificanti», ha aggiunto il dirigente scolastico. Il nuovo indirizzo nasce in stretta collaborazione con ITS Academy 4.0 e con importanti imprese del territorio, tra cui Faggiolati Pumps, realtà simbolo del Made in Italy. Il titolare dell’azienda, nonché vicepresidente di Confindustria Macerata, ha sottolineato come l’IPSIA “Corridoni” rappresenti una scuola capace di coniugare preparazione tecnica, cultura del lavoro e crescita personale degli studenti, formando professionisti pronti a entrare in azienda e a crescere. La collaborazione tra scuola, ITS e imprese consente infatti di creare un ponte diretto tra istruzione e lavoro, offrendo competenze reali e immediatamente spendibili. Sulla stessa linea il direttore generale dell’ITS 4.0, Stefano Casalboni, che ha evidenziato come il modello 4+2permetta ai ragazzi di arrivare all’ITS già preparati e consapevoli, all’interno di un percorso costruito insieme alle imprese e orientato alle reali esigenze del mercato del lavoro. Anche Confindustria Macerata, rappresentata dall’avvocato Lorenzo Cignali, ha ribadito come le aziende siano alla ricerca di giovani competenti e motivati e come questo percorso contribuisca a sviluppare competenze tecniche, digitali e trasversali, rendendo gli studenti pronti a operare nel Made in Italy anche su scala internazionale. Alla conferenza stampa erano presenti anche le autorità locali. Il sindaco di Corridonia, Giuliana Giampaoli, ha sottolineato come sostenere la scuola significhi investire nel futuro della comunità, offrendo ai giovani opportunità concrete e rafforzando il legame tra formazione e sviluppo del territorio. Il vicesindaco Nelia Clavigioni ha evidenziato come il quadriennale valorizzi i ragazzi motivati, contribuisca a ridurre il rischio di dispersione scolastica e restituisca centralità al fare, al sapere e al saper essere. L’assessore alla Cultura Massimo Cesca ha infine ricordato che la cultura del saper fare è parte della storia del territorio e che questo percorso unisce tradizione e innovazione, formando professionisti e cittadini consapevoli. Il nuovo percorso quadriennale partirà dall’anno scolastico 2026/2027 e si inserisce in un sistema formativo articolato che comprende percorsi quinquennali, quadriennali e M.A.T., nelle diverse declinazioni e sedi, tutti progettati per offrire competenze concrete attraverso laboratori, stage, formazione scuola-lavoro e un collegamento diretto con il sistema ITS. Al termine dei quattro anni, gli studenti avranno diverse possibilità per il proprio futuro: potranno accedere direttamente all’università, proseguire nel percorso biennale dell’ITS per acquisire competenze altamente specialistiche e immediatamente spendibili, oppure scegliere di entrare subito nel mondo del lavoro, anticipando l’ingresso in azienda grazie alla preparazione tecnica, pratica e certificata acquisita durante il quadriennale. Un percorso di eccellenza rivolto a ragazzi motivati, che trasforma talento e passione in competenze concrete e opportunità professionali immediate, valorizzando il Made in Italy, la tecnologia e le esigenze del mercato del lavoro locale e internazionale. L’IPSIA “Corridoni” conferma così la propria vocazione a formare professionisti pronti a fare la differenza, attraverso percorsi personalizzati, laboratori avanzati e un solido legame tra scuola, imprese e territorio. Domenica 18 gennaio, sabato 24 gennaio e sabato 1 febbraio la scuola sarà aperta alle famiglie, che potranno conoscere da vicino l’offerta formativa e le opportunità messe a disposizione degli studenti.

15/01/2026 16:47
Musicultura: Ibisco registra nuove canzoni alle spettacolari Grotte di Frasassi a Genga

Musicultura: Ibisco registra nuove canzoni alle spettacolari Grotte di Frasassi a Genga

Ibisco, uno degli otto vincitori di Musicultura 2025, nonché vincitore del Premio Grotte di Frasassi, sta registrando in questi giorni un originale format audiovisivo nell’atmosfera unica delle Grotte di Frasassi a Genga. Al centro delle sessioni di registrazione e delle riprese video ci sono le musiche, le parole, la voce che danno vita alle nuove canzoni del giovane artista. Faranno parte del nuovo lavoro discografico di Ibisco, ma intanto risuonano tra le gigantesche stalattiti e stalagmiti che trasformano suoni e visioni in una sorta di incantesimo.“Le Grotte di Frasassi e Musicultura sono simboli d’eccellenza, due patrimoni unici per la Regione e per l’Italia — dichiara il sindaco di Genga Marco Filipponi —. È per noi un grande piacere ospitare Ibisco: qui potrà lasciarsi ispirare dall’incredibile bellezza delle grotte e del territorio”. Ibisco, all’anagrafe Filippo Giglio, si è aggiudicato il Premio Grotte di Frasassi con la canzone “Languore” durante le serate finali di Musicultura allo Sferisterio di Macerata. Al riconoscimento, oltre a un premio in denaro di 2.000 euro, era abbinata una residenza artistica e una restituzione site-specific proprio nel celebre sito naturalistico, uno dei più spettacolari d’Europa.“Le Grotte di Frasassi sono magnifiche — racconta Ibisco —. Qui hanno suonato tanti artisti importanti, spero di rendere loro onore con le mie canzoni. Trovo affascinante l’analogia tra le gocce che, piano piano, costruiscono stalattiti e stalagmiti e il lavoro della musica: giorno dopo giorno, nota dopo parola, si arriva a una forma compiuta, la canzone. Questo luogo è una fortissima fonte di ispirazione. Nei giorni di residenza a Genga, Ibisco e il direttore artistico di Musicultura Ezio Nannipieri hanno incontrato gli studenti del Liceo Artistico “E. Mannucci” di Fabriano, della Scuola Secondaria di I grado “Bartolo da Sassoferrato” di Sassoferrato e della Scuola Primaria “A. Merloni” di Genga. Organizzati dalle Grotte di Frasassi, gli appuntamenti si sono rivelati una piacevole occasione di incontro e confronto “È stato un tris di incontri nel segno della curiosità, dell'attenzione, della simpatia. Siamo stati insieme a bambini e bambine, ragazze e ragazzi di età che spaziavano dai sei ai sedici anni, abbiamo conversato, cantato e anche ballato. – Spiega Ezio Nannipieri - Tante domande, tanta naturalezza, tanti sorrisi. Sono grato alle Grotte di Frasassi, al Sindaco Filipponi di Genga e ai dirigenti e insegnanti delle scuole che abbiamo visitato per questa bella opportunità che ci hanno dato. Immagino anche, per come sono andate le cose, che in questi giorni la schiera dei fan di Ibisco si sia infoltita di parecchi giovanissimi”.

15/01/2026 13:30
San Severino, festa di Sant’Antonio Abate con benedizione degli animali nella chiesa di Sant’Antonio al Ponte

San Severino, festa di Sant’Antonio Abate con benedizione degli animali nella chiesa di Sant’Antonio al Ponte

La comunità settempedana si appresta a onorare Sant’Antonio Abate con un programma che, come consuetudine, unirà fede e antica tradizione. L’Unità Pastorale di San Severino Marche ha reso noto il calendario delle celebrazioni religiose che si terranno sabato prossimo (17 gennaio) presso la chiesa di Sant’Antonio al Ponte, nota anche come Sant’Antonio in Cesalonga. Le Sante Messe sono programmate per la mattinata, alle ore 9:30, e per il pomeriggio, alle ore 16:30. Al termine di ciascuna celebrazione si rinnoverà il rito della benedizione degli animali, momento particolarmente caro alla cittadinanza, seguito dalla tradizionale distribuzione del “pane benedetto”. Per permettere lo svolgimento dell'evento in sicurezza, data la posizione dell’edificio di culto a ridosso della sede stradale, l'Area Vigilanza del Comune ha disposto, tramite apposita Ordinanza, specifiche limitazioni al traffico. I provvedimenti saranno attivi proprio sabato 17 gennaio nelle fasce orarie che vanno dalle 9 alle 11 e dalle 16 alle 18. In via Ponte Sant’Antonio, nel tratto tra la SS 361 e l’incrocio con via Antolisei, verrà istituito il senso unico di marcia con direzione obbligatoria verso la SS 361. Non sarà possibile immettersi in via Ponte Sant’Antonio partendo dalla SS 361. In tutta l'area interessata vigerà un limite di velocità di 30 km/h. E’ autorizzata la sosta eccezionale sul “lato chiesa”, lungo il margine della carreggiata, per facilitare la partecipazione dei fedeli e dei loro animali. L’Amministrazione comunale e la Polizia Locale raccomandano ai conducenti di prestare la massima attenzione alla segnaletica temporanea che sarà installata dal personale comunale.

15/01/2026 12:00
Civitanova: premiati i ragazzi del progetto “Dietro le Quinte”

Civitanova: premiati i ragazzi del progetto “Dietro le Quinte”

Si è svolta ieri la cerimonia di consegna degli attestati ai ragazzi che hanno partecipato al progetto musicale “Dietro le Quinte”, laboratorio di Tecnico del Suono realizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con il Laboratorio Il Palco di Civitanova Marche. Tutti i partecipanti sono giovani civitanovesi che hanno scelto di mettersi in gioco in un percorso formativo dedicato al mondo della musica e delle professioni che vi ruotano attorno. Alla cerimonia, che si è svolta nella sede dell’associazione in Via Guerrazzi, erano presenti l’Assessore alle Politiche Giovanili, Roberto Pantella, Renzo Morreale, il Maestro Luigi Gnocchini e l’insegnante Frank Micucci che hanno accompagnato i ragazzi lungo il percorso formativo.  “Oggi non consegniamo soltanto dei diplomi, ma riconosciamo un percorso fatto di impegno, passione e crescita personale – ha detto l’assessore Roberto Pantella -. “Dietro le Quinte” è un progetto che ha saputo mettere insieme istituzioni, associazioni, professionisti e soprattutto i ragazzi, che hanno scelto di mettersi in gioco e di credere nelle proprie capacità”. L’Assessore ha inoltre voluto ringraziare chi ha creduto fin dall’inizio nel progetto: “Desidero ringraziare l’ex assessore Caldaroni, che mi ha preceduto e che ha creduto fin dall’inizio in questo progetto: è giusto riconoscere il lavoro svolto e il valore della continuità amministrativa”.  Un messaggio chiaro anche sul ruolo delle istituzioni: “Come Amministrazione, e come Assessore alle Politiche Giovanili, il nostro compito è creare opportunità concrete. Poi sta ai ragazzi scegliere se coglierle. Oggi lo hanno fatto, e lo hanno fatto nel migliore dei modi. Un ringraziamento sincero va anche all’Associazione Il Palco e a tutti i professionisti che hanno accompagnato i partecipanti lungo questo percorso formativo, contribuendo a trasformare una passione in un’occasione di crescita e di futuro”.  Anche i rappresentanti del Laboratorio Il Palco hanno espresso soddisfazione per l’esperienza. “È stata una grande opportunità resa possibile dall’Amministrazione comunale. Qualcuno riuscirà a trasformare questa esperienza in una professione, altri in un hobby importante. Lavorare nella musica non è facile, ma questo è sicuramente un punto di partenza”.  

15/01/2026 11:00
Tolentino rinnova l’appuntamento con la “Cena fraterna”: solidarietà e rete al centro della comunità

Tolentino rinnova l’appuntamento con la “Cena fraterna”: solidarietà e rete al centro della comunità

 Torna anche quest’anno uno degli appuntamenti più sentiti della vita associativa tolentinate: la “Cena fraterna”, evento simbolo di convivialità, solidarietà e impegno sociale, promosso dal coordinamento della Rete di associazioni di Tolentino Città per la Fraternità. L’iniziativa è in programma giovedì 23 gennaio alle ore 20, nella cornice del ristorante Bellini di Tolentino. La serata avrà una finalità benefica ben precisa: raccogliere fondi a sostegno del progetto di animazione culturale “Un’età per stare insieme”, promosso dall’Auser Circolo Il Girasole di Tolentino a favore degli ospiti dell’Asp Civica Assistenza Tolentino. Un progetto che mira a migliorare la qualità della vita delle persone anziane, valorizzando relazioni, partecipazione e benessere. La “Cena fraterna” nasce dalla volontà delle numerose associazioni di volontariato del territorio di camminare insieme, rafforzando una rete che da anni rappresenta un punto di riferimento per la comunità locale, all’insegna della fraternità, della collaborazione e della solidarietà concreta. A promuovere l’evento è il coordinamento della Rete di associazioni di Tolentino Città per la Fraternità, che riunisce realtà come Admo, Aido, Auser, Avis, Cri Tolentino, Legambiente, Unitalsi, Scout Agesci Tolentino 1, il Gruppo Alzheimer Tolentino (Galt) e molte altre, espressione di un tessuto associativo ricco e attivo. Alla cena prenderanno parte anche amministratori comunali, a testimonianza di un dialogo costante tra istituzioni e terzo settore, fondato sulla vicinanza e sulla condivisione degli obiettivi. Durante la serata, le associazioni avranno inoltre l’occasione di presentare le attività in corso e i progetti futuri, con l’intento di rafforzare ulteriormente il lavoro di rete nei prossimi mesi. Ogni edizione della “Cena fraterna” sostiene un’associazione diversa aderente alla rete. Nell’ultima edizione i fondi raccolti sono stati destinati al progetto “Un momento di benessere a casa tua” del Gruppo Alzheimer Tolentino, mentre negli anni precedenti il ricavato ha contribuito, tra l’altro, all’acquisto di buoni pasto per bambini delle scuole, a supporto di famiglie in difficoltà. L’impegno della città di Tolentino nella promozione dei valori di fraternità e coesione sociale ha ricevuto anche un riconoscimento a livello nazionale: nel 2025 la città ha ottenuto una menzione speciale del Premio Chiara Lubich per la fraternità, per le iniziative sviluppate all’interno del percorso Città per la Fraternità. Chi desidera partecipare alla “Cena fraterna” può prenotare entro il 17 gennaio ai numeri 336 636141 o 348 0687506. L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza, per vivere una serata di condivisione e contribuire concretamente a rafforzare il tessuto solidale della comunità tolentinate.   Un ringraziamento speciale va all’Unione Montana Monti Azzurri, a Pasta di Camerino, al ristorante Bellini e ad Annavini per il supporto all’iniziativa.

15/01/2026 10:00
"Parcheggi soppressi per i lavori a Rampa Zara, servono nuovi stalli": il Comitato scrive al Comune

"Parcheggi soppressi per i lavori a Rampa Zara, servono nuovi stalli": il Comitato scrive al Comune

"Da mesi cerchiamo risposte dall'amministrazione": con queste parole il Comitato Civico Centro Storico di Macerata torna a farsi sentire sul tema dei parcheggi riservati ai residenti.  Nella mattinata di oggi è stata inviata una nuova Pec al sindaco e al comandante della polizia locale. Nel documento, il Comitato segnala che "a causa dei lavori di rifacimento dei marciapiedi di Rampa Zara sono stati momentaneamente soppressi numerosi stalli di sosta riservati ai residenti", chiedendo all'amministrazione se vi sia "l'intenzione di individuare soluzioni alternative per garantire il recupero, almeno temporaneo, dei parcheggi". Tra le ipotesi indicate nella comunicazione ufficiale figurano "piazza della Libertà", "piazza Vittorio Veneto" e "il piazzale antistante Rampa Zara di fronte al locale La Gramaccia", individuati dal Comitato come possibili aree dove ricollocare gli stalli soppressi. Nella stessa Pec viene evidenziato, inoltre, come non sia mai arrivata risposta a una precedente segnalazione: "Non avendo mai ricevuto risposta alla nostra Pec del 9 ottobre scorso - si legge – nella quale chiedevamo il ripristino dei dieci stalli gialli soppressi in largo Beligatti, chiediamo cortesemente che venga risolta anche la suddetta situazione". In attesa di riscontri ufficiali, il Comitato Civico Centro Storico allarga il discorso alla vivibilità complessiva del centro, osservando come "sia sotto gli occhi di tutti che il centro storico si riempie di persone quando la Ztl è attiva". Un dato che, secondo i residenti, emerge "sia che vi siano eventi in corso, sia che l’unica attrattiva sia quella tradizionale delle vetrine illuminate ed aperte. Preannunciamo dunque, come Comitato Civico Centro Storico, che organizzeremo un dibattito aperto alla cittadinanza su residenza, commercio, viabilità e prospettive per il futuro del centro storico della città di Macerata".

13/01/2026 15:30
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione: Un Pilastro della Sicurezza sul Lavoro in Italia

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione: Un Pilastro della Sicurezza sul Lavoro in Italia

Il ruolo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) rappresenta un elemento centrale nella tutela della Salute e Sicurezza dei Lavoratori all’interno delle aziende italiane. Istituito formalmente con il Decreto Legislativo 81/2008, questo incarico ha radici legislative che risalgono al 1994, quando il recepimento delle direttive europee ha segnato un salto di qualità nella normativa italiana. L’RSPP, nominato dal Datore di Lavoro, possiede competenze tecniche e organizzative specifiche e svolge una funzione consulenziale fondamentale nella valutazione e gestione dei rischi, collaborando con medici competenti e rappresentanti dei Lavoratori. La normativa definisce chiaramente le responsabilità, i requisiti formativi e le modalità di svolgimento dell’incarico, sottolineando il ruolo imprescindibile del Datore di Lavoro come garante della sicurezza.  La Genesi e la Funzione dell’RSPP L’istituzione del ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è stata sancita in Italia prima con il Decreto Legislativo n. 626 del 19 settembre 1994, un provvedimento che ha recepito importanti direttive europee mirate a migliorare la Sicurezza sul Lavoro. Successivamente, il D.Lgs. 81/2008 ha rappresentato il punto di riferimento normativo attuale, regolando in modo più dettagliato le competenze e le responsabilità di questa figura. L’RSPP è designato dal Datore di Lavoro e può essere una persona interna all’azienda, un consulente esterno o, in alcuni casi, lo stesso Datore di Lavoro. Il suo compito principale consiste nel coordinare il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP), ossia l’insieme delle risorse umane e tecniche impiegate per prevenire rischi professionali e tutelare la salute dei Lavoratori. La nomina è obbligatoria e non può essere delegata, conferendo all’RSPP un ruolo strategico nella gestione della sicurezza. Compiti e Collaborazioni Strategiche Le mansioni affidate a questa figura sono molteplici e spaziano dall’identificazione e valutazione dei fattori di rischio fino all’individuazione di misure preventive idonee a garantire ambienti di lavoro salubri e sicuri. L’RSPP elabora procedure di sicurezza, propone programmi formativi per i Lavoratori e partecipa attivamente alle consultazioni in materia di tutela della salute sul luogo di lavoro. Importante è la collaborazione con il Medico Competente e il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), soprattutto durante le fasi di stesura del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), strumento essenziale per monitorare e gestire i pericoli presenti nell’ambiente lavorativo. La presenza di questi attori consente un approccio multidisciplinare e condiviso nella prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. A commentare questo passaggio è il Sig. Raffaele Poleo, RSPP e Formatore sulla Sicurezza, professionista che in GDM – nota azienda del campo medicina del lavoro a Torino (https://www.gdmsanita.it/) - si occupa anche dell’analisi del fabbisogno delle imprese che richiedono supporto, proponendo soluzioni personalizzate sulla base della reale situazione aziendale. Poleo evidenzia come la collaborazione tra RSPP, Medico Competente e RLS sia determinante per garantire un approccio realmente efficace alla prevenzione: «Un Documento di Valutazione dei Rischi costruito in modo accurato richiede un confronto costante tra tutte le figure della sicurezza, perché solo così si individuano misure realmente applicabili in azienda». Allo stesso tempo, sottolinea il valore della consulenza personalizzata: «Ogni contesto produttivo presenta criticità differenti, e il compito dell’RSPP è aiutare il Datore di Lavoro a riconoscerle e ad affrontarle con strumenti mirati». Responsabilità e Limiti Normativi Nonostante l’RSPP svolga un ruolo cruciale nella Prevenzione, la legge lo configura come un consulente che agisce in posizione di neutralità e senza poteri decisionali diretti. La responsabilità ultima per l’attuazione delle misure di Sicurezza resta in capo al Datore di Lavoro, così come a Dirigenti e Preposti, i quali sono investiti di una posizione di garanzia normativa. La giurisprudenza ha più volte ribadito che l’RSPP non può essere considerato un garante della sicurezza, ma il suo lavoro di consulenza è fondamentale per fornire al Datore di Lavoro le competenze necessarie a rispettare gli obblighi di legge. Tuttavia, in alcuni casi, la magistratura ha ipotizzato forme di responsabilità concorrente anche per l’RSPP, qualora si riscontrino omissioni gravi nella prevenzione degli infortuni e nell’espletamento dei compiti previsti nell’articolo 33 del D.Lgs 81/08 e  s.m.i.. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito che, pur riconoscendo l’importanza della qualifica di RSPP, la responsabilità principale ricade sul Datore di Lavoro, il quale mantiene il dovere giuridico di elaborare e attuare le misure di prevenzione, avvalendosi dei contributi tecnici del responsabile del servizio. Requisiti Formativi e Aggiornamento Professionale Per assumere la carica di RSPP è richiesto un titolo di studio non inferiore al diploma di scuola secondaria superiore, accompagnato dal superamento di corsi di formazione specifici, articolati in tre moduli: A, B e C. Il modulo A, della durata di 28 ore, fornisce una panoramica generale sulle normative e i concetti base relativi ai rischi sul lavoro, fungendo da prerequisito per i moduli successivi. Il modulo B, invece, approfondisce le tematiche specifiche in relazione ai diversi settori produttivi, definiti secondo la classificazione ATECO, e dura circa 48 ore. Alcuni settori, come agricoltura e pesca o industria chimica, prevedono integrazioni formative dedicate. Il modulo C, riservato esclusivamente agli RSPP, si concentra sui rischi di natura psicosociale, ergonomica e organizzativa. La normativa prevede esenzioni per i laureati in discipline specifiche. Per mantenere la qualifica, è obbligatorio un aggiornamento quinquennale pari a 40 ore, al fine di garantire l’adeguamento alle evoluzioni normative e tecniche. Il Datore di Lavoro e l’Assunzione Diretta dei Compiti di Prevenzione In alcune realtà aziendali, il Datore di Lavoro può assumere direttamente le responsabilità proprie del servizio di prevenzione, soprattutto nelle piccole imprese artigianali, agricole e della pesca con un numero limitato di dipendenti (fino a 30 o 20, a seconda del settore). Tale possibilità esclude però specifici ambiti ad alto rischio, come le industrie chimiche, le centrali termoelettriche o le strutture sanitarie di grandi dimensioni. Il Datore di Lavoro che decide di svolgere personalmente questo incarico deve seguire un percorso formativo con una durata minima di 16 ore e massima di 24 ore, adeguato ai rischi presenti nel contesto lavorativo e al settore produttivo in cui ricade l’azienda. Anche in questi casi, è prevista una formazione continua di aggiornamento.  

13/01/2026 11:30
Ricostruzione post-sisma: il nuovo Ipsia "R. Frau" di San Ginesio pronto a riaprire a settembre (VIDEO)

Ricostruzione post-sisma: il nuovo Ipsia "R. Frau" di San Ginesio pronto a riaprire a settembre (VIDEO)

Questa mattina il Direttore Generale di Andrea Bocelli Foundation, Laura Biancalani, e il Commissario Straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, Guido Castelli, hanno fatto visita al cantiere del nuovo Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato "R. Frau" di San Ginesio, per verificare da vicino lo stato di avanzamento dei lavori e condividere con la comunità locale le prossime tappe del progetto. I lavori procedono secondo cronoprogramma e il nuovo complesso scolastico è destinato ad aprire le proprie porte agli studenti a partire dal prossimo settembre, restituendo al territorio un presidio educativo strategico per la formazione tecnica e professionale delle giovani generazioni. Una fase decisiva dunque di un progetto che rappresenta una iniziativa pilota a livello nazionale per l’approccio innovativo che unisce pubblico e privato in un modello collaborativo fondato su co-programmazione, co-progettazione e co-esecuzione. Su incarico del Commissario per la Ricostruzione, Andrea Bocelli Foundation opera come progettista e project manager, attraverso il proprio team multidisciplinare, lavorando in stretta sinergia con gli uffici commissariali, con il Comune di San Ginesio e con la scuola. Con l’istituto, in particolare, è stato avviato fin dalle prime fasi un percorso di progettazione partecipata che ha coinvolto il corpo docente tramite incontri dedicati e visite in cantiere, un dialogo che prosegue tuttora nella definizione degli allestimenti e degli spazi educativi. L’edificio scolastico, che sorge su una superficie di oltre 2.000 metri quadrati, è stato pensato come un complesso moderno e antisismico, dotato di impianto fotovoltaico da 40 kWp e certificato in classe IV, ovvero costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche. Tre blocchi adiacenti, vere e proprie “scatole della scienza”, ospiteranno attività scolastiche, laboratoriali, sportive e ludico-creative, anche all’aperto, con spazi flessibili, inclusivi e funzionali ai diversi stili di apprendimento. L’IPSIA “R. Frau” di San Ginesio si configura come un laboratorio permanente di ricerca e innovazione nell’ambito della Vocational Education and Training, con laboratori professionali dedicati ai percorsi di Industria e artigianato per il Made in Italy e Manutenzione e assistenza tecnica. Corridoi e spazi comuni diventeranno naturali estensioni delle aule, pensati non come ambienti di passaggio ma come luoghi di dialogo, progetto e co-costruzione di competenze, in costante relazione con il tessuto produttivo locale. In questa prospettiva, l’Istituto punta a diventare un motore di sviluppo territoriale, investendo sui giovani e sul rilancio delle eccellenze italiane. Dal punto di vista tecnico e finanziario, l’intervento rientra nell’Ordinanza Speciale n. 9 del 2021 e prevede un investimento complessivo pari a 9.135.755,38 euro. Il finanziamento originario, pari a 7.453.035,50 euro, è stato successivamente integrato per adeguare il quadro economico al progetto approvato in Conferenza dei Servizi e al livello esecutivo validato. Una quota pari a 826.194,60 euro è destinata a progettazione, direzione lavori e sicurezza ed è stata donata da Andrea Bocelli Foundation, mentre la restante parte è coperta dalla contabilità speciale della Struttura Commissariale. «Per Andrea Bocelli Foundation – ha commentato Laura Biancalani, Direttore Generale della Fondazione – San Ginesio rappresenta un tassello essenziale di un percorso che portiamo avanti da anni nelle Marche. Con questo intervento vogliamo contribuire a creare un ambiente educativo bello, sicuro e generativo, in cui ragazze e ragazzi possano formarsi e prepararsi al futuro professionale restando legati alla propria comunità. È il segno di un impegno che va oltre l’emergenza». «La ricostruzione post-sisma significa restituire prospettive, lavoro e fiducia alle comunità colpite – dice il Commissario Straordinario Guido Castelli – Il nuovo IPSIA “R. Frau” è un esempio concreto di collaborazione pubblico-privato capace di generare interventi di alta qualità, mettendo al centro la formazione dei giovani e lo sviluppo dei territori dell’Appennino centrale. La formazione tecnica e professionale è una leva decisiva per il futuro delle aree colpite dal sisma, perché collega la scuola al lavoro. Scuole sicure, efficienti e di qualità offrono alle famiglie una prospettiva concreta di restare e rendono i territori più attrattivi, come sta avvenendo a San Ginesio, San Severino Marche e Camerino». L’intervento sull’IPSIA “R. Frau” si inserisce in un percorso più ampio che vede Andrea Bocelli Foundationimpegnata, dal sisma del 2016, in numerosi progetti di ricostruzione scolastica nelle Marche, tra cui la scuola media “Giacomo Leopardi” di Sarnano, la scuola primaria e dell’infanzia “E. De Amicis” di Muccia, l’ABF Hub Educativo 0-11 di Sforzacosta e l’Istituto “Ugo Betti” di Camerino. Nel quadro complessivo della ricostruzione del patrimonio scolastico post-sisma, nelle Marche sono previsti 225 interventi su edifici scolastici, per un importo totale di 720,21 milioni di euro. A livello di cratere sismico 2016-2017, sono programmati 455 interventi per un investimento di circa 1,5 miliardi di euro, confermando la scuola come priorità strategica per la rinascita dei territori.

12/01/2026 16:50
Tutto quello che devi sapere per entrare nel mondo del gaming online

Tutto quello che devi sapere per entrare nel mondo del gaming online

Negli ultimi dieci anni il gaming online è esploso, diventando un fenomeno globale che coinvolge persone di ogni età — non più solo adolescenti chiusi in camera con la console. Dai battle royale adrenalinici ai mondi virtuali sconfinati da esplorare con calma, il panorama del gioco online è incredibilmente vario e in continua evoluzione. Tuttavia, è anche un mondo denso e complesso, con molto da scoprire. Se sei pronto a tuffarti nell’azione, ecco una guida completa su cosa ti serve, dove giocare e come farlo in sicurezza. Una panoramica generale sul gaming online Il gaming online comprende qualsiasi gioco che connette più persone tramite Internet. Le principali categorie includono: - Giochi multiplayer per PC o console (es. battle royale, MOBA, giochi di squadra) - Giochi mobile (strategie in tempo reale, realtà aumentata, casual game) - Giochi da browser (rompicapo, bingo o slot digitali) Nel 2024 in Italia i videogiocatori attivi erano 14 milioni, e la cifra è in costante crescita. La community è estremamente variegata: da team di professionisti agli appassionati che si rilassano con una partita nel fine settimana. L’attrezzatura essenziale per giocare online Per iniziare ti serviranno alcuni elementi fondamentali: Dispositivo di gioco - PC: una scheda grafica moderna (come la NVIDIA RTX 30 o AMD RX 6000) e almeno 16 GB di RAM garantiscono prestazioni fluide. - Console: PlayStation 5, Xbox Series X/S o Nintendo Switch offrono un’esperienza più immediata e user-friendly. Schermo e audio - Monitor o TV: punta a un refresh rate di almeno 120 Hz e una bassa latenza di input. - Cuffie con microfono: indispensabili per coordinarti con gli altri giocatori e immergerti nell’audio del gioco. Controller e periferiche - Mouse e tastiera (PC): scegli modelli ergonomici per ridurre l’affaticamento. - Gamepad: i controller ufficiali o “pro” garantiscono una maggiore precisione. Connessione e comfort - Internet: una connessione via cavo Ethernet o un router Wi-Fi 6 stabile riducono al minimo lag e disconnessioni. - Postazione: una sedia ergonomica e una scrivania regolabile aiutano a mantenere una buona postura durante le sessioni lunghe. Le principali piattaforme di gioco online Ogni piattaforma ha caratteristiche uniche e vantaggi specifici: - Steam (PC): enorme libreria di titoli, community attiva e sconti frequenti. - PlayStation Network: giochi esclusivi, supporto cross-play, e vantaggi con PlayStation Plus. - Xbox Live / Game Pass: accesso a centinaia di titoli con un abbonamento mensile, possibilità di cloud gaming, e ottime funzioni social. - Nintendo Switch Online: offre titoli classici gratuiti (NES, SNES) e modalità multiplayer, anche se con meno servizi rispetto ai concorrenti. Prima di scegliere, confronta i benefici inclusi negli abbonamenti (giochi gratuiti mensili, salvataggi nel cloud, sconti esclusivi) e valuta su quale piattaforma prevedi di giocare di più. Sicurezza e aspetti legali del gaming online La sicurezza online è fondamentale, soprattutto per i giocatori più giovani. Ecco alcune buone pratiche: - Impostazioni di privacy: limita chi può aggiungerti agli amici o inviarti messaggi. - Password sicure e autenticazione a due fattori: proteggono i tuoi account da furti o accessi non autorizzati. - Acquisti in-game: imposta limiti di spesa o disattiva gli acquisti rapidi per evitare brutte sorprese. Dal punto di vista legale, l’Italia segue le norme europee sul Digital Services Act (DSA), che impongono alle piattaforme di monitorare meglio i contenuti e tutelare gli utenti da comportamenti abusivi o tossici. In sintesi Il mondo del gaming online è vasto, dinamico e sempre più accessibile. Con l’attrezzatura giusta, una buona connessione e un occhio alla sicurezza, potrai goderti un’esperienza divertente, sociale e coinvolgente — che si tratti di una competizione eSport o di una partita casual dopo il lavoro.  

12/01/2026 13:40
A Mogliano il presepe solidale di via Rossini unisce arte e beneficenza fino al 25 gennaio

A Mogliano il presepe solidale di via Rossini unisce arte e beneficenza fino al 25 gennaio

Fino al 25 gennaio sarà possibile ammirare il tradizionale presepe solidale di via Rossini a Mogliano, una realtà che da oltre dieci anni rappresenta un appuntamento molto sentito dalla comunità locale. L’iniziativa nasce dalla passione e dall’impegno dei coniugi Guido e Paola Ginobili, che ogni anno realizzano un presepe artistico capace di coinvolgere e stupire visitatori di tutte le età. L’allestimento è concepito come un vero e proprio villaggio, curato nei minimi dettagli, che fa da cornice alla scena centrale della Natività. Una delle particolarità più apprezzate è la possibilità per il visitatore di entrare all’interno del presepe, percorrendo il selciato e vivendo un’esperienza immersiva che rende la rappresentazione ancora più suggestiva e realistica. Come da consuetudine, il presepe non ha solo una valenza artistica e culturale, ma anche un importante significato solidale. Tutte le offerte raccolte durante il periodo di apertura saranno infatti interamente devolute alla missione boliviana di Suor Ermelinda, religiosa moglianese di origine, sostenendo così un progetto di aiuto concreto e continuativo che unisce Mogliano alla Bolivia nel segno della solidarietà.

12/01/2026 13:30
A Montefano ritorna il canto della Pasquella, tradizione folcloristica marchigiana tra Natale e Epifania

A Montefano ritorna il canto della Pasquella, tradizione folcloristica marchigiana tra Natale e Epifania

Oggi a Montefano è tornato il tradizionale canto della Pasquella, sospeso nel giorno classico dell’Epifania a causa della neve. La Pasquella montefanese è una tradizione folcloristica marchigiana legata ai canti di questua tra Natale e l’Epifania, in cui gruppi di cantori portano auguri di buon anno e in cambio ricevono doni come vino, cibi o piccole offerte. I versi, che spesso includono riferimenti locali e ringraziamenti, sono stati composti per Montefano dal Dottor Angelo Cristallini, che ha saputo unire in maniera straordinaria fede, folklore e memoria collettiva. I Pasquellanti del Coro Oddo Marconi hanno animato la mattinata esibendosi prima presso la casa di riposo locale, poi ad Osteria Nuova al termine della messa, e infine presso gli Studi biblici dei Frati Servi di Maria a Montefano. Questa giornata ha dimostrato come tali tradizioni di origine contadina continuino a vivere grazie all’impegno di chi le porta avanti con passione. Un segno importante per non dimenticare le radici culturali e storiche del territorio e per mantenere vivo un patrimonio di folklore e identità collettiva.

12/01/2026 10:00
EDITORIALE - "Viva il Venezuela di Maduro, contro l’imperialismo USA!"

EDITORIALE - "Viva il Venezuela di Maduro, contro l’imperialismo USA!"

Quel che è accaduto in questi giorni in Venezuela segna una svolta radicale nel quadro delle politiche imperialistiche della civiltà dell’hamburger: un vero e proprio salto di qualità senza precedenti. Maduro e la moglie sono stati rapiti da Washington. Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, ha vigliaccamente pubblicato sui suoi canali social una foto del presidente venezuelano bendato mentre veniva trasportato negli Stati Uniti d’America per essere processato da chi, per ironia della sorte, dovrebbe sedere al banco degli imputati e invece si erge vergognosamente a giudice del mondo intero. È un nuovo tassello dell’ideologia imperiale: la legittimazione del banditismo di Stato, del gangsterismo come prassi politica giustificata, ovviamente umanitaria e democratica. I soliti capita insanabilia del mainstream e dell’ordine mentale allineato a Washington vanno ripetendo che comunque “Maduro era un dittatore”: ebbene, chi lo ha stabilito e su quali basi? Il New York Times, la Casa Bianca? L’Unione europea, la Banca Centrale Europea o il Fondo Monetario Internazionale? Per noi Maduro è e resta un patriota socialista che ha gloriosamente resistito per anni al vile imperialismo neoliberale della civiltà del dollaro. Quand’anche Maduro fosse stato un dittatore, a che titolo e in nome di chi, con quale legittimità e sulla base di quali principi Washington è intervenuta aggredendo uno stato sovrano nazionale e rapendone il presidente nonché la consorte? Se non altro, ora Donald Trump ha definitivamente gettato la maschera: egli non è l’alternativa, ma parte integrante del problema, figurando come un legittimo continuatore delle infami politiche imperialistiche di Bush, di Obama e di Biden. Altro che redentore dell’umanità! Washington, con o senza Trump, resta il nemico principale sul piano geopolitico. Non è difficile prevedere il futuro in questo caso: verosimilmente verrà nominata nuova presidente del Venezuela la signora Machado, già premiata con il Nobel per la pace per la sua collaudata fedeltà all’ordine neoliberale sotto cupola atlantista. Con ciò, il Venezuela, da eroico stato resistente, diverrà l’ennesimo giardino di casa in Sudamerica della civiltà a stelle e strisce. L’essenziale sulla questione credo di averlo già evidenziato: l’eroico patriota socialista Maduro è stato rapito barbaramente da Washington in quanto resistente all’ordine mondiale a stelle e strisce e al neoliberismo, cosicché adesso la civiltà del dollaro potrà prendere il controllo del Paese e del suo petrolio. Desidero però richiamare l’attenzione sulla narrazione ideologica occidentale con cui si prova miserabilmente a giustificare l’impresa barbara della civiltà a stelle e strisce. Si dice anzitutto che Maduro era un dittatore e dunque meritava di essere rovesciato manu militari, come ha fatto Washington: lasciamo da parte la questione del “Maduro dittatore”, una falsità spudorata, se si considera che Maduro è stato eletto ben due volte democraticamente. E lasciamo anche da parte la questione penosa per cui oggi si dice dittatore chiunque risulti sgradito a Washington in quanto resistente alla sua dominazione. Soffermiamoci invece sulla modalità operativa con cui Washington ha agito: ammesso e non concesso che Maduro fosse un dittatore (e, come ho già detto, non lo era), su che basi ciò rende legittimo l’intervento imperialistico militare di Washington, violando palesemente il diritto internazionale e la sovranità dello Stato venezuelano? Chi ha mai dato mandato a Washington per ergersi a poliziotto del mondo e per arrogarsi il diritto di fare missioni umanitarie con bombardamenti etici e missili democratici? Altra questione da considerare: la narrazione ufficiale dice che il popolo venezuelano sta festeggiando la caduta di Maduro. Questa narrazione oscena si basa soltanto sulla realtà mediatica occidentale, che ovviamente dà spazio solo a quanti stanno realmente festeggiando la caduta di Maduro: d’altro canto, se si presta fede alla narrazione mediatica, in Russia esistono solo oppositori di Putin, in Ucraina solo sostenitori del guitto di Kiev, come in Siria esistevano solo oppositori di Assad e a Cuba oppositori di Fidel. Gli sciocchi però si bevono questa narrazione e continuano a ripetere che il Venezuela festeggia la propria liberazione, cioè il proprio passaggio sotto la dominazione di Washington. Qualche cenno merita ancora il contegno osceno delle destre e delle sinistre europee. Quanto alle sinistre, esse condannano fermamente Maduro e insieme riconoscono la violazione del diritto internazionale compiuta da Washington: meglio che niente, certo, ma è ancora troppo poco, se si considera che le sinistre accettano miserabilmente la narrazione liberale secondo cui è dittatore chiunque non si pieghi a Washington e al verbo neoliberale. Lo ripeto ancora più forte: Maduro è stato un eroico patriota socialista che ha continuato la gloriosa linea di Chavez e dell’opposizione all’imperialismo neoliberale a stelle e strisce. Per quel che riguarda le destre, ancora più ignobile è il loro contegno: esse apertamente appoggiano il miserabile e vigliacco contegno di Washington, in quanto odiano Maduro perché socialista. Si autoproclamano astrattamente patriottiche e sovraniste e poi negano il diritto alla sovranità del Venezuela, appoggiando in maniera deplorevole l’interventismo imperialistico della civiltà del dollaro, alla quale sono mentalmente subalterne in tutto e per tutto. È il vecchio vizio del risibile postfascismo italiano, da Almirante a Fratelli d’Italia: dietro il loro patriottismo astratto si nasconde il più esasperato atlantismo, con annessa riduzione dell’Italia a semplice serva di Washington e delle sue nefandezze planetarie. Lo ribadiamo allora con enfasi: viva Maduro e il socialismo patriottico! Viva gli stati che resistono e si oppongono alla globalizzazione imperialistica sotto cupola atlantista!

11/01/2026 10:45
Abbondanza: preparare mente e corpo ad accoglierla

Abbondanza: preparare mente e corpo ad accoglierla

L’abbondanza tocca ogni sfera della vita: amore, salute, carriera, amicizia e prosperità economica. Deriva dal latino abundare ( ab + unda: da onda) ed evoca l’immagine di un fiume che infrange i suoi argini. Per attrarre questo flusso nella nostra vita, non serve inseguirlo con fatica, ma va accolto quando mente e corpo sono pronti ad ospitarlo come un dono naturale. Al centro di tutto c’è il sistema nervoso autonomo che orchestra l’arrivo dell’abbondanza quando corpo e mente si aprono. E’ lui che elimina i blocchi inconsci, facendo svanire le resistenze. Questo allineamento tra psiche e corpo ci permette di poter accogliere il flusso senza ostacoli. Siamo come un letto di un fiume: insicurezze, dubbi e credenze limitanti erigono delle dighe, deviando l’acqua vitale. La fiducia può dissolvere queste barriere, attivando il sistema nervoso autonomo. Così i nostri argini si allargano e l’abbondanza scorre libera, rigenerando ogni aspetto dell’esistenza. Noi scegliamo se aprire le porte all’amore, al successo e al denaro o se lasciarci bloccare da un sistema nervoso messo in allarme da preconcetti radicati. Credere nelle proprie capacità rimodella il cervello verso nuovi obiettivi, rendendoci ricettivi. Al contrario le insicurezze, spesso ereditate da traumi passati, scatenano adrenalina, facendoci chiudere in una spirale di timore che riesce a sabotare opportunità. Per prepararci all’abbondanza dobbiamo quindi eliminare quelle paure che generano un clima di scarsità percepita. Esistono quattro pratiche supportate da studi di psicologia positiva e mindfulness che tendono ad armonizzare il sistema nervoso rendendoci ricettivi alle opportunità: - Gratitudine quotidiana: segna ogni mattina tre cose per cui essere grato, rimodella il cervello verso l’abbondanza spostando l’attenzione dalla mancanza. - Scrivere nuove intenzioni con obiettivi chiari ed un programma di piccoli passi. Festeggia i progressi. - Allenarsi con la respirazione: ispira dal naso per quattro secondi gonfiando il diaframma, trattieni per quattro secondi ed espira dalla bocca per sei/otto secondi, svuotando completamente i polmoni. Ripeti per quattro volte. Questa pratica elimina tensioni e contrazioni. - Visualizzazioni. Mentre respiri in modo consapevole, immagina l’abbondanza come un flusso d’acqua che ricevi con gioia, sentendola nel corpo: l’amore come una carezza nel petto e il successo come una corrente vivace. L’abbondanza non arriva a caso, ma richiede una rivoluzione intima, pensieri liberi dal senso di “non sono abbastanza” ed un’apertura generosa verso i doni della vita. Gratitudine e apertura verso gli altri potenziano questo flusso, dissolvendo timori e blocchi mentali.

11/01/2026 10:20
L’arresto di Maduro: atto illegittimo oppure no? L'analisi dell'avvocato Pantana

L’arresto di Maduro: atto illegittimo oppure no? L'analisi dell'avvocato Pantana

Torna come ogni domenica la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana “Chiedilo all'Avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la vicenda relativa alla legittimità o meno dell’arresto del presidente venezuelano Maduro e della moglie a seguito del blitz statunitense. Di seguito l’analisi dell’avv. Oberdan Pantana. Il blitz ordinato da Trump in Venezuela per arrestare il presidente Nicolás Maduro e la moglie al fine di condurli sotto processo a New York suscita punti interrogativi a tutti coloro che credono nel diritto sovranazionale che non ammette intrusioni violente in uno Stato sovrano, neppure per catturare un latitante o esportarvi la democrazia. Gli Stati Uniti lo avevano già incriminato dal marzo 2020, quando il Grand Jury federale di Manhattan, un organo composto da dodici giurati che, in segreto e in assenza del difensore, aveva emesso un atto formale di accusa (indictment), ritenendo che esistessero prove sufficienti per processarlo e quindi lo aveva rinviato a giudizio con l'incriminazione formale di narco-terrorismo, cospirazione per l'importazione di cocaina e reati legati alle armi. Si tratta di reati federali e non statali e quindi il processo penale segue le leggi federali statunitensi. Ma, poco prima del Natale 2025, era stato depositato “sotto sigillo”, cioè segretamente presso la cancelleria del tribunale ma non accessibile al pubblico, alla stampa e, in alcuni casi, nemmeno all'imputato fino a una data specifica o al verificarsi di un evento (come l'arresto nel caso Maduro), un atto di accusa sostitutivo (superseding indictment), che è stato reso pubblico solo il giorno della cattura di Maduro e consorte, che ha aggiornato le accuse estendendole alla moglie e al figlio. Un giudice federale di New York ha poi emesso i mandati di cattura richiesti dal Dipartimento della giustizia U.S.A., per cui Maduro e moglie sono stati condotti in manette davanti al giudice del dibattimento per l'udienza di arraignment, in cui l'imputato compare davanti al giudice per la formale identificazione, ricevere lettura formale dei capi d'accusa contenuti nel rinvio a giudizio (indictment), essere informato dei propri diritti costituzionali, tra cui il diritto a un avvocato, dichiararsi colpevole o non colpevole (plea) e discutere eventualmente la cauzione (bail), ovvero decidere se l'imputato può essere rilasciato in attesa del processo o deve restare in custodia. Maduro e moglie si sono dichiarati “non colpevoli”, lamentando di essere stati illegalmente sequestrati, pur essendo lui il presidente del Venezuela. Il giudice ha replicato che ci sarà modo di valutare la legittimità del loro arresto e ha rinviato l'udienza al 17 marzo. A tal proposito, sebbene l'arresto di Maduro e moglie in Venezuela sia considerato da molti una violazione del diritto internazionale e della sovranità statale, invece, secondo la giurisprudenza statunitense, ciò non impedisce la prosecuzione del processo. La giurisprudenza della Corte suprema federale degli Stati Uniti sostiene che la giurisdizione di un tribunale penale su un imputato non è compromessa dal fatto che egli sia stato portato davanti alla Corte in modo illegale o forzato. Si tratta della “dottrina Ker-Frisbie”, basata su precedenti sentenze fondamentali della Corte suprema federale, utilizzate finora per giustificare la detenzione e il processo di Maduro. Il primo caso, Ker v. Illinois (1886), in cui la Corte stabilì che l'imputato, seppur portato contro la sua volontà negli U.S.A., non poteva contestare la giurisdizione del tribunale basandosi sull'illegalità della sua cattura. Il secondo è il caso Frisbie v. Collins (1952), in cui la Corte riaffermò il principio, dichiarando che il “giusto processo” è soddisfatto se l'imputato riceve un processo equo dopo essere stato informato delle accuse, indipendentemente dal metodo usato per portarlo in aula. È sulla base di questi precedenti che il giudice di New York ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dalla difesa di Maduro. In altre parole, sebbene la cattura in Venezuela possa costituire una violazione della sovranità internazionale, per la legge interna statunitense il tribunale ha pieno potere di procedere con il giudizio. Si tratta della nota teoria del “male captum, bene retentum”, “catturato male, ma trattenuto bene”, circostanza, pertanto, che verosimilmente porterà alla prosecuzione del processo nei confronti del presidente venezuelano Maduro e della moglie. Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

11/01/2026 09:55
Inaugurata la Palestra della Libertà a Matelica: nuovo palasport per basket e volley

Inaugurata la Palestra della Libertà a Matelica: nuovo palasport per basket e volley

Sono passati 672 giorni da quel 24 marzo 2024, giorno del match di lusso per la Halley Matelica contro la Virtus Roma, giorno in cui venne annunciato il via ai lavori in vocabolo Felceto per la realizzazione del nuovo palasport di Matelica. Oggi, anche se la Vigor ha avuto l’onore di inaugurarlo “informalmente” con il match casalingo dello scorso 21 dicembre contro Canosa, la Palestra della Libertà è a tutti gli effetti il nuovo punto di riferimento per il basket e il volley della città. Un palasport “uno e trino”, visto che la struttura si compone di tre “sale”, due delle quali già aperte e fruibili a tutti gli effetti: la sala secondaria, quella da 585 posti che ospiterà le partite casalinghe, oltre che della Vigor, anche della Thunder (fresca vincitrice della Coppa Italia di Serie A2 femminile), dei Gladiatores (la società di basket maschileche milita in Divisione regionale 2) e del Matelica Volley, e il campo d’allenamento a supporto dei due principali. Ancora da ultimare invece la sala principale, quella in cui sorgerà un campo da circa 1000 posti, e poi ci sono spogliatoi, uffici, bar e tutto quanto necessario per rendere la struttura più che un palasport, una vera cittadella. È stata una vera festa quella a contorno del taglio del nastro, che ha visto partecipare autorità, rappresentanti delle quattro società sportive, tifosi e semplici curiosi. Tutti insieme per festeggiare la nuova casa dello sport matelicese. «Credevo che la mia emozione si fosse esaurita il 21 dicembre quando abbiamo giocato la nostra prima partita su questo campo e invece non è così. Ed è bello vedere il palas pieno anche oggi – ha evidenziato Monica Sonaglia, presidente della Vigor, che ha aperto la sequenza degli interventi dopo il taglio del nastro – oggi non inauguriamo solo un altro palasport. Ma un luogo che nasce per essere condiviso da tutta la comunità. Una visione di un’azienda che ha deciso di investire in maniera importante qui, sul territorio. Un investimento non solo economico, ma una scelta di responsabilità, una scelta per il territorio e per i giovani, la stessa azienda che sostiene tutto il basket matelicese e non solo. Tutti noi crediamo in uno sport che non esclude ma unisce, che non fa differenze ma getta ponti. Qui si festeggeranno vittorie e si digeriranno sconfitte, ma quello che conta sono i valori che si coltiveranno. Un grazie di cuore ad Halley Informatica e spero sia sempre pieno di valori e fair play, che lo sport sia strumento di crescita per la comunità». Presenti ovviamente anche i presidenti delle altre tre società, Euro Gatti per la Thunder, Enea Luzi per i Gladiatores e Gabriella Mariotti e Cristina Mieli per il Matelica Volley. E poi, ovviamente, il presidente di FIP Marche, Maurizio Biondini: «Oggi penso a quante poche volte si tagliano nastri per nuovi impianti – ha evidenziato Biondini – le situazioni economiche consentono raramente alle amministrazioni pubbliche di realizzare nuove strutture in autonomia. Per cui fare un plauso alla famiglia Ciccolini è il minimo. Questo è un regalo non alla città, ma a tutte le Marche e un regalo che rimarrà per tanto tempo, per decine di anni, in ricordo alla mentalità di imprenditori illuminati come Giovanni e la sua famiglia». Non sono voluti mancare anche Massimo Protani, presidente di Lega Basket Femminile, e un’istituzione della pallacanestro italiana come Roberto Brunamonti, coordinatore delle squadre nazionali giovanili femminili. E poi Fabio Luna, presidente del CONI Marche, che ha ricordato della sua prima visita a quello che, nel 2023, era solo un opificio dismesso e ha donato una bandiera con i cinque cerchi olimpici che sarà affissa all'interno della struttura. «Ho visto i primi passi di questo impianto ormai tre anni fa – ha ricordato Luna – venimmo qui con il presidente Malagò per vedere il progetto che stava prendendo forma. A volte su proposte come queste pensiamo che siano solo sogni, ma quel giorno il presidente Malagò capì subito che non era questo il caso. Mi chiese di seguire da vicino tutto l’iter, abbiamo fatto del nostro meglio per facilitarne la realizzazione e vedere una struttura del genere completata da un privato è rarissima. Malagò si è preso l’impegno che appena sarà nelle Marche verrà a visitarla». Non potevano mancare le istituzioni, a partire dal sindaco Denis Cingolani, parte più che attiva nella realizzazione della Palestra della Libertà. «Questo è un momento storico per la nostra città ma soprattutto per i tanti ragazzi che portano il nome della nostra Matelica – ha rimarcato il primo cittadino – tre anni fa iniziai a parlare della necessità di avere un palasport capace di ospitare le realtà sportive del nostro territorio. E un imprenditore ha raccolto la sfida trasformandola da sogno a realtà. Tutti noi dobbiamo fare un grande applauso a Giovanni Ciccolini: so che a lui non piace, ma non possiamo fare a meno di ringraziare lui, tutta la famiglia e la sua azienda: senza di loro non saremmo qua oggi. È stata scritta una pagina importante per la città di Matelica, dando una speranza ai nostri giovani di poter eccellere in Italia e, perché no, nel mondo. Ricordo quando Luna venne qui con Malagò e questo era ancora un opificio industriale. Forse ci avrà preso per matti all’epoca, ma il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti». «Quanto avvenuto qui è qualcosa di unico – ha fatto il consigliere regionale Renzo Marinelli – sono qui in rappresentanza del presidente Francesco Acquaroli, che mi ha detto che vorrà venire a vedere il palasport appena possibile perché un’azienda che investe in questa maniera sul territorio, sul sociale è qualcosa di straordinario. Un segnale importante, che porterò come esempio in tutta la regione». In chiusura, prima della benedizione a cura di don Ruben Bisognin, la direttrice di Halley Informatica, Laura Brugnola, ha raccontato genesi e futuro della Palestra della Libertà: «Partimmo da una richiesta insistente dell’allora sindaco Massimo Baldini: per lui era importantissimo dare un palasport adeguato alla città e alle sue realtà che crescevano – ha ribadito Brugnola – si era partiti dall’idea di un partenariato 50-50 tra Halley e Comune, da qui ci siamo mossi con le prime valutazioni. Poi si è visto che per le amministrazioni comunali c’erano troppe incombenze a livello di costi e burocrazia e quando l’ingegner Sabatucci ci segnalò questa struttura dismessa, che ci consentiva di non partire proprio da zero, ci siamo rimessi al tavolo. A quel punto abbiamo capito che, diminuendo i costi iniziali, avremmo potuto realizzare tutta la struttura in autonomia con i soldi che avevamo stanziato per la nostra parte. Era l’11 febbraio 2023, avevamo appena acquistato l’edificio in cui siamo oggi e siamo venuti qui col presidente del CONI Giovanni Malagòillustrandogli progetto. Un anno dopo siamo partiti coi lavori e oggi eccoci qua. Cosa vogliamo fare da qui in avanti? In primis dobbiamo finire il campo principale. E poi vogliamo riservare spazi alla pallavolo e altri per organizzare iniziative culturali e musicali. Ovviamente anche io ringrazio Giovanni Ciccolini, anche con il palas ci ha fatto vedere che i suoi insegnamenti sono sempre efficaci. Il primo e più importante che ci ha dato è che tutto è possibile, anche trasformare un capannone in un palazzetto. L’importante è avere una visione, un obiettivo da raggiungere, poi la strada di trova. Sporcandosi le mani in prima persona, come ha fatto lui».

10/01/2026 19:10
Pieve Torina: il percorso Kneipp come simbolo di questo inverno nevoso

Pieve Torina: il percorso Kneipp come simbolo di questo inverno nevoso

Il Sentiero delle Acque di Pieve Torina è stato protagonista su Repubblica, il Messaggero e altre testate giornalistiche nazionali di rilievo. «Tutto ciò è indice di quanto il nostro territorio sia entrato nei circuiti dell’informazione» sottolinea il sindaco Alessandro Gentilucci. "Il fatto che diversi media nazionali abbiano scelto come simbolo di un inverno eccezionalmente freddo la fotografia del percorso kneipp innevato è frutto di un percorso programmaticoche sta dando grandi risultati". "La nevicata di questi giorni" prosegue Gentilucci "ci ha spinto a prorogare per il fine settimana l’apertura del Paese dei Balocchi, che tanto successo ha riscosso durante le festività natalizie in termini di presenze turistiche. Sarà quindi possibile godere oggi e domani dell’illuminazione e degli addobbi natalizi del percorso kneipp, ma, soprattutto, immergersi nella magica atmosfera dell’inverno a Pieve Torina che, finalmente, ci ha regalato tanta neve".

10/01/2026 17:16
La piramide americana si capovolge: cosa dicono davvero le nuove linee guida USA (e perché, sotto sotto, parlano anche “mediterraneo”)

La piramide americana si capovolge: cosa dicono davvero le nuove linee guida USA (e perché, sotto sotto, parlano anche “mediterraneo”)

Negli Stati Uniti sono state pubblicate nuove linee guida alimentari, che stanno facendo discutere soprattutto per la loro immagine simbolo: una piramide “capovolta”. A colpo d’occhio sembra un invito a mettere al centro proteine, latticini e grassi “sani”, con i cereali integrali relegati più in basso. Letta con attenzione, però, l’idea di fondo è concreta: riportare i pasti su alimenti riconoscibili e poco trasformati, e ridurre la dipendenza dai prodotti ultra-processati, ricchi di zuccheri, farine raffinate e sale. Il messaggio “mangiare cibo vero” si traduce in scelte quotidiane semplici: verdure e frutta, legumi, uova, pesce, carne non lavorata, yogurt naturale, formaggi essenziali, frutta secca, semi, olio d’oliva, cereali integrali. La novità più evidente è l’enfasi sulle proteine, con un intervallo suggerito piuttosto alto e l’invito a distribuirle nei pasti. Può essere utile per preservare massa muscolare con l’età, sostenere chi fa attività fisica o migliorare la sazietà durante un dimagrimento ben impostato. Ma “più proteine” non significa automaticamente “più carne”: tra le opzioni vengono valorizzate anche le proteine vegetali (legumi, soia, frutta secca e semi), e il fabbisogno resta personale, legato a salute, età, attività e terapie. Anche i latticini vengono rilanciati, spesso nella versione intera ma senza zuccheri aggiunti, mantenendo un equilibrio sui grassi saturi. Latte e formaggi possono avere spazio, ma vanno inseriti in un quadro coerente, soprattutto per chi ha colesterolo LDL elevato o rischio cardiovascolare. Sul fronte carboidrati, i cereali non vengono eliminati: vengono “selezionati”. L’accento è su integrali e fibra, mentre si scoraggiano prodotti raffinati e snack che facilitano un consumo automatico di calorie con poca sazietà. Sugli zuccheri aggiunti il tono è netto: non sono necessari e conviene tenerli il più bassi possibile, a partire da bibite e dolci frequenti. L’alcol non è più accompagnato da soglie “consigliate”: resta un invito a ridurlo, con alcune situazioni in cui è meglio evitarlo del tutto. Ed è proprio qui che il confronto con la dieta mediterranea diventa più interessante. Nonostante la piramide “invertita”, i punti in comune sono numerosi: centralità di frutta e verdura, uso dell’olio d’oliva, legumi e frutta secca, alimenti poco processati, cucina semplice e regolarità dei pasti. La differenza principale è l’enfasi più marcata su proteine e latticini, e una comunicazione che rischia di essere letta in modo troppo letterale. Se invece la interpretiamo come un invito a migliorare la qualità del piatto, l’idea pratica diventa molto mediterranea: cinque porzioni al giorno di frutta e verdura, quota proteica adeguata (anche vegetale), grassi buoni, fonti di carboidrati scelte bene e in porzione adatta, dolci e bevande zuccherate come eccezione e non come routine. Per chi vive con lavoro, figli e spesa veloce, la domanda resta: “Da dove comincio?”. La risposta può essere piccola e realistica: aggiungere una verdura in più al pranzo, scegliere yogurt naturale, legumi due o tre volte a settimana, pane integrale, ridurre le bibite. Le linee guida alimentari cambiano, le piramidi alimentari si capovolgono, ma il punto che resta stabile è questo: quando la base dell’alimentazione è fatta di cibo semplice e riconoscibile, il corpo tende a ringraziare, spesso in silenzio, con energia più stabile, appetito più gestibile e parametri che nel tempo migliorano. E se un’indicazione non sembra adatta a voi – per salute, età, terapia o storia personale – non è un fallimento: è il segnale che la nutrizione, prima di essere una piramide, è una cura su misura.

10/01/2026 16:35
Legge Bilancio 2026: superbonus e contributi potenziati, novità da 1,3 miliardi per i 5mila cantieri del sisma

Legge Bilancio 2026: superbonus e contributi potenziati, novità da 1,3 miliardi per i 5mila cantieri del sisma

Superbonus al 110% più contributi potenziati, fino al 100%. È il doppio regime di sostegni alla ricostruzione delle zone terremotate che prende forma dopo la Legge di Bilancio 2026. Questo regime interesserà principalmente il Centro Italia (dove c’erano 5mila cantieri a rischio blocco in assenza di strumenti di cessione dei crediti), ma non solo. Alla ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 2016 andrà la gran parte dei fondi previsti dalla legge di Bilancio: 1,3 miliardi su poco più di 1,6 miliardi. Il resto sarà destinato ad altre zone: circa 200 milioni all’Abruzzo e poco più di 60 milioni all’Emilia-Romagna. Coinvolti saranno anche Ischia, Campobasso e Catania. Il primo regime attivo per il 2026 è quello introdotto dal decreto Omnibus (Dl 95/2025) qualche mese fa. Questo provvedimento ha prorogato il superbonus al 110% per le spese relative agli interventi sugli immobili colpiti dal sisma in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, purché le istanze di concessione dei contributi pubblici siano state presentate dopo il 30 marzo 2024. Rimane così possibile usare la cessione del credito e lo sconto in fattura. Si tratta, di fatto, dell’ultima finestra disponibile per il 110%. A questo si affianca un secondo regime, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 (comma 616 dell’articolo 1), dopo un lungo lavoro di limatura. Questo nuovo intervento riguarda le istanze presentate prima del 30 marzo 2024, per le quali non era più disponibile la cessione dei crediti. Per evitare un ulteriore allungamento degli strumenti di trasferimento dei bonus, insostenibile per il Governo, è stato introdotto un meccanismo diverso: un contributo aggiuntivo che si somma a quello già previsto per la ricostruzione. In sintesi la legge di Bilancio proroga i sostegni agli interventi di ricostruzione del Centro Italia con istanza presentata prima del 30 marzo 2024, ma anziché reintrodurre la cessione dei crediti, attiva una nuova forma di contribuzione. Per i terremoti successivi al 1° aprile 2009, nei territori con stato di emergenza, i Commissari straordinari possono riconoscere un incremento del contributo per la ricostruzione, che coprirà le spese eccedenti il contributo base (per le istanze entro il 31 dicembre 2024) fino al 100% del costo degli interventi, generando così una sorta di superbonus al 100%. Saranno escluse dal contributo le unità immobiliari costruite in violazione delle norme urbanistiche, edilizie o di tutela paesaggistico-ambientale, salvo sanatoria. La manovra stanzia complessivamente poco più di 1,6 miliardi, di cui 1,3 miliardi destinati al Centro Italia, coprendo i circa 5mila cantieri rimasti esclusi dalla proroga del superbonus. Per gli altri territori: Abruzzo 215 milioni, Emilia-Romagna 61,41 milioni, Catania 12,10 milioni, Campobasso 3,9 milioni, Ischia 0,26 milioni. Il riparto materiale delle risorse sarà stabilito con un successivo provvedimento. (Fonte: Il Sole 24 ore)

09/01/2026 18:00
Santa Cassella premiata: il Cardinal Bonaccorso Riserva unico rosso maceratese nella guida 2026

Santa Cassella premiata: il Cardinal Bonaccorso Riserva unico rosso maceratese nella guida 2026

Il Colli Maceratesi rosso Cardinal Bonaccorso Riserva, dell’azienda vinicola potentina Santa Cassella, è l’unico vino rosso maceratese inserito tra le eccellenze della nuova guida 2026 “Le Marche nel bicchiere”. La storica cantina, attiva dal 1700 e tutt’ora gestita dagli eredi Bonaccorsi, ha infatti ottenuto il prestigioso grappolo e picchio, simbolo dei vini di eccellenza marchigiani, all’interno di quella che è diventata, nel corso di 18 edizioni, una vera e propria Bibbia enologica regionale, edita dall’Associazione Italiana Sommelier in collaborazione con Regione Marche e Amap. Il cospicuo palmarès di premi regionali e nazionali della Santa Cassella, costituito sino ad ora da vini bianchi, si arricchisce così di un primo vino rosso, a dimostrazione dell’evoluzione qualitativa dell’azienda di Potenza Picena e, più in generale, della crescita del settore enologico marchigiano. Il riconoscimento di eccellenza è stato consegnato dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Marche, Enrico Rossi, unitamente al Presidente AIS Marche Stefano Isidori e al vicepresidente Amap Renato Frontini, nel corso della presentazione ufficiale della guida, svoltasi al Teatro Le Muse di Ancona.    

09/01/2026 11:40
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