Otto studenti, di cui quattro con dislessia, partiranno per una Summer School in Cina dal 5 al 19 agosto e potranno sperimentare nuove strategie di apprendimento della lingua cinese.
All’interno del progetto di Ateneo “Inclusione 3.0” di cui è responsabile la professoressa Catia Giaconi, è stato portato a termine il percorso “Dislessia in lingua cinese”. Come prosecuzione dei risultati ottenuti, la scorsa settimana il rettore dell’Università di Macerata Francesco Adornato e il prorettore dell’Università Normale di Pechino Zhou Zuoyu hanno firmato un accordo per promuovere linee di ricerca che favoriscano l’inclusione di studenti universitari con dislessia o disabilità. Erano presenti alla firma anche i docenti Luigi Lacchè, presidente dell’Istituto Confucio insieme ai direttori Giorgio Trentin e Yan Chu,you, Catia Giaconi e tutto il gruppo dei ragazzi che prendono parte al progetto. Gli otto studenti partecipanti, di cui quattro con dislessia, partiranno per una Summer School in Cina dal 5 al 19 agosto e avranno l’occasione di sperimentare le strategie apprese nel percorso di ricerca pilota anche nel contesto di apprendimento cinese.
I risultati, presentati da Catia Giaconi nel corso di un incontro al Dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo presieduto dal prorettore Claudio Ortenzi e dal direttore del Dipartimento Michele Corsi, hanno dimostrato come la lingua cinese possa essere tra le lingue straniere di più facile apprendimento per studenti con dislessia. Il progetto ha permesso di realizzare materiali didattici inclusivi per favorire l’apprendimento del cinese da parte degli studenti italiani e, in particolar modo, utili anche a studenti con dislessia.
L’incremento del 3% nelle iscrizioni ai corsi di laurea e dei corsi post lauream. Ricolloca Unimc nel gruppo dei medi Atenei.
Nell’anno accademico 2016/2017, in coerenza con i risultati degli anni precedenti, l’Università di Macerata ha superato gli undicimila iscritti. Circa 10.350 sono gli studenti che hanno scelto l’ateneo maceratese per corsi di laurea di primo e secondo livello sono stati, oltre 700 quelli che hanno deciso di completare la propria formazione post-laurea, ossia di terzo livello, iscrivendosi a master, corsi di formazione e perfezionamento, scuole di specializzazione, dottorati di ricerca. L’aumento, in entrambi i casi, è stato di quasi il 3% rispetto all’anno precedente. Crescono tutti i Dipartimenti, in particolare quello di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo, con il 4,5%, e di Studi umanistici, con il 5%. Questi risultati consentono a Unimc di tornare nel gruppo dei medi atenei.
“La reputazione circa la qualità dei nostri corsi cresce di anno in anno – sottolinea con soddisfazione il rettore Francesco Adornato – e induce una crescita costante nelle iscrizioni al primo anno, con incrementi vicini 3% e un totale di circa 3.300 nuovi iscritti. Le recenti classifiche pubblicate dal Censis confermano l’autorevolezza dei nostri corsi, ai primi posti in Italia: secondo posto nel settore letterario-umanistico e terzo posto in quello delle scienze dell’educazione e della formazione. La stessa valutazione Anvur, su sedici atenei esaminati, colloca l’Università di Macerata al secondo posto subito dopo il Politecnico di Torino. Tuttavia, voti e dati, sono elementi di confronto. La questione strutturale riguarda la nostra più profonda e convinta visione su cosa vogliamo fare dell’Ateneo di Macerata, uno dei più antichi e reputati in Italia. Intendiamo, infatti, farne un avamposto scientifico e culturale nelle dinamiche globali, un punto di riferimento nello sviluppo del territorio, uno spazio di accoglienza e di confronto, una comunità che contribuisce a dare fiducia alla comunità più ampia. Il futuro di Unimc risiede nella sua capacità di immaginare e impaginare i percorsi formativi negli infiniti mondi con cui dobbiamo confrontarci, guardando soprattutto a Est: da Ancona ai Balcani, fino a Mosca e Pechino. L’obiettivo è quello di fare di Unimc e di Macerata e del suo territorio, un caleidoscopio di culture e di lingue, pur nelle dovute differenze”.
Partirà dal convegno di Camerino una proposta condivisa dal mondo scientifico di redigere una nuova carta di pericolosità sismica: con riferimento alle faglie attive, le loro caratteristiche in termini di magnitudo massima attesa e ciclo deformativo e quindi tempi di ritorno dei terremoti. Perché è importante la sua redazione?
“Semplificando, - afferma il prof. Tondi, coordinatore del team che ha organizzato il convegno camerte, - con l’impostazione di tipo probabilistico oggi il terremoto è trattato come se si parlasse di temporali: è probabile che ne accada uno dove ieri ce n’è già stato un altro e invece non è così. Infatti, con i dati geologici a nostra disposizione, oggi siamo in grado non certo di prevedere quando avverrà un terremoto, ma di dire in quale luogo avverrà in futuro, con che magnitudo massima ed indicare le aree dove è più probabile accada prima di altre. E’ necessaria quindi una carta condivisa delle faglie attive e capaci d’Italia.
Il mondo della geologia, dunque, si ritrova a Camerino oggi per discutere di questo e molto altro: accanto al prof. Emanuele Tondi, geologo Unicam, a dare il benvenuto agli oltre 100 scienziati provenienti da tutto il mondo (Nuova Zelanda, Giappone, Cina, America, Regno Unito, Germania, solo per citarne alcuni) il prof. Graziano Leoni, Prorettore vicario Unicam designato e il prof. Carlo Doglioni, Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
La particolarità dell’evento è data anche dalla sua strutturazione: tre giorni di Field Trip per permettere agli scienziati di osservare sul campo gli effetti dei terremoti che a partire dal 1997 hanno interessato la nostra area, tavola rotonda finale a L’Aquila dove emergeranno risultati e proposte operative.
Al via a Sant'Angelo in Pontano il progetto C.IA.O. programma di tre settimane in estate per studenti internaziorali dai 16 anni in su, ma sempre in età pre-universitaria, che aspirano a studiare architettura, architettura paesaggistica e geometra.
Con Roma come laboratorio, gli studenti sono impegnati in una full immersion di una settimana, durante la quale esplorano l'evoluzione delle forme delle costruzioni dall'antichità fino ai tempi moderni.
La scorsa edizione ai partecipanti, 5 americani e una polacca tutti di 16 anni, fu chiesto di realizzare un progetto per riqualificare la sede del vecchio alimentari locale nella struttura per l'utilizzo di una stampante 3D ispirata ai principi di sostenibilità ambientale e ad un utilizzo razionale e moderno delle energie pulite .
Quest'anno gli studenti sono 4, una ragazza indiana, due americani e una ragazza turca. Il compito assegnato agli studenti non è certamente meno complesso e riguarda la progettazione di alloggi temporanei per vittime di un eventuale terremoto, adattabili e polivalenti in quanto, ad emergenza finita, avrebbero il pregio di essere adattabili come alloggi per turisti nella zona o magari per gruppi di ciclisti, non rari dalle nostre parti ed altro ancora. L'appuntamento è per giovedì 20, alle ore 21:30 presso i locali della ex sala consiliare. Saranno presenti il Presidente dell'Unione Montana Giampiero Feliciotti e il Rettore dell'Università di Camerino.
La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli e il Rettore dell’Università di Camerino Flavio Corradini hanno sottoscritto oggi presso il Miur l’Accordo di programma che prevede lo stanziamento di risorse ad hoc per il rilancio dell’ateneo colpito dal sisma.
“Quello con l’ateneo di Camerino è un impegno che il Ministero aveva preso e a cui abbiamo voluto dare rapida attuazione in una prospettiva pluriennale - sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. È importante ricostruire e sostenere l’università dopo i gravi danni subiti a causa del sisma. Dobbiamo essere al fianco di Camerino, del personale, delle studentesse e degli studenti: gli atenei sono centri culturali essenziali per lo sviluppo di un territorio”.
L’Accordo ha validità quadriennale 2016-2019 e, a valere sull’FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario), impegna il Miur ad assicurare che per il triennio 2017-2019 il peso dell’UniCAM su quota base e quota premiale FFO non sia inferiore a quello del 2016. E ad integrare l’assegnazione dell’FFO con uno stanziamento massimo pari a 11 milioni di euro per il 2016, a 10 milioni per il 2017, a 8 milioni per il 2018, a 6 milioni per il 2019.
Una quota di questi finanziamenti sarà destinata a compensare le mancate entrate dovute alla minore contribuzione studentesca: 7 milioni dello stanziamento per il 2016 per l’anno accademico 2016/17; 7 milioni per il 2017 per l’a.a. 2017/18; 5 milioni per il 2018 per l’a.a. 2018/19; 3 milioni per il 2019 per l’a.a. 2019/20.
Il contributo per la costruzione e locazione di nuovi edifici, il ripristino e il miglioramento della sicurezza degli edifici propri collocati al di fuori del centro storico di Camerino, parzialmente danneggiati dal sisma, per il 2016 è fissato in 3 milioni di euro e sarà rideterminato per gli anni successivi sulla base di un piano programmatico presentato dall’Ateneo fino a concorrenza massima comunque di 3 milioni di euro annui.
Sempre con riferimento all’anno 2016, viene finanziato un progetto di potenziamento della struttura tecnologica informatica per consentire agli studenti di fruire delle lezioni in diretta telematica e di mettere in sicurezza il Sistema informatico dell’Ateneo, ubicato in un edificio danneggiato dal sisma situato all’interno della “zona rossa”, per l’importo massimo pari a 1 milione di euro. Il Miur inoltre concederà, fino al 2019, il patrocinio di un numero massimo di cinque eventi annui di promozione didattica, scientifica, culturale e di innovazione.
L’Università di Camerino organizza una innovativa summer school sulle attualissime tematiche della blue economy focalizzando l’attenzione su quella zona particolarmente sensibile e cruciale che è la fascia costiera, da qui il nome “Coastal Blue Economy”. La Summer School si articolerà in una serie di settimane tematiche ciascuna dedicata ad una determinata problematica inerente la gestione delle risorse ittiche e dell’ambiente marino in abito costiero. Il primo evento, dal titolo “Integrated Sustainability of Coastal Productions: Coastal Blue Economy”, si terrà presso la sede di San Benedetto del Tronto dal 19 al 22 settembre 2017 e avrà come focus l’integrazione delle sostenibilità delle varie produzioni al fine di ottenere una complessiva “sostenibilità produttiva di area costiera”.
La summer school, diretta dal prof. Alberto Felici, vanta il patrocinio dell’UNRIC Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite per le iniziative a sostegno dell’obiettivo “Life Below Water” dell’ONU per lo sviluppo sostenibile del pianeta, ed annovera nel corpo docente professori non solo dell’Università di Camerino ma anche di altri atenei e centri di ricerca oltre che qualificati esperti del settore.
Il corso focalizzerà la sua attenzione sulle azioni innovative da mettere in campo a supporto della sostenibilità delle attività costiere di pesca ed acquacoltura e delle modalità con cui esse possono reciprocamente integrarsi quando coesistono nella area costiera al fine di garantire una sostenibilità complessiva delle varie produzioni.
Verranno inoltre trattati anche altri aspetti inerenti la sostenibilità delle produzioni quali ad esempio i programmi comunitari e le procedure di certificazione: il corso fornirà infatti conoscenze scientifiche nell’ambito delle politiche comunitarie rivolte alla sostenibilità e responsabilità delle attività di pesca ed acquacoltura.
“L’obiettivo che ci prefiggiamo – ha dichiarato il prof. Felici – è quello di far acquisire al corsista competenze innovative nella gestione sostenibile ed integrata delle attività di pesca ed allevamento nelle aree costiere attraverso l’analisi delle criticità presenti, l’esame di casi studio virtuosi e/o soluzioni innovative e l’individuazione delle reali prospettive di sviluppo sostenibile complessivo delle produzioni primarie costiere. Le competenze acquisite potranno essere utilizzate anche nelle progettualità relative agli strumenti finanziari comunitari incentrati sullo sviluppo sostenibile del settore ittico nella fascia costiera; per progettare, occorre conoscere anche gli strumenti che abbiamo a disposizione ed il punto ottimale di arrivo”.
Le iscrizioni scadranno il prossimo 25 agosto. Tutte le informazioni sulle modalità di iscrizioni, sui costi, sulla didattica, sono disponibili all’indirizzo https://www.unicam.it/laureato/master-e-corsi-post-laurea/corsi-di-aggiornamento-professionale
Da oggi lunedì 17 luglio, si aprono le iscrizioni e sarà possibile immatricolarsi o iscriversi ad uno dei numerosi corsi di laurea e laurea magistrale dell’Università di Camerino.
“Prevediamo di avere una disponibilità di alloggi addirittura superiore a quella che avevamo nel periodo precedente il sisma – ha affermato Pettinari - Ci sono 600 posti disponibili tra Campus e collegi universitari, a cui si aggiungono 150 nuovi posti sempre nel Campus esistente, che vedrà pertanto raddoppiata la sua popolazione studentesca.
Ai 250 posti attualmente in uso dagli studenti nei moduli abitativi temporanei, se ne aggiungono altri 250 che saranno disponibili entro la prima metà di ottobre, il comune e la Protezione civile stanno lavorando per istallarli in prossimità del Campus esistente.
Per quanto riguarda lo studentato che sarà donato dalle Province autonome di Trento e Bolzano, per un totale di 457 posti, i cui lavori procedono speditamente grazie anche alla collaborazione del Comune di Camerino, è prevista la consegna dei primi 150 posti entro il 31 ottobre e dei rimanenti 307 entro il 31 dicembre.”
Saranno presto rese note, sia dai canali di comunicazione dell’Ateneo che dell’ERSU/ERDIS, le modalità di accesso ai posti letto e agli alloggi, per cui si consiglia di consultare i siti web e le pagine social per essere aggiornati sulle novità e sulle procedure di accesso agli alloggi.
Il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione di Unicam, inoltre, hanno deliberato il completamento del progetto del Campus universitario che proseguirà a valle degli alloggi già esistenti.
Ma non basta: sia Corradini che Pettinari hanno chiaramente detto che la costruzione e l’ampliamento dei posti letto per gli studenti rappresentano una parte del piano di sviluppo di Unicam; infatti, c’è già un’area in cui sono iniziati i lavori per ospitare uffici, aule e laboratori ed accanto ad essi si costruirà un polo per l’innovazione con laboratori di ricerca moderni e all’avanguardia.
Si è concluso all’Istituto Tecnico Agrario di Macerata con l’esame finale il corso di specializzazione post-diploma per il conseguimento del titolo di Enotecnico. Si tratta del primo percorso formativo concluso dopo la riforma degli Istituti superiori: da settembre 2016, infatti, è rivolto solo ai diplomati che hanno conseguito la maturità tecnica agraria con articolazione viticoltura ed enologia, e dura un anno.
Al momento in Italia, su più di 140 gli istituti tecnici agrari attivi, solo 14 sono quelli, compreso l’istituto Garibaldi di Macerata, con tale percorso avviato.
Il gruppo di allievi che ha ottenuto il titolo di enotecnico si è dimostrato sin dall’inizio del corso molto motivato e interessato alla specializzazione, numerose le ore di alternanza scuola lavoro effettuate nelle migliori aziende vitivinicole marchigiane: alcuni hanno anche effettuato stage all’estero.
La commissione d’esame, presieduta dal dirigente scolastico Antonella Angerilli, era costituita dai docenti che hanno seguito gli specializzandi per l’intero anno scolastico, con la presenza dell’esperto esterno delegato Assoenologi, l’enologo Giuseppe Camilli. Ruolo importante di coordinatore e organizzatore lo ha avuto il prof. Giuseppe Potentini, enologo della scuola. L’Agraria, a quasi 150 anni dalla sua fondazione, ha da oggi i primi enotecnici specializzati.
A settembre partirà la seconda edizione con il gruppo di studenti diplomatisi nell’anno scolastico che sta terminando. Le iscrizioni per il prossimo anno scolastico sono aperte fino al 25 luglio 2017 e possono partecipare tutti gli studenti diplomatisi negli istituti tecnici agrari italiani, articolazione viticoltura ed enologia.
Mercoledì 19 luglio, alle ore 21.30, nel Cortile di Palazzo Conventati in Piaggia della Torre a Macerata, la Scuola Popolare di Filosofia organizza un incontro con Graziano Venanzoni.
La città si onora della visita del fisico marchigiano, che lavora nei laboratori INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare) e, presso il prestigioso laboratorio FermiLab (USA), è responsabile del nuovo esperimento Muon g-2 per la misura del momento magnetico anomalo del muone.
L’associazione maceratese, che da diversi anni incontra un numero crescente di appassionati ricercatori tra docenti, studenti e cittadini curiosi rispetto alla filosofia e alla scienza, ha invitato il giovane scienziato conterraneo, approfittando di una pausa dal suo lavoro che generalmente lo tiene impegnato in tutto il mondo.
Sarà un'occasione per saperne di più da uno dei massimi esperti mondiali di materia e antimateria, ma anche da un appassionato di filosofia, con particolari interessi per la cultura dell’estremo oriente indiano.
Il titolo della conferenza è: "UN VIAGGIO TRA FISICA E FILOSOFIA DA DEMOCRITO ALL’ANTIMATERIA", un appuntamento imperdibile con chi indaga tutti i giorni l'infinità dei misteri della realtà che ci circonda nel micro e nel macrocosmo, in linea con gli scopi dell’associazione Scuola Popolare di Filosofia: una didattica accessibile a tutti, in cui tutti possano sentirsi partecipi.
Negli ultimi venti anni l’Appennino centrale è stato colpito da tre devastanti terremoti e più di 120 geologi provenienti da tutto il mondo si riuniranno a Camerino per discutere “insieme e sul campo” sullo stato dell’arte nella valutazione della pericolosità sismica, parametro fondamentale per la riduzione del rischio sismico.
L’international field trip “From 1997 to 2016: Three Destructive Earthquakes Along The Central Apennine Fault System, Italy” (sito web: http://convegni.unicam.it/TDEq_centralItaly) che si terrà dal 19 al 22 luglio 2017 vede tra gli organizzatori i maggiori esperti di terremoti europei, facenti parte del gruppo EMERGEO, immediatamente operativo per i rilievi geologici post sisma. Praticamente un convegno itinerante, che partirà da Camerino e toccherà le tre aree epicentrali degli eventi che hanno colpito il centro Italia negli ultimi 20 anni: Colfiorito (terremoto dell’Umbria-Marche del 1997, Mw=6,0); L’Aquilano (Terremoto de L’Aquila del 2009, Mw=6,3) e Castelluccio (terremoto di Amatrice-Visso e Norcia del 2016, Mw=6,5), nonché alcuni dei centri abitati più colpiti quali Camerino, Norcia e L’Aquila.
“Abbiamo fortemente voluto organizzare questa escursione nelle aree epicentrali degli ultimi terremoti che hanno colpito il centro Italia – ha dichiarato il prof. Emanuele Tondi, responsabile della sezione di Geologia di Unicam e presidente del comitato organizzatore dell’evento – in quanto rappresentano una situazione unica per osservare da vicino le faglie attive, appartenenti ad un unico sistema di faglie coerenti ed interagenti, che sono state attivate con evidenze in superficie. Sulla base degli studi condotti prima di questi eventi sismici, saremo in grado di valutare la validità degli studi geologici finalizzati alla valutazione della pericolosità sismica”.
L’evento si aprirà a Camerino nel pomeriggio di mercoledì 19 luglio presso il campus universitario, con i saluti del Rettore Unicam Flavio Corradini, del Presidente INGV Carlo Doglioni e del Responsabile della sezione di Geologia Unicam Emanuele Tondi, dopodiché seguiranno gli interventi di ricercatori che illustreranno nel dettaglio gli eventi sismici che hanno interessato Marche e Umbria nel 1997, L’Aquila nel 2009 e Amatrice-Visso-Norcia nel 2016.
Il 20 luglio tutto il gruppo si sposterà nell’area epicentrale del terremoto del 1997 che ha colpito il confine tra Marche ed Umbria, il 21 luglio sarà la volta dell’area epicentrale dei terremoti del 2016, nella zona del Monte Vettore, mentre sabato 22 l’escursione si concluderà a L’Aquila, dopo una tavola rotonda che farà il punto sulla conoscenza scientifica relativa al fenomeno terremoto.
A termine delle attività didattiche dell’anno scolastico 2016/2017, si è tenuto per iniziativa del MIUR - Dipartimento per l’Edilizia scolastica - il Workshop for Innovative Schools and Education (WISE) a Lione (Francia) nell’ambito della Biennale internazionale dell’Architettura.
Vi hanno partecipato, su invito del MIUR, due alunni dell’Istituto Bramante: Pacetti Paolini Kevin (classe Quinta B IPS Pannaggi) e Gattari Alessandra (classe Quinta A IPS Pannaggi).
Si è trattato di un ulteriore sviluppo di un progetto iniziato nel 2016, che ha portato i ragazzi alla partecipazione ad una Winter School dove alunni provenienti da nove diversi Istituti italiani di regioni che coprono tutto il territorio si sono confrontati e hanno sviluppato i progetti di scuola innovativa, guidati da tutor (architetti e studenti, esperti) dello studio di Mario Cucinella e della sua School Of Sustainability.
La tappa successiva è stata la presentazione dei progetti ad esperti dell’OCSE e alla Ministra Valeria Fedeli presso il Ministero, il giorno 24 maggio 2017, in occasione del convegno formativo internazionale sul tema dell’edilizia scolastica “SPACE FOR LEARNING: Bridging innovation and safety in school buildings” organizzato in collaborazione con l’OCSE.
Infine, a Lione, l’iniziativa promossa dal MIUR in collaborazione con S.O.S School of Sustainability, dell’Architetto Mario Cucinella; una delegazione di studenti ha interagito con esperti internazionali, ha rielaborato le idee sugli spazi di apprendimento ed ha fornito esempi pratici di applicazione. L’interazione con gli esperti e la presentazione dei progetti sono avvenute in lingua inglese e francese. In un clima di grande collaborazione e di intesa, con passione e creatività, ancora una volta gli alunni hanno messo in comune le loro competenze e sviluppato progetti riconosciuti come molto validi dagli esperti e dai tutor che hanno accompagnato l’elaborazione e il confronto di idee.
Ha preso il via oggi il Convegno internazionale “Values in a changing world. I valori in un mondo che cambia”, organizzato dall’Università di Macerata e dall’Università Normale di Pechino, con la collaborazione dell’Università Hubei della Cina, della International Society for Value Inquiry e sotto gli auspici dell’Istituto Confucio di Macerata.
“Stiamo attraversando una fase di cambiamento importante – ha detto il rettore Francesco Adornato durante il suo saluto - come è già capitato altre volte nella storia, ma mai con questa intensità e questa velocità. Cambiamento che trasforma economie, società e culture e impone nuove condizioni di commercio e una nuova divisione sociale del lavoro che altera gli equilibri politico-economici mondiali. In un momento così urgente, le Università devono essere in grado non solo di sviluppare conoscenze specialistiche, ma anche competenze integrate e complesse come i sistemi con cui abbiamo a che fare”.
Al convegno, che prosegue domani venerdì 14 giugno, sotto il coordinamento del prof. Filippo Mignini, partecipano circa 60 relatori provenienti dalla Cina, dall’Italia e dal resto del mondo.
“La domanda sul senso delle cose e delle nostre azioni – spiega Mignini - è una domanda sui valori, su ciò che l’umanità ha ritenuto degno e fecondo movente delle proprie azioni. Quando Padre Matteo Ricci tentò di mettere per iscritto il confronto culturale che conduceva con i letterati cinesi, il primo e fondamentale oggetto della riflessione furono i valori da riconoscere e coltivare per la formazione di un uomo perfetto. Non mi sembra privo di senso che oggi, dopo quattro secoli e in un altro momento di svolta epocale del mondo, studiosi cinesi e occidentali tornino a confrontarsi sui valori nella città natale di Ricci”.
Hanno portato il loro saluto anche Zhou Zuoyu, prorettore dell’Università Normale di Pechini, Wu Xiangdong, presidente dell’International Society for Value Inquiry, Diego Poli come delegato del direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, Luca Maria Scarantino, segretario generale della Federazione Internazionale delle società filosofiche e Thomas Magnell, ex presidente della Isvi.
Il genere umano – è stato detto nel corso degli interventi - attualmente diviso in almeno duecento nazioni-stati, non è in grado di trovare una base comune di cooperazione, perché non ha valori condivisi né una strategia coordinata per fronteggiare le incombenti minacce globali. Quindi, diventa un problema estremamente urgente il cambiamento di valori per farli corrispondere al mondo contemporanea.
I partner cinesi hanno voluto conoscere nel dettaglio il progetto di recupero della struttura e visitare l’ampio parco di oltre 40 mila metri quadri, mostrando grande apprezzamento per il lavoro di riqualificazione in atto.
Una delegazione dell’Università Normale di Pechino guidata dal prorettore Zhou Zuoyu e composta da Wu Xiangdong e Xiao Kai ha visitato il cantiere di Villa Lauri. Ad accogliere gli autorevoli ospiti c’erano il rettore Francesco Adornato, il presidente dell’Istituto Confucio Luigi Lacchè insieme ai direttori Giorgio Trentin e Yan Chunyou, la delegata del rettore al centro linguistico Bianca Sulpasso.
L’idea di fondo del restauro prevede la destinazione di una parte dell’ottocentesco edificio a nuova sede dell’Istituto Confucio. Infatti, nel dicembre 2015 l’Hanban, ente del Ministero Cinese dell’Educazione che sovrintende a tutti gli Istituti Confucio del mondo, ha deciso di trasformare l’Istituto di Macerata in un “Istituto modello” assegnando un cofinanziamento di 2 milioni di euro per il restauro di Villa Lauri. Potrà̀ nascere uno straordinario centro culturale, scientifico e socio-economico dedicato alla Cina. In particolare, il progetto prevede anche spazi per uffici, aule didattiche, una biblioteca e centro di documentazione, una foresteria con posti letto, un ristorante-bar.
I partners cinesi hanno voluto conoscere nel dettaglio il progetto di recupero della struttura e visitare l’ampio parco di oltre 40 mila metri quadri, mostrando grande apprezzamento per il lavoro di riqualificazione in atto. Hanno visitato anche il collegio “Padre Matteo Ricci” ricavato dall’ateneo nei padiglioni dell’ex sanatorio e molto utilizzato per ospitare studenti e docenti internazionali. Nel primo pomeriggio hanno, quindi, preso parte alla riunione congiunta del direttivo dell’Istituto Confucio, di cui la Normale di Pechino è partner.
Sono il 15% in più rispetto all’anno scorso, gli studenti che questa estate partiranno da tutta Italia per trascorrere all’estero un periodo di studio, frequentando una scuola superiore straniera con l’High School Program promosso da WEP, organizzazione leader nel settore degli scambi linguistici e culturali.
Fra i ragazzi in partenza nel mese di luglio, ci sono anche una decina di studenti delle Marche che hanno deciso di intraprendere questa avventura il prossimo anno scolastico, provenienti dalle province di Ancona, Macerata e Pesaro e Urbino. Come nel 2016 anche quest’anno si conferma una buona partecipazione da parte dei giovani marchigiani.
Le destinazioni fra cui è possibile scegliere sono numerose e dislocate in tutti e 5 i continenti e tra quelle scelte dai ragazzi in partenza questo mese i Paesi anglofoni continuano a rimanere le mete predilette con l’Australia in cima alle preferenze, scelta da oltre il 90% degli studenti.
Dalle grandi città e dai piccoli paesi di provincia di tutta la Penisola, questi giovani viaggiatori inizieranno la loro avventura con zaino in spalla e valigia alla mano, carichi di energie, speranze e qualche timore, pronti a vivere un’esperienza unica.
Per l’anno scolastico 2017/2018 la maggior parte degli studenti – quasi il 48% – ha deciso di rimanere nel paese ospitante per un anno intero (circa un terzo saranno lontano da casa per un semestre e il 13% per un trimestre), dato che rappresenta una buona risposta da parte dei ragazzi sull’efficacia del progetto: decidere di rimanere così a lungo all’estero significa credere nel potenziale educativo di questa esperienza.
Il programma High School è pensato per i ragazzi del terzo e quarto superiore desiderosi di compiere un viaggio in un altro Paese e pronti a trascorrere un periodo lontano da parenti e amici. Ospitati da una famiglia e inseriti in una scuola locale, questi studenti entreranno a contatto con culture e abitudini a volte molto differenti dalle proprie – fra le destinazioni possibili ci sono anche Argentina, Giappone e Costa Rica – e potranno così scoprire in età molto giovane realtà geografiche profondamente diverse.
WEP è un'organizzazione internazionale al servizio dei giovani, che segue ogni anno circa 4000 ragazzi in partenza dall’Italia verso 65 Paesi e in arrivo nella nostra penisola da tutto il mondo. I suoi programmi comprendono: soggiorni di gruppi scolastici durante l'anno (stage linguistici) o durante l'estate (vacanze-studio); corsi di lingua all’estero; programmi di lavoro, stage e volontariato all’estero; i programmi “High School” per i ragazzi delle superiori per trascorrere un trimestre, un semestre o un anno scolastico all’estero.
Si sono conclusi gli scavi nel sito archeologico inserito nella riserva Abbadia di Fiastra. La villa è un esempio unico a livello nazionale di villa rustica al centro di un grande latifondo
Si sono conclusi gli scavi nel sito archeologico di Villamagna, nel territorio di Urbisaglia condotti da una équipe del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata, diretta da Roberto Perna e composta da tecnici e collaboratori dell’Ateneo, Gilberto Montali, Marzia Giuliodori ed David Sforzini, studenti ed ex studenti.
Le ricerche, riavviate quest’anno grazie a una concessione del Ministero dei beni culturali coordinata dal Soprintendente all’archeologia belle arti e paesaggio Carlo Birrozzi e dall’archeologo Giorgio Postrioti, con la collaborazione della Fondazione Giustiniani Bandini, proprietaria dell’area, hanno consentito di riprendere le indagini interrotte da più cinque anni e già avviate all’inizio degli anni 2000 anche in collaborazione con la Fondazione Carima.
La villa è un esempio unico a livello nazionale di villa rustica al centro di un grande latifondo, la cui vita, dopo numerose modifiche architettoniche, arriva fino al VI sec. d.C., documentando un modello di gestione del territorio che subentra alla crisi delle città romane e che è estremamente difficile individuare archeologicamente.
“Quest’anno gli scavi - ha dichiarato Perna - hanno consentito di indagare una parte importante della pars urbana, cioè di quegli edifici occupati dai proprietari della villa”. Si tratta con ogni probabilità, almeno nelle prima fase, della famiglia degli Herenni, famosi produttori di vino, un’attività documentata anche da giare ed altre strutture conservate proprio nelle aree produttive della villa. “Sono venuti alla luce - prosegue Perna - mosaici e pareti riccamente dipinte, che decoravano gli ambienti di un triclinio monumentale che, tramite un portico, si affacciava su un giardino”. L’edificio fu poi forse acquistato da Flavio Silva Nonio Basso, braccio destro dell’imperatore Tito, che iniziò una trasformazione che ha condotto l’impianto ad assumere l’aspetto di una villa a padiglioni, con terme e aule di rappresentanza
“La ripresa degli scavi di Villamagna - ha dichiarato Giorgio Postrioti -, oltre a farci acquisire dati storici di rilievo, consente di avviare un processo di conservazione e restauro delle strutture affioranti, fondamentale per la tutela e la valorizzazione del sito”.
“Si tratta solo di un esempio - ha dichiarato il rettore Francesco Adornato - di quello che l’attività di ricerca dell’Università di Macerata può portare alla crescita del territorio. La nostra équipe è in grado anche di avviare i primi interventi di messa in sicurezza di mosaici ed intonaci e di pensare progetti di valorizzazione nell’ambito dei quali, intorno ad un coerente progetto culturale con una forte regia storico-archeologica, si possono utilizzare e coordinare tecniche e competenze innovative che le nuove tecnologie ci mettono a disposizione”.
La qualità e le potenzialità di valorizzazione del sito dipendono anche dal suo inserimento nella Riserva Naturale Abbadia di Fiastra. “La valorizzazione del patrimonio culturale delle Riserva è uno dei pilastri delle nostre politiche di gestione e sviluppo” ha affermato Giuseppe Sposetti, Presidente della Fondazione Giustiniani Bandini “il patrimonio archeologico, è al centro della nostra attenzione e speriamo che il sito di Villamagna possa essere presto al centro di un percorso archeologico attrezzato e coerente a partire dalla presenza, in area contigua a quella della Riserva del parco archeologico di Urb Salvia”.
L’avvio dello scavo archeologico nel sito di Villamagna non ha interrotto le attività di ricerca e valorizzazione a Urbs Salvia. Il Comune di Urbisaglia e l’Università di Macerata, in coordinamento con la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Ancona, hanno completato a giugno lo scavo del tempio repubblicano della città, edificio unico nel suo genere per cronologia e tipologia architettonica, ed ora stanno procedendo al suo restauro e musealizzazione.
“Si tratta di un intervento previsto dal Piano del Parco archeologico elaborato alcuni anni fa - ha ricordato il sindaco Paolo Giubileo - ed oggi, grazie ad un cospicuo finanziamento, riusciremo ad ampliare il percorso di visita alla città, già ricco di monumenti unici per i quali è stato recentemente predisposto un nuovo sistema di pannelli didattici in grado di rimandare, tramite QR Code, ad un ricco materiale informativo tra il quale le ricostruzioni 3d dei monumenti, utili per capire i ruderi altrimenti leggibili solo dagli occhi degli esperti”
Whirlpool premia la Scuola Primaria Pisani Dossi in Lombardia e la Scuola Primaria di Villa Strada nelle Marche al concorso "Momenti da non Sprecare".
Sono la 2B della Scuola primaria Pisani Dossi di Albairate (MI) e la 5A della Scuola Primaria di Villa Strada di Cingoli (MC) le classi vincitrici della prima edizione del concorso educativo Momenti da non Sprecare, attività conclusiva del progetto promosso da Whirlpool Corporation, volto a sensibilizzare le nuove generazioni sul valore sociale e ambientale del cibo e la lotta allo spreco alimentare.
I bambini della Scuola primaria Pisani Dossi hanno vinto il concorso tra le scuole lombarde grazie alla messa in scena de "Il frigorifero intelligente", dove il protagonista è un frigorifero innovativo e tecnologicamente avanzato che avverte quando gli alimenti sono in scadenza, grazie ad un lettore ottico che legge e registra le scadenze e ad un computer parlante.
(fonte Ansa)
Perché il rame e l’argento tendono a legarsi così fortemente all’oro? Quale energia li lega? È dall’osservazione di questi legami apparentemente “particolari” e dalle intense emissioni di luce che ne derivano, che ha preso il via il progetto di ricerca condotto dalla prof.ssa Rossana Galassi, docente della sezione di Chimica della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam, i cui risultati sono stati appena pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences, organo ufficiale dell’Accademia nazionale delle Scienze degli Stati Uniti).
Il lavoro riguarda lo studio della chimica di particolari composti trinucleari ciclici, ossia una sorta di mattonelle triangolari con ai vertici atomi metallici che si impilano e interagiscono tra di loro mostrando proprietà chimiche che sono uniche nel panorama della chimica di coordinazione dei metalli da conio.
“Nel corso dello studio, iniziato dal prof. Bonati e proseguito dal prof. Burini – ha dichiarato la prof.ssa Rossana Galassi – abbiamo sintetizzato e caratterizzato composti sia di oro che di argento e di rame con strutture molecolari molto eleganti e simmetriche, con distanze intermolecolari tra atomi dei metalli molto corte, ma sull’origine della loro reattività e delle loro proprietà emissive non molto si era capito. Con questo ultimo lavoro, dove sono stati riportati composti stabili trinucleari ciclici bimetallici, cioè contenenti sia oro che rame, abbiamo dimostrato che i legami coinvolti nella formazione di questi composti, che fino ad adesso venivano chiamati interazioni secondarie di tipo metallofilico, ossia non molto forti, sono invece legami covalenti, esattamente alla stregua di tutti gli altri legami chimici; i legami fra rame e oro in questi composti sono quindi della stessa natura di quelli che legano tutti i composti chimici che sono intorno a noi”.
Come moderni alchimisti, quindi, i ricercatori coinvolti nello studio sono riusciti a scoprire il perché di questa tendenza del rame ad unirsi all’oro (piuttosto che l’oro al rame) e che il legame tra di loro risponde alle leggi del legame covalente polare, lo stesso esistente nella molecola di glucosio, di acqua o di anidride carbonica per intenderci.
“Non solo, – ha proseguito la prof.ssa Galassi – abbiamo inoltre verificato una resa quantica di fosforescenza vicina all’unità, caratteristica niente affatto comune: ciò significa che questi composti che contengono il legame oro-rame, proprio in virtù di questo legame, hanno la capacità di convertire quasi tutti i fotoni che sono in entrata, quindi la luce assorbita, in fotoni in uscita, quindi luce emessa. Si tratta di un lavoro di ricerca della chimica di base, ma degno di notevole attenzione per le applicazioni che potrebbe avere nel settore delle tecnologie avanzate tipo negli OLED.
“Sono davvero molto soddisfatta – ha affermato la prof.ssa Galassi – per questo importante risultato che mi ripaga del lavoro svolto da diversi anni. Abbiamo studiato molti aspetti in sequenza per arrivare, attraverso molte collaborazioni multidisciplinari, fino ad un prototipo di un OLed, con una resa quantità pressoché inalterata quindi molto promettente per futuri sviluppi applicativi di questi composti”
La ricerca è stata svolta soprattutto in collaborazione con il gruppo di ricerca del prof. Mohammad A. Omary della University of North Texas negli Stati Uniti.
“Ringrazio molto il prof. Omary – ha concluso la prof.ssa Galassi – che pur non conoscendomi personalmente fino alla sua visita in UNICAM, ha sempre attivamente e costruttivamente sostenuto una discussione scientifica attraverso una corrispondenza via mail, ha creduto in questo progetto e lo ha arricchito di aspetti teorici fondamentali. Inoltre mi ha inserita in un finanziamento della National Science Foundation, grazie al quale abbiamo potuto sostenere studenti PhD UNICAM nella loro mobilità verso l’università del North Texas proprio per approfondire gli studi di luminescenza”.
Con una festa appartenente alla tradizione friulana, ovvero il "licof", si è svolta oggi a Sarnano la cerimonia di deposizione della tipica frasca sul tetto della scuola dell'infanzia che la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia sta realizzando nel comune del maceratese. È stata la stessa presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, a consegnare nelle mani del capocantiere il "pec", ossia il piccolo abete, il quale, secondo la tradizione carnica, è stato sistemato nel punto più alto dell'edificio. Serracchiani ha spiegato il motivo per cui la Regione ha scelto la comunità di Sarnano per la costruzione di un'opera tangibile che resti nel tempo. "Abbiamo deciso di impegnarci qui - ha detto - per dare vita a un edificio in un territorio lontano dai riflettori. Con l'amministrazione locale c'è stato subito un grande affiatamento che ci ha consentito di andare avanti speditamente con i lavori''.
Grazie allo sforzo e alla solidarietà di tanti soggetti noi possiamo ripartire''. Lo ha detto il presidente delle Marche Luca Ceriscioli, ringraziando Deborah Serracchiani e la Regione Friuli Venezia Giulia. ''Sono questi gesti che ci fanno sentire tutti dentro una grande famiglia e ci danno la forza di andare avanti'' ha aggiunto. Sono oltre 130 le scuole danneggiate nelle Marche. Per 14 scuole ha preso il via la ricostruzione con tecniche a secco e veloci ma allo stesso tempo sicure all' avanguardia. Un secondo gruppo di scuole aspetta il via libera della Corte dei conti e altre 65 verranno finanziate nell'ultimo stralcio del piano scuole già in preparazione che verrà approvato a settembre. Attraverso le scuole, ha detto il presidente, ''ricostruiamo il cuore delle comunità. Come in questo caso a lavorare senza sosta per dare risposte ci sono centinaia di persone che vanno ringraziate. La missione della missioni è che le comunità diffuse sul territorio possano attraverso le scuole ricominciare a vivere". (Ansa)
Giovedì e venerdì, 13-14 luglio, si terrà al Polo Pantaleoni il Convegno internazionale “Values in a changing world”, organizzato da Università di Macerata e Università Normale di Pechino, con la collaborazione dell’Università Hubei della Cina, della International Society for Value Inquiry e sotto gli auspici dell’Istituto Confucio di Macerata.
Giovedì e venerdì, 13-14 luglio, si terrà al Polo Pantaleoni (Via della Pescheria Vecchia, 22) il Convegno internazionale “Values in a changing world. I valori in un mondo che cambia”, organizzato dall’Università di Macerata e dall’Università Normale di Pechino, con la collaborazione dell’Università Hubei della Cina, della International Society for Value Inquiry e sotto gli auspici dell’Istituto Confucio di Macerata. Al convegno partecipano circa 60 relatori provenienti dalla Cina, dall’Italia e dal resto del mondo, invitati a una riflessione congiunta sui valori di un mondo in continua evoluzione, al fine della comprensione reciproca.
“Come è accaduto in tutti i periodi di grande cambiamento storico – spiega Filippo Mignini, presidente del comitato organizzatore - l’umanità si interroga sulla tenuta e sul mutamento dei valori che considera imprescindibili per la sua stessa esistenza. I valori locali e tradizionali si devono confrontare con lo sviluppo di nuove tecnologie, con la diffusione di internet e dei social media, con crisi finanziarie e sociali di portata globale. In Cina si sta sviluppando un dibattito molto sentito sulla promozione dei valori fondamentali. Questo è anche l’oggetto delle riflessioni che, riguardo al tempo che stiamo vivendo, verranno presentate e discusse nel convegno maceratese”. La partecipazione è libera.
Grande successo per lo studente UNICAM Ahmed Abdelwahed, che ha conquistato la medaglia d’argento ai Campionati Italiani Assoluti di Atletica leggera, tenutisi a Trieste lo scorso 2 luglio.
La soddisfazione è ancora maggiore dal momento che Ahmed è stato poi designato a far parte a far parte della nazionale che rappresenterà i colori dell’Italia in occasione dei Campionati Europei U23 in programma a Bydgoszcz (Polonia) dal 10 al 17 luglio prossimi.
Grandissima la prestazione per Ahmed, atleta del Cus Camerino allenato da Roberto Scalla, che ha centrato l’argento nei 3000 siepi, battendo tutti gli atleti militari, dietro solamente ad Ala Zoghlami di soli 3 centesimi di secondo.
Studente Unicam, Ahmed, che sta dando lustro alla città di Camerino da 2 anni da gennaio, ha ottenuto sotto la guida di Roberto Scalla ben 5 medaglie ai Campionati Italiani di categoria, universitari e assoluti.
Grande soddisfazione è stata espressa non solo da parte di tutto lo staff del Cus Camerino, del presidente, dei dirigenti e dei collaboratori della sezione atletica, ma anche dal Rettore Unicam Flavio Corradini e dal Rettore eletto Claudio Pettinari
“Le nostre congratulazioni ad Ahmed – hanno sottolineato Corradini e Pettinari – per questo eccellente risultato, che riempie di orgoglio l’intera comunità universitaria. Unicam ha sempre posto particolare attenzione alle attività sportive per i propri iscritti, anche grazie alla collaborazione con il Cus Camerino. I moderni e funzionali impianti sportivi a disposizione dell’Università di Camerino rappresentano certamente un valore aggiunto per gli atleti che volessero iscriversi al nostro Ateneo, ma anche per tutti gli studenti che, usciti da lezioni e laboratori, sentano il bisogno di ritemprare mente e corpo con una sana attività sportiva”.