Settimana scorsa, supermercato. Davanti a me una ragazza con il carrello pieno di cose strane. Cereali rosa confetto che promettono "alto contenuto proteico". Crackers "sani" con 15 ingredienti impronunciabili. Quella crema spalmabile virale su TikTok.
La guardo mentre carica tutto alla cassa e penso: "Ha comprato un feed, non la spesa".
Perché è esattamente quello che sta succedendo. Non compriamo più quello che ci serve. Compriamo quello che abbiamo scrollato.
IL PERCORSO INVISIBILE
Funziona così. Mattina, scorri Instagram mentre bevi il caffè. Vedi un reel: "Ho trovato questi biscotti proteici al supermercato e sono PAZZESCHI!". La creator morde il biscotto, fa l'occhiolino, 2 milioni di visualizzazioni.
Pomeriggio, sei al supermercato. Giri nel reparto dolci. E boom, li vedi. Quei biscotti. Li riconosci. Li hai già visti oggi. Il cervello dice: "Ah, questi li conosco". E finiscono nel carrello.
Non hai controllato gli ingredienti. Non hai guardato il prezzo. Non ti sei chiesta se ti servono davvero. Li hai comprati perché li avevi già visti. E quello che abbiamo già visto ci sembra familiare. E ciò che è familiare ci sembra sicuro.
È il trucco più vecchio del marketing. Solo che prima lo faceva la pubblicità in TV. Ora lo fanno i creator su TikTok. Con la differenza che su TikTok non sembra pubblicità. Sembra un consiglio di un'amica.
IL LIBRO CHE STA FACENDO IMPAZZIRE TUTTI
C'è un medico inglese, Chris van Tulleken, che ha scritto un libro sui cibi ultraprocessati. "Cibi ultra-processati" si chiama. È diventato un caso internazionale perché spiega una cosa semplice: questi prodotti sono progettati per creare dipendenza.
Non è questione di forza di volontà. È chimica. Sono fatti con ingredienti che il tuo corpo non riconosce come cibo vero, ma che il tuo cervello trova irresistibili. Stabilizzanti, emulsionanti, aromi artificiali. Roba che non useresti mai se cucinassi a casa.
E la cosa peggiore? Spesso sono venduti come "sani". "Alto contenuto proteico", "biologico", "senza zuccheri aggiunti". Ma se leggi gli ingredienti, trovi 20 cose che non sai nemmeno pronunciare.
IL NUOVO MODELLO: SOCIAL + SUPERMERCATO
Ecco dove si chiude il cerchio. Le aziende alimentari hanno capito che Instagram e TikTok sono meglio della pubblicità tradizionale. Costa meno, sembra più autentico, e soprattutto: ti accompagna fino al supermercato.
Pagano i creator per far vedere i loro prodotti. I creator fanno video entusiasti. Tu li vedi, li memorizzi. E quando sei al supermercato, con il cervello stanco dopo una giornata di lavoro, li riconosci e li compri.
È un percorso perfetto. Dal feed al carrello. Senza che tu te ne accorga.
COME DIFENDERSI (SENZA DIVENTARE PARANOICI)
Primo trucco: se un prodotto lo hai visto sui social nell'ultima settimana, NON comprarlo. Aspetta. Se la settimana dopo ti ricordi ancora che lo volevi, allora valuta. Ma il 90% delle volte te ne sarai già dimenticata. Era solo stimolo, non bisogno.
Secondo: quando sei al supermercato, se un prodotto ha scritto "sano", "proteico", "fit", "bio", guarda gli ingredienti. Se ci sono più di 5 ingredienti che non riconosci, lascialo lì. Non è cibo. È chimica con marketing intelligente.
Terzo: c'è un'app che si chiama Yuka. La scarichi, fotografi il codice a barre del prodotto, e ti dice esattamente cosa c'è dentro. Verde = ok. Arancione = valuta. Rosso = scappa. Due secondi, gratifica. Io la uso sempre!
Quarto trucco, il più importante: se compri solo ingredienti singoli (farina, uova, verdura, carne, pesce, pasta), non puoi sbagliare. Sono i prodotti già pronti, già lavorati, già "facili" che ti fregano.
LA VERITÀ FINALE
Non sto dicendo di diventare integralisti. Non sto dicendo di non comprare mai niente di confezionato. Sto dicendo: sii consapevole del percorso. Se compri quel prodotto perché lo hai visto su Instagram, ammettilo. E chiediti: lo compreresti se non l'avessi mai visto online?
Perché alla fine è questo il punto. I social non ti mostrano cibo. Ti mostrano desideri. E tu, al supermercato, compri quei desideri pensando di comprare spesa.
Ma il carrello pieno di stimoli social non nutre. Ti riempie solo di roba che non ti serviva.
È scattato l’allarme a Civitanova Alta per la scomparsa di Chuck, cane maschio di 9 anni, taglia media (circa 30 kg), di cui non si hanno più notizie da ieri, 22 gennaio 2026, intorno alle ore 13.
L’animale si è smarrito nei campi tra il Camping Belvedere e il ristorante Casablanca, un’area dove in queste ore si stanno concentrando le ricerche e le segnalazioni.
Chuck è microchippato e in questo periodo è in fase di guarigione per una lesione alla zampa sinistra: per questo zoppica, dettaglio che può aiutare a riconoscerlo. È descritto come un cane molto buono, affettuoso e amichevole. Al momento della scomparsa ha perso il collare e indossa solo un collare antipulci.
I proprietari chiedono la collaborazione di chiunque si trovi in zona: anche una semplice indicazione può essere decisiva per ricostruire gli spostamenti dell’animale e riportarlo a casa.
Chi avesse visto Chuck o notato un cane con caratteristiche simili è invitato a contattare Andrea al numero 320 3826856.
Sessantacinque sanzioni in appena novanta minuti. È il bilancio, decisamente preoccupante, dell’ultimo controllo della velocità effettuato dalla polizia locale di Recanati in Contrada Addolorata. Un numero che fotografa una realtà difficile: nonostante i pericoli evidenti e i recenti fatti di cronaca, il piede sull'acceleratore resta troppo pesante lungo le strade cittadine.
L'operazione nasce da una precisa strategia di prevenzione messa in atto dall'amministrazione comunale, spinta anche dalle numerose segnalazioni dei residenti, ormai allarmati dalla pericolosità dei tratti che costeggiano le proprie abitazioni. La scelta di Contrada Addolorata non è stata casuale, essendo una zona già teatro di tragici sinistri mortali che hanno segnato profondamente la comunità locale.
I dati emersi dal monitoraggio, con quasi un'infrazione accertata ogni minuto e mezzo, confermano che la velocità eccessiva continua a essere una delle principali minacce alla sicurezza pubblica.
Ma il piano straordinario di sorveglianza non si fermerà qui. Sulla scorta di questi risultati, il comando della polizia locale ha già annunciato un’intensificazione dei controlli in altre aree critiche del territorio recanatese. Sotto la lente d’ingrandimento finiranno presto le zone di Villa Musone, Montefiore, Villa Gigli, Chiarino e Santa Lucia, tutti punti caratterizzati da elevate criticità e segnalati dai cittadini per la condotta spregiudicata di molti automobilisti.
L'obiettivo dichiarato non è solo quello sanzionatorio, ma soprattutto educativo. L'amministrazione ricorda, infatti, che le conseguenze per chi viola il Codice della Strada sono severe: oltre alle pesanti sanzioni pecuniarie, in caso di recidiva nel biennio per il superamento dei limiti in centro abitato, scatta l'immediata sospensione della patente di guida.
Altro passo in avanti per la realizzazione della rotatoria nella zona industriale A. È stato infatti approvato il progetto esecutivo in linea tecnica, un passaggio fondamentale che consente all’intervento di avanzare verso la fase operativa. L’opera sorgerà in prossimità dell’intersezione tra via Piero Gobetti e l’ex S.P. 485 Maceratese, uno degli snodi viari più delicati del territorio comunale.
La soluzione di progetto adottata consiste nell’inserimento di una rotatoria tradizionale di forma circolare, con diametro esterno di 45 metri, larghezza dell’anello giratorio di 9 metri e quattro rami di intersezione stradalecollegati agli assi viari esistenti. Nel progetto è prevista la realizzazione di isole spartitraffico, la modifica e integrazione dell’impianto di illuminazione pubblica, la posa di cordoli in calcestruzzo prefabbricati lungo i nuovi perimetri stradali e l’installazione di caditoie per l’impianto urbano di raccolta delle acque meteoriche. L’importo complessivo dei lavori è pari a 750 mila euro. Responsabile unico del progetto è il geometra Simone Salvatelli.
«L’approvazione di questo passaggio progettuale rappresenta un momento chiave per migliorare la sicurezza in una zona strategica per il nostro territorio – ha dichiarato il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica –. Si tratta di un incrocio con un volume di traffico molto elevato, dove negli ultimi anni si sono verificati diversi sinistri. La zona è servita da due arterie ad alto scorrimento: via Piero Gobetti, principale accesso alla zona industriale A, e l’ex S.P. 485 Maceratese, collegamento alternativo alla S.S. 77 tra Civitanova Marche e Montecosaro. Considerata la forte presenza di traffico pesante, l’intervento punta a migliorare visibilità e sicurezza stradale, riducendo in modo significativo il rischio di incidenti in un’area particolarmente sensibile della viabilità comunale».
La fortuna torna a fare tappa a Tolentino e, per la precisione, tra gli scaffali e i banconi della Tabaccheria "Lombardelli", in via Tambroni 22. Nell’estrazione del SuperEnalotto di ieri, un fortunato giocatore ha centrato un "5" del valore di 44.708,44 euro, portando una ventata di festa e ottimismo in città.
Non è un volto nuovo alla fortuna, quello della rivendita di Diego Lombardelli, che già in passato ha visto transitare vincite di rilievo. "Non è la prima volta che nel nostro locale ci sono questo tipo di vincite - commenta con soddisfazione il titolare -. Una vincita simile è stata registrata anche qualche anno fa, di valore leggermente più alto. Ora però aspettiamo soltanto quella più importante, il fatidico 6", scherza Lombardelli, consapevole del Jackpot milionario che continua a crescere.
A rendere ancora più sorprendente l'episodio è la modalità della giocata: non un complesso sistema matematico, ma una semplicissima schedina da appena due euro. Un investimento minimo che ha fruttato una cifra decisamente generosa. Per quanto riguarda l'identità del vincitore, mantiene il consueto riserbo, anche se ha già fatto visita al punto vendita: "È venuto in tabaccheria per comunicarci la vincita e capire quali fossero gli step formali per il ritiro del premio - prosegue il titolare -. Lo abbiamo già visto qualche volta, ma non si tratta di un cliente abituale".
Mentre a Tolentino si brinda, la caccia alla sestina dei sogni continua a livello nazionale. L'ultimo "6" risale ormai al maggio 2025, centrato a Desenzano del Garda. Da allora, il montepremi è lievitato vertiginosamente: per l’estrazione di venerdì 23 gennaio, il jackpot in palio sale a ben 109,8 milioni di euro, alimentando le speranze dei giocatori in tutta Italia e mantenendo altissima l'attenzione anche nel maceratese dopo il fortunato colpo di via Tambroni.
Il periodo natalizio, con i suoi ritmi intensi, i pasti abbondanti e gli impegni familiari, lascia spesso una sensazione di stanchezza fisica e mentale. Nella cultura italiana, il ritorno all’equilibrio dopo le feste passa anche attraverso l’uso di erbe rilassanti, considerate da secoli un supporto naturale per favorire il riposo, migliorare la qualità del sonno e ritrovare una calma quotidiana più stabile. Valeriana delle zone alpine, camomilla coltivata nei campi della Toscana, melissa diffusa negli orti dell’Italia centrale e passiflora delle regioni più calde rappresentano un patrimonio botanico che continua a essere attuale, soprattutto quando l’obiettivo è recuperare gradualmente energia.
Erbe regionali italiane
La valeriana, tipica delle aree montane del Trentino-Alto Adige, cresce in ambienti freschi e umidi ed è tradizionalmente utilizzata per favorire il rilassamento serale. La radice, impiegata soprattutto in infusione o in estratti, è nota per il suo impiego nei periodi di stress prolungato o quando il sonno risulta frammentato, una condizione comune dopo le feste.
La camomilla, largamente coltivata nell’Italia centrale e in particolare in Toscana, è forse l’erba rilassante più conosciuta. Il suo uso è trasversale alle generazioni - una tisana di fiori di camomilla viene spesso associata al momento che precede il riposo notturno o a una pausa di calma durante la giornata. Il suo profilo delicato la rende adatta anche a un consumo regolare.
La melissa, diffusa in Emilia-Romagna e in molte altre regioni centrali, è apprezzata per il suo aroma fresco e per il suo utilizzo nei momenti di tensione leggera. In passato veniva coltivata negli orti domestici proprio per la sua versatilità, sia come pianta aromatica sia come base per infusi serali.
La passiflora, più comune nelle regioni meridionali grazie al clima mite, è oggi sempre più utilizzata come supporto naturale per il rilassamento mentale. Oltre alla produzione locale, è possibile reperire foglie di passiflora e altre erbe rilassanti come il loto blu o la damiana presso rivenditori specializzati come Azarius.
Benefici nel contesto dello stile di vita italiano
L’uso delle erbe rilassanti si inserisce in modo naturale nello stile di vita italiano, che tradizionalmente valorizza i momenti di pausa. Una tisana dopo cena, consumata senza fretta, è un’abitudine diffusa che favorisce il passaggio graduale dall’attività al riposo. In questo contesto, le erbe non vengono percepite come una soluzione immediata, ma come un supporto leggero che accompagna il ritmo quotidiano.
Integrare queste piante nella routine aiuta a creare segnali chiari per il corpo, soprattutto dopo periodi di eccessi alimentari e sociali come il Natale. Il gesto stesso di preparare un infuso diventa parte di un rituale di decompressione, coerente con l’idea italiana di benessere come equilibrio tra piacere e misura.
Suggerimenti pratici per l’uso quotidiano
Dopo le festività, è utile reintrodurre le erbe rilassanti in modo semplice. Una tisana di camomilla o melissa nel tardo pomeriggio può aiutare a rallentare il ritmo senza interferire con le attività serali. La valeriana e la passiflora, più indicate per la sera, vanno consumate con moderazione, preferibilmente lontano da stimolanti come caffè o alcol.
Un altro approccio consiste nell’associare l’uso delle erbe a momenti fissi della giornata, come la pausa serale o la lettura prima di dormire. Questa continuità rafforza l’effetto calmante e aiuta a ristabilire una routine stabile. In questo modo, le erbe rilassanti diventano uno strumento concreto per recuperare equilibrio dopo Natale, rispettando una tradizione italiana fatta di semplicità e attenzione al benessere quotidiano.
La Regione Marche accelera sull’inclusione lavorativa e lancia un nuovo bando da un milione di euro dedicato al rafforzamento delle convenzioni trilaterali previste dall’ex articolo 12 bis della Legge 68/1999. L'intervento, finanziato con risorse ministeriali, è pensato per sostenere l’inserimento lavorativo delle persone più fragili, puntando su un modello che unisce stabilità contrattuale e innovazione tecnologica.
Come spiega l’assessore regionale al Lavoro Tiziano Consoli, l’obiettivo non è soltanto facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, ma investire sulla qualità degli ambienti professionali. Le convenzioni trilaterali vengono descritte come un collegamento strategico tra imprese, cooperative sociali e persone con disabilità, capace di generare valore. Attraverso il sostegno all’acquisto di tecnologie assistive e a percorsi di integrazione mirati, la Regione punta a trasformare l’inclusione in un fattore di crescita per l’intero sistema produttivo marchigiano.
Il bando ha un marcato carattere sperimentale e mira a consolidare la collaborazione tra le imprese committenti e le cooperative sociali di tipo B. Le risorse saranno utilizzate per finanziare ausili e attrezzature innovative in grado di ridurre le barriere operative, oltre che per sostenere le attività di tutoraggio necessarie a favorire un inserimento efficace e duraturo dei nuovi lavoratori nei contesti aziendali.
Per rendere più semplice l’accesso ai fondi, la Regione Marche ha scelto una procedura a sportello "just in time", che resterà attiva fino al 30 settembre 2026. Questa modalità consente agli operatori del territorio di presentare le domande in base alle reali esigenze progettuali, assicurando tempi di risposta rapidi e una gestione flessibile delle risorse disponibili.
Tutte le informazioni, insieme alla documentazione completa per la presentazione delle domande, sono disponibili sul portale istituzionale della Regione Marche, nella sezione dedicata ai bandi per il lavoro e la formazione professionale.
Rimane alta l'attenzione sull'Hotel House di Porto Recanati, al centro di una situazione complessa che da tempo preoccupa istituzioni e cittadini. A ribadirlo è l'ordinanza firmata dal sindaco Andrea Michelini, un provvedimento che recepisce ufficialmente le criticità emerse nel corso dei controlli effettuati negli ultimi mesi all’interno del grande condominio multietnico di via Salvo D’Acquisto.
Gli accertamenti, svolti da un dispositivo interforze coordinato dalla questura, hanno restituito l’immagine di un edificio segnato da condizioni diffuse di degrado strutturale e ambientale. Durante i sopralluoghi è stato riscontrato un evidente deterioramento nella zona del vano scala B, dove sono collocati i contatori elettrici, compromessi da infiltrazioni d’acqua. Le aree esterne appaiono trascurate, con rifiuti abbandonati e scarsa pulizia, mentre all'interno la situazione si presenta ancora più critica.
Androni, vani scala e corridoi dei vari piani mostrano intonaci scrostati, scritte sui muri, vetri infranti, infissi danneggiati e soffitti in cattivo stato, con l’ulteriore aggravante dell’assenza di illuminazione nelle parti comuni.
Il quadro si completa con ascensori e montacarichi fuori servizio e con la presenza di accumuli di rifiuti solidi urbani sotto le finestre delle scale, dal piano terra fino ai livelli interrati. Particolarmente grave è la condizione del piano interrato destinato a garage, reso di fatto inutilizzabile dall’allagamento causato da acqua nera proveniente dalle tubazioni. Anche le scale di emergenza risultano inservibili e sui balconi sono stati rilevati pannelli in cemento-amianto, elemento che accresce le preoccupazioni sotto il profilo della sicurezza.
Ulteriori criticità riguardano la sicurezza antincendio, con presidi vandalizzati o del tutto assenti. In questo contesto, l’ordinanza del sindaco non introduce novità sostanziali rispetto a quanto già noto, ma rappresenta un passaggio formale conseguente all’intensificazione dei controlli e al confronto tra enti. Il provvedimento impone all'amministratore giudiziario di intervenire su tutte le problematiche riscontrate, avviando ed eseguendo i lavori necessari entro un termine di trenta giorni.
Per il sindaco Andrea Michelini si tratta di un atto dovuto, adottato dopo la trasmissione in Comune dei verbali relativi ai controlli interforze, effettuati il 5 novembre dello scorso anno. L’operazione, di ampia portata, ha visto la partecipazione di polizia di Stato, guardia di finanza, polizia locale e vigili del fuoco, con il supporto dell’Ast, di Enel e di Italgas, a conferma della complessità della situazione e della necessità di un approccio coordinato.
L’iniziativa rientra in un percorso definito all’interno del tavolo di confronto in prefettura, riunitosi il 17 ottobre, da cui è scaturita la decisione di rafforzare i controlli sull’Hotel House. A Porto Recanati è inoltre operativa una commissione consiliare dedicata alla vicenda, che si è riunita il 14 novembre proprio alla luce degli esiti dell’intervento interforze. Il confronto istituzionale prosegue anche oggi, con un nuovo incontro in prefettura, segnale di una attenzione costante sul futuro dell’Hotel House e sulle azioni da intraprendere per superare l’emergenza.
“A se stesso”, film girato nelle Marche e opera prima della regista, sceneggiatrice e autrice Ekaterina Khudenkikh, sarà presentato in anteprima ad Ancona al Cinema Goldoni venerdì 23 gennaio alle ore 20. Protagonista del film è Natasha Stefanenko, affiancata da François-Eric Gendron ed Enrico Oetiker.
La pellicola è stata girata tra Senigallia, Fabriano, Gradara e Fermo, oltre che a Roma, ed è prodotta da Angelo Antonucci per Elite Group International con il contributo di Regione Marche Pnr-Fesr 2021/27, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission. Le musiche, che contribuiscono in modo significativo all’atmosfera del racconto, sono state selezionate dal repertorio del gruppo rock progressive marchigiano Agorà.
“A se stesso” ha già ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, aggiudicandosi il Los Angeles Independent Woman Film Awards 2025, il Dmoff Film Festival Awards 2025 e la vittoria nella sezione lungometraggi al 79° Festival Internazionale del Cinema di Salerno. In quell’occasione è stato inoltre assegnato il Premio alla Carriera a François-Eric Gendron, tra i protagonisti del film.
La proiezione sarà preceduta da un incontro con il pubblico, condotto dal presidente di Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission Andrea Agostini, alla presenza della regista Khudenkikh, dell’attrice Stefanenko e del produttore Antonucci. Parteciperanno anche diversi attori marchigiani del cast, tra cui Isabella Carloni, Aldo Emanuele Castellani, Luca Vagnoni, Rebecca Liberati, Monia Silvestri, Serena Severini, Claudio Alfonsi e Rossano Bartolucci, oltre ai membri della band Agorà.
“Apriamo l’anno con l’anteprima di un nuovo film girato nelle Marche, un’opera che nasce dalla forza autoriale di Ekaterina Khudenkikh a cui i nostri luoghi hanno dato un respiro emotivo e visivo unico”, commenta Agostini, sottolineando come la presenza di un cast internazionale e locale confermi il valore creativo del territorio. Le musiche degli Agorà, aggiunge, rafforzano l’identità sonora di un film che propone una riflessione sulla vita e sulla memoria.
“A se stesso” esplora come la percezione della morte possa modificare radicalmente il modo di guardare all’esistenza. Non è una storia sulla malattia, ma sullo smarrimento di un uomo convinto di avere poco tempo, costretto a fare i conti con il passato, con gli altri e soprattutto con sé stesso, ponendo al centro domande essenziali sul senso autentico del vivere.
(Fonte Ansa)
Una terra di talenti che sa farsi valere tanto sui circuiti polverosi dell'enduro quanto tra i silenzi dei boschi durante le competizioni cinofile. L’amministrazione comunale di Valfornace ha voluto rendere omaggio a due concittadini d'eccezione che, con le loro recenti imprese, hanno portato il nome del piccolo centro dell'entroterra maceratese ai vertici dello sport nazionale e internazionale.
Nel corso di una cerimonia ufficiale tenutasi presso la sede comunale, alla presenza del sindaco Massimo Citracca, del vicesindaco Ivan Cecola e dell’assessore Domenico Iori, sono stati premiati Fabrizio Cagnini, neo campione italiano 2025 di motociclismo enduro nella categoria regolarità 80cc, e Mirko Caramanti, che si è invece laureato campione europeo di setter su beccacce.
Ai due atleti sono state consegnate delle targhe ricordo come segno di profonda gratitudine per il prestigio conferito alla comunità. Fabrizio Cagnini si è confermato una vera leggenda del motociclismo vintage: il titolo italiano ottenuto nel Gruppo 5 di Regolarità corona una stagione dominata con costanza e perizia tecnica.
Già noto nell'ambiente per i successi con le piccole cilindrate, storicamente legate a marchi iconici come l'Aim, Cagnini ha dimostrato ancora una volta come la sensibilità di guida e la cura del mezzo siano ingredienti fondamentali in una disciplina che fonde velocità e resistenza.
Altrettanto storico è il traguardo raggiunto da Mirko Caramanti, che ha vestito la maglia della nazionale italiana in Turchia in occasione dei campionati europei. Caramanti ha sbaragliato la concorrenza internazionale grazie a una prova di altissimo livello tecnico, confermandosi uno dei massimi esperti nella cinofilia da ferma. Il suo titolo non premia solo il conduttore, ma anche un lavoro meticoloso di selezione e addestramento che pone l'Italia ai vertici assoluti di questa nobile disciplina sportiva.
Il sindaco Massimo Citracca, a nome di tutta l’amministrazione, ha espresso grande soddisfazione durante la consegna dei riconoscimenti: "Premiare Fabrizio e Mirko è stato per noi un onore. Valfornace è una terra di talenti e questi due campioni rappresentano al meglio i valori del nostro territorio: la tenacia, il rispetto per la natura e la capacità di eccellere anche in contesti internazionali. Con queste targhe vogliamo dire loro grazie per aver reso orgogliosa tutta la cittadinanza".
Il programma Next Appennino, dedicato alla riparazione e al rilancio dei territori colpiti dai terremoti dal 2016 in poi, produrrà con il triennio 2027-2029 un impatto di 3,8 miliardi di euro sul Pil e creerà oltre 18mila posti di lavoro tra Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio. Non riguarda solo l’edilizia: la spinta coinvolge anche la manifattura, in particolare quella meccanica, con investimenti mirati allo sviluppo delle aziende locali.
Il senatore di Fratelli d’Italia, Guido Castelli, Commissario straordinario di Governo per la ricostruzione, spiega che l’obiettivo è stato creare una sorta di “Agenzia dell’Appennino centrale”, dove i territori colpiti dal sisma ospitano numerose realtà produttive. Dal piano sono nati contratti di ricerca con investimenti importanti in aziende come Lube, Ariston Thermo e Sanofi. Per favorire anche le Pmi, i progetti di ricerca sono stati calibrati tra 1,5 e 20 milioni di euro, stimolando l’innovazione e premiando l’indice di creatività delle imprese. I dati che il senatore commenta sono rielaborazioni del Cresme su dati Istat, Inps e Ministero del lavoro.
Diversi esempi di rilancio produttivo emergono sul territorio con quanto fatto negli anni precendenti. Ad Amatrice il caseificio Petrucci ha potuto consolidare produzione e distribuzione. A Corridonia, in provincia di Macerata, L:A:S – Laser Art Style ha combinato tradizione artigianale e innovazione tecnologica, diventando punto di riferimento nell’home décor e negli interni automotive. Ad Ascoli Piceno, la startup Centauroos ha trasformato le macerie del sisma in elementi di arredo urbano e design.
Secondo Castelli, il piano non si limita a ricostruire edifici e scuole, ma punta a rilanciare territori a rischio spopolamento e deindustrializzazione, con effetti anche sul rischio idrogeologico delle aree montane. Marche e Umbria, già in condizioni di transizione economica, ricevono così un impulso concreto per il recupero sociale ed economico del centro Italia.
Gli investimenti del piano Next Appennino comprendono oltre un miliardo di euro per infrastrutture viarie e digitali, la creazione di quattro Data center e la digitalizzazione degli archivi di 138 Comuni del cratere. La Misura B del programma rafforza i centri di ricerca universitari, con 62 milioni destinati a 12 università del territorio centrale per migliorare attrattività e competenze dei giovani. In totale, oltre 700 milioni di risorse sono già in corso di erogazione, di cui 538 milioni destinati a piccole e medie imprese e al terzo settore, stimolando investimenti a tutti i livelli.
(fonte Il Sole 24 ore)
A partire da domani mercoledì 21 gennaio i musei settempedani torneranno, dopo le festività, ai normali orari di apertura del periodo invernale. Nel periodo natalizio le raccolte d’arte cittadine hanno registrato un ampio afflusso di visitatori ma ora si torna alla programmazione stagionale pensata per garantire la fruibilità del patrimonio artistico e storico locale a turisti, scuole e residenti.
Il Museo dell’Arte Recuperata – MARec, a palazzo Vescovile in via Cesare Battisti, sarà aperto dal martedì alla domenica e nei giorni festivi dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Per informazioni e prenotazioni MARec tel. 0733 020237, email beniculturali@arcidiocesicamerino.it
Il Museo della Guerra – Seconda Guerra Mondiale “La Campagna d’Italia”, a palazzo Servanzi Confidati in via Cesare Battisti, sarà aperto nelle giornate di giovedì e venerdì dalle ore16 alle 19, il sabato, la domenica e i festivi dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
La Galleria d’Arte Moderna, a palazzo Comunale in piazza Del Popolo, seguirà gli stessi orari del Museo della Guerra, con apertura giovedì e venerdì dalle 16 alle 19; il sabato, la domenica e i festivi dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
Il Museo Archeologico “Giuseppe Moretti”, a Castello al Monte, sarà aperto il giovedì e il venerdì dalle ore 16 alle 19, il sabato, la domenica e i festivi dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
Il Museo Muset – Museo del Territorio e dell’Elettricità, in viale Bigioli e in via Borgo Conce, sarà visitabile il giovedì e il venerdì dalle ore 16 alle 19 (solo su prenotazione) e poi il sabato, la domenica e i festivi dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 (sempre solo su prenotazione).
Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere alla Pro Loco tel. 0733 638414 email proloco.ssm@gmail.com, con chiusura il lunedì eccetto i festivi. Si ricorda infine che in tutti i musei saranno possibili visite su prenotazione, fuori orario di apertura, che dovranno essere richieste almeno 24 ore prima.
Il mondo delle slot machine rappresenta un fenomeno culturale e tecnologico complesso. La loro evoluzione riflette profondi cambiamenti sociali e innovazioni tecniche. Molti appassionati oggi cercano piattaforme alternative, come i siti per slot online non aams, per un'esperienza diversificata. Questa ricerca evidenzia un mercato in continua trasformazione. L'impatto sociale di questi dispositivi va ben oltre il semplice intrattenimento.
Fatti Sorprendenti sul Fenomeno Slot
L'evoluzione delle slot machine nasconde dati inaspettati. Questi numeri rivelano una storia di innovazione e adattamento. Analizzarli offre una prospettiva unica sul loro ruolo sociale. Ecco alcuni fatti chiave che definiscono il settore.
1) Il primo jackpot progressivo della storia, "Megabucks", fu introdotto nel 1986 da IGT. Il suo primo pagamento superò i 4,9 milioni di dollari.
2) Nel 2023, la quota di mercato globale delle slot online ha superato il 45% del totale del gioco d'azzardo digitale.
3) Le slot a tema cinematografico generano un aumento del 300% nel coinvolgimento dei giocatori rispetto ai temi classici.
4) Le previsioni per il 2026 indicano che oltre il 70% delle nuove slot utilizzerà meccaniche di gioco derivate dai videogiochi.
5) Uno studio del 2022 ha rilevato che il suono di una vincita attiva le stesse aree cerebrali di altre ricompense immediate.
6) Il record per il maggior numero di linee di pagamento in una singola slot, "MegaWays", è fissato a 117.649 modi per vincere.
Dall'Ingranaggio Meccanico al Bit Digitale
La prima slot machine, la Liberty Bell di Charles Fey, operava con semplici ingranaggi fisici. Oggi, i bonus e le funzionalità sono gestiti da algoritmi complessi. La transizione al digitale ha democratizzato l'accesso. Ha anche moltiplicato le possibilità creative per gli sviluppatori. Ogni spin ora può attivare una cascata di eventi virtuali. Questo passaggio ha radicalmente alterato la psicologia dell'interazione utente.
L'Architettura Psicologica dello Spin
Le slot moderne sono progettate con una scienza precisa. Colori, suoni e ritmi delle animazioni sono ottimizzati per il coinvolgimento. La promessa di un jackpot crea un potente incentivo emotivo. La brevità di ogni ciclo di gioco incoraggia la ripetizione. Questi elementi combinati creano un'esperienza altamente assorbente. Comprenderne la struttura è il primo passo per un approccio consapevole.
Regolamentazione e Futuri Scenari Sociali
L'impatto sociale richiede un quadro normativo robusto e dinamico. Le leggi devono bilanciare innovazione, libertà individuale e protezione. I limiti di puntata e gli strumenti di auto-esclusione sono diventati standard. La realtà virtuale e gli ambienti metaverso rappresentano la prossima frontiera. Entro il 2026, la personalizzazione algoritmica dell'esperienza di gioco sarà totale. La sfida sarà garantire che l'etica evolva alla stessa velocità della tecnologia.
Le slot machine sono uno specchio della nostra relazione con la tecnologia, il rischio e la ricompensa. La loro evoluzione continua a porre domande cruciali sul design responsabile e sul consumo digitale. Il futuro del settore dipenderà dalla capacità di integrare l'innovazione con una forte consapevolezza del suo impatto umano. Un approccio informato e critico rimane l'unico strumento per navigare questo panorama in costante cambiamento.
Il comune di Civitanova Marche punta sulla sinergia con il mondo associazionistico per il monitoraggio e la cura del proprio territorio rurale. La Giunta comunale, nella riunione dello scorso 13 gennaio, ha accolto favorevolmente l’istanza presentata nei mesi scorsi dal presidente della sezione locale di Federcaccia, Massimiliano Nociaro, approvando una collaborazione che vedrà i volontari impegnati in una serie di attività di interesse pubblico nel corso di tutto il 2026.
Il progetto si concentra in particolare sulla tutela dell'ambiente e sul decoro urbano delle aree periferiche, zone spesso soggette al fenomeno degli abbandoni abusivi di rifiuti. Proprio per contrastare queste criticità, segnalate con frequenza anche dalla stampa cittadina, l’associazione metterà a disposizione la propria esperienza per interventi capillari di pulizia dei fossi e degli ambienti campestri. Le attività previste dall'accordo, che si svolgeranno in stretto coordinamento con gli uffici comunali preposti, spaziano dalla protezione dei beni naturali al monitoraggio della fauna omeoterma, includendo la verifica e la segnalazione tempestiva di eventuali problematiche ambientali.
L’iniziativa rientra pienamente nei settori di intervento del regolamento comunale per il settore ambientale, con un riferimento specifico alla sensibilizzazione verso il rispetto della natura. Federcaccia ha già maturato un'esperienza consolidata in questo ambito, avendo collaborato in passato con la Fondazione Nazionale ambientalista "UNA" per analoghe campagne di pulizia nelle zone di San Savino e dintorni.
Per sostenere l’operatività dei volontari e garantire la copertura delle spese necessarie all'espletamento di questi compiti, l'amministrazione comunale ha stanziato un contributo straordinario di 2.000 euro.
L’Amministrazione comunale ha disposto un nuovo aiuto economico a copertura delle spese sostenute dalle famiglie residenti nel territorio comunale per il trasporto in autonomia, da casa alla sede scolastica, dei propri figli in condizione di disabilità.
Il provvedimento rientra nell’ambito delle Politiche sociali ed educative del Comune di Civitanova Marche volte a promuovere l’inclusione scolastica e a favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle famiglie.
Possono fare richiesta di contributo i genitori che si fanno carico direttamente (o attraverso soggetti terzi) del trasporto quotidiano dei figli e che non usufruiscono del servizio di trasporto scolastico collettivo comunale.
La domanda può essere presentata dai nuclei familiari residenti nel Comune di Civitanova Marche con minori a carico in possesso della certificazione che dà titolo al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento o dell’indennità di frequenza e regolarmente iscritti alle scuole dell’infanzia, primarie o secondarie di primo grado, statali o paritarie nell’anno 2025.
I requisiti sono specificati nell’avviso pubblicato da domani (20 gennaio 2026) sulla rete civica.
Le risorse complessivamente assegnate ammontano a € 50.000,00. Agli studenti titolari di indennità di accompagnamento potrà essere riconosciuto un contributo massimo pari a € 2.000,00, mentre agli studenti titolari di indennità di frequenza potrà essere attribuito un contributo massimo pari a € 1.000,00. Tutti gli importi saranno ridotti proporzionalmente in relazione ai mesi di frequenza effettivamente svolti nell’anno 2025.
La domanda deve essere inoltrata entro e non oltre le ore 23:59 del 16/02/2026, utilizzando l’apposito modulo disponibile sul sito istituzionale del Comune.
I casinò online con sede a Malta rappresentano una scelta popolare per i giocatori italiani, grazie a licenze affidabili e opzioni di gioco sicure. Offrono una vasta gamma di slot, tavoli live e bonus attraenti, garantendo divertimento e protezione dei dati.
Vantaggi dei Casinò Maltesi
Malta è un hub europeo per il gioco d'azzardo online, con regolamentazioni rigorose che attirano operatori di alto livello. I giocatori italiani apprezzano la sicurezza e la varietà di metodi di pagamento, inclusi quelli locali come carte di credito e portafogli elettronici.
Questi casinò spesso includono interfacce in lingua italiana, supporto clienti multilingue e promozioni personalizzate. Ad esempio, molti offrono bonus di benvenuto che raddoppiano il primo deposito, permettendo di esplorare giochi senza rischi elevati.
Inoltre, la Malta Gaming Authority (MGA) supervisiona tutte le operazioni, assicurando che i giochi siano equi e che i fondi dei giocatori siano protetti. Questo livello di regolamentazione riduce i rischi associati al gioco online.
La flessibilità è un altro punto forte: i giocatori possono accedere da dispositivi mobili, con app dedicate o versioni browser ottimizzate per smartphone e tablet.
Licenze e Regolamentazioni
La licenza MGA è considerata una delle più rispettate nel settore. Essa impone standard elevati su trasparenza finanziaria, protezione dei minori e prevenzione del riciclaggio di denaro.
Per i giocatori italiani, questo significa che i casinò maltesi operano in conformità con le leggi UE, offrendo un ambiente legale anche se l'Italia ha le sue restrizioni tramite AAMS (ora ADM).
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I casinò maltesi offrono una vasta selezione di giochi adatti ai gusti italiani. Dalle slot classiche alle varianti moderne con jackpot progressivi, c'è qualcosa per tutti.
Tra i preferiti ci sono le roulette europee, il blackjack e il baccarat, spesso disponibili in modalità live con dealer professionisti.
1) Slot machine: Oltre 1000 titoli da provider come NetEnt e Microgaming.
2) Giochi da tavolo: Versioni virtuali e live per un'esperienza immersiva.
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Molti casinò includono sezioni dedicate allo sport betting, permettendo di scommettere su calcio, tennis e altri eventi popolari in Italia.
Questa tabella illustra le opzioni principali, aiutando i giocatori a scegliere in base alle preferenze.
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Portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller offrono anonimato e velocità, ideali per depositi e prelievi.
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Un aspetto chiave è il casino deposito minimo 10 euro, che permette di iniziare con piccoli investimenti, rendendo il gioco accessibile a tutti.
I limiti minimi variano, ma spesso partono da 10 euro, con bonus attivabili a partire da tale soglia.
Bonus e Promozioni
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Promozioni settimanali includono cashback su perdite, tornei di slot e programmi VIP per giocatori fedeli.
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Strumenti per il gioco responsabile includono limiti di sessione, pause e auto-esclusione.
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Rispetto ai casinò AAMS/ADM, quelli maltesi offrono più flessibilità in bonus e giochi, ma richiedono verifica della compatibilità legale.
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Tuttavia, è consigliato leggere recensioni recenti per evitare operatori meno affidabili.
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I casinò maltesi sono all'avanguardia, integrando NFT e metaverso per nuovi formati di gioco.
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La storia insegna ma non ha scolari, diceva Gramsci. Per questo – aggiungiamo noi – siamo condannati a riviverla, con tutte le sue tragedie e i suoi supplizi. E così, adesso, Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, l'attuale presidente della civiltà del dollaro, lo ha detto chiaramente e senza infingimenti: "o iraniani, continuate a protestare, presto arriverà il nostro intervento". Quod erat demonstrandum!
Non abbiamo, allo stato dell'arte, la certezza che questa rivolta colorata o velvet revolution che dir si voglia sia direttamente finanziata da Washington, ma ora siamo certi che la civiltà del dollaro la supporta pienamente e – se non la ha direttamente propiziata – non poteva desiderare di meglio per i propri interessi imperialistici senza frontiere.
Non è una novità, del resto: non soltanto l'Iran è un territorio ricchissimo ma è altresì uno stato resistente e disallineato rispetto alla globalizzazione made in USA. Non sfugga oltretutto la protervia del discorso di Trump, che avrebbe potuto tranquillamente essere quello di Biden o di Bush, di Obama o di Bush Junior: la protervia di chi si sente titolare di una special mission autoassegnata e del ruolo autoattribuito di gendarme del pianeta.
Il copione, come non ci stanchiamo di sottolineare, resta sempre il medesimo dal 1989 ad oggi, da quando cioè scoppiò la quarta guerra mondiale, voglio dire il conflitto che la civiltà del dollaro ha dichiarato a tutto il mondo non ancora genuflesso a Washington. Si propiziano e si finanziano rivoluzioni colorate dal basso ma volute da Washington con l'obiettivo di far cadere di volta in volta i governi non allineati alla civiltà del dollaro, la quale interviene in astratto per difendere le ragioni dei popoli oppressi e in concreto per tutelare il proprio interesse imperialistico nel mondo intero, sempre calpestando il diritto internazionale e violando la sovranità altrui.
Non è certo la prima rivoluzione colorata gestita in questa maniera nella storia recente. Basti ricordare tra i tanti il caso di Kiev nel 2014 con il colpo di stato di Euromaidan, la cui onda d’urto oltretutto ha portato al conflitto ucraino tutt’ora in corso. Dopo il golpe in Venezuela dei giorni scorsi, siamo prossimi a un colpo di stato in Iran teso a instaurare un governo amico di Washington? Non è affatto un’ipotesi implausibile.
Il canovaccio In ogni caso sembra restare sempre il medesimo: dall’ordine discorsivo imperante viene chiamata liberazione la transizione dei Paesi sotto la dominazione a stelle e strisce. Con il Venezuela l’operazione è riuscita piuttosto facilmente. Con l’Iran l’operazione potrebbe dare qualche problema in più agli Stati Uniti d’America. Con la Russia e con la Cina difficilmente si potrà risolvere la questione della loro resistenza a Washington se non con un conflitto a tutti gli effetti.
Per parte nostra, non ci stanchiamo di sottolinearlo: bisogna sostenere pienamente tutti gli stati che resistono alla globalizzazione imperialistica statunitense, del tutto a prescinderedal loro governo interno, che a seconda dei casi può essere più o meno condivisibile. Nessuno di noi, credo, si sogna di celebrare il governo teocratico dell’Iran in quanto tale, ma ogni testa pensante dovrebbe ancor di più aborrire l’intervento imperialistico statunitense con bombe umanitarie e missili democratici.
Possiamo affermarlo senza tema di smentita: se le inventeranno tutte pur di poter aggredire l'Iran e pur di far passare la loro aggressione imperialistica per intervento umanitario nel nome dei diritti umani da asporto con bombe umanitarie e missili democratici. Si può tranquillamente non avere alcuna stima del governo teocratico di Teheran, ma deve essere chiaro che ancor peggio è l'imperialismo statunitense che, tra l'altro, non produce mai il passaggio dei cosiddetti stati "liberati" alla libertà e alla democrazia, come ci insegna una lunga serie di casi dall'Iraq alla Libia.
Per questo motivo, a ragion veduta, dobbiamo sperare che l'Iran riesca a resistere alla rivoluzione colorata e all'aggressione imperialistica made in Usa. Come sempre, è d’uopo supportare tutti i governi che resistono all’imperialismo fintamente umanitario della civiltà dell’hamburger.
Può un mondo iperconnesso dare il giusto valore alla dimensione della solitudine, spesso invasa dal caos digitale? L’essere umano, per sua natura, è portato a colmare il silenzio con parole, social o messaggi. Ci si illude che una connessione continua possa placare la sensazione di vuoto che la solitudine può causare, quando in realtà non fa altro che amplificare il disagio.
Capita, poi, che nel corso della vita, si presenti quel frangente, per cui si senta il bisogno di spegnere tutto per scegliere un ritiro volontario. Si esce dal rumore, alla ricerca di un silenzio fertile che ci possa svelare la nostra voce interiore, non influenzata o soffocata da interferenze esterne. Si apre, così, uno spazio dove ascoltare bisogni, paure, desideri e dove far germogliare la creatività.
E’ il momento dell’incontro con noi stessi: con le nostre fragilità, ma anche con risorse inaspettate. Conoscere le proprie ombre genera una nuova consapevolezza, fa emergere forze nascoste, ignorate nel frastuono quotidiano. Nasce un’ esigenza di pulizia: si desidera eliminare abitudini, legami e ruoli che non ci appartengono più, per abbracciare una versionerinnovata di noi stessi ed una vita più allineata con i nostri valori.
Nel silenzio comprendiamo le dinamiche tossiche che ci logorano, impariamo a recidere rapporti non più sani e a coltivare relazioni con persone più affini a noi, basate sul rispetto. Dal dialogo con se stessi nasce quella coscienza che aiuta a riconoscere anime affini che risuonano in armonia con noi.
Regalarsi del tempo, significa liberarsi dal bisogno di conferme esterne e acquisire quella lucidità per selezionare quei vincoli che ci donano leggerezza ed evoluzione. Il vero incontro con gli altri non nasce dal rumore delle piazze ma inizia dalla nostra capacità di vivere appieno la solitudine.
Non barattiamo più il nostro tempo con conversazioni superficiali, tollerate con chiunque pur di non stare soli. Tanto più ti senti centrato nella tua essenza, tanto meno accogli persone con cui devi continuamente chiarirti, difenderti o adattarti. Preferisci, invece, ritirarti e libero dal rumore esterno, attrai incontri autentici.
C’è presenza pura senza controllo, né maschere. Bastare a se stessi significa non dipendere dagli altri per mantenere il proprio equilibrio interiore o il benessere quotidiano. Non cerchi conferme esterne per sentirti completo. Quest’autonomia ti svincola da ogni dinamica di bisogno.
Scegli le persone con cui condividere il tuo tempo, spinto da desiderio e non più da una necessità per riempire un vuoto emotivo. All’inizio i silenzi possono apparire difficili, ostacoli insormontabili, ma poi, col tempo, diventeranno la forza su cui si reggerà una personalità calma e radicata.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'avvocato". In questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato tematiche riferibili ai rapporti sentimentali che spesso e volentieri vanno a terminare. Di seguito la domanda di una lettrice di Camerino che chiede: “A quale responsabilità può andare incontro l’ex compagno che invia messaggi telefonici per riprendere una relazione sentimentale che sa di essere definitivamente terminata?".
A tal proposito è utile ricordare che con il reato di molestia o disturbo alle persone il legislatore ha inteso tutelare la tranquillità pubblica per l'incidenza che il suo turbamento ha sull'ordine pubblico, data l'astratta possibilità di reazione. L'interesse privato individuale riceve una protezione soltanto riflessa e la tutela penale è accordata anche senza e pur contro la volontà delle persone molestate o disturbate, dal momento che ciò che viene in rilievo è la tutela della tranquillità pubblica per i potenziali riflessi sull'ordine pubblico di quei comportamenti idonei a suscitare nel destinatario reazioni violente o moti di ribellione.
L'elemento materiale della molestia è costituito dall'interferenza non accettata che altera fastidiosamente o in modo inopportuno, immediato o mediato, lo stato psichico di una persona (Sez. 1, n. 19718 del 24/03/2005) e l'atto per essere molesto deve non soltanto risultare sgradito a chi lo riceve, ma deve essere anche ispirato da biasimevole, ossia riprovevole motivo o rivestire il carattere della petulanza, che consiste in un modo di agire pressante ed indiscreto, tale da interferire nella sfera privata di altri attraverso una condotta fastidiosamente insistente e invadente (Sez. 1, Sentenza n. 6064 del 06/12/2017).
Inoltre si rileva come il reato di molestia non ha natura necessariamente abituale e richiede necessariamente una reiterazione di comportamenti intrusivi e sgraditi nella vita altrui, sicché può essere realizzato anche con una sola azione purché particolarmente sintomatica dei motivi specifici che l'hanno ispirata.
L'elemento soggettivo del reato invece consiste nella coscienza e volontà della condotta, tenuta nella consapevolezza della sua idoneità a molestare o disturbare il soggetto passivo, senza che possa rilevare l'eventuale convinzione dell'agente di operare per un fine non biasimevole o addirittura per il ritenuto conseguimento, con modalità non legali, della soddisfazione di un proprio diritto (Sez. 1, n. 50381 del 07/06/2018).
Con riferimento all'intento della condotta costituito da biasimevole motivo, è sufficiente anche il compimento di un unico gesto, come nel caso di una sola telefonata effettuata con modalità rivelatrici dell'intrusione nella sfera privata del destinatario (Sez. 1, n. 3758 del 07/11/2013).
Quanto alla possibilità che il reato sia integrato mediante l'invio di sms e messaggi WhatsApp, secondo quanto condivisibilmente affermato di recente dalla Suprema Corte, ciò che rileva ai fini della sussistenza del reato in parola "è il carattere invasivo della comunicazione non vocale", rappresentato dalla percezione immediata da parte del destinatario dell'avvertimento acustico che indica l'arrivo del messaggio, ma anche – va soggiunto – dalla percezione immediata e diretta del suo contenuto o di parte di esso, attraverso l'anteprima di testo che compare sulla schermata di blocco", realizzandosi in tal modo in concreto una diretta e immediata intrusione del mittente nella sfera delle attività del ricevente (Sez. 1, n. 37974 del 18/03/2021).
Si è altresì ritenuto che il carattere invasivo della messaggistica telematica non può essere escluso per il fatto che il destinatario di messaggi non desiderati, inviati da un determinato utente (sgradito), possa evitarne agevolmente la ricezione, semplicemente escludendo o bloccando il contatto indesiderato (Sez. 1, n. 24670 del 07/06/2012); in realtà, tenuto conto che il reato di cui all'art. 660 c.p. mira a tutelare la tranquillità pubblica, ciò che rileva ai fini della sussistenza del reato in parola, "è l'invasività in sé del mezzo impiegato per raggiungere il destinatario, non la possibilità per quest'ultimo di interrompere l'azione perturbatrice" (Sez. 1, n. 37974 del 18/03/2021).
Pertanto, in risposta alla nostra lettrice, risulta corretto affermare che: "Integra il reato di molestie la condotta dell’uomo che non riesce ad accettare la rottura della relazione con la compagna e prova a convincerla a riprendere il rapporto inviandole ripetuti messaggi telefonici nonostante poi la stessa lo abbia bloccato” (Cass. Pen., Sez. I, sentenza n. 34821/22). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
La trasformazione del mondo del lavoro ha portato le aziende a ripensare completamente la relazione con i propri dipendenti. Non si tratta più soltanto di erogare uno stipendio: oggi le organizzazioni che prosperano sono quelle che costruiscono ecosistemi di welfare integrati e consapevoli. Questi sistemi vanno oltre i benefici tradizionali, creando un ambiente dove i servizi si trasformano in opportunità concrete di crescita personale e professionale. Tale approccio genera effetti positivi misurabili sia per i lavoratori, che godono di una migliore qualità della vita, che per le imprese, che ottengono maggiore stabilità, produttività e reputation. La domanda che sempre più decision maker si pongono è: come costruire un ecosistema di welfare che sia davvero efficace e sostenibile nel tempo?
La natura evoluta del welfare aziendale contemporaneo
Il welfare aziendale non è un concetto nuovo, ma la sua interpretazione e implementazione hanno subito una profonda evoluzione negli ultimi anni. Fino a qualche tempo fa, i benefici si limitavano a poche forme tradizionali, buoni pasto, assicurazioni sanitarie supplementari, contributi pensionistici. Oggi questa visione ristretta risulta insufficiente per attrarre e mantenere talenti in un mercato del lavoro sempre più competitivo e consapevole.
L'ecosistema moderno di welfare abbraccia dimensioni molto più ampie e sofisticate. Include servizi legati al benessere psicofisico, alla conciliazione vita-lavoro, allo sviluppo professionale continuo, alla finanza personale e persino alla sostenibilità ambientale. Un'azienda che decide di investire in questo campo non sta semplicemente offrendo un servizio, ma sta creando un ambiente culturale dove il prendersi cura dei propri collaboratori diventa parte dell'identità organizzativa.
Secondo recenti indagini condotte da società di ricerca specializzate in risorse umane, il 72% dei dipendenti considera i benefici di welfare un elemento decisivo nella valutazione complessiva della propria esperienza lavorativa. Questo dato non è marginale: rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui i lavoratori valutano la qualità della proposta occupazionale. Le persone non cercano più soltanto uno stipendio competitivo, cercano un progetto di vita in cui il lavoro si integra armoniosamente con i propri obiettivi personali.
Come gli ecosistemi integrati creano valore misurato
Quando un'azienda decide di sviluppare un ecosistema di welfare coeso, l'effetto non è la semplice somma dei singoli servizi offerti. Accade qualcosa di più significativo: si genera una sinergia che amplifica l'impatto positivo su dipendenti e organizzazione. Un dipendente che usufruisce di servizi di assistenza childcare integrati con programmi di flessibilità oraria e supporto psicologico esprime un livello di soddisfazione e impegno superiore a chi ne riceve solo uno isolatamente.
Le imprese che hanno implementato sistemi integrati di welfare riportano risultati particolarmente incoraggianti. Il turnover si riduce mediamente del 15-20%, con effetti economici significativi considerato che il costo di sostituzione di un dipendente oscilla tra il 50% e il 200% del suo salario annuale. Contemporaneamente, la produttività aumenta perché i collaboratori presentano livelli di assenteismo inferiori e una maggiore motivazione nel proprio ruolo. È come se l'organizzazione creasse un terreno fertile dove il talento può prosperare naturalmente.
Un altro elemento spesso sottovalutato è l'impatto sui costi sanitari aziendali. Quando un'azienda investe in programmi di prevenzione, attività fisica, nutrizione consapevole e gestione dello stress, i beneficiati non sono solo i singoli lavoratori ma l'intera organizzazione, che vede calare gli oneri legati all'assicurazione sanitaria supplementare e ai giorni di malattia non programmati.
L'esperienza concreta dei servizi di welfare nelle organizzazioni
Per comprendere come funziona concretamente un ecosistema di welfare, è utile osservare quali servizi vengono effettivamente implementati dalle aziende più avanzate in questo ambito. Accanto ai classici buoni pasto e assicurazioni sanitarie, troviamo servizi sempre più sofisticati e personalizzati.
Molte organizzazioni offrono piattaforme digitali dove i dipendenti possono accedere a una vera propria biblioteca di servizi: corsi di formazione professionale, sessioni di coaching individuale, programmi di meditazione e yoga, consulenze di finanza personale, supporto legale e persino servizi di concierge per la gestione di incombenze quotidiane. Queste piattaforme non sono lussuose quanto potrebbero sembrare: rispondono a necessità concrete di persone che gestiscono vite complesse dove lavoro e sfera personale si intrecciano costantemente.
Un'azienda potrebbe offrire, ad esempio, la possibilità di usufruire di orari flessibili abbinati a giorni di smart working, supportati da una comunità online dove condividere best practice sulla gestione del tempo e della produttività. Oppure fornire servizi di assistenza domiciliare per anziani e supporto scolastico per figli, combinati con consulenze psicologiche per affrontare i carichi emotivi legati a queste responsabilità. Sono servizi che non si rivolgono a "dipendenti ideali" senza impegni personali, ma a persone reali con necessità reali.
La strategia e l'architettura di un ecosistema efficace
Creare un ecosistema di welfare non significa distribuire a caso una serie di servizi e sperare che funzionino. Richiede una strategia pensata, un'architettura chiara e una governance solida. Le aziende che ottengono i migliori risultati partono sempre da una comprensione profonda dei bisogni reali dei propri collaboratori, non da assunzioni teoriche.
Una delle migliori pratiche è effettuare survey periodiche, focus group e sessioni di ascolto diretto con i dipendenti per capire quali servizi sarebbero realmente utili. Un'azienda con base operativa prevalentemente al sud avrà esigenze diverse da una con sedi nel nord; un'organizzazione dove la maggior parte dei collaboratori ha figli piccoli avrà priorità diverse rispetto a una dove predominano giovani professionisti senza carichi familiari. L'ecosistema efficace è quello calibrato sulla realtà specifica dell'organizzazione, non un modello copiato da altre aziende.
Le soluzioni più avanzate oggi prevedono un ruolo crescente della personalizzazione. Anziché offrire a tutti gli stessi benefit, si mettono a disposizione dei budget flessibili che ogni dipendente può allocare secondo le proprie necessità: chi ha bisogno di servizi per l'infanzia, chi di formazione continua, chi di supporto per il mantenimento della salute. Questo approccio rispetta la diversità delle situazioni di vita ed è economicamente più efficiente perché riduce gli sprechi.
Gli attori che costruiscono questi ecosistemi: il ruolo dei fornitori specializzati
Nel mercato italiano ed europeo, esistono società specializzate che offrono alle aziende le competenze e gli strumenti necessari per sviluppare ecosistemi di welfare efficaci. Una delle realtà più consolidate in questo ambito è Gruppo Pellegrini, che da anni lavora nel settore della gestione dei servizi ai dipendenti e della consulenza sul benessere aziendale. Questa realtà fornisce alle organizzazioni piattaforme tecnologiche, consulenza strategica e accesso a una rete di fornitori verificati per garantire qualità nei servizi erogati.
Le società che operano in questo settore hanno capito che il valore non risiede semplicemente nel mettere in contatto dipendenti e servizi, quanto piuttosto nel progettare ecosistemi coerenti dove ogni elemento si rinforza reciprocamente. Questo significa offrire non solo la piattaforma tecnologica, ma anche consulenza per definire la strategia giusta, analisi dei bisogni, progettazione customizzata, gestione dei fornitori e misurazione dell'impatto. Quando funziona bene, il risultato è un sistema dove il dipendente vive un'esperienza fluida e gli strumenti organizzativi permettono al management di monitorare effettivamente se gli investimenti in welfare stanno producendo i benefici attesi.
Misurazione dell'impatto: rendere tangibili i benefici
Una delle resistenze più comuni al momento di implementare politiche di welfare riguarda la difficoltà di misurare il return on investment. Quanto vale realmente l'investimento in questi servizi rispetto al costo? La risposta è più accessibile di quanto si creda, se si utilizzano i giusti indicatori.
Gli indicatori di impatto spaziano da metriche prettamente aziendali a valutazioni più qualitative. Sul fronte aziendale, è possibile misurare il turnover, l'assenteismo, la produttività media per dipendente e il costo dell'assicurazione sanitaria. Su fronte più qualitativo, ma comunque misurabile, si possono tracciare i livelli di engagement attraverso survey periodiche, il clima organizzativo, la percezione di supporto da parte dell'azienda e persino la propensione a consigliare l'azienda come datore di lavoro ideale.
Quando questi dati vengono raccolti sistematicamente nel tempo, emerge un quadro affidabile. Un'azienda che investe 100 euro pro-capite mensile in welfare, se l'ecosistema è ben progettato, può aspettarsi riduzioni di turnover che traducono in risparmi superiori al costo dell'investimento. Aggiungiamo poi l'impatto sulla reputazione dell'azienda nel mercato del lavoro, sulla capacità di attrarre candidati di qualità superiore e sulla riduzione dei conflitti organizzativi: il quadro economico complessivo è decisamente positivo.
Sfide pratiche e considerazioni implementative
Nonostante i benefici evidenti, le aziende incontrano ancora diverse sfide nel percorso di sviluppo di ecosistemi integrati di welfare. Una sfida significativa è la complessità amministrativa: assicurare che i servizi rispettino le normative fiscali e contributive richiede competenza specializzata e attenzione costante. Un servizio di welfare mal strutturato dal punto di vista fiscale diventa un costo aggiuntivo e source di conflitto.
Un’altra sfida riguarda la comunicazione interna. Molte aziende implementano servizi eccellenti che non vengono pienamente sfruttati perché i dipendenti non ne conoscono l’esistenza o non comprendono come accedervi. Occorre quindi investire in una comunicazione periodica, in attività di formazione sull’utilizzo delle piattaforme e in una sensibilizzazione culturale sul valore di questi servizi.
La sostenibilità nel tempo costituisce una terza sfida. Un'azienda non può permettersi di lanciare un progetto ambizioso di welfare per poi ridimensionarlo radicalmente dopo sei mesi. I dipendenti che hanno costruito la loro pianificazione personale attorno a certi servizi subirebbero un colpo significativo. Per questo motivo, la progettazione dell'ecosistema deve tenere in considerazione la longevità potenziale di ogni componente.
Tendenze emergenti e futuro del welfare aziendale
Il panorama del welfare aziendale continua a evolversi. Negli ultimi anni, sono emersi temi che prima erano marginali ma oggi occupano uno spazio centrale. La salute mentale sta ricevendo un'attenzione sempre maggiore, con programmi specifici di supporto psicologico e gestione dello stress che diventano standard anche in aziende di medie dimensioni.
La sostenibilità ambientale rappresenta un'altra dimensione crescente. Le aziende sempre più offrono incentivi per l'utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili, progetti di compensazione delle emissioni di carbonio legate al lavoro e programmi che incoraggiano scelte ecologiche nella quotidianità. Questo risponde sia a valori aziendali che al desiderio di molti lavoratori, soprattutto i più giovani, di allineare le proprie attività lavorative con le proprie convinzioni ambientali.
La dimensione comunitaria del welfare sta acquistando importanza: non si tratta più solo di servizi erogati individualmente, quanto di creazione di spazi dove i dipendenti possono connettersi, condividere esperienze comuni e costruire comunità interna. Questo fenomeno rappresenta un'evoluzione naturale del concetto di benessere, che non esiste isolatamente ma necessita di relazioni autentiche e supporto del gruppo.
Costruire un ecosistema di welfare integrato e efficace rappresenta una scelta strategica che va oltre la semplice compliance con normative o l'emulazione di competitor. È un investimento nella cultura organizzativa, nella sostenibilità dell'azienda e nel riconoscimento che il valore creato dipende direttamente dal benessere e dall'engagement dei collaboratori.
Per le aziende che intraprendono questo cammino, il suggerimento pratico più importante è partire da una diagnosi accurata dei bisogni reali, evitando di assumere cosa sia rilevante per i propri dipendenti. Successivamente, è importante progettare l'ecosistema con coerenza, assicurando che i servizi si integrino in un quadro logico e che la governance sia solida. Infine, non si può trascurare la misurazione: solo tracciando sistematicamente l'impatto è possibile ottimizzare nel tempo e dimostrare il valore dell'investimento.
Le organizzazioni che afferrano questa opportunità stanno già raccogliendo i frutti, non solo in termini di metriche aziendali, quanto soprattutto nella costruzione di un ambiente dove le persone si sentono veramente considerate e supportate. In un mercato del lavoro dove il talento è la risorsa più scarsa e preziosa, questo fa tutta la differenza.